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Si è appena concluso il MAKS, il Salone Internazionale dello Spazio e dell’Aeronautica che si è tenuto nei pressi di Mosca, sul vicino aeroporto di Zhukovsky. La manifestazione, durata dal 18 al 23 luglio, ha visto presenti 28 Paesi (tra cui l’Italia) con oltre 440 compagnie e ha visto partecipare la cifra astronomica di 173mila visitatori, per la maggior parte concentratisi nei giorni di venerdì sabato e domenica, in cui il Salone era aperto al pubblico.

Tanti gli aerei, ovviamente, distribuiti tra la mostra statica all’ingresso della manifestazione e nel programma di volo, tantissimi anche i sistemi d’arma distribuiti negli stand e inframmezzati tra un edificio e l’altro: missili antiaerei di ultima generazione, sistemi radar, mezzi militari ruotati e cingolati di supporto, bombe guidate, missili antinave e l’elenco potrebbe proseguire a lungo. Una vetrina omnicomprensiva che ha esposto le ultime novità in campo aerospaziale della Russia: a partire dal nuovo aereo da trasporto Ilyushin Il-76MD-90A (autonomia di 5000 km con carico massimo di 52 tonn. 4 in più rispetto al modello precedente) che faceva mostra di sé immediatamente dopo i “cancelli” di ingresso sino all’addestratore italo-russo Yakovlev Yak-130, costruito in collaborazione con l’Aermacchi a partire dal 1993 che è una variante molto simile al nostro M-346.

Ma quest’anno gli occhi erano puntati sul Mig-35, alla sua prima uscita ufficiale pubblica, che ha tenuto banco sia in mostra statica che durante le esibizioni aeree. Il nuovo caccia del Bureau Mikoyan Gurevich è una evoluzione del celeberrimo Mig-29, caccia nato negli anni 80, che faceva da contraltare alle nuove macchine occidentali (F-16, F-15, F-18). L’entusiasmo del pubblico però è andato verso l’ultimo nato in casa Sukhoi, il T-50, che ai comandi di Sergej Bogdan, il più famoso pilota collaudatore russo (soprannominato Ufo) si è esibito insieme a due vecchie conoscenze dei cieli dell’Europa dell’est (e della Siria): il Su-34 “Fullback”, cacciabombardiere pesante ben conosciuto dalle forze dell’Isis (e dai motori che letteralmente squarciavano l’aria) ed il Su-35S “Flanker E” ribattezzato “Super Flanker” anche grazie all’incredibile capacità di manovra.

Durante il programma dell’esibizione aerea è stato apprezzato anche il nuovo addestratore russo a freccia negativa Kb Sat SR-10 che ha dato bella mostra delle sua capacità di volo nella sua livrea totalmente rossa fiammante. Tra le pattuglie acrobatiche, oltre ai “Cavalieri” degli Emirati Arabi Uniti su Aermacchi MB-339 e al Gruppo di Volo “Russia” su Aero L-39, gli occhi del pubblico sono stati catturati, ça va sans dire, dalla pattuglia acrobatica nazionale che vola sul Sukhoi Su-30SM con la livrea che riprende i colori della bandiera Russa. I “Cavalieri Russi” hanno dato spettacolo esibendosi in passaggi in formazione serrata a volo radente ed eseguendo figure acrobatiche con corollario di lancio di artifici pirotecnici (flares) molto spettacolari. Spazio anche alle evoluzioni della componente ad ala rotante, ovviamente, con gli ultimi prodotti della Mil e della Kamov: oltre al nuovo Mi-35M, evoluzione del famoso Mi-24 “Hind”, soprannominato “carro del diavolo” dagli afghani ai tempi dell’invasione sovietica, si sono potuti vedere da vicino il Kamov Ka-52 (dai caratteristici due rotori controrotanti sovrapposti) ed il nuovo Mil-171A2, che nella sua versione da trasporto (la E) proprio durante il MAKS è stato protagonista della firma di un contratto di vendita con la Cina. Pechino infatti era presente con uno stand tra i più grandi della manifestazione dove ha esposto i suoi ultimi ritrovati aerospaziali, non ultimo il drone di produzione nazionale “Wing Long I”, che ricorda molto nelle linee l’americano il Reaper americano.

Spazio anche per l’Iran, che ha esposto i suoi prodotti nel campo degli armamenti da caduta con la bomba guidata “Sadid” oltre al razzo anti-elicotteri/anti-UAV “Ghaem-M” in aggiunta ai droni di produzione locale. Ovviamente non sono mancati i celeberrimi sistemi antiaerei (ma sarebbe meglio dire di interdizione d’area) russi. Su tutti spiccava l’S-400 già schierato in Siria a difesa della base aerea di Khmeimim con la sua dotazione di radar tra cui quello a lungo raggio tipo 55G6UME capace di intercettare un bersaglio ad altissima quota (1200 km secondo i russi) e quindi in grado di individuare i veicoli di rientro dei missili balistici. Bella mostra di sé ha fatto anche il sistema di difesa di punto mobile, con la sua colorazione artica, Tor M-2DT, quasi a voler mettere in chiaro che la Russia intende difendere determinatamente i suoi interessi nell’Artico. Non sono ovviamente mancati gli stand con gli ultimi ritrovati elettronici in fatto di simulazione di volo finalizzata all’addestramento dei piloti: oltre a quello dell’elicottero Ansat, è stato possibile sedersi al posto di pilotaggio dei caccia Su-24, 25, 34 e del bombardiere Tupolev Tu-22M “Backfire”.

In un settore dell’immensa base adiacente spiccava anche la presenza dell’italiana Leonardo che ha portato l’elicottero da trasporto civile AW-139 che faceva bella mostra di sé nella sua livrea bianca e blu. Ci sono stati anche momenti più ludici negli ultimi due giorni di manifestazione con una gara di accelerazione tra il nuovo Mig-35 ed una Audi R8 oltre che con una vettura di formula 3; a contorno, sempre durante il fine settimana, si sono svolte altre attività ricreative tra le quali delle esibizioni di aeromodelli che hanno catturato l’attenzione del pubblico più giovane presente alla manifestazione.

Il Maks 2017 non ha deluso le aspettative essendo stata un’interessantissima finestra sul mondo aeronautico russo che ancora oggi è molto raro vedere in Occidente così da vicino.

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