Skip to content
Difesa

USA, si avvicina l’intesa per una base americana in Polonia

La Polonia sarebbe vicina a un accordo con gli USA per aprire una base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati

Polonia e Stati Uniti sarebbero vicini a trovare un’intesa per l’apertura di una nuova base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati. Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha annunciato l’iniziativa giovedì, come riferisce Politico, e la notizia arriva nel mezzo della formulazione dei piani del Pentagono per la ridistribuzione e parziale ritiro delle forze statunitensi dal teatro europeo.

L’idea di una base USA in Polonia circolava da tempo, ed è stata caldeggiata da Varsavia in quanto ritenuta necessaria per aumentare la deterrenza nei confronti della Russia. Gli Stati Uniti hanno attualmente circa 7mila soldati nel Paese presenti secondo un meccanismo a rotazione e stanno inoltre trasferendo, sempre secondo lo stesso meccanismo, unità dell’esercito in Lituania ed Estonia, che dovrebbero arrivare rispettivamente a ottobre e a novembre, nel quadro del rafforzamento del fronte orientale della NATO.

“Vogliamo un tipo di presenza statunitense che ci rassicuri, senza però costituire una minaccia per la Russia”, ha dichiarato Sikorski durante un evento del Council on Foreign Relations a New York, aggiungendo “speriamo che il Presidente Trump mantenga la promessa fatta a tal proposito”.

L’esecutivo statunitense sta però studiando la diminuzione della propria presenza militare in Europa e in parallelo una ridistribuzione dei reparti dall’Europa centrale a quella orientale, un processo cominciato ormai da molti anni ma che solo molto di recente ha subito un’accelerazione.

Durante una riunione dei ministri della Difesa della NATO nel giugno 2026, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth aveva annunciato che il Pentagono si stava muovendo “rapidamente e in modo irreversibile verso una situazione in cui l’Europa si faccia carico della responsabilità primaria della propria difesa” e starebbe lavorando a uno studio per determinare il livello ottimale di forze statunitensi in Europa che vedrebbero la riduzione di un terzo del numero di caccia F-15E e F-16 dell’U.S Air Force dislocati in Europa, di ritirare tutti e otto gli aerei cisterna per il rifornimento in volo presenti, di riassegnare uno dei due gruppi di bombardieri destinati al teatro europeo della Bomber Task Force Europe, di ritirare 15 dei 26 velivoli da pattugliamento marittimo presenti nel continente e di richiamare un sottomarino lanciamissili da crociera e un gruppo navale incentrato su una portaerei.

I piani del Pentagono

A maggio, la Casa Bianca aveva dato ordine al Pentagono di ritirare 5mila soldati dalla Germania con piani di esecuzione da compiere in 6/12 mesi, mentre dalla Romania ne sono già stati richiamati mille. Attualmente, si stima che in Europa siano presenti 80mila militari americani di tutte le forze armate e si ritiene che nei piani di Washington ci sia la volontà di ridurre questa cifra di oltre 25mila unità, potendo – in base alle necessità – arrivare anche a 40mila: in sostanza le forze statunitensi in Europa sarebbero dimezzate.

Il Segretario Hegseth dovrebber ricevere il piano finale di revisione delle forze entro l’inizio di novembre. Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono e a capo della revisione, ha affermato mercoledì in un discorso che l’iniziativa porterà a “una NATO migliore, più forte e più solida”, dato che i membri dovranno investire maggiormente nella propria difesa: “Offrirà inoltre all’Europa una maggiore capacità militare su cui contare” e nascerà quella che ha definito una “NATO 3.0”.

La possibile apertura di una nuova base dell’esercito USA in Polonia sembra andare in controtendenza, e far pensare all’ennesima giravolta dell’amministrazione Trump, ma in realtà se guardiamo al possibile (e plausibile) piano di riduzione possiamo notare che gli Stati Uniti prevedrebbero di ritirare assetti aerei e navali – e quanto vi ruota intorno per quanto riguarda logistica e personale addetto – e di continuare sulla via del rafforzamento del fronte orientale dell’Alleanza con reparti dell’U.S. Army là dove ritengono ce ne sia più bisogno, come in Polonia e nei Baltici che sono più sensibili alle azioni russe nel campo della guerra ibrida e hanno una percezione più marcata della pericolosità di Mosca.

Attualmente, per quanto riguarda la possibile apertura della nuova base USA in Polonia, non è dato sapere quali reparti dell’esercito ospiterà né se i 10mila soldati che dovrebbe contenere saranno presenti stabilmente o secondo il classico meccanismo rotazionale. Nemmeno sappiamo se il Pentagono prevede di prelevarli da altre nazioni europee e in che numero. Molto probabilmente sarà effettuata una scelta a metà tra quest’ultima ipotesi e l’invio di reparti dagli Stati Uniti – soprattutto se si tratta di reparti corazzati – che saranno stanziati in Polonia a rotazione e sino a un massimo di 10mila unità in caso di necessità.

Nel frattempo, nonostante le smentite e le rassicurazioni successive allo “scoop” del quotidiano “El Mundo”, l’intelligence della Danimarca ha diffuso un comunicato il 24 settembre in cui ritiene che la Russia intensificherà la propria guerra ibrida sferrando attacchi più frequenti contro l’Occidente e la NATO e che al contempo, sussiste il rischio – basso ma crescente – che la Russia lanci un attacco militare limitato contro uno o più Paesi della NATO confinanti con il territorio russo nei prossimi mesi, con l’obiettivo di distogliere le risorse europee dal sostegno all’Ucraina e di seminare divisioni all’interno della NATO, qualora l’Alleanza non riuscisse a concordare una risposta collettiva.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto