Donald Trump ha annunciato l’avvio di negoziati con l’Iran per un nuovo accordo sul nucleare con gli Usa, i primi da quando la Casa Bianca della sua prima amministrazione ha rottamato quelli firmati da Barack Obama nel 2015. Avendolo fatto mentre ospitava alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la mossa di Trump acquisisce valore strategico e politico notevole e metterà i riflettori del mondo su un attore a lungo quiescente dello scacchiere mediorientale: l’Oman.
Sarà l’Oman a mediare tra gli Usa di Trump e l’Iran
Iran Nuances ha confermato la presenza in Oman per il prossimo sabato dell’inviato speciale americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, I due, con ogni probabilità, per ora non si incontreranno ma useranno la sponda delle autorità omanite. Sarà il pacifico e tranquillo sultanato del Sud della Penisola Arabica a ospitare i colloqui indiretti, per ora triangolati dal governo di Mascate, tra Washington e Teheran. E in un certo senso non poteva essere altrimenti. Da tempo l’Oman è patria della diplomazia coperta tra l’Iran e i suoi rivali.
“A differenza di molti altri stati del Golfo, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, l’Oman non ha una storia di relazioni tese con l’Iran”, nota The Conversation, sottolineando che nel Paese molti ricordano che ” l’Iran, sotto lo Scià, fornì sostegno all’Oman durante gli anni ’70, quando il giovane sultano dello Stato del Golfo, Qaboos bin Said, stava combattendo una rivolta durata un decennio nella provincia meridionale di Dhofar”. In seguito, “dopo che lo Scià fu detronizzato durante la rivoluzione iraniana del 1979 e sostituito da un regime clericale guidato dall’ayatollah Khomeini, l’Oman si tenne separato dagli altri paesi della regione e rifiutò di farsi coinvolgere nelle rivalità regionali e nella competizione per l’influenza geopolitica che rovinavano i legami dell’Iran con gli altri stati del Golfo“.
L’Oman e la mediazione come strategia
L’Oman è antesignano di una strategia di mediazione che oggi viene applicata da molti altri partner regionali di Mascate, come Qatar e Arabia Saudita, che dall’alto delle loro maggiori risorse politiche, economiche e strategiche mirano a essere mediatori a tutto campo nei maggiori conflitti globali. Ma l’idea del Golfo “pontiere” nasce proprio in Oman, da sempre orientato al non intervento negli affari altrui e dalla neutralità.
Come nota il centro di studi iraniani di Istanbul, l’Iram, “l’Oman ha mediato in molte controversie regionali riguardanti l’Iran, come l’accordo per porre fine alla guerra Iran-Iraq nel 1988, tra britannici e Iran nel 2007 e tra Egitto e Iran nel 1991”. Inoltre, già nel 2015 “l’Oman ha svolto in particolare un ruolo di avvio nei colloqui nucleari tra Iran e Stati Uniti, come ammesso dall’ex ministro degli esteri statunitense John Kerry”
Ricostruire la fiducia
Da sempre, dunque, Mascate apre le porte per la mediazione. La presenza di un corposo staff diplomatico iraniano in Oman metterà ogni trattativa al sicuro da possibili timori da parte di Teheran di un’intercettazione o di un condizionamento strutturale del negoziato da parte di un possibile mediatore non interessato e permetterà a Washington di mostrare all’alleato israeliano la presenza di un attore tutt’altro che ostile a Tel Aviv al tavolo delle trattative, con cui Israele ha avuto in passato continue, per quanto ad oggi informali, relazioni.
L’obiettivo, per ora, è ricostruire la fiducia. Pochi Paesi più dell’Oman possono contribuire ad avvicinare posizioni di mediazione che sono rimaste trincerate e ferme per anni sia nella prima era Trump che durante l’intera amministrazione di Joe Biden. E magari guadagnare tempo per inserire la trattativa con l’Iran nel quadro della grande negoziazione con un altro attore, la Russia, da tempo vicino a Teheran e con cui Washington potrebbe negoziare, nel quadro di un grande confronto avente al centro la guerra in Ucraina, anche linee rosse sulla Repubblica Islamica. Ma per farlo servono tempo e fiducia. Qualcosa, cioè, che a Iran e Usa può essere dato solo dal piccolo ma sempre strategico Oman.

