La geopolitica della corsa allo spazio
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Anche se non è stato finanziato direttamente dal magnate, non è un mistero che Chesa Boudin abbia assunto l’incarico di procuratore distrettuale nel gennaio 2020 nella città di San Francisco dopo aver raccolto centinaia di migliaia di dollari da donatori associati al finanziere George Soros. Il magnate fondatore dell’Open Society Foundations, tuttavia, non aveva previsto che i procuratori distrettuali dai lui sostenuti e foraggiati non sembrano essere particolarmente apprezzati dalla popolazione, che vorrebbero veder garantito un minimo di ordine in anni di tensioni sociali sempre più gravi e complesse.  

E così, nel feudo ultra-progressista di San Francisco, la città della Summer of Love e dei figli dei fiori, i cittadini hanno votato a stragrande maggioranza martedì per sfiduciare e mandare a casa Boudin, uno dei procuratori più progressisti della nazione, con almeno il 60% dei residenti favorevoli alle sue dimissioni.

Il fallimento di Boudin

In questi due anni, il procuratore sostenuto da Soros ha cercato di riformare il sistema di giustizia penale, ponendo fine all’uso della cauzione in contanti, non perseguendo i reati compiuti dai minori e concentrandosi sull’abbassamento della popolazione carceraria durante la pandemia. È stato anche il primo procuratore distrettuale di San Francisco a presentare accuse di omicidio contro gli agenti di polizia della città. Secondo molti, tuttavia, Boudin non stava perseguendo adeguatamente i crimini in città, mettendo così a rischio la sicurezza dei censiti. L’iniziativa di silurare il procuratore buonista è partita lo scorso anno, quando a San Francisco sono aumentati in maniera vertiginosa i crimini contro gli asiatici-americani. Troppo anche per una città liberal come quella californiana.

La squadra di Boudin ha sostenuto per tutta la campagna che non c’era una correlazione diretta tra il picco di alcuni crimini e le politiche del procuratore distrettuale. Ma i risultati di martedì sera indicano che la maggioranza degli elettori la pensano in maniera diversa.

L’influenza di Soros sui procuratori: criminalità alle stelle

Come riporta il Washington Free Beacon, Soros ha speso più di 40 milioni di dollari nell’ultimo decennio per eleggere decine di procuratori in metà delle più grandi giurisdizioni americane, molte delle quali ora sono tormentate dalla criminalità. Il finanziere ha sostenuto 75 pubblici ministeri attraverso contributi diretti, PAC e altri enti, ha rivelato il Fondo per la difesa legale delle forze dell’ordine in un rapporto da poco diffuso.

Dieci pubblici ministeri finanziati dal magnate, tra cui il procuratore distrettuale di Philadelphia Larry Krasner e quello di Los Angeles George Gascon, entrambi democratici, hanno ricevuto 13 milioni di dollari solo negli ultimi quattro anni, stravincendo le elezioni. In ogni competizione, Soros è stato il donatore più “generoso” di tutta la campagna. “Il nostro studio mostra per la prima volta che il finanziamento e l’insediamento di questi procuratori distrettuali da parte di Soros sta fondamentalmente smantellando il sistema di giustizia penale come lo conosciamo”, ha detto il presidente del Fondo per la difesa legale delle forze dell’ordine Jason Johnson al Washington Free Beacon. Qualche numero: l’Fbi nel 2020 ha registrato il suo più alto aumento in un anno di omicidi, un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Un anno dopo, 12 città, tra cui Philadelphia di Krasner e Austin, in Texas, del procuratore distrettuale sostenuto da Soros, José Garza, hanno battuto il loro record di omicidi commessi in città di tutti i tempi. Colpa delle tensioni sociali provocate dalla pandemia? Anche. Ma la responsabilità è anche di procuratori ultra-progressisti e del loro buonismo fallimentare. E il Caso di San Francisco lo dimostra.

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