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Una donna alla guida del Giappone? Fino a qualche anno fa sarebbe stata un’utopia, oggi è realtà. Takaichi Sanae è diventata leader del Partito Liberal Democratico (Ldp) e, in seguito ad un accordo tra lo stesso e il Partito dell’Innovazione (Ishin) di centrodestra, è diventata la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro del Paese.

Takaichi, 64 anni, dopo due tentativi andati a vuoto ha ottenuto la presidenza del Ldp e la carica di primo ministro. Il suo modello dichiarato? L’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher. La sua parola d’ordine? Crescita economica.

“Sono qui oggi per riportare il Giappone ai vertici del mondo. La solidità economica è di fondamentale importanza. Perseguirò con determinazione la crescita economica”, ha dichiarato in campagna elettorale la signora, che sposa i valori tradizionali giapponesi e fa parte della stessa fazione di destra (estrema) del Ldp del defunto Shinzo Abe.

La candidatura di Takaichi Sanae

Nelle elezioni per la leadership del 2024 del Ldp, Takaichi aveva ottenuto 181 voti al primo turno, distanziando nettamente tutti gli altri candidati. Tuttavia, non essendo riuscita a conquistare la maggioranza assoluta dei 736 voti totali, è stata costretta ad affrontare un secondo turno. In quella fase decisiva ha sfidato Shigeru Ishiba perdendo il duello.

La signora ha ora avuto la meglio sul suo principale rivale Koizumi Shinjiro, ministro dell’agricoltura con Ishiba, 44 anni, e figlio di un popolare ex primo ministro.

Takaichi è una portavoce dell’estrema destra del Ldp e ambisce a diventare una sorta di erede di Abe. Per i conservatori del partito, dunque, è una figura di richiamo; ma per i critici, una sua vittoria rappresenterebbe una pericolosa svolta a destra della principale forza politica del Giappone e dell’intero Paese.

Il suo messaggio ruota attorno all’orgoglio nazionale e alla rinascita del Giappone. Nei suoi comizi parla spesso del malessere economico che attanaglia la nazione. La sua soluzione? Tagli fiscali e forti aumenti della spesa pubblica. In passato, non a caso, aveva proposto la “Sanaenomics“, un omaggio all'”Abenomics” del suo mentore, che prevedeva appunto allentamento monetario e stimolo fiscale.

Se, quindi, Ishiba ha lanciato l’allarme sul debito pubblico giapponese – che si attesta al 135% del pil – Takaichi spinge per l’emissione di più titoli per sostenere le famiglie colpite dall’inflazione e sovvenzionare le aree rurali, nonché per investire in settori considerati vitali per la sicurezza nazionale, come i semiconduttori e l’energia.

Una donna alla guida del Giappone

L’Economist ha previsto che la vittoria di Miss Takaichi causerà un ulteriore calo del valore dello yen e un aumento dei rendimenti obbligazionari. Sempre più elettori giapponesi, invece, appoggiano le istanze della signora, che in tema politico sostiene la revisione della costituzione pacifista per rafforzare le forze armate del Paese, e che in campo sociale è tutto fuorché femminista.

Takaichi insiste sul fatto che la famiglia imperiale giapponese debba mantenere la sua linea maschile e che le coppie sposate debbano adottare lo stesso cognome, ossia una regola che porta la maggior parte delle donne a rinunciare al proprio.

Originaria della prefettura di Nara, Takaichi è stata eletta alla Camera dei rappresentanti per la prima volta nel 1993; da allora è stata rieletta nove volte. Nella sua carriera politica ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo, tra cui due mandati da Ministro degli Interni, la presidenza del Consiglio per la Ricerca Politica del Ldp, e il portafoglio per la sicurezza economica nel governo Kishida, dopo essere stata già ministra per Okinawa, i Territori del Nord e la scienza nel primo governo Abe.

Il Giappone avrà una leader donna. Con buona pace delle correnti del Ldp che la considerano troppo di destra.

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