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	<title>Scott Bessent Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 07:31:20 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Scott Bessent Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Giappone e la bomba silenziosa sotto i mercati globali</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-giappone-e-la-bomba-silenziosa-sotto-i-mercati-globali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Besana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Yen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'intervento Usa sullo yen può essere letto come un tentativo di guadagnare tempo durante una transizione estremamente complessa.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-giappone-e-la-bomba-silenziosa-sotto-i-mercati-globali.html">Il Giappone e la bomba silenziosa sotto i mercati globali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260629145139441_9d2a52470e4b20a5ecb12e55831ade3f-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per capire perché oggi molti investitori guardano al Giappone con crescente preoccupazione bisogna partire da una delle dinamiche più importanti e meno comprese della finanza globale: il <em>carry trade </em>sullo yen. Per oltre vent&#8217;anni, infatti, il Giappone ha rappresentato un&#8217;anomalia nel panorama economico mondiale perché mentre Stati Uniti ed Europa attraversavano cicli di crescita, inflazione e rialzi dei tassi, <strong>Tokyo conviveva con deflazione cronica, crescita debole e tassi d&#8217;interesse vicini allo zero. </strong>Questa situazione ha reso lo yen una fonte quasi inesauribile di capitale a bassissimo costo per investitori di tutto il mondo.</p>



<p>Il meccanismo era apparentemente semplice. <strong>Fondi, banche e investitori prendevano in prestito yen pagando interessi minimi e utilizzavano quel denaro per acquistare attività finanziarie più redditizie altrove:</strong> Treasury americani, obbligazioni corporate, azioni statunitensi, mercati emergenti, <em>private equity </em>e immobili. La differenza tra il rendimento ottenuto sugli investimenti e il costo del finanziamento rappresentava il profitto del carry trade. Per anni questa strategia ha funzionato così bene da diventare uno degli ingranaggi fondamentali della liquidità mondiale, oltre ad essere stata anche una delle principali fonti di leva finanziaria globale; una parte significativa della domanda di asset finanziari nel mondo è stata, non a caso, alimentata proprio da denaro preso in prestito in Giappone. Per questa ragione esisteva <a href="https://x.com/KobeissiLetter/status/2084805628816409056">una relazione molto stretta tra il cambio USD/JPY e il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato americani e quelli giapponesi</a>. Più i Treasury americani offrivano rendimenti superiori rispetto ai bond giapponesi, maggiore era l&#8217;incentivo per gli investitori a vendere yen, acquistare dollari e investire negli Stati Uniti. Il risultato era un dollaro più forte e uno yen più debole. Il grafico seguente mostra questa relazione:</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="569" height="298" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/GIAPPONE-1.jpg" alt="" class="wp-image-525561" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/GIAPPONE-1.jpg 569w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/GIAPPONE-1-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" /></figure>



<p>La linea blu rappresenta il differenziale tra il rendimento del Treasury americano a dieci anni e quello del titolo di Stato giapponese a dieci anni. La linea verde rappresenta invece il cambio USD/JPY. Quando aumenta il vantaggio dei rendimenti americani rispetto a quelli giapponesi, il dollaro si rafforza contro lo yen e quando il differenziale si riduce, il cambio tende a seguirlo. A partire da aprile 2025, indicato con la linea tratteggiata e associato al cosiddetto &#8220;<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/stati-uniti-liberation-day-quale-liberazione-234842">Liberation Day</a>&#8221; (cioè il giorno dell’avvio della politica tariffaria della seconda amministrazione Trump), e all&#8217;inizio di una nuova fase di tensioni commerciali globali, la correlazione si rompe. Da quel momento il differenziale di rendimento continua a scendere in modo significativo, passando da circa il 3,5% a livelli inferiori al 2%, ma il cambio USD/JPY non segue più la stessa traiettoria. Anzi, il dollaro rimane sorprendentemente forte e lo yen non si apprezza nella misura che i modelli tradizionali avrebbero suggerito, sintomo che il mercato sembrerebbe aver iniziato a interrogarsi sulla sostenibilità dell&#8217;intero sistema che ha sorretto il carry trade per decenni.</p>



<p><a href="https://www.cnbc.com/2026/07/14/japan-bond-jgb-yields-.html">La Bank of Japan ha infatti avviato negli ultimi anni un lento processo di normalizzazione della politica monetaria dopo un periodo straordinariamente lungo di tassi ultra-bassi</a>. Per decenni, gli investitori globali hanno praticamente ignorato i titoli di Stato giapponesi poiché i rendimenti erano schiacciati vicino allo zero dalla politica ultra-espansiva della Bank of Japan, che attraverso quantitative easing e controllo della curva dei rendimenti (Yield Curve Control) aveva trasformato il mercato dei JGB (Japanese Government Bonds) in uno dei meno remunerativi del mondo. Dopo aver abbandonato il controllo della curva dei rendimenti nel 2024 e dopo una serie di rialzi dei tassi, il mercato obbligazionario giapponese ha ricominciato a muoversi liberamente. I rendimenti dei JGB sono saliti a livelli che non si vedevano dagli anni Novanta e il decennale giapponese è arrivato vicino al 3%, mentre le scadenze più lunghe hanno raggiunto massimi pluridecennali. Per la prima volta dopo una generazione, gli investitori giapponesi hanno potuto ottenere rendimenti interessanti senza esportare necessariamente il loro capitale all&#8217;estero. Ma <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/japan-slips-third-largest-creditor-behind-china-despite-record-net-external-2026-05-25/">il Giappone rimane uno dei più grandi creditori del pianeta</a>: se una quota anche limitata dei flussi che tradizionalmente finivano nei Treasury americani o in altri asset globali dovesse essere reindirizzata verso il mercato domestico, gli effetti potrebbero essere significativi per tutto il sistema finanziario internazionale.</p>



<p>La risalita dei rendimenti è stata però alimentata non solo dalla normalizzazione monetaria, ma anche dalle crescenti preoccupazioni degli investitori per i piani di spesa del governo e per la sostenibilità fiscale di un paese che già possiede il più elevato rapporto debito/PIL del mondo sviluppato. Negli ultimi giorni il governo della premier Takaichi ha inoltre approvato un <a href="https://finance.yahoo.com/economy/policy/articles/japans-ruling-party-backs-takaichis-023820246.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuYmluZy5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAAG3Hs5muDWbthha4NDDeVAa3mNJqXPqLDUGPL-rbeC_HhG-hQdyo3x67bBsx8-u7ab5MeZLLeX6j-9gQetm4EJFdjM9ngDCjSbCXZsqfHgNndewuById6-k0QUL-vSDAl7K-_624AUnoJ82SfEfRkp4vjLQa8AhSu3epLqmA8Ifj">controverso piano per ridurre l&#8217;imposta sui prodotti alimentari dall&#8217;8% all&#8217;1% per due anni,</a> una misura che potrebbe creare un buco di bilancio vicino ai 5.000 miliardi di yen (circa 32 miliardi di dollari). Il risultato è però che il Giappone si trova in una situazione estremamente delicata. Da un lato la Bank of Japan deve continuare a normalizzare la politica monetaria <a href="https://tradingeconomics.com/japan/inflation-cpi">per rispondere al ritorno dell&#8217;inflazione e alle pressioni sui prezzi</a>. Dall&#8217;altro, ogni aumento dei rendimenti incrementa il costo di finanziamento di uno Stato fortemente indebitato e rischia di generare tensioni sul mercato obbligazionario domestico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intervento Usa per salvare&#8230; lo yen o il dollaro?</h2>



<p>Se la rottura della correlazione tra differenziale dei tassi e cambio USD/JPY rappresenta il primo segnale di un cambiamento strutturale, <a href="https://www.ilpost.it/2026/08/03/stati-uniti-giappone-yen/">lo storico intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone per sostenere lo yen mostra quanto le autorità siano consapevoli dei rischi che stanno emergendo</a>. A inizio agosto Washington e Tokyo sono intervenute direttamente sul mercato valutario per arrestare il crollo dello yen, sceso ai livelli più bassi degli ultimi quarant&#8217;anni contro il dollaro. Si tratta del primo intervento coordinato dal 2011, un evento straordinario che sottolinea quanto la debolezza della valuta giapponese sia ormai considerata un problema sistemico e non più soltanto una questione domestica. Un ulteriore indebolimento dello yen rischierebbe infatti di spingere Tokyo a difendere la valuta attraverso la vendita di una parte delle sue enormi riserve in Treasury americani. Per gli Stati Uniti questo scenario sarebbe potenzialmente destabilizzante, poiché il Giappone è uno dei principali detentori esteri di debito pubblico americano e una massiccia liquidazione di Treasury potrebbe alimentare un ulteriore rialzo dei rendimenti statunitensi proprio in una fase già delicata per la sostenibilità fiscale americana. </p>



<p>In questo senso, <a href="https://www.gospaconsulting.it/panorama-go-spa/tokyo-5-agosto-2024-the-big-crash-due-anni-dopo-che-lezione-trarne/">l&#8217;intervento sullo yen può essere letto come un tentativo di guadagnare tempo durante una transizione estremamente complessa</a>. A differenza delle tradizionali operazioni sul mercato valutario, però, Washington non ha venduto dollari per acquistare yen. Secondo quanto riportato dal <em>Financial Times </em>e da Reuters, la Federal Reserve Bank di New York, operando per conto del Tesoro americano, avrebbe invece <a href="https://www.wealthprofessional.ca/investments/global-investing/us-sells-euros-to-buy-yen-in-rare-joint-move-with-japan/393187">venduto euro e acquistato yen, in un&#8217;operazione definita da diversi analisti come &#8220;altamente insolita&#8221;</a> e forse addirittura senza precedenti. Washington non vuole quindi semplicemente aiutare il Giappone a difendere lo yen: vuole soprattutto evitare che il Giappone debba vendere Treasury americani per farlo.</p>



<p>Per questo il <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html#google_vignette">Segretario al Tesoro Scott Bessent</a> sta spingendo <a href="https://www.msn.com/en-us/money/markets/us-treasurys-bessent-reasonable-for-fed-to-consider-upsizing-fima/ar-AA29nlFt?ocid=BingNewsSerp">la Federal Reserve ad ampliare il FIMA Repo Facility</a>, uno strumento che permette alle banche centrali estere di ottenere dollari mettendo in garanzia i Treasury detenuti presso la Fed di New York, senza doverli liquidare sul mercato. Sostanzialmente, invece di vendere centinaia di miliardi di dollari di titoli di Stato americani per raccogliere liquidità e comprare yen, il Giappone potrebbe temporaneamente &#8220;impegnare&#8221; quei titoli presso la Fed e ottenere direttamente i dollari necessari per intervenire sul mercato valutario. Se quindi il Giappone dovesse smettere gradualmente di essere il grande fornitore di liquidità che è stato finora, gli effetti non si fermerebbero a Tokyo, ma si farebbero sentire in tutto il sistema finanziario globale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia dei droni va bene. Ma a che cosa servirebbe se i russi dovessero conquistare il Donbass, dove ancora avanzano? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html">Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina, e non certo per causa sua, ha poche certezze. Una è il metodo di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>per gestire il potere e mantenersi al centro di tutti i giochi, costi quel che costi. Adesso tutti commentano l&#8217;ultimo giro di giostra al governo: via dopo solo un anno la prima ministra <strong>Julija Svyrydenko</strong>, ottima tecnocrate (come ministra dello Sviluppo economico e del commercio trattò la questione delle terre rare con il ministro Usa del Tesoro, <strong>Scott Bessent,</strong> che la colmò di complimenti) ma figura politicamente inesistente; al suo posto <strong>Serhiy Koretskyi</strong>, 48 anni, un manager con una lunga carriera nelle aziende statali dell&#8217;energia (l&#8217;ultima Naftogaz, prima Ukrnafta e Ukrtatnafta); e per chiudere con il botto via il ministro della Difesa <strong>Mychajlo Fedorov,</strong> l&#8217;enfant prodige della politica ucraina, a 35 anni già due volte ministro e vice-premier. Con risvolti collaterali non proprio leggeri: il ministro degli Interni <strong>Ihor Klymenko</strong> che rifiuta di passare alla Difesa (non sono mica scemo, deve aver pensato) e Fedorov che non si rassegna a uscire di scena in silenzio e lancia messaggi alle migliaia di ucraini che sono scesi in piazza per protestare contro la sua rimozione. </p>



<p>Come dicevamo, è il metodo Zelensky. Quelli che adesso fanno gli occhioni stupiti dimenticano che nel 2019, appena eletto presidente, Zelensky nominò un governo di giovani tecnocrati guidato da da Oleksij Hončaruk, 35 anni, il più giovane premier nella storia del Paese, per licenziali tutti pochi mesi dopo, mettendo al posto di Hončaruk <strong>Denis Šmyhal</strong>, anche lui un manager del settore energetico, rimasto poi in carica fino al 2025. Dimenticano che, prima dell&#8217;invasione russa, Zelensky cambiò quattro ministri della Difesa e cinque ministri della Sanità (c&#8217;era il Covid), che di ministri della Difesa ne ha cambiati quattro in questi ultimi quattro anni (c&#8217;è la guerra), che i siluramenti illustri non si contano: da quello di <strong>Dmytro Razumkov, </strong>capo della sua campagna elettorale del 2019, poi presidente del Parlamento e infine spregevole paria, ai capi dell&#8217;SBU (servizio di sicurezza) <strong>Ivan Bakanov</strong> (suo amico d&#8217;infanzia, nominato a sorpresa dopo l&#8217;elezione) e <strong>Vasil Maljuk</strong>, fino al generale Valerij Zalužnyj, comandante in capo delle forze armate ucraine, nel 2024 dimissionato e mandato a svernare come finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>La lista potrebbe essere molto più lunga e passare per procuratori generali, giudici della Corte costituzionale e pezzi grossi assortiti. Ma ci siamo capiti. Mentre invece bisogna intendersi un po&#8217; meglio su quest&#8217;ultima serie di cambi al vertice, che peraltro arriva poco dopo il repulisti realizzato dalle agenzie anti-corruzione che hanno spazzato via, con l&#8217;Operazione Midas, il folto gruppo di corrotti che estorcevano denaro agli appaltatori dell&#8217;agenzia statale Energoatom e che comprendevano amici cari di Zelensky, due ministri in carica, un ex vice-premier, diversi alti burocrati e soprattutto quell&#8217;<strong>Andrij Jermak</strong> che era il braccio destro (capo dell&#8217;amministrazione presidenziale) di Zelensky e l&#8217;uomo dei contatti con Washington, tanto da essere da molti considerato il &#8220;presidente ombra&#8221; dell&#8217;Ucraina. </p>



<p><strong>Questi ultimi cambi, si diceva, hanno una logica. </strong>Che non sta certo in una presunta paura di Zelensky di perdere il potere. Oggi Zelensky è intoccabile: per gli ucraini, che lo considerano l&#8217;unico possibile leader della resistenza (finita quella, probabilmente lo spareranno sulla Luna); e per i Paesi che appoggiano l&#8217;Ucraina in chiave anti-russa. L&#8217;Unione Europea, poi, gli mangia in mano: un prestito di 90 miliardi euro pronta cassa, progetti comuni per costruire missili, la riduzione del diritto alla protezione per i rifugiati ucraini, bene accolti da noi se dicono di scappare davanti ai russi ma respinti e consegnati ai distretti militari se dicono che nn vogliono andare in guerra. I dieci punti sulla lotta alla corruzione, concordati nel gennaio 2025 con Marta Los, commissario Ue all&#8217;Allargamento? Di fatto dimenticati.</p>



<p>Il punto non sta qui. Sta, invece, nella situazione militare, che da noi viene raccontata come se fosse una telenovela di quarant&#8217;anni fa, tipo <em>La schiava Isaura</em> con il buono-buono, il cattivo-cattivissimo e la fanciulla innocente in mezzo. <strong>Ora è di moda dire che il giovane Fedorov ha rovesciato le sorti della guerra con la strategia dei droni e dei missili. </strong>È evidente che la nuova postura ucraina ha colpito duro sulle infrastrutture della Russia, che oggi raffina il 20% della benzina e il 40% del diesel in meno di prima. Ma Fedorov ha studiato management, non è uno stratega militare. La sua vera dote strategica sono i contatti con le aziende tecnologiche americane, a cominciare da Star Link di <strong>Elon Musk </strong>per finire con Palantir di <strong>Peter Thiel,</strong> che nell&#8217;offensiva dei droni sono decisive perché forniscono l&#8217;intelligence, la localizzazione dei bersagli, le rotte per i voli, la disposizione delle difese antiaeree russe, insomma tutto ciò che porta un missile o un drone sul bersaglio. Il resto è quasi solo meccanica.</p>



<p>Se Zelensky, a un certo punto della rissa tra Fedorov e il generale <strong>Aleksandr Syrsky,</strong> comandante delle forze armate ucraine dal siluramento di Zalushny, ha scelto Syrsky, militare cresciuto alla vecchia scuola sovietica, la ragione sta nel Donbass. Perché lì, a dispetto di quel che si legge da noi, i russi continuano ad avanzare e Zelensky ha bisogno che Syrsky continui a resistere, anche a costo di sacrificare molti uomini (vedi provvedimento sui rifugiati della Ue): a che ti serve far salire il prezzo della benzina in Russia se poi perdi la regione di Donetsk? E questa non è l&#8217;unica ragione se, dovendo proprio scegliere, Zelensky ha scelto il vecchio generale e non il giovane tecnocrate. Anche perché proprio questo gli chiede l&#8217;Europa: rallentare il più possibile i russi mentre Germania, Francia, Polonia e compagnia provvedono a rifornire i loro arsenali.</p>



<p>Seconda ragione: Syrsky è il perfetto rappresentante del mondo che gravita intorno al ministero della Difesa e che è fatto non solo dell&#8217;eroismo al fronte ma <strong>anche di ruberie, complicità, privilegi, cricche e camarille. </strong>Perché, altrimenti, diversi ministri della Difesa (per non parlare di grappoli di vice-ministri) si sarebbero avvicendati, sempre inseguiti dallo sgradevole profumo dello scandalo? È un mondo opaco su cui si sono riversati quasi di colpo centinaia di miliardi di aiuti finanziari e militari, una manna dal cielo che ha ovviamente scatenato fin troppi appetiti. Gli stessi americani, nel tempo, hanno inviato diverse missioni di controllo, dovendo alla fine concludere che non poche armi né pochi soldi erano spariti verso tasche sconosciute. <strong>Ma è anche il mondo che deve garantire la resistenza dell&#8217;Ucraina e con cui Zelensky non può permettersi di entrare in urto.</strong></p>



<p>Questo per Fedorov. Ma una ragione analoga, ovvero la situazione militare, ha regolato anche l&#8217;elevazione del manager dell&#8217;energia Koretskyj al rango di primo ministro. Della difficoltà della Russia abbiamo detto. Ma qualche settimana fa Vladimir Putin ha detto che la risposta della Russia ai colpi ucraini &#8220;sarà speculare&#8221;. E infatti i russi hanno cominciato a colpire, oltre a tutto ciò che già colpivano prima, le infrastrutture portuali e le navi mercantili ucraine (e guarda un po&#8217;, il prezzo del grano è su livelli record perché <a href="https://www.corriere.it/off-the-record-giuseppe-sarcina/26_luglio_17/cereali-russia-ucraina-italia-8d682f25-01a0-4f2f-86f0-dd43a48f1xlk.shtml">le forniture russe e ucraine scarseggiano)</a> e soprattutto <strong>stanno radendo al suolo decine e decine di stazioni di servizio in tutta l&#8217;Ucraina,</strong> per rendere almeno in parte la pariglia rispetto alle incursioni contro le loro raffinerie. Se a questo aggiungiamo gli ormai tradizionali bombardamenti sulle centrali elettriche, capiamo subito che o la Russia va al tappeto entro l&#8217;estate (ipotesi suggestiva ma non molto credibile) o per l&#8217;Ucraina quello 2026-2027 sarà un altro inverno di buio e freddo. E Korestskyj, che come top manager di Naftogaz ha gestito l&#8217;inverno scorso), può essere l&#8217;uomo giusto al posto giusto.</p>



<p>Ma le riflessioni su Fedorov e Korestkyj, se corrette, ci fanno capire un&#8217;altra cosa. Zelensky è troppo informato e intelligente per credere alla propaganda dei suoi spin doctor. Sa che le cose non vanno così bene come riesce a far scrivere ai media occidentali. che è durissima. E si premunisce.</p>



<p>P.S.: ultimo scambio  tra Russia e Ucraina di corpi dei soldati caduti, il 16 luglio. All&#8217;Ucraina sono stati restituiti 501 corpi, alla Russia 31. </p>



<p></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-perche-zelensky-ha-scelto-il-vecchio-generale-syrsky-e-silurato-il-giovane-ministro-fedorov.html">Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Yen in caduta libera: cosa c&#8217;è dietro al crollo della valuta giapponese (e cosa significa)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/yen-in-caduta-libera-cosa-ce-dietro-al-crollo-della-valuta-giapponese-e-cosa-significa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Yen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo yen continua a perdere terreno: vantaggi per i turisti, rischi crescenti per il Giappone. Che cosa sta succedendo a Tokyo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/yen-in-caduta-libera-cosa-ce-dietro-al-crollo-della-valuta-giapponese-e-cosa-significa.html">Yen in caduta libera: cosa c&#8217;è dietro al crollo della valuta giapponese (e cosa significa)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-1024x680.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-1536x1020.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101646601_27de626d31e0009eeea91b2d524a5672-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una gioia per i turisti impegnati ad acquistare nei grandi magazzini. Un problema enorme per la <strong>Bank of Japan (BoJ)</strong> che teme il ritorno di tempi duri. In <strong>Giappone </strong>tiene banco il saliscendi dello <strong>yen</strong>, la valuta nazionale che nei giorni scorsi ha toccato il livello più basso dal 1986 arrivando a un cambio di <strong>162 per dollaro</strong>. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, spiega la società di intermediazione Tullett Prebon, ha addirittura perso circa il <strong>3,5% </strong>nei confronti del biglietto verde, registrando un calo complessivo di oltre l&#8217;<strong>11%</strong> nell&#8217;ultimo triennio. </p>



<p>Se i <strong>viaggiatori </strong>sono ben felici di approfittare di questa situazione, visto che, per esempio, possono portarsi a casa un orologio Seiko al corrispettivo di poco meno di 750 dollari contro i quasi mille che dovrebbero spenderne in patria, gli <strong>operatori del mercato valutario</strong> sono terrorizzati all&#8217;idea che le autorità nipponiche possano lanciare una nuova ondata di acquisti dello yen per sostenere la valuta. Il <em>Wall Street Journal</em> ha citato un dato emblematico: da gennaio 2026 a oggi Tokyo ha già bruciato oltre <strong>70 miliardi di dollari</strong> di <strong>riserve valutarie</strong> per sostenere lo yen.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505015" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede allo yen</h2>



<p>Il ministro delle finanze giapponese, <strong>Satsuki Katayama</strong>, ha spiegato che in caso di necessità il dicastero da lui guidato e la banca centrale &#8220;adotteranno le misure appropriate sulle valute in qualsiasi momento&#8221;. Nelle recenti discussioni avute con il segretario al Tesoro statunitense, <strong>Scott Bessent</strong>, aveva anticipato l&#8217;eventualità di fare tutto il possibile per <a href="https://it.insideover.com/economia/il-giappone-lo-yen-e-il-segnale-che-il-mondo-non-puo-ignorare.html">arrestare il deprezzamento dello yen</a>. </p>



<p>Ma che cosa sta succedendo in Giappone? Ci sono vari fattori che stanno contribuendo ad affossare la valuta nazionale. Due sono i principali: l&#8217;ansia degli investitori nei confronti dei <strong>piani fiscali</strong> che adotterà la prima ministra <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-takaichi-sanae-la-donna-che-punta-a-guidare-il-giappone.html">Sanae Takaichi</a>, unita alla preoccupazione che la BoJ stia procedendo troppo lentamente all&#8217;<strong>aumento dei tassi di interesse</strong>. Non solo: lo yen, come in realtà altre valute, si trova sotto pressione a causa del <strong>dollaro in forte rialzo</strong> che sta beneficiando della guerra in Iran e dei segnali restrittivi sui tassi d&#8217;interesse da parte del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh. </p>



<p>Dal canto suo, Miss Takaichi è favorevole a uno yen debole, dal momento che una situazione del genere <strong>stimola le esportazioni</strong> e gli utili aziendali che le <strong>multinazionali giapponesi</strong> realizzano all&#8217;estero. C&#8217;è però da considerare un aspetto non da poco: il deprezzamento della valuta sta spingendo al <strong>rialzo l&#8217;inflazione</strong> e mettendo a dura prova i <strong>bilanci familiari</strong> in un Paese che è uscito solo di recente da 30 anni di prezzi stagnanti o in calo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522854" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710101707777_a24081cba9c83b8e8e5884e275a8ce14.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema per l&#8217;economia del Giappone?</h2>



<p>Lo scorso16 giugno la BoJ ha alzato il suo tasso di riferimento all&#8217;<strong>1%</strong>, il livello più alto dagli anni &#8217;90. Attenzione però, perché questo tasso di interesse rimane considerevolmente inferiore rispetto a quello della Fed, che a giugno ha mantenuto il proprio tasso invariato tra il 3,5% e il 3,75%. </p>



<p>E quindi? Un simile divario sta spingendo i capitali verso gli <strong>Stati Uniti</strong> e lontano dal Giappone perché gli <strong>investitori </strong>sono perennemente alla ricerca di rendimenti migliori. Dal punto di vista del governo nipponico, un crollo incontrollato dello yen combinato con un&#8217;inflazione persistente potrebbe innescare una pericolosa <strong>crisi economica</strong>. </p>



<p>Una valuta nazionale più debole, come detto, rende inoltre più costosi i beni importati: un altro nodo spinoso per un Paese che importa gran parte del suo fabbisogno alimentare ed energetico (il 95% del petrolio transita dal <a href="https://it.insideover.com/energia/guerra-in-iran-il-nodo-di-hormuz-e-il-rischio-di-uno-shock-energetico-globale.html">Medio Oriente travolto dalle tensioni</a>). In un contesto del genere, le aziende giapponesi sono costrette a vendere ingenti quantità di yen per acquistare greggio, svalutando così ancora di più la valuta e facendo aumentare il costo della vita nel Paese. </p>



<p>La BoJ ha le mani quasi bloccate per via dell&#8217;elevato <strong>debito </strong>del Giappone (circa il <strong>248% del pil</strong>): aumentare i tassi di interesse per contrastare la svalutazione dello yen rischierebbe infatti di compromettere la leggera ripresa economica nazionale e, soprattutto, di minacciare la capacità del governo di finanziare il proprio debito. </p>



<p>Tokyo ha però iniziato a vendere <strong>titoli del Tesoro statunitensi</strong> (dei quali il Giappone rimane il maggiore detentore estero) allarmando Washington (un&#8217;azione del genere spinge al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi e complica i costi di indebitamento degli Usa). </p>



<p>Il governo Takaichi ha anche annunciato l&#8217;intenzione di incentivare i <strong>fondi pensione</strong>, compreso il Government Pension Investment Fund (Gpif), il più grande al mondo nel suo settore, ad aumentare in modo significativo gli investimenti in attività finanziarie nazionali. Un lieve sollievo per lo yen. Ma non una soluzione definitiva a un rebus complicatissimo da risolvere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="693" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-1024x693.jpg" alt="" class="wp-image-510647" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-1536x1039.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326102444543_530ba3d43139029365e793b7c3df1146.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Il potere economico al servizio della sovranità nazionale: gli Usa riscrivono le regole del gioco</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-potere-economico-al-servizio-della-sovranita-nazionale-gli-usa-riscrivono-le-regole-del-gioco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/SCOTT-BESSENT-Usa-Cina-il-sentiero-stretto-di-Bessent-tra-mediazione-e-guerra-commerciale-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Poco più di una settimana fa, il Segretario del Tesoro USA, Scott Bessent, ha pronunciato un discorso che potrebbe rivelarsi epocale quanto ai presupposti e ai prossimi indirizzi della politica economica statunitense. &#160;Egli ha infatti delineato una sistematizzazione dottrinale articolata della stessa in cinque principi che si prefiggerebbe addirittura di sostituire l’ortodossia liberista postbellica con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-potere-economico-al-servizio-della-sovranita-nazionale-gli-usa-riscrivono-le-regole-del-gioco.html">[...]</a></p>
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<p>Poco più di una settimana fa, il Segretario del Tesoro USA, Scott Bessent, ha pronunciato un <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0539">discorso</a> che potrebbe rivelarsi epocale quanto ai presupposti e ai prossimi indirizzi della politica economica statunitense. &nbsp;Egli ha infatti delineato una sistematizzazione dottrinale articolata della stessa in cinque principi che si prefiggerebbe addirittura di sostituire l’ortodossia liberista postbellica con quello che lo stesso ha definito “<em>economic statecraft</em>”; in altre parole, l’uso disciplinato del potere economico americano al servizio della sovranità nazionale.</p>



<p>Senza alcun minimo pudore, Bessent ha riletto criticamente l’ordine economico globale che gli Stati Uniti stessi hanno costruito e promosso a partire dal 1945. Ne ha riconosciuto i benefici, dai massicci programmi di ricostruzione post-bellica, all’espansione del commercio internazionale, fino all’innalzamento degli standard di vita &#8211; ma ha anche sostenuto come le asimmetrie, inizialmente accettate dagli USA per ragioni strategiche, si siano progressivamente trasformate in abitudini, poi in assunzioni acritiche, e, infine, in vulnerabilità strutturali. Un’argomentazione che ha finito con il richiamare esplicitamente uno dei padri fondatori della nazione, Alexander Hamilton, noto per il pensiero protezionista delle origini repubblicane del Paese. Un’operazione che a molti è sembrata anche un tentativo di ricondurre il trumpismo economico (qualunque cosa questo significhi) a una genealogia americana autentica piuttosto che a una rottura radicale con la tradizione economica del paese.</p>



<p>Il primo principio, la sicurezza economica come capacità nazionale, è probabilmente il più rivelatore dell’intera impostazione. Il Segretario al Tesoro abbandona esplicitamente il criterio del minor costo come bussola per le catene di approvvigionamento del paese, sostituendolo con una griglia di resilienza: la capacità di ciascuna filiera di resistere a crisi, coercizione, pandemie, attacchi informatici. È un capovolgimento di paradigma che formalizza ciò che già si osservava nella pratica delle politiche industriali post-Covid, ma che qui riceve una cornice teorica esplicita, con tanto di elenco dei settori strategici &#8211; semiconduttori, intelligenza artificiale, calcolo quantistico, minerali critici, farmaceutica &#8211; destinati a diventare i nuovi pilastri della potenza nazionale statunitense.</p>



<p>Il secondo principio, quello della reciprocità condizionata, è dove il discorso si presenta più apertamente conflittuale. Bessent afferma che l’accesso al mercato americano non sarà più “incondizionato”, e distingue &#8211; con una linea di demarcazione che lascia ampio margine discrezionale &#8211; tra regolamentazione legittima e discriminazione. La formulazione è abile: rivendica il rispetto per la sovranità regolatoria altrui, ma si riserva il diritto di giudicare quando questa regolamentazione dovesse “degenerare” in ostilità verso le imprese americane. È precisamente questo margine interpretativo a rendere tale principio un mero strumento politico, utilizzabile selettivamente nei confronti di partner commerciali diversi, amici e alleati inclusi. In altre parole, una malcelata forma di coercizione.</p>



<p>Il terzo principio, sulla scrittura delle “regole della prossima economia”, proietta lo stesso schema sulle tecnologie emergenti: asset digitali, stablecoin, tokenizzazione. Qui la competizione geoeconomica viene inquadrata come una battaglia per gli standard tecnologici, in termini che ricordano da vicino il dibattito sulla sovranità digitale europea, sebbene con un’asimmetria di fondo: Washington, ovviamente, intende scrivere quelle regole da posizione di forza, non negoziarle da pari a pari. Il timore tuttavia è che l’Europa sulla sovranità digitale, come su altri aspetti delicati, si sia già <a href="https://x.com/RnaudBertrand/status/2069574934972797089?s=20">arresa</a>.</p>



<p>Il quarto principio, sulla leadership finanziaria, è quello che merita una lettura attenta da parte di chi segue le dinamiche del sistema dollaro-centrico. Anche qui, senza pudore, Bessent collega esplicitamente il primato del biglietto verde alla capacità sanzionatoria americana, presentandoli come due facce della stessa moneta. Il passaggio sulla necessità che le sanzioni siano “mirate, applicabili e collegate alla strategia” suona come una risposta indiretta alle critiche, anche interne agli Stati Uniti, sull’uso eccessivo e talvolta controproducente dello strumento sanzionatorio, e della “militarizzazione del dollaro” che negli ultimi anni hanno accelerato la ricerca di valute alternative da parte di alcuni paesi.</p>



<p>Il quinto principio, quello distributivo, è probabilmente il più politicamente strumentale: lega lo <em>statecraft economico</em> al benessere dei lavoratori americani, in una sintesi tra nazionalismo economico e populismo sociale che caratterizza buona parte della retorica trumpiana. È interessante notare come Bessent eviti accuratamente ogni riferimento esplicito alla Cina, preferendo un linguaggio universalizzante (“avversari”, “paesi che non condividono i nostri interessi”) che permette di applicare lo stesso schema retorico, a seconda delle circostanze, anche a quelli che un tempo erano alleati storici degli USA, come l’Unione Europea.</p>



<p>Dal punto di vista geopolitico, il discorso conferma una traiettoria già delineata da tempo: l’amministrazione Trump non considera il protezionismo selettivo una deviazione tattica, ma la base di una nuova dottrina economica permanente, destinata a sopravvivere oltre la contingenza dei dazi. Per l’Europa e per l’Italia, l’implicazione pratica è che la “reciprocità” promessa da Washington sarà definita unilateralmente, secondo criteri che gli Stati Uniti si riservano il diritto di interpretare. E fin qui, purtroppo, nulla di nuovo rispetto alle prassi del passato adottate dagli USA nei confronti anche di paesi amici e alleati: senza scomodare la decisione di Nixon del 1971 di porre fine alla convertibilità del dollaro in oro (il primo colpo unilaterale degli USA al sistema di Bretton Woods da loro stessi voluto) basterebbe ricordare la stagnazione ultra-decennale inflitta dall’Amministrazione Reagan al Giappone con gli Accordi del Plaza del 1985 e, per venire a tempi più recenti, ai provvedimenti dell’Amministrazione Biden nel settore digitale e di quella Trump sui dazi, entrambi, come noto, assai dannosi per le economie europee.</p>



<p>Resta tuttavia da vedere se questa impostazione presentata &#8211; in modo un po’ fuorviante e manipolatorio &#8211; come un ritorno alla saggezza dei padri fondatori dell’America, si affermerà e, soprattutto, se produrrà effettivamente una maggiore resilienza strutturale del paese o se finirà, invece, per alimentare ulteriori frizioni con partner e competitori che, a loro volta, rivendicano, ormai da tempo, analoghe prerogative di sovranità economica.</p>



<p>In ogni caso, recuperare tre decenni di de-localizzazione industriale del sistema corporate statunitense alla ricerca spasmodica di maggiori profitti (di fatto una de-industrializzazione) e condotta soprattutto a detrimento dei colletti blu del paese da un lato, e di ultra-finanziarizzazione dell’economia dall’altro, sarà tutt’altro che facile.</p>
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		<title>Cuba, nuove sanzioni Usa in arrivo. E le aziende estere fuggono dall&#8217;isola</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cuba-nuove-sanzioni-usa-in-arrivo-e-le-aziende-estere-fuggono-dallisola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cuba, nuove sanzioni Usa in arrivo e le aziende internazionali fuggono dall'isola. Il 5 giugno scattano le nuove prescrizioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/cuba-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;assedio economico americano a Cuba si rafforza e in vista della<strong>&#8220;tagliola&#8221; del 5 giugno,</strong> data dell&#8217;entrata in vigore di nuove, importanti sanzioni statunitensi, si amplifica il fuggi-fuggi generalizzato dall&#8217;Isla Grande di molte aziende internazionali. Il conglomerato pubblico Gaesa sarà colpito a partire dalla giornata di venerdì, quando il gruppo controllato dai militari di L&#8217;Avana, che ha in mano circa il 40% delle attività produttive di Cuba, subirà nuove sanzioni sulle sue attività. Gaesa, stando a quanto promosso dall&#8217;amministrazione di Donald Trump, dal Dipartimento del Tesoro di Scott Bessent e dal Segretario di Stato Marco Rubio, vedrà l&#8217;impossibilità di interfacciarsi con persone giuridiche e fisiche statunitensi, non potrà accettare pagamenti in dollari e subirà lo scrutinio dell&#8217;<em>Office for Foreign Asset Control</em> (Ofac) del Tesoro Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressione su Cuba</h2>



<p>Il <strong>Dipartimento di Stato ha</strong> invitato il 7 maggio scorso i soggetti economici e i cittadini non statunitensi &#8220;comprese le istituzioni finanziarie straniere, dovrebbero procedere con cautela in qualsiasi rapporto con una parte sanzionata ai sensi della presente normativa&#8221;. Cuba, lo ricordiamo, è soggetta ad embargo da oltre sessant&#8217;anni ed è inserita nella lista di Stati &#8220;sponsor del terrorismo&#8221;, subendo oggigiorno restrizioni paragonabili a pochi altri avversari degli Usa: dopo la caduta di Bashar al-Assad in Siria, restano nella lista dei reietti solo L&#8217;Avana, la Corea del Nord, la Russia e l&#8217;Iran. E visto che la crisi energetica ha aperto momentanee fasi di spiraglio per Mosca e perfino Teheran, ad oggi solo Pyongyang ha una fase prolungata di repressione delle attività a mezzo sanzioni paragonabile a quella di Cuba.</p>



<p>Ora, chi fa affari con Gaesa rischia di subire le <strong>sanzioni secondarie americane e di veder interdetta l&#8217;operatività negli Stati Uniti</strong>. Yahoo Finance ha elencato l&#8217;ampio novero di aziende che dal 7 maggio hanno annunciato di lasciare Cuba: i campioni dei container europei, Cma-Cgm e Hapag-Lloyd, la società mineraria canadese Sherritt, il gruppo alberghiero canadese Blue Diamond Resorts, il concorrente spagnolo Iberostar. Cuba &#8220;scotta&#8221; e Washington vuole <strong>stringere le viti della pressione politico-economica contro il regime socialista di L&#8217;Avana</strong> guidato dal presidente <strong>Miguel Diaz-Canel,</strong> alzando ulteriormente il livello di pressione giunto a una dimensione senza precedenti <a href="https://it.insideover.com/politica/raul-castro-incriminato-negli-usa-puo-essere-condannato-a-morte-trump-e-rubio-alla-conquista-di-cuba.html" type="post" id="517870">nel 2026, <em>annus horribilis</em> per il sistema politico sorto con la rivoluzione </a>di Fidel Castro nel 1959 e oggi sempre più pericolante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo regime change?</h2>



<p>Gaesa controlla lo strategico settore del turismo, vitale per l&#8217;economia cubana, ed è attiva nella logistica, nei trasporti e nei servizi d&#8217;intermediazione finanziaria. Per un Paese sotto sanzioni e embargo, la costruzione del conglomerato è stata ritenuta una necessità per resistere all&#8217;assedio statunitense. Per i critici, invece, Gaesa è un Moloch autoreferenziale che allontana Cuba da benessere e prosperità e serve solo gli interessi degli alti papaveri del regime. &#8220;Le entrate totali di GAESA sono 3,2 volte superiori alle entrate annuali del bilancio statale cubano&#8221;, <a href="https://horizontecubano.law.columbia.edu/news/gaesa-invisible-elephant-cubas-macroeconomic-stabilization">nota Horizonte Cubano della Columbia Law School,</a> che aggiunge come esso &#8220;dichiara <strong>riserve liquide in dollari pari a 14,5 miliardi di dollari</strong>&#8221; e che &#8220;si tratta di una struttura economica, finanziaria e militare con accesso privilegiato alle valute estere, mercati vincolati e un proprio regime normativo, che la pone al di fuori della portata del controllo pubblico&#8221;.</p>



<p><strong>Nell&#8217;era di Diaz-Canel e del predecessore Raul Castro Gaesa</strong> ha ottenuto le <strong>dimensioni che conosciamo</strong> ed è oggi un bersaglio strategico per Washington. Dopo aver tagliato le fonti energetiche a Cuba con la caduta di Nicolas Maduro in Venezuela, dopo aver alzato il livello della pressione con il nuovo embargo e dopo aver fatto collassare il tenore di vita nell&#8217;Isla Grande, gli Usa mirano al colpo decisivo per spingere il governo a trattare per un sistema più vicino ai desiderata di Washington. <strong>Gaesa è una struttura ipertrofica nell&#8217;economia cubana, simbolo dell&#8217;inefficienza di un regime</strong> in difficoltà. Ma la sua storia è anche quella di un Paese che ha vissuto sotto un tallone sanzionatorio senza precedenti e ha cercato di barcamenarsi. Il suo futuro e quello di Cuba sono interrelati e la speranza americana è che il colpo al conglomerato acceleri il cambio di regime a L&#8217;Avana, ormai obiettivo di fatto della superpotenza.</p>
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		<title>Petrolio e gas: così la diplomazia energetica della Russia si espande in Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/petrolio-e-gas-cosi-la-diplomazia-energetica-della-russia-si-espande-in-asia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 04:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica in Asia, aggravata dal blocco dello Stretto di Hormuz, spinge molti Paesi a rivolgersi alla Russia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="petrolio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/petrolio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;accordo per la costruzione di una centrale nucleare in Vietnam è soltanto la punta dell&#8217;iceberg. La <strong>Russia </strong>è pronta a ritagliarsi un rilevante spazio d&#8217;azione in Asia sfruttando la propria <strong>diplomazia energetica</strong> in un momento critico. Già, perché con lo <strong>Stretto di Hormuz</strong> chiuso, o comunque a mezzo servizio, i governi della regione asiatica sono alle prese con una grave crisi di approvvigionamento riguardante gas e carburanti. Il motivo è semplice: quasi il 90% delle preziose risorse che attraversano la <a href="https://it.insideover.com/guerra/con-il-blocco-di-hormuz-liran-impone-anche-un-nuovo-ordine-giuridico-parla-luca-picotti.html">vitale rotta marittima incastonata nel Golfo</a> finisce ad alimentare le <strong>economie orientali</strong>. </p>



<p>Con i prezzi di benzina e diesel in aumento, le scorte (niente affatto infinite) messe in campo dalle autorità per limitare panico e costi, l&#8217;austerity energetica attuata in varie forme per limitare i danni, ecco che un crescente numero di Paesi asiatici ha deciso – o sta decidendo &#8211; di rivolgersi alla Russia. Non ci sarebbe niente di strano per la <strong>Cina</strong>, che soffre meno degli altri e che comunque con Mosca è legata da una partnership senza limiti, e neppure per l&#8217;<strong>India</strong>, che da sempre, nonostante le proteste statunitensi, si rifocilla con l&#8217;oro nero del Cremlino. Le perplessità, in primis per le eventuali conseguenze geopolitiche, emergono semmai quando anche Paesi vicini a Washington, come le <strong>Filippine</strong>, iniziano a rivolgersi a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="660" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-1024x660.jpg" alt="" class="wp-image-398949" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-scaled-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-2048x1319.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230608161110998_ad0b1b0bc28595da982b6ba7519dc089-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il “Pivot to Russia” dell&#8217;Asia</h2>



<p>In realtà, bisogna sottolineare che gli <strong>Stati Uniti</strong> hanno concesso una deroga di 30 giorni ai Paesi che desiderano acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi bloccati in mare soggetti a sanzioni. L&#8217;obiettivo? Stabilizzare, come ha spiegato il segretario al Tesoro Usa, <strong>Scott Bessent</strong>, i mercati energetici globali sconvolti dalla guerra con l&#8217;Iran. Il risultato è che questa mossa ha facilitato l&#8217;acquisto di oro nero e <strong>gas naturale liquefatto (Gnl)</strong> <em>Made in Russia</em> da parte di acquirenti di tutto il mondo. </p>



<p>Parlavamo delle Filippine. Manila è pronta a importare petrolio russo per la prima volta in cinque anni. In attesa di ulteriori dettagli, sappiamo che la nave <strong>Sara Sky</strong>, con a bordo 100.000 tonnellate (circa 750.000 barili) di petrolio Espo Blend, caricato nel porto russo di Kozmino, nell&#8217;Estremo Oriente, è in rotta verso il <strong>terminal di Bataan</strong> a Limay, nelle Filippine. Il carico dovrebbe essere destinato alla raffineria di Bataan, la più grande del Paese, gestita da <strong>Petron Corporation</strong>, a sua volta la più importante azienda filippina di raffinazione e commercializzazione di petrolio. </p>



<p>Altri Stati asiatici che avevano ridotto gli affari energetici con il Cremlino intendono seguire l&#8217;esempio di Manila, anche se dovranno competere con Cina e India per circa <strong>126 milioni di barili di greggio</strong> ancora in mare (ossia quelli “graziati” dagli Usa ed extra sanzioni). In <strong>Corea del Sud</strong>, intanto, <strong>Lg Chem</strong> ha acquistato 27.000 tonnellate di petrolio russo, mentre <strong>Sri Lanka</strong>, <strong>Thailandia </strong>e <strong>Indonesia </strong>sono in trattative con Mosca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-397763" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/Iraq-petrolio.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia energetica di Mosca</h2>



<p>Prima della guerra con l&#8217;Iran, Cina, India e Turchia erano i principali importatori di petrolio russo, mentre adesso, dopo la suddetta revoca delle sanzioni statunitensi, si è scatenato <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-la-guerra-in-iran-e-uno-shock-energetico-per-tutta-lasia.html">l&#8217;interesse dell&#8217;energivoro Sud-Est asiatico</a> nei confronti dell&#8217;oro nero.</p>



<p>Le uniche eccezioni dell&#8217;Asia-Pacifico riguardano <strong>Giappone </strong>e <strong>Australia</strong>: Tokyo ha preferito rafforzare i legami con fornitori alternativi, coordinando la propria risposta con Washington, mentre Canberra ha escluso un qualsiasi allentamento delle sanzioni sul petrolio russo, affermando di non voler contribuire a finanziare la guerra di Mosca contro Kiev. </p>



<p>Non sarà tuttavia facile assicurarsi il petrolio russo. Basta dare un&#8217;occhiata alle cifre sul tavolo. L&#8217;India, per esempio, da sola ha bisogno di 5,5-6 milioni di barili di petrolio al giorno. Peccato che a febbraio i flussi di greggio russo si siano attestati intorno ai 3,2 milioni di barili, in crescita a <strong>3,8 milioni</strong> a marzo, e che difficilmente Mosca li aumenterà ulteriormente. Certo è che Putin, almeno nel momento in cui scriviamo, è uno dei pochi vincitori del conflitto in Medio Oriente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-1024x667.jpg" alt="" class="wp-image-510680" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326113706407_ba08912d61744b867f81309cef0729fd.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-e-gas-cosi-la-diplomazia-energetica-della-russia-si-espande-in-asia.html">Petrolio e gas: così la diplomazia energetica della Russia si espande in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dazi, Trump tira dritto e il mondo cade nell&#8217;incertezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dazi-trump-tira-dritto-e-il-mondo-cade-nellincertezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi vince e chi perde nel secondo tempo dei dazi di Trump? E che fine faranno gli accordi commerciali degli Usa?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_2026022411583959_5531ca94fac72c89108bf3b8a89345eb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>150 giorni di dazi al 15%:</strong> il presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong> non si è fermato dopo lo stop della Corte Suprema alla <a href="https://it.insideover.com/economia/i-dazi-sono-illegali-la-corte-suprema-affonda-trump.html">politica daziaria introdotta dal Liberation Day del 2 aprile 2025</a> e ha cambiato legge di riferimento per provare a impostare la sua offensiva tariffaria. Dall&#8217;<em>International Emergency Economic Powers Act </em>(Ieepa) del 1977 è passato a una <strong>legge del 1974, la Section 122 del </strong><em><strong>Trade Act</strong> </em>promulgato quell&#8217;anno, per poter alzare i dazi <em>de minimis</em> a tutto il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa provano a riscrivere il commercio globale</h2>



<p>Si conferma la strategia di fondo di Washington: riscrivere le regole commerciali, <strong>imporre un &#8220;biglietto d&#8217;ingresso&#8221; al resto del pianeta per finanziare il mantenimento della globalizzazione a guida Us</strong>a, utilizzare i dazi come leva strategica e geopolitica. E, inoltre, si persevera nell&#8217;uso del potere della Casa Bianca come vera leva commerciale, invece della tradizionale predominanza del Congresso, rilanciando la leva del <strong>decisionismo di Trump come strumento politico trasformativo</strong>.</p>



<p>Sicuramente, sul breve periodo, <strong>Trump accetta uno scacco</strong>. La Section 122 supera il dazi reciproci del <em>Liberation Day</em> e vede Paesi detentori di grandi surplus commerciali con gli Usa favoriti rispetto al regime precedente. <a href="https://globaltradealert.org/reports/S122-US-Tariff-Estimates">Come nota il portale <strong>Global Trade Alert</strong></a> il Brasile è il Paese più favorito, e vede una riduzione del dazio effettivo del 13,6%, seguito da Cina (-7,1%) e India (-5,6%), con Canada, Messico (per i beni non coperti dall&#8217;accordo commerciale trilaterale Usmca) e Vietnam favoriti di circa il 3%. Nel 2025 il deficit commerciale verso questi Paesi degli Usa è stato di circa <strong>667,4 miliardi di dollari</strong>, e sicuramente ,se questo miglioramento resterà in effetto, potrebbe acuirsi.</p>



<p>Inoltre, andrà capito che <strong>fine faranno gli accordi commerciali siglati dagli Usa</strong> nel 2025 sull&#8217;onda lunga delle tariffe. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Washington tiene la barra dritta</h2>



<p>Washington ostenta ottimismo. Jamieson Greer, Rappresentate Commerciale della Casa Bianca, ha difeso il nuovo sistema; <strong><a href="https://fortune.com/2026/02/23/scott-bessent-tariff-supreme-court-ruling-refunds/">Scott Bessent, segretario al Tesoro,</a></strong> ha definito &#8220;persi per sempre&#8221; per il popolo americano i <strong>175 miliardi di ricavi erariali legati ai dazi</strong> nel 2025 ma ha sottolineato che a suo avviso il <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0403">gettito del 2026</a> sarà paragonabile a quello previsto col regime Ieepa.</p>



<p>Malesia, Vietnam, Cambogia avevano accettato dazi di partenza al 19%, l&#8217;India al 18%, l&#8217;Unione Europea e il Giappone al 15% con condizioni legate agli investimenti negli Usa. Ora gli accordi firmati resteranno in vigore? </p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/22/trump-tariff-chaos-what-does-15-levy-mean-for-trade-deals-the-us-signed">Parlando con Al Jazeera <strong>Shantanu Singh,</strong> avvocato esperto</a> in commercio internazionale, ha osservato che &#8220;poiché questa è la prima volta che un presidente degli Stati Uniti fa ricorso a questa autorità legale, è probabile che la questione possa essere oggetto di contenzioso&#8221; e che &#8220;anche se gli accordi, in quanto trattati internazionali, rimarranno in vigore&#8221; la sentenza della Corte Suprema &#8220;riduce per il momento <strong>l&#8217;incentivo per i partner commerciali a rispettare la loro parte dell&#8217;accordo</strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della certezza del diritto</h2>



<p>E per i prossimi accordi commerciali, cosa faranno gli Usa?<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-sui-chip-non-riescono-a-fare-a-meno-dei-colossi-di-taiwan.html"> <strong>Di recente, Taiwan ha concluso con gli Usa una partnership</strong> che apre a pesanti investimenti </a>in fabbriche di semiconduttori sul continente americano e a un maggior legame (<em>friend-shoring</em>) tra le manifatture dei due Paesi. Avrà intenzione di applicarlo fino in fondo? <strong>Come si conciliano le alleanze come il progetto Forge</strong> per una partnership profonda con gli alleati su terre rare e metalli critici con la nuova clava tariffaria, che non distingue tra partner e rivali? </p>



<p>&#8220;Gli alleati di lunga data degli Stati Uniti, tra cui Regno Unito, Unione Europea e Giappone, saranno quelli che subiranno il colpo più duro&#8221;,<a href="https://www.ft.com/content/a12657e5-e160-444d-9b4e-87e89480e625"> ricorda il <em>Financial Times,</em> aggiungendo </a>che in Europa, di fatto, &#8220;Italia e Francia sono maggiormente esposte quando nei calcoli vengono considerate circa 1.100 categorie di prodotti esentati&#8221;, mentre al contempo rischia di rompersi la <strong>certezza del diritto commerciale</strong> ed aprirsi una ridda pressoché infinita di ricorsi e questioni legali. Trump ha voluto plasmare una nuova realtà a colpi di forzature. Deve ora amministrarla a suon di compromessi. Due atteggiamenti antitetici che non aiutano a capire quale sia oggi la rotta attesa del commercio globale. Ma contribuiscono all&#8217;entropia di un sistema intero.</p>



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		<title>Trump prova a ricucire con gli alleati: gli Usa propongo l&#8217;asse sui metalli critici</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/trump-prova-a-ricucire-con-gli-alleati-gli-usa-propongo-lasse-sui-metalli-critici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 04:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[G7]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Gli Usa convocano gli alleati più fedeli per far fronte comune su un dossier di vitale importanza: terre rare e metalli critici. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/trump-prova-a-ricucire-con-gli-alleati-gli-usa-propongo-lasse-sui-metalli-critici.html">Trump prova a ricucire con gli alleati: gli Usa propongo l&#8217;asse sui metalli critici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo un gennaio di fratture, sarà un febbraio di ricomposizione? <strong>Washington, questa settimana, ospiterà una riunione dei ministri dell&#8217;Economia</strong> dei Paesi occidentali più vicini agli Usa per provare a fare <strong>fronte comune su un dossier </strong>fondamentale per la sicurezza economica e nazionale di molti Stati: l&#8217;approvvigionamento di <strong>terre rare e altri metalli critici</strong> vitali per la prosperità di vari sistemi produttivi. <a href="https://www.theguardian.com/business/2026/feb/01/us-uk-eu-australia-critical-minerals-rare-earths-g7-minimum-price">Lo riporta il <em>Guardian</em> </a>sottolineando la presenza di esponenti <strong>dei Paesi dell&#8217;Unione Europea, del Regno Unito, dell&#8217;Australia, della Nuova Zelanda e del Giappone</strong> in un consesso esteso a <strong>India, Corea del Sud, Messico e, in prospettiva, Argentina</strong></p>



<p>Un &#8220;direttorio&#8221; di Paesi ritenuti affidabili che si è già riunito, su invito del Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il 12 gennaio scorso per discutere proprio di queste filiere e che è presentato come di Stati <em>like-minded</em>, che <strong>condividono la stessa visione del mondo e del commercio, oltre che le medesime prospettive</strong> sulla crescita industriale del campo economico che vede un attore in particolare, la Cina, come rivale. </p>



<p><em>Like-minded partners</em> e <em>Friendshoring</em>, ovvero costruzione di catene del valore condivise con attori dalla medesima visione del mondo, sono termini a lungo dominanti nel discorso politologico internazionale. Gli attori che converranno a Washington dovranno però capire in che misura gli <strong>Stati Uniti del presidente Donald Trump, desiderosi di diversificare le forniture</strong> di asset critici rispetto alla Cina, intenderanno cercare di costruire un fronte comune in materia di approvvigionamento di minerali come <strong>terre rare, rame, litio, argento, palladio, nichel</strong> senza cercare di accaparrarsi tutti i vantaggi di questo sistema. Scrive il <em>Guardian</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Un argomento di discussione saranno le richieste agli Stati Uniti di garantire un prezzo minimo per i minerali essenziali e le terre rare. La notizia di questa settimana&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/us-moves-away-critical-mineral-price-floors-sources-say-2026-01-28/">secondo cui Washington si sarebbe opposta all&#8217;idea</a>&nbsp;ha fatto crollare le azioni dell&#8217;Australia, che si è posizionata come alternativa alla Cina per i minerali essenziali con la decisione di accumulare scorte di elementi come antimonio e gallio.</p>



<p>Segue le orme del Giappone, che da anni accumula attivamente riserve per rafforzare la propria resilienza di fronte alla volontà della Cina di interrompere le forniture per promuovere la propria politica estera.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Le grandi manovre nel settore estrattivo</h2>



<p>L&#8217;asse che si va costituendo dovrà cercare un <strong>punto di caduta politico comune</strong> su questi scenari e consolidare la possibilità di esplorare delle capacità d&#8217;azione congiunte. Gli Usa, dal 2025 in avanti, hanno fatto dello strumento dei patti minerari e industriali con attori come Ucraina, Congo, Thailandia, Cambogia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan una leva per espandere la loro capacità di approvvigionamento, ma ci sono capitoli come quello delle terre rare dove aggirare la primazia cinese è davvero complicato. </p>



<p><strong>Mentre nel mondo aggregazioni private e scenari industriali</strong> parlano di grandi manovre in atto<a href="https://it.insideover.com/economia/glencore-rio-tinto-verso-la-nascita-di-un-gigante-mondiale-dellestrazione-mineraria.html"> in materia di settore estrattivo</a>, i Paesi occidentali devono trovare un framework comune su cui lavorare. Una chiave di lettura può essere data dall&#8217;alleanza nata a dicembre in materia di <strong>intelligenza artificiale:</strong> &#8220;Nel dicembre 2025, gli Stati Uniti hanno lanciato&nbsp; <a href="https://www.state.gov/pax-silica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pax Silica</a>&nbsp;, un&#8217;iniziativa volta a costruire catene di approvvigionamento sicure e resilienti per le tecnologie fondamentali dell&#8217;intelligenza artificiale, in particolare silicio e minerali critici&#8221;, nota <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2026/01/us-critical-minerals-diplomacy-from-america-first-deals-to-pax-silica/">l&#8217;International Institute for Strategic Studies (IISSS), sottolineando</a> che &#8220;Pax Silica riflette la consapevolezza che la sola espansione nazionale non può risolvere il problema della sicurezza, mentre gli accordi bilaterali possono essere frammentati e di lenta implementazione&#8221;.</p>



<p>Potranno un accordo del genere e uno spirito di cooperazione come quello vistosi a gennaio a Washington riproporsi dopo che Trump ha messo in campo le sue mire sulla Groenlandia, con fini estrattivi tra le motivazioni principali, ha minacciato la rottura del campo occidentale e ha subito la fuga in avanti del Canada di Mark Carney, che ha invocato una rottura con l&#8217;ordine internazionale? Gli alleati degli Usa saranno pronti a una nuova progettualità comune con gli Usa? Una cartina tornasole della prospettiva in questione sarà la presenza a Washington di<strong> François-Philippe Champagne, Ministro delle Finanze e del Reddito Nazionale del Canada, </strong>che un mese fa parlava degli Usa come di partner <em>like-minded</em>, prima che Carney invocasse l&#8217;alleanza delle medie potenze come alternativa al tradizionale campo guidato dagli Usa. Passare dalla rottura alla ricomposizione è un passaggio critico. E in cui gli Usa devono mostrare una credibilità spesso messa in discussione nell&#8217;ultimo mese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/trump-prova-a-ricucire-con-gli-alleati-gli-usa-propongo-lasse-sui-metalli-critici.html">Trump prova a ricucire con gli alleati: gli Usa propongo l&#8217;asse sui metalli critici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa-Iran, l&#8217;offerta di Witkoff: trattative su nucleare e arricchimento. E intanto Graham vola in Israele&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-iran-lofferta-di-witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento-e-intanto-graham-vola-in-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 09:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha aperto una finestra diplomatica: sospesa ma non annullata l'ipotesi di un intervento militare contro la Repubblica Islamica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-lofferta-di-witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento-e-intanto-graham-vola-in-israele.html">Usa-Iran, l&#8217;offerta di Witkoff: trattative su nucleare e arricchimento. E intanto Graham vola in Israele&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Usa-Iran-lofferta-di-Witkoff-trattative-su-nucleare-e-arricchimento.-E-Graham-vola-in-Israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Usa-Iran: </strong>grandi manovre in corso, tra <strong>trattative e pressione politica e militare da parte di Washington.</strong> L&#8217;inviato speciale del presidente <strong>Donald Trump</strong> per il Medio Oriente, <strong><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/witkoff-suggests-us-prefers-to-resolve-iran-tensions-with-diplomacy-not-military-action/">Steve Witkoff,</a></strong> parla all&#8217;Israel-American Conference a Hollywood, Florida, mentre il senatore repubblicano <strong>Lindsey Graham</strong> ha annunciato che volerà nello Stato Ebraico per incontrare il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu.</strong> Sono due facce della stessa medaglia e dell&#8217;approccio americano al problema di Teheran, dopo che Trump ha aperto una <strong>finestra diplomatica</strong> sospendendo l&#8217;ipotesi di un assalto militare alla Repubblica Islamica scossa da settimane di proteste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Witkoff e i quattro punti per parlare con l&#8217;Iran</h2>



<p>Witkoff apre l&#8217;abboccamento diplomatico. Graham, falco tra i falchi del Grand Old Party, va a incontrare il leader israeliano per capire la volontà effettiva di Tel Aviv per <strong>una futura operazione militare congiunta</strong>. </p>



<p>Lo scenario è articolato. Witkoff ha avuto confronti e<a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html"> scambi di opinioni con <strong>Abbas Araghchi,</strong></a><strong> ministro degli Esteri iraniano</strong> e gran tessitore della diplomazia di Teheran. Allo Iac ha fissato le quattro condizioni su cui Washington è pronta a riaprire le trattative: gli Usa chiederanno all&#8217;Iran concessioni sull&#8217;arricchimento nucleare, sulla possibile decrescita dell&#8217;arsenale missilistico, sulla consegna dell&#8217;uranio arricchito dal 3,67% (limite fissato dagli accordi del 2015) al 60% e sul sostegno agli alleati regionali della <strong>Mezzaluna sciita</strong>.</p>



<p>Per Witkoff gli iraniani &#8220;dovranno scendere a compromessi&#8221;: &#8220;se vogliono tornare alla Società delle Nazioni, possiamo risolvere diplomaticamente quei quattro problemi, e questa sarebbe un&#8217;ottima soluzione. L&#8217;alternativa è pessima&#8221;, ha paventato, non citando direttamente l&#8217;opzione militare ma lasciando chiaramente intendere che di ciò si stava parlando. In parallelo, Graham, veterano repubblicano della Carolina del Sud in <strong>prima linea nel campo neoconservatore e interventista</strong> ha annunciato che prenderà, appunto, la rotta di Tel Aviv. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Geopolitica e finanza sono settori sempre più interconnessi. Andrea Muratore li racconta in “Follow the Money”, il nuovo corso on demand di “InsideOver”.&nbsp;</strong></p>



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</blockquote>



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</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Graham annuncia il viaggio in Israele</h2>



<p>Le ultime giornate sono state caratterizzate da un rincorrersi di voci secondo cui non sarebbe stato solamente <strong>il sommarsi delle pressioni provenienti dal mondo arabo e dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Turchia</a></strong> contro l&#8217;ipotesi dell&#8217;attacco americano in risposta alla repressione delle proteste a frenare Washington, di fronte all&#8217;idea di una guerra non risolutiva ma foriera di un pericoloso conflitto civile in Iran, ma avrebbe giocato un ruolo anche una certa ritrosia da parte di Tel Aviv. </p>



<p>A Israele conviene un Iran diviso e frammentato, ma Netanyahu e i suoi avrebbero temuto l&#8217;impreparazione del Paese a <strong>affrontare un conflitto con l&#8217;Iran,</strong> facendo probabilmente riferimento allo stato non ancora pienamente efficiente delle difese aeree consumate nei dodici giorni di conflitto di giugno. </p>



<p>Per <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-graham-a-levin-neocon-in-pressing-su-trump-make-iran-great-again.html">Graham </a>gli Usa devono &#8220;sfruttare le opportunità storiche create dalla leadership senza precedenti del presidente Trump, di opporsi al male e di sostenere le persone che si stanno sacrificando per la libertà&#8221;, e il senatore ha sottolineato che &#8220;<strong>l&#8217;alleanza Trump-Netanyahu è stata finora una delle partnership più forti</strong> nella storia delle relazioni tra Stati Uniti e Israele e spero che darà i suoi frutti nel prossimo futuro&#8221;. Secondo il politologo iraniano-americano <strong>Trita Parsi,</strong> però, questa narrativa cela gli obiettivi di fondo diversi della relazione israelo-americana sull&#8217;Iran, con Tel Aviv che non <strong>disdegnerebbe una Repubblica Islamica consumata dal fuoco della guerra civile</strong> e Washington che ha accarezzato la spallata del <em>regime change</em> non volendo poi azzardarla dopo il riflusso delle proteste.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I am extremely skeptical of the narrative that Netanyahu last-minute pushed Trump to postpone the strikes. <br><br>It appears to serve the purpose of preventing the diverging interests of the US and Israel from coming to light.<br><br>Sustain an appearance that Trump and Netanyahu are on the…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://twitter.com/tparsi/status/2011875658591326378?ref_src=twsrc%5Etfw">January 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Si capisce, dunque, una <strong>duplice strategia americana. Da un lato trattare, chiedendo all&#8217;Iran concessioni più dure</strong> sia di quelle che avrebbero contraddistinto il patto del 2015 sia di quanto emerso nei negoziati tra aprile e giugno 2025, dall&#8217;altro continuare a condizionare la traiettoria del regime iraniano con una pressione non necessariamente orientata a un attacco diretto ma comunque soffocante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La massima pressione sull&#8217;Iran continua</h2>



<p><strong>Dall&#8217;inizio delle proteste, </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/iran-trump-cerca-lo-strangolamento-economico-dazi-al-25-per-chi-commercia-con-teheran.html"><strong>Trump ha introdotto dazi al 25%</strong> per i Paesi </a>che faranno ancora affari con l&#8217;Iran e ieri il Segretario al Tesoro <strong>Scott Bessent</strong> ha introdotto<a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0364"> pesanti sanzioni finanziarie contro molti funzionari del regime </a>ritenuti responsabili della repressione, tra cui il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Ali Larijani e diversi alti comandanti dei Pasdaran. Nel frattempo, la <strong>portaerei Uss Lincoln</strong> e il suo gruppo d&#8217;attacco sono in <a href="https://twitter.com/Osint613/status/2011903052404638015">avvicinamento dal Mar Cinese Meridionale</a> verso il Medio Oriente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Satellite imagery from January 14th shows the USS Abraham Lincoln carrier strike group (CVN-72) operating approximately 345 kilometers south of Scarborough Shoal.  The Lincoln strike group has been operating in the vicinity of Scarborough Shoal for at least twenty days. <a href="https://t.co/UJn9yzgFb8">pic.twitter.com/UJn9yzgFb8</a></p>&mdash; CHINA PLA🇺🇸🇨🇳 (@CHINAPLA1) <a href="https://twitter.com/CHINAPLA1/status/2011426489515073855?ref_src=twsrc%5Etfw">January 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La pressione sull&#8217;Iran, insomma, non diminuisce. Piuttosto ottiene <strong> diverse manifestazioni consentendo agli Usa di declinare tattica e strategia </strong>su tempi più lunghi. Witkoff offre la possibilità alla Repubblica Islamica di un confronto che, inevitabilmente, porterebbe come possibile esito un&#8217;accettazione del ridimensionamento regionale dell&#8217;Iran. Il dilemma è capire se il sistema di potere di Teheran sia pronto ad accettarlo e, soprattutto, se dopo mesi di dialogo nel 2025 conclusisi con l&#8217;assalto israeliano e americano ,il clima per un confronto strategico esista ancora. La guerra è più lontana ma non scongiurata. E figure come Graham si stanno impegnando per evitare che sia tolta definitivamente dal tavolo. Con l&#8217;implicito assenso di Bibi Netanyahu.</p>



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		<item>
		<title>Ucraina, l&#8217;ultima svolta di Zelensky: ora al potere ci sono i &#8220;figli&#8221; degli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-lultima-svolta-di-zelensky-ora-al-potere-ci-sono-i-figli-degli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 10:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=500211</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il neo-ministro della Difesa Fedorov, il capo negoziatore Umerov, la premier Svyrydenko, Budanov: tutti con forti legami con gli Usa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-lultima-svolta-di-zelensky-ora-al-potere-ci-sono-i-figli-degli-americani.html">Ucraina, l&#8217;ultima svolta di Zelensky: ora al potere ci sono i &#8220;figli&#8221; degli americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo avvicendamento annunciato dal presidente Zelensky, ovvero il passaggio al ministero della Difesa dell&#8217;attuale vice-premier e ministro della Trasformazione digitale <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in sostituzione di <strong>Denis Shmyhal</strong>, è particolarmente interessante e segnala movimenti assai più vasti dei singoli profili interessati. Non che questi siano trascurabili. Fedorov è il ragazzo prodigio della politica ucraina: Nato nel 1991, a 22 anni (prima ancora di laurearsi) già fondava una propria azienda digitale (lo SMMS Studio), a 23 si candidava al Parlamento (senza successo), a 28 diventava ministro e ora, a 34 anni, va a dirigere il dicastero più &#8220;pesante&#8221; del Governo ucraino. Non da poco nemmeno la storia di Shmyhal: già manager delle aziende energetiche dell&#8217;oligarca <strong>Rinat Akhmetov</strong>, è con Zelensky dagli inizi del 2020, quando il presidente decise di liquidare dopo pochi mesi il Governo dei giovani tecnocrati guidati da <strong>Oleksij Honcharuk</strong> e lo nominò primo ministro.</p>



<p>Cambio totale di registro, quindi. <strong>Fedorov è un &#8220;uomo nuovo&#8221;, di fatto non ha legami con il passato pre-Zelensky.</strong> Ma soprattutto va a completare, nella verticale del potere zelenskiano, quel rinnovamento dei quadri in senso filo-americano che il presidente sente evidentemente necessario in questa fase, decisiva sia sul campo di battaglia sia al tavolo dei negoziati. L&#8217;operazione era cominciata in luglio, con la nomina a primo ministro (proprio in sostituzione del veterano Shmyhal) dell&#8217;allora ministra dell&#8217;Economia <strong>Julija Svyrydenko</strong> (anche lei giovanissima: 40 anni, al Governo da quando ne aveva 35). Una tecnica più che una politica. Ma soprattutto una fedelissima di Zelensky che si era distinta nelle trattative con il ministro delle Finanze Usa, <strong>Scott Bessent</strong>, sulla questione delle terre rare, finendo col farsi apprezzare anche dal interlocutori americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dipartimento di Stato, Cia e NATO</h2>



<p>Poi le altre mosse. Quando Andriy Jermak, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale e l&#8217;uomo cui erano affidati i rapporti più importanti con gli Usa, finisce nel tritacarne dell&#8217;inchiesta sulla corruzione, Zelensky promuove al rango di capo negoziatore un altro &#8220;americano&#8221;: <strong>Rustem Umerov</strong>, segretario del Consiglio si sicurezza, già coinvolto nel programma <em>Future Leaders Exchange</em> del Dipartimento di Stato Usa, un passato di studio negli Stati Uniti, dove peraltro tuttora vive la sua famiglia e dove dispone di diverse proprietà immobiliari.</p>



<p>In questi giorni l&#8217;ultima accelerazione. Il capo dell&#8217;intelligence militare, <strong>Kyrylo Budanov</strong>, viene nominato capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. Budanov è un agente addestrato dalla Cia, un asset evidentemente molto considerato se, quando fu ferito in battaglia durante la guerra del Donbass, fu trasferito per le cure  nel Centro medico militare &#8220;Walter Reed&#8221; nel Maryland (Usa), trattamento non abituale per un soldato straniero. E infine Fedorov, il nuovo ministro della Difesa, che <strong>ha studiato anche presso la Scuola di educazione per i rappresentanti della NATO</strong>&nbsp;in Ucraina e che, da quando è cominciata l&#8217;invasione russa, è l&#8217;uomo dei contatti con Elon Musk e la sua rete satellitare Star Link.</p>



<p>I curriculum parlano chiaro e spiegano bene, al di là di qualunque filosofia, quale sia la posizione reale di Zelensky: l&#8217;Europa va bene, fornisce appoggio, denaro e armi. Ma l&#8217;alleato davvero indispensabile, oggi e domani, in guerra e in pace, sono gli Usa. </p>



<p><strong>Il conflitto tra Russia e Ucraina è una preoccupazione costante per l&#8217;intera Europa. Per questo InsideOver cerca di seguirlo non solo con continuità ma anche con la massima attenzione fino all&#8217;ultimo particolare. La pensi come noi su questo tema? <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Allora diventa uno di noi: abbonati a InsideOver!</a> È facile, il sacrificio è minimo e scoprirai che, come ci scrivono in tanti, certe cose le puoi leggere solo qua. </strong></p>



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