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	<title>Regno unito Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 03 Mar 2023 20:49:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Regno unito Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le operazioni “sub-zero” dell’aviazione navale inglese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-sub-zero-dellaviazione-navale-inglese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 04:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre imperversa il conflitto russo-ucraino, la corsa all’Artico entra nel vivo. Il Regno Unito, infatti, dopo i Royal Marines mobilita le truppe aero-navali ai confini della Norvegia, per esporle a condizioni, talmente estreme, da considerarle ai limiti della sopravvivenza. Le pericolose esercitazioni rompighiaccio Dalle analisi delle risorse aperte si apprende, infatti, che il ministero della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-sub-zero-dellaviazione-navale-inglese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230303214711360_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre imperversa il conflitto russo-ucraino, la corsa all’Artico entra nel vivo. Il Regno Unito, infatti, dopo i Royal Marines mobilita le truppe aero-navali ai confini della Norvegia, per esporle a condizioni, talmente estreme, da considerarle ai limiti della sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le pericolose esercitazioni rompighiaccio</h2>



<p>Dalle analisi delle <a href="https://www.royalnavy.mod.uk/news-and-latest-activity/news/2023/february/16/20230216-naval-helicopter-crews-learn-to-handle-subzero-conditions-to-support-arctic-commandos">risorse aperte</a> si apprende, infatti, che il ministero della Difesa britannico mette in evidenza le straordinarie operazioni “sub-zero” in atto nell’Artico. Oltre 200 unità, tra ufficiali, sottoufficiali e truppa, stanno vivendo in condizioni critiche, sopportando temperature di almeno 30 gradi sotto lo zero. La sfida è quella di dominare le avversità climatiche e riuscire a far funzionare le apparecchiature militari in condizioni mai affrontate in precedenza.</p>



<p>Lo stesso dipartimento della Difesa spiega nella nota che il personale selezionato è stato equipaggiato con abbigliamento altamente tecnologico e razioni di cibo da preparare con particolari metodi di cottura, appositamente creati per resistere a quelle temperature. Inoltre, le unità sono state messe in condizione di saper costruire tende in situazioni disperate e slitte speciali abilitate a poter percorrere terreni impervi, particolarmente innevati. I militari hanno dovuto imparare a destreggiarsi, in qualsiasi ora del giorno, nelle nevi profonde, riuscendo a sopravvivere anche alle valanghe, oltre a dover essere abili ad inventare rifugi di fortuna per potersi salvare.</p>



<p>Ma le manovre più impegnative, però, farebbero, riferimento alle temutissime <strong>“esercitazioni rompighiaccio”</strong>. Quest’ultime vedrebbero il personale impegnato a trasportare il proprio equipaggiamento su lastre ghiacciate di un lago, per poi saltare all’interno di buche d’acqua gelida, senza la possibilità di poter chiedere aiuto e soprattutto se in condizione di difficoltà. In questa prova, infatti, è previsto che i militari dovranno essere capaci di salvarsi solo grazie all’ausilio dei propri bastoni da sci. Le testimonianze rilasciate dai tecnici dell’aviazione, in verità, sottolineano proprio lo stress mentale e psicofisico a cui i soldati sono sottoposti. Nel caso di specie, e secondo quanto riportato, le forze britanniche si sono concentrate a far lavorare le proprie unità, anche in totale assenza di sonno. I reparti, infatti, sono stati continuamente spostati da una base all’altra, affinché fosse raggiunto l’obbiettivo prefissato del doversi “adattare ad operare immediatamente in condizioni sotto zero”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il whiteout e la gestione del ricircolo dell’aria</h2>



<p>Le attività hanno anche il fine di valutare e monitorare gli effetti del gelo sulle apparecchiature e la meccanica degli armamenti. Gli ingegneri britannici, infatti, stanno studiando le criticità ambientali artiche applicate alla viscosità dei fluidi e degli oli. Tale problematica sta preoccupando, non poco, i tecnici, i quali sono da tempo a lavoro per apportare tutte le modifiche necessarie atte a consentire un perfetto avviamento degli armamenti.</p>



<p>Gli sforzi si stanno concentrando, in special modo, sulla flotta aerea di classe Merlin, di stanza presso le basi militari di Bardufoss, la quale presenta la necessità di dover essere trasportata con l’ausilio di ben tre griglie metalliche differenti, per impedire che gli elicotteri scivolino mentre i rotori sono in funzione.</p>



<p>Le operazioni, infine, hanno il preciso obbiettivo di addestrare i piloti e l’equipaggio ad atterraggi di fortuna. Tali manovre, secondo fonti del governo inglese, hanno inoltre lo scopo di riprodurre l’effetto “<strong>whiteout</strong>”, ovvero l’emulazione dei cali di tensione che avvengono negli atterraggi del deserto oltre alla metabolizzazione delle manovre per la gestione del ricircolo dell’aria, prodotto dalla corrente discendente del rotore.</p>



<p>L’Impero britannico, già da tempo, punta ad abbattere le difficoltà dettate dall’ambiente, applicando la filosofia del: “Se puoi sopravvivere ed operare efficacemente qui, puoi sopravvivere ed operare ovunque”.  Questo, è infatti, quanto si apprende dalle <a href="https://www.gov.uk/government/news/norwegian-arctic-training-for-uk-forces-helicopter-crews">fonti</a> ufficiali. Affrontare il vento forte, atterrare sui crinali più estremi, navigare a bassa quota di giorno e di notte, sono solo alcune delle abilità fondamentali che il Commando Helicopter Force sta portando a termine nelle recenti manovre ai confini della Norvegia. Ed il tutto ad uno scopo ben preciso, ovvero finalizzare quelle capacità utili a consentire future “operazioni e schieramenti in quell’area”.</p>
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		<title>Raggi laser per ricaricare i droni: l&#8217;arma misteriosa della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/raggi-laser-per-ricaricare-i-droni-larma-misteriosa-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi laser]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="droni" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-1536x1014.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Cina sviluppa nuove armi laser ed ora punta alla “resistenza illimitata“ degli armamenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="droni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-1024x676.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/drone-g0de540cd5_1920-1536x1014.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Recenti esperimenti hanno rivoluzionato i sistemi di <strong>trasmissione intelligente dei segnali</strong>, spalancando le porte a nuove tipologie di armamenti autonomi a guida ottica. Proprio su questo punto la Cina scrive una nuova pagina dell’<em>electronic warfare</em> e di fatto raggiunge uno dei più sensazionali traguardi che avrà importanti riflessi anche nel settore industriale civile. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Eternamente in volo&#8221;</h2>



<p>Il <em>South China Morning Post</em>, infatti, <a href="https://amp.scmp.com/news/china/science/article/3205885/chinese-scientists-develop-laser-powered-drone-stay-aloft-forever" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha riportato</a> la notizia che un gruppo di studio della Northwestern Polytechnical University, guidato dal Professore Li Xuelong, è riuscito a ricaricare la batteria di un <strong>drone</strong> a distanza, mediante l’utilizzo di raggi laser ad alta intensità. Secondo quanto spiegato dal team della scuola d’intelligenza artificiale, tale successo è avvenuto grazie alla dotazione di un modulo fotoelettrico che trasforma la luce in elettricità e utilizza il laser per il tracciamento e l’alimentazione da remoto. Ma la vera notizia, però, riguarderebbe la trasmissione intelligente del segnale e la tecnologia di elaborazione in esso contenuta durante il processo autonomo di ricarica, in quanto rivela straordinarie possibilità relative al<strong> </strong>“<strong>concetto di resistenza illimitata</strong>”. Il che significa essere riusciti a <a href="https://defence.pk/pdf/threads/china-claims-to-have-mastered-laser-powered-drones-enabling-drones-airborne-indefinitely-replacing-military-satellites-in-some-scenarios.758359/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tenere</a> <strong>eternamente in volo</strong> queste apparecchiature.</p>



<p>Il gruppo di lavoro cinese, però, non si è accontentato ed è andato ben oltre ogni immaginazione. Infatti,  quest’ultimo, ha confermato con soddisfazione che il sistema di monitoraggio della <strong>visione intelligente</strong>, non solo, ha una capacità di resistenza ma è anche operativa nel rifornimento a lungo raggio. Il progetto di Pechino si era prefissato, inoltre, l’obiettivo del tracciamento dei droni in volo. </p>



<p>Questo ha portato la creazione di un <strong>algoritmo</strong> che riesce a prevedere ed intercettare con estrema precisione i bersagli, oltre a superare ogni problematica relativa alle condizioni atmosferiche, illuminazione ed ostacoli ambientali. Il tutto avviene grazie alla codificazione di un ulteriore algoritmo che consente, a sua volta, proprio di modulare l’<strong>intensità del laser</strong> e poter superare qualsiasi turbolenza. Infine, la narrativa su tale tecnologia descrive che questi droni sono anche in grado di raggiungere importanti altezze e abbiano superato ben tre test in modalità <em>follow-up</em>, sia al chiuso che all’aperto e sia di <a href="https://interestingengineering.com/innovation/lasers-keep-drones-aloft-forever">giorno</a> che di notte, avendo operato con successo in tutti gli scenari nei quali sono stati messi sotto stress.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi britannici</h2>



<p>Dalle analisi delle risorse <a href="https://asiatimes.com/2023/01/china-claims-to-have-mastered-laser-powered-drones/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aperte</a>, però, evincono informazioni che creano un’importante discussione su tale <strong>primato</strong>. Secondo quanto riportato dal sito dell’azienda britannica Qinetiq, sembrerebbe, infatti, che il Regno Unito non fosse distante da questa prestigiosa scoperta. La <a href="https://www.qinetiq.com/en/news/qinetiq-deliver-worlds-first-demonstration-of-a-laser-controlled-drone-during-flight" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonte</a> che racconta tale verità, il 20 luglio 2022, comunica pubblicamente il <strong>successo</strong> ”della prima dimostrazione al mondo di un drone controllato da laser durante il volo”. Nel dettaglio viene reso noto dall’azienda che, mediante il collegamento bidirezionale con il Free Space Optical Communications è avvenuta la trasmissione dei comandi di controllo e la ricezione di informazioni nel sistema di comunicazione di missione. </p>



<p>Andando più a fondo nell’indagine, si è scoperto che tale traguardo faceva parte del progetto denominato Dstl Air-Command and Control-Intelligence Surveillance, Reconnaissance e Interoperability. Lo scopo del ministero della Difesa inglese era appunto quello di <strong>migliorare l’interoperabilità digitale</strong> e la resilienza dei sistemi di comunicazione interconnesse da piattaforme aeree e potenzialità associate. L’analisi, inoltre,  porta alla luce che in passato le forze britanniche avevano addirittura già reso possibile il controllo di una piattaforma aerea senza equipaggio, utilizzando il sistema di radiofrequenza a banda larga. La logica applicata al miglioramento strategico era appunto integrare il sistema <strong>Free Space Optical Communication</strong>, in maniera tale da evitare che gli avversari potessero negare le trasmissioni dei segnali in radio frequenza e sviluppare un ambiente più sicuro per le operazioni segrete. </p>



<p>Al momento molte <a href="https://futurism.com/the-byte/military-drone-laser-power" target="_blank" rel="noreferrer noopener">narrative</a> editoriali sono coinvolte in un’estenuante braccio di ferro, in quanto intente a riflettere sul primato di tale traguardo. Per questo motivo importanti dialettiche stanno convergendo anche sul contesto della <strong>guerra elettronica russa</strong>, ponendo l’attenzione su come molti <a href="https://foreignpolicy.com/2022/06/21/ukraine-us-drones-pushback/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">droni </a>ucraini si siano interfacciati con l’interruzione dei comandi di comunicazione e controllo radio che collegavano queste <strong>armi autonome</strong> alla piattaforma di terra o al centro per il disturbo dei segnali di navigazione satellitare. </p>



<p>In quella fase, infatti, si <a href="https://eurasiantimes.com/next-stage-in-wireless-energy-chinese-scientists/?amp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apprende</a>, che la trasmissione del <strong>segnale laser</strong> dei britannici era già entrata in servizio, riuscendo, al tempo, ad annullare i sistemi aerei, senza pilota, che operavano in un contesto di radiofrequenza. Su questo dibattimento, molte riflessioni indicano che l’origine del conclamato successo cinese potrebbe provenire, però, dai test ottenuti dal controllo degli sciami di droni effettuato dalla China Electronics Technology Group Corporation nel 2020. Ma quello che in realtà sembrerebbe mettere tutto in discussione ed alimenta riflessioni e dibattito su politica di propaganda, disinformazione e corsa agli armamenti, è proprio un articolo della rivista <a href="https://www.newscientist.com/article/2178470-the-us-army-is-making-a-laser-powered-drone-that-can-fly-indefinitely/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>NewScientist</em></a>, pubblicato, invece, già nel 2018, che pone in evidenza i <strong>risultati tecnologici</strong> degli Stati Uniti raggiunti proprio in questa direzione, ma ottenuti, invece, qualche anno prima. </p>



<p></p>



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<p></p>
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		<title>L&#8217;ultima chiamata per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lultima-chiamata-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 09:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220722095648839_e59b62d757de5d926f82e0db61634664-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il conflitto in Ucraina ha travolto l'Europa e dato un'ultima sveglia al Vecchio continente. Ecco le sfide che dovrà affrontare, tra Difesa, immigrazione e tensioni culturali</p>
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<p>Lo sganciamento dalla dipendenza energetica dal Cremlino ha poi confermato l’incapacità e la miopia dei Paesi europei che non hanno saputo negli anni creare delle reti in grado di provvedere alla possibilità di blocchi da parte dei fornitori internazionali. Infine, la diplomazia del conflitto – in particolare per una possibile mediazione tra Russia e Ucraina – è stata completamente estromessa dai corridoi delle principali capitali europee per lasciare spazio a Paesi terzi, in primis quella Turchia che già interpreta il ruolo di membro “indipendente” della Nato.  L’asse franco-tedesco, che aveva provato con scarsi risultati a dialogare con Vladimir Putin prima dell’invasione e nelle settimane successive, si è completamente arenata. E nel frattempo le leadership dei più importanti Stati membri si sono indebolite o sono anche cadute lasciando che fossero altri blocchi, come quello dell’Europa orientale, a rimanere saldi nelle loro linee di governo. Il quadro è nettamente complesso, e si aggiunge a una crisi in corso già da diversi anni e che la pandemia di Covid ha ulteriormente accelerato.</p>
<p>Una crisi non solo economica, come dimostrato da diversi indici, ma soprattutto politica. Prima vi era stata la questione migratoria, in cui l’Ue aveva mostrato tutte le sue divisioni e debolezze senza riuscire a costruire un fronte comune per tutelare i confini. Bruxelles in larghi tratti del suo recente percorso è apparsa come una capitale vuota, incapace di prendere in mano le redini di un progetto continentale di natura politica e culturale. La Brexit ha fatto perdere all’Ue uno dei suoi elementi più difficili ma allo stesso tempo pregiati: il Regno Unito. E molti altri Paesi hanno manifestato un malcontento generalizzato che si è spesso tradotto in un voto di movimenti euroscettici o cosiddetti “populisti”.</p>
<p>Il campanello d’allarme, risuonato da diverse parti e per diversi problemi, ha trovato poi come visto nella guerra in Ucraina il suo più tragico grido di dolore. Gli Stati Uniti hanno fatto capire di avere ancora saldamente in mano l’Occidente pur con una amministrazione debole e dopo un’altra, quella Trump, profondamente “antieuropea”. La Cina si è allontanata dai radar del Vecchio Continente dopo il Covid, ma questo non deve fare dimenticare gli investimenti e gli enormi accordi economici siglati con Pechino che negli anni precedenti avevano sollecitato i più chiari avvertimenti di Washington. Infine, la Russia ha in qualche modo fatto intendere di sapere come regolare la vita di una parte consistente del Vecchio Continente, provocando già solo con il flusso di gas delle conseguenze sensibili sulla vita di milioni di cittadini europei. Di fronte a questo, l’Europa sembra dover rispondere continuamente a un’ultima chiamata prima di un disastro che appare sempre più evidente. La perdita di leadership e di soggettività politica è un tema che si è cristallizzato ma da cui non sembra esserci una prossima via d’uscita. Le crisi di tutti i governi Ue hanno anzi confermato una tendenza abbastanza consolidata. L’economia arranca. E sotto il profilo internazionale, i poli del mondo appaiono sempre più quelli di Pechino e Washington, con Mosca che prova a scalfire questo duopolio e con altre capitali, a partire da Ankara e Londra, che cercano – e molto spesso riescono – di dettare le regole dall’esterno.</p>
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		<title>L&#8217;anarchia britannica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lanarchia-britannica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 08:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-1024x689.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220714142239703_58c4c2f58521bbf10c0f2b2fe4d18e04-1-2048x1379.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, potenza della Nato, membro delle maggiori alleanze internazionali e erede di un impero che controllava gran parte del mondo, il Regno Unito si trova davanti alla prova della storia con una sola certezza (per ora): quella di non volere più far parte dell’Unione europea. La Brexit, giunta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lanarchia-britannica.html">[...]</a></p>
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<p>Un divorzio che arriva dopo un matrimonio non certo felice, in cui l’isola, più che essere un membro attivo della comunità europea, è sempre apparsa una spina nel fianco ai tentativi di integrazione. E nel tempo, queste differenze si sono rivelate incolmabili, unendo un malcontento profondo per l’Ue a trazione franco-tedesca alle aspirazioni britanniche di non essere ingaggiata in una politica vista come continentale a non legata alle sue ambizioni e caratteristiche naturali. La ricerca di un commercio globale e non vincolato dagli schemi Ue, la spinta propulsiva verso il mondo, il senso di disfatta per un’Europa ormai squilibrata verso Berlino e Parigi ma vista come un meccanismo destino a finire e, infine, la <i>special relationship</i> con gli Stati Uniti (ormai vero <i>dominus</i> atlantico) hanno fatto sì che una parte profonda dello Stato britannico non abbia mai negato la possibilità di una uscita di scena dall’Ue. Il voto popolare, forse inaspettato dagli stessi <i>brexiters</i> più puri, non è comunque sembrato un fulmine a ciel sereno, ma una perfetta adesione dell’Inghilterra profonda con quelle che rappresentano le tradizionali direttrici strategiche di Londra.</p>
<p>Da lì si è cominciato a parlare non più di Uk, ma di Global Britain: una potenza britannica (le parole sono importanti) globale che si apriva al mondo quasi in una sorta di liberazione da certi lacci e lacciuoli rappresentati da una presunta zavorra europea. Un’ambizione post-imperiale che però, al netto delle chiare ambizioni propagandistiche ma anche delle naturali ambizioni del popolo inglese, nasconde delle inquietudini che la Brexit non ha certo cancellato. Utilizziamo il termine “inglese” non per errore: perché quello che apparve da subito chiaro agli occhi degli osservatori è che la Brexit fu in effetti una scelta profondamente inglese. Non è stata la cosmopolita Londra a votare in favore del divorzio da Bruxelles, e non lo furono nemmeno le parti periferiche del Regno, in particolare la Scozia. A chiedere la Brexit erano le parti profonde dell’Inghilterra, in parte del Galles, gli unionisti nordirlandesi. Insomma, tutti quei gruppi che ancora oggi, saldamente, mantengono fede a un’appartenenza che non appare più così radicata in altri contesti.</p>
<p>Non è un caso che proprio dopo l’approvazione dell’uscita dall’Ue, dalla Scozia siano arrivati i primi sussulti di un nuovo referendum per l’indipendenza E non è un caso che proprio il confine tra Ulster ed Éire abbia fatto riaffiorare delle divisioni interne all’Irlanda che si pensava di avere concluso con gli accordi raggiunti dopo faticosi decenni di lotte. Brexit è stata vista come un incubo per gli scozzesi, terrorizzati dall’idea di dover fare affidamento solo su Londra e dai nazionalisti irlandesi che pensavano che essere parte dell’Unione europea avrebbe quantomeno dato la parvenza di un’unità tra Belfast e Dublino.</p>
<p>Il divorzio, tuttavia, non è stato solo uno schiaffo a queste aspirazioni interne al Regno, ma anche un modo, in fondo, per evitare di dover fare i conti con il rischio di una divisione che comunque, ancora oggi, non si è del tutto spento. Global Britain, dunque il richiamo a un’intera Gran Bretagna globale, assume anche il ruolo di una forma di incantesimo con cui convincere le riottose province a ricordarsi di essere parte di un destino comune. Se non si guarda più all’Europa, si osserva il mondo. Esternalizzare i problemi significa anche disattivare certi discorsi secessionisti (e al contempo europeisti) per far di nuovo leva sul senso di “impero” di una potenza che non è mai stata davvero europea.</p>
<p>Riuscirsi è un’impresa difficile. Boris Johnson, primo ministro che ha voluto portare avanti a qualsiasi costo le trattative sull’uscita dall’Ue fino a minacciare, ancora, un divorzio “hard”, appare un leader debole. I conservatori sono apparsi frastornati dalla Brexit mentre i laburisti, prima timidi sostenitori dell’europeismo, ora devono fare i conti con una realtà che appare ineluttabile. Intorno a loro, un mondo in pieno cambiamento che non accetta perdite di tempo. La guerra in Ucraina è la prova che la Gran Bretagna vuole essere protagonista della politica europea e membro più attivo dell’Alleanza Atlantica. La sua sfida alla Russia è totale, ma non disdegna nemmeno avventure nell’Indo-Pacifico da Hormuz fino al Mar Cinese Meridionale. Il suo “impero” esiste, nella mente di Londra. E tutti si rendono conto che adesso il Regno Unito è di nuovo una potenza più oceanica che continentale. Difficile capire se la sfida sarà vinta, ma adesso è comunque certo che nessuno può chiamarsi fuori: Brexit è realtà, Global Britain un’ambizione forse velleitaria ma necessaria. Il popolo inglese ha scelto.</p>
<p>Il Regno Unito, forse più disunito che unito, deve fare i conti con la storia e capire come uscirne indenne. E perché no, anche provare a sognare di nuovo in grande per evitare di dover riflettere sulle proprie fragilità.</p>
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		<title>I piedi del Regno Unito nell’Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-piedi-del-regno-unito-nellartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 18:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Salvaguardare il fianco settentrionale dell&#8217;Europa contro qualsiasi aggressore”. Ecco il nuovo credo del governo britannico, ultimamente impegnato in una delle più grandi manovre mai effettuate nel Circolo-Polare-Artico. Mentre imperversa il conflitto ucraino, infatti, la presenza delle truppe di Sua Maestà hanno impresso le proprie orme nel ghiaccio del Mar Artico. Una spaventosa presenza di oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-piedi-del-regno-unito-nellartico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220502195658710_55ab9878e13d6826ae742b5f02c44390-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Salvaguardare il fianco settentrionale dell&#8217;Europa contro qualsiasi aggressore”.<br />
<span style="font-size: 1rem;">Ecco il nuovo credo del governo britannico, ultimamente impegnato in una delle più grandi manovre mai effettuate nel Circolo-Polare-Artico.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"> Mentre imperversa il conflitto ucraino, infatti, la presenza delle truppe di Sua Maestà hanno impresso le proprie orme nel ghiaccio del Mar Artico. Una spaventosa presenza di oltre <strong>27000 militar</strong>i che ha visto più di 3000 specialisti della Royal-Navy e dei Royal-Marines sbarcare dalla più grande nave da guerra inglese. Infatti, come</span><span style="font-size: 1rem;"> <a href="https://www.royalnavy.mod.uk/news-and-latest-activity/news/2022/april/11/20220411-royal-navy-completes-largest-arctic-defence-exercise">riferisce</a> testualmente la stessa Royal Navy, la HMS Prince of Wales si è resa protagonista della sua più importante operazione artica, in quanto non era mai successo prima che un’esercitazione si fosse potuta spingere così a nord, come invece è accaduto di recente. Una chiara manifestazione delle capacità di manovra della Marina di Sua Maestà, che ha evidenziato la poliedrica abilità di tutto il suo personale, risultato altamente qualificato a poter lavorare in ambiente ostile, soprattutto con temperature ben sotto i 30 gradi.</span></p>
<p><a href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-61053401.amp">L’analisi</a> delle risorse ha messo in evidenza, inoltre, il cospicuo portafoglio d’armamenti impiegati in questa &#8220;Operation-Cold-Response&#8221;, <span style="font-size: 1rem;">dalle quali sono risultate evidenti, inoltre, le straordinarie capacità di comando e controllo della Royal Navy, soprattutto nelle operazioni degli incursori, quando lanciati da sottomarini in modalità “sub-zero” ed in coordinamento simultaneo con la loro portaerei. Il territorio baltico è stato ben metabolizzato anche dai Royal Marines che, in operazione congiunta con le forze norvegesi, hanno sviluppato e perfezionato nuove tattiche dedicate alle missioni cosiddette “furtive”. Tutto mentre il corpo speciale Grimsby ha </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.forces.net/services/navy/massive-arctic-exercise-concludes-navy">consolidato</a><span style="font-size: 1rem;"> invece la sua presenza ed operatività sui fondali dei fiordi. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Una serie di stravolgimenti tattici, inoltre, sembrerebbero essere stati sperimentati, in quanto il Commando Helicopter Force ha potuto usufruire, sul terreno, degli elicotteri marittimi di classe Wildcat, normalmente di stanza sull’oceano. Le fonti dettagliano che questo armamento abbia in realtà consentito, &#8220;per la prima volta”, l’utilizzo del temutissimo sistema radar Seaspray, il quale, in operazione congiunta con l’847mo squadrone aereo, abbia fornito tutta l’intelligence necessaria e la capacità di fuoco all’esercito impegnato, invece, sul terreno. Quest’ultimo, a sua volta, era addirittura in ulteriore coordinamento simultaneo anche con i sistemi Cobra del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, anch’essi presenti sul campo.</span></p>
<h2>Sarà il Baltico la ragione della caduta di Putin?</h2>
<p>L’entusiasmo del segretario della Difesa britannico, su tali manovre, ha lasciato trapelare le più disperate riflessioni nel mondo degli analisti, alcuni dei quali prevedevano già da tempo, una corsa all’oro nero nel Baltico e la pianificazione della <strong>caduta</strong> dell’attuale Presidente russo. Nell’analisi delle risorse aperte, infatti, risulta più che evidente che gran parte della dialettica geopolitica internazionale era concentrata, già da tempo, su cosa avverrà o dovrebbe accadere nel dopo Putin. A conferma di ciò, per esempio, è interessante l’analisi dell’Atlantic Council , intitolata <a href="https://www.atlanticcouncil.org/in-depth-research-reports/report/russia-after-putin-report/">“Russia after Putin: How to rebuild the state”,</a> nella quale, quella che è definita la cleptocrazia autoritaria del Presidente, passi necessariamente il testimone ad un sistema meno presidenziale è più largamente democratico, indicando addirittura testualmente in una delle sue Key Points, la necessità di: “sciogliere l’FSB, licenziare tutti i suoi dipendenti e formare un nuovo sistema giudiziario, tribunali e l&#8217;ufficio del procuratore generale”.</p>
<p>Tra le letterature di politica estera più importanti, non poteva mancare quella dell’autorevole Chatham House, dichiarata “<a href="https://www.rferl.org/amp/russia-chatham-house-undesirable/31793383.html">indesiderabile</a> dallo stesso Cremlino, che è <span style="font-size: 1rem;">intitolata:” <a href="https://www.chathamhouse.org/2021/05/myths-and-misconceptions-debate-russia/myth-16-what-comes-after-putin-must-be-better-putin">Myths and misconceptions in the debate on Russia”,</a> la quale nel capitolo 16 vede l’analisi: “Quello che viene dopo Putin deve essere migliore di Putin”. Quest’ultima anch’essa prevede la caduta dello Zar e nel contempo esamina come sarà possibile liberare la Russia dall’anti-occidentalismo putiniano.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Altre testate come <em>The Hill</em> ha titolato <a href="https://thehill.com/opinion/international/598910-russia-after-putin/?rl=1">“Russia After Putin</a>”, percependone addirittura il successore. Per non parlare dell’analisi pubblicata dal Belfer-Center dell’Harvard University intitolata:<a href="https://www.belfercenter.org/publication/new-transatlantic-strategy-russia">”A New Transatlantic Strategy on Russia”,</a> nella quale il Dr. Carpenter, già Vice Segretario alla Difesa al Pentagono e responsabile per la Russia, Ucraina, Eurasia, Balcani e Controllo degli armamenti convenzionali, dettagliò i cinque pilastri fondamentali volti ad attuare una “stabilità strategica” contro la deterrenza ibrida e le tattiche sovversive di Mosca nel Baltico, che erano già nel mirino Usa da tempo. Le strategie “di leva” citate nella stessa, sembravano proprio riflettere sul ruolo strategico di Lettonia, Estonia, Lituania ed altri paesi baltici, come il nuovo riferimento sul Mar-Nero. Tutto ciò ha lasciato innumerevoli interpretazioni sulla recente </span><span style="font-size: 1rem;">esercitazione inglese, non disdegnando l’ipotesi che oltre ad essere un chiaro messaggio di forza e deterrenza ,ci si possa trovare di fronte a quella che da tempo, risulta essere una morte pre annunciata.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-piedi-del-regno-unito-nellartico.html">I piedi del Regno Unito nell’Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è davvero dietro alla dichiarazione delle superpotenze contro la guerra nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-ce-davvero-dietro-alla-dichiarazione-delle-superpotenze-contro-la-guerra-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirko Mussetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 06:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Missili ipersonici]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I capi di Stato e di governo di Francia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti e Federazione Russa hanno rilasciato lunedì 3 gennaio una dichiarazione congiunta sulla prevenzione di una guerra nucleare e sull&#8217;inibizione di una nuova corsa agli armamenti. Secondo i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, &#8220;una guerra nucleare non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-ce-davvero-dietro-alla-dichiarazione-delle-superpotenze-contro-la-guerra-nucleare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220104181642443_1600597c215f02165a224837b96c47c3-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I capi di Stato e di governo di Francia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti e Federazione Russa hanno rilasciato lunedì 3 gennaio una <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2022/01/03/p5-statement-on-preventing-nuclear-war-and-avoiding-arms-races/">dichiarazione congiunta</a> sulla prevenzione di una <strong>guerra nucleare</strong> e sull&#8217;inibizione di una nuova corsa agli armamenti. Secondo i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, &#8220;una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta. Finché continueranno a esistere, le armi nucleari dovrebbero servire a scopi difensivi, ovvero scoraggiare l&#8217;aggressione e prevenire la guerra&#8221;. Lo spirito collaborativo del Trattato di non proliferazione nucleare (<a href="https://web.archive.org/web/20061215193841/http://disarmament2.un.org/wmd/npt/npttext.html">Tnp</a>) del 1968 deve essere preservato.</p>
<p>In un contesto di forte tensione sia tra Occidente e Russia sia tra Stati Uniti e Cina, la sottoscrizione del documento è un atto molto significativo. Ma tra l&#8217;esposizione di intenzioni condivisibili e l&#8217;attuazione reale di misure di de-escalation c&#8217;è una bella differenza.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/russia_pacifico"><strong>Russia si rafforza nel Pacifico</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Tanto per cominciare, tutte e cinque le nazioni firmatarie sono impegnate nello sviluppo di <a href="https://it.insideover.com/tag/missili-ipersonici">missili ipersonici</a> in grado di bucare le difese avversarie, riducendo il tempo di reazione militare e di approntamento di misure contenitive dei danni. Tali sistemi d&#8217;arma amplificano la dottrina della <a href="https://it.insideover.com/guerra/postura-strategica-trump.html">distruzione mutua assicurata</a> tipica della <strong>Guerra fredda</strong>. C&#8217;è da sottolineare inoltre, che i tre paesi occidentali (Usa, Uk, Francia) sono in netto svantaggio nello sviluppo di tali sistemi nei confronti di Cina e, soprattutto, Russia. Peraltro Pechino e Mosca hanno di recente affermato la volontà di cooperare in materia, anche con lo scambio di prezioso <em>know how</em>.</p>
<h2>Le mosse della Russia</h2>
<p>Se le forze armate russe non falliscono alcun test di lancio (sia da terra sia da mare) e il Cremlino annuncia la <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovo-test-del-missile-russo-zircon-che-si-avvia-forse-alla-produzione-in-serie.html">produzione in serie</a> di vettori Zircon a capacità nucleare già da quest&#8217;anno, i progettisti statunitensi non riescono ancora a trovare la quadra. Le forze armate americane <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/43575/third-test-of-the-air-forces-hypersonic-weapon-has-failed-like-the-ones-before-it">hanno fallito</a> di recente anche il terzo test dei missili ipersonici Agm-183a. Forse anche per questo Washington, Londra e Parigi sono state liete di sottoscrivere la dichiarazione fortemente voluta dalla rivale Mosca alla vigilia dei tre vertici sulla parità strategica: Usa-Russia (10 gennaio), Nato-Russia (12 gennaio), Osce-Russia (13 gennaio).</p>
<p>La diplomazia moscovita si sta muovendo in modo molto sagace. Se da un lato mostra buone intenzioni prendendo iniziative generalmente accettate almeno sul piano dialettico, dall&#8217;altro pone cautelativamente le basi di un reale equilibrio strategico. A febbraio si terrà in Bielorussia − paese satellite della Federazione – un <a href="https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Lukashenko-si-prepara-la-riforma-della-Costituzione-nel-2022-sottoposta-a-referendum-3f94d764-45dc-4a06-8f99-717009c938b6.html">referendum</a> di riforma costituzionale. Tra le misure normative previste dal regime di <a href="https://it.insideover.com/persone/aleksandr-lukashenko">Aleksandr Lukashenko</a> vi è la rinuncia dello status di paese denuclearizzato. Questo permetterebbe al Cremlino di dispiegare in Bielorussia, a ridosso dei confini della Nato, proprio quei missili a capacità nucleare – sia tattici sia strategici – che stando alla dichiarazione si vorrebbero smantellati in un futuro ideale. C&#8217;è di più: il ministero della Difesa moscovita ha annunciato che le grandi esercitazioni strategiche della triade nucleare (terrestre, navale, aerea) <em>Grom 2022</em> verranno anticipate a inizio anno. Forse proprio nel delicato periodo del 10-13 gennaio, al fine di aumentare il peso negoziale della Russia agli occhi del mondo intero.</p>
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		<title>Il super sistema di difesa aerea britannico entra in servizio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-super-sistema-di-difesa-aerea-britannico-entra-in-servizio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 06:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[difesa antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-2048x1535.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra tattica delle truppe britanniche contro le nuove sfide dell’Est è senza precedenti. Il governo inglese, infatti, decide di mandare in pensione il vecchio apparato di difesa aerea per mettere a servizio di Sua Maestà uno dei più sensazionali sistemi antimissile mai esistito. Il focus britannico sulla difesa aerea Con tutti gli onori militari &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-super-sistema-di-difesa-aerea-britannico-entra-in-servizio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-1536x1152.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022010115301960_c007fe836cdfbc4750b9aec7b2ae922f-2048x1535.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra tattica delle truppe britanniche contro le nuove sfide dell’Est è senza precedenti. Il governo inglese, infatti, decide di mandare in pensione il vecchio apparato di difesa aerea per mettere a servizio di Sua Maestà uno dei più sensazionali sistemi antimissile mai esistito.</p>
<h2>Il focus britannico sulla difesa aerea</h2>
<p>Con tutti gli onori militari è stato sostituito, il <a href="https://www.britannica.com/technology/rocket-and-missile-system/Tactical-guided-missiles#ref520970">Rapier</a>, la micidiale arma di difesa missilistica terra-aria operativa nelle forze armate della Regina da lunga data. Eroina delle Falkland registrò il primo impiego contro le forze argentine nel 1982, per poi mantenere un servizio permanente che la vedrà impegnata in Iraq, Afghanistan e nelle operazioni di contro-terrorismo. La difesa aerea inglese balzò all’onore delle cronache proprio per le particolari caratteristiche che resero questo armamento <strong>indispensabile</strong> tanto che le <a href="https://www.army.mod.uk/who-we-are/formations-divisions-brigades/3rd-united-kingdom-division/7th-air-defence-group/">fonti</a> aperte dello stesso Esercito, ancora oggi, ne elogia le tre specialità che gli hanno consentito di diventare immortale.</p>
<p>Precursore della capacità di poter tracciare ed identificare velivoli fino a 120 km di distanza, il sistema antimissile britannico, in realtà, era temuto per l’abilità di saper analizzare ed elaborare i dati di tutto ciò che accadesse in uno spazio aereo, oltre alla possibilità di riuscire ad informare l’intera rete della difesa ed i Comandi dislocati in qualsiasi parte del globo. Tutto questo avveniva addirittura anche mediante dinamiche differenti che lo vedevano leader nel corto raggio e nel Land Environment Air Picture. Cioè, proprio in quel sistema dedicato alla cattura dell’immagine dell&#8217;aria e dell&#8217;ambiente terrestre, grazie alle caratteristiche del Radar Giraffe, che ne studiava i dati tattici e poi li smistava ai vari apparati. Tutta questa tecnologia era a servizio di Sua Maestà già negli anni settanta, ma ora la storia ha voltato pagina e l’Inghilterra sembra pronta a scriverne il futuro.</p>
<h2>“Rilevare e distruggere”. Ecco il nuovo sistema di Sua Maestà</h2>
<p>Il nuovo credo della difesa aerea dell’Impero Britannico è: “<strong>rileva e distrugg</strong>i”. Oggetti grandi quanto una pallina da tennis che viaggia alla velocità del suono potranno essere colpiti. Ecco quanto si rileva dalle <a href="https://www.gov.uk/government/news/advanced-detect-and-destroy-air-defence-system-launched">fonti aperte del governo inglese</a> che ora guarda orgogliosa ai nuovi investimenti del suo ministero della Difesa. Numeri e dati impressionanti presentano al mondo il nuovo armamento ed il suo cartellino da visita sembra voler preannunciare che le intenzioni delle truppe britanniche non siano affatto intenzionate mantenere il ruolo di spettatore.</p>
<p>Sky-Sabre è il suo nome e lo stesso responsabile all’addestramento del sistema, Tim-Oakes, <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/new-british-air-defence-missile-system-enters-service/?fbclid=IwAR1OObT9PeA3A4DVEXKGVjV4RGw2llZf9GdJT5WhyPtbQdVVVDJ9xzbiyYU">conferma</a> prestazioni talmente sensazionali da lasciare gli analisti con il fiato sospeso. Lo stesso istruttore, infatti, esplica che il nuovo apparato è capace di avere sotto controllo il volo di 24 missili, in maniera simultanea e di essere abile addirittura a guidarli su 24 obbiettivi diversi. Il sito del governo, inoltre, illustra tre caratteristiche particolari che renderebbero unico l’armamento nel suo genere. Il sistema, infatti, sembrerebbe armato di un software innovativo capace di collegare radar e missili oltre ad essere dotato della tecnologia Tadil-J o meglio conosciuta come Link-16. L’analisi delle risorse <a href="https://www.globalsecurity.org/military/library/policy/army/fm/6-24-8/tadilj.pdf">riferisce</a> che tale architettura di rete appartenga alla categoria dei Data-Link tattici ed è stata pensata proprio per poter connettere ed interscambiare, in tempo reale, il quadro tattico delle operazioni militari mediante il rafforzamento del sistema unificato di distribuzione dell’informazione, <a href="https://apps.dtic.mil/sti/pdfs/ADB029769.pdf">conosciuto</a> come Joint Tactical Information Distributiion System. Questo significa che lo Sky Sabre consentirà l’interazione tra i sistemi della Forze Alleate, Royal Navy e Royal Air Force proponendosi come lo strumento fondamentale tra le truppe della Nato e quelle britanniche.</p>
<p>Un’altra nuova caratteristica riguarderebbe un super radar 3D sempre della classe Giraffe, come il Rapier, dedicato questa volta però alla sorveglianza a medio raggio ed in grado di scansionare, con altissima definizione, minacce fino a 120 km. In ultimo, ma non-meno importanti, ci sono i CAMM, ovvero i cosiddetti missili modulari comuni dotati di una velocità addirittura tripla rispetto al passato. Le fonti del Governo riferiscono sui nuovi sistemi anche il montaggio di ben otto missili a fuoco multi-direzionale che gli consentono una potenza senza eguali. In conclusione si riporta che l’armamento, sarebbe anche in grado di dimezzare i tempi di riarmo rispetto al vecchio Rapier e dichiarerebbe una gittata di circa 2300 miglia orarie capace di annientare non solo bombe intelligenti ed a guida laser, ma anche aerei, droni ed artiglieria-varia, come mai successo in precedenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-super-sistema-di-difesa-aerea-britannico-entra-in-servizio.html">Il super sistema di difesa aerea britannico entra in servizio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Regno Unito lancia l’allarme sul bioterrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-regno-unito-lancia-lallarme-sul-bioterrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Pizzorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 03:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi batteriologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>&#8220;La docimastica etnologica&#8221; britannica ha sviluppato nel tempo le capacità dell’apparato d’informazione di Sua Maestà che oggi, prima di tutti, lancia l’allarme &#8220;bioterrorismo&#8221;. Le parole dell’ex premier Tony Blair, battute dalle più importanti agenzie stampa, lasciano ben poche interpretazioni agli analisti e la tensione del terrore torna a livelli preoccuparti. L’allarme sull’uso delle armi biologiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-regno-unito-lancia-lallarme-sul-bioterrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1385278722-armi-chimiche-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>&#8220;La docimastica etnologica&#8221; britannica ha sviluppato nel tempo le capacità dell’apparato d’informazione di Sua Maestà che oggi, prima di tutti, lancia l’allarme &#8220;bioterrorismo&#8221;. Le parole dell’ex premier Tony Blair, battute dalle più importanti agenzie stampa, lasciano ben poche interpretazioni agli analisti e la tensione del terrore torna a livelli preoccuparti.</p>
<h2>L’allarme sull’uso delle armi biologiche da parte degli estremisti</h2>
<p>L’inquietante notizia scuote il mondo in uno dei più delicati momenti della storia. A riportare la nota è proprio la <em><a href="https://www.reuters.com/world/uk/former-uk-pm-blair-warns-west-should-prepare-bio-terrorism-threat-2021-09-06/?utm_campaign=trueAnthem%3A+Trending+Content&amp;utm_medium=trueAnthem&amp;utm_source=facebook&amp;fbclid=IwAR3pC6DYtnsWHl1b8q-GhI7MViZbBPN0ONmCo8rKkIOiK5UuBT6umhpodUA">Reuters</a></em>, che accende i riflettori sulle analisi e le informazioni inglesi e cita testualmente le parole dell&#8217;ex premier che affermano:“L&#8217;islamismo rimane una <strong>minaccia</strong> alla sicurezza di -primo ordine- e l&#8217;Occidente dovrebbe prepararsi al potenziale uso di armi biologiche da parte di gruppi estremisti&#8221;.</p>
<p>Parole pesanti come macigni, chiariscono le preoccupazioni del Regno Unito che ora vorrebbe rafforzare la partnership con i paesi europei per fronteggiare le minacce provenienti dal Sahel. Blair sembra soffermarsi sulla vulnerabilità dell’Occidente e sulle falle portate alla luce proprio dal Covid-19. L’incapacità e l’impreparazione ad una risposta rapida verso agenti patogeni hanno già fatto lezione ma ora, anche in virtù dei nuovi stravolgimenti geopolitici dell’Afghanistan, sarebbe opportuno &#8220;prepararsi al loro potenziale utilizzo&#8221; da parte di attori non statali.</p>
<p>L’agenzia inglese rimarca l’accento sulle amare riflessioni del laburista che risuonano come sirene. Le stesse puntano il dito sul fanatismo islamico e su quella parte dell’Islam radicata sull’ideologia della violenza. Blair infatti dichiara che: &#8220;anche se attualmente questo pericolo è lontano da noi, arriverà da noi&#8221;. La presa del potere dei talebani faciliterà la riorganizzazione e lo sviluppo dello Stato Islamico ed al-Qaeda, trovando proprio nell’Afghanistan un trampolino di lancio e nel contempo un punto di rifugio e d’appoggio per gruppi etnici-organizzati.</p>
<h2>L’analisi di Blair e la possibile escalation</h2>
<p>Nel <a href="https://institute.global/tony-blair/tony-blair-speech-royal-united-services-institute-defence-and-security-studies-rusi">discorso</a> tenuto al Royal United Services Institute for Defence and Security Studies, l’ex primo ministro ha confessato le sue perplessità sui <strong>talebani</strong> e su quanto le politiche future potranno essere indirizzate verso l’odio e la distruzione di tutto ciò che non sia conforme alla loro visione.</p>
<p>I talebani, ha ribadito Blair, &#8220;fanno parte del movimento globale dell&#8217;Islam radicale. Tale costituzione contiene molti gruppi diversi, che condividono la stessa ideologia di base&#8221;. Il problema reale consiste nel fatto che per loro esisterebbe soltanto una vera fede ed una sola visione della stessa. Tutto, proprio in relazione a questo, deve essere governato solamente in funzione di questa sola ed unica verità.&#8221;Il radicalismo islamico&#8221; percepisce la trasformazione della religione in dottrina politica e giustifica la lotta, se necessario in una lotta armata. I <a href="https://institute.global/policy/signposts-road-911-why-history-islamism-still-matters">rapporti</a> pubblicati rivelano come nei decenni l’islamismo radicale si sia sviluppato e rafforzato. Gli stessi analizzano i passaggi critici tra ideologia e violenza e come il proselitismo si sia diffuso all’interno di gruppi di diverse etnie, i quali hanno continuato a favorire la conversione anche di coloro che si ritenevano più moderati.</p>
<p>Lex capo del governo ha citato, inoltre, importanti informative descrittive sul concetto della Stato di Ulema, che è il principale consiglio dei religiosi sunniti in Iraq dalla caduta del regime di Saddam Hussein, oltre al monitoraggio dei gruppi jihadisti che hanno rivelato la sconfortante verità di un odio ed una sfida globale all’Occidente. Dall’analisi delle risorse risulta anche evidente che la preoccupazione dell’ex primo ministro è incentrata sia sulle policy influenzate dalle ideologie sciite della Repubblica Islamica iraniana, che su quelle sunnite dei pericolosi gruppi dei Fratelli-musulmani, ISIS, Boko Haram e al-Qaeda. Lo stesso laburista, infatti, inquadra questi gruppi, proprio come la reale causa di destabilizzazione di tutto Medio Oriente ed Africa. &#8220;Il contro-terrorismo da solo <strong>non fermerà</strong> una minaccia radicata&#8221;<strong>, <a href="https://m.youtube.com/watch?v=C5p5j_78hTY">afferma Blair</a>.</strong></p>
<p>Sebbene l’Europa stia già affrontando le conseguenze di altri disastri come per la Libia, Siria e Medio Oriente, la <span style="font-size: 1rem;">preoccupazione di un’escalation, </span><span style="font-size: 1rem;">a cui ne consegua una catastrofe senza precedenti, sembra sempre più prendere piede. Forse, proprio in virtù di questo, nella parte finale del discorso del politico inglese, si ha la percezione che </span><span style="font-size: 1rem;">l’ex premier inviti</span><span style="font-size: 1rem;"> tutti i partner ad una &#8220;coesione&#8221; per fronteggiare insieme il &#8220;problema del terrorismo&#8221;. Avocando, inoltre, il senso comune anche ad onorare il coraggio di tutte quelle donne afghane che, quotidianamente, rischiano la vita nella speranza di perseguire la libertà ed i valori occidentali.</span></p>
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		<title>Cosa c&#8217;è dietro lo scontro tra Francia e Regno Unito nella Manica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-francia-e-regno-unito-nella-manica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 16:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primo grande scontro diplomatico tra Unione europea e Regno Unito post-Brexit avviene a Jersey, la più grande delle isole della Manica, sconosciuta ai più. Un piccolo atollo a largo della Normandia che vanta uno status speciale: non dipende dal Regno Unito bensì direttamente dalla Corona, e da ciò che rimane del Ducato di Normandia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-francia-e-regno-unito-nella-manica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Macron-johnson-La-Presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il primo grande scontro diplomatico tra Unione europea e <strong>Regno Unito</strong> post-Brexit avviene a <strong>Jersey</strong>, la più grande delle isole della Manica, sconosciuta ai più. Un piccolo atollo a largo della Normandia che vanta uno <a href="https://it.insideover.com/societa/jersey-il-paradiso-fiscale-che-fa-litigare-francia-e-regno-unito.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">status speciale</a>: non dipende dal Regno Unito bensì direttamente dalla Corona, e da ciò che rimane del Ducato di Normandia. I governi locali, dunque, di fatto sono autonomi, e per queste ragioni gli abitanti dell&#8217;isola non sono stati chiamati nemmeno a votare nel referendum sulla <strong>Brexit</strong>, ma si trovano invischiati in delle sabbie mobili diplomatiche che sono una eredità diretta dell&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione europea. Nello specifico, gli accordi sui diritti sulla pesca nel mare intorno all&#8217;isola hanno dato vita ad un braccio di ferro di dimensioni inimmaginabili, costringendo sia Londra che Parigi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/tensione-regno-unito-e-francia-isole-canale-1944505.html">a inviare navi militari nell&#8217;isola</a>.</p>
<h2>Lotta per la pesca</h2>
<p>Il premier britannico <strong>Boris Johnson</strong> ha deciso di rispondere con la forza alle discussioni con i funzionari locali circa le proteste mosse da decine di pescatori francesi della capitale di Jersey, Saint Helier. Questi, in seguito alle restrizioni imposte da Londra, hanno manifestato il proprio malcontento forti del sostegno di Parigi che, per tutta risposta, attraverso il ministro francese Annick Girardin ha minacciato di <strong>tagliare l&#8217;elettricità</strong> all&#8217;isola, visto che riceve dalla Francia il 95% della corrente elettrica.</p>
<p>Sebbene la pesca rappresenti una parte risibile delle economie di entrambi i lati della Manica, ha rappresentato da subito uno dei nodi politici cruciali degli accordi post-Brexit. La riconquista del controllo sulle acque del Regno Unito è stata infatti una battaglia fondamentale portata avanti dai sostenitori del <em>Leave</em> nel 2016. In base agli accordi con l&#8217;Ue, le barche europee devono godere del diritto di pesca nelle acque del Regno Unito per diversi anni ancora, almeno fino al 30 giugno 2026, quando, in modo del tutto graduale, i pescherecci di Sua Maestà otterranno una quota maggiore di mare da perlustrare. La maggior parte di questa quota deve passare di mano proprio quest&#8217;anno. E infatti si è assistito da subito alla nascita dello scontro diplomatico. Dal 2021 in avanti, inoltre, le ripartizioni dovranno essere negoziate annualmente fino al 2026, quando il Regno Unito disporrà del <strong>diritto esclusivo</strong> di pesca, a cui Bruxelles punta a rispondere con un carico di tasse sulle esportazioni di pesce britannico in Ue o negando a propria volta l&#8217;accesso al mare europeo ai pescherecci britannici. Per dare un&#8217;idea della difficoltà dei negoziati post-Brexit, il solo accordo sulla pesca supera le 1.200 pagine.</p>
<h2>Le scintille tra Francia e Regno Unito dopo la Brexit</h2>
<p>Un&#8217;interpretazione restrittiva del capitolo sulla pesca da parte di Downing Street ha limitato drasticamente dalla settimana scorsa il numero di licenze rilasciate dall&#8217;isola Jersey, a spese dei pescherecci francesi che si sono ritrovati privi di tutta una serie di documenti richiesti. Secondo la Commissione europea, queste condizioni imposte dal Regno Unito &#8220;non rispettano le disposizioni dell&#8217;accordo&#8221; post-Brexit sulla pesca. Ma il ruolo di Bruxelles nella disputa è assolutamente marginale, poiché quello tra Francia e Regno Unito è una sorta di &#8220;fatto personale&#8221;, come testimonia il fatto che i transalpini siano stati i più tenaci oppositori della Brexit in fase di negoziazione degli accordi, nonché uno dei principali motivi per cui l&#8217;opinione pubblica britannica <strong>si sia convinta ad abbandonare l&#8217;Ue</strong>.</p>
<p>Regno Unito e Francia sono una sorta di potenze gemelle. Entrambe sono potenze nucleari, sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU e hanno grandi e competitive industrie nazionali di difesa. I loro bilanci a riguardo e il numero di personale in servizio attivo sono di dimensioni piuttosto simili. Presi insieme, i bilanci della difesa dei due paesi rappresentano <strong>quasi la metà</strong> di tutta la spesa per la difesa in Europa. A differenza di molti altri paesi europei, il sostegno pubblico e parlamentare alle forze armate e alla spesa per la difesa è forte. Ancora più importante, entrambi i paesi possiedono una <strong>forte cultura strategica</strong>, nonché interessi e responsabilità globali che li spingono a schierare forze all&#8217;estero a sostegno dei loro interessi nazionali e in difesa delle regole e norme internazionali.</p>
<h2>Gli interessi divergenti</h2>
<p>Ma, ovviamente, la loro stessa natura le costringe ad una sorta di competizione e quindi anche di divergenze strategiche. In Europa, il Regno Unito dà la priorità alla minaccia della <strong>Russia</strong> a est, mentre la Francia è più concentrata sulle minacce transnazionali provenienti dal sud e anzi Macron è tra i più accesi sostenitori di un aperturismo verso Mosca. Dopo la Brexit, Londra si è affrettata un accordo di libero scambio con la <strong>Turchia</strong>, rafforzando i rapporti con Ankara, a dir poco altalenanti invece tra Macron e Erdogan. Più in generale, poi, uno dei nodi principali è rappresentato proprio dalle diverse vedute della <strong>difesa europea</strong> in un contesto post-Brexit. Il Regno Unito sta rilanciando fortemente le sue relazioni di sicurezza bilaterali con gli Stati Uniti, e pure all&#8217;interno della Nato, mentre il presidente Macron sostiene da sempre un&#8217;Europa più sovrana nella difesa.</p>
<p>Nel più ampio progetto espansionista francese, poi, ci sono dossier che riguardano entrambi i Paesi, spesso come spalle, ma anche come rivali (come nel disimpegno francese del 2003 in Iraq). La Francia ad esempio sta rafforzando dal 2019 la propria presenza nella regione dell’Indo-Pacifico che si estende da Gibuti alla Polinesia, specie in chiave di contenimento alle mire della Cina. Insieme alle marine della <strong>Quad</strong> (Quadrilateral Security Dialogue), Parigi si auspica il coinvolgimento anche di altri paesi come il Regno Unito, che ha però a sua volta interessi notevoli nell&#8217;area, e visto che sarà un teatro cruciale della <strong>Global Britain</strong> di Boris Johnson non vorrebbe cedere la guida all&#8217;Eliseo. Francia e Regno Unito si &#8220;contendono&#8221; anche l&#8217;alleato egiziano, con Al-Sisi storicamente amico della Corona, ma con i francesi più bravi a riempire il Cairo di tecnologie militari: l&#8217;<strong>Egitto</strong> ha appena acquistato altri trenta cacciabombardieri Rafale, un affare che vale 3,75 miliardi di euro. Il Rafale, per inciso, è il grande rivale dell&#8217;Eurofighter prodotto dall&#8217;alleanza anglo-tedesco-spagnolo-italiana, così come il futuro caccia Tempest anglo-italo-svedese sarà il rivale dell&#8217;aereo di sesta generazione prodotto da Dassault e Airbus che sembra però a rischio naufragio. Tra scenari geopolitici, tecnologie militari e aperture di nuovi canali commerciali, la disputa sulla pesca nelle Isole della Manica è solo uno stress-test di un rapporto, quello tra Francia e Regno Unito, che rischia di tornare parecchio teso.</p>
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		<title>Londra modifica la legge sull&#8217;alto tradimento</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/londra-modifica-la-legge-sullalto-tradimento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2019 21:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[treason Act]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="693" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-1024x473.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una nuova legge per difendere il Regno Unito da forestieri o compatrioti che tramano contro Londra e sua Maestà. Così, dopo ben 700 anni, il governo britannico si prepara a cambiare le legge per processare i colpevoli di alto tradimento, promulgata nel 1351 sotto il regno di Edoardo III d&#8217;Inghilterra, e rimasta praticamente immutata da allora. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/londra-modifica-la-legge-sullalto-tradimento.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="693" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Johnson Uk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Boris-Johnson-cabinet-Getty-e1577048763645-1024x473.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p class="headline__title">Una nuova legge per difendere il Regno Unito da forestieri o compatrioti che tramano contro Londra e sua Maestà. Così, dopo ben 700 anni, il governo britannico si prepara a cambiare le legge per processare i colpevoli di alto tradimento, promulgata nel 1351 sotto il regno di Edoardo III d&#8217;Inghilterra, e rimasta praticamente immutata da allora.</p>
<p class="headline__subtitle">Il fine, è quello di combattere le nuove minacce, come il terrorismo, e di contrastare interferenze di potenze straniere, consentendo alle autorità di agire con più fermezza nei confronti di spie e doppiogiochisti assoldati per svelare informazioni sensibili e segreti militari. Ad annunciarlo è stata la <strong>regina Elisabetta</strong> in persona, durante il suo discorso alla Camera dei Lord, quale risposta al recente attentato di London Bridge, e al controverso caso di avvelenamento dell’ex spia russa <a href="https://it.insideover.com/guerra/londra-skripal-sanzioni.html"><strong>Sergej Skripal</strong></a> &#8211; sospettato di essere un doppiogiochista vicino ai servizi segreti britannici, e per questo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-non-perdona-le-spie-skripal-gas-nervino-8-anni.html">&#8220;eliminato&#8221; dai servizi russi</a>. A proporre il cambiamento di questa legge considerata ormai &#8220;obsoleta&#8221; nei confronti delle minacce odierne, sono stati i tories guidati dal primo ministro <strong>Boris Johnson</strong>, che si vogliono mostrare agli occhi del popolo britannico come garanti dell&#8217;ordine e sicurezza del Regno in vista della Brexit. Orami fissata ufficialmente per la fine del 2020.</p>
<p class="headline__subtitle">L&#8217;<strong>ultimo caso</strong> di alto tradimento nei confronti della Corona in cui venne applicata, risale al 1946, quando il militante di estrema destra <strong>William Joyce</strong>, noto come Lord Haw-Haw, venne giustiziato per aver prestato la sua voce alla Germania nazista, quale conduttore radiofonico di una trasmissione di propaganda in lingua inglese che accompagnò tutta la durata della seconda guerra mondiale. Joyce, catturato dall&#8217;intelligence britannico mentre era in Danimarca, non era cittadino britannico, ma venne ugualmente condotto nella prigione di Wandsworth, dove fu giustiziato mediante impiccagione &#8211; secondo i termini della legge che sanzionava i complotti contro il monarca e lo Stato. Dalla sua promulgazione nel 1351, la legge sull&#8217;alto tradimento non ha mai subito alcuna modifica, ad eccezione di quella apposta nel 1998: che ha previsto la sostituzione della condanna a morte dei &#8220;traditori&#8221; con l&#8217;ergastolo.</p>
<p class="headline__subtitle">L&#8217;attuale proposta dei<em> tories</em> è quella di modificare la legge per poter processare chiunque prendesse parte ad azioni illecite che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale, come cospirazioni o atti di spionaggio: grande preoccupazione del Regno Unito, che dovrà affrontare dei profondi cambiamenti a livello di servizi segreti ed intelligence nella fase Brexit.</p>
<p class="headline__subtitle">Secondo quanto riportato dal <em>Times</em>, una fonte di Downing Street avrebbe rivelato come i servizi segreti britannici siano ancora estremamente preoccupati dalle spie e dalle talpe che potrebbero rivelare i segreti di Londra come fece la spia <strong>Kim Philby</strong>, agente segreto assoldato dal Kgb che fornì informazioni all&#8217;Unione Sovietica per oltre vent&#8217;anni di Guerra Fredda. “La nuova legge eviterebbe un altro Kim Philby”, ha sostenuto la fonte. Sebbene a Downing Street abbia rivelato il suo timore su fatidiche talpe che potrebbero ancora rubare informazione sensibili da dare ai russi, o magari ai cinesi, la minaccia principale cui dovrebbe guardare il nuovo <strong>Treason Act</strong>, resta quella del terrorismo. Soprattutto dopo l&#8217;ultimo attentato commesso sul London Bridge che ha riportato l&#8217;opinione pubblica al dibattito. I due terroristi islamici erano infatti già stati condannati per lo stesso reato, ma la legge aveva concesso loro libertà prima che la sentenza venisse emessa. Attualmente infatti il <strong>terrorismo</strong> non rientra tra i crimini regolati dal Treason Act, e ha consentito un ulteriore spargimento di sangue nel cuore di Londra.</p>
<p class="headline__subtitle">Non v&#8217;è dubbio che i conservatori vogliano fare di questa loro proposta un &#8220;cavallo di battaglia&#8221; politico, da cavalcare nel post-brexit per garantirsi il plauso di tutta quella parte di popolo britannico che invoca il pugno duro nei confronti del terrorismo. Ma se si considera che quella stessa legge che portò ad essere giustiziato il cospiratore <b>Guy Fawkes</b> &#8211; personaggio realmente esistito a cui si ispira &#8220;V per Vendetta&#8221;, che intendeva far esplodere la Camera del Lord con la polvere da sparo nel 1605 &#8211; è praticamente rimasta &#8220;immutata&#8221; da allora, non dovrebbe stupirci se nell&#8217;epoca degli hacker e della guerra cibernetica, qualcosa possa essere leggermente &#8220;aggiornato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/londra-modifica-la-legge-sullalto-tradimento.html">Londra modifica la legge sull&#8217;alto tradimento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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