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Ue-Australia, non solo commercio: firmata una partnership geopolitica a tutto campo

Ue-Australia, non solo commercio: una partnership geopolitica a tutto campo. Le prospettive future del partenariato.

L’Unione Europea non si ferma e con la conclusione del patto con l’Australia consolida un percorso avviato nei mesi scorsi con gli accordi commerciali che l’hanno unita prima al Mercosur, il mercato sudamericano guidato dal Brasile, e poi all’India. Accordi, questi, che hanno sia una ricaduta di mercato che una proiezione pienamente geopolitica. Così è il patto concluso a Canberra dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal capo di governo australiano Anthony Albanese, con cui non solo saranno abbattuti circa il 99% dei dazi commerciali ma si aprirà anche a una approfondita partnership strategica e securitaria.

Il culmine di un lungo percorso

La fase dell’iper-globalizzazione competitiva oggi vissuta dal sistema-mondo ha accelerato la conclusione di un accordo cercato tra il 2018 e il 2023, prima che si chiudessero i colloqui bilaterali, e rilanciato nell’ultimo anno. I dazi statunitensi e l’incertezza securitaria dettata dalle nuove linee geopolitiche dell’amministrazione di Donald Trump hanno fatto il resto. E l’intesa Ue-Australia non è solo questione di libero scambio. Albanese e Von der Leyen, infatti, hanno firmato sia un accordo di libero scambio che un patto di sicurezza e difesa. Dopo aver chiuso i colloqui sui prodotti agricoli, Bruxelles e Canberra hanno sviluppato un vero e proprio partenariato.

Il Paese oceanico potrà partecipare ai fondi di Horizon Eu da 95,5 miliardi di euro e ai piani da 150 miliardi di euro per finanziare tramite agevolazioni e prestiti il riarmo europeo. Albanese ha vantato potenziali ritorni positivi da 6 miliardi di dollari l’anno per l’economia australiana, Von der Leyen prospettato che l’export europeo verso il partner si alzerà di un terzo a 17,7 miliardi di euro l’anno entro il 2036. Dopo il Regno Unito, l’India e gli Emirati Arabi Uniti, anche per l’Australia questo accordo commerciale espande il raggio d’azione dei partner primari di mercato. E crea le basi per una rinnovata alleanza.

Ue-Australia, un patto tra economia e sicurezza

L’Australian Security Policy Institute scrive che in particolar modo l’accordo di sicurezza “consolida e espande un framework comune sulle forniture militari, le minacce ibride, lo spazio e le tecnologie critiche” e apre la strada tanto a una strategia europea per l’Indo-Pacifico quanto a un posizionamento dell’Australia verso l’Unione Europea in forma ibrida tra quella di Paese membro dell’Alleanza Aukus e Five Eyes su sicurezza marittima e intelligence con i partner dell’anglosfera e quella di partner dell’Occidente in senso di perno per il contenimento dell’assertività cinese come il Giappone e la Corea del Sud oggi. L’Australia è un potenziale polmone d’interscambio tra Occidente e spazio Indo-Pacifico e il suo valore d’uso per l’Europa è notevole.

Canberra e Bruxelles possono saldare la duplice partnership su più binari: il sostegno alla libertà di navigazione e di commercio, il coordinamento per il fronte navale e l’accesso allo spazio, l’appoggio all’Ucraina invasa dalla Federazione Russa, la convergenza geoeconomica. Su quest’ultimo fronte, inoltre, è bene sottolineare che l’Australia può essere un alleato chiave per l’Europa per il piano di consolidamento delle catene del valore dei minerali critici.

L’asse sulle materie prime critiche

“L’Australia è un importante produttore di materie prime, tra cui alluminio,  litio e manganese, asset cruciali per la sicurezza economica dell’UE e la cui domanda è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni”, nota Supply Chain Digital aggiungendo che “in Australia, gli investimenti dell’UE presentano un potenziale di crescita dell’87%, con piani volti a rafforzare le catene di approvvigionamento strategiche”.

Con gli accordi con India e Mercosur l’Europa ha plasmato una rete di oltre 2 miliardi di consumatori in cui i beni comunitari possono muoversi con maggior facilità e senza dazi. Una risposta potente al clima neo-protezionista e competitivo a cui oggi si aggiunge il partenariato con l’Australia, in cui la geopolitica trascina i vantaggi economici. Prove tecniche di strategia mondiale per l’Europa? Ancora presto per dirlo, ma se i dividendi che si trarranno da queste iniziative saranno costruttivi e benefici per economia e sicurezza sarà valsa la pena perseguire, in direzione ostinata e contraria, una rotta alternativa al trend di declino del sistema globalizzato.

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