Dopo otto anni dallo scambio avvenuto tra servizi segreti americani e russi, l’ex spia doppiogiochista che flirtava con MI6 e Cia da Mosca, è morta insieme a sua figlia per esposizione al gas di nervino vaporizzato. Era stato condannato nel 2006. Putin, oggi come allora, è a capo della Russia: un Paese diverso dall’Unione Sovietica, ma evidentemente ancora viziato dalle sue cattive abitudini.

Quando nel 2010 Serghej Skripal atterrò a Vienna come merce di scambio insieme ad altri tre esperti d’intelligente militare (Gru) e ex agenti del Kgb (oggi Fsb) – Aleksandr Zaporozhskij e Gennadij Vasilenk – un ex vertice della Cia assegnato all’Europa (che di spie ne aveva incontrate parecchie durante la Guerra fredda) era stato abbastanza schietto: “È un buono scambio [per la Russia]” commentò, “Si sono liberati di 3 spie vere, e si sono ripresi la banda del buco“, perché i 10 aspiranti agenti russi che vivevano sotto copertura tra Virginia, New Jersey e Boston, non avevano passato “un’informazione buona” da quando erano lì – il Federal Bureau of Investigation li aveva individuati tutti da tempo, e li monitorava. 

Non erano più i tempi di Rudolf Abel e delle notizie classificate degli aerei spia U-2; degli scambi sotto i riflettori e il tiro dei cecchini sul ponte di Glienicke. Quali che fossero le informazioni sottratte e passate gli ex nemici di sempre, i russi atterrarono tutti a Vienna, entrarono al gate, e ogni parte si riprese i suoi: le tre spie vere – compreso Skripal – tornarono in Inghilterra, le altre a Mosca. Le informazioni classificate passate agli occidentali per il quale era stato condannato a 18 anni di reclusione però per qualcuno andavano necessariamente vendicate. Valdimir Putin in quell’occasione, dopo aver affermato dal Cremlino che i rapporti tra le due grandi potenze erano assolutamente distesi dopo quel tacito accordo,  aggiunse che “le spie si sarebbero strozzate con i loro 30 denari”e per Skripal, a otto anni di distanza, così è stato.

L’esecuzione di Skripal: the british spy

I sintomi rinvenuti sui corpi di Serghej Skripal e della figlia Yulia – ritrovati quasi esanimi su una panchina di un parco vicino casa loro a Salisbury dopo essere entrati in contatto con un agente nervino ‘vaporizzato’ –  secondo alcuni sono compatibili con il gas nervino di tipo Sarin e con quelli del VX, impiegato per eliminare il fratello maggiore del dittatore nordcoreano Kim Jong Un. Secondo altri report oggetto di speculazione dei media, potrebbe trattarsi di gas ancora più rari come ilSoman. Il problema sta comunque nel capire come le vittime siano entrate in contatto con il gas, e come esso sia stato portato – nell’imbarazzo delle istituzioni – all’interno Regno Unito. La commissione per le emergenze Cobra (acronimo di Cabinet Office Briefing Room A) ha destinato 100 militari britannici nell’area dell’attacco per aiutare la polizia nelle indagini e per presidiare la sicurezza; compresi specialisti dei Royal Marines addestrati nelle operazioni guerra chimica e di decontaminazione. Le condizioni di Skripal e di sua figlia nel frattempo restano stabili ma estremamente critiche.

Il profilo twitter dell’ambasciata russa presso lo Uk ha twittato insieme alla foto di un titolo di giornale che indicava Skripal come ‘una spia russa’ –“He was actually a british spy, working for MI6”: messaggio di precisazione ambiguo, come a voler essere una crudele giustificazione. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, offrendo tutto il supporto possibile da parte delle autorità russe in supporto delle indagini che il Regno Unito sta svolgendo sul suo suolo, ha espresso risentimento nei confronti di chiunque stia suffragando le ipotesi che indicano Mosca come mandante di questa esecuzione, considerata tra l’altro ‘spudorata e spericolata’ poiché avvenuta forse in un luogo pubblico con un agente nervino letale. 

L’MI6, le spie e Putin

La presenza di una pista che porti direttamente a rapporti con la Sezione 6 del Military Intelligence britannico nel caso Skripal riporta la memoria al caso Alexander Litvinenko: ex agente del Kgb avvelenato a Londra nel 2006 con una dose di polonio radioattivo versata nel tè che stava consumando in un sushi bar. Anche in quell’occasione, l’ex agente segreto aveva stretti legami con i servizi segreti britannici che vengono sospettati di ‘connivenza’ nelle vendette che si crede essere ordinate dal Cremlino. Litvenko, che aveva ottenuto lo status di rifugiato politico, rivelò i piani per l’eliminazione dell’imprenditore russo Berezovsky, oppositore di Putin costretto all’esilio nel Regno Unito poi travato morto nella sua abitazione di Londra nel 2013. Secondo un filone di pensiero però sarebbe da escludere la longa manus del presidente Putin dietro questa esecuzione – come per tutte le altre – date le prossime elezioni e il conseguente rischio di suicidio politico. Ciò che pesa sul presidente che viene definito l’ultimo da Zar, sono le parole della moglie di Litvinenko che cita morti note sospettate di essere evidenti esecuzioni mosse nei confronti degli oppositori del governo: come quelle della giornalista Anna Politkovskaja(2006) e del politico Boris Nemtsov (2015). Secondo fonti citate dal New York Times le agenzie di spionaggio degli Stati Uniti avrebbero collegato ben 14 morti sospette che hanno colto cittadini russi sul suolo britannico, ma Scotland Yard e la polizia del Regno Unito hanno sempre chiuso i casi.

Il sospetto di trovarsi in un romanzo di Ian Fleming viene però placato da espedienti semplici, come la placida e longeva vita condotta a Londra dall’ex spia doppiogiochista russa Gordievskij, che ha disertato nel 1985 ed è stato anche consulente del governo Tatcher – dato che per fortuito caso dopo il suo ‘ingresso’ nel Regno Uniti, 31 agenti sovietici vennero espulsi dal paese; seguiti dal rimpatrio però di altrettanti ‘diplomatici’ britannici impiegati in Urss. Anche per questo, forse, non si tratta di un’esecuzione ma di un regolamento di conti tra spie.

Secondo quanto riportato da fonti interpellate dall’Indipendent , persone vicine a Skripal avrebbero dichiarato che l’ex spia non conduceva la vita che si addice a un comune ‘pensionato’; egli infatti frequentava spesso all’ambasciata russa in quelle che si sospetta essere state delle riunioni di intelligence; conduceva una vita definita “pericolosa”. Alcuni pensano che i dati di alcuni di questi briefing siano stati consegnati all’Intelligence britannico.