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	<title>Mohamad Yavad Zarif Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Mohamad Yavad Zarif Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Iran è la nuova base di Al Qaeda?</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 21:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran folla (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L’Iran sarebbe il “nuovo Afghanistan” secondo il Segretario di Stato americano Mike Pompeo. A conferma di questo, l’uccisione, il 7 agosto scorso, del n.2 di Al Qaeda Abdullah Ahmed Abdullah, accusato di essere una delle menti degli attacchi mortali del 1998 contro le ambasciate americane in Africa e meglio noto con il nome di battaglia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/liran-e-la-nuova-base-di-al-qaeda.html">L&#8217;Iran è la nuova base di Al Qaeda?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran folla (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Iran-folla-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>L’Iran sarebbe il “nuovo Afghanistan” secondo il Segretario di Stato americano <strong>Mike Pompeo</strong>. A conferma di questo, l’uccisione, il 7 agosto scorso, del n.2 di Al Qaeda <strong>Abdullah Ahmed Abdullah</strong>, accusato di essere una delle menti degli attacchi mortali del 1998 contro le ambasciate americane in Africa e meglio noto con il nome di battaglia <strong>Abu Muhammad al-Masri</strong>. Il terrorista è stato ucciso in quel di Teheran insieme a sua figlia, Miriam, la vedova del figlio di Osama bin Laden, Hamza bin Laden.</p>
<h2>L’omicidio di al-Masri</h2>
<p>Da subito, l’uccisione di al-Masri era stata avvolta dal mistero. Nell’immediato, Al Qaeda non ne aveva annunciato la morte, tantomeno l’<em>intelligence</em> iraniana. A lungo inserito nella <a href="https://www.fbi.gov/wanted/wanted_terrorists/abdullah-ahmed-abdullah/@@download.pdf">lista dei <em>most wanted terrorist</em> dell&#8217;FBI</a>, era stato incriminato negli Stati Uniti per crimini legati ai bombardamenti delle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania: i federali avevano posto sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari. Secondo le fonti americane, al-Masri (nato ad Al Gharbiya, in Egitto) era sotto protezione dell’Iran dal 2003, ma almeno dal 2015 viveva liberamente nel quartiere dei Pasdaran di Teheran.</p>
<p>Nell’immediato, il governo iraniano aveva negato l’uccisione. Anzi, i media iraniani, pochi giorni dopo la sparatoria, riferirono l&#8217;uccisione di un misterioso docente libanese (identificato come &#8216;Habib Daoud&#8217;) e di sua figlia, mentre i <em>social media</em> legati ai Guardiani della Rivoluzione riferirono dell&#8217;uccisione di un militante del movimento sciita Hezbollah. Washington, invece, credette fin da subito che Habib Daoud fosse la copertura assegnata ad al-Masri nella Repubblica Islamica.</p>
<h2>Le dichiarazioni di Pompeo</h2>
<p>Secondo Pompeo i legami tra Teheran e al-Qaeda hanno iniziato a cementarsi notevolmente nel 2015, quando l&#8217;amministrazione Obama, insieme a Francia, Germania e Gran Bretagna, era alle prese con il <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-fara-liran-del-suo-programma-nucleare-nel-2021.html"><strong>Jcpoa</strong></a>. L&#8217;Iran governato dagli sciiti e Al Qaeda prevalentemente sunnita sono stati a lungo considerati nemici nella regione e, sebbene siano stati segnalati agenti qaedisti che utilizzano il territorio iraniano, le affermazioni di un maggiore coordinamento sono state precedentemente accolte con scetticismo all&#8217;interno sia dell&#8217;intelligence che del Congresso.</p>
<p>Le accuse del Segretario di Stato uscente sono state mal digerite dal ministro degli Esteri iraniano <strong>Mohammad Javad Zarif</strong>, che ha prontamente accusato Pompeo di &#8220;bugie guerrafondaie&#8221; in un <a href="https://twitter.com/JZarif/status/1349018857067991046?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1349018857067991046%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.aljazeera.com%2Fnews%2F2021%2F1%2F12%2Fpompeo-says-al-qaedas-new-home-base-is-iran">tweet</a>. In questo c’è il timore fondato che il governo degli Stati Uniti possa utilizzare questa presunzione per condurre un’<em>escalation</em> ai danni del governo iraniano sotto altre forme: ai sensi della legislazione statunitense, l&#8217;autorizzazione all&#8217;uso della forza militare dal 2001 consente alle forze statunitensi di perseguire Al Qaeda ovunque nel mondo. Una mossa che l’amministrazione Trump, anche nelle ultime battute del suo mandato, avrebbe potuto utilizzare per lasciare un’impronta nella regione: tuttavia, gli eventi degli ultimi giorni rendono questa opzione pressoché impossibile. Sono in molti, inoltre, nell’establishment attuale di Washington e in numerosi <em>think tank,</em> a credere che questa ipotesi sia poco plausibile: ciò che non convince è la tempistica con la quale Pompeo avrebbe fatto le sue rivelazioni. Nello stesso <a href="https://twitter.com/i/status/1349034451821621248">discorso</a>, inoltre, Pompeo si è spinto oltre, annunciando una ricompensa di 7 milioni di dollari per chiunque abbia informazioni su un membro di Al Qaeda che si crede sia in Iran, identificato come Muhammad Abbatay o come Abd al-Rahman al-Maghrebi.</p>
<h2>Cosa sappiamo sui due “<em>frenemies</em>”</h2>
<p>Esistono prove, al netto dell’uccisione di al-Masri, a sostegno di quanto dichiarato da Pompeo? In parte sì.</p>
<p>Nel gennaio del 2017 la direzione della <em>National Intelligence</em> americana annunciò la pubblicazione su internet dell’ultima parte dei documenti trovati nel covo di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, nel 2010. L’amministrazione Obama aveva già declassificato e rilasciato alcuni dei <strong><em>Bin Laden files</em></strong> che evidenziavano abbastanza chiaramente le tensioni tra Iran e Al Qaeda, mantenendo invece classificati tutti quelli che potessero compromettere gli accordi sul nucleare. L’ulteriore declassificazione, invece, aveva portato a galla altri documenti che provavano, tra le altre cose, propri i legami cooperativi tra Al Qaeda e l’Iran. Alcuni dettagli erano cose ben risapute, come il fatto che il governo iraniano, dopo l’attacco americano in Afghanistan, dette rifugio ai capi di Al Qaeda in fuga e aiutò il gruppo a ricostituirsi in barba all’atavica frattura tra sunniti e sciiti.</p>
<p>Tra i vari file un <a href="https://www.longwarjournal.org/wp-content/uploads/2017/11/3135D9BE8318AEF20B36C1D58396F06A_%D8%B1%D8%B3%D8%A7%D9%84%D8%A9_%D9%83%D9%86%D8%AA%D9%8F_%D9%83%D8%AA%D8%A8%D8%AA%D9%87%D8%A7_%D9%84%D8%A7%D9%94%D8%AD%D8%AF_%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%B4%D8%A7%D9%8A%D8%AE_%D8%A7%D9%84%D9%83%D8%B1%D8%A7%D9%85_%D9%81%D9%8A_%D8%A7%D9%84%D8%AC%D8%B2%D9%8A%D8%B1%D8%A9_%D9%84%D8%AA%D9%88%D8%B6%D9%8A%D8%AD_%D8%A7%D9%84%D8%B9%D9%84%D8%A7%D9%82%D8%A9_%D9%85%D8%B9_%D8%A7%D9%95%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86_%D9%85%D9%86_%D8%B2%D8%A7%D9%88%D9%8A%D8%A9_%D9%85%D8%B9%D9%8A%D9%86%D8%A9.doc.pdf"><strong>documento di 19 pagine</strong></a> che contiene le osservazioni valutazione di un alto jihadista sulle relazioni del gruppo con l&#8217;Iran. L&#8217;autore spiega che l&#8217;Iran ha offerto ad alcuni &#8220;fratelli sauditi&#8221; &#8220;tutto ciò di cui avevano bisogno&#8221;, inclusi &#8220;soldi, armi&#8221; e &#8220;addestramento nei campi di Hezbollah in Libano, in cambio di interessi americani in Arabia Saudita e nel Golfo&#8221;. L&#8217;<em>intelligence</em> iraniana avrebbe, inoltre, facilitato il viaggio di alcuni agenti attraverso l’elargizione generosa di visti, mentre ne proteggeva altri. Abu Hafs al-Mauritani, un influente ideologo qaedista, prima dell&#8217;11 settembre, avrebbe contribuito, ad esempio, a negoziare un rifugio sicuro per i suoi compagni jihadisti all&#8217;interno dell&#8217;Iran. I file mostrano anche come le due parti abbiano avuto accesi disaccordi in passato: ciononostante, lo stesso bin Laden avrebbe invitato alla cautela quando si trattava di minacciare l&#8217;Iran. In una lettera precedentemente rilasciata, avrebbe descritto il Paese proprio come &#8220;la principale arteria di Al Qaeda per i fondi, il personale e le comunicazioni&#8221;.</p>
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		<title>Istanbul capitale del Medio Oriente per un giorno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/istanbul-capitale-del-medio-oriente-per-un-giorno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 11:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Israele-Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Istanbul, Turchia (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-768x336.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-1536x672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-2048x896.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli accordi di Abramo, come da pronostico, hanno messo in moto una serie di eventi di cui si potrà comprendere pienamente la portata soltanto nei prossimi mesi. Mentre si allarga il fronte degli attori statuali del mondo arabo che scelgono di aderire all&#8217;iniziativa dell&#8217;amministrazione Trump, registrano un&#8217;accelerata anche i lavori per la costruzione di un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/istanbul-capitale-del-medio-oriente-per-un-giorno.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="840" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Istanbul, Turchia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-768x336.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-1536x672.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Istanbul-Turchia-LaPresse-scaled-e1600859001707-2048x896.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html"> accordi di Abramo</a>, come da pronostico, hanno messo in moto una serie di eventi di cui si potrà comprendere pienamente la portata soltanto nei prossimi mesi. Mentre <a href="https://it.insideover.com/politica/medio-oriente-trump-ha-fatto-meglio-di-obama-ecco-perche.html">si allarga il fronte degli attori statuali</a> del mondo arabo che scelgono di aderire all&#8217;iniziativa dell&#8217;amministrazione Trump, registrano un&#8217;accelerata anche i lavori per la costruzione di un <strong>asse antiegemonico</strong> turco-iraniano al quale potrebbe unirsi anche il Qatar.</p>
<h2>La trilaterale di Istanbul</h2>
<p>Il 22 settembre Istanbul <a href="https://en.mehrnews.com/news/163811/Zarif-to-arrive-in-Istanbul-on-Tuesday">è stata al centro di un importante vertice a tre</a> al quale hanno partecipato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mevlut-cavusoglu.html">Mevlut Cavusoglu</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/javad-zarif-il-ponte-tra-iran-e-occidente.html">Mohammad Javad Zarif</a> e Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che sono rispettivamente i ministri degli esteri di Turchia, Iran e Qatar. L&#8217;incontro avviene sullo sfondo di un clima internazionale quanto mai incendiario: <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-arabo-si-riallinea-chi-puo-seguire-gli-emirati-con-israele.html">gli accordi di Abramo</a>, la questione del nucleare iraniano, il dossier Libano-Hezbollah e il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-questione-iraniana-allontana-leuropa-dagli-stati-uniti.html">ripristino unilaterale</a> da parte dell&#8217;amministrazione Trump dell&#8217;embargo delle Nazioni Unite sulla vendita di armi convenzionali a Teheran.</p>
<p>Mentre il mondo arabo e quello occidentale stanno adottando una postura sempre più rigida nei confronti dell&#8217;Iran, quest&#8217;ultimo sta trovando delle sponde importanti in <a href="https://it.insideover.com/politica/come-sono-cambiati-i-rapporti-tra-russia-e-iran.html">Russia</a>, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-guadagna-il-pakistan-dallasse-cina-iran.html">Cina</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/quellasse-fra-turchia-e-iran-che-potrebbe-cambiare-il-medio-oriente.html">Turchia</a>. È emblematico che mentre il blocco arabo-occidentale stia chiudendo gradualmente le finestre del dialogo con Teheran, il 22 settembre Zarif abbia partecipato anche all&#8217;apertura di una nuova porta, quella del nuovo dipartimento del consolato iraniano di Istanbul, e che il 24<a href="https://www.agenzianova.com/a/5f68aae56f4127.18617073/3108549/2020-09-21/iran-russia-ministro-esteri-iraniano-zarif-il-24-settembre-in-visita-a-mosca"> si recherà a Mosca</a> per discutere di nucleare, embargo e Siria.</p>
<p>Secondo quanto si apprende<a href="https://dogruhaber.com.tr/haber/693694-turkiye-iran-ve-katar-disisleri-bakanlari-istanbulda-bulusuyor/"> dai media turchi</a>, l&#8217;evento ha avuto luogo <strong>su iniziativa di Cavusoglu</strong>, che ha visto nell&#8217;arrivo di Zarif a Istanbul per l&#8217;inaugurazione della nuova sezione del consolato iraniano l&#8217;occasione ideale per invitare Al Thani e dare vita ad un incontro tra ministri degli esteri. Cavusoglu, l&#8217;influente eminenza grigia che sussurra all&#8217;orecchio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, non è stato colto di sorpresa dagli accordi di Abramo, essendo le relazioni tra petromonarchie e Israele un segreto di Pulcinella, perciò avrebbe pensato ad una soluzione con cui evitare la nascita di un&#8217;egemonia israelo- e arabo-centrica in Medio Oriente: <strong>un&#8217;alleanza a tre con il Qatar e con l&#8217;Iran</strong>.</p>
<p>Sul contenuto del vertice è stato mantenuto il più stretto riserbo, ma in serata Al Thani ha rilasciato alcune dichiarazioni, video-registrate per l&#8217;incontro dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, che potrebbero celare degli indizi. Il capo della diplomazia qatariota <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3110831/2020-09-22/libia-emiro-del-qatar-all-onu-impossibile-imporre-con-la-forza-regime-militare-nel-paese">ha dapprima reiterato</a> il supporto di Doha al mantenimento in essere degli<strong> accordi di Skhirat</strong>, dai quali è nato il Governo di accordo nazionale della Libia, esprimendo contrarietà all&#8217;utilizzo della forza da parte di potenze straniere per cambiare lo status quo nel Paese, dopo di che <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/3110833/2020-09-22/medio-oriente-emiro-del-qatar-al-onu-comunita-internazionale-incapace-di-affrontare-israele">ha accusato la comunità internazionale</a> di essere incapace di &#8220;affrontare l&#8217;intransigenza di Israele&#8221; nei territori palestinesi, spiegando che il Medio Oriente vedrà pace soltanto quando Tel Aviv &#8220;si impegnerà a rispettare le risoluzioni&#8221; delle Nazioni Unite.</p>
<p>Le dichiarazioni di Al Thani non aggiungono nulla di nuovo, essendo il Qatar posizionato <span style="font-size: 1rem;">nel fronte filoturco</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">in Libia e nel fronte filopalestinese e anti-israeliano in Medio Oriente, l&#8217;elemento degno di nota è la <strong>ripetizione</strong>. I principali protagonisti del mondo arabo, infatti, nel dopo-accordi di Abramo hanno lasciato intendere che sia loro intenzione normalizzare con Israele nel prossimo futuro, e il Bahrein è stato il primo Paese a seguire gli Emirati Arabi Uniti, spianando la strada per un effetto domino.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il Qatar, reiterando in maniera netta la propria posizione, sia per quanto riguarda la questione palestinese che quella libica, ha voluto illustrare all&#8217;arena internazionale quale <strong>scelta di campo</strong> si è deciso di fare in questo contesto storico di riallineamenti e svolte nella grande scacchiera mediorientale. </span></p>
<h2>Turchia e Iran sempre più vicine</h2>
<p>La trilaterale di Istanbul segue di due settimane<a href="https://it.insideover.com/politica/quellasse-fra-turchia-e-iran-che-potrebbe-cambiare-il-medio-oriente.html"> la riesumazione del Consiglio di cooperazione di alto livello</a>, la piattaforma di dialogo per lo sviluppo e il potenziamento della cooperazione <span style="font-size: 1rem;">bilaterale turco-iraniana sul piano regionale ed internazionale stabilita nel 2014 e i cui lavori erano fermi dal 2018. L&#8217;8 settembre aveva luogo il sesto vertice della piattaforma, organizzato da remoto per via della pandemia, che era stato co-presieduto </span>dal presidente turco, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a>, e dall’omologo iraniano, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-hassan-rouhani.html">Hassan Rouhani</a>.</p>
<p>Il vertice era stato indetto con lo scopo ufficiale di “rivedere ogni aspetto delle relazioni bilaterali fra Turchia e Iran e per discutere i passaggi miranti a migliorare ulteriormente la cooperazione alla luce delle nuove circostanze prodotte dalla pandemia di coronavirus”, e si era concluso con la promessa di riprendere le azioni congiunte contro le milizie curde del Pkk di stanza in Iraq – finite nel mirino dell&#8217;asse turco-iraniano sin da metà giugno.</p>
<p>Ciò che colpisce della trilaterale di Istanbul è che avviene sullo sfondo delle dichiarazioni di <strong>Khaled al-Qassoumi</strong>, il rappresentante di Hamas a Teheran, che alla vigilia del sesto incontro del Consiglio di cooperazione di alto livello aveva illustrato ai microfoni del Teheran Times la necessità storica di un&#8217;alleanza a tre, fra Iran, Turchia e Qatar, funzionale per controbilanciare l&#8217;asse arabo-israeliano, per evitare la caduta nel dimenticatoio della questione palestinese e per impedire la costruzione di un&#8217;egemonia israelo-petromonarchica in Medio Oriente.</p>
<p>L&#8217;incontro del 22 settembre potrebbe essere la prova che le cancellerie dei tre Paesi stiano prendendo seriamente in considerazione la possibilità di elevare la qualità dei loro rapporti alla luce dei recenti avvenimenti, trasformando quel che è attualmente un sodalizio retto da moventi puramente estemporanei in un&#8217;alleanza la cui solidità potrebbe essere garantita dall&#8217;esistenza di un&#8217;agenda politico-ideologica valevole nel lungo termine e che, perciò, potrebbe minare i piani del triangolo Washington-Tel Aviv-Riad per il Medio Oriente.</p>
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		<title>Cosa guadagna il Pakistan dall&#8217;asse Cina-Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-guadagna-il-pakistan-dallasse-cina-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 06:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino è ad un passo dall&#8217;approvazione dell&#8217;accordo economico e di sicurezza con Teheran, soprannominato partenariato strategico globale sino-iraniano. Ma, al di là dei protagonisti, cui prodest? Il Pakistan sembra la nazione destinata a trarne indirettamente i migliori benefici, un po’ come nel caso dell’accordo Usa-Talebani. L’accordo tra Cina e Iran L’accordo incorpora ingenti investimenti cinesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-guadagna-il-pakistan-dallasse-cina-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="993" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_1904677-e1574418429997-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Pechino è ad un passo dall&#8217;approvazione dell&#8217;accordo economico e di sicurezza con Teheran, soprannominato <strong>partenariato strategico globale sino-iraniano</strong>. Ma, al di là dei protagonisti, <em>cui prodest</em>? Il Pakistan sembra la nazione destinata a trarne indirettamente i migliori benefici, un po’ come nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-pakistan-e-il-vero-vincitore-dellaccordo-usa-talebani.html">caso dell’accordo Usa-Talebani</a>.</p>
<h2>L’accordo tra Cina e Iran</h2>
<p>L’accordo incorpora ingenti investimenti cinesi nelle infrastrutture iraniane e prevede una più stretta difesa e condivisione dell&#8217;intelligence e garanzie petrolifere per la Cina. Questa partnership era <em>in nuce</em> dal 2016, quando Xi Jinping si era recato in visita a Teheran. Tuttavia, la proposta era rimasta sottotraccia per poi riemergere quando il governo Rouhani l&#8217;ha approvata nel giugno scorso. Funzionari cinesi e iraniani hanno confermato che si tratta di un documento etichettato come &#8220;<em>final draft</em>&#8221; e datato proprio giugno 2020.</p>
<p>Secondo un rapporto dell&#8217;11 luglio del <em>New York Times</em>, l&#8217;accordo non ancora concluso tra Pechino e Teheran vedrà la Cina investire un totale di $ 400 miliardi nei settori bancario, dei trasporti e dello sviluppo in Iran. In cambio, Pechino si aspetta di ricevere una fornitura regolare e fortemente scontata di petrolio iraniano nei prossimi 25 anni. La Cina dovrebbe investire 120 miliardi di dollari per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto iraniane, a cominciare dalla strada che collegherà <strong>Teheran a Urumqi</strong> nella provincia cinese dello Xinjiang. Questa arteria si intersecherà con il collegamento <strong>Urumqi-Gwadar</strong>, già sviluppato sotto il corridoio economico Cina-Pakistan. Il collegamento stradale fornirà connettività con Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan e, attraverso la Turchia, con l’Europa.</p>
<p>Il Pakistan ha con la Cina un debito di almeno 10 miliardi di dollari per la costruzione del porto di Gwadar, che è affittato al governo cinese fino al 2059. Il commercio di transito in Afghanistan attraverso il porto di Gwadar è iniziato il 19 luglio con una spedizione di merci dagli Emirati Arabi Uniti: si tratta di  un importante porto marittimo gestito dalla Cina per ottenere l&#8217;accesso diretto all&#8217;Oceano Indiano in linea con il suo megaprogetto.</p>
<h2>I vantaggi per il Pakistan</h2>
<p>Così all&#8217;inizio di luglio, il panorama degli accordi interasiatici ha fornito un nuovo -l’ennesimo- colpo di scena: il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha annunciato che Teheran è in procinto di concludere un accordo di partenariato strategico a lungo termine con Pechino. Poche settimane dopo, i media indiani riferivano che Teheran aveva &#8220;abbandonato Nuova Delhi&#8221; a proposito di un progetto ferroviario chiave lungo il confine con l&#8217;Afghanistan dopo &#8220;aver mostrato riluttanza a investire temendo le sanzioni americane&#8221;, a testimonianza dei nuovi assetti geopolitici in Asia.</p>
<p>Questo riallineamento in Asia offre nuove opportunità non solo per la Cina, ma anche per il Pakistan. In primo luogo, il coinvolgimento della Cina in Iran dovrebbe <a href="https://it.insideover.com/politica/lindia-puo-giocarsi-la-carta-europea-contro-cina-e-pakistan.html">indebolire il principale rivale del Pakistan, l&#8217;India</a>, e aprirebbe un varco strategico per Islamabad per affrontare le minacce alla sicurezza che sta attualmente affrontando. Mentre l&#8217;obiettivo, un tempo ovvio, di Delhi di circondare il Pakistan sembra aver subito una dura battuta d’arresto, l’intento indiano di destabilizzare Islamabad, infatti, persiste: una serie di attacchi terroristici in tutto il Pakistan negli ultimi mesi lo testimonierebbe.</p>
<p>In secondo luogo, dopo aver pienamente integrato l&#8217;Iran nel quadro della <em>Belt and Road</em>, Pechino potrebbe aiutare Islamabad a <strong>migliorare le sue relazioni con Teheran</strong> e contribuire a pacificare <strong>l&#8217;insurrezione in Balochistan</strong>. A questo proposito, infatti, non bisogna dimenticare che la Cina, da tempo, sta depredando proprio il Balochistan delle risorse minerarie di cui è ricco: oro, rame, carbone, gas: ergo, questi nuovi partenariati possono offrire anche la possibilità per placare i sentimenti anti cinesi verso cui sono dirette le rivendicazioni del Balochistan Liberation Army (Bla).</p>
<p>Terzo, l’annosa questione del <strong>porto di Chabahar</strong>. L&#8217;India è stata un attore chiave nello sviluppo del porto strategico nato da un accordo trilaterale India-Afghanistan-Iran sull&#8217;istituzione di un corridoio internazionale di trasporto e transito. Da allora sono stati compiuti molti passi importanti per accelerare lo sviluppo del porto e realizzarne appieno potenziale. Tuttavia, il crescente confronto tra Stati Uniti e Iran e l&#8217;imposizione di dure sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti all&#8217;Iran sotto la sua politica di massima pressione ha influenzato negativamente il desiderio di Nuova Delhi di convertire i suoi impegni in azioni concrete sul campo. La presenza cinese in Iran, dunque, significherebbe che Chabahar non sarebbe più in concorrenza con Gwadar, il cui porto, come già detto, è gestito dalla Cina.</p>
<p>Gli stravolgimenti geopolitici sembrano dunque -indirettamente- volgere a favore del Pakistan, che diverrebbe l’hub portuale per il commercio di transito dall&#8217;Afghanistan e dall&#8217;Asia centrale. Saprà la leadership di Islamabad cogliere questa finestra storica eccezionale?</p>
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