Cosa è la guerra ibrida?
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La guerra in Ucraina potrebbe evolversi nuovamente e stavolta, un coinvolgimento diretto dell’Occidente potrebbe essere inevitabile. Dopo un weekend estremamente turbolento, nella giornata di oggi, lunedì 26 maggio, il neoeletto cancelliere Friedrich Merz ha fatto una dichiarazione per molti preoccupante: “Non ci sono più restrizioni sulla gamma di armi consegnate all’Ucraina, né dal Regno Unito, né dalla Francia, né da noi. Non ci sono restrizioni nemmeno da parte degli Stati Uniti”. Niente più restrizioni sulle armi a lungo raggio per Kiev, dunque, dove in Merz ha anche aggiunto che in questo modo, “Ora l’Ucraina potrà difendersi, ad esempio, attaccando strutture militari in Russia”. La decisione sarebbe stata presa, in realtà, già da due settimane, in occasione della visita di Merz a Kiev lo scorso 10 maggio, assieme ai leader di Francia, Regno Unito e Polonia e il Presidente ucraino Zelensky. Ma che implicazioni può avere concretamente questa scelta?

“Nessuno può ora rimproverarci di non aver esaurito tutti i mezzi diplomatici a nostra disposizione” ha affermato ancora Merz in proposito, specificando che tutti i futuri colloqui riguardo al rifornimento di armi per Kiev saranno riservati. Che il rifornimento di armi a lungo raggio, venga considerato come “strumento diplomatico” è senza dubbio allarmante, ma ancora più allarmanti potrebbero essere le conseguenze di questa scelta.

Missili che colpiscono a 500 chilometri di distanza e il rischio di un’escalation

Per quanto riguarda la Germania, il predecessore di Merz, l’ex cancelliere Olaf Scholz, aveva imposto un divieto sui missili da crociera Taurus, in grado di colpire obiettivi a una distanza di 500 chilometri. Tuttavia, Merz aveva già annunciato di voler cancellare proprio questo divieto e, le considerazioni di questa mattina, ne danno la conferma a tutti gli effetti. In questo modo, l’Ucraina potrebbe colpire a una distanza di centinaia di chilometri l’entroterra russo, fino alla Capitale Mosca. Un precedente preoccupante dato che Vladimir Putin, così come il suo portavoce Dmitrij Peskov e il ministro degli Esteri Lavrov hanno spesso ripetuto come quest’evoluzione verrebbe considerata come un coinvolgimento diretto dell’Europa nel conflitto russo-ucraino.  “La decisione dell’Europa di revocare il limite per i missili di lunga gittata per le forze armate ucraine è potenzialmente pericolosa, e contrasta con i tentativi di raggiungere un accordo” ha commentato nel pomeriggio Peskov.

Nonostante l’apparente “apertura” del primo colloqui diretto dall’inizio del conflitto, tra le delegazioni russa e ucraina in Turchia lo scorso 15 maggio, nel corso del weekend ci sono stati numerosi momenti di tensione: tra l’attacco su larga scala della Russia, che ha lanciato oltre 250 droni in diverse regioni ucraine, e l’attività delle forze armate ucraine verso la regione di Kursk, in cui sarebbe stato sventato anche un attacco diretto di droni sull’elicottero in cui viaggiava Vladimir Putin, come ha dichiarato il comandante della divisione di difesa aerea russa. Anche Donald Trump, si è detto preoccupato per la situazione, arrivando dire che Vladimir Putin è “impazzito” e Volodymyr Zelensky “causa problemi”. Una situazione in cui è sempre più difficile pensare concretamente ai presupposti per intavolare dei veri negoziati di pace, ma che anzi, potrebbe portare a un’ulteriore escalation, coinvolgendo ora anche l’Europa occidentale. La pace è sempre più lontana.

La guerra in Ucraina è uno degli avvenimenti più drammatici degli ultimi anni, che scuote e lacera l’Europa, creando sempre maggiori fratture. Noi su InsideOver raccontiamo da tempo le numerose e complesse sfaccettature dietro a questo conflitto. Se apprezzi il nostro lavoro, sostienici e abbonati

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