Questa mattina, fonti del Viminale avevano detto che l’Europa riteneva la Libia un porto sicuro. “La Libia può e deve soccorrere gli immigrati in mare, e quindi è da considerare un Paese affidabile. Dove gli immigrati che vengono riportati a terra dalla Guardia Costiera vengono tutelati dalla presenza del personale Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni”. Un chiarimento che di fatto avrebbe dato ragione alla linea italiana sui migranti, visto che da tempi il governo italiano chiede che le persone salvate nelle acque Sar libiche siano riportati sulle coste di Tripoli in quanto ritenuto un luogo di approdo sicuro e non come quanto invece denunciato da altri governi e organizzazioni internazionali.

Ma alle fonti del Viminale ha risposto oggi la Commissione europea con una sorta di “smentita”. Non c’è alcun porto sicuro in Libia, secondo l’unione europea. E questa notizia, arrivata a poche ore dalla conferma della proroga (senza navi) alla missione Sophia dell’Ue nel Mediterraneo centrale, dà un segnale molto chiaro della posizione di Bruxelles nei confronti della linea italiana. Ed è forse da considerare anche un monito verso l’esecutivo giallo-verde.

La Commissione europea non ritiene che i porti libici siano da definire porti sicuri “ed è la ragione per la quale nessuna nave battente bandiera europea può sbarcare dei migranti nei porti libici”. La portavoce dell’esecutivo Unione europea che si occupa del dossier migranti, Natasha Bertaud, ha comunque voluto ribadire di non avere “un commento specifico su questo”, in riferimento a quanto annunciato in Italia dalle fonti del ministero dell’Interno. Ma ha aggiunto che “per quello che riguarda i porti di sbarco ricordo che c’è una definizione della Convenzione Onu sul diritto del mare che stabilisce che un porto sicuro è un porto dove possono effettuarsi le operazioni di salvataggio e dove la vita delle persone salvate non è minacciata”. “La Commissione europea ha sempre sostenuto che queste condizioni non sono rispettate nei porti libici ed è la ragione per la quale nessuna nave battente bandiera europea può sbarcare dei migranti nei porti libici”. Un annuncio che però contrasta col fatto che l’Ue si rivolge costantemente alla marina libica. E la smentita appare una smentita a se stessapiù che all’Italia.

L’annuncio da parte della Commissione europea pone quindi le premesse per un nuovo scontro fra governo italiano e Unione europea, che sa di poter colpire l’esecutivo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle proprio sul tema dell’immigrazione e in un momento in cui, anche per le pesanti critiche rivolte dall’Italia a operazione Sophia, la missione europea di fatto ha subito un pesantissimo stop. La missione impone lo sbarco dei migranti nel primo porto sicuro: ma le regole sono state mutuate mutuato dalla missione Triton di Frontex. Che guarda caso considerava proprio l’Italia come unico porto sicuro.

La missione, prorogata già per accordo degli ambasciatori dei 28 Paesi Ue, è stata confermata oggi dal Consiglio dell’Unione europea. Ma senza operazioni navali. Il comandante dell’operazione, guidata dalla nave Luigi Rizzo della Marina Militare Italia, ha ricevuto in queste ore istruzioni di sospendere temporaneamente lo spiegamento delle forze navali dell’operazione fino a settembre.

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