Vaccini anti-Covid19 per i bambini sì o no? La strategia anti-pandemica prevede già la somministrazione di una terza dose, che potrebbe divenire necessaria per tutta la popolazione. E su questo gli esperti tendono ad avere pareri unanimi, oltre che a seguire le pronunce degli enti che si esprimono in materia. C’è un tema, però, che sembra essere più divisivo degli altri. I bambini, sino a questo momento, non hanno fatto parte della platea delle persone per cui sono stati previsti vaccini anti-Covid19. Il fatto che la scienza si stia dividendo al riguardo non sembra una buona notizia. La reazione della cittadinanza alle novità, del resto, dipende pure dalla chiarezza comunicativa con cui gli addetti ai lavori dovrebbero comunicare all’esterno le risultanze degli studi e dei dati di cui sono in possesso.

Nel corso di queste ore, viene ventilato che l’Ema possa prendere posizione sulla fascia anagrafica che comprende coloro che hanno tra i 5 e gli 11 anni. Dovremmo saperne qualcosa in più entro la fine di novembre. Israele ha già iniziato a vaccinare quella fascia d’età, mentre altre nazioni si sono apertamente schierate per il no. Siamo alle solite, insomma. Anche gli scienziati di casa nostra tendono a presentare pareri difformi. Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, direttore sanitario dell’ Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e presidente dell’Anpas non ha troppi dubbi: i bambini andrebbero vaccinati. Pregliasco parte da due assunti: il primo è che i vaccini hanno già dimostrato di essere sicuri; il secondo è che i bambini sono coloro che tendono a diffondere in misura maggiore il virus. Un’opinione diversa – invece – è stata espressa dal professor Massimo Ciccozzi, che è il direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma. Ciccozzi non esclude in modo a-prioristico che i bambini debbano essere vaccinati, ma predica qualche cautela in più.

Il parere del professor Fabrizio Pregliasco

Il professor Fabrizio Pregliasco – come premesso – è un fermo sostenitore del “sì” rispetto alla necessità di vaccinare anche i più piccoli. La sua opinione, in soldoni, è che vaccinare i bambini contribuisca al controllo, se non all’uscita, della pandemia. Sentito in merito da InsideOver, l’esperto ha dichiarato che “in ogni caso la variante delta li coinvolge molto. In questo momento sono i diffusori della malattia”. La questione per il virologo è statistica: “C’è un 10% di adulti che non si è vaccinato e che non si vaccinerà. I più piccoli rappresentano un altro 10%. E questo 20% ci allontana molto da quell’obiettivo teorico dell’88% che sarebbe il valore dell’immunità di gregge anche se non è, perché non si arriverà all’azzeramento. E dunque – sostiene il professore – insistere con loro (i bambini, ndr) è un elemento determinante per la salute pubblica”. Poi il discorso verte sulla pericolosità della variante maggioritaria in questi mesi: “La Delta non è proprio una passeggiata. In considerazione della reale sicurezza dei vaccini, citerei l’evitamento della malattia, il fatto di continuare attività sociale ed attività scolastica ed i dubbi del long Covid: tutto questo secondo me giustifica la validità della vaccinazione”. Però – facciamo notare – c’è un certo scetticismo. Pregliasco, ai dubbiosi, risponde che “la profilatura di sicurezza per ii vaccini è più che buona e che non dobbiamo farci prendere dalla paura di questa novità. Conosciamo il meccanismo di azione di questi vaccini da dieci anni e più. Riteniamo che tutto questo sia assolutamente ragionevole ed in sicurezza”, chiosa.

Il parere del professor Massimo Ciccozzi

Il professor Massimo Ciccozzi, invece, non è un aperto sostenitore del “no”, ma neppure un fautore del “sì” ad ogni costo. Che il tema sia complesso non è un mistero: “La verità – premette – è nel mezzo. Abbiamo un sacco di gente che non si è ancora vaccinata. Bisognerebbe fargli capire che il vaccino funziona. E questo sarebbe necessario ancora prima di dare vita ad una campagna sui più piccoli”. La vaccinazione dei bambini è un argomento sul quale Ciccozzi evidenzia soprattutto due elementi: “Se uno pensa alle malattie infettive, è chiaro che i bambini vanno vaccinati. Sono sempre stati vaccinati, sono portatori del virus… . E negli Stati Uniti si stanno iniziando ad ammalare. Però – specifica –  sui bambini la questione delicata: bisogna essere sicuri al 100% che non abbiano assolutamente alcun effetto collaterale. Allora, in quel caso – prosegue il professore – ci si può pensare”. Anche in questa circostanza spunta la cosiddetta sindrome del long Covid, un argomento che da un anno almeno accompagna le cronache sul Covid e su cui la scienza è impegnata a studiare: “Per i bambini non è detto che ci sia la problematica del long Covid, che non conosciamo. Sappiamo che è una malattia multiorganica. Bisogna stare molto attenti ed essere molto prudenti”. Il ragionamento è epidemiologico, ma l’epidemiologia per Ciccozzi può nascondere qualche incognita.

 

diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY