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	<title>Jovenel Moïse Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jovenel Moïse Archives - InsideOver</title>
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		<title>Guerra tra bande, carestia e anarchia: il buco nero senza fine di Haiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/guerra-tra-bande-carestia-e-anarchia-il-buco-nero-senza-fine-di-haiti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 09:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti sta lottando con quella che è stata definita “la peggiore emergenza di fame nell’emisfero occidentale”. Secondo l’ultima analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il numero delle persone che soffrono la fame acuta ha raggiunto la metà della popolazione del Paese. Si parla quindi di 5,4 milioni di persone che hanno difficoltà a sfamare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/guerra-tra-bande-carestia-e-anarchia-il-buco-nero-senza-fine-di-haiti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/guerra-tra-bande-carestia-e-anarchia-il-buco-nero-senza-fine-di-haiti.html">Guerra tra bande, carestia e anarchia: il buco nero senza fine di Haiti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti sta lottando con quella che è stata definita “la <strong>peggiore emergenza di fame </strong>nell’emisfero occidentale”. Secondo l’ultima analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il numero delle persone che soffrono la fame acuta ha raggiunto la metà della popolazione del Paese. Si parla quindi di 5,4 milioni di persone che hanno difficoltà a sfamare sé stesse e le proprie famiglie. Di queste, due milioni affrontano livelli emergenziali di fame, quindi <strong>carenze alimentari estreme</strong>, malnutrizione acuta e alti tassi di malattia.</p>



<p>Un <a href="https://it.wfp.org/emergenze/emergenza-haiti">rapporto</a> del <strong>World Food Program</strong> (WFP) delle Nazioni Unite afferma che “un abitante su due dell’isola soffre di fame acuta”. Qui viene evidenziato che il WFP ha assistito fino ad ora circa 1,35 milioni di haitiani, ma che necessitano di ulteriori 188 milioni di dollari per poter implementare i programmi di assistenza fino alla fine dell’anno. Si denuncia, inoltre, che le organizzazioni umanitarie continuano ad affrontare<strong> difficoltà nell’accesso </strong>alle comunità che vivono in aree controllate da gruppi armati.</p>



<p>A ripercuotersi sulle condizioni economiche e quindi sulla crisi alimentare c’è la grave <strong>crisi di sicurezza </strong>che sta attraversando il Paese. La guerriglia tra bande continua a mettere in ginocchio Haiti, impedendo al popolo di vivere liberamente e dignitosamente. La causa di questa crisi è infatti da ricercare nella violenza delle gang e l&#8217;illegalità che dilaga nel Paese. Dall’inizio del 2024 sono aumentati attacchi e scontri legati a gruppi armati a Port-au-Prince, che hanno bloccato temporaneamente porti e aeroporti, rendendo impossibile il lavoro di fornitura di cibo e servizi.</p>



<p>Per questo motivo la popolazione è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni in cerca di luoghi sicuri. Il numero degli <strong>sfollati interni</strong> che vivono in condizioni precarie in scuole o edifici pubblici della capitale è arrivato a 700.000. I siti per sfollati sono infatti sovraffollati e pericolosi per la salute, favorendo la diffusione di malattie come il colera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La causa degli scontri</h2>



<p>Haiti ha una lunga storia di instabilità politica, con frequenti cambi di governo, colpi di stato e corruzione diffusa. <a href="https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html">La situazione si è aggravata dopo l&#8217;assassinio del presidente <strong>Jovenel Moïse</strong> nel luglio 2021.</a> Da allora il Paese, che non vede elezioni dal 2016, non ha più avuto un presidente eletto e il vuoto di potere ha indebolito ulteriormente le istituzioni governative. L&#8217;incapacità del governo di garantire sicurezza e ordine ha lasciato ampio spazio alle bande armate per consolidare il proprio controllo. Le gang armate, che oggi controllano circa l&#8217;80% del territorio, hanno portato alle <strong>dimissioni </strong>del primo ministro Ariel Henry a marzo 2024, in seguito alle minacce di <strong>Jimmy Chérizier, detto &#8220;Barbecue&#8221;</strong>, leader della più temuta e influente banda di gruppi armati.</p>



<p>Le bande armate, a cui si fa riferimento come &#8220;gang&#8221;, controllano grandi parti del territorio della capitale e altre regioni del paese. Queste bande si sono moltiplicate nel corso degli anni proprio a causa dell’instabilità politica e sono coinvolte in attività come rapimenti, estorsioni e traffico di droga, e spesso si scontrano tra loro per il controllo del territorio, creando un clima di violenza diffusa.</p>



<p>Haiti è uno dei paesi più poveri delle Americhe e povertà estrema, disoccupazione e mancanza di opportunità economiche hanno contribuito all’aumento della violenza e del reclutamento nelle bande armate, specialmente tra i giovani. Per non parlare dei <strong>disastri naturali</strong>, che aggravano l&#8217;instabilità economica poiché hanno distrutto gran parte delle infrastrutture e rallentato lo sviluppo economico del Paese.</p>



<p>La capacità dello Stato di rispondere a tali emergenze è molto limitata, il che ha aumentato la <strong>sfiducia </strong>verso le autorità e ha esacerbato le tensioni sociali. La comunità internazionale, inclusa l&#8217;ONU, ha evidenziato come l&#8217;assenza di un&#8217;azione internazionale concreta per migliorare la sicurezza e rafforzare le istituzioni haitiane abbia reso il paese vulnerabile alla violenza delle bande. Ad oggi, la capitale Port-au-Prince è quasi completamente <strong>isolata </strong>a causa dei blocchi imposti dai gruppi armati e gran parte della popolazione è privata di servizi di base come cibo, acqua potabile e assistenza medica​.</p>



<p>Le Nazioni Unite e diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti e altre nazioni caraibiche, hanno cercato di stabilizzare il Paese con <strong>missioni di pace</strong> e finanziamenti per migliorare la sicurezza e le condizioni di vita. È anche vero che molti di questi interventi non sono riusciti a risolvere i problemi strutturali di Haiti, anzi in alcuni casi sono stati <strong>criticati </strong>per aver aggravato la situazione. Ad esempio, la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione di Haiti (MINUSTAH), attiva dal 2004 al 2017, è stata inizialmente inviata per ripristinare l&#8217;ordine dopo un colpo di stato, ma è stata criticata per l&#8217;incapacità di fermare l&#8217;ascesa delle gang e per gli scandali relativi all&#8217;introduzione dell&#8217;epidemia di colera e ai numerosi episodi di violenza sessuale.</p>



<p>Anche l&#8217;attuale missione proposta, guidata dal Kenya, ha suscitato dibattiti sull&#8217;efficacia di una forza straniera nel risolvere i problemi interni di Haiti. Il Kenya si è infatti offerto di guidare una <strong>missione multinazionale</strong> su richiesta delle Nazioni Unite e del governo haitiano per rafforzare la sicurezza e a contrastare la minaccia delle bande armate con l&#8217;obiettivo di sostenere le forze di polizia haitiane, che attualmente non hanno la capacità per affrontarle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conseguente crisi migratoria</h2>



<p>La crescente crisi economica e sociale ha spinto molti haitiani a <strong>emigrare </strong>fuori dal Paese. In migliaia hanno cercato di raggiungere gli Stati Uniti o altri paesi della regione, come la <strong>Repubblica Dominicana</strong>, causando tensioni con i paesi limitrofi. Questa migrazione di massa ha creato ulteriori problemi umanitari, con migranti che affrontano condizioni precarie nei campi profughi, abusi e rimpatri forzati.</p>



<p>La situazione è particolarmente critica al <strong>confine </strong>tra Haiti e la Repubblica Dominicana, dove migliaia di haitiani tentano di attraversare clandestinamente ogni anno. Le tensioni tra i due paesi sono aumentate nel 2023, quando la Repubblica Dominicana ha chiuso temporaneamente il confine a causa di controversie sull&#8217;uso delle risorse idriche e sulla gestione della sicurezza.</p>



<p>La combinazione di questi fattori ha condotto verso una spirale di violenza che sembra difficile da fermare senza un intervento coordinato, sia a livello nazionale che internazionale.</p>
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		<title>Così il disastro di Haiti porta il caos nel cortile di casa degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2021 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due terremoti devastanti, uragani e cicloni a cadenza regolare, un Capo di Stato ucciso nel pieno delle sue funzioni da un commando ed una crisi politica di lunga durata. Le condizioni di Haiti, la nazione più povera delle Americhe, sono molto gravi. La nazione caraibica non si è mai ripresa dal devastante sisma del 2010, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Haiti-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Due terremoti devastanti, uragani e cicloni a cadenza regolare, un Capo di Stato ucciso nel pieno delle sue funzioni da un commando ed una crisi politica di lunga durata. Le condizioni di <strong>Haiti</strong>, la nazione più povera delle Americhe, sono molto gravi. La nazione caraibica non si è mai ripresa dal <strong>devastante sisma</strong> del 2010, che ha provocato la morte di 250mila persone e danni infrastrutturali irreparabili. Gli aiuti allora forniti dalla comunità internazionale, come i 13 miliardi di dollari erogati dagli Stati Uniti, vennero in buona parte sprecati. L&#8217;epidemia di <strong>colera</strong> che, tra il 2010 ed il 2019 ha imperversato sull&#8217;isola uccidendo 10mila persone, si è rivelata un duro colpo così come la recente <a href="https://it.insideover.com/politica/haiti-ex-informatori-delle-agenzie-usa-dietro-lassassino-di-moise.html">uccisione del presidente <strong>Jovenel Moise</strong></a> ed il nuovo terremoto che ha provocato la morte di migliaia di persone. Il rischio è che Haiti, piegata dai traffici di droga e dalla criminalità, diventi uno<strong> Stato fallito</strong> in grado di minacciare la stabilità del continente americano.</p>
<h2>Stati Uniti: i dubbi di Joe Biden</h2>
<p>Il presidente ad interim di Haiti Claude Joseph ha chiesto agli <strong>Stati Uniti</strong> di inviare soldati nel Paese per tenere sotto controllo i disordini e le violenze che hanno luogo nelle strade. L&#8217;Amministrazione Biden, però, ha declinato l&#8217;invito evidenziando la sua scarsa propensione nell&#8217;intervenire militarmente negli affari interni di nazioni straniere. Gli Stati Uniti sono già intervenuti ad Haiti invadendola più di un secolo fa. Il pretesto era quello di ottenere la riscossione di prestiti erogati a Port-au-Prince, che non era più in grado di ripagare l&#8217;indennità estorta dalla Francia e risalente al 1825. L&#8217;invasione, durata oltre due decenni e trasformatasi in colonialismo e sfruttamento, ha lasciato un marchio sul caos e sulla povertà che affliggono metà della vecchia Hispaniola. Le forze militari americane sono tornate in seguito al colpo di Stato che nel 1991 rovesciò il presidente eletto Jean-Bertrand Aristide. L&#8217;operazione <strong>Uphold Democracy</strong> si concluse con il ritorno di Aristide e con la partenza dei soldati americani. Sembra molto improbabile che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden</strong></a> possa decidere di intervenire inviando anche solo un limitato contingente militare nel mezzo di una situazione così problematica ed in particolare modo dopo il ritiro delle truppe dal ventennale impegno in Afghanistan.</p>
<h2>La mano di Cina e Russia</h2>
<p>Ci sono però due grossi attori globali pronti ad approfittare del caos e a intervenire proprio nel cortile di casa degli Americani. La <strong>Cina</strong>, ad esempio, sta provando a sfruttare l&#8217;arma dei <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html">vaccini</a> contro il coronavirus per persuadere Haiti ad interrompere le proprie relazioni diplomatiche con Taiwan. Pechino ha inviato ingenti quantità di sieri a quei Paesi, come la Repubblica Dominicana, che hanno tagliato i legami con l&#8217;isola ribelle, ma non lo ha fatto con Haiti. Il governo cinese ha offerto, in passato anche dei prestiti senza interesse. I finanziamenti cinesi avrebbero potuto costituire una fonte di introiti pregiata e l&#8217;eventuale decisione di riconoscere la Repubblica Popolare potrebbe essere seguita, secondo gli analisti, da contratti di prestito e investimenti pianificati da aziende cinesi. La<strong> Russia</strong> ha adottato un approccio simile a quello cinese per quanto concerne la diplomazia vaccinale e l&#8217;uso della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia</a> per affermare il proprio potere a livello globale. Nel caso di Haiti, però, si intende andare oltre come affermato, alcuni mesi fa, da Maria <strong>Vladimirovna Zakharova</strong>, portavoce del ministero degli Esteri della Federazione Russa. La Zakharova ha infatti reso noto che la Russia può aiutare Haiti a ripristinare la stabilità politica, proteggere il Paese e formare le forze dell&#8217;ordine. Anche se al momento non sembrano esserci piani dettagliati.</p>
<h2>Ci prova anche il Venezuela</h2>
<p>A muoversi per Haiti sono però anche i vicini. Il governo del <strong>Venezuela</strong> ha aperto un ponte umanitario con l&#8217;isola in seguito al terremoto dell&#8217;agosto 2021. L&#8217;aereo Simón Bolívar ha trasferito 30 tonnellate di acqua potabile, alimenti e medicine come risposta immediata post-disastro ed in linea con le direttrici impresse dal presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>. Il ministro dell&#8217;Interno Carmen Meléndez ha chiarito come ci sia la possibilità di inviare altri voli ed eventualmente gruppi di medici specializzati. Il presidente Jovenel Moïse si era schierato in più occasioni contro il Venezuela, con cui aveva tagliato i rapporti commerciali, guadagnandosi la stima di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html"><strong>Donald Trump</strong></a>. Non è detto, però, che Caracas non riesca ad insidiarsi nel vuoto di potere e nel persuadere uno dei candidati alle prossime elezioni presidenziali a schierarsi in suo favore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html">Così il disastro di Haiti porta il caos nel cortile di casa degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;cortile di casa&#8221; degli Usa in fiamme</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-degli-usa-in-fiamme.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 15:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biden Lima" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;America Latina è in subbuglio. Il continente si è riscaldato sulla scia dell&#8217;apertura di profonde crisi nella regione che hanno investito, a cascata, diversi Paesi dell&#8217;area e hanno riportato all&#8217;emersione di profonde linee di faglia che sembravano sotterrate da tempo. In particolare, la situazione non giova agli Stati Uniti di Joe Biden che, complici le importanti priorità di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-degli-usa-in-fiamme.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cortile-di-casa-degli-usa-in-fiamme.html">Il &#8220;cortile di casa&#8221; degli Usa in fiamme</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Biden Lima" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/12215538_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>America Latina </strong>è in subbuglio. Il continente si è riscaldato sulla scia dell&#8217;apertura di profonde crisi nella regione che hanno investito, a cascata, diversi Paesi dell&#8217;area e hanno riportato all&#8217;emersione di profonde linee di faglia che sembravano sotterrate da tempo.</p>
<p>In particolare, la situazione non giova agli <strong>Stati Uniti </strong>di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener">Joe Biden</a> che, complici le importanti priorità di politica estera riguardanti soprattutto il confronto con Russia e Cina, hanno di fatto messo in secondo piano il loro ex &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-nel-cortile-casa-degli-usa-le-mosse-pechino-america-latina.html" target="_blank" rel="noopener">cortile di casa</a>&#8221; nella strategia diplomatica e geopolitica. Invertendo un trend di maggiore influenza nell&#8217;area inaugurato nell&#8217;era Trump anche, se non soprattutto, per rispondere a pressioni di matrice politica interna ed elettorale. La natura decisiva del sostegno degli esuli cubani e venezuelani per <a href="https://it.insideover.com/politica/la-florida-laboratorio-del-partito-repubblicano-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">la conquista di Stati decisivi come la <strong>Florida </strong></a>nel 2016 e l&#8217;origine latina di alti papaveri repubblicani (Marco Rubio, Ted Cruz) ha fatto da volano a una profonda strategia di pressione contro i governi socialisti della regione e a un allineamento con le amministrazioni maggiormente aperte alla strategia Usa, come quelle di <strong>Brasile, Cile e Colombia</strong>.</p>
<p>Biden non ha finora espresso una vera e propria dottrina latinoamericana. Ma la situazione per gli Usa si è rapidamente incartata sulla scia di una rapida serie di cambiamenti sistemici.</p>
<p>In primo luogo, i cambi di governo in <strong>Bolivia e Perù </strong>e la vittoria referendaria delle sinistre in Cile hanno fatto rapidamente tramontare le prospettive di un consolidamento dei governi filo-statunitensi nella regione. Portando al potere una versione più moderata e meno tribunizia del &#8220;<strong>socialismo del XXI secolo&#8221; </strong>di stampo chavista in Paesi da sempre ritenuti termometro dell&#8217;evoluzione politica latinoamericana e avviando in<a href="https://it.insideover.com/scienza/vaccini-e-pandemia-la-scommessa-del-cile.html" target="_blank" rel="noopener"> Cile la rottamazione della residua eredità della dittatura di Pinochet.</a></p>
<p>In secondo luogo, non è da sottovalutare la crisi sistemica del <strong>Brasile </strong>di Jair Bolsonaro. Per quanto assimilabile a Donald Trump piuttosto che a Joe Biden, il presidente e leader dell&#8217;estrema destra del colosso sudamericano è un vero e proprio &#8220;gendarme&#8221; degli Stati Uniti, in quanto la sua ascesa al governo ha ridimensionato il potenziale critico della corrente connessa a <strong>Lula e Dilma Rousseff </strong>che sull&#8217;amministrazione Obama, di cui Biden era vicepresidente, riversano profonde accuse per la condotta politica tenuta in occasione del cambio di governo nel 2016 e dell&#8217;inizio dello scandalo Lava Jato. Il disastroso flop di Bolsonaro contro la pandemia, i nuovi scandali e il rischio di un collasso politico e sociale del Paese, inoltre, rischiano di aprire un vero e proprio <strong>buco nero </strong>con conseguenze catastrofiche per la sicurezza degli Usa nella regione.</p>
<p>Terzo problema, per Washington, è un vecchio scenario uscito dal radar mediatico negli ultimi mesi ma non meno caldo rispetto al passato: il <strong>Venezuela. </strong>Paese in cui gli Stati Uniti non hanno più, di fatto, una strategia dopo che Juan Guaidò ha fallito la possibilità di disarcionare dal potere Nicolas Maduro e dopo il goffo fallimento dei tentativi di sovversione del regime di Caracas operato da John Bolton ai tempi di Trump. Il caos venezuelano, a cascata, crea problemi nella confinante Colombia, alimenta l&#8217;esodo di profughi e minaccia la tenuta del mercato petrolifero regionale, senza che gli States possano in alcun modo intervenire.</p>
<p>Vi è poi, infine, la destabilizzazione del pre-carrè americano nell&#8217;area, i <strong>Caraibi</strong>. Qui i Paesi da monitorare sono Haiti e Cuba. Nelle ultime settimane si è avuto prima il caos nella repubblica francofona, a seguito dell&#8217;omicidio del presidente <strong>Jovenel Moise</strong>, e poi lo scoppio <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-di-internet-e-degli-usa-nelle-proteste-a-cuba.html" target="_blank" rel="noopener">delle proteste nell&#8217;Isla Bonita</a>, precipitata nell&#8217;incertezza per la prima volta dalla fine dell&#8217;era Castro. Sul primo fronte Haiti è una bomba sempre potenzialmente pronta a esplodere e per gli Usa il collasso di uno Stato fallito a poche centinaia di chilometri dalla Florida comporterebbe uno scenario di incertezza non secondario; sul secondo, invece, Biden avrebbe potenzialmente nel suo interesse il raggiungimento di un compromesso volto a congelare le tensioni dell&#8217;era Trump e l&#8217;irrigidimento dei rapporti bilaterali tra Washington e L&#8217;Avana, ma la dicotomia politica creata dalle proteste non fa altro che aumentare la diffidenza e le distanze.</p>
<p>In sostanza, a Biden manca un&#8217;agenda latinoamericana. Una visione strategica in grado di proiettare gli Usa nel <strong>cortile di casa </strong>e prevenire influenze esterne come quelle di Cina e Russia. Due decenni di miopia strategica hanno portato a una situazione molto critica per Washington che si trova, di fatto, in difficoltà nel controllare un&#8217;area a lungo esposta alla sua disponibilità totale. E dall&#8217;esplosione del narcotraffico alla ripresa dei flussi di migranti questo può creare problematiche a cascata in diversi scenari. Il calo della presa politica degli States sull&#8217;America Latina fa il resto: nella geopolitica del XXI secolo il peggior errore che una potenza possa compiere è affidare la sua linea a una sostanziale inerzia.</p>
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		<title>Haiti vive un dramma umanitario senza fine</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haiti-vive-un-dramma-umanitario-senza-fine.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 05:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste ad Haiti (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti è sull&#8217;orlo di una nuova crisi umanitaria e sociale. Nella capitale Port-au-Prince migliaia di persone sono scese in strada inscenando violente proteste e lamentandosi della scarsità di carburante, del rincaro del costo della vita e della corruzione governativa. Il presidente Jovenel Moïse continua così ad essere nell&#8217;occhio del ciclone ed è stato costretto a non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haiti-vive-un-dramma-umanitario-senza-fine.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste ad Haiti (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-ad-Haiti-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Haiti è sull&#8217;orlo di una <strong>nuova crisi</strong> umanitaria e sociale. Nella capitale Port-au-Prince migliaia di persone <a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-49861759">sono scese in strada</a> inscenando violente proteste e lamentandosi della scarsità di carburante, del rincaro del costo della vita e della corruzione governativa. Il presidente Jovenel Moïse continua così ad essere nell&#8217;occhio del ciclone ed è stato costretto a non partecipare ai lavori dell&#8217;assemblea Generale dell&#8217;Onu ed a rivolgersi direttamente alla nazione, questo mercoledì, appellandosi alla calma. Non è servito a nulla ed almeno quattro persone hanno già perso la vita negli scontri, un bilancio destinato a crescere. <a href="https://www.miamiherald.com/news/nation-world/world/americas/haiti/article235555997.html">I dimostranti</a> hanno eretto barricate improvvisate nelle strade ed in alcuni casi hanno saccheggiato e dato fuoco a negozi, rivenditori di automobili e banche. Almeno una stazione della polizia è stata assaltata dalla folla ed è ora ridotta in cattive condizioni. Il timore è che le devastazioni e gli scontri possano degenerare sempre di più e portare al collasso del già debole sistema politico.</p>
<h2>Il baratro è vicino</h2>
<p>Haiti è l<strong>a nazione più povera</strong> delle Americhe, con almeno <a href="https://www.worldbank.org/en/country/haiti/overview">sei milioni</a> di abitanti, su undici in totale, che vivono con meno di 2.41 dollari al giorno, quindi sotto la soglia di povertà e di questi almeno due milioni e mezzo sopravvivono con meno di un dollaro e ventitré centesimi al giorno, un dato che li pone in una situazione di miseria estrema.  L&#8217;economia cresce in maniera stentata, appena l&#8217;1.2% nel 2017 e l&#8217;1.5% nel 2018 e l&#8217;indice di sviluppo umano pone questo sfortunato Paese alla posizione numero 163 su un totale di 188, allo stesso livello di molte nazioni africane. Lo Stato caraibico importa petrolio dal <strong>Venezuela</strong> e la grave crisi che ha colpito Caracas ha causato una drastica riduzione dell&#8217;invio dell&#8217;oro nero. Questo a sua volta ha portato la rabbia popolare ad esplodere già due volte quest&#8217; anno ed a paralizzare le attività commerciali.<a href="http://theconversation.com/gas-shortages-paralyze-haiti-triggering-protests-against-failing-economy-and-dysfunctional-politics-116337"> Una grave carestia</a> che colpisce da circa un anno il nord-est e la chiusura dei confini terrestri da parte della Repubblica dominicana, che forniva cibo al Paese, sono stata ulteriore benzina su un fuoco che rischia di bruciare sempre di più. Il tasso di inflazione è di circa il 20%, la valuta nazionale continua a perdere valore ed il governo ha un enorme debito arretrato da pagare nei confronti dei fornitori di carburante. Un quadro desolante e senza speranza che si unisce ad una<a href="https://www.miamiherald.com/news/nation-world/world/americas/haiti/article235260167.html"> grave instabilità </a>: l&#8217;esecutivo non è riuscito a far passare il proprio budget negli ultimi due anni, il presidente Moïse è sempre più impopolare e la sua promessa di fornire elettricità, dal mese di giugno e senza interruzioni non è stata rispettata.</p>
<h2>Il quadro politico ed i cataclismi naturali</h2>
<p>La presenza di alti livelli di <strong>corruzione</strong>, la cattiva gestione dell&#8217;economia nazionale ed il veloce succedersi di <strong>governi impopolari</strong> hanno contribuito a rendere la popolazione sempre più scettica circa un possibile miglioramento delle proprie condizioni di vita. <a href="https://www.cfr.org/backgrounder/haitis-troubled-path-development">Jovenel Moïse</a> è stato eletto capo di Stato in seguito alle contestate vicende elettorali del 2016-2017, quando le prime consultazioni vennero annullate per irregolarità e poi ripetute ed il suo consenso nel Paese pare ridotto ai minimi termini mentre il suo predecessore, Michel Martelly, aveva governato per decreto per più di un anno ed aveva rinviato le elezioni per due volte.</p>
<p>L&#8217;ex presidente Jean-Bertrand Aristide, invece, era stato deposto per ben due volte, nel 1991 e nel 2004, da colpi di Stato. Il mancato sviluppo economico di Haiti non è però solamente dovuto all&#8217;instabilità politica o ad una cattiva pianificazione, i <strong>ricorrenti disastri naturali</strong> giocano infatti un ruolo fondamentale nella questione. Almeno dieci uragani o tempeste tropicali hanno colpito, dal 1998 al 2018, il Paese causando ingenti distruzioni e perdite di vite umane. Nel 2010 un sisma di magnitudo 7 sulla scala Richter ha raso al suolo moltissimi immobili e provocato la morte di trecentomila persone. Un disastro immane che ha acuito ancora di più la grave situazione che affligge la nazione. La rabbia popolare continuerà ad esplodere, come sta accadendo in questi giorni, finché la comunità internazionale non aiuterà in maniera risolutiva il governo a prendersi cura della popolazione ed a garantirgli condizioni di vita umane. Haiti, divenuta indipendente nel 1804 in seguito ad una rivolta di schiavi contro le autorità coloniali francesi, è territorialmente vicina agli Stati Uniti ma anche la Cina sembra interessata a migliorare le proprie relazioni con la piccola nazione caraibica, che è una delle poche al mondo a riconoscere Taipei e non Pechino. Il lento dissolversi delle istituzioni politiche locali potrebbe portare allo scoppio di una vera e propria bomba umanitaria, che andrebbe a generare immani ed ulteriori sofferenze alla popolazione e di cui la comunità internazionale si dovrà certamente occupare.</p>
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