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	<title>Canada Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 06 Sep 2026 22:03:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Canada Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lake Ontario diventa Lake America: storia del grande lago e della supercazzola di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lake-ontario-diventa-lake-america-storia-del-grande-lago-e-della-supercazzola-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[lago ontario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1172" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541.jpg 1172w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-600x354.jpg 600w" sizes="(max-width: 1172px) 100vw, 1172px" /></p>
<p>Washington può modificare il nome utilizzato dal governo federale americano, ma non può imporre al Canada di cambiare il proprio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lake-ontario-diventa-lake-america-storia-del-grande-lago-e-della-supercazzola-di-trump.html">Lake Ontario diventa Lake America: storia del grande lago e della supercazzola di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1172" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541.jpg 1172w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-04-225541-600x354.jpg 600w" sizes="(max-width: 1172px) 100vw, 1172px" /></p>
<p>Se un giorno gli storici dovessero cercare il momento esatto in cui la geopolitica nordamericana ha deciso di misurarsi anche a colpi di pennarello sulle mappe, il 27 agosto scorso sarebbe un candidato piuttosto serio. <strong>Donald Trump</strong> ha infatti deciso che, dopo il <strong>Golfo del Messico</strong>, anche un altro pezzo d&#8217;acqua aveva bisogno di una dose supplementare di &#8220;grandezza americana&#8221;: il <strong>Lago Ontario</strong> è diventato, per il governo federale statunitense, <strong>Lake America</strong>.</p>



<p>Peccato che il lago non sia statunitense. Circa il 52% della sua superficie appartiene al Canada e il restante territorio alle acque statunitensi; soprattutto, il nome Ontario esiste da secoli prima che esistessero tanto gli Stati Uniti quanto il Canada.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ichef.bbci.co.uk/news/1024/cpsprodpb/0e1d/live/af1fe3d0-a660-11f1-9e66-d528091f3354.jpg.webp" alt=""/></figure>



<p>La questione potrebbe sembrare una delle eccentricità della politica trumpiana. Ma dietro il nuovo nome c&#8217;è una storia molto più lunga: quella di un lago che è stato territorio indigeno, frontiera imperiale, teatro di guerre, arteria commerciale e infine uno dei simboli della complessa interdipendenza fra Stati Uniti e Canada.</p>



<p>Per capire perché &#8220;Lake America&#8221; abbia suscitato tante reazioni bisogna partire da molto prima della nascita degli Stati Uniti.</p>



<p>Il Lago Ontario è il più orientale dei <strong>cinque Grandi Laghi</strong> e rappresenta il passaggio naturale fra il sistema dei laghi e l&#8217;Oceano Atlantico attraverso il fiume <strong>San Lorenzo</strong>. Per secoli le sue acque sono state percorse dalle popolazioni indigene e utilizzate come via di comunicazione, commercio e pesca. L&#8217;area apparteneva al mondo storico della <strong>Confederazione Haudenosaunee</strong> e di altre popolazioni indigene molto prima dell&#8217;arrivo delle potenze europee.</p>



<p>Ed è proprio qui che il nuovo nome scelto da Washington incontra il primo problema storico.</p>



<p>&#8220;Ontario&#8221; non è un&#8217;invenzione britannica né americana. L&#8217;origine del termine è indigena. Le fonti contemporanee riportano l&#8217;etimologia dal termine associato alle <strong>popolazioni Huron-Wendat</strong>, generalmente collegato al significato di &#8220;lago dalle acque splendenti&#8221; o &#8220;grande lago&#8221;; il governo dell&#8217;Ontario riconduce invece il nome a una forma iroquois, &#8220;kanadario&#8221;, associata all&#8217;idea di acqua scintillante. Le diverse ricostruzioni linguistiche non cambiano il dato fondamentale: <strong>Ontario è un nome di origine indigena</strong>.</p>



<p>È dunque un nome che precede la frontiera internazionale moderna. Quando arrivarono francesi e britannici, il lago divenne progressivamente uno dei punti strategici della competizione imperiale nordamericana. Il suo collegamento con il San Lorenzo lo rendeva infatti una porta naturale verso l&#8217;interno del continente. Il controllo del lago significava controllare una delle principali vie di comunicazione fra l&#8217;Atlantico e i territori dei Grandi Laghi.</p>



<p>Il Lago Ontario entrò direttamente nella storia degli Stati Uniti con la Guerra d&#8217;indipendenza.</p>



<p>Il <strong>Trattato di Parigi del 1783</strong> stabilì infatti una parte del confine settentrionale lungo il sistema dei Grandi Laghi. Il testo del trattato descrive esplicitamente il confine attraverso il Lago Ontario e gli altri Grandi Laghi, definendo una linea che passava attraverso il centro delle acque.</p>



<p>È un dettaglio importante: il lago non fu &#8220;americano&#8221; semplicemente perché si trovava vicino agli Stati Uniti. Diventò una <strong>frontiera internazionale</strong>, condivisa fra territori appartenenti a due Stati. E questa caratteristica sarebbe diventata ancora più evidente pochi decenni dopo. Durante la <strong>guerra del 1812</strong>, combattuta dagli Stati Uniti contro la Gran Bretagna, il Lago Ontario rappresentò uno dei principali teatri strategici. Il controllo delle sue acque era essenziale per spostare truppe, rifornimenti e merci. Il lago, insieme al Niagara e al San Lorenzo, costituiva una delle principali infrastrutture militari e logistiche del conflitto. Non era semplicemente una grande massa d&#8217;acqua fra due Paesi: era una delle autostrade della guerra.</p>



<p>Nel XIX secolo arrivarono i grandi canali: <strong>Erie, Oswego, Welland e, più tardi, il sistema del San Lorenzo</strong>. Queste infrastrutture trasformarono il lago in un nodo fondamentale per il commercio continentale, collegando i Grandi Laghi con l&#8217;Atlantico e permettendo la crescita delle città e dei porti sulle sue rive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://sanctuaries.noaa.gov/media/lake-ontario/2020818-north-star-helm-1000.jpg" alt=""/></figure>



<p>La NOAA, che nel 2024 ha istituito il <strong>Lake Ontario National Marine Sanctuary</strong>, sottolinea proprio questa continuità storica: nell&#8217;area sono stati identificati 41 relitti e un aereo, mentre le ricerche indicano la possibile presenza di altri 19 relitti, tre aerei e numerosi siti archeologici sommersi. Insomma, se qualcuno volesse davvero cancellare la storia del lago cambiandone il nome, avrebbe parecchio lavoro sott&#8217;acqua.</p>



<p>Il 27 agosto il presidente ha firmato l&#8217;Executive Order 14422, intitolato<a href="https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2026/08/eo-14422.pdf"> <em>Honoring the American History of the Great Lakes and Re-naming Lake Ontario as Lake America</em></a>. Il provvedimento ordina al governo federale statunitense di utilizzare il nuovo nome e incarica il sistema federale di denominazione geografica di procedere alla modifica. La motivazione ufficiale è patriottica: secondo l&#8217;amministrazione, gli Stati Uniti sarebbero il principale protettore dei Grandi Laghi e avrebbero garantito sicurezza e investimenti necessari alla navigazione, alla ricreazione e all&#8217;utilizzo delle acque.</p>



<p>E il Canada non ha alcuna intenzione di adeguarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.vmcdn.ca/f/files/shared/feeds/cp/2026/08/4c6d2ce4ea4b5507f8a59a082165e9c27c10bb2b605306a6f1d1431aeddb89ea.jpg;w=960" alt=""/></figure>



<p>Il premier dell&#8217;Ontario <strong>Doug Ford </strong>ha scelto di reagire alla supercazzola trumpiana facendo installare un gigantesco cartello con una dichiarazione piuttosto semplice: <strong>&#8220;Lake Ontario. Now and Always&#8221;</strong>. Il primo ministro canadese <strong>Mark Carney</strong> ha difeso a sua volta il nome storico, mentre rappresentanti indigeni hanno denunciato la decisione come una cancellazione di una parte della loro storia. La Seneca Nation ha chiesto formalmente a Trump di revocare l&#8217;ordine, sostenendo che il nome del lago possiede un significato culturale che precede di secoli l&#8217;esistenza degli Stati Uniti.</p>



<p>E c&#8217;è un dettaglio che rende la vicenda quasi surreale: <strong>Washington può modificare il nome utilizzato dal governo federale americano, ma non può imporre al Canada di cambiare il proprio. </strong>Il lago resta quindi Ontario a Nord della frontiera e America a Sud, almeno sulle mappe che hanno scelto di adeguarsi. Google ha infatti modificato Google Maps per gli utenti statunitensi, mentre in Canada continua a comparire Lake Ontario. Nel resto del mondo vengono mostrati entrambi i nomi. Anche Apple Maps ha successivamente adottato Lake America per gli utenti statunitensi. MapQuest, invece, ha scelto di mantenere il nome tradizionale. Per gli utenti americani, dunque, il lago Ontario è ora Lake America. Per quelli canadesi resta Lake Ontario. E per molti altri utenti del mondo Google mostra entrambi i nomi.</p>



<p>C&#8217;è infine un piccolo problema di geografia, disciplina che talvolta si rivela ostile alla politica: <strong>America non significa Stati Uniti</strong>. Il Canada è America, esattamente come lo sono gli Stati Uniti. E il Lago Ontario, guarda caso, è condiviso da entrambi. Così Trump, nel tentativo di rendere &#8220;americano&#8221; un lago già americano, ha finito per appropriarsi di un nome che appartiene anche ai suoi vicini. </p>



<p>E niente&#8230;fa già ridere così.</p>
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		<item>
		<title>La linea di Carney: il Canada vuole rompere la dipendenza militare dagli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-linea-di-carney-il-canada-vuole-rompere-la-dipendenza-militare-dagli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 13:38:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[riarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"I giorni in cui le nostre forze armate inviavano il 70% delle loro spese agli Stati Uniti sono finiti": Mark Carney, parlando alla convention del suo Partito Liberale a Montreal, ha dettato la nuova linea di politica industriale e di approvvigionamento per la Difesa del Canada</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-linea-di-carney-il-canada-vuole-rompere-la-dipendenza-militare-dagli-stati-uniti.html">La linea di Carney: il Canada vuole rompere la dipendenza militare dagli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/CARNEY-CANADA-DIFESA-USA-ha-dettato-la-nuova-linea-di-politica-in-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;I giorni in cui le nostre forze armate inviavano il 70% delle loro spese agli Stati Uniti sono finiti&#8221;: <strong>Mark Carney,</strong> parlando alla convention del suo Partito Liberale a Montreal, ha dettato la nuova linea di politica industriale e di approvvigionamento per la Difesa del Canada lasciando presagire una vera e propria rivoluzione copernicana che è, nelle intenzioni, già in atto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Carney sul riarmo</h2>



<p>La standing ovation con cui il primo ministro canadese è stato accolto dai membri del suo partito mostra il consenso nella <strong>formazione di governo che proprio nell&#8217;aprile 2025 Carney ha condotto a un&#8217;ampia e insperata vittoria</strong> alle elezioni parlamentari puntando sulla sua natura di vero e proprio antemurale alle mire e alle pressioni del presidente americano <a href="https://it.insideover.com/politica/canada-vincono-i-liberali-carney-lanti-trump-difende-la-guida-del-governo.html" type="post" id="467363"><strong>Donald Trump sul vicino settentrionale degli Stati Uniti</strong>.</a> </p>



<p>Il tema della difesa e della sicurezza è stato centrale per Ottawa. Altre stime portano addirittura al 75% la dipendenza del Canada dalle industrie della Difesa americane. Tra i sistemi d&#8217;arma statunitensi utilizzati nelle forze armate canadesi si segnalano, soprattutto, i caccia F-35, i ricognitori navali P-8A Poseidon, i lanciamissili M142 Himars, i droni MQ-9B Reaper, larghe quantità di armamenti leggeri e bombe, i veicoli tattici per le forze speciali.</p>



<p>L&#8217;ultimo grande programma di acquisti canadese di armi americane è andato in scena a dicembre, quando Ottawa ha firmato con gli Stati Uniti <a href="https://www.ctvnews.ca/business/article/us-approves-potential-268-billion-sale-of-air-strike-weapons-to-canada/">un contratto da <strong>2,68 miliardi di dollari per comprare armi da attacco aereo (bombe e missili)</strong>.</a> Carney sta lavorando alacremente, assieme al Ministro della Difesa Nazionale <strong>David McGuinty, per alzare ampiamente la partecipazione delle aziende canadesi al procurement e, soprattutto</strong>, abbattere la strisciante <strong>dipendenza dagli Stati Uniti.</strong> </p>



<p><a href="https://nationalpost.com/news/its-a-dependency-carney-touts-diversifying-defence-procurement-beyond-the-u-s-in-new-strategy">The National Post ricorda che</a> &#8220;nel bilancio federale di novembre, il governo di Carney ha stanziato 6,6 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per contribuire allo sviluppo di una strategia volta a colmare tale dipendenza&#8221; nel quadro di un piano che prevede il rispetto del target Nato del 5% di Pil in Difesa e mira a sviluppare 5,1 miliardi di dollari all&#8217;anno di appalti per le Pmi canadesi nella filiera della Difesa, generare 125mila posti di lavoro e 125 miliardi di dollari di Pil entro la metà del prossimo decennio. Inoltre, si mira ad alzare l&#8217;export militare canadese del 50%. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia industriale per la Difesa del Canada</h2>



<p>La Defence Industrial Strategy sviluppata da McGuinty per il governo Carney valorizza la Defence Investment Agency nel quadro del programma Public Service Procurement and Construction con l&#8217;obiettivo di &#8220;dare priorità ai fornitori e ai prodotti canadesi&#8221;. <a href="https://www.canada.ca/en/department-national-defence/corporate/reports-publications/industrial-strategy/security-sovereignty-prosperity.html#toc4-a">Scrive il documento del governo canadese</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Sfrutteremo i punti di forza esistenti del Canada, come la cantieristica navale, l&#8217;industria aerospaziale, spaziale, i sistemi terrestri e le comunicazioni. Costruire in Canada rafforzerà la nostra autonomia strategica, ci renderà un partner di difesa più efficace e affidabile e sosterrà la nostra resilienza in caso di conflitto. Ci affideremo ad aziende canadesi per costruire e cogliere nuove opportunità in settori di frontiera, come l&#8217;intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, la sicurezza informatica e&nbsp;i materiali avanzati: tecnologie&nbsp;essenziali per il futuro della guerra e dell&#8217;economia moderna.</p>
</blockquote>



<p>La strategia di Carney è chiara e passa, potenzialmente, anche per l&#8217;aggancio ai grandi piani industriali europei: l&#8217;apertura a un ruolo per il Canada nel progetto <strong>Security Action for Europe (Safe) per il riarmo europeo e<a href="https://it.insideover.com/difesa/canada-nel-gcap-ottawa-spinge-per-unirsi-al-caccia-italo-anglo-nipponico.html" type="post" id="512768"> l&#8217;interesse di Ottawa per unirsi al Global Combat Air Program</a></strong> a <a href="https://italstrat.substack.com/p/30-fate-volare-il-caccia-di-sesta">trazione italo-anglo-nipponica</a> parlano chiaro, così come <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-gripen-svedesi-tentano-anche-il-canada-saab-offre-a-ottawa-la-co-produzione.html" type="post" id="505014">l&#8217;ipotesi di sponda con la Svezia sui caccia Gripen.</a> Anche l&#8217;attenzione al Nord e alla sicurezza dell&#8217;Artico, in tempi di competizione tra Usa e alleati per l&#8217;affare Danimarca parla chiaro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;agenda di Carney</h2>



<p>&#8220;<a href="https://www.pm.gc.ca/en/news/news-releases/2026/02/17/prime-minister-carney-launches-canadas-first-defence-industrial" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mark Carney sta cercando di fare qualcosa che il Canada ha a lungo evitato: ricostruire la propria potenza militare in modo serio e duraturo, attraverso una strategia industriale della difesa</a>&nbsp;mirata&nbsp;e un piano per difendere, costruire e&nbsp;<a href="https://www.policymagazine.ca/mark-carney-and-canadas-quest-for-hard-power/#:%200142323611378%20Air%20Canada%20-%20Aeroplan">trasformare il Nord</a>&#8220;, ha scritto <strong><a href="https://www.policymagazine.ca/mark-carney-and-canadas-quest-for-hard-power/">Colin Robertson su <em>Policy Magazine</em>, </a></strong>aggiungendo che il vero problema nei prossimi anni sarà legato al fatto che &#8220;ritardi negli appalti, carenza di manodopera e vincoli di bilancio potrebbero rallentare i progressi e l&#8217;attenzione politica potrebbe inoltre distogliersi&#8221;. </p>



<p>La politica dell&#8217;ex banchiere centrale di Ottawa e Londra divenuto premier è riassumibile con un principio &#8220;<strong>Canada First</strong>&#8221; che sulla scia dell&#8217;antipatia con cui Trump e i<a href="https://it.insideover.com/economia/il-libero-scambio-contro-la-nuova-guerra-fredda-la-strategia-globale-del-canada.html"> suoi Usa sono percepiti nel Paese della foglia d&#8217;acero porta Carney a essere il Giano Bifronte di The Donald.</a> Sicurezza ed economia vanno poi di pari passo: per Carney, il Canada si deve riarmare con mezzi propri anche per <strong>far correre un sistema industriale spesso spiazzato da Washington</strong> e dalle dipendenze esterne negli anni scorsi. Come per molti altri piani legati alle nuove strategie dei Paesi dell&#8217;Anglosfera, la sfida sarà capire se questi piani nascono in risposta al trumpismo o sono destinati a definire nuovi rapporti strutturali tra la superpotenza e la sua prima cerchia di alleati. Più i desiderata di Carney si concretizzeranno più la seconda ipotesi sarà concreta.</p>



<p><strong><em>Nella nuova “era dei predatori”, in cui tendenze conflittuali crescenti su scala globale, rivalità tra potenze e ambizioni imperiali ridisegnano l’ordine mondiale, InsideOver prova a tracciare una bussola per un’informazione equilibrata e orientata ad analizzare i grandi trend, senza ansie o preclusioni ideologiche. Se vuoi sostenere la missione di questa testata dinamica e ambiziosa,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonati e diventa uno di noi!</strong></a></p>
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		<title>Canada nel Gcap? Ottawa spinge per unirsi al caccia italo-anglo-nipponico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/canada-nel-gcap-ottawa-spinge-per-unirsi-al-caccia-italo-anglo-nipponico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[GCAP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="747" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Il Gcap decolla, e ora anche il Canada vuole unirsi. Ma l'Anglosfera terrebbe l'impegno di sostenere il progetto fino in fondo se i venti in America cambiassero?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="747" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/GCAP_Italy-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Il <strong>risveglio delle medie potenze continua? Il Canada del primo ministro Mark Carney</strong>, da diversi mesi sugli scudi per la spinta a cercare margini di disaccoppiamento dalla dipendenza sugli Stati Uniti, sta facendo lobbying per unirsi al <strong>Global Combat Air Program, il progetto di caccia di sesta generazione</strong> guidato da Italia (con Leonardo), Regno Unito (Bae) e Giappone (Mitsubishi Heavy Industries) tramite il <strong>consorzio Edgewing che giusto la settimana scorsa</strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/caccia-sesta-generazione-firmato-primo-contratto-internazionale-lungo-periodo-sostituira-l-eurofighter-AIPvTyJC"><strong> ha visto il primo contratto</strong> internazionale da <strong>790 milioni di euro andare in scena</strong>.</a></p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/d664b704-56a5-4b00-b34c-8da39e82a2a9?syn-25a6b1a6=1">Lo riporta il Financial Times</a>, sottolineando come i funzionari del governo canadese stiano spingendo per dare a Ottawa il ruolo di osservatore nel progetto, per poi valutare un&#8217;unione dello Stato del Commonwealth al progetto come sostenitore dell&#8217;innovazione tecnologica insita nel Gcap o come utilizzatore nelle sue forze aeree. Ad oggi il <strong>Canada utilizza e co-produce l&#8217;F-35 americano</strong> e sta valutando progetti come il nuovo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-gripen-svedesi-tentano-anche-il-canada-saab-offre-a-ottawa-la-co-produzione.html" type="post" id="505014">Gripen svedese, anche nell&#8217;ottica di realizzarlo nelle sue fabbriche. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Canada punta il Gcap e le sfide che il caccia deve affrontare</h2>



<p>Carney alimenta il <strong>progetto di rafforzamento dell&#8217;esercito e dell&#8217;aviazione canadesi</strong> con sostegno politico e fondi e rispetto a molte potenze occidentali inverte il termine degli addendi, presentando<a href="https://it.insideover.com/difesa/make-canada-great-again-carney-vara-il-riarmo-per-rilanciare-lindustria.html" type="post" id="505667"> il valore economico dell&#8217;industria della difesa come centrale nel quadro della re-industrializzazione del Paese.</a> Il Ft riporta come &#8220;altamente probabile&#8221; l&#8217;adesione del Canada al progetto Gcap. Il lungo decennio che andrà fino alla fine del 2035, quando la prima unità del caccia &#8220;Tempest&#8221; dovrebbe volare, sarà critico: bisognerà gestire una complessa <strong>catena di fornitori transnazionale</strong> e un progetto aeronautico di portata mondiale; si dovrà integrare la corsa al Gcap in intensi progetti di rafforzamento degli apparati militari da parte dei Paesi partner; si necessiterà di <strong>guardare con attenzione a tutti i possibili nuovi ingressi, </strong>valutandone coerenza con gli obiettivi geopolitici delle potenze coinvolte. </p>



<p>In tal senso, l&#8217;asset chiave da valutare resta l&#8217;effettiva volontà dell&#8217;Anglosfera di puntare sull&#8217;alleanza con i partner europei per l&#8217;industria della Difesa. Il Canada è stato incluso nelle nazioni coinvolgibili nei progetti del programma Safe di riarmo europeo e questo potrebbe apparire un elemento di coerenza sostanziale anche per spingere l&#8217;assenso italiano. </p>



<p>Carney perora l&#8217;asse delle medie potenze e anche il primo ministro britannico <strong>Keir Starmer</strong> sottolinea una sostanziale involuzione della <strong>relazione speciale Usa-Regno Unito</strong>. I Paesi dell&#8217;Unione Europea, inoltre, hanno siglato un patto ambizioso con <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-australia-non-solo-commercio-firmata-una-partnership-geopolitica-a-tutto-campo.html" type="post" id="510447">l&#8217;Australia per rafforzare la cooperazione economica e securitaria. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Gcap alla prova dell&#8217;Anglosfera</h2>



<p>L&#8217;inclusione del Canada nel <a href="https://italstrat.substack.com/p/30-fate-volare-il-caccia-di-sesta">Gcap </a>darebbe, da un lato, l&#8217;opportunità al progetto di diventare un&#8217;inedita alleanza <strong>tricontinentale capace di saldare definitivamente l&#8217;integrazione tra gli assetti per la sicurezza geopolitica dell&#8217;area euroatlantica</strong> e quelli dello <strong>spazio strategico del Pacifico</strong> in maniera indipendente dagli Usa. Sarebbe, dunque, un importante esercizio di <a href="https://italstrat.substack.com/p/31-roma-berlino-tokyo-e-il-risveglio"><strong>sovranità delle medie potenze</strong>. </a></p>



<p>Dall&#8217;altro, però, aumenterebbe notevolmente l&#8217;esposizione del progetto alla stessa Anglosfera, con la possibile volatilità che ciò rischierebbe di causare qualora in futuro i venti a Washington cambiasse e a Donald Trump subentrasse un presidente (e un&#8217;amministrazione) desideroso di ricostituire i ponti con la prima fascia di alleanze della superpotenza, che resta quella con gli <em>English-speaking people</em>, come li definiva Winston Churchill. </p>



<p><strong>Nei prossimi anni</strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-gcap-e-diventato-il-programma-aeronautico-piu-costoso-di-sempre-ma-ne-vale-la-pena.html" type="post" id="505776"><strong> si farà sul serio e l&#8217;Italia ha già piazzato previsioni di spesa per 18,6 miliardi di euro</strong>:</a> il programma deve proseguire senza essere fermato da sirene esterne o problemi industriali o politici per decollare come integratore di sistema strategico e abilitatore di sicurezza e sovranità, diventando molto più di un aereo. Il <em>commitment</em> di potenze come il Canada mostra la vitalità del progetto ma deve essere testato come duraturo e non dipendente dall&#8217;era trumpiana per poter diventare partecipazione strutturale a un piano dirompente.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>Avvisate la Fifa: ecco i “fantasmi sanitari” del Mondiale di calcio 2026</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Fifa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1192" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-600x373.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Immaginatevi sugli spalti di Guadalajara o ad Atlanta nel mese di giugno 2026. Ottantamila persone in piedi per un gol di Mbappé o del vostro bomber preferito. Bandiere, cori, birre in mano, quella sensazione elettrica che solo un Mondiale di calcio sa dare. Ora aggiungete un dettaglio che, finché non vi tocca, resta sullo sfondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html">[...]</a></p>
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<p>Immaginatevi sugli spalti di <strong>Guadalajara </strong>o ad <strong>Atlanta </strong>nel mese di giugno 2026. Ottantamila persone in piedi per un gol di Mbappé o del vostro bomber preferito. Bandiere, cori, birre in mano, quella sensazione elettrica che solo un <strong>Mondiale di calcio</strong> sa dare. </p>



<p>Ora aggiungete un dettaglio che, finché non vi tocca, resta sullo sfondo come il ronzio di un neon: nelle prime settimane del 2026 lo stato messicano di <strong>Jalisco</strong>, dove si giocheranno partite della <strong>Fifa World Cup 2026</strong>, è finito al centro di un <strong>focolaio di morbillo</strong> al punto da spingere le autorità locali a riattivare misure come l’uso della mascherina in alcune scuole e campagne vaccinali d’urgenza. </p>



<p>La domanda quindi arriva da sola: cosa succede se un <strong>virus </strong>altamente contagioso decide di fare il giro del mondo “in trasferta”, seguendo il <strong>flusso dei tifosi</strong>? Non è fantascienza. </p>



<p>È il tipo di scenario che preoccupa le agenzie sanitarie quando si avvicinano i grandi eventi: <strong>Paho </strong>(l’Organizzazione Panamericana della Sanità), <strong>Oms</strong> e <strong>Cdc </strong>parlano da anni di “<strong>mass gatherings</strong>” come acceleratori perfetti per le infezioni, perché mettono nello stesso mixer folla, viaggi internazionali, ore in spazi condivisi, brindisi e stanchezza. E in questa stagione, la spia del morbillo nelle Americhe sta lampeggiando forte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Mondiale di calcio si avvicina</strong></h2>



<p>Il morbillo è tornato a farsi sentire per una ragione semplice: quando trova “buchi” nella copertura vaccinale, corre come un’ala in campo aperto. Nei primi tre “giri di calendario” del 2026 (le prime settimane dell’anno), Paho ha registrato 1.031 casi confermati in <strong>sette Paesi delle Americhe</strong>: un aumento di 43 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il peso principale in Messico. </p>



<p>Paho non si limita ai numeri: nel suo alert cita esplicitamente il contesto della Fifa World Cup 2026 e, più in generale, dei grandi <strong>raduni con alta mobilità internazionale</strong>, chiedendo ai Paesi di alzare la sensibilità della sorveglianza e intervenire in fretta sui casi sospetti. </p>



<p>Per capire perché basti così poco a trasformare una curva in un moltiplicatore serve solo un dato: il morbillo ha un <strong>indice di trasmissibilità</strong> tra i più alti in assoluto. In letteratura epidemiologica viene spesso riassunto così: una persona infetta, in una popolazione suscettibile, può contagiarne mediamente 12–18. E non è solo questione di vicinanza fisica. </p>



<p>Le autorità europee ricordano che le particelle respiratorie possono restare nell’aria per ore e che il virus può rimanere infettivo sulle superfici per un certo tempo. In pratica quando la densità umana sale, la partita si complica. </p>



<p>Jalisco, con Guadalajara, è una delle vetrine messicane del torneo ed è anche uno degli epicentri dell’ondata attuale: secondo ricostruzioni giornalistiche basate su fonti sanitarie locali e nazionali, l’area ha registrato centinaia di casi confermati e migliaia sospetti, con misure straordinarie (mascherine in scuole selezionate, sospensioni mirate, vaccinazioni anche in snodi come aeroporti e stazioni). </p>



<p>Il punto non è “il Mondiale porta il morbillo”. Il punto è più banale e più scomodo: quando un focolaio è attivo, un evento con migliaia di arrivi e partenze in poche settimane aumenta le <strong>probabilità di esportazione</strong> e <strong>reimportazione</strong>. È matematica dei flussi, non complottismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507503" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una strategia da rivedere</strong></h2>



<p>Qui arriva la parte che spesso sorprende: ad oggi, almeno per le informazioni pubbliche più solide, non esiste un “<strong>pass sanitario Fifa</strong>” standardizzato all’ingresso degli stadi. </p>



<p>La <strong>strategia </strong>che emerge dalle istituzioni è un’altra: <strong>responsabilità individuale</strong> e <strong>preparazione pre-viaggio</strong>. Lo si vede, per esempio, dalle pagine dedicate del governo canadese per i viaggi legati alla Fifa World Cup 2026: niente tono allarmista, ma un messaggio ripetuto con insistenza. Parlate con un professionista della salute, idealmente almeno 6 settimane prima della partenza. Sei settimane sono la finestra realistica per verificare lo stato vaccinale, fare eventuali richiami e costruire una protezione adeguata prima di trovarsi in mezzo al mondo con un biglietto da migliaia di euro in tasca. </p>



<p>Le <strong>linee guida internazionali</strong> su viaggi e grandi raduni convergono su un concetto semplice: prima si mettono in sicurezza i vaccini “di routine”, poi si ragiona su quelli legati alla destinazione e allo stile di viaggio. Il Cdc, nella pagina dedicata ai viaggiatori, è diretto: essere completamente vaccinati contro il morbillo prima di un viaggio internazionale riduce drasticamente il rischio; due dosi di Mmr arrivano a circa il 97% di protezione. </p>



<p>Tetano-difterite-pertosse, polio, varicella e le altre vaccinazioni previste dal calendario: sono il tipo di cose che molti adulti scoprono di avere lasciato indietro finché non devono partire. Per i grandi eventi, il Cdc ribadisce di arrivare con le vaccinazioni appropriate già a bordo. Non si tratta di fare terrorismo, ma di essere <strong>realistici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fantasma sanitario del Mondiale 2026</strong></h2>



<p>Il Cdc, nella scheda “traveler view” sul Messico, raccomanda ad esempio l’epatite A per i non vaccinati, e richiama l’attenzione su rischi legati a insetti e ad alcune infezioni alimentari. Quindi, se nel vostro Mondiale ci sono anche street food, escursioni, villaggi, giornate lunghe in movimento, la conversazione con un ambulatorio di medicina dei viaggi diventa parte dell’organizzazione, come comprare l’assicurazione o prenotare l’hotel. </p>



<p><em><strong>Food &amp; water precautions</strong></em> (attenzione ad acqua e cibo), <strong>protezione da zanzare</strong> in aree dove circolano dengue o chikungunya, e una <strong>copertura assicurativa</strong> sensata: sono le tre cose che i documenti istituzionali ripetono perché, statisticamente, sono quelle che evitano più problemi. Ogni grande evento recente ha avuto il suo “<strong>fantasma sanitario</strong>”. </p>



<p>Nel 2016, per Rio, l’attenzione globale era su <strong>Zika</strong>: l’Oms arrivò a pubblicare raccomandazioni specifiche, spiegando che cancellare o spostare l’evento non avrebbe cambiato la diffusione internazionale quanto, invece, seguire le misure di prevenzione individuale. Nel 2021 Tokyo è diventata l’immagine simbolo dell’era <strong>Covid</strong>, con decisioni ufficiali che hanno portato a gare senza pubblico in molte sedi. </p>



<p>Il Mondiale 2026 si gioca in un mondo che ha imparato a caro prezzo una cosa: la salute non è un dettaglio logistico, è parte dell’esperienza. Sì, è vero: l’idea di “vaccini e virus” stona con la fantasia romantica del viaggio mondiale, quella fatta di sciarpe, notti lunghe e nuove amicizie. </p>



<p>Ma è proprio lì che si nasconde la <strong>trappola</strong>. Perché un controllo vaccinale oggi, fatto con calma, può significare una cosa molto concreta domani: non passare il Mondiale chiusi in una stanza, non trasformare un volo intercontinentale in un corridoio di contagi, non riportare a casa un problema che non riguarda soltanto voi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507505" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html">Avvisate la Fifa: ecco i “fantasmi sanitari” del Mondiale di calcio 2026</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;derby per la Groenlandia&#8221; e non solo: Milano-Cortina, le prime Olimpiadi di una nuova era</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-derby-per-la-groenlandia-e-non-solo-milano-cortina-le-prime-olimpiadi-di-una-nuova-era.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si tratta delle prime Olimpiadi dove tradizionali alleati politici si sfideranno dopo mesi di inedite tensioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126135953852_4b29466b34f70624f3a662cc857751a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni Olimpiade riflette i cambiamenti politici della propria era. Quando, ad esempio, a <strong>Barcellona nel 1992</strong> è andata in scena la parata degli atleti, sono state notate nuove bandiere. Alcune erano senza stella socialista, altre non indicavano più un Paese ma una comunità di Stati provvisoriamente unita in un&#8217;unica delegazione. Due invece erano del tutto sparite: non c&#8217;era infatti più alcun vessillo rosso con falce e martello, così come non si notava più una delle due bandiere tedesche. All&#8217;epoca tutto questo è stato visto come<strong> il primo simbolo palese della nascita di un nuovo mondo</strong>. Quelle disputate in terra spagnola infatti,<strong> sono state le prime Olimpiadi post guerra fredda e post Urss. </strong></p>



<p>A Milano, fra pochi giorni, forse si noteranno meno cambiamenti e le bandiere saranno grossomodo le stesse viste nelle ultime Olimpiadi. <strong>Ma non mancheranno segnali capaci di riflettere i tanti cambiamenti degli ultimi mesi</strong>. Cambiamenti riconducibili, soprattutto, alla<strong> fine di storiche e tradizionali alleanze interne al mondo occidentale. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa vs Alleati</h2>



<p>Le Olimpiadi italiane saranno le prime dove, per la prima volta, <strong>Usa e Canada si guarderanno con un certo sospetto</strong>. Così come, allo stesso modo, saranno le prime dove <strong>tra statunitensi e danesi potrebbero sorgere non poche recriminazioni</strong>. Uno degli elementi più caratteristici del primo anno dell&#8217;amministrazione Trump 2.0, ha del resto riguardato l&#8217;allontanamento tra Usa e Ue e tra Usa e Canada. <strong>Oggi l&#8217;anti Trump a livello internazionale è rappresentato dal primo ministro canadese, Mark Carney</strong>. Il quale nel recente forum di Davos<a href="https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html"> ha parlato espressamente della &#8220;fine del mondo per come lo conosciamo&#8221;</a>. Il tutto, dopo aver governato nell&#8217;ultimo anno con la scure di nuovi dazi imposti tra Trump o delle provocazioni, avanzate dallo stesso presidente Usa, volte a considerare il Canada come 51esimo Stato.</p>



<p>Tutto questo sta già avendo implicazioni alle Olimpiadi. Se ne sono accorti gli appassionati di <strong>skeleton</strong>, la disciplina dove l&#8217;atleta corre in posizione prona sullo slittino.<a href="https://nationalpost.com/news/canada/u-s-skeleton-racer-canadian-coach-manipulation-olympic-wildcard"> La federazione Usa ha accusato quella canadese di aver fatto ritirare le proprie atlete </a>per non far qualificare, all&#8217;imminente torneo olimpico, <strong>Katie Uhlaender</strong>. Ossia una delle atlete statunitensi più in vista. I tornei pre-olimpici infatti, assegnano punti in base al numero di partecipanti alle gare. Il ritiro delle canadesi, ha quindi vanificato la vittoria di Uhlaender nell&#8217;ultima gara di Lake Placid. Sui social,<strong> è partito un inedito scontro tra tifosi statunitensi e canadesi.</strong> Con la diretta interessata che ha anche interpellato della questione il <strong>vice presidente J.D. Vance</strong>. L&#8217;episodio testimonia come, alle prossime Olimpiadi, ogni incontro tra Usa e Canada non sarà affatto amichevole.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Katie Uhlaender Appeals to VP J.D. Vance After Missing Historic Milano CortinaOlympic Games Chance <a href="https://t.co/iS7X6FgBHx">https://t.co/iS7X6FgBHx</a> via <a href="https://twitter.com/ES_sportsnews?ref_src=twsrc%5Etfw">@es_sportsnews</a></p>&mdash; Katie Uhlaender (@KatieU11) <a href="https://twitter.com/KatieU11/status/2015416263904780744?ref_src=twsrc%5Etfw">January 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Adesso Usa-Danimarca è diventato un derby</h2>



<p>L&#8217;attenzione più importante tuttavia riguarderà la <strong>sfida di hockey su ghiaccio tra le nazionali maschili di Usa e Danimarca</strong>, in programma il 14 febbraio all&#8217;interno della nuova Arena Santa Giulia di Milano. Fino a pochi mesi fa, una sfida del genere non avrebbe attratto interesse al di fuori da quello sportivo. Ma il torneo olimpico irrompe all&#8217;indomani della<strong> crisi legata alla sovranità sulla Groenlandia</strong>, rivendicata più volte da Trump. Con tanto di profondo e inedito<strong> strappo tra Washington e Copenaghen e, più in generale, tra Usa e Ue. </strong></p>



<p>La sfida sta già richiamando l&#8217;attenzione dei media internazionali, tanto da parlare già di &#8220;<strong>Derby per la Groenlandia</strong>&#8220;. E questo, di per sé, rappresenta una novità. Ai mondiali o alle Olimpiadi, sono stati tradizionalmente gli incroci tra conclamati Paesi avversari ad assumere forti significati politici. Come per la partita ai mondiali di calcio di Francia 98 tra Usa e Iran. Oppure come, rimanendo in tema di Olimpiadi invernali, per i tanti incroci tra Usa e Urss nell&#8217;hockey durante la guerra fredda. Per la prima volta, <strong>l&#8217;interesse geopolitico cadrà per una sfida tra alleati.</strong> Un riflesso, per l&#8217;appunto, se non di una nuova era quantomeno di una realtà attuale profondamente diversa dal recentissimo passato. </p>
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		<title>Dalle Olimpiadi al cartello della cocaina: la doppia vita di Ryan James Wedding</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dalle-olimpiadi-al-cartello-della-cocaina-la-doppia-vita-di-ryan-james-wedding.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 05:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1035" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg 1035w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></p>
<p>Wedding, ex snowboarder canadese oggi è indicato dalle autorità statunitensi come uno dei principali vertici del narcotraffico nordamericano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1035" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg 1035w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></p>
<p>La parabola di <strong>Ryan James Wedding</strong> è una delle più disturbanti e simboliche del nostro tempo. Un racconto che attraversa sport, denaro, potere e criminalità globale, mostrando come il confine tra celebrità e clandestinità possa dissolversi con inquietante rapidità. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://npr.brightspotcdn.com/dims3/default/strip/false/crop/1630x1082+0+0/resize/1100/quality/50/format/png/?url=http%3A%2F%2Fnpr-brightspot.s3.amazonaws.com%2Fe7%2Fd5%2F71c8f3374c038c933a2127ba90be%2Fscreenshot-2024-10-18-at-9-18-50-am.png" alt="" style="width:542px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Wedding, <strong>ex snowboarder canadese</strong> che nel 2002 ha gareggiato alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City, oggi è indicato dalle autorità statunitensi come uno dei principali vertici di una vasta organizzazione di <strong>narcotraffico</strong> nordamericano. È latitante. È armato e considerato estremamente pericoloso. È inserito nella lista dei dieci criminali più ricercati al mondo dall’<strong>Federal Bureau of Investigation</strong>, con una ricompensa che ha raggiunto i <strong>15 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Non c’è nulla di simbolico in questa cifra: è il segnale che lo Stato considera Wedding una priorità assoluta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="FBI says former Olympian Ryan Wedding is wanted in connection with drug ring" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/mwribSifqF0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_mwribSifqF0");</script>
</div></figure>



<p>All’inizio degli anni Duemila è un atleta. Fa parte della nazionale canadese di <strong>snowboard</strong>, disciplina allora giovane ma già capace di attirare sponsor, pubblico e visibilità. A <strong>Salt Lake City</strong>, nel 2002, partecipa allo slalom gigante parallelo. Non vince, non sale sul podio, ma entra comunque in quella ristretta categoria di sportivi che possono definirsi “olimpici”. Dopo i Giochi, la sua carriera agonistica si spegne senza clamore. Non ci sono scandali pubblici, né grandi successi post-olimpici. <strong>Wedding scompare progressivamente dal radar mediatico.</strong> È un’uscita silenziosa, come quella di molti atleti che, terminata la parentesi sportiva, devono reinventarsi una vita.</p>



<p>È qui che, secondo le ricostruzioni delle autorità, comincia un’altra storia, quella de &#8220;El Jefe&#8221;, &#8220;Giant&#8221;, &#8220;Public Enemy&#8221;, &#8220;James Conrad King&#8221; e &#8220;Jesse King&#8221;, tutti i suoi alias.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fbi.gov/wanted/topten/ryan-james-wedding/weddingsummer2025.jpg/@@images/image/large" alt="" style="width:325px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Negli atti federali statunitensi, il nome di Wedding ricompare anni dopo, in un contesto radicalmente diverso. Non più piste innevate, ma rotte del narcotraffico. Secondo le accuse, Wedding avrebbe contribuito a costruire e poi guidato una <strong>organizzazione criminale transnazionale</strong> capace di <strong>importare cocaina</strong> dalla <strong>Colombia</strong>, farla transitare attraverso il<strong> Messico</strong>, stoccarla negli <strong>Stati Uniti </strong>– in particolare nell’area della <strong>California</strong> meridionale – e infine distribuirla in <strong>Canada</strong> e in altri mercati nordamericani.</p>



<p>Non si tratterebbe di traffico episodico. I documenti parlano di una struttura stabile, con <em>stash houses</em>, corrieri dedicati, camion a lungo raggio, intermediari fidati e un sistema finanziario pensato per ripulire i proventi. Un’operazione industriale, più che artigianale. <strong>Un cartello, nel senso moderno del termine</strong>.</p>



<p>Le imputazioni federali collegano l’organizzazione attribuita a Wedding a una serie di <strong>omicidi e tentati omicidi</strong> legati alla gestione dei carichi, ai debiti di droga e alla disciplina interna. In <strong>Ontario</strong>, tra il 2023 e il 2024, vengono documentati episodi sanguinosi: un attacco armato che provoca due morti come ritorsione per un carico rubato; un altro omicidio collegato a un debito non saldato; ulteriori episodi che rientrano nello stesso schema.</p>



<p>Nel 2024 arrivano le <strong>prime incriminazioni pubbliche</strong>. Wedding e il suo presunto luogotenente <strong>Andrew Clark</strong> vengono accusati formalmente negli Stati Uniti. Clark, arrestato lo scorso ottobre dalle autorità messicane, era tra i 29 fuggitivi che il Procuratore Generale <strong>Pam Bondi</strong> ha annunciato essere arrivati ​​negli Stati Uniti dal Messico la scorsa settimana. Poco dopo, un’ulteriore incriminazione estende il quadro a <strong>16 imputati</strong>, descrivendo una rete che avrebbe movimentato enormi quantità di cocaina e sarebbe responsabile di almeno quattro omicidi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bloximages.chicago2.vip.townnews.com/thestar.com/content/tncms/assets/v3/editorial/a/ab/aab94768-356b-532a-a747-22a629f541b6/6893c5d89b315.image.jpg?resize=712%2C500" alt=""/></figure>



<p>Nel settembre 2024, un gran giurì federale di Los Angeles emette un <strong>atto di accusa sostitutivo</strong>, nominando altri 14 imputati e includendo, tra gli altri capi d&#8217;imputazione, un&#8217;accusa di tentato omicidio contro Wedding e Clark. L&#8217;atto di accusa sostitutivo sostiene che Wedding, Clark e altri abbiano cospirato per spedire grandi quantità di cocaina – del peso di centinaia di chilogrammi – dalla California meridionale al Canada attraverso una rete di trasporto di droga con sede in Canada gestita da Hardeep Ratte, 46 anni, dell&#8217;Ontario, Canada, e Gurpreet Singh, 31 anni, dell&#8217;Ontario, Canada, da circa gennaio 2024 ad agosto 2024. Le spedizioni di cocaina sono state trasportate dal Messico all&#8217;area di Los Angeles, dove i loro complici hanno immagazzinato la cocaina in depositi, prima di consegnarla ai corrieri della rete di trasporto per la consegna in Canada tramite autoarticolati a lungo raggio.</p>



<p>Ma il capitolo più inquietante arriva nel 2025.</p>



<p>A gennaio, a Medellín, in <strong>Colombia</strong>, <strong>viene ucciso un testimone federale</strong>. Le autorità statunitensi sostengono che l’omicidio sia stato ordinato per impedire la cooperazione giudiziaria. È a questo punto che l’indagine assume definitivamente una dimensione globale. Nel marzo 2025, Wedding viene inserito nella lista dei <strong><em>Ten Most Wanted</em></strong>. La caccia all’uomo diventa ufficialmente una priorità internazionale. Alla ricerca partecipano, oltre all’FBI, la Drug Enforcement Administration, la polizia federale canadese (RCMP) e altri partner internazionali.</p>



<p>A novembre 2025 arriva un nuovo snodo cruciale: dieci arresti collegati all’indagine, nuove imputazioni per omicidio e intimidazione dei testimoni, e un <strong>pacchetto di sanzioni economiche</strong> emesse dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Le misure colpiscono Wedding e presunti facilitatori, descrivendo un sistema di protezione, riciclaggio e supporto logistico che includerebbe anche l’uso di <strong>criptovalute</strong>. La ricompensa sale a 15 milioni di dollari.</p>



<p>Dove sia oggi Ryan James Wedding, nessuno lo sa con certezza. Le autorità ritengono che si trovi in <strong>Messico</strong> protetto dal <strong>cartello dei Sinaloa</strong>, ma si tratta di valutazioni investigative. Il dato certo è un altro: è latitante da anni, e lo è abbastanza bene da aver evitato arresti, controlli di frontiera e tradimenti interni.</p>
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		<title>Il Canada predica bene ma razzola male: 390 spedizioni per le campagne militari di israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politics/il-canada-predica-bene-ma-razzola-male-390-spedizioni-per-le-campagne-militari-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 17:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="canada" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il governo canadese si mostra sensibile alle sofferenze palestinesi ma intanto continua a fornire armamenti a Israele. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="414" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="canada" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/canada-e1754070751670-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Da mesi il Canada sbandiera il proprio impegno a favore della pace e della legalità internazionale. <strong>Dopo l’escalation a Gaza iniziata nell’ottobre 2023</strong>, il Governo di <strong>Justin Trudeau</strong> aveva annunciato il blocco dei nuovi permessi di esportazione di armi verso Israele. Una decisione apparsa come segnale politico, dettato anche dalla crescente pressione interna di un’opinione pubblica sempre più critica. Ma la realtà è ben diversa.</p>



<p>Ma secondo un rapporto pubblicato da <em>Palestinian Youth Movement</em>, <em>World Beyond War</em> e <em>Arms Embargo Now</em>, <strong>non solo le forniture militari dal Canada a Israele non si sono mai fermate, ma si sarebbero persino intensificate.</strong> Le spedizioni sono avvenute tramite permessi pregressi o addirittura attraverso triangolazioni con gli Stati Uniti, sfruttando scappatoie legali che consentono di eludere i divieti ufficiali.</p>



<p>Il documento parla chiaro: <strong>oltre 390 spedizioni da 21 produttori in sei città canadesi</strong>, per un totale di centinaia di migliaia di proiettili, componenti per jet F-35, radar, sensori e tecnologie dual use come antenne GPS. I beneficiari? Le principali industrie militari israeliane, da Elbit Systems a Snunit Aviation.</p>



<p>I tre principali fornitori canadesi – Stelia, CMC e Nexeya – <strong>producono componenti vitali per il caccia F-35</strong>, considerato l’asset strategico dell’aviazione israeliana. Secondo il rapporto, ogni F-35 impiegato da Israele contiene almeno 2,1 milioni di dollari in componenti realizzati in Canada. Senza queste forniture, gran parte della flotta aerea israeliana sarebbe tecnicamente compromessa. Il 13 luglio 2024, uno di questi caccia è stato impiegato per bombardare Al-Mawasi, zona designata come “area sicura” nella Striscia di Gaza: 90 morti e oltre 300 feriti. Un raid che coinvolge anche responsabilità indirette, ma concrete, dei Paesi produttori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria e politica, un cortocircuito pericoloso</h2>



<p>Il cuore della questione è il sistema di autorizzazione canadese: i permessi, firmati dal ministro degli Esteri, restano validi anche dopo il mutamento del contesto bellico, permettendo la prosecuzione degli scambi. <strong>In almeno 67 casi, componenti militari sono stati trasportati su voli passeggeri</strong> – Lufthansa, Air Canada, Air France – trasformando rotte civili in corridoi bellici.</p>



<p>Oltre alla responsabilità morale e politica, si apre così un problema legale: il Canada, firmatario del Trattato sul commercio delle armi (ATT), è vincolato a interrompere le esportazioni verso Paesi coinvolti in gravi violazioni del diritto internazionale. La Corte Penale Internazionale ha avviato indagini sul comportamento israeliano a Gaza. Continuare a fornire armamenti significa esporsi a future contestazioni giuridiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica delle armi e diplomazia selettiva</h2>



<p>Il Canada, membro del G7 e tra i principali partner della NATO, coltiva l’immagine di “potenza gentile”. Ma il suo ruolo nel sostegno all’industria militare israeliana racconta un’altra storia: quella di <strong>un Paese che antepone l’interesse industriale alla coerenza diplomatica.</strong> Il rapporto non si limita a denunciare. Chiede un embargo totale, la revoca immediata di tutti i permessi attivi, la chiusura delle triangolazioni USA, il blocco delle tecnologie a doppio uso e lo stop agli acquisti di armamenti testati in battaglia contro i civili palestinesi.</p>



<p>In un mondo che invoca regole comuni, la forza della verità risiede nella trasparenza. E oggi quella trasparenza impone al Canada – e a tutti gli attori simili – di scegliere: legalità o complicità.</p>
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		<title>Gnl, il Canada di Carney pensa in grande e mira a sfidare gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gnl-il-canada-di-carney-pensa-in-grande-e-mira-a-sfidare-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 15:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070615203685_7dedc1055d7502c8dcaddbc95e0e50dc-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mark Carney pensa in grande per il Canada e dopo aver risposto pragmaticamente agli Usa e alla loro offensiva commerciale ora mira a rendere Ottawa competitiva con Washington anche nel campo della corsa al mercato energetico mondiale, soprattutto sul gas naturale liquefatto (Gnl) nel cui export gli States sono leader mondiali. Parte la corsa del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/gnl-il-canada-di-carney-pensa-in-grande-e-mira-a-sfidare-gli-usa.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Mark Carney</strong> pensa in grande per il Canada e dopo aver <a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/i-dazi-di-trump-il-piu-grande-shock-commerciale-della-storia-e-lincertezza-globale.html">risposto pragmaticamente agli Usa e alla loro offensiva commerciale </a>ora mira a rendere Ottawa competitiva con Washington anche nel campo della corsa al mercato energetico mondiale, soprattutto sul <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html">gas naturale liquefatto</a> (Gnl)</strong> nel cui export gli States sono leader mondiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parte la corsa del Canada al Gnl</h2>



<p>Il 2 luglio la britannica Shell è divenuta la prima compagnia a inviare una nave cargo contenente Gnl verso l&#8217;Asia partendo dalla costa pacifica del Canada, per la precisione da Kitimat, British Columbia, terminal entrato in vigore come più ampio e vasto del Paese nordamericano con cui Ottawa mira a esportare 14 milioni di tonnellate di Gnl l&#8217;anno a pieno regime sfidando i produttori a stelle e strisce negli assetati mercati asiatici. </p>



<p>Kitimat è il primo impianto per l&#8217;esportazione di oro blu liquefatto via nave con cui il Canada entra nel mercato globale, e dopo vent&#8217;anni di discussioni e almeno quindici progetti non portati a buon fine non sarà l&#8217;ultimo. <strong>E in generale sul fronte energetico Carney</strong>, reduce della vittoria elettorale, mira a rilanciare Ottawa come attore autonomo e in grado di disaccoppiare il proprio mercato energetico da quello statunitense. &#8220;Il Canada è uno dei primi cinque produttori mondiali sia di gas naturale che di petrolio, ma i governi che si sono succeduti non sono riusciti a costruire infrastrutture sufficienti per consentire alle aziende di esportare idrocarburi nel mondo&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/25f55d1e-e084-4b36-a90c-93e66a63ba77">nota il Financial Times.</a></p>



<p>Per la precisione, Ottawa produce <a href="https://www.eia.gov/international/data/world/petroleum-and-other-liquids/annual-petroleum-and-other-liquids-production?pd=5&amp;p=00000000000000000000000000000000002&amp;u=0&amp;f=M&amp;v=mapbubble&amp;a=-&amp;i=none&amp;vo=value&amp;vb=173&amp;t=C&amp;g=00000000000000000000000000000000000000000000000001&amp;l=249-ruvvvvvfvtvnvv1vrvvvvfvvvvvvfvvvou20evvvvvvvvvvnvvvs0008&amp;s=1701388800000&amp;e=1701388800000&amp;ev=true">5,5 milioni di barili di petrolio al giorno (quarto al mondo)</a> e quasi 180 milioni di tonnellate di gas naturale (quinto al mondo), ma come nota il Ft &#8220;oltre il 90% del petrolio e del gas esportati dal Canada fluisce a sud del confine, dove viene venduto a un prezzo scontato rispetto ai prodotti americani, poiché gli Stati Uniti possono più facilmente spedire la propria produzione a clienti europei e asiatici, che pagano di più&#8221; e molto spesso <strong>ottengono extraprofitti</strong> riutilizzando l&#8217;import dal Canada per le loro spedizioni. Carney intende porre fine a tutto ciò: il Partito Liberale ha una <strong>grande aspettativa per un&#8217;agenda di disaccoppiamento graduale</strong> dai colli di bottiglia che plasmano la dipendenza del Paese dal suo maggior alleato e Carney intende andare fino in fondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disaccoppiamento in marcia</h2>



<p>Il Canada ha oggi allo studio progetti che potrebbero aggiungere <strong>50 milioni di tonnellate</strong> alle esportazioni strategiche di gas naturale liquefatto e, <a href="https://www.cbc.ca/news/canada/calgary/canada-major-lng-player-1.7571405">nota la Cbc</a>, &#8220;la Columbia Britannica e l&#8217;Ontario, hanno entrambi approvato leggi volte ad accelerare i grandi progetti, sebbene non senza <a href="https://www.cbc.ca/player/play/video/9.6809537" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opposizioni</a> . <a href="https://www.cbc.ca/news/canada/calgary/angus-reid-polling-pipelines-1.7455701"><u>I sondaggi</u></a> pubblici suggeriscono che i canadesi stanno diventando più favorevoli all&#8217;idea di nuove infrastrutture, compresi gli oleodotti&#8221; in un contesto in cui un rinnovato patriottismo economico e un&#8217;attenzione alla costruzione nazionale della prosperità, incentivata da una formazione di governo progressista e più scettica verso gli Usa di quanto lo sia mai stata in passato. E cavalca ogni possibilità per il disaccoppiamento dagli Usa, anche a costo di far andare temporaneamente in secondo piano priorità come la transizione ambientale che ha giustificato l&#8217;opposizione ai mega-progetti energetici.</p>



<p><a href="https://rbnenergy.com/as-lng-opens-new-markets-for-canadian-natural-gas-reliance-on-u-s-to-decline-analyst"><strong>Martin King</strong>, direttore dell&#8217;analisi del mercato energetico nordamericano di <strong>RBN Energy</strong></a>, ha dichiarato che l&#8217;obiettivo canadese dev&#8217;essere quello di ridurre del 25%, da 8 a 6 milioni di metri cubi l&#8217;anno, l&#8217;export verso Washington di gas naturale, per riversarlo cercando spazio su altri mercati e evitando che siano gli Usa a vincolare eccessivamente il Canada con la loro prevalenza nell&#8217;export del Paese loro confinante. Probabilmente l&#8217;offensiva di Donald Trump sul fronte commerciale sarà una politica contingente. Ma Carney vuole una soluzione strutturale e non presentare il Canada come un fratello minore. Sul piano energetico, almeno, la rotta sembra tracciata.</p>



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		<title>Verso il G7 canadese: il direttorio dell&#8217;Occidente alla prova delle incertezze del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/verso-il-g7-canadese-il-direttorio-delloccidente-alla-prova-delle-incertezze-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 07:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>L'asse franco-tedesco, la politica verso l'Ucraina e la Russia, il Sud Globale, gli Usa di Trump... Verso il complicatissimo G7 canadese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02.jpg 500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/G7_Summit_2024_-_Family_photo_-_02-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Cooperazione e competizione in un mondo frammentato: si avvicina il <strong>G7 canadese di Kananaskis, Alberta</strong>, e sarà interessante osservare come i grandi temi all&#8217;ordine del giorno dell&#8217;agenda dei leader dell&#8217;Occidente <strong>sapranno produrre decisioni concrete</strong> e presentare una rinnovata unità in tempi difficili. Sarà, inoltre, un crash test importante per diversi <strong>leader ambiziosi</strong> chiamati al loro debutto in un agone di questo livello, a partire dal padrone di casa, il premier canadese <strong>Mark Carney</strong>, e del <a href="https://it.insideover.com/guerra/friedrich-merz-niente-piu-restrizioni-alle-armi-a-lungo-raggio-per-kiev-per-attaccare-la-russia.html">cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong>.</a> Gli occhi saranno, ovviamente, però tutti su <strong>Donald Trump,</strong> che fa il suo ritorno al summit sei anni dopo l&#8217;ultima presenza, nel 2019 (l&#8217;edizione 2020, ultima del suo primo mandato, fu annullata per il Covid-19).</p>



<p>Esiste ancora una sinergia transatlantica? Sarà questa la domanda chiave del vertice che il 16 e 17 giugno riunirà i leader delle grandi democrazie industriali del pianeta. Oltre a Merz e Carney, saranno debuttanti anche <strong>Shigeru Ishiba, premier giapponese, e Keir Starmer</strong>, primo ministro britannico, mentre oltre a Trump i volti noti sono il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> e la presidente del Consiglio italiana <strong>Giorgia Meloni</strong>, padrona di casa a Fasano nel 2024. Ucraina, dazi, cooperazione in campi come l&#8217;intelligenza artificiale, rapporti con Russia e Cina, guerra di Gaza, riarmo, multilateralismo: su tutti questi temi la partnership tra Europa, America e Giappone va <strong>valutata a tutto campo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La prova di Trump al G7</h2>



<p>Al G7 Trump testerà la volontà degli alleati ad adeguarsi alle linee politiche della sua presidenza, dalla nuova architettura commerciale al rinnovato unilateralismo americano. Ma troverà anche, su decisione di Carney, diversi interlocutori esterni invitati e decisamente impegnativi, perché latori di istanze che certamente faranno pesare davanti a Washington. </p>



<p>Ci sarà il <strong>presidente ucraino Volodymyr Zelensky</strong>, che chiede certezze sul sostegno a Kiev, ma non mancherà nemmeno il <strong>presidente sudafricano Cyril Ramaphosa,</strong> reduce del braccio di ferro sul presunto &#8220;genocidio dei bianchi&#8221; (non provato nei fatti) di cui Trump l&#8217;ha accusato nel corso della visita alla Casa Bianca. Ed è stato invitato anche il <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-servizi-del-brasile-di-bolsonaro-spiavano-il-paraguay-e-adesso-lula-deve-litigare-per-lenergia.html"><strong>presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva</strong>, che porterà la voce del Sud Globale</a> su fronti come la <strong>guerra di Gaza</strong> e il commercio multilaterale, radicalmente opposta a quella di Trump.</p>



<p>Al contempo, si testerà la tenuta di nuovi accordi paralleli con cui gli <strong>alleati degli Usa intendono costruire assi potenzialmente in grado di sopperire a un disimpegno securitario</strong> di Washington. Uno di questi è il rinnovato formato di partnership dell&#8217;Anglosfera: Canada, Regno Unito e Australia, il cui premier Anthony Albanese è stato a sua volta invitato, condividono la linea sul tema del consolidamento del patto d&#8217;intelligence Five Eyes, del sostegno all&#8217;Ucraina, del commercio aperto. Londra ha concluso un accordo di libero scambio con Washington, e anche i due leader progressisti di Ottawa e Canberra, eletti anche grazie alla ripulsione dell&#8217;effetto-Trump nei rispettivi Paesi, mirano a cercare un modus vivendi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide europee</h2>



<p>Si potrà dire lo stesso dell&#8217;Europa? <strong>Merz e Macron</strong>, in quest&#8217;ottica, hanno ambizioni strategiche importanti e sono i più distanti dalla linea Usa. <strong>L&#8217;asse franco-tedesco vuole armare con forza l&#8217;Ucraina contro la Russia</strong> e rafforzare le sanzioni laddove Trump perora da tempo la rapida fine della guerra; vuole strutturare il riarmo europeo su basi continentali rendendo la difesa sempre più autonoma dagli Usa; perora una politica tecnologica fondata sulla governance dell&#8217;innovazione per contenere i giganti americani; spinge per un superamento delle politiche commerciali daziarie.</p>



<p>La questione securitaria è trasversale. <a href="https://it.insideover.com/difesa/meno-usa-e-piu-europa-giappone-e-canada-cambiano-strategia-per-la-difesa.html">Ottawa, assieme al Giappone,</a> pensa addirittura all&#8217;acquisto di armi europee in caso di disimpegno americano. In mezzo, in posizione difficile, c&#8217;è l&#8217;Italia che si trova amica di tutti e alleata di nessuno: <strong>Giorgia Meloni rivendica l&#8217;intesa personale con Trump,</strong> lavora da pontiera tra Europa e Usa, continua la sua &#8220;relazione speciale&#8221; con Londra e plasma un rapporto attivo con l&#8217;asse franco-tedesco rispetto a cui, però, Roma appare ostentatamente un &#8220;numero tre&#8221; in Europa. <strong>Il G7, insomma, si avvicina coi leader in ordine sparso. Dalla volontà di mandare un messaggio unitario</strong> si determinerà il successo o meno del summit. Ma all&#8217;ombra delle Montagne Rocciose un dato di fatto è chiaro: bisognerà parlare di accordi concreti e con realismo. Il mondo è troppo complesso per incentivarne l&#8217;ulteriore disunione. Ai decisori del G7 il compito di far fronte a questa sfida.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/verso-il-g7-canadese-il-direttorio-delloccidente-alla-prova-delle-incertezze-del-mondo.html">Verso il G7 canadese: il direttorio dell&#8217;Occidente alla prova delle incertezze del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Meno Usa e più Europa: Giappone e Canada cambiano strategia per la Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/meno-usa-e-piu-europa-giappone-e-canada-cambiano-strategia-per-la-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 23:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Canada" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Giappone e Canada hanno un obiettivo: ridurre la dipendenza dagli armamenti Usa. E per farlo guardano all'Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/meno-usa-e-piu-europa-giappone-e-canada-cambiano-strategia-per-la-difesa.html">Meno Usa e più Europa: Giappone e Canada cambiano strategia per la Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Canada" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/canada-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Giappone e Canada hanno un obiettivo: ridurre la loro <strong>dipendenza dagli armamenti americani</strong>. E per farlo oltre alle imprese nazionali guardano all&#8217;<strong>Europa che sta sdoganando una nuova corsa agli investimenti militari</strong> per creare nuove sinergie produttive e rimpinguare i propri arsenali. Due eventi sembrano confermarlo. </p>



<p>Da un lato, nelle scorse settimane la più grande edizione di sempre della fiera dell&#8217;industria militare nipponica di Makuhari, vicino a Tokyo, ha visto un&#8217;ampia partecipazione di aziende europee, 128 su 471 espositori provenienti da 33 Stati. Tokyo partecipa al <strong>programma </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-col-caccia-di-sesta-generazione-litalia-e-unavanguardia-globale.html"><strong>Global Combat Air Program (Gcap)</strong> con <strong>Regno Unito e Italia, eccellenza tecnologica globale</strong></a> nella corsa al <strong>caccia di sesta generazione</strong> che vede alleate Leonardo, la britannica Bae e la nipponica Mitsubishi Heavy Industries.</p>



<p>Il Gcap è l&#8217;emblema di una cooperazione che il Giappone cavalca da quando, ricorda il Financial Times, &#8220;ha annunciato l&#8217;intenzione di&nbsp;<a href="https://www.ft.com/content/d3742cf6-6f55-4686-89fd-3cbbd3a6ffeb">aumentare la spesa per la difesa</a>&nbsp;al 2% del PIL entro il 2027&#8243;, in un contesto in cui &#8220;il mercato interno degli armamenti è cambiato radicalmente in seguito all&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;Ucraina da parte della Russia nel 2022&#8221;, che ha spinto Tokyo a una maggiora proiezione globale.</p>



<p>Dall&#8217;altro, nella giornata del 27 maggio il primo ministro canadese <strong><a href="https://www.cbc.ca/news/politics/rearm-europe-deal-canada-carney-interview-1.7545303">Mark Carney</a></strong> ha dichiarato che Ottawa è interessata a partecipare come appaltatore e finanziatore al <strong>programma ReArm Europe</strong>, presentando al programma <em><u><a href="https://gem.cbc.ca/power-politics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Power &amp; Politics</a></u></em><a href="https://gem.cbc.ca/power-politics" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> dell&#8217;emittente nazionale CBC</a> un&#8217;agenda che potrebbe vedere lo Stato nordamericano unirsi al progetto della Commissione Ue per ridefinire uno scenario che ad oggi, dichiara Carney, vede il Paese tre quarti del suo budget per la difesa negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scettici sullo scudo spaziale di Trump</h2>



<p>Il Canada intende <strong>legarsi con maggior forza ai partner dell&#8217;Anglosfera</strong> del gruppo Five Eyes e al contempo consolidare una nuova <strong>partnership transatlantica</strong> con l&#8217;Ue, e questo spiega la <strong>reticenza con cui Ottawa</strong> si muove sull&#8217;annunciato scudo spaziale Golden Dome annunciato da Donald Trump e per l&#8217;adesione al quale del Canada Washington ha aperto serrate trattative. </p>



<p>&#8220;L&#8217;industria militare canadese, relativamente piccola, è stata utilizzata per produrre equipaggiamenti canadesi, ma è anche stata un&#8217;appaltatrice abituale per la costruzione di equipaggiamenti o componenti militari americani&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2025/03/19/world/canada/canada-eu-military-industry-trump.html">nota il New York Times</a>, aggiungendo che &#8220;le fabbriche canadesi sparse in tutto il paese producono munizioni, carri armati, aerei, sistemi di difesa tecnologici e navi militari&#8221; e potrebbero essere <strong>riconvertite a filiere comuni con l&#8217;Europa</strong>.</p>



<p>Parliamo di due fronti politici in cui il mutato clima securitario globale e le <strong>crescenti incertezze geopolitiche sul rapporto tra alleati occidentali</strong> può aprire un inatteso spazio all&#8217;Europa e alla sua industria militare finanziata da crescenti investimenti e appalti. Ottawa, Tokyo e l&#8217;Europa saranno il nuovo triangolo securitario dell&#8217;Occidente? Se oltre progetti come il Gcap e annunci come quello di Carney si arriverà a accordi concreti e sinergie industriali, le ricadute saranno a tutto campo: economiche, industriali, commerciali e, soprattutto, securitarie. Con buona pace di Washington.</p>



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