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	<title>operazione Sophia Archives - InsideOver</title>
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	<title>operazione Sophia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le tante incognite sulla nuova missione europea in Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-tante-incognite-sulla-nuova-missione-europea-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2020 10:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missione Sophia (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla missione Sophia e su quella che ne prenderà il posto, vige ancora una certa confusione. Come si sa, lunedì scorso il consiglio dei ministri degli esteri dell&#8217;Ue ha accantonato definitivamente l&#8217;operazione nata nel 2015, denominata formalmente EuNavForMed, per lasciare spazio ad una nuova missione di cui però non si conosce ancora il nome. E &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tante-incognite-sulla-nuova-missione-europea-in-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tante-incognite-sulla-nuova-missione-europea-in-libia.html">Le tante incognite sulla nuova missione europea in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missione Sophia (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Missione-Sophia-1024x690.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sulla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-la-missione-europea-sophia.html">missione Sophia</a> e su quella che ne prenderà il posto, vige ancora una certa confusione. Come si sa, lunedì scorso il consiglio dei ministri degli esteri dell&#8217;Ue<a href="https://it.insideover.com/politica/la-missione-sophia-non-esiste-piu.html"> ha accantonato definitivamente l&#8217;operazione</a> nata nel 2015, denominata formalmente <strong>EuNavForMed</strong>, per lasciare spazio ad una nuova missione di cui però non si conosce ancora il nome. E di cui, per la verità, ancora non sono stati stabiliti i dettagli più importanti, a partire dal mandato e dalle regole di ingaggio. E soprattutto, di cui ancora non è stato stabilito il comando, una circostanza questa che potrebbe aprire non poche dispute politiche. La nuova operazione ha ufficialmente l&#8217;intento di sorvegliare il mare antistante la Libia e, in special modo, lo specchio d&#8217;acqua di fronte la parte est del paese. Il tutto con la finalità di far rispettare l&#8217;<strong>embargo</strong> sulle armi.</p>
<h2>Il passaggio di testimone ad un mese dalla fine della missione Sophia</h2>
<p>EuNavForMed è sempre stata a comando italiano e la sede si è sempre trovata a Roma, dando dunque all&#8217;Italia l&#8217;onore e l&#8217;onere di curarne gli aspetti più significativi. A comandare la missione è stato, già dall&#8217;inizio, <strong>Enrico Credendino</strong>. A poche settimane dalla fine della missione Sophia,<a href="https://www.bruxelles2.eu/2020/02/loperation-sophia-va-changer-de-commandement-pour-quelques-jours/"> si è assistito ad un passaggio di testimone</a>: al posto di Enrico Credendino, è subentrato il vice ammiraglio <strong>Fabio Agostini</strong>. L&#8217;ufficialità è arrivata venerdì, <a href="https://www.operationsophia.eu/farewell-to-vice-admiral-credendino-operational-commander-of-operation-eunavformed-sophia/?fbclid=IwAR21ikj0BNVoqOZbZIJegBjH6O4Gy5CBGiMxYdy9sMj1ZnLHqkKKfrkkwBw">con una cerimonia di insediamento tenuta a Roma</a> in cui il nuovo comandante ha preso il testimone del suo predecessore.</p>
<p>E adesso ci si chiede il motivo del passaggio di consegne a pochi giorni dalla decisione di archiviare la missione. EuNavForMed cesserà di esistere il 20 marzo, da allora si avvieranno le operazioni propedeutiche all&#8217;avvio della nuova missione. Il vice ammiraglio Agostini resterà al timone solo per questo mese? Oppure l&#8217;avvicendamento è un modo per inserire l&#8217;Italia nella partita sul comando della prossima operazione?</p>
<h2>A chi potrebbe andare il comando della nuova operazione</h2>
<p>Come detto in precedenza, nessun dettaglio è stato deciso e di conseguenza a mancare è anche un accordo su chi andrà a dirigere la missione ancora senza nome. I tempi stringono ed i giochi appaiono quanto mai aperti, oltre che confusi. A Bruxelles c&#8217;è chi ritiene la <strong>Grecia</strong> pronta a muovere guerra politica all&#8217;Italia per rivendicare il diritto a comandare la nuova missione. Il governo di Atene, <a href="https://www.africaintelligence.com/mce/corridors-of-power/2020/02/20/italians-and-greeks-clash-over-libya,108394782-art">come confermato anche dal sito <em>AfricaIntelligence</em></a>, ritiene che essendo la missione principalmente orientata verso l&#8217;est della Libia, allora il comando spetterebbe al paese ellenico. E l&#8217;esecutivo di Kyriakos Mitsotakis starebbe cercando sponde a livello europeo per portare in Grecia la sede operativa della nuova missione.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi, all&#8217;interno della diplomazia europea, ritiene la partita non circoscritta ad un derby tra Italia e Grecia. Anche la <strong>Spagna</strong> avrebbe avanzato pretese in tal senso, mentre in tanti evidenziano le possibilità della <strong>Francia</strong> di inserirsi prepotentemente nel novero dei paesi papabili. Nei giorni scorsi invece Umberto Profazio, analista presso il Nato Defence College Foundation, ad <em>AgenziaNova</em> ha reso dichiarazioni di senso opposto: &#8220;L&#8217;Italia ha ottime possibilità di essere al comando della futura missione europea&#8221;. Dal canto suo il governo di Roma, tramite il ministro degli esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>, ha parlato di un&#8217;azione dell&#8217;esecutivo volta a rimarcare il ruolo del nostro paese nel Mediterraneo: &#8220;Noi faremo notare &#8211; ha dichiarato nei giorni scorsi il titolare della Farnesina rispondendo ad un&#8217;interrogazione della senatrice Isabella Rauti &#8211; che sia il quartier generale che il comando sono n Italia, non è un caso che la fase istruttoria sia stata delegata all&#8217;Italia, si continua a riconoscere il ruolo dell&#8217;Italia&#8221;. La vicenda, sotto il profilo politico, potrebbe assumere contorni non certo secondari.</p>
<h2>&#8220;Ancora non sappiamo nulla&#8221;</h2>
<p>La possibile disputa per il comando della missione però, è soltanto una delle tante incognite che aleggiano sulla nuova missione post Sophia. Negli ambienti della difesa sono emersi negli ultimi giorni <strong>malumori</strong> per come la situazione è stata gestita dai <strong>vertici dell&#8217;Unione europea</strong> e, in particolare, dalla diplomazia comunitaria: &#8220;Hanno pensato solo a discorsi di natura politica &#8211; tiene a far sapere una fonte della difesa &#8211; Senza però dare contenuti tecnici alla questione. Oggi nessuno sa le regole di ingaggio che ci saranno, nessuno sa cosa si andrà a fare a largo della Libia e come far rispettare l&#8217;embargo sulle armi. A poche settimane dall&#8217;inizio della nuova missione, non si sa ancora nulla&#8221;.</p>
<p>Malumori che rispecchiano del resto le impressioni <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-nuova-missione-europea-in-libia-non-cambiera-la-situazione.html">già descritte poco dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;avvio di una nuova operazione europea a largo della Libia</a>. Poca chiarezza, ma soprattutto l&#8217;idea sempre più concreta che l&#8217;accordo trovato a Bruxelles nella giornata di lunedì costituisca una mera &#8220;vittoria di Pirro&#8221; per l&#8217;Europa. La quale, impossibilitata ad incidere sul dossier libico e rimasta ai margini delle dinamiche del conflitto in corso a Tripoli, ha provato a lanciare una nuova missione la cui utilità e funzionalità potrebbe essere la stessa, ampiamente fallimentare, della quasi archiviata operazione Sophia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tante-incognite-sulla-nuova-missione-europea-in-libia.html">Le tante incognite sulla nuova missione europea in Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa affonda su Sophia: la missione fallita partenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-in-europa-brusca-frenata-sulla-missione-sophia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 16:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Sophia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-1024x525.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le navi turche che, con molta probabilità, anche in questi giorni hanno continuato a portare armi a Tripoli, non aspettano certo i tempi della diplomazia europea. E così, mentre in Libia si continua a combattere e, come affermato dall&#8217;inviato dell&#8217;Onu Ghassan Salamé, continuano a circolare almeno 20 milioni di armi, in sede europea si fatica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-in-europa-brusca-frenata-sulla-missione-sophia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-in-europa-brusca-frenata-sulla-missione-sophia.html">L&#8217;Europa affonda su Sophia: la missione fallita partenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Sophia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le navi turche che, con molta probabilità, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nave-libanese-sospettata-di-portare-armi-in-libia-e-ferma-a-genova.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">anche in questi giorni hanno continuato a portare armi a Tripoli</a>, non aspettano certo i tempi della diplomazia europea. E così, mentre in <strong>Libia</strong> si continua a combattere e, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-libia-l-embargo-sulle-armi-non-e-mai-stato-rispettato.html">come affermato dall&#8217;inviato dell&#8217;Onu Ghassan Salamé</a>, continuano a circolare almeno 20 milioni di armi, in sede europea si fatica a trovare un accordo per il rinnovo della<strong> missione Sophia</strong>. Un&#8217;operazione quest&#8217;ultima sostanzialmente fallita già da anni, che adesso si vorrebbe &#8220;ristrutturare&#8221; per garantire il rispetto dell<strong>&#8216;embargo</strong> sulle armi in Libia. L&#8217;Europa però, ancora una volta, sta dimostrando di essere in grado di non saper prendere una decisione nemmeno quando quest&#8217;ultima può apparire già superata. Il ruolo in Libia del vecchio continente in tal modo non può che apparire, come del resto accade già da mesi, assolutamente marginale.</p>
<h2>Il dibattito sulla missione</h2>
<p>Eppure dopo la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">conferenza di Berlino</a> la diplomazia del vecchio continente si è mostrata ottimista dinnanzi alla possibilità di garantire due aspetti ritenuti fondamentali per la Libia: la <strong>tregua</strong>, concordata a Mosca lo scorso 13 gennaio, e per l&#8217;appunto l&#8217;embargo sulle armi. Quest&#8217;ultimo è entrato in vigore nel 2011, anno di inizio del caos nel paese nordafricano, ma non è mai stato realmente applicato. Per qualche motivo però, l&#8217;Ue ed alcuni Stati membri, Italia inclusa, all&#8217;indomani del vertice nella capitale tedesca hanno pensato di attuare in poche settimane quello che non si è riusciti a realizzare in 9 lunghi anni di guerra. Tregua ed embargo sono stati presentati come capisaldi della strategia europea sulla Libia. La situazione venutasi a creare però nei giorni scorsi, ha dimostrato come le travi su cui doveva poggiarsi l&#8217;azione del vecchio continente, erano in realtà modesti mattoni adagiati sulle dune del deserto libico.</p>
<p>La tregua non c&#8217;è mai stata e le armi, come detto, sono continuate ad arrivare. Per cui, secondo i ministri degli esteri dell&#8217;Ue <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-i-tanti-paradossi-della-nuova-missione-sophia.html">si è reso quanto mai necessario attivare in tempi brevi la missione Sophia</a>. O, per meglio dire, recuperarla per renderla più funzionale. Attualmente l&#8217;operazione, il cui nome ufficiale è <em>Eunavformed</em>, è limitata soltanto all&#8217;uso dei mezzi aerei e non navali. La proposta avanzata dalla diplomazia comunitaria nei giorni scorsi, ha riguardato un <strong>rilancio</strong> della stessa missione con mezzi navali e con la possibilità di pattugliare anche le acque libiche. Una soluzione per la verità quasi anacronistica: l&#8217;operazione Sophia è stata varata nel 2015 con lo scopo di far attuare l&#8217;embargo sulle armi e contrastare il traffico di esseri umani. I risultati sono oggi ben evidenti: le armi in Libia sono arrivate in massa e dalle coste nordafricane si è continuato a partire.</p>
<h2>Il veto dell&#8217;Austria</h2>
<p>Eppure, come accennato prima, l&#8217;Europa non è in grado di prendere nemmeno decisioni già superate. Nella riunione tra gli ambasciatori degli Stati membri dell&#8217;Ue, è emersa la mancanza di una comune volontà di riattivare la missione Sophia. Anzi, si è registrato il veto dell&#8217;<strong>Austria</strong> che di fatto ha rallentato l&#8217;iter per portare alla firma di un accordo in tal senso: &#8220;Vienna rifiuta l&#8217;ipotesi sulla missione in questione&#8221;, ha confermato il cancelliere <strong>Sebastian Kurz</strong> nella conferenza stampa tenuta a Berlino dopo l&#8217;incontro di martedì con Angela Merkel. Secondo il governo austriaco, la priorità va data al &#8220;controllo del contrabbando di armi in Libia via terra e via aria&#8221;. Le preoccupazioni di Vienna, sarebbero in realtà maggiormente legate allo spettro che le navi della rinnovata missione Sophia possano essere usate, come in parte già accaduto in passato, unicamente per portare in Europa i <strong>migranti</strong> intercettati a largo della Libia.</p>
<p>Nelle scorse ore, l&#8217;alto rappresentante della politica estera europea, <strong>Josep Borrell</strong>, non ha potuto fare altro che prendere atto dell&#8217;attuale situazione di stallo: &#8220;Ci auguriamo che l&#8217;argomento possa essere ripreso al prossimo Consiglio Affari esteri il 17 febbraio &#8211; ha dichiarato il diplomatico spagnolo &#8211; ma dipende dal dinamismo discussioni tra gli Stati membri&#8221;. L&#8217;impressione, è che il tentativo di riattivare la missione Sophia potrebbe avere tempi lunghi di gestazione oppure, ipotesi questa da non escludere, navigare verso un definitivo abbandono. Con l&#8217;Europa che, a questo punto, dovrebbe prendere atto del fatto che le soluzioni non possono passare da semplici colpi di spugna da applicare a missioni che hanno già dato prova di essere inefficaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-in-europa-brusca-frenata-sulla-missione-sophia.html">L&#8217;Europa affonda su Sophia: la missione fallita partenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I paradossi della &#8220;nuova&#8221; missione Sophia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-i-tanti-paradossi-della-nuova-missione-sophia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 07:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Sophia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei tanti motivi per il quale l&#8217;Europa è diventata di fatto marginale anche in Libia, sta nei paradossi che solo l&#8217;intricata macchina politico/amministrativa dell&#8217;Ue è in grado di creare. Primo paradosso: si vuole tornare velocemente protagonisti nel paese nordafricano, magari organizzando una missione per vigilare sull&#8217;embargo delle armi, ma tutto viene demandato alle tempistiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-i-tanti-paradossi-della-nuova-missione-sophia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-i-tanti-paradossi-della-nuova-missione-sophia.html">I paradossi della &#8220;nuova&#8221; missione Sophia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Sophia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Missione-Sophia-La-Presse-e1580023378734-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno dei tanti motivi per il quale l&#8217;Europa è diventata di fatto marginale anche in <strong>Libia</strong>, sta nei paradossi che solo l&#8217;intricata macchina politico/amministrativa dell&#8217;Ue è in grado di creare. Primo paradosso: si vuole tornare velocemente protagonisti nel paese nordafricano, magari organizzando una missione per vigilare sull&#8217;<strong>embargo</strong> delle armi, ma tutto viene demandato alle tempistiche (non certo celeri) dei regolamenti comunitari. Secondo paradosso: si vuole dare dell&#8217;Europa l&#8217;immagine di un attore che torna a far rispettare un accordo in Libia, come nel caso del punto riguardante l&#8217;embargo delle armi, e lo si fa però riesumando una missione, quale quella denominata <em>Sophia</em>, che negli anni si è solo rivelata fallimentare.</p>
<p>E poi c&#8217;è un terzo paradosso, che riguarda più specificatamente stavolta il nostro paese: si è detto a più riprese, da settembre in poi, che oramai per i migranti che arrivano con le navi militari e con quelle Ong vige il meccanismo <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/ecco-i-5-punti-chiave-dellaccordo-malta-1757300.html">dell&#8217;accordo di Malta</a>. Quando invece, una volta sollevata la questione su dove dovrebbero approdare eventuali migranti soccorsi dalla &#8220;nuova&#8221; missione Sophia, in sede europea si è demandato tutto ad appositi nuovi regolamenti.</p>
<h2>La &#8220;Sophia 2.0&#8221; nasce con il piede sbagliato</h2>
<p>I paradossi sopra riportati sono emersi nelle decisioni prese nelle scorse ore in seguito alla riunione dei ministri degli esteri Ue, i quali alla fine hanno deciso di tenere a battesimo una nuova missione Sophia. Quest&#8217;ultima è l&#8217;operazione lanciata nel 2015 con il nome ufficiale di &#8220;<em>Eunavformed</em>&#8220;, la quale aveva il compito di bloccare gli scafisti e vigilare sull&#8217;embargo delle armi imposto nel 2011 alla Libia. Di sbarchi, come sappiamo, ce ne sono stati parecchi, di trafficanti non ne è stato catturato o fermato nemmeno uno, di armi in Libia continuano ad arrivarne in abbondanza. In poche parole, la missione Sophia si è rivelata un <strong>fallimento</strong>, tanto da essere &#8220;declassata&#8221; nel 2018 e prorogata senza l&#8217;impiego delle navi. Queste ultime, per diversi anni, hanno avuto il mero compito di trasportare diversi migranti salvati nel Mediterraneo in Italia.</p>
<p>Dopo la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">conferenza di Berlino</a> sulla Libia, è stato stabilito di tornare a vigilare sull&#8217;embargo delle armi in Libia. Un modo per ridare all&#8217;Europa, come detto in precedenza, anche un minimo ruolo da protagonista nel dossier libico. Il ragionamento che ha portato ai ministri degli esteri dell&#8217;Ue di optare per una nuova operazione, ha riguardato in primis la consapevolezza che senza missioni sul territorio si rischia di scivolare sempre più nella marginalità. E questo in considerazione del fatto che la Turchia, ad esempio, nel giro di 40 giorni <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-punta-la-libia.html">ha prima firmato un memorandum con il governo di Tripoli</a> e poi ha reso operativa la missione militare a sostegno di tale esecutivo. Per questo, nei giorni precedenti la conferenza nella capitale tedesca, su spinta italiana è stata presa in considerazione l&#8217;idea di una <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-sara-la-missione-europea-in-libia.html">missione europea di interposizione lungo il fronte tripolino.</a></p>
<p>Ma a livello tanto politico quanto forse soprattutto logistico, questa ipotesi non era del tutto applicabile. E così, l&#8217;Ue ha scelto di intraprendere la strada di una &#8220;<em>Sophia 2.0</em>&#8220;. Una strada tuttavia non rapida e né tanto meno facile. Il documento approvato dai ministri degli esteri europei, ha previsto due fasi di avvio della missione: nella prima, il comitato politico e di sicurezza del consiglio Ue dovrà fornire le linee guida operative al futuro capo dell&#8217;operazione, nella seconda invece ci sarà una &#8220;<strong>ristrutturazione</strong>&#8221; della stessa missione ed il suo cambio di denominazione. Tempi non rapidi per un intervento su cui peraltro non emerge alcun ottimismo: non si vede in che modo una missione che dopo 4 anni è diventata repentinamente superata, adesso sol perché ristrutturata e con un nuovo nome debba rivelarsi un successo.</p>
<h2>Il nodo degli sbarchi</h2>
<p>C&#8217;è poi, come sopra accennato, il nodo degli approdi dei migranti che potrebbero essere intercettati dalle navi della nuova missione Sophia. Fonti diplomatiche italiane non hanno nascosto le preoccupazioni di un ritorno al passato, quando le navi dell&#8217;operazione trasportavano solo nei nostri porti le persone salvate in mare. Le stesse dichiarazioni del ministro <strong>Luigi Di Maio</strong> nei giorni scorsi, hanno fatto trasparire questo tipo di sospetto: &#8220;La nuova missione Sophia &#8211; ha dichiarato il titolare della Farnesina &#8211; Deve essere smontata e rimontata, deve servire ad evitare l&#8217;ingresso di armi in Libia per fare in modo che si avvii un percorso politico e nulla più&#8221;. Da Bruxelles è emerso come nel documento approvato dai ministri degli esteri, tutto viene demandato ad accordi specifici e norme ad hoc sulla redistribuzione.</p>
<p>Ed è su questo preciso passaggio che viene in mente quanto ripetuto più volte dall&#8217;attuale governo italiano, in primis dal ministro dell&#8217;interno <strong>Luciana Lamorgese</strong>, circa la redistribuzione. Quest&#8217;ultimo principio, secondo la titolare del Viminale, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/ministro-lamorgese-parla-nuovo-dellaccordo-malta-sta-1793173.html">oramai sarebbe un dato di fatto in Europa grazie all&#8217;accordo di Malta</a>. Un&#8217;intesa, quella raggiunta tra 4 ministri dell&#8217;interno Ue riuniti a La Valletta il 23 settembre scorso, che però non è mai diventata effettiva tanto più che gran parte degli altri colleghi europei l&#8217;hanno sostanzialmente snobbata. Quell&#8217;accordo ha previsto, in linea del tutto teorica e non vincolante, una redistribuzione automatica per migranti sbarcati da navi militari e da mezzi Ong. Ma se in sede di approvazione di una nuova missione Sophia non si è fatto minimamente cenno a quell&#8217;intesa, allora vuol dire che il tanto decantato accordo di Malta non esiste. E che dunque, in questi mesi, quella della redistribuzione ha rappresentato semplicemente un <strong>bluff</strong>. Un altro paradosso difficile da non notare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-ecco-i-tanti-paradossi-della-nuova-missione-sophia.html">I paradossi della &#8220;nuova&#8221; missione Sophia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, adesso tutti invocano il ripristino della missione Sophia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-tutti-invocano-il-ripristino-della-missione-sophia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 11:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missione Sophia Eunavfor Med" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ore immediatamente successive alla conferenza di Berlino, hanno prodotto un &#8220;ritorno di fiamma&#8221;, un&#8217;improvvisa vampata di interesse verso un qualcosa che sembrava quasi dimenticato: la missione Sophia. La sua denominazione ufficiale è Eunavformed, il suo scopo quello di pattugliare il Mediterraneo per evitare nuove tragedie dell&#8217;immigrazione e per scongiurare la violazione dell&#8217;embargo sulle armi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-adesso-tutti-invocano-il-ripristino-della-missione-sophia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missione Sophia Eunavfor Med" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Fregata-spagnola-missione-Sophia-La-Presse-e1579521575860-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le ore immediatamente successive alla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html?utm_source=ilGiornale">conferenza di Berlino</a>, hanno prodotto un &#8220;ritorno di fiamma&#8221;, un&#8217;improvvisa vampata di interesse verso un qualcosa che sembrava quasi dimenticato: la <strong>missione Sophia</strong>. La sua denominazione ufficiale è Eunavformed, il suo scopo quello di pattugliare il Mediterraneo per evitare nuove tragedie dell&#8217;immigrazione e per scongiurare la violazione dell&#8217;embargo sulle armi in <strong>Libia</strong>. La storia, prima ancora che le recenti vicende politiche, ha già scritto l&#8217;esito di questa missione: nel mare nostrum si è continuato a morire, in Libia le armi sono continuate ad arrivare. Eppure adesso, molti rappresentanti della diplomazia europea si stanno riscoprendo sostenitori dell&#8217;operazione, folgorati lungo la via di Berlino che, per la verità, sulla Libia <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-approvato-laccordo-ma-senza-la-firma-di-haftar-e-sarraj.html">non ha prodotto significativi risultati sul piano tanto pratico quanto politico. </a></p>
<h2>Tutti d&#8217;accordo su Sophia</h2>
<p>A <strong>Bruxelles</strong> in questo lunedì è in corso il consiglio dei ministri degli esteri europei. Per qualche ragione, in questa sede viene salutato positivamente l&#8217;accordo sulla Libia raggiunto a Berlino. In particolare, in tanti hanno esaltato il raggiungimento di un cessate il fuoco ed il rispetto del principio dell&#8217;<strong>embargo</strong> sulle armi. Ma lo stop ai combattimenti era già in vigore a partire dallo scorso 12 gennaio, ottenuto peraltro con la mediazione russo &#8211; turca e con l&#8217;Europa rimasta ai margini, mentre l&#8217;embargo era già stato fissato dal consiglio di sicurezza Onu nel 2011. A Berlino, di fatto, è stato semplicemente scritto su carta l&#8217;auspicio politico che, almeno sulla tregua e sul divieto di ingresso delle armi, possa esserci una certa convergenza. E nulla più.</p>
<p>Ma tanto è bastato a molti ministri europei per tirare fuori dal cassetto la missione Sophia. Nata nel 2015 e svolta con il contributo di diversi paesi Ue, nel corso degli anni ha mostrato una certa <strong>inadeguatezza</strong>. Tanto che, a partire dallo scorso anno, le proroghe date alla missione (l&#8217;ultima scade a marzo) hanno riguardato l&#8217;utilizzo solo di mezzi aerei e non navali. Eppure, un&#8217;operazione già nei fatti fallita adesso viene vista come strumento per realizzare, nei prossimi mesi, ciò che non è stato fatto in 5 lunghi anni. Ossia, in primo luogo, vietare l&#8217;arrivo di nuove armi verso la Libia.</p>
<p>Su un sostanziale ripristino della missione Sophia si è detto possibilista l&#8217;alto rappresentante per la politica estera europea, <strong>Josep Borrell</strong>: &#8220;Penso che dobbiamo ripristinarla&#8221;, ha dichiarato il diplomatico spagnolo una volta giunto a Bruxelles in questo lunedì mattina. Ma è lunga la sfilza di coloro che, più o meno improvvisamente, si sono adesso ricordati della missione Sophia. Dal ministro degli esteri finlandese,<strong> Pekka Haavisto</strong>, a quello lussemburghese <strong>Jean Asselborn</strong>, il quale ha puntato il dito contro l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno italiano<strong> Matteo Salvini</strong>: &#8220;Colpa sua se la missione Sophia è stata distrutta&#8221;, ha tuonato il rappresentante del granducato. Anche la <strong>Repubblica Ceca</strong> si è espressa a favore di un ritorno alle origini della missione. Tutti paesi del nord Europa o comunque distanti dal Mediterraneo che, in caso di ripristino dell&#8217;operazione, non subirebbero alcuni degli effetti collaterali di Sophia: ossia, il possibile aumento di sbarchi lungo le coste dei paesi mediterranei, Italia in primis.</p>
<h2>Perché la missione Sophia era stata accantonata</h2>
<p>Nessuno infatti, tra chi si è riscoperto fautore della missione in nome di un embargo che la stessa operazione non è mai riuscito a controllare, ricorda quanto accaduto nel nostro paese negli anni dell&#8217;emergenza immigrazione. Le navi di Sophia, poste non lontane dalla Libia ma in acque internazionali, più che vigilare su armi in transito o su movimenti di scafisti e trafficanti, si sono trasformate in mezzi di salvataggio per barconi in difficoltà. Sapendo della presenza delle navi dell&#8217;operazione, molti scafisti hanno fatto salpare dalla Libia diverse imbarcazioni ed i mezzi militari di Sophia non potevano certo esimersi dal soccorrere chi rischiava di annegare. Ed i migranti, una volta recuperati a bordo, venivano portati soprattutto in Italia.</p>
<p>La missione Sophia ha avuto un ruolo, se non di primo piano, comunque non indifferente nell&#8217;aumento degli sbarchi nel nostro paese negli anni delle emergenze. In tanti hanno accusato l&#8217;Italia, in particolar modo l&#8217;ex ministro Salvini ma anche il predecessore <strong>Marco Minniti</strong>, di aver decretato la morte della missione ed il suo ridimensionamento. In realtà, al netto dei problemi creati al nostro paese ed alle posizioni politiche espresse poi in Italia, l&#8217;operazione Sophia semplicemente non è stata in grado di risolvere i problemi per la quale era stata ideata. Come detto ad inizio articolo, dal 2015 in poi nessuna attività illecita dei trafficanti è stata fermata, nessun arma destinata in Libia è stata bloccata. La missione semplicemente non ha funzionato. E non si vede come adesso, sulla base di un accordo la cui tenuta è tutta da verificare, improvvisamente Sophia possa diventare la soluzione ad anni di negligenze e fallimenti.</p>
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		<title>L’Europa rimanda le navi militari davanti alla Libia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-rimanda-le-navi-militari-davanti-alla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 06:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1567" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Marina britannica salva i migranti nel Mediterraneo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-300x245.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-768x627.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-1024x836.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Unione europea (Ue) potrebbe sbloccare gli assetti navali di Eu Navfor Med, l’operazione lanciata nel maggio 2015 e recentemente estesa fino al marzo 2020, aumentando il numero di migranti e rifugiati che sbarcheranno in Italia e a Malta in attesa di essere ridistribuiti negli altri Stati membri su base volontaria. La missione guidata dall&#8217;ammiraglio italiano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-rimanda-le-navi-militari-davanti-alla-libia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-rimanda-le-navi-militari-davanti-alla-libia.html">L’Europa rimanda le navi militari davanti alla Libia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1567" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Marina britannica salva i migranti nel Mediterraneo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-300x245.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-768x627.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Marina-britannica-salva-i-migranti-nel-Mediterraneo-1024x836.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’<strong>Unione europea</strong> (Ue) potrebbe sbloccare gli assetti navali di <strong>Eu Navfor Med</strong>, l’operazione lanciata nel maggio 2015 e <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2019/09/26/eunavfor-med-operation-sophia-mandate-extended-until-31-march-2020/" target="_blank" rel="noopener">recentemente estesa</a> fino al marzo 2020, aumentando il numero di migranti e rifugiati che sbarcheranno in Italia e a Malta in attesa di essere ridistribuiti negli altri Stati membri su base volontaria. La missione guidata dall&#8217;ammiraglio italiano Enrico Credendino dovrebbe svolgere due ruoli, entrambi importanti per il Mediterraneo centrale e in particolare per l’Italia: contrastare il traffico di esseri umani e far rispettare l’embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in <strong>Libia</strong>.</p>
<blockquote><p>C’è un piccolo problema: la missione navale non ha le navi</p></blockquote>
<p>Dallo scorso aprile, infatti, gli Stati membri hanno deciso di <strong>sospendere le attività di pattugliamento</strong> dell’operazione militare in conseguenza della cosiddetta “politica dei porti chiusi” dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In teoria le navi ci sono, ma sono ormeggiate nei porti in attesa di una decisione politica. E questa decisione potrebbe arrivare a breve dopo l’intesa raggiunta al mini-summit di Vittoriosa, presso La Valletta, dai ministri degli Interni di cinque dei 28 Stati membri: la nuova titolare del Viminale, <strong>Luciana Lamorgese</strong>, alla sua prima uscita internazionale; l’omologo francese <strong>Christophe Castaner</strong>; il ministro dell’Interno della Finlandia, Paese che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue, <strong>Maria Ohisalo</strong>; il collega di Malta, <strong>Michael Farrugia</strong>; il ministero dell’Interno della Germania, <strong>Horst Seehofer</strong>; più il greco <strong>Dimitris Avramopoulos</strong>, che è il commissario Ue per gli Affari interni.</p>
<h2>Cosa prevede l’accordo di Malta</h2>
<p>Sono tre i punti principali al centro dell’accordo raggiunto a <strong>Malta</strong>:</p>
<ol>
<li>Rapida redistribuzione dei <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/dove-vanno-i-migranti-che-sbarcano-in-italia.html">migranti</a> e richiedenti asilo entro quattro settimane dallo sbarco</li>
<li>I porti saranno messi a disposizione a rotazione, ma su base volontaria</li>
<li>L’intesa riguarda soltanto i migranti salvati in mare dalle unità militari che pattugliano il Mediterraneo o dalle navi delle Ong, escludendo quindi gli sbarchi autonomi</li>
</ol>
<p>Peccato che l’accordo, nonostante sia stato definito “<a href="http://www.askanews.it/politica/2019/09/24/migranti-conte-accordo-di-malta-%c3%a8-risultato-storico-pn_20190924_00044/">storico</a>” dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sia ancora un progetto embrionale e non è ancora chiaro quanti Paesi comunitari vi aderiranno. Qualche indicazione in tal senso la fornirà il Consiglio Giustizia e Affari interni previsto il 7 e 8 ottobre a Lussemburgo, primo vero “esame” per la neoministra Lamorgese, già capo di gabinetto al Viminale sia con Angelino Alfano che con Marco Minniti. L’intesa ha però suscitato diverse <strong>perplessità</strong>, anche da parte delle organizzazioni non governative che operano in mare, contrarie al coinvolgimento della <strong>Guardia costiera libica</strong> (l’intesa firmata a Malta invita a “non ostacolare” le sue attività) e preoccupate dall’eventualità di dover percorrere circa 3.500 miglia nautiche per sbarcare a Helsinki i migranti salvati davanti alle coste nordafricane.</p>
<h2>Sbarchi autonomi, un nervo scoperto</h2>
<p>Il problema principale è che gli sbarchi <strong>autonomi</strong> sono totalmente esclusi dall’accordo. Se l’intesa di Malta venisse attuata oggi, infatti, coprirebbe solo una minima una parte degli arrivi reali sulle nostre coste. Secondo l’Istituto per gli studi di politica internazionale (<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/migranti-e-ue-cosa-serve-sapere-sul-vertice-di-malta-23970">Ispi</a>), circa il 91% delle 15.095 persone sbarcate in Italia dal giugno 2018 all’agosto 2019 lo ha fatto in maniera autonoma. Solo il 9% (1.346 persone) di chi è sbarcato in Italia lo ha fatto dopo essere stato soccorso in mare.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="comparazione arrivi mensili" src="https://e.infogram.com/95bb40b1-ce9a-4022-b47b-ff749e46fc6c?src=embed" width="100%" height="996" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Secondo le previsioni più ottimistiche, se l’accordo di Malta fosse entrato in vigore nel giugno dell’anno sorso, l’Italia sarebbe riuscita a ricollocare fino ad agosto circa il 90% degli sbarchi “ufficiali”: ovvero 1.211 persone su 15.095, vale a dire l’8% del totale. Un risultato davvero magro per un’intesa che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere il grimaldello per scardinare il <strong>Regolamento di Dublino</strong> che assegna al Paese di prima accoglienza tutto l’onere della gestione delle migrazioni, penalizzando non solo l’Italia, ma anche la Grecia e la Spagna. Vale la pena ricordare che la rotta del Mediterraneo centrale rappresenta solo il 10% dei 73.761 arrivi registrati in Europa via mare e via terra dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (<a href="https://migration.iom.int/reports/europe-%E2%80%94-mixed-migration-flows-europe-monthly-overview-july?close=true">Oim</a>) nei primi sette mesi del 2019.</p>
<figure id="attachment_231555" aria-describedby="caption-attachment-231555" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-231555" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/quattro-rotte-migranti-in-ue-1024x823.png" alt="Le rotte dei migranti per raggiungere l'Europa (Infografica di Alberto Bellotto)" width="1024" height="823" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/quattro-rotte-migranti-in-ue-1024x823.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/quattro-rotte-migranti-in-ue-300x241.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/quattro-rotte-migranti-in-ue-768x617.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-231555" class="wp-caption-text">Le rotte dei migranti per raggiungere l&#8217;Europa (Infografica di Alberto Bellotto)</figcaption></figure>
<p><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/le-rotte-dei-migranti-per-arrivare-in-unione-europea.html" target="_blank" rel="noopener">Le rotte orientali (58%) e occidentali (32%)</a> hanno numeri più alti. Basti pensare che la Spagna e la Grecia, con rispettivamente 26.890 e 24.351 arrivi ciascuno, hanno accolto oltre cinque volte più dell’Italia.</p>
<h2>Il ritorno di Sophia</h2>
<p>La situazione potrebbe mutare sensibilmente con Eu Navfor Med <strong>operazione</strong> <strong>Sophia</strong>. L’ammiraglio Credendino si è detto &#8220;molto fiducioso&#8221; che gli assetti navali &#8220;congelati&#8221; lo scorso marzo verranno autorizzati a tornare in mare. &#8220;Sophia è un’operazione navale che, per definizione, ha bisogno delle navi per assolvere a tutti i compiti&#8221;, ha detto il comandante italiano secondo quanto riferito da<a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2619901/2019-09-25/migranti-ammiraglio-credendino-molto-fiducioso-su-rientro-navi-operazione-sophia"> <em>Agenzia Nova</em></a>. Sophia ha recuperato 45mila persone in mare dall’inizio delle attività nel 2015, circa il 9% del totale delle vite salvate in mare, ma è senza navi da circa sei mesi. Attualmente, infatti, Eu Navfor Med opera con sei aerei e un <strong>drone</strong> (fornito dall’Italia). “Nel 50% dei casi &#8211; ha detto ancora Credendino &#8211; siamo quelli che scoprono per primi un gommone in difficoltà con dei migranti a bordo. Diamo l’allarme a tutti i competenti Maritime Rescue Nation Centre &#8211; italiano, libico, tunisino e maltese &#8211; in modo che si possa intervenire per salvare vite umane. Gli aerei sono fondamentali, ma servono anche le navi per completare tutti i task”. Il grosso del lavoro “sporco” lo svolge la Guardia costiera libica, peraltro addestrata dalla missione europea (circa 500 libici sono stati formati dal 2015 ad oggi): più di un salvataggio su due oggi è opera dei libici. Le navi militari europee, in altre parole, tornerebbero a fare i salvataggi che fanno oggi le ong, con un conseguente aumento dei flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale.</p>
<h2>Qualcuno ha detto embargo?</h2>
<p>C’è infine un altro aspetto, per certi versi paradossale, del lavoro di Eu Navfor Med che spesso non viene considerato: l’embargo Onu sulle armi. La numero due delle Nazioni Unite in Libia, la statunitense Stephanie T. Williams, ha dichiarato quasi sconsolata, e per ironia della sorte proprio durante un forum organizzato Eu Navfor Med a Roma, che “senza un robusto meccanismo di <strong>enforcement</strong> l’embargo rimarrà lettera morta”. È interessante notare che il ritiro delle navi di Eu Navfor Med è praticamente coinciso con <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-battaglia-di-tripoli.html" target="_blank" rel="noopener">l’inizio del conflitto militare a Tripoli il 4 aprile</a>. Da allora le Nazioni Unite hanno registrato circa <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/sep/13/germany-plans-libya-conference-to-shore-up-arms-embargo">40 presunte violazioni</a> dell’embargo a beneficio di entrambi le parti in causa: da una parte il Governo di accordo nazionale di <strong>Tripoli</strong>, sostenuto in particolare da Turchia e Qatar; dall’altra l’Esercito nazionale libico con sede centrale a <strong>Bengasi</strong>, appoggiato in particolare da Emirati Arabi Uniti ed Egitto, e in seconda battuta anche da Francia e Russia. Armi (anche tecnologicamente avanzate come droni e missili anti-carro) potrebbero potenzialmente finire nelle mani dello <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Stato islamico</a>, che ha approfittato del caos libico per riorganizzarsi dopo essere stato cacciato da Sirte. Un fenomeno, quello del terrorismo, che potrebbe intrecciarsi con i flussi migratori. Una parte non trascurabile degli sbarchi autonomi, infatti, non vengono registrati e portano in Italia <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/dove-vanno-i-migranti-che-sbarcano-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener">veri e propri “fantasmi”</a> che non chiedono asilo politico e non vogliono farsi identificare. Quantificarli è impossibile: le stime vanno da qualche centinaio a poco più di un migliaio. Eppure sono proprio loro, potenzialmente, a creare maggiori problemi di sicurezza connessi al pericolo <strong>terrorismo</strong>.</p>
<h2>AAA leadership italiana cercasi</h2>
<p>Ormai sembra esserci una componente farsesca in quasi tutte le storie libiche: a vigilare sull’embargo delle Nazioni Unite è una missione navale europea guidata da un ufficiale italiano privo di navi, mentre a combattere la guerra in Libia ci sono pochi libici e <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-mappa-dei-combattenti-stranieri.html" target="_blank" rel="noopener">sempre più stranieri</a>.</p>
<figure id="attachment_230454" aria-describedby="caption-attachment-230454" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-230454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/potenze-straniere-in-libia-1024x879.png" alt="La mappa delle potenze straniere in Libia (Infografica di Alberto Bellotto)" width="1024" height="879" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/potenze-straniere-in-libia-1024x879.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/potenze-straniere-in-libia-300x258.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/potenze-straniere-in-libia-768x659.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/potenze-straniere-in-libia.png 1172w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-230454" class="wp-caption-text">La mappa delle potenze straniere in Libia (Infografica di Alberto Bellotto)</figcaption></figure>
<p>Nonostante la prospettiva di una nuova Conferenza internazionale che dovrebbe tenersi a <strong>Berlino</strong> il 19 novembre, nel Paese nordafricano si combatte oggi con maggiore intensità rispetto alle scorse settimane. Non a caso nella prima settimana di settembre un centinaio di mercenari russi è <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-09-25/-putin-s-chef-deploys-mercenaries-to-libya-in-latest-adventure">arrivato in Libia</a> per combattere al fianco delle forze del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html" target="_blank" rel="noopener">Khalifa Haftar</a>. Ormai nell’ex Jamahiriya di Gheddafi si combatte una guerra per procura stile Siria, in scala ridotta e a bassa intensità, con poche migliaia di uomini sul terreno ma una grande quantità di aiuti stranieri. Una partita, quella in Libia, che l’Italia rischia seriamente di perdere senza un cambio di passo che però tarda ad arrivare. L&#8217;ultima riunione internazionale a New York co-presieduta pochi giorni fa dal nostro ministro degli Esteri, <strong>Luigi Di Maio</strong>, con il collega <strong>Jean-Yves Le Drian</strong>, non ha prodotto un documento finale condiviso, ma solo una dichiarazione dei due co-presidenti: un segnale che la “leadership italiana” sul dossier libico, riconosciuta dagli Stati Uniti fino a pochi mesi fa, è ormai un ricordo sbiadito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/leuropa-rimanda-le-navi-militari-davanti-alla-libia.html">L’Europa rimanda le navi militari davanti alla Libia?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, è scontro Viminale-Ue: “Affidabile”, “No, non è sicuro”</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-e-scontro-viminale-ue-affidabile-no-non-e-sicuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 16:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1618" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080.jpg 1618w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1618px) 100vw, 1618px" /></p>
<p>Questa mattina, fonti del Viminale avevano detto che l’Europa riteneva la Libia un porto sicuro. “La Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare, e quindi è da considerare un Paese affidabile. Dove gli immigrati che vengono riportati a terra dalla Guardia Costiera vengono tutelati dalla presenza del personale Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni”. Un chiarimento che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-e-scontro-viminale-ue-affidabile-no-non-e-sicuro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1618" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080.jpg 1618w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_2229270-1618x1080-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1618px) 100vw, 1618px" /></p><p>Questa mattina, fonti del Viminale avevano detto che l’Europa riteneva la Libia un porto sicuro. “La Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare, e quindi è da considerare un Paese affidabile. Dove gli immigrati che vengono riportati a terra dalla Guardia Costiera vengono tutelati dalla presenza del personale Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni”. Un chiarimento che di fatto avrebbe dato ragione alla linea italiana sui migranti, visto che da tempi il governo italiano chiede che le persone salvate nelle acque Sar libiche siano riportati sulle coste di Tripoli in quanto ritenuto un luogo di approdo sicuro e non come quanto invece denunciato da altri governi e organizzazioni internazionali.</p>
<p>Ma alle fonti del Viminale ha risposto oggi la Commissione europea con una sorta di “smentita”. Non c’è alcun porto sicuro in Libia, secondo l’unione europea. E questa notizia, arrivata a poche ore dalla conferma della proroga (senza navi) alla missione Sophia dell’Ue nel Mediterraneo centrale, dà un segnale molto chiaro della posizione di Bruxelles nei confronti della linea italiana. Ed è forse da considerare anche un monito verso l’esecutivo giallo-verde.</p>
<p>La Commissione europea non ritiene che i porti libici siano da definire porti sicuri “ed è la ragione per la quale nessuna nave battente bandiera europea può sbarcare dei migranti nei porti libici”. La portavoce dell’esecutivo Unione europea che si occupa del dossier migranti, Natasha Bertaud, ha comunque voluto ribadire di non avere “un commento specifico su questo”, in riferimento a quanto annunciato in Italia dalle fonti del ministero dell’Interno. Ma ha aggiunto che “per quello che riguarda i porti di sbarco ricordo che c’è una definizione della Convenzione Onu sul diritto del mare che stabilisce che un porto sicuro è un porto dove possono effettuarsi le operazioni di salvataggio e dove la vita delle persone salvate non è minacciata”. “La Commissione europea ha sempre sostenuto che queste condizioni non sono rispettate nei porti libici ed è la ragione per la quale nessuna nave battente bandiera europea può sbarcare dei migranti nei porti libici”. Un annuncio che però contrasta col fatto che l’Ue si rivolge costantemente alla marina libica. E la smentita appare una smentita a se stessapiù che all’Italia.</p>
<p>L’annuncio da parte della Commissione europea pone quindi le premesse per un nuovo scontro fra governo italiano e Unione europea, che sa di poter colpire l’esecutivo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle proprio sul tema dell’immigrazione e in un momento in cui, anche per le pesanti critiche rivolte dall’Italia a operazione Sophia, la missione europea di fatto ha subito un pesantissimo stop. La missione impone lo sbarco dei migranti nel primo porto sicuro: ma le regole sono state mutuate mutuato dalla missione Triton di Frontex. Che guarda caso considerava proprio l’Italia come unico porto sicuro.</p>
<p>La missione, prorogata già per accordo degli ambasciatori dei 28 Paesi Ue, è stata confermata oggi dal Consiglio dell’Unione europea. Ma senza operazioni navali. Il comandante dell’operazione, guidata dalla nave Luigi Rizzo della Marina Militare Italia, ha ricevuto in queste ore istruzioni di sospendere temporaneamente lo spiegamento delle forze navali dell’operazione fino a settembre.</p>
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		<title>Prorogata ma senza navi. Flop definitivo dell’operazione Sophia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/prorogata-ma-senza-navi-flop-definitivo-delloperazione-sophia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 15:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1603" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080.jpg 1603w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1603px) 100vw, 1603px" /></p>
<p>Proroga della missione Sophia per sei mesi ma senza impiego delle navi. Se c’era un modo per dire definitivamente addio alle velleità dell’operazione Eunavfor Med dell’Unione europea, ora possiamo dire che è stato trovato. L’intesa che è stata raggiunta nella serata di ieri e che è stata poi approvata oggi in mattinata dal Cops, il Comitato politico e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/prorogata-ma-senza-navi-flop-definitivo-delloperazione-sophia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1603" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080.jpg 1603w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3030609-1603x1080-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1603px) 100vw, 1603px" /></p><p>Proroga della missione Sophia per sei mesi ma senza impiego delle navi. Se c’era un modo per dire</p>
<p>definitivamente addio alle velleità dell’operazione Eunavfor Med dell’Unione europea, ora possiamo dire che è stato trovato.</p>
<p>L’intesa che è stata raggiunta nella serata di ieri e che è stata poi approvata oggi in mattinata dal Cops, il Comitato politico e di sicurezza, segna infatti un colpo molto duro nei confronti del programma dell’operazione europea. E per l’Italia la questione è molto importante.</p>
<p>Roma ha il comando della missione (attualmente la flagship della missione è la nave Luigi Rizzo), ma il governo è da mesi che chiede la revisione del mandato dell’operazione, soprattutto perché le regole odi sbarco non sono mai state definite in maniera autonoma da Eunavfor Med, ma sono state riprese, anzi, completamente mutuate, da quelle previste dalla missione Triton di Frontex. E per Triton, la regola era che lo sbarco dovesse avvenire in Italia, considerato il Paese con gli unici porti sicuri dell’area.</p>
<p>Una portavoce della Commissione Ue, Maja Kocijancic, commentando la decisione dei Paesi europei ha detto: “Gli stati membri hanno deciso di prolungare l’operazione con una sospensione temporanea delle attività navali e durante questo tempo si continuerà a cercare, a livello di Stati membri, una soluzione alla questione degli sbarchi. È vero che si tratta di una operazione marittima e quindi senza apporto navale Sophia non sarà in grado di realizzare il suo mandato. Ma la decisione è stata presa. L’accordo, che è un accordo politico a livello di Stati membri, dovrà essere formalizzata a livello di Consiglio entro la fine del mese di marzo. Il comandante dell’operazione eseguirà le istruzioni degli Stati membri”.</p>
<p>I toni della Commissione sono quindi molto vicini a quello dello scoramento. Perché è chiaro che per l’Ue si tratta inevitabilmente di una sconfitta. L’operazione è stata da sempre una delle missioni più importanti per l’Europa e doveva rappresentare non solo la risposta del continente all’emergenza migranti ma anche uno strumento per dimostrare di poter condurre una missione di ampio respiro con il coinvolgimento di tutti gli Stati.</p>
<p>Quello che ne è scaturito, invece, è stato un ibrido che ha condotto ad alcuni ottimi risultati ma anche a delle conseguenze negative: in primis il fatto che l’Italia si sia fatto carico dell’approdo di migliaia di persone recuperate nel Mediterraneo centrale.</p>
<p>È stato proprio sotto questo punto di vista che l’attuale governo italiano ha più volte criticatoapertamente la missione. Matteo Salvini, che da sempre si è battuto in qualità di ministro dell’Interno per la revisione delle regole operative, aveva proprio puntato il dito a gennaio sul fatto che “tutti gli immigrati soccorsi e raccolti debbano sbarcare soltanto in Italia”. E sotto questo profilo, è chiaro che l’assenza di operazioni marittime escludendo l’utilizzo di navi, di fatto impedirebbe il salvataggio dei migranti e quindi lo sbarco nei porti italiani. Cosa che in teoria non doveva essere l’obiettivo della missione, ma che di fatto lo è diventato nel corso degli anni anche per l’aumento dei flusso migratorio dalla Libia.</p>
<p>Ed è proprio qui il nodo della questione. La missione Sophia era nata con lo scopo di colpire il traffico di esseri umani andando a sradicare la rete di trafficanti in Libia. I due focus erano il colpire i trafficanti e addestrare la marina libica. Ma questo non è mai potuto avvenire perché per colpire la rete di trafficanti bisognava cambiare la fase dell’operazione, e cioè passare a uno step successivo della Fase Due.</p>
<p>Come spiegato dal sito della Difesa, nella Fase Due “gli assetti della Task Force potranno procedere, nel rispetto del diritto internazionale, a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani. Tale fase è stata a sua volta suddivisa in una fase in alto mare, attualmente in corso, ed una in acque territoriali libiche, che potrà iniziare a seguito di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’invito del relativo Stato costiero”.</p>
<p>Già questo passaggio avrebbe permesso di evitare le partenze clandestine e soprattutto di evitare che le navi dovessero essere impiegate quasi esclusivamente per operazioni di salvataggio. Ma le regole non sono mai state cambiate per l’impossibilità di trovare una quadra fra tutti gli Stati membri. Ancora più utile sarebbe stato il passaggio alla Fase Tre, colpendo direttamente in Libia. Ma ovviamente è stato sempre un nulla di fatto.</p>
<p>A questo punto, con questa proroga senza navi, di fatto se ne è dichiarato il fallimento. Ma è un fallimento che non riguarda solo l’operazione in sé, che di fatto diventa l’unica missione navale senza navi, ma anche un fallimento politico (l’ennesimo) dell’Unione europea. Si voleva creare un’operazione congiunta che doveva essere il modello di una nuova cooperazione europea in ambito di difesa e sicurezza dei confini, coadiuvando le varie forze navali. Ma dopo anni di impegno, ora se n’è dichiarata sostanzialmente la fine.</p>
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		<title>Sbarchi in Italia e regole errate Così l&#8217;operazione Sophia non funziona</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/operazione-sophia-problemi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 12:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La decisione della Germania di sospendere la partecipazione all&#8217;operazione Sophia potrebbe mettere a repentaglio lo stesso proseguimento della missione europea. Ieri, subito dopo la firma del trattato di Aquisgrana, fonti del governo tedesco avevano confermato di non procedere (nell&#8217;immediato) al passaggio di consegne dalla nave Augsburg alla Berlin. Di fatto, con quella decisione di è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/operazione-sophia-problemi.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/800px-Nave_Caio_Duilio-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>La decisione della <strong>Germania</strong> di sospendere la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-perche-del-ritiro-della-germania-dalla-missione-sophia-proprio-adesso/">partecipazione all&#8217;operazione Sophia</a> potrebbe mettere a repentaglio lo stesso proseguimento della missione europea. Ieri, subito dopo la firma del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trattato-francia-germania-aquisgrana/">trattato di Aquisgrana</a>, fonti del governo tedesco avevano confermato di non procedere (nell&#8217;immediato) al passaggio di consegne dalla nave <strong>Augsburg</strong> alla Berlin.</p>
<p>Di fatto, con quella decisione di è scelto di sospendere la partecipazione alla missione in termini operativi nel Mediterraneo centrale. Ma la Germania resta un partner di Eunavfor Med, come sottolineato dall&#8217;ammiraglio <strong>Enrico Credendino</strong>, comandante della missione. &#8220;Abbiamo parlato ora con i tedeschi: la Germania non si ritira dall&#8217;operazione Sophia. Rimane uno dei principali partner dell&#8217;operazione&#8221; ha confermato l&#8217;ammiraglio.</p>
<p>Da parte di Berlino, l&#8217;indicazione arrivata è che l&#8217;interruzione del coinvolgimento diretto in mare sarebbe frutto della politica italiana sugli sbarchi. I porti chiusi, hanno spiegato fonti tedesche all&#8217;agenzia <em>Dpa</em>, avrebbero favorito la scelta della Marina tedesca di interrompere l&#8217;avvicendamento. Ma per ora la missione Sophia resiste, anche se molti cominciano a pensare che non sia necessario farla finire, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/nuove-regole-o-finisce-qui-salvini-d-lultimatum-missione-1633196.html">quanto rimodularla</a>. </p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/migranti-operazione-sophia-unione-europea/">Come spiegato su questa testata</a>, la missione europea nasce dalla necessità di affrontare il traffico dei migranti dalla Libia. L&#8217;obiettivo dichiarato delle operazioni navali era quello di colpire i trafficanti, evitare di vedere continuare la crescita del cimitero nel Mediterraneo, ma anche di creare una prima forza operativa totalmente europea in cui l&#8217;<strong>Italia</strong> aveva e continua ad avere il <strong>comando delle operazioni</strong>. Fin qui, tutto sembra funzionare per il meglio. Ma la strategia di Sophia ha mostrato alcune lacune fondamentali che l&#8217;attuale governo italiano ha già dimostrato di voler modificare. Anche a costo di scontarsi apertamente con gli altri Stati europei.</p>
<p>Una pistola scarica</p>
<p>Il primo problema è di natura strategica. L&#8217;operazione Sophia <strong>nasce con un errore</strong> di fondo: considerare possibile replicare una sorta di modello Atalanta contro le postazioni dei pirati nel Golfo di Aden. Ma il problema è che lo scopo non poteva essere raggiunto a causa dell&#8217;assenza di unità di intenti sul fronte della lotta all&#8217;immigrazione clandestina e al passaggio di fasi di cui si compone l&#8217;operazione.</p>

<p>La <strong>Fase 2</strong>, che è quella attualmente in vigore, prevede il contrasto del traffico di migranti (cui si è aggiunto anche l&#8217;addestramento della Marina libica). Ma, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/eunavfor_med/Pagine/default.aspx">come spiega il ministero della Difesa</a>, &#8220;gli assetti della Task Force potranno procedere, nel rispetto del diritto internazionale, a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani&#8221; <strong>in alto mare</strong>. Quindi, a differenza della lotta alla pirateria, non si possono colpire le centrali dell&#8217;immigrazione clandestina in territorio libico.</p>
<p>Lo si potrebbe fare, passando alla <strong>Fase 3</strong>. Che implica il contrasto dei trafficanti direttamente in <strong>Libia</strong>. Ma il passaggio da una fase all&#8217;altra implica la convergenza unanime di tutti gli attori in campo, compresa una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Oltre all&#8217;accordo con il governo libico che però è evidente che non abbia alcun potere contrattuale in tal senso, come dimostrato dalla <strong>Conferenza di Palermo</strong>. Se poi si aggiunge che i libici non tollererebbero alcuna presenza militare straniera sulle coste del proprio Paese, appare chiaro che non sia possibile giungere a una nuova fase. L&#8217;accordo fra Stati europei non si trova, quello con la Libia nemmeno e in sede internazionale c&#8217;è una forma di disinteresse.</p>
<p>Il problema dei &#8220;porti sicuri&#8221;</p>
<p>Problemi di natura fondamentale cui si aggiunge un altro tema essenziale: i cosiddetti <strong>&#8220;porti sicuri&#8221;</strong>.  In base agli accordi siglati per far nascere la missione, Eunavfor Med non ha un proprio regolamento sugli sbarchi. E quindi qual è la regola? Quella dello <strong>sbarco in Italia</strong>. La scelta è dettata dal fatto che Sophia mutua direttamente dalla <strong>missione Triton di Frontex</strong> le regole sull&#8217;Italia come unico Paese di sbarco. Il governo italiano ha più volte ribadito che questa missione andava cambiata proprio sotto questo profilo, altrimenti non avrebbe proseguito nel rinnovo del mandato. E per l&#8217;Italia si tratterebbe in ogni caso di una sconfitta, poiché abbiamo il comando delle operazioni e siamo il <strong>centro di una missione europea</strong> che ci permetteva di vigilare sul traffico di migranti muovendo le nostre imbarcazioni n uno strumento basato anche su fondi europei e non italiani.</p>
<p>Per un Paese proiettato sul mare come l&#8217;Italia, avere possibilità di mantenere l&#8217;operatività aeronavale nel Mediterraneo esercitando compiti e qualità specifiche non è una questione secondaria. Inoltre, lo si poteva fare grazie a una sinergia con gli altri Stati europei e controllandone anche le manovre. Quindi c&#8217;è un motivo per il quale <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/nuove-regole-o-finisce-qui-salvini-d-lultimatum-missione-1633196.html">l&#8217;Italia ha puntato i piedi</a> sul <strong>cambiamento delle regole</strong> invece che su una fine prematura della missione. Se non ci sarà un cambiamento, invece, è inutile anche proseguire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/operazione-sophia-problemi.html">Sbarchi in Italia e regole errate Così l&#8217;operazione Sophia non funziona</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dietro le partenze dei migranti Il grande flop dell&#8217;Operazione Sophia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/migranti-operazione-sophia-unione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alasdair Lane]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 17:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il flusso di migranti dalla Libia è sicuramente diminuito rispetto al passato. Ma i barconi e i gommoni continuano a partire. E il Mediterraneo torna a essere un orrendo cimitero dove perdono la vita centinaia di persone. Un vero e proprio massacro che non si riesce a interrompere. E che sicuramente non si è riusciti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/migranti-operazione-sophia-unione-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/migranti-operazione-sophia-unione-europea.html">Dietro le partenze dei migranti Il grande flop dell&#8217;Operazione Sophia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190109142832_28138294-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il flusso di <strong>migranti</strong> dalla <strong>Libia</strong> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/italia-migranti-rotte-europa/">è sicuramente diminuito</a> rispetto al passato. Ma i barconi e i gommoni <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sbarchi-altro-barcone-avaria-immigrati-rifiutano-i-soccorsi-1631671.html">continuano a partire</a>. E il Mediterraneo torna a essere un orrendo cimitero dove perdono la vita centinaia di persone. Un vero e proprio massacro che non si riesce a interrompere. E che sicuramente non si è riusciti a farlo anche a causa di errori fatali commessi dall&#8217;Unione europea, dai singoli Stati membri e dalla Libia. In particolare uno: l&#8217;<strong>Operazione Sophia</strong>.</p>
<p>L&#8217;Operazione Sophia nasce nel 2015 per contrastare il traffico di migranti. Prende il nome di <strong>Eunavfor Med</strong> ed è stata promossa dall&#8217;Unione europea per colpire il traffico di migranti provenienti dalla Libia. Il suo mandato è stato rinnovato di altre tre mesi alla fine di dicembre per evitare che terminasse senza un accordo fra gli Stati europei. Ma nonostante la sua operatività, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/europa-sophia/">la missione europea continua a non dare certezze</a>. E soprattutto non ha dato alcuna risposta reale al contrasto del fenomeno migratorio. Quantomeno per fermare le partenze dalle coste nordafricane.</p>
<p>Istituita tra maggio e giugno del 2015, la missione prevede quattro fasi differenti il cui passaggio dall&#8217;una all&#8217;altra deve essere deciso all&#8217;unanimità da tutti gli Stati. Attualmente all&#8217;operazione partecipano 26 Stati europei su 28: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Ma a fronte dell&#8217;impegno di 26 Stati, in realtà i mezzi operativi sono otto: tre navi e cinque mezzi aerei.</p>
<p>L&#8217;Italia detiene il Comando in mare della Task Force tramite la nave<strong> Luigi Rizzo</strong>, <em>flagship</em> dell&#8217;operazione dal 30 dicembre 2018. Ma a fronte di questo ruolo, confermato dopo quello della nave San Marco, Roma non ha alcuna capacità di cambiare i parametri della missione, poiché necessità di un accordo in sede europea e mondiale che nessuno ha dimostrato di voler raggiungere. Del resto, cambiare il mandato della missione e modificare le regole equivale a trovare un compromesso che non interessa a molti Stati europei. Soprattutto perché fino a questo momento, l&#8217;operazione Sophia ha mutuato dalla <strong>missione Triton</strong> di Frontex il fatto che l&#8217;Italia sia il Paese di approdo dei migranti. Ed è evidente che agli Stati europei non interessi cambiare questa regola.</p>
<p>C&#8217;è un poi un altro problema, che è legato alla fase dell&#8217;operazione. Nella fase due, quella in cui attualmente operano le navi e i mezzi aerei della missione, le forze operanti nel Mediterraneo centrale non hanno le possibilità di arrestare il flusso migratorio dalla Libia. Questa fase, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/eunavfor_med/Pagine/default.aspx">come spiega il ministero della Difesa</a>, prevede che &#8220;gli assetti della Task Force potranno procedere, nel rispetto del diritto internazionale, a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico o la tratta di esseri umani. Tale fase è stata a sua volta suddivisa in una fase in alto mare, attualmente in corso, ed una in acque territoriali libiche, che potrà iniziare a seguito di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’invito del relativo Stato costiero&#8221;.</p>

<p>E la fase in alto mare è stata direttamente superata dal fatto che i naufragi così come il rilascio dei barconi avviene in acque territoriali libiche. Quindi al di fuori dall&#8217;ambito della fase due della missione Sophia.</p>
<p>Per poter contrastare effettivamente i trafficanti di vite umane verso l&#8217;Europa, bisognerebbe al limite passare alla <strong>fase 3</strong>, quella &#8220;volta a neutralizzare le imbarcazioni e le strutture logistiche usate dai contrabbandieri e trafficanti sia in mare che a terra e quindi contribuire agli sforzi internazionali per scoraggiare gli stessi contrabbandieri nell&#8217;impegnarsi in ulteriori attività criminali&#8221;. Ma anche questa fase necessita di una <strong>risoluzione delle Nazioni Unite </strong>e del consenso e cooperazione da parte del corrispondente Stato costiero. Cosa che la Libia non sembra avere intenzione di fare.</p>

<p>Attualmente quindi abbiamo una missione che non può agire per colpire all&#8217;origine il traffico dei migranti, che non può neutralizzare le centrali di partenza dei traffici e che ha come regola quella dello sbarco in Italia dei naufraghi recuperati nelle acque del Mediterraneo centrale. Insomma: per l&#8217;Italia quello che è chiaro è che così, l&#8217;operazione Sophia non può funzionare. Tanto che il governo, pur partecipando al rinnovo del mandato, ha già detto di non voler proseguire su questa strada.</p>
<p>E del resto, la missione o cambia o non ha motivo di continuare a esistere. Il governo italiano ha fatto da solo molto più di quanto ha fatto l&#8217;Unione europea in questi anni. Come spiegato da <a href="https://www.analisidifesa.it/2018/12/proroga-di-tre-mesi-per-loperazione-sophia/"><em>Analisi Difesa</em></a>, &#8220;l&#8217;operazione Sophia non è riuscita a contrastare i trafficanti di esseri umani e cura solo una minima parte dell’addestramento della Guardia Costiera libica, di fatto eseguito dalla <strong>Marina Militare Italiana</strong>. I compiti di pattugliamento anti-immigrazione della flotta Ue possono essere attualmente assolti dal dispositivo navale dell’operazione italiana Mare Sicuro che schiera attualmente 4 navi di fronte alle coste libiche&#8221;. Di fatto, l&#8217;Italia non solo è lasciata sola da parte dell&#8217;Europa. Ma opera già da sola anche con i Paesi europei &#8220;impegnati&#8221; nel Mediterraneo.</p>
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		<title>L&#8217;Italia non può contare sull&#8217;Ue  Perché il modello Sophia è fallito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/europa-sophia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 13:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Sophia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Europa si gioca il suo futuro nel Mediterraneo, in particolare fra Italia e Libia. È lì, dove operano i mezzi dell&#8217;operazione Sophia, che qualcuno o qualcosa devono capire che ci si gioca più di qualche sbarco. Se l&#8217;Unione europea ancora esiste, che batta un colpo. Altrimenti (e ci sono poche speranze che ciò avvenga) è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/europa-sophia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_2997084-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Europa si gioca il suo futuro nel Mediterraneo, in particolare fra Italia e Libia. È lì, dove operano i mezzi dell&#8217;operazione Sophia, che qualcuno o qualcosa devono capire che ci si gioca più di qualche sbarco. Se l&#8217;Unione europea ancora esiste, che batta un colpo. Altrimenti (e ci sono poche speranze che ciò avvenga) è inutile anche continuare a parlare di solidarietà europea.</p>
<p>Dai primi incontri a Vienna, la situazione per l&#8217;Italia non appare delle più rosee. Il governo italiano vuole cambiare le regole dell&#8217;operazione. Ed è giusto che sia così. Il regolamento di <strong>Sophia</strong>, o Eunavfor Med, rimanda infatti a quello della vecchia <strong>operazione Triton di Frontex</strong>, ormai terminata, in cui l&#8217;Italia era stata designata quale unico Paese di approdo. Una follia che ha consegnato all&#8217;Italia una situazione ingestibile, visto che siamo la frontiera esterna dell&#8217;Europa davanti alle coste libiche,</p>
<p>Il ministro della Difesa <strong>Elisabetta Trenta</strong> ha chiesto oggi ai suoi omologhi europei di fare qualcosa, di cambiare il piano operativo di Sophia. &#8220;Nel 2015 ci siamo assunti la responsabilità politica di far nascere&#8221; la missione, ha detto il ministro a Vienna. Allora, ha spiegato Trenta, &#8220;si riteneva che l&#8217;azione di Sophia in acque extra-territoriali sarebbe stata solo una prima fase. Le cose in Libia sono andate, purtroppo, diversamente e la presenza di Sophia in acque internazionali dura ormai da tre anni. Finora, come Italia, abbiamo da soli accolto tutti i migranti salvati dalle sue navi. Oggi questo non è più possibile, lo dico a nome del governo che rappresento. Occorre cambiare le regole della missione&#8221;.</p>
<p>Ma la strada appare decisamente in salita e lo dimostrano le parole di <strong>Federica Mogherini</strong>, rappresentante per la politica estera dell&#8217;Unione europea. &#8220;Finora, non è stato trovato un consenso&#8221; tra i Paesi membri dell&#8217;Ue sulle regole per lo sbarco dei migranti. Così come le parole di Trenta</p>

<p>E del resto non poteva essere altrimenti. Per cambiare le regole dell&#8217;operazione occorre il consenso unanime dei Paesi dell&#8217;Unione europea. Ed è difficile credere che qualcuno sia disposto a cambiare delle norme che assegnano all&#8217;Italia tutto il peso dei migranti provenienti dalle coste libiche.</p>
<p>Gli ultimi episodi che hanno vistolo <strong>scontro anche molto duro fra il governo italiano e gli altri Stati europei</strong> sono la dimostrazione che siamo soli. Nessuno sembra intenzionato a darci una mano e soprattutto con un governo che ha deciso di rompere con certe zavorre lasciate dagli esecutivi precedenti. In questa fase di transizione, siamo isolati. E nessuno tenderà la mano, sia per una vera sfida con l&#8217;Italia sia per motivi di politica interna.</p>
<p>I Paesi del Mediterraneo non sembrano interessati a considerare l&#8217;idea di una rotazione dei porti voluta dall&#8217;Italia. La <strong>Spagna</strong> ha i suoi problemi con la rotta che dal Marocco arriva alle coste andaluse. E tra Ceuta e Melilla la situazione è esplosiva. Con un governo fragile e con l&#8217;ombra delle elezioni in agguato, Pedro Sanchez ha già fatto asse con la Francia di Emmanuel Macron. Mentre i ministri del governo di Madrid hanno già attaccato duramente il nostro esecutivo, in particolare Matteo Salvini.</p>
<p>In <strong>Francia</strong>, Macron è stato chiarissimo: <strong>Matteo Salvini</strong> (e Viktor Orban) sono i suoi avversari. E da questo punto di vista, è difficile credere che Parigi ci possa dare una mano sul fronte migrazione. Anche perché la questione si sposta sulla leadership della Libia, e Francia e Italia hanno ingaggiato da tempo una guerra diplomatica per ottenere la guida del Paese nordafricano. Se Macron vorrà modificare Sophia, lo farà solo con le dovute garanzie: difficilmente ci potrà aiutare senza ottenere nulla in cambio. </p>

<p>Dal punto di vista dell&#8217;Europa centrale, la rotazione dei porti non interessa a nessuno, visto che nessuno si affaccia sul Mediterraneo. Ma il problema migratorio ha colpito duramente la politica di <strong>Austria</strong> e <strong>Germania</strong> tanto da cambiare i connotati dello scontro interno. L&#8217;Austria di <strong>Sebastian Kurz</strong> ha già schierato i blindati al Brennero per evitare che migranti provenienti dall&#8217;Italia tentino di entrare in territorio austriaco. Mentre la <strong>Germania potrebbe aprire</strong> alla proposta italiana, forse anche per dimostrare di non volere lo scontro Roma.</p>
<p>Da parte dell&#8217;Europa orientale, il problema è anche più complesso. L&#8217;Italia sta costruendo una sorta di asse con l&#8217;Ungheria e il <strong>Gruppo Visegrad</strong>. Ma quest&#8217;asse è una scommessa. Da parte loro, i Paesi dell&#8217;Europa orientale hanno già detto che non vogliono ricollocamenti. E Orban, pur avendo definito Salvini &#8220;il suo eroe&#8221;, ha già negato di ricevere migranti dall&#8217;Italia. E del resto la sua è una battaglia ideologica che non può essere contraddetta soprattutto in vista delle Europee del 2019. E della stessa opinione è stato il premier ceco in visita a Roma, che ha detto a Giuseppe Conte di non volere nessuno dal&#8217;Italia pur sostenendo la linea dura del governo giallo-verde.</p>
<p>L&#8217;Europa settentrionale è completamente sorda. E l&#8217;ha confermato il ministro Trenta all&#8217;uscita dall&#8217;incontro. &#8220;I paesi del nord non hanno proprio recepito il discorso su Sophia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Europa, insomma, sembra non essere disposta ad aiutarci. A noi trarre le conclusioni se il blocco continentale ci risponderà di no alle nostre richieste. A meno che &#8211; e questo è l&#8217;auspicio &#8211; i leader europei non si rendano conto che qui non ci si gioca solo il futuro degli sbarchi, ma il futuro dell&#8217;Europa. Aperture, timide, ci sono state. Ma l&#8217;unanimità sembra davvero una chimera. E gli interessi nazionali prevalgono sempre su quelli europei: questo è l&#8217;unica certezza che ci offre l&#8217;Unione europea.</p>

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Object Caching 56/387 objects using Redis
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