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	<title>Mosca Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 18:11:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mosca Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/attesa-e-timori-per-la-parata-del-9-maggio-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 18:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Paratadel 9 maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-600x418.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'importanza accreditata da Putin a questa commemorazione la rende bersaglio altamente simbolico per gli attacchi ucraini (o di attribuzione ucraina che dir si voglia).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/attesa-e-timori-per-la-parata-del-9-maggio-a-mosca.html">Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Attesa e timori per la parata del 9 maggio a Mosca" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260508185806644_5536857cc0355acdea3f9448ba867c62-600x418.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 9 maggio la Russia celebra la vittoria sul nazismo. Una commemorazione che Putin ha nel cuore più di altre anche perché simbolica del momento attuale, dal momento che ritiene che l&#8217;attuale scontro, sia con l&#8217;Ucraina che altrove, sia contro il mostro di allora, rinato sotto altre specie dalle ceneri. L&#8217;Occidente si limita a irridere tale narrazione, nulla importando di alcuni vividi segnali di allarme in tal senso e non certo la sola Afd teutonica, unica forza politica accusata di tale revanscismo perché contrasta i progetti neocon.</p>



<p>L&#8217;importanza accreditata da Putin a questa commemorazione la rende bersaglio altamente simbolico per gli attacchi ucraini (o di attribuzione ucraina che dir si voglia); come anche per il simbolo stesso che rappresenta la vittoria sul nazismo e sul ruolo decisivo che in questa vittoria ha avuto l&#8217;Unione sovietica, tanto improvvidamente denegato da tanta Politica e media occidentali, ormai usi a negare la realtà.</p>



<p>Da cui il rischio di incidenti di percorso, incrementato dal fatto che Putin ha avvertito in maniera ferma e inequivocabile di una reazione alzo zero su Kiev se la manifestazione sarà funestata da attacchi. Non una minaccia vana, dal momento che Mosca ha avvertito i funzionari delle ambasciate straniere di allontanarsi dalla città nell&#8217;infausta eventualità.</p>



<p>Evidentemente i servizi segreti russi hanno informato lo zar di preparativi in tal senso, tanto da spingerlo a telefonare a Trump per informarlo e chiedere garanzie. Trump deve averle offerte, anzi ha dichiarato di aver proposto a Putin un cessate il fuoco in Ucraina e Russia per l&#8217;8 e 9 maggio, annunciato da Mosca.</p>



<p>Kiev, però, ufficialmente non l&#8217;ha accolto, proclamando invece una tregua per il 6 maggio, la cui tenuta avrebbe convinto l&#8217;Ucraina a essere conseguente nei giorni successivi. &#8220;Determineremo le nostre risposte, che saranno pienamente giustificate&#8221; in base a quello che accadrà il 6, ha <a href="https://www.euronews.com/2026/05/06/ukraine-will-respond-in-kind-zelenskyy-says-after-russia-breaks-kyivs-ceasefire" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a> Zelensky, accusando successivamente Mosca di aver <a href="https://ctrana.one/news/505145-vojska-rf-dazhe-ne-pytalis-sobljudat-peremirie-zelenskij.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">violato</a> il suo cessate il fuoco.</p>



<p>Un&#8217;iniziativa capziosa quella di Zelensky, che ha tutta l&#8217;aria di una trappola per legittimare un attacco pesante dell&#8217;Ucraina, o per mano ucraina, durante le cerimonie. Così, il mondo oggi è a rischio. L&#8217;avvertimento di Putin rimane, né può tirarsi indietro, dal momento che c&#8217;è un&#8217;élite russa, che a stento riesce a frenare, che scalpita per una guerra molto più dura contro Kiev.</p>



<p>Non sarà l&#8217;atomica, sarebbe la terza guerra mondiale che Mosca non vuole &#8211; né può permettersi nubi radioattive che vagano ai confini del proprio Paese &#8211; ma qualche micidiale Oreshnik potrebbe accompagnare un raid più convenzionale.</p>



<p>Il pericolo non è tanto Zelensky, o meglio non è solo lui e la sua cerchia, quanto i suoi bellicosi sponsor internazionali che premono per ampliare la guerra e trascinare in essa i popoli europei. Sponsor che hanno legami diretti con la macchina bellica ucraina anche al di fuori della supervisione di Kiev, oltre ad avere propri uomini sul campo sia in funzione operativa che dirigenziale.</p>



<p>Difficile frenare, dunque, tanto che Mosca ha deciso per alcune restrizioni alla commemorazione, ma senza rinunce eccessive. Non sappiamo se l&#8217;amministrazione Trump, che non vuole l&#8217;escalation (ha già i suoi guai in Iran), riuscirà a evitare l&#8217;abisso.</p>



<p>Però alcune cose si possono scrivere a titolo informativo. Anzitutto, in questi ultimi giorni in Ucraina è riemerso con prepotenza lo scandalo Mindich, la rete di corruttela generalizzata che ha terremotato la politica del Paese (fece il giro del mondo la foto del water d&#8217;oro del principale accusato).</p>



<p>Nulla di nuovo, o almeno di particolarmente decisivo, sul fronte giudiziario, ma in questi giorni sono state rese pubbliche alcune intercettazioni sulla vicenda che, anche se criptiche nei riferimenti, hanno messo di nuovo in fibrillazione la politica ucraina. Taluni asseriscono addirittura che dietro alcuni <a href="https://ctrana.one/articles/analysis/504997-kakie-budut-politicheskie-posledstvija-skandala-s-plenkami-mindicha.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nomi di copertura</a> usati nelle conversazioni telefoniche si celino Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e della Difesa, e lo stesso Zelensky.</p>



<p>Da notare che in questi giorni l&#8217;amministrazione Trump ha chiamato a rapporto lo stesso Umerov. In realtà, ufficialmente questi è sbarcato a Mar-a-Lago, dove si è incontrato con il team negoziale Usa (Witkoff-Kushner), per rilanciare il processo di pace con la Russia, ma non sfugge che la tempistica del viaggio coincide con la commemorazione moscovita e lo scandalo suddetto.</p>



<p>Probabile che Umerov sia volato negli Usa in cerca di protezione, come qualcuno ha ipotizzato fosse accaduto quando è scoppiato per la prima volta lo scandalo Mindich allorquando, a margine di un incontro sui negoziati Russia-Ucraina tenuto negli States, si incontrò stranamente<a href="https://english.nv.ua/nation/umerov-secretly-met-with-fbi-leadership-report-says-50568184.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> con il capo dell&#8217;FBI Kush Patel</a> (il Boureau ha ottimi rapporti con gli inquirenti ucraini).</p>



<p>Possibile che gli Usa possano usare dei rapporti suddetti per esercitare pressioni più o meno indebite sulla politica ucraina, in modo che in questi giorni non si lancino in iniziative improvvide contro la Russia.</p>



<p>Resta che, tornato in patria, Umerov ha comunicato a Zelensky l&#8217;esito dei colloqui con i negoziatori americani, e oggi Zelensky ha annunciato una <a href="https://ctrana.one/news/505166-zelenskij-soobshchil-kohda-komanda-trampa-priletit-v-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prossima visita a Kiev </a>degli stessi negoziatori, anche se, in parallelo, durante la visita in Italia, il Segretario di Stato Marco Rubio ha <a href="https://ctrana.one/news/505173-rubio-zahovoril-o-vozmozhnom-ustranenii-ssha-ot-perehovorov-ob-ukraine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a>: &#8220;Non vogliamo sprecare il nostro tempo e investire le nostre energie in sforzi che non producono progressi&#8221;. Avvertimento significativo.</p>



<p>Al di là dei negoziati, e tornando ai rischi imminenti, mentre scriviamo, e con la commemorazione russa già in corso, non si sono registrati incidenti. Ma la data simbolica è domani.</p>



<p>In attesa, la rivelazione di <a href="https://ctrana.one/news/505140-robert-fitso-budet-posrednikom-mezhdu-zelenskim-i-putinym-v-khode-vizita-9-maja-v-rossiju.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana:</a> il premier slovacco Robert Fico, uno dei pochi politici occidentali presenti alla cerimonia moscovita, trasmetterà a Putin un messaggio riservato del presidente Zelensky. Cenno significativo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/505140-robert-fitso-budet-posrednikom-mezhdu-zelenskim-i-putinym-v-khode-vizita-9-maja-v-rossiju.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-STRANA-copia-1-1024x540.jpg" alt="Fico will convey Zelensky's message to Putin on May 9 – Foreign Ministry" class="wp-image-81885"/></a></figure>



<p>_____________</p>



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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attentato al funzionario russo è diretto contro i negoziati</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lattentato-al-funzionario-russo-e-diretto-contro-i-negoziati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1656" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attentato al funzionario russo è diretto contro i negoziati" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto.jpg 1656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-600x408.jpg 600w" sizes="(max-width: 1656px) 100vw, 1656px" /></p>
<p>a nulla serve eliminare un funzionario di tale livello, che Mosca può rimpiazzare in pochi minuti. Serve solo a inviare un messaggio e a tentare di costringere Mosca ad abbandonare le trattative o a reagire in maniera incontrollata, così da poterla accusare di non voler chiudere il conflitto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1656" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;attentato al funzionario russo è diretto contro i negoziati" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto.jpg 1656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-1536x1044.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Vladimir-Alekseev-foto-600x408.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1656px) 100vw, 1656px" /></p>
<p>Mentre Russia e Ucraina, sotto la supervisione americana, erano impegnati in trattative per porre fine alla guerra, Kiev inviava un sicario a uccidere Vladimir Alekseev, vicedirettore dell&#8217;intelligence militare di Mosca (GRU), il cui diretto superiore, Igor Kostyukov, si trovava ad Abu Dhabi a guidare la delegazione negoziale russa.</p>



<p>Alekseev ora lotta con la morte, ma al di là del suo destino personale, che interessa familiari, amici e il suo Paese, ciò che più importa è il palese tentativo di Kiev &#8211; e di chi ha aiutato Kiev in un&#8217;operazione che non poteva fare da sola (MI6? CIA? Mossad?) &#8211; di far fallire i negoziati.</p>



<p>Infatti, a nulla serve eliminare un funzionario di tale livello, che Mosca può rimpiazzare in pochi minuti. Serve solo a inviare un messaggio e a tentare di costringere Mosca ad abbandonare le trattative o a reagire in maniera incontrollata, così da poterla accusare di non voler chiudere il conflitto.</p>



<p>Dall&#8217;inizio della guerra tutti i politici occidentali, al netto della nuova amministrazione Usa, e i giornalisti mainstream hanno dichiarato e scritto in maniera ossessiva, di fatto maniacale, che la Russia non ha mai avuto intenzione di trovare un accordo.</p>



<p>Così l&#8217;attentato ad Alekseev si può considerare un momento epifanico che disvela le menzogne propalate in modalità psicotica in questi anni. E rivela che gli sforzi del partito della guerra globale per far proseguire il conflitto fino all&#8217;ultimo ucraino sono ancora in corso e hanno un enorme potenziale, che è quel che ha voluto dimostrare colpendo un funzionario di così alto livello in un ambito super controllato dall&#8217;intelligence russa.</p>



<p>Nel riportare la notizia, <a href="https://ctrana.one/news/499753-v-moskve-soversheno-pokushenie-na-vladimira-alekseeva.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a> annota che &#8220;ieri Volodymyr Zelensky ha annunciato di&nbsp;<a href="https://ctrana.one/news/499733-zelenskij-sledujushchie-perehovory-o-mire-v-ukraine-verojatno-sostojatsja-v-ssha.html">aver approvato </a>nuove operazioni di combattimento contro la Russia da parte della SBU [l&#8217;intelligence per gli affari interni ndr.]. La maggior parte dei precedenti tentativi di assassinio di personaggi di spicco in Russia sono stati organizzati dalla SBU, come dichiarato dalla stessa agenzia di intelligence ucraina&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/499753-v-moskve-soversheno-pokushenie-na-vladimira-alekseeva.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-S-copia-3-1024x481.jpg" alt="GRU First Deputy Chief Alekseev was shot in Moscow. Will this disrupt negotiations with Russia?" class="wp-image-80425"/></a></figure>



<p>Come accennato, alla SBU serve l&#8217;ausilio di qualche intelligence di livello superiore per un&#8217;operazione tanto in profondità e così sofisticata, ma la manovalanza specializzata resta ucraina.</p>



<p>Sperare che i negoziati, che finora hanno prodotto pochino, vadano in porto nonostante Kiev, e altri con essa, remi contro in maniera tanto sfacciata, è esercizio arduo, ma doveroso. Ne va della vita e del destino di un popolo, quello ucraino, che ha già pagato un immane tributo di sangue sull&#8217;altare di questa guerra per procura contro Mosca.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<item>
		<title>Mentre Trump è a Davos Witkoff va a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mentre-trump-e-a-davos-witkoff-va-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 18:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1743" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff va a Mosca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1743w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1743px) 100vw, 1743px" /></p>
<p>"Siamo sulla strada verso una soluzione radicale alla guerra. Non posso dire che la pace arriverà domani. Se qualcuno lo dice, non è assolutamente vero. Ma si stanno facendo molti sforzi in questa direzione. Stiamo facendo progressi. C'è un cauto ottimismo".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1743" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff va a Mosca" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1743w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WITKOFF-PUTIN-ANSA-e1769018963806.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1743px) 100vw, 1743px" /></p>
<p>Mentre tutti a <a href="https://it.insideover.com/economia/davos-lelegia-nazionalista-trump-a-fianco-del-ceo-di-blackrock.html">Davos </a>parlavano della Groenlandia, querelle sulla quale portebbe collassare la Nato, ai margini del Forum si è svolto un incontro molto importante tra l&#8217;inviato di Trump Steve Witkoff (a cui va aggiunto lo stolido Jared Kushner) e quello di Putin Kirill Dmitriev. Un colloquio che le parti hanno definito &#8220;<a href="https://www.cdt.ch/news/svizzera/dmitriev-vede-witkoff-e-kusnher-colloqui-costruttivi-416595" target="_blank" rel="noreferrer noopener">costruttivo</a>&#8220;.</p>



<p>La trattativa s&#8217;intraccia con l&#8217;interlocuzione tra Witkoff e la delegazione ucraina guidata dal Consigliere per la sicurezza nazionale Rustem Umerov e il capogruppo del partito Servo del popolo David Arakhamia, più flessibili al compromesso rispetto ai loro rigidi predecessori. Colloqui che si sono svolti la scorsa settimana a Miami e sono proseguiti in questi giorni a Davos.</p>



<p>Parimenti flessibile anche l&#8217;ex capo dell&#8217;intelligence militare e attuale capo dello staff presidenziale Kyrylo Budanov, anche lui a Davos a supervisionare il negoziato, essendo di fatto l&#8217;uomo forte del suo Paese.</p>



<p>Incoraggianti le sue <a href="https://ctrana.one/news/498773-budanov-otsenil-perspektivy-zavershenija-vojny-v-ukraine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazioni</a>: &#8220;Siamo sulla strada verso una soluzione radicale alla guerra. Non posso dire che la pace arriverà domani. Se qualcuno lo dice, non è assolutamente vero. Ma si stanno facendo molti sforzi in questa direzione. Stiamo facendo progressi. C&#8217;è un cauto ottimismo&#8221;.</p>



<p>Qualcosa si è mosso, tanto che Witkoff ha annunciato che domani incontrerà Putin a Mosca. Incontro confermato dal portavoce del Cremlino.</p>



<p>Nel frattempo, Zelensky, che non è andato a Davos perché Trump aveva deciso di non incontrarlo, è in ambasce. Il mondo gli sta crollando addosso. Così si è rivolto a Valery Zaluzhny, un tempo suo ingombrante rivale politico e per questo spedito a Londra come ambasciatore, per allontanarlo.</p>



<p>L&#8217;incontro evidentemente serviva a tentare e/o cementare un&#8217;alleanza politica contro Budanov, che potrebbe diventare il prossimo presidente ucraino. E, per quanto riguarda il conflitto, a prolungarlo, dal momento che Zaluzhny è l&#8217;uomo scelto dalla Gran Bretagna per gestire la guerra senza fine contro la Russia.</p>



<p>A evidenziare che l&#8217;esito del contatto è che la guerra deve continuare, il <a href="https://www.kyivpost.com/post/68149" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato di Zelensky</a>: &#8220;L&#8217;ho ringraziato per il suo lavoro come parte della squadra ucraina, ed è importante che tutti noi insieme difendiamo l&#8217;indipendenza dell&#8217;Ucraina, i nostri interessi nazionali e il nostro popolo&#8221;. Nessun accenno ai negoziati con la Russia o alla pace, ché anzi nella nota si accenna alla &#8220;resilienza&#8221; dell&#8217;Ucraina.</p>



<p>Per placare l&#8217;umorale, quanto pericoloso, presidente ucraino, Trump ha fatto la mossa del cavallo,<a href="https://ctrana.one/news/498807-itohi-1428-dnja-vojny-v-ukraine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> invitandolo a Davos</a>. Sa che, se Zelensky non sarà costretto e allettato alla pace, trovare una quadra al complesso rebus ucraino sarà più arduo. Sviluppi da seguire.</p>
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		<title>Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-e-niger-gli-attentati-paralleli-dellisis.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La reazione di Putin all'attentato al Crocus è diversa da quanto visto dopo l'11 settembre o il 7 ottobre. La Nuland e l'attentato in Niger</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La strage del 22 marzo al Crocus City Hall va analizzata a diversi livelli. Anzitutto si tratta di un attacco diretto a Putin. Vinte le elezioni, lo zar è più forte che mai. Si trattava di minare tale percezione, non per nulla il Washington Post titolava “L’attacco terroristico in Russia mette in luce le vulnerabilità del regime di Putin”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il discorso di Putin</h2>



<p>Non è casuale, infatti, che l’obiettivo dell’attacco fosse un teatro, richiamando alla memoria l’attacco al teatro Dubrovka, che fu il momento più critico della lunga storia presidenziale di Putin. Allora, la presa di ostaggi nel teatro, col passar dei giorni stava logorando l’autorità dello zar, rischiando di porre fine alla sua presidenza, un po’ (mutatis mutandis) come accadde per Jimmy Carter con la cattura di ostaggi presso l’ambasciata Usa in Iran. Da cui il blitz affrettato nel Dubrovka, che costò la vita a decine di civili. E però, ad oggi, non sembra che l’attacco al Crocus sia riuscito in tale obiettivo.</p>



<p>Lo denota anche la reazione indignata, ma ragionata di Putin. Avrebbe potuto reagire come gli Stati Uniti dopo l’11 settembre o Israele dopo il 7 ottobre, ma non l’ha fatto. Nel caso, l’Ucraina, verso cui convergono le accuse dei russi, avrebbe subito la stessa sorte dell’Iraq o di Gaza, ma ciò avrebbe danneggiato irreparabilmente l’immagine internazionale della Russia e l’avrebbe costretta a mosse affrettate e rischiose. Inoltre, ne sarebbe uscita rafforzata l’idea dell’attentato auto-inflitto a tale scopo, tesi propalata da Kiev subito dopo l’eccidio.</p>



<p>Invece, nel suo discorso alla nazione, Putin ha evitato di attaccare direttamente Kiev, limitandosi a riferire che gli attentatori erano diretti verso il confine ucraino, lungo il quale li attendeva una “finestra” per esfiltrare, come risultava dalle indagini. Non che abbia escluso eventuali responsabilità, ma si è lasciato il tempo per modulare la reazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attacco</h2>



<p>Se le eventuali responsabilità ucraine sono da dimostrare, resta che la rivendicazione dell’Isis lascia dubbi, essendo gli autori della strage non radicalizzati, ma pagati, ed essendo fuggiti, al contrario di quanto avviene per i suoi agenti, usi ad auto-immolarsi.</p>



<p>La matrice islamista dell’attentato poneva un’altra criticità all’impero russo. Subito dopo l’attentato, infatti, il web russo era stato inondato da messaggi nei quali si incitava a reagire contro gli islamici sul territorio nazionale, incitando all’odio e al pogrom (en passant, si noti che anche Navalny, al tempo della crisi cecena, aveva assunto posizioni ferocemente anti-islamiche).</p>



<p>Dei messaggi anti-islamici ne informa Ria Novosti, spiegando che se tali appelli avessero attecchito il Paese ne sarebbe uscito destabilizzato, non solo per le violenze, ma anche per le ovvie recriminazioni degli islamici contro le autorità russe, criticate per la loro incapacità di assicurare loro sicurezza.</p>



<p>Non solo, come segnala un’altra nota del sito russo, avrebbe posto criticità anche nelle relazioni con le nazioni islamiche, proprio ora che si è sanata la frattura creatasi con l’invasione sovietica dell’Afghanistan, che innescò la jihad globale contro gli aggressori del Paese islamico (frattura e jihad alimentate dall’Occidente).</p>



<p>Un pericolo di cui Putin è conscio, tanto che nel suo discorso alla nazione ha rimarcato la natura “multietnica” dell’impero russo, sottolineando che non sarà messa in discussione. Elusa la trappola dello scontro di civiltà, nella quale è caduto a lungo l’Occidente, lo zar ha parlato dell’Agenzia del Terrore in altri termini, dichiarando che si tratta di assassini le cui azioni riecheggiano gli orrori perpetrati dai nazisti “nei territori occupati”.</p>



<p>Nel suo discorso, Putin non ha menzionato mai l’Isis, ma ha definito i terroristi come degli “individui disumani che non hanno nazionalità e non possono averne una, [i quali] si trovano di fronte a una triste prospettiva: punizione e oblio. Non hanno futuro&#8221;.</p>



<p>Cenni che richeggiano la diatriba verbale con l’Occidente, al quale Putin rimprovera di voler perpetuare forzosamente il dominio sul mondo attraverso la globalizzazione a trazione Usa (il mondo basato sulle regole etc.). Una prospettiva che, secondo lo zar, è senza futuro, essendo il mondo proiettato verso il multipolarismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Isis colpisce anche il Niger</h2>



<p>Putin, ha concluso il suo discorso chiedendo una cooperazione internazionale contro il Terrore, ma rivolgendosi specificamente a quegli Stati che “condividono sinceramente il nostro dolore” e sono interessati a unire gli sforzi per combattere il mostro (che sabato ha colpito Mosca e domani colpirà altrove, anche l’Europa).</p>



<p>Quel “sinceramente” è fondamentale. Infatti, ormai la Politica estera Usa, e di conseguenza quella dei suoi alleati, è influenzata in maniera decisiva da ambiti che vedono il confronto tra grandi potenze come una lotta esistenziale che non lascia alcuna possibilità di interlocuzione con l’antagonista.</p>



<p>Fulgido esempio di tale feroce determinazione è Victoria Nuland, che un mese fa rilanciava la sfida alla Russia affermando che, grazie agli aiuti Usa, Kiev avrebbe condotto una “guerra asimmetrica” contro Mosca che avrebbe riservato “sorprese” a Putin.</p>



<p>Se citiamo Toria, e non altri del suo bellicoso ambito neocon, è perché la Nuland si è fatta paladina di tale determinazione a ogni livello. Come accadde quando si precipitò in Niger lo scorso luglio, subito dopo il golpe che aveva deposto il governo fantoccio di Bazoum, per minacciare i nuovi leader di Niamey a non legarsi alla Russia e a non toccare la basi americane site nel Paese.</p>



<p>Sabato scorso, <strong>lo stesso giorno dell’attentato a Mosca</strong>, l’Isis ha rivendicato un attentato in Niger che ha mietuto decine di vittime, a chiusura di una settimana particolarmente critica per Niamey che il 16 marzo, dopo aver a lungo tentennato, aveva chiesto il ritiro delle basi americane perché inadempienti rispetto alla loro missione di contrastare il terrorismo, scopo precipuo della loro esistenza in loco.</p>
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		<title>Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-600x459.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-1024x783.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-768x588.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ormai abituati da due anni a questa parte nel sentir parlare della Russia solo ed esclusivamente in merito all’invasione d’Ucraina, gli attentati del 22 marzo 2024 hanno ricordato ai russi l’aspro sapore del terrorismo domestico. Al di là delle rivendicazioni e delle responsabilità su cui si cercherà di far chiarezza nelle settimane a venire, Mosca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-600x459.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-1024x783.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323230406178_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_493989-768x588.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ormai abituati da due anni a questa parte nel sentir parlare della Russia solo ed esclusivamente in merito all’invasione d’Ucraina, gli attentati del 22 marzo 2024 hanno ricordato ai russi l’aspro sapore del <strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-a-mosca-una-crisi-dintelligence-lallarme-usa-la-diplomazia-dei-servizi-il-ruolo-di-fsb-e-svr.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terrorismo domestico</a></strong>. Al di là delle rivendicazioni e delle responsabilità su cui si cercherà di far chiarezza nelle settimane a venire, Mosca e la Russia tutta rivivono in queste ore quella che fu una delle stagioni più violente della loro storia recente, ovvero il terrorismo separatista di matrice islamica legato alle repubbliche secessioniste del Caucaso: Cecenia, Daghestan ed Inguscezia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima e seconda guerra di Cecenia</h2>



<p>Troppo spesso dimenticate dalla narrazione occidentale della storia post Guerra Fredda, la <strong>Prima e la Seconda Guerra di Cecenia</strong> furono due conflitti avvenuti tra i primi anni &#8217;90 e la fine degli anni 2000 che videro la regione caucasica della Cecenia proclamare la propria indipendenza da Mosca. Questi conflitti misero alla prova la neonata Federazione Russa sia da un punto di vista militare sia sociale, portando l’esercito di Mosca ad affrontare una guerriglia ben organizzata e a soffrire perdite ben oltre le aspettative di quella che era considerata essere la seconda potenza militare al mondo. Regione tra le più aspre e mai controllata del tutto da parte dello stato centrale sin dalla sua annessione, la Cecenia è sempre stata una delle provincie più terminali ed allo stesso tempo più strategiche dell’intera regione caucasica. Ricco infatti di risorse naturali quali petrolio e gas naturale, il Caucaso è abitato storicamente da una popolazione di religione prettamente musulmano-sunnita, motivo per il quale l’integrazione con la lontana Mosca non è mai riuscita del tutto.</p>



<p>Perso il primo conflitto tra il 1994 ed il 1996 a seguito di una scellerata gestione militare dell’allora non sempre sobrio presidente Boris El&#8217;cin, la Russia si trovò a dover affrontare già nel 1999 un gravissimo attentato dinamitardo presso palazzine residenziali di Mosca che costò la vita a 300 persone. Le responsabilità dell’esplosione non furono mai chiarite, tanto che ancora oggi si considerano questi attacchi la madre di tutte le “false flag” (termine usato nelle cronache odierne ben oltre l’intelligente misura) russe. La versione ufficiale afferma che furono le forze separatiste daghestane a piazzare le bombe, mentre diverse fonti sostengono invece che furono membri dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federal%27naja_slu%C5%BEba_bezopasnosti">FSB </a>a piazzare gli ordigni. Il motivo? Sarebbe presto detto: al governo centrale serviva una motivazione per poter riavviare le operazioni militari in Cecenia e cancellare l’esistenza dell’autoproclamata Repubblica. Come andarono le cose quella notte a Mosca non lo sapremo mai, ma di fatto di lì a breve le truppe russe ripresero la direzione di Grozny, la capitale cecena.</p>



<p>A pochi mesi dall’inizio del nuovo millennio Boris El&#8217;cin avrebbe concesso la carica di primo ministro ad un funzionario allora sconosciuto, che si sarebbe candidato successivamente alle elezioni del 2000: <strong>Vladimir Putin</strong>. Questi sin dai suoi primi giorni in carica decise di non ripetere gli errori del passato, dando una nuova direzione al conflitto in cui la Russia stava entrando. E così fu. Le truppe russe mostrarono progressi decisivi sul campo, portando i separatisti ad attività di guerriglia sempre più intense per cercare di contrastare i regolari di Mosca. Non riuscendo ad acquisire un vantaggio netto sul campo, i guerriglieri optarono per la più crudele delle tattiche: attaccare i civili di quello stato da cui si volevano separare. E così iniziò la stagione degli attentati straordinari.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Teatro Dubrovka a Beslan</h2>



<p>Ancora oggi è difficile cancellare le immagini dell’assalto al<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_del_teatro_Dubrovka"> teatro Dubrovka</a>, nel 2002, dove 40 guerriglieri tennero in ostaggio quasi 900 spettatori per 3 giorni. Nonostante i tentativi di mediazioni alla fine si optò per l’intervento degli Spetsnaz, ovvero le forze speciali russe, che usarono gas nervino per impedire ai terroristi di far saltare in aria il palazzo. L’intervento costò la vita a 130 ostaggi.</p>



<p>L’altra grande tragedia si consumò a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Beslan">Beslan</a> tra l’1 ed il 3 settembre 2004, dove 30 guerriglieri separatisti tennero in ostaggio un’intera scuola elementare chiedendo il ritiro delle truppe russe dal Caucaso. Durante le trattative qualcosa andò storto, e non fu mai chiarito se furono i terroristi a far saltare in aria la palestra, se furono i <strong>genitori dei bambini in ostaggio a provare a liberarsi o se furono gli Spetsnaz</strong> a tentare un assalto. Quello che rimase alla fine del 3 settembre furono 330 morti di cui 186 bambini.</p>



<p>A seguito di quegli eventi e dell’enorme trauma collettivo che ne seguì, il governo di Mosca decise di chiudere definitivamente la partita cecena. In pochi anni tutti principali leader del movimento separatista furono tutti eliminati e dall’altro lato Putin si alleò con i <strong>clan di maggior potere in Cecenia</strong> (da qui lo stretto legame con i Kadyrov), così da avviarne una stabilizzazione politica dopo 20 anni di guerre.</p>



<p>Nonostante ad aprile 2009 le operazioni anti-terrorismo in Cecenia furono dichiarate ufficialmente concluse, la stagione degli attentati separatisti non finì. Divenne solo meno eclatante. Come poter dimenticare gli attentati alla metro di Mosca del 2010, o quelli all’aeroporto Domodedovo sempre a Mosca nel 2011, o l’esplosione di un autobus a Volgograd nel 2013. Tutti episodi di una guerra a bassa intensità iniziata nel 1994 ma mai finita del tutto.</p>



<p>All’indomani <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lisis-a-mosca-e-le-domande-che-non-sappiamo-farci.html">dell’invasione d’Ucraina</a></strong> si temeva che i carboni ardenti del separatismo rimasti sotto la cenere per 30 anni potessero riemergere improvvisamente. Infatti con l’attenzione delle truppe russe sul fronte ucraino, il Caucaso potrebbe infiammarsi di nuovo, con tutto ciò che questo potrebbe comportare per lo stato centrale russo. Ed il fatto che la rivendicazione del 22 marzo venga dalle file dell’Isis sorprende ancora di meno. È importante ricordare infatti che tra le fila dello Stato Islamico una delle componenti etniche maggioritarie fu proprio quella cecena. Se si pensa a tutti i veterani che sono tornati in patria in attesa dell’occasione per colpire, si può comprendere a quanto sia complessa e potenzialmente esplosiva la situazione. Il 22 marzo quindi non è stato qualcosa di nuovo per la Russia. È stato al contrario un incubo di cui sperava di essersi dimenticata, tornato di nuovo tremendamente attuale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-attentati-di-mosca-tra-vecchi-fantasmi-e-nuove-paure.html">Gli attentati di Mosca, tra vecchi fantasmi e nuove paure</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mosca: la strage e le ambiguità dell&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-la-strage-e-le-ambiguita-delloccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 16:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-768x531.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mentre sale la conta dei morti dell’attentato a Mosca e si attende un intervento di Putin, qualche riflessione. La strage avrebbe dovuto essere perpetrata prima delle elezioni presidenziali, tale la tempistica dettata dalla nota dell’ambasciata statunitense a Mosca che allarmava, il 7 marzo, di un attentato a Mosca “entro le prossime 48 ore“. Qualcosa è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-la-strage-e-le-ambiguita-delloccidente.html">[...]</a></p>
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<p>Mentre sale la conta dei morti dell’attentato a Mosca e si attende un intervento di Putin, qualche riflessione. La strage avrebbe dovuto essere perpetrata prima delle elezioni presidenziali, tale la tempistica dettata dalla nota dell’ambasciata statunitense a Mosca che allarmava, il 7 marzo, di un attentato a Mosca “entro le prossime 48 ore“.</p>



<p>Qualcosa è andato storto, probabilmente una intensificazione dei controlli; e la cellula terroristica si è messa in sonno in attesa di tempi più adatti. E ieri ha colpito.</p>



<p>Vergognoso (o forse no, dal momento che è una dinamica usuale di questi due anni) che le autorità ucraine in un primo momento abbiano accusato Mosca dell’accaduto. La ragione? Una scusa per intensificare le operazioni di guerra in Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attentato contro Putin</h2>



<p>Nel riportare le accuse di Kiev contro Mosca, Strana – poco dopo l’attentato e prima dell’asserita rivendicazione dell’Isis – commentava: “La domanda principale è: Putin aveva effettivamente intenzione di annunciare la mobilitazione e un’eventuale escalation, un ‘ultimatum nucleare’ all’Ucraina o all’Occidente, ecc.?”.</p>



<p>“Se così fosse, potrebbe usare l’attacco terroristico per giustificare una simile mossa. Ma non ci sono prove che il Cremlino abbia effettivamente pianificato tutto questo”.</p>



<p>“C’erano solo voci sulla mobilitazione, non ancora confermate. Inoltre, anche se il Cremlino desidera realizzarla, ci sono dei limiti: i mobilitati devono essere armati, addestrati e così via. Non è un processo rapido”.</p>



<p>“E se il Cremlino non ha pianificato alcun passo radicale verso la guerra in Ucraina, ma intendeva continuare la sua strategia dei ‘mille piccoli tagli‘, allora l’attacco terroristico al Crocus andrà a suo svantaggio, non a suo vantaggio”.</p>



<p>“Se Putin non reagirà in modo particolarmente duro all’attacco terroristico, allora in Russia sorgeranno domande sulla sua leadership. Se sarà costretto a reagire con passi non pianificati, sarà un male per lui. La strategia fallirà”.</p>



<p>“Ma in ogni caso, ovviamente, un attacco terroristico con così tante vittime non rimarrà senza conseguenze e senza la reazione di Putin […] Esiste però un’altra opzione: la versione ufficiale del coinvolgimento data dall’Ucraina verrà respinta. E dell’attacco terroristico saranno accusati gli islamici”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cattura degli attentatori</h2>



<p>Infatti, la versione di un attacco guidato da Mosca non avrebbe convinto nessuno perché dopo le presidenziali Putin è più forte che mai e non aveva alcun interesse a indebolire la propria posizione tramite un’eccidio in casa. Da cui la pista islamica, rivendicata da un messaggino su Telegram e accreditata subito dagli Stati Uniti.</p>



<p>Riportiamo da Ria novosti: alcuni degli attentatori “sono stati catturati vicino al confine con l’Ucraina, ha riferito il comitato investigativo”. E alcuni di essi, o tutti (ancora non si sa), sono stati catturati vivi. Inusuale per gli attentatori Isis, che non scappano e anzi normalmente si auto-immolano.</p>



<p>Su Piccole Note, un<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/il-confronto-con-la-russia-impone-limiti"><strong> articolo</strong></a> dedicato alle operazioni ucraine in Russia, pubblicato poche ore prima dell&#8217;attenato, scrivevamo che gli attacchi ucraini tramite infiltrazioni in territorio russo, dopo una fiammata iniziale, “si sono esauriti per riprendere prima delle elezioni russe, nel tentativo di alimentare timori che si riverberassero nelle urne (bizzarro, ma è una metodologia propria del terrorismo)”.</p>



<p>Non stiamo accusando gli ucraini, non abbiamo elementi e riteniamo che da soli difficilmente avrebbero potuto portare azioni similari. Stiamo solo mettendo in fila cose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le troppe ambiguità Usa nella lotta al Terrore</h2>



<p>Nello specifico, possiamo solo ribadire quanto scritto in tanti altri articoli del passato, cioè che l’ambiguità con la quale gli Stati Uniti hanno approcciato-combattuto il Terrore non aiuta a eliminare la piaga.</p>



<p>Infatti, l’<strong>Isis</strong> ha combattuto un antagonista esistenziale degli Stati Uniti, l’Iran. E nel gennaio del 2020 il New York Times annotava il giubilo col quale l’Isis aveva accolto la notizia dell’assassinio del generale Qassem Soleimani da parte di Washington, dal momento che il Capo dei Guardiani della rivoluzione era il loro peggiore e più efficace nemico.</p>



<p>Il movimento progenitore dell’Isis, <strong>al Qaeda</strong> (da cui si distaccò al Baghdadi per fondare la nuova Agenzia del Terrore) fu usato di fatto come esercito di terra nell’intervento Nato contro Gheddafi (National Interest).</p>



<p>Nella guerra dello Yemen l’Associated Press denunciava rapporti indebiti tra l’alleanza anti-Houti, coordinata dagli, Usa, e al Qaeda. Per finire, anche se potremmo continuare, in Siria l’Isis e al Qaeda combattevano la loro guerra contro Assad in convergenza parallela con le operazioni militari di regime-change alimentate dall’Occidente.</p>



<p>Tanto che l’attuale Consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-caos-afgano-allucraina-chi-ce-dietro-la-politica-estera-di-biden.html">Jake Sullivan</a>, che due giorni fa si è recato a Kiev per una visita a sorpresa, scrisse in un cablogramma diretto a Hillary Clinton, allora suo capo alla Segreteria di Stato: “AQ è dalla nostra parte in Siria”, dove AQ è al Qaeda (uno dei tanti cablo resi pubblici da Assange, che per questo marcisce in prigione).</p>



<p>Tutte queste ambiguità, ripetiamo, non aiutano la lotta al Terrore globale, che ieri ha colpito Mosca e magari si appresta a colpire l’Europa. Né aiutano a distendere i rapporti tra le grandi potenze.</p>



<p>Si attende l’intervento di Putin, che deve rassicurare la nazione e annunciare una risposta, della quale probabilmente vedremo solo la punta dell’iceberg. A meno che non annunci un’accelerazione sul fronte ucraino, causa di instabilità permanente. Vedremo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attentato e l’operazione Rafah</h2>



<p>Da ultimo, una notazione a margine. L’attentato avviene nello stesso giorno in cui si è votata la mozione Usa all’Onu su Gaza (messa a punto con Israele, come annotava Trita Parsi su Responsibile Statecraft).</p>



<p>Una risoluzione che era già fallita prima ancora di essere messa ai voti e che serviva solo ad addebitare a Cina e Russia, che hanno posto il veto, la responsabilità del fallimento dell’azione frenante verso Israele e a sedare le proteste all’interno degli Stati Uniti contro l’amministrazione Biden per il suo allineamento con Tel Aviv.</p>



<p>Insomma, di fatto una cortina fumogena per evitare gli inevitabili contraccolpi della incombente campagna israeliana contro la ridotta di Rafah. Se all’attentato di ieri ne seguiranno altri, com’è possibile, oppure la guerra ucraina andrà a incrudelirsi, la mattanza di Gaza svaporerà dall’orizzonte mediatico. Non aiuta a frenare l’orrore incipiente nella Striscia.</p>
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		<title>Hamas-Fatah, la guerra a Gaza spingerà per una storica riconciliazione?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hamas-fatah-la-guerra-a-gaza-spingera-per-una-storica-riconciliazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 15:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Al Fatah]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[guerra a gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La guerra a Gaza sta raggiungendo numeri e sembianze che hanno pochi precedenti. Dopo cinque mesi di guerra, più di 30.000 morti e 70.000 feriti, la furia israeliana non sembra volersi arrestare e si sta preparando all’invasione di Rafah, città di confine con l’Egitto e ultima via di fuga per i gazawi dove sono ammassati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-fatah-la-guerra-a-gaza-spingera-per-una-storica-riconciliazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La <strong>guerra a Gaza</strong> sta raggiungendo numeri e sembianze che hanno pochi precedenti. Dopo cinque mesi di guerra, più di 30.000 morti e 70.000 feriti, la furia israeliana non sembra volersi arrestare e si sta preparando all’invasione di <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rafah, città di confine con l’Egitto</a> e ultima via di fuga per i gazawi dove sono ammassati in più di 1.4 milioni. </p>



<p>La drammaticità della situazione ha però portato a un evento storico che potrebbe cambiare le carte in tavola. Infatti da <strong>giovedì 29 febbraio</strong> i movimenti palestinesi, compresi Fatah e Hamas, si sono incontrati a <strong>Mosca</strong> per discutere di una possibile <strong>unificazione sotto il grande ombrello dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp)</strong> dopo la fine della guerra. È stato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ad aprire i lavori nella capitale russa. Gli sconvolgimenti degli ultimi mesi hanno fatto sì che le due parti acconsentissero a mettere da parte la lotta intestina sulla leadership palestinese e a ritrovare il loro naturale nemico comune. Un accordo è molto lontano e difficile da raggiungere ma dalle macerie della guerra sta nascendo un fenomeno che sembrava morto e sepolto dal 2007.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong> “Discussioni costruttive”</strong> </h2>



<p>Su invito del ministero degli Affari esteri russo, numerose delegazioni di movimenti e partiti palestinesi, tra cui Hamas, Fatah e la Jihad islamica, sono arrivate a Mosca giovedì 29 febbraio.&nbsp;Come fine ultimo il <strong>raggiungimento dell’unità nazionale</strong> nel quadro dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina. La guerra ha messo tutte le parti nella condizione di richiedere dei colloqui per rinforzare la leadership e passare oltre le divergenze interne. <strong>Mustafa Barghouti</strong>, segretario generale del partito <strong>Iniziativa Nazionale Palestinese</strong> ha detto ai microfoni di Al Jazeera di “non aver mai visto un’atmosfera così vicina all’unità […] perché la gente sente la responsabilità dopo tutti questi massacri”. Sempre Barghouti ha sottolineato che malgrado la difficile situazione che imperversa tra le parti, si intravede l’inizio di un processo che “si spera, porterà alla completa unità nei ranghi di una leadership palestinese unificata”. </p>



<p>&#8220;Naturalmente, non ci aspettiamo che i miracoli avvengano in un semplice incontro a Mosca, ma credo che l&#8217;incontro di Mosca dovrebbe essere seguito presto da altri incontri nella regione”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri palestinese <strong>Riad Malki</strong>. È la ripresa del dialogo il grande passo in avanti di questi giorni. Infatti dal 2007, da quando Hamas aveva vinto le elezioni a Gaza ed era scoppiata una guerra con Fatah, i due partiti hanno interrotto i rapporti governando contemporaneamente e separatamente i territori palestinesi. Adesso la situazione potrebbe cambiare ma gli ostacoli rimangono numerosi. Da parte di entrambi c’è l’<strong>urgenza di avere l’approvazione occidentale</strong> e il sostegno alla &#8220;ricostruzione&#8221; dopo la guerra. </p>



<p>Tutto questo potrebbe essere messo in discussione per la presenza di Hamas e della Jihad islamica palestinese che sono considerate organizzazioni terroristiche da molti Paesi occidentali e che non dovrebbero far parte del piano di creazione dello stato palestinese. Per contro l’Olp in generale così come Fatah, sono riconosciute a livello internazionale come rappresentanti dei palestinesi in Cisgiordania e nella diaspora. Negli anni non sono mancati colloqui per integrare Hamas nell’Olp ma sono tutti falliti. C’è quindi un’insieme di intenzioni volte alla riconciliazione. <strong>Hamas</strong> da anni cerca di integrarsi nell’Olp senza successo. Fatah è riconosciuto dai Paesi occidentali come unico interlocutore dei Territori palestinesi ma da anni soffre un calo drastico di consensi dovuto alla tenacia con cui il presidente<strong> Mahmoud Abbas </strong>si tiene stretto il suo posto senza indire elezioni dal 2006 per paura di venire spodestato da Hamas. Qualcosa si sta muovendo però. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Hamas o Fatah?</strong></h2>



<p>I colloqui di Mosca arrivano dopo <strong>turbolenti incontri</strong> e proposte arrivate da più parti. I primi dialoghi sono stati avviati dai dissidenti e dai critici del presidente Abbas del suo partito Fatah. Questi hanno inviato degli emissari in Qatar a incontrare gli esponenti di Hamas che vivono in esilio a Doha. <strong>Jibril Rajoub</strong>, un amico intimo di Abbas, ha proposto un piano di riconciliazione al leader del movimento islamista<strong> Ismail Haniyah, </strong>sostenendo che ormai il movimento “fa parte del popolo palestinese” e che quindi una soluzione va trovata in modo congiunto. Rajoub propone un <strong>governo tecnico</strong> che si assuma l’autorità sulla Cisgiordania e su Gaza e che inizi la ricostruzione della Striscia affiancato dagli aiuti internazionali preparandosi alle nuove elezioni. Quali sono le motivazioni di questo avvicinamento? Se la guerra a Gaza ha motivato gli incontri e le riflessioni sullo scenario post-bellico, sia Fatah che Hamas hanno delle ragioni ben precise per volere questa unione. Hamas sa di essere <strong>indispensabile</strong> per una soluzione politica. </p>



<p>È l’unico che detiene il <strong>potere militare</strong>, nonché il partito con più consensi. Il suo problema rimane il riconoscimento internazionale. Senza quest’ultimo Hamas non può essere rappresentato all’interno dell’Olp e quindi non può partecipare ai negoziati riguardanti il futuro palestinese. Inoltre, e molto più urgente, è la necessità di uscire illeso dalla guerra. Hamas non intende arrendersi così come smantellare il suo apparato militare. Sta cercando quindi una via di fuga che possa tenerlo comunque in vita, attraverso l’Olp. Questo offrirebbe ai suoi leader la sopravvivenza dopo la guerra. </p>



<p>Dal canto suo Fatah gode del riconoscimento internazionale ma soffre il malcontento tra la popolazione della Cisgiordania, dove governa. Accusato di essere un fantoccio di Israele e di aver lasciato correre su molte questioni, tra le quali l’incontrollabile fenomeno di colonizzazione, il presidente Abbas sa ormai che l’<strong>Olp deve essere riformata</strong>. Il presidente sente la pressione esterna e quella interna al suo partito di dover aprire le porte a nuovi scenari. Diversi suoi rivali stanno facendo sentire la propria voce come <strong>Mohammed Dahlan</strong>, esiliato negli Emirati Arabi Uniti nel 2011, che ha inviato i suoi uomini ai colloqui con Hamas a Doah e al Cairo. Anche gli stretti collaboratori di <strong>Marwan Barghouti</strong>, in prigione in Israele dal 2002, hanno preso contatti con i leader di Hamas i quali stanno puntando molto sulla sua liberazione. Al momento Barghouti sembra l’unica figura in grado di portare su di sé la leadership dell’Olp, riconciliando tutte le parti in causa. Le divergenze, così come le diverse posizioni permangono. L&#8217;unificazione sembra l&#8217;unica strada percorribile per includere tutte le visioni e tutta l&#8217;entità palestinese. Da Mosca sono arrivati segnali forti, che non si vedevano da decenni. La strada è lunga ma l&#8217;inizio è già stato segnato.</p>
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		<title>Beaver e UJ-22: ecco i droni ucraini che hanno messo la Russia sotto tiro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/beaver-e-uj-22-ecco-i-droni-ucraini-che-hanno-messo-la-russia-sotto-tiro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 10:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-2048x1517.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per la prima volta un gruppo di droni ucraini attacca Mosca. Ecco quali sono e cosa sappiamo dell'attacco sulla capitale russa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/beaver-e-uj-22-ecco-i-droni-ucraini-che-hanno-messo-la-russia-sotto-tiro.html">Beaver e UJ-22: ecco i droni ucraini che hanno messo la Russia sotto tiro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-scaled-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Attacco-ucraino-a-Mosca-2048x1517.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;incursione dimostrativa di droni quadricotteri sul Cremlino avvenuta a inizio maggio, l&#8217;<strong>Ucraina</strong> lancia un nuovo e più pesante <strong>attacco </strong>sulla capitale usando veri e propri Uav (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) di medio/piccole dimensioni. </p>



<p>Secondo i russi, fino a <strong>25 Uav</strong> hanno partecipato all&#8217;attacco mattutino a <strong>Mosca </strong>e nella regione limitrofa (solo otto sulla città), e da quello che sappiamo la maggior parte di essi è stata abbattuta o bloccata dagli alberi a causa della quota di volo estremamente bassa. </p>



<p>L&#8217;attacco ha causato danni ad alcune abitazioni (non è chiaro se colpite direttamente o solo dai detriti dei droni abbattuti) e per il momento due persone hanno richiesto assistenza medica. </p>



<p>L&#8217;ex capo di Roscosmos, <strong>Dmitry Rogozin</strong>, a seguito dell&#8217;attacco, ha chiesto l&#8217;oscuramento completo del sistema di geolocalizzazione <strong>Gps </strong>americano in Russia, comprese le stazioni di terra, per evitare che i droni possano usarlo per la navigazione e per colpire i bersagli. Rogozin ha riferito che la Russia dispone di una costellazione satellitare nazionale per la geolocalizzazione, il sistema <strong>Glonass</strong>, che è perfettamente in grado di coprire tutte le esigenze del Paese nell&#8217;area colpita. </p>



<p>Gli Uav ucraini sono stati messi fuori uso anche da <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistemi di guerra elettronica</a>, e hanno perso il controllo deviando dagli obiettivi prefissati, ma almeno cinque di essi sono stati abbattuti dal sistema da difesa aerea di punto <strong>Pantsir-S</strong>, posizionato in almeno tre siti all&#8217;interno della capitale russa. </p>



<p>Per la prima volta, quindi, abbiamo assistito a un attacco massiccio di Uav “suicidi” su Mosca, che così diventa una capitale “al fronte” al pari di Kiev, che da mesi viene bersagliata da missili da crociera e <em>loitering munitions</em> russe. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The drones used by Ukrainians this morning to attack Moscow appear to be &quot;<a href="https://twitter.com/hashtag/Beaver?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Beaver</a>&quot; from <a href="https://twitter.com/hashtag/Ukronboronprom?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ukronboronprom</a>, recently developed and tested successfully between October 2022 and January 2023. <a href="https://twitter.com/hashtag/Moscow?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Moscow</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/drone?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#drone</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/RussiaUkraineWar?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RussiaUkraineWar</a> <a href="https://t.co/un1Azjl2QY">pic.twitter.com/un1Azjl2QY</a></p>&mdash; Paolo Mauri (@PaoloMauri78) <a href="https://twitter.com/PaoloMauri78/status/1663482386691108865?ref_src=twsrc%5Etfw">May 30, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dai video che circolano in rete mostranti l&#8217;attacco di questa mattina, i droni ucraini sembrano essere del tipo “<strong>Beaver</strong>” fabbricati dalla Ukroboronprom, una delle aziende ucraine leader nel settore della difesa. I “Beaver” sono velivoli con elica spingente, ala dritta, carrello fisso e pianetti anteriori canard che possono trasportare un carico utile di circa <strong>75 chilogrammi</strong> su lunghe distanze: l&#8217;autonomia massima, infatti, è data intorno ai <strong>mille chilometri</strong>. Questi Uav hanno <a href="https://en.defence-ua.com/news/ukroboronprom_tested_a_new_ukrainian_long_distance_combat_drone-5049.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condotto i primi test a ottobre del 2022</a>, e il loro sviluppo è proseguito nei mesi successivi: le ultime prove, coronate da successo, sono state effettuate a <a href="https://root-nation.com/it/ua/news-ua/it-news-ua/ua-zasekrecheniy-dron-ukroboronpromu-proyshov-novi-viprobuvannya/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gennaio del 2023</a>, come ha riferito la portavoce di Ukroboronprom Natalia Sad. Secondo il piano di sviluppo, i “Beaver” hanno effettuato test di funzionamento in ambiente saturo di sistemi di guerra elettronica, ottenendo risultati positivi, ma se le informazioni giunteci dalla Russia sono corrette, gli Uav hanno incontrato difficoltà a resistere al <em><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">jamming</a></em>. Del “Beaver” non si sa molto altro, ma dai video è possibile notare che sono propulsi da un motore a scoppio e le dimensioni, come possiamo vedere da una rara foto diffusa su internet, si aggirano intorno ai due metri di lunghezza con un&#8217;apertura alare di circa tre. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Interesting detail from Ukrainian kamikaze UAV attack on Moscow today.<br><br>Canard scheme Ukrainian “Beaver” kamikaze UAVs with 1.000+ km range developed by Ukroboronprom were used during the attack.<br><br>They have been used the other day on Krasnodar. <a href="https://t.co/uA1R9kT3m1">pic.twitter.com/uA1R9kT3m1</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1663476585008181252?ref_src=twsrc%5Etfw">May 30, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Altre fonti riportano che, oltre ai “Beaver”, gli ucraini abbiano usato i droni tipo <strong>UJ-22</strong> prodotti dalla <strong><a href="https://www.militaryfactory.com/aircraft/detail.php?aircraft_id=2464" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ukrjet</a></strong>. Si tratta di velivoli dalla configurazione tradizionale (elica traente, ala dritta e piani di coda) con un&#8217;apertura alare di 4,2 metri e una lunghezza di 3,7. L&#8217;UJ-22 è alimentato da un motore a benzina che può spingerlo a una velocità massima di <strong>200 km/h</strong>. Inoltre, può volare fino a 5mila metri di altitudine e ha un&#8217;autonomia massima di 8 ore oppure di circa <strong>800 chilometri</strong>. Il drone UJ-22 è un velivolo versatile in grado di trasportare vari carichi utili, comprese attrezzature specializzate e armamento. Con una capacità di carico utile fino a 20 chilogrammi, può trasportare varie munizioni come bombe, mine o altro. Il drone può trasportare, ad esempio, quattro proiettili di mortaio da 82 millometri o fino a sei munizioni PG-7VM del lanciarazzi anticarro RPG-7. Il 30 marzo 2022, il Ministero della Difesa russo aveva diffuso un filmato mostrante la distruzione di un UJ-22 in Ucraina da parte del sistema Pantsir, dimostrando uno dei primi impieghi in combattimento di questo Uav e a quanto pare il drone è stato usato per il tentato assassinio del presidente Vladimir Putin il 23 aprile dell&#8217;anno scorso, quando un UJ-22 è stato lanciato dall&#8217;Ucraina per prendere di mira un parco industriale vicino a Mosca, dove Putin avrebbe dovuto tenere un discorso. Lo Uav, in quella occasione, era armato con 17 chilogrammi di esplosivo e si era schiantato 20 chilometri prima di raggiungere l&#8217;obiettivo prefissato per motivi ancora poco chiari. </p>



<p>L&#8217;attacco di questa mattina su Mosca rappresenta il primo utilizzo in combattimento confermato dei droni “Beaver” e da quello che possiamo vedere non si è trattato di un vero e proprio attacco “a sciame”, bensì gli Uav sono giunti sulla capitale russa <strong>uno alla volta</strong>, fattore che ha permesso alle difese aeree di reagire con più efficacia, anche considerando la grandezza del velivolo che offre più risposta radar rispetto a un sistema molto più piccolo.</p>



<p>Nonostante il successo (apparente) dei sistemi di difesa aerea di punto della capitale russa, l&#8217;attacco dimostra come lo spazio aereo della Federazione non sia impenetrabile, pertanto viene da chiedersi quale sia la reale efficacia dei sistemi radar di scoperta/tracciamento russi che non hanno individuato tempestivamente gli Uav decollati dall&#8217;Ucraina. Va precisato che scoprire questi sistemi, generalmente di piccole dimensioni, è relativamente difficile, e ancora più difficile abbatterli, ma pur sempre si tratta di velivoli non di piccolissime dimensioni come possono essere i mini-droni usati per attacchi a sciame, o i quadricotteri usati per sganciare granate e bombe di mortaio.</p>



<p>Nel pomeriggio sono arrivate le <a href="https://tass.ru/politika/17881687" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prime dichiarazioni</a> ufficiali del presidente Vladimir Putin, che mentre era in visita al Centro Zotov di Mosca, ha affermato che l&#8217;attacco ucraino è stato un &#8220;chiaro segno di attività terroristica&#8221; e che &#8220;le autorità di Kiev stanno cercando di intimidire i cittadini russi e provocare la leadership russa a risposte simili&#8221;. Il capo della Federazione russa ha collegato l&#8217;attacco alla capitale al fatto che le forze armate russe, qualche tempo fa, hanno colpito il quartier generale dell&#8217;intelligence militare dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/beaver-e-uj-22-ecco-i-droni-ucraini-che-hanno-messo-la-russia-sotto-tiro.html">Beaver e UJ-22: ecco i droni ucraini che hanno messo la Russia sotto tiro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le Chiese ortodosse di Kiev e Mosca ora sono più distanti che mai</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 05:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-2048x1506.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione delle Chiese ortodosse tra Ucraina e Russia era già complessa ma la guerra scatenata da Vladimir Putin rischia di compromettere a lungo termine il dialogo tra realtà ecclesiastiche che già presentavano dei distinguo evidenti ed ufficializzati. Il fatto nuovo, in una dialettica che era stata interessata da uno scisma che risale a quattro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-1536x1130.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405174819516_d6d284e4ee5fe6cce1c7d2ab201d2e96-2048x1506.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La situazione delle <strong>Chiese ortodosse</strong> tra Ucraina e Russia era già complessa ma la guerra scatenata da Vladimir Putin rischia di compromettere a lungo termine il dialogo tra realtà ecclesiastiche che già presentavano dei distinguo evidenti ed ufficializzati.</p>
<p>Il fatto nuovo, in una dialettica che era stata interessata da uno <strong>scisma</strong> che risale a quattro anni fa, è che gli ortodossi ucraini stanno procedendo in maniera sempre più compatta, e in polemica accesa, per usare un eufemismo, rispetto alle posizione assunte da Mosca sulla guerra, facendo sì che sempre più chierici e fedeli ucraini abbandonino Kirill, le sue argomentazioni ed il suo patriarcato. Anche se non soprattutto per via di una sorta di <strong>effetto attrattivo</strong> dipeso dalle mire espansionistiche del vertice del Cremlino, le cronache riportano, sempre più, di preti ortodossi che abbracciano la causa nazionale ucraina, abbandonando la loro dipendenza gerarchica dalla Russia.</p>
<p>Non era scontato. Perché le Chiese ortodosse ucraine, da quando una parte degli ortodossi di <strong>Kiev</strong> ha deciso, nel 2018, di divenire &#8220;autocefala&#8221; &#8211; come si dice in gergo tecnico-religioso &#8211; , e cioè indipendente, erano due. Kirill non ha voluto riconoscere l&#8217;autocefalia degli ortodossi ucraini, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ora-ucraina-nata-chiesa-ortodossa-nazionale-1617559.html">che si sono radunati attorno al metropolita Epifanio</a>, e coloro che hanno invece deciso di continuare a riferirsi a Mosca sono entrati a far parte di quella che viene chiamata Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Quella che oggi sembra sgretolarsi.</p>
<p>Il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, invece, non solo ha dato parere positivo all&#8217;indipendenza degli ortodossi di Kiev che hanno voluto abbandonare Mosca nel 2018 ma si è anche recato di recente, in piena guerra, in Polonia. Il che non può che rappresentare un segno di vicinanza anche all&#8217;Ucraina invasa dallo &#8220;Zar&#8221;. <strong>Vladimir Putin</strong>, con ogni probabilità, potrebbe aver pensato, mentre rifletteva sul conflitto, di poter contare su alcuni &#8220;gangli&#8221; all&#8217;interno della nazione presieduta da Volodymyr Zelensky. Tra quelli, è possibile che lo &#8220;Zar&#8221; abbia ragionato sui moltissimii luoghi di culto, tra monasteri e non, che afferiscono, o meglio avrebbero dovuto afferire, al Patriarcato di Mosca.</p>
<p>Le cronache di guerra, tuttavia, riportano un altro andazzo. <em>Repubblica</em>, ad esempio racconta di come l&#8217;arcivescovo di Chernihiv e Nizhyn abbia bollato come &#8220;non cristiani&#8221; i &#8220;valori&#8221; del patriarcato moscovita. Il clima non è mai stato così teso. <strong>Kirill, </strong>dal canto suo<strong>,</strong> sta sostenendo in lungo ed in largo la narrativa di Vladimir Putin su quella che i russi chiamano &#8220;operazione speciale&#8221; in Ucraina.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/parate-gay-ora-patriarca-mosca-giustifica-guerra-2015872.html">Per mezzo di un sermone che rischia di rimanere iconico rispetto al conflitto voluto dalla Russia</a>, il patriarca di Mosca ha parlato di un &#8220;test&#8221; di fedeltà che avrebbe a che fare con l&#8217;identità tradizionale del Donbass e con quello che l&#8217;Occidente vorrebbe culturalmente importare da quelle parti di mondo, comprese le &#8220;parate gay&#8221;. Gli ortodossi ucraini, dal canto loro, misurano le considerazioni dei moscoviti sulla base di un&#8217;invasione che, al netto delle prossimità religiose, non ha alcuna spiegazione. E la frattura aumenta.</p>
<p>In tutto questo, c&#8217;è anche la <strong>Chiesa greco-cattolica</strong>, che è quella che continua naturalmente ad avere il Vaticano come interlocutore verticistico. Quella con cui la Santa Sede non può che parlare con maggiore frequenza, per quanto il Papa stia cercando di tenere aperte più linee comunicative al fine di provare a raggiungere la pacificazione nel minor tempo possibile. Quando ci si riferisce alla &#8220;complessità&#8221; del lavoro diplomatico del pontefice argentino e della &#8220;diplomazia vaticana&#8221;, bisogna riferirsi a questo quadro così ingarbugliato.</p>
<p><strong>Jorge Mario Bergoglio</strong> ha sempre fatto dell&#8217;unità dei cristiani un obiettivo, per quanto utopistico. E l&#8217;effetto indiretto comportato dalla guerra di Putin, cioè un&#8217;ulteriore scomposizione, non fa che allontanare il processo di dialogo con gli ortodossi che il Vaticano ha sostenuto in modo proattivo in questi nove anni di pontificato e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">Le Chiese ortodosse di Kiev e Mosca ora sono più distanti che mai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Mosca per il Maks, tra Covid, cantieri e tensioni geopolitiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/a-mosca-per-il-maks-tra-covid-cantieri-e-tensioni-geopolitiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 18:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Maks è l&#8217;acronimo russo di Salone Internazionale dell&#8217;Aviazione e dello Spazio (Международный авиационно-космический салон). Per me questa manifestazione aerea, una delle più importanti al mondo e tra le tre principali in Europa insieme a Le Bourget e Farnborough, ha un sapore del tutto particolare: vi partecipai per la prima volta nel 2017 – dopo anni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/a-mosca-per-il-maks-tra-covid-cantieri-e-tensioni-geopolitiche.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/a-mosca-per-il-maks-tra-covid-cantieri-e-tensioni-geopolitiche.html">A Mosca per il Maks, tra Covid, cantieri e tensioni geopolitiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/P7190130-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Maks</strong> è l&#8217;acronimo russo di Salone Internazionale dell&#8217;Aviazione e dello Spazio (<em>Международный авиационно-космический салон</em>). Per me questa manifestazione aerea, una delle più importanti al mondo e tra le tre principali in Europa insieme a Le Bourget e Farnborough, ha un sapore del tutto particolare: vi partecipai per la prima volta <a href="https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">nel 2017</a> – dopo anni passati a desiderare di andarci – ed è stato il punto di svolta della mia carriera di reporter e giornalista.</p>
<p>In questo 2021 di pandemia, per <em>InsideOver</em> sono tornato a Mosca per partecipare, da inviato questa volta, al Maks rituffandomi in una realtà, quella dell&#8217;aeronautica militare, che mi mancava da troppo tempo.</p>
<p>Le pratiche burocratiche per l&#8217;ingresso in <strong>Russia</strong>, che proprio per questioni epidemiche non emette visti turistici, sono state molto più agevoli del previsto, e lo stesso viaggio aereo è stato senza storia. Arrivo a Mosca il 19 luglio, e durante il mio viaggio di trasferimento dallo scalo di <strong>Sheremetyevo</strong> sino all&#8217;albergo (il medesimo della volta precedente) ho però potuto notare come in città siano spuntati cantieri un po&#8217; ovunque: non solo la <em>skyline</em> si è aggiornata con la costruzione di nuovi grattacieli, che così, per certi versi, vanno a dipingere una silhouette simile a quella milanese di City Life (forse non un caso vista la fascinazione russa per il nostro stile sin dai tempi di Pietro il Grande), ma si stanno costruendo decine di <strong>opere infrastrutturali</strong> a macchia di leopardo.</p>
<p>Forse si tratta del risultato del <a href="https://it.insideover.com/politica/occidente-assedia-russia-putin.html" target="_blank" rel="noopener">“decreto di maggio” di Putin</a>, un provvedimento del 2019 che stanziava 391 miliardi di dollari, pari a 25700 miliardi di rubli, di cui 8mila miliardi sarebbero finiti, entro il 2024, per costruire infrastrutture e occuparsi dei diversi problemi sociali. Una città che sembra in fermento, nonostante l&#8217;inflazione che ha costretto la Banca Centrale Russa ad alzare i tassi di un punto.</p>
<p>Un viaggio in “era covid”, ma uscito dall&#8217;aeroporto e sceso dal treno espresso alla stazione di Belaruskaya, la percezione della pandemia è andata scemando. I russi non indossano la mascherina con la stessa solerzia di noi italiani, nemmeno quando i mezzi pubblici sono pieni: pochi la portano sui pullman o sui treni, qualcuno in più sulla metropolitana. Tutto questo nonostante il Cremlino, proprio durante il mio soggiorno moscovita, ha ribadito che “l&#8217;obbligo delle mascherine rimane in tutte le regioni della Russia”, <a href="https://ria.ru/20210721/maski-1742250051.html" target="_blank" rel="noopener">come affermato dal vice primo ministro della Federazione Tatyana Golikova</a>. I russi però, sembrano sordi da quest&#8217;orecchio, come anche da quello vaccinale: <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-la-russia-fatica-a-contenere-lepidemia.html" target="_blank" rel="noopener">ancora la scorsa settimana</a> solo il 15% si era vaccinato con due dosi – rispetto al 48% degli italiani – per via di un sentimento di diffidenza e sfiducia verso i ritrovati nazionali.</p>
<p>Ora la situazione sta cambiando, e stiamo assistendo ad una vera e propria corsa al vaccino (+11% di richieste su base giornaliera) ma solo perché alcuni provvedimenti locali e statali obbligano i datori di lavoro ad avere almeno il 60% del personale vaccinato: una sorta di coercizione vaccinale indiretta, un po&#8217; come il <em>green pass</em> nostrano.</p>
<p><em>Green pass</em> che, peraltro, era stato preso in considerazione dal Cremlino, ma poi rapidamente abbandonato. Per fortuna. Mia. Perché sarebbe stato difficile dimostrare a un gestore di un ristorante russo che, oltre al tampone negativo, sono stato doppiamente vaccinato in Italia col certificato rilasciatomi dal Ssn, che ho scaricato tradotto in inglese e francese. I russi, infatti, difficilmente parlano inglese – o francese anche se risulti essere più diffuso – però, grazie alla fascinazione che hanno per il nostro Paese, quando capiscono che sei italiano si sforzano di capirti e di farsi capire. Fortunatamente so qualche parola di russo, come so leggere il cirillico (anche se spesso non so cosa stia leggendo), così me la sono cavata nel 2017 come anche quest&#8217;anno.</p>
<p>Il clima però, al di là della paura per il covid, è <strong>diverso</strong> rispetto al mio primo viaggio a Mosca: ho percepito, ma forse è solo una mia sensazione, un cambiamento di atteggiamento: i russi mi sembrano più chiusi e diffidenti verso gli stranieri, e lo imputo anche all&#8217;attuale situazione geopolitica che negli ultimi due anni, e soprattutto negli ultimi mesi, è andata ulteriormente deteriorandosi.</p>
<p>Nel 2017, infatti, nonostante fossero passati solo 3 anni dall&#8217;annessione della Crimea e dalle conseguenti sanzioni internazionali, erano più portati “al sorriso” rispetto a quest&#8217;anno. Ora sono più sospettosi, e c&#8217;è da capirli: presi come sono tra i due fuochi della propaganda occidentale e del Cremlino, comunque restano ospitali nonostante le apparenze, e vengo accolto quasi sempre bene.</p>
<p>Così finalmente, in un martedì mattino assolato e particolarmente caldo, arrivo all&#8217;aeroporto di <strong>Zhukovsky</strong> per il primo giorno del Maks. I controlli all&#8217;ingresso sono minuziosi: metal detector e perquisizioni degli zaini come all&#8217;aeroporto, fatti per due volte, più un terzo controllo dei documenti e relativo pass subito prima di entrare.</p>
<p>Dentro la struttura è organizzata allo stesso modo di come la trovai nel 2017: lungo una delle piste di rullaggio sono parcheggiati i velivoli in mostra statica, mentre negli edifici dell&#8217;aeroporto ci sono gli stand delle industrie aeronautiche e della difesa, la sala stampa, la sala congressi, gli <em>ospitality</em> vip di <strong>Rostec</strong>, <strong>Uac</strong> e altre società russe, e poi noto il tanto atteso padiglione del nuovo caccia russo, <a href="https://it.insideover.com/difesa/maks-2021-ecco-il-nuovo-caccia-monomotore-della-russia.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>il Checkmate</strong></a>: un edificio nero, a pianta quadrata, con un cavallo degli scacchi dipinto sulle facciate.</p>
<p>Sono qui per questo, ma principalmente per ritornare nel mio elemento: i cacciabombardieri. Solo qui è possibile vederli volare vicino, molto vicino. In Europa Occidentale dopo la tragedia di Ramstein, i regolamenti per gli <em>air show</em> sono cambiati: qui invece, i caccia, gli elicotteri da combattimento e i velivoli commerciali mi passavano sulla testa. A poche decine di metri sulla testa. Tanto che, oltre a sentire il rombo dei motori che squarcia l&#8217;aria facendomi tremare i visceri (e la piattaforma di osservazione per i fotografi), si poteva sentire l&#8217;odore di cherosene bruciato. Per me un profumo inebriante.</p>
<p>Mi perdo letteralmente tra gli aerei parcheggiati, i missili nel padiglione di <strong>Almaz Antey</strong> e i modelli di satelliti e razzi di <strong>Roscomos</strong>. Tutte cose che, in occidente, è difficile vedere. Verso le 14 arriva il presidente <strong>Vladimir Putin</strong>, che visiona il Checkmate insieme ad altre autorità. Quest&#8217;anno quindi niente possibilità di “area stampa” nell&#8217;edificio a margine della pista, proprio sulla linea di decollo, com&#8217;è stato nel 2017. Pazienza. Mi avvicino alla recinzione per assistere e riprendere la piccola manifestazione aerea organizzata per il presidente. È sempre emozionante assistere al decollo e alle evoluzioni di Su-57, Su-35S e Su-30. Quest&#8217;anno non ho potuto vedere i “Cavalieri Russi” (<em><span lang="ru-RU">Russkie Vityazi</span></em><span lang="it-IT">)</span> ma ci sono i “Rondoni” (<em>Strizhi</em>) che volano su Mig-29. Poco male: lo spettacolo è comunque molto bello.</p>
<p>Terminata l&#8217;esibizione, durata circa un&#8217;ora, attendo pazientemente (molto pazientemente), che i responsabili di <strong>Sukhoi</strong> (il bureau che ha progettato il Checkmate) ci diano il via libera per entrare. Passano le ore, e alla fine alle 19:40 riesco a entrare nel padiglione. Il nuovo caccia è lì, a pochi metri, potrei toccarlo con mano se volessi (la tentazione c&#8217;è stata, lo ammetto). Scatto più foto possibile senza l&#8217;intralcio degli altri colleghi, e scappo verso il bus navetta per non perdere l&#8217;ultimo treno che mi riporta a Mosca dopo un&#8217;ora di viaggio. La giornata è stata estenuante, ma non sento la stanchezza. Anzi, sono talmente emozionato che, dopo aver scritto il pezzo per <em>InsideOver</em> sul nuovo caccia, faccio fatica ad addormentarmi.</p>
<p>Il giorno successivo, mercoledì 21, ancora a Zhukovsky, stavolta per vedere l&#8217;<em>air show</em> vero e proprio che comincia nel primo pomeriggio. Quest&#8217;anno, come ho anticipato, non c&#8217;è l&#8217;area stampa ma l&#8217;organizzazione ha predisposto una piattaforma “media” dall&#8217;altro lato della pista che raggiungiamo dopo 10 minuti di viaggio in un piccolo pullman (giusto per dare un&#8217;idea della grandezza dell&#8217;aeroporto).</p>
<p>Il meteo non è dei migliori, e le condizioni di luce non sono ottimali per fare delle belle foto e riprese, ma comunque l&#8217;emozione di vedere (e sentire come detto) i caccia passare a poche decine di metri dalla mia testa è intensa: torno bambino, nonostante i più di 40 anni che l&#8217;anagrafe, impietosa, mi affibbia.</p>
<p>L&#8217;<em>air show</em> termina verso le 16:40 ed ho ancora tempo di fare un ultimo giro alla mostra statica per vedere se qualcosa è cambiato – e scopro che viene aggiunto qualche elicottero spostato dall&#8217;area vip del giorno precedente – per poi rientrare in albergo non prima di essere passato in clinica per effettuare un tampone per potermi imbarcare sul volo di ritorno.</p>
<p>Il giorno successivo se ne va lavorando per mettere online video, scrivere, e fare un rapido giro nei dintorni. Come tutte le grandi metropoli, Mosca è una città piena di contrasti: da un lato la “ricchezza” rappresentata da un edificio adibito a centro commerciale, coi suoi ristoranti e le boutique, dall&#8217;altro la povertà rappresentata dai senza tetto che si radunano in un piccolo parco nei pressi della stazione dei treni e della metropolitana.</p>
<p>Venerdì mattina ho il volo di rientro in Italia, e alle 5 e mezza sono a Sheremetyevo per effettuare le procedure di imbarco che a causa del covid si sono allungate. Alle 08:20 il mio Airbus dell&#8217;Aeroflot decolla alla volta di Milano. <em>Dasvidanya Moskva</em>! È stato bello rivederti!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/a-mosca-per-il-maks-tra-covid-cantieri-e-tensioni-geopolitiche.html">A Mosca per il Maks, tra Covid, cantieri e tensioni geopolitiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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