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	<title>Us Army Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 26 Sep 2026 23:45:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Us Army Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Polonia sarebbe vicina a un accordo con gli USA per aprire una base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polonia e Stati Uniti sarebbero vicini a trovare un&#8217;intesa per l&#8217;apertura di una nuova base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati. Il ministro degli Esteri polacco <strong>Radosław Sikorski</strong> ha annunciato l&#8217;iniziativa giovedì, come riferisce <em><a href="https://www.politico.com/news/2026/09/24/poland-us-base-troops-01091905">Politico</a></em>, e la notizia arriva nel mezzo della formulazione dei piani del Pentagono per la ridistribuzione e parziale ritiro delle forze statunitensi dal teatro europeo.</p>



<p>L&#8217;idea di una base USA in Polonia circolava da tempo, ed è stata caldeggiata da Varsavia in quanto ritenuta necessaria <strong>per aumentare la deterrenza nei confronti della Russia. </strong>Gli Stati Uniti hanno attualmente circa 7mila soldati nel Paese presenti secondo un meccanismo a rotazione e stanno inoltre trasferendo, sempre secondo lo stesso meccanismo, unità dell&#8217;esercito in <a href="https://www.lrt.lt/en/news-in-english/19/3062086/two-us-army-battalions-to-arrive-in-lithuania-in-october-minister-says">Lituania </a>ed <a href="https://news.err.ee/1610145598/us-to-send-new-troop-contingent-to-estonia-ministry-confirms">Estonia</a>, che dovrebbero arrivare rispettivamente a ottobre e a novembre, nel quadro del rafforzamento del fronte orientale della NATO.</p>



<p>“Vogliamo un tipo di presenza statunitense che ci rassicuri, senza però costituire una minaccia per la Russia”, ha dichiarato Sikorski durante un evento del <em>Council on Foreign Relations </em>a New York, aggiungendo “speriamo che il Presidente Trump mantenga la promessa fatta a tal proposito”.</p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense sta però studiando la diminuzione della propria presenza militare in Europa e in parallelo una <strong>ridistribuzione </strong>dei reparti dall&#8217;Europa centrale a quella orientale, un processo cominciato ormai da molti anni ma che solo molto di recente ha subito un&#8217;accelerazione. </p>



<p>Durante una riunione dei ministri della Difesa della NATO nel giugno 2026, il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/crumbling-defense-europe">aveva annunciato</a> che il Pentagono si stava muovendo “rapidamente e in modo irreversibile verso una situazione in cui l’Europa si faccia carico della responsabilità primaria della propria difesa” e starebbe lavorando a uno studio per determinare il livello ottimale di forze statunitensi in Europa che vedrebbero la riduzione di un terzo del numero di caccia F-15E e F-16 dell’U.S Air Force dislocati in Europa, di ritirare tutti e otto gli aerei cisterna per il rifornimento in volo presenti, di riassegnare uno dei due gruppi di bombardieri destinati al teatro europeo della <em>Bomber Task Force Europe</em>, <strong>di ritirare 15 dei 26 velivoli da pattugliamento marittimo presenti nel continente</strong> e di richiamare un sottomarino lanciamissili da crociera e un gruppo navale incentrato su una portaerei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I piani del Pentagono</h2>



<p>A <a href="https://apnews.com/article/trump-merz-germany-troops-withdrawal-nato-d37af7bcd1a97e265f3b3afd8aa65142">maggio</a>, la Casa Bianca aveva dato ordine al Pentagono di ritirare 5mila soldati dalla Germania con piani di esecuzione da compiere in 6/12 mesi, mentre dalla Romania ne sono già stati richiamati mille. Attualmente, si stima che in Europa siano presenti <strong>80mila militari americani</strong> di tutte le forze armate e <a href="https://www.timesnownews.com/world/us/us-news/25000-us-troops-out-of-europe-pentagon-weighs-major-military-drawdown-report-article-156180869">si ritiene</a> che nei piani di Washington ci sia la volontà di <strong>ridurre questa cifra di oltre 25mila unità</strong>, potendo – in base alle necessità – arrivare anche a 40mila: in sostanza le forze statunitensi in Europa sarebbero dimezzate.</p>



<p>Il Segretario Hegseth dovrebber ricevere il piano finale di revisione delle forze entro l&#8217;inizio di novembre. <strong>Elbridge Colby,</strong> responsabile delle politiche del Pentagono e a capo della revisione, ha affermato mercoledì in un discorso che l&#8217;iniziativa porterà a “una NATO migliore, più forte e più solida”, dato che i membri dovranno investire maggiormente nella propria difesa: “Offrirà inoltre all&#8217;Europa una maggiore capacità militare su cui contare” e nascerà quella che ha definito una “NATO 3.0”.</p>



<p>La possibile apertura di una nuova base dell&#8217;esercito USA in Polonia sembra andare in controtendenza, e far pensare all&#8217;ennesima giravolta dell&#8217;amministrazione Trump, ma in realtà se guardiamo al possibile (e plausibile) piano di riduzione possiamo notare che gli Stati Uniti prevedrebbero di <strong>ritirare assetti aerei e navali</strong> – e quanto vi ruota intorno per quanto riguarda logistica e personale addetto – e di continuare sulla via del rafforzamento del fronte orientale dell&#8217;Alleanza con reparti dell&#8217;U.S. Army là dove ritengono ce ne sia più bisogno, come in Polonia e nei Baltici che sono più sensibili alle azioni russe nel campo della guerra ibrida e hanno una percezione più marcata della pericolosità di Mosca.</p>



<p>Attualmente, per quanto riguarda la possibile apertura della nuova base USA in Polonia, non è dato sapere quali reparti dell&#8217;esercito ospiterà né se i 10mila soldati che dovrebbe contenere saranno presenti stabilmente o secondo il classico meccanismo rotazionale. Nemmeno sappiamo se il Pentagono prevede di prelevarli da altre nazioni europee e in che numero. Molto probabilmente sarà effettuata una scelta a metà tra quest&#8217;ultima ipotesi e l&#8217;invio di reparti dagli Stati Uniti – soprattutto se si tratta di reparti corazzati – che <strong>saranno stanziati in Polonia a rotazione</strong> e sino a un massimo di 10mila unità in caso di necessità.</p>



<p>Nel frattempo, nonostante le smentite e le rassicurazioni successive allo “scoop” del quotidiano “<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/24/mosca-vuole-colpire-italia-francia-e-spagna.-roma-smorza-lallarme_f3970154-cd44-45da-9d7a-0f7ce91c9725.html">El Mundo</a>”, l&#8217;intelligence della Danimarca <a href="https://www.fe-ddis.dk/globalassets/fe/dokumenter/2026/trusselsvurderinger/-assessment-of-the-threat-from-russia-.pdf">ha diffuso un comunicato</a> il 24 settembre in cui ritiene che la Russia intensificherà la propria guerra ibrida sferrando attacchi più frequenti contro l&#8217;Occidente e la NATO e che al contempo, sussiste il rischio – basso ma crescente – che la Russia lanci un attacco militare limitato contro uno o più Paesi della NATO confinanti con il territorio russo nei prossimi mesi, con l&#8217;obiettivo di distogliere le risorse europee dal sostegno all&#8217;Ucraina e di seminare divisioni all&#8217;interno della NATO, qualora l&#8217;Alleanza non riuscisse a concordare una risposta collettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 23:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Task Force Falcon, unità dell'U.S. Army che utilizza droni aerei, di superficie e subacquei, ha terminato la sua missione </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/LUCAS-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A settembre terminerà la missione sperimentale della task force droni dell&#8217;esercito statunitense nel teatro euro-africano, cominciata a novembre del 2025. Ad agosto dello scorso anno, il <strong><a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-RELEASES/Article/4573159/centcom-launches-first-ever-multinational-attack-drone-task-force/">CENTCOM</a></strong>, il Comando Centrale degli Stati Uniti che sovrintende le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, aveva istituito la <strong>Task Force Falcon</strong>, la prima unità dell&#8217;U.S. Army dotata di droni d&#8217;attacco <em>one way</em> composti da <strong>sistemi senza pilota in grado di operare in superficie, in mare e sott&#8217;acqua,</strong> gestiti da personale di supporto militare statunitense e partner regionali. </p>



<p>Al suo avvio, la task force era stata incaricata dal Dipartimento dell&#8217;esercito e dall&#8217;EUCOM (il Comando Europo degli Stati Uniti), di apprendere tattiche, soluzioni costruttive e metodologie di impiego dalle forze droni specializzate, <strong>comprese quelle impiegate dall&#8217;Ucraina</strong>, e di trasmettere tali insegnamenti all&#8217;esercito per supportare l&#8217;obiettivo del Pentagono di raggiungere la supremazia statunitense nel settore dei droni.</p>



<p>Un anonimo funzionario dell&#8217;U.S. Army ha dichiarato in un comunicato che, dopo la massiccia esercitazione multinazionale Saber Junction di agosto e settembre, il battaglione tornerà alla sua missione di fanteria aviotrasportata. Questo mese invece, il CENTCOM ha annunciato la creazione di una task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way aerei, di superficie e sottomarini insieme ai partner regionali. Questa task force fa seguito alla creazione, nel 2025, della <strong>Task Force Scorpion Strike</strong>, con sede in Medio Oriente e dotata di droni d&#8217;attacco, che è stata impiegata durante l&#8217;operazione <strong>Epic Fury</strong> nel Golfo Persico.</p>



<p>Il Pentagono, come riporta <em><a href="https://www.defensenews.com/news/your-military/2026/08/21/us-army-to-end-experimental-drone-battalion-in-europe/">Defense News</a></em>, si è concentrato molto sull&#8217;espansione del suo arsenale di droni in seguito a un ordine esecutivo del giugno 2025 che imponeva alle forze armate statunitensi di potenziare le proprie capacità in materia di sistemi aerei senza pilota. Dopo tale ordine, il Segretario alla Difesa <strong>Pete Hegseth </strong>ha emesso un memorandum nel luglio 2025 in cui affermava che “le unità statunitensi non sono equipaggiate con i piccoli droni letali richiesti dal moderno campo di battaglia” e si impegnava a rinnovare gli sforzi delle forze armate per l&#8217;acquisizione e l&#8217;impiego dei droni.</p>



<p>La creazione della Task Force Falcon segue l&#8217;istituzione della Task Force Scorpion Strike nel dicembre 2025 equipaggiata con droni d&#8217;attacco <em>one way</em>, nell&#8217;ambito dello sforzo volto a integrare questo tipo di tecnologia nelle diverse forze armate statunitensi. </p>



<p>All&#8217;avvio dell&#8217;operazione Epic Fury, sappiamo che l&#8217;esercito statunitense ha utilizzato per la prima volta in combattimento il drone <em>one way</em> <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/tomahawk-bombe-guidate-e-nuovi-droni-dattacco-lucas-ecco-2630265.html">LUCAS</a></strong> (<em>Low-cost Unmanned Combat Attack System)</em>: uno UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>) prodotto dalla SpektreWorks dal costo unitario di 35mila dollari. Il LUCAS possiede ala delta larga 2,5 metri ed è lungo circa 3, è propulso da un motore a elica, ed è in grado di trasportare un carico utile di circa 18 kg con un&#8217;autonomia dichiarata di 444 miglia nautiche (circa 712 km). La sua designazione commerciale è FLM 136. Il drone viene lanciato da una rotaia come avviene per l&#8217;iraniano <strong>Shahed 136</strong>, e in effetti il LUCAS ne ricorda molto le forme e molto probabilmente è stato sviluppato partendo dai resti di questo tipo di drone – che i russi producono su licenza col nome Geran-2 – recuperati nel teatro mediorientale o in quello ucraino.</p>



<p>A due settimane dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione Epic Fury, il responsabile del programma LUCAS <a href="https://defensescoop.com/2026/03/17/lucas-drone-production-emil-michael-operation-epic-fury/">aveva affermato</a> che “non ne stiamo producendo decine di migliaia. Si tratta di poche decine, ma finora funzionano molto bene” aggiungendo che i droni “non erano in piena produzione” prima del dispiegamento presso il CENTCOM e che i militari “hanno lanciato ciò che avevano a disposizione”. L&#8217;ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, aveva anche fatto notare il grande successo dei droni impiegati e che il sistema era in fase di perfezionamento in vista della produzione di massa. </p>



<p>Tornando alla Task Force Falcon, il suo aspetto più distintivo è l&#8217;<strong>integrazione</strong> di sistemi aerei, di superficie e subacquei all&#8217;interno di un&#8217;unica organizzazione. Il CENTCOM non ha mai specificato quali piattaforme marittime o sommergibili sono state assegnate a questa unità né in che modo i partner internazionali hanno contribuito. Anche il numero l&#8217;organizzazione del personale non sono noti. Tale incertezza è rilevante perché un drone d&#8217;attacco aereo one way, un&#8217;imbarcazione di superficie autonoma e un veicolo sottomarino hanno requisiti di comunicazione, velocità di avvicinamento, metodi di navigazione e processi di puntamento differenti; inoltre sapere l&#8217;organigramma della Task Force e come si è integrata con le altre unità delle forze armate USA impegnate nell&#8217;operazione Epic Fury aiuterebbe a capire in che modo il Pentagono intenda integrare i droni nei suoi reparti. Utilizzare UAV, USV e UUV in un&#8217;unica struttura operativa implica ben più che il semplice impiego di un maggior numero di sistemi senza equipaggio. </p>



<p>Sappiamo solo, come accennato, che il CENTCOM questo mese ha annunciato la creazione di un&#8217;altra task force multinazionale che utilizzerà droni d&#8217;attacco one way in aria, in acqua e sott&#8217;acqua insieme a partner regionali, e molto probabilmente questo modello organizzativo verrà impiegato in ambito NATO nel prossimo futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/finita-la-missione-sperimentale-per-la-task-force-droni-usa.html">Finita la missione sperimentale per la task force droni USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pentagono: costretto alle dimissioni anche il generale Donahue, l&#8217;ultimo soldato Usa a lasciare l&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/pentagono-costretto-alle-dimissioni-anche-il-generale-donahue-lultimo-soldato-usa-a-lasciare-lafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale Donahue, comandante delle Forze Usa in Europa e Africa, e ultimo soldato americano a lasciare il suolo dell’Afghanistan, ha lasciato l’Esercito degli Stati Uniti. Perché?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pentagono-costretto-alle-dimissioni-anche-il-generale-donahue-lultimo-soldato-usa-a-lasciare-lafghanistan.html">Pentagono: costretto alle dimissioni anche il generale Donahue, l&#8217;ultimo soldato Usa a lasciare l&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il generale di brigata <strong>Chris Donahue</strong>, comandante delle Forze Usa in Europa e Africa, e ultimo soldato americano a lasciare il suolo dell’Afghanistan, dopo 20 anni di sanguinosa e devastante lotta al terrorismo, ha lasciato l’Esercito degli Stati Uniti. “Ufficialmente” Donahue va in pensione anticipata, ma secondo alcune voci è stato “<em>silurato</em>” dal segretario alla Guerra Pete Hegseth per dei <strong>contrasti interni</strong>. E non è il primo.</p>



<p>Tutti ricordano l’immagine ripresa da un visore notturno: il comandante dell’82ª Divisione Aviotrasportata e dell’intero XVIII Corpo d’Armata Aviotrasportato, allora generale di divisione, sale a bordo di un aereo da trasporto strategico C-17 Globemaster in fase di rullaggio sulla pista dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai di <strong>Kabul</strong>, in Afghanistan, la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-tomba-degli-imperi-e-la-lezione-agli-usa-cosa-ha-svelato-il-ritiro-dallafghanistan.html">tomba degli imperi</a>. Una partenza che segnò la <strong>fine della missione statunitense di evacuazione</strong> dei cittadini americani, dei richiedenti del visto speciale per immigrati afghani e degli afghani vulnerabili mentre i talebani avanzavano alle porte della città. Il poster di un fallimento che ricorderà a molti i giorni più turbolenti di un’altra evacuazione, quella di Saigon. Era il 30 agosto del 2021; gli Stati Uniti, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, avevano messo i <em>boots on the ground</em> in Afghanistan <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lelicottero-che-porto-la-cia-in-afghanistan-dopo-l11-settembre.html">appena una settimana</a> con le prime formazioni miste di <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-coperte-della-cia-come-funzionano-e-chi-le-organizza.html">forze speciali e operativi della CIA</a> per dare la caccia a Bin Laden e riportare la sua “testa in cesta”. Poi i piani e la complessità dello scenario sono mutati, prolungando un&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/horsemen-che-dovevano-vendicare-attentati-dell11-settembre-2367449.html">operazione di vendetta</a> in un braccio di ferro contro un avversario inafferrabile ma persistente, durata 20 lunghi anni.</p>



<p>La richiesta di lasciare il suo incarico di generale a quattro stelle e vertice delle <strong>forze statunitensi in Europa</strong> e <strong>Africa</strong> e del <strong>Comando terrestre alleato della NATO</strong> il 2 luglio è stata avanzata da Pete Hegseth, che, secondo quanto riportato in precedenza da Fox News, ha “<em>avviato una riduzione del numero di generali in servizio</em>”. Il generale Donahue, ultimo di una ventina di comandanti militari che hanno annunciato o anticipato il ritiro sotto la gestione dell’attuale capo del Pentagono, ha risposto alle pressioni del segretario della guerra di Trump <strong>presentando le proprie dimissioni</strong>, anticipando la decisione – evidentemente <em>inaccettata</em> o <em>inaccettabile</em> – di “<em>declassare il comando USA in Europa e Africa da quattro a tre stelle</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meno soldati Usa in Europa</h2>



<p>Cadetto di West Point, Donahue è sempre stato considerato una delle stelle nascenti dell’US Army; comandante di carriera dei Ranger e della Delta Force, ha prestato servizio in <strong>Iraq</strong>, <strong>Afghanistan</strong> e<strong> Siria</strong>. Era tra i principali candidati per il ruolo di capo di Stato maggiore dell’esercito o vertice del <em>Joint Chiefs of Staff,</em> essendosi distinto in tutti i conflitti a cui hanno preso parte gli Stati Uniti negli ultimi due decenni, ricoprendo posizioni apicali e decisive nella “<strong>caccia alle reti terroristiche</strong>” e nella preparazione delle forze armate statunitensi nell’affrontare conflitti contro nuove tipologie di avversari, nella guerra asimmetrica che ha interessato i primi 25 anni di questo XXI secolo. Negli ultimi anni il generale Donahue ha ricoperto un ruolo di primo piano in Europa, mentre il Pentagono “applicava le lezioni apprese in Ucraina e in altri scenari di guerra moderni”, uno scenario in cui lui stesso ha contribuito, di fatto, a sostenere attivamente e parallelamente l’Ucraina nella sua lotta per respingere l’invasione russa.</p>



<p>Ciononostante, il <strong>segretario Pete Hegseth</strong> avrebbe deciso di “estrometterlo”, come “<em>chiunque non corrisponda alla sua idea di leader militare</em>”. Secondo gli analisti, Hegseth vuole “<em>rimodellare i vertici militari</em>” secondo la visione “<em>meno generali, più soldati</em>”, ma le ragioni potrebbero essere altre, più legate alla sfera politica e ai legami tra il generale e la precedente amministrazione del presidente Joe Biden che a visioni strategiche. Il ritiro di Donahue coincide non soltanto con il declassamento del <strong>USAREUR-AF</strong>, ma con l’intenzione di <strong>rivedere l’intera presenza militare statunitense in Europa</strong>. Un’ipotesi che il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump continua a paventare</strong> come “<em>risposta</em>” o “<em>minaccia</em>” nei confronti dei governi europei che ritiene non essere abbastanza accondiscendenti con le decisioni militari e di politica estera degli Stati Uniti, laddove non intendano assumersi un maggiore onere per garantire la difesa della NATO che, secondo il suo punto di vista, dipende interamente dall’America.</p>



<p>Nelle scorse settimane, il segretario Hegseth ha comunicato agli alleati dell&#8217;Alleanza Atlantica che avrebbe condotto una &#8220;<em>revisione del Pentagono della durata di sei mesi sulle forze americane in Europa, concepita per garantire che la NATO si muova rapidamente e irreversibilmente verso un ruolo guida dell&#8217;Europa, assumendosi la responsabilità primaria della difesa del continente</em>&#8220;. Secondo il segretario della guerra statunitense &#8220;<em>alcuni Paesi non la supereranno, mentre altri la supereranno brillantemente</em>&#8220;. Vedremo in che posizione si troverà l&#8217;Italia dopo la <strong>bagarre del G7 </strong>e le antipatie malcelate dal tycoon.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pentagono-costretto-alle-dimissioni-anche-il-generale-donahue-lultimo-soldato-usa-a-lasciare-lafghanistan.html">Pentagono: costretto alle dimissioni anche il generale Donahue, l&#8217;ultimo soldato Usa a lasciare l&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli USA fermano il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia. Ma ritirarli da Italia o Germania è più complicato</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-fermano-il-dispiegamento-di-4-000-soldati-in-polonia-ma-ritirarli-da-italia-o-germania-e-piu-complicato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti hanno fermato il dispiegamento di 4mila uomini in Polonia dopo che la maggior parte dell'equipaggiamento era già stata trasferita</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-fermano-il-dispiegamento-di-4-000-soldati-in-polonia-ma-ritirarli-da-italia-o-germania-e-piu-complicato.html">Gli USA fermano il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia. Ma ritirarli da Italia o Germania è più complicato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Lesercito-Usa-si-affida-ai-private-equity-per-il-maxi-piano-sulle-infrastrutture-da-150-miliardi-di-dollari-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una decisione a sorpresa, gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno sospeso il dispiegamento i<strong>n Polonia </strong>di 4mila soldati della Seconda Brigata corazzata, della Prima Divisione di Cavalleria. La notizia è stata diffusa mercoledì da fonti del Pentagono, provocando sorpresa in quanto la maggior parte dell&#8217;equipaggiamento della Brigata corazzata, che avrebbe dovuto dispiegarsi in Polonia e in altri Paesi del fianco orientale della NATO, era già stata spedita in Europa. Non è chiaro se la decisione di bloccare l&#8217;invio delle truppe significhi che l&#8217;intero dispiegamento verrà annullato o potenzialmente rinviato in un secondo momento, né è chiara la motivazione per questa scelta. Il comandante della marina USA <strong>Javan Rasnake</strong>, portavoce del Pentagono, ha affermato che il Dipartimento della Guerra “non ha nulla da annunciare al riguardo al momento”. </p>



<p>Il sospetto, però, è che il Pentagono stia mettendo in pratica la volontà della Casa Bianca di ridurre la presenza militare statunitense in Europa in quanto questa mossa segue l&#8217;annuncio di voler <strong>ritirare</strong> <strong>5mila soldati dalla Germania</strong>. Anche per quanto riguarda questa prima decisione sono stati rilasciati pochi dettagli: il Pentagono ha affermato che sarà completato entro sei-dodici mesi. Si è diffusa la voce che il Secondo Reggimento di Cavalleria dell&#8217;esercito USA a Vilseck potrebbe essere tra le unità interessate. Alcuni media, citando funzionari della Difesa anonimi, hanno affermato che le unità coinvolte sarebbero una Brigata e un&#8217;unità di artiglieria a lungo raggio, il cui dispiegamento in Germania è previsto entro la fine dell&#8217;anno. Se confermato, ciò avrebbe delle implicazioni per il Secondo Reggimento di Cavalleria, l&#8217;unica unità di dimensioni pari a una Brigata presente in Germania come riferisce <em><a href="https://www.stripes.com/branches/army/2026-05-13/tank-brigade-deployment-to-poland-on-hold-21662087.html">Stars and Stripes</a></em>. Tuttavia, <strong>potrebbero esserci approcci alternativi a seconda di come il Pentagono intenda raggiungere la soglia dei 5mila soldati </strong>come ad esempio quello di ridurre le missioni di rotazione in Europa.</p>



<p>Dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina nel 2022, il numero delle forze statunitensi in Europa è progressivamente aumentato: <strong>oggi, il contingente militare USA ammonta a circa 85mila uomini,</strong> di cui circa 15/20mila impiegati in incarichi temporanei, con rotazioni di truppe tra gli Stati Uniti e il territorio europeo. A ottobre, il Pentagono ha iniziato a ridurre alcune rotazioni, ponendo fine alla missione di rotazione della Seconda Brigata della 101esima Divisione Aviotrasportata in Romania e in altre zone del fianco orientale della NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove sono le truppe Usa in Europa</h2>



<p>La maggior parte delle truppe statunitensi in Europa è dislocata in <strong>Germania</strong>, <strong>con poco più di 34mila unità,</strong> a seguire l&#8217;<strong>Italia</strong> con circa 12mila, il Regno Unito con 10mila, la Spagna con 3.800, la Turchia con 1.600, il Belgio con 1.100 e Olanda, Grecia, Portogallo, Romania e Danimarca con meno di 500. <strong>In Polonia, attualmente, ci sono 370 militari statunitensi. </strong>Se il dispiegamento previsto della Brigata corazzata venisse definitivamente interrotto, insieme al successivo stop delle rotazioni, il numero di truppe USA in Europa tornerebbe approssimativamente ai livelli precedenti all&#8217;escalation del conflitto tra Russia e Ucraina.</p>



<p>In Polonia, nel 2023, <a href="https://home.army.mil/poland/about/history">è stata inaugurata</a> la <strong>prima guarnigione stabile dell&#8217;esercito statunitense</strong> dopo le pressioni di Varsavia su Washington per avere una presenza permanente di soldati USA sul proprio territorio. La guarnigione è suddivisa tra 11 installazioni, presenti in tre comunità militari a Poznan, Powidz e Świętoszow. In Polonia è presente anche un&#8217;importante base della difesa missilistica della NATO: a Redzikowo si trova infatti il sistema statunitense <strong>AEGIS Ashore</strong> per l&#8217;intercettazione di missili balistici a raggio medio/intermedio, diventato operativo a l<a href="https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2024/07/10/nato-missile-defence-base-in-poland-now-mission-ready">uglio del 2024</a>. </p>



<p>L&#8217;attuale presidenza statunitense ha più volte minacciato il ritiro delle sue truppe in Europa, già durante il primo mandato, come forma di pressione politica verso la Germania. Ma nonostante l&#8217;esigenza di redistribuire le forze in altri scacchieri più importanti per gli interessi USA – come quello del Pacifico Occidentale – un ritiro completo non è assolutamente pensabile a breve/medio termine. <strong>Germania e Italia sono due Paesi fondamentali per la proiezione di forza militare statunitense</strong> non solo in Europa orientale, ma nel macroteatro dell&#8217;Africa settentrionale, Medio Oriente e perfino sino all&#8217;Asia Centrale. In Germania, ad esempio, Ramstein è una base militare e aerea fondamentale per la logistica USA, ed è sede di infrastrutture indispensabili per le capacità dell&#8217;esercito statunitense: <strong>il più importante ospedale militare al di fuori degli Stati Uniti, ad esempio, si trova qui. </strong>Allo stesso modo l&#8217;Italia, per la sua stessa posizione geografica, offre le medesime capacità. Nel nostro Paese, oltre a esserci il comando della Sesta Flotta, sono presenti installazioni fondamentali per le forze statunitensi come una stazione del MUOS (Mobile User Objective System), ovvero un sistema di comunicazioni satellitari militari per la U.S. Navy che fa parte di una catena globale presente anche in Australia, le Hawaii e in Virginia (USA).</p>



<p>La ridistribuzione delle forze USA, se davvero risulterà effettiva, ridurrà la deterrenza convenzionale in Europa che dovrà essere compensata in qualche modo dai Paesi europei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-fermano-il-dispiegamento-di-4-000-soldati-in-polonia-ma-ritirarli-da-italia-o-germania-e-piu-complicato.html">Gli USA fermano il dispiegamento di 4.000 soldati in Polonia. Ma ritirarli da Italia o Germania è più complicato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Jackal, lo &#8220;sciame missilistico autonomo&#8221; degli USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/jackal-lo-sciame-missilistico-autonomo-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 05:48:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=503138</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Un sistema basato su missili da crociera che si coordinano in tempo reale, colpendo i bersagli in base alle priorità della missione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/jackal-lo-sciame-missilistico-autonomo-degli-usa.html">Jackal, lo &#8220;sciame missilistico autonomo&#8221; degli USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/NG-Jackal-1-e1769435443633.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;americana Northrop Grumman amplia il perimetro dei sistemi d’attacco di precisione con&nbsp;&#8220;<strong>Jackal</strong>&#8220;, un sistema di <strong>sciame missilistico autonomo</strong> basato su  missili da crociera che si coordinano in tempo reale, colpendo i bersagli in base alla priorità e ai parametri della missione, dimostrando ancora una volta come la tecnologia di <strong>attacco di precisione autonom</strong>o sia alla base della guerra del futuro.</p>



<p>Negli ultimi giorni sono state condivise altre informazioni sul nuovo vettore a turbogetto Jackal, che di fatto si colloca a metà tra le munizioni vaganti di nuova generazione, per anglosassoni &#8220;<em>loitering munition</em>&#8220;, e i missili da crociera leggeri. Presentato come missile multiuso, il nuovo sistema d&#8217;arma della Northrop Grumman è progettato per impiegare carichi utili letali e non letali, adattandosi a <strong>missioni di intelligence</strong>, sorveglianza e ricognizione (ISR),<strong> guerra elettronica</strong> e attacco cinetico. Dimostrando una certa versatilità anche sul piano dei vettori di lancio: aereo, terrestre, navale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🇺🇸 Northrop Grumman reveals “Jackal”, an autonomous missile swarm system.<br><br>Cruise missiles coordinate in real time, striking targets based on priority and mission parameters, showcasing the future of autonomous precision strike technology. <a href="https://t.co/LkhnMSCrfB">pic.twitter.com/LkhnMSCrfB</a></p>&mdash; Defence Index (@Defence_Index) <a href="https://twitter.com/Defence_Index/status/2015539894358245792?ref_src=twsrc%5Etfw">January 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Come sappiamo, il progetto non è del tutto nuovo. Un primo concept dello &#8220;sciacallo&#8221; era stato mostrato già 2022 alla <em>Special Operations Forces Industry Conference </em>di Tampa, dove il sistema venne descritto come un &#8220;<em>drone d’attacco unidirezionale, lanciabile da piattaforme terrestri o aeree</em>&#8220;. Adesso, però, la sua definizione è cambiata: il Jackal non è più classificato come semplice munizione circostante, ma come<strong> un vero e proprio missile</strong>. Secondo gli analisti il segno di una &#8220;maturazione concettuale&#8221; e tecnica di u<strong>n programma che ricoprirà un ruolo rilevante nelle tattiche di guerra dei prossimi anni.</strong></p>



<p>Sviluppato in collaborazione con AeroVironment, l’azienda già nota per la famiglia di <a href="https://it.insideover.com/guerra/larma-definitiva-scatta-lora-degli-switchblade.html">munizioni circuitanti Switchblade</a>, il Jackal nasce per <strong>colmare il divario</strong> tra lo Switchblade 300, pensato per ingaggiare bersagli a corto raggio, e lo Switchblade 600, ottimizzato per il ruolo anticarro e per<strong> aumentare la portata</strong>. Secondo quanto si è appreso, il nuovo sistema Jackal offre una capacità di carico utile fino a 4,5 chilogrammi e <strong>una gittata superiore ai 100 chilometri,</strong> contro i circa 10 e 40 chilometri dei due modelli precedenti.</p>



<p>Secondo i dati diffusi da Northrop Grumman, Jackal può raggiungere una v<strong>elocità di circa 600 km/h</strong> e rimanere in <strong>volo fino a 15 minuti</strong>. È in grado di condurre missioni ISR prolungate, raccogliendo informazioni prima di colpire il bersaglio con precisione. Dal punto di vista progettuale, il sistema assomiglia più a un missile da crociera compatto che a un UAV tradizionale: fusoliera allungata, ala ripiegabile, coda a V e, soprattutto, un piccolo motore turbogetto che sostituisce la classica propulsione elettrica con elica, migliorando velocità e sopravvivenza in ambienti contestati.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Jackal is Northrop Grumman’s response to emerging threats, offering surface, air, and maritime launch solutions.<br><br>A multifunctional precision strike missile that combines speed to distanced targets, longer reconnaissance, &amp; versatility in striking targets. <a href="https://t.co/VL3XLNjcTn">https://t.co/VL3XLNjcTn</a> <a href="https://t.co/QowaUb745x">pic.twitter.com/QowaUb745x</a></p>&mdash; Northrop Grumman (@northropgrumman) <a href="https://twitter.com/northropgrumman/status/1902314300007424480?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il sistema di guida consente il volo autonomo lungo <strong>waypoint preimpostati</strong>, il rilevamento e il riconoscimento automatico del bersaglio e l’operatività anche in assenza di GPS. È prevista anche una modalità di controllo remoto, con trasmissione dei dati sensoriali all’operatore. I carichi utili sono modulari e intercambiabili: un <strong>modulo ISR</strong> con sensori ottico-elettronici, una testata cinetica e una stazione di <strong>guerra elettronica</strong> di tipo non specificato.</p>



<p>Il lancio avviene da un contenitore universale di trasporto e lancio, integrabile su veicoli terrestri, elicotteri e unità navali di superficie, con la possibilità teorica di impiego anche da piattaforme senza pilota, con una <strong>possibile entrata in servizio </strong>entro la prima metà del 2026.</p>



<p>Il sistema Jackal è destinato ad entrare negli arsenali dell’<strong>Esercito degli Stati Uniti</strong> e del C<strong>orpo dei Marines</strong>, dove affiancherà le munizioni circostanti già esistenti, estendendo il raggio d’azione delle unità e offrendo uno strumento flessibile per colpire in profondità, autonomamente, e con una selezione di priorità dei target che dovrebbe garantire un concreto vantaggio alle unità che lo impiegheranno in battaglia.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;esercito USA lancia il primo reparto di missili a lungo raggio per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lesercito-usa-lancia-il-primo-reparto-di-missili-a-lungo-raggio-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 05:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[armi ipersoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="714" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L'esercito statunitense ha attivato il suo primo battaglione di fuoco a lungo raggio destinato al teatro europeo. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="714" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/1000w_q95-2440288176-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Lo scorso 15 dicembre l&#8217;<strong>U.S. Army</strong> ha attivato il Terzo Battaglione del 12esimo Reggimento di Artiglieria da Campagna della Seconda Multi Domain Task Force, con focus sull’Europa, formata sotto il comando del 56esimo Multi Domain Command e basato in <strong>Germania</strong>.</p>



<p>Il battaglione, che ha sede a Fort Drum, New York, è stato inaugurato come <strong>Long Range Fires Battalion (LRFB)</strong> mentre in precedenza veniva indicato come “strategic” Fires Battalions, lasciando quindi intendere che i sistemi in dotazione al battaglione saranno diversificati secondo il principio attualmente in vigore del fuoco a lungo raggio dell&#8217;esercito statunitense. </p>



<p>I LRFB sono unità composite che hanno un ruolo centrale nel concetto di Multi Domain Task Force: ogni battaglione raggruppa una batteria di MLRS (<em>Multiple Launch Rocket System</em>) tipo M142 HIMARS armata con razzi GMLRS e Precision Strike Missile (PrSM), insieme a una batteria “a medio raggio” <strong>Typhon </strong>con missili “Tomahawk” e SM-6 per la difesa aerea e antimissile, e a una batteria di missili ipersonici <em>boost-glide</em> “<strong>Dark Eagle</strong>” man mano che giungeranno le consegne.</p>



<p>L&#8217;attivazione è storicamente significativa perché reintroduce un moderno battaglione di fuoco di precisione a lungo raggio e contribuisce all&#8217;evoluzione della futura progettazione delle forze dell&#8217;Esercito. Per il teatro operativo europeo, significa maggiore gittata, opzioni più flessibili e strumenti aggiuntivi per dissuadere o rispondere in un contesto di sicurezza in rapida evoluzione. “Attivando il Terzo Battaglione del 12esimo Reggimento di Artiglieria da Campagna, riaffermiamo il nostro impegno per la prontezza, l&#8217;innovazione e il supporto ai nostri alleati e partner all&#8217;estero”, <a href="https://www.dvidshub.net/news/554144/activation-3-12-field-artillery-enhances-long-range-fires-readiness">aveva dichiarato</a> il colonnello Jeffrey Pickler, comandante della Seconda Task Force Multi-Domain. L&#8217;iniziativa di trasformazione dell&#8217;esercito statunitense (o ATI nel suo acronimo anglosassone) si concentra sulla creazione di una forza più veloce, più letale, più connessa e più resiliente nei domini terrestre, aereo, marittimo, informatico e spaziale. Il ripristino del fuoco a lungo raggio è una parte fondamentale di questo sforzo, in particolare per la <strong>deterrenza</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>
</blockquote>



<p>La formazione del Terzo Battaglione è indice del miglioramento delle capacità di fuoco a lungo e lunghissimo raggio terrestri degli Stati Uniti da quando, nel 2019, sono usciti dal <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-stati-uniti-stracciato-trattato-inf.html">Trattato INF</a></strong>. I piani USA prevedono la creazione di <strong>5 Multi Domain Task Force</strong> in totale. La prima, attivata nel 2017, ha sede presso la Joint Base Lewis-McChord, Washington, ed è rivolta al teatro dell&#8217;Indo-Pacifico; la seconda è stata attivata nel 2021 presso la Clay Kaserne a Wiesbaden, in Germania, per il teatro europeo. Come annunciato nel dicembre 2023, tuttavia, la maggior parte dell&#8217;unità sarà di stanza, negli Stati Uniti anziché in Germania, con Fort Drum, che ospita 1495 soldati e personale complessivamente. La terza stata attivata nel 2022 presso le Schofield Barracks, nelle Hawaii, ovviamente di nuovo con un focus sul Pacifico; la quarta sarà di stanza a Fort Carson, in Colorado, ma si concentrerà sul teatro Indo-Pacifico e sarà pienamente operativo entro l&#8217;anno fiscale 2027; infine la quinta sarà di stanza a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, e sarà una formazione “di contingenza”, non legata a un teatro specifico quindi dispiegabile là ove necessario, con la previsione di attivazione entro l&#8217;anno fiscale 2028. </p>



<p>Le capacità di fuoco dei battaglioni a lungo raggio degli Stati Uniti sono già state <a href="https://www.thedefensenews.com/news-details/US-Armys-Long-Range-Fires-Battalion-Demonstrates-Precision-Strikes-with-Mid-Range-Capability-MRC/">testate </a>in diverse occasioni, ma per quanto riguarda la Germania bisogna dire che la volontà di Washington, per il momento, è quella di <strong>non schierare in modo definitivo</strong> i sistemi d&#8217;arma a lungo raggio sul territorio tedesco, bensì di posizionarli a rotazione. </p>



<p>In definitiva, non ci troviamo ancora in una condizione simile a quella degli anni Ottanta durante la crisi degli euromissili, sebbene la <strong>Russia </strong>abbia schierato in maniera definitiva in <strong>Bielorussia </strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/missili-balistici-oreshnik-russi-schierati-bielorussia-2585723.html">missili balistici a raggio intermedio</a> con capacità nucleare.</p>



<p>Dalle colonne di <em>InsideOver</em> <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-fine-del-trattato-inf-lue-tornera-campo-battaglia.html">vi avevamo predetto</a></strong> che in Europa, con la fine del Trattato INF, ci sarebbe stato l&#8217;alto rischio di vedere riproporre lo stesso scenario osservato durante il periodo più caldo della Guerra Fredda, quando nel Vecchio Continente le due superpotenze avevano schierato i propri missili balistici e da crociera basati a terra. Oggi appare evidente come la Russia e gli Stati Uniti abbiano un atteggiamento profondamente diverso rispetto allo schieramento dei sistemi d&#8217;arma a raggio medio e intermedio nel teatro europeo: la prima ha già dimostrato di voler tornare a una logica ante Trattato INF, i secondi si riservano il diritto di schierare in Europa i propri armamenti di questo tipo solamente in caso di necessità, pur avendo predisposto in Germania tutto il necessario per farlo in tempi brevi.</p>



<p>In effetti, proprio questa particolare decisione statunitense, ha generato più di un timore a Berlino: il governo tedesco non ha infatti nascosto il proprio desiderio di voler <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-vuole-il-sistema-di-lancio-per-missili-da-crociera-typhon.html">acquistare i sistemi missilistici Typhon</a></strong> statunitensi, per poter avere maggiori capacità di deterrenza nei confronti della Russia. Difficilmente Washington accetterà la richiesta tedesca, preferendo riservarsi il diritto di spostare i propri assetti solo in caso di necessità: la vera minaccia, ancora una volta, è la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, e il numero di reparti di fuoco a lungo raggio destinati al teatro dell&#8217;Indo-Pacifico lo dimostra.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lesercito-usa-lancia-il-primo-reparto-di-missili-a-lungo-raggio-per-leuropa.html">L&#8217;esercito USA lancia il primo reparto di missili a lungo raggio per l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, gli strateghi di West Point vanno controcorrente: non sono i droni l&#8217;arma che fa per noi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-gli-strateghi-di-west-point-vanno-controcorrente-non-sono-i-droni-larma-che-fa-per-noi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 04:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[drone]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=493156</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803082821782_099528dbb2586720cd2e71c22e4e047c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'U.S. Army esprime dubbi sull'utilizzo dei droni così come è stato osservato nel conflitto tra Russia e Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-gli-strateghi-di-west-point-vanno-controcorrente-non-sono-i-droni-larma-che-fa-per-noi.html">Usa, gli strateghi di West Point vanno controcorrente: non sono i droni l&#8217;arma che fa per noi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>I <strong>droni</strong>, intendendo con questo termine i piccoli UAV (<em>Unmanned Air Vehicle</em>), sono diventati una realtà del campo di battaglia. Una realtà che, come dimostrato dal terreno ucraino, è diventata indissolubile nella condotta delle operazioni belliche: <strong>piccoli (e mini) UAV vengono usati quotidianamente da entrambi i contendenti</strong> per gli scopi più diversi, soprattutto per colpire le posizioni avversarie se dotati di carica bellica di qualche tipo. Droni, ma più grandi, sono anche utilizzati per colpire in profondità obiettivi strategici/tattici, soprattutto dalla Russia che fa largo uso di UAV one way tipo “Geran” per bersagliare infrastrutture di vario tipo in Ucraina.</p>



<p>Il piccolo UAV <strong>sembra quindi essere diventato l&#8217;arma principale</strong> dei combattimenti moderni e il suo ampio utilizzo appare quindi inevitabile, al punto che, nel resto del mondo, stiamo assistendo a una vera e propria “corsa al drone”.</p>



<p>Da tempo ci si domanda se un piccolo UAV possa sostituire assetti ben più costosi, come i classici sistemi di artiglieria e addirittura i cacciabombardieri, oppure le azioni condotte dagli <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-droni-sostituiranno-gli-elicotteri-da-attacco-tesi-affascinante-pero.html">elicotteri da attacco</a>: la realtà è che nessun mezzo è mai una panacea né un&#8217;arma risolutiva (eccetto la bomba atomica ma con conseguenze ben diverse e quindi con tutta una dottrina di impiego profondamente diversa). </p>



<p>Lo <strong>U.S. Army</strong>, attraverso il suo <em>think tank</em> di West Point (l&#8217;accademia militare da cui escono gli ufficiali), da tempo sta seguendo con vivo interesse l&#8217;evolversi dei combattimenti in Ucraina, prestando particolare attenzione all&#8217;utilizzo dei piccoli e mini UAV, e alcuni autori sono arrivati a una conclusione inaspettata: questi strumenti di guerra, così come vengono utilizzati dalle forze ucraine e russe, <strong>non sono molto adatti</strong> alla modalità di combattimento dell&#8217;esercito statunitense. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Alla ricerca dei sistemi anti-droni</h2>



<p>In un recente <a href="https://mwi.westpoint.edu/drones-wont-save-us-learning-the-wrong-lessons-from-ukraine-will-cost-the-us-army-its-edge-in-maneuver-warfare/">articolo</a> pubblicato dal <em>Modern War Institute</em>, si afferma che la ricerca di una rapida adozione di droni di piccole dimensioni e delle conseguenti modifiche organizzative per un loro impiego ottimale ignora il capitale necessario a tal fine e non riconosce che i <strong>metodi di impiego russi e ucraini </strong>non sono allineati con il metodo di guerra preferito dall&#8217;esercito statunitense.</p>



<p>Sfortunatamente, il presupposto che gli Stati Uniti debbano adottare questa innovazione trascura l&#8217;alternativa – molto più in linea con il metodo di guerra americano – di <strong>contrastare la rivoluzione dei droni per ripristinare la capacità di manovra sul campo di battaglia.</strong> Ristabilire il predominio terrestre dell&#8217;esercito e spostare l&#8217;equilibrio di potere a favore degli Stati Uniti richiederà il perseguimento di <strong>controinnovazioni </strong>sotto forma di <strong>sistemi di difesa aerea integrati</strong> anti-droni che ripristinino la manovrabilità tattica e operativa. Avere successo sul campo di battaglia del futuro non richiede l&#8217;accettazione cieca di nuove tecnologie e concetti, ma piuttosto una valutazione di quale risposta innovativa ne sfrutti i vantaggi e ne mitighi i limiti strategici.</p>



<p>Cercare di contrastare le recenti innovazioni nei droni fornirà all&#8217;esercito statunitense le capacità per <strong>ripristinare il suo vantaggio asimmetrico</strong> sul campo di battaglia: rapida capacità di manovra sostenuta da un ritmo operativo elevato e da forze di penetrazione corazzate massicce. </p>



<p>Lo studio parte dal presupposto di Michael Horowitz secondo cui l&#8217;attenzione al compito critico di un&#8217;organizzazione è il suo obiettivo primario – cioè ciò che cerca di raggiungere – che a sua volta limita i mezzi (innovazioni) che adotterà per raggiungerlo. <strong>Le organizzazioni che riescono a definire in modo ampio i propri compiti critici</strong>, e a distinguere i fini che perseguono dai mezzi che sono disposte a perseguire, hanno maggiori probabilità di adottare innovazioni. L&#8217;esercito possiede un obiettivo ristretto, definito come basato sull&#8217;accumulo di potenza di fuoco per vincere le guerre convenzionali, e in effetti questo è il modo in cui lo U.S. Army cerca di combattere.</p>



<p>Sostanzialmente, il modo di condurre la guerra della Russia (e dell&#8217;Ucraina) è diverso rispetto a quello degli Stati Uniti e pertanto la loro tattica di utilizzo dei droni mal si adatta alle esigenze dello U.S. Army, fatte di alta manovrabilità in grado di raggiungere la superiorità di fuoco sul campo di battaglia là ove serva. </p>



<p>L&#8217;<strong>esercito russo</strong>, infatti, è un esercito sostanzialmente centrato sull&#8217;artiglieria; le forze di terra russe conducono manovre a fuoco e attacchi di massa per imporre logoramento agli avversari; l&#8217;aviazione russa è un prolungamento dell&#8217;artiglieria (qualcosa che abbiamo sottolineato più volte dal primo giorno di guerra per spiegare la mancanza di <a href="https://it.insideover.com/guerra/superiorita-aerea-in-ucraina-chi-comanda-davvero-nei-cieli-di-kiev.html">superiorità aerea</a> nel teatro bellico). Non si tratta di una mancanza intrinseca di capacità, ma di una <strong>deliberata preferenza dottrinale</strong> per il <strong>fuoco di massa come fulcro della letalità tattica e operativa</strong>. Per Mosca, quindi, i droni non sono sostituti del potere aereo, ma strumenti economici per perfezionare il suo modo di combattere basato sul fuoco di artiglieria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come combatte l&#8217;esercito Usa</h2>



<p>Il modo di combattere statunitense è invece profondamente diverso: abilitare la manovra delle forze corazzate attraverso il supporto aereo ravvicinato e il fuoco diretto. Pertanto si enfatizza la necessità di modellare rapidamente l&#8217;ambiente operativo attraverso la <strong>potenza aerea</strong> e di conseguenza, l&#8217;esercito statunitense fa affidamento sulla potenza aerea per attrarre le forze nemiche e creare le condizioni per le operazioni offensive nel momento e nel luogo prescelti. Un riflesso della postura statunitense della proiezione di forza a lungo raggio, determinata da una nazione che ha vissuto, e vive ancora, con una mentalità di proiezione di interessi globale. La chiave della teoria della vittoria dell&#8217;esercito statunitense è quindi stabilire il dominio aereo sull&#8217;avversario e ridurre notevolmente l&#8217;attrito delle forze nemiche, che è esattamente il contrario della dottrina russa di condotta della guerra: superiorità di forze corazzate, artiglieria, con supporto aereo per imporre una guerra d&#8217;attrito. </p>



<p>L&#8217;<strong><em>Air Land Battle</em></strong> statunitense ha avuto momenti chiave nei due conflitto in Iraq (1991 e 2003), ma sfortunatamente la guerra russo-ucraina mette in luce le vulnerabilità delle formazioni corazzate e i rischi di ammassare le proprie forze per raggiungere gli obiettivi operativi del metodo di guerra preferito dagli Stati Uniti. </p>



<p>Come pensano di poter ripristinare il vantaggio della capacità di manovra statunitense fatta di forze corazzate e meccanizzate? </p>



<p>Nell&#8217;articolo si legge che per preservare lo stile di guerra americano in un ambiente saturo di droni c&#8217;è bisogno di un quadro a livello strategico e operativo per iniziare a comprendere come le controinnovazioni possano fornire vantaggi asimmetrici sul futuro campo di battaglia. Strategicamente, gli Stati Uniti dovrebbero perseguire controinnovazioni che sfruttino le competenze tecniche della base industriale della Difesa e sviluppare soluzioni militari monouso sofisticate e difficilmente distribuibili. A tal fine, è necessario dare priorità a un sistema di <strong>difesa aerea integrato anti-drone</strong>, alla <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">guerra elettronica</a></strong> e alle capacità di inganno progettate per neutralizzare i droni avversari. Dare priorità e investire in questi sistemi, insieme alla ristrutturazione organizzativa che ne conseguirà, aumenterà la <strong>barriera finanziaria e tecnologica</strong> per l&#8217;ingresso di attori statali e non statali nell&#8217;impiego dei droni come abbiamo visto nella guerra russo-ucraina, ripristinando al contempo la manovrabilità tattica e operativa e il vantaggio asimmetrico dell&#8217;esercito USA. </p>



<p>Dal punto di vista operativo, l&#8217;U.S. Army deve iniziare a sviluppare concetti e dottrine che <strong>proteggano la manovrabilità in un ambiente dominato dalla presenza persistente di droni. </strong>Il quadro di riferimento per questi concetti può includere l&#8217;integrazione delle tecnologie prioritarie di cui sopra nelle unità di manovra per consentire il dominio del litorale aereo preservando al contempo la manovrabilità.</p>



<p>In buona sostanza, l&#8217;esercito USA non rigetta i droni come strumento bellico sul campo di battaglia moderno, bensì ne ridimensiona l&#8217;uso adattandolo alle proprie esigenze, ovvero sta affermando quello che altri analisti anche da questa parte dell&#8217;Atlantico stanno dicendo da tempo: la chiave è “<strong>l&#8217;integrazione</strong>” non la “sostituzione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-gli-strateghi-di-west-point-vanno-controcorrente-non-sono-i-droni-larma-che-fa-per-noi.html">Usa, gli strateghi di West Point vanno controcorrente: non sono i droni l&#8217;arma che fa per noi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>È un&#8217;esercitazione ma&#8230; Gli USA schierano per la prima volta i missili Typhon in Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/e-unesercitazione-ma-gli-usa-schierano-per-la-prima-volta-i-missili-typhon-in-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 04:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Missili da crociera]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Filippine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/US_Army_Typhon_TEL-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Gli USA schiereranno il sistema missilistico Typhon in Giappone per un'esercitazione. Proteste da Pechino e da Mosca</p>
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<p><br><br><br>Tra l&#8217;11 e il 25 settembre, in <strong>Giappone</strong>, si terrà un&#8217;esercitazione congiunta che vedrà la partecipazione degli <strong>Stati Uniti</strong>: Resolute Dragon, un&#8217;esercitazione bilaterale annuale tra i Marines degli USA e le forze armate giapponesi intesa a rafforzare le capacità difensive dell&#8217;alleanza tra Stati Uniti e Giappone. L&#8217;esercitazione si concentra sul potenziamento delle capacità di comando e controllo bilaterali, delle manovre multidominio e delle capacità di fuoco e in un ambiente geograficamente distribuito. </p>



<p>L&#8217;esercito statunitense, che parteciperà alle manovre, schiererà in Giappone per la prima volta il sistema “<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/torna-lo-spettro-degli-euromissili-come-cambia-larsenale-degli-usa.html">Typhon</a></strong>” per il lancio di missili da crociera (e altri vettori) da terra. <a href="https://www.stripes.com/branches/army/2025-08-29/army-typhon-missile-japan-18913386.html">Sappiamo</a> che la terza task force multidominio posizionerà il sistema presso la base aerea del corpo dei Marines di <strong>Iwakuni</strong>, a circa 40 chilometri a sud-est di Hiroshima. </p>



<p>L&#8217;arrivo del “Typhon” in Giappone, per partecipare a Resolute Dragon, riflette una scelta deliberata per aumentare le <strong>capacità di deterrenza</strong> nel teatro asiatico: ad <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/usa-schierano-sistema-terrestre-lancio-missili-crociera-2310165.html">aprile del 2024</a>, il sistema “Typhon” era stato schierato dagli USA nelle Filippine per la prima volta, e proprio Manila ha recentemente richiesto a Washington di vederlo schierato permanentemente nell&#8217;arcipelago. Sappiamo anche che la crisi in continuo aumento nel Mar Cinese Meridionale tra le Filippine e la Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha determinato <strong>un notevole riavvicinamento tra Manila e Washington</strong>, con la prima che ha concesso di aumentare la presenza militare statunitense stabile nelle isole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo integrazione</h2>



<p>Gli Stati Uniti, quindi, stanno compiendo sforzi per integrare coi propri alleati le capacità di attacco da terra sfruttando i sistemi a lungo raggio come il “Typhon”, che, utilizzando i missili da crociera Tomahawk, è in grado di colpire bersagli sino a 2.500 chilometri di distanza (a seconda delle versioni). L&#8217;integrazione con le forze militari alleate è fondamentale per esprimere delle capacità di combattimento adeguate ed efficaci, e gli Stati Uniti, secondo la politica che vede lo spostamento dei loro interessi strategici <strong>nel teatro asiatico per via della nascita della potenza cinese</strong>, stanno lavorando alacremente in tal senso, al punto che la stessa Pechino teme la nascita di una NATO asiatica.</p>



<p>La fine del <strong>Trattato INF</strong> che proibiva agli USA (e all&#8217;URSS/Russia) il possesso di missili balistici e da crociera di raggio medio e intermedio basati a terra – e relativi lanciatori – ha determinato sia la corsa statunitense per dotarsi di questi sistemi – come il “Typhon” &#8211; sia la relativa necessità di integrare le unità che lo utilizzano (e utilizzeranno) nelle operazioni multidominio allargate agli alleati. Ovviamente, come detto, la scelta di effettuare i primi schieramenti di un sistema del genere in Asia <strong>risponde a una necessità strategica</strong>, che è quella di esprimere deterrenza nei confronti della RPC, ed è anche per questo che dell&#8217;unico reparto dotato di “Typhon” destinato al teatro europeo per ora non vi è traccia, sebbene la Germania abbia <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-vuole-il-sistema-di-lancio-per-missili-da-crociera-typhon.html">mostrato interesse</a> per l&#8217;acquisto di questa piattaforma e gli stessi Stati Uniti stiano predisponendo una base per un reggimento dell&#8217;U.S. Army dotato di “Typhon” su suolo tedesco (orizzonte previsto 2026, con schieramenti sporadici).</p>



<p>Ovviamente Pechino non è rimasta silente davanti alla decisione statunitense di schierare il “Typhon” in Giappone per l&#8217;esercitazione Resolute Dragon, e così come aveva fatto in occasione degli schieramenti nelle Filippine ha espresso una <strong>vivace protesta</strong> definendola una “grave minaccia alla pace e alla stabilità regionale”. I funzionari cinesi avvertono che il “Typhon” potrebbe colpire direttamente obiettivi nella Cina continentale, e i media statali hanno inquadrato la mossa come un&#8217;ulteriore prova della determinazione di Washington a militarizzare l&#8217;Asia. <strong>Pechino vede il sistema missilistico come una sfida diretta al suo scudo</strong> <strong>A2/AD (<em>Anti Access / Area Denial</em>)</strong>, progettato per tenere le forze statunitensi lontane dalle sue coste e dalle basi strategiche. La mobilità del sistema indebolisce infatti tale scudo, in quanto i lanciatori su camion sono in grado di effettuare attacchi di precisione da posizioni non predefinite e improvvisate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il posizionamento della Russia</h2>



<p>Se la protesta cinese era certamente prevedibile, così non lo è stata quella russa, che rappresenta un inedito per quanto riguarda lo scacchiere asiatico. <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2025/08/30/japan/typhon-missile-japan-drills/">Venerdì</a> scorso il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato che il dispiegamento temporaneo rappresenta un altro “passo destabilizzante” da parte di Washington. “Consideriamo questo un ulteriore passo destabilizzante nella politica di Washington volta a potenziare le capacità dei suoi missili a corto e medio raggio basati a terra, al fine di dispiegare tali sistemi in diverse regioni del mondo”, ha dichiarato la portavoce del Ministero <strong>Maria Zakharova</strong>. </p>



<p>Queste dichiarazioni ufficiali rappresentano un nuovo e ben chiaro posizionamento della Russia nella politica asiatica, con <strong>un allineamento agli interessi cinesi</strong> che avrà sicuramente ripercussioni anche per quanto riguarda le rivendicazioni di Pechino su Taiwan e il Mar Cinese Meridionale; soprattutto riteniamo sia un forte segnale – quanto meno di facciata – della <strong>comunità di intenti tra RPC e Russia.</strong> Un segnale molto più forte rispetto alle esercitazioni e ai pattugliamenti aerei e navali congiunti che si sono osservati in questi ultimi 3 anni, i quali, oltre a essere sporadici, rappresentano esclusivamente la continuazione di un processo di ricerca di integrazione tra forze militari cominciato da tempo, e che sino a ora non ha ancora fatto un salto di qualità con la nascita di comandi unificati.</p>
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		<title>Il nuovo piano NATO per il fianco orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-nuovo-piano-nato-per-il-fianco-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 05:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La NATO ha aggiornato la sua strategia per difendere il suo fianco orientale. Ecco quali sono i punti salienti </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/nato-1-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>NATO</strong> sta avviando l&#8217;attuazione di un nuovo piano per la difesa del suo fianco orientale: la “<strong><em>Eastern Flank Deterrence Line</em></strong>”. </p>



<p>Esso mira a migliorare le <strong>capacità terrestri</strong> e a promuovere l&#8217;interoperabilità militare-industriale in tutta l&#8217;Alleanza, ma non solo, in quanto stabilisce anche le linee guida per reagire a un&#8217;aggressione russa contrastando le sue bolle <strong><em>Anti Access/Area Denial</em> (A2/AD)</strong>, compresa quella di Kaliningrad, <em>exclave</em> russa nel Baltico. </p>



<p>Mercoledì scorso, il comandante dell&#8217;<strong>U.S. Army in Europa e Africa</strong>, Christopher Donahue, alla conferenza inaugurale LandEuro a Wiesbaden, in Germania, <a href="https://www.defensenews.com/land/2025/07/16/army-europe-chief-unveils-nato-eastern-flank-defense-plan/">ha confermato</a> che i piani sono in elaborazione da tempo e prevedono una <strong>deterrenza scalabile</strong> caratterizzata dall&#8217;impiego di sistemi standardizzati basati su dati, lanciatori comuni, e un coordinamento utilizzante il cloud. </p>



<p>La NATO si sta concentrando innanzitutto sugli Stati baltici “per cercare di capire come fare in modo che l&#8217;industria e le nazioni conoscano esattamente quali siano i requisiti di quella che è ora nota come Eastern Flank Deterrence Line” ha affermato il generale Donahue. “Sappiamo cosa dobbiamo sviluppare, e la casistica d&#8217;uso che stiamo utilizzando è quella della deterrenza da terra” ha proseguito l&#8217;alto ufficiale, aggiungendo che “il dominio terrestre non sta diventando meno importante, sta diventando più importante. <strong>Ora è possibile eliminare le bolle A2/AD da terra</strong>. Ora è possibile controllare il mare da terra. Tutte cose che stiamo osservando accadere in Ucraina”. </p>



<p>Donahue ha portato l&#8217;esempio di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/kaliningrad-la-provincia-militare-russa-da-tenere-docchio.html">Kaliningrad</a></strong>, un territorio russo largo circa 75 chilometri circondato dalla NATO su tutti i lati, e lo U.S. Army e l&#8217;Alleanza ora hanno la capacità di “eliminarle (le bolle A2/AD n.d.r.) da terra in un lasso di tempo senza precedenti e più velocemente di quanto siamo mai stati in grado di fare”. “Lo abbiamo già pianificato e lo abbiamo già sviluppato. Il problema della massa e dell&#8217;inerzia che la Russia ci pone&#8230; abbiamo sviluppato la capacità di garantire di poterli fermare” ha affermato ancora Donahue. </p>



<p>In effetti <a href="https://www.janes.com/osint-insights/defence-news/defence/us-plans-to-defend-natos-eastern-flank-against-22-russian-divisions">già a giugno</a> il generale statunitense aveva parlato proprio di Kaliningrad e di come affrontare la presenza della sua zona A2/AD oltre che come contrastare le forze russe al confine con la NATO. Alla Conferenza sulla Guerra Terrestre 2025 del Royal United Services Institute (RUSI), tenutasi a Londra il 17 e 18 giugno, Donahue ha affermato che la missione dell&#8217;USAREUR-AF è quella di dissuadere la Russia, e che se la deterrenza dovesse fallire, si cercherà di ridurre le bolle A2/AD russe che coprono le <strong>22 divisioni russe</strong> al confine. Tra queste, proprio quella dell&#8217;<em>exclave</em> di Kaliningrad al fine di garantire le operazioni aeree più a est. </p>



<p>Il generale ha affermato che ci saranno <strong>24 mesi per preparare questa missione</strong>, comprese esercitazioni congiunte come la “Steadfast Duel” della NATO, e le esercitazioni computerizzate per posti di comando. Donahue ha anche affermato che il comando dell&#8217;esercito USA in Europa non è interessata ad equipaggiamenti con proprietà intellettuale limitata o a droni monoposto che non forniscano dati in tempo reale, e ritiene ancora che l&#8217;<strong>artiglieria</strong> sia probabilmente la principale causa di morte sul campo di battaglia. </p>



<p>Il nuovo piano della NATO include anche un sistema per la condivisione dei dati che l&#8217;Alleanza ha già acquisito: si tratta del Maven Smart System di <strong>Palantir</strong>, una piattaforma di <strong>intelligenza artificiale</strong> che raccoglie un&#8217;enorme quantità di dati e analizza rapidamente le informazioni per aiutare i comandanti a prendere decisioni. “Sappiamo già esattamente cosa dobbiamo fare con il cloud e conosciamo esattamente il tipo di sistemi senza pilota, brigate e tutto ciò di cui abbiamo bisogno”, ha affermato Donahue a Wiesbaden. </p>



<p>In particolare, l&#8217;esercito USA in Europa desidera che queste capacità siano <strong>interoperabili</strong> con i partner della NATO, oltre a volere anche un lanciatore comune che serva sia in funzione offensiva che difensiva, insieme a un sistema di controllo del fuoco utilizzabile da qualsiasi nazione. “Vogliamo che sia un sistema unico, opzionalmente presidiato, con cui potremo prendere munizioni da qualsiasi paese e sparare attraverso di esse”, ha concluso. </p>



<p>Come nota finale, il generale ha ricordato che l&#8217;<em>optimum</em> sarebbe di avere sistemi dai <strong>ridotti costi di produzione ed esercizio</strong>, probabilmente sulla scorta delle esperienze fatte nei teatri del Mar Rosso e in Ucraina. </p>



<p>Donahue ha quindi fissato non solo una tabella di marcia per avere un nuovo schieramento difensivo sul fianco orientale della NATO, ma ha anche emesso dei <strong>precisi requisiti</strong> per l&#8217;industria della Difesa, riassumibili nella interoperabilità, nel basso costo, e nella digitalizzazione (cloud). </p>



<p>Davvero basterebbero le forze terrestri della NATO per neutralizzare le bolle A2/AD russe lungo il fianco orientale? Forse solamente nell&#8217;<em>oblast</em> di Kaliningrad, date le sue ridotte dimensioni geografiche (circa 121 mila kmq), ma dubitiamo che possano essere neutralizzate lungo tutto il confine russo, date le dimensioni geografiche e il posizionamento dei vari assetti multilivello che garantiscono la persistenza delle capacità <em>Anti Access / Area Denial</em>. Sicuramente poi, la NATO dovrà (e lo sta già facendo) preposizionare assetti e sistemi più a est rispetto a oggi, col rischio di rientrare comunque nel raggio d&#8217;azione più ampio di alcune bolle russe, proprio come quella di Kaliningrad, che potrebbe essere usata per un attacco preventivo. Per questo serve un <strong>approccio multidominio</strong> che <strong>non può che essere interforze</strong>, e non solo centrato solo ed esclusivamente sulle forze terrestri.</p>



<p></p>



<p><em><strong>Un cittadino informato è un cittadino consapevole, e quindi in grado di partecipare attivamente al dibattito democratico. Noi analisti e giornalisti nel settore della Difesa di InsideOver vi abbiamo sempre offerto visioni lucide e scevre da ogni partigianeria, affinché ciascun lettore possa essere consapevole delle tematiche che stanno plasmando prepotentemente e rapidamente il mondo in cui viviamo. Se ti è piaciuto questo articolo, e se vuoi continuare ad avere un’informazione libera da pregiudizi sul mondo della Difesa, sostienici con un abbonamento cliccando <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">questo link</a>.</strong></em></p>
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		<title>Entro la fine del 2025 l&#8217;U.S. Army potrà schierare il suo primo missile ipersonico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/entro-la-fine-del-2025-lu-s-army-potra-schierare-il-suo-primo-missile-ipersonico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 05:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missili ipersonici]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1376" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon.jpg 1376w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon-600x445.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon-1024x759.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Long-Range-Hypersonic-Weapon-768x569.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1376px) 100vw, 1376px" /></p>
<p>Deciso passo avanti per l'ipersonico destinato all'U.S. Army: il LRHW verrà schierato entro settembre 2025. </p>
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<p>L&#8217;<strong>U.S. Army</strong> schiererà la sua prima <strong>arma ipersonica</strong> a lungo raggio entro la fine dell&#8217;anno fiscale 2025 (ovvero entro settembre), come ha confermato mercoledì un funzionario della Difesa USA in una dichiarazione a <em><a href="https://www.defensenews.com/land/2025/02/26/army-will-field-its-long-range-hypersonic-weapon-by-end-of-fiscal-year/">Defense News</a></em>. Il programma in questione è il <strong>Long Range Hypersonic Weapon</strong> (LRHW), sviluppato da un progetto in comune con l&#8217;U.S. Navy che prende il nome di Common Hypersonic Glide Body (C-HGB): un vettore ipersonico planante capace di sviluppare una velocità superiore a Mach 5 e poter effettuare manovre in volo (cambi di direzione e di quota). </p>



<p>Il C-HGB ha però subito ritardi: il piano di schierare l&#8217;arma nell&#8217;esercito degli Stati Uniti ha richiesto quasi due anni in più del previsto e la marina, che lo ha nominato <strong>Conventional Prompt Strike</strong> (CPS), ancora non vede una data per il suo primo imbarco sebbene <a href="https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/3999835/army-and-navy-successfully-test-conventional-hypersonic-missile/">a dicembre del 2024</a> sia stato completato con successo un test di volo <em>end-to-end</em> dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. Quello è stato il secondo test di volo compiuto nel 2024 ed è stato il primo che ha utilizzato un Battery Operations Center e un Transporter Erector Launcher (TEL).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo sistema ipersonico negli Usa</h2>



<p>L&#8217;U.S Army ha pianificato di schierare i propri vettori ipersonici lanciati da terra alla 1a Multi-Domain Task Force (MDTF), 5° Battaglione, 3° Reggimento di artiglieria da campo, 17a Brigata di artiglieria presso la Joint Base <strong>Lewis-McChord</strong> nello stato di Washington entro l&#8217;autunno del 2023. Sappiamo anche che l’esercito statunitense ha un altro reparto MDTF nel teatro indo-pacifico, e aveva l’intenzione di costruirne altri due, per un totale di cinque, di cui tre saranno <a href="https://it.insideover.com/difesa/primo-dispiegamento-operativo-per-i-missili-ipersonici-dellu-s-army.html">focalizzati sulle operazioni nel Pacifico</a>, uno in Europa, e uno avrà sede negli Stati Uniti a Fort Liberty, nella Carolina del Nord, e sarà in grado di dispiegarsi rapidamente dove necessario. Queste unità sono progettate per operare in tutti i settori – terra, aria, mare, spazio e cyberspazio – e sono completamente mobili per poter essere ridispiegate in breve tempo ovunque ve ne sia bisogno. Il piano dell’esercito statunitense è quello di completare tutte le unità MDTF entro la fine del 2028. </p>



<p>Il C-HGB è composto dalla testata dell&#8217;arma, dal sistema di guida, dal cablaggio e dallo scudo di protezione termica e con questo annuncio si candida a essere il primo sistema missilistico ipersonico a essere schierato dagli Stati Uniti, colmando parzialmente un divario che li separa dalla <strong>Russia</strong> e dalla <strong>Cina</strong>, che possiedono vettori di questo tipo in servizio da tempo, come ad esempio il russo Kh-47M2 “Kinzhal” e il cinese DF-17.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema della precisione</h2>



<p>L&#8217;esercito statunitense ha lavorato con Dynetics di Leidos per costruire la base industriale per il C-HGB poiché il settore privato nazionale non ha mai costruito un&#8217;arma ipersonica. L&#8217;U.S. Army ha anche prodotto separatamente lanciatori, camion, rimorchi e il centro operativo campale necessari per mettere insieme la prima batteria di armi affidando a Lockheed Martin l&#8217;integrazione dei sistemi d&#8217;arma. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno attivamente perseguito lo sviluppo di armi ipersoniche come parte del loro programma di <strong>attacco globale rapido convenzionale</strong> (Prompt Global Strike) sin dai primi anni del 2000. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno concentrato tali sforzi sullo sviluppo di veicoli plananti ipersonici, ovvero veicoli di rientro che vengono accelerati a velocità di crociera da un <em>booster </em>(un razzo) e poi proseguono planando e manovrando verso il loro bersaglio. La scelta di sviluppare questo tipo particolare di vettori solo a carica convenzionale, ha richiesto particolari sforzi per quanto riguarda la precisione: un&#8217;arma dotata di testata nucleare può essere efficace anche se non molto precisa per i noti effetti devastanti dell&#8217;esplosione atomica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli sviluppi per la Marina</h2>



<p>Secondo <a href="https://crsreports.congress.gov/product/pdf/r/r45811">quanto sappiamo</a>, gli Stati Uniti stanno conducendo ricerche, sviluppo, test e valutazione (RDT&amp;E) su una serie di armi ipersoniche offensive e programmi di tecnologia ipersonica, tra cui i seguenti: il già citato Conventional Prompt Strike (CPS) per l&#8217;<strong>U.S. Navy</strong>; l&#8217;Offensive Anti-Surface Warfare Increment 2 (OASuW Inc 2), noto anche come Hypersonic Air-Launched OASuW (HALO) sempre per la marina; l&#8217;LRHW per l&#8217;<strong>esercito</strong> e l&#8217;Hypersonic Attack Cruise Missile (HACM) per l&#8217;<strong>U.S. Air Force,</strong> la quale ha abbandonato la prosecuzione dell&#8217;ARRW (Ari Launched Response Weapon) o AGM-183. Questi programmi sono destinati a produrre prototipi operativi, poiché attualmente non ci sono programmi registrati per armi ipersoniche. </p>



<p>Interessante notare gli sviluppi navali del C-HGB: i documenti di bilancio della Marina per l’anno fiscale 2025 evidenziano l’intenzione di adattare il CPS sui cacciatorpediniere di classe <strong>Zumwalt</strong> entro la fine dell’anno fiscale 2025, tuttavia, i funzionari del servizio hanno annunciato a novembre 2024 che tale traguardo sarebbe stato posticipato al 2027. Sebbene i funzionari della marina USA abbiano precedentemente avanzato piani per raggiungere una capacità operativa limitata di questi vettori sui sottomarini della classe <strong>Ohio</strong> già nel 2025 e sui sottomarini della classe <strong>Virginia</strong> entro l&#8217;anno fiscale 2028, nonché per schierare armi ipersoniche sui cacciatorpediniere della classe <strong>Arleigh Burke</strong>, tali piani non si trovano negli attuali documenti di bilancio. La relazione annuale della direzione Test Operativi e Valutazione per l&#8217;anno fiscale 2024, rilevava che “non sono disponibili dati sufficienti per valutare l&#8217;efficacia operativa, la letalità e l&#8217;idoneità del prototipo CPS di fase 1”. A sottolineare il ritardo della versione imbarcata rispetto a quella terrestre anche il fatto che la U.S. Navy non ha richiesto finanziamenti per l&#8217;approvvigionamento del CPS nell&#8217;anno fiscale 2025.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/entro-la-fine-del-2025-lu-s-army-potra-schierare-il-suo-primo-missile-ipersonico.html">Entro la fine del 2025 l&#8217;U.S. Army potrà schierare il suo primo missile ipersonico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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