In Cina il settore delle Life Sciences, le cosiddette scienze della vita, è in fermento. Scordatevi i giocattoli e i prodotti a basso costo che, a colpi di export, hanno arricchito Pechino tra gli anni ’70 e i primi Duemila. Iniziate a dimenticare anche le auto elettriche, gli smartphone e i pannelli solari hi-tech che hanno lanciato il Dragone su scala globale.
All’ombra della Città Proibita si guarda già al futuro. E il futuro, in Cina, coinciderà sempre di più con l’insieme di discipline scientifiche che comprendono, tra le altre, farmaceutica, biotecnologia, genetica e medicina. In altre parole, i campioni nazionali cinesi intendono collaborare, e allo stesso tempo competere, con le grandi multinazionali farmaceutiche occidentali per la realizzazione e lo sviluppo di farmaci, vaccini e cure per sconfiggere malattie, virus e disturbi più o meno complicati.
I media d’oltre Muraglia stanno sottolineando con enfasi il ruolo giocato dalle start-up biotech locali nel perfezionare un trattamento per il cancro con vaccini mRNA personalizzati. Un scommessa che soltanto un decennio fa sembrava utopica, visto che una terapia del genere costava circa 1 milione di dollari a paziente, e che dunque si pensava sarebbe stata appannaggio, al massimo, soltanto di qualche riccone. Le cose potrebbero presto cambiare.

Le scienze della vita alla conquista della Cina
Dicevamo delle start-up biotecnologiche cinesi: si sono moltiplicate surfando l’onda hi-tech che ha travolto il Paese e adesso vogliono sedersi al tavolo delle grandi Big Pharma occidentali. Prendiamo l’esempio di Likang Life Sciences. L’azienda in questione, con sede a Pechino, sta lavorando per progettare una terapia contro il cancro ad una frazione del costo di quelle fin qui sperimentate dalle rivali occidentali.
Lo scorso febbraio, come ha spiegato il quotidiano South China Morning Post, Likang ha ricevuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration statunitense per l’avvio della sperimentazione clinica sull’uomo del suo vaccino antitumorale a base di mRNA, l’iniezione LK101, che è diventato così il primo prodotto made in China del genere a raggiungere questa fase.
Chen Li, fondatore dell’azienda, ha detto di non poter ancora rivelare il prezzo esatto del prodotto perché non è ancora nella fase commerciale, ma ha confermato che sarà “notevolmente più basso” rispetto ai suoi omologhi occidentali. I prezzi dei farmaci cinesi di questo tipo potrebbero scendere “in modo esponenziale”, ha aggiunto Cheng Xudong, fondatore di un’altra azienda biotecnologica con sede a Pechino, ZSky, che a sua volta sta lavorando su vaccini personalizzati contro il cancro e si sta muovendo a un ritmo simile a quello di Likang per immettere il suo prodotto sul mercato.
Il progresso dei farmaci made in China
A giudicare dall’attuale costo di produzione nella fase di ricerca clinica, Mr. Cheng, che può vantare un’esperienza di ricercatore biologico presso la Northwestern University degli Stati Uniti, ha stimato che il prodotto di Likang costerebbe meno di 100.000 yuan (circa 13.800 dollari) per un ciclo di sei dosi, comprese materie prime, materiali di consumo e manodopera.
Una notizia eccellente, considerando che il New York Times, in un articolo del 2023, scriveva che “il costo è un ostacolo importante all’utilizzo più ampio di questi tipi di vaccini”. Ugur Sahin, co-fondatore della multinazionale tedesca BioNTech, aggiungeva che, nell’ultimo decennio, la sua azienda è riuscita a ridurre il costo da circa 350.000 dollari a dose a meno di 100.000 dollari (automatizzando parti del processo produttivo). Likang, se non dovessero esserci ostacoli tecnici e burocratici, dovrebbe abbattere ulteriormente il costo.
Ma come funzionano questi vaccini? Agiscono stimolando il sistema immunitario del paziente e “stimolano” l’organismo a produrre una parte innocua di una proteina cancerogena, poi “addestrano” il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule cancerose che trasportano quella proteina (un po’ come funzionano generalmente i vaccini a mRNA). A differenza dei farmaci antitumorali convenzionali, che prendono di mira proteine specifiche, i vaccini cinesi potrebbero essere “personalizzati” in base al profilo neoantigenico di ciascun paziente.
Per la cronaca, è stata l’esperienza personale di Chen con il cancro a spingerlo a fondare Likang. Nel 2016 a sua madre era stato infatti diagnosticato un cancro ovarico. Chen, all’epoca dottorando presso l’Istituto di Biofisica dell’Accademia Cinese delle Scienze, ha così iniziato a cercare un trattamento efficace per il genitore, finché non ha iniziato ad esplorare la tecnologia emergente dei vaccini contro il cancro. Sapendo che i tumori sono causati da mutazioni genetiche, Mr. Chen ha pensato di utilizzare la tecnologia di sequenziamento ad alto rendimento, combinata con algoritmi bioinformatici basati sull’intelligenza artificiale, per identificare con precisione mutazioni specifiche nelle cellule tumorali di un paziente. Gli scienziati potrebbero dunque utilizzare molecole di RNA messaggero per “esprimere” queste mutazioni e attivare il sistema immunitario di un paziente per colpire con precisione, e attaccare, le cellule tumorali.


