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“La docimastica etnologica” britannica ha sviluppato nel tempo le capacità dell’apparato d’informazione di Sua Maestà che oggi, prima di tutti, lancia l’allarme “bioterrorismo”. Le parole dell’ex premier Tony Blair, battute dalle più importanti agenzie stampa, lasciano ben poche interpretazioni agli analisti e la tensione del terrore torna a livelli preoccuparti.

L’allarme sull’uso delle armi biologiche da parte degli estremisti

L’inquietante notizia scuote il mondo in uno dei più delicati momenti della storia. A riportare la nota è proprio la Reuters, che accende i riflettori sulle analisi e le informazioni inglesi e cita testualmente le parole dell’ex premier che affermano:“L’islamismo rimane una minaccia alla sicurezza di -primo ordine- e l’Occidente dovrebbe prepararsi al potenziale uso di armi biologiche da parte di gruppi estremisti”.

Parole pesanti come macigni, chiariscono le preoccupazioni del Regno Unito che ora vorrebbe rafforzare la partnership con i paesi europei per fronteggiare le minacce provenienti dal Sahel. Blair sembra soffermarsi sulla vulnerabilità dell’Occidente e sulle falle portate alla luce proprio dal Covid-19. L’incapacità e l’impreparazione ad una risposta rapida verso agenti patogeni hanno già fatto lezione ma ora, anche in virtù dei nuovi stravolgimenti geopolitici dell’Afghanistan, sarebbe opportuno “prepararsi al loro potenziale utilizzo” da parte di attori non statali.

L’agenzia inglese rimarca l’accento sulle amare riflessioni del laburista che risuonano come sirene. Le stesse puntano il dito sul fanatismo islamico e su quella parte dell’Islam radicata sull’ideologia della violenza. Blair infatti dichiara che: “anche se attualmente questo pericolo è lontano da noi, arriverà da noi”. La presa del potere dei talebani faciliterà la riorganizzazione e lo sviluppo dello Stato Islamico ed al-Qaeda, trovando proprio nell’Afghanistan un trampolino di lancio e nel contempo un punto di rifugio e d’appoggio per gruppi etnici-organizzati.

L’analisi di Blair e la possibile escalation

Nel discorso tenuto al Royal United Services Institute for Defence and Security Studies, l’ex primo ministro ha confessato le sue perplessità sui talebani e su quanto le politiche future potranno essere indirizzate verso l’odio e la distruzione di tutto ciò che non sia conforme alla loro visione.

I talebani, ha ribadito Blair, “fanno parte del movimento globale dell’Islam radicale. Tale costituzione contiene molti gruppi diversi, che condividono la stessa ideologia di base”. Il problema reale consiste nel fatto che per loro esisterebbe soltanto una vera fede ed una sola visione della stessa. Tutto, proprio in relazione a questo, deve essere governato solamente in funzione di questa sola ed unica verità.”Il radicalismo islamico” percepisce la trasformazione della religione in dottrina politica e giustifica la lotta, se necessario in una lotta armata. I rapporti pubblicati rivelano come nei decenni l’islamismo radicale si sia sviluppato e rafforzato. Gli stessi analizzano i passaggi critici tra ideologia e violenza e come il proselitismo si sia diffuso all’interno di gruppi di diverse etnie, i quali hanno continuato a favorire la conversione anche di coloro che si ritenevano più moderati.

Lex capo del governo ha citato, inoltre, importanti informative descrittive sul concetto della Stato di Ulema, che è il principale consiglio dei religiosi sunniti in Iraq dalla caduta del regime di Saddam Hussein, oltre al monitoraggio dei gruppi jihadisti che hanno rivelato la sconfortante verità di un odio ed una sfida globale all’Occidente. Dall’analisi delle risorse risulta anche evidente che la preoccupazione dell’ex primo ministro è incentrata sia sulle policy influenzate dalle ideologie sciite della Repubblica Islamica iraniana, che su quelle sunnite dei pericolosi gruppi dei Fratelli-musulmani, ISIS, Boko Haram e al-Qaeda. Lo stesso laburista, infatti, inquadra questi gruppi, proprio come la reale causa di destabilizzazione di tutto Medio Oriente ed Africa. “Il contro-terrorismo da solo non fermerà una minaccia radicata”, afferma Blair.

Sebbene l’Europa stia già affrontando le conseguenze di altri disastri come per la Libia, Siria e Medio Oriente, la preoccupazione di un’escalation, a cui ne consegua una catastrofe senza precedenti, sembra sempre più prendere piede. Forse, proprio in virtù di questo, nella parte finale del discorso del politico inglese, si ha la percezione che l’ex premier inviti tutti i partner ad una “coesione” per fronteggiare insieme il “problema del terrorismo”. Avocando, inoltre, il senso comune anche ad onorare il coraggio di tutte quelle donne afghane che, quotidianamente, rischiano la vita nella speranza di perseguire la libertà ed i valori occidentali.