Lo scorso 15 dicembre l’U.S. Army ha attivato il Terzo Battaglione del 12esimo Reggimento di Artiglieria da Campagna della Seconda Multi Domain Task Force, con focus sull’Europa, formata sotto il comando del 56esimo Multi Domain Command e basato in Germania.
Il battaglione, che ha sede a Fort Drum, New York, è stato inaugurato come Long Range Fires Battalion (LRFB) mentre in precedenza veniva indicato come “strategic” Fires Battalions, lasciando quindi intendere che i sistemi in dotazione al battaglione saranno diversificati secondo il principio attualmente in vigore del fuoco a lungo raggio dell’esercito statunitense.
I LRFB sono unità composite che hanno un ruolo centrale nel concetto di Multi Domain Task Force: ogni battaglione raggruppa una batteria di MLRS (Multiple Launch Rocket System) tipo M142 HIMARS armata con razzi GMLRS e Precision Strike Missile (PrSM), insieme a una batteria “a medio raggio” Typhon con missili “Tomahawk” e SM-6 per la difesa aerea e antimissile, e a una batteria di missili ipersonici boost-glide “Dark Eagle” man mano che giungeranno le consegne.
L’attivazione è storicamente significativa perché reintroduce un moderno battaglione di fuoco di precisione a lungo raggio e contribuisce all’evoluzione della futura progettazione delle forze dell’Esercito. Per il teatro operativo europeo, significa maggiore gittata, opzioni più flessibili e strumenti aggiuntivi per dissuadere o rispondere in un contesto di sicurezza in rapida evoluzione. “Attivando il Terzo Battaglione del 12esimo Reggimento di Artiglieria da Campagna, riaffermiamo il nostro impegno per la prontezza, l’innovazione e il supporto ai nostri alleati e partner all’estero”, aveva dichiarato il colonnello Jeffrey Pickler, comandante della Seconda Task Force Multi-Domain. L’iniziativa di trasformazione dell’esercito statunitense (o ATI nel suo acronimo anglosassone) si concentra sulla creazione di una forza più veloce, più letale, più connessa e più resiliente nei domini terrestre, aereo, marittimo, informatico e spaziale. Il ripristino del fuoco a lungo raggio è una parte fondamentale di questo sforzo, in particolare per la deterrenza.
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La formazione del Terzo Battaglione è indice del miglioramento delle capacità di fuoco a lungo e lunghissimo raggio terrestri degli Stati Uniti da quando, nel 2019, sono usciti dal Trattato INF. I piani USA prevedono la creazione di 5 Multi Domain Task Force in totale. La prima, attivata nel 2017, ha sede presso la Joint Base Lewis-McChord, Washington, ed è rivolta al teatro dell’Indo-Pacifico; la seconda è stata attivata nel 2021 presso la Clay Kaserne a Wiesbaden, in Germania, per il teatro europeo. Come annunciato nel dicembre 2023, tuttavia, la maggior parte dell’unità sarà di stanza, negli Stati Uniti anziché in Germania, con Fort Drum, che ospita 1495 soldati e personale complessivamente. La terza stata attivata nel 2022 presso le Schofield Barracks, nelle Hawaii, ovviamente di nuovo con un focus sul Pacifico; la quarta sarà di stanza a Fort Carson, in Colorado, ma si concentrerà sul teatro Indo-Pacifico e sarà pienamente operativo entro l’anno fiscale 2027; infine la quinta sarà di stanza a Fort Bragg, nella Carolina del Nord, e sarà una formazione “di contingenza”, non legata a un teatro specifico quindi dispiegabile là ove necessario, con la previsione di attivazione entro l’anno fiscale 2028.
Le capacità di fuoco dei battaglioni a lungo raggio degli Stati Uniti sono già state testate in diverse occasioni, ma per quanto riguarda la Germania bisogna dire che la volontà di Washington, per il momento, è quella di non schierare in modo definitivo i sistemi d’arma a lungo raggio sul territorio tedesco, bensì di posizionarli a rotazione.
In definitiva, non ci troviamo ancora in una condizione simile a quella degli anni Ottanta durante la crisi degli euromissili, sebbene la Russia abbia schierato in maniera definitiva in Bielorussia missili balistici a raggio intermedio con capacità nucleare.
Dalle colonne di InsideOvervi avevamo predetto che in Europa, con la fine del Trattato INF, ci sarebbe stato l’alto rischio di vedere riproporre lo stesso scenario osservato durante il periodo più caldo della Guerra Fredda, quando nel Vecchio Continente le due superpotenze avevano schierato i propri missili balistici e da crociera basati a terra. Oggi appare evidente come la Russia e gli Stati Uniti abbiano un atteggiamento profondamente diverso rispetto allo schieramento dei sistemi d’arma a raggio medio e intermedio nel teatro europeo: la prima ha già dimostrato di voler tornare a una logica ante Trattato INF, i secondi si riservano il diritto di schierare in Europa i propri armamenti di questo tipo solamente in caso di necessità, pur avendo predisposto in Germania tutto il necessario per farlo in tempi brevi.
In effetti, proprio questa particolare decisione statunitense, ha generato più di un timore a Berlino: il governo tedesco non ha infatti nascosto il proprio desiderio di voler acquistare i sistemi missilistici Typhon statunitensi, per poter avere maggiori capacità di deterrenza nei confronti della Russia. Difficilmente Washington accetterà la richiesta tedesca, preferendo riservarsi il diritto di spostare i propri assetti solo in caso di necessità: la vera minaccia, ancora una volta, è la Repubblica Popolare Cinese, e il numero di reparti di fuoco a lungo raggio destinati al teatro dell’Indo-Pacifico lo dimostra.
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