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	<title>vaccini Archives - InsideOver</title>
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	<title>vaccini Archives - InsideOver</title>
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		<title>AstraZeneca tra Londra e Pechino: investimenti per 15 miliardi di dollari in Cina entro il 2030</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[AstraZeneca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roma, presidio vaccini (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-2048x1121.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’investimento di AstraZeneca in Cina non è soltanto una notizia economica: è un indicatore dei nuovi equilibri del potere mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/astrazeneca-tra-londra-e-pechino-investimenti-per-15-miliardi-di-dollari-in-cina-entro-il-2030.html">AstraZeneca tra Londra e Pechino: investimenti per 15 miliardi di dollari in Cina entro il 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Roma, presidio vaccini (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Vaccini-covid-dosi-La-Presse-scaled-e1614162078824-2048x1121.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando <strong><a href="https://www.astrazeneca.com/media-centre/press-releases/2026/astrazeneca-invests-15bn-in-china-through-2030.html">AstraZeneca</a></strong> ha annunciato un piano di investimenti da <strong>15 miliardi di dollari in Cina</strong> entro il 2030, la notizia non ha riguardato soltanto i mercati finanziari o gli equilibri industriali del settore farmaceutico. <strong>Ha toccato un nervo scoperto delle relazioni internazionali </strong>contemporanee: la ridefinizione dei centri di potere scientifico e produttivo in ambito sanitario. La scelta arriva infatti mentre la multinazionale ridimensiona o congela parte dei propri progetti nel <strong>Regno Unito</strong>, segnando una frattura simbolica tra radici storiche europee e nuove traiettorie asiatiche.</p>



<p>Il piano cinese si inserisce in una strategia multilivello che combina ricerca avanzata, produzione su larga scala e integrazione con il sistema sanitario locale. <strong>Pechino non è soltanto un mercato</strong> da centinaia di milioni di potenziali pazienti: <strong>è uno spazio politico </strong>in cui lo Stato ha individuato nelle scienze della vita uno dei pilastri della propria proiezione globale. Negli ultimi dieci anni la leadership cinese ha investito massicciamente in <strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cina-il-boom-biotecnologico-ha-un-problema-le-scimmie-da-laboratorio-costano-troppo.html">biotecnologie</a></strong>, <strong>intelligenza artificiale</strong> applicata alla medicina e infrastrutture cliniche, favorendo la nascita di poli industriali ad alta concentrazione tecnologica come quelli di <strong>Wuxi</strong> e <strong>Taizhou</strong>. In questo contesto, l’arrivo di capitali occidentali rafforza un ecosistema già dinamico e accelera il trasferimento di know-how.</p>



<p>Per AstraZeneca la Cina rappresenta oggi il secondo mercato mondiale per ricavi, con tassi di crescita superiori a quelli europei. L’azienda ha costruito negli anni una rete di collaborazioni con centinaia di <strong>ospedali e centri di ricerca cinesi</strong>, elemento cruciale per condurre studi clinici su vasta scala, soprattutto in ambito oncologico e nelle malattie croniche a elevata incidenza. L’ampiezza della popolazione e la rapidità dei processi autorizzativi consentono di testare e validare nuove terapie in tempi più competitivi rispetto a molte giurisdizioni occidentali. In un settore dove il “<em>time to market</em>” può determinare il successo commerciale di un farmaco, questa variabile pesa enormemente.</p>



<p>Con sede a <strong>Shanghai</strong>, AstraZeneca impiega oltre 17.000 persone in Cina e, dal 2023, ha firmato 16 accordi di licenza globali con 15 partner cinesi. Dal suo ingresso in Cina nel 1993, <strong>AstraZeneca ha introdotto oltre 40 farmaci innovativi, </strong>concentrandosi su aree patologiche come oncologia, malattie respiratorie, cardiovascolari, renali e metaboliche, gastrointestinali, malattie rare, vaccini e immunologia. I farmaci innovativi dell&#8217;azienda hanno beneficiato 68 milioni di pazienti in Cina solo nel 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La competizione globale</h2>



<p>Il raffreddamento di alcuni investimenti nel Regno Unito racconta però un’altra storia. Dopo la <strong>Brexit</strong>, Londra ha cercato di rafforzare il proprio profilo come hub scientifico globale, puntando su università d’eccellenza e su un quadro regolatorio autonomo. Tuttavia, le tensioni legate ai meccanismi di rimborso dei farmaci e ai limiti di spesa del sistema sanitario nazionale hanno creato attriti con le grandi multinazionali. AstraZeneca, che durante la pandemia era diventata un simbolo della capacità britannica di innovazione grazie allo sviluppo del vaccino contro il <strong>Covid-19</strong>, ora invia un messaggio implicito: la competizione globale per attrarre capitali nel settore farmaceutico è sempre più serrata e non lascia spazio a esitazioni politiche.</p>



<p>L’elemento più significativo è che questa scelta si inserisce in una triangolazione strategica che coinvolge anche gli Stati Uniti. Il gruppo ha annunciato investimenti miliardari nel mercato americano, dove politiche industriali mirate e un sistema di venture capital altamente sviluppato continuano a esercitare un forte potere attrattivo. Washington e Pechino, pur in competizione geopolitica, condividono una caratteristica che l’Europa fatica a replicare: <strong>la capacità di mobilitare rapidamente risorse pubbliche e private </strong>per consolidare filiere considerate strategiche. La farmaceutica rientra pienamente in questa categoria, soprattutto dopo che la pandemia ha dimostrato quanto la produzione di vaccini e principi attivi sia un asset di sicurezza nazionale.</p>



<p>La Cina, dal canto suo, non è più soltanto “fabbrica del mondo” per i farmaci generici. Negli ultimi anni ha accelerato sul fronte dell’innovazione proprietaria, registrando <strong>un numero crescente di brevetti</strong> nel campo delle biotecnologie e favorendo la nascita di start-up altamente specializzate. L’ingresso di un colosso europeo con un portafoglio di terapie oncologiche e cardiovascolari consolida questa evoluzione, contribuendo a trasformare il Paese in un centro di produzione di conoscenza, oltre che di manifattura. Ciò implica anche una <strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/dove-si-sperimenta-il-futuro-della-salute-la-nuova-geografia-globale-dei-trial-clinici.html">ridefinizione dei flussi di dati clinici</a></strong>, delle partnership accademiche e delle catene di approvvigionamento dei principi attivi, con effetti che travalicano i confini nazionali.</p>



<p>Dal punto di vista europeo, la questione non riguarda soltanto la perdita di un investimento o la creazione mancata di posti di lavoro. È in gioco la capacità del continente di mantenere un ruolo centrale nella definizione degli standard terapeutici e nella governance dell’innovazione sanitaria. Se la ricerca si sposta verso poli asiatici e nordamericani, anche le <strong>dinamiche di prezzo</strong>, le <strong>priorità terapeutiche</strong> e le strategie di distribuzione globale potrebbero essere influenzate da interessi e agende differenti rispetto a quelle europee. In un sistema internazionale frammentato, la localizzazione della produzione farmaceutica assume un valore strategico comparabile a quello dell’energia o dei semiconduttori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita tra Londra, Washington e Pechino</h2>



<p>Un ulteriore elemento di complessità riguarda il <strong>rischio geopolitico</strong>. Le relazioni tra Cina e Occidente sono segnate da tensioni commerciali, restrizioni tecnologiche e reciproche diffidenze. Per un gruppo come AstraZeneca, investire in modo così massiccio in territorio cinese <strong>significa anche esporsi a possibili pressioni normative </strong>o a scenari di deterioramento delle relazioni diplomatiche. Tuttavia, la scelta suggerisce che il calcolo economico – accesso a un mercato in crescita, integrazione in un ecosistema dinamico, possibilità di espansione a lungo termine – prevale, almeno per ora, sulle incertezze politiche.</p>



<p>La vicenda mette in luce una trasformazione più ampia: le multinazionali farmaceutiche non sono più semplici attori economici, ma soggetti che incidono sugli equilibri internazionali. Le loro decisioni di investimento possono rafforzare o indebolire interi sistemi nazionali di innovazione. Nel caso di AstraZeneca, <strong>il baricentro si sta spostando progressivamente verso Est e verso l’altra sponda dell’Atlantico</strong>, lasciando l’Europa in una posizione intermedia che richiede risposte strategiche rapide e coordinate.</p>



<p>Se la salute è ormai uno dei campi in cui si misura la capacità di uno Stato di garantire benessere, resilienza e crescita, <strong>la partita che si gioca tra Londra, Washington e Pechino va ben oltre i bilanci aziendali. </strong>Riguarda la sovranità scientifica, l’accesso equo alle cure e la possibilità di influenzare le regole del mercato globale dei farmaci. In questa prospettiva, l’investimento di AstraZeneca in Cina non è soltanto una notizia economica: è un indicatore dei nuovi equilibri del potere mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/astrazeneca-tra-londra-e-pechino-investimenti-per-15-miliardi-di-dollari-in-cina-entro-il-2030.html">AstraZeneca tra Londra e Pechino: investimenti per 15 miliardi di dollari in Cina entro il 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quando la temperatura decide la strategia. Le catene del freddo come infrastruttura della salute globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/quando-la-temperatura-decide-la-strategia-le-catene-del-freddo-come-infrastruttura-della-salute-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cold chain]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>La cold chain è percepita come un requisito tecnico “neutro”. In realtà è un dispositivo che decide quali tecnologie sanitarie sono erogabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/quando-la-temperatura-decide-la-strategia-le-catene-del-freddo-come-infrastruttura-della-salute-globale.html">Quando la temperatura decide la strategia. Le catene del freddo come infrastruttura della salute globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/istockphoto-1357524652-612x612-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>C’è una variabile che attraversa silenziosamente la medicina contemporanea e ne condiziona gli esiti: la <strong>temperatura</strong>. Tra il laboratorio e il corpo del paziente, tra una sacca di sangue e una sala operatoria, tra un anticorpo monoclonale e un reparto oncologico, esiste <strong>una continuità fragile fatta di gradi centigradi</strong>, energia elettrica, logistica, competenze e procedure. Questa continuità è la <strong><em>cold chain</em></strong>, la catena del freddo, e oggi rappresenta una delle infrastrutture meno visibili ma più determinanti della salute globale. Non è un dettaglio tecnico neutro: è un fattore strutturale che decide dove le terapie avanzate sono realmente accessibili e dove restano solo promesse.</p>



<p>La <em>cold chain</em> viene spesso ridotta, nel discorso pubblico, a una questione di frigoriferi. In realtà è un sistema complesso che tiene insieme infrastrutture energetiche affidabili, tecnologie di refrigerazione certificate, trasporti, monitoraggio continuo della temperatura, formazione del personale, manutenzione e governance. <strong>Senza continuità elettrica non esiste conservazione; senza logistica efficiente non esiste distribuzione</strong>; senza competenze tecniche non esiste sicurezza. È per questo che l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità </strong>definisce standard dettagliati per le apparecchiature e i processi di immunizzazione, trattando la catena del freddo come un sistema che deve funzionare in condizioni reali, spesso difficili, e non in contesti ideali.</p>



<p>Il primo nodo geopolitico di questa infrastruttura è l’<strong>energia</strong>. I dati OMS mostrano che in ampie aree del pianeta l’elettricità nelle strutture sanitarie è assente o inaffidabile. <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/electricity-in-health-care-facilities">In <strong>Asia meridionale</strong> e in <strong>Africa subsahariana</strong> </a>una quota significativa di strutture non è collegata alla rete, e anche dove l’accesso esiste la continuità non è garantita. Nel complesso, circa un miliardo di persone dipende da servizi sanitari che operano senza elettricità stabile. In questi contesti la <em>cold chain</em> non è inefficiente: <strong>è intermittente, e l’intermittenza, in sanità, equivale a rischio clinico. </strong>La capacità di offrire vaccini complessi, emoderivati sicuri o terapie biologiche non dipende solo da scelte sanitarie, ma da politiche energetiche, industriali e infrastrutturali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il danno che viene dal&#8230; freddo</h2>



<p>Questa fragilità si manifesta spesso in modo invisibile. Non sempre la rottura della catena del freddo è un evento spettacolare o immediatamente riconoscibile. Molti studi documentano come una quota rilevante di vaccini sia esposta a temperature fuori <em>range</em> senza che ciò venga percepito come un incidente. Paradossalmente, uno dei problemi più frequenti non è il caldo estremo ma il <strong>congelamento indesiderato</strong>, che può compromettere l’efficacia del prodotto. In diversi contesti, tra il 14% e oltre il 30% delle unità analizzate in studi osservazionali ha subito esposizioni a temperature di congelamento. <strong>Il danno non è solo biologico: è politico. </strong>Un programma vaccinale che produce risultati inferiori alle attese rischia di essere letto come fallimento culturale o come rifiuto sociale, quando in realtà il problema è spesso tecnico e infrastrutturale.</p>



<p>La dimensione economica della <em>cold chain</em> rafforza questa asimmetria. <a href="https://cdn.who.int/media/docs/default-source/immunization/supply-chain/evm-global-data-analysis-2009-2020.pdf">Secondo stime citate da OMS e UNEP</a>, fino al 50% dei vaccini prodotti a livello globale può andare sprecato ogni anno, per una combinazione di fattori che include problemi di gestione delle scorte, scadenze e, in misura rilevante, controllo inadeguato della temperatura lungo la filiera. Anche tenendo conto delle incertezze metodologiche di queste stime, il dato segnala un fatto chiaro: una parte consistente dello spreco è evitabile attraverso investimenti strutturali. Dove la catena del freddo è fragile, lo spreco riduce l’offerta effettiva di cure e assorbe risorse che potrebbero ampliare la copertura sanitaria.</p>



<p>La <strong>pandemia di COVID-19</strong> ha reso questa infrastruttura improvvisamente visibile. L’introduzione dei <strong>vaccini a mRNA</strong> ha portato al centro del dibattito pubblico requisiti di conservazione che fino a quel momento erano confinati ai documenti tecnici. Nelle prime fasi, alcune formulazioni richiedevano stoccaggio a temperature ultra-basse, fino a <strong>-80 o -90 gradi Celsius</strong>. Questo ha evidenziato una gerarchia già esistente: l’innovazione biomedica più avanzata presuppone una filiera di refrigerazione altrettanto avanzata, fatta di freezer specializzati, consumi energetici elevati, manutenzione costante e personale formato. Dove questa infrastruttura non esiste, l’accesso resta teorico. La geopolitica del vaccino non è stata solo una questione di brevetti o di capacità produttiva, ma anche di catene del freddo disponibili e funzionanti.</p>



<p>Negli ultimi anni, programmi multilaterali hanno cercato di colmare questo divario investendo non solo nelle dosi ma nella capacità sistemica. Iniziative come quelle sostenute da <strong>Gavi</strong> per l’ottimizzazione delle apparecchiature di catena del freddo hanno finanziato la sostituzione di tecnologie obsolete e l’introduzione di dispositivi più efficienti e resilienti, inclusi sistemi a energia solare progettati per contesti con elettricità intermittente. <strong>L’idea alla base di questi interventi è geopoliticamente significativa</strong>: rafforzare la <em>cold chain</em> significa rafforzare la sovranità sanitaria, perché rende possibile l’introduzione e l’uso stabile di tecnologie terapeutiche più complesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre elementi contro la catena del freddo</h2>



<p>La centralità della catena del freddo non si limita ai vaccini. La <strong>medicina trasfusionale</strong> dipende da una <strong>gestione multi-temperatura rigorosa</strong>: globuli rossi, piastrine e plasma richiedono condizioni di conservazione differenti e costanti. Anche in questo caso, non basta “avere un frigorifero”. Servono contenitori validati, monitoraggio continuo, trasporto sicuro e procedure chiare. Lo stesso vale per molte terapie biologiche ad alto valore, la cui diffusione è strettamente legata alla capacità dei sistemi sanitari di garantire una refrigerazione controllata e tracciabile lungo tutta la filiera.</p>



<p>A rendere la <em>cold chain</em> una questione ancora più strategica concorrono tre tendenze globali. <strong>Il riscaldamento climatico</strong> aumenta il carico termico e il rischio di escursioni di temperatura durante trasporto e stoccaggio. <strong>I conflitti armati</strong> e l’instabilità politica interrompono reti elettriche, strade e forniture di carburante, colpendo direttamente la continuità delle cure. <strong>La transizione energetica</strong> e la volatilità dei prezzi dell’energia rendono la refrigerazione sanitaria un tema di sostenibilità economica oltre che ambientale. In questo scenario, la resilienza della catena del freddo diventa una linea di frontiera della salute globale.</p>



<p>Considerare la <em>cold chain</em> come infrastruttura significa cambiare prospettiva. Non basta chiedersi quante terapie siano prodotte o donate, ma quante arrivino effettivamente utilizzabili al paziente. Non basta finanziare l’acquisto di farmaci se non si investe in elettricità affidabile, manutenzione, formazione e monitoraggio. Donare prodotti termicamente sensibili a contesti incapaci di sostenerne la catena del freddo rischia di produrre più simboli che benefici clinici.</p>



<p>Quando la temperatura decide la cura, il diritto alla salute passa anche da cavi elettrici, compressori, sensori, carburante e tecnici specializzati. Rendere visibile questa infrastruttura invisibile è un atto politico, prima ancora che sanitario. Perché oggi la distanza tra una scoperta biomedica e la sua reale universalità non si misura solo in costi o brevetti, ma spesso in pochi, decisivi gradi Celsius.</p>
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		<title>Così i BRICS riscrivono la diplomazia sanitaria globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-i-brics-riscrivono-la-diplomazia-sanitaria-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 07:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1607702346-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1607702346-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1607702346-612x612-1-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1607702346-612x612-1-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Al vertice BRICS di Rio de Janeiro i leader hanno incluso la salute tra le priorità strategiche, accanto a energia, tecnologia e commercio.</p>
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<p>Il <strong>vertice dei BRICS di Rio de Janeiro</strong>, il 6–7 luglio 2025, ha segnato uno scarto politico: nelle venti pagine della dichiarazione dei leader, la salute è salita tra le priorità strategiche insieme a energia, tecnologia e commercio, con un linguaggio che rivendica autonomia di ricerca, produzione e regolazione sanitaria nel Sud globale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i0.wp.com/altreconomia.it/app/uploads/2025/07/1024px-2025_BRICS_Summit_Family_Picture.jpg?fit=1024%2C541&amp;ssl=1" alt=""/></figure>



<p>Il documento richiama esplicitamente il rafforzamento dei legami tra le istituzioni sanitarie dei membri e sostiene le iniziative del <strong>BRICS Vaccine R&amp;D Centre</strong>, un ombrello di cooperazione che nei piani brasiliani deve evolvere da piattaforma di scambio scientifico a rete di capacità produttiva e di regolazione “tra pari”, a prova di shock geopolitici e di sanzioni. È un’agenda coerente con la riunione dei ministri della Salute del 17 giugno a Brasília, che aveva anticipato i contenuti politici: riduzione delle asimmetrie nell’accesso a farmaci e vaccini, sanità universale, e lancio della <strong>Partnership for the Elimination of Socially Determined Diseases</strong>, una cornice operativa che collega i determinanti sociali alla prevenzione e al controllo delle patologie più gravose nei Paesi BRICS e partner (<strong>Nigeria, Thailandia, Uganda, Uzbekistan, cui si è aggiunto il Vietnam a giugno</strong>). In quell’occasione i ministri avevano esplicitato l’obiettivo di collocare l’iniziativa come “catalizzatore” di azioni multisettoriali e di cooperazione Sud-Sud, con una timeline che fa perno sull’anno di presidenza brasiliana.</p>



<p>Il cuore tecnologico di questa strategia è il <strong>centro BRICS per la ricerca e sviluppo vaccinale</strong>: avviato come rete virtuale e progressivamente reso più concreto da programmi congiunti tra Cina, Brasile e Sudafrica, il centro punta a standard condivisi, trasferimenti di know-how, linee pilota e, soprattutto, riconoscimento reciproco dei dossier regolatori per abbreviare i tempi tra laboratorio, sperimentazione e licenza. Brasília ha chiesto di “mettere a terra” il centro nel 2025 con <strong>pacchetti su tubercolosi</strong>, malattie prevenibili da vaccino e produzione di antigeni e adiuvanti, mentre <a href="https://globalregulatorypartners.com/fiocruz-reinforces-the-position-adopted-by-anvisa-ema-and-who-on-vaccine-safety/"><strong>Fiocruz</strong> </a>si è proposta come nodo di coordinamento per priorità e progetti. L’idea, non nuova nel dibattito del Sud globale, viene rilanciata in un contesto politico in cui i BRICS allargati cercano di presentarsi come fornitori di beni pubblici e non soltanto come un consorzio commerciale alternativo al G7.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione degli Usa</h2>



<p>La cornice internazionale in cui questa ambizione si colloca è cambiata di colpo a metà luglio. Il 18 luglio 2025 gli Stati Uniti hanno notificato il rigetto formale del pacchetto di emendamenti 2024 al <strong><a href="https://www.who.int/health-topics/international-health-regulations">Regolamento Sanitario Internazionale (IHR)</a></strong>, adottato all’Assemblea Mondiale della Sanità del giugno 2024 dopo due anni di negoziato. Nella nota congiunta dei Dipartimenti di Stato e della Salute si parla di “tutela della sovranità” e di preoccupazioni per un presunto ampliamento del ruolo dell’OMS nelle emergenze, in contrasto con l’interpretazione di Ginevra secondo cui gli emendamenti mirano a migliorare la cooperazione tra Stati, non a potenziare l’Organizzazione. </p>



<p>Pochi giorni dopo, il Direttore generale dell’OMS <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong> ha definito “inaccurate” alcune affermazioni della dichiarazione statunitense e ha ricordato che il testo è frutto di un accordo fra Stati membri scaturito dalle lezioni del Covid-19. Nel frattempo, <strong>Washington si è sfilata anche dall’accordo pandemico multilaterale approvato a maggio</strong>, criticandone le previsioni su condivisione di contromisure (vaccini e terapeutici) in emergenza. È un arretramento di peso: al 19 settembre 2025, undici su 196 Stati parte hanno respinto gli emendamenti IHR; per loro continuerà ad applicarsi la versione precedente, a meno di ripensamenti. Nel vuoto di coordinamento che si apre, i BRICS provano a occupare spazio definendo regole proprie per allerta, sorveglianza, approvvigionamento e distribuzione.</p>



<p>Per capire se si tratti solo di retorica o di un cambio strutturale bisogna guardare ai numeri e ai cantieri politici. La dichiarazione finale di Rio “accoglie e sostiene” iniziative del <strong><a href="http://brics.br/pt-br/documentos/brics-vaccine-r-d-center-issue-note-brics-2025.pdf/@@download/file">BRICS Vaccine R&amp;D Centre</a></strong> e fissa la priorità di rafforzare i legami tra le istituzioni sanitarie dei membri, compreso lo <strong>scambio di dati e la cooperazione regolatoria</strong>. Finora, simili formule erano state considerate dichiarative; ma stavolta i BRICS affiancano strumenti nuovi: la Partnership sulle malattie socialmente determinate e un’agenda su salute digitale, resistenza antimicrobica, tubercolosi e capacità produttive che torna in tutti i comunicati del 2025. Il risultato è una narrativa di autosufficienza solidale: ridurre la dipendenza da fornitori esterni, coordinare ricerca clinica e produzione regionale, e costruire corridoi di prova, validazione e registrazione che non passino necessariamente dalle agenzie regolatorie del Nord.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;iniziativa del Brasile</h2>



<p>La <strong>presidenza brasiliana</strong> ha messo la sanità tra le sei priorità annuali, incardinando il lavoro su due assi: equità di accesso e rafforzamento dei sistemi. Documenti tecnici circolati tra giugno e luglio confermano una pipeline di progetti congiunti su vaccini e su piattaforme regolatorie interoperabili, con riferimenti alla mutua accettazione di alcuni moduli dei dossier e a registri condivisi per studi multicentrici. Nelle stesse settimane, <em>think tank</em> e istituti accademici brasiliani hanno sollevato il tema del finanziamento: se la rete R&amp;D vaccinale vuole funzionare, va sostenuta con fondi pluriennali e vincolati. Qui i BRICS provano a legare salute e finanza di sviluppo attraverso la Banca dei BRICS, de-rischiando investimenti in biomanifattura e catene del freddo.</p>



<p>Il contesto politico occidentale aiuta a spiegare l’attivismo del gruppo. L’Assemblea Mondiale del 2024 aveva approvato gli emendamenti IHR con un percorso che vedeva anche una forte impronta statunitense nella fase iniziale, ma la dinamica interna americana del 2025 – con la linea dura contro OMS e trattativa pandemica – ha ribaltato la posizione, fino al rigetto formale di luglio. Agenzie e analisti hanno ricostruito la decisione come parte di una più ampia revisione del ruolo USA nelle istituzioni sanitarie multilaterali, mentre commentatori sanitari hanno messo in fila i rischi operativi: frammentazione delle definizioni di emergenza, ritardi di allerta e incertezza su scambio di dati e accesso a contromisure. Per i BRICS, è l’occasione di <strong>proporre standard paralleli</strong> – almeno tra membri – e di offrire al Sud globale un canale più prevedibile in tempi di crisi.</p>



<p>Sul piano operativo, gli impegni 2025 ruotano attorno a tre elementi. Primo: progressi del Vaccine R&amp;D Centre, con il mandato di rafforzare produzione e accessibilità dei vaccini nei Paesi a basso e medio reddito, anche tramite riconoscimento reciproco di standard e collaborazione regolatoria. Secondo: la nuova Partnership sulle <strong>malattie socialmente determinate</strong>, da cui i ministri si aspettano piattaforme comuni per eliminare patologie ad alto impatto nei contesti di povertà e disuguaglianza, attraverso interventi sanitari e intersettoriali. Terzo: il consolidamento del pilastro “<strong>salute digitale, resistenza antimicrobica e tubercolosi</strong>”, citato in più comunicazioni ufficiali durante e dopo il vertice, con l’obiettivo di fare dei BRICS un foro capace di produrre linee guida e progetti dimostrativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;occasione per i BRICS</h2>



<p>Il nodo regolatorio resta delicato. La scelta USA di respingere gli emendamenti 2024, insieme alla decisione di tirarsi fuori dall’accordo pandemico, apre una stagione di geometrie variabili in cui alcune regole OMS valgono per la gran parte dei Paesi e altre no. Per i BRICS, questa asimmetria è un argomento politico a favore di meccanismi propri di allerta e di scambio, ma <strong>comporta anche il rischio di creare un doppio binario</strong> che, in caso di emergenza, potrebbe rallentare la cooperazione con i sistemi regolatori del Nord.</p>



<p>Resta il tema della <strong>credibilità</strong>. Il blocco è eterogeneo e la coesione non è scontata: <strong>divisioni su energia e clima</strong>, tensioni geopolitiche e l’assenza di alcuni leader a Rio hanno ricordato che l’aspirazione a parlare con una voce sola incontra ostacoli reali. Tuttavia, la combinazione tra arretramento statunitense, fatica europea sul multilateralismo sanitario e pragmatismo industriale di Cina, India e Brasile offre ai BRICS una finestra rara. Se la Partnership sulle malattie socialmente determinate si doterà di target misurabili, se il centro vaccini riuscirà a sbloccare almeno due dossier con mutuo riconoscimento e produzione locale, e se la Banca dei BRICS sosterrà la manifattura biofarmaceutica con strumenti di garanzia, allora l’alternativa non sarà più solo narrativa. Sarà una riscrittura, nei fatti, della diplomazia sanitaria globale: più multipolare, più regionale, meno dipendente dagli hub e dagli standard del Nord.</p>



<p><strong>Il 2025 consegna due fotografie in tensione</strong>. Da una parte, un’OMS che vede entrare in vigore gli emendamenti IHR con un numero limitato di opt-out e che invita gli Stati a integrarli negli ordinamenti nazionali, mantenendo il perno del coordinamento globale. Dall’altra, un gruppo BRICS che a Rio ha messo la salute al centro della sua proposta politica, legandola a industria, tecnologia e finanza, e candidandosi a colmare il vuoto di leadership lasciato da Washington. Se questa scommessa produrrà più resilienza sanitaria o più frammentazione lo diranno i prossimi shock: un’epidemia transfrontaliera, una crisi di forniture o la necessità di condividere – davvero – vaccini e terapie in tempo reale. Per ora, i dati e gli atti ufficiali dicono che la partita è aperta e che nel 2025 la diplomazia della salute si sta riscrivendo con una grammatica più meridiana di quanto avessimo visto nell’ultimo trentennio.</p>
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		<title>La nuova via della salute: la diplomazia medica di Iran, Cuba e l’Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-nuova-via-della-salute-la-diplomazia-medica-di-iran-cuba-e-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 16:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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<p>Negli ultimi anni, si sta rafforzando una forma sempre più visibile di diplomazia sanitaria Sud‑Sud, in cui Paesi emergenti come l’Iran e Cuba stanno sviluppando alleanze dirette con altri Stati del Sud globale. Puntano su formazione, trasferimento tecnologico e produzione locale di vaccini e apparecchiature mediche, bypassando in parte le tradizionali rotte Nord‑Sud. In particolare, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-nuova-via-della-salute-la-diplomazia-medica-di-iran-cuba-e-lafrica.html">[...]</a></p>
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<p>Negli ultimi anni, si sta rafforzando una forma sempre più visibile di<strong> diplomazia sanitaria Sud‑Sud,</strong> in cui Paesi emergenti come l’<strong>Iran</strong> e <strong>Cuba </strong>stanno sviluppando alleanze dirette con altri Stati del Sud globale. Puntano su formazione, trasferimento tecnologico e produzione locale di vaccini e apparecchiature mediche, bypassando in parte le tradizionali rotte Nord‑Sud. </p>



<p>In particolare, si sta delineando un possibile triangolo di cooperazione<strong> Iran-Cuba-Africa</strong>: un’alleanza in costruzione, che intreccia il know-how cubano nell’invio di personale medico, l’infrastruttura scientifica iraniana e la crescente domanda africana di cooperazione sanitaria sostenibile e indipendente dai canali occidentali. Tale convergenza non solo mira a colmare lacune strutturali nei sistemi sanitari locali, ma riflette anche una visione alternativa dell’assistenza globale, più orizzontale e meno condizionata da vincoli geopolitici imposti dalle grandi potenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iran: dalla WHA di Ginevra alla rete con Cuba, Armenia e Africa</h2>



<p>Nel settembre 2023, l’Iran aveva <a href="https://www.tehrantimes.com/news/489536/Iran-planning-health-co-op-groups-with-Africa-Latin-America?utm">annunciato </a>la creazione di <strong>gruppi di cooperazione sanitaria </strong>con Paesi dell’Africa e dell’America Latina, nel contesto del già esistente G5+ (Iran, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Tajikistan e Oms).</p>



<p>Nel maggio‑giugno 2024, nel corso dell’<strong>77ᵃ Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra</strong>, il Ministro della Salute iraniano <strong>Bahram Einollahi</strong> ha incontrato i suoi omologhi di Cuba, Armenia e Zimbabwe per discutere di cooperazione in campo medico e tecnologico, anche sulla base del successo della produzione congiunta del <strong>vaccino Soberana</strong> durante la pandemia Covid‑19.</p>



<p>Ad aprile 2025, secondo media iraniani, durante un vertice a Teheran dedicato all’Africa, un alto funzionario sanitario ha illustrato l’intenzione di rafforzare le collaborazioni in ambiti come produzione farmaceutica, ricerca, infrastrutture sanitarie, formazione e telemedicina. In quell’occasione, l’Iran ha invitato esperti africani a stabilire rapporti con università e imprese sanitarie iraniane.</p>



<p>La relazione con Cuba è definita “strategica” e si fonda su una solida solidarietà politica, alimentata da commissioni congiunte e da cooperazioni settoriali in ambito vaccinale, formativo e tecnologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cuba e la tradizione consolidata di cooperazione sanitaria globale</h2>



<p>Cuba rappresenta un esempio emblematico di <strong>medical diplomacy</strong>. Dal primo contingente inviato in Algeria nel 1963 ad oggi, diverse generazioni di medici e infermieri cubani sono stati schierati in risposta a <strong>emergenze sanitarie</strong> (terremoti, epidemie, etc&#8230;) o nell’ambito di accordi bilaterali con Paesi del Sud che necessitano di personale medico.</p>



<p>Durante la crisi Ebola in Africa occidentale del 2014, Cuba <a href="https://www.reuters.com/article/world/cuba-sending-300-more-doctors-nurses-to-fight-ebola-in-west-africa-idUSKCN0HM05N/?utm">inviò </a>circa <strong>465 operatori sanitari</strong> quali medici, epidemiologi e chirurghi in Sierra Leone, Guinea e Liberia, risultando il contributore più consistente rispetto ad altri Stati.</p>



<p>Nel corso degli anni, <strong>oltre 50 000 operatori sanitari cubani</strong> hanno operato in decine di Paesi come Brasile, Venezuela, Zimbabwe, Kenia, Sudafrica, Timor Est, contribuendo alla capillarità dell’assistenza sanitaria in zone rurali o svantaggiate e potenziando università mediche locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iran e Africa, una cooperazione sanitaria in espansione</h2>



<p>Negli ultimi due anni, l’Africa è diventata un asse centrale della strategia sanitaria estera dell’Iran. Durante il <strong>Vertice Iran-Africa</strong> dell’aprile 2025 a Teheran, il Ministro della Salute iraniano ha evidenziato l’impegno a espandere le collaborazioni nei settori di produzione farmaceutica, costruzione di ospedali, formazione di medici e specialisti, e telemedicina. L’obiettivo dichiarato è duplice. Contribuire al miglioramento della salute pubblica nei paesi partner e promuovere l’industria biomedica iraniana come leva diplomatica e commerciale.</p>



<p>Il governo iraniano ha anche invitato delegazioni africane a visitare centri di eccellenza e università mediche, sottolineando la disponibilità a <strong>trasferire tecnologie e offrire borse di studio</strong> per la formazione avanzata. In cambio, cerca partenariati stabili che possano aprire nuovi mercati per le sue imprese farmaceutiche pubbliche e private.</p>



<p>Non è un caso che l’Iran stia cercando <strong>alleanze sanitarie bilaterali</strong> con Paesi come Zimbabwe, Senegal e Nigeria, alcuni dei quali già collaborano con Cuba in programmi di assistenza medica. Questo crea un possibile triangolo di cooperazione <strong>Iran-Cuba-Africa</strong>, che da una parte vede il know-how cubano in interventi umanitari, dall’altra l’infrastruttura scientifica e produttiva dell’Iran.</p>



<p>Queste alleanze rispondono anche alla crescente esigenza dei Paesi africani di diversificare i propri partner sanitari, dopo le criticità emerse durante la pandemia di Covid-19, quando molti Stati africani furono lasciati ai margini della distribuzione di vaccini da parte dei produttori occidentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità e criticità delle modalità di cooperazione Sud‑Sud </h2>



<p>Le iniziative di Iran e <a href="https://it.insideover.com/politica/linternazionalismo-medico-cuba-abbraccia-la-siria.html">Cuba </a>condividono un approccio ibrido, che unisce solidarietà e strategia geopolitica. Da un lato, il miglioramento dell’accesso alle cure, la formazione di personale locale e il rafforzamento dei sistemi sanitari. Dall’altro, l’utilizzo della cooperazione sanitaria come <strong>leva diplomatica</strong> verso Paesi politicamente sensibili o distanti dagli equilibri imposti da Washington e Bruxelles.</p>



<p>Studi recenti indicano che le missioni cubane sono spesso rivolte a Stati con gravi carenze di personale medico, con disuguaglianze territoriali marcate o colpiti da emergenze sanitarie, specialmente nei Paesi a basso reddito che faticano a trattenere i propri operatori.</p>



<p>Tuttavia, emergono anche delle criticità. Ad esempio, le condizioni lavorative dei medici cubani all’estero, le tensioni con gli ordini professionali locali come in Brasile o Sudafrica, e il rischio che queste missioni sostituiscano, piuttosto che rafforzare, i sistemi sanitari autoctoni.</p>



<p>La cooperazione sanitaria Sud‑Sud, pur avendo nell’asse Iran-Cuba-Africa uno dei suoi sviluppi più visibili, non si esaurisce in questi attori. Paesi come India e Cina stanno investendo da anni in progetti sanitari in Africa, Asia e America Latina in forniture di vaccini come Covaxin e Sinopharm, costruzione di ospedali e programmi di formazione specialistica. Questo contribuisce a delineare un ecosistema multilaterale in espansione, dove le collaborazioni tra Paesi del Sud del mondo cercano di ridefinire le regole del gioco della salute globale.</p>



<p>Questo slancio verso l’Africa avviene inoltre in un contesto delicato per l’Iran. Le recenti tensioni militari con Israele, culminate anche in attacchi a infrastrutture sanitarie e nella parziale militarizzazione del personale medico, sollevano interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine dei progetti di cooperazione e sulla reale capacità di Teheran di coniugare ambizioni internazionali e resilienza interna nel settore sanitario.</p>
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		<title>Mpox e crisi africana: il ritorno di un’epidemia dimenticata</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/mpox-e-crisi-africana-il-ritorno-di-unepidemia-dimenticata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 14:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=477577</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025071216341012_0b2b59947b5f9180c9e6c28ba0ecae64-1536x1005.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Africa occidentale e centrale è alle prese con una nuova e silenziosa emergenza sanitaria: il ritorno dell’Mpox, meglio conosciuto come vaiolo delle scimmie. Nel 2025 i casi di Mpox in Africa hanno già superato i 21.000 in almeno 13 Paesi, superando il totale del 2024 (circa 19.700). La Mpox è una malattia virale infettiva appartenente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/mpox-e-crisi-africana-il-ritorno-di-unepidemia-dimenticata.html">[...]</a></p>
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<p><br>L’<strong>Africa occidentale e centrale</strong> è alle prese con una nuova e silenziosa emergenza sanitaria: il ritorno dell’<strong>Mpox</strong>, meglio conosciuto come <strong>vaiolo delle scimmie</strong>. Nel 2025 i <a href="https://www.ft.com/content/818e017d-8055-4521-b51e-c0291019bdd8?utm">casi</a> di Mpox in Africa hanno già superato i 21.000 in almeno 13 Paesi, superando il totale del 2024 (circa 19.700).</p>



<p>La Mpox è una malattia virale infettiva appartenente alla famiglia degli <strong>Orthopoxvirus</strong>, la stessa del vaiolo, da cui eredita molte caratteristiche cliniche, come le lesioni cutanee a forma di vesciche o croste. Nei casi più gravi, può portare a infiammazione cerebrale, sepsi e persino alla morte.  Conosciuta in passato come &#8220;vaiolo delle scimmie&#8221;, è stata identificata per la prima volta proprio nelle scimmie in un laboratorio in Danimarca, mentre il primo caso umano è stato registrato nel 1970 nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>.</p>



<p>Negli ultimi anni, il virus ha mostrato un&#8217;evoluzione significativa. Oltre alla trasmissione zoonotica (da animale a essere umano), ha acquisito la capacità di diffondersi anche <strong>per via sessuale</strong>, oltre che attraverso altre forme di contatto ravvicinato. Per evitare stigmatizzazioni e associazioni fuorvianti, nel 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha rinominato la malattia in Mpox.</p>



<p>A partire dal 2024, l’aumento dei contagi nella Rdc e la diffusione in paesi vicini e lontani, inclusa l’Italia dove i primi casi sono stati rilevati a giugno 2025, hanno portato l’Oms a dichiarare la Mpox <strong>emergenza sanitaria </strong>pubblica di interesse internazionale (Pheic). Secondo il direttore generale dell&#8217;Oms, <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong>, la situazione resta critica a causa del continuo aumento dei casi e della probabile circolazione non rilevata in diversi Paesi al di fuori del continente africano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso del Malawi</h2>



<p>Il <strong>Ministero della Salute del Malawi</strong> ha <a href="https://phim.health.gov.mw/mpox-situation-in-malawi/">annunciato</a> nuovi casi di Mpox nella capitale Lilongwe dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia ad aprile 2025, portando il numero di casi confermati a 48. L&#8217;ultimo caso segnalato è quello di una donna di 51 anni del distretto di Lilongwe che non ha mai viaggiato al di fuori del Malawi. Secondo quanto riportato, la donna si è presentata all&#8217;ospedale di Bwaila il 7 luglio con sintomi che includevano tosse ed eruzione cutanea. Le analisi hanno confermato l&#8217;infezione da Mpox mercoledì 9 luglio.</p>



<p>Le autorità sanitarie stanno lottando contro la carenza di vaccini e la limitata capacità di test e ospedali in molti Paesi, dove spesso mancano posti letto. Nel complesso, il continente avrebbe bisogno di circa 6,4 milioni di dosi di vaccino, ma è ancora lontano dall&#8217;averle disponibili, con solo 1,3 milioni di dosi ricevute nel mese di maggio.</p>



<p>I <strong>Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie</strong> (Cdc) <a href="https://english.news.cn/20250510/bfd64563f3014ec0bab9e894d89e4ab8/c.html#:~:text=The%20Africa%20CDC%20further%20warned,of%20this%20year%2C%20it%20noted.">segnalano 52.082 casi</a> dall&#8217;inizio del 2025 a maggio, con oltre 1.770 decessi durante l&#8217;epidemia nel suo complesso. A giugno 2025,<strong> 24 paesi africani </strong>hanno <a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X%2825%2900241-4/fulltext?utm">segnalato </a>una trasmissione attiva di Mpox. In Sierra Leone e Uganda, il numero di casi settimanali confermati supera ora rispettivamente i 600 e i 200, mentre la Rdc rimane l&#8217;epicentro, rappresentando oltre l&#8217;80% di tutti i casi confermati. Il Malawi è stato invece l&#8217;ultimo Paese a registrare un focolaio. Il rialzo, seppur “solo” del 6–7% rispetto all’anno scorso, è particolarmente indicativo perché inserito in un contesto di diminuzione dei finanziamenti occidentali, che ha intaccato la capacità di risposta locale.</p>



<p>In Malawi, i primi casi sono emersi dopo i <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">tagli agli aiuti statunitensi</a>, che hanno colpito duramente il sistema sanitario, in particolare i programmi dell’<strong>Agenzia per lo Sviluppo Internazionale</strong> (Usaid) dedicati all’assistenza e alla prevenzione dell’HIV, alimentando il timore di un’escalation delle malattie infettive. In diversi casi, i pazienti colpiti da Mpox erano immunodepressi, spesso a causa dell’interruzione della terapia antiretrovirale dovuta a carenze di farmaci. L’HIV, soprattutto se non adeguatamente trattato, può aumentare il rischio e la gravità dell’Mpox, rendendo la gestione della malattia più complessa. Il Malawi ha perso<strong> oltre 350 milioni di dollari</strong>, il 13% del suo bilancio nazionale, interrompendo i servizi per l&#8217;HIV, l&#8217;assistenza sanitaria materna e i sistemi di sorveglianza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disinformazione e teorie del complotto</h2>



<p>In molte aree dell’Africa, la diffusione dell’Mpox è complicata da una massiccia <strong>disinformazione</strong>, che mina gravemente gli sforzi di prevenzione e cura. In Repubblica Democratica del Congo, dove si concentra l&#8217;epidemia, <a href="https://drc.ureport.in/opinions/">un report </a>di <strong>UNICEF</strong> relativo al 2024 ha rilevato che solo il 56% della popolazione ha sentito parlare della malattia, mentre la comprensione di sintomi, modalità di trasmissione e prevenzione è estremamente limitata. Nel caso della Rdc, il problema è aggravato dalla presenza di aree isolate difficili da raggiungere e dalla scarsa diffusione dei telefoni cellulari, posseduti da meno della metà della popolazione.</p>



<p>Circolano anche<strong> teorie del complotto</strong>, come l’idea che l’Mpox sia stato creato appositamente da poteri esteri, usato per sterilizzare popolazioni o generare profitti farmaceutici. Teorie che affondano le radici in una diffidenza storica verso le istituzioni, eredità di un <strong>passato coloniale</strong> caratterizzato da abusi sistemici e politiche razziste. Una delle domande da cui derivano queste teorie è &#8220;perché epidemie come Ebola e Mpox colpiscono sempre noi, ma non altri Paesi?&#8221;, ma le risposte emergono spesso in assenza di strumenti critici o fonti affidabili. Questo tipo di narrativa, profondamente radicata in un contesto di disuguaglianze storiche e sfiducia istituzionale, rende ancora più difficile una risposta sanitaria efficace e tempestiva.</p>



<p>Anche lo <strong>stigma sociale</strong> rappresenta uno degli ostacoli relativi alla malattia. Le persone affette da Mpox vengono spesso emarginate, in alcuni contesti si pensa che il contagio sia una forma di punizione per comportamenti morali ritenuti “sbagliati”. Questo tipo di credenze alimenta il silenzio e impedisce l’accesso tempestivo alle cure. </p>



<p>Nonostante l’alta disponibilità potenziale al vaccino (circa il 75% della popolazione sarebbe disposta a riceverlo), i timori, l’assenza di fiducia e la scarsa informazione rallentano l’adesione a campagne sanitarie e vaccinali. Anche in Malawi il livello di consapevolezza resta basso. Qualcuno ricorre a rimedi tradizionali come foglie ed erbe, un fenomeno <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-024-61205-0">già osservato</a> all’epoca del <strong>Covid‑19</strong>, che in passato ha avuto conseguenze letali con migliaia di decessi.</p>



<p>L’assenza di informazione affidabile contribuisce anche allo stigma verso <a href="https://www.unaids.org/en/taxonomy/term/885?utm">gruppi vulnerabili</a>, compresi le persone con HIV, riducendo la capacità di ricerca di assistenza e aumentando la trasmissione silente del virus. Per contrastare questo scenario, la<a href="https://www.afro.who.int/aira"> <strong>Africa Infodemic Response Alliance (Aira)</strong></a>, coordinata da Who Afro e Africa Cdc, ha avviato campagne di fact‑checking, programmi di alfabetizzazione all’informazione e monitoraggio del flusso di rumor con sistemi di machine learning combinati a interventi sul campo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La dipendenza dall&#8217;Occidente</h2>



<p>Il rischio è che l’Mpox diventi il simbolo di una crisi più profonda, quella della dipendenza africana dai finanziamenti esterni e della fragilità delle reti di sorveglianza sanitaria. E mentre diversi Paesi africani cercano di colmare il vuoto lasciato dai tagli occidentali, <strong>Cina </strong>e <strong>Russia </strong>si stanno affermando come partner emergenti nella cooperazione sanitaria. </p>



<p>In Liberia, uno dei primi Paesi a ricevere il sostegno dell&#8217;USAID a partire dal 1961, l’interruzione del sostegno statunitense ha provocato una crisi nei servizi sanitari, con cliniche senza farmaci e operatori non retribuiti, offrendo spazio a un <a href="https://apnews.com/article/liberia-trump-aid-cuts-pregnancy-contraceptives-1d8c16004f1740f1714071fa5a16397d">intervento cinese</a> che già copre infrastrutture sanitarie, assistenza tecnica e forniture mediche. Le aziende cinesi hanno gestito le miniere d&#8217;oro della Liberia, costruito strade e formato operatori umanitari. Nel mese di giugno, la Cina ha aperto un reparto di cardiologia nell&#8217;ospedale principale della capitale, intitolato a John F. Kennedy, ma che era comunemente chiamato &#8220;Just For Killing&#8221; a causa delle sue scarse risorse, anche prima dei tagli degli Stati Uniti.</p>



<p>Allo stesso tempo, la Russia ha <a href="https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/russia-says-african-ex-soviet-countries-interested-its-mpox-vaccine-2024-11-13/">promosso </a>il suo vaccino <strong>Orthopoxvac</strong>, sviluppato dal laboratorio Vektor in Siberia, suscitando interesse da parte di diversi Paesi africani gravemente colpiti dall&#8217;Mpox. Anche Stati membri dell’Eurasian Economic Union hanno espresso interesse nell’acquisto di questo vaccino, oltre che di sistemi diagnostici correlati e trattamenti antivirali. L’ente federale russo <strong>Rospotrebnadzor</strong> ha annunciato di aver fornito kits diagnostici per l’Mpox alla Rdc e Burundi, supportando anche corsi di formazione per tecnici e operatori sanitari locali. Tuttavia, la dotazione effettiva e l’approvazione internazionale del vaccino rimangono limitate. </p>



<p>Queste alleanze presentano dei limiti evidenti, poiché spesso privilegiano aiuti immediatamente visibili (donazioni di vaccini, forniture mediche), ma mancano di un impegno strutturale nel rafforzamento delle reti sanitarie nazionali, la formazione del personale o il potenziamento della sorveglianza epidemiologica. Senza una strategia sanitaria integrata e autonoma, l’Africa rischia di sostituire una dipendenza con un’altra, senza ridurre la propria <strong>vulnerabilità strutturale</strong>. </p>
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		<title>Terapie innovative e farmaci sperimentali: Hainan, l&#8217;isola cinese che vuole battere il cancro</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/terapie-innovative-e-farmaci-sperimentali-hainan-lisola-cinese-che-vuole-battere-il-cancro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spiragli per Gaza (e cenni di distensione globale)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella tropicale provincia insulare di Hainan è in corso una rivoluzione sanitaria silenziosa. Ecco di che cosa si tratta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spiragli per Gaza (e cenni di distensione globale)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192557758_54a992534d94387f18220d19460f4f5b-1536x990.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo turismo, spiagge bianche e mare cristallino, nuove politiche economiche da testare nella zona economica speciale più grande del mondo, investimenti in crescita <a href="https://it.insideover.com/difesa/hainan-isola-cinese-dei-segreti.html">e basi militari strategiche </a>dalle quali monitorare il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/perche-il-mar-cinese-meridionale-e-importante.html">Mar Cinese Meridionale</a>. Nella tropicale provincia insulare di <strong>Hainan </strong>succede anche qualcos&#8217;altro: una <strong>rivoluzione sanitaria silenziosa</strong>. </p>



<p>Una rivoluzione, in particolare, che potrebbe trasformare la medicina moderna e offrire all&#8217;intera umanità importanti vantaggi <a href="https://it.insideover.com/societa/una-cura-low-cost-per-sconfiggere-il-cancro-il-grande-progetto-della-cina.html">nella lotta contro il cancro</a> e altre malattie. Il quotidiano <em>South China Morning Post</em> ha acceso i riflettori sulla città di <strong>Lecheng</strong>. Qui sorgono una trentina di <strong>ospedali all&#8217;avanguardia</strong> immersi nell&#8217;unica <strong>zona medica speciale</strong> della <strong>Cina</strong>, un&#8217;area pilota dove i pazienti possono accedere a <strong>terapie </strong>ancora in fase di sperimentazione clinica molto tempo prima che arrivino sul mercato tradizionale. </p>



<p>Queste terapie spaziano da <strong>trattamenti con cellule staminali</strong> a <strong>terapie geniche</strong>. Le politiche innovative della zona, approvate dalle autorità di regolamentazione nazionali nel 2024, consentono il passaggio di trattamenti pionieristici dai banchi di laboratorio ai letti d&#8217;ospedale in condizioni strettamente controllate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-1024x659.jpg" alt="" class="wp-image-472010" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529192621558_3bac893449780880f16f1766dd9f59e3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La rivoluzione sanitaria di Hainan</strong></h2>



<p>Per il <strong>settore biotecnologico</strong> cinese (in piena espansione) Lecheng è diventata un banco di prova per competere con la concorrenza globale. Nonostante l&#8217;entusiasmo la cautela è tuttavia massima. Uno screening rigoroso, per esempio, assicura che solo le terapie con i primi dati promettenti di sperimentazione raggiungano i pazienti, e che solo due ospedali &#8211; con personale medico d&#8217;élite &#8211; siano autorizzati a somministrarle. </p>



<p>Tra le terapie più interessanti troviamo l&#8217;<strong>iniezione di LK101</strong>, un vaccino personalizzato a base di mRNA progettato da <strong>Likang Life Sciences</strong> per il trattamento di <strong>tumori solidi avanzati</strong>, che utilizza informazioni specifiche sulle mutazioni tumorali del paziente per stimolare una risposta immunitaria mirata contro le cellule tumorali. L&#8217;iniezione costa 150.000 yuan (20.800 dollari) per dose: una frazione del prezzo di 7,2 milioni di yuan delle terapie occidentali comparabili. </p>



<p>Dal momento che in Cina si stanno sviluppando terapie innovative a un ritmo sempre più rapido, le autorità del Dragone stanno lavorando per rafforzare la <strong>regolamentazione del settore privato</strong> e stabilire nuovi quadri politici per promuovere l&#8217;innovazione medica nazionale, in modo che il Paese possa rimanere al passo con la concorrenza straniera.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Hainan in 30 Seconds|Boao Lecheng International Medical Tourism Pilot Zone" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/vbn3fLHvmnU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_vbn3fLHvmnU");</script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Terapie innovative</strong></h2>



<p>La nuova regolamentazione di Hainan copre quasi l&#8217;intera gamma di tecnologie di terapia genica e cellulare &#8211; dall&#8217;immunoterapia di precisione contro il cancro alla terapia con cellule staminali &#8211; ed ha un&#8217;enorme importanza strategica per la Cina (e non solo). </p>



<p>Per garantire la sicurezza e ridurre al minimo il rischio di fallimento delle politiche, delle decine di ospedali di Lecheng, solo il <strong>West China Lecheng Hospital</strong> e una filiale del <strong>Ruijin Hospital</strong>, un rinomato ospedale universitario affiliato alla Shanghai Jiao Tong University, sono attualmente qualificati per eseguire i trattamenti innovativi. Non solo: per selezionare i trattamenti viene utilizzato un rigoroso processo di screening. Innanzitutto sono necessari dati positivi da studi clinici di fase 1 o 2 che ne dimostrino la sicurezza e l&#8217;efficacia. </p>



<p>Questi prodotti vengono poi sottoposti a revisione indipendente da due commissioni ospedaliere, una responsabile delle revisioni tecniche e l&#8217;altra delle revisioni etiche. Infine, dopo l&#8217;approvazione, vengono presentati alle autorità locali che, al termine di un ulteriore screening dei candidati, invitano esperti di fama nazionale a esprimere un giudizio definitivo. Il lavoro è incessante e la parola d&#8217;ordine è una: <strong>innovazione sanitaria</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Hainan&#039;s Boao  An innovative medical zone to better Chinese people&#039;s wellbeing" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/iN10AbiraTA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_iN10AbiraTA");</script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/terapie-innovative-e-farmaci-sperimentali-hainan-lisola-cinese-che-vuole-battere-il-cancro.html">Terapie innovative e farmaci sperimentali: Hainan, l&#8217;isola cinese che vuole battere il cancro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è e come funziona GAVI, l&#8217;alleanza che promuove la salute globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/che-cose-e-come-funziona-gavi-lalleanza-che-promuove-la-salute-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 14:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1536x983.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>GAVI, l'Alleanza Globale per i Vaccini e l'Immunizzazione, è stata fondata nel 2000. Ecco come funziona e perché è importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/che-cose-e-come-funziona-gavi-lalleanza-che-promuove-la-salute-globale.html">Che cos&#8217;è e come funziona GAVI, l&#8217;alleanza che promuove la salute globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-600x384.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151513805_047b36b1a982dcf2788ff577bb3100bb-1536x983.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>GAVI</strong>, l&#8217;Alleanza Globale per i Vaccini e l&#8217;Immunizzazione, è stata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;accesso ai vaccini che possono salvare la vita, rafforzare i <strong>sistemi sanitari</strong> e promuovere la <strong>salute globale</strong>, con particolare attenzione ai bambini e alle popolazioni più vulnerabili. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La struttura di GAVI</strong></h2>



<p>GAVI è composto da <strong>Governi</strong>, <strong>organizzazioni internazionali</strong>, fondazioni filantropiche, società civile, produttori di vaccini di Paesi industrializzati e in via di sviluppo, nonché da <strong>istituti di ricerca</strong>.</p>



<p>A differenza di quanto si potrebbe pensare, l&#8217;alleanza non si limita alla distribuzione e allo sviluppo di vaccini. Utilizzando nuovi strumenti finanziari come l&#8217;<strong>Advance Market Commitment (AMC)</strong> e l&#8217;<strong>International Finance Facility for Immunisation (IFFIm)</strong>, per esempio, sostiene la ricerca e rafforza i sistemi sanitari locali. Dal 2000 in poi, GAVI ha aiutato a vaccinare centinaia di milioni di bambini, evitando oltre 17 milioni di morti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472447" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_2025060115153815_0f33739b0785fcf43fe681fc59ae117d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo degli Stati Uniti</strong></h2>



<p>Il successo di GAVI è stato possibile grazie al sostegno finanziario degli <strong>Stati Uniti</strong>. Con contributi che hanno raggiunto i 300<strong> milioni di dollari all&#8217;anno</strong> e un impegno di almeno <strong>1,58 miliardi di dollari </strong>per il prossimo ciclo di finanziamento, Washington è il terzo maggior donatore e il secondo tra i Governi.</p>



<p>Secondo quanto riportato dal <em><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/26/health/usaid-cuts-gavi-bird-flu.html">New York Times</a></em>, l&#8217;attuale amministrazione statunitense potrebbe pianificare di interrompere il sostegno a GAVI, e cancellare una sovvenzione da 2,6 miliardi di dollari prevista fino al 2030. La riduzione del contributo degli Stati Uniti rappresenterebbe un pericolo reale. Secondo le stime interne di GAVI, senza questi fondi 75 milioni di bambini potrebbero non ricevere le vaccinazioni di routine nei prossimi cinque anni, portando a oltre 1,2 milioni di decessi per <strong>malattie infettive prevenibili</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472445" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151423125_75b50db755800e956a281882821a3f19.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impegno per i più poveri</strong></h2>



<p>Sebbene la missione principale di GAVI sia quella di assistere i <strong>Paesi a basso e medio reddito</strong>, il suo impatto va ben oltre quest&#8217;unico obiettivo. Le epidemie e le pandemie non hanno infatti confini: la capacità di relegare rapidamente un focolaio in una regione remota protegge anche i <strong>Paesi industrializzati</strong>, impedendo alla diffusione di patogeni in tutto il mondo. </p>



<p>L&#8217;esempio concreto di tutto questo è lo “stockpile” mondiale di vaccini contro il <strong>virus Ebola</strong>, gestita e finanziata da GAVI in collaborazione con <strong>OMS</strong>, <strong>UNICEF</strong>, <strong>IFRC </strong>e <strong>MSF </strong>e situato in Svizzera. </p>



<p>Una riserva strategica di 500.000 dosi del vaccino ERVEBO, per esempio, è mantenuta in un magazzino e ciò consente una <strong>risposta rapida</strong> ed equa in caso di focolai di virus Ebola, garantendo che i vaccini siano disponibili e distribuiti entro pochi giorni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472444" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151320710_e37ab1da83543deb23f17f61fb31bb58.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un investimento internazionale</strong></h2>



<p>GAVI è un <strong>modello di cooperazione globale</strong>, dalla risposta alla pandemia di COVID-19, al contenimento delle epidemie di Ebola e all&#8217;introduzione di nuovi vaccini contro la malaria e il papillomavirus. </p>



<p>Il rafforzamento di GAVI è fondamentale per la salute dei Paesi più poveri e per la sicurezza della salute globale. Tagliare i finanziamenti a GAVI, da un punto di vista operativo, significa aumentare la probabilità di nuove pandemie, compromettere la salute pubblica globale e i progressi raggiunti in decenni di cooperazione internazionale. </p>



<p>Nel corso dei prossimi cinque anni, la <strong>mancanza di finanziamenti</strong> potrebbe mettere a rischio le vaccinazioni di routine per milioni e milioni di bambini e significare, nello scenario intermedio, oltre 1 milione di decessi per malattie infettive prevenibili (come morbillo, polio, pertosse e diarrea da rotavirus).</p>



<p>La riduzione della copertura vaccinale globale renderebbe più difficile il contenimento delle epidemie perché complicherebbe la loro <strong>sorveglianza </strong>e soprattutto la <strong>prevenzione</strong>. E ancora: i progressi nella riduzione della <strong>mortalità infantile</strong> e nel controllo delle malattie infettive negli ultimi decenni rischierebbero di essere vanificati, con un impatto negativo sulle economie e sulla stabilità sociale delle nazioni. </p>



<p>In sintesi, il depotenziamento di GAVI da parte degli Stati Uniti (e non solo loro) avrebbe ripercussioni significative, sia sull’aumento della diffusione di epidemie che nella riduzione dei progressi sanitari globali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-472448" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250601151919553_b0544b89868899c7008a537bd8868bc6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 10:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1267" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250531110608362_45e578d7331944d3baf7b20b9ad93cee-1536x1014.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire vaccini e strumenti di prevenzione non è più solo una priorità medica ma anche di sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/vaccini-senza-iniezione-come-migliorare-la-sicurezza-globale.html">Vaccini senza iniezione: come migliorare la sicurezza globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La pandemia da Covid-19 ha segnato un punto di non ritorno nella concezione della salute pubblica come questione di sicurezza nazionale. Gli Stati, soprattutto le grandi potenze, si sono ritrovati vulnerabili di fronte a un nemico invisibile, capace di fermare economie, eserciti e interi sistemi produttivi. La consapevolezza che la<strong> prossima crisi globale </strong>potrebbe non essere militare ma sanitaria ha spinto governi e istituzioni internazionali a riconsiderare l’intero apparato della preparazione pandemica.</p>



<p>La capacità di sviluppare, produrre e distribuire rapidamente vaccini e strumenti di prevenzione non rappresenta più solo una priorità medica, ma una <strong>leva di potere</strong>, un elemento di influenza nei rapporti internazionali.</p>



<p>Le malattie infettive rappresentano oggi una <strong>minaccia crescente</strong> in termini sia di salute pubblica che di stabilità economica. L’influenza aviaria (H5N1), in rapida diffusione negli Stati Uniti, desta preoccupazioni sempre più ampie, così come altri agenti patogeni ad alto impatto come <strong>Sars</strong>, <strong>Ebola</strong> e lo stesso virus dell’influenza stagionale, troppo spesso sottovalutato. Oggi sappiamo bene che la loro potenziale rapida diffusione può destabilizzare interi Paesi e influenzare gli equilibri internazionali.</p>



<p>Escludendo le patologie più gravi, anche l’influenza comune provoca ogni anno milioni di infezioni e <strong>migliaia di decessi</strong>, oltre a costi sanitari ed economici significativi. Negli Stati Uniti, si stima che le perdite annuali legate all’influenza superino gli <strong>11,2 miliardi di dollari</strong>. In un contesto di interconnessione globale, ogni virus ha il potenziale per <strong>propagarsi oltre i confini</strong>, rendendo evidente la necessità di soluzioni vaccinali rapide, flessibili e scalabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricerca e innovazione: esempi di vaccini senza ago</h2>



<p>Da tempo, la ricerca scientifica lavora a metodi alternativi alla classica siringa. Lo scopo è trovare metodi più efficaci e meno rischiosi per garantire un facile accesso a vaccini e quindi immunizzazione, soprattutto nei Paesi più poveri. </p>



<p>Evitare l&#8217;uso di siringhe diminuirebbe infatti il contagio di altre malattie durante la somministrazione, soprattutto in Paesi con ridotte garanzie di igiene. L&#8217;<strong>Oms</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che ogni anno tra i due e i tre milioni e mezzo di persone riportino ferite da aghi, esponendosi a contagi anche gravi come HIV ed epatite B e C. Le nuove tecnologie, oltre a rappresentare una svolta per la<strong> salute pubblica</strong>, assumono un valore strategico per gli Stati: disporre di soluzioni vaccinali flessibili, facili da distribuire e applicabili anche in contesti logistici critici significa poter rispondere con prontezza a crisi sanitarie future, mantenendo autonomia e controllo nelle fasi più delicate delle emergenze.</p>



<p>Uno dei più promettenti è rappresentato dai <strong>vaccini epicutanei</strong>, somministrati tramite cerotti applicabili sulla pelle. Tuttavia, il principale ostacolo alla loro diffusione è ancora legato ai costi di produzione. Nonostante ciò, i progressi sono significativi. </p>



<p>Gli applicatori sviluppati dalla startup australiana <a href="https://www.vaxxas.com/technology-platform/">Vaxxas</a>, che consentono di veicolare i vaccini in modo preciso, sterile e poco invasivo, direttamente sotto la superficie cutanea grazie alle delle <strong>microproiezioni </strong>in condizioni sterili. Uno degli obiettivi è quello di migliorare la salute globale aumentando i tassi di vaccinazione. Oltre al vantaggio logistico, questa tecnologia consente <strong>un uso più efficiente delle dosi</strong>, rendendo possibile vaccinare un numero maggiore di persone con scorte più limitate.</p>



<p>Un’altra innovazione viene da un progetto congiunto di <strong>Emory University</strong> e <strong>Georgia Institute of Technology</strong>, che ha portato alla creazione di un <strong>cerotto con microaghi solubili</strong>, pensato per la somministrazione “fai-da-te” del vaccino antinfluenzale. L’uso è semplice e indolore, con applicazione diretta da parte del paziente stesso.</p>



<p>Uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022202X1932682X">studio </a>dell’<strong>Università di Rochester</strong> ha testato l’efficacia di questo sistema, dimostrando la sua validità e sicurezza. Il responsabile della ricerca, <strong>Benjamin Miller</strong>, ha evidenziato l’importanza di soluzioni del genere soprattutto nei contesti a bassa disponibilità sanitaria. &#8220;Per vaccinare la popolazione di un villaggio africano un cerotto è certo meglio di una siringa. Inoltre, questi dispositivi sono più facili da conservare e trasportare, e possono essere usati da chiunque&#8221; ha affermato.</p>



<p>Parallelamente, l’azienda americana <strong><a href="https://pharmajet.com/">PharmaJet</a></strong>, in collaborazione con l’organizzazione no profit <strong>Path</strong>, ha sviluppato un dispositivo a <strong>getto monouso ad alta pressione (DSJI)</strong>, che consente l’iniezione del vaccino sotto la cute senza ago. Una tecnologia pensata per <strong>ridurre i rifiuti sanitari</strong>, minimizzare il rischio di contaminazione e facilitare la somministrazione in situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere l&#8217;Herpes Simplex con una chewing gum</h2>



<p>Un’altra innovazione, forse meno convenzionale ma altamente promettente, è il progetto di <strong>chewing gum antivirale</strong>.</p>



<p>L&#8217;<strong>Herpes Simplex </strong>(HSV-1 e HSV-2), diffuso principalmente attraverso il contatto orale, infetta oltre due terzi della popolazione mondiale ed è la principale causa di cecità infettiva nei paesi occidentali. L’assenza di un vaccino efficace contro l’HSV evidenzia l’urgenza di strategie alternative, focalizzate sulla riduzione della carica virale nei principali siti di trasmissione. Nel caso di virus come l’Herpes Simplex, che si diffondono più facilmente attraverso la bocca che per via nasale, ciò implica un’attenzione particolare alla cavità orale come target d’intervento.</p>



<p>Uno <a href="https://www.cell.com/molecular-therapy-family/molecular-therapy/fulltext/S1525-0016(24)00808-6?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS1525001624008086%3Fshowall%3Dtrue">studio</a> innovativo condotto dalla <strong>School of Dental Medicine</strong> dell&#8217;Università della Pennsylvania, in collaborazione con ricercatori finlandesi, ha esplorato l&#8217;uso di un chewing gum contenente la <strong>proteina antivirale Fril </strong>(Lectina Ricca di Fruttosio) per neutralizzare i virus dell&#8217;Herpes Simplex e dell&#8217;influenza. La Fril, estratta naturalmente dai <strong>semi di lablab</strong> (Lablab purpureus), agisce intrappolando i virus attraverso un meccanismo di autoaggregazione, riducendo così la carica virale nella cavità orale, principale via di trasmissione di questi patogeni.</p>



<p>I ricercatori hanno formulato un <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39663701/">chewing gum di grado clinico</a>, conforme alle specifiche della FDA, contenente FRIL. Test in vitro hanno dimostrato che una compressa da 2 grammi del chewing gum, contenente 40 milligrammi di FRIL, è sufficiente per ridurre la carica virale di HSV-1 e HSV-2 di oltre il 95%. La proteina FRIL si è dimostrata stabile per oltre due anni sia nella polvere di lablab che nel chewing gum, mantenendo la sua efficacia antivirale anche a temperatura ambiente.</p>



<p>Questa strategia rappresenta un approccio innovativo nella prevenzione delle infezioni virali, offrendo una modalità di somministrazione non invasiva e potenzialmente efficace per ridurre la trasmissione di virus comuni come l&#8217;Herpes Simplex. Sono ancora necessari ulteriori studi clinici per confermare l&#8217;efficacia e la sicurezza di questo metodo negli esseri umani. </p>



<p>Il vaccino è infatti ancora in fase di sperimentazione, ma &nbsp;in conformità con le specifiche della <a href="https://www.fda.gov/">Fda </a>per i prodotti farmaceutici, e ne hanno riscontrato la sicurezza.<strong> Henry Daniell</strong>, responsabile della ricerca, ha affermato che &#8220;queste osservazioni sono di buon auspicio per la valutazione della gomma di fagioli negli studi clinici sull&#8217;uomo, al fine di ridurre al minimo l&#8217;infezione/trasmissione virale&#8221;.</p>



<p>Lo stesso gruppo di ricerca aveva già esplorato questa via con un altro <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34774754/">studio</a> durante la pandemia, sviluppando un chewing gum contenente la proteina ACE2 per intrappolare <strong>il SARS-CoV-2 </strong>nella saliva e ridurre la trasmissione del virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vaccino come strumento di influenza globale</h2>



<p>Oltre all’efficacia medica, ciò che emerge è una <strong>nuova logica strategica</strong>. Chi controlla la produzione e la distribuzione dei vaccini controlla l’accesso alla <strong>protezione sanitaria</strong> e quindi esercita <strong>influenza geopolitica</strong>, come già visto con la cosiddetta <em>vaccine diplomacy</em> durante la pandemia.</p>



<p>La flessibilità di queste nuove tecnologie, cerotti (chewing gum, microaghi) permette una distribuzione più rapida anche in contesti difficili, dai campi profughi alle aree rurali, aumentando la capacità degli Stati di rispondere in modo autonomo o di offrire aiuto sanitario come forma di <strong>soft power</strong>.</p>



<p>Il vaccino, da semplice strumento medico, si trasforma in <strong>arma strategica</strong>, elemento di deterrenza e protezione degli interessi nazionali. La nuova corsa ai vaccini non si gioca più solo nei laboratori o nei consigli di amministrazione delle big pharma, ma nei bilanci statali, nelle alleanze internazionali, nelle strategie militari non convenzionali.</p>



<p>In un mondo in cui la prossima minaccia potrebbe arrivare da un virus, <strong>la sanità pubblica diventa parte integrante della sicurezza globale</strong>. E le tecnologie che rendono la prevenzione più semplice, più veloce e più diffusa potrebbero rivelarsi decisive nella ridefinizione degli equilibri internazionali del XXI secolo.</p>



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		<title>Epidemie prevedibili: il ritorno del morbillo tra errori politici e disinformazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/epidemie-prevedibili-il-ritorno-del-morbillo-tra-errori-politici-e-disinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 14:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[immunità di gregge]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="morbillo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/morbillo-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Asia orientale e Usa stanno assistendo a una preoccupante ripresa di malattie che si pensava fossero state arginate grazie ai vaccini.</p>
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<p>Negli ultimi mesi, l’<strong>Asia orientale</strong> e la regione del <strong>Pacifico </strong>stanno assistendo a una preoccupante ripresa di malattie che si pensava fossero state arginate grazie ai vaccini, con il <strong>morbillo </strong>in testa.</p>



<p>Nel corso del 2025, Paesi come Cambogia, Thailandia, Filippine, Vietnam e Corea del Sud<strong> </strong>hanno visto un’impennata significativa dei casi rispetto all’anno precedente, un chiaro indice che la copertura vaccinale è stata insufficiente. L&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) </strong><a href="https://www.who.int/westernpacific/news/item/28-05-2025-resurgence-of-preventable-diseases-threatens-children-in-east-asia-and-the-pacific?utm_source">segnala </a>un riacutizzazione globale del morbillo. Quest&#8217;anno, nella regione del Pacifico occidentale, il Vietnam ha registrato oltre 81.000 casi sospetti di morbillo, la Cambogia 2.150 casi tra gennaio e aprile, e le Filippine 2.068 casi fino al 10 maggio. Dietro questi numeri, però, non ci sono solo questioni sanitarie, <strong>ma anche decisioni politiche</strong> che influiscono pesantemente sulla capacità di prevenire e controllare le epidemie.</p>



<p>Il morbillo, malattia altamente <strong>contagiosa </strong>e potenzialmente letale soprattutto per i bambini, è considerato uno degli indicatori più evidenti della qualità dei sistemi sanitari e delle politiche vaccinali di un Paese. La copertura vaccinale, per essere efficace e garantire l’immunità di gregge, deve mantenersi su livelli molto elevati, generalmente superiori al 95%. Tuttavia, in diverse aree dell’Asia orientale, questa soglia è stata compromessa da molteplici cause: dall’accesso disomogeneo ai servizi sanitari, a fenomeni di <strong>disinformazione </strong>e scetticismo verso i vaccini, fino a <strong>ritardi </strong>e carenze nella pianificazione delle campagne di immunizzazione.</p>



<p>Ma anche a livello globale si osservano tensioni politiche e sociali che influenzano la percezione e l’adesione alle campagne vaccinali. Negli <strong>Stati Uniti</strong>, per esempio, alcune figure pubbliche di spicco hanno modificato la loro posizione sul vaccino contro il morbillo, suscitando dibattiti e mettendo in luce la complessità di un tema che intreccia salute pubblica, libertà individuale e strategie politiche. </p>



<p>Questo scenario evidenzia come anche paesi con sistemi sanitari avanzati non siano immuni dal rischio di epidemie, soprattutto se le politiche pubbliche non riescono a garantire una copertura vaccinale uniforme e continua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione in Corea del Sud: le cause del picco inatteso</h2>



<p>La <strong>Corea del Sud</strong>, che aveva ottenuto nel 2014 lo status di&nbsp;&#8220;libero dal morbillo&#8221; dall’Oms, sta ora affrontando una nuova ondata di casi che ha allarmato le autorità sanitarie. L’incremento delle infezioni è stato favorito da fattori come l’aumento dei viaggi internazionali, la presenza di gruppi non vaccinati e alcune lacune nella gestione delle emergenze sanitarie. Nel 2025 è stato registrato il numero più alto di casi di morbillo degli ultimi sei anni. Sono stati confermati 52 casi quest&#8217;anno, che superano i 49 registrati per l&#8217;intero 2024, secondo quanto <a href="https://koreajoongangdaily.joins.com/news/2025-05-07/national/socialAffairs/KDCA-urges-travelers-returning-from-countries-with-measles-outbreaks-to-remain-vigilant/2301727?utm">dichiarato </a>dall&#8217;<strong>Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie</strong> (KDCA).&nbsp;</p>



<p>Il recente aumento dei casi di morbillo nel Paese ha colto di sorpresa molti esperti, mettendo in luce alcune vulnerabilità specifiche. In particolare, sono stati segnalati<strong> focolai in aree urbane</strong> densamente popolate, dove la trasmissione può avvenire rapidamente, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti non completamente vaccinati. Un altro elemento chiave individuato è stato l&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione,</strong> che si pensa abbia contribuito all&#8217;aumento dei casi. Un altro elemento critico è il ruolo degli eventi pubblici e dei <strong>luoghi affollati</strong>, come scuole e università, che facilitano la diffusione del virus. </p>



<p>Alcuni studi recenti indicano che la <strong>percezione del rischio </strong>tra la popolazione è diminuita, con un calo dell’attenzione verso le vaccinazioni di richiamo necessarie per mantenere l’immunità nel tempo. Questa situazione si accompagna a sfide logistiche nel raggiungere le fasce più vulnerabili della popolazione, inclusi i migranti e le comunità con accesso limitato ai servizi sanitari.</p>



<p>L’analisi delle risposte delle autorità coreane evidenzia come, nonostante una pronta attivazione di misure di contenimento e campagne di sensibilizzazione, permangano difficoltà nel contrastare efficacemente la disinformazione e nel mantenere alta la fiducia della popolazione nelle istituzioni sanitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dinamiche negli Stati Uniti con Robert F. Kennedy Jr.</h2>



<p>Negli Stati Uniti, la questione del morbillo e della vaccinazione ha assunto spesso un forte rilievo <strong>politico </strong>e mediatico. Un caso emblematico è quello di <strong>Robert F. Kennedy Jr.</strong>, figura di spicco nel movimento <strong>anti-vax</strong>.</p>



<p>Gli Stati Uniti stanno vivendo la più grande epidemia di morbillo degli&nbsp;ultimi 25 anni. Al 27 maggio 2025, sono stati <a href="https://nypost.com/2025/05/29/health/measles-outbreak-continues-to-spread-throughout-the-us-get-the-latest-numbers/?utm_source">confermati </a>1.046 casi di morbillo. Al momento i focolai sono concentrati in <strong>Texas</strong>, dove si parla di 729 casi, inclusi 94 ricoveri e due decessi tra bambini non vaccinati. Ben 25 anni dopo aver dichiarato l’eliminazione del morbillo, il Paese si confronta con la possibilità concreta che la malattia riprenda a circolare in modo endemico. </p>



<p>Secondo esperti di malattie infettive americani, la risposta all’aumento dei casi di morbillo è ostacolata dalla <strong>mancanza di una comunicazione efficace </strong>da parte delle autorità sanitarie a sostegno della vaccinazione, oltre che dalla diffusione di informazioni fuorvianti su trattamenti non comprovati che alimentano confusione tra i genitori.</p>



<p>La situazione statunitense è infatti complicata anche dalla <strong>frammentazione delle politiche sanitarie</strong> tra Stati, che rende difficile un coordinamento uniforme delle campagne vaccinali. In alcuni Stati, le resistenze culturali e politiche hanno portato a una copertura vaccinale al di sotto della soglia necessaria per l’immunità di gregge, facilitando così la diffusione del virus. Le <strong>campagne di disinformazione</strong>, spesso alimentate da movimenti politici e social media, hanno contribuito a creare un clima di diffidenza verso le autorità sanitarie, rendendo più arduo il controllo dell’epidemia.</p>



<p>Negli Stati Uniti, la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000. I medici concordano nel ritenere la <strong>vaccinazione </strong>lo strumento più sicuro ed efficace per proteggere dalla malattia. A livello nazionale, le coperture vaccinali tra i bambini hanno subito un calo significativo dopo la pandemia, accompagnato da un aumento delle richieste di esenzione per motivi religiosi o personali, che mettono in discussione l’efficacia delle politiche obbligatorie di immunizzazione.</p>



<p>Questo scenario sottolinea una realtà preoccupante, ovvero che negli Stati Uniti, la gestione delle malattie prevenibili con i vaccini non sia solo una questione medica, ma anche profondamente intrecciata con la <strong>politica</strong>, l’identità culturale e le dinamiche sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un esempio italiano: la Campania 2002–2003 </h2>



<p>Anche l’Italia ha conosciuto negli ultimi decenni gli effetti di un’insufficiente prevenzione vaccinale. Uno degli episodi più significativi è l’epidemia di morbillo che colpì la <strong>Campania </strong>tra il 2002 e il 2003, registrando oltre 15.000 casi e diverse decine di ricoveri in terapia intensiva pediatrica. L’epidemia fu aggravata da una copertura vaccinale ben al di sotto dei livelli raccomandati (65%), frutto di una gestione regionale disomogenea e della mancanza di un piano vaccinale efficace e coerente su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>L’epidemia di morbillo In Campania si è sviluppata in un contesto di copertura vaccinale intermedia (ma comunque <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14586297/">inadeguata</a>), una condizione in cui l’immunizzazione della popolazione non era abbastanza bassa da non influire sulla dinamica del virus, ma nemmeno abbastanza alta da garantire l’interruzione della sua trasmissione. </p>



<p>In quegli anni, la somministrazione del <strong>vaccino trivalente MPR</strong> (morbillo, parotite, rosolia) non era ancora obbligatoria e molte famiglie non percepivano il morbillo come una minaccia reale. Le conseguenze furono piuttosto drammatiche: oltre al costo in termini di salute pubblica e vite umane, l’epidemia comportò un notevole impatto economico per il sistema sanitario, dovuto ai ricoveri e alle complicanze.</p>



<p>Solo in seguito a questa crisi e ad altre simili, l’Italia ha cominciato a rafforzare le proprie politiche vaccinali, arrivando all’introduzione dell’<strong>obbligo vaccinale scolastico nel 2017.</strong> Questo caso dimostra come la mancanza di una direzione politica univoca e di campagne informative efficaci possa creare le condizioni per epidemie evitabili, che colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Politica e disinformazione: terreno fertile delle epidemie</h2>



<p><strong>Le epidemie di morbillo oggi raramente esplodono per caso.</strong> Sono quasi sempre il risultato di un progressivo indebolimento delle politiche sanitarie e della progressiva <strong>perdita di fiducia</strong> pubblica nella scienza. In questo contesto, il ruolo della politica è decisivo, poiché sono le istituzioni a definire le priorità, a finanziare le campagne di prevenzione e a garantire l’accesso ai vaccini. Ma sono anche le stesse istituzioni che, se ambigue o assenti nella comunicazione, possono lasciare spazio a disinformazione, paura e sfiducia.</p>



<p>Negli ultimi anni, in molti paesi democratici, la vaccinazione è diventata terreno di scontro politico e identitario. Il morbillo, dato per &#8220;sconfitto&#8221;, è tornato a circolare in parte anche per effetto della crescita di movimenti contrari ai vaccini, spesso sostenuti o tollerati da figure pubbliche in cerca di consenso. La comunicazione sui rischi, se non è trasparente e tempestiva, viene rapidamente scalzata da narrazioni più semplici e virali, benché false. E così, anche una malattia con un vaccino sicuro ed efficace da decenni può tornare a rappresentare una minaccia concreta.</p>



<p>In Paesi come gli Stati Uniti, l’Italia e perfino la Corea del Sud, <strong>la disinformazione ha spesso sfruttato incertezze istituzionali e divisioni politiche, alimentando un clima di sospetto.</strong> Per contrastare questa deriva, servono politiche pubbliche solide, investimenti strutturali nella sanità e, soprattutto, un linguaggio politico che non insegua il consenso facile ma costruisca fiducia, consapevolezza e responsabilità collettiva.</p>



<p>Il ritorno di malattie che credevamo superate non è solo un fallimento sanitario, ma il segnale di un equilibrio fragile tra stili di vita globalizzati, scelte politiche inadeguate e disattenzione verso le interconnessioni tra salute umana, animale e ambientale. </p>



<p>In questo contesto, il concetto di <strong>One Health</strong>, che riconosce proprio questa interdipendenza, offre una chiave di lettura fondamentale. Ci ricorda che le epidemie non sono eventi isolati, ma conseguenze di un sistema complesso che richiede risposte coordinate, attente e più lungimiranti.</p>



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		<title>GAVI sotto assedio: perché per gli Usa è un errore strategico depotenziare l&#8217;Alleanza per i vaccini</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bill and Melinda Gates Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="389" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-600x381.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/istockphoto-518818070-612x612-1-300x191.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>GAVI, acronimo di Global Alliance for Vaccine Immunization, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una partnership pubblico-privata fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gavi-sotto-assedio-perche-per-gli-usa-e-un-errore-strategico-depotenziare-lalleanza-per-i-vaccini.html">[...]</a></p>
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<p><strong><a href="https://www.gavi.org/our-alliance/about">GAVI</a></strong>, acronimo di <em>Global Alliance for Vaccine Immunization</em>, aiuta a vaccinare più della metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti. Si tratta di una <strong>partnership pubblico-privata</strong> fondata nel 2000 con l&#8217;obiettivo di migliorare l&#8217;accesso ai vaccini nei paesi a basso e medio reddito. Dal suo inizio, ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini in 78 paesi, prevenendo più di 18,8 milioni di decessi. Alla sua nascita c&#8217;erano 43 paesi, tra cui la maggior parte dell&#8217;Africa subsahariana, dove almeno 1 bambino su 10 moriva prima dei 5 anni a causa di malattie infettive. Oggi ce ne sono solo cinque: Ciad, Niger, Nigeria, Sierra Leone e Somalia. La GAVI è una delle ragioni principali per cui ciò accade.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la GAVI</h2>



<p>Il funzionamento si basa su un meccanismo di <strong>finanziamento multilaterale</strong>. I fondi provengono da una combinazione di governi donatori, fondazioni filantropiche (come la Bill &amp; Melinda Gates Foundation), organismi internazionali (tra cui OMS e Banca Mondiale) e partner del settore privato. Questi fondi vengono utilizzati per <strong>acquistare vaccini a basso costo per i Paesi eleggibili</strong> – definiti secondo soglie di reddito stabilite dalla Banca Mondiale. Gavi negozia prezzi ribassati con i produttori di vaccini grazie al volume degli acquisti e alla prevedibilità della domanda. I vaccini vengono poi distribuiti attraverso partner operativi come UNICEF e OMS, con attenzione alla logistica, alla catena del freddo e alla formazione del personale sanitario nei territori più fragili. L&#8217;alleanza non si limita a consegnare dosi: investe anche nel rafforzamento dei sistemi sanitari locali, in programmi di monitoraggio e nella sorveglianza epidemiologica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="895" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png" alt="" class="wp-image-471365" style="width:572px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi.png 895w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-600x432.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-300x216.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/gavi-768x553.png 768w" sizes="auto, (max-width: 895px) 100vw, 895px" /></figure>
</div>


<p>Oltre ai vaccini di routine, Gavi finanzia lo sviluppo e l’introduzione di nuovi vaccini contro malattie emergenti come <strong>HPV</strong>, <strong>malaria</strong>, <strong>Ebola</strong> e <strong>COVID-19</strong>. Ha avuto un ruolo centrale nella creazione di <strong>COVAX</strong>, il meccanismo globale per l’accesso equo ai vaccini anti-COVID, e nella realizzazione di stockpile internazionali, ovvero riserve d’emergenza di vaccini già pronti all’uso in caso di epidemie. Gavi non è solo uno strumento di solidarietà verso il Sud globale. È, a tutti gli effetti, una barriera preventiva per l’intero pianeta. Fermare un’epidemia in Africa occidentale significa evitare anche una pandemia in Europa o Nord America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso dell&#8217;Ebola: lo <em>stockpile</em> in Svizzera</h2>



<p>Un esempio fra tutti è l’Ebola, o meglio, lo <strong><em>stockpile </em>di vaccini custodito in Svizzera</strong>. Poche epidemie sono state così dure come quella del 2014 nell&#8217;Africa occidentale. Quando i contagi si sono fermati nel 2016, quasi 30.000 persone erano state contagiate e 11.000 erano morte. La perdita di vite umane ha avuto anche conseguenze economiche significative: si stima che la perdita di PIL sia stata compresa tra 2,8 e 32,6 miliardi di dollari. I paesi colpiti – <strong>Guinea</strong>, <strong>Sierra Leone</strong> e <strong>Liberia </strong>– non erano preparati a rispondere a una malattia così mortale da poter uccidere il 90% delle persone infettate. Nel 2015, il <strong>vaccino rVSV-ZEBOV di Merck</strong> è stato somministrato a persone a rischio di Ebola in Guinea con un approccio &#8220;compassionevole&#8221;. Il vaccino è stato studiato in una sperimentazione che ha coinvolto 11.841 persone. Tra le 5.837 persone che hanno ricevuto il vaccino, non è stato registrato alcun caso di Ebola dieci giorni o più dopo la vaccinazione.<br>Nel cuore dell’Europa, dunque, esiste una riserva strategica pronta a contrastare l’Ebola. Finanziata dall’Alleanza per i vaccini, e coordinata da un consorzio multilaterale, questa scorta globale del vaccino rVSV-ZEBOV è progettata per fornire una risposta rapida, sicura e accessibile alle epidemie emergenti. Attivata nel gennaio 2021, l’iniziativa è sotto la supervisione dell’International Coordinating Group (ICG) on Vaccine Provision, che riunisce OMS, UNICEF, Medici Senza Frontiere (MSF) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). Il vaccino stesso è una formulazione monodose iniettabile approvata dagli esperti del comitato tecnico SAGE dell’OMS, che ha raccomandato il mantenimento di una <strong>dotazione minima globale di 500.000 dosi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.gavi.org/sites/default/files/vaccineswork/2025/Header/ebola-vaccination-campaign-DRC_Gavi.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il meccanismo è semplice: ogni Stato che rileva un focolaio di Ebola può inoltrare richiesta al consorzio e ricevere rapidamente le dosi necessarie per contenere l’epidemia. Per i Paesi idonei a ricevere supporto attraverso i programmi Gavi, le dosi sono fornite gratuitamente, insieme a un sostegno operativo fondamentale, che va dalla gestione logistica fino alla somministrazione sul campo. La conservazione del vaccino, altamente sensibile, richiede condizioni rigorose: <strong>una catena del freddo ultra-profonda a -80°C</strong>, garantita da imballaggi speciali e controlli continui. Una volta autorizzata la distribuzione, le spedizioni possono raggiungere la destinazione entro sette giorni, anche in contesti ad accesso difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello della scorta globale</h2>



<p>Le epidemie di Ebola sono caratterizzate da un’elevata letalità e una capacità di diffusione estremamente rapida, spesso superiore alla velocità con cui è possibile attivare misure di contenimento. Durante l’epidemia del 2014, ben prima della disponibilità di un vaccino efficace, il virus avanzava in Guinea a una velocità di quasi 300 chilometri a settimana, rendendo quasi impossibile un intervento tempestivo.<br>In questo contesto, la scorta internazionale di vaccini contro l’Ebola rappresenta uno strumento centrale per la preparazione sanitaria globale. Pensata per facilitare una risposta coordinata a livello internazionale, la scorta consente di contenere rapidamente i focolai, evitando che infezioni localizzate evolvano in crisi regionali o addirittura globali. A differenza di altre malattie infettive, <strong>l’Ebola non genera un mercato commerciale stabile</strong>: la sua natura sporadica e imprevedibile non offre alle aziende un incentivo economico sufficiente per mantenere una produzione costante. In assenza di una domanda regolare, i produttori non avrebbero motivo di conservare dosi pronte all’uso, generando inevitabili carenze nei momenti critici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2018/04/27/thinkstockphotos-513443244_thumb_720_480.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p><br><strong>Il modello della scorta globale</strong> supera questo ostacolo strutturale. Centralizzando le risorse e garantendo l’acquisto delle dosi in anticipo, assicura la disponibilità immediata dei vaccini quando più servono. Il vaccino rVSV-ZEBOV, contenuto nella scorta, è impiegato principalmente attraverso una strategia definita di “vaccinazione ad anello”. Questo approccio prevede l’immunizzazione non solo dei soggetti venuti a contatto diretto con un caso confermato, ma anche dei <strong>contatti secondari</strong>. Il risultato è la creazione di una barriera immunologica attorno al focolaio che blocca la trasmissione del virus.<br>Oltre all’impiego reattivo, la scorta può essere<strong> utilizzata anche in chiave preventiva</strong>, per proteggere in anticipo gruppi ad alto rischio, come gli operatori sanitari e il personale di primo intervento (vedi il caso della Sierra Leone) nelle aree dove il virus potrebbe riemergere. Questi professionisti sono spesso i primi esposti in caso di epidemia e costituiscono una risorsa insostituibile per la risposta sul campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa si defilano. I rischi</h2>



<p><strong>Sotto l&#8217;amministrazione Trump, l&#8217;Alleanza per i Vaccini – rischia un significativo depotenziamento</strong> a causa di tagli sostanziali ai finanziamenti statunitensi. Gli Stati Uniti hanno storicamente rappresentato uno dei principali sostenitori dell’organizzazione, contribuendo in modo cruciale ai programmi di immunizzazione che hanno salvato milioni di vite nei Paesi a basso e medio reddito.<br>Gli Stati Uniti hanno fornito il 13% dei finanziamenti di Gavi sin dal suo inizio e, sotto l&#8217;amministrazione Biden, avevano promesso un finanziamento di 2,53 miliardi di dollari a partire da settembre 2022 e fino al 2030. Di tale importo, 880 milioni di dollari sono stati finora erogati. Nel marzo 2025, la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di interrompere il finanziamento a Gavi, <strong>cancellando una sovvenzione di oltre un miliardo di dollari </strong>destinata all’acquisto di vaccini pediatrici nei Paesi in via di sviluppo. Secondo i vertici di Gavi, questa decisione potrebbe avere un impatto devastante sulla sicurezza sanitaria globale, con la concreta possibilità di oltre un milione di morti infantili nei prossimi cinque anni. Si trattava di uno delle migliaia di contratti per un totale di miliardi di dollari di stanziamenti eliminati nell&#8217;ambito di una revisione volta a eliminare le spese &#8220;<em>che non servivano (e in alcuni casi persino danneggiavano) i principali interessi nazionali degli Stati Uniti</em>&#8220;, secondo una dichiarazione pubblicata su <em>X </em>dal Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.usatoday.com/gcdn/authoring/authoring-images/2025/05/09/USAT/83537632007-20250424-t-153200-z-880400442-rc-20-ddaw-5-gy-9-rtrmadp-3-usahealthmeasles.JPG?crop=4031,2268,x0,y0" alt=""/></figure>
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<p>Questi tagli si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento del contributo statunitense ai programmi di salute globale, tra cui altre iniziative fondamentali come <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-stati-uniti-abbandonano-lafrica.html">PEPFAR</a> e il supporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’interruzione dei finanziamenti a Gavi comprometterebbe la capacità dell’organizzazione di mantenere scorte strategiche di vaccini contro malattie ad alto impatto come Ebola, colera e meningite. Queste riserve sono fondamentali per garantire una risposta rapida ai focolai epidemici. Inoltre, la riduzione del supporto finanziario rischia di rallentare l’accesso ai nuovi vaccini per <strong>patogeni emergenti</strong>, aumentando l’esposizione globale a minacce sanitarie non ancora controllate.<br>Se i tagli americani ai finanziamenti dovessero persistere, potremmo assistere nel prossimo futuro a <strong>epidemie di morbillo</strong> più frequenti e diffuse a livello globale, ma anche a una recrudescenza di molte altre malattie prevenibili con i vaccini, come la <strong>pertosse</strong> e la <strong>diarrea da rotavirus</strong>, entrambe potenzialmente fatali. Assisteremo anche a ritardi o interruzioni nell&#8217;introduzione di nuovi vaccini salvavita nelle comunità più bisognose&#8221;. Tra questi, anche i nuovi e promettenti vaccini contro la malaria appena introdotti. E le epidemie di malattie infettive in altri paesi possono raggiungere gli Stati Uniti ormai molto facilmente.<br>Interpellato sulla sospensione dei fondi destinati a Gavi, un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la decisione, definendola coerente con la revisione delle oltre 5.300 cancellazioni di progetti giudicati non allineati con gli interessi nazionali o le priorità strategiche dell’amministrazione. Il Dipartimento ha tuttavia precisato che i programmi USAID considerati essenziali restano operativi, tra cui quelli per l’<strong>HIV</strong>, l’assistenza umanitaria nelle aree di crisi e il sostegno alla risposta all’epidemia di <strong>Ebola in Uganda</strong>.</p>



<p></p>



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