Una nuova legge per difendere il Regno Unito da forestieri o compatrioti che tramano contro Londra e sua Maestà. Così, dopo ben 700 anni, il governo britannico si prepara a cambiare le legge per processare i colpevoli di alto tradimento, promulgata nel 1351 sotto il regno di Edoardo III d’Inghilterra, e rimasta praticamente immutata da allora.

Il fine, è quello di combattere le nuove minacce, come il terrorismo, e di contrastare interferenze di potenze straniere, consentendo alle autorità di agire con più fermezza nei confronti di spie e doppiogiochisti assoldati per svelare informazioni sensibili e segreti militari. Ad annunciarlo è stata la regina Elisabetta in persona, durante il suo discorso alla Camera dei Lord, quale risposta al recente attentato di London Bridge, e al controverso caso di avvelenamento dell’ex spia russa Sergej Skripal – sospettato di essere un doppiogiochista vicino ai servizi segreti britannici, e per questo “eliminato” dai servizi russi. A proporre il cambiamento di questa legge considerata ormai “obsoleta” nei confronti delle minacce odierne, sono stati i tories guidati dal primo ministro Boris Johnson, che si vogliono mostrare agli occhi del popolo britannico come garanti dell’ordine e sicurezza del Regno in vista della Brexit. Orami fissata ufficialmente per la fine del 2020.

L’ultimo caso di alto tradimento nei confronti della Corona in cui venne applicata, risale al 1946, quando il militante di estrema destra William Joyce, noto come Lord Haw-Haw, venne giustiziato per aver prestato la sua voce alla Germania nazista, quale conduttore radiofonico di una trasmissione di propaganda in lingua inglese che accompagnò tutta la durata della seconda guerra mondiale. Joyce, catturato dall’intelligence britannico mentre era in Danimarca, non era cittadino britannico, ma venne ugualmente condotto nella prigione di Wandsworth, dove fu giustiziato mediante impiccagione – secondo i termini della legge che sanzionava i complotti contro il monarca e lo Stato. Dalla sua promulgazione nel 1351, la legge sull’alto tradimento non ha mai subito alcuna modifica, ad eccezione di quella apposta nel 1998: che ha previsto la sostituzione della condanna a morte dei “traditori” con l’ergastolo.

L’attuale proposta dei tories è quella di modificare la legge per poter processare chiunque prendesse parte ad azioni illecite che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale, come cospirazioni o atti di spionaggio: grande preoccupazione del Regno Unito, che dovrà affrontare dei profondi cambiamenti a livello di servizi segreti ed intelligence nella fase Brexit.

Secondo quanto riportato dal Times, una fonte di Downing Street avrebbe rivelato come i servizi segreti britannici siano ancora estremamente preoccupati dalle spie e dalle talpe che potrebbero rivelare i segreti di Londra come fece la spia Kim Philby, agente segreto assoldato dal Kgb che fornì informazioni all’Unione Sovietica per oltre vent’anni di Guerra Fredda. “La nuova legge eviterebbe un altro Kim Philby”, ha sostenuto la fonte. Sebbene a Downing Street abbia rivelato il suo timore su fatidiche talpe che potrebbero ancora rubare informazione sensibili da dare ai russi, o magari ai cinesi, la minaccia principale cui dovrebbe guardare il nuovo Treason Act, resta quella del terrorismo. Soprattutto dopo l’ultimo attentato commesso sul London Bridge che ha riportato l’opinione pubblica al dibattito. I due terroristi islamici erano infatti già stati condannati per lo stesso reato, ma la legge aveva concesso loro libertà prima che la sentenza venisse emessa. Attualmente infatti il terrorismo non rientra tra i crimini regolati dal Treason Act, e ha consentito un ulteriore spargimento di sangue nel cuore di Londra.

Non v’è dubbio che i conservatori vogliano fare di questa loro proposta un “cavallo di battaglia” politico, da cavalcare nel post-brexit per garantirsi il plauso di tutta quella parte di popolo britannico che invoca il pugno duro nei confronti del terrorismo. Ma se si considera che quella stessa legge che portò ad essere giustiziato il cospiratore Guy Fawkes – personaggio realmente esistito a cui si ispira “V per Vendetta”, che intendeva far esplodere la Camera del Lord con la polvere da sparo nel 1605 – è praticamente rimasta “immutata” da allora, non dovrebbe stupirci se nell’epoca degli hacker e della guerra cibernetica, qualcosa possa essere leggermente “aggiornato”.