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	<title>Paesi Baltici Archives - InsideOver</title>
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	<title>Paesi Baltici Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La nuova cortina di ferro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cortina-di-ferro-dossier.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 12:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA28695663-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con la guerra in Ucraina, l'Europa è tornata a essere solcata da una nuova cortina di ferro. Quest volta a ridosso dei confini russi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cortina-di-ferro-dossier.html">La nuova cortina di ferro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La contrapposizione tra Est e Ovest ha riportato l&#8217;Europa orientale al centro di una faglia geopolitica che la fine della <strong>Guerra Fredda</strong> aveva fatto apparire come (finalmente) chiusa. La cosiddetta &#8220;fine della Storia&#8221; sembrava avere scritto il suo monumentale addio proprio lì, ai confini di Mosca, dove il Vecchio Continente aveva perso un &#8220;nemico&#8221; unendo finalmente i suoi destini con l&#8217;Occidente.</p>



<p>Le cose, come confermano le cronache, affermano tuttavia l&#8217;opposto. Quello che si credeva essere un destino certo, e cioè la riunificazione della Russia con il mondo europeo e a matrice euro-americana, si è tramutato in un sogno quasi utopistico. E l&#8217;Europa orientale, un tempo cesura tra i due blocchi e trafitta da quella che era chiamata la &#8220;<strong>cortina di ferro</strong>&#8220;, è tornata a essere solcata da una divisione forse addirittura più esistenziale di quella che aveva vissuto durante la Guerra Fredda. E di nuova cortina di ferro hanno cominciato a parlare analisti e politici, semplici osservatori e giornalisti, tutti ormai convinti dall&#8217;ineluttabilità di una divisione che ha riportato le lancette della storia europea indietro agli Anni Ottanta del secolo scorso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="795" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-1024x795.jpg" alt="" class="wp-image-377539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-1024x795.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-300x233.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-768x596.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-1536x1192.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-2048x1590.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/aree-di-tensione-nel-mondo-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le differenze con la Guerra Fredda</h2>



<p>Su questa nuova cortina di ferro va fatta tuttavia una premessa necessaria: non ha lo stesso tracciato di quella precedente. Un tempo si riteneva che questa barriera solcasse l&#8217;Europa da Trieste e Stettino, e l&#8217;asse verticale che univa Adriatico e Baltico correva lungo i confini italiani, austriaci e tedeschi. Oggi, la &#8220;cortina&#8221; è calata altrove, più a est, seguendo il tracciato delle nuove frontiere dei Paesi che nel tempo hanno preso la loro posizione all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Alleanza Atlantica</strong>. E questo muro, adesso anche parzialmente fisico come vedremo, si è avvicinato al territorio della Federazione Russa fino a lambirlo quasi completamente, da un lato certificando la voglia dei Paesi dell&#8217;Est di sganciarsi definitivamente dall&#8217;orbita russa, dall&#8217;altro alimentando il senso di accerchiamento che è tipico della dottrina di Mosca. Per il Cremlino, una sconfitta strategica su tutta la linea, che forse la <strong>guerra in Ucraina </strong>cerca in qualche modo di essere il più tragico e parziale dei rimedi.</p>



<p>Questa cortina di ferro che è tornata a calare sull&#8217;Europa è oggi non solo più vicina alla Russia, ma anche più estesa. Più vicina perché mentre la sua versione precedente, quella della Guerra Fredda, solcava l&#8217;Europa ben distante dai confini russi, in quanto essa rappresentava la divisione tra blocco a guida Usa e <strong>blocco sovietico</strong>, quella di oggi di fatto rappresenta la divisione tra la Federazione Russa e il resto dell&#8217;Europa, ad eccezione della Bielorussia. Questo implica che non c&#8217;è un blocco che si contrappone a un altro, e non ci sono più nemmeno Paesi neutrali che non rientrano in questa dicotomia. La cortina di ferro è di fatto una fascia che corre lungo tutto il confine russo. Cosa che paradossalmente riduce il campo d&#8217;azione di Mosca ma allo stesso tempo rende la situazione più inquieta, perché la Russia si sente <strong>minacciata direttamente</strong> nei suoi centri di potere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lunghezza del nuovo fronte</h2>



<p>Più vicina ma anche più estesa, dicevamo, perché la decisione della <strong>Finlandia</strong> di voler entrare a far parte della Nato ha ampliato (in potenza) i confini tra Nato e Russia, e ha sicuramente già allungato la cortina di ferro che rappresenta la divisione tra la Federazione e tutti quelli che la ritengono ormai distaccata. Con la fine della neutralità attiva di Helsinki, oggi la linea di confine tra Russia e Occidente parte dal punto più settentrionale della Finlandia fino ad arrivare alle acque del Mar Nero. Un lungo confine che molti Paesi hanno deciso anche di rafforzare materialmente, edificando delle vere e proprie barriere come segno di una distinzione netta tra quello che c&#8217;è di qua e al di là del muro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="491" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-491x1024.jpg" alt="" class="wp-image-375857" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-491x1024.jpg 491w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-144x300.jpg 144w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-768x1602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-737x1536.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-982x2048.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-1228x2560.jpg 1228w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-scaled.jpg 921w" sizes="(max-width: 491px) 100vw, 491px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<p>Certo, non saranno chilometri di recinzioni a fornire un valido supporto in caso di (improbabile) invasione russa. Ma il segnale politico è netto al pari di quello che per molti è il vero motivo strategico dietro questi &#8220;muri&#8221;: combattere l&#8217;<strong>arma delle migrazioni</strong> utilizzabili come strumento di guerra ibrida da parte del Cremlino. Un assaggio lo si è visto, secondo i governi baltici e l&#8217;Unione europea, durante la crisi dei migranti lungo i confini della <strong>Bielorussia</strong>. Crisi che a detta di questi ultimi era appunto stata scatenata da Aljaksandr Lukashenko per mettere in crisi gli esecutivi locali sottoponendo le frontiere esterne dell&#8217;Ue e di questi Stato a un flusso di migranti ritenuto non solo artificiale ma anche espressamente ricercato da Minsk.</p>



<p>Le barriere continuano a essere una caratteristica centrale di questa nuova cortina di ferro. Sono state annunciate dal governo finlandese, costruite o in costruzione in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Per queste ultime due con uno sguardo anche all&#8217;exclave di Kaliningrad, sul mar Baltico. Recinzioni ad alta tecnologia, spesso alte diversi metri, con un&#8217;ampia rete di telecamere e sensori. Un sistema di videosorveglianza per rendere impossibile lo scavalcamento illegale dei confini ma anche per segnare una sorta di barriera politica tra l&#8217;Est e l&#8217;Ovest. Ovest di cui ora fanno definitivamente parte coloro che un tempo erano invece sotto l&#8217;impero russo o sotto quello sovietico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-378119" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219110227918_8188fad1cdde85efdccb24ed78a0c11f-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mezzi dell&#8217;esercito svedese durante un&#8217;esercitazione nel 20219 (Foto: EPA/NAINA HELEN JAAMA  SWEDEN OUT)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato della nuova cortina di ferro</h2>



<p>Proprio a questo proposito, è importante sottolineare che la <strong>nuova cortina di ferro</strong> è qualcosa di simile ma allo stesso tempo diverso rispetto a quella della Guerra Fredda non solo sul piano geografico, ma anche sul suo significato. L&#8217;Occidente identifica oggi la Russia non tanto come potenza portatrice di un ideale politico e culturale di sistema, ma come un novello impero deciso a conquistare spazio. La cortina appare dunque un limite non tanto tra due mondi, ma tra due modi di concepire la convivenza europea, tra due sistemi che non si riconoscono, e dove mancano anche partiti di massa come i movimenti comunisti che a loro volta erano i rappresentati di ultima istanza della stessa idea che perorava l&#8217;Urss. </p>



<p>Oggi la Russia è una singola nazione vista come una potenza che ha desiderio di ampliare la propria sfera di influenza. Non un blocco ideologico, ma un sistema nazionale che si espande a scapito di altri e senza quella capacità di usufruire di una piattaforma ideologica e culturale in grado di portare altri Paesi o parti di esso verso il proprio interesse. Mentre dal punto di vista russo, l&#8217;Occidente viene identificato ormai come un <strong>nemico di civiltà</strong>, con cui il dialogo è interrotto su tutte le linee e sono ormai estremamente ridotti i ponti con cui ha provato, nel corso degli altri decenni, a strutturare alleanze e nuovi equilibri. </p>



<p>La struttura puramente nazionale del sistema putiniano fa sì che qualsiasi ampliamento della potenza russa sia appannaggio di una nazione che cerca di allargare i propri confini. E questo è chiaro tanto nella percezione occidentale ed europea verso Mosca, sia nello spirito che alimenta l&#8217;azione del Cremlino. La scelta di Helsinki, fatta esclusivamente per la <strong>paura di un conflitto</strong> con Mosca e come conseguenza della campagna ucraina, fa sì che questa frontiera sia di fatto una frontiera di chi vuole frenare un impero, cortina culturale e allo stesso tempo politico e diplomatica, come lo hanno fatto intendere più a sud i baltici e sotto ancora i Paesi dell&#8217;Europa orientale e balcanica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-335006" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-1024x1024.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-150x150.png 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-768x768.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-1536x1536.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/mappa-linee-rosse-nato-russia-complessiva-2048x2048.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un equilibrio fragile</h2>



<p>Una contrapposizione su cui si innestano i timori di una guerra e i rischi che scaturiscono per antiche questioni mai irrisolte e nuovi eventi in grado di scalfire un equilibrio già fragile. Lo spostamento della cortina a ridosso dei confini russi alimenta, come detto, la sindrome di accerchiamento tipica degli strateghi di Mosca. Dall&#8217;altro lato, la guerra in Ucraina ha cementato in coloro che hanno eretto questa nuova barriera la convinzione della bontà della scelta di unirsi al <strong>blocco euro-atlantico</strong> e di strutturarsi in modo da limitare qualsiasi azione russa.</p>



<p>Nel mezzo, Stati e comunità che cercano in qualche modo di sopravvivere a un conflitto che può diventare particolarmente impegnativo sia dal punto di vista economico che anche sociale. La sfida tra nazioni alimenta il nazionalismo ma anche sacche di resistenza da parte chi si considera estraneo a un certo blocco ideologico. La <strong>neutralità</strong> viene <a href="https://it.insideover.com/dossier/la-fine-della-neutralita">vista con sempre maggiore sospetto</a>, il pericolo di quinte colonne in mano russa è latente così come il pericolo che esse si vedano ovunque anche dove ne ve ne sono. </p>



<p>Nel frattempo, ogni miccia può essere l&#8217;innesco di crisi che accendono piccoli e vasti incendi nel cuore dell&#8217;Europa o vicino ai confini della Federazione Russa. La crisi dei migranti tra Bielorussia e Polonia e Lituania, l&#8217;allargamento della Nato alla Finlandia (e alla Svezia), i timori per i Paesi al confine con l&#8217;Ucraina per le mire russe e le conseguenze della guerra, la frattura dei rapporti energetici e commerciali con Mosca rendono questa nuova cortina di ferro una faglia complessa e particolarmente estesa. Una guerra culturale oltre che economica e politica in cui la Russia, orfana del proprio impero, cerca di contrapporsi a un destino che la nuova cortina di ferro disegna in modo molto chiaro sulle mappe di un&#8217;Europa sempre più profondamente ancorata ai valori Ue e atlantici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-cortina-di-ferro-dossier.html">La nuova cortina di ferro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Muri anti-Russia. Il piano del fianco Est tra migranti e guerra ibrida</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/muri-confine-russia-migranti-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 17:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Muro al confine tra Polonia e Bielorussia (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al confine occidentale della Federazione Russa continuano a sorgere muri. L&#8217;ultima in ordine di tempo è la Finlandia di Sanna Marin, che ha deciso di erigere una barriera lungo la frontiera orientale. La prima costruzione di prova prevede una recinzione di tre chilometri nella località di Pelkola, sulle rive del fiume Vuoksi. Dopodiché, l&#8217;obiettivo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/muri-confine-russia-migranti-guerra-ibrida.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Muro al confine tra Polonia e Bielorussia (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYSMDh1pTXn1cIYZeoqd_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al confine occidentale della Federazione Russa continuano a sorgere muri. L&#8217;ultima in ordine di tempo è la <strong>Finlandia </strong>di Sanna Marin, che ha deciso di erigere una barriera lungo la frontiera orientale. La prima costruzione di prova prevede una recinzione di tre chilometri nella località di Pelkola, sulle rive del fiume Vuoksi. Dopodiché, l&#8217;obiettivo di Helsinki è quello di erigere una barriera che avrà una lunghezza di circa 260 chilometri con diversi sistemi di videosorveglianza in grado di captare qualsiasi movimento sospetto. L&#8217;obiettivo è quello di frenare l&#8217;eventuale flusso di immigrati clandestini che, secondo la Finlandia, potrebbero essere utilizzati come arma di guerra ibrida da parte della Russia. Uno scenario non diverso da quello osservato al confine tra Polonia e Bielorussia.</p>



<p>La decisione presa dal governo finlandese è in linea con quanto avviene in realtà da anni al confine tra i Paesi della Nato e la Federazione Russia. Per questo motivo, la <strong>mossa di Helsinki</strong> sul blindare la frontiera con la Russia appare perfettamente coerente con la volontà del Paese scandinavo di entrare a far parte dell&#8217;Alleanza Atlantica superando la sua tradizionale neutralità del Secondo Novecento e dei primi due decenni del Duemila ma soprattutto con l&#8217;auspicio da superare il veto turco.</p>



<p>La scelta, pertanto, rientra nella logica atlantica e di tutela di un confine particolarmente caldo come quello con la Federazione Russa specialmente nel mezzo della guerra in Ucraina. Tuttavia, quello che va sottolineato è anche un altro fatto, e cioè che i Paesi del fianco orientale dell&#8217;Alleanza (ma anche nel Nord Europa) stanno da tempo erigendo questo tipo di barriere con il duplice scopo di tutelarsi dall&#8217;<strong>immigrazione clandestina</strong> ma soprattutto anche come segnale di distacco fisico, oltre che politico, dal vicino russo. Come del resto dimostrò, pur in misura molto ridotta, <a href="https://www.reuters.com/article/us-europe-migrants-norway-border-idUSKCN10Z1IC">la Norvegia nel 2016</a>, blindando il valico di frontiera con la Federazione Russa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="491" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-491x1024.jpg" alt="" class="wp-image-375857" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-491x1024.jpg 491w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-144x300.jpg 144w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-768x1602.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-737x1536.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-982x2048.jpg 982w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-1228x2560.jpg 1228w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/muri-europa-cortina-di-ferro-scaled.jpg 921w" sizes="auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le barriere della Polonia</h2>



<p>La <strong>Polonia</strong>, che ha subito il flusso di migranti illegali in transito attraverso la Bielorussia nel 2021, ha già avviato in queste settimane il progetto per costruire una barriera non più solo lungo la frontiera con il Paese di Aleksander Lukashenko, <a href="https://formiche.net/2022/11/muro-confine-polonia-russia-bielorussia/">ma anche al confine con Kaliningrad</a>, oblast russo sul Baltico ritenuto l&#8217;avamposto di Mosca all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica. Una decisione che i funzionari di Varsavia definiscono soprattutto un messaggio rivolto alla Russia per ricordare l&#8217;importanza data dal governo polacco alla sicurezza dei confini e all&#8217;attenzione riguardo la possibilità di utilizzare l&#8217;immigrazione clandestina come strumento di destabilizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I muri dell&#8217;asse baltico</h2>



<p>Insieme alla Polonia, anche il resto dei Paesi baltici ha avviato negli ultimi anni un processo di fortificazione dei propri confini. L&#8217;<strong>Estonia </strong>già negli anni passati mise in atto questa politica di controllo delle frontiere attraverso la costruzione di una recinzione di filo spinato e telecamere fatta apposta per evitare il passaggio delle persone che tentavano di entrare clandestinamente nel Paese.</p>



<p>Il progetto, nato nel 2015, fu visto già allora dalla Russia come un gesto di sfida, provocando l&#8217;ira della politica russa. Gli estoni ribadirono che si trattava di <a href="https://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-07/un-muro-hi-tech-proteggere-frontiera-estone-e-mosca-si-infuria-153644.shtml?uuid=ACJ1noBB">un muro &#8220;hi-tech&#8221;</a> nato dall&#8217;esigenza di controllare che nessuno entrasse illegalmente nel Paese come Stato di frontiera dell&#8217;area Schengen, ma a molti &#8211; specie a Mosca &#8211; apparve come un presto per rafforzare invece la posizione antirussa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-375858" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221121183150960_42bf32e27cddd56e34c8b3c07ac47855-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Soldati polacchi fortificano il confine con l&#8217;exclave russa di Kaliningrad, vicino al villaggio di Szyliny (Foto: EPA/ARTUR RESZKO)</figcaption></figure>



<p>Anche la <strong>Lettonia </strong>è nel novero dei Paesi che hanno deciso di erigere barriere al confine esterno dell&#8217;Unione europea, in questo caso non solo con la Russia ma anche con la <strong>Bielorussia</strong>. Il processo è stato avviato molto tempo prima dell&#8217;inizio del conflitto in Ucraina e ben prima della crisi dei migranti tra la Bielorussia i Paesi limitrofi, e dimostra come il timore dell&#8217;utilizzo dei flussi clandestini come arma era già ampiamente considerato prioritario dai governi baltici, anche da quello di Riga. <a href="https://bnn-news.com/authorities-install-first-several-kilometres-of-permanent-fence-on-latvian-belarusian-border-237841">I lavori sono poi continuati anche questa estate</a>, con il governo lettone che ha annunciato barriere per centinaia di chilometri.</p>



<p>Dello stesso avviso è stata la <strong>Lituania</strong>, che proprio ad agosto del 2022 ha annunciato il completamento di una recinzione lungo tutto il confine con la Bielorussia per evitare di ritrovarsi nuovamente di fronte a una crisi come quella dello scorso anno. <a href="https://www.lrt.lt/en/news-in-english/19/1768340/lithuania-completes-building-fence-along-border-with-belarus">Come riportato dai media locali</a>, nel 2021 sono stati circa 4.200 i migranti irregolari entrati in Lituania dalla Bielorussia, e da agosto dello scorso anni sono stati respinte circa 13mila persone. </p>



<p>Per i governi baltici, numeri che non indicano un&#8217;emergenza migratoria spontanea ma il frutto di un piano russo che rientra a pieno titolo nel concetto di <strong>guerra ibrida</strong>. <a href="https://www.heritage.org/global-politics/commentary/russias-weaponization-migrants-hasnt-gone-away">E su cui concordano anche prestigiosi <em>think tank</em> d&#8217;Oltreoceano</a>, attenti a sostenere e non condannare la realizzazione di queste barriere al confine con la Russia e il suo protettorato di Minsk. Certo, nessuno ritiene che queste barriere siano utili in caso di un ipotetico conflitto aperto con Mosca. Ma intanto è stato dato il segnale politico e viene escluso che si produca quella che è considerata a tutti gli effetti un&#8217;arma: l&#8217;utilizzo dei flussi migratori clandestini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/muri-confine-russia-migranti-guerra-ibrida.html">Muri anti-Russia. Il piano del fianco Est tra migranti e guerra ibrida</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 11:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>I militari italiani in Lettonia rappresentano uno dei contingenti dell&#8217;Alleanza Atlantica di stanza nel Baltico. Una presenza che dimostra il pieno sostegno ai partner regionali, ma che in questa fase rafforza quel messaggio che viene continuamente ribadito dai leader politici dell&#8217;Alleanza: la difesa &#8220;di ogni centimetro&#8221; del blocco occidentale. Nella base di Adazi, a poche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>I militari italiani in <strong>Lettonia</strong> rappresentano uno dei contingenti dell&#8217;Alleanza Atlantica di stanza nel Baltico. Una presenza che dimostra il pieno sostegno ai partner regionali, ma che in questa fase rafforza quel messaggio che viene continuamente ribadito dai leader politici dell&#8217;Alleanza: la difesa &#8220;di ogni centimetro&#8221; del blocco occidentale.</p>
<p>Nella base di Adazi, a poche decine di chilometri dalla capitale Riga, gli italiani si addestrano continuamente, sia da soli che insieme alle altre forze Nato. Lo scopo è quello di farsi trovare sempre pronti, migliorando l&#8217;interoperabilità delle truppe atlantiche. E per fare questo, gli uomini del contingente, insieme ai militari di una decina di Paesi dell&#8217;Alleanza, si esercitano in un campo di addestramento di circa 60 chilometri quadrati immerso nella fitta foresta lettone.</p>
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<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_QaHcctQIt0I");</script></p>
<p>Il poligono si trova poco distante dalla base vera e propria, ed è suddiviso in diverse aree dove i vari contingenti si prenotano per svolgere le simulazioni in programma. All&#8217;arrivo nel campo di addestramento, <strong>Adazi</strong> mostra subito una delle sue caratteristiche più interessanti: il clima. Nel giro di una manciata di minuti, si rincorrono sole, vento, nuvole e alcune gocce di pioggia. Con un freddo che cala all&#8217;improvviso mentre pochi minuti prima un pallido sole di inizio primavera sembrava promettere conforto. Clima tipico di una regione cosparsa di vegetazione, non lontana dal mar Baltico e a ridosso del grande Nord, e che risulta perfetto per alcune attività addestrative che compiono gli uomini dell&#8217;Esercito. Tra il fango e le buche, con sentieri segnati solo dal passaggio dei cingolati, è possibile testare non solo la tenuta dei mezzi, ma anche le capacità di movimento delle forze di terra.</p>
<p>Per molti di loro, appartenenti per la Brigata &#8220;Taurinense&#8221; al 2° reggimento <strong>Alpini</strong> e al reggimento Nizza cavalleria, oltre che al 17° reggimento contraerea sforzesca e al 2° reggimento trasmissioni, il clima rigido non è certo un problema. E l&#8217;esperienza dei vari reparti è già molto ampia nonostante la giovane età di tanti componenti. Ma come ci spiega il <strong>tenente colonnello Claudio Blardone</strong>, al comando del contingente italiano in Lettonia, il compito è sempre quello di addestrarsi al meglio; proprio perché uno degli obiettivi della missione è quello di consolidare prontezza e capacità anche in coordinamento con le forze atlantiche.</p>
<p><div id="gallery_350474" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_350474 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6769.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6769-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6681.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6681-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6690.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6690-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6719.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6719-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6724.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6724-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6739.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6739-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6734.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6734-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6708.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6708-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6699.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6699-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6781-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6781-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6779-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6779-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6777-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6777-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6820-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6820-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6816.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6816-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6807.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6807-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6803.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6803-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6799.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6799-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6811.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6811.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6756.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6756-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6825.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6825-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6710.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6710-150x150.jpeg","subHtml":""}];</script></p>
<p>Tra gli alberi e il fango, accompagniamo alcuni uomini del contingente in un addestramento sul pattugliamento a terra e l&#8217;esfiltrazione di un ferito dal campo di battaglia. Un elicottero Apache sorvola l&#8217;area per raggiungere altre forze, mentre in lontananza possiamo sentire gli spari di altri militari che si esercitano in qualche attività a fuoco vivo. Insieme alle truppe appiedate, che simulano uno dei possibili scenari impieghi sul campo di battaglia tra fumogeni e movimenti coordinati da una parte all&#8217;altra del poligono, si muovono anche due mezzi in dotazione all&#8217;Esercito Italiano, un <strong>Vtlm Lince</strong> e un veicolo tattico <strong>Bv206</strong>. Le caratteristiche del terreno, tra buche, fango e ghiaccio, sono utili anche per testare l&#8217;utilizzo di questi mezzi.</p>
<p>Per il contingente, le esercitazioni rappresentano attività continue, più o meno ampie e di diversa natura. Solo pochi giorni prima del nostro arrivo in Lettonia, i militari italiani erano stati impegnati nella manovra <strong>Cristal Arrow 2022</strong>: una delle più importanti esercitazioni della Nato nel Paese baltico. Quella manovra, avvenuta proprio nel poligono di Camp Adazi, è stata particolarmente interessante perché, come ci ricorda Blardone, si è simulato un &#8220;partito contrapposto&#8221;. E <a href="https://www.analisidifesa.it/2022/03/lesercitazione-nato-crystal-arrow-in-lettonia/">come ha scritto lo stesso Stato Maggiore</a>, &#8220;l&#8217;operato del Contingente italiano ha evidenziato un ottimo livello di integrazione con gli <em>enablers</em> delle Forze NATO meritando gli apprezzamenti del Battle Group dell’enhanced Forward Presence (eFP Lettonia)&#8221;. Un attestato che dimostra anche l&#8217;importanza del lavoro quotidiano delle unità italiane nel Paese baltico: in prima linea lungo la nuova &#8220;cortina di ferro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Con i militari italiani in Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/con-i-militari-italiani-in-lettonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 11:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo stati a Camp Adazi, in Lettonia. Ecco le foto dall'addestramento dell'Esercito Italiano in una delle principali basi Nato del Baltico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/con-i-militari-italiani-in-lettonia.html">Con i militari italiani in Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Daugavpils, la città &#8220;russa&#8221; della Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/sguardo-rivolto-alla-russia/daugavpils-citta-russa-lettonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 15:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Daugavpils, Lettonia) Per andare da Riga a Daugavpils, la seconda città della Lettonia, si percorre un tragitto che, a marzo, è fatto di erba dal colore della paglia, boschi, qualche paesino con le case dai tetti spioventi e il fango dove prima c&#8217;era la neve. Più si va verso est, più si ascolta il russo. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/sguardo-rivolto-alla-russia/daugavpils-citta-russa-lettonia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6027-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>(Daugavpils, Lettonia) Per andare da Riga a Daugavpils, la seconda città della Lettonia, si percorre un tragitto che, a marzo, è fatto di erba dal colore della paglia, boschi, qualche paesino con le case dai tetti spioventi e il fango dove prima c&#8217;era la neve. Più si va verso est, più si ascolta il russo. Quasi ogni persona che sale sul treno &#8211; un insieme di ferro dal sapore sovietico ma estremamente efficiente &#8211; parla russo se deve chiacchierare con il vicino, al telefono o con il controllore. Un percorso verso est dove le verità sfumano. E anche i palazzi che accolgono il visitatore hanno ben poco di simile a quello che si può vedere sulle rive del <strong>Baltico</strong>.</p>
<p>La realtà è quella di una città di confine, e poco importa che sia il secondo centro abitato del Paese. Qui, anche se il russo non è riconosciuto come lingua ufficiale, si può capire dai volti e dal modo di parlare che la maggioranza non è lettone. E sono la geografia e la storia a far intuire, ben prima di arrivare a destinazione, che <strong>Daugavpils</strong> è una realtà particolare: un luogo che dista poche decine di chilometri dalla Lituania e dalla Bielorussia e circa 120 dalla Federazione Russa.</p>
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<p>Sulla collina delle chiese, insieme a quella cattolica e quella luterana, svettano le cupole d&#8217;oro della grande basilica ortodossa. I tram più vecchi trasudano il <strong>passato sovietico</strong>. Le vie, squadrate e ordinatissime, con i loro edifici dal rimando socialista, confermano un passato mai rimosso. Le ciminiere in mattoni, unite ai tubi di un gasdotto e ai binari delle ferrovie, danno la sensazione di non essere nell&#8217;avamposto del blocco occidentale alle porte della Russia, ma in un luogo che testimonia il passaggio profondo di quest&#8217;ultima in Lettonia.</p>
<p>In tanti hanno parlato di questa città come di <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/03/13/rischiamo-un-altro-donbass-la-paura-di-daugavpils-in-lettonia_eb6fbb90-11c2-4bc7-b541-8825252e93e0.html">un possibile &#8220;Donbass lettone&#8221;</a>. Impossibile formulare scenari con assoluta certezza, ma la premessa dell&#8217;appartenenza alla Nato e all&#8217;Unione europea serve a fugare dubbi sulla concreta possibilità che in Lettonia si ricreino le condizioni che hanno scatenato quanto visto in <strong>Ucraina</strong>. Inoltre, la città non ha mai dato né voluto dare l&#8217;immagine di un luogo in cerca di attenzione da parte di Mosca. Essere russofoni, o comunque di etnia russa, non significa essere affascinati dal Cremlino. E questo Vladimir Putin lo ha imparato anche a sue spese proprio a Kiev. La realtà è certamente meno conflittuale e paragoni sono sempre azzardati, ma è vero che qui si respira un&#8217;aria differente rispetto a quanto accade nel centro di Riga, dove invece il governo, sia nazionale che locale, sembra volere a ogni costo rimarcare il distacco e l&#8217;opposizione proprio alla Russia.</p>
<p>Un esempio su tutti: mentre nella capitale i palazzi istituzionali, ma anche molti bar o negozi, fino a qualche macchina privata, espongono la bandiera ucraina in segno di solidarietà con Kiev, a Daugavpils non se ne vedono. Il sindaco, se deve comunicare sui social, scrive prima in russo e poi in lettone. Tanti residenti che commentano i suoi post, lo fanno con l&#8217;alfabeto cirillico. E del resto <a href="https://www.daugavpils.lv/en/city/daugavpils/residents/">i dati parlano chiaro</a>: a Daugavpils il <strong>48 per cento</strong> della popolazione è di etnia russa, il 7 per cento bielorussa, e solo un quinto è di etnia lettone. Numeri indicativi che confermano che la città sia in fondo un luogo unico nel suo genere, dove è impossibile dare un&#8217;indicazione netta del sentimento della popolazione. I pochissimi che riusciamo a parlare dicono di essere contrari alla guerra, molti non vogliono rispondere ad alcuna domanda rispondendo con quello che decifriamo in un &#8220;niet&#8221;. D&#8217;altra parte, è anche difficile che qualcuno possa pubblicamente sostenere Putin, anche per questioni legali. L&#8217;impressione è che la <strong>cultura</strong> della città sia quella del silenzio, un elemento che caratterizza anche le sue vie e che smentisce in parte la lettura di chi teme che la sua comunità attenda una sorta di liberazione ma anche chi nega che esista un cuore più russo. Daugavpils è in fondo un luogo che racchiude speranze e contraddizioni di un Paese, problemi e verità di una Lettonia che dopo 30 anni dalla caduta dell&#8217;Urss ha ancora forti differenze.</p>
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		<title>&#8220;Il Paese va difeso tutti insieme&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/guardia-nazionale-lettone-jelgava.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 16:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Jelgava, Lettonia) Un manipolo di cittadini, giovani e meno giovani, che decidono di mettere il proprio tempo al servizio della Lettonia. A Jelgava, una quarantina di chilometri a sudovest dalla capitale, Riga, hanno giurato i nuovi cadetti di un battaglione della Guardia nazionale. Sono donne e uomini, dai 18 ai 55 anni di età, con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/guardia-nazionale-lettone-jelgava.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_6396-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>(Jelgava, Lettonia) Un manipolo di cittadini, giovani e meno giovani, che decidono di mettere il proprio tempo al servizio della <strong>Lettonia</strong>. A <strong>Jelgava</strong>, una quarantina di chilometri a sudovest dalla capitale, Riga, hanno giurato i nuovi cadetti di un battaglione della Guardia nazionale. Sono donne e uomini, dai 18 ai 55 anni di età, con un proprio lavoro e una propria vita, diversa e assolutamente estranea alle forze armate, ma decidono di mettersi in gioco per supportare i militari nel momento dell&#8217;emergenza.</p>
<p>Il sistema è attivo da decenni, da quando Riga ha ottenuto l&#8217;indipendenza dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica. E per i Paesi come la Lettonia, una forza di questo genere è un elemento particolarmente importante non solo all&#8217;interno della <strong>Difesa</strong>, ma anche dal punto di vista politico. Con una popolazione estremamente esigua e con una storia fatta anche di invasioni di nazioni vicine molto più potenti, avere una parte dei <strong>cittadini</strong> addestrata per ogni evenienza non è un fattore secondario. Una rete di persone che si esercitano non solo con le truppe locali, ma anche con quelle guardie nazionali alleate fino addirittura alle forze armate della Nato, fino a partecipare anche ad alcune missioni internazionali.</p>
<p>Ma possedere una percentuale di cittadini che si impegna nell&#8217;addestramento e nell&#8217;essere parte di una forza para-militare ha anche un valore politico non indifferente. Una forma di comunità nella comunità che non è da sottovalutare in Stati piccoli, sostanzialmente giovani, con un governi tendenzialmente spinti su logiche nazionali e con una società divisa anche da questioni linguistiche e di origine etnica. E non è un caso che proprio in questo periodo la <strong>Guardia nazionale</strong> abbia assistito a un aumento delle domande di arruolamento. <a href="https://eng.lsm.lv/article/society/defense/surge-in-applications-to-join-latvian-national-guard.a446171/">Secondo quanto detto dal generale Egils Leščinskis</a>, comandante della <em>Zemessardze</em> (la Guardia appunto), nei primi quattro giorni di marzo sono giunte al quartier generale 440 richieste di arruolamento. Un boom che secondo molti è da ricercare proprio nella guerra in Ucraina e nel timore di tanti lettoni che la prossima mossa della Russia possa riguardare i Paesi Baltici.</p>
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<p>A Jelgava, dopo il giuramento, la riproduzione dell&#8217;inno e la stretta di mano con i nuovi cadetti, il tenente colonnello <strong>Arvis Zile</strong>, comandante del 52esimo gruppo di battaglia della Guardia nazionale, ci spiega che chiunque sia in possesso dei requisiti richiesti dalla legge e supera i test psico-fisici può arruolarsi e diventare un membro della <strong><em>Zemessardze</em></strong>. E sul rinnovato interesse della popolazione per questo corpo, Zile ci spiega che &#8220;la gente ha capito che le forze armate sono solo una parte della Difesa&#8221;. &#8220;Il Paese deve essere difeso da tutti noi insieme&#8221; &#8211; continua il comandante &#8211; &#8220;e la gente entra nella Guardia nazionale per ottenere quelle conoscenze e quelle capacità che servono a essere pronti per difendere il Paese&#8221;. L&#8217;attenzione è rivolta verso il gigante russo, che a poche ore di treno da Jelgava rappresenta il grande nodo strategico della Lettonia. Riga, appena ha potuto, ha chiesto e ottenuto di entrare nell&#8217;Alleanza Atlantica. Ma la percezione della minaccia, soprattutto con la guerra in Ucraina, è nettamente aumentato specialmente a livello politico e all&#8217;interno della Difesa. Per un Paese che è uscito dall&#8217;orbita di Mosca solo dopo la caduta dell&#8217;Urss, è chiaro che la narrativa nazionale sia fortemente orientata verso il distacco dalla Russia. E questo si ripercuote anche nel sentimento che anima il mondo militare lettone. E naturalmente si riflette sulla scelta di quei cittadini che si sentono ancora preoccupati dal passato russo e sovietico.</p>
<p>&#8220;La ragione principale per cui molte persone si arruolano adesso è che hanno capito che la minaccia della Russia è reale e devono essere pronte&#8221;, ci spiega Zile, &#8220;ed è per questo che in questo momento ci sono molte domande di adesione dalla gente&#8221;. Ma per il comandante del battaglione, questo boom di richieste non significa che Mosca fosse un tema secondario prima del 2022. &#8220;Abbiamo capito che la minaccia è reale&#8230; ma onestamente lo sapevamo da sempre. Quello che sta succedendo in <strong>Ucraina</strong> è solo una conferma&#8221;. Parole che sembrano sintetizzare bene cosa si agita all&#8217;interno delle forze armate lettoni. La spaccatura tra i Paesi baltici e la Russia è un qualcosa di profondo e sempre più radicato. E l&#8217;impressione è che lungo questa nuova cortina di ferro che è calata sull&#8217;Europa ci siano diversi Stati che non arretreranno di fronte all&#8217;intransigenza verso Mosca. La preoccupazione sulle mosse del vicino è parte integrante del sentimento che vive in queste forze Nato a ridosso del territorio russo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/guardia-nazionale-lettone-jelgava.html">&#8220;Il Paese va difeso tutti insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Putin sfrutta le nostre debolezze&#8221;. L&#8217;avvertimento di Garisons</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/sguardo-rivolto-alla-russia/putin-sfrutta-le-nostre-debolezze-lavvertimento-di-garisons.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 14:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-2048x1347.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(da Riga, Lettonia) La guerra in Ucraina non esaurisce i suoi effetti all’interno del Paese aggredito. Dopo l’inizio di quella che il presidente russo Vladimir Putin ha definito “operazione militare speciale”, tutti i Paesi lungo la nuova cortina di ferro hanno lanciato l’allarme. Il rischio per molti di loro è che Mosca non si fermi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/sguardo-rivolto-alla-russia/putin-sfrutta-le-nostre-debolezze-lavvertimento-di-garisons.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/sguardo-rivolto-alla-russia/putin-sfrutta-le-nostre-debolezze-lavvertimento-di-garisons.html">&#8220;Putin sfrutta le nostre debolezze&#8221;. L&#8217;avvertimento di Garisons</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-1536x1011.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220328161547509_351ae4114ca1c9c9c8e512ae2c7de198-2048x1347.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>(da Riga, Lettonia) La <strong>guerra in Ucraina</strong> non esaurisce i suoi effetti all’interno del Paese aggredito. Dopo l’inizio di quella che il presidente russo Vladimir Putin ha definito “operazione militare speciale”, tutti i Paesi lungo la nuova cortina di ferro hanno lanciato l’allarme. Il rischio per molti di loro è che Mosca non si fermi a Kiev. Per altri, invece, è che l’Europa non riesca a comprendere fino in fondo la minaccia. I Paesi baltici, avamposto atlantico nella parte nord-orientale del Vecchio Continente, sono in prima linea. Dai tre Paesi a ridosso del confine russo – Estonia, Lettonia e Lituania – continuano ad arrivare richieste di tagliare i ponti con il Cremlino e rafforzare la presenza della Nato. E sono questi Stati a interpretare il ruolo dei “falchi” nel blocco euroatlantico.</p>
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<p>Ne abbiamo parlato con il Segretario di Stato del ministero della Difesa della Lettonia, <strong>Janis Garisons</strong>. A Riga, a poche ore di treno dal confine con la Russia, l’impressione è che questa guerra non sia del tutto un fulmine a ciel sereno. Nessuno pensava che si sarebbe giunti in poco tempo a uno scenario di questa portata. Ma, come ci dice Garisons, c’erano le premesse per capire che Putin non avrebbe ceduto di fronte agli ostacoli per imporre la propria agenda strategica.</p>
<p>“La <strong>Nato</strong> ha aumentato la propria attività, ma l’errore è stato quello di vedere la Russia non per quello che era, ma per quello che volevamo che fosse”, ci spiega il Segretario di Stato. “Se ripetiamo gli <strong>errori</strong> commessi anni fa, è possibile che Mosca rivolga il suo sguardo verso di noi, non solo come Paesi baltici, ma come Nato”. “Putin non è uno stratega, ma un tattico. Lo abbiamo visto anche in Ucraina”, racconta Garisons, “la Russia sfrutta le nostre debolezze e le opportunità che le diamo per vincere facilmente. Bisogna essere preparati e non fornire opportunità”.</p>
<p>Il problema riguarda inevitabilmente il futuro delle relazioni tra Russia e Occidente. La guerra in Ucraina non sappiamo quando terminerà, ma quello che è certo è che bisogna già da adesso ragionare su come rapportarsi con Mosca nel dopoguerra. Un tema che per la Lettonia vuole dire riflettere prima di tutto su noi stessi. “Bisogna essere chiari sui nostri <strong>valori</strong>”, afferma il Segretario di Stato, “cioè se siamo disposti ad accettare di avere relazioni con chi ha fatto tutto ciò che vediamo. Dobbiamo essere molto chiari su questo punto, ed è un tema importante a livello politico”. “Putin è già isolato dalla comunità internazionale e dall’Occidente, ma quali condizioni devono esserci per avere rapporti normali?” si domanda. L’alternativa però è quella di tagliare i rapporti con la Russia. E facciamo notare al nostro interlocutore come non tutti i Paesi europei abbiano la stessa percezione del problema o gli stessi interessi nelle relazioni con Mosca. “Tagliare i rapporti con la Russia è possibile” afferma Garisons. “Certo, servono degli sforzi – continua &#8211; noi quando siamo diventati indipendenti, dipendevamo da Mosca al cento per cento. Adesso non più: ci ha imposto le sanzioni e abbiamo fatto in modo di non dipendere più dalla Russia”. “Dobbiamo affrontare questo problema” ci ripete, “è un <strong>dilemma morale</strong>: con i profitti provenienti da gas e petrolio venduti in Europa, Putin sta finanziando la sua guerra in Ucraina”.</p>
<p>La riflessione tocca anche il tema della Difesa e il senso dell’Alleanza Atlantica. Questioni che per la Lettonia sono particolarmente importanti. “Noi dobbiamo prendere atto che la democrazia deve essere difesa e bisogna combattere per i suoi valori. La Difesa serve a questo e non solo contro la <strong>Russia</strong>, ma per i pericoli che arrivano da ogni parte del mondo, e questo è un tema davvero cruciale per il futuro”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/sguardo-rivolto-alla-russia/putin-sfrutta-le-nostre-debolezze-lavvertimento-di-garisons.html">&#8220;Putin sfrutta le nostre debolezze&#8221;. L&#8217;avvertimento di Garisons</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Pronti a tutto&#8221;. La forza di volontari che difende l&#8217;Estonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/estonia-lungo-la-nuova-cortina-di-ferro/pronti-a-tutto-le-forze-di-volontari-che-difendono-estonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 18:56:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-1536x1023.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>(Da Tallinn) I venti di guerra che soffiano sull&#8217;Europa giungono anche a Tallinn, capitale dell&#8217;Estonia. Qui il ricordo dell&#8217;Unione Sovietica è vivo nella memoria di tanti cittadini e il timore che il Cremlino possa muovere le proprie pedine anche sul fronte del Baltico è un tema che agita da sempre la difesa estone. Per il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/estonia-lungo-la-nuova-cortina-di-ferro/pronti-a-tutto-le-forze-di-volontari-che-difendono-estonia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/WhatsApp-Image-2022-02-24-at-18.34.51-1536x1023.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>(Da Tallinn) I venti di guerra che soffiano sull&#8217;Europa giungono anche a <strong>Tallinn</strong>, capitale dell&#8217;<strong>Estonia</strong>. Qui il ricordo dell&#8217;Unione Sovietica è vivo nella memoria di tanti cittadini e il timore che il Cremlino possa muovere le proprie pedine anche sul fronte del Baltico è un tema che agita da sempre la difesa estone.</p>
<p>Per il piccolo Paese affacciato sulle rive del Baltico, e diviso dalla Russia da una sottile striscia di terra e da un lago, l&#8217;ipotesi di un attacco da Mosca è sempre considerata viva. Non significa vivere continuamente in allerta, nella paranoia di un&#8217;invasione, ma essere consapevoli di dover prepararsi. La popolazione è ridotta nei numeri, l&#8217;esercito professionale non può competere in alcun caso con quello delle superpotenze. E nel centro di Tallinn, lungo la strada che porta verso la città vecchia, il comando delle <strong><em>Kaitseliit </em></strong>è il simbolo forse più vivo di quella che è la forza che anima quel milione e mezzo di cittadini che da anni guardano con sospetto alle mosse del Cremlino.</p>
<p>La <strong>Lega di difesa</strong> è una forza volontaria all&#8217;interno delle forze armate estoni. Neeme Brus, responsabile della comunicazione della <em>Kaitseliit</em>, ci racconta cosa fanno queste forze e se il pericolo di una guerra sia al centro dei pensieri strategici di Tallinn.</p>
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<p>Questa forza paramilitare addestra su base volontaria i cittadini, giovani ma anche adulti, “per essere preparati a ogni tipo di evenienza, non solo la guerra”, ci spiega il funzionario. “Abbiamo unità di combattimento, di uomini e donne, di ragazzi e ragazze. Sono circa <strong>25mila unità</strong> su una popolazione di 1,4 milioni di abitanti”, ci racconta con orgoglio. A dimostrare che la percentuale di persone preparate in caso di emergenza è molto alta.</p>
<p>Il discorso non può che vertere sull’escalation con Mosca e su come la Lega di difesa senta il momento così difficile su tutto il fronte orientale. &#8220;In Estonia conviviamo con questo grande vicino… e non possiamo fare nulla contro la geografia&#8221; ammette. &#8220;Certo, siamo ben consapevoli di quello che avviene nel mondo, specialmente in Ucraina come ai confini della Polonia. Ci coordiniamo con i nostri alleati della Nato, ma dobbiamo essere informati, dobbiamo prepararci anche da soli, con le nostre sole forze&#8221;, ci spiega. &#8220;Non dobbiamo aspettarci sviluppi drammatici nel prossimo futuro&#8221;, ci dice il militare, &#8220;ma dobbiamo essere <strong>pronti a tutto</strong>. Le nostre forze sono la prova della nostra volontà di difenderci&#8221;.</p>
<p>Il membro delle <em>Kaitseliit</em> ci mostra l’esterno del quartier generale della Lega di difesa. Vicino alle bandiere, un monumento con un vecchio carro armato delle prime forze armate estoni, l'&#8221;Estonia&#8221; appunto, è diventato un’attrazione turistica. Ma per i rappresentati delle <em>Kaitseliit</em> significa anche ribadire il legame con l’identità nazionale del Paese. Un’identità che oggi si caratterizza anche con una forma di emancipazione dalla storia, dal controllo di un grande vicino come la <strong>Russia</strong>. Per un Paese che oggi e per il futuro guarda soprattutto verso Occidente. &#8220;Abbiamo un numero significativo di alleati, in particolare britannici, che sono presenti qui insieme ad altre forze e che si coordinano con i nostri soldati. Abbiamo anche delle nostre unità che si addestrano in altri Paese e collaborano con diverse forze armate”, ci spiega.</p>
<p>&#8220;La Russia? Un vicino problematico per tutti. Ma la nostra voglia di difendere il Paese è molto forte&#8221;, ci spiega Brus. &#8220;Vi sentite più sicuri con la <strong>Nato</strong>?” chiediamo al nostro interlocutore, “certamente” risponde, “perché l’articolo 5 ci rassicura che i nostri alleati combatteranno con noi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/estonia-lungo-la-nuova-cortina-di-ferro/pronti-a-tutto-le-forze-di-volontari-che-difendono-estonia.html">&#8220;Pronti a tutto&#8221;. La forza di volontari che difende l&#8217;Estonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quel ricatto di Lukashenko che sta spaventando l&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/quel-ricatto-di-lukashenko-che-sta-spaventando-l-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 04:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1112" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-300x174.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-1024x593.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-768x444.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-1536x889.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-2048x1185.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La lezione data negli anni passati da Recep Tayyip Erdogan sembra essere stata assimilata anche in Bielorussia. Per spaventare l&#8217;Ue e rispondere ad eventuali azioni politiche attuate da Bruxelles, &#8220;basta&#8221; usare l&#8217;arma dell&#8217;immigrazione. Da qualche settimana nell&#8217;area baltica sono comparsi muri di filo spinato e barriere di cemento rari da trovare da queste parti negli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quel-ricatto-di-lukashenko-che-sta-spaventando-l-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quel-ricatto-di-lukashenko-che-sta-spaventando-l-ue.html">Quel ricatto di Lukashenko che sta spaventando l&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1112" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-300x174.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-1024x593.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-768x444.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-1536x889.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/migranti-bielorussia-la-presse-2048x1185.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La lezione data negli anni passati da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> sembra essere stata assimilata anche in <strong>Bielorussia</strong>. Per spaventare l&#8217;Ue e rispondere ad eventuali azioni politiche attuate da Bruxelles, &#8220;basta&#8221; usare l&#8217;arma dell&#8217;immigrazione. Da qualche settimana nell&#8217;area baltica sono comparsi muri di filo spinato e barriere di cemento rari da trovare da queste parti negli ultimi anni. Si tratta di scenari più consoni all&#8217;area balcanica oppure alle zone di confine tra Grecia e Turchia. Ma dalla Bielorussia <a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/08/04/lituania-bielorussia-limmigrazione-clandestina-continua-ad-critica/">l&#8217;incremento del flusso migratorio è notevole.</a> E a pagarne le conseguenze è soprattutto la Lituania.</p>
<h2>I numeri della rotta bielorussa dell&#8217;immigrazione</h2>
<p>In tutto il 2020 tra Lituania e Bielorussia erano transitati illegalmente circa 80 migranti. A partire dal primo gennaio di quest&#8217;anno il dato parla di oltre 4.000 persone in grado di entrare in territorio lituano da quello bielorusso. Cifre, quelle fornite sia dal governo di Vilnius che dall&#8217;agenzia <strong>Frontex</strong>, che a prima vista appaiono poco significative. Specialmente se rapportate alle rotte libiche e tunisine, le quali in Italia nel 2021 hanno portato più di 40.000 migranti. In realtà il numero della rotta bielorussa sta destando molta inquietudine. La Lituania è un piccolo Paese con appena 2.8 milioni di abitanti, un migliaio di ingressi irregolari al mese potrebbero mandare ben presto in difficoltà il sistema di accoglienza. Peraltro il Paese baltico non ha mai affrontato un&#8217;emergenza del genere e non sembra essere attrezzato come altri governi dell&#8217;Ue. Da qui la costruzione, avviata tra luglio e agosto, di un vero e proprio <strong>muro</strong>. La situazione però è tutt&#8217;altro che vicina alla normalità.</p>
<p>Dalla Bielorussia non entrano cittadini bielorussi. Né tanto meno migranti provenienti da altre parti dell&#8217;est Europa. Al contrario, i confini vengono attraversati da siriani, iracheni, afghani. Negli ultimi giorni le autorità sia lituane che lettoni hanno rintracciato anche cittadini africani. In poche parole la rotta bielorussa altro non è che la riproposizione in salsa baltica delle rotte turche e balcaniche. Il sospetto di molti inquirenti, lituani e comunitari, è che proprio dalla <strong>Turchia</strong> decine di migranti vengono ogni giorno trasportati in aereo verso la Bielorussia. Attratti dalla possibilità di un più facile attraversamento, diversi cittadini asiatici e africani già presenti nella penisola anatolica si imbarcano alla volta di Minsk con il sogno di entrare in Ue dalla porta lituana e lettone. Una volta in territorio bielorusso infatti, intere carovane si spostano verso le frontiere baltiche.</p>
<h2>La strategia di Minsk</h2>
<p>Per il governo lituano la Bielorussia sarebbe direttamente coinvolta nell&#8217;aumento del flusso migratorio verso i propri confini. Il primo agosto un elicottero di Frontex impegnato nel controllo della frontiera avrebbe avvistato una comitiva di migranti scortata da un&#8217;auto che, secondo gli inquirenti lituani, è in dotazione alle forze di sicurezza di Minsk. Tuttavia dall&#8217;altra parte del confine hanno smentito ogni coinvolgimento. Il dato certo è che, a prescindere da una presunta diretta responsabilità, le autorità bielorusse non sembrano stiano facendo molto per impedire ai migranti di passare il confine. E questo da quando l&#8217;Ue ha annunciato misure a seguito di un dirottamento aereo, avvenuto a maggio, operato da Minsk per arrestare una giornalista in procinto di atterrare in Lituania. Non è un caso che da quel momento in poi il flusso migratorio ha raggiunto ritmi da vera e propria emergenza.</p>
<p>Un nuovo fronte inedito,<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/perche-l-ue-sta-cambiando-adesso-la-lotta-all-immigrazione.html"> in grado di impensierire l&#8217;Ue</a>. Se il dossier immigrazione dovesse mandare in crisi il governo lituano e lettone, c&#8217;è il serio rischio di assistere a una destabilizzazione della delicata area baltica. Il problema è così sentito che il 13 luglio l&#8217;esecutivo di Vilnius ha approvato una nuova dura legge sul <strong>diritto d&#8217;asilo</strong>. Nel documento è previsto l&#8217;allontanamento dei migranti irregolari già dopo la sentenza di primo grado di respingimento della richiesta di asilo, senza aspettare il secondo grado. Una norma che, se approvata in Italia, probabilmente avrebbe causato accuse di mancato rispetto dei diritti umani. L&#8217;Europa invece in questo caso ha lasciato fare. L&#8217;impressione è che la strategia di Minsk ha colpito nel segno. Ancora una volta il Vecchio Continente si è riscoperto vulnerabile e fragile se ricattato sull&#8217;immigrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/quel-ricatto-di-lukashenko-che-sta-spaventando-l-ue.html">Quel ricatto di Lukashenko che sta spaventando l&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le tensioni sui cieli del Baltico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-tensioni-sui-cieli-del-baltico-f-35-italiani-a-caccia-dei-bombardieri-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 13:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Baltico]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-1024x678.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-768x508.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-1536x1017.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-2048x1356.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Ginevra Putin e Biden la scorsa settimana si sono stretti la mano. Poco più a nord, nei cieli che sovrastano il mar Baltico, aerei russi e aerei della Nato hanno avuto un confronto ravvicinato capace di rievocare gli anni della Guerra fredda. In realtà non si è avuta particolare tensione, ma episodi del genere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tensioni-sui-cieli-del-baltico-f-35-italiani-a-caccia-dei-bombardieri-russi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-1024x678.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-768x508.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-1536x1017.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/f-35-Agenzia_Fotogramma_IPA23379017-2048x1356.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A Ginevra Putin e Biden <a href="https://it.insideover.com/politica/nemici-come-prima-biden-putin.html">la scorsa settimana si sono stretti la mano</a>. Poco più a nord, nei cieli che sovrastano il <strong>mar Baltico</strong>, aerei russi e aerei della Nato hanno avuto un confronto ravvicinato capace di rievocare gli anni della Guerra fredda. In realtà non si è avuta particolare tensione, ma episodi del genere ben hanno testimoniato la reciproca <strong>diffidenza</strong> esistente tra Mosca e l&#8217;Occidente. Negli ultimi giorni, in questo contesto, ad essere chiamati in causa sono stati anche aerei italiani di base in <strong>Estonia</strong>.</p>
<h2>Il decollo dei bombardieri da Kaliningrad</h2>
<p>Quando nelle basi aeree scatta la sirena, gli intercettori devono prepararsi ad ogni evenienza. Il 15 giugno scorso una sirena ha messo in allerta i piloti stanziati nelle basi Nato dell&#8217;area baltica. L&#8217;allarme è arrivato quando due bombardieri <strong>Tupolev Tu-160</strong> sono decollati da <strong>Kaliningrad</strong>, l&#8217;enclave russa situata tra Lituana e Polonia. Un pezzetto di Prussia ereditato dalla seconda guerra mondiale che oggi rappresenta una porzione delle federazione dentro all&#8217;Unione europea. Non appena i due mezzi militari di Mosca sono partiti da qui e hanno raggiunto il cielo sopra le acque internazionali del Baltico, due caccia danesi si sono alzati in volo per intercettarli. Sono passati pochi minuti e sulle tracce degli F-16 di Copenaghen l&#8217;aviazione russa ha inviato due<strong> Sukhoi SU-35S</strong>.</p>
<p>Un marcamento stretto frutto di due diverse interpretazioni. Secondo i responsabili Nato nell&#8217;area baltica, il volo dei Tupolev poteva rappresentare una violazione dei confini mentre, al contrario, per i russi la rotta seguita era perfettamente legittima. Una posizione espressa esplicitamente in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=N23QM0uumi0">video</a> diffuso dal ministero della Difesa di Mosca, contenente le riprese effettuate dalla cabina dei due velivoli: &#8220;Tutto è stato svolto in conformità delle regole internazionali&#8221;, è la dichiarazione resa nota dai vertici dello stesso dicastero. Seguendo i tracciati, dopo aver sorvolato il Baltico i due velivoli si sono diretti verso <strong>San Pietroburgo</strong> e da qui hanno poi raggiunto, dopo un volo di otto ore, la base di <strong>Saratov</strong>. Per i russi un viaggio del genere è considerato di routine: si tratterebbe infatti nient&#8217;altro che di un semplice riposizionamento dei propri mezzi e sorvolare il Baltico è l&#8217;unico modo per poter connettere l&#8217;enclave di Kaliningrad con il resto del territorio nazionale.</p>
<h2>Anche caccia italiani in azione</h2>
<p>L&#8217;attraversamento dell&#8217;area baltica però implica necessariamente l&#8217;avvicinamento allo spazio aereo lituano, lettone ed estone. Tre repubbliche ai ferri corti con Mosca ed in cui una fetta di popolazione vive ancora oggi con l&#8217;idea di essere sotto attacco russo. Da qui la costante allerta delle forze Nato nella zona ogni volta che gli aerei russi si alzano in volo. Come accaduto per l&#8217;appunto il 15 giugno. In quelle ore dopo che i danesi sono stati raggiunti dai Sukhoi, è arrivato il turno degli italiani: due nostri F-35 sono decollati dalla base estone di <strong>Amari</strong> su ordine dell&#8217;Alleanza Atlantica per mettersi sulla tracce dei Tupolev. Ben presto anche gli aerei italiani sono stati raggiunti dai mezzi russi. E non era la prima volta: <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/21/news/la_caccia_ai_bombardieri_russi_nei_cieli_del_baltico-307081019/">come sottolineato su <em>Repubblica</em></a>, a giugno in altre tre occasioni i caccia della nostra aviazione sono decollati per sospette intrusioni russe e anche in quei casi i nostri piloti sono stati avvicinati dai Sukhoi.</p>
<p>L&#8217;Italia, nonostante il Baltico sia lontano dalle proprie sfere di interesse, è molto operativa nell&#8217;area. Dalla base di <strong>Amendola</strong> è stata inviata ad Amari un&#8217;intera squadriglia di F-35 con l&#8217;obiettivo di proteggere lo spazio aereo estone. La piccola repubblica baltica infatti è membro della Nato ma non ha una propria aviazione. Per cui quando viene segnalata una minaccia, sono i caccia italiani a decollare verso i target russi. Una circostanza che non dovrebbe avere conseguenze dirette nei rapporti tra Roma e Mosca, ma che è emblematica delle <strong>tensioni</strong> tra la Nato e la Russia. Per le autorità della federazione i viaggi da Kaliningrad a San Pietroburgo sono considerati alla stregua di normali trasferimenti, ma negli ultimi mesi mosse del genere sono aumentate per numero e frequenza. L&#8217;impressione è che il <strong>Cremlino</strong> voglia in tal modo rispondere alle mosse della<strong> Casa Bianca</strong> attuate dall&#8217;insediamento di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, il quale ha disposto un maggiore dispiegamento di bombardieri B-1 e B-52 in Europa. Mosca e Washington si guardano con diffidenza e in tal senso l&#8217;area baltica rappresenta il confine di demarcazione più caldo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tensioni-sui-cieli-del-baltico-f-35-italiani-a-caccia-dei-bombardieri-russi.html">Le tensioni sui cieli del Baltico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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