<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giovanni Tria Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/giovanni-tria/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/giovanni-tria</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 02 Feb 2020 14:01:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Giovanni Tria Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/giovanni-tria</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le acrobazie di Dombrovskis sul debito italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-acrobazie-di-dombrovskis-sul-debito-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 14:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=256323</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-1024x471.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Valdis Dombrovskis è falco tra i falchi europei. Un censore dei conti pubblici severo che interpreta alla lettera le regole su debito, rapporto deficit/Pil e austerità economica, oggi centrale nell&#8217;architettura della Commissione europea di Ursula von der Leyen. In cui gli spetta il ruolo di &#8220;supercommissario&#8221; all&#8217;Economia, supervisore diretto di Paolo Gentiloni, che agli Affari Economici ha sostituito il francese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-acrobazie-di-dombrovskis-sul-debito-italiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-acrobazie-di-dombrovskis-sul-debito-italiano.html">Le acrobazie di Dombrovskis sul debito italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Valdis Dombrovskis" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Valdis-Dombrovskis-La-Presse-2-e1570808155382-1024x471.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Valdis Dombrovskis </strong>è falco tra i falchi europei. Un censore dei conti pubblici severo che interpreta alla lettera le regole su debito, rapporto deficit/Pil e austerità economica, oggi centrale nell&#8217;architettura della <strong>Commissione europea </strong>di Ursula von der Leyen. In cui gli spetta il ruolo di &#8220;supercommissario&#8221; all&#8217;Economia, <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-dombrovskis-commissaria-gentiloni-e-gualtieri.html" target="_blank" rel="noopener">supervisore diretto di </a><strong>Paolo Gentiloni, </strong>che agli Affari Economici ha sostituito il francese <strong>Pierre Moscovici</strong> famoso per essere stato nel 2018, assieme all&#8217;ex premier lettone, il più feroce censore della manovra italiana del governo gialloverde.</p>
<p>In un climax di tensioni in cui si toccarono eccessi da una parte e dall&#8217;altra Dombrovskis e Moscovici si distinsero per attacchi a freddo, f<a href="https://it.insideover.com/politica/gioco-pericoloso-della-commissione-litalia-le-possibili-vie-duscita.html">rasi preoccupate sui conti pubblici italiani pronunciate a mercati aperti</a>, atteggiamenti sprezzanti. Dombrovskis, vicepresidente più importante della von der Leyen, aveva usato <a href="https://it.insideover.com/economia/la-mannaia-di-dombrovskis-sul-deficit-italiano.html">parole dure</a> anche in occasione dell&#8217;audizione di Gentiloni a settembre: &#8220;Dobbiamo vigilare sui possibili rischi alla stabilità economica e finanziaria e preservare finanze pubbliche sostenibili. Una politica di bilancio responsabile in questa fase significa anche migliorare le finanze pubbliche e usare lo spazio di bilancio per sostenere investimenti e riforme”. La rinuncia del governo Conte II a negoziare un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/economia/che-cose-il-superdeficit-a-cui-litalia-punta.html"><strong>superdeficit</strong></a>&#8221; in manovra e la fine delle illusioni di maggiori dividendi per l&#8217;afflato europeista del governo giallorosso sono state dovute in larga parte all&#8217;inflessibilità del politico lettone.</p>
<p>Risulta dunque sorprendente confrontare l&#8217;atteggiamento passato di Dombrovskis con le sue dichiarazioni più recenti. In un&#8217;intervista a Federico Fubini apparsa sul <em>Corriere della Sera, </em>infatti, Dombrovskis ha ostentato soddisfazione per il contenimento del deficit pubblico italiano nel 2019, anno dell&#8217;entrata in vigore della manovra basata su <strong>Quota 100 </strong>e<strong> reddito di cittadinanza </strong>messa in campo dal governo M5s-Lega.</p>
<p>Risulta quasi ironico constatare che Dombrovskis si stupisca di una realtà dei fatti scritta in partenza. Pensare alla sfida tra il governo gialloverde e Bruxelles come a una partita politicamente cruciale basata su due opposte concezioni delle politiche economiche era fuorviante. La battaglia è infuriata su pochi decimali, legati a concetti estremamente tecnici come <a href="https://it.insideover.com/economia/output-gap-cose-la-regola-europea-che-blocca-la-nostra-crescita.html">l&#8217;output gap,</a> e alla funzionalità per i gialloverdi e la Commissione di individuare nella controparte il <strong>nemico perfetto </strong>per fini di comunicazione politica.</p>
<p>Annunciando il deficit/Pil al 2,4%, prima di negoziare con l&#8217;Ue il 2,04%, il premier <strong>Giuseppe Conte </strong>e il ministro dell&#8217;Economia <strong>Giovanni Tria </strong>si erano affrettati a ricordare che le prospettive scontavano un margine legato alla necessità di costruire un &#8220;cuscinetto di sicurezza&#8221;, e che il reale dato sarebbe stato in fin dei conti inferiore. Fattispecie confermata dalla realtà dei fatti e dai dati, come il più recente <a href="https://it.insideover.com/economia/bankitalia-conferma-la-manovra-gialloverde-non-minacciava-i-conti.html">Bollettino economico della Banca d’Italia</a>, secondo cui il deficit reale per il 2019, anno di entrata a regime delle misure gialloverdi, non supererà il 2,2% del 2018. Un dato che conferma il trend decrescente del deficit italiano in rapporto al Pil già costituitosi dal governo Monti a quello Gentiloni e che dovrebbe far scattare l&#8217;allarme opposto: la carenza di <strong>investimenti produttivi </strong>in un contesto di perenne stagnazione dell&#8217;economia.</p>
<p>Al tempo stesso, la manovra gialloverde non si è dimostrata rivoluzionaria, ma nemmeno disastrosa: il moderato sentiero di crescita del 2019, per quanto costretto a scontare i dati dell&#8217;ultimo trimestre, si trasmetterà sicuramente al 2020 e al 2021.</p>
<p>Dombrovskis, dunque, elogia i risultati del governo che ha politicamente combattuto e, forse per mascherarsi, non sindaca il fatto che l&#8217;attuale governo Conte II abbia negoziato un deficit pari al 2,2% del Pil con la certezza, certificata recentemente dal Fmi, che il dato reale sarà almeno del 2,4. Contraddittorietà e doppi standard dei vertici Ue che oramai non dovrebbero più stupire. Parlando con Fubini, Dombrovskis concede, a parole, ai giallorossi uno spazio politico per la negoziazione a pacchetto del <strong>Mes </strong>e delle misure affini. Avendo ben presente che le parole del presidente dell&#8217;Eurogruppo <a href="https://it.insideover.com/economia/pronto-il-pacco-del-mes.html">Mario Centeno </a>sono state inequivocabili: Roma potrà al massimo limare i dettagli, non l&#8217;impianto del &#8220;fondo salva-Stati&#8221;. Al confronto delle acrobazie sul deficit di Dombrovskis, però, queste dichiarazioni ci sembrano addirittura sincere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-acrobazie-di-dombrovskis-sul-debito-italiano.html">Le acrobazie di Dombrovskis sul debito italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa già mette i paletti all&#8217;Italia sul deficit</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leuropa-gia-mette-i-paletti-allitalia-sul-deficit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 12:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=230457</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="648" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Ursula von der Leyen" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-1024x442.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nuovo governo, vecchio premier, stessa storia. Le illusioni secondo cui il &#8220;dividendo&#8221; garantito al governo M5S-Pd per l&#8217;estromissione dal potere della Lega di Matteo Salvini e la formazione del Governo Conte II si sarebbe materializzato in termini economici attraverso una maggiore elasticità fiscale sul deficit sono presto tramontate. La doccia gelata del &#8220;commissariamento&#8221; di Paolo Gentiloni, prossimo responsabile europeo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-gia-mette-i-paletti-allitalia-sul-deficit.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-gia-mette-i-paletti-allitalia-sul-deficit.html">L&#8217;Europa già mette i paletti all&#8217;Italia sul deficit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="648" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Ursula von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-300x130.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-768x332.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Conte-von-der-Leyen-La-Presse-e1569155139268-1024x442.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nuovo governo, vecchio premier, stessa storia. Le illusioni secondo cui il &#8220;dividendo&#8221; garantito al governo M5S-Pd per l&#8217;estromissione dal potere della <strong>Lega di Matteo Salvini </strong>e la formazione del <strong>Governo Conte II </strong>si sarebbe materializzato in termini economici attraverso una maggiore elasticità fiscale sul deficit sono presto tramontate.</p>
<p>La doccia gelata del <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-dombrovskis-commissaria-gentiloni-e-gualtieri.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;commissariamento&#8221; di Paolo Gentiloni</a>, prossimo responsabile europeo per gli Affari Economici, da parte del<a href="https://it.insideover.com/economia/gentiloni-dimezzato-sulleconomia-comanda-dombrovskis.html" target="_blank" rel="noopener"> falco pro-austerità lettone</a> Valdis Dombrovskis testimonia che anche nell&#8217;era di <strong>Ursula von der Leyen </strong>l&#8217;Italia sarà attesa da una tappa di alta montagna nella definizione della legge di bilancio e della negoziazione con l&#8217;Europa. In questo contesto, il ruolo del premier <strong>Giuseppe Conte </strong>è ambivalente. Conte si è conquistato i margini di bilancio per il 2019 (2,04% di deficit), ha evitato due volte lo spettro della procedura di infrazione e affrontato la disputa tra i suoi due ex vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e l&#8217;asse Moscovici-Juncker-Dombrovskis. Ma ha anche messo nero su bianco compromessi stringenti. Ora divenuti autentiche forche caudine per il suo nuovo esecutivo.</p>
<p>Andiamo con ordine. In primo luogo la manovra dovrà sanare le <a href="https://it.insideover.com/economia/le-clausole-iva-il-grande-vincolo-dellitalia-dal-2011-ad-oggi.html" target="_blank" rel="noopener">onerose clausole di salvaguardia</a> Iva che un vero governo di svolta dovrebbe togliere dalla propria legge di bilancio, in ottemperanza all&#8217;accordo con l&#8217;Ue del 2018; coperti i 23 miliardi di euro necessari, l&#8217;Italia punta in teoria a ottenere maggiori spazi di manovra per investimenti produttivi da scorporare nel calcolo del rapporto deficit/Pil, <a href="https://it.insideover.com/economia/che-cose-il-superdeficit-a-cui-litalia-punta.html" target="_blank" rel="noopener">accedendo a un &#8220;superdeficit&#8221;</a> che tuttavia l&#8217;Europa è ben restia a concedere, ricordando gli impegni presi solo pochi mesi fa da Conte e <strong>Giovanni Tria </strong>nel negoziato che ha salvato Roma dall&#8217;ultima procedura di infrazione.</p>
<p>In tale contesto, infatti, Conte e Tria hanno fatto ampie concessioni in termini di deficit strutturale,sul parametro tecnicamente definito &#8220;<strong>output gap</strong>&#8220;. Nell&#8217;output gap sta il vero segreto delle contese del 2018 tra Roma e Bruxelles e il pomo della discordia. Questo indice misura la differenza tra il Pil reale di uno Stato e il cosiddetto Pil potenziale, ovvero quello che si misurerebbe in presenza di un pieno utilizzo dei fattori produttivi. Un output gap positivo, infatti, indica che uno Stato, in linea teorica, sta sovra-utilizzando i suoi fattori produttivi e deve porre in essere manovre di austerità fiscale per tornare allineato. Lo scorso anno <a href="http://marcello.minenna.it/wp-content/uploads/2018/09/20180910_Repubblica.pdf" target="_blank" rel="noopener">il braccio di ferro tra governo italiano e Commissione era legato alle diverse stime in materia</a>: Bruxelles riteneva credibile un output gap del +0,5%, ovvero auspicava una riduzione del rapporto deficit/Pil, mentre Roma lo segnalava al -0,6%. Ironicamente, la Commissione indicava che l&#8217;Italia era in una fase di eccessivo utilizzo dei suoi fattori mentre tutti i dati sulla disoccupazione segnavano parametri in doppia cifra.</p>
<p>Per ammissione di Tria e Conte nella lettera inviata a Bruxelles il 2 luglio scorso il governo M5S-Lega aveva ribadito &#8220;il suo impegno a conseguire un miglioramento strutturale&#8221; nel 2020, ovvero a ridurre ulteriormente un deficit di bilancio che col governo Conte I era risultato, in ogni caso, il più basso dal 2011 ad oggi. Un&#8217;impegnativa difficile da rispettare sul medio periodo, date le grandi esigenze di investimenti pubblici e la fame di politiche per la crescita del Paese, in campo industriale, infrastrutturale, tecnologico e via dicendo.</p>
<p>E, al tempo stesso, un punto di partenza che la nuova Commissione riterrà imprescindibile anche per il Conte II: il diverso afflato europeista dei due esecutivi non cambia la sostanza o <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/09/22/news/manovra-l-ue-mette-i-paletti-sul-deficit-flessibilita-possibile-ma-e-da-negoziare-1.37494466">la quadrata difesa del rigore teutonico</a> da parte dei falchi di Bruxelles di cui Dombrovskis è perfetto rappresentante. Per il 2020 l&#8217;output gap dell&#8217;Italia dovrebbe, secondo Bruxelles, migliorare dello 0,6%, ovvero di circa un terzo del differenziale di deficit negoziato lo scorso anno. Certamente la von der Leyen, conscia la &#8220;fame di deficit&#8221; della sua Germania, non potrà andare tanto in fondo. Ma appare realistico pensare che Dombrovskis possa impartire a Gentiloni la direttiva di chiedere un passo in tale direzione: per Conte e il nuovo titolare del <strong>Mef Roberto Gualtieri</strong> ciò significherebbe impegnarsi in un duro round di negoziazioni per rosicchiare margini di manovra oltre la sterilizzazione delle clausole Iva, che assorbirebbe buona parte dello spazio concesso.</p>
<p>Per Gualtieri potrebbe essere l&#8217;ora di un duro contrappasso: l&#8217;ex eurodeputato Pd ha infatti negoziato per conto dell&#8217;Italia il <strong>Fiscal compact </strong>che ha rafforzato le <a href="https://it.insideover.com/economia/output-gap-cose-la-regola-europea-che-blocca-la-nostra-crescita.html" target="_blank" rel="noopener">regole dell&#8217;output gap</a> e ridotto i margini di manovra per le economie più in difficoltà. &#8220;È il Fiscal compact che, in concomitanza con la crisi peggiore dell’Europa dal 1929, ha impedito qualsiasi politica espansiva anticiclica&#8221;, <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/l-uomo-del-fiscal-compact-all-economia-ecco-chi-e-il-neoministro-gualtieri/" target="_blank" rel="noopener">ha scritto senza mezzi termini </a><b>Domenico Moro,</b> politologo di sinistra ma oppositore della linea europeista del Conte II. &#8220;In questo modo il Fiscal compact ha trascinato a picco le economie di molti Paesi europei, e ha contratto pesantemente il welfare e l’assistenza sanitaria con risultati devastanti per le persone, specie in Grecia ma non solo lì&#8221;: Gualtieri proverà presto sulla propria pelle, e il Paese sperimenterà duramente, quanto l&#8217;insensatezza di certe regole limiti la possibilità di azioni economiche attive nel momento in cui sono più necessarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leuropa-gia-mette-i-paletti-allitalia-sul-deficit.html">L&#8217;Europa già mette i paletti all&#8217;Italia sul deficit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le clausole Iva: il grande vincolo dell&#8217;Italia dal 2011 ad oggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-clausole-iva-il-grande-vincolo-dellitalia-dal-2011-ad-oggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 07:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=225040</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si fa un gran parlare, nelle ultime giornate, del nodo delle clausole di salvaguardia sull&#8217;Iva che rappresentano il principale ostacolo che il prossimo governo italiano dovrà affrontare per varare la Legge di Bilancio per l&#8217;anno 2020. Accordandosi con l&#8217;Unione Europea per il deficit di bilancio al 2,04% del Pil Giuseppe Conte e Giovanni Tria hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-clausole-iva-il-grande-vincolo-dellitalia-dal-2011-ad-oggi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-clausole-iva-il-grande-vincolo-dellitalia-dal-2011-ad-oggi.html">Le clausole Iva: il grande vincolo dell&#8217;Italia dal 2011 ad oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Giuseppe-Conte-e-Giovanni-Tria-La-Presse-e1566890217702-1024x497.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si fa un gran parlare, nelle ultime giornate, del nodo delle clausole di salvaguardia sull&#8217;Iva che rappresentano il principale ostacolo che il prossimo governo italiano dovrà affrontare per varare la Legge di Bilancio per l&#8217;anno 2020. Accordandosi con l&#8217;Unione Europea per il deficit di bilancio al 2,04% del Pil Giuseppe Conte e Giovanni Tria hanno inserito nella manovra 2019 clausole di salvaguardia dal valore di 23 miliardi di euro la cui sterilizzazione è d&#8217;obbligo per evitare un rincaro dell&#8217;Iva ordinaria al 25% e di quella agevolata al 13%.</p>
<p>Una certa narrazione politico-economica ha imputato al <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-giuseppe-conte-si-e-ritagliato-uno-spazio-di-manovra-tra-i-leader-internazionali.html">premier </a><strong>Giuseppe Conte </strong>la responsabilità di queste clausole, inserite al termine di un round di discussioni serrato tra Roma e Bruxelles, e portato a pensare che la scelta di <strong>Matteo Salvini </strong>di rompere l&#8217;alleanza gialloverde fosse dovuta alla volontà della Lega di lavarsi le mani di una legge di bilancio che avrebbe dovuto focalizzarsi su quei fatidici 23 miliardi. <a href="https://it.insideover.com/economia/lottovolante-della-crisi.html">Eventualità possibile</a> per ragioni di calcolo politico, ma non certamente per una presunta eccezionalità delle clausole in scadenza a dicembre. Questo perché il governo gialloverde non ha fatto altro che seguire una strada percorsa da tutti gli esecutivi che lo hanno preceduto.</p>
<h2>Le clausole Iva sono una costante</h2>
<p><a href="https://www.italiaoggi.it/news/tremonti-il-5-agosto-2011-la-bce-invio-al-governo-italiano-una-vera-e-propria-lettera-di-ricatto-2381648">In una lettera al quotidiano </a><em>Italia Oggi, </em>l&#8217;ex Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha spiegato che il contesto in cui il governo Berlusconi varò, nel pieno della crisi europea del 2011, le prime clausole di salvaguardia sull&#8217;Iva era quello caratterizzato dalla necessità italiana di rispondere alle richieste, ascrivibili in certi punti a veri e propri diktat, contenute nella celebre lettera Trichet-Draghi giunta a Palazzo Chigi in estate, <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html">novanta giorni prima che l&#8217;esecutivo affondasse definitivamente</a>.</p>
<p>Il <strong>&#8220;Decreto di Ferragosto&#8221; </strong>impostato da Tremonti fu modificato, su insistenza europea, includendo la clausola sull&#8217;Iva che, è bene precisarlo, &#8220;era totalmente priva di valore giuridico non producendo effetti vincolanti e specifici (come è invece stato dopo per le altre e vere clausole) esaurendosi nella forma di un impegno politico-programmatico&#8221;, formalizzato solo dopo l&#8217;avvicendamento a Palazzo Chigi tra Berlusconi e Mario Monti.</p>
<p>Dopo Monti, anche i governi presieduti da Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e, da ultimo, <strong>Giuseppe Conte, </strong>ne hanno fatto uso, consapevoli del loro ruolo di utile bandiera da sventolare per compiacere la Commissione Europea nella piena consapevolezza di una loro successiva rimozione. Con l&#8217;unica eccezione del governo Letta, che nel 2014 portò l&#8217;Iva ordinaria al 22%.</p>
<h2>La via d&#8217;uscita è nota</h2>
<p><strong>Giovanni Tria, </strong>titolare uscente del Mef, ha gettato acqua sul fuoco parlando al <em>Corriere della Sera</em> e sostenendo che i risparmi delle misure della manovra, derivanti da Quota 100 e Reddito di Cittadinanza<strong>, </strong>consentiranno di abbassare a 15/16 miliardi le clausole di salvaguardia. Una cifra in linea con quelle degli anni precedenti e che lascerebbe spazio ad altre misure.</p>
<p>Certamente tutto ciò non basterà per rilanciare l&#8217;economia italiana. Sterilizzare l&#8217;Iva, la più regressiva delle imposte, è doveroso per evitare un duro colpo ai consumi delle famiglie, ma quello di cui ha bisogno l&#8217;Italia sono forti politiche a sostegno della domanda.Investimenti infrastrutturali, sviluppo territoriale(reti idriche, ospedali, scuole, specie nelle regioni del Sud Italia) e la creazione di una <strong>banca pubblica per gli investimenti, </strong>nonché un potenziamento del <a href="https://it.insideover.com/economia/fondo-sovrano-europeo-von-der-leyen.html">Fondo Nazionale Innovazione</a>, rappresenterebbero i capisaldi da cui il futuro governo dovrebbe partire. Puntando a superare la logica dell&#8217;austerità nel cui contesto matura la necessità di inserire clausole che presuppongono l&#8217;aumento dell&#8217;Iva.</p>
<p>E sarebbe utile, in questo caso, lanciare una provocazione: sarebbe utile se la prossima manovra finanziaria, per la prima volta da nove anni, non prevedesse tali clausole come limiti vincolanti all&#8217;azione del governo. Sarebbe un segnale forte di discontinuità e, inoltre, il superamento di una misura nata, nonostante tutte le problematiche politiche sugli sviluppi del 2011, in una situazione chiaramente emergenziale, come spiegato con lucidità da Tremonti. Il modo migliore per segnalare al resto d&#8217;Europa che l&#8217;Italia in campo economico è pronta a progettare il futuro senza restare impantanata nel suo recente passato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-clausole-iva-il-grande-vincolo-dellitalia-dal-2011-ad-oggi.html">Le clausole Iva: il grande vincolo dell&#8217;Italia dal 2011 ad oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La missione di Tria negli Stati Uniti:  perché abbiamo bisogno di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-bilancio-della-missione-americana-di-giovanni-tria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 21:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[jp morgan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/un-bilancio-della-missione-americana-di-giovanni-tria-171359.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="4928" height="3280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg 4928w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4928px) 100vw, 4928px" /></p>
<p>Negli scorsi giorni il ministro dell&#8217;Economia Giovanni Tria ha visitato gli Stati Uniti, recandosi a New York e Washington per incontrare esponenti dell&#8217;amministrazione Trump, membri delle principali istituzioni economiche internazionali ed esponenti del mondo economico e finanziario d&#8217;oltre Atlantico, interessati alle dinamiche del nostro Paese. Come sottolineato dall&#8217;Ambasciata italiana a Washington in una nota, l&#8217;obiettivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-bilancio-della-missione-americana-di-giovanni-tria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-bilancio-della-missione-americana-di-giovanni-tria.html">La missione di Tria negli Stati Uniti:  perché abbiamo bisogno di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4928" height="3280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg 4928w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4928px) 100vw, 4928px" /></p><p>Negli scorsi giorni il ministro dell&#8217;Economia <strong>Giovanni Tria</strong> ha visitato gli Stati Uniti, recandosi a New York e Washington per incontrare esponenti dell&#8217;amministrazione Trump, membri delle principali istituzioni economiche internazionali ed esponenti del mondo economico e finanziario d&#8217;oltre Atlantico, interessati alle dinamiche del nostro Paese.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://ambwashingtondc.esteri.it/ambasciata_washington/it/sala-stampa/dall_ambasciata/2019/02/comunicato-stampa-del-ministero.html" target="_blank"> Come sottolineato dall&#8217;Ambasciata italiana a Washington in una nota</a>, l&#8217;obiettivo principale di Tria è stato quello di &#8220;spiegare e far conoscere sempre meglio, ai responsabili del governo Usa, alle istituzioni internazionali, all’accademia come ai grandi investitori e imprenditori internazionali i tanti atout del Paese e i lavori in corso per rafforzarli&#8221;.</p>
<p>La parola chiave ripetuta dal ministro nei suoi incontri è stata &#8220;<strong>investimenti</strong>&#8220;: &#8220;Investimenti come potente motore della crescita e grande opportunità: per chi voglia impiegare capitali in Italia non ci sono solo le emissioni dei titoli di Stato con rendimenti interessanti, ha sottolineato Tria. Ci sono gli investimenti nelle infrastrutture grandi e medie da modernizzare, le privatizzazioni, immobiliari e non, presto sul trampolino di lancio nonché i settori della ricerca, del design e dell’innovazione tecnologica di punta&#8221;. </p>

<p>&#8220;Dobbiamo combattere il pessimismo sugli investimenti&#8221; <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/svegliate-populisti-sovranisti-de-noantri-tria-39-39-weidmann-194595.htm" target="_blank">ha detto Tria all&#8217;<em>Ansa</em></a>, escludendo la possibilità di una manovra correttiva e osservando come &#8220;ci sono tutti gli elementi per una ripresa dell&#8217;Italia&#8221; all&#8217;interno di un&#8217;Europa che non mostra segnali di recessione. Ma per attirare investimenti l&#8217;Italia ha bisogno di offrire &#8220;certezze di comportamento&#8221; e di indirizzi istituzionali.</p>
<p>Di particolare interesse gli incontri di Tria con gli esponenti di Jp Morgan, istituto statunitense che a ottobre, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lombrello-americano-sul-debito-italiano/" target="_blank">scommettendo sulla tenuta del debito italiano</a> ha fornito un assist, forse decisivo, per frenare l&#8217;avvitamento dello <strong>spread</strong>. Un chiaro segnale, da oltre Atlantico, sulla fiducia che l&#8217;economia a stelle e strisce ha nella tenuta dei legami tra Roma e Washington. Ai tempi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-10-10/jp-morgan-resta-fedele-btp-lo-spread-non-andra-oltre-400-215837.shtml?uuid=AEYbxvKG" target="_blank">Nick Gartside, importante manager di Jp Morgan, aveva dichiarato al </a><em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-10-10/jp-morgan-resta-fedele-btp-lo-spread-non-andra-oltre-400-215837.shtml?uuid=AEYbxvKG" target="_blank">Sole 24 Ore</a>: </em>&#8220;Il problema numero uno per l’Italia è il debito ma, allo stato attuale, la sua sostenibilità non è in discussione. La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia&#8221;.</p>

<p>Tria ha voluto dunque rinsaldare i legami con un investitore interessato alla stabilità del Paese, puntando a risolvere <a href="http://www.occhidellaguerra.it/litalia-non-e-il-malato-deuropa-ma-tutta-lunione-rischia-la-recessione/" target="_blank">il problema dell&#8217;asimmetria</a> tra le dichiarazioni dei diversi esponenti del governo di fronte alle istituzioni economiche internazionali che genera sconcerto e preoccupazione tra figure di spicco desiderose di operare nel nostro Paese. Parlando con l&#8217;autorevolezza dettata dal suo ruolo, Tria ha dunque voluto ribadire che la stabilità del sistema Paese non è a rischio e che nel calcolo strutturale sulla sua tenuta la forza dei legami con Washington rappresenta una variabile fondamentale. </p>
<p>Come sottolinea <em>La Stampa, </em>&#8220;nella cornice discreta di Villa Firenze, la residenza dell&#8217;ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, che Tria ha trovato un parterre di invitati che consentiva di affrontare le due variabili centrali in discussione&#8221;, ovvero il rischio-Paese e il contributo Usa alla crescita italiana. &#8220;In ambasciata, oltre a Kevin Hassett, capo dei consiglieri economici di Trump e al numero due della Fed Randall Quarles, c&#8217;erano anche Linda McMahon, Segretario della <em>small business administration</em> e Elaine Chow, segretario al dipartimento dei Trasporti&#8221;, nonchè moglie del potente Senatore repubblicano Mitch McConnell, &#8220;responsabile di uno dei portafogli più importanti per gli investimenti infrastrutturali e per quella rete Interstate che include migliaia di chilometri di autostrade, ponti e cavalcavia&#8221;.</p>

<p>La McMahon è altrettanto importante per lo sviluppo delle Pmi americane: il dipartimento guidato dalla moglie del <em>chairman </em>della Wwe Vince McMahon ha la facoltà di concede prestiti agevolati per 30 miliardi di dollari per lo sviluppo industriale, e rappresenta un modello importante per un organismo analogo che potrebbe far estremamente comodo nel contesto italiano, per ridare fiato ai distretti industriali che rappresentano il cuore del tessuto produttivo nazionale. </p>
<p>Tria ha dunque avuto modo di raccogliere opinioni, sensazioni e idee, rafforzando la solidità dell&#8217;immagine dell&#8217;Italia nel cuore dell&#8217;Occidente e dell&#8217;economia globale. Per capire se sarà riuscito a conquistare un pieno successo, bisognerà tuttavia capire se l&#8217;ex accademico di Tor Vergata sarà riuscito a far ordine sotto il profilo delle referenze istituzionali per la gestione dell&#8217;economia italiana. Valorizzando il suo ruolo ed evitando che, in futuro, messaggi contraddittori dal governo e dal mondo economico possano ledere la posizione italiana. Senza, tuttavia, arrivare a trasformare il Mef in un centro di potere avulso dal coordinamento con gli altri dicasteri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-bilancio-della-missione-americana-di-giovanni-tria.html">La missione di Tria negli Stati Uniti:  perché abbiamo bisogno di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La battaglia delle previsioni (e i dubbi sulla crescita italiana)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-delle-previsioni-e-i-dubbi-sulla-crescita-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 20:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/la-battaglia-delle-previsioni-e-i-dubbi-sulla-crescita-italiana-170055.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="3000" height="2000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261.jpg 3000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></p>
<p>Una delle più importanti questioni legate alla manovra economica del governo Conte, contestata da Bruxelles e da numerose organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario e l&#8217;Ocse, è connessa al nodo della crescita.Nel Documento programmatico di bilancio 2019 si leggeva inizialmente che “Il Pil è previsto crescere dell’1,5 per cento nel 2019, dell’1,6 per cento nel 2020 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-delle-previsioni-e-i-dubbi-sulla-crescita-italiana.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-delle-previsioni-e-i-dubbi-sulla-crescita-italiana.html">La battaglia delle previsioni (e i dubbi sulla crescita italiana)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3000" height="2000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261.jpg 3000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8132261-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></p><p>Una delle più importanti questioni legate alla manovra economica del governo Conte, contestata da Bruxelles e da numerose organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario e l&#8217;Ocse, è connessa al nodo della crescita.<strong>Nel </strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Contabilit_e_finanza_pubblica/DPB/2018/DPB_2019-IT-_W_Cop.pdf">Documento programmatico</a> di bilancio 2019<strong> </strong>si leggeva inizialmente che “Il Pil è previsto crescere dell’1,5 per cento nel 2019, dell’1,6 per cento nel 2020 e dell’1,4 nel 2021”. </p>
<p>La <strong>Commissione europea</strong>, invece, prevede quest’anno il Pil dell’Italia dovrebbe <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/saee_autumn_2018_en.pdf#page=175">crescere</a> dell’1,1%, nel 2019 dell’1,2% e nel 2020 dell’1,3%. Valori che collimano con le previsioni della Banca d&#8217;Italia: Palazzo Koch ipotizza il una crescita dell’1% nel 2019 e dell’1,2% nel 2020.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Economia <strong>Giovanni Tria</strong> ha difeso le stime proposte dal governo Conte sottolineando che &#8220;previsioni di crescita sono infatti il risultato di valutazione squisitamente tecnica. Per questo non possono diventare oggetto di negoziato alcuno dentro o fuori dal governo”. Da un punto di vista prettamente economico, Tria non ha torto. Ogni istituzione dispone di centri studio che costruiscono modelli di simulazione per la previsione dei livelli di crescita economica e, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gioco-pericoloso-della-commissione-litalia-le-possibili-vie-duscita/" target="_blank">come avevamo avuto modo di sottolineare</a>, lo scontro tra l&#8217;Italia e la Commissione si è fondato su una disputa eminentemente tecnica riguardante il modello econometrico che ha partorito le previsioni di crescita. </p>

<p>L&#8217;economista Marcello Minenna, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/behind-the-brussels-rome-dispute-1540335781" target="_blank">in un articolo pubblicato sul </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.wsj.com/articles/behind-the-brussels-rome-dispute-1540335781" target="_blank">Wall Street Journal</a>, </em>ha  analizzato l&#8217;incompatibilità tra i prospetti del governo italiano e quelli della Commissione. Bruxelles, in particolare, dal 2011 in avanti stabilisce per i singoli Paesi il livello di deficit &#8220;strutturale&#8221; (oggetto delle contestazioni a Roma) e su quest&#8217;ultimo dato formula le previsioni di crescita. Il nodo è costituito dal cosiddetto &#8220;output gap&#8221;, &#8220;la differenza tra il Pil effettivo e quello potenziale. Quest’ultimo è una stima del prodotto che un’economia potrebbe raggiungere in condizioni di piena occupazione, di pieno utilizzo dei capitali, ma senza provocare pressioni inflazionistiche. L&#8217;entità dell’output gap è una stima piuttosto importante nel momento in cui la Commissione stabilisce degli obiettivi fiscali&#8221;.</p>
<p>E, sottolinea Minenna, &#8220;di questo output gap è la vera fonte della divergenza tra Roma e Bruxelles, e sono le stime di Bruxelles ad avere poco senso. La previsione fatta dalla Commissione prevede un output gap positivo dello 0,5 percento per il 2019. In altre parole, Bruxelles ritiene che l’Italia il prossimo anno avrà una produzione dello 0,5 percento più elevata rispetto a quanto possibile in una condizione di piena occupazione e pieno utilizzo dei capitali&#8221;.</p>
<p>In sostanza, Bruxelles ritiene che l’Italia produrrà al di sopra del suo potenziale, nonostante il suo tasso di disoccupazione sia a doppia cifra da anni. Roma, invece, ritiene che il Pil del prossimo anno sarà invece dell’1,2 percento inferiore (anziché superiore) alla sua produzione potenziale. Le più recenti dinamiche dell&#8217;economia globale rendono tuttavia possibile ritenere che entrambi questi modelli siano stati, alla prova dei fatti, superati dai cambiamenti sopraggiunti nell&#8217;economia globale, che da una fase di rallentamento sembra prossima a entrare in un <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-finanza-globale-corre-verso-una-nuova-crisi-i-mercati-in-piena-sofferenza/" target="_blank">nuovo periodo di crisi</a>.</p>

<p>Questo è stato, in seno al governo, rilevato in maniera primaria da Paolo Savona, che ha auspicato una revisione della manovra finanziaria attraverso l&#8217;ampliamento dello spazio concesso agli investimenti produttivi e teme seriamente il rischio recessione. Ora più che mai all&#8217;Italia serve spendere in deficit per creare ricchezza ad alto potenziale. Anche perché i nuovi rapporti sembrano lasciar presagire, per il nostro Paese, un impatto tutt&#8217;altro che morbido con le nuove dinamiche economiche globali.</p>
<p>Come riporta l&#8217;<em>Agi, </em>&#8220;Goldman Sachs ai primi di dicembre ha lanciato l&#8217;allarme sull&#8217;economia italiana sostenendo che nel 2019 il Pil non andrà oltre un +0,4% e che nella prima parte del prossimo anno il nostro Paese rischia di &#8220;flirtare&#8221; con la recessione&#8221;. Il colosso statunitense aveva, nei mesi scorsi, stimato una vendita massiccia da parte dei fondi, di almeno 100 miliardi di euro, in caso di doppio <em>downgrade </em>delle agenzie di rating e ora ha promulgato un prospetto di crescita molto negativo che non manca di venature pessimistiche.</p>
<p>Il prospetto per l&#8217;Italia è stato costruito sulla base di indici anticipatori come il  Pmi, o Purchasing managers index, cioè quegli indicatori mensili che in Europa vengono stimati da una società di indagini indipendente, Ihs Markit, sondando i direttori agli acquisti delle principali società del continente. &#8220;A novembre il Pmi manifatturiero ha registrato per l&#8217;Italia 48,6 punti, in peggioramento rispetto ai 49,2 punti di ottobre, cioè per due mesi consecutivi l&#8217;economia italiana registra una contrazione, soprattutto a causa dell&#8217;indebolimento dell&#8217;export, mentre anche l&#8217;indice a 12 mesi, meno significativo ma comunque rilevante, è crollato al livello più basso dall&#8217;inizio del 2013&#8221;. Forse lo spettro di un <strong>rallentamento brusco</strong> paventato da Goldman Sachs non si concretizzerà, ma la prospettiva di una crescita economica italiana inferiore all&#8217;1% nel 2019 è tutt&#8217;altro che realistica. In seguito al completamento della trattativa tra Roma e Bruxelles, il governo ha previsto per l&#8217;anno prossimo uno sviluppo dell&#8217;1% che sembra interiorizzare i rischi che gravano sul sistema globale.</p>

<p>Compito del governo sarà prendere in mano la situazione e impostare un <a href="http://www.occhidellaguerra.it/piu-investimenti-in-manovra-e-piano-savona-una-strategia-europea-per-litalia/">processo di riattivazione di importanti investimenti pubblici</a> capaci di generare reddito, creare occupazione e battere sul tempo il rischio di una recessione favorito dal contesto globale. Sono tuttavia legittimi i dubbi circa la reale volontà politica di Lega e Movimento Cinque Stelle di impostare un programma economico coraggioso nei prossimi tempi, visto il precedente della manovra per il 2019.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-delle-previsioni-e-i-dubbi-sulla-crescita-italiana.html">La battaglia delle previsioni (e i dubbi sulla crescita italiana)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco cosa rischia davvero l&#8217;Italia con la riforma del bilancio Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-rischia-davvero-litalia-la-riforma-del-bilancio-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 06:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Eurogruppo]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/cosa-rischia-davvero-litalia-la-riforma-del-bilancio-ue-169657.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel loro più recente summit il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno gettato le basi per una riforma del sistema di governance dell&#8217;Eurozona fondata sull&#8217;assegnazione di un bilancio comune ai Paesi che aderiscono alla moneta unica. L&#8217;obiettivo, presentato poi nel vertice dell&#8217;Eurogruppo di lunedì, è stato definito dal lavoro dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-rischia-davvero-litalia-la-riforma-del-bilancio-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-rischia-davvero-litalia-la-riforma-del-bilancio-ue.html">Ecco cosa rischia davvero l&#8217;Italia con la riforma del bilancio Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1301" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8827640-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel loro più recente summit il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno gettato le basi per una riforma del sistema di governance dell&#8217;Eurozona fondata sull&#8217;assegnazione di un bilancio comune ai Paesi che aderiscono alla moneta unica.</p>
<p>L&#8217;obiettivo, presentato poi nel vertice dell&#8217;Eurogruppo di lunedì, è stato definito dal lavoro dei Ministri delle Finanze Bruno Le Maire e Olof Scholz. Le Maire ha affermato che “20-25 miliardi di euro sarebbero un buon punto di partenza&#8221;, Scholz auspica invece che il budget dell&#8217;Eurozona sia “coerente con le politiche e le regoe dell&#8217;Ue, in particolare in materia di bilancio”, come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/0/2183446/2018-11-19/ue-germania-e-francia-concordano-proposta-per-bilancio-comune-eurozona-2" target="_blank">segnala <em>Agenzia Nova</em></a>.</p>
<p>L&#8217;Eurogruppo approva il primo passaggio sul bilancio</p>
<p>L&#8217;Eurogruppo, forum <em>de facto </em>dei Ministri delle Finanze dell&#8217;Eurozona ma legalmente gruppo di riunione informale, è istituzione molto criptica e raramente lascia trasparire indiscrezioni riguardanti i suoi lavori. Dopo la prima riunione sul tema del bilancio è stato dunque importante vedere come Scholz abbia voluto palesare il suo entusiasmo al termine della seduta: “Il 90-95 per cento del lavoro è fatto, resta ancora una parte cruciale da fare ma nel complesso è un successo”.</p>
<p style="text-align: justify">Cosa prevede la proposta di bilancio dell&#8217;eurozona? Il documento comune presentato da Parigi e Berlino, <a style="color: #0000ff" href="https://www.agi.it/economia/bilancio_unico_europeo_francia_germania-4641245/news/2018-11-19/" target="_blank">secondo l&#8217;</a><em><a style="color: #0000ff" href="https://www.agi.it/economia/bilancio_unico_europeo_francia_germania-4641245/news/2018-11-19/" target="_blank">Agi</a>, </em>prevede che la dotazione  iniziale sia utilizzata, &#8220;come vuole Berlino, per finanziare la spesa per investimenti, al fine di favorire la &#8220;convergenza e la competitività&#8221; dei Paesi dell&#8217;Eurozona. Parigi invece spinge affinché i soldi vengano utilizzati per scopi di &#8220;stabilizzazione&#8221; e per aiutare a superare eventuali shock&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>

<p>Inoltre, saranno &#8220;i ministri delle Finanze dell&#8217;Eurozona, anziché la Commissione europea, a progettare i programmi di investimento in settori come la ricerca, lo sviluppo e l&#8217;innovazione. La commissione dovrebbe poi approvare questi piani. Il documento prevede anche che il bilancio dell&#8217;Eurozona venga finanziato attraverso i contributi che i singoli Paesi dovrebbero versare in un fondo comune e aumentando le entrate attraverso una tassazione solo europea che attualmente non è ancora in vigore&#8221;. Tutto, o quasi, apparentemente innocuo. Ma la proposta non si limita a questo. E include particolari che comporterebbero problematiche non secondarie per il nostro Paese.</p>
<p>Le clausole che possono inguaiare l&#8217;Italia</p>
<p>Il diavolo, si sa, è nei dettagli. E un protocollo annesso alla proposta franco-tedesca ci permette di comprenderlo. &#8220;a queste provvidenze – <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.startmag.it/primo-piano/macron-merkel-italia-debito/" target="_blank">scrive <em>StartMag</em></a> – saranno esclusi quei Paesi che non rispettano le prescrizioni indicate dalla stessa Commissione, in sede d’esame dei programmi nazionali. A rigore, quindi, l’Italia dovrebbe essere fuori, essendo candidata ad essere l’imputato principale del delitto di violazione della “regola del debito”.</p>
<p>La correlazione diretta tra erogazione dei benefici e rispetto dell&#8217;ortodossia liberista su cui si fonda l&#8217;apparato europeo escluderebbe l&#8217;Italia dalla prima tranche di finanziamenti che Le Maire e Scholz prevedono destinati al periodo 2021-2027. Ciò mette Roma in una posizione difficile: rispedire al mittente la proposta aprirebbe un nuovo scontro con l&#8217;Unione Europea e porterebbe a nuove tensioni finanziari e un&#8217;ulteriore altalena dello spread, accettarla significherebbe cacciarsi in un vicolo cieco. Questo spiega le indecisioni nel governo Conte, in cui sono emerse posizioni eterogenee.</p>
<p>Tria, Salvini, Savona: tre linee di condotta diverse</p>
<p>Fino ad ora, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-11-19/eurogruppo-tria-chi-ci-critica-e-campagna-elettorale-185356.shtml?uuid=AEmH7hjG" target="_blank">scrive </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-11-19/eurogruppo-tria-chi-ci-critica-e-campagna-elettorale-185356.shtml?uuid=AEmH7hjG" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a>, </em>solo l&#8217;Olanda ha esplicitato la sua contrarietà. Il Ministro dell&#8217;Economia Giovanni Tria, invece, ha dichiarato che il Paese ha &#8220;interesse che questo percorso si avvii&#8221;, aggiungendo poi: &#8220;Non vedo pregiudizi anti-italiani ma sulle politiche economiche vedo posizioni di altri Paesi molto rigide&#8221;, però &#8220;bisogna considerare che è un periodo elettorale per tutti i Paesi e molti di loro hanno difficoltà politiche interne molto forti mentre in fondo il Governo italiano ha un largo consenso&#8221;.</p>

<p>Posizione più sfumata, certamente, del vicepremier e Ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini, che si è espresso a favore del veto sulla proposta di bilancio franco-tedesca.</p>
<p>Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona, invece, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-11-18/in-europa-l-italia-cerca-dialogo--100646.shtml?uuid=AE3GCviG" target="_blank">intervenendo sul medesimo quotidiano</a>, ha ribadito di preferire un dialogo a più ampio respiro: &#8220;La via del dialogo è stata già indicata dal Governo italiano fin dall&#8217;inizio di settembre nel documento intitolato “Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”.Esso propone di costituire a Bruxelles un Gruppo di lavoro ad alto livello che invii il messaggio ai cittadini europei che l’Unione sta esaminando i modi per completare l’architettura e le politiche europee, con un respiro più ampio dei negoziati oggi in corso sul tema&#8221;.</p>
<p>Savona ha aggiunto che, mentre numerosi colleghi europei si sono affrettati a rispondere alle sue osservazioni, altri, &#8220;compreso il Presidente Juncker, si sono trincerati in un silenzio che voglio rifiutarmi di considerare mancanza di volontà di dialogo sui veri problemi dell’Unione&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;opposizione Fassina boccia il bilancio dell&#8217;Eurogruppo</p>
<p>&#8220;È nell’interesse dell’Italia bloccare la proposta del cosiddetto ‘bilancio dell’eurozona’[…] Senza abbandonare l’estremismo mercantilista Made in Germany, senza cambiare le regole del mercato unico, senza correggere Fiscal Compact e Six Pack, senza dare alla Bce gli strumenti di intervento delle normali banche centrali, il previsto bilancio dell’euro area, dotato di risorse insignificanti sul piano macroeconomico, sarebbe un pannicello caldo su ferite sempre più gravi&#8221;. Non le manda certamente a dire Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana che nel campo dell&#8217;economia rappresenta uno degli osservatori più lucidi ed acuti delle dinamiche riguardanti gli scenari internazionali che vedono coinvolti l&#8217;Italia.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/sfassina/photos/a.196219410481145/1442675235835550/?type=3&amp;eid=ARCl4WB8WiquZ4ygCrXOoBvvCoXEYElZrHmZcz5-PjckN9JR_JzxS0iCY0bo14uBUKmIWs8gTQm9IB5c&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBqyxQKCQMFn1Z8cY7kZNTQ2nZfCnfVWeuSZuZy402z_R486WzS2Xs9qGCwahsClTtR94jd0hBj4wGQFgyrESz8FKPjLbnaQYO93iDecuesvpZjLchoZYqSQXD4rtrNWpoVgMnGAMZIj-b3FP6ar_cAF62NbEiViyOHy3jlfSIvsE6nS8H05E5ty-yB_X4__2Bp9S-0K-zbEbyz5TH9JeRsc7bAfvzpOH0nSW_9R_m4fEvd-NBdaJMLSwcmUBk8U9bzhMSyoeFs7-p5XVfvPs9Ey8bbMER9U5TFR8rVQpNQLEidHe2x_KIOstYzX1SiHhgc7bnVyNtMq8RG5Wfy1jGNFg&amp;__tn__=EHH-R" target="_blank">In un post pubblicato sul suo profilo Facebook</a> Fassina, che di recente ha dato vita all&#8217;associazione &#8220;Patria e Costituzione&#8221; per rilanciare anche a sinistra il tema della sovranità nazionale e del superamento dei vincoli comunitari in campo economico, ha dall&#8217;opposizione avallato l&#8217;articolata tesi di Savona: la proposta di bilancio dell&#8217;Eurozona è come fumo negli occhi, un velo capace di celare ciò che veramente serve per lenire le numerose disfunzionalità dell&#8217;Unione. </p>

<p>La presa di posizione è netta e chiara: &#8220;È un passaggio estremamente pericoloso, un consapevole fattore di aggravamento dello spread per noi, ma non soltanto per noi. In sintesi, la proposta franco-tedesca fa gli interessi franco-tedeschi e aggrava il contesto economico e finanziario per l’Italia. Il governo deve bloccarla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-rischia-davvero-litalia-la-riforma-del-bilancio-ue.html">Ecco cosa rischia davvero l&#8217;Italia con la riforma del bilancio Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia gioca la partita in Cina:  ecco tutte le mosse del governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-prospettive-dellitalia-al-prossimo-china-international-import-expo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 07:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/le-prospettive-dellitalia-al-prossimo-china-international-import-expo-169123.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2400" height="1599" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p>
<p>Il primo China International Import Expo (CIIE), previsto per il 5-10 novembre a Shanghai, vedrà la partecipazione di oltre 130 paesi e regioni e oltre 2.800 aziende, con un totale di 150 mila acquirenti cinesi e stranieri. La Cina è stata il secondo più grande importatore di beni al mondo per nove anni consecutivi e, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-prospettive-dellitalia-al-prossimo-china-international-import-expo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-prospettive-dellitalia-al-prossimo-china-international-import-expo.html">L&#8217;Italia gioca la partita in Cina:  ecco tutte le mosse del governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2400" height="1599" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211.jpg 2400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8001211-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p><p>Il primo China International Import Expo (CIIE), previsto per il 5-10 novembre a Shanghai, vedrà la partecipazione di oltre 130 paesi e regioni e oltre 2.800 aziende, con un totale di 150 mila acquirenti cinesi e stranieri.</p>
<p>La Cina è stata il secondo più grande importatore di beni al mondo per nove anni consecutivi e, nel 2017, ha rappresentato il 10,2% delle importazioni globali. È uno dei più grandi mercati al mondo di prodotti di fascia alta come robot industriali, chip e macchine utensili.</p>
<p>Alcuni responsabili delle imprese straniere partecipanti hanno espresso le aspettative che secondo loro l’Expo avrà sul mercato cinese e sulla cooperazione con le imprese cinesi.</p>
<p>Andreas Weller, presidente dell&#8217;area Asia e Pacifico della compagnia tedesca ZF Friedrichshafen AG, ha affermato che il China International Import Expo non solo costituirà un&#8217;importante misura della Cina per l&#8217;ampliamento della sua apertura, ma sarà anche una buona opportunità per le imprese di tutto il mondo di rafforzare gli scambi e la cooperazione tecnologica.</p>
<p>La Cina ha concesso lo status di &#8220;Ospite d&#8217;onore&#8221; a 12 paesi, ovvero Brasile, Canada, Egitto, Germania, Ungheria, Indonesia, Messico, Pakistan, Russia, Sudafrica, Vietnam e Regno Unito. Il CIIE riceverà società da tutti gli stati membri del G20, oltre a 50 paesi e regioni situate lungo la Belt and Road.</p>
<p>Il CIIE ospiterà i giganti statunitensi di chip Qualcomm e Intel, le industrie elettroniche giapponesi Sony e Panasonic, nonché i leader dei beni di consumo Unilever e Lego. Il produttore tedesco Waldrich Coburg esporrà una fresatrice da 200 tonnellate, il più grande oggetto esposto in fiera. Le apparecchiature di fascia alta occuperanno una delle zone espositive più ampie del CIIE, con una superficie di 60.000 metri quadrati.</p>

<p>Il padiglione statale cinese sarà dedicato ai temi dell’apertura, dell’integrazione e della condivisione, raccontando le storie sull’importazione della Cina, mostrando i risultati della riforma, con un forte accento sul contributo positivo della Belt and Road.</p>
<p>Inoltre, si terrà il Forum internazionale economico e commerciale di Hong Qiao, con l’obiettivo di stimolare la nuova dinamicità del commercio globale, di creare un nuovo quadro di apertura e win-win e di stabilire una piattaforma degli scambi internazionali di alto livello che promuova la globalizzazione economica.</p>
<p>Circa 300.000 visitatori dovrebbero arrivare a Shanghai durante la manifestazione. Per l’occasione, Shanghai ha istituito un tribunale specializzato e un team giudiziario per la gestione di casi civili e commerciali riguardanti la fiera, le conferenze, le sedi dell&#8217;Expo e le cause commerciali riguardanti gli affari esteri.</p>
<p>È stato inoltre istituito un centro speciale per le controversie riguardanti i diritti di proprietà intellettuale. Il governo municipale ha rinnovato le strade attorno alla sede dell’Expo e ha sviluppato applicazioni per cellulari per guidare meglio il traffico intorno all&#8217;area. Ha aggiunto otto linee di autobus e predisposto 100 autobus di riserva per l&#8217;evento.</p>
<p>Le prospettive per l&#8217;Italia</p>
<p>Maria Ines Aronadio, dirigente dell&#8217;Agenzia per la promozione all&#8217;estero e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese italiane, ha affermato che la Cina rappresenta un mercato crescente per tutte le industrie italiane. Il Paese pertanto si augura un gran successo per quest&#8217;evento.</p>

<p>La volontà sincera della Cina di aprire attivamente all&#8217;estero il mercato e la responsabilità di promuovere la globalizzazione economica sono apprezzate dall’Italia. Questa è infatti il secondo maggior paese manifatturiero europeo nonché un importante partner commerciale della Cina in Europa.</p>
<p>Di fronte al grande mercato di 1,3 miliardi di persone e all&#8217;aspettativa che nei prossimi cinque anni la Cina importerà più di 10 trilioni di dollari in merci e servizi, gli imprenditori italiani guardano verso Oriente. A questo proposito, il consigliere commerciale dell&#8217;ambasciata cinese in Italia Li Bin ha osservato che le frequenti visite in Cina negli ultimi giorni del vice premier e ministro dello Sviluppo Economico <strong>Luigi Di Maio</strong>, del ministro delle Finanze Giovanni Tria e del sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci dimostrano la particolare attenzione del governo italiano al rafforzamento della cooperazione economico-commerciale con la Cina e alla risposta congiunta alla complessa situazione internazionale.</p>
<p>Inoltre, il ministero dello Sviluppo economico italiano (MISE) ha costituito la Task Force Cina, che mira a promuovere una cooperazione a 360° con la Cina nei settori commerciale, d&#8217;investimento, finanziario, di ricerche e sviluppo, aiutando le imprese italiane a partecipare attivamente ai progetti di cooperazione all&#8217;interno dell&#8217;iniziativa della Nuova Via della Seta.</p>
<p>Secondo le stime, oltre 200 imprese italiane si sono iscritte all&#8217;Expo. La superficie dell&#8217;area dello stand sarà di quasi 5.300 metri quadrati, occupante il secondo posto fra tutti i Paesi europei partecipanti. Gli stand delle imprese italiane comprendono 6 grandi aree espositive commerciali, fra cui apparecchiature intelligenti e di fascia alta, automobili, attrezzature mediche, elettronica da consumo ed elettrodomestici, abbigliamento, alimenti e prodotti agricoli, e due aree espositive di gioielli e di servizi.</p>
<p>Maria Ines Aronadio ha affermato che il China International Import Expo è di essenziale importanza per lo sviluppo della globalizzazione delle imprese italiane dal momento che il Paese è altamente dipendente dai prodotti globali e dai servizi commerciali.</p>
<p>Secondo quanto reso noto dai dati, nel 2017, il volume del commercio bilaterale tra Cina e Italia ha raggiunto i 49,6 miliardi di dollari, dei quali 20,43 miliardi costituiti dall&#8217;esportazione dall&#8217;Italia verso la Cina, registrando un aumento del 22,2%. È previsto che il volume commerciale tra i due Paesi nell&#8217;anno corrente, supererà i 50 miliardi di dollari, il che costituirà un nuovo record. Le esportazioni dall&#8217;Italia verso la Cina di attrezzature meccaniche, automobili e medicinali registrerà un evidente aumento.</p>

<p>Sebbene gli investimenti della Cina in Italia siano iniziati relativamente tardi, sono cresciuti rapidamente ed hanno realizzato un grande balzo in avanti. Gli investimenti nei vari settori, tra cui produzione di alto livello, industria automobilistica, alimentari, servizi e commercio, hanno contribuito alla promozione dello sviluppo economico locale e alla creazione di posti di lavoro. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-prospettive-dellitalia-al-prossimo-china-international-import-expo.html">L&#8217;Italia gioca la partita in Cina:  ecco tutte le mosse del governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia nel mirino di Goldman Sachs:  così lo spread prepara il conto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 08:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto-169005.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tema della sostenibilità del debito pubblico italiano è tornata d&#8217;attualità nelle ultime settimane, a causa del deciso incremento dello spread e dei premi al rischio associati ai titoli del Tesoro di più lungo termine, primi fra tutti i Btp decennali su cui è calcolato il celebre indicatore. Sul tema, tuttavia, una certa pubblicistica mainstream &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto.html">L&#8217;Italia nel mirino di Goldman Sachs:  così lo spread prepara il conto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8632443-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il tema della sostenibilità del debito pubblico italiano è tornata d&#8217;attualità nelle ultime settimane, a causa del deciso incremento dello <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/">spread</a> e dei premi al rischio associati ai titoli del Tesoro di più lungo termine, primi fra tutti i <strong>Btp</strong> decennali su cui è calcolato il celebre indicatore. Sul tema, tuttavia, una certa pubblicistica mainstream porta avanti da tempo un&#8217;analisi, sotto diversi punti di vista, confusionaria, in certi casi addirittura faziosa: in primo luogo, è giusto ricordare che il problema dell&#8217;economia italiana, nell&#8217;ultimo trentennio, non è stata l&#8217;accumulazione di debito <em>per sé, </em>ma la mole crescente di interessi pagati sulle quote preesistenti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.wallstreetitalia.com/il-debito-pubblico-e-la-ricchezza-dei-cittadini/" target="_blank">come ricorda </a><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.wallstreetitalia.com/il-debito-pubblico-e-la-ricchezza-dei-cittadini/" target="_blank"><em>Wall Street Italia</em></a>. </p>
<p>Infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.italiaoggi.it/news/in-avanzo-primario-da-27-anni-2254322" target="_blank">come segnalato da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.italiaoggi.it/news/in-avanzo-primario-da-27-anni-2254322" target="_blank">Italia Oggi</a>, </em>&#8220;l&#8217;Italia è in avanzo primario da 27 anni&#8221;, e anche la prima, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/spread-rating-crisi-italia/" target="_blank">discussa manovra economica del governo Conte</a> non fa eccezione nel mantenere un saldo delle partite correnti positivo, facendo sì che il tanto vituperato deficit pari al 2,4% del Pil non sia altro che il frutto degli interessi pagati da Roma sugli oltre 2.300 miliardi di euro di debito.</p>
<p>Debito pubblico e interessi: la natura degli investitori spiega il legame</p>
<p>Il problema degli interessi porta alla questione, al tempo stesso economica e politica, del legame tra il debito di un Paese e la natura dei soggetti che ne detengono le quote maggioritarie. Chiaramente, un debito detenuto in proporzioni maggiori da investitori di grandi dimensioni capaci di condizionare con il loro operato l&#8217;andamento dei titoli in una misura a dir poco macroscopica risulta più vulnerabile a <strong>choc sistemici</strong>, attacchi speculativi e azioni non controllabili dall&#8217;esecutivo nazionale, portando a fluttuazioni nell&#8217;accumulazione degli interessi che, è doveroso ribadirlo, risulta la causa primaria dell&#8217;avvitamento a spirale del debito.</p>
<p>Il caso del Giappone è emblematico. Tokyo ha un debito pubblico pari a 8 mila miliardi di euro (253% del Pil), ma, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.risparmiamocelo.it/perche-il-debito-pubblico-del-giappone-e-diverso-da-quello-dellitalia-e-della-grecia/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico_giappone" target="_blank">come ricorda </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.risparmiamocelo.it/perche-il-debito-pubblico-del-giappone-e-diverso-da-quello-dellitalia-e-della-grecia/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico_giappone" target="_blank">Risparmiamocelo</a>, </em>&#8220;circa <strong>il 90% del debito pubblico giapponese è detenuto da soggetti residenti</strong>: banca centrale (43%); banche (19%) assicurazioni e fondi pensione (20%) e dal Fondo pensionistico nazionale (8%), risparmiatori (1%)&#8221;. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.risparmiamocelo.it/chi-detiene-il-debito-pubblico-italiano/?utm_source=Linkiesta&amp;utm_campaign=Linkiesta&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=debito_pubblico" target="_blank">In Italia, invece</a>, &#8220;sono <strong>gli investitori non-residenti in Italia</strong> a possedere la fetta più consistente del nostro debito pubblico. Oggi gli investitori stranieri possiedono il 35% (738 miliardi di euro) del debito italiano. Le <strong>banche </strong>detengono il 26% del debito pubblico italiano mentre altre istituzioni finanziarie, come assicurazioni e fondi, ne hanno in mano il 18%&#8221;.</p>
<p>A questo dato bisogna aggiungere la mancanza di un potere di controllo da parte della politica economica sul rifinanziamento del debito, fattore fondamentale per lo Stato nipponico nel momento in cui il Primo ministro Abe punta su una manovra economica pluriennale spiccatamente espansiva. E questo nonostante la Banca d&#8217;Italia abbia accresciuto, di recente, la sua esposizione.</p>
<p>Il quantitative easing spinge la Banca d&#8217;Italia</p>
<p>Prima dell&#8217;avvio della politica espansiva della Bce (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/bce-stop-al-quantitative-easing-tutti-gli-scenari-del-futuro/">quantitative easing</a>), nel 2015,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agi.it/economia/quota_debito_pubblico_in_mano_a_stranieri-3726239/news/2018-04-03/" target="_blank"> scrive l&#8217;<em>Agi</em></a>, &#8220;la Banca d&#8217;Italia deteneva 169,4 miliardi di titoli pubblici del nostro Paese, cifra corrispondente al 7,80% del totale del debito; la fetta di debito sottoscritta dall&#8217;istituto di Via Nazionale, nell&#8217;ambito del piano di acquisti avviato dalla Banca centrale europea, è salita a 353,7 miliardi a fine 2017 e la fetta raddoppiata al 15,45%; l&#8217;incremento è di 184,3 miliardi (+108,81%)&#8221;.</p>
<p>La Banca d&#8217;Italia ha ridotto la maggioranza relativa di titoli detenuti dai grandi investitori internazionali, ma senza eroderla sostanzialmente. Ogni esecutivo presente e futuro dovrà dunque trovarsi di fronte alla necessità di scendere a patti o fare i conti con i <em>desiderata </em>dei detentori residenti fuori dal Paese: l&#8217;azione di rottura del fondo di Alan Howard al termine della crisi di governo primaverile segnala la necessità di dare un nome, un volto e una fisionomia ai gruppi che, di fatto, condizionano con la loro stessa pressione l&#8217;evoluzione finanziaria del Paese.</p>
<p>I tre Paesi più esposti nel debito pubblico italiano: Francia, Germania, Spagna</p>
<p>Un&#8217;analisi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" title="Die Welt" href="https://www.welt.de/wirtschaft/article156865278/In-Europa-zittern-wieder-die-Banken.html" target="_blank" rel="nofollow">pubblicata nell&#8217;estate</a> del 2016 dal quotidiano tedesco<em> Die Welt</em>, escludendo le banche centrali (Bce e Bankitalia), individuava come primo investitore estero nel nostro debito la <strong>Francia</strong>. &#8220;Banche e assicurazioni d’Oltralpe&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/economia/euro/debito-pubblico-stranieri-mano-italia/" target="_blank">si legge su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/economia/euro/debito-pubblico-stranieri-mano-italia/" target="_blank">Panorama</a>,</em> &#8220;detengono oltre 250 miliardi di euro in titoli di Stato italiani, più del triplo degli istituti tedeschi (la Germania è il secondo investitore nel debito pubblico italiano) che hanno investito 83,2 miliardi di euro nei titoli governativi italiani&#8221;.</p>
<p>Seguono la Spagna, con 44,6 miliardi di euro, e gli Stati Uniti, con 42,5, di cui 10 detenuti dalla sola BlackRock. Il fondo patrimoniale segue le tedesche Detusche Banck (11,7 miliardi) e Allianz (24,8 miliardi) e la francese Axa (22,5 miliardi) in questa speciale classifica. Di recente, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lombrello-americano-sul-debito-italiano/" target="_blank">anche Jp Morgan</a>, esprimendo al contempo fiducia per gli indicatori economici italiani, è apparsa interessata ad espandere la sua presenza nel debito di Roma.</p>
<p>Lo spettro del rating</p>
<p>Nella sera di venerdì 19 ottobre l&#8217;agenzia di rating Moody&#8217;s ha tagliato <strong>il rating dell&#8217;Italia a Baa3 da Baa2 con outlook stabile</strong>, aprendo la strada a un potenziale rischio di fuga di capitali dal sistema Paese nel caso in cui anche le altre maggiori agenzie, sul lungo periodo, fossero indotte a portare avanti ulteriori bocciature. Per statuto, infatti, diversi fondi pensionistici o di investimento possono detenere solo asset garantiti con rating sicuri, aprendo un legame a doppio filo con agenzie il cui operato è scarsamente trasparente, per usare un eufemismo.</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://formiche.net/2018/10/goldman/?fbclid=IwAR08sz3l2932zS0vfqzZHArxBQo2x-kaUWnodIphWjMU2ocNsMf80R9E7lU" target="_blank">Ad esempio, segnala </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/10/goldman/?fbclid=IwAR08sz3l2932zS0vfqzZHArxBQo2x-kaUWnodIphWjMU2ocNsMf80R9E7lU" target="_blank">Formiche</a>,</em> &#8220;il solo indice Russell Ftse World Government Bond ha in pancia 800 miliardi di dollari di obbligazioni, di cui 60 miliardi di Btp (52 miliardi di euro). Se il rating italiano finisse per esempio sotto il livello di <em>investment grade</em> (due tagli da oggi), l’indice, per regolamento interno, venderebbe in automatico&#8221;. <strong>Goldman Sachs</strong>, invece, stima che l’Italia rischia una vendita massiccia da parte dei fondi, di almeno 100 miliardi di euro, in caso di doppio <em>downgrade</em>.</p>
<p>In questi casi, si cammina su un crinale delicato tra l&#8217;analisi economica e il conflitto di interessi: il fatto che BlackRock, esposta con 10 miliardi di euro di titoli sul mercato pubblico italiano, risulti azionista di primaria grandezza tanto nel gruppo Moody&#8217;s quando in Standard &amp; Poor&#8217;s, l&#8217;altra principale agenzia statunitense, e che Capital Group, controllante dell&#8217;azionista di riferimento di quest&#8217;ultima, McGraw-Hill, possegga oltre il 5% di Unicredit e Banco Bpm, invita a tenere alto il livello di guardia.</p>
<p>La missione cinese di Tria: Pechino sbarca nel debito pubblico italiano?</p>
<p>Nei prossimi anni, un ruolo crescente potrebbe essere giocato dalla Cina. Il Ministro dell&#8217;Economia Giovanni Tria ha portato avanti una serie di iniziative importanti per coinvolgere maggiormente Pechino nel mercato italiano, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/verso-le-missioni-di-tria-e-geraci-in-cina-la-nuova-politica-dellitalia-verso-pechino/">recandosi in Cina</a> sul finire dell&#8217;estate e <a href="https://formiche.net/2018/10/tria-3/?fbclid=IwAR3NAfFUIZn67xKgP8qJHXuSdykHI-jcAIW_46i2WYhGwzqFz-juOvnfI1Q" target="_blank">concludendo  con il numero due della Cic, China Investment Corporation, Tu Guangshao</a>, il più grande fondo sovrano del mondo, un preaccordo per la costituzione di un fondo comune italo-cinese destinato ad aumentare gli investimenti sui reciproci mercati dopo un vertice bilaterale a Milano nella giornata del 17 ottobre.</p>

<p>La Cina potrebbe essere il nuovo partner del debito pubblico italiano, e questo contribuirebbe da un lato a diversificare gli interessi in gioco nel contesto dei titoli emessi dal Tesoro. Ma ciò non risolverebbe affatto il più grande problema che limita l&#8217;azione di qualsiasi esecutivo nazionale: affidare la copertura dalle emissioni a soggetti senza base nel nostro Paese significa perdere, passo dopo passo, porzioni di controllo sui futuri sviluppi del debito e sull&#8217;evoluzione degli interessi, principale afflizione del Paese negli ultimi decenni. Solo un aumento della quota di debito pubblico in mano a investitori e cittadini italiani consentirà di rompere questo circolo vizioso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-nel-mirino-goldman-sachs-cosi-lo-spread-prepara-conto.html">L&#8217;Italia nel mirino di Goldman Sachs:  così lo spread prepara il conto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump tende la mano all&#8217;Italia  Pronto sbarco sui nostri Btp</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lombrello-americano-sul-debito-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 08:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/lombrello-americano-sul-debito-italiano-168917.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-1024x723.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime settimane, la manovra economica del governo Conte è finita sotto accusa da parte delle istituzioni comunitarie europee e di numerosi apparati economici nazionali, come la Banca d&#8217;Italia e l&#8217;Inps, che agendo molto spesso in una fase di borse aperte hanno, con la loro incertezza, condizionato anche l&#8217;andamento dei rendimenti dei titoli di Stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lombrello-americano-sul-debito-italiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombrello-americano-sul-debito-italiano.html">Trump tende la mano all&#8217;Italia  Pronto sbarco sui nostri Btp</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1357" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-768x543.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8312409-1024x723.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime settimane, la<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra/" target="_blank"> manovra economica del governo Conte</a> è finita sotto accusa da parte delle istituzioni comunitarie europee e di numerosi apparati economici nazionali, come la Banca d&#8217;Italia e l&#8217;Inps, che agendo molto spesso in una fase di borse aperte hanno, con la loro incertezza, condizionato anche l&#8217;andamento dei rendimenti dei titoli di Stato e dello spread. </p>
<p>Con il differenziale Btp-Bund oramai ancorato a quota 300 è iniziato, nella pubblicistica economica italiana e nel mondo politico, un &#8220;gioco delle tre carte&#8221; sulla sua evoluzione: <strong>Luigi Di Maio</strong> e <strong>Matteo Salvini</strong> hanno proposto di andare avanti con la manovra a ogni costo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-07-11/trump-s-tariff-list-targets-high-tech-minerals-that-u-s-needs" target="_blank">Paolo Savona ha aperto a modifiche</a> nel caso in cui lo spread &#8220;sfuggisse di mano&#8221; al governo, Giovanni Tria cerca di bilanciarsi su più fronti aprendo i  canali di comunicazione con l&#8217;Unione europea.</p>
<p>In maniera arbitraria, uno<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/" target="_blank"> spread</a> di 400 è considerato pari a una vera e propria linea del Piave, la soglia, politica e psicologica prima ancora che economica, oltre cui il debito pubblico dell&#8217;Italia finirebbe per essere degradato dalle principali agenzie di rating e sarebbe impossibile contenere un pericoloso<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-speculativo-contro-litalia-ecco-come-il-governo-puo-affrontarlo/" target="_blank"> attacco speculativo</a>. Tuttavia, da oltre Atlantico arrivano notizie favorevoli per la tenuta del debito italiano. </p>
<p>&#8220;Il problema numero uno per l’Italia è il debito ma, allo stato attuale, la sua sostenibilità non è in discussione. La variabile chiave sarà la crescita economica e crediamo che le misure messe in atto dal governo possano essere di stimolo per l’economia&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-10-10/jp-morgan-resta-fedele-btp-lo-spread-non-andra-oltre-400-215837.shtml?uuid=AEYbxvKG" target="_blank">ha dichiarato al <em>Sole 24 Ore </em>Nick Gartside</a>, capo della divisione reddito fisso e commodities della divisione di asset management di Jp Morgan, colosso che gestisce attività dal valore complessivo di 1,7 trilioni di dollari e  ha un portafoglio obbligazionario valutato 484 miliardi.</p>
<p>Fare deficit non è tabù</p>
<p>Le parole di Gartside sono arrivate a poca distanza da un&#8217;importante asta sui Bot a 12 mesi che ha visto il Tesoro italiano piazzare asset dal valore di 6 miliardi di dollari a fronte di un&#8217;ampia domanda eccedentaria. Il manager non nasconde che &#8220;l’impennata dello spread italiano rappresenta un’opportunità di investimento&#8221; perché i fondamentali macroeconomici italiani sono tutt&#8217;altro che negativi e, in questo contesto, non è certamente la spesa in deficit a rappresentare un rischio.</p>
<p>&#8220;Tanti governi, a partire da quello americano, stanno facendo deficit spending. Non vedo nulla di strano nel fatto che anche l’Italia faccia altrettanto. È una tendenza che andrà ad aumentare nei prossimi anni. Per compensare la riduzione dello stimolo monetario si utilizzerà sempre di più la leva fiscale&#8221;, e la volatilità sui mercati non prefigura, necessariamente, un <strong>crollo finanziario imminente</strong>. Negli ultimi anni la volatilità è stata una costante nei Paesi finiti sotto la lente delle cronache politiche internazionali nei momenti di massima tensione: basti pensare alla Francia prima delle elezioni presidenziali o al Regno Unito post-Brexit.</p>
<p>L&#8217;Italia è in <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-nove-mesi-di-fuoco-che-attendono-litalia/" target="_blank">un vero e proprio periodo di fuoco</a> che si concluderà con le <strong>elezioni europee</strong> di maggio ma, in questo contesto, può contare su una ritrovata sintonia con Washington per alleviare una pressione franco-tedesca in sede europea che, in una situazione alternativa, avrebbe potuto essere problematica. E a dimostrarlo non sono solo le dichiarazioni di intenti di Jp Morgan, ma anche azioni riconducibili direttamente all&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong>.</p>
<p>L&#8217;asse Italia-Usa si allarga all&#8217;economia</p>
<p>Nella giornata dell&#8217;11 ottobre, ai margini di un meeting del Fmi a Bali, il ministro dell&#8217;Economia Giovanni Tria ha incontrato l&#8217;omologo statunitense Steven Mnuchin, ribadendo l&#8217;impegno a proseguire sul sentiero della <strong>riduzione del rapporto debito/Pil</strong> e illustrando lo spirito e i contenuti della manovra di bilancio per il 2019, mirata al rafforzamento della crescita economica italiana. Dal canto suo Mnuchin, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/10/12/tria-meeting-annuale-fmi-banca-mondiale-bali/224440/" target="_blank">segnala </a><em><a href="https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/10/12/tria-meeting-annuale-fmi-banca-mondiale-bali/224440/" target="_blank">Lettera43</a>,</em> &#8220;ha auspicato il ritorno della stabilità sui mercati, evocando la «situazione precedente» all&#8217;annuncio della manovra dal parte del governo M5s-Lega. Gli Stati Uniti invitano dunque ad abbassare i toni e non avrebbero alcun interesse a destabilizzare l&#8217;area dell&#8217;euro attraverso l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Come scrive Daniele Capezzone su <em>La Verità, </em>&#8220;la mano americana sulle nostre spalle comincia a farsi sentire. Si pensi solo alla Libia: il piano del presidente francese Emmanuel Macron, volto a imporre elezioni-lampo, è stato fatto saltare in sede Onu proprio grazie agli Usa; sarà invece centrale una conferenza che si svolgerà in Italia; e grazie a una positiva triangolazione con il mondo anglosassone (in questo caso, con gli inglesi di Bp), Eni sembra consolidare il suo ruolo rispetto alla francese Total nei nuovi accordi petroliferi nella regione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;allargamento all&#8217;economia di questa sintonia all&#8217;economia e alla finanza non è che la logica conclusione dell&#8217;affiatamento crescente tra l&#8217;amministrazione Trump e il governo Conte che, dopo l&#8217;incontro bilaterale di luglio, hanno saputo lavorare in sinergia su diversi temi importanti. C&#8217;è la consapevolezza che l&#8217;America creda nelle capacità dell&#8217;Italia e sia disposta a supportarla: per Roma, ciò significa un vero e proprio diritto di prelazione sulle altre potenze europee, in rotta di collisione o in lite con Washington, per la conquista della fiducia della superpotenza americana.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lombrello-americano-sul-debito-italiano.html">Trump tende la mano all&#8217;Italia  Pronto sbarco sui nostri Btp</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia, l&#8217;Unione europea e la battaglia della manovra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 11:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra-168727.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Roma e Bruxelles sono tornate al massimo le tensioni dopo la presentazione della prima manovra finanziaria del governo Conte, che fissando al 2,4% il livello del rapporto deficit/Pil per il 2019 e il biennio successivo si è posto in netta discontinuità con le prescrizioni dell&#8217;Unione europea.  Tra l&#8217;Italia e le istituzioni comunitarie gli animi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra.html">L&#8217;Italia, l&#8217;Unione europea e la battaglia della manovra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8583388-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra Roma e Bruxelles sono tornate al massimo le tensioni dopo la presentazione della prima manovra finanziaria del governo Conte, che fissando al 2,4% il livello del rapporto deficit/Pil per il 2019 e il biennio successivo si è posto in netta discontinuità con le prescrizioni dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. </p>
<p>Tra l&#8217;Italia e le istituzioni comunitarie gli animi si sono surriscaldati notevolmente: da Jean-Claude Juncker a Pierre Moscovici, i principali esponenti dell&#8217;Unione europea hanno attaccato le scelte del governo di Roma e invocato una nuova linea del rigore sui conti pubblici, mentre al contempo <strong>Luigi Di Maio</strong> e <strong>Matteo Salvini</strong> hanno orientato il fuoco di fila delle loro dichiarazioni e di quelle conseguenti dei rispettivi partiti sui rappresentanti degli organi di Bruxelles e sulla speculazione internazionale, accusata di aver concorso all&#8217;incremento dello <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/">spread</a>. </p>
<p>La prima manovra del governo gialloverde</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio che quella varata da Lega e Movimento Cinque Stelle sia una manovra ambiziosa, per quanto viziata alla base da una scarsa focalizzazione sugli obiettivi positivi di crescita che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/attacco-speculativo-contro-litalia-ecco-come-il-governo-puo-affrontarlo/">sarebbe stato necessario specificare</a>. <strong>Reddito di cittadinanza</strong> e riforma delle <strong>pensioni</strong> rappresentano importanti riformulazioni della spesa sociale, mentre da tenere sotto osservazione sono la decisione di attivare investimenti pubblici in infrastrutture dal valore di 118 miliardi di euro e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://it.reuters.com/article/bondsNews/idITL8N1WI253" target="_blank">l&#8217;introduzione dei Conti individuali di risparmio (Cir)</a>, lo strumento con il quale si incentivano i contribuenti italiani ad aumentare gli investimenti in Btp.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/9/29/DOPO-IL-DEF-Sapelli-M5s-e-Lega-possono-far-cadere-il-muro-di-Bruxelles/841448/" target="_blank">Giulio Sapelli sul <em>Sussidiario </em>ha commentato positivamente la proposta economica del govern</a>o: &#8220;È caduto il muro di Bruxelles e non è stata una catastrofe. Le divisioni nel governo su cui tutta la stampa mainstream scommetteva non si sono verificate e il duetto Tria-Savona ha prodotto iniziative eccellenti come il Gabinetto di controllo degli investimenti e una tabella di marcia degli stessi per convincere gli investitori istituzionali che la ripresa ha finalmente le gambe per correre. […] I regolamenti di Bruxelles con le loro percentuali che fanno tutti terrorizzare o gioire sono una tigre di carta: non hanno neppure un valore di legge, sono regolamenti. Ciò che conta è la solvibilità del debito mentre la ripresa si avvia. Lo spread aumenterà, ma sempre a livelli sostenibili e le borse supereranno lo shock&#8221;.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aldogiannuli.it/perche-flat-tax-e-reddito-di-cittadinanza-non-funzioneranno/" target="_blank">Più critico, invece, Aldo Giannuli</a>, collega di Sapelli all&#8217;Università degli Studi di Milano, che ha rubricato le mosse economiche del governo come funzionali alle campagne elettorale di leghisti e pentastellati per le elezioni europee ma non a coerenti disegni di crescita di lungo termine.</p>
<p>Il piano di Savona: crescita al 3% entro il 2021</p>
<p>Intervenendo sul <em>Fatto Quotidiano </em>per spiegare gli effetti di medio periodo della manovra a cui ha contribuito a dare l&#8217;ossatura,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/manovra-il-debito-scendera-grazie-al-pil-in-crescita-del-3/" target="_blank"> il ministro per gli Affari Europei Paolo Savona ha difeso</a> la necessità di &#8220;attivare nuovi interventi di politica fiscale&#8221;. Secondo Savona, &#8220;l&#8217;ideale sarebbe quello di attivare massicci investimenti, nell&#8217;ordine dei risparmi in eccesso degli italiani, pari a circa 50 miliardi di euro, presenti da alcuni anni nella nostra economia. Occorre riavviare il secondo motore della nostra economia, quello delle costruzioni, il cui spegnimento ha largamente contribuito alla crisi. Le condizioni di realizzazione di questi investimenti sono state trascurate, ponendo vincoli interni ed esterni alla loro realizzazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;attuazione di questi stimoli alla domanda aggregata, tenuto conto dei moltiplicatori della spesa, spiega il ministro, potrebbe portare a una crescita pari al 2% nel 2019 e, in futuro, a raggiungere quella soglia minima del 3 per cento necessario per guardare al futuro dell&#8217;occupazione e della stabilità finanziaria del Paese entro il 2021. La speranza di Savona è condivisa da <strong>Roberto Sommella</strong>, giornalista e saggista apertamente filo-comunitario, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/09/sommella-def-europa/" target="_blank">intervistato da </a><em><a href="https://formiche.net/2018/09/sommella-def-europa/" target="_blank">Formiche</a> </em>ha dichiarato: &#8220;Se l’esecutivo riuscirà a trasformare le intenzioni della Nota di aggiornamento al Def in misure concrete che rilanciano la domanda, gli investimenti e quindi l’economia, faranno migliorare il rapporto debito-Pil, in quanto crescerà il secondo. Diversamente aumenterà il debito e il suo onere, con tutte le prevedibili conseguenze su spread, interessi e bilanci bancari&#8221;.</p>

<p>Al netto delle criticità intrinseche della manovra, come visto, le prospettive ci sono. Al governo, ora, l&#8217;onore e l&#8217;onere di dimostrare la volontà politica di portarle avanti. Ricordando che, in ogni caso, l&#8217;investimento è sempre una garanzia migliore della mera spesa corrente per garantire obiettivi di crescita sostenibili. E che nel rilancio dell&#8217;infrastruttura del Paese con interventi pubblici sta la chiave di volta di un nuovo decollo dell&#8217;Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra.html">L&#8217;Italia, l&#8217;Unione europea e la battaglia della manovra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/385 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 11:31:44 by W3 Total Cache
-->