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(Da Tallinn) I venti di guerra che soffiano sull’Europa giungono anche a Tallinn, capitale dell’Estonia. Qui il ricordo dell’Unione Sovietica è vivo nella memoria di tanti cittadini e il timore che il Cremlino possa muovere le proprie pedine anche sul fronte del Baltico è un tema che agita da sempre la difesa estone.

Per il piccolo Paese affacciato sulle rive del Baltico, e diviso dalla Russia da una sottile striscia di terra e da un lago, l’ipotesi di un attacco da Mosca è sempre considerata viva. Non significa vivere continuamente in allerta, nella paranoia di un’invasione, ma essere consapevoli di dover prepararsi. La popolazione è ridotta nei numeri, l’esercito professionale non può competere in alcun caso con quello delle superpotenze. E nel centro di Tallinn, lungo la strada che porta verso la città vecchia, il comando delle Kaitseliit è il simbolo forse più vivo di quella che è la forza che anima quel milione e mezzo di cittadini che da anni guardano con sospetto alle mosse del Cremlino.

La Lega di difesa è una forza volontaria all’interno delle forze armate estoni. Neeme Brus, responsabile della comunicazione della Kaitseliit, ci racconta cosa fanno queste forze e se il pericolo di una guerra sia al centro dei pensieri strategici di Tallinn.

Questa forza paramilitare addestra su base volontaria i cittadini, giovani ma anche adulti, “per essere preparati a ogni tipo di evenienza, non solo la guerra”, ci spiega il funzionario. “Abbiamo unità di combattimento, di uomini e donne, di ragazzi e ragazze. Sono circa 25mila unità su una popolazione di 1,4 milioni di abitanti”, ci racconta con orgoglio. A dimostrare che la percentuale di persone preparate in caso di emergenza è molto alta.

Il discorso non può che vertere sull’escalation con Mosca e su come la Lega di difesa senta il momento così difficile su tutto il fronte orientale. “In Estonia conviviamo con questo grande vicino… e non possiamo fare nulla contro la geografia” ammette. “Certo, siamo ben consapevoli di quello che avviene nel mondo, specialmente in Ucraina come ai confini della Polonia. Ci coordiniamo con i nostri alleati della Nato, ma dobbiamo essere informati, dobbiamo prepararci anche da soli, con le nostre sole forze”, ci spiega. “Non dobbiamo aspettarci sviluppi drammatici nel prossimo futuro”, ci dice il militare, “ma dobbiamo essere pronti a tutto. Le nostre forze sono la prova della nostra volontà di difenderci”.

Il membro delle Kaitseliit ci mostra l’esterno del quartier generale della Lega di difesa. Vicino alle bandiere, un monumento con un vecchio carro armato delle prime forze armate estoni, l'”Estonia” appunto, è diventato un’attrazione turistica. Ma per i rappresentati delle Kaitseliit significa anche ribadire il legame con l’identità nazionale del Paese. Un’identità che oggi si caratterizza anche con una forma di emancipazione dalla storia, dal controllo di un grande vicino come la Russia. Per un Paese che oggi e per il futuro guarda soprattutto verso Occidente. “Abbiamo un numero significativo di alleati, in particolare britannici, che sono presenti qui insieme ad altre forze e che si coordinano con i nostri soldati. Abbiamo anche delle nostre unità che si addestrano in altri Paese e collaborano con diverse forze armate”, ci spiega.

“La Russia? Un vicino problematico per tutti. Ma la nostra voglia di difendere il Paese è molto forte”, ci spiega Brus. “Vi sentite più sicuri con la Nato?” chiediamo al nostro interlocutore, “certamente” risponde, “perché l’articolo 5 ci rassicura che i nostri alleati combatteranno con noi”.

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