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	<title>bambini Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>bambini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Giornata internazionale dei bambini scomparsi, sono quasi 3000 quelli dispersi a Gaza. L’intervista a Nada Nabil, direttrice del PCMFD.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Mentre il 25 maggio il mondo accende i riflettori sulla Giornata internazionale dei bambini scomparsi, a Gaza quei riflettori illuminano solo distese di macerie sotto le quali si trovano quasi tremila minori. L’intervista a </em><strong>Nada Nabil,</strong><em> direttrice del PCMFD, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata. </em></p>



<p>La tragedia della famiglia Salem è iniziata lontano da casa, in uno dei tanti rifugi per sfollati della Striscia di Gaza. A giugno del 2025, spinto dall’illusione di un parziale ritiro militare, il giovane&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>&nbsp;ha deciso di lasciare il rifugio per tentare di rientrare verso la propria abitazione a&nbsp;<strong>Beit Lahia</strong>, un’area a Nord di Gaza, considerata ad alto rischio. Mohammed non ha fatto più ritorno.&nbsp;</p>



<p>Nel tentativo disperato di ritrovarlo, sua madre&nbsp;<strong>Zainab Salem</strong>&nbsp;si è messa sulle sue tracce, lasciando ai familiari un ultimo biglietto per spiegare la sua decisione. Anche lei è svanita nel nulla, inghiottita dallo stesso destino del figlio. I loro nomi si sono aggiunti alla lista, sempre più lunga, delle&nbsp;<strong>persone di cui si sono perse le tracce&nbsp;</strong>nella Striscia. Tra le <strong>sette e le ottomila</strong>, secondo le ultime stime sul campo del <a href="https://pcmfd.org/?p=5207&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCMFD</a>, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata.&nbsp;</p>



<p>“Di queste <strong>2.900 sono bambini”, racconta a InsideOver&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/users/nada-nabil" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nada Nabil</a>,</strong>&nbsp;direttrice del centro. “<strong>Quasi 2.700 si ritengono intrappolati sotto le macerie</strong>, mentre di altri circa 200 si sono perse le tracce in varie zone della Striscia. Potrebbero essere vittime di&nbsp;<strong>sparizione forzata&nbsp;</strong><em>(arresti, detenzioni, rapimenti contro la propria volontà, ndr)</em>&nbsp;da parte dell&#8217;esercito israeliano o di attacchi diretti che hanno reso impossibile il recupero dei corpi nelle strade”.&nbsp;</p>



<p>In occasione della <strong>Giornata internazionale dei minori scomparsi</strong>, che ricorre ogni 25 maggio, InsideOver&nbsp;ha scelto di accendere i riflettori sull’infanzia perduta di Gaza. Qui i bambini sono le vittime più fragili di un conflitto che, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre, mantiene la Striscia in uno stato di paralisi, impedendo il ritiro totale delle truppe e l&#8217;avvio della ricostruzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="773" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517570" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg 773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-227x300.jpg 227w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-768x1017.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-1160x1536.jpg 1160w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-600x794.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4.jpg 1450w" sizes="(max-width: 773px) 100vw, 773px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Nada Nabil</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ibrahim Abu Zaher e gli altri  </strong></h2>



<p>Il quindicenne&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>è scomparso dal mese di luglio dello scorso anno, dopo essersi recato nella zona di Zikim, vicino ad un impianto di desalinizzazione dell&#8217;acqua, per ricevere aiuti umanitari. Molti bambini si sono persi in questo modo, “<strong>mentre si dirigevano verso zone ad alto rischio&nbsp;</strong>per attendere gli aiuti alimentari, spinti da livelli estremi di<strong>&nbsp;carestia</strong>”, spiega Nada Nabil. Il caso di Ibrahim è ancora sul&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?p=4973&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito del PCMFD</a>. Secondo le testimonianze sarebbe stato scortato da una forza speciale israeliana verso un posto di blocco militare e poi sarebbe stato visto all&#8217;interno del centro di detenzione di Sde Teiman. Ad oggi, sempre più indizi suggeriscono che possa essere stato sottoposto a detenzione segreta e sparizione forzata.</p>



<p>Altri bambini, “in particolare quelli i cui genitori sono stati uccisi o gravemente feriti, sono stati costretti a farsi carico del sostentamento delle proprie famiglie, finendo&nbsp;<strong>uccisi dal fuoco dei carri armati&nbsp;</strong>o da colpi indiscriminati;<strong>&nbsp;i loro corpi sono rimasti in &#8220;zone rosse&#8221; inaccessibili ai familiari</strong>”, prosegue la direttrice del centro.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Altri ancora, come&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>, sono scomparsi “nel tentativo di&nbsp;<strong>recuperare beni di prima necessità&nbsp;</strong>dalle proprie case in aree soggette a evacuazione forzata o vicine a combattimenti attivi”. Ci sono poi quelli “<strong>svaniti nel caos degli sfollamenti o a seguito di attacchi</strong>&nbsp;contro i propri nuclei familiari, dove alcuni membri sono stati evacuati sotto il fuoco mentre altri sono rimasti indietro, senza alcuna informazione se fossero feriti, uccisi o detenuti”.&nbsp;</p>



<p>Le famiglie che sopravvivono continuano a cercare i loro figli. I genitori di&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>hanno contattato il&nbsp;CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa)&nbsp;e HaMoked, centro per la difesa dell’individuo che assiste i palestinesi che vivono sotto l&#8217;occupazione israeliana. In nessuna delle due organizzazioni è stata trovata alcuna informazione sul bambino e, ad oggi, è stato nominato un avvocato privato per seguire il caso.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="701" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517572" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg 701w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-768x1121.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-1052x1536.jpg 1052w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-600x876.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2.jpg 1315w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Documentare l’invisibile: il lavoro del PCMFD&nbsp;</strong></h2>



<p>Nel resto del mondo, il volto di un bambino scomparso rimbalza sugli schermi dei telegiornali, invade i feed dei social media, viene affisso sui pali della luce e alle fermate degli autobus. Ogni dettaglio viene impresso nella memoria pubblica perché nessuno smetta di cercarlo.&nbsp;<strong>A Gaza</strong>, invece, le fotografie dei minori scomparsi restano sepolte nelle gallery di telefoni distrutti o sotto i resti di case polverizzate dai bombardamenti. Non ci sono appelli in TV, perché le TV non hanno più segnale. Non ci sono manifesti, perché non ci sono più muri integri su cui attaccarli.&nbsp;<strong>La ricerca</strong>&nbsp;non avviene tramite un database internazionale, ma&nbsp;<strong>attraverso il passaparola</strong>&nbsp;tra le tende degli sfollati, basato su racconti frammentari di chi ha visto un bambino sparire dietro l&#8217;angolo di un vicolo e non fare più ritorno. </p>



<p>In questo contesto si inserisce il <strong>difficile lavoro di documentazione del PCMFD</strong> che, precisa Nada Nabil: “è <strong>tuttora in corso</strong>”. Gli intensi bombardamenti hanno distrutto oltre il 70% delle abitazioni e delle infrastrutture civili in tutta Gaza, provocando l&#8217;<strong>accumulo di oltre 70 milioni di tonnellate di macerie</strong>, sotto alle quali potrebbero trovarsi anche numerosi bambini.</p>



<p>“<strong>Rintracciare&nbsp;</strong>quelli che non si trovano sotto le macerie è un&nbsp;<strong>processo arduo e a lungo termine</strong>, ostacolato dalla <strong>mancanza di elettricità e internet </strong>tra le famiglie sfollate che si spostano ripetutamente”, spiega Nada Nabil. “Per coloro che riescono a contattarci,&nbsp;<strong>documentiamo la scomparsa dei parenti utilizzando</strong>&nbsp;lo stesso meccanismo del&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/en/special-procedures/wg-disappearances" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie</a>. Continuiamo a&nbsp;<strong>monitorare le istituzioni&nbsp;</strong>che tengono i contatti con le autorità israeliane per ottenere elenchi di detenuti non divulgati, sebbene non siamo ancora stati in grado di confermare la sorte di alcuno degli scomparsi registrati presso di noi”.&nbsp;</p>



<p>Per prevenire la &#8220;sparizione documentale&#8221;, ovvero la cancellazione non solo fisica, ma anche legale dell’identità di una persona,&nbsp;<strong>il PCMFD registra i casi basandosi “sulle testimonianze fornite dalle famiglie</strong>&nbsp;o dagli informatori, senza richiedere documenti d&#8217;identità ufficiali. Data la situazione sul campo,&nbsp;<strong>verifichiamo questi resoconti attraverso le reti di notizie locali e i social media</strong>&nbsp;per confermare la presenza militare nell&#8217;area al momento della scomparsa”.&nbsp; È possibile dare una mano segnalando la sparizione di una persona (minorenne, ma anche adulta) sui&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?page_id=3024&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">loro canali.</a>&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="644" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517571" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-189x300.jpg 189w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-768x1221.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-966x1536.jpg 966w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-600x954.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil.jpg 1208w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli ostacoli che rendono difficile contare le persone scomparse&nbsp;&nbsp;</strong></h2>



<p>I principali ostacoli che rendono difficile trovare e contare le persone scomparse sono dati in primo luogo “dal&nbsp;<strong>rifiuto di Israele di comunicare i nomi dei detenuti</strong>&nbsp;a organizzazioni specializzate come il CICR e il&nbsp;<strong>divieto di accesso alle prigioni</strong>&nbsp;per tutta la durata della guerra”. Un altro ostacolo, secondo Nada Nabil, è rappresentato dal fatto che “il&nbsp;<strong>controllo militare israeliano</strong>&nbsp;su oltre metà della Striscia rende virtualmente&nbsp;<strong>impossibile la ricerca e la documentazione in queste aree</strong>, dove sospettiamo si trovino centinaia di scomparsi”. E ancora, “la&nbsp;<strong>grave carenza di macchinari pesanti impedisce la rimozione delle macerie e il recupero dei corpi</strong>&nbsp;per determinare la loro sorte”.&nbsp;</p>



<p>Oltre al controllo militare, la&nbsp;<strong>distruzione delle sedi governative e il collasso di internet&nbsp;</strong>hanno contribuito a paralizzare l’aggiornamento dei database. In molti casi, la cancellazione di intere famiglie dai registri anagrafici comporta che non sia rimasto più nessuno per denunciare la scomparsa dei propri cari. Anche la&nbsp;<strong>memoria digitale è stata annientata</strong>: migliaia di smartphone, contenenti le ultime immagini e le coordinate GPS dei dispersi, sono andati distrutti o sono stati confiscati ai checkpoint, mentre il buio dei&nbsp;<strong>blackout ha spento le telecamere di sorveglianza</strong>, cancellando le prove visive di raid e rapimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identificare un figlio dalle fotografie del corpo decomposto&nbsp;</strong></h2>



<p>Secondo quanto riporta Nada Nabil in un suo&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/news/i-dreamed-hug-him-now-i-hope-bury-him-gazas-missing-haunt-their-families" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>,&nbsp;<strong>oltre il 92% del sistema sanitario è stato distrutto</strong>, compresi&nbsp;<strong>i servizi di medicina legale&nbsp;</strong>per i resti delle persone non identificate.</p>



<p>Nel frattempo,&nbsp;<strong>il blocco israeliano</strong>&nbsp;in corso&nbsp;<strong>ha impedito l&#8217;ingresso di nuove apparecchiature forensi</strong>, tra cui<strong>&nbsp;macchine per i test del DNA</strong>. “Sul fronte della documentazione, l&#8217;identificazione dei bambini tramite documenti di identità o test del DNA esula dal nostro mandato ed è gestita dal Ministero della Salute e dalla Magistratura della Sharia”, spiega la direttrice del PCMFD.&nbsp;La mancanza di questi test condanna molti minori, troppo piccoli per ricordare il proprio nome, a restare soli al mondo, pur avendo parenti in vita. Sono i cosidetti&nbsp;<em>Wounded Child No Surviving Family (WCNSF), </em>l&#8217;acronimo coniato per definire i &#8220;bambini feriti senza alcun familiare sopravvissuto&#8221;.</p>



<p>I test del DNA servono anche a dare un nome ai resti martoriati o decomposti di chi viene recuperato sotto le macerie, dei detenuti deceduti o delle salme prelevate dai cimiteri durante le operazioni militari. Poiché tuttavia al momento a Gaza non sono disponibili queste apparecchiature, l&#8217;unico modo per identificare queste persone è che i&nbsp;<strong>parenti esaminino le fotografie dei corpi in decomposizione.</strong>&nbsp;Un processo non solo doloroso, ma anche complesso perché molto spesso i corpi vengono riconsegnati in uno stato di decomposizione tale da renderne difficile il riconoscimento. Non di rado le sepolture sono frettolose e avvengono in fosse comuni, senza poter attribuire un sesso, un’età o un nome alla persona. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="753" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517573" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg 753w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-221x300.jpg 221w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-768x1044.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-1130x1536.jpg 1130w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-600x816.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3.jpg 1412w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Sollecitiamo le comunità internazionali affinché Israele rilasci i bambini detenuti”</strong></h2>



<p>La famiglia di Mohammed Salem oggi vive tormentata da domande senza risposta: lui e la madre sono stati uccisi durante il tragitto verso casa, oppure sono stati arrestati e portati in un luogo&nbsp;sconosciuto? Come loro, tanti altri vivono lo stesso dramma.&nbsp;</p>



<p>“Il posto naturale di un bambino è tra le braccia dei genitori e, persino nella morte, il suo posto è una tomba dove possa essere sepolto con dignità e visitato dai propri cari”, conclude Nada Nabil. “<strong>I bambini scomparsi di Gaza sono attualmente nascosti in luoghi ignoti o sepolti sotto milioni di tonnellate di macerie</strong>: nessuna delle due condizioni è accettabile.&nbsp;<strong>Sollecitiamo la comunità internazionale</strong>&nbsp;a fare pressione su Israele affinché rilasci tutti i bambini detenuti e chiediamo l&#8217;ingresso immediato di&nbsp;<strong>macchinari pesanti</strong>&nbsp;per consentire il recupero e la degna sepoltura dei resti ancora intrappolati sotto i detriti”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Usa: via il dipartimento dell&#8217;Educazione e 9 milioni di bambini rischiano di saltare i pasti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-via-il-dipartimento-delleducazione-e-9-milioni-di-bambini-rischiano-di-saltare-i-pasti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 12:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-768x542.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>9 milioni di bambini negli Usa affrontano insicurezza alimentare: per loro i pasti a scuola rappresentano la principale fonte di nutrizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-via-il-dipartimento-delleducazione-e-9-milioni-di-bambini-rischiano-di-saltare-i-pasti.html">Usa: via il dipartimento dell&#8217;Educazione e 9 milioni di bambini rischiano di saltare i pasti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola.jpg 850w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-600x424.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/scuola-768x542.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo la parola &#8220;fame&#8221; difficilmente è riconducibile agli Stati Uniti, terra di eccessi alimentari e cibo spazzatura. Se parliamo di bambini, soprattutto, ci appare ancor meno plausibile. Eppure, <strong>tra i 74 milioni di bambini che vivono negli Stati Uniti, 11 milioni vivono in povertà.</strong> Un bambino su sei sotto i cinque anni (3 milioni di bambini) è considerato povero, il tasso più alto di qualsiasi gruppo di età. Dati che con la pandemia sono andati peggiorando, soprattutto fra i non bianchi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSJbFRnv59xTtXKHS6Xy_Tiae0-rZdEeBW9Cw&amp;s" alt="" style="width:542px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Soglia di povertà, motel kids e fame</h2>



<p>Vivere in povertà significa non riuscire a concludere un pasto decente ogni giorno. Proprio da queste colonne vi avevamo raccontato dello <a href="https://it.insideover.com/chi-siamo/le-buone-notizie-bruno-serato-che-salva-lamerica-con-la-pastasciutta.html">chef italiano Bruno Serato</a> che ogni giorno offre pasti a migliaia di bambini americani, con l&#8217;aiuto di aziende e celebrità. Si tratta dei &#8220;<strong>motel kids</strong>&#8220;, bambini e adolescenti che abitano in squalidi alberghi a basso costo perché le famiglie non riescono a permettersi un affitto. Stipati con fratelli e genitori dentro una stanza: attorno a loro prostitute, tossici, spacciatori e sbandati di ogni genere. Qui le giornate sono lunghe e quasi sempre si mangia una volta al giorno, depredando macchinette automatiche che a pochi centesimi mettono a tacere lo stomaco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.healthyeating.org/images/default-source/home-0.0/products-activities/programs-services/professional-development/sfstraining_detailfeature.jpg?sfvrsn=7ac1d09b_6" alt=""/></figure>



<p>La scuola, per questi bambini è l&#8217;unica ancora di salvezza: non solo per il loro futuro ma anche per i loro stomaci. Negli Stati Uniti, la scuola garantisce ai bambini non solo istruzione ma spesso anche <strong>l’unico pasto completo della giornata</strong>. Un dato che racconta una realtà meno visibile ma profondamente diffusa: milioni di famiglie americane vivono in condizioni di insicurezza alimentare, senza la certezza di poter mettere in tavola cibo sufficiente ogni giorno. Per questo motivo, negli anni sono stati creati programmi come il <strong><a href="https://fns-prod.azureedge.us/sites/default/files/resource-files/NSLPFactSheet.pdf">National School Lunch Program</a></strong> e lo <strong>School Breakfast Program</strong>, che offrono pasti gratuiti o a basso costo agli studenti provenienti da famiglie a basso reddito. In molte scuole, soprattutto nei quartieri più poveri, tutti gli alunni hanno accesso a questi pasti senza bisogno di fare richiesta. Il National School Lunch Program venne istituito ai sensi del National School Lunch Act, firmato dal presidente <strong>Harry Truman</strong> nel 1946.</p>



<p>Le regole di questi programmi sono molto semplici: <strong>i bambini provenienti da famiglie con un reddito pari o inferiore al130% del livello di povertà federale hanno diritto ai pasti gratuiti.</strong> Quelli con reddito compreso tra il 130 e il 185% del livello di povertà federale hanno diritto a pasti a prezzo ridotto. In ogni caso, le scuole non possono far pagare ai bambini più di 40 centesimi per un pranzo a prezzo ridotto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fns.usda.gov/sites/default/files/styles/featured/public/media/image/blog-schoolmeals-011824-1.jpg?itok=nfEdMMxB" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la scuola è sicurezza alimentare negli Usa</h2>



<p>Il valore di questi programmi va ben oltre la nutrizione. Garantire un pasto significa dare ai bambini la possibilità di concentrarsi, apprendere e crescere in salute. Diversi studi hanno dimostrato che l’accesso al cibo a scuola migliora la frequenza, i risultati scolastici e persino il comportamento degli studenti. Il che è come scoprire l&#8217;acqua calda. Per molte famiglie in difficoltà, sapere che i propri figli mangeranno a scuola rappresenta un sollievo quotidiano. L’importanza di questi pasti si è resa ancora più evidente durante la <strong>pandemia di Covid-19</strong>, quando la chiusura delle scuole ha privato milioni di bambini di questo fondamentale supporto. In risposta, molti istituti si sono organizzati distribuendo pasti da asporto o consegnandoli direttamente alle famiglie, dimostrando quanto la scuola, negli Stati Uniti, sia anche un presidio sociale in un Paese che appare sempre più in bianco e nero.</p>



<p>Su questo disastroso stato di cose va oggi a impattare <strong>la fine del Dipartimento dell’Istruzione voluto dall’amministrazione Trump</strong>, con tanto di celebrazione grottesca nello Studio Ovale. Lo smantellamento del Dipartimento potrebbe, infatti, rappresentare <strong>una grave minaccia</strong> per la sicurezza alimentare di milioni di bambini che dipendono dai programmi di pasti scolastici. Attualmente, il National School Lunch Program serve circa 30 milioni di studenti al giorno, mentre il School Breakfast Program fornisce colazione a circa 15 milioni di bambini. Sebbene questi programmi siano gestiti principalmente dal Dipartimento dell&#8217;Agricoltura (USDA), il Dipartimento dell’Istruzione svolge un ruolo essenziale nel garantire che i fondi raggiungano le scuole in modo efficiente, monitorando la conformità e sostenendo il finanziamento di questi servizi. </p>



<p>Senza una <strong>supervisione federale</strong>, la distribuzione delle risorse e la gestione dei programmi alimentari ricadrebbero interamente sui singoli Stati, molti dei quali devono affrontare vincoli di bilancio o opposizione politica ai programmi di assistenza. Questo potrebbe creare forti disuguaglianze, con gli studenti degli Stati più ricchi che continuerebbero a ricevere pasti scolastici, mentre quelli delle regioni più povere rischierebbero di rimanere a digiuno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.abcnewsfe.com/a/6b5d3021-7cdb-4f96-8a6c-724691697467/donald-trump-9-rt-gmh-250320_1742503837368_hpMain.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Programmi non essenziali&#8221;, dice il Governo</h2>



<p>Attualmente, oltre 9 milioni di bambini negli Stati Uniti vivono in famiglie che affrontano insicurezza alimentare, secondo lo USDA, e per molti di loro i pasti scolastici rappresentano la principale fonte di nutrizione quotidiana. L&#8217; USDA ha recentemente <strong>annullato più di 1 miliardo di dollari dai due programmi </strong>che aiutavano le banche alimentari e i programmi di pasti scolastici ad acquistare cibo locale, inclusi 660 milioni di dollari per gli scolari. Creati in risposta alla pandemia di COVID-19, i programmi <strong>Local Food Purchase Assistance</strong> e <strong>Local Food for Schools</strong> miravano a costruire catene di fornitura di cibo nazionale più resilienti, collegando scuole e dispense alimentari con piccoli ranch, fattorie e caseifici. Il programma è stato inizialmente finanziato dall&#8217;American Rescue Plan Act del 2021, ma in seguito ampliato dall&#8217;amministrazione Biden. Il Segretario all&#8217;agricoltura degli Stati Uniti Brooke Rollins ha recentemente descritto i programmi come &#8220;non essenziali&#8221;. </p>



<p>Senza un coordinamento federale, <strong>gli Stati meno finanziati e i distretti scolastici rurali</strong>—già in difficoltà per la scarsità di risorse—potrebbero essere costretti a tagliare completamente i programmi alimentari. Inoltre, senza il supporto normativo e l’azione di advocacy del Dipartimento dell’Istruzione, il rischio di riduzioni dei finanziamenti, burocrazia inefficiente e persino privatizzazione dei pasti scolastici aumenterebbe significativamente. Questo potrebbe tradursi in criteri di ammissibilità più severi, costringendo molte famiglie che prima beneficiavano di pasti gratuiti a dover pagare o, nel peggiore dei casi, a rinunciare al servizio.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-via-il-dipartimento-delleducazione-e-9-milioni-di-bambini-rischiano-di-saltare-i-pasti.html">Usa: via il dipartimento dell&#8217;Educazione e 9 milioni di bambini rischiano di saltare i pasti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Da Gaza a Haiti, il mondo in guerra fa strage di bambini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/da-gaza-a-haiti-il-mondo-in-guerra-fa-strage-di-bambini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 15:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Questi ultimi anni, pure segnati da un calo delle morti di bambini sotto i 5 anni, sono stati terribili per i minori coinvolti nei conflitti.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-gaza-a-haiti-il-mondo-in-guerra-fa-strage-di-bambini.html">Da Gaza a Haiti, il mondo in guerra fa strage di bambini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/istockphoto-803526978-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Esanimi, sventrati, avvolti in sacchi bianchi. Oppure vivi, ma affamati, macilenti, con lo sguardo assente. Terrorizzati, disperati, orfani. Il 2023 (l&#8217;anno al quale sono ferme le stime più complete), il 2024 e i primi mesi del 2025 sono stati decretati dalle Nazioni Unite come il frangente<strong> peggiore della storia per i bambini</strong>. Numeri che stanno aumentando e continueranno ad aumentare. Dalla <strong>Palestina</strong> al <strong>Myanmar</strong>, da <strong>Haiti</strong> al<strong> Sudan</strong>, dall&#8217;<strong>Ucraina</strong> al <strong>Congo</strong>, il Pianeta sta vivendo il più alto numero di conflitti dalla Seconda guerra mondiale. Quasi il 19% dei bambini del mondo, oltre 473 milioni, vive in questo momento in zone di conflitto e 47,2 milioni sono stati sfollati a causa di conflitti e violenze.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.npr.org/assets/img/2024/05/14/gettyimages-2151136394_slide-504c2f2a0072fda9790aceba6801a70319ac5c92.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il tasso di mortalità scende ma i conflitti aumentano</h2>



<p>Se dal 2000 il tasso globale di mortalità sotto i cinque anni è diminuito del 52%, riflettendo decenni di investimenti e collaborazione da parte di Governi e comunità, nel 2024 i bambini sono arrivati a costituire il <strong>40% della popolazione mondiale di rifugiati</strong> e quasi la metà di tutti gli sfollati interni.<br>Nel 2023, le Nazioni Unite hanno verificato 32.990 gravi violazioni ai danni di 22.557 bambini, il numero più alto dall&#8217;inizio del monitoraggio. Questa tendenza è proseguita nel 2024, con migliaia di bambini uccisi o feriti in zone di conflitto come <strong>Gaza</strong> e <strong>Ucraina</strong>. Più di 52 milioni di bambini nei Paesi colpiti dai conflitti non hanno frequentato la scuola. In regioni come Gaza, Sudan e Ucraina, le <strong>infrastrutture scolastiche</strong> sono state distrutte o riattate, ostacolando gravemente l&#8217;accesso all&#8217;apprendimento. I conflitti sono rimasti un fattore primario della <strong>fame</strong>, con oltre mezzo milione di persone in cinque Paesi colpiti da conflitti che hanno sperimentato condizioni di carestia nel 2024. I bambini in queste aree corrono un rischio maggiore di malnutrizione e di problemi di salute correlati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="723" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-1024x723.jpg" alt="" class="wp-image-462541" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-600x423.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp-1536x1084.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/number-of-child-deaths-unwpp.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il 2024 anno funesto per i bambini nel mondo</h2>



<p>Secondo quasi tutti i parametri, il 2024 è stato uno degli anni peggiori mai registrati per i bambini nei conflitti nella storia dell&#8217;<strong>Unicef</strong>, sia in termini di numero di bambini colpiti che di livello di impatto sulle loro vite. L&#8217;Unicef ​​ha attirato l&#8217;attenzione in particolare sulla difficile situazione delle donne e delle ragazze, in mezzo a diffuse segnalazioni di stupri e violenze sessuali nei conflitti. Ad Haiti, ad esempio, c&#8217;è stato un aumento del 1.000% nel numero di episodi segnalati di <strong>violenza sessuale contro i bambini</strong> nel corso del solo 2024. I conflitti hanno anche un impatto severo sull&#8217;accesso dei bambini all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;istruzione. Il 40% dei bambini non vaccinati o sottovaccinati vive in Paesi totalmente o parzialmente colpiti dal conflitto, il che li rende molto più vulnerabili alle epidemie di malattie come il <strong>morbillo</strong> e la <strong>poliomielite</strong>. La poliomielite è stata individuata a Gaza nel luglio scorso, la prima volta in un quarto di secolo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.aljazeera.com/wp-content/uploads/2018/11/d06e24b167c845bba42411d972ef5983_18.jpeg?resize=770%2C513&amp;quality=80" alt="" style="width:521px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Accanto a scenari più tristemente noti, in queste settimane è la <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-bombe-dellesercito-sul-mercato-fanno-stragi-di-civili.html">guerra in Sudan</a></strong> a plasmare la crisi umanitaria più grande e devastante del mondo, con oltre 30 milioni di persone bisognose di aiuti quest&#8217;anno, <strong>16 milioni</strong> delle quali sono bambini che cercano di sopravvivere in condizioni terribili. Senza una fine in vista per il conflitto che dura da quasi due anni, qui si stima che circa 1,3 milioni di bambini vivano in luoghi dove si sta verificando la carestia e si prevede che più di 770.000 bambini soffriranno di “grave malnutrizione acuta” quest’anno – e senza aiuti molti di loro moriranno. Nel frattempo, nel <strong>Sahel</strong>, i bambini continuano a soffrire di estrema malnutrizione, mancanza di istruzione e violenza crescente a causa dei conflitti in corso, in particolare in Mali, Burkina Faso e Niger. </p>



<h2 class="wp-block-heading">l disastro nello Yemen</h2>



<p>In Mali, gli scontri tra le forze governative e i gruppi armati hanno portato a un diffuso sfollamento, con migliaia di bambini costretti a fuggire dalle loro case. In Burkina Faso, la rapida espansione della violenza degli insorti da parte di gruppi militanti ha portato alla chiusura di circa 7.800 scuole, lasciando oltre 1,4 milioni di bambini senza istruzione. Allo stesso modo, lo <strong>Yemen</strong> continua a soffrire di una delle peggiori <strong>crisi umanitarie</strong> al mondo, causata da un conflitto prolungato e da un blocco guidato dall&#8217;Arabia Saudita che ha esacerbato carestia e malattie. Oltre 600.000 bambini sotto i cinque anni sono gravemente malnutriti, con 120.000 che soffrono di grave malnutrizione.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://ichef.bbci.co.uk/ace/standard/976/cpsprodpb/0ABF/production/_118715720_gettyimages-536146586.jpg" alt=""/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">I numeri mentono</h2>



<p>I numeri si inseguono, spaventosi. Non si fa in tempo a registrarli, ad averne contezza. mentre si scrive. Ma i numeri sono anche mainstream: le testimonianze dei medici umanitari e le semplici estrapolazioni matematiche ci dicono che i morti a Gaza, ad esempio, non sono e non possono essere poche decine di migliaia. Sono drammaticamente molti ma molti di più</p>



<p>E poi ci sono i luoghi di cui meno sappiamo. Ad <strong>Haiti</strong> vi è stato un aumento di oltre il 1.000% nei casi verificati di stupro e altre forme di violenza sessuale contro i bambini, in particolare le bambine, nel 2024 rispetto al 2023. Le Nazioni Unite stimano che circa 2,7 milioni di persone, tra cui 1,6 milioni di donne e bambini, vivano in aree controllate da <strong>bande armate</strong>. I gruppi armati hanno utilizzato la violenza sessuale, tra cui stupro e stupro di gruppo, come arma di guerra, costringendo i bambini a entrare nelle loro fila. I bambini sono stati reclutati forzatamente in questi gruppi, con il 30-50 percento dei membri dei gruppi armati che ora, secondo quanto riferito, hanno meno di 18 anni. In <strong>Siria</strong>, quattro gruppi armati non statali e le forze governative siriane, tra cui le forze di difesa nazionale e le milizie filo-governative, sono tutti elencati negli allegati del rapporto annuale 2024 del Segretario Generale ONU per varie gravi violazioni contro i bambini. La Siria è rimasta tra le situazioni con il numero più alto di gravi violazioni verificate contro i bambini nel 2023, con 1.574 gravi violazioni.&nbsp;</p>



<p>Eppure, nel 2023, il numero di <strong>bambini sotto i cinque anni</strong> morti nel mondo era sceso a 4,8 milioni, mentre le nascite di bambini morti si sono attestate a 1,9 milioni. Un progresso che rischia di essere vanificato dai conflitti, dai tagli ai finanziamenti, dallo stop ai programmi vaccinali e dalla carenza di forniture mediche essenziali, come i farmaci antimalarici. L’allarme arriva da due report del Gruppo inter-agenzie delle Nazioni Unite per la stima della mortalità infantile, che riunisce Unicef, Oms e Un-Desa. Oltre i numeri e le dichiarazioni, resta un dato innegabile: un’intera generazione sta crescendo tra fame, paura e macerie. Ignorare questa realtà oggi significa preparare un domani ancora più instabile e feroce.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-gaza-a-haiti-il-mondo-in-guerra-fa-strage-di-bambini.html">Da Gaza a Haiti, il mondo in guerra fa strage di bambini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Da samurai a cittadini digitali</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/da-samurai-a-cittadini-digitali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 14:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Le arti marziali vogliono insegnare a difendersi in caso di attacco. Il dojo tipico della Zanshin Tech, però, non è una palestra, bensì una classe e un computer: il suo fondatore, Claudio Canavese, insegna infatti a ragazzi e bambini un&#8217;arte marziale che si occupa di difesa digitale, anziché di conflitto fisico. CLICCA QUA PER IL &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/da-samurai-a-cittadini-digitali">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/da-samurai-a-cittadini-digitali">REPORTAGE | Da samurai a cittadini digitali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo.webp 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/cyberbullismo-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Da samurai a cittadini digitali" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/3gxd0HC_Wc0?start=4&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_3gxd0HC_Wc0");</script>
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<p>Le arti marziali vogliono insegnare a difendersi in caso di attacco. Il dojo tipico della Zanshin Tech, però, non è una palestra, bensì una classe e un computer: il suo fondatore, Claudio Canavese, insegna infatti a ragazzi e bambini un&#8217;arte marziale che si occupa di difesa digitale, anziché di conflitto fisico.</p>



<p>CLICCA <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/cyberbullismo-e-aggressioni-digitali.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUA </a>PER IL REPORTAGE COMPLETO </p>
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		<title>I raid, le sirene e la paura costante : così la guerra ha colpito i bambini</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-effetti-della-guerra-in-ucraina-sui-bambini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 18:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-1536x1092.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-2048x1455.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina, c&#8217;è un aspetto forse poco esplorato ma molto importante per capire la situazione umanitaria nel Paese. Riguarda la condizione dei bambini. I minori nel conflitto rappresentano come sempre la parte più vulnerabile della popolazione. In Ucraina non c&#8217;è purtroppo alcuna eccezione: molti bambini sono rimasti orfani, altri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-effetti-della-guerra-in-ucraina-sui-bambini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-1024x728.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-1536x1092.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220190043247_61184ff86311bc7532ca8c3fb29622d3-2048x1455.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno dall&#8217;inizio della <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html">guerra in Ucraina</a>, c&#8217;è un aspetto forse poco esplorato ma molto importante per capire la <strong>situazione umanitaria </strong>nel Paese. Riguarda la condizione dei <strong>bambini</strong>. I minori nel conflitto rappresentano come sempre la parte più vulnerabile della popolazione. In Ucraina non c&#8217;è purtroppo alcuna eccezione: molti bambini sono rimasti orfani, altri sono stati portati via dai luoghi in cui sono cresciuti, altri ancora sono deceduti nei bombardamenti. L&#8217;eredità del conflitto, a prescindere dal suo esito e dalla sua durata, è segnata da un&#8217;intera generazione che convivrà per sempre con lo spettro e i ricordi dei combattimenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gravi conseguenze psicologiche derivanti dal conflitto</h2>



<p>Chi ha osservato l&#8217;inizio della guerra in Tv ha sicuramente, tra i principali ricordi, quello dell&#8217;attivazione degli allarmi aerei su Kiev e sulle altre città ucraine. Le <strong>sirene</strong> rappresentano del resto forse il tratto più distintivo di un conflitto, l&#8217;elemento che più di ogni altra cosa fa percepire di essere in un territorio sotto attacco. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Air raid sirens ring out in Ukraine&#039;s capital" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NMu-Po4rxzw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_NMu-Po4rxzw");</script>
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<p>Se per il pubblico tutto questo ha rappresentato uno choc, a maggior ragione i segnali di allerta per i bambini ucraini ancora oggi sono alcuni degli spettri principali da affrontare nella <strong>quotidianità</strong>. Il discorso vale per l&#8217;intera Ucraina e non soltanto per quelle regioni attraversate dalle trincee. I bombardamenti, da un anno a questa parte, coinvolgono tutte le principali metropoli. Da <strong>Leopoli</strong> a <strong>Kiev</strong>, passando per <strong>Kharkiv</strong>, <strong>Dnipro</strong> e <strong>Odessa</strong>. Si tratta di città dove le scuole sono aperte e dove, almeno in apparenza, è possibile condurre una vita più vicina alla normalità. </p>



<p>Mentre si fa lezione in classe oppure mentre si passeggia con i genitori sotto casa, ogni giorno milioni di bambini non appena avvertono le sirene sono costretti a cercare rifugio. Tutto questo si traduce in un&#8217;esperienza traumatica e drammatica. Vuol dire lasciare la propria vita in superficie per un periodo che può essere di un&#8217;ora o anche di un giorno, scappare dai luoghi della propria quotidianità e rintanarsi negli scantinati. La familiarità dei bambini con ambienti bui e freddi, con locali sotterranei della scuola o con le banchine della metropolitana usate come casa provvisoria, sta diventando uno degli aspetti più drammatici del conflitto.</p>



<p>Un dramma che fa meno rumore forse, soffocato dalle tragedie quotidiane di civili e militari nel conflitto, ma che è destinato a produrre effetti significativi nella psiche di un&#8217;intera giovane generazione. Del resto, i dati dell&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> parlano molto chiaro: in qualsiasi guerra, è calcolato che una persona su cinque è soggetta a forme particolarmente critiche di disturbi mentali. Una media che è ancora più elevata se si considera esclusivamente la popolazione più giovane. Il ministero della Sanità ucraino, assieme all&#8217;Oms, ha lanciato nei mesi scorsi un monitoraggio relativo alla salute mentale dei cittadini ucraini. É emerso che almeno dieci milioni di persone soffrono di problemi psichici, il 40% dei quali ha presentato forme e patologie molto gravi. </p>



<p>&#8220;I dati e le prove che il ministero della Salute e l&#8217;Oms hanno raccolto negli ultimi mesi &#8211; ha dichiarato in una nota <strong>Hans Henri Kluge</strong>, direttore di Oms Europa &#8211; stanno fornendo maggiore chiarezza sulle sfide che devono essere affrontate con urgenza e sulle priorità che ci attendono, tra cui la salute mentale, la riabilitazione e l&#8217;accesso della comunità ai servizi sanitari&#8221;. Una situazione quindi drammatica non legata soltanto ai bombardamenti. La distruzione delle proprie case, la perdita di amici o parenti, l&#8217;evacuazione dai paesi più esposti alla linea del fronte sono altre fonti di traumi molto gravi per i bambini. Difficili, nel lungo periodo, da curare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri diffusi da Save The Children </h2>



<p>A sottolineare con decisione la grave situazione dei minori in Ucraina è stata nelle scorse ore <strong>Save The Children</strong>. In una conferenza stampa la direttrice della divisione ucraina, <strong>Sonia Khush</strong>, ha parlato di una situazione drammatica per i bambini. &#8220;Molti bambini &#8211; ha dichiarato &#8211; hanno assistito alla distruzione delle loro case e scuole e all&#8217;uccisione dei loro cari a causa di bombardamenti e missili incessanti. E mentre la guerra entra nel suo secondo anno, i più piccoli continuano ad assistere a nuove ondate di violenza. I bambini non hanno iniziato questa guerra, ma ne stanno pagando il prezzo più alto&#8221;.</p>



<p>L&#8217;Ong ha diffuso poi alcuni dati importanti per capire cosa ha rappresentato il primo anno di conflitto per le categorie più deboli. Partendo dai numeri diffusi dall&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per il rispetto dei diritti umani, dal 24 febbraio a oggi sono morti 438 bambini e 851 sono rimasti feriti. Molti di loro sono stati coinvolti nei bombardamenti. </p>



<p>Save The Children ha puntato anche l&#8217;attenzione sulle<strong> violenze sessuali </strong>e di genere. Al 31 ottobre 2022, sono stati denunciati almeno 86 casi di violenza. &#8220;La Commissione d&#8217;inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull&#8217;Ucraina &#8211; si legge nel rapporto dell&#8217;Ong diffuso a margine della conferenza stampa &#8211; ha documentato casi di violenza sessuale e di genere contro i civili, con vittime di età compresa tra i 4 e gli 82 anni, e casi in cui le bambine e i bambini sono stati violentati, torturati, confinati illegalmente, uccisi e feriti in attacchi indiscriminati con armi esplosive&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">A rischio sanità e istruzione </h2>



<p>C&#8217;è poi un altro aspetto della guerra che rischia di penalizzare i minori. Riguarda la distruzione delle strutture sanitarie e di quelle scolastiche. Secondo le autorità ucraine, dall&#8217;inizio del conflitto sono state danneggiate o distrutte almeno 703 tra <strong>strutture sanitarie </strong>e di primo soccorso. Per i minori si traduce in una minore possibilità di accesso alle cure. Si calcola inoltre, come reso noto sempre da Save The Children, che dal 24 febbraio scorso il 10% dei neonati ucraini è nato prematuramente. Anche questo un segno della pressione psicologica che la guerra ha imposto ai cittadini e, in questo caso, alle madri. </p>



<p>Sul fronte dell&#8217;<strong>istruzione</strong> invece, il governo ucraino ha calcolato la distruzione di almeno il 20% delle strutture scolastiche. In molte comunità è impossibile portare avanti i programmi scolastici, con i bambini e i minori costretti a emigrare altrove. Sono 406 infatti, in assoluto, le strutture giudicate completamente distrutte e 2.619 quelle invece parzialmente distrutte.  </p>
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		<title>La dolce Federica</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/la-dolce-federica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 05:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Federica è affetta da una rara malattia che la costringe a vivere paralizzata a letto alle dipendenze dell'assistenza dei suoi genitori </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/13-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><div
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                        25.04.2022
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                <h1 class="article__title">
                    La dolce Federica
                </h1>

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                        Federica è affetta da una rara malattia che la costringe a vivere paralizzata a letto alle dipendenze dell&#8217;assistenza dei suoi genitori 
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                Sebastiano Bellomo
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<div class="special-container">
<div class="special-container__content primary-color">
<p><b>Federica Calà Scagl</b><b>itta</b>, 13 anni, è affetta fin dalla nascita da una rara malattia genetica la SMARD1, Atrofia Muscolare Spinale con Distress Respiratorio. Una malattia per la quale non esiste cura. Una malattia neurodegenerativa definita rara tra le più rare (circa 10 casi in Italia e 150 nel mondo). A causa di questa grave patologia invalidante questa bellissima bambina è costretta a vivere una vita in orizzontale, prigioniera del suo gracile corpicino.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-348758 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/8.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/8.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/8-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/8-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px"></p>
<p></p>
</div>
</div>
<div class="special-container">
<div class="special-container__content primary-color">
<p>La SMARD1 è una malattia causata dalla mancanza di una proteina, che non permette il rigenerarsi delle cellule addette al collegamento Nervo-Muscolo, questo causa la paralisi dell’emidiaframma e poi ha una progressione che parte dagli arti distali (mani e piedi), per&nbsp; interessare&nbsp; tutto il corpo. Purtroppo la piccola non ha&nbsp; forza nei muscoli, non ce la fa a stare alzata né seduta, a tenere dritta la testa, a poter prendere oggetti con le mani, a muovere i piedi, a deglutire cibi solidi perché rischia il soffocamento, non ce la fa a respirare da sola ha bisogno di un respiratore meccanico, non ha più lo stimolo della tosse e quindi ha bisogno di una macchina che le stimoli la tosse, non riesce più ad espellere i muchi (per questo usiamo degli apparecchi chiamati aspiratori collegati con dei sondini). Utilizza un bustino che l’aiuta a non piegare del tutto la schiena che curvandosi causa problemi ai polmoni di cui uno è già compromesso.</p>
<p></p>
</div>
</div>


<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/15.jpg" alt="" class="wp-image-348759" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/15.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/15-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/15-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>


<div class="special-container">
<div class="special-container__content primary-color">
<p>Nonostante tutti i problemi fisici che limitano qualsiasi movimento la Dolce Federica è una bambina solare, intelligentissima, una bambina che ama la vita e che vuole vivere, c’è lo ha dimostrato in diverse occasioni e ogni giorno lotta contro la morte. La Dolce Federica è un dono della natura, una grande maestra di vita, che ogni giorno ci spinge a vivere la vita intensamente, senza sprecare un singolo istante, lei ama l’arte in tutte le sue forme: ama i colori, la musica, la danza, il canto, la poesia, lo sport. Lei è una grande guerriera che non si arrende mai, perché per lei i limiti, gli ostacoli le barriere non esistono, questa bimba straordinaria lascia il segno in tutti coloro che la conoscono perché ama e fa amare la vita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-348804 aligncenter" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/19.jpg" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/19.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/19-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/19-768x576.jpg 768w" alt="" width="1024" height="768" /></p>
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<p>Ad oggi non esiste alcuna cura efficace per la SMARD1, che è una patologia devastante sia per i pazienti che per le loro famiglie [<i>ndr: e la famiglia Calà che era aiutata dal servizio di assistenza domiciliare integrata si trova in grande difficoltà dopo che l’Asp di Messina ha comunicato una riduzione del piano di supporto infermieristico.</i>] La presenza di casi atipici e fenotipi più lievi determina una variabilità nella casistica che suggerisce la presenza di elementi modificatori della malattia che potrebbero alterare l’insorgenza e la gravità della stessa. Si manifesta in genere tra due e sei mesi di vita; la debolezza muscolare progressiva porta alla degenerazione precoce dei neuroni motori del midollo spinale, conseguente atrofia muscolare e morte per paralisi respiratoria. L’unico centro universitario di ricerca, diagnosi e terapia in Italia è Il “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano è stato fondato nel 1978 dal Prof. Guglielmo Scarlato e dall’Ing. Enzo Ferrari, presso l’istituto di Clinica Neurologica del Policlinico Universitario di Milano. Riconosciuto a livello internazionale per l’attività di ricerca e diagnostica nel campo delle malattie muscolari, neurodegenerative e cerebrovascolari, il Centro è stato dedicato dall’Ing. Enzo Ferrari alla memoria del figlio Dino, affetto da distrofia muscolare.Il laboratorio di ricerca è coordinato dalla Prof.ssa Stefania Corti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/5.jpg" alt="" class="wp-image-348805" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/5.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/5-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/5-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>


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<p>In particolare, a sostegno di questa patologia, e per volontà di papà Davide e mamma Laura,nasce, <b><i>Family’s Smard La Dolce Federica Onlus</i></b> (<a href="https://www.familyssmard.it/">https://www.familyssmard.it/</a>)<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>per lottare contro la Smard1 che ha colpito la piccola Federica e tutti i bambini affetti da questa rara malattia. Tra i vari obiettivi di questa Onlus c’è anche la volontà di finanziare borse di studio per la formazione professionale dei medici e di altre figure professionali del settore, supportare la ricerca e lo sviluppo nel campo dell’assistenza sanitaria in genere. Laura e Davide, fondatori e genitori di Federica, si impegnano in attività di raccolta fondi su tutto il territorio nazionale e in particolare in Sicilia, con il supporto di diversi Enti regionali che, con la loro preziosa collaborazione, supportano le numerose iniziative promosse dai fondatori che devolvono sempre tutto l’intero ricavato alla nostra attività di ricerca scientifica.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-348806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/7-1.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/7-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/7-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/7-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px"></p>
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<p>Durante l’edizione del 2019 di PharmEvolution,convention che riunisce tutti gli attori della filiera del farmaco <b>Federfarma, Fondazione Crimi e DM Barone</b>&nbsp;(azienda di distribuzione farmaceutica)&nbsp;hanno deciso di&nbsp;unire le loro forze e&nbsp;sostenere la ricerca<b> </b>scientifica per<b> </b>questa terribile malattia per dare un supporto a tutte le famiglie&nbsp;. Nasce così il progetto <b>“Rari ma non Invisibili”.</b> La stessa Onlus ha organizzato<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>Sant’Agata di Militello, nel messinese,<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>il primo convegno nazionale sulla devastante patologia con straordinari contributi a livello medico e scientifico sui passi avanti della ricerca e le prospettive per il futuro, momento di ascolto e condivisione di straordinarie testimonianze di vita di chi si è trovato, e si trova tutt’oggi, a fare i conti con un nemico terribile, occasione importante di diffusione, divulgazione e conoscenza della malattia.</p>
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                            Testo e Foto di 
                        </div>
                    
                    <div class="authors__link-list">
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                                    Sebastiano Bellomo
                                </a>
                                                                        </div>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/la-dolce-federica.html">La dolce Federica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Bisogna vaccinare i bambini&#8221;. &#8220;No, serve cautela&#8221;. Ecco come la pensano gli esperti</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/bisogna-vaccinare-i-bambini-no-serve-cautela-ecco-come-la-pensano-gli-esperti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 14:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=336265</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Vaccini anti-Covid19 per i bambini sì o no? La strategia anti-pandemica prevede già la somministrazione di una terza dose, che potrebbe divenire necessaria per tutta la popolazione. E su questo gli esperti tendono ad avere pareri unanimi, oltre che a seguire le pronunce degli enti che si esprimono in materia. C&#8217;è un tema, però, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/bisogna-vaccinare-i-bambini-no-serve-cautela-ecco-come-la-pensano-gli-esperti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/bisogna-vaccinare-i-bambini-no-serve-cautela-ecco-come-la-pensano-gli-esperti.html">&#8220;Bisogna vaccinare i bambini&#8221;. &#8220;No, serve cautela&#8221;. Ecco come la pensano gli esperti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Vaccino-ai-bambini-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Vaccini anti-Covid19 per i <strong>bambini</strong> sì o no? La strategia anti-pandemica prevede già la somministrazione di una terza dose, che potrebbe divenire necessaria per tutta la popolazione. E su questo gli esperti tendono ad avere pareri unanimi, oltre che a seguire le pronunce degli enti che si esprimono in materia. C&#8217;è un tema, però, che sembra essere più divisivo degli altri. I bambini, sino a questo momento, non hanno fatto parte della platea delle persone per cui sono stati previsti <strong>vaccini</strong> <strong>anti-Covid19</strong>. Il fatto che la scienza si stia dividendo al riguardo non sembra una buona notizia. La reazione della cittadinanza alle novità, del resto, dipende pure dalla chiarezza comunicativa con cui gli addetti ai lavori dovrebbero comunicare all&#8217;esterno le risultanze degli studi e dei dati di cui sono in possesso.</p>
<p>Nel corso di queste ore, viene ventilato che l&#8217;<strong>Ema</strong> possa prendere posizione sulla fascia anagrafica che comprende coloro che hanno tra i 5 e gli 11 anni. Dovremmo saperne qualcosa in più entro la fine di novembre. <a href="https://it.insideover.com/scienza/qui-in-israele-ce-la-quarta-ondata-con-la-terza-dose-over-60-protetti.html">Israele ha già iniziato</a> a vaccinare quella fascia d&#8217;età, mentre altre nazioni si sono apertamente schierate per il no. Siamo alle solite, insomma. Anche gli scienziati di casa nostra tendono a presentare pareri difformi. Il professor <strong>Fabrizio Pregliasco</strong>, virologo dell&#8217;Università di Milano, direttore sanitario dell&#8217; Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e presidente dell&#8217;Anpas non ha troppi dubbi: i bambini andrebbero vaccinati. Pregliasco parte da due assunti: il primo è che i vaccini hanno già dimostrato di essere sicuri; il secondo è che i bambini sono coloro che tendono a diffondere in misura maggiore il virus. Un&#8217;opinione diversa &#8211; invece &#8211; è stata espressa dal professor Massimo Ciccozzi, che è il direttore dell&#8217;Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma. Ciccozzi non esclude in modo a-prioristico che i bambini debbano essere vaccinati, ma predica qualche cautela in più.</p>
<h3>Il parere del professor Fabrizio Pregliasco</h3>
<p>Il professor <strong>Fabrizio Pregliasco</strong> &#8211; come premesso &#8211; è un fermo sostenitore del &#8220;sì&#8221; rispetto alla necessità di vaccinare anche i più piccoli. La sua opinione, in soldoni, è che vaccinare i bambini contribuisca al controllo, se non all&#8217;uscita, della pandemia. Sentito in merito da <em>InsideOver</em>, l&#8217;esperto ha dichiarato che &#8220;in ogni caso la variante delta li coinvolge molto. In questo momento sono i diffusori della malattia&#8221;. La questione per il virologo è statistica: &#8220;C&#8217;è un 10% di adulti che non si è vaccinato e che non si vaccinerà. I più piccoli rappresentano un altro 10%. E questo 20% ci allontana molto da quell&#8217;obiettivo teorico dell&#8217;88% che sarebbe il valore dell&#8217;immunità di gregge anche se non è, perché non si arriverà all&#8217;azzeramento. E dunque &#8211; sostiene il professore &#8211; insistere con loro (i bambini, <em>ndr</em>) è un elemento determinante per la salute pubblica&#8221;. Poi il discorso verte sulla pericolosità della variante maggioritaria in questi mesi: &#8220;La Delta non è proprio una passeggiata. In considerazione della reale sicurezza dei vaccini, citerei l&#8217;evitamento della malattia, il fatto di continuare attività sociale ed attività scolastica ed i dubbi del long Covid: tutto questo secondo me giustifica la validità della vaccinazione&#8221;. Però &#8211; facciamo notare &#8211; c&#8217;è un certo scetticismo. Pregliasco, ai dubbiosi, risponde che &#8220;la profilatura di sicurezza per ii vaccini è più che buona e che non dobbiamo farci prendere dalla paura di questa novità. Conosciamo il meccanismo di azione di questi vaccini da dieci anni e più. Riteniamo che tutto questo sia assolutamente ragionevole ed in sicurezza&#8221;, chiosa.</p>
<h3>Il parere del professor Massimo Ciccozzi</h3>
<p>Il professor <a href="https://it.insideover.com/persone/massimo-ciccozzi"><strong>Massimo Ciccozzi</strong></a>, invece, non è un aperto sostenitore del &#8220;no&#8221;, ma neppure un fautore del &#8220;sì&#8221; ad ogni costo. Che il tema sia complesso non è un mistero: &#8220;La verità &#8211; premette &#8211; è nel mezzo. Abbiamo un sacco di gente che non si è ancora vaccinata. Bisognerebbe fargli capire che il vaccino funziona. E questo sarebbe necessario ancora prima di dare vita ad una campagna sui più piccoli&#8221;. La vaccinazione dei bambini è un argomento sul quale Ciccozzi evidenzia soprattutto due elementi: &#8220;Se uno pensa alle malattie infettive, è chiaro che i bambini vanno vaccinati. Sono sempre stati vaccinati, sono portatori del virus&#8230; . E negli Stati Uniti si stanno iniziando ad ammalare. Però &#8211; specifica &#8211;  sui bambini la questione delicata: bisogna essere sicuri al 100% che non abbiano assolutamente alcun <strong>effetto collaterale</strong>. Allora, in quel caso &#8211; prosegue il professore &#8211; ci si può pensare&#8221;. Anche in questa circostanza spunta la cosiddetta sindrome del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/long-covid-ne-soffrono-pi-met-degli-infettati-1982474.html">long Covid</a>, un argomento che da un anno almeno accompagna le cronache sul Covid e su cui la scienza è impegnata a studiare: &#8220;Per i bambini non è detto che ci sia la problematica del long Covid, che non conosciamo. Sappiamo che è una malattia multiorganica. Bisogna stare molto attenti ed essere molto prudenti&#8221;. Il ragionamento è epidemiologico, ma l&#8217;epidemiologia per Ciccozzi può nascondere qualche incognita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/bisogna-vaccinare-i-bambini-no-serve-cautela-ecco-come-la-pensano-gli-esperti.html">&#8220;Bisogna vaccinare i bambini&#8221;. &#8220;No, serve cautela&#8221;. Ecco come la pensano gli esperti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Biden &#8220;dimentica&#8221; i bambini al confine col Messico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-biden-dimentica-i-bambini-al-confine-col-messico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 13:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi migratori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=311110</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bambini migranti confine messico usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei principali cavalli di battaglia del Partito democratico alle scorse presidenziali americane era costituito dalle continue e ripetute accuse nei confronti dell&#8217;ex presidente Donald Trump circa la mala-gestione del sistema migratorio. Poca accoglienza, respingimenti forzati e dismissione delle procedure che portavano al dialogo diretto con i Paesi centroamericani erano state viste dal neo presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-biden-dimentica-i-bambini-al-confine-col-messico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-biden-dimentica-i-bambini-al-confine-col-messico.html">Così Biden &#8220;dimentica&#8221; i bambini al confine col Messico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bambini migranti confine messico usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/10915864_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno dei principali cavalli di battaglia del Partito democratico alle scorse presidenziali americane era costituito dalle continue e ripetute accuse nei confronti dell&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donald Trump</a> circa la mala-gestione del <strong>sistema migratorio</strong>. Poca accoglienza, respingimenti forzati e dismissione delle procedure che portavano al dialogo diretto con i Paesi centroamericani erano state viste dal neo presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a> come una delle primissime cose da cambiare. Adesso, a quasi tre mesi dall&#8217;insediamento ufficiale, la sensazione è quella che ancora una volta tutto cambi per non cambiare mai, con i migranti al confine messicano che continuano a vivere il loro quotidiano dramma. In uno scenario in cui, purtroppo, i più duramente colpiti sembrano ancora essere i <strong>minorenni</strong>.</p>
<h2>Da Trump a Biden, nulla è cambiato</h2>
<p>Benché abbia negli ultimi mesi espresso sempre parole di compassione e di apertura nei confronti delle persone in difficoltà che fortuna negli Stati Uniti, per adesso nulla è cambiato. I flussi migratori alla frontiera messicana continuano a mettere sotto stress i controlli e le forze dell&#8217;ordine in uno scenario che diviene particolarmente complicato quando di mezzo ci sono i minorenni dato che per loro sono in vigore delle regole speciali.</p>
<p>Una volta giunti non accompagnati negli Stati Uniti, non possono essere <strong>respinti</strong> ma devono obbligatoriamente essere accolti sul suolo nazionale. Lasciati quindi nelle mani delle guardie di frontiera, entro le 72 ore dal loro arrivo devono essere ricollocati nelle strutture di accoglienza, per procede quindi alle pratiche burocratiche di ricongiungimento (se, negli Usa, è presente almeno un loro familiare) o di adozione.</p>
<p>Dopo la sospensione del trattato americano con i Paesi del centroamericani riguardante la possibilità di impostare le pratiche di ricongiungimento già presso l&#8217;ambasciata americana, il flusso migratorio di minorenni ha visto una nuova impennata. E adesso è lo stesso apparato di accoglienza americano ad essere messo in crisi, non essendo in grado di <strong>reggere</strong> ai numeri del fenomeno.</p>
<h2>Bambini in stato di fermo oltre le 72 ore</h2>
<p>Non disponendo delle adeguate strutture per la prima accoglienza, il risultato è dunque quello che i <strong>migranti bambino</strong> molto spesso rimangono in affidamento alle guardie di frontiera ben oltre le canoniche 72 ore. E molto spesso, ciò avviene in <strong>condizioni di degrado</strong> senza fornire loro nemmeno le adeguate cure mediche, gli adeguati ristori e i più basilari strumenti di igiene personale (come lo spazzolino da denti e come il dentifricio). Tutto questo, infatti, è quello che emerge da <a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-immigration-kids-analysis/analysis-facing-critics-biden-has-no-good-choices-to-manage-influx-of-migrant-children-idUSKBN2B22E0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;inchiesta</a> dell&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em> e che si basa sulla testimonianza dei funzionari americani di stanza al confine con il Messico.</p>
<p>Il governo americano adesso è nelle mani dei democratici. Ma se a parole sono stati <strong>promessi</strong> sia la sburocratizzazione delle procedure sia il potenziamento delle strutture di prima accoglienza, nella realtà la condizione dei bambini lungo i confini è drasticamente peggiorata rispetto all&#8217;amministrazione Trump. Se da una parte è facile però dare al presidente repubblicano le colpe della situazione che si è venuta a creare, dall&#8217;altro è impossibile ignorare l&#8217;estrema lentezza con il quale il governo federale si stia muovendo al riguardo.</p>
<h2>&#8220;Stiamo facendo tutto il possibile&#8221;</h2>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-usa-immigration-kids-analysis/analysis-facing-critics-biden-has-no-good-choices-to-manage-influx-of-migrant-children-idUSKBN2B22E0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come riportato</a> sempre da <em>Reuters</em>, le autorità americane hanno dichiarato di essere impegnate a tuttotondo nella gestione dell&#8217;emergenza e nel tentativo di migliorare la situazione. Tuttavia, i risultati fino a questo momento tardano ad arrivare contribuendo ad un <strong>peggioramento</strong> generalizzato del fenomeno.</p>
<p>In questo scenario, dunque, se l&#8217;obiettivo è quello di tenere fede alle promesse e garantire un futuro migliore ai minorenni giunti negli Stati Uniti, Biden deve &#8220;darsi una mossa&#8221;. Il rischio, questa volta, è infatti quello di deludere il proprio elettorato anche su una questione che, in linea teorica, è stata la discriminante che ha portato alla sua elezioni nell&#8217;exploit avuto in alcuni zoccoli duri americani (come l&#8217;Arizona). Perché, in caso contrario, Trump potrebbe non essere l&#8217;unico presidente degli Stati Uniti del XXI secolo a <strong>non essere confermato</strong> per un secondo mandato.</p>
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		<title>L&#8217;esercito dei 100 milioni di bambini fantasma</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cento-milioni-bambini-fantasma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 06:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1610" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-768x618.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-1024x824.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Le drammatiche immagini dei bambini coinvolti in alcuni dei conflitti più sanguinosi della Terra, come in Yemen, in Siria e a Gaza, vengono fatte circolare a periodi alterni in base al tipo di pressione mediatica che si vuole esercitare su un determinato tema. I piccoli martiri, in questo modo, vengono colpiti due volte: dai proiettili &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cento-milioni-bambini-fantasma.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1610" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352.jpg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-300x242.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-768x618.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_2462352-1024x824.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><p>Le drammatiche immagini dei bambini coinvolti in alcuni dei conflitti più sanguinosi della Terra, come in Yemen, in Siria e a Gaza, vengono fatte circolare a periodi alterni in base al tipo di pressione mediatica che si vuole esercitare su un determinato tema. I piccoli martiri, in questo modo, vengono colpiti due volte: dai proiettili e dalla strumentalizzazione. La stessa che però non tiene conto del fatto che simili drammi non siano affatto stroboscopici, ma che ogni giorno, in tutto in mondo, ci sono milioni di bambini innocenti che per un motivo o per l&#8217;altro vivono separati dalle loro famiglie in condizioni di povertà, guerra, violenza.</p>
<p>La stragrande maggioranza di loro non viene salvata da gentili sconosciuti, non beneficia delle donazioni dei mecenati, non viene accolta in istituti e spesso non viene nemmeno registrata all&#8217;anagrafe. E le stime, seppur già sconvolgenti, sono tutt&#8217;altro che accurate. Attualmente le Ong specializzate nel settore hanno solo una vaga idea del numero reale di bambini costretti a sopravvivere senza le loro famiglie. Le cifre a cui si fa riferimento di solito parlano di <strong>100 milioni di bambini di strada</strong> sparsi in tutto il pianeta, otto milioni assistiti in orfanotrofi e circa un milione privato della libertà, detenuto o imprigionato. Numeri per nulla aggiornati e soprattutto approssimati incredibilmente per difetto.</p>
<p>La stima di quanti vivono in istituti per orfani, ad esempio, è parecchio grossolana. Per alcune associazioni come <em>ReThink Orphanages</em>, questi sarebbero almeno il quadruplo e il fatto che non siano censiti non fa altro che renderli ancora più vulnerabili, come dimostrano recenti casi eclatanti di violenza su minori in contesti difficili. Si pensi a Matthew Durham, l&#8217;uomo originario dell&#8217;Oklahoma condannato per aver abusato sessualmente di bambini mentre prestava volontariato in un orfanotrofio in Kenya. È stato condannato a 40 anni di reclusione per aver stuprato ripetutamente tre ragazzine di 5, 9 e 15 anni e aver molestato un ragazzo di 12. A questo si aggiungano minacce come la malnutrizione, lo stress, l&#8217;ansia dai pericoli in cui incorrono e le restrizioni che cono costretti a subire. Traumi tali da riuscire ad avere un impatto significativo sul loro sviluppo. Il mese scorso, quasi 100 bambini sono stati trovati sull&#8217;orlo della fame negli orfanotrofi bielorussi. Una ragazza tra loro, a 20 anni, <strong>pesava solo 11,5 chili</strong>. In Cambogia, secondo un rapporto governativo del 2015, il 38% degli orfanotrofi non è mai stato ispezionato e uno su dieci non è stato registrato. Per tutta risposta, 3.500 bambini che vivevano in condizioni spaventose sono stati mandati a casa dalle loro famiglie. Sono ancora sotto gli occhi di tutti, poi, le immagini del campo profughi di Moria, sull&#8217;isola greca di Lesbo, in cui centinaia di bambini in fuga dalla Siria presentano sintomi di psicosi, hanno pensieri suicidi o hanno già tentato di togliersi la vita.</p>
<p>In generale, comunque, i bambini cresciuti in istituti statali hanno maggiori probabilità di rimanere intrappolati in un limbo di esclusione sociale per tutta la vita. In Russia, ad esempio, secondo uno studio della Banca Mondiale che risale al 2000 (e già il fatto che non esistano altri indicatori più recenti è eloquente), un terzo di loro diventa senzatetto, uno su cinque finisce con la fedina penale sporca e uno su 10 si suicida.</p>
<p>E i governi non possono certo ragionare politiche ad hoc per persone che nemmeno sanno che esistono. Popolazioni nomadi, rifugiati e appunto, orfani, sono difficili da censire per tempi, modi e budget, e nonostante più di 250 Ong abbiano chiesto all&#8217;Onu di includere questi bambini nel monitoraggio statistico per raccoglierli nei piani d&#8217;assistenza, i passi avanti sono ancora ben pochi. La campagna <a href="https://www.wearelumos.org/get-involved/take-action/all-children-count-not-all-are-counted-leavenoonebehind"><em>All Children Count</em>,</a> condotta da <em>Lumos</em> e <em>SOS Villaggi dei bambini</em>, lavora affinché il quadro di monitoraggio dei vari istituti assicuri che tutti i bambini che vivono al di fuori delle cure parentali siano rappresentati in dati disaggregati, e che i modi in cui questi vengano raccolti siano ampliati. E di molto.<br />
Sotto questo tipo di pressione, ad esempio, l&#8217;Uganda ha introdotto una legislazione che richiede a qualsiasi istituto che si prenda cura di bambini di registrarli ogni tre mesi. Ma la sua applicazione pratica, a conti fatti, è quella che è. Nella succitata Cambogia, invece, la legislazione richiede che tutti i bambini negli orfanotrofi siano censiti presso un&#8217;anagrafe specializzata. La volontà politica, insomma, ci sarebbe, ma quello che manca sono i mezzi.<br />
La campagna <em>All Children Count</em> va di pari passo con altre iniziative studiate per far sì che milioni di bambini non siano più invisibili. Già nel dicembre 2014, la risoluzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori ha richiesto uno studio globale sui bambini privati della libertà. Tra questi sono inclusi quelli in regime di detenzione penale, detenzione per immigrazione clandestina o che sono incarcerati con i loro genitori, in istituti (orfanotrofi, case per bambini disabili), coinvolti in conflitti armati e sono trattati come minacce alla sicurezza nazionale.</p>
<p>Dopo due anni di preparazione è stata di recente messa in piedi una task force con a capo un esperto indipendente, l&#8217;avvocato austriaco per i diritti umani<strong> <a href="https://www.un.org/press/en/2016/sg2234.doc.htm">Manfred Novak</a></strong>. La sua squadra ha elaborato un modello di censimento che è stato inviato agli stati membri dell&#8217;ONU, a cui viene richiesto di raccogliere dati più accurati possibile sul reale numero di bambini che rientrano nelle suddette categorie.<br />
Il prossimo passo sarà quello di esplorare i modi in cui la tecnologia potrebbe essere d&#8217;aiuto per sottrarre all&#8217;oblio il maggior numero di bambini invisibili. Si potrebbero ad esempio aiutare le istituzioni a localizzare orfanotrofi privati non regolamentati attraverso la mappatura satellitare. Si potrebbero aiutare gli assistenti sociali a raccogliere e condividere informazioni sui bambini vulnerabili. Più in generale, si potrebbe migliorare l&#8217;efficienza delle indagini sulla raccolta dei dati. Ma, prima di tutto, è importante che vengano sviluppate delle linee guida sulla protezione dell&#8217;infanzia, dato l&#8217;altissimo livello di vulnerabilità dei bambini che vivono ai margini della società.<br />
Di lavoro da fare ce n&#8217;è ancora parecchio, anche perché se si pensa che nemmeno nei paesi sviluppati, dove i censimenti vengono fatti ogni 10 anni e dove ogni anno vengono monitorati i dati relativi alle nascite e alle morti, si sia riusciti al momento a studiare un sistema per aggiornare la raccolta dati con regolarità, si può ben immaginare quale possa essere la situazione nei paesi col più alto tasso di natalità al mondo, che com&#8217;è noto non rientrano nella categoria (le 10 nazioni al mondo in cima alla classifica del &#8220;<a href="https://www.indexmundi.com/map/?v=25&amp;l=it">tasso di natalità grezzo</a>&#8221; sono Angola, Niger, Mali, Uganda, Zambia, Burundi, Burkina Faso, Malawi, Somalia e Liberia). Ma l&#8217;esercito dei bambini fantasma continua a non fare notizia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cento-milioni-bambini-fantasma.html">L&#8217;esercito dei 100 milioni di bambini fantasma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; I figli della guerra in Yemen</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-figli-della-guerra-in-yemen</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 14:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1277" height="646" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini.jpg 1277w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-768x389.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-1024x518.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1277px) 100vw, 1277px" /></p>
<p>I civili rappresentano le prime vittime della guerra in Yemen. E spesso i bambini vengono reclutati per combattere</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-figli-della-guerra-in-yemen">REPORTAGE | I figli della guerra in Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1277" height="646" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini.jpg 1277w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-768x389.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Yemenbambini-1024x518.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1277px) 100vw, 1277px" /></p><p><span>I civili rappresentano le prime vittime della guerra in Yemen. E spesso i bambini vengono reclutati per combattere</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-figli-della-guerra-in-yemen">REPORTAGE | I figli della guerra in Yemen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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