L’americana Northrop Grumman amplia il perimetro dei sistemi d’attacco di precisione con “Jackal“, un sistema di sciame missilistico autonomo basato su missili da crociera che si coordinano in tempo reale, colpendo i bersagli in base alla priorità e ai parametri della missione, dimostrando ancora una volta come la tecnologia di attacco di precisione autonomo sia alla base della guerra del futuro.
Negli ultimi giorni sono state condivise altre informazioni sul nuovo vettore a turbogetto Jackal, che di fatto si colloca a metà tra le munizioni vaganti di nuova generazione, per anglosassoni “loitering munition“, e i missili da crociera leggeri. Presentato come missile multiuso, il nuovo sistema d’arma della Northrop Grumman è progettato per impiegare carichi utili letali e non letali, adattandosi a missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), guerra elettronica e attacco cinetico. Dimostrando una certa versatilità anche sul piano dei vettori di lancio: aereo, terrestre, navale.
Come sappiamo, il progetto non è del tutto nuovo. Un primo concept dello “sciacallo” era stato mostrato già 2022 alla Special Operations Forces Industry Conference di Tampa, dove il sistema venne descritto come un “drone d’attacco unidirezionale, lanciabile da piattaforme terrestri o aeree“. Adesso, però, la sua definizione è cambiata: il Jackal non è più classificato come semplice munizione circostante, ma come un vero e proprio missile. Secondo gli analisti il segno di una “maturazione concettuale” e tecnica di un programma che ricoprirà un ruolo rilevante nelle tattiche di guerra dei prossimi anni.
Sviluppato in collaborazione con AeroVironment, l’azienda già nota per la famiglia di munizioni circuitanti Switchblade, il Jackal nasce per colmare il divario tra lo Switchblade 300, pensato per ingaggiare bersagli a corto raggio, e lo Switchblade 600, ottimizzato per il ruolo anticarro e per aumentare la portata. Secondo quanto si è appreso, il nuovo sistema Jackal offre una capacità di carico utile fino a 4,5 chilogrammi e una gittata superiore ai 100 chilometri, contro i circa 10 e 40 chilometri dei due modelli precedenti.
Secondo i dati diffusi da Northrop Grumman, Jackal può raggiungere una velocità di circa 600 km/h e rimanere in volo fino a 15 minuti. È in grado di condurre missioni ISR prolungate, raccogliendo informazioni prima di colpire il bersaglio con precisione. Dal punto di vista progettuale, il sistema assomiglia più a un missile da crociera compatto che a un UAV tradizionale: fusoliera allungata, ala ripiegabile, coda a V e, soprattutto, un piccolo motore turbogetto che sostituisce la classica propulsione elettrica con elica, migliorando velocità e sopravvivenza in ambienti contestati.
Il sistema di guida consente il volo autonomo lungo waypoint preimpostati, il rilevamento e il riconoscimento automatico del bersaglio e l’operatività anche in assenza di GPS. È prevista anche una modalità di controllo remoto, con trasmissione dei dati sensoriali all’operatore. I carichi utili sono modulari e intercambiabili: un modulo ISR con sensori ottico-elettronici, una testata cinetica e una stazione di guerra elettronica di tipo non specificato.
Il lancio avviene da un contenitore universale di trasporto e lancio, integrabile su veicoli terrestri, elicotteri e unità navali di superficie, con la possibilità teorica di impiego anche da piattaforme senza pilota, con una possibile entrata in servizio entro la prima metà del 2026.
Il sistema Jackal è destinato ad entrare negli arsenali dell’Esercito degli Stati Uniti e del Corpo dei Marines, dove affiancherà le munizioni circostanti già esistenti, estendendo il raggio d’azione delle unità e offrendo uno strumento flessibile per colpire in profondità, autonomamente, e con una selezione di priorità dei target che dovrebbe garantire un concreto vantaggio alle unità che lo impiegheranno in battaglia.
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