Il 31 ottobre i quattro paesi bagnati dal Lago Ciad hanno stipulato l’omonimo accordo volto alla sviluppo economico, sociale e politico della regione, sconvolta in questi anni sia dagli eventi atmosferici sia dal fenomeno del crescente terrorismo. In questo clima le condizioni medie di vita della popolazione sono peggiorate, attaccando anche l’embrionale apparato economico, principale obiettivo delle cellule attive nella zona. I termini dell’accordo, racchiusi in nove obiettivi minimi da raggiungere, spaziano dagli aiuti all’agricoltura agli interventi militari nella zona per metterla in sicurezza dal terrorismo, senza perdere però di vista il concetto fondante: ogni miglioramento delle condizioni di vita passa attraverso la formazione e l’istruzione, uniche in grado di difendere non solo dagli eventi atmosferici, ma soprattutto dalla profilazione dei gruppi paramilitari.

Lo stato del Ciad sotto Idriss Déby

Secondo la rivista “Forbes”, il Ciad è uno dei paesi maggiormente corrotti del Mondo, nei massimi vertici dell’area africana. Nei suoi 29 anni di Governo Idriss Déby è stato più volte accusato di corruzione e di brogli elettorali, come è stato bersaglio di innumerevoli colpi di stato, data anche la facilità con cui ha cambiato gli appoggi internazionali con gli Stati limitrofi sulle loro questioni di politica interna.
Nei suoi anni di comando e considerando le disastrose condizioni di partenza del Ciad, non si possono trovare tuttavia delle grandi pecche nella gestione delle crisi del Paese. Molto abile nell’ottenere molteplici appoggi (si ricordino gli aiuti alla Libia di Muhammar Gheddafi durante lo scoppio della guerra civile libica mentre con la Francia si batteva nel Sahel contro Boko Haram), ha utilizzato il pugno duro contro i colossi del petrolio per questioni di evasione fiscale.

L’importanza dell’Accordo a livello internazionale

Con la stipulato dell’Accordo di questi giorni, un altro grande passo è stato compiuto nel sostegno alle politiche agricole ed allo sviluppo delle aree più povere del Paese. La cooperazione con Niger, Nigeria e Camerun è da considerarsi importante anche in qualità di stabilità politica dell’area, in grado di garantire nel futuro un lungo periodo di pace, che nel continente non è assolutamente scontato, soprattutto quando le forze armate dei vari territori si trovano ad agire con troppa prossimità. Un miglioramento delle politiche dell’educazione e la formazione continua della popolazione che vive tutt’oggi di agricoltura di sussistenza sono la chiave per gestire i periodi di carestia e permettere di superare in modo migliore le avversità dettate dagli eventi atmosferici. La creazione in futuro di un mercato comune dell’area riguardando i frutti dell’agricoltura è necessario anche in quest’ottica, garantendo una miglior fruizione dei beni in caso di necessità per i quattro Paesi.

Come spesso succede, bisognerà vedere se all’Accordo si succederanno anche le attuazioni dello stesso. Tuttavia, data la lungimiranza dei premier soprattutto della Nigeria e del Ciad (Muhammadu Buhari e Idriss Déby), la possibilità che i risultati raggiunti saranno maggiori di quelli attesi è probabile, arrivando magari un giorno a migliorare significativamente le condizioni di vita del bacino del Lago Ciad.