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	<title>Oman Archives - InsideOver</title>
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	<title>Oman Archives - InsideOver</title>
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		<title>La visita del sultano dell&#8217;Oman in Russia e la lunga corsa per la pace in Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 04:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said, è diventato il primo capo di Stato omanita a visitare la Russia, un impegno diplomatico di grande rilievo dato il ruolo cruciale dell’Oman come mediatore nel dialogo tra Stati Uniti e Iran. La visita avviene mentre i due paesi celebrano il 40º anniversario delle relazioni diplomatiche. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">La visita del sultano dell&#8217;Oman in Russia e la lunga corsa per la pace in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250423063930851_df9292a94353442c5c6a8e7e4e7d038a-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il Sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said</strong>, è diventato il primo capo di Stato omanita a visitare <strong>la Russia</strong>, un impegno diplomatico di grande rilievo dato il ruolo cruciale dell’Oman come mediatore nel dialogo tra <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html">Stati Uniti e Iran</a></strong>. La visita avviene mentre i due paesi celebrano il 40º anniversario delle relazioni diplomatiche.</p>



<p>Il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha accolto il Sultano Al Said per una visita di Stato che ha sottolineato il rafforzamento dei legami tra le due nazioni.</p>



<p>I colloqui si sono conclusi con una dichiarazione congiunta e la firma di un pacchetto completo di accordi. La visita rappresenta un passo importante nelle relazioni tra <strong>Russia e Oman</strong>, ponendo solide basi legali e istituzionali per una cooperazione rafforzata sia a livello bilaterale che multilaterale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oman e l&#8217;Arabia Saudita al centro della partita della mediazione </h2>



<p>La visita assume anche grande rilevanza considerando i vari negoziati nei quali l’Oman e l’Arabia Saudita sono coinvolti come mediatori.<strong> L’Oman ha ospitato i colloqui tra Stati Uniti e Iran, </strong>fondamentali per la sicurezza del Medio Oriente e, in particolare, di Israele.</p>



<p>Il primo round si è svolto nella capitale omanita, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sara-loman-a-ospitare-la-mediazione-tra-usa-e-iran.html">Mascate, </a>mentre il secondo si è tenuto a Roma, presso la residenza dell’ambasciatore omanita. Stati Uniti e Iran hanno mostrato cauto ottimismo, poiché l’equilibrio della sicurezza di Israele e del Medio Oriente dipende fortemente da questi colloqui, considerando il vasto sostegno dell’Iran a gruppi estremisti islamici non statali come Hamas, Hezbollah e i ribelli Houthi dello Yemen, i quali hanno come obiettivo principale la distruzione di Israele.</p>



<p>La visita del Sultano è significativa anche perché la Russia esercita una notevole influenza sulla Repubblica Islamica e sui suoi leader. Nonostante la natura bilaterale della visita, è previsto e presunto che l’Oman coinvolgerà la Russia in una certa misura, sfruttandone l’influenza sull’Iran. La Russia ha inoltre<strong> un&#8217;influenza diretta su Hamas</strong> e altri gruppi palestinesi, rendendo il suo coinvolgimento essenziale per qualsiasi soluzione duratura e sostenibile tra Israele e l&#8217;OLP.</p>



<p>Nel frattempo, l’Arabia Saudita si è attivata per offrire una piattaforma ai colloqui tra Stati Uniti e Russia, che potrebbero portare a una svolta per la <strong>pace tra Russia e Ucraina.</strong> Prima del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, il Ministro della Difesa saudita, il Principe Khalid bin Salman, fratello del Principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman,</strong> ha visitato Teheran incontrando la leadership iraniana, incluso il Grande Ayatollah. Questa visita senza precedenti di un alto membro reale saudita in Iran getta le basi per il coinvolgimento di più alleati in un processo di pace complessivo. Allo stesso tempo, esclude silenziosamente qualsiasi pressione diplomatica che la Cina potrebbe esercitare nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Russia e la spinta per una pace in Medio Oriente</h2>



<p>Non ci si aspetta una pace sostenibile in Medio Oriente senza il sostegno della Russia, dato il suo peso nella regione. Coinvolgendo più alleati, l’amministrazione Trump sta costruendo fiducia e stabilità nei colloqui, <a href="https://it.insideover.com/politica/mark-episkopos-allontanare-la-russia-dalla-cina-e-possibile-e-vitale.html">isolando la Cina, </a>unico attore che ha molto da perdere in caso di un’intesa tra Stati Uniti, Russia e Iran.</p>



<p>Negli ultimi anni, la Cina ha costruito una “sinosfera” con Russia, Iran, Corea del Nord, Siria e Pakistan, che potrebbe sgretolarsi se l’amministrazione Trump riuscisse a concludere un accordo di pace efficace con Iran e Russia. Diplomaticamente, ciò lascerebbe la Cina isolata con Pakistan e Corea del Nord, con quest’ultima recentemente più incline all’influenza russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Golfo guarda all&#8217;India</h2>



<p>Gli Stati del Golfo stanno giocando un ruolo fondamentale nella recente instabilità geopolitica, come dimostrato anche dalla visita del Primo Ministro indiano Narendra Modi a Gedda per presiedere il secondo <strong>Consiglio di partenariato strategico India-Arabia Saudita</strong> e concludere vari accordi con il Regno, promuovendo il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Il tratto saudita dell’IMEC è il segmento ferroviario più lungo del progetto.</p>



<p> L’Arabia Saudita ha promesso un investimento iniziale di 20 miliardi di dollari al momento della firma del protocollo d’intesa nel 2023 durante il G20 di Nuova Delhi. L’IMEC è anche politicamente molto rilevante per l’Arabia Saudita, poiché qualsiasi progresso concreto sarà possibile solo con una forma di intesa e riconoscimento tra Arabia Saudita e Israele, ampliando gli Accordi di Abramo per includere Riyad e altri Stati del GCC. Questo renderebbe gli <strong>Stati firmatari dell’IMEC (India, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Italia, Germania, Francia e l’Unione Europea) </strong>attori diretti nel riavvicinamento Israele-Arabia Saudita, dando vita a una vera e propria alleanza indo-mediterranea.</p>



<p>Mentre l’Oman ha storicamente mantenuto un rapporto tollerante con Israele, pur senza riconoscerlo formalmente, l’Arabia Saudita ha sempre mantenuto una certa distanza. India e Israele sono forti alleati, e l’India intrattiene anche ottimi rapporti con l’Iran. Una pace in Medio Oriente tra Arabia Saudita, Israele e Iran rafforzerebbe enormemente l’India e darebbe grande impulso all’IMEC, visto come un’alternativa guidata dagli Stati Uniti alla Belt and Road Initiative (BRI) cinese. La visita del Sultano Haitham in Russia potrebbe innescare un effetto domino verso una pace inclusiva in Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visita-del-sultano-delloman-in-russia-e-la-lunga-corsa-per-la-pace-in-medio-oriente.html">La visita del sultano dell&#8217;Oman in Russia e la lunga corsa per la pace in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran-Usa, il negoziato accelera. E il sultano dell&#8217;Oman vola a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 17:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattro ore di negoziato per aprire la strada a colloqui &#8220;tecnici&#8221; dove dal lato politico si entrerà nel piano materiale della distensione Iran-Usa e nelle prospettive di vedere una convergenza sul nucleare. Il negoziato romano mediato dall&#8217;Oman ha prodotto un&#8217;accelerazione notevole, tanto che già settimana prossima i colloqui torneranno nel Paese del Golfo, a Mascate, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html">Iran-Usa, il negoziato accelera. E il sultano dell&#8217;Oman vola a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250420191401804_8f9ab558e55ecb55652186fbcab37077-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattro ore di negoziato per aprire la strada a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-sbarca-a-roma-il-ruolo-da-pontiere-dellitalia.html">colloqui &#8220;tecnici&#8221;</a></strong> dove dal lato politico si entrerà nel piano materiale della <strong>distensione Iran-Usa</strong> e nelle<strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/iran-usa-trattative-sul-nucleare"> prospettive di vedere una convergenza sul nucleare.</a></strong> Il negoziato romano mediato dall&#8217;Oman ha prodotto un&#8217;accelerazione notevole, tanto che già settimana prossima <strong>i colloqui torneranno nel Paese del Golfo, a </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/i-veri-obiettivi-del-sultanato-delloman.html"><strong>Mascate,</strong> per passare a un confronto pienamente operativo.</a></p>



<p>Si fa sul serio, dunque. E come ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong>, il confronto tra la sua delegazione, quella Usa guidata dall&#8217;inviato speciale <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-mano-sul-cuore-di-witkoff-davanti-a-putin-unaltra-bufala-della-informazione-di-qualita.html">Steve Witkoff</a></strong> e il mediatore<a href="https://it.insideover.com/politica/oman-al-via-il-negoziato-usa-iran.html"> omanita, coordinato dal ministro degli Esteri <strong>Badr Albusaidi,</strong></a><strong> è stata &#8220;costruttiva e rivolta al futuro&#8221;</strong>. Già tra mercoledì e sabato in Oman si parlerà di dettagli tecnici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa-Iran, il negoziato avanti spedito</h2>



<p>Adesso si dovranno capire molte cose, assai delicate: in che misura gli Usa concederanno all&#8217;Iran la possibilità di <strong>mantenere il <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-consentono-che-abbia-il-nucleare-per-uso-civile.html">nucleare per uso civile</a></strong>, in che proporzione le <strong>soglie di </strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/iran-usa-trattative-sul-nucleare"><strong>arricchimento che saranno concesse alla Repubblica Islamica</strong> di mantenere </a>saranno simili al 3,67% che era il target <strong>messo nero su bianco</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/sulliran-trump-frena-netanyahu-e-rilancia-il-dialogo-con-teheran.html"><strong> negli accordi del 2015</strong></a>, in che forma autorità politiche e scientifiche troveranno un canale di dialogo e come si unirà l&#8217;attuale fase di negoziato al possibile processo di rimozione delle sanzioni internazionali pendenti o latenti per Teheran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iranian foreign minister Abbas Araghchi:<br><br>&#8211; Today we had about 4 hours of negotiations <br><br>&#8211; In continuation of the previous session, this time was also good and I can say the negotiations are moving forward<br><br>&#8211; We were successful this time in reaching a better understanding about a… <a href="https://t.co/8opijjHwmQ">pic.twitter.com/8opijjHwmQ</a></p>&mdash; Alireza Talakoubnejad (@websterkaroon) <a href="https://twitter.com/websterkaroon/status/1913601645155615140?ref_src=twsrc%5Etfw">April 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/nucleare-usa-iran-tra-opportunita-e-rischi-205203">Su Teheran pende </a>lo <strong>spettro dello </strong><a href="https://iranwire.com/en/politics/136431-how-the-snapback-mechanism-brings-back-sanctions-on-iran/"><strong><em>snapback</em></strong></a>, il meccanismo di re-imposizione delle sanzioni sospese col Piano d&#8217;azione congiunto<a href="https://it.insideover.com/guerra/sanzioni-e-bombardamenti-la-nuova-strategia-di-trump-contro-houthi-e-iran.html"> (Jcpoa) del 2015</a> e che andrà in scadenza alla <strong>fine dell&#8217;anno in corso</strong>. Alireza Talakoubnejad, giornalista e commentatore iraniano, ha sottolineato in un post su X la &#8220;sbalorditiva velocità&#8221; del negoziato che l&#8217;amministrazione Trump e il <a href="https://it.insideover.com/politica/un-sussulto-da-teheran-il-ballottaggio-va-al-riformista-pezeshkian.html">governo iraniano di Masoud Pezeshkian</a> stanno conducendo. Ci vollero tre anni e tre lettere di Barack Obama all&#8217;ayatollah Ali Khamenei dal 2009 al 2012 per avviare il dialogo sul Jcpoa nello scorso decennio e, nota Talakoubnejad Teheran e Washingon &#8220;si incontravano una volta al mese, non una volta alla settimana&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The speed at which the Iran-US negotiations have been going has been breathtaking.<br><br>Even during the fastest period of JCPOA negotiations, they were meeting once a month, not once a week.<br><br>Obama wrote 2 letters to Khamenei in 2009. He wrote a third in 2012 (John McCain and Lindsey…</p>&mdash; Alireza Talakoubnejad (@websterkaroon) <a href="https://twitter.com/websterkaroon/status/1913754741206815071?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attenzione al rischio di sabotaggio israeliano</h2>



<p>Le motivazioni di questa velocità possono essere richiamate sia a dettagli operativi di matrice strettamente tecnica che ad <strong>altre variabili diplomatiche e geopolitiche.</strong> Sul fronte operativo, Teheran e Washington sanno come <strong>si è concluso, positivamente l&#8217;accordo del 2015,</strong> hanno memoria degli sforzi compiuti per il patto poi ripudiato da Trump del 2018 e dunque conoscono il percorso ottimale e i temi caldi su cui focalizzarsi. </p>



<p>Al contempo, l&#8217;offensiva dialogante delle due parti deve prender slancio per non trovarsi in mezzo alle <strong>Forche Caudine</strong> di un contesto internazionale bollente. Un primo dato di fatto è rappresentato dalla scontata opposizione<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-da-una-scadenza-a-netanyahu-su-gaza-e-witkoff-vola-a-mosca.html"> di <strong>Israele</strong>, con Benjamin Netanyahu oggi come nel 2015</a> in prima linea <strong>per fermare ogni ipotesi di intesa </strong>che accarezza ancora il <strong>colpo decisivo contro gli ayatollah</strong>. Un secondo fronte, al contempo, è legato al positivo allineamento degli astri politici in Medio Oriente che, tra distensione <strong>iraniano-saudita</strong> in pieno svolgimento, ritirata del mondo arabo dall&#8217;ipotesi del contenimento duro verso Teheran e percepita riduzione della minaccia della potenza sciita alza la desiderabilità dell&#8217;accordo. Infine, in prospettiva, <strong>andrà valutato il ruolo della Russia, convitato di pietra del negoziato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Russia di fronte al triangolo Usa-Iran-Oman sul nucleare</h2>



<p>Nel 2015 Mosca spinse per il raggiungimento dell&#8217;intesa ed oggi è probabile che <strong>alla prova dei fatti</strong> il negoziato Usa-Iran-Oman sul nucleare e quello russo-americano avviato attorno all&#8217;Ucraina e alla guerra che dal 2022 insanguina l&#8217;Europa orientale possano finire per convergere in un&#8217;<strong>unica trattativa. </strong></p>



<p><strong>Una saldatura geopolitica</strong> volta a cercare una definitiva sintonia su vari teatri, a rendere &#8220;prevedibili&#8221;, parola cara a Vladimir Putin, i rapporti tra le prime due potenze atomiche del pianeta, condizionare verso la stabilità più teatri con un solo negoziato. Una sfida ambiziosa ma che può esser l&#8217;unica realistica prospettiva di un confronto tanto ai vertici, che non può limitarsi a esser confinato in una regione geografica, per quanto importante, come l&#8217;Europa Orientale. </p>



<p>&#8220;La Russia potrebbe svolgere un ruolo chiave in un <strong>accordo sul futuro del programma nucleare iraniano,</strong> con Mosca indicata non solo come possibile destinazione delle scorte di uranio altamente arricchito dell&#8217;Iran, ma anche come possibile arbitro in caso di violazioni dell&#8217;accordo&#8221;, <strong><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/apr/20/moscow-may-gain-key-role-in-iran-nuclear-deal-as-us-talks-progress">ha ipotizzato il <em>Guardian</em>.</a></strong> E nel frattempo il sultano dell&#8217;Oman <strong>Haitham bin Tariq al-Said</strong> è atteso a Mosca per un incontro al Cremlino con Putin lunedì. I tasselli del mosaico iniziano gradualmente a comporsi verso un negoziato a tutto campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-il-negoziato-accelera-e-il-sultano-delloman-vola-a-mosca.html">Iran-Usa, il negoziato accelera. E il sultano dell&#8217;Oman vola a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-consentono-che-abbia-il-nucleare-per-uso-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 14:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Contrariamente alla posizione di Israele, Witkoff si ritira dai principi chiave nei negoziati sul nucleare con l'Iran". Sottotitolo: "L'inviato statunitense in Medio Oriente afferma che l'America potrebbe consentire all'Iran di arricchire l'uranio al 3,67 percento, nonostante la forte opposizione di Israele a qualsiasi industria nucleare sul suolo iraniano".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-gli-usa-consentono-che-abbia-il-nucleare-per-uso-civile.html">Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: gli Usa consentono che abbia il nucleare per uso civile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-600x323.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415152139325_0b4067e280b3e01124ce5fcbe48b372d-copia-1536x827.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il negoziato tra Stati Uniti e Iran in Oman è iniziato bene. Lo hanno detto sia l&#8217;inviato di Washington Steve Witkoff che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, a capo delle rispettive delegazioni.</p>



<p>&#8220;Rispetto&#8221; e &#8220;clima costruttivo&#8221; sono state le parole chiave usate dai due, che hanno avuto anche un breve <a href="https://it.euronews.com/2025/04/12/grande-attesa-per-i-negoziati-tra-stati-uniti-e-iran-in-oman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">faccia a faccia</a>, eccezione alla regola che vede i colloqui svolgersi in forma indiretta, con i padroni di casa a fare la spola dall&#8217;una all&#8217;altra delegazione per riferire all&#8217;una i messaggi dell&#8217;altra.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.euronews.com/2025/04/12/grande-attesa-per-i-negoziati-tra-stati-uniti-e-iran-in-oman"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-EURO-1024x626.jpg" alt="Negoziati tra Iran e Usa in Oman: breve incontro tra Witkoff e Araghchi" class="wp-image-75885"/></a></figure>



<p>Poco importante, o forse no, la <a href="https://news.antiwar.com/2025/04/14/trump-suggests-iran-slow-walking-talks-repeats-threat-of-military-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lamentela</a> successiva di Trump, il quale ha <a href="https://news.antiwar.com/2025/04/14/trump-suggests-iran-slow-walking-talks-repeats-threat-of-military-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> che l&#8217;Iran procede con &#8220;lentezza&#8221; e che forse &#8220;vorrebbero contattarci&#8221;, una considerazione tipica del personaggio, che fa della velocità la sua cifra laddove un negoziato tanto impegnativo deve avere un esito ben ponderato, dal momento che un accordo raffazzonato sarebbe a rischio di tragici equivoci.</p>



<p>Ma è probabile che la sollecitazione sia servita a sbloccare una quasi incomprensibile impasse sulla sede del prossimo round negoziale. Nei giorni scorsi, infatti, sui media arabi e occidentali si era diffusa la notizia che il successivo incontro si sarebbe tenuto a Roma, mentre le agenzie iraniane riferivano che Teheran stava ancora riflettendo sulla questione.</p>



<p>Evidentemente non avevano dato il loro assenso al cambio di sede e per una ragione che forse si spiega con una nota di Mk Badrakumar, il quale riferiva come Teheran avesse scelto l&#8217;Oman come sede del primo approccio, evitando accuratamente sia gli Emirati Arabi che il Qatar o altri Paesi del Golfo. Ciò, spiega Badrakumar su <a href="https://www.indianpunchline.com/us-iran-take-a-leap-forward-in-trust-building/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Indianpunchline</a>, &#8220;la dice lunga sui complessi schieramenti regionali nel Golfo, nonché sulla necessità di Teheran di tenere gli israeliani lontani da qualsiasi interferenza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.indianpunchline.com/us-iran-take-a-leap-forward-in-trust-building/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-INDIN-1024x242.jpg" alt="US, Iran take a leap forward in trust building" class="wp-image-75886"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Muscat, la confort zone iraniana</h2>



<p>Probabile che l&#8217;Iran non abbia scartato inizialmente lo spostamento romano, per farlo in un secondo tempo preferendogli ancora una volta Muscat, il Paese mediorientale che ritiene più prossimo e rassicurante.</p>



<p>D&#8217;altronde, al di là della delicatezza dei colloqui, che necessita di mediatori affidabili, è probabile che Teheran tema anche che si ripeta l&#8217;ancora inspiegata tragedia che vide l&#8217;allora presidente iraniano Ebrahim Raisi vittima di un <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-il-mondo-ad-un-passo-dallabisso" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incidente aereo</a> al ritorno da una visita dal vicino Azerbaigian. Se accadesse qualcosa di analogo al ministro degli Esteri durante il viaggio di ritorno da un round negoziale con gli Usa avrebbe un impatto più che nefasto sui negoziati.</p>



<p>Superata l&#8217;impasse sulla sede, resta da capire di cosa si sta dibattendo. Sul punto è di grande interesse l&#8217;intervista rilasciata da <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-resta-in-oman-trump-ripesca-gli-accordi-di-obama.html">Witkoff </a>a <a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-indicates-us-seeks-to-cap-iran-uranium-enrichment-not-dismantle-nuclear-program/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fox news</a>, nella quale l&#8217;inviato americano ha dichiarato che i negoziati si stanno focalizzando sul limite massimo di arricchimento dell&#8217;uranio, una soglia che permetterebbe a Teheran di proseguire nello sviluppo dell&#8217;energia nucleare a scopi civili impedendogli, però, di ottenere materiale fissile atto a realizzare la bomba atomica, linea rossa da non superare e ribadita più volte da Trump.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/witkoff-indicates-us-seeks-to-cap-iran-uranium-enrichment-not-dismantle-nuclear-program/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-TOI-5-1024x427.jpg" alt="Witkoff indicates US seeks to cap Iran uranium enrichment, not dismantle nuclear program" class="wp-image-75887"/></a></figure>



<p>In parallelo a un accordo su tale soglia, si stanno sgranando i negoziati per i meccanismi di verifica, necessari a monitorare che Teheran non deragli dall&#8217;intesa, e qui le cose si complicano non poco. Da parte sua Teheran chiede la revoca delle sanzioni comminate dagli Stati Uniti contro di essa.</p>



<p>Questo l&#8217;altro corno della questione, che apre la strada ad accordi commerciali tra Iran e Stati Uniti, peraltro sollecitati di recente dallo stesso presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il quale ha invitato gli imprenditori americani a investire nel suo Paese (<a href="https://www.newsweek.com/iran-leader-open-us-investment-win-trump-nuclear-2057387" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Newsweek</a>). Se si tiene presente la propensione di Trump per gli affari, si può capire come ciò possa facilitare il buon esito dei colloqui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump si smarca da Netanyahu&nbsp;</h2>



<p>Come si può notare, non è a tema, almeno finora, né lo smantellamento totale dell&#8217;apparato nucleare iraniano, dal momento che potrà conservare il nucleare a scopi civili, né il ridimensionamento del suo arsenale bellico, richieste evocate implicitamente da Netanyahu quando, nel corso della conferenza stampa congiunta con Trump, ha parlato di un accordo sul <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modello libico</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyahu"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-PN-5-1024x328.jpg" alt="Iran: Trump frena la guerra di Netanyahu" class="wp-image-75888"/></a></figure>



<p>Un vero e proprio scacco per il premier israeliano, che si affanna a dichiarare urbi et orbi la sua totale sintonia con il presidente americano. Ma non è solo Netanyahu a essere afflitto per l&#8217;approccio moderato degli Usa nei confronti di Teheran. Lo denota un articolo alquanto polemico di <a href="https://www.israelhayom.com/2025/04/15/contrary-to-israels-position-witkoff-retreats-from-key-principles-in-nuclear-negotiations-with-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israel Hayom</a> dal titolo: &#8220;Contrariamente alla posizione di Israele, Witkoff si ritira dai principi chiave nei negoziati sul nucleare con l&#8217;Iran&#8221;. Sottotitolo: &#8220;L&#8217;inviato statunitense in Medio Oriente afferma che l&#8217;America potrebbe consentire all&#8217;Iran di arricchire l&#8217;uranio al 3,67 percento, nonostante la forte opposizione di Israele a qualsiasi industria nucleare sul suolo iraniano&#8221;.</p>



<p>Ovviamente è solo uno dei tanti articoli sul tema, tutti più o meno preoccupati del fatto che l&#8217;alleato americano non condivida le tesi massimaliste che circolano nell&#8217;establishment israeliano (anche se in privato, diversi dirigenti israeliani probabilmente concordano con quanto sta realizzando l&#8217;America; un vecchio articolo del <a href="https://www.nytimes.com/2022/07/14/world/middleeast/israel-iran-nuclear-lapid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, ad esempio, accennava alla spaccatura all&#8217;interno dell&#8217;intelligence sull&#8217;accordo negoziato da Obama).</p>



<p>Di interesse, ancora, notare che l&#8217;Iran ha informato i vicini, <a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/04/15/3291874/iran-briefs-saudi-arabia-on-talks-with-us" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anzitutto l&#8217;Arabia Saudita</a>, sull&#8217;andamento dei negoziati, particolare che denota il non isolamento di Teheran e come la questione interessi tutti i Paesi del Medio oriente, dal momento che il buon esito dei negoziati preserverà, almeno relativamente, la pace regionale.</p>



<p>Infine, va annotato che il ministro degli Esteri iraniano Araqchi, reduce dal primo incontro con Witkoff e in vista del secondo, si <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-minister-will-consult-iran-us-talks-during-visit-russia-2025-04-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recherà in Russia</a>. Sul tavolo, infatti, c&#8217;è la possibilità che sia proprio Mosca a custodire l&#8217;uranio iraniano. Ma al di là del particolare, la visita denota soprattutto come la Russia sia il convitato di pietra di questo dialogo e il vero facilitatore dello stesso, in linea con la <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/un-piano-egiziano-su-gaza-e-trump-chiede-aiuto-a-putin-sulliran" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiesta di aiuto pervenuta dall&#8217;amministrazione Trump</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-minister-will-consult-iran-us-talks-during-visit-russia-2025-04-14/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A6-REUTERS-1024x551.jpg" alt="https://www.reuters.com/world/middle-east/iranian-foreign-Iranian foreign minister to visit Moscow ahead of second Iran-US meeting" class="wp-image-75889"/></a></figure>
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		<title>Usa-Iran, il negoziato resta in Oman: Trump ripesca gli accordi di Obama</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-resta-in-oman-trump-ripesca-gli-accordi-di-obama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 12:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1132" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250415100742243_cd2f2104e186f535be64c6e0cbce61b8-e1744704500470-1536x906.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ripesca gli accordi di Barack Obama per provare a chiudere un&#8217;intesa con l&#8217;Iran che abbia la possibilità di durare. Mentre si conferma che non ci sarà nessun intermezzo romano per il negoziato tra Stati Uniti e Iran sul nucleare, dato che il ministero degli Esteri di Teheran ha confermato che anche il secondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-resta-in-oman-trump-ripesca-gli-accordi-di-obama.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-il-negoziato-resta-in-oman-trump-ripesca-gli-accordi-di-obama.html">Usa-Iran, il negoziato resta in Oman: Trump ripesca gli accordi di Obama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Donald Trump ripesca gli accordi di Barack Obama </strong>per provare a chiudere un&#8217;intesa con l&#8217;Iran che abbia la possibilità di durare. Mentre si conferma che non ci sarà nessun <strong>intermezzo romano</strong> per il negoziato tra Stati Uniti e Iran sul <strong>nucleare,</strong> dato che il ministero degli Esteri di Teheran ha confermato che anche il secondo round si terrà in<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sara-loman-a-ospitare-la-mediazione-tra-usa-e-iran.html"> Oman,</a> Washington cambia rotta rispetto alla dottrina della massima pressione e sostanzialmente <strong>dichiara di rinunciare alla totale denuclearizzazione della Repubblica Islamica</strong>. A confermarlo, nella serata di ieri, l&#8217;inviato Usa per il Medio Oriente <strong>Steve Witkoff,</strong> che a <em>Fox News</em> ha annunciato come la &#8220;completa denuclearizzazione&#8221; dell&#8217;Iran e lo &#8220;smantellamento del suo programma nucleare&#8221; non siano più l&#8217;obiettivo strategico dell&#8217;amministrazione Trump. </p>



<p><strong>Le questioni critiche restano due: da un lato, il livello di arricchimento,</strong> dall&#8217;altro quella che Witkoff ha chiamato <em>weaponization</em>, ovvero la possibilità di <strong>rendere scalabile</strong> la tecnologia nucleare sino a poterla rendere effettivamente utilizzabile a fini militari. In altre parole: avere il livello teorico per l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio è una <strong>condizione necessaria ma non sufficiente</strong> per poter sdoganare un vero <strong>deterrente atomico</strong>, dato che a questo servirebbe aggiungere un programma missilistico e di gestione delle tecnologie di lancio di eventuali ordigni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riapertura all&#8217;accordo dell&#8217;era Obama</h2>



<p>Witkoff indica che gli Usa sono disposti a concedere spazio all&#8217;Iran sul primo fronte a patto che le linee rosse non siano superate sul secondo. In sostanza si <strong>tratta di un recupero</strong> del <strong>Piano d&#8217;azione congiunto globale (Jcpoa)</strong> siglato a Vienna dall&#8217;Iran il 14 luglio 2015 assieme ai rappresentanti del P5+1 (il gruppo di nazioni che ha guidato i negoziati sul nucleare formato dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, a cui si è aggiunta la Germania) e dell&#8217;Unione Europea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">White House Envoy Witkoff appears to have confirmed that Trump administration is no longer seeking the &quot;full denuclearization&quot; of Iran or the &quot;dismantling of its nuclear program.&quot;<br><br>Instead, it now aims to impose limits on the level (3.67%) of uranium enrichment by Tehran. <a href="https://t.co/6isrVx3sFe">pic.twitter.com/6isrVx3sFe</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1912020265724235945?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;accordo i cui negoziati sono stati guidati dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Zarif e dal Segretario di Stato Usa John Kerry prevedeva che Teheran rinunciasse ad arricchire l&#8217;uranio oltre il 3,67%, ben lontano dalla banda d&#8217;oscillazione tra il 20 e il 60% a cui si è spinto, tagliasse di due terzi il numero di centrali a gas e decurtasse del 98% le sue riserve di uranio arricchito in un lasso di tempo di tredici anni.<strong> L&#8217;accordo, formalmente, è ancora in vigore ma ha perso di efficacia</strong> di fatto da quando <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nucleare-iran-cosa-trump.html">Trump ha ordinato il ritiro americano nel 2018.</a></strong></p>



<p>Si trattava di un accordo realistico, perché capace di contemperare le esigenze della non proliferazione nucleare con quelle del pragmatismo che permetteva all&#8217;Iran di continuare a fare uso dell&#8217;energia atomica per fini civili. </p>



<p>Non a caso l&#8217;accordo del 2015 suscitò l&#8217;ira di <strong>Benjamin Netanyahu, che attaccò duramente Obama</strong> per la sua scelta di aver riammesso l&#8217;Iran nel consesso internazionale. Dieci anni dopo, si torna al punto di partenza. Witkoff parla del 3,67% del Jcpoa e cita tale soglia come obiettivo negoziale, mentre &#8220;i funzionari israeliani si oppongono fermamente a questa posizione e rifiutano categoricamente di accettare l&#8217;esistenza di qualsiasi industria nucleare sul suolo iraniano&#8221;, <a href="https://www.israelhayom.com/2025/04/15/contrary-to-israels-position-witkoff-retreats-from-key-principles-in-nuclear-negotiations-with-iran/">nota <em>Israel Hayom</em>.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;illusione israeliana dell&#8217;attacco all&#8217;Iran</h2>



<p>Nei mesi scorsi, Netanyahu ha <strong>accarezzato più volte l&#8217;idea di un attacco al nucleare iraniano,</strong> a cui peraltro Israele ha provato ad aprire la strada colpendo nella Repubblica Islamica l&#8217;antiaerea di Teheran e aprendo la via ai suoi F-16 e F-35 <strong>per </strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-bombarda-anche-la-nuova-siria-ma-i-media-italiani-si-guardano-bene-dal-dirlo.html"><strong>un&#8217;azione verso Est con lo smantellamento di ciò che restava dell&#8217;antiaerea siriana</strong> a dicembre</a>. Gli Stati Uniti, con Joe Biden prima e Donald Trump poi, si sono opposti a un <strong>attacco all&#8217;Iran</strong>. Ora la via del realismo chiama alla riscoperta dell&#8217;<strong>accordo del 2015. </strong>Per negoziarlo, è difficile che l&#8217;Iran accetti di sedersi al tavolo con il Segretario di Stato Marco Rubio, repubblicano a lungo critico del Jcpoa e considerato un &#8220;falco&#8221; nei rapporti con la Repubblica Islamica. L&#8217;uomo per tutte le stagioni è Witkoff, che ha guidato i negoziati indiretti in Oman incontrando brevemente il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araqchi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">— ❗️🇮🇷/🇺🇸 Iranian Foreign Ministry in a preliminary statement:<br><br>&#39;The indirect talks in Oman were constructive and held in a generally positive atmosphere, and they lasted approximately 2.5 hours.<br><br>U.S. Special Envoy Steve Witkoff and Iranian Foreign Minister Seyyed Abbas Araqchi…</p>&mdash; Antonello Sacchetti (@anto_sacchetti) <a href="https://twitter.com/anto_sacchetti/status/1911069023938191604?ref_src=twsrc%5Etfw">April 12, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>E in Oman resterà il 68enne </strong>immobiliarista di New York outsider della diplomazia che Trump ha scelto come ambasciatore parallelo e inviato speciale. Le grandi manovre sono in atto. Andando oltre il suo mandato formalmente riferito al Medio Oriente, <strong><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-mano-sul-cuore-di-witkoff-davanti-a-putin-unaltra-bufala-della-informazione-di-qualita.html">Witkoff ha di recente incontrato il presidente russo Vladimir Putin</a> a Mosca</strong>, sottolineando l&#8217;intersezione tra molte partite: l&#8217;Ucraina, su cui Usa e Russia si parlano, vale molto ma l&#8217;<strong>Iran è altrettanto importante. Forse la vera posta in gioco</strong> quando si tratta di Washington e Mosca. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Riscoprire il Jcpoa per pragmatismo</h2>



<p>Su Teheran non si scherza: l&#8217;amministrazione Trump riscopre, senza dirlo, il piano di Obama rottamato per motivi ideologici nel 2018 preferendo dar di fatto ragione al presidente democratico che seguire Israele sul suo terreno. E anche a Teheran l&#8217;attenzione è alta. Un elenco dei titoli dei maggiori quotidiani iraniani nei giorni di inizio negoziato ripostato dallo storico e esperto di affari persiani <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html">Alessandro Cassanmagnago</a></strong> su X mostra la volontà della classe dirigente dell&#8217;Iran di chiudere una partita calda, ma di farlo senza cedimenti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">🧵utile per capire l’umore dei vari spicchi della classe dirigente in <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a>. <a href="https://t.co/UAER7pIspr">https://t.co/UAER7pIspr</a></p>&mdash; Alessandro Cassanmagnago (@CassanmagnagoA) <a href="https://twitter.com/CassanmagnagoA/status/1910238802469060695?ref_src=twsrc%5Etfw">April 10, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Servirà diplomazia umana, <strong>attenzione diplomatica</strong> e rifiutare ogni provocazione. Usa e Iran hanno aperto un canale diretto e Witkoff, riscoprendo di fatto il Jcpoa, esenta Trump dal dover fare dietrofront sull&#8217;affrettata uscita degli Usa dal patto nel 2018. Basterà a ricostruire la fiducia da tempo infranta tra due Stati divenuti arcinemici? Ancora presto per dirlo. Ma in Oman un negoziato c&#8217;è. E dopo anni di attesa vale la pena osservare come andrà a finire.</p>
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		<title>Politica estera Usa: tempo di compromessi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/politica-estera-usa-tempo-di-compromessi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 13:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=464980</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-1536x845.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> "Meno di 48 ore dopo aver cenato con il negoziatore inviato dal presidente russo Vladimir Putin a Washington la scorsa settimana, Steve Witkoff, l'inviato speciale degli Stati Uniti che guida i colloqui con Mosca, si è incontrato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e gli ha trasmesso un messaggio chiaro".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PUTIN-WITKOFF-copia-1536x845.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iniziano oggi in <strong>Oman</strong> le trattative sul nucleare iraniano tra la delegazione di Washington guidata da <strong>Steve Witkoff</strong> e quella di Teheran. Prima dell&#8217;incontro Witkoff, reduce da un faccia a faccia di quattro ore con Putin, ha detto che l&#8217;America è pronta a &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/us-signals-openness-to-compromise-in-iran-talks-red-line-is-nuclear-weaponization/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un compromesso</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TOI-1-1024x594.jpg" alt="US signals openness to compromise in Iran talks: ‘Red line’ is nuclear weaponization" class="wp-image-75813"/></figure>



<p>Dichiarazione che va letta in parallelo alle parole di Trump, il quale ha tracciato una linea rossa per l&#8217;Iran: &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-april-12-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non può avere l&#8217;arma atomica</a>&#8220;. Affermazione, quest&#8217;ultima, che appare ovvia, ma che ovvia non è, dal momento che i falchi anti-Teheran stanno tentando di inserire nel negoziato altre linee rosse, che vedono lo smantellamento delle milizie armate sciite in Medio oriente &#8211; Hezbollah, le milizie irachene e quelle Houti &#8211; e il ridimensionamento delle capacità belliche di Teheran.</p>



<p>Sono tali pressioni a rendere difficile un negoziato di per sé facilissimo, dal momento che l&#8217;Iran non ha mai perseguito l&#8217;arma atomica, sviluppo impedito peraltro da una specifica fatwa &#8211; divieto di ordine religioso &#8211; dell&#8217;ayatollah Khamenei del 2012 e mai revocata (rimandiamo a uno <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://ciaotest.cc.columbia.edu/journals/irfa/v4i2/f_0029607_23960.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio della Columbia University</a> sulla forza vincolante di tale pronunciamento, che in Iran ha più forza di una specifica giuridica).</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;atomica che non c&#8217;è</h2>



<p>Non solo, nonostante lo spettro del nucleare iraniano sia brandito da decenni, tante, pubbliche e autorevoli sono state le smentite. Per citare solo le più recenti, si può ricordare la dichiarazione del capo della Cia William Burns dell&#8217;ottobre scorso, il quale ha <a href="https://www.nbcnews.com/investigations/no-evidence-iran-rushing-build-nuclear-weapon-cia-director-says-rcna174004" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermato</a> che non c&#8217;era alcuna prova che Teheran abbia deciso di costruire l&#8217;atomica e le parole dell&#8217;attuale capo dell&#8217;intelligence nazionale Usa Tulsi Gabbard che, a marzo, ha <a href="https://www.ndtv.com/world-news/us-intel-report-iran-not-building-nuclear-weapons-but-its-uranium-stockpile-growing-8012354" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermato</a>: &#8220;Le Agenzie di intelligence [americane] continuano a ritenere che l&#8217;Iran non stia costruendo un&#8217;arma nucleare e che la Guida suprema Khamanei non abbia autorizzato il programma delle armi nucleari da lui sospeso nel 2003&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ndtv.com/world-news/us-intel-report-iran-not-building-nuclear-weapons-but-its-uranium-stockpile-growing-8012354"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NDTV-1024x553.jpg" alt="US Intel Report Finds Iran &quot;Not&quot; Building Nuclear Weapon Despite Strategic Losses" class="wp-image-75814"/></a></figure>



<p>Da parte loro, le autorità iraniane hanno ribadito più volte tale determinazione, ma tutto ciò non è servito ad allentare la spinta per incenerire l&#8217;Iran, se non per brevi periodi. Spinta che si è riproposta con forza con la presidenza Trump e che ora si trova a un bivio cruciale: se i negoziati dovessero fallire, la guerra sarebbe pressoché inevitabile. Da qui la drammaticità del momento.</p>



<p>Anche perché, al solito, <strong>Trump ha imposto un&#8217;accelerazione drammatica alla querelle</strong>, indicando una scadenza davvero breve ai negoziati: due mesi. Una scadenza pone gravi criticità alle trattative, dal momento che ai falchi basterà creare difficoltà capaci di allungare i tempi per poi chiedere al presidente americano di essere conseguente alle sue roboanti minacce.</p>



<p>Ciò spiega perché le autorità iraniane puntino a un accordo temporaneo, come riporta <a href="https://www.axios.com/2025/04/10/iran-nuclear-deal-us-interim-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Axios</a>, che dia modo di allungare i tempi così da poter affrontare in maniera esaustiva la materia disinnescando la tagliola temporale. <strong>Perché le</strong> <strong>trattative saranno per forza di cose complesse</strong>, dal momento che non potranno limitarsi solo al nucleare iraniano, ma dovranno necessariamente affrontare anche le tante criticità mediorientali che interessano sia Teheran che Washington, oltre che dirimere i rapporti tra i due Paesi, logorati da decenni di duro confronto a distanza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2025/04/10/iran-nuclear-deal-us-interim-agreement"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-AXIOS-1-1024x348.jpg" alt="Scoop: Iran wants to explore interim nuclear deal in talks with U.S., sources say" class="wp-image-75815"/></a></figure>



<p>Da notare, come da cenno iniziale, che Witkoff ieri ha incontrato Putin. Nei report odierni si riferisce che i due hanno parlato solo della guerra ucraina, cosa confermata dalle parole di Trump, il quale, al solito, ha dichiarato che i negoziati sono andati avanti e che un accordo si appressa (facile a dirsi, difficile a farsi).</p>



<p>Ma è ovvio che abbiano parlato anche, e soprattutto, dell&#8217;appuntamento cruciale in <strong>Oman</strong>, tanto cruciale che resta indicibile. E che la dichiarazione previa di Witkoff sull&#8217;apertura al compromesso con l&#8217;Iran sia da ricollegarsi a quel colloquio, dal momento che la Russia ha stretti rapporti con Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Di Ucraina e compromessi</h2>



<p>Quanto all&#8217;esito dei colloqui tra Witkoff e Putin sull&#8217;Ucraina, non si sa molto. Si sa che la querelle attuale verte sul destino del Donbass. Ne accennava la <a href="https://www.reuters.com/world/trump-envoys-embrace-russian-demands-worries-republicans-us-allies-2025-04-11/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Reuters</a> riferendosi all&#8217;incontro della settimana scorsa a Washington tra Witkoff e <strong>Kirill Dmitriev</strong>: &#8220;Meno di 48 ore dopo aver cenato con il negoziatore inviato dal presidente russo Vladimir Putin a Washington la scorsa settimana, Steve Witkoff, l&#8217;inviato speciale degli Stati Uniti che guida i colloqui con Mosca, si è incontrato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e gli ha trasmesso un messaggio chiaro&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/world/trump-envoys-embrace-russian-demands-worries-republicans-us-allies-2025-04-11/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-REUTERS-1024x258.jpg" alt="Trump envoy's embrace of Russian demands worries Republicans, U.S. allies" class="wp-image-75816"/></a></figure>



<p>&#8220;Secondo Witkoff, il modo più rapido per mediare un cessate il fuoco è sostenere una strategia che darebbe alla Russia la sovranità su quattro regioni ucraine orientali&#8221;. L&#8217;inclinazione al compromesso di Witkoff è stata duramente contestata dall&#8217;uomo che Trump ha designato come suo inviato per l&#8217;Ucraina, l&#8217;ex generale <strong>Keith Kellogg</strong>, scelto proprio perché dà voce ai falchi che Trump ha imbarcato nella sua amministrazione per coprirsi le spalle.</p>



<p>Detto questo, sicuramente sono stati fatti passi avanti, ma quali e quanti non è dato sapere. D&#8217;altronde non è facile fermare la corsa verso la terza guerra mondiale avviata con l&#8217;incendio ucraino.</p>



<p>Proprio perché è una guerra mondiale, per risolverla occorrerà mano a mano spegnere gli incendi collaterali, avviare processi di de-escalation globali, forzare dove è possibile forzare (i dazi imposti da Trump in modalità <em>schok and hawe</em> servivano anzitutto a questo: <strong>indurre i circoli internazionali che spingono per la terza guerra mondiale a più miti consigli</strong>; mossa non riuscita dal momento che in risposta minacciavano una recessione globale in stile &#8217;29, ma qualche esito l&#8217;ha avuto). Non resta che attendere gli sviluppi.</p>



<p>Concludiamo con un commento al titolo: nonostante le buffonate e la spavalderia da bullo &#8211; bullismo che vede drammatici picchi negli States, dove si sta consumando una tragica repressione contro la manifestazioni di solidarietà verso il popolo palestinese, una brutale stretta sull&#8217;immigrazione clandestina e altro &#8211; la <strong>presidenza Trump in politica estera</strong> <strong>vede un mix di forza e compromesso</strong>, laddove l&#8217;idealismo pregresso non ammetteva neanche all&#8217;orizzonte l&#8217;idea del compromesso, essendo l&#8217;America consegnata all&#8217;idea di realizzare a suon di bombe (guerra infinita) l&#8217;impero globale.</p>
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		<title>Perché sarà l&#8217;Oman a ospitare la mediazione tra Usa e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-sara-loman-a-ospitare-la-mediazione-tra-usa-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 06:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Donald Trump ha annunciato l&#8217;avvio di negoziati con l&#8217;Iran per un nuovo accordo sul nucleare con gli Usa, i primi da quando la Casa Bianca della sua prima amministrazione ha rottamato quelli firmati da Barack Obama nel 2015. Avendolo fatto mentre ospitava alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la mossa di Trump &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-sara-loman-a-ospitare-la-mediazione-tra-usa-e-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Oman_-_Dec_2014_15558163404-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Donald Trump ha annunciato l&#8217;avvio di <strong>negoziati con l&#8217;Iran</strong> per un nuovo accordo sul nucleare con gli Usa, i primi da quando la Casa Bianca della sua <a href="https://it.insideover.com/politica/sulliran-trump-frena-netanyahu-e-rilancia-il-dialogo-con-teheran.html">prima amministrazione ha rottamato quelli firmati da <strong>Barack Obama nel 2015</strong></a>. Avendolo fatto mentre ospitava alla Casa Bianca il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu,</strong> la mossa di Trump acquisisce valore strategico e politico notevole e metterà i riflettori del mondo su un attore a lungo quiescente dello scacchiere mediorientale: l&#8217;<strong>Oman</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sarà l&#8217;Oman a mediare tra gli Usa di Trump e l&#8217;Iran</h2>



<p><a href="https://www.irannuances.com/2025/04/08/scoop-iran-fm-araghchi-and-us-presidential-envoy-witkoff-to-lead-oman-indirect-talks">Iran Nuances</a> ha confermato la presenza in Oman per il prossimo sabato dell&#8217;inviato speciale americano per il Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff</strong>, e del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, I due, con ogni probabilità, per ora non si incontreranno ma useranno la sponda delle autorità omanite. Sarà il pacifico e tranquillo sultanato del Sud della Penisola Arabica a ospitare i colloqui indiretti, per ora triangolati dal governo di Mascate, tra Washington e Teheran. E in un certo senso non poteva essere altrimenti. Da tempo <a href="https://it.insideover.com/politica/audiozarif-che-rivela-chi-comanda-davvero-in-iran.html">l&#8217;Oman è patria della <strong>diplomazia coperta tra l&#8217;Iran e i suoi rivali</strong>.</a></p>



<p>&#8220;A differenza di molti altri stati del Golfo, come l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Oman non ha una storia di relazioni tese con l&#8217;Iran&#8221;,<a href="https://theconversation.com/oman-serves-as-a-crucial-back-channel-between-iran-and-the-us-as-tensions-flare-in-the-middle-east-227975"> nota The Conversation, sottolineando che nel Paese</a> molti ricordano che &#8221; l&#8217;Iran, sotto lo Scià, <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/dont-overestimate-iran-oman-embrace">fornì sostegno</a> all&#8217;Oman durante gli anni &#8217;70, quando il giovane sultano dello Stato del Golfo, Qaboos bin Said, stava combattendo una <a href="https://www.washingtonpost.com/archive/politics/1977/02/02/dhofars-bitter-rebellion-is-over-but-tension-remains/59b3992d-74b7-4cf5-8b33-c0c2c0b036d7/">rivolta durata un decennio</a> nella provincia meridionale di Dhofar&#8221;. In seguito, &#8220;<strong>dopo che lo Scià fu detronizzato </strong>durante la rivoluzione iraniana del 1979 e sostituito da un regime clericale guidato dall&#8217;ayatollah Khomeini, l&#8217;Oman si tenne separato dagli altri paesi della regione e rifiutò di farsi coinvolgere nelle rivalità regionali e nella competizione per l&#8217;influenza geopolitica che rovinavano i legami dell&#8217;Iran con <strong>gli altri stati del Golfo</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oman e la mediazione come strategia</h2>



<p>L&#8217;Oman è antesignano di una strategia di mediazione che oggi viene applicata da molti altri partner regionali di Mascate, come <a href="https://it.insideover.com/politica/denaro-diplomazia-e-cultura-cosi-gli-emirati-arabi-uniti-si-allargano-in-africa.html">Qatar e Arabia Saudita,</a> che dall&#8217;alto delle loro maggiori risorse politiche, economiche e strategiche mirano a essere mediatori a tutto campo nei maggiori conflitti globali. Ma l&#8217;idea del Golfo &#8220;pontiere&#8221; nasce proprio in Oman, da sempre orientato al non intervento negli affari altrui e dalla neutralità. </p>



<p><a href="https://iramcenter.org/en/what-is-unique-about-the-omani-iranian-relations-957">Come nota il <strong>centro di studi iraniani di Istanbul, l&#8217;Iram,</strong></a> &#8220;l&#8217;Oman ha mediato in molte controversie regionali riguardanti l&#8217;Iran, come l&#8217;accordo per porre fine alla guerra Iran-Iraq nel 1988, tra britannici e Iran nel 2007 e tra Egitto e Iran nel 1991&#8221;. Inoltre, già nel 2015 &#8220;l&#8217;Oman ha svolto in particolare un ruolo di avvio nei colloqui nucleari tra Iran e Stati Uniti, come ammesso dall&#8217;ex <a href="https://share.america.gov/critical-deal-iran-work-done/">ministro degli esteri statunitense John Kerry</a>&#8221; </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricostruire la fiducia</h2>



<p>Da sempre, dunque, Mascate apre le porte per la mediazione. La presenza di un corposo staff diplomatico iraniano in Oman metterà ogni trattativa al sicuro da possibili timori da parte di Teheran di un&#8217;intercettazione o di un condizionamento strutturale del negoziato da parte di un possibile mediatore non interessato e permetterà a Washington di <strong>mostrare all&#8217;alleato israeliano</strong> la presenza di un attore tutt&#8217;altro che ostile a Tel Aviv al tavolo delle trattative, <a href="https://arabcenterdc.org/resource/walking-a-tightrope-oman-and-normalization-with-israel/">con cui Israele ha avuto in passato continue, per quanto ad oggi informali, relazioni.</a> </p>



<p>L&#8217;<strong>obiettivo, per ora, è </strong><a href="https://www.1lurer.am/en/2025/04/07/Oman-could-become-a-venue-for-mediated-talks-between-US-and-Iran-Iranian-Foreign-Ministry/1292642"><strong>ricostruire la fiducia</strong>. Pochi Paesi più dell&#8217;Oman  </a>possono contribuire ad avvicinare posizioni di mediazione che sono rimaste trincerate e ferme per anni sia nella prima era Trump che durante l&#8217;intera amministrazione di Joe Biden. E magari guadagnare tempo per inserire la trattativa con l&#8217;Iran nel quadro della <strong>grande negoziazione con un altro attore, la Russia, da tempo vicino a Teheran</strong> e con cui Washington potrebbe negoziare, nel quadro di un grande confronto avente al centro la guerra in Ucraina, anche linee rosse sulla Repubblica Islamica. Ma per farlo servono tempo e fiducia. Qualcosa, cioè, che a Iran e Usa può essere dato solo dal piccolo ma sempre strategico Oman.</p>
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		<title>Nelle acque dell’Oman è già guerra tra Usa e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nelle-acque-delloman-e-gia-guerra-tra-usa-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 15:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2100" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2.jpg 2100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-2048x1463.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2100px) 100vw, 2100px" /></p>
<p>Nelle acque del Golfo dell’Oman e dello Stretto di Hormuz è ormai conflitto aperto tra Stati Uniti e Iran. Nell’area, infatti, è operativa la 5a flotta statunitense, che pattuglia un insieme di 21 Paesi, il Golfo Persico, il Golfo di Oman, il Mar Rosso, parti dell&#8217;Oceano Indiano e tre strozzature critiche nello Stretto di Hormuz, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nelle-acque-delloman-e-gia-guerra-tra-usa-e-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2100" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2.jpg 2100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221215153747999_944cc62b3efc3eb3bdcd817177c313a2-2048x1463.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2100px) 100vw, 2100px" /></p>
<p>Nelle acque del <strong>Golfo dell’Oman</strong> e dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> è ormai conflitto aperto tra <strong>Stati Uniti</strong> e<strong> Iran</strong>. Nell’area, infatti, è operativa la 5a flotta statunitense, che pattuglia un insieme di 21 Paesi, il Golfo Persico, il Golfo di Oman, il Mar Rosso, parti dell&#8217;Oceano Indiano e tre strozzature critiche nello Stretto di Hormuz, Bab al-Mandeb e il Canale di Suez. Ed è proprio in quest’area che l’attività americana cerca di ostacolare i rifornimenti bellici ai <strong>ribelli Houthi </strong>da parte di Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra navale già in atto</h2>



<p>Il 5 dicembre scorso, infatti, una motovedetta della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha interagito in modo poco sicuro con le navi della Marina degli Stati Uniti che transitavano nello Stretto di Hormuz. A riferirlo, lo <a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PRESS-RELEASES/Press-Release-View/Article/3237797/">Uscentcom</a>: la <strong>USS Lewis B. Puller </strong>e il cacciatorpediniere missilistico guidato <strong>USS The Sullivans</strong> stavano effettuando un transito di routine in acque internazionali quando la motovedetta si è avvicinata. La nave iraniana ha tentato di accecare il ponte accendendo un riflettore e ha attraversato entro 150 iarde dalle navi statunitensi, pericolosamente vicine, soprattutto di notte.</p>



<p>Le navi statunitensi hanno ridimensionato la situazione in modo sicuro attraverso l&#8217;impiego di allarmi acustici e laser non letali. Le navi della Marina americana hanno continuato il loro transito senza ulteriori incidenti. Le azioni dell&#8217;IRGC hanno violato gli standard internazionali di comportamento marittimo professionale e sicuro, aumentando il rischio di errori di calcolo e collisione. &#8220;Questa pericolosa azione in acque internazionali è indicativa dell&#8217;attività destabilizzante dell&#8217;Iran in tutto il Medio Oriente&#8221;, ha affermato il colonnello Joe Buccino, portavoce del Centcom.</p>



<p>Il <a href="https://www.cusnc.navy.mil/Media/News/Display/Article/3235309/us-seizes-11-million-rounds-of-ammunition-other-illegal-weapons-in-gulf-of-oman/">1° dicembre</a>, le forze navali statunitensi in Medio Oriente avevano già intercettato un peschereccio che contrabbandava più di 50 tonnellate di munizioni, micce e propellenti per razzi nel Golfo di Oman, lungo la rotta marittima dall&#8217;Iran allo Yemen. Il personale della Marina che operava dalla Lewis B. Puller ha scoperto il carico illecito durante una verifica della bandiera, segnando il secondo sequestro illegale di armi della 5a flotta statunitense in un mese. Le forze della Lewis B. Puller hanno trovato più di 1 milione di colpi di munizioni da 7,62 mm; 25.000 colpi di munizioni da 12,7 mm; quasi 7.000 micce di prossimità per razzi; e oltre 2.100 chilogrammi di propellente. &#8220;Questa significativa interdizione mostra chiaramente che il trasferimento illegale di aiuti letali e comportamenti destabilizzanti da parte dell&#8217;Iran continua&#8221;, ha affermato il vice ammiraglio Brad Cooper, comandante del comando centrale delle forze navali statunitensi della 5a flotta.</p>



<p>Le forze navali americane rimangono, dunque, concentrate sulla deterrenza e l&#8217;interruzione di attività marittime pericolose nella regione: la fornitura, la vendita o il trasferimento diretto o indiretto di armi agli Houthi nello Yemen, infatti, viola la <a href="https://www.un.org/securitycouncil/s/res/2216-%282015%29-0">Risoluzione 2216 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</a> e il diritto internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tregua in Yemen</h2>



<p>Sebbene il teatro yemenita sia finito nella periferie delle priorità mondiali, gli attacchi degli Houthi non si fermano. Il 24 novembre, il Presidential Leadership Council of Yemen ha accusato l&#8217;Iran di essere coinvolto negli <strong>attacchi ai porti petroliferi</strong>, avvertendo di una &#8220;potenziale crisi dei salari e della sicurezza alimentare&#8221;. Dal momento che il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale e gli Houthi non sono riusciti a estendere una <strong>tregua</strong> lo scorso ottobre, il gruppo ha lanciato attacchi contro tre porti petroliferi, ovvero Al-Dabbah, Al-Nashima e Qena nelle province di Hadramout e Shabwa nello Yemen orientale, tra condanne locali e internazionali.</p>



<p>Le azioni di disturbo nella acque internazionali portano ad una necessaria riflessione sullo stato dell’arte del conflitto yemenita. L&#8217;inviato speciale degli Stati Uniti per lo Yemen, Tim Lenderking, ha dichiarato mercoledì che le &#8220;richieste massimaliste&#8221; degli Houthi hanno ostacolato gli sforzi delle Nazioni Unite per rinnovare una tregua di sei mesi nel Paese, che si è conclusa a ottobre. Lo Yemen sta attualmente vivendo il più lungo periodo di calma dall&#8217;inizio della guerra otto anni fa: questa calma non solo ha portato un sollievo tangibile a milioni di yemeniti, ma ha anche creato un&#8217;opportunità unica per un processo di pace. Le acque di Hormuz però dicono altro: la volontà dei ribelli di farsi foraggiare dall’Iran e la volontà di quest’ultimo di proseguire nella destabilizzazione dell’area, nonostante <strong>la traballante condizione del regime di Teheran</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Teheran sempre più pericolosa</h2>



<p>Traballante e quindi sempre più pericolosa: l’Iran in questo momento è una vera mina vagante e con le sue forze <em>proxy</em> e in grado di colpire ovunque in maniera massiccia, molto più di quanto abbia fatto in passato. Il Paese non solo sta affrontando una gravissima crisi esistenziale interna ma sta perdendo la sua partita per assicurarsi <a href="https://it.insideover.com/politica/teheran-futura-regina-del-medio-oriente.html">la leadership della regione</a>. Lo scorso agosto, l’Unione europea aveva inviato a Teheran una bozza di accordo per rilanciare il <strong>Jcpoa</strong>, firmato nel 2015 dall’Iran con la stessa Ue, nonché la Francia, il Regno Unito, la Germania, la Russia e gli Usa. Il revival del negoziato, che avrebbe anche alleggerito le sanzioni al Paese, ora giace moribondo. E sebbene <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-perche-loccidente-attende.html">uno scontro diretto tra Iran e potenze occidentali sia alquanto in probabile</a> per una serie di ragioni, è indubbio che questo stia avvenendo già per procura altrove.</p>



<p>L’interesse principale di Washington in Yemen rimane il contrasto ai gruppi jihadisti, <strong>Aqap </strong>(Al-Qaida nella Penisola Arabica) in primis. Dal 2015 Washington ha appoggiato l’intervento della Coalizione saudita contro gli Houthi: lo scorso anno il presidente Biden ha però annunciato la fine del sostegno americano alle operazioni offensive nell’area, a esclusione di quelle contro Al-Qāʿida. Sebbene gli Stati Uniti abbiano provato a separare la vicenda Yemen dalla battaglia esistenziale con l’Iran, in questo momento i due dossier sembrano definitivamente e volontariamente inscindibili.</p>
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		<title>La guerra nascosta dei mari continua: colpita petroliera</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-nascosta-mari-continua-colpita-petroliera-oman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2021 10:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petroliera Andromeda nella Manica (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-2048x1379.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra ombra tra Iran e Israele non accenna a placarsi. L&#8217;attacco di giovedì alla nave M/T Mercer Street, di proprietà giapponese e gestita da un armatore israeliano, Eyal Ofer, infiamma i mari intorno alla Penisola arabica. La nave, vuota al momento dell&#8217;attacco, era partita da Dar es Salaam, in Tanzania, ed era diretta a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-nascosta-mari-continua-colpita-petroliera-oman.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petroliera Andromeda nella Manica (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Petroliera-Andromeda-La-Presse-2048x1379.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra ombra tra Iran e Israele non accenna a placarsi. L&#8217;attacco di giovedì alla nave <strong><em>M/T Mercer Street</em></strong>, di proprietà giapponese e gestita da un armatore israeliano, Eyal Ofer, infiamma i mari intorno alla Penisola arabica. La nave, vuota al momento dell&#8217;attacco, era partita da Dar es Salaam, in Tanzania, ed era diretta a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, ed è stata raggiunta da alcuni ordigni al largo dell&#8217;isola di <strong>Masirah</strong>. Esplosioni che hanno provocato anche delle vittime.</p>
<p>Per la prima volta, l&#8217;oscura guerra fatta di sabotaggi e attacchi contro mercantili nelle acque dell&#8217;Oceano Indiano, del Golfo Persico e del Mar Rosso miete delle <strong>vittime</strong>. In questo caso due: un cittadino britannico e uno rumeno. La società che gestisce la nave, la Zodiac Maritime, non ha specificato l&#8217;identità delle vittime, anche se l&#8217;uccisione di un cittadino britannico allarga inevitabilmente il campo degli effetti collaterali di questo attacco, coinvolgendo direttamente Londra.</p>
<p>Il ministro degli Esteri israeliano, <strong>Yair Lapid</strong>, ha avuto una conversazione con il suo omologo britannico, Dominic Raab, e ha accusato direttamente l&#8217;Iran. Lapid ha chiesto azioni severe nei confronti di Teheran ribadendo quello che Israele, sia con Benjamin Netanyahu che con il nuovo governo, continua a ripetere come un mantra: &#8220;L&#8217;Iran non è solo un problema israeliano, ma un esportatore di terrorismo, distruzione e instabilità che danneggia tutti noi. Non dobbiamo mai rimanere in silenzio di fronte al terrorismo iraniano, che danneggia anche la libertà di navigazione&#8221;. Un tweet particolarmente duro che riafferma l&#8217;obiettivo israeliano di internazionalizzare il &#8220;nodo Iran&#8221; e di puntare sulla sicurezza in mare. Un fronte che si fa sempre più caldo, come dimostrato dall&#8217;attacco alla <em>Mercer Street</em>, e che da anni è confermato dal rafforzamento della flotta israeliana e di quella iraniana.</p>
<p><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israeli-owned-ship-attacked-off-oman-u-k-defense-ministry-says-1.10056957">Gli esperti israeliani, europei e statunitensi non hanno dubbi</a>: dietro l&#8217;attacco alla petroliera vi è la mano dell&#8217;Iran. Le indiscrezioni che trapelano dai comandi della Us Navy e della Marina di Israele &#8211; e citate da <em>Associated Press</em> &#8211; parlano di un attacco con <strong>droni suicidi</strong>, anche se non è chiara la dinamica del raid e soprattutto dove sia stata colpita l&#8217;imbarcazione. Secondo un sito iraniano di lingua araba, <em>Al Alam</em>, <a href="https://www.timesofisrael.com/iran-is-a-global-problem-israel-said-weighing-response-to-attack-on-ship/">citato dal <em>Times of Israel</em></a>, l&#8217;attacco sarebbe la risposta a un raid dello Stato ebraico contro le forze sciite in Siria. Ma questa è l&#8217;unica fonte non statunitense o israeliana che lega l&#8217;attacco alle volontà di Teheran. L&#8217;Iran non ha rivendicato l&#8217;attacco, né lo hanno fatto forze quantomeno legate alla Repubblica islamica. Tutto si gioca sul <strong>sospetto</strong>, con la certezza che in qualsiasi caso nessun attore, statale o non statale, rivendicherà mai uno <em>strike</em> che potrebbe essere il preludio di un conflitto su larga scala. Sia per attacchi contro cargo iraniani, sia per attacchi contro navi legate in qualche modo a Israele.</p>
<p>Intanto la <em>Mercer Street</em>, scortata dalla portaerei americana <em>Uss Ronald Reagan</em> e del cacciatorpediniere <em>Uss Mitscher</em>, è diretta verso un porto sicuro del Medio Oriente. I vertici della Difesa israeliana stanno discutendo in queste su come rispondere all&#8217;attacco, ma è chiaro che tutto dovrà passare anche dalle telefonate con Londra e Washington. Molti osservatori hanno ricordato come le esplosioni a bordo della <em>Mercer Street</em> siano giunte a poche ore dalle parole del segretario di Stato americano <strong>Antony Blinken</strong>, che dal Kuwait aveva incalzato l&#8217;Iran sugli accordi per il programma nucleare. &#8220;Non possono andare avanti indefinitamente&#8221;, ha detto il funzionario Usa. E l&#8217;avvertimento americano potrebbe aver subito una prima risposta proprio dal raid al largo dell&#8217;Oman. L&#8217;ultimo atto di una guerra non dichiarata ma che rende sempre più bollenti le acque tra Mediterraneo e Oceano Indiano.</p>
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		<title>Le agenzie di rating fanno tremare il Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-agenzie-di-rating-fanno-tremare-il-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 14:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fitch]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Moody's]]></category>
		<category><![CDATA[Opec Plus]]></category>
		<category><![CDATA[S&P]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gulf Oil petrolio Golfo deserto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il crollo del mercato petrolifero le principali agenzie di rating stanno iniziando a declassare il debito sovrano dei Paesi produttori e ora le prospettive per le ricchissime potenze del Golfo Persico, fortemente dipendenti dall’oro nero, non sembrano più così rosee come un tempo. I Paesi che fanno parte del Consiglio di cooperazione del Golfo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-agenzie-di-rating-fanno-tremare-il-golfo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gulf Oil petrolio Golfo deserto" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-768x342.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Petrolio-con-cammello-La-Presse-e1582717675545-1024x456.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con il crollo del mercato petrolifero le principali agenzie di rating stanno iniziando a declassare il debito sovrano dei Paesi produttori e ora le prospettive per le ricchissime potenze del Golfo Persico, fortemente dipendenti dall’oro nero, non sembrano più così rosee come un tempo.</p>
<p>I Paesi che fanno parte del <strong>Consiglio di cooperazione del Golfo</strong> <strong>(GCC)</strong>, ovvero Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, stanno vedendo sgretolarsi rapidamente le loro finanze pubbliche a causa dei ribassi del prezzo del greggio: un fenomeno che non è certo passato inosservato davanti agli occhi sempre vigili delle più importanti agenzie di rating.</p>
<p><a href="https://www.fitchratings.com/research/sovereigns/oil-coronavirus-impact-on-gcc-sovereigns-12-05-2020">Come ha riportato in un recente studio Fitch Ratings</a>, gli accordi dell’<strong>Opec Plus</strong> per ridurre la produzione di petrolio e gli ulteriori tagli annunciati dall&#8217;Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Kuwait spingeranno i bilanci dei paesi del GCC verso un deficit ancora più acuto a causa del crollo dei prezzi.</p>
<p>Secondo Fitch, inoltre, i tagli alla produzione di greggio contribuiranno anche a una forte contrazione della produzione economica nel suo complesso, insieme a una recessione “senza precedenti” nelle economie non petrolifere che fanno parte del gruppo GCC.</p>
<h2>I bond di Oman e Bahrain sono al livello “spazzatura”</h2>
<p>Sulla scia di un semestre da incubo per l’industria del prezioso fossile, alla fine del mese scorso il rating dell&#8217;<strong>Oman</strong> è stato tagliato per la seconda volta dall’inizio del 2020 da parte di <strong>Moody’s Investor Service</strong>. L’agenzia di rating ha infatti declassato il debito sovrano del Paese a <strong>Ba3</strong>, ovvero il terzo livello più basso nella sua scala di non investimento, e ha rivisto le sue prospettive in negativo ritenendo che uno scenario di prezzi bassi per il petrolio inciderà fortemente sulle entrate del sultanato.</p>
<p>Già a marzo, Moody’s aveva messo l&#8217;Oman sotto la sua lente d’ingrandimento per un possibile declassamento, affermando che la scarsa forza fiscale di Mascate avrebbe inciso pesantemente sulla sua situazione finanziaria. Ora la valutazione di Moody’s si affianca alla stessa indicata in precedenza da <strong>Standard &amp; Poor&#8217;s</strong> e risulta di un gradino inferiore rispetto a quella di <strong>Fitch Ratings</strong>.</p>
<p><a href="https://www.moodys.com/research/Moodys-downgrades-Omans-rating-to-Ba3-changes-outlook-to-negative--PR_426102">Come si legge nel report dell’agenzia newyorkese</a>, &#8220;Il declassamento riflette la conclusione che in un contesto di prezzo del petrolio più basso &#8211; che Moody&#8217;s ora suppone continuerà nel medio termine &#8211; è improbabile che il governo sarà in grado di compensare in modo significativo la perdita di entrate petrolifere ed evitare un deterioramento esteso e duraturo del debito e delle sue metriche di accessibilità o l’erosione dei suoi buffer fiscali e in valuta estera&#8221;.</p>
<p>Moody ha infatti rivisto le sue stime sul prezzo del <strong>Brent</strong> per il 2020 a una media di 35 dollari al barile e di 45 dollari al barile per il 2021. Livelli lontanissimi dai prezzi che l’Oman e gli altri Paesi del Golfo erano abituati a vedere prima della crisi innescata dal Covid-19.</p>
<p>C’è però da sottolineare che, sebbene l’Oman sia l’economia più debole del gruppo GCC, non è l’unica nazione del Golfo ad aver subito la “scure” delle agenzie di rating.</p>
<p>Tra le petro-economie che si affacciano sul Golfo Persico, le cose non vanno meglio neppure per il <strong>Barhain</strong>, anch’esso retrocesso nell’area di non investimento secondo il giudizio di Moody’s, S&amp;P e Fitch.</p>
<p>Sia i titoli di Stato del Bahrain che quelli dell’Oman risultano quindi classificati come &#8220;<strong>spazzatura&#8221;</strong> dai tre principali valutatori di credito e non c’è da stupirsene visto che il <strong>Fondo monetario internazionale</strong> prevede che il loro deficit di bilancio supererà quest&#8217;anno il 15% del prodotto interno lordo.</p>
<p>Il problema è che, per coprire i loro debiti ed evitare di pesare sull&#8217;economia dell’intera regione, anche le prospettive per le nazioni più forti del Golfo stanno ora peggiorando agli occhi delle agenzie.</p>
<h2>Anche l’Arabia Saudita trema</h2>
<p>Già a marzo le tre big del rating avevano avvertito che il forte calo dei prezzi dell’oro nero, se sostenuto, avrebbe causato un&#8217;ondata di declassamenti sui titoli sovrani e pesanti tagli di rating sulle compagnie petrolifere.</p>
<p>Il principal analyst di Fitch per il Medio Oriente e l’Africa, Jan Friederich, <a href="https://www.reuters.com/article/us-oil-ratings-sovereign-fitch/rating-agencies-warn-oil-slump-could-trigger-blizzard-of-downgrades-idUSKBN20X2PD">ha riferito a Reuters</a> che “I paesi che si trovano in una posizione più debole e hanno un tasso di cambio fisso sono ovviamente particolarmente vulnerabili&#8221;.</p>
<p>Ma per quanto concerne i singoli Paesi, l’analista ha anche fatto notare che pure la ricchissima <strong>Arabia Saudita</strong> potrebbe presto trovarsi in difficoltà. Friederich ha spiegato che, nonostante le riserve finanziarie di Riyadh e il suo miliardario fondo sovrano costituiscano un importante “cuscinetto” di protezione, non vi è comunque un &#8220;margine di manovra infinito&#8221; all’interno del rating assegnato al Paese e anche questo buffer, come viene definito in termini più tecnici, potrebbe venire meno.</p>
<p>Che la situazione per l&#8217;Arabia Saudita non sia più così florida come un tempo lo si intende poi dal fatto che le prospettive per il regno siano state ridotte a negative da stabili da parte di Moody’s a causa del crollo dei prezzi del petrolio e della pandemia che ha fatto precipitare le riserve della monarchia saudita al minimo in quasi un decennio.</p>
<p>La società di rating (che aveva declassato l&#8217;Arabia Saudita per l’ultima volta nel 2016) ha comunque mantenuto il rating sovrano ad<strong> A1</strong>, il suo quinto grado più alto, dando una valutazione lievemente più ottimista di quelle fornite dalle colleghe Fitch e S&amp;P.</p>
<p><a href="https://www.moodys.com/research/Moodys-changes-the-outlook-on-Saudi-Arabias-rating-to-negative--PR_423521">Come hanno scritto gli analisti di Moody’s guidati da Lucie Villa</a> &#8220;Le prospettive negative riflettono un aumento dei rischi al ribasso per la forza fiscale dell&#8217;Arabia Saudita derivante dal grave shock della domanda mondiale di petrolio e dei prezzi innescati dalla pandemia di coronavirus”.</p>
<p>Nella motivazione della revisione dell&#8217;outlook da parte di Moody’s, gli analisti mettono poi in guardia sul fatto che &#8220;un brusco rallentamento della crescita del PIL deprimerà anche le entrate del settore non petrolifero&#8221;.</p>
<h2>I conti pubblici dipendono dal petrolio</h2>
<p>Per i Paesi del Golfo l’industria petrolifera non è solo il settore trainante dell’economia. Si tratta di nazioni che necessitano delle entrate garantite dal petrolio per ripagare la spesa pubblica e bilanciare il loro budget fiscale. Per questo la crisi dell’oil market si riflette direttamente anche nei conti Statali e, di conseguenza, nel giudizio inflessibile delle agenzie di rating sul debito sovrano.</p>
<p>Basti pensare che con il prezzo del Brent crollato a marzo e aprile e attualmente a circa 43 dollari al barile, l&#8217;Arabia Saudita è lontanissima dal livello di prezzo che servirebbe per bilanciare il proprio budget, stimato in circa 76 dollari al barile secondo le cifre fornite dal Fondo monetario internazionale.</p>
<p>Per il Bahrain, l’FMI indica che il prezzo del petrolio per raggiungere il <strong>fiscal breakeven</strong> nel 2020 dovrebbe essere pari ad addirittura 95,6 dollari al barile e di 84,4 per il 2021, mentre all’Oman servirebbe un prezzo al barile di 86,8 dollari quest’anno e di 79,8 il prossimo per bilanciare il proprio budget.</p>
<p>Ma come ha anche rivelato Frank Gill, uno dei maggiori analisti di<strong> S&amp;P</strong>, nessun paese del Golfo è davvero in grado di bilanciare il proprio budget con il petrolio a 40 dollari al barile e solo il <strong>Qatar</strong> e il <strong>Kuwait</strong> riescono a far quadrare i conti pubblici con il prezzo del greggio ad almeno 50 dollari al barile.</p>
<p>&#8220;Tranne nel caso degli esportatori con riserve fiscali molto basse, ciò che conta è dove i prezzi del petrolio si andranno a stabilizzare il prossimo anno, e ciò dipende dal fatto che l&#8217;economia globale possa riprendersi in modo significativo&#8221;, ha affermato Gill.</p>
<p>Si tratta di un problema comune a tutti quei Paesi che dipendono fortemente dalle esportazioni di petrolio e i cui bilanci sono legati direttamente al valore di questa preziosa materia prima.</p>
<p>Così, la crisi petrolifera innescata dal Covid-19 ha dato un primo assaggio di un futuro sempre meno dipendente dall&#8217;oro nero, la cui domanda è destinata a ridursi notevolmente nei prossimi decenni. Una situazione che spingerà ancora di più le benestanti nazioni del Golfo a diversificare le loro economie e ad accelerare quel processo di transizione che molti, in primis l’Arabia Saudita, vedono come fondamentale per non rimanere impantanati nel deserto mentre il resto del mondo va avanti.</p>
<p>Ciò che però emerge con ancora più chiarezza dopo gli ultimi downgrade delle agenzie di rating è che il conto da pagare per la stretta dipendenza dal greggio è già arrivato e probabilmente rimarrà piuttosto salato ancora per parecchi mesi.</p>
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		<title>Qabus bin Said al-Said, padre dell’Oman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/qabus-bin-said-al-said-padre-delloman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sultano Oman Qabus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-1024x445.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;educazione britannica di élite, la formazione militare, una faida familiare, l’abolizione della schiavitù, il suffragio universale, la libertà di religione, le riforme per l’istruzione e la sanità, lo sviluppo economico, fino alla tessitura di un ruolo di rispetto nella diplomazia del Medio Oriente. Sono questi i caratteri che tracciano la figura di statista di Qabus &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/qabus-bin-said-al-said-padre-delloman.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sultano Oman Qabus" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Qabus-bin-Said-in-Oman-La-Presse-e1579079041810-1024x445.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;educazione britannica di <em>élite</em>, la formazione militare, una faida familiare, l’abolizione della schiavitù, il suffragio universale, la libertà di religione, le riforme per l’istruzione e la sanità, lo sviluppo economico, fino alla tessitura di un ruolo di rispetto nella diplomazia del Medio Oriente. Sono questi i caratteri che tracciano la figura di statista di Qabus bin Said al-Said, ottavo sultano dell’Oman. “Il padre dell’Oman”, uno dei capi di stato più longevi al mondo, in carica dal 1970, è scomparso a 79 anni, nella notte di venerdì 10 gennaio.</p>
<h2>I principali risultati</h2>
<p>L’Oman è vasto e poco popolato: meno di 5 milioni di abitanti per un territorio delle dimensioni dell’Italia. Dalla penisola di Musandam, gode di una collocazione privilegiata sullo stretto di Hormuz, da dove transita un terzo del traffico globale di greggio e gas.  L’altra sponda è controllata dall’Iran. Nel 1988 lo stretto è stato teatro della battaglia delle petroliere fra Stati Uniti e Iran. E numerosi incidenti hanno avuto luogo in questo stretto, come accaduto anche nell’estate del 2019 nella crisi scatenata dal sequestro di un mercantile iraniano da parte dei Royal Marines su richiesta americana.</p>
<p>In un’area ad alto potenziale conflittuale, in cui i sauditi hanno sempre mirato ad allineare l’Oman alle proprie decisioni, Qabus ha perseguito una politica estera di non interferenza e mediazione.  Questa veste è stata conquistata e mantenuta grazie alla speciale posizione dell’Oman, unica nell’universo arabo, di società né sunnita, né sciita. L’Oman, infatti, osserva la dottrina ibadita, terza corrente dell’islam. Il merito del sultano è stato quello di aver affrancato l’Oman dall’isolamento generato dal predecessore e aver sfruttato al meglio le prerogative implicite nella sua strategica ubicazione geografica.</p>
<p>Nel 1979, Qabus sostiene il dialogo fra Egitto e Israele, sfociato nell’accordo di pace di Camp David, il primo tra Israele e uno stato arabo. Apre all’Iran rivoluzionario dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, restando membro della Lega araba e del Consiglio di cooperazione del Golfo, di cui è tra i fondatori, fungendo da intermediario; e nel 2013 anticipa tutti nel rendere omaggio al neo-eletto presidente Rouhani.  Nel 2011, negozia con successo la liberazione dei tre cittadini americani accusati di spionaggio in Iran, risolvendo un grave <em>impasse</em> con gli Stati Uniti.  E’ uno degli attori chiave dell’intesa sul nucleare iraniano fra il 2013 e il 2015.</p>
<p>Nel 2018, accoglie Benjamin Netanyahu, in una visita non annunciata, il cui contenuto è segreto, a vent’anni dall&#8217;ultima di un premier israeliano nel Golfo. È stato peraltro l’Oman a ricevere Yitzhak Rabin nel 1994, quando un primo ministro israeliano non aveva mai messo piede nella regione, e ancora Shimon Peres due anni più tardi. Gli ultimi tempi lo hanno visto impegnato in colloqui per la fine degli scontri in Yemen e nel 2017, da autentica voce fuori dal coro, invia un messaggio di condoglianze al presidente siriano Bashar al-Assad, all’indomani di un attentato suicida al tribunale supremo centrale di Damasco, quando l’occidente, e parte del mondo arabo lo reputamo alla stregua di un criminale.</p>
<p>La cooperazione militare con gli Stati Uniti si concreta in un paio di momenti topici in cui l’imparzialità viene a mancare in nome di un obiettivo superiore.  Nel 1991, le installazioni delle forze omanite vengono messe a disposizione delle truppe della coalizione contro l’Iraq nella guerra del Golfo.  Accesso alle basi militari è poi convenuto nel 2003 per l’invasione americana dell’Iraq.Qabus ha gestito con abilità un’ampia rete di relazioni internazionali e ha tenuto aperta una positiva comunicazione con superpotenze del calibro della Cina e della Russia.</p>
<h2>Il colpo di Stato</h2>
<p>Costretto a un regime simile ad arresti domiciliari dal dispotico genitore &#8211; sotto il cui regime erano pavimentati solo dieci chilometri di strade e la speranza di vita era di 40 anni -, Qabus sale al trono con un colpo di stato, senza perdita di vite umane,e a lungo mascherato con il racconto di una presunta abdicazione. L’operazione appoggiata dal Regno Unito viene orchestrata dall’MI6 attraverso l’invio al futuro sovrano di cassette musicali, contenenti messaggi in codice. Una grande ironia della storia, considerato che la musica era bandita per i sudditi, e il padre, Said bin Taymur, aveva persino distrutto la collezione di dischi,del teatro musicale leggero di Gilbert &amp;Sullivan,amata da Qabus.</p>
<p>Negli anni della reclusione, è circondato da una limitata cerchia di persone, fra cui un compagno della reale accademia militare di Sandhurst, Tim Landon, ufficiale dell’esercito britannico espatriato in Oman.  Questi, in collegamento con l’<em>intelligence</em>, è il principale favoreggiatore del complotto, con il compito di convincere l’amico all’azione. Dall’esilio, il vecchio sultano dichiara che il suo unico rimpianto è quello di non aver fatto uccidere Landon.  Al fianco di Qabus nell’opera di modernizzazione, con astuzia e qualche scandalo, riesce a ricavarne una considerevole fortuna.Sarà nominato ambasciatore dell’Oman a Londra, e suo figlio, stretta conoscenza di William e Harry, diventerà il giovane più ricco di Inghilterra, all’incassare l’eredità nel 2002.</p>
<h2>La vita e la personalità del sultano</h2>
<p>Unito in matrimonio a una cugina di primo grado, la quattordicenne SayyidaNawwalbintTariq al-Said, divorzia nel 1979, dopo soli tre anni.  Della consorte non si sa quasi nulla, come di tutte le donne della casa reale.Sayyida si risposa, mentre Qabus si conserva celibe, alimentando le voci di un diverso orientamento sessuale.</p>
<p>Il sultano è famoso per gli eccessi tipici delle dinastie del petrolio: una Ferrari con carrozzeria antimissile e cruscotto tempestato di diamanti, uno degli yacht più lunghi del mondo con i suoi 164 metri, concerti privati dell’intera BbcPhilarmonic di Manchester, distribuzione di rolex d’oro e mance esorbitanti in occasione delle vacanze all’estero.  Con un patrimonio di mezzo miliardo di dollari, raggiunge anche la fama di munifico benefattore, fra cui si annovera una donazione all’Unesco per un riconoscimento biennale per la conservazione ambientale.</p>
<p>Qabus è amico personale della regina Elisabetta II. Ama i cavalli e i fiori. Studioso di religione, lingue e letterature, storia, e astronomia, è un appassionato lettore, suona l’organo e il liuto, e compone musica.  Veste turbanti colorati che lo distinguono dall’austerità, o l’apparente tale, delle altre autorità della regione.  Fa costruire il primo teatro dell’opera del Golfo, dirige l’enciclopedia dei nomi arabi e vari progetti accademici.  Malato di cancro al colon e diabete, come annunciato in persona alla televisione nazionale nel 2014, precipitate le sue condizioni di salute, rinuncia alle cure in Germania e Belgio, e fa ritorno nel palazzo reale della capitale Muscat.</p>
<h2>L&#8217;assetto politico e l&#8217;economia dell&#8217;Oman</h2>
<p>Il vento della primavera araba, le manifestazioni di protesta in Oman del 2011 e il malcontento sociale lo inducono a trasferire i poteri legislativi e di controllo dell’azione dell’esecutivo al consiglio consultivo, una specie di senato composto da membri designati dal sultano, in attesa di un emendamento della costituzione del 1996 per conferirli in via definitiva all’assemblea consultiva.  Vengono approvati incrementi tra il 50 e il 100 per cento delle pensioni, raddoppiati gli stipendi dei dipendenti statali e incrementate le assunzioni nel settore pubblico, producendo un aumento strutturale della spesa pubblica. Qabus rimane comunque un monarca assoluto in una nazione senza partiti politici, dove ricopre le cariche di primo ministro, ministro della Difesa, dell’Economia e degli Affari esteri, e di governatore della Banca centrale, e dove il dissenso non è contemplato.</p>
<p>Dopo il crollo del prezzo del petrolio del 2014, l’Oman accusa il maggior <em>deficit</em> fiscale nel Golfo e un innalzamento del rapporto del debito pubblico con il prodotto interno lordo dal 5 al 60 per cento.  Gli idrocarburi costituiscono il 35 per cento del Pil, il 60 per cento delle esportazioni e il 70 per cento delle entrate fiscali. Nonostante il basso volume di produzione, in comparazione con i vicini, e la drastica riduzione delle riserve, in Oman la diversificazione economica è inferiore.  La realizzazione di un nuovo porto, e di un polo industriale, a Duqm è lenta e, solo lo scorso dicembre, si conclude la vendita alla rete cinese del 49 per cento dell’azienda di trasmissione elettrica, nell’ambito di un’auspicata campagna di privatizzazioni.</p>
<h2>La successione e le sfide del futuro</h2>
<p>La successione di Qabus, figlio unico della seconda moglie del padre, la sceicca Mazoon al-Mashani, e deceduto senza prole, è stata tenuta sotto la lente di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran, ma la condotta e l’unità degli omaniti, in adempimento del protocollo, malgrado una pletora di papabili, non ha lasciato spazio a interferenze di alcun tipo.Negli anni cinquanta,Arabia Saudita ed Egitto avevano fomentato rivolte intestine, e negli anni sessanta sia l’Unione sovietica sia la Cina avevano appoggiato ribellioni che arrivarono a un attentato fallito alla vita di Said.  Questi fatti, e l’ingerenza contemporanea di Iran e Arabia Saudita in Libano, hanno reso l’intromissione negli affari domestici dell’Oman un’ipotesi non lontana.  Qabus lascia al cugino Haitham bin Tariq al-Said, laureato a Oxford, ex-ministro della cultura, sottosegretario agli affari esteri e segretario generale del ministero degli affari esteri, una realtà esposta a numerose sfide interne ed esterne.</p>
<p>Il nuovo sultano è alla testa del comitato “Oman 2040”per la trasformazione dell’economia, attraverso il potenziamento dei settori agricolo, ittico, industriale e turistico, e le corrispondenti infrastrutture logistiche.  Una visione che dovrà accompagnarsi a un processo di rinnovamento sociale, con solide garanzie di diritti, accesso a opportunità e distribuzione della ricchezza, e un inserimento equitativo delle donne nel mercato del lavoro.</p>
<p>L’Oman è uno degli snodi cruciali della <em>Belt and Road Initiative</em> della Cina e di conseguenza della competizione geopolitica fra Stati Uniti e Cina. Haithamsi troverà a gestire la crescente presenza di Pechino e l’eventualità che il porto ad acque profonde di Duqm arrivi a essere utilizzato dalla marina militare cinese nel quadrante dell’oceano indiano occidentale.  Rischio percepito con chiarezza da India, Regno Unito e Stati Uniti, i quali si sono precipitati a ottenere l’accesso per la propria flotta nei porti di Duqm e Salalah.</p>
<p>Qabus ha preso le distanze dall&#8217;intromissione dell’Arabia Saudita in Bahrain nel 2011, dall&#8217;intervento armato di Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti in Yemen nel 2015, e dalle manovre di isolamento diplomatico ed economico del Qatar nel 2016. In un periodo in cui si esasperano le ostilità tra Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti nel conflitto per procura yemenita, avanza l’espansione sciita da un lato, permangono dall&#8217;altro espressioni fondamentaliste violente di matrice sunnita in Siria, Iraq e altri paesi, spesso finanziate dagli sceicchi del Golfo e si intensifica la guerra ibrida fra Stati Uniti e Iran, dopo il recente assassinio del generale Qassem Suleimani, questa terzietà continua a essere un valore per gli equilibri locali  e la sicurezza mondiale, e un vantaggio comparativo per il fragile sultanato.</p>
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