Hainan è stata per decenni un’isola remota situata nel sud della Cina, famosa nei libri di storia per esser stata l’ultima regione conquistata dai comunisti durante la guerra civile cinese, nel maggio del 1950. Da quel momento in poi, e per 38 anni, ha fatto parte della provincia del Guangdong. È diventata un’entità statale di primo livello soltanto nel 1988, quando Deng Xiaoping decise di trasformarla nella più grande Zona Economica Speciale (Zes) del Paese, come progetto di punta del programma di riforma economica cinese allora in corso.
Hainan è oggi la provincia più meridionale della Repubblica Popolare Cinese. Si affaccia sul Mar Cinese Meridionale in una zona geopoliticamente caldissima, tra il Golfo del Tonchino e le Isole Xisha (o Paracel), e da poco più di un decennio è una delle più note mete turistiche della regione Asia-Pacifico.
Se gli amanti del mare la conoscono per la località balneare di Sanya, gli analisti militari statunitensi hanno imparato a conoscere quest’isola grazie alla Yulin Naval Base, la base militare della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese, vicina all’omonimo porto di Yulin, e alla più recente Longpo Naval Base, incastonata sulla baia di Yalong e dedicata a sottomarini nucleari e portaerei.
Adesso anche i media occidentali che non trattano di viaggi e vacanze hanno iniziato a parlare di Hainan. Già, perché secondo quanto sostengono i funzionari dell’intelligence Usa, il pallone spia cinese entrato nello spazio aereo americano e abbattuto al largo delle coste della Carolina del Nord farebbe parte di un vasto programma di sorveglianza gestito dall’esercito cinese. E che avrebbe come epicentro d’azione niente meno che l’isola tropicale di Hainan, o comunque i suoi paraggi.
A Washington nessuno sa quantificare le dimensioni esatte dell’ipotetica flotta di palloni di sorveglianza cinesi. Tra i corridoi del Pentagono in molti parlano di almeno due decine di missioni in almeno cinque continenti effettuate negli ultimi anni. Pare addirittura, hanno scritto i media americani, che vari palloni aerostatici di sorveglianza abbiano operato al largo della costa meridionale cinese per raccogliere informazioni militari in Paesi e aree di interesse strategico per Pechino, tra cui India, Vietnam, Taiwan e Filippine.
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L’importanza di Hainan
Hainan vive almeno tre vite parallele, risultando quando testa d’ariete quando porta d’ingresso della Cina. La provincia è infatti la porta d’accesso che accoglie i turisti in un clima paradisiaco e quella che calamita gli investimenti stranieri risultando un’interessante Zes, ma è anche una testa d’ariete in campo militare e strategico. Le basi che ospita giocano un ruolo chiave per consolidare il potere marittimo di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e Orientale e, più in generale, nell’intero Indo-Pacifico.
Nell’agosto 2020, la società americana di imaging Planet Labs ha immortalato un’immagine satellitare più unica che rara. Nella foto si vedeva quello che sembrava essere un sottomarino d’attacco cinese a propulsione nucleare Shang class/Type 093 entrare in un tunnel sotterraneo della base navale di Yulin. Come scritto da InsideOver, era la prima volta che un sottomarino nucleare cinese entrava nel complesso di grotte sotterranee predisposto ad Hainan.
Secondo un rapporto del 2008 stilato dalla Federation of American Scientists la struttura della suddetta grotta comprenderebbe un canale lungo almeno quanto un sottomarino, varie sale per stoccare attrezzature e altre sale per accogliere il personale. Ma i tunnel di Yulin, costruiti almeno 12 anni fa, non sono le uniche grotte sottomarine su cui può contare la Cina. Altri tunnel sottomarini, ha scritto Forbes, si trovano nella base navale di Jianggezhuang, vicino a Qingdao. Anche la base di Xiachuan Dao può contare su un piccolo tunnel appena dentro le mura del porto. E pure un cantiere navale in cui vengono solitamente riparati sottomarini e grandi navi da guerra, vicino alla base di Xiangshan, possiede un tunnel. Ebbene, è attraverso questi complessi sistemi di grotte sotterranee che il Dragone nasconde gran parte del suo hardware militare, dai sottomarini ai sistemi missilistici, sempre più moderni ogni anno che passa.
Sempre nel 2020, da Hainan sono arrivati altri campanelli d’allarme. Immagini della base navale di Yulin scattate da Maxar Technologies hanno mostrato la struttura di due nuovi moli in costruzione, in aggiunta ai quattro già esistenti nel sito. Ricordiamo che l’intera base fa parte di un grande complesso navale che ospita la flotta del Mare del Sud della Marina dell’Esercito popolare di liberazione cinese, che è tra l’altro dotata di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare e missili balistici.
Questi, scendendo nel dettaglio, includono sei sottomarini per missili balistici Type 094, o di classe Jin, a propulsione nucleare, tre dei quali visibili nell’immagine di Maxar. Nello stesso frame si poteva vedere anche un sottomarino più piccolo, di 107 metri (351 piedi), forse un Type 093, o sottomarino d’attacco a propulsione nucleare di classe Shang.
Oltre ai moli sottomarini in costruzione, la base ha visto l’assemblaggio di un molo per grandi navi di superficie, comprese le portaerei. È in costruzione anche un nuovo bacino di carenaggio per ospitare una portaerei di superficie, mentre una base per elicotteri nella vicina città di Sanya è stata ristrutturata con nuovi hangar, un piazzale di parcheggio ampliato e piste riasfaltate.
Un’isola strategica
Insomma, incrociando vari resoconti relativi alle attività militari cinesi in quel di Hainan, pare che da queste parti la Marina dell’Esercito popolare di liberazione cinese si stia preparando da anni per la prossima fase di proiezione del potere nel Mar Cinese Meridionale. Grazie a un sano mix di navi di superficie, piattaforme missilistiche antiaeree e anti-nave e sottomarini – sia convenzionali che deterrenti nucleari – il valore strategico di Yulin è in costante aumento, scriveva già nel 2017 The Diplomat.
Per quanto riguarda questa base, la sua costruzione è iniziata intorno al 2000. Il complesso tentacolare della struttura comprende le difese naturali della baia di Yalong, ovvero la grande montagna che funge da protezione parziale per il sito. La montagna stessa dovrebbe continuare ad ospitare il deterrente nucleare cinese, opportunamente riparato sotto poche centinaia di piedi di terra e pietra, a strapiombo sul mare. Per meglio difendere la base, inoltre, la Cina ha pensato bene di costruire una grande diga lungo il confine della base.
Oltre alle sue fortificazioni naturali e artificiali, la Yulin Naval Base si affida ad alcune tecnologie. Almeno cinque edifici, ciascuno separato l’uno dall’altro da muri protettivi contro le esplosioni, sono in grado di ospitare batterie di missili terra-aria (Sam). A completare il tutto troviamo lanciatori di missili da crociera anti-nave (Ascm) che fiancheggiano entrambi i lati dell’ingresso del tunnel sottomarino. La punta di diamante della base è comunque rappresentata dai sottomarini (e le strutture associate).
Per la cronaca, alla flotta del Mare del Sud è stata assegnata la maggior parte della flotta d’assalto anfibia in rapida crescita del EPL, inclusa la prima portaelicotteri Type 075, nonché della piattaforma di atterraggio Type 071. Queste navi, progettate per il trasporto di truppe tramite mezzi da sbarco o elicotteri, andrebbero a formare una componente vitale di una qualsiasi invasione cinese di Taiwan.
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