Mentre Russia e Ucraina, sotto la supervisione americana, erano impegnati in trattative per porre fine alla guerra, Kiev inviava un sicario a uccidere Vladimir Alekseev, vicedirettore dell’intelligence militare di Mosca (GRU), il cui diretto superiore, Igor Kostyukov, si trovava ad Abu Dhabi a guidare la delegazione negoziale russa.

Alekseev ora lotta con la morte, ma al di là del suo destino personale, che interessa familiari, amici e il suo Paese, ciò che più importa è il palese tentativo di Kiev – e di chi ha aiutato Kiev in un’operazione che non poteva fare da sola (MI6? CIA? Mossad?) – di far fallire i negoziati.

Infatti, a nulla serve eliminare un funzionario di tale livello, che Mosca può rimpiazzare in pochi minuti. Serve solo a inviare un messaggio e a tentare di costringere Mosca ad abbandonare le trattative o a reagire in maniera incontrollata, così da poterla accusare di non voler chiudere il conflitto.

Dall’inizio della guerra tutti i politici occidentali, al netto della nuova amministrazione Usa, e i giornalisti mainstream hanno dichiarato e scritto in maniera ossessiva, di fatto maniacale, che la Russia non ha mai avuto intenzione di trovare un accordo.

Così l’attentato ad Alekseev si può considerare un momento epifanico che disvela le menzogne propalate in modalità psicotica in questi anni. E rivela che gli sforzi del partito della guerra globale per far proseguire il conflitto fino all’ultimo ucraino sono ancora in corso e hanno un enorme potenziale, che è quel che ha voluto dimostrare colpendo un funzionario di così alto livello in un ambito super controllato dall’intelligence russa.

Nel riportare la notizia, Strana annota che “ieri Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver approvato nuove operazioni di combattimento contro la Russia da parte della SBU [l’intelligence per gli affari interni ndr.]. La maggior parte dei precedenti tentativi di assassinio di personaggi di spicco in Russia sono stati organizzati dalla SBU, come dichiarato dalla stessa agenzia di intelligence ucraina”.

GRU First Deputy Chief Alekseev was shot in Moscow. Will this disrupt negotiations with Russia?

Come accennato, alla SBU serve l’ausilio di qualche intelligence di livello superiore per un’operazione tanto in profondità e così sofisticata, ma la manovalanza specializzata resta ucraina.

Sperare che i negoziati, che finora hanno prodotto pochino, vadano in porto nonostante Kiev, e altri con essa, remi contro in maniera tanto sfacciata, è esercizio arduo, ma doveroso. Ne va della vita e del destino di un popolo, quello ucraino, che ha già pagato un immane tributo di sangue sull’altare di questa guerra per procura contro Mosca.

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