<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>George Soros Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/george-soros/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/george-soros</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Feb 2025 08:08:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>George Soros Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/george-soros</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Quando Usaid faceva piovere milioni nelle casse delle Ong di Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quando-usaid-faceva-piovere-milioni-nelle-casse-delle-ong-di-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 08:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Usaid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=455731</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1536x946.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ombra lunga di George Soros e del suo network di ONG si allunga ancora una volta su USAID, da cui ha ricevuto decine di milioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-usaid-faceva-piovere-milioni-nelle-casse-delle-ong-di-soros.html">Quando Usaid faceva piovere milioni nelle casse delle Ong di Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1536x946.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ombra lunga di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html">George&nbsp;Soros</a></strong>&nbsp;e del suo network di ONG si allunga ancora una volta su USAID, l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale. Un sodalizio di lunga data, cementato da decenni di finanziamenti e strategie comuni. Non è una novità: già nel 2017, la Heritage Foundation, uno dei principali think tank conservatori americani, denunciava che le Open Society Foundations (OSF) erano diventate il principale strumento di implementazione degli aiuti di USAID almeno dal 2009. Un’affermazione pesante, ma che trova conferme nei documenti ufficiali.</p>



<p>Nel 1993, USAID firmava un accordo con il Programma di Formazione Manageriale delle fondazioni&nbsp;Soros&nbsp;per addestrare trenta “professionisti” da Bulgaria, Estonia, Polonia, Romania e Slovacchia. Poi, nei primi anni Duemila, una serie di rivoluzioni colorate, dal Caucaso all’Europa orientale, vedeva in prima linea le ONG di&nbsp;Soros&nbsp;e i finanziamenti a pioggia di Washington. Non a caso, nel 2003-2004, USAID e la International Renaissance Foundation di&nbsp;Soros&nbsp;lavoravano fianco a fianco per sostenere la Rivoluzione Arancione in Ucraina. Una sinergia che valeva, nel solo 2003,&nbsp;<strong>54,7 milioni di dollari</strong>, a cui si aggiungevano&nbsp;<strong>34,11 milioni nel 2004</strong>.</p>



<p>Lo schema si ripeteva altrove, con nomi diversi ma con la stessa regia. Nel 2018, il gruppo di vigilanza legale Judicial Watch scopriva che USAID aveva finanziato l’agenda globalista di Soros in Guatemala. Un investimento che tra il 2015 e il 2018 arrivava a <strong>100 milioni di dollari</strong> per sostenere movimenti e organizzazioni di “società civile” in America Latina. Stesso copione in Albania, dove nel 2016 USAID stanziava <strong>9 milioni di dollari</strong> per un progetto sotto la supervisione dell’East West Management Institute, altra entità riconducibile a Soros.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi segnali di dissenso</h2>



<p>Ma il problema non è solo il passato. Basta guardare al presente per capire che la macchina continua a girare. Nel 2024, il presidente Joe Biden ha richiesto per USAID <strong>quasi 30 miliardi di dollari</strong> nel bilancio federale 2025. Una cifra enorme, una parte della quale finirà ancora nelle casse delle ONG e dei programmi ispirati dall’agenda di Soros. Nulla di nuovo sotto il sole: il globalismo ha bisogno di denaro, e USAID continua a garantire il flusso.</p>



<p>Ma non tutti hanno accettato di buon grado questo sodalizio tra USAID e la rete di Soros. <strong>L’amministrazione di Donald Trump, tra il 2017 e il 2021, ha cercato di porre un freno a questa macchina di finanziamenti e influenza globale.</strong> Non per spirito di crociata, ma per una questione politica precisa: ridurre il ruolo degli Stati Uniti come sponsor delle rivoluzioni colorate, delle ingerenze in Stati sovrani e delle operazioni di destabilizzazione mascherate da aiuti umanitari.</p>



<p>Il primo segnale forte arriva nel 2017, quando <strong>alcuni senatori repubblicani, tra cui Mike Lee e Ted Cruz, chiedono formalmente al Dipartimento di Stato di chiarire il ruolo di USAID nel finanziare movimenti politici legati a Soros in Paesi come Macedonia, Albania e Guatemala.</strong> Il sospetto è che l’agenzia federale, sotto l’ombrello della promozione della democrazia, stia in realtà finanziando forze politiche di sinistra e gruppi radicali con l’obiettivo di influenzare gli equilibri locali.</p>



<p><strong>Nel 2018, il dipartimento di Stato guidato da Mike Pompeo avvia una revisione interna dei fondi destinati a USAID e ai suoi partner.</strong> Nel mirino ci sono i finanziamenti alle ONG in America Latina e nei Balcani, in particolare quelli che hanno legami con Soros. Judicial Watch, con documenti ottenuti tramite il Freedom of Information Act, rivela che USAID ha speso milioni di dollari per sostenere attivisti di sinistra in Guatemala, con l’obiettivo di spingere politiche progressiste e minare il governo conservatore in carica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tagli di Trump</h2>



<p>Un’altra mossa importante arriva nel 2019, quando l’amministrazione Trump <strong>riduce i finanziamenti ai programmi di “promozione della democrazia” nei Paesi dell’Europa orientale.</strong> In pratica, meno soldi a quei progetti che, sotto la scusa della democratizzazione, sono spesso stati strumenti di ingerenza politica. La logica di Trump è chiara: <strong>gli Stati Uniti non devono più usare il denaro dei contribuenti per alimentare movimenti politici in altri paesi, soprattutto se questi vanno contro governi eletti.</strong></p>



<p>Ma la svolta più clamorosa arriva nel 2020, quando&nbsp;<strong>Trump inizia a prendere di mira direttamente George&nbsp;Soros&nbsp;e le sue ONG.</strong>&nbsp;Dopo anni di tensioni, l’amministrazione cerca di bloccare l’accesso delle Open Society Foundations ai fondi federali. Un’operazione difficile, perché i legami tra USAID, Dipartimento di Stato e OSF sono profondi e consolidati da decenni. Tuttavia, il messaggio è chiaro:&nbsp;<strong>l’era in cui&nbsp;Soros&nbsp;e i suoi alleati potevano contare su finanziamenti pubblici senza ostacoli sta finendo.</strong></p>



<p>Il problema?&nbsp;<strong>L’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca nel 2021 ribalta completamente la situazione.</strong>&nbsp;Appena insediato, il nuovo presidente ripristina molti dei finanziamenti tagliati da Trump e rilancia i programmi di promozione della democrazia. Nel 2024, la richiesta di bilancio di Biden per USAID arriva a&nbsp;<strong>quasi 30 miliardi di dollari</strong>, una parte dei quali torna a fluire nelle casse delle ONG legate a&nbsp;Soros.</p>



<p>La storia si ripete:&nbsp;<strong>quello che Trump aveva provato a fermare, Biden lo ha rilanciato con ancora più forza.</strong>&nbsp;E così, mentre Washington si riempie di proclami sulla democrazia e sui diritti umani, i fondi continuano a scorrere, garantendo che l’ingerenza americana nel mondo non si fermi mai.<br>Il ritorno di&nbsp;<strong>Donald Trump</strong>&nbsp;alla Casa Bianca nel 2025 ha segnato una&nbsp;<strong>svolta radicale nella politica di aiuti esteri degli Stati Uniti</strong>, con la progressiva&nbsp;<strong>riduzione del ruolo di USAID</strong>&nbsp;e un ripensamento della strategia di influenza americana nel mondo. Le ragioni alla base di questa decisione non sono solo economiche, ma soprattutto&nbsp;<strong>geopolitiche</strong>, con implicazioni dirette sulla politica estera degli USA, sui rapporti con gli alleati e sulla competizione con le grandi potenze globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-usaid-faceva-piovere-milioni-nelle-casse-delle-ong-di-soros.html">Quando Usaid faceva piovere milioni nelle casse delle Ong di Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 09:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=451395</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1387" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1536x1110.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Biden premia Soros, e ha ragione: il finanziere ha fatto l'interesse degli Usa. E il presidente lo ricorda apertamente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html">Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1387" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250105154859191_03973b7ce603f4673d3507b58354208f-1536x1110.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le sue ultime mosse da presidente, <strong>Joe Biden</strong> ha deciso di concedere a diverse figure di spicco della società americana e non la <strong>Presidential Medal of Freedom</strong>, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti: tra il cantante Bono e il cestista Kareem Abdul-Jabbar, tra l&#8217;ex candidata alla presidenza Hillary Clinton e il calciatore Lionel Messi spunta <strong>George Soros</strong>, il magnate 94enne di origini ungherese, finanziere d&#8217;assalto e patron della <strong>Open Society Foundation</strong>.</p>



<p>Il controverso finanziere, accusato da molti suoi critici di aver usato la sua attività filantropica per condizionare in senso filoamericano e filoccidentale le società di molti Paesi, soprattutto dell&#8217;ex Patto di Varsavia, è stato premiato da Biden per aver sostenuto da &#8220;investitore e filantropo&#8221; lo sviluppo dei &#8220;pilastri chiave delle società aperte, dei diritti e della giustizia, dell&#8217;equità e dell&#8217;uguaglianza,<strong> della libertà ora e in futuro&#8221;</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">As an immigrant who found freedom and prosperity in America, I am deeply moved by this honor. I accept it on behalf of the many people around the world with whom the Open Society Foundations have made common cause over the past 40 years. <a href="https://t.co/vdwTgHcZBy">https://t.co/vdwTgHcZBy</a></p>&mdash; George Soros (@georgesoros) <a href="https://twitter.com/georgesoros/status/1875643334418382889?ref_src=twsrc%5Etfw">January 4, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il patriota Soros</h2>



<p>Alex Soros, figlio del magnate di famiglia ebrea scampato all&#8217;Olocausto e divenuto poi discepolo di Karl Popper prima e <strong>attivissimo speculatore poi</strong>, ritirando il premio in nome dell&#8217;anziano padre lo ha definito un &#8220;<strong>vero patriota americano</strong>&#8221; e Biden ha ammesso che il riconoscimento è stato garantito a Soros &#8220;<strong>per tutto quello che ha fatto per aiutare questo Paese</strong>&#8220;. Va detto, fuor da ogni ipocrisia: <strong>Soros junior e Biden</strong> hanno detto la verità. Anche a costo di inibire, in questo caso, il messaggio con cui il premiato ha sempre presentato la sua azione, vista come un&#8217;opera genuina di promozione e difesa delle <strong>società aperte, dei diritti umani</strong>, dei valori della democrazia. Un anelito che, indubbiamente, in molti contesti l&#8217;Open Society ha sostenuto, ma che spesso un esponente attivo della <strong>finanza americana come Soros</strong>, uomo di straordinaria intelligenza che spesso ricorda di essersi arricchito dopo aver capito un presunto nesso tra il pensiero filosofico di Popper e il funzionamento dei mercati, ha condizionato <em>pro domo sua</em>.</p>



<p>Prima della fine del comunismo in Europa orientale, Soros ha finanziato dal 1979 in avanti il progetto Carta 77 in Cecoslovacchia, il sindacato cattolico Solidarnosc in Polonia e il dissidente Andrei Sakharov in Unione Sovietica. All&#8217;ombra degli Accordi di Helsinki e dello sdoganamento del dissenso in Est Europa, Soros, esule di un totalitarismo omicida come quello nazista, capì che la leva della liberaldemocrazia sarebbe stata fondamentale per garantire a molti Paesi la graduale uscita dal socialismo reale. E, <em>en passant</em>, l&#8217;avvicinamento al campo atlantico e agli Usa.</p>



<p>In Est Europa funzionò, e diversi rampolli della Open Society formatisi grazie alla <strong>Central European University</strong> fondata da Soros a Budapest nel 1984 divennero araldi del liberalismo post-comunista in molti Stati. Un nome su tutti, che poi ha preso strade diverse, è quello di <strong>Viktor Orban</strong>, che studiò a Londra con la Open Society e poi divenne, nel suo primo mandato da primo ministro (1999-2002), il fautore dell&#8217;ingresso ungherese in Unione Europea e Nato. Soros ha anche sostenuto figure come l&#8217;ex presidente georgiana <strong>Salome Zouribachvili e diverse Ong nella Serbia degli Anni Novanta</strong> che lottarono per la fine del regime di Slobodan Milosevic. Ma si possono indicare come <strong>incardinate negli interessi Usa</strong> anche diverse sue mosse e prese di posizione su altri teatri.</p>



<p>Si pensi ad esempio al grande attacco speculativo a lira e sterlina del settembre 1992, condotto da Soros con la regia operativa di un team in cui era membro il futuro segretario al Tesoro Usa di Donald Trump, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">Scott Bessent</a></strong><a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">. Operazione </a>che fruttò ai fondi soriani un miliardo di dollari e contribuì a rafforzare l&#8217;idea che nell&#8217;Occidente trionfante dopo la fine della Guerra Fredda <strong>solo il biglietto verde sarebbe stato una valuta egemone</strong>. O alle numerose prese di posizione con cui Soros, a metà Anni Dieci, anticipò l&#8217;ampliamento dello <strong>scontro tra Stati Uniti e Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ala sinistra del potere globalizzato americano</h2>



<p>Nel 2020, in piena prima amministrazione Trump, notavamo come le posizioni del &#8220;liberal&#8221; Soros su Pechino fossero, al netto di toni diversi, perfettamente sovrapponibili a quelle del &#8220;sovranista&#8221; Steve Bannon. Pensiamo sia utile riproporre oggi la visione che davamo allora del peso strategico dell&#8217;agenda Soros per l&#8217;interesse americano. Non servono complotti o cospirazioni, come i numerosi che spesso riguardano il magnate 94enne, per <strong>spiegare la storia</strong> di un finanziere d&#8217;assalto dalla grande influenza politica. Soros,<a href="https://it.insideover.com/politica/come-mai-soros-e-bannon-la-pensano-uguale-sulla-cina.html"> scrivevamo</a>, &#8220;è portavoce e capofila dell’ala liberal-progressista del mondo a&nbsp;<strong>stelle e strisce</strong>&#8220;. </p>



<p>Parliamo di un’ala del sistema di potere Usa &#8220;con relativi apparati, gruppi d’influenza e cordate politiche, favorevole a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-garantiranno-ancora-la-globalizzazione.html">difendere lo status quo</a> </strong>e la <strong>narrazione </strong>della globalizzazione in quanto estremamente favorevole al mantenimento della supremazia e della centralità statunitense nel mondo. Capace di portare avanti un’agenda ideologica in cui l’apertura delle frontiere al libero commercio e alla libera circolazione dei capitali sono molto spesso sottovalutate rispetto al più visibile sostegno alla <strong>libera circolazione degli uomini</strong>&#8220;, la cu popolarità è legata soprattutto al fatto che &#8220;ha preso piede soprattutto nella <strong>Sinistra europea </strong>in cerca di punti di riferimento dopo la<a href="https://it.insideover.com/politica/a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-come-il-1989-ha-cambiato-leuropa.html"> caduta del Muro</a> e l’avvio della globalizzazione&#8221;. Cinque anni dopo, la lettura ci pare ancora valida.</p>



<p><strong>Soros era stato su scala ampia</strong> ciò che Bannon ha provato, senza successo, ad essere per il mondo conservatore: lo &#8220;zio d&#8217;America&#8221; capace di vendere, fuori dai confini della superpotenza, la capacità statunitense di dettar legge su molte dinamiche politiche, ideologiche e strategiche, fornendo la narrazione ideale per leggere il presente a un mondo in difficoltà nella ricerca di ancoraggi solidi sul fronte dei propri riferimenti culturali e ideali. Biden ha perfettamente ragione quando dice che chi ha seguito l&#8217;agenda Soros ha seguito, di fatto, un progetto di matrice americana. <strong>Questo non vuol dire che gli aneliti di libertà e democrazia</strong> su cui spesso Open Society ha fatto leva non fossero genuini, ma che ovviamente gli interventi sono stati ben più consistenti in Paesi dal ruolo strategico o geopolitico più accentuato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Musk sulle orme di Soros?</h2>



<p><strong>Biden afferma l&#8217;ovvio, </strong>ma è un ovvio che pesa di fronte alla<strong> retorica globale e umanista dell&#8217;agenda Soros</strong>. Ne qualifica la natura squisitamente americana, da alfiere di punta della proiezione di soft power nel laboratorio perenne delle &#8220;guerre ibride&#8221; ideologiche che la fase di costruzione della democrazia est-europea nel post-Guerra Fredda ha fatto sorgere. Un&#8217;agenda di successo, anche se ormai il mondo globalizzato non si è rivelato il giardino fiorito di democrazia e libertà promesso dall&#8217;America Anni Novanta e Duemila e da figure come Soros. Il quale, a 94 anni, può dire di esser stato uno &#8220;zio d&#8217;America&#8221; d&#8217;eccellenza e di successo.</p>



<p>Chi raccoglierà il suo testimone? Il maggior indiziato, e chi ci sta <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html">provando con più convinzione, è <strong>Elon Musk, guru della destra libertaria mondiale</strong> c</a>he al tempo stesso è demiurgo, ideologo e promotore di un&#8217;agenda libertaria sul piano economico, conservatrice sul fronte sociale e guerriera contro i presunti &#8220;nemici dell&#8217;Occidente&#8221; sul piano culturale. Da <strong>Javier Milei</strong> a <strong>Giorgia Meloni, da Santiago Abascal a Alice Wiedel</strong>, sono molti i leader ammaliati da Musk come lo furono molti big del progressismo globale da Soros venti o trent&#8217;anni fa. Musk avrà successo come il suo predecessore liberal? Tutto da vedere. Ma chi in Europa oggi denuncia le sue ingerenze, spesso sgrammaticate, senza al tempo stesso <strong>ricordare le mosse <em>pro domo Americana</em></strong> di Soros come problematiche vede solo una parte della realtà. Quella, troppo spesso, condizionata, dalla simpatia per uno &#8220;zio d&#8217;America&#8221; piuttosto che per un altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-premia-soros-e-ha-ragione-il-finanziere-ha-fatto-linteresse-degli-usa.html">Biden premia Soros, alfiere dell&#8217;egemonia americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Usa, Scott Bessent al Tesoro: da Soros a Trump, parabola di un finanziere d&#8217;assalto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2024 16:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=446534</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="896" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-600x372.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-768x477.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p>
<p>Scott Bessent alla guida del Tesoro Usa: da Soros a Trump, la parabola di un finanziere d'assalto sempre al centro della scena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">Usa, Scott Bessent al Tesoro: da Soros a Trump, parabola di un finanziere d&#8217;assalto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="896" height="556" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-600x372.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241124115925164_3d609a1cdcb0f635a8db8a33668a9fbf-1-768x477.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></p>
<p>Mercoledì 16 settembre 1992: nel pieno delle difficoltà del Sistema Monetario Europeo un <strong>violento attacco speculativo con posizioni ribassiste</strong> travolge la <strong>sterlina britannica</strong> provocando una colossale fuga di capitali. Il grande vincitore di giornata è <strong>un finanziare d&#8217;assalto, George Soros</strong>, che guadagna dalla puntata <strong>un miliardo di dollari</strong>. Dietro la mossa con cui i fondi di Soros hanno attaccato la valuta di Londra, nello stesso periodo in cui un&#8217;analoga manovra veniva compiuta <a href="https://it.insideover.com/economia/1992-quando-la-bundesbank-scateno-soros-contro-litalia.html">contro la <strong>lira italiana</strong>, rafforzando</a> la figura del magnate americano di origini ungherese come &#8220;re&#8221; degli speculatori, c&#8217;è un team di investitori alle sue dipendenze, tra cui spicca un brillante 30enne: <strong>Scott Bessent</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ex &#8220;alto ufficiale&#8221; di Soros alla corte di Trump </h2>



<p>Nativo del Sud Carolina, una laurea a Yale, Bessent si era unito un anno prima al Soros Fund Management dopo alcune brevi esperienze in altri fondi. E proprio al fianco di Soros costruì le basi di una carriera che l&#8217;ha portato, trentadue anni dopo, allo sbarco nelle istituzioni, <strong>chiamato da Donald Trump come prossimo Segretario al Tesoro degli Stati Uniti</strong>. Nella narrazione, Trump si presenta, dal momento della sua prima elezione, come antitetico a Soros e a quei miliardari che accusa di essere sostenitori di un vago &#8220;pensiero globalista&#8221; in cui c&#8217;è riunito tutto quello che il presidente eletto vuole portare il Partito Repubblicano a combattere:  <em>identity politics</em>, <em>gender</em>, immigrazione, diritti civili, internazionalismo età. Ma alla prova dei fatti, come principale consigliere economico in campagna elettorale e per guidare le sue finanze, The Donald ha scelto un <strong>rampante investitore 62enne miliardario</strong> che è diventato un big proprio al fianco del patron dell&#8217;Open Society. Ricordando come quando a <strong>parlare sono gli interessi di classe, in questo caso della super-classe dei miliardari e finanzieri</strong> di cui tutti e tre, Trump, Soros e Bessent, fanno parte, non esistono divisioni che tengano.</p>



<p>Con Soros fino al 2000 come alto funzionario, Bessent è tornato alla corte del nemico numero uno dei sovranisti come capo degli investimenti del Soros Fund Management dal 2011 al 2005. Nel mezzo esperienze in forma privata da investitore culminate, dopo il secondo e definitivo addio a Sfm, con la nascita nel 2015 di <strong>Key Square Group</strong>, la sua società d&#8217;investimento. A far partire il finanziamento, in quell&#8217;occasione, anche un investimento sull&#8217;avventura privata di Bessent da 2 miliardi di dollari ad opera proprio dello speculatore a cui Bessent aveva dato una mano nel trionfo contro la sterlina nel 1992.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fa il fondo di Bessent</h2>



<p><strong>Nato come gestore di fondi</strong>, Key Square ha, nel corso degli anni, cambiato proiezione. Come ricorda <a href="https://www.reuters.com/business/finance/fund-manager-bessent-scores-trump-victory-hopes-bigger-win-2024-11-22/"><em>Reuters</em>: </a>&#8220;Mentre gli asset dei fondi speculativi di Key Square sono diminuiti&#8221;, da un picco di 5,1 miliardi di dollari nel 2018 a poco più di 500 milioni a fine 2023, il finanziere &#8220;ha altre linee di business che si sono espanse, tra cui la fornitura di idee di investimento ad altri gestori di denaro, con 1 miliardo di dollari da cui attingere e investire per una grande società di investimento macro, un&#8217;attività di consulenza per family office, fondazioni e dotazioni, tra cui un cliente con 11 miliardi di dollari di asset; e commissioni da una società spin-out, Ghisallo Capital da 3,4 miliardi di dollari, parte dell&#8217;attività di incubazione di Key Square&#8221;. <strong>Un business variegato a cui si è aggiunto il matrimonio politico con Trump</strong>, saldato da una prima donazione nel 2016 alla campagna elettorale del tycoon e rafforzatasi tra il 2023 e il 2024 con l&#8217;impegno in prima persona di Bessent (che in passato aveva donato alla campagna democratica di Al Gore nel 2000) nel cerchio magico trumpiano.</p>



<p>A folgorare Bessent sulla via di Mar-a-Lago il fatto che, da esponente della classe finanziaria di Wall Street, ha visto in The Donald l&#8217;emergere di &#8220;uno di loro&#8221; a presidente degli Usa e, al netto della retorica di Trump, ha <strong>guardato alla concretezza. Mentre molti investitori lo dicevano in privato, Bessent ha fatto capire più volte ad alta voce che per lui <em>Trump is good for business</em></strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rilancio della riforma fiscale al centro dell&#8217;agenda Bessent</h2>



<p>Non a caso, il cavallo di battaglia economico di Trump, la maxi-riforma fiscale del 2017, ha decapitato le aliquote corporate sui redditi superiori favorendo l&#8217;<strong>alta finanza, gli investitori d&#8217;assalto, i super-ricchi di Wall Street. Insomma,</strong> il comune parterre di Trump, Soros e Bessent. E ora questa riforma, che scade nel 2025 e Trump vuole prolungare per dieci anni al costo di 3,4 trilioni di dollari, è al centro dell&#8217;agenda di The Donald. </p>



<p>Gli economisti <strong>Gabriel Zucman e Emmanuel Saez</strong> dell’Università di Berkeley, nel volume del 2019 <strong><em>The triumph on injustice</em>,</strong> hanno ricordato come il Tax Cuts and Jobs Act del 2017 voluto da Trump abbia prodotto un decollo dei patrimoni di Wall Street, nonché quello che probabilmente è stato il più grande <strong>trasferimento di ricchezza dalla base alla cima della piramide della distribuzione del reddito</strong> della storia americana. Facendo notare che per effetto del Tcja le 400 famiglie più ricche d&#8217;America pagavano un totale d&#8217;imposizione fiscale del 23% grazie al complesso sistema di deduzioni e sconti fiscali, contro il 24,2% del lavoratore americano medio.</p>



<p>Bessent è stato, tra gli investitori, uno dei più attivi nel sostenere la terza campagna elettorale di Trump che per rinnovare questa riforma è sceso personalmente in campo e, <a href="https://www.nytimes.com/2024/11/23/us/politics/scott-bessent-treasury-profile.html">come ricorda il <em>New York Times</em>, ha lanciato per il Tesoro</a> &#8220;un piano &#8220;3-3-3&#8243; che punterebbe a una crescita economica del 3 percento, ridurrebbe il deficit di bilancio al 3 percento del prodotto interno lordo e aumenterebbe la produzione nazionale di petrolio di 3 milioni di barili al giorno&#8221;.<strong> C&#8217;è un dettaglio: visto il costo astronomico del rilancio del Tcja,</strong> il taglio del deficit non potrà che <strong>passare per un drastico taglio</strong> di servizi, politiche sociali e assistenziali, investimenti nella periferia d&#8217;America. La stessa che ha votato Trump. La cui campagna è stata al contempo una delle più acclamate di sempre dall&#8217;America più insicura e disuguale sul piano economico e la più<a href="https://it.insideover.com/economia/miliardari-e-finanza-brindano-al-trionfo-di-trump.html"> finanziata di sempre dai miliardari.</a> Un paradosso che scelte come quella di Bessent non contribuiscono a sanare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-scott-bessent-al-tesoro-usa-da-soros-a-trump-parabola-di-un-finanziere-dassalto.html">Usa, Scott Bessent al Tesoro: da Soros a Trump, parabola di un finanziere d&#8217;assalto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Rivoluzione delle rose, ovvero: come Soros spinse la Georgia verso Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-delle-rose-ovvero-come-soros-spinse-la-georgia-verso-occidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 16:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443238</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1536x946.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando Soros spinse per la rivoluzione in Georgia: nel 2003 il magnate ungaro-americano fu decisivo per il cambio di regime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-delle-rose-ovvero-come-soros-spinse-la-georgia-verso-occidente.html">La Rivoluzione delle rose, ovvero: come Soros spinse la Georgia verso Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241102150230943_eb5747468480cea5328b4288163d7ff4-1536x946.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;influenza di<strong> George Soros in Georgia,</strong> soprattutto attraverso la sua Open Society Georgia Foundation, ha svolto un ruolo di primo piano nella cosiddetta Rivoluzione delle Rose del 2003. Questa rivolta popolare portò alla caduta di Eduard Shevardnadze, presidente corrotto e figura di spicco dell&#8217;epoca sovietica, e favorì l’ascesa del giovane leader<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-parabola-discendente-di-saakashvili.html"> Mikheil Saakashvili</a></strong>. Diversi studi recenti offrono una narrazione dettagliata delle dinamiche dietro questa rivoluzione, evidenziando il sostegno esterno, anche attraverso il finanziamento di organizzazioni come l&#8217;Open Society di Soros, che hanno avuto un impatto diretto sui cambiamenti politici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Open Society e dei suoi partner</h2>



<p>Molti membri del Governo georgiano che salirono al potere con Saakashvili avevano studiato o lavorato negli Stati Uniti, spesso con legami alla Open Society Foundation o USAID. Questa connessione era parte di un disegno più ampio per favorire una “transizione democratica accelerata” con il sostegno di giovani leader, formati per promuovere il cambiamento politico attraverso metodi di protesta pacifica. <strong>Emblematico fu il ruolo di Kmara!</strong> – movimento giovanile georgiano ispirato al movimento serbo Otpor – che ricevette circa 700.000 dollari dalla Open Society per promuovere la “mobilitazione civile” e sfidare il regime di Shevardnadze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia della rivoluzione pacifica</h2>



<p>Saakashvili e altri leader dell&#8217;opposizione si formarono studiando il modello della “rivoluzione di velluto” che aveva contribuito alla caduta del regime comunista in Cecoslovacchia.. Questa preparazione fu cruciale per orchestrare le proteste in Georgia, culminate con il gesto simbolico di Saakashvili che entrò in Parlamento con una rosa in mano, un atto che rappresentava il pacifismo e il cambiamento democratico. Il supporto di Soros a queste iniziative non era solo economico ma includeva un progetto strategico per incoraggiare una cultura politica filo-occidentale in Georgia, facilitando anche l&#8217;accesso di Saakashvili e dei suoi alleati a contatti chiave nella politica statunitense e internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coinvolgimento diplomatico e logistica operativa</h2>



<p>Da non sottovalutare anche l&#8217;influenza dell&#8217;ambasciatore statunitense <strong>Richard Miles</strong>, che aveva già sostenuto transizioni democratiche in Paesi dell&#8217;ex blocco sovietico. Durante le proteste culminanti del 2003, Saakashvili, oltre alla rosa simbolica, era protetto da un gruppo di guardie armate e da un giubbotto antiproiettile, un segnale della pianificazione strategica dietro la rivoluzione. Il supporto logistico e di sicurezza, insieme alla copertura mediatica internazionale (in particolare di CNN), contribuì a dare visibilità globale all’evento, presentandolo come un esempio di cambiamento pacifico e democratico nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sospetti e controversie</h2>



<p>Dopo il successo della Rivoluzione delle Rose, Soros dichiarò l&#8217;intenzione di estendere questo modello di “cambiamento di regime democratico e pacifico” ad altre regioni, come l&#8217;Africa. Questo generò ulteriore scetticismo in Georgia e altrove, con accuse di ingerenza nella politica interna. In Georgia, il modello della Open Society di Soros viene talvolta percepito come una forma di influenza esterna volta a favorire interessi occidentali. La recente adozione della legge sugli “agenti di influenza straniera” riflette proprio questo timore, mirato a limitare l&#8217;impatto di fondazioni come quella di Soros, viste come strumenti di &#8220;soft power&#8221; occidentale.</p>



<p>In sintesi,<strong> l’azione della Open Society in Georgia rappresenta un esempio di “diplomazia non convenzionale”</strong>, che ha contribuito alla democratizzazione ma ha anche sollevato dubbi su possibili ingerenze esterne. L’influenza di Soros ha così lasciato un segno indelebile sul processo di transizione georgiano, contribuendo a spostare il Paese verso l’orbita filo-occidentale, pur rimanendo oggetto di controversie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-delle-rose-ovvero-come-soros-spinse-la-georgia-verso-occidente.html">La Rivoluzione delle rose, ovvero: come Soros spinse la Georgia verso Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump attacca Soros. Ma la sua campagna perde finanziatori</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-attacca-soros-ma-la-sua-campagna-perde-finanziatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 09:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=384008</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump è in piena crisi di finanziamento della sua campagna elettorale per il 2024 e rilancia la polemica contro un arcinemico della sua base, George Soros. In un messaggio inviato via mail ai sostenitori della sua campagna elettorale, il 9 febbraio scorso, l&#8217;ex presidente Usa che ambisce a tornare alla Casa Bianca ha denunciato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-attacca-soros-ma-la-sua-campagna-perde-finanziatori.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-attacca-soros-ma-la-sua-campagna-perde-finanziatori.html">Trump attacca Soros. Ma la sua campagna perde finanziatori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230213103955231_47c465d52edf24d228d2f0fd7f113737-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Donald Trump</strong> </a>è in piena crisi di finanziamento della sua campagna elettorale per il 2024 e rilancia la polemica contro un arcinemico della sua base, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">George Soros</a></strong>. In un messaggio inviato via mail ai sostenitori della sua campagna elettorale, il 9 febbraio scorso, l&#8217;ex presidente Usa che ambisce a tornare alla Casa Bianca ha denunciato l&#8217;<strong>osmosi</strong> tra &#8220;il corrotto miliardario di Sinistra&#8221; e i democratici.</p>



<p>&#8220;Soros&#8221; &#8211; tuona Trump nel messaggio &#8211; &#8220;ha donato nel 2022 oltre 128 milioni di dollari ai Democratici e crede che possa <strong>comprare il secondo mandato di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>&#8220;</strong>. Ha poi invitato la sua base a alimentare una serie di donazioni dal basso (<em>grassroot</em>) sulla scia di quelle che hanno portato negli anni scorsi Bernie Sanders a alti livelli nella corsa Dem per sfidare gli avversari a Sinistra e permettergli una nuova scalata al Partito Repubblicano.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-in-crisi-con-i-donatori-gop.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump in crisi con i donatori Gop</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-contro-desantis-si-infiamma-la-sfida.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump contro DeSantis, si infiamma la sfida</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-perde-anche-gli-evangelici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump perde anche gli Evangelici</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi di Trump</h2>



<p>Soros è il nemico perfetto per Donald Trump, il miliardario associato al progressismo e alle sue spigolature su cui scaricare i problemi politici effettivi che la candidatura di Trump sta affrontando: la <strong>perdita di donatori</strong>. Il problema di The Donald non è tanto Soros, ma la terra bruciata che gli sta imponendo attorno lo storico campo di sostenitori nel mondo dell&#8217;industria e della finanza a stelle e strisce. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Collage-Maker-09-Feb-2023-04.37-PM-1024x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-384011" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Collage-Maker-09-Feb-2023-04.37-PM-1024x768-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Collage-Maker-09-Feb-2023-04.37-PM-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Collage-Maker-09-Feb-2023-04.37-PM-1024x768-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il messaggio di Trump ai suoi elettori</figcaption></figure>



<p>Maga Inc., il <a href="https://www.cnn.com/2022/09/23/politics/donald-trump-allies-super-pac/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comitato politico</a> istituito l&#8217;anno scorso e gestito dall&#8217;ex assistente della campagna di Trump Taylor Budowich, ha una cassa di 54 milioni di dollari su 81 complessivi a disposizione del magnate. Ma ne serviranno almeno dieci volte tanto per finanziare la campagna presidenziale, e i donatori iniziano a latitare.</p>



<p>Gli esponenti di peso del think-tank  anti-tasse <a href="https://www.nytimes.com/2023/02/06/us/politics/club-for-growth-trump-desantis.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Club for Growth</a> hanno segnalato che stavano cercando di radunarsi attorno a un&#8217;alternativa a Trump. E al contempo The Donald sta perdendo anche il sostegno dei super-donatori per eccellenza, il gruppo che fa riferimento ai fratelli Koch. <strong>Americans for Prosperity</strong>, la fondazione dei Koch, vuole contare in un Grand Old Party di potere e non fare lo sparring partner di un trumpismo &#8220;di rivolta&#8221;. </p>



<p>Tutti i sostenitori di Trump del 2015-2016, primi fra tutti i Koch, hanno individuato correttamente nel miliardario di New York il <strong>cavallo vincente</strong> per la  corsa alle primarie e alla Casa Bianca. Ora invece il timore dei centri di potere conservatori è che Trump possa superare Ron DeSantis, Nikki Haley e tutti gli altri contendenti in una corsa divisa e pregiudicare un&#8217;altra elezione presidenziale al Gop.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni e le accuse di antisemitismo</h2>



<p>Un <strong>timore chiaro</strong>, <a href="https://www.politico.com/news/magazine/2023/02/09/gop-trump-2024-election-00081944" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota</a> <em>Politico,</em> &#8220;riecheggia nelle interviste con decine di membri del partito repubblicano, donatori, strateghi e leader locali, molti dei quali dicono che è la conversazione che stanno avendo tutti privatamente anche tra di loro – come assicurarsi che Trump non approfitti ancora una volta di un campo diviso e se ne vada con la nomination <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-repubblicano-americano.html">repubblicana</a>, costando al partito non solo la presidenza, ma la possibilità di riconquistare il Senato e mantenere la Camera&#8221;. </p>



<p>C&#8217;è la percezione del fatto che se nel 2016 Trump ha usato il Partito Repubblicano come un <strong>taxi verso la Casa Bianca</strong>, ora si sia talmente radicato al suo interno da essere il potere frenante verso qualsiasi vittoria alle elezioni del 2024.</p>



<p>L&#8217;attacco a Soros, in quest&#8217;ottica, è chiarificatore di questo approccio. Che rianima la base populista e di estrema destra sfruttando il cliché del miliardario approfittatore. Per di più <strong>ebreo</strong>, come hanno fatto notare molti critici di Trump. Il Jewish Democratic Council of America ha scritto su Twitter: &#8220;Solo perché accusare i donatori ebrei di comprare le elezioni è diventato parte del vocabolario regolare di Donald Trump, non lo rende meno pericoloso ogni volta che lo fa&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Just because accusing Jewish donors of buying elections has become part of Donald Trump&#39;s regular vocabulary, it doesn&#39;t make it any less dangerous each time he does it.<br><br>Trump&#39;s antisemitic rhetoric continues to directly threaten the safety of our community. <a href="https://t.co/zmZXTPUsj1">https://t.co/zmZXTPUsj1</a></p>&mdash; Jewish Dems (@USJewishDems) <a href="https://twitter.com/USJewishDems/status/1623774320144134144?ref_src=twsrc%5Etfw">February 9, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La testata di informazione ebraica americana <em>Forward</em> ha ammonito sui <strong>rischi</strong> dell&#8217;approccio di Trump: &#8220;Dipingere un individuo ebreo come burattinaio che manipola gli eventi nazionali per scopi maligni è <a href="https://twitter.com/adl/status/1471195179117809664" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un espediente comune della narrativa antisemita</a>&#8220;. A cui Trump ricorre, forse inconsapevolmente, sulla scia del <strong>divisionismo</strong> che la sua candidatura più anti-sistema che mai oggi impone. Accusare Soros di voler &#8220;distruggere la nostra nazione&#8221; posiziona Trump in un <strong>eterno 2016</strong>, in una fase della storia, quella della rivolta populista, che ormai non esiste più con le caratteristiche del tempo. E a undici mesi dall&#8217;inizio delle primarie repubblicane per la Casa Bianca, col caucus in Iowa a gennaio 2024, pone seri problemi sulla fattibilità della sua corsa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-attacca-soros-ma-la-sua-campagna-perde-finanziatori.html">Trump attacca Soros. Ma la sua campagna perde finanziatori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>California, cacciato il procuratore dem sostenuto da George Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/california-cacciato-il-procuratore-dem-sostenuto-da-george-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=360236</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Anche se non è stato finanziato direttamente dal magnate, non è un mistero che Chesa Boudin abbia assunto l&#8217;incarico di procuratore distrettuale nel gennaio 2020 nella città di San Francisco dopo aver raccolto centinaia di migliaia di dollari da donatori associati al finanziere George Soros. Il magnate fondatore dell&#8217;Open Society Foundations, tuttavia, non aveva previsto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/california-cacciato-il-procuratore-dem-sostenuto-da-george-soros.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/california-cacciato-il-procuratore-dem-sostenuto-da-george-soros.html">California, cacciato il procuratore dem sostenuto da George Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Anche se non è stato finanziato direttamente dal magnate, non è un mistero che <span style="font-size: 1rem;"><strong>Chesa Boudin</strong> abbia assunto l&#8217;incarico di procuratore distrettuale nel gennaio 2020 nella città di San Francisco dopo aver raccolto centinaia di migliaia di dollari da donatori associati al finanziere George Soros. Il magnate fondatore dell&#8217;Open Society Foundations, tuttavia, non aveva previsto che i procuratori distrettuali dai lui sostenuti e foraggiati non sembrano essere particolarmente apprezzati dalla popolazione, che vorrebbero veder garantito un minimo di ordine in anni di tensioni sociali sempre più gravi e complesse.  </span></p>
<p>E così, nel feudo ultra-progressista di San Francisco, la città della Summer of Love e dei figli dei fiori, <a href="https://www.cbsnews.com/news/chesa-boudin-san-francisco-da-recalled/">i cittadini hanno votato a stragrande maggioranza</a> martedì per sfiduciare e mandare a casa Boudin, uno dei procuratori più progressisti della nazione, con almeno il 60% dei residenti favorevoli alle sue dimissioni.</p>
<h2>Il fallimento di Boudin</h2>
<p>In questi due anni, il procuratore sostenuto da Soros ha cercato di riformare il sistema di giustizia penale, ponendo fine all&#8217;uso della cauzione in contanti, non perseguendo i reati compiuti dai minori e concentrandosi sull&#8217;abbassamento della popolazione carceraria durante la pandemia. È stato anche il primo procuratore distrettuale di San Francisco a presentare accuse di omicidio contro gli agenti di polizia della città. Secondo molti, tuttavia, Boudin non stava perseguendo adeguatamente i crimini in città, mettendo così a rischio la sicurezza dei censiti. L&#8217;iniziativa di silurare il procuratore buonista è partita lo scorso anno, quando a San Francisco sono aumentati in maniera vertiginosa i crimini contro gli asiatici-americani. Troppo anche per una città <em>liberal</em> come quella californiana.</p>
<p>La squadra di Boudin ha sostenuto per tutta la campagna che non c&#8217;era una correlazione diretta tra il picco di alcuni crimini e le politiche del procuratore distrettuale. Ma i risultati di martedì sera indicano che la maggioranza degli elettori la pensano in maniera diversa.</p>
<h2>L&#8217;influenza di Soros sui procuratori: criminalità alle stelle</h2>
<p>Come riporta il <a href="https://freebeacon.com/democrats/report-soros-prosecutors-run-half-of-americas-largest-jurisdictions/"><em>Washington Free Beacon</em></a>, Soros ha speso più di 40 milioni di dollari nell&#8217;ultimo decennio per eleggere decine di procuratori in metà delle più grandi giurisdizioni americane, molte delle quali ora sono tormentate dalla criminalità. Il finanziere ha sostenuto 75 pubblici ministeri attraverso contributi diretti, PAC e altri enti, ha rivelato il Fondo per la difesa legale delle forze dell&#8217;ordine <a href="https://it.scribd.com/document/577258820/Justice-for-Sale-LELDF-Report">in un rapporto da poco diffuso</a>.</p>
<p>Dieci pubblici ministeri finanziati dal magnate, tra cui il procuratore distrettuale di Philadelphia Larry Krasner e quello di Los Angeles George Gascon, entrambi democratici, hanno ricevuto <strong>13 milioni di dollari</strong> solo negli ultimi quattro anni, stravincendo le elezioni. In ogni competizione, Soros è stato il donatore più &#8220;generoso&#8221; di tutta la campagna. &#8220;Il nostro studio mostra per la prima volta che il finanziamento e l&#8217;insediamento di questi procuratori distrettuali da parte di Soros sta fondamentalmente smantellando il sistema di giustizia penale come lo conosciamo&#8221;, ha detto il presidente del Fondo per la difesa legale delle forze dell&#8217;ordine Jason Johnson al <em>Washington Free Beacon</em>. Qualche numero: l&#8217;Fbi nel 2020 ha registrato il suo più alto aumento in un anno di omicidi, un aumento del 30% rispetto all&#8217;anno precedente. Un anno dopo, 12 città, tra cui Philadelphia di Krasner e Austin, in Texas, del procuratore distrettuale sostenuto da Soros, José Garza, hanno battuto il loro record di omicidi commessi in città di tutti i tempi. Colpa delle tensioni sociali provocate dalla pandemia? Anche. Ma la responsabilità è anche di procuratori ultra-progressisti e del loro buonismo fallimentare. E il Caso di San Francisco lo dimostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/california-cacciato-il-procuratore-dem-sostenuto-da-george-soros.html">California, cacciato il procuratore dem sostenuto da George Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora in Francia spunta la pubblicità di Avaaz che è un invito a Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ora-in-francia-spunta-la-pubblicita-di-avaaz-che-e-un-invito-a-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 05:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ong]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=356526</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-2048x1400.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è la prima volta che Avaaz sceglie di mettere in campo una comunicazione politica ma certo il paginone apparso su Le Figaro qualche giorno fa può far discutere. Lo scopo di fondo della grafica pubblicata sul quotidiano &#8211; quello che peraltro è di stampo conservatore &#8211; è fare pressione sul presidente della Repubblica francese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/ora-in-francia-spunta-la-pubblicita-di-avaaz-che-e-un-invito-a-macron.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ora-in-francia-spunta-la-pubblicita-di-avaaz-che-e-un-invito-a-macron.html">Ora in Francia spunta la pubblicità di Avaaz che è un invito a Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1313" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-1024x700.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-768x525.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-1536x1050.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220505172155134_a4e151cecca4b1f4860cea523ff90781-2048x1400.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non è la prima volta che<strong> Avaaz</strong> sceglie di mettere in campo una comunicazione politica ma certo il paginone apparso su <em>Le Figaro</em> qualche giorno fa può far discutere. Lo scopo di fondo della grafica pubblicata sul quotidiano &#8211; quello che peraltro è di stampo conservatore &#8211; è fare pressione sul presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron (che è ritratto nella pubblicità) in ambito ecologico.</p>
<p>&#8220;Signor presidente &#8211; si legge sul manifesto &#8211; Il Risorgimento (<em>Reinassance</em> è il nuovo nome di <em>En Marche!</em>, il partito dei macroniani) è tutto!&#8221;. E l&#8217;immagine è contornata da un cumulo di rifiuti, mentre l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo guida un nutrito gruppo di persone, imbracciando una bandiera con su scritto &#8220;<strong>Ecologia</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;intenzione è quella di sottolineare una contraddizione in termini: <strong>Emmanuel Macron</strong> ha impugnato la causa ecologista (soprattutto nella seconda parte dell&#8217;ultima campagna elettorale, a dire il vero) ma quello che ha attorno racconta una storia molto diversa dai proclami. Infatti, dopo il motto, arriva la specificazione: &#8220;<span class="Y2IQFc" lang="it">Ecco come appare una grande nazione ecologica. Questa volta &#8211; incalzano quelli di Avaaz &#8211; , mantieni la tua promessa ed agisci per lasciare in eredità un pianeta più vivibile ed una Francia più forte alle generazioni future&#8221;. </span></p>
<p>L&#8217;Ong, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/avaaz-ong-sorosiana-ora-lancia-campagna-contro-salvini-1739845.html">che abbiamo già avuto modo di definire &#8220;sorosiana&#8221;</a> anche per via dei presunti legami, in più circostanze evidenziati dalla stampa americana e non, con George Soros, ritiene che il presidente della Repubblica francese, durante i primi cinque anni di mandato, non abbia fatto quanto promesso in materia <strong>ambientalista</strong>: questo retro pensiero è abbastanza evidente. Avaaz ricorda a Macron, in prima battuta, come l&#8217;esito elettorale delle presidenziali abbia fotografato una situazione sociale molto &#8220;divisa&#8221; (un&#8217;altra delle metafore derivanti dalla grafica è tagliata proprio sulla natura composita della società francese).</p>
<p>Poi si passa a quello che, per Avaaz, Macron dovrebbe fare durante il prossimo quinquennio: &#8220;Il suo nuovo mandato deve&#8217; essere costruito attorno a misure nette e coraggiose, le uniche in grado di garantire la stabilità nel corso dei prossimi anni. La Francia può e deve condurre questa lotta (quella ecologica, ndr) senza riserve qui, in Europa e nel mondo. Chiediamo azione, gli <strong>slogan</strong> non saranno sufficienti&#8221;. Al netto delle varie misure che vengono elencate, è la chiosa a meritare qualche considerazione in più.</p>
<p>&#8220;<span class="Y2IQFc" lang="it">Signor Presidente. ha una secondo chance, un&#8217;ultima possibilità fare la storia. Non lasciartela sfuggire&#8221;. Con questa chiusura, l&#8217;Ong &#8220;sorosiana&#8221; rimprovera di nuovo al leader della <em>Reinassance</em> le azioni non compiute sino ad adesso e lo invita a correre ai ripari. Il fatto è che, in termini di semplificazione ideologica, Emmanuel Macron è sempre stato considerato un esponente politico di centrosinistra, progressista e dunque per nulla inviso agli universi tangenti Avaaz ed alle <strong>battaglie</strong> portate avanti da una realtà come quella. </span></p>
<p>Questa grafica può rappresentare dunque un indizio su come la svolta post-ideologica di Macron, oltre ad attrarre i consensi della <strong>borghesia francese</strong> in generale, stia comportando anche un allontanamento del presidente francese dagli universi progressisti, siano essi associativi, culturali, politico-economici e così via. Letto in questo modo, quello di Avaaz sembra anche un ultimatum: se l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo non dovesse procedere con politiche ambientaliste, potrebbe perdere il convinto sostegno di certe aree d&#8217;influenza politica.</p>
<p>Ma a Macron conviene una retromarcia verso la base elettorale che lo ha eletto la prima volta? Le presidenziali del 2021 hanno raccontato una polarizzazione agli estremi delle istanze populiste e sovraniste, siano queste connotabili come di destra o di sinistra, mentre attorno a Macron si è riunito più o meno tutto l&#8217;elettorato moderato. Schiacciare di nuovo il pedale verso sinistra, per il leader della Reinassance, costituirebbe un passo indietro, pure rispetto al ruolo che il presidente francese ha ormai incarnato nel contesto europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/ora-in-francia-spunta-la-pubblicita-di-avaaz-che-e-un-invito-a-macron.html">Ora in Francia spunta la pubblicità di Avaaz che è un invito a Macron</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 06:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Open Society]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=336582</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Occidente e in (quasi) tutto il mondo va crescendo in maniera esponenziale il numero di coloro che parlano la lingua del liberal-progressismo, cioè di coloro che credono in cause quali il controllo della popolazione, l&#8217;arcobalenizzazione delle strutture sociali, familistiche e legislative e la legalizzazione delle droghe e che, in generale, anelano al superamento di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Soros_talk_in_Malaysia-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>In Occidente e in (quasi) tutto il mondo va crescendo in maniera esponenziale il numero di coloro che parlano la lingua del liberal-progressismo, cioè di coloro che credono in cause quali il controllo della popolazione, l&#8217;arcobalenizzazione delle strutture sociali, familistiche e legislative e la legalizzazione delle droghe e che, in generale, anelano al superamento di tutto ciò che ha a che fare con il conservatorismo.</p>
<p>La morte delle società conservatrici è un fenomeno che, almeno in parte, è naturale, genuino, fisiologico. Perché le società sono fluide, cangianti e mobili per definizione. Alcune tradizioni diventano dogmi, altre non riescono ad affermarsi che come consuetudine e periscono in quanto transitorie. Altre volte, però, il cambiamento è eteroguidato da regie esterne, menti raffinatissime in grado di dividere, polarizzare e talvolta sovvertire. E quest&#8217;ultimo è il caso della rete mondiale<strong> Open Society</strong>, il motore dell&#8217;internazionale liberal-progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/open-society-il-leviatano-dell-internazionale-liberal.html">Open Society, il leviatano dell&#8217;internazionale liberal</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Erdogan a Orban, ecco l&#8217;asse anti-Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/da-erdogan-a-orban-ecco-lasse-anti-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 04:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=334367</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Così diversi, così uguali, il premier magiaro Viktor Orban e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno qualcosa in comune: entrambi vedono nel finanziere liberal George Soros, fondatore dell&#8217;Open Society Foundations, un nemico esistenziale per le rispettive nazioni; nondimeno il magnate cita spessissimo i due &#8220;autocrati&#8221; come due pericolosi nemici della democrazia liberale e della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/da-erdogan-a-orban-ecco-lasse-anti-soros.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-erdogan-a-orban-ecco-lasse-anti-soros.html">Da Erdogan a Orban, ecco l&#8217;asse anti-Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="850" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/1474400464-soros1-e1562069562517.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Così diversi, così uguali, il premier magiaro <strong>Viktor Orban</strong> e il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> hanno qualcosa in comune: entrambi vedono nel finanziere liberal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html">George Soros</a>, fondatore dell&#8217;Open Society Foundations, un nemico esistenziale per le rispettive nazioni; nondimeno il magnate cita spessissimo i due &#8220;autocrati&#8221; come due pericolosi nemici della democrazia liberale e della società aperta. Impossibile d&#8217;altro canto far conciliare due visioni del mondo così lontane fra loro come il fiero nazionalismo conservatore dei due leader con il globalismo <em>open borders</em> e progressista di Soros. Orban ed Erdogan, cristiano il primo, islamico il secondo, ambedue accusano il finanziere di mettere in atto azioni sobillatrici &#8211; attraverso la sua rete filantropica e non solo &#8211; contro Ungheria e Turchia.</p>
<h2>Erdogan: &#8220;Kavala feccia di Soros&#8221;</h2>
<p>Le recenti dichiarazioni del presidente <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-rivela-davvero-la-rabbia-del-sultano.html">turco sul caso Kavala</a> la dicono lunga su quest&#8217;inimicizia radicata. Come riporta l&#8217;<em>Agi</em>, Erdogan ha espresso parole molto dure nei confronti degli ambasciatori di 10 diversi Paesi, minacciati di espulsione dopo che avevano lanciato un appello congiunto per la liberazione del filantropo <strong>Osman Kavala</strong>, in carcere in Turchia da 1.451 giorni e in attesa di giudizio. &#8220;Non possiamo permetterci il lusso di mantenere nel nostro Paese queste persone. Non è nel loro ruolo dare lezioni che per noi sono inaccettabili. Stiano nei limiti delle proprie funzioni&#8221;, ha detto <span class="hilg1">Erdogan</span>, che ha poi definito Kavala come &#8220;feccia di <span class="hilg2">Soros&#8221;</span>. Lunedì scorso gli ambasciatori di Stati Uniti, Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia avevano chiesto alla Turchia di rispettare i trattati internazionali e di liberare Kavala dalla detenzione preventiva.</p>
<h2>&#8220;Soldi dal magnate&#8221;</h2>
<p>L&#8217;Open Society Foundations <a href="https://www.opensocietyfoundations.org/newsroom/open-society-urges-turkish-president-to-stop-efforts-to-obscure-the-facts-in-kavala-case">ha replicato</a> a Erdogan, esortando oggi il presidente &#8220;a smettere di invocare il nome di George Soros nel tentativo di oscurare i fatti sul caso di Osman Kavala, l&#8217;uomo d&#8217;affari e filantropo che ha trascorso quattro anni in prigione con accuse fasulle. Il linguaggio offensivo del presidente Erdogan su George Soros, un uomo che il suo governo ha accolto a Istanbul, è uno sforzo per distrarre dal semplice fatto che Osman Kavala è innocente e dovrebbe essere rilasciato&#8221;, ha affermato Mark Malloch-Brown, presidente di Open Society Foundations. Sempre l&#8217;<em>Agi</em> sottolinea che il filantropo turco si trova in carcere in Turchia in attesa di giudizio dal 2017; l&#8217;accusa a suo carico è di tentata eversione dell&#8217;ordine costituzionale per gli scontri avvenuti per il parco Gezi, a Istanbul, nel 2013, che secondo il pubblico ministero puntavano a rovesciare il governo. Qual è il legame fra Kavala e George Soros?</p>
<p>Il filantropo turco ha fatto parte del comitato consultivo della fondazione nazionale di Open Society in <strong>Turchia</strong> prima della sua chiusura nel 2018. Non è la prima volta che Erdogan accusa Soros e Kavala di tramare nell&#8217;ombra contro il suo governo: nel 2018, il Sultano aveva dichiarato che Osman Kavala &#8211; al tempo già detenuto &#8211; era stato finanziato e aiutato da Soros, almeno fin dal 2013, quando le imponenti proteste di piazza Gezi avevano fatto vacillare il governo. È anche vero che il rapporto fra Erdogan e Soros non è sempre stato così pessimo: nel 2003 i due si videro in un incontro &#8220;molto cordiale&#8221; in occasione del forum di Davos, ed Erdogan chiese al fondatore dell&#8217;Osf di perorare la causa dell&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione europea. Due anni più tardi il magnate fu addirittura accolto nel Paese turco con tutti gli onori.</p>
<h2>Orban e gli altri: perché i leader temono il finanziere</h2>
<p>Il 91enne speculatore, attraverso l&#8217;Open Society Foundations, finanzia partiti politici, organizzazioni non governative politicizzate, onlus che favoriscono l&#8217;<strong>immigrazione</strong> e associazioni progressiste con l&#8217;intento di plasmare le società e condizionare le politiche nei Paesi. Per i suoi sostenitori si tratta di un&#8217;attività non solo pienamente legittima ma anche necessaria per &#8220;esportare&#8221; un po&#8217; di democrazia e rafforzare il rispetto dei diritti umani in luoghi dove lo stato di diritto viene minacciato da leader autocrati; per i leader che lo avversano, al contrario &#8211; a cominciare dai già citati Erdogan e Orban, ma anche Vladimir Putin e l&#8217;ex Presidente Usa Donald Trump  &#8211; con i suoi finanziamenti il magnate s&#8217;intromette negli affari interni e nella sovranità dei rispettivi Paesi, con il tentativo di destabilizzare e quindi &#8220;sostituire&#8221; dei leader pienamente legittimi. Non è un &#8220;complotto&#8221; come direbbe qualcuno ma è un&#8217;attività nota di cui lo stesso Soros parla apertamente. In un’intervista del maggio 2014 rilasciata alla <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kPGMPlEHLTA" target="_blank" rel="noopener"><em>Cnn</em></a>, il finanziere di origini ungheresi ammise, ad esempio, di essere responsabile della creazione di una fondazione a Kiev che contribuì alla cacciata dell’allora presidente filo-russo Viktor Yanukovych. In maniera del tutto analoga, nel 2003, alcune delle organizzazioni da lui supportate, diedero vita alla &#8220;Rivoluzione delle rose&#8221; in Georgia.</p>
<h2>L&#8217;attività di Soros in Italia</h2>
<p>Anche in Italia il magnate ha fatto sentire la sua presenza: tra il 2017 e il 2018, infatti, stando all&#8217;<a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/10/15/ecco-finanziamenti-soros-movimenti-ong-italiane_sAheSKYNPENNNmJ2hscNmJ.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener">inchiesta pubblicata dall&#8217;agenzia <em>Adnkronos</em></a>, la sua organizzazione versò oltre otto milioni e mezzo di dollari nelle casse di quegli enti che si prefiggono come obiettivo la creazione di una società più aperta e accogliente. Come ricorda <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/partiti-politici-ong-e-onlus-ecco-i-finanziamenti-soros-1769344.html"><em>IlGiornale.it</em></a>, l&#8217;attività in Italia del finanziere di origine ungheresi con ambizioni filantropiche, che si ispira al filosofo Karl Popper, è storia degli ultimi 30 anni. Amico di <strong>Romano Prodi</strong>, Soros diventa celebre nel nostro Paese durante il cosiddetto &#8220;mercoledì nero&#8221; del 16 settembre 1992, quando la lira italiana e la sterlina inglese sono costrette ad uscire dal Sistema Monetario Europeo (Sme) a seguito di una speculazione finanziaria da lui condotta attraverso il fondo Quantum. Quel giorno, lo &#8220;squalo&#8221; della <strong>finanza</strong> vende lire allo scoperto comprando dollari, costringendo così la Banca d&#8217;Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio e portando la nostra moneta a una svalutazione del 30%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-erdogan-a-orban-ecco-lasse-anti-soros.html">Da Erdogan a Orban, ecco l&#8217;asse anti-Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è George Soros</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 12:59:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=302934</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>George Soros è uno dei personaggi più discussi dell&#8217;ultimo decennio. Idolatrato e presentato da alcuni come paladino del liberal-progressismo e filantropo, accusato da altri di essere l&#8217;architetto di una moltitudine di colpi di stato e rivoluzioni colorate in tutto il mondo. La verità, come accade frequentemente, giace nel mezzo: Soros è, al tempo stesso, un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html">Chi è George Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/George-Soros-La-Presse-768x497.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>George Soros è uno dei personaggi più discussi dell&#8217;ultimo decennio. Idolatrato e presentato da alcuni come paladino del liberal-progressismo e filantropo, accusato da altri di essere l&#8217;architetto di una moltitudine di colpi di stato e rivoluzioni colorate in tutto il mondo. La verità, come accade frequentemente, <a href="https://it.insideover.com/politica/18512-2.html">giace nel mezzo</a>: Soros è, al tempo stesso, un benefattore, uno speculatore finanziario ed uno dei tanti agenti al servizio del complesso militare-industriale degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-george-soros.html">Chi è George Soros</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/539 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 00:59:26 by W3 Total Cache
-->