L’esercito degli Stati Uniti ha rivelato che il primo battaglione di fuoco a lungo raggio della Multi-Domain Task Force ha schierato per la prima volta il sistema missilistico ipersonico LRHW (Long-Range Hypersonic Weapon) a Cape Canaveral, in Florida, ovvero a quasi 4mila chilometri dalla base Lewis-McChord, Washington, che ospita il battaglione.
L’unità dello U.S. Army ha effettuato un’esercitazione, denominata “Thunderbolt Strike”, per mettere alla prova le proprie capacità expeditionary utilizzando i vettori LRHW. Il dispiegamento ha testato il meccanismo di comando e controllo (C2) tra il comando Indo-Pacifico statunitense e quello strategico basato sul continente, quindi per verificare le capacità di schieramento rapido dell’esercito Usa per quanto riguarda questo particolare sistema d’arma.
“I nostri soldati hanno elaborato missioni reali, con dati reali, in tempo reale, per produrre effetti reali” ha affermato il generale Bernard Harrington, comandante dell’unità coinvolta nell’esercitazione, che ha sottolineato anche come l’esercito statunitense stia sviluppando il modo in cui combatterà usando questa nuova tecnologia in modalità di schieramento avanzato.
Thunderbolt Strike segna una nuova pietra miliare per l’esercito e l’industria statunitensi, in quanto permetterà non solo di affinare le tecniche expeditionary, ma anche di rimediare a eventuali lacune tecniche del sistema d’arma, che, come abbiamo visto, è stato schierato in uno scenario terrestre che però ricalca le condizioni ambientali che si possono trovare nel teatro indo-pacifico.
L’esercito Usa si è detto soddisfatto dall’esito dell’esercitazione, affermando che l’LRHW ha dimostrato di poter essere schierato lontano dalla propria base in modo rapido ed efficiente, quindi di poter svolgere qualunque missione gli venga assegnata.
Thunderbolt Strike ha messo in pratica l’approccio multidominio in un contesto expeditionary, ovvero in un teatro in cui non ci sono basi attrezzate, a ridosso della “linea del fronte” quindi con tutte le difficoltà logistiche del caso che riguardano il supporto di un’unità da combattimento da tutti i punti di vista.
L’U.S. Army non ha reso noti ulteriori dettagli dell’esercitazione, quindi non sappiamo se abbiano simulato lo schieramento dell’LRHW in un ambiente altamente contestato, di conseguenza non è possibile stabilire se sia stata affrontata l’attività di “controbolla”, ovvero la penetrazione delle aree A2/AD (Anti Access / Area Denial) che la Cina ha stabilito nei suoi mari contigui e anche oltre, missione comunque prevista per questo sistema missilistico.
Com’è strutturato il missile
L’LRHW ha una portata dichiarata di 1725 miglia (2700 chilometri circa) ed è costituito da un missile lanciato da terra dotato di un corpo planante ipersonico e relativo equipaggiamento di trasporto, supporto e controllo del fuoco. Secondo l’esercito i missili ipersonici possono viaggiare a oltre 6100 Km/h, ovvero più di Mach 5. Questo vettore può raggiungere la parte superiore dell’atmosfera terrestre e rimanere poco oltre la portata dei sistemi di difesa aerea e missilistica fino a quando non è pronto a colpire.
Idealmente quest’arma ipersonica a lungo raggio verrebbe utilizzata per sopprimere la capacità di fuoco di ampia portata e ingaggiare altri bersagli di alto valore dal punto di vista strategico, e sappiamo che l’esercito statunitense sta lavorando a stretto contatto con la U.S. Navy nel suo sviluppo, in quanto l’LRHW è composto dal Common Hypersonic Glide Body (C-HGB). La componente missilistica dell’LRHW è stata sviluppata da Lockheed Martin e Northrop Grumman. I
l sistema è organizzato in batterie e secondo quanto riferito, una batteria dovrebbe avere quattro Tel (Transporter Erector Launcher), ciascuno con due missili, un centro operativo mobile e un certo numero di veicoli di supporto come l’Heavy Expanded Mobility Tactical Truck (HEMTT) dell’esercito.
L’Office of the Secretary of Defense Cost Assessment and Program Evaluation ha stimato che il programma LRHW costerà al Pentagono 4,4 miliardi di dollari per lo sviluppo e 2,5 miliardi per la produzione. Il piano iniziale di acquisizione è per 66 missili, inclusi 48 sviluppatori tecnologici. Il costo di ogni missile pertanto si aggira intorno ai 106 milioni di dollari.
Il prezzo elevato delle armi ipersoniche potrebbe facilmente limitarne la produzione, e quindi le scorte, pertanto verrebbe a mancare il volume di fuoco necessario per contrastare l’immenso numero di piattaforme aeree e navali cinesi. L’efficacia di questi sistemi terrestri mobili potrebbe anche essere limitata dalle restrizioni riguardanti la possibilità di avere basi avanzate nell’Indo-Pacifico insieme alla gittata delle armi stesse: 2700 chilometri vengono giudicati non sufficienti per poter colpire gli assetti avversari, anche terrestri, senza la possibilità di dispiegamento in basi avanzate in quella regione, ma c’è da considerare che la capacità expeditionary recentemente testata offre una soluzione a questo dilemma in quanto, in caso di conflitto, i sistemi verrebbero dispiegati più a ridosso degli obiettivi o dei choke points sensibili, ma per poter svolgere questa missione è necessario comunque ottenere un certo grado di superiorità aeronavale in modo da poter effettuare le “spedizioni” in relativa sicurezza.

