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Nella notte tra domenica e lunedì 29 novembre, la Russia ha effettuato un altro test del missile da crociera ipersonico 3M22 Zircon. Il lancio di prova è stato effettuato dalla fregata “Admiral Gorshkov”, capostipite dell’omonima classe di unità navali, come parte del completamento del ciclo di test di armi missilistiche ipersoniche.

Lo Zircon è stato lanciato dalle acque del Mar Bianco su un bersaglio navale situato a una distanza di oltre 400 chilometri, si legge nello stringato comunicato del ministero della Difesa russo. Secondo i dati ottenuti dal test, il volo del missile ipersonico è rientrato nei parametri specificati.

Si tratta del secondo lancio di questo vettore in due settimane, ed il quarto in pochi mesi: Mosca quindi sta accelerando nello sviluppo di questa nuova arma che, teoricamente, rivoluzionerà la guerra navale di superficie in quanto un tale sistema, grazie alla sua velocità superiore a Mach 5 (limite sopra il quale si parla di “ipersonico”) e per via di un certo livello di intelligenza artificiale utilizzata, potrebbe facilmente penetrare le difese di una squadra navale.

In particolare, a ottobre lo Zircon era stato lanciato per la prima volta da un sottomarino a propulsione nucleare, il K-329 “Severodvinsk” della classe Yasen, unità di nuova concezione che racchiudono in sé sia le caratteristiche di un sottomarino da attacco (Ssn), sia quelle di uno lanciamissili da crociera (Ssgn). Quel particolare test aveva certificato l’utilizzo duale del nuovo vettore da crociera ipersonico, che può essere facilmente adattato per essere utilizzato da altre piattaforme di lancio, terrestri e aeree. Nel 2019, infatti, era stato riportato che fosse in fase di sviluppo un sistema terrestre utilizzante lo Zircon che sfruttava la piattaforma Bastion. Il vettore ipersonico, che, lo ricordiamo, ha capacità nucleare, può essere usato contro navi da guerra e bersagli di superficie, e sembra che anche la sua versione land attack sia stata testata dalla Russia a gennaio del 2020.

Attualmente lo Zircon si prevede che equipaggerà solo le fregate della classe Admiral Gorshkov, che sono le più moderne navi di cui dispone la Flotta del Nord, ma la Russia ha previsto di montarlo anche sugli incrociatori della classe Orlan (Kirov in codice Nato). Oltre ai sottomarini classe Yasen (e Yasen-M), lo Zircon potrà essere lanciato anche dagli Ssgn della classe Oscar II (project 949AM per Mosca).

La velocità massima stimata del 3M22 è di Mach 7/8 (Mach 9 secondo i russi) e viene raggiunta dopo che un booster a propellente solido lo accelera nella fase iniziale, dopo la quale il motore scramjet entra in funzione portandolo alla velocità di crociera stabilita. Poco si sa sulla sua gittata che però possiamo affermare sia superiore ai 500 chilometri in caso di profilo di volo hi-lo. Anche il carico bellico è solo stimabile: si pensa che possa trasportare una testata convenzionale da 300-400 kg oppure una nucleare dalla potenza di 250 kilotoni. Allo stesso modo il seeker risulta coperto da mistero, mentre possiamo immaginare che il vettore abbia un sistema di guida duale (satellitare/inerziale).

Lo scorso 27 novembre Mosca ha affermato, tramite la Tass, che la NPO Mashinostroyenia ha avviato la produzione in serie dello Zircon versione navale. “La produzione in serie di missili Zircon è in corso, anche se le prove di lancio su bersagli di superficie continueranno”, ha affermato una fonte dell’agenzia di stampa russa.

Il 3 novembre il presidente delle Federazione Russa Vladimir Putin aveva dichiarato che le prove del missile da crociera ipersonico erano in fase di completamento e che sarebbe iniziato ad arrivare nella Marina Russa a partire dal prossimo anno.

Una fonte della difesa russa ha detto alla Tass, all’inizio della scorsa settimana, che i test di lancio da un vettore subacqueo riprenderanno dal sottomarino a propulsione nucleare della classe Yasen-M “Perm” nel 2024, e questa stessa unità sarà la prima, nella Flotta Russa, ad avere in dotazione gli Zircon quando entrerà in servizio nel 2025. Complessivamente sono previsti cinque lanci di prova contro obiettivi marittimi e costieri. Il cantiere navale Sevmash (parte della United Shipbuilding Corporation) sta attualmente costruendo sei sottomarini classe Yasen-M, mentre i primi due, il già citato “Severodvinsk” e il “Kazan” sono già entrati in servizio operativo ed il terzo, il “Novosibirsk” è alle prove in mare e dovrebbe entrare in linea entro la fine di quest’anno.

Se così fosse sarebbero quindi rispettate le tempistiche previste per lo sviluppo del 3M22: il missile è stato testato per la prima volta a marzo del 2016 e, a partire dal 2018, era entrato in fase di pre-produzione iniziale essendosi conclusa la prima serie di test nel 2017.

Un caso più unico che raro, sia per i sistemi d’arma moderni in generale, ma in particolar modo per la Russia, che forzatamente si trova a dover razionalizzare le risorse economiche per lo sviluppo dei suoi armamenti a causa delle sanzioni internazionali e della volatilità del mercato energetico, a cui è strettamente legata la sua economia. Il caso emblematico di questi ritardi, che riguardano anche tutto il settore cantieristico navale, è rappresentato dal caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57, caratterizzato da annosi ritardi nello sviluppo – in particolar modo del suo nuovo motore Izdeliye-30 – che ne hanno ritardato, e stanno ancora ritardando, il suo ingresso in servizio in numero consistente.

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