<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Serbia Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/serbia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/serbia</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Jul 2025 07:13:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Serbia Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/serbia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Da Srebenica a Gaza, i massacri alla prova del diritto internazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/da-srebenica-a-gaza-i-massacri-alla-prova-del-diritto-internazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jonathan Piccinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 07:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=476346</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-1536x981.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’11 luglio è il giorno di ricordo del massacro avvenuto a Srebrenica nel luglio del 1995, dove vennero uccise più di 8000 persone dalla mano esecutiva del “macellaio della Bosnia” Ratko Mladic, generale dell’esercito serbo, e sotto la volontà di Slobodan Milosevic, allora presidente della Serbia (neonata della Ex Jugoslavia), e Radovan Karadzic, presidente della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-srebenica-a-gaza-i-massacri-alla-prova-del-diritto-internazionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-srebenica-a-gaza-i-massacri-alla-prova-del-diritto-internazionale.html">Da Srebenica a Gaza, i massacri alla prova del diritto internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241011180947959_655981764445c7443048062ba2325da4-1536x981.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1vv33q5vd9o">L’11 luglio è il giorno di ricordo del massacro avvenuto a Srebrenica nel luglio del 1995</a>, <a href="https://icmp.int/srebrenica/">dove vennero uccise più di 8000 persone</a> dalla mano esecutiva del “<a href="https://www.reuters.com/article/us-serbia-mladic-idUSTRE74P33820110526/">macellaio della Bosnia</a>” Ratko Mladic, generale dell’esercito serbo, e sotto la volontà di Slobodan Milosevic, allora presidente della Serbia (neonata della Ex Jugoslavia), e Radovan Karadzic, presidente della repubblica serba in Bosnia.</p>



<p>I capi militari e politici vennero condannati dal Tribunale Internazionale ad Hoc per l’ex Jugoslavia (ICTY), istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attraverso la risoluzione 827 del 1993, per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio secondo lo statuto della ICTY che riprendeneva anche la convenzione sul genocidio del 1948.</p>



<p>N<a href="https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/91/091-20070226-JUD-01-00-EN.pdf">ella sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 26 febbraio del 2007</a>, emanata a seguito del ricorso della Bosnia Erzegovina contro la repubblica federale Jugoslava (Serbia e Montenegro) per possibile violazione della Convenzione sul genocidio del 1948, si legge: (riprendendo testualmente la sentenza):</p>



<p><em>(si) Ritiene che la Serbia abbia violato l&#8217;obbligo di prevenire il genocidio, ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, in relazione al genocidio avvenuto a Srebrenica nel luglio 1995.</em></p>



<p><em>(si) Ritiene che la Serbia abbia violato i propri obblighi ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio non avendo trasferito Ratko Mladić, incriminato per genocidio e complicità in genocidio, al Tribunale penale internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia e non avendo quindi collaborato pienamente con tale Tribunale.</em></p>



<p>Oggi si torna usare la parola genocidio per ciò che avviene a Gaza, e il diritto internazionale proprio dai fatti in ex Jugoslavia ha predisposto mezzi e strumenti per contrastare  il “crimine dei crimini” per la comunità internazionale.<br><br>Abbiamo raggiunto <strong>Micaela Frulli, g</strong>iurista, Professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l&#8217;Università degli studi di Firenze, e allieva di Antonio Cassese, anche lui giurista e primo presidente dell’ICTY.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quanto il diritto internazionale ha imparato ed assimilato dalle tragedie dell’ex Jugoslavia e dalle condanne nei confronti dei leader della Serbia?</strong></h4>



<p>L&#8217;esperienza dei tribunali penali internazionali ad hoc, ossia quello per la ex Jugoslavia in cui si ono stati processati i responsabili&nbsp; del genocidio di Srebrenica e quello per il&nbsp; Ruanda in cui sono processati i responsabili del&nbsp; genocidio dei Tutsi in Ruanda hanno avuto un impatto enorme sulla giustizia penale internazionale, perché se non ci fossero stati questi tribunali difficilmente si sarebbe arrivati all&#8217;adozione dello Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale e all’inserimento in esso di crimini così dettagliati.&nbsp;</p>



<p>I crimini che sono stati inseriti nello statuto della Corte Penale Internazionale appartengono  alle categorie storiche: crimini di guerra, crimini contro l&#8217;umanità, genocidio, aggressione, però nel dettaglio molte fattispecie derivano dalla giurisprudenza di questi tribunali, inclusa la giurisprudenza dell’ICTY, quindi da questo punto di vista il diritto internazionale ha fatto tesoro, almeno sulla carta, di quell&#8217;esperienza.</p>



<p>Se vediamo però le difficoltà che ha<a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-la-corte-penale-internazionale-e-quel-diritto-internazionale-che-forse-non-esiste-piu.html"> la Corte Penale Internazionale di operare ancora oggi e gli ostacoli che sono stati posti sul suo cammino</a> mi verrebbe da dire non tanto che non si è imparato, ma quanto che non c&#8217;è la volontà politica da parte dei governi di tanti paesi di far funzionare questi strumenti di cui ci siamo dotati sulla scorta delle tragedie del secolo scorso.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>A Srebrenica morirono circa 8000 persone; a Gaza i numeri ufficiali sono 65.000, ma secondo vari studi 150.000, </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-veri-nella-striscia-di-gaza-sono-piu-di-300-000-mila-ecco-perche.html/amp"><strong>se non addirittura 300.000</strong></a><strong>. La convenzione sul genocidio non fa riferimento ai “numeri”, ma anche di fronte all&#8217;enormità dei numeri perché oggi è così difficile difficile ammettere che a Gaza è in corso un genocidio</strong>?&nbsp;</h4>



<p>Fu difficile anche allora per la Bosnia&nbsp; e per il Ruanda e il motivo di fondo per cui con Gaza avviene con la stessa difficoltà credo sia sempre lo stesso. La resistenza forte a usare questo termine sta proprio nel fatto che abbiamo degli strumenti giuridici che collegano a questo crimine delle responsabilità ben precise.</p>



<p>Il genocidio comporta la responsabilità degli Stati ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del ‘48 e la responsabilità penale individuale&nbsp; di fronte alla Corte Penale Internazionale e di fronte agli ordinamenti interni perché non ci dimentichiamo che l<a href="https://it.insideover.com/politica/icc-e-icj-storia-ruoli-e-poteri-delle-due-massime-corti-del-diritto-internazionale.html">a Corte Penale internazionale ha una competenza complementare a quella degli Stati.</a></p>



<p>La maggior parte degli Stati, inclusa l&#8217;Italia, hanno una legge sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio che stabilisce un obbligo di perseguire i responsabili di questo crimine. Dal momento che noi definiamo certe condotte come atti di genocidio o che siamo posti di fronte a un rischio di genocidio, siamo costretti a fare i conti con gli strumenti che prevedono la responsabilità penale per gli individui o internazionale per gli stati e questo naturalmente è proprio quello che si vuole evitare.</p>



<p>In particolare per gli Stati la convenzione stabilisce chiaramente un obbligo di prevenzione,&nbsp; che scatta anche di fronte al “solo” rischio. Nel 2007, la Serbia non fu ritenuta colpevole del genocidio di Srebrenica perché non si ritenne abbastanza forte il collegamento fra gli organi della Repubblica Serpska e l’allora Serbia e Montenegro, ma la Corte internazionale di giustizia ritenne che la Serbia fosse responsabile di mancata prevenzione del genocidio di Srebrenica.</p>



<p>In quell’occasione la Corte spiegò che&nbsp; l’obbligo di prevenzione consiste nel fare tutto il possibile affinché il&nbsp; crimine di genocidio non si compia. Uno stato che ha aderito alla Convenzione deve fare ogni cosa che è in suo potere per impedire che un genocidio avvenga e maggiori sono i collegamenti di uno stato con lo stato potenzialmente autore del genocidio, più forte la responsabilità di prevenire.</p>



<p>In altre parole,&nbsp; se il genocidio lo sta per compiere il tuo alleato, è proprio lì che devi intervenire per fermarlo. È il contrario di quello che stanno facendo i nostri governi, che continano a mandare armi, che non interrompono gli accordi commerciali con Israele, cioè con lo Stato che la Corte internazionale di giustizia ha richiamato nel 2024 al rispetto della Convenzione sostenendo di trovarsi di fronte a possibili violazioni. L’Italia dunque potrebbe essere responsabile di mancata prevenzione di un genocidio per quanto&nbsp; avviene a Gaza e se il genocidio diventa conclamato, a quel punto potrebbe&nbsp; essere accusata anche di complicità.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;esperienza giuridica nell’ex-Jugoslavia degli anni &#8217;90  ci ha dato, la dico in maniera ovviamente impropria, la parola <em>pulizia etnica</em> che, come crimine, non è pienamente normata come il genocidio. Ecco quali sono le differenze tra la pulizia etnica e il genocidio? Ed il genocidio può avvenire anche con “l’assenza” di pulizia etnica?</strong></h4>



<p>La pulizia etnica non è una categoria giuridica, come diceva giustamente. Non è un crimine, è una formula che si usa in maniera descrittiva. L&#8217;obiettivo della pulizia etnica è rendere un&#8217;area geografica etnicamente omogenea, che vuol dire espellere tutte le persone della nazionalità o del gruppo etnico non gradito da quella porzione di territorio.</p>



<p>Quindi, in questo caso, espellere i palestinesi da Gaza oppure espellere i bosniaco-musulmani dalle aree considerate serbe all&#8217;epoca. A livello giuridico la pulizia etnica si può tradurre in deportazione, che è un crimine di guerra e un crimine contro l&#8217;umanità, nello sfollamento forzato, nella persecuzione e in una lunga serie di crimini internazionali. Tutte queste condotte messe insieme configurano poi quella che potrebbe essere una campagna di pulizia etnica che di per sé è più un termine storico-giornalistico assai efficace.</p>



<p>La pulizia etnica può prendere tante forme e lo stiamo vedendo anche a Gaza. Se poi nel fare questa campagna di pulizia etnica, come è accaduto per Srebrenica o come si può dire per Gaza, c&#8217;è anche un intento di distruggere in tutto o parte un determinato gruppo, allora si configura il crimine di&nbsp; al genocidio, che prevede il dolo specifico, cioè l&#8217;intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo&nbsp; nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il suo maestro Antonio Cassese è stato il primo presidente per il tribunale internazionale ad hoc per l&#8217;ex Jugoslavia istituito dalle Nazioni Unite. Oggi i giuristi o gli esperti di diritto internazionale che criticano aspramente la situazione a Gaza vengono costantemente delegittimati. Come si può continuare a dar voce al diritto?</strong></h4>



<p>Continuando invece a insistere sull’importanza del diritto e facendo leva sugli strumenti che abbiamo. Basta leggere la Convenzione sul Genocidio, anche solo&nbsp; i primi cinque articoli e già, anche senza bisogno di approfondire&nbsp; tanto, si ha un quadro abbastanza chiaro di cosa significa e di come si deve reprimere il crimine di genocidio. Se iniziamo a chiedere opinioni a chiunque senza neanche leggere il testo delle norme, non se ne esce. Intanto leggiamo gli strumenti che contengono le norme rilevanti e la giurisprudenza esistente, troppo spesso ho l&#8217;impressione che tanti che criticano l’utilizzo della parola non abbiano neanche preso in mano il testo della Convenzione.&nbsp;</p>



<p>Poi ci sono anche&nbsp; le critiche strumentali. Qui ritorna il discorso di prima, cioè il fatto di non definire certe condotte come atti di&nbsp; genocidio implica il fatto che è molto più difficile far valere le responsabilità.</p>



<p>E poi c&#8217;è l&#8217;annosa questione della impossibile comparazione con la Shoah che finisce per essere presa a pretesto per non qualificare come genocidio altre situazioni, compresa&nbsp; quella che si sta verificando a Gaza.&nbsp;</p>



<p>Il nostro dovere è quello di ancorare&nbsp; il discorso ai testi giuridici che abbiamo, alla copiosa giurisprudenza rilevante&nbsp; per affermare le ragioni del diritto. Non è facile al momento, basta vedere la narrazione rispetto alla legittima difesa in riferimento all’attacco sferrato da&nbsp; Israele all’ Iran: si tende a piegare la categoria della legittima difesa in una direzione che finisce per consentire un attacco in prima istanza e a far passare l’aggredito per&nbsp; l’aggressore. Si tratta però di una strada pericolosa perché un’applicazione selettiva delle regole, o doppio standard, rischia drammaticamente poi di ritorcersi contro di noi proprio a causa di una distorsione così marchiana delle categorie del diritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-srebenica-a-gaza-i-massacri-alla-prova-del-diritto-internazionale.html">Da Srebenica a Gaza, i massacri alla prova del diritto internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le piazze di Belgrado agitano la Serbia e il futuro del Paese è in bilico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-piazze-di-belgrado-agitano-la-serbia-e-il-futuro-del-paese-e-in-bilico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 13:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=476579</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Belgrado) &#8211; Il respiro profondo prima del balzo. Questa citazione tratta dalla saga cinematografica de “Il Signore degli Anelli” ben descrive la sensazione che ho avuto durante il mio soggiorno di poco più di una settimana in Serbia. Sebbene la parte principale del mio viaggio sia stato a Belgrado, ho avuto la stessa sensazione a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-piazze-di-belgrado-agitano-la-serbia-e-il-futuro-del-paese-e-in-bilico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-piazze-di-belgrado-agitano-la-serbia-e-il-futuro-del-paese-e-in-bilico.html">Le piazze di Belgrado agitano la Serbia e il futuro del Paese è in bilico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703155127692_1784db89f7eba171274bd808889961a2-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>(Belgrado) </strong>&#8211; Il respiro profondo prima del balzo. Questa citazione tratta dalla saga cinematografica de <strong>“Il Signore degli Anelli</strong>” ben descrive la sensazione che ho avuto durante il mio soggiorno di poco più di una settimana in <strong>Serbia.</strong> Sebbene la parte principale del mio viaggio sia stato a Belgrado, ho avuto la stessa sensazione a Novi Sad e a Subotica, nella provincia autonoma della Voivodina. E forse non potrebbe non essere così, visto che le manifestazioni che, da mesi, sconvolgono il Paese sono nate proprio in seguito al crollo di parte della ferrovia di Novi Sad, appena ristrutturata.</p>



<p>Ed effettivamente, il balzo è poi avvenuto, con la partecipata manifestazione antigovernativa avvenuta a <strong>Belgrado il 28 giugno, </strong>sfociata per la prima volta in violenti scontri con la polizia serba. Non solo: anche il 22 giugno la capitale balcanica è stata attraversata da cortei pro-Palestina, in questo caso taciuti da buona parte dei mass media europei. Non a caso, sebbene in molti parlino della piazza di Belgrado, evidenziando solo la presenta di manifestanti contro il governo, la situazione è più complessa e, forse, sarebbe più opportuno parlare <em>delle piazze</em> di Belgrado.</p>



<p>Uno dei primi ricordi che ho del mio arrivo nella capitale danubiana, oltre al caldo asfissiante e a un ritratto di <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/venti-di-guerra-sui-balcani/sarajevo-2.html">Gavrilo Princip</a>, è quello di un locale, a pochi passi dalla centralissima Trg Republike, alla cui vetrina erano affissi cartelli inneggianti lo scioglimento della NATO e una bandiera palestinese. Il luogo, con il suo costante andirivieni di persone, era evidentemente la sede di un collettivo intento a organizzare la futura manifestazione del 22 giugno. Anche i dintorni, tappezzati di <em>stickers</em> in solidarietà al popolo palestinese o con messaggi contro il Patto Atlantico, provavano la presenza di attività politica nella zona. <strong>L’Organizzazione serba per il sostegno al popolo palestinese</strong>, questo il nome del collettivo, avrebbe poi effettivamente organizzato, insieme ad altri gruppi studenteschi, la protesta del 22 giugno, denunciando una volta di più il genocidio in corso a Gaza e chiedendo a gran voce l’interruzione del commercio di armi con Israele.</p>



<p>Lo stop alla fornitura di munizioni e altro materiale bellico sarebbe poi arrivato il giorno seguente, 23 giugno, quando il Presidente Aleksandar Vučić avrebbe annunciato la decisione del governo, ufficialmente presa in seguito all’attacco israeliano all’Iran. Tra il 2023 e il 2024, infatti, la vendita di munizioni serbe a Israele è aumentata vertiginosamente, vedendo un balzo da 1.4 a 42.3 milioni di euro. Nonostante le denunce internazionali e l’evidenza del genocidio in corso, la decisione di Belgrado è stata presa ufficialmente solo in seguito al conflitto tra Tel Aviv e Teheran, quasi a volersi smarcare da questa situazione per evitare conseguenze spiacevoli. La straordinaria coincidenza temporale con le proteste del 22 giugno, tuttavia, potrebbe far pensare anche a un estremo tentativo di Vučić di accattivarsi qualche consenso, lanciando l’esca dell’interruzione della fornitura di materiale bellico all’IDF per cercare di rompere l’alleanza tra collettivi pro-Palestina e gli studenti che, da mesi, bloccano la Serbia con le loro manifestazioni.</p>



<p>L’alleanza, però, non sembra essere venuta meno e proprio i gruppi studenteschi, uniti ai collettivi e a numerosi lavoratori, hanno lanciato ufficialmente il guanto di sfida al governo serbo con la partecipata protesta del 28 giugno. La data scelta dal fronte anti-Vučić non è casuale. Il 28 giugno, infatti, la Serbia celebra il Vidovdan, importante festa religiosa in cui si commemora il martirio di San Vito. Non solo: questa data sembra essere una costante nella Storia serba, vedendo numerosi eventi fondamentali per il Paese. <strong>Il 28 giugno 1389, per esempio avvenne la Battaglia di Kosovo Polje,</strong> il cui seicentesimo anniversario, nel 1989, vide il discorso con il quale <strong>Slobodan Milošević </strong>avrebbe rivendicato l’origine serba del luogo, dando il via a quelle tensioni che sarebbero poi sfociate nella Guerra del Kosovo. E sempre il 28 giugno, ma del 2001, Milošević sarebbe stato trasferito al Tribunale de L’Aia, andando incontro al suo destino.</p>



<p>Una data quindi fortemente simbolica, nella quale, quest’anno, gli studenti serbi hanno deciso di porre un ultimatum al Presidente Vučić: elezioni anticipate, da proclamarsi entro le 21:00 del 28 giugno, o inizio della disobbedienza civile. Il Presidente serbo non ha atteso la scadenza, annunciando già nel pomeriggio che l’ultimatum non sarebbe stato accolto e reiterando la sua volontà di non portare il Paese a nuove elezioni prima della fine del 2026. Piazza Slavija, luogo di ritrovo dei manifestanti, è stata quindi invasa da un numero consistente di persone: secondo le autorità, il ritrovo avrebbe coinvolto 36.000 persone, mentre secondo gli organizzatori il totale sarebbe stato pari a 140.000. Oltre a chiedere le elezioni anticipate, gli studenti serbi protestano contro la corruzione e per una riforma dell’istruzione, aumenti salariali nel settore e la tutela dell’autonomia delle università serbe, colpite dalla vendetta del governo, il quale ha imposto forti tagli agli stipendi dei professori che percepiscono ora solo un ottavo del proprio salario per l’indisponibilità del governo di pagare le lezioni non effettuate a causa dei blocchi e delle occupazioni studentesche, per non tener conto dei professori licenziati per aver espresso solidarietà con i loro studenti.</p>



<p>Alla scadenza dell’ultimatum, la protesta è degenerata in violenza, vedendo forti scontri con le forze dell’ordine, al termine dei quali sono risultati feriti 48 poliziotti e 22 manifestanti, mentre il numero di arresti è stato pari a 77. Alla repressione poliziesca, gli studenti serbi hanno risposto innalzando barricate a Belgrado, occupando strade e ponti fino alla mattinata di lunedì 30 giugno, mentre Aleksandar Vučić ha bollato chi ha preso parte alle proteste come terrorista al soldo di potenze straniere, promettendo ulteriori arresti che andranno a colpire chi vuole destabilizzare il Paese.</p>



<p>A ulteriore testimonianza del clima teso, sta il fatto che, il passato 28 giugno, Belgrado non è stata attraversata solo da manifestazioni contro il governo. Al contrario, nella capitale serba si sono radunati anche i membri del gruppo “Studenti 2.0”, organizzazione vicina a Vučić che, dal marzo di quest’anno, esprime il proprio dissenso contro i colleghi che bloccano il Paese, impedendo il regolare svolgimento delle lezioni. Da aprile, inoltre, questo gruppo protesta contro i blocchi…bloccando una vasta parte della città che va dal Pionirski Park, di fronte al Parlamento, fino al Ministero degli Esteri, sulla strategica arteria Kneza Miloša. A “Studenti 2.0” si sono uniti Miloš Vučević, attuale segretario del Partito Progressista Serbo ed ex Primo Ministro dimessosi proprio in seguito alle proteste studentesche, e un nutrito gruppo di motociclisti, giunto appositamente da Novi Sad per sostenere i veri studenti e tutti coloro i quali, in occasione del Vidovdan, desiderano difendere la Serbia.</p>



<p><em>Le</em> piazze di Belgrado, quindi. Attraversate non da un’unica anima, quella del sentimento anti-Vučić, ma da più sensibilità. A complicare il quadro della situazione, inoltre, sta il fatto che la Serbia, così vicina eppure a volte così distante, può sembrare indecifrabile ai più, sfuggendo agli schemi con i quali, talvolta, siamo abituati a leggere il mondo. Un Paese in cui, come<a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/reportage-da-belgrado-voci-e-testimonianze-dei-manifestanti-dopo-quattro-mesi-di-cortei.html"> ci ricorda Diana Mihaylova nel suo reportage dell’aprile di quest’anno</a>, il fronte anti-Vučić sfila con bandiere contro la NATO, denunciando l’Unione Europea collusa con la Presidenza contro la quale protestano e mostrano un sentimento tutt’altro che europeista. Un Paese in cui, al contrario, il leader conservatore cerca un aggancio con Bruxelles, anche grazie all’alleato Viktor Orbán che proprio dell’integrazione dei Balcani nel blocco europeo si fa alfiere.</p>



<p>Un Paese, quindi, dalle mille anime: quella più aperta e internazionale di cui mi ha parlato un artista di <strong>Novi Sad, ungherese della Voivodina,</strong> regione da sempre abituata alla convivenza di più etnie, e quella più chiusa e nazionalista. O ancora quella giovane e progressista, che unisce la propria battaglia a un sentimento generalizzato contro la NATO, memore dell’aggressione subita dal Patto Atlantico, e che proprio per questo mostra solidarietà al popolo palestinese e che lancia un nuovo Fronte Sociale per unire studenti e lavoratori. Un Paese, infine, che rischia di vedersi riaprire vecchie ferite, tutt’altro che cicatrizzate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-piazze-di-belgrado-agitano-la-serbia-e-il-futuro-del-paese-e-in-bilico.html">Le piazze di Belgrado agitano la Serbia e il futuro del Paese è in bilico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 13:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=472625</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Un nuovo attore entra in scena nel mosaico dei nazionalismi balcanici: l'Ungheria di Viktor Orban, sempre più vicina ai serbi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html">L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ungheria-1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>(<strong>Budapest</strong>) &#8211; Una delle aree europee in cui una minima scintilla rischierebbe di incendiare la prateria dei nazionalismi è sicuramente quella dei Balcani, dove le ferite causate dalla dissoluzione della Jugoslavia socialista sembrano lungi dall’essersi sanate. Se il pensiero, in tal senso, corre subito al quasi perenne rischio di conflitto tra<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html"> Serbia e Kosovo</a></strong>, vi sono stati, negli ultimi mesi, anche altri avvenimenti che hanno portato a un inasprimento delle relazioni in questa delicata regione e al rischio di una nuova escalation. Rischio concreto, per quanto si spera remoto, che vede un nuovo attore entrare in scena, ossia l’<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-di-spie-in-ungheria-orban-allattacco-delle-opposizioni.html">Ungheria di Viktor Orbán.&nbsp;</a></strong></p>



<p>Se, da un lato, la tradizionale politica di Budapest di ergersi ad alfiere dell’integrazione dei Balcani nell’Unione Europea non sembra essere cambiata e, anzi, sembra essersi approfondita in contrapposizione alla possibile procedura di adesione accelerata dell’Ucraina, dall’altro il Governo Orbán si è reso protagonista di eventi che hanno rischiato di mettere a repentaglio la stabilità della regione. Ci riferiamo, in particolare, alla decisione di inviare diverse unità della <strong>TÉK (Terrorelhárítási Központ, ossia il corpo antiterrorismo d’elite) nella Repubblica Serba di Bosnia</strong>, una delle due regioni autonome che costituiscono la Bosnia-Erzegovina, e alla firma di un trattato di cooperazione militare con la Serbia.</p>



<p>Lo scorso febbraio, in seguito a un incontro avvenuto a Budapest tra il primo ministro Viktor Orbán, il presidente della Repubblica Serba di Bosnia <strong>Milorad Dodik</strong> e il presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić, il Governo ungherese avrebbe preso la decisione di inviare 70 membri della TÉK a Banja Luka, ufficialmente per condurre esercitazioni congiunte con la polizia antiterrorismo serba. La realtà sembrerebbe però essere stata ben diversa e la mossa è stata vista da Sarajevo come una pesante ingerenza negli affari interni della Bosnia-Erzegovina e un appoggio diretto alle istanze separatiste della <strong>Repubblica Serba</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi di Sarajevo</h2>



<p>I dubbi di Sarajevo sono stati fomentati dal fatto che la missione ungherese a Banja Luka sia stata tenuta in gran segreto, venendo confermata dalle autorità magiare solo il 26 febbraio, <strong>poche ore prima che il tribunale bosniaco emettesse la propria condanna contro Dodik</strong>, nel contesto di un processo iniziato precedentemente per i continui attentati alla costituzione bosniaca promossi dal presidente serbo attraverso leggi che andrebbero a minare l’unità del Paese e a delegittimare l’azione di <strong>Christian Schmidt</strong>, Alto Rappresentante incaricato di vegliare sull’esecuzione degli Accordi di Dayton che hanno posto fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina.</p>



<p>E proprio la straordinaria coincidenza temporale tra annuncio ufficiale della presenza di unità d’elite ungheresi a Banja Luka e sentenza nel processo contro Dodik ha spinto Sarajevo ad accusare Budapest di ingerenze negli affari interni del Paese e di organizzare la fuga del presidente della Repubblica Serba in caso di condanna e successivo arresto. Sebbene tale condanna sia arrivata e Banja Luka abbia inferto un ulteriore colpo alla coesione della Bosnia-Erzegovina impedendo alla polizia bosniaca di operare nei territori della Repubblica Serba, Dodik non è stato arrestato, ricorrendo anzi contro la decisione del tribunale. La crisi è tuttavia lontana dall’essere rientrata, con la presidenza bosniaca che ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea il ritiro delle truppe ungheresi dal<strong> contingente EUFOR</strong> operante nel Paese e con la decisione del ministro della difesa bosniaco di vietare l’ingresso in Bosnia dell’aereo sul quale viaggiava il Segretario di Stato ungherese <strong>Levente Magyar</strong>, in missione ufficiale a Banja Luka e a Sarajevo.</p>



<p>Le tensioni nella regione hanno avuto una ricaduta anche nella politica interna ungherese, con le dichiarazioni del deputato indipendente Ákos Hadházy che ha accusato apertamente il governo Orbán di preparare un intervento militare nei Balcani, qualora il conflitto nell’ormai ex Jugoslavia dovesse rinfocolarsi. <strong>Intervento, naturalmente, a sostegno della parte serba.</strong> E in questo senso gli animi sono stato ancor più esacerbati dalla notizia di un nuovo trattato di cooperazione militare tra Serbia e Ungheria, firmato a Belgrado nell’aprile di quest’anno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Se il ministro getta benzina sul fuoco</h2>



<p>Ufficialmente, l’accordo raggiunto tra i due Paesi danubiani prevede una più stretta collaborazione tra le rispettive forze armate e la realizzazione di 79 progetti entro il 2025, oltre a numerose esercitazioni militari congiunte. Il documento sembra quindi essere lontano da una vera e propria unione militare, <strong>ostacolata anche dalla partecipazione ungherese alla NATO</strong>, che andrebbe quindi a mettere in secondo piano eventuali accordi bilaterali con Paesi al di fuori dell’Alleanza, ma è stato presentato da Belgrado come una vera e proprio alleanza, probabilmente nel tentativo di controbilanciare l’annuncio di un trattato analogo tra Croazia, Kosovo e Albania.</p>



<p>Al di là dei tentativi di Budapest di ridimensionare le dichiarazioni di Vučić, resta il fatto che la cooperazione militare tra le due nazioni si stia rafforzando sempre di più, di pari passo con le collaborazioni nel campo dell’economia e dell’energia, così come restano le continue dichiarazioni di Orbán a sostegno dell’alleato serbo, sia esso a Belgrado o a Banja Luka. Resta anche il fatto che tali trattati e dichiarazioni abbiano un suono assai più sinistro in seguito alla pubblicazione di una registrazione nella quale <strong>Kristóf Szalay-Bobrovniczky, ministro della difesa del governo Orbán, </strong>parlava della necessità di incrementare ulteriormente le spese militari per entrare nella “fase zero del percorso di guerra”. Parole, quelle del ministro ungheresi, che rischiano di gettare ulteriore benzina sul fuoco. Un fuoco che rischierebbe di sfuggire al controllo, incendiando nuovamente la penisola balcanica in quello che potrebbe essere un rinnovato scontro tra nazionalismi, fomentato una volta di più da interessi esterni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-stringe-i-rapporti-con-la-serbia-e-sfida-il-mosaico-nazionalista-dei-balcani.html">L&#8217;Ungheria stringe i rapporti con la Serbia e sfida il mosaico nazionalista dei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un grido per il cambiamento: né Ue né Russia, la voce dei manifestanti di Belgrado</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/reportage-da-belgrado-voci-e-testimonianze-dei-manifestanti-dopo-quattro-mesi-di-cortei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 09:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=463478</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da ormai cinque lunghi mesi la Serbia è scossa da manifestazioni e proteste. Anche in Italia se ne è parlato, eppure, dalla nostra prospettiva non è ancora del tutto chiaro cosa stia davvero accadendo, anche visto il contesto geografico e politico “distante” della Serbia, che pur si trova in Europa. Così, tra tante notizie e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/reportage-da-belgrado-voci-e-testimonianze-dei-manifestanti-dopo-quattro-mesi-di-cortei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/reportage-da-belgrado-voci-e-testimonianze-dei-manifestanti-dopo-quattro-mesi-di-cortei.html">Un grido per il cambiamento: né Ue né Russia, la voce dei manifestanti di Belgrado</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
    class="container" style="--container-max-width: 45rem"
>
    <header>
        <div
    class="stack" style="--stack-space: var(--space-l);"
>
    <div
    class="stack" style="--stack-space: var(--space-s);"
>
    <div
    class="cluster" style="--cluster-space: var(--space-2xs); --justify: flex-start; --align: center;"
>
    <span class="kicker">
                                        <a href="https://it.insideover.com/reportage" class="kicker__content-type">Reportage</a>
                    
                    <span class="kicker__separator">/</span>
        
                                                        <a href="https://it.insideover.com/category/politica?view=cover" class="kicker__taxonomy">
                        Politica
                    </a>
                                        </span>
                    <time class="meta__date" datetime="04.04.2025">
                        04.04.2025
                    </time>
</div>

                <h1 class="article__title">
                    Un grido per il cambiamento: né Ue né Russia, la voce dei manifestanti di Belgrado
                </h1>

                                    <div class="article__lead">
                        Da ormai cinque lunghi mesi la Serbia è scossa da manifestazioni e proteste. Anche in Italia se ne è parlato, eppure, dalla nostra prospettiva non è ancora del tutto chiaro cosa stia davvero accadendo, anche visto il contesto geografico e&#8230;
                    </div>
</div>

            <div
    class="cluster" style="--cluster-space: var(--space-s); --justify: flex-start; --align: center;"
>
    <div class="contributor">
            <div class="avatar avatar--medium">
            <img decoding="async"
    src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-1024x1024.jpeg" width="1024" height="1024" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-1024x1024.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-300x300.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-100x100.jpeg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-600x600.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-150x150.jpeg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-768x768.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25-1536x1536.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-17-at-09.44.25.jpeg 1538w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" alt="Diana Mihaylova" onerror="this.onerror=null;this.srcset=&#039;&#039;;this.src=&#039;https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/avatar-placeholder-7do4tKhQ.svg&#039;;"
/>
    </div>
    
    <div
    class="stack contributor__info"
>
    <address class="contributor__name">
            

            <a href="https://it.insideover.com/autore/diana-mihaylova" rel="contributor">
                Diana Mihaylova
            </a>
        </address>
</div>
</div>
</div>
</div>
    </header>
</div>

<img decoding="async"
    src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg" width="1920" height="1080" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-proteste-contro-il-governo-dopo-lincidente-di-Novi-Sad-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" alt="" onerror="this.onerror=null;this.srcset=&#039;&#039;;this.src=&#039;https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg&#039;;"
/>



<p>Da ormai cinque lunghi mesi la Serbia è scossa da manifestazioni e proteste. Anche in Italia se ne è parlato, eppure, dalla nostra prospettiva non è ancora del tutto chiaro cosa stia davvero accadendo, anche visto il contesto geografico e politico “distante” della Serbia, che pur si trova in Europa. Così, tra tante notizie e narrazioni, l’unico modo per provare a comprendere la situazione è recandosi sul posto, a Belgrado, storica Capitale e cuore del movimento di protesta.</p>



<p>Tutto ha avuto inizio <strong>dopo il tragico incidente di <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-100-mila-persone-nelle-strade-di-belgrado-vucic-pronto-a-indire-elezioni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Novi Sad del 1° novembre 2024</a></strong>, quando la tettoia della stazione ferroviaria della città a Nord-ovest di Belgrado è crollata all’improvviso, uccidendo 16 persone. Un incidente a dir poco assurdo, considerando che la stazione era stata rinnovata da soli sei mesi. Un’apparente fatalità, dunque, dietro cui però ci sono stati numerosi errori, negligenza e appalti per le infrastrutture pubbliche gestiti male. È difficile immaginare come un incidente del genere possa scatenare <strong>un movimento di protesta tanto massiccio, dove il 15 marzo c’è stata una manifestazione che ha coinvolto, secondo diverse stime, tra i 200mila il milione di persone.</strong> Proprio per questo però, è cruciale analizzare prima il complesso contesto storico e politico della Serbia contemporanea.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463484" style="width:632px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-724x1024.jpg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-600x849.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-212x300.jpg 212w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-768x1087.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova-1086x1536.jpg 1086w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-della-Repubblica-monunento-del-principe-Mihailo-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1357w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Monumento del Principe Mihailo in centro a Belgrado, Serbia</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il mosaico di Belgrado: tra influssi socialisti e ottomani, è in corso un’evoluzione</h2>



<p>La Serbia non è poi così lontana: 1400 chilometri dall’Italia. Un po’ come fare Milano – Palermo. Eppure, già <strong>dall’arrivo all’aeroporto di Belgrado si respira un’atmosfera completamente diversa. La Serbia, infatti, pur essendo circondata da Paesi dell’Unione europea, non ne fa parte</strong>, come non fa parte, ovviamente, nemmeno della Nato, anche considerando i bombardamenti del 1999 di cui la Capitale serba conserva ancora la memoria e i segni.</p>



<p>Per le strade di Belgrado, tra le centralissime Piazza della Repubblica e Piazza Tarazije a volte si ha la sensazione di essere tornati indietro nel tempo, da qualche parte tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. I richiami al passato socialista e jugoslavo si mescolano a quelli della secolare dominazione ottomana, con quartieri centrali come Dorćol, che porta un nome turco (ovvero “incrocio”), ma anche eleganti palazzi in stile liberty, come il celebre hotel Moskva (“Mosca”), dove hanno dormito personaggi del calibro di Einstein e Nikola Tesla, ma anche Luciano Pavarotti e Brad Pitt. Accanto al monumento del principe serbo Mihailo a cavallo c’è persino un richiamo all’Italia, con il Teatro nazionale di Belgrado costruito su modello della Scala di Milano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="983" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-983x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463485" style="width:608px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-983x1024.jpg 983w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-600x625.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-288x300.jpg 288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-768x800.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova-1474x1536.jpg 1474w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-Piazza-Teracije-hotel-Moskva-stile-liberty-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1843w" sizes="auto, (max-width: 983px) 100vw, 983px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo storico hotel Moskva in Piazza Terazije</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Tuttavia, che si è in Serbia lo si capisce subito: <strong>ovunque la città è “tappezzata” con centinaia di bandiere serbe;</strong> dalla strada che collega l’aeroporto Nikola Tesla al centro città, su ogni monumento, edificio, bancarella e incrocio. Segno di uno spirito e un’identità nazionali molto forti. Un po’ fuori dal centro città, invece, decine di gru e cantieri, dove alcuni cartelli annunciano che proprio a Belgrado si terrà L’Expo 2027. &nbsp;Oltre all’area di “rinnovamento” però, anche primi segnali di tensione politica: altre scritte in cui ci si imbatte quasi immediatamente sono infatti <strong>“Kosovo je Srbija” (“Il Kosovo è Serbia”), “Anti Nato protest” e “Borba za Pravdu” (“Lotta per la Giustizia”)</strong>, quest’ultimo scritto in grande sulla facciata di un palazzo in una via parallela del centro. Tutti segni di una situazione in evoluzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-463487" style="width:708px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-graffiti-in-centro-Lotta-per-la-giustizia-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Scritta sulla facciata di un palazzo a Belgrado: “Lotta per la Giustizia”, in una via parallela del centro</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Come una protesta studentesca può diventare nazionale: la corruzione nei Balcani ha radici profonde</h2>



<p>Il movimento di protesta serbo è nato su iniziativa di alcuni cittadini di Novi Sad, dopo l’incidente della stazione ferroviaria. Tuttavia, dal mese di dicembre è diventato un movimento di portata nazionale, su iniziativa degli studenti dell’Università di Belgrado: gli studenti della facoltà di Belle arti hanno infatti iniziato ad occupare le aule, seguiti dagli studenti di Lettere e filologia e poi da tutti gli altri. Uno dei motivi è legato all’età vittime: quel tragico 1° novembre 2024 in seguito al crollo, hanno perso la vita 13 persone, tra cui alcuni giovanissimi studenti universitari, a cui se ne sono aggiunti altri nelle settimane successive, arrivando a 16 vittime in totale. Da allora, da ormai quattro mesi, <strong>ogni giorno alle ore 11.52 (orario del crollo) diversi gruppi di studenti si organizzano in tutta la Serbia per commemorare le vittime in modo pacifico, rispettando 16 minuti di silenzio</strong>. Un minuto per ogni persona deceduta. Non è difficile incrociarli di mattina, passeggiando nelle vie del centro.</p>



<p>Si tratta dunque di un movimento creato “dal basso”, popolare e indipendente, dove però nei mesi successivi si sono aggiunti anche migliaia di lavoratori, pensionati, famiglie e commercianti, che sono scesi in piazza accanto agli studenti. Ma cosa chiedono dunque? Anzitutto giustizia per le vittime, ovvero che i responsabili dei lavori della stazione di Novi Sad – tra cui il Ministro delle infrastrutture, quello dei trasporti e l’amministratore delegato delle ferrovie di Stato – si assumano le responsabilità dell’accaduto. Più in generale però si chiede la fine della corruzione negli affari pubblici del Paese.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="937" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-937x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463489" style="width:620px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-937x1024.jpg 937w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-600x656.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-274x300.jpg 274w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-768x840.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova-1405x1536.jpg 1405w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-universita-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1756w" sizes="auto, (max-width: 937px) 100vw, 937px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L&#8217;università di Belgrado</em> <em>occupata dagli studenti</em></figcaption></figure>
</div>


<p><strong>La corruzione, purtroppo, è un serio problema non solo in Serbia, ma in gran parte dei Paesi dell’area balcanica.</strong> Qui le infrastrutture pubbliche spesso sono fatiscenti e vecchie di decenni, risalenti al passato socialista. Dall’altra parte, però, quando vengono fatti alcuni lavori di rinnovamento, l’assegnazione degli appalti non sempre viene effettuata in modo trasparente. E del resto, da questo punto di vista il fatto che la Serbia non sia parte dell’Unione europea può a suo modo favorire la situazione, dove il Governo serbo ambisce ad attrare capitale straniero, ma dove d’altro canto, non sempre c’è trasparenza su alcuni lavori pubblici effettuati, proprio come nel caso di Novi Sad. In seguito all’incidente, dall’inizio dell’anno il trasporto pubblico di Belgrado è completamente gratuito per tutti, senza distinzioni di orari, mezzi o fasce d’età dei passeggeri e se alcuni sostengono sia una misura dovuta allo smog eccessivo, altri dicono sia invece un modo del Governo, per cercare di accontentare, almeno in parte, i manifestanti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="817" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-817x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463491" style="width:599px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-817x1024.jpg 817w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-600x752.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-239x300.jpg 239w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-768x963.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova-1226x1536.jpg 1226w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-bandiere-serbe-alla-fermata-dellautobus-foto-di-Diana-MIhaylova.jpg 1532w" sizes="auto, (max-width: 817px) 100vw, 817px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Tricolore serbo alla fermata dell&#8217;autobus di Piazza degli Studenti</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Testimonianze dirette dal corteo: “Dell’Unione europea non ce ne frega niente!”</h2>



<p>Anche sabato 29 marzo c’è stato un nuovo corteo a Belgrado: circa 10-15mila persone si sono riunite, munite di cartelli e tricolore serbo, davanti alla sede di Informer TV, <strong>per protestare contro la disinformazione dei media.</strong> Sebbene i giovani, proprio come in Italia, utilizzino molto i social, in Serbia il mezzo di fruizione primaria delle informazioni resta ancora la televisione, dove però, secondo il racconto di alcuni manifestanti, nonostante le proteste di massa degli ultimi mesi, gran parte dei media serbi hanno riportato poco o nulla della situazione, e d’altro canto, i media davvero indipendenti sono estremamente rari. “Il nostro obiettivo è quello di mandare un messaggio a tutte le persone che seguono questi cosiddetti media e televisioni, che ci riempiono solo di bugie. Nessuna verità è mai stata raccontata…” racconta un manifestante dagli occhi azzurri con il gilet giallo. I “gilet gialli” sono gli organizzatori ufficiali dei cortei. Sono ragazzi e ragazze molto giovani, studenti dell’Università di Belgrado, e spesso sono anche gli unici disposti a parlare un po’ più apertamente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="937" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-937x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463493" style="width:634px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-937x1024.jpg 937w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-600x656.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-274x300.jpg 274w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-768x840.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-1405x1536.jpg 1405w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1756w" sizes="auto, (max-width: 937px) 100vw, 937px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestanti con bandiere e cartelli al corteo di sabato 29 marzo davanti alla sede di Informer Tv</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Tra decine di cartelli curiosi, da icone ortodosse dell’arcangelo Michele a un cartonato di Pikachu (che ricorda le proteste in Turchia) mentre si sentono i manifestanti gridare “Pumpaj!” (“Spingi!”, il motto delle manifestazioni), la prima cosa che colpisce è che da nessuna parte, né in corteo, ma nemmeno nel resto della città, siano visibili bandiere o richiami che non siano serbi. A differenza delle manifestazioni di piazza in Italia o nel resto dell’Europa occidentale, <strong>non si scorge nessuna bandiera dell’Unione europea, né tantomeno bandiere ucraine, russe, ma nemmeno palestinesi o israeliane.</strong> Nessun richiamo “internazionale”, ma solo centinaia di bandiere serbe, oltre ad alcune bandiere di squadre di calcio locali, organizzazioni e collettivi studenteschi. Questo potrebbe sorprendere molti, che dall’Italia vedono invece queste proteste come “filo Ue” e “filo-occidentali”, ma quel che emerge è che invece, a essere centrale, sia anzitutto la causa del popolo serbo. <strong>“L’Unione europea è la fan numero uno del Presidente Vučić. Non gliene frega niente a nessuno dell’Unione europea. Il problema è quello di far fuori una classe politica che è trent’anni che fa danno a questo Paese! Questa corruzione va eliminata”</strong> racconta una ragazza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="693" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-693x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463495" style="width:604px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-693x1024.jpg 693w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-600x886.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-203x300.jpg 203w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-768x1134.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova-1040x1536.jpg 1040w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-di-sabato-29-marzo-Pikachu-in-corteo-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1300w" sizes="auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Cartonato di Pikachu nella manifestazione di Belgrado</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Recentemente alcuni partiti di opposizione al Governo del Presidente serbo Aleksandr Vučić avevano anche cercato di attribuirsi la causa dei manifestanti, che però hanno categoricamente rifiutato ogni collaborazione e associazione, temendo che così la protesta potesse essere sminuita o inquinata da interessi altrui. Un altro ragazzo racconta: “All’inizio delle proteste l’opposizione ha cercato di unirsi, ma sono stati cacciati via, perché i loro partiti in realtà sono già stati al governo in passato, ma non hanno fatto niente di buono. Quindi i manifestanti non permettono all’opposizione di intromettersi. <strong>Questo è un grido, una richiesta di cambiamento per la nostra società, e non c’entra niente entrare nell’Unione europea, né avvicinarsi alla Russia, alla Cina o a qualsiasi altra cosa</strong>. Ho preso parte a molti cortei e ho anche visto alcune persone cercare di fare queste cose… Di innalzare bandiere dell’Ue o della Russia, ma la gente non vuole e non permette questo. Nemmeno i partiti sono ammessi nei cortei, perché vogliamo che rimanga una protesta più “pura” possibile, facendo vedere che siamo solo gente comune, gente normale, che vuole cambiare il proprio Paese. Non c’è nulla di diverso da questo. <strong>Non si tratta di “rivoluzioni colorate” come piace dire sui notiziari. Non c’è nessun accordo politico, ma solo un popolo che vuole una vita migliore</strong>, che vuole essere libero ed evitare altre morti dovute alla corruzione.”</p>



<p>Un’altea cosa che colpisce del corteo è poi la varietà dei manifestanti. Muniti di fischietti, cartelli e bandiere, n<strong>on ci sono solo studenti ma gente di ogni tipo: famiglie con bambini piccoli e addirittura cani in braccio, anziani e persino veterani di guerra degli anni Novanta.</strong> Un’aderenza molto ampia, variegata, con idee e volontà politiche anche molto diverse. Una donna col cappotto blu è giunta sulla sedia a rotelle, mentre un uomo anziano, con le stampelle, si siede a terra accanto ai giornalisti e distribuisce thermos di caffè ai più giovani. I manifestanti restano pacifici: nessuno spinge e non si vedono violenze. La sensazione è che l’incidente di Novi Sad sia stato solo un pretesto accidentale che ha creato una frattura, dove l’insofferenza generale era già presente da tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="594" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-594x1024.jpg" alt="" class="wp-image-463498" style="width:586px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-594x1024.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-600x1034.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-174x300.jpg 174w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-768x1324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova-891x1536.jpg 891w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-manifestazione-contro-la-disiformazione-dei-media-sabato-29-marzo-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1114w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>In primo piano: manifestante anziano con stampelle, che distribuiva thermos con caffé</em><br><em>In secondo piano: folla di manifestanti davanti alla sede di Informer Tv</em></figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">L’ambivalenza di Vučić e il sogno di un futuro diverso</h2>



<p>Dal suo canto Aleksandr Vučić, in carica come Presidente dal 2017, e precedentemente Primo ministro della Serbia con il Partito progressista serbo, in questi mesi ha cercato di denunciare che le proteste sono in effetti delle “rivoluzioni colorate”, attribuendole a finanziamenti stranieri da parte della ben nota Open Society di Soros. In molti altri contesti politici delicati dell’Europa dell’est si sono verificati situazioni simili, però nel caso della Serbia non sono emerse effettive prove di finanziamenti occidentali verso i manifestanti. Certamente, considerando l’ampia aderenza della manifestazione del 15 marzo, i cui video hanno fatto il giro del mondo, è verosimile pensare che ci siano anche frange più liberali tra i manifestanti. Ma del resto le testimonianze dei presenti al corteo di sabato 29 marzo, raccontano una storia leggermente diversa. L’Occidente viene percepito con un certo (e giustificato) sospetto:<strong> i bombardamenti della Nato su Belgrado sono ancora un tasto dolente, dove nel centro città si vedono ancora i segni delle bombe sui palazzi colpiti,</strong> lasciati appositamente così, a testimonianza degli eventi. Circa 2500 persone persero la vita nel corso di quei bombardamenti, nel 1999, e gran parte delle vittime furono civili innocenti, oggi ricordati anche dal Monumento della fiamma eterna di Belgrado eretto nel 2000.</p>



<p>Il Presidente Vučić in occidente ad alcuni piace, soprattutto per il suo essere “filorusso”, visti i rapporti stretti con la Russia. Anche in questo caso però, osservando la situazione a Belgrado, la realtà è più un po’ più complessa di così. Tra le strade di Belgrado i russi sono moltissimi: la lingua russa si sente ovunque e anche molti cartelli turistici sono stati tradotti anche in russo, oltre ovviamente all’inglese. Non è un segreto che la Serbia sia uno dei <a href="https://it.insideover.com/energia/bulgaria-la-guerra-del-gas-a-mosca-puo-lasciare-al-freddo-leuropa-orientale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paesi più amichevoli e storicamente legati alla Russia</a>, e questo sentimento è coltivato in primis dalla popolazione, ancora prima che dalla classe politica, tanto che <strong>negli ultimi tre anni, dopo l’invasione dell’Ucraina, a Belgrado sono nate numerose comunità di russi esuli,</strong> che però poco o nulla c’entrano con le proteste. Aleksandr Vučić in compenso, è un ottimo alleato di Israele e solo nel giugno del 2024 ha fornito armamenti del valore di circa 20 milioni di euro allo Stato ebraico, mostrando la sua natura di politico ambivalente sullo scacchiere internazionale. Dopo il caos delle proteste però, il Primo ministro serbo Miloš Vučević si è infine dimesso lo scorso gennaio, per cui il Governo di Vučić è stato costretto a indire elezioni anticipate il prossimo 8 giugno, momento in cui si deciderà del futuro della Serbia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-463500" style="width:796px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Belgrado-Serbia-tempio-di-San-Sava-interno-foto-di-Diana-Mihaylova.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Interno del Tempio di San Sava, il principale di Belgrado e secondo tempio ortodosso più grande al mondo</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Osservando i manifestanti arrabbiati marciare su una strada dissestata accanto al Tempio di San Sava, emerge chiaramente come la nostra prospettiva europea tenti spesso di semplificare una realtà complessa come quella serba, incasellandola in categorie rigide e persino semplicistiche: pro o contro l’Ue, pro o contro la Russia, pro o contro i “buoni” e i “cattivi”. Tuttavia, la verità è che negli ultimi trent’anni, il popolo serbo non ha vissuto l’epoca delle grandi promesse di welfare, benessere e progresso dell’Unione europea; una serie di promesse spesso mai mantenute. Proprio per questo però, i manifestanti e i cittadini serbi non sono mossi dai nostri tanto osannati “ideali europei”, quanto da concretezza, forza e determinazione, rimboccandosi le maniche per un futuro migliore.</p>


<div class="bottom-page">
    <div class="bottom-page-content text-center d-flex justify-content-center flex-column">
        <div data-aos="zoom-in">
            <div class="authors authors--footer">
                    
                            <div class="authors__group">
                                            <div class="authors__label mb-2">
                            Testo e foto di
                        </div>
                    
                    <div class="authors__link-list">
                                                                                    <a class="authors__link" href="https://it.insideover.com/autore/diana-mihaylova">
                                    Diana Mihaylova
                                </a>
                                                                        </div>
                </div>
                        </div>

        </div>

        <svg  data-aos="zoom-in" version="1.1" id="mainlogo" class="mt-5" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" x="0px" y="0px" viewBox="0 0 139.8 72.5" style="enable-background:new 0 0 139.8 72.5; fill: #eae522; height: 70px;" xml:space="preserve">
            <g>
                <path d="M6.5,1.2V71L0,72.5V0L6.5,1.2z"></path>
                <path d="M18.5,3.5l6.4,1.2v62.2l-6.4,1.4l-2.7-31.3l0,31.9l-6.6,1.5V1.7L15.6,3l2.8,30.3L18.5,3.5z"></path>
                <path d="M43.2,34.6v24.9l-3.7,4.1l-8.4,1.9l-3.6-3.2V40l6.5-0.2V58l2.7-0.4V39.4l-9.2-7.7V9.2l3.6-3.3l8.9,1.7l3.1,4V27l-6.4-0.4
                l0-12.9l-2.7-0.4l-0.2,13.6L43.2,34.6z"></path>
                <path d="M52.5,9.9v50.9l-6.5,1.5V8.7L52.5,9.9z"></path>
                <path d="M73.4,56.2V13.9l11.8,2.2v4.7L79.9,20v11.4l5.3,0.1v4.4l-5.3,0.2V50l5.3-0.9v4.4L73.4,56.2z"></path>
                <path d="M101.8,24l5.1-1.4l1.6,24.2l1.4-25l5-1.4l-3.6,41.7l-6.1-2.3L101.8,24z"></path>
                <path d="M115.9,63.8V20.1l9.6-2.7v6l-4.6,1v13.4l4.6,0.1v6.1l-4.5-0.2V60l4.5,1.5v5.8L115.9,63.8z"></path>
                <path d="M139.8,17.2l-2.5-3L127,17l0.1,50.9l4.9,1.9V44.5l2.8,0.2v26l4.9,1.8V43.6l-1.3-2.5l1.3-2.7V17.2z M134.9,38l-2.8,0V21.9
                l2.8-0.6V38z"></path>
                <path d="M87.6,27.8v25.7l12.6,4.6V24.3L87.6,27.8z M95.3,51.8L92.6,51V30.8l2.7-0.7V51.8z"></path>
                <path d="M67.4,12.8l-12.3-2.4v49.7l11.2-2.5l4.4-4.2V16.3L67.4,12.8z M64.3,52.7l-2.7,0.4V17.3l2.7,0.4V52.7z"></path>
            </g>
        </svg>
    </div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/reportage-da-belgrado-voci-e-testimonianze-dei-manifestanti-dopo-quattro-mesi-di-cortei.html">Un grido per il cambiamento: né Ue né Russia, la voce dei manifestanti di Belgrado</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Serbia, anatomia di una protesta</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/serbia-anatomia-di-una-protesta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 12:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=463151</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-600x750.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-240x300.jpeg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-819x1024.jpeg 819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-768x960.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-1229x1536.jpeg 1229w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La Serbia si trova da anni in una posizione geopolitica delicata, sospesa tra l’influenza occidentale dell’Unione Europea, di cui è candidata all’adesione dal 2012, e i legami storici con la Russia. Il governo, guidato dal presidente Aleksandar Vučić e dal suo Partito Progressista Serbo (SNS), è al potere da oltre un decennio ed è stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/serbia-anatomia-di-una-protesta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/serbia-anatomia-di-una-protesta.html">Serbia, anatomia di una protesta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="1600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-600x750.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-240x300.jpeg 240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-819x1024.jpeg 819w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-768x960.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-01-at-09.39.28-1229x1536.jpeg 1229w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La Serbia si trova da anni in una posizione geopolitica delicata, sospesa tra l’influenza occidentale dell’Unione Europea, di cui è candidata all’adesione dal 2012, e i legami storici con la Russia. Il governo, guidato dal presidente Aleksandar Vučić e dal suo Partito Progressista Serbo (SNS), è al potere da oltre un decennio ed è stato spesso accusato di corruzione, autoritarismo e di aver eroso le libertà democratiche, come la libertà di stampa e l’indipendenza giudiziaria. Le tensioni interne sono esplose in seguito al tragico crollo di una<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-100-mila-persone-nelle-strade-di-belgrado-vucic-pronto-a-indire-elezioni.html"> pensilina alla stazione ferroviaria di Novi Sad il 1° novembre 2024, che ha causato 16 morti, </a></strong>un evento che molti attribuiscono a negligenza e mala gestione legate a progetti infrastrutturali opachi. Questo incidente ha scatenato un’ondata di proteste che da mesi chiedono trasparenza, responsabilità e un cambiamento radicale nel modo in cui il paese è governato, culminando in una delle più grandi mobilitazioni popolari della storia recente serba, il 15 marzo scorso a Belgrado.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tattica del Cavallo di Troia</strong></h2>



<p>Così viene gergalmente descritta la strategia che vede l’infiltrazione di gruppi politici o militari all’interno di una fazione rivale in modo da creare disordini e confusione. E’ quello che è accaduto lo scorso 15 marzo a Belgrado durante le proteste studentesche contro l’attuale governo di Aleksandar Vučić, quando una serie di eventi bizzarri si sono verificati nell’arco della giornata. Dejan Tomka, progettista e tecnico del suono, presente quel giorno a Belgrado, lo ha descritto come l’evento più grande mai avvenuto recentemente in Serbia, con stime che contano circa 300.000 o più manifestanti ed “<em>era plausibile visto che ogni strada, ogni ristorante, ogni locale, ogni parco erano gremiti di persone</em>.” Il punto nevralgico della marcia era rappresentato dal centro cittadino, Piazza Slavija, il Parco dei Pionieri (Parco Pionirski), situato tra il Parlamento e il palazzo presidenziale, e le vie limitrofe. Tuttavia, continua Dejan, nei giorni precedenti alla protesta nella capitale, numerose testimonianze provenienti da fonti a lui vicine e attendibili riportavano che “qualcosa di grosso sarebbe avvenuto” e che “il governo stava preparando un piano atto a plasmare l’opinione pubblica dei presenti alla manifestazione”, in modo da poter avere una scusa per intervenire tramite leggi più aspre e fermare definitivamente le proteste in tutta la Serbia.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cronistoria degli eventi</strong></h2>



<p>Il 6 marzo sei studenti piantano delle tende nel Parco dei Pionieri. Il loro gesto è giustificato dal voler continuare a frequentare le lezioni e non partecipare alle proteste. Nessuno di questi studenti in realtà è mai stato visto lasciare il parco per recarsi in università. Di sei ragazzi, solo uno è effettivamente studente universitario. Si è scoperto che in realtà sono stati collocati lì appositamente dal governo in quanto facenti parte dell’<strong>Akademija mladih lidera </strong>(Accademia dei Giovani Leader) della <strong>Srpska Napredna Stranka (SNS</strong>), il <strong>Partito Progressista Serbo</strong>, che è il partito dell’attuale amministrazione locale. Questo programma è stato progettato per educare e formare giovani membri del partito, fornendo loro competenze in ambiti come la politica, il dibattito, la comunicazione e la pianificazione strategica.&nbsp;</p>



<p>Il primo giorno di occupazione del parco e il suo conseguente sviluppo è stato documentato dal giornalista investigativo del <strong>Centro per il giornalismo investigativo della Serbia </strong>Stefan Marković: “<em>Inizialmente c’erano solo studenti, poi si sono uniti membri appartenenti a gruppi di ultras serbi con la scusa di proteggere i giovani. Il giorno successivo sono state erette delle recinzioni intorno a tutto il perimetro del parco e hanno fatto la loro comparsa dei sedicenti veterani di guerra, appartenenti alle “Unità delle Operazioni speciali” della polizia segreta serba, i cosiddetti “Berretti rossi”. Il giorno seguente vengono issate ulteriori barriere e recinti e vengono installate tende militari che vanno ad arricchire il bizzarro skyline che andava creandosi. Il giorno dopo, </em><em>file di trattori vengono parcheggiate intorno al parco.” </em>Queste macchine sono state portate pochi giorni prima delle proteste, di notte e senza reazioni da parte della polizia, e posizionate lungo tutto il perimetro del parco, dove ci si aspettava che si radunassero centinaia di migliaia di persone. Fonti confermate hanno anche riferito che il governo ha organizzato e pagato i contadini per portare i trattori.</p>



<p>Poco prima della protesta a Belgrado del 15 marzo, per tutta la Serbia si diffondono voci (smentite solo dopo le proteste) di ordigni esplosivi piazzati sui binari di alcune stazioni ferroviarie, per scoraggiare le persone a recarsi nella capitale. In risposta il servizio ferroviario nazionale serbo interrompe i trasporti nei giorni precedenti e il 15 marzo stesso. La maggior parte delle compagnie di autobus ferma i servizi. Molti manifestanti arrivano a pagare gli autisti pur di arrivare a Belgrado. In quei giorni inoltre, cantieri edili iniziano a emergere lungo snodi stradali e autostradali importanti, nonostante non ci fossero lavori da effettuare. Per tutto il fine settimana di protesta, i voli dei droni sono stati vietati, nonostante fossero consentiti durante tutte le proteste avvenute in precedenza. Nonostante questo, sono stati documentati 15 sorvoli di droni in quel fine settimana.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un gruppo armato organizzato si unisce agli studenti nel Parco dei Pionieri</strong></h2>



<p>Alle prime ore di sabato 15 marzo un gruppo di persone non identificabili si unisce agli altri occupanti del Parco Pionirski armato di pietre, bottiglie, mazze, machete, coltelli, martelli, petardi, ordigni esplosivi e torce, superando senza resistenza il cordone di agenti posti lungo il perimetro del parco.Sembra che un gruppo di persone, vestite con maschere e felpe con cappuccio per nascondere la propria identità, fosse preparato a scatenare confusione e disordine. Il loro piano prevedeva di provocare uno scontro, una sorta di tafferuglio o schermaglia, tra gli uomini che si trovavano nel parco e alcuni individui infiltrati tra i manifestanti. Questi attori, mescolati tra la folla, avevano il compito di agire in modo da fomentare il conflitto, forse simulando aggressioni o comportamenti provocatori. L&#8217;obiettivo finale di questa strategia era creare una situazione di caos tale da giustificare l&#8217;intervento della polizia. Una volta arrivata, la polizia avrebbe avuto il pretesto per disperdere i manifestanti, ponendo fine alla protesta in corso. I membri di questo gruppo avevano annunciato un “massacro” per giorni prima della protesta. La polizia in strada era separata dal pubblico da una barricata, con le spalle rivolte al gruppo di individui all&#8217;interno del parco, completamente priva di protezione. Ciò suggerisce che il rischio proveniente da quella direzione non è stato previsto o è stato deliberatamente ignorato. Le fotografie mostrano chiaramente individui con martelli e diverse armi bianche in piedi dietro la polizia. Di fronte alla barricata si trovava un altro gruppo ben organizzato, ugualmente armato e mascherato, con pietre e materiali da costruzione successivamente lasciati in strada. Solo dopo le pressioni dell&#8217;opinione pubblica sono stati rimossi i blocchi di cemento, ma sono rimasti i detriti e vetri. Benzina è stata versata dai mezzi da lavoro intorno al parco, alcune finestre sono state rotte e armi e attrezzi sono stati abbandonati, creando un grave rischio per la sicurezza. La reazione naturale della polizia avrebbe dovuto essere quella di mettere in sicurezza l&#8217;area per proteggere i cittadini riuniti, ma non è stato fatto. Alle ore 19:00 la protesta ha iniziato ad ingigantirsi, così come i primi disordini: ordigni esplosivi vengono fatti esplodere dal parco Pionirski e dal cantiere vicino a Slavija per spaventare i manifestanti.&nbsp;</p>



<p>Un’ulteriore testimonianza arriva direttamente dal giornalista investigativo Stefan Marković: “<em>Mi trovavo di fronte al parco Pionirski, erano le 12 e le proteste non erano ancora ufficialmente iniziate. Sentivo che se fosse successo qualcosa, sarebbe avvenuto in quella zona, perché c’erano molte persone con cappucci e maschere.</em>” Quando i manifestanti hanno iniziato a spostarsi verso Piazza Slavija, nel tardo pomeriggio, la preoccupazione di Stefan si è concretizzata: l&#8217;attacco è iniziato esattamente alle 19:05, durante un momento di silenzio per le vittime di Novi Sad, cogliendo la gente di sorpresa. “<em>C’erano persone che spingevano e fuggivano davanti al Parco dei Pionieri anche se non ho visto chiaramente chi fosse lì in mezzo. C’erano persone con il volto coperto ma non sapevo chi fossero.</em>”&nbsp;</p>



<p>Intorno al Parlamento si sono verificate ugualmente violenze, seppur in numero limitato, e sono stati segnalati gruppi di individui mascherati e incappucciati che si sono precipitati da diverse direzioni verso l&#8217;edificio. Uomini non identificati hanno preso posizione sui tetti dei palazzi che circondano il Parlamento, lanciando oggetti sulla folla sottostante che fuggiva in preda al panico. Tra gli episodi più preoccupanti,&nbsp; il pestaggio di un manifestante da parte di questi individui mascherati, avvenuto a soli 100-150 metri dall&#8217;edificio del Parlamento. La vittima, che stava semplicemente fuggendo, è stata improvvisamente attaccata dal gruppo senza alcuna apparente provocazione. Tuttavia, molti testimoni sostengono che la rapida reazione degli studenti, unita al loro annuncio alle 19:12, abbia evitato un massacro premeditato. Gli organizzatori della protesta, osservando l&#8217;intensificarsi della violenza, hanno annunciato l&#8217;annullamento della manifestazione, scatenando un&#8217;ampia fuga dalla piazza del Parlamento. Questa brusca dispersione ha interrotto l&#8217;evidente obiettivo dei gruppi mascherati di seminare disordine e caos. Scegliendo di interrompere la protesta infatti, gli studenti hanno anche rinunciato a rispondere degli sviluppi successivi. La loro autorità ha avuto un peso non indifferente: i manifestanti hanno obbedito alle loro direttive e si sono ritirati prontamente, minando di fatto quello che sembrava essere uno sforzo calcolato per provocare spargimenti di sangue. Sembra chiunque avesse organizzato questo attacco non avesse previsto questa svolta degli eventi, avendo immaginato che la folla sarebbe rimasta e avrebbe accettato lo scontro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La questione delle armi soniche sulla folla</strong></h2>



<p>Contemporaneamente al caos del Parco dei Pionieri, in Kralja Milana, una via a due strade di distanza dal Parlamento, sono state utilizzate armi non documentate (forse armi soniche), causando ulteriore panico tra la folla. E’ certo che il governo serbo possiede armi soniche, alcune di queste dispiegate durante le proteste, il che rende altamente probabile che siano state usate nell&#8217;attacco. A consolidare questa ipotesi ci sono inoltre numerose testimonianze di chi era presente al momento dell’attacco. <em>“Ero presente, sembrava che qualcuno guidasse un&#8217;auto contro la folla o che un aereo atterrasse a pochi metri sopra la testa. Sembrava molto reale.” </em>Ha affermato uno studente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“<em>Al tredicesimo minuto di silenzio, ho sentito un&#8217;auto che viaggiava a 200 km/h in autostrada e ho visto i fari. Il suono era assordante e forte e sapevo che si stava avvicinando una calca. L&#8217;unica cosa che mi importava era sollevare mia sorella dal marciapiede su cui era seduta, stanca per i chilometri che aveva percorso nei 5 giorni precedenti camminando da Loznica a Belgrado con i suoi colleghi. Non ce l&#8217;ho fatta. Non so se il suono è stato prodotto da un cannone sonoro, da un cannone ad aria o da qualche altro dispositivo, perché non sono un esperto. So di aver visto persone in preda al panico, disorientate, sconcertate, terrorizzate. So che alcune di quelle persone hanno riportato lesioni fisiche non collegate alla calca ma provocate da quel rumore.”, r</em>iporta un altro resoconto di un testimone. Tuttavia la correlazione tra i video circolati in rete e la posizione dei veicoli con le armi soniche installate non coincide, in quanto è certo che almeno uno dei veicoli si trovava nel cortile del Parlamento, nascosto e visibile solo dall’alto, e quindi non avrebbe potuto essere utilizzato in Kralja Milana, dove invece sono stati girati i video della folla spaventata. Il governo ha inizialmente negato di possedere queste armi, successivamente ha smentito la dichiarazione affermando di averne alcuni esemplari custoditi in depositi segreti ma un servizio pubblicato su una televisione locale mostrava pubblicamente la funzione di uno di questi dispositivi. Questo ha portato l’amministrazione ad ammetterne la presenza ma a negarne l’utilizzo. L&#8217;avvocato ed ex commissario di polizia Bozo Prelevic ha dichiarato a una TV serba: &#8220;<em>Un cannone sonoro del marchio Genasys, importato da Jugoimport nel 2022, è stato usato</em>&#8220;, specificando che &#8220;<em>quel cannone sonoro è di produzione americana ed è stato importato attraverso Israele</em>&#8220;. Anche l&#8217;esperto militare Aleksandar Radic ha confermato: &#8220;<em>È stato venduto da un&#8217;azienda statunitense a una società israeliana, che poi lo ha venduto a un&#8217;azienda privata in Serbia, la Romax Trade, la quale lo ha ceduto a un&#8217;impresa statale responsabile degli approvvigionamenti strategici, Jugoimport</em>&#8220;. Il Long Range Acoustic Device (LRAD) è un’arma non letale in grado di emettere un suono la cui intensità dipende dalla distanza: più ci si avvicina alla fonte, più la percezione diventa dolorosa, raggiungendo soglie che variano tra i 120 decibel (decollo di un aereo), i 107 decibel (prime file a un concerto rock), i 95 decibel (vagone della metropolitana) o gli 88 decibel (cani che abbaiano a una distanza di&nbsp; 500 metri). A differenza degli altoparlanti convenzionali, dove un singolo elettromagnete disperde le onde sonore in tutte le direzioni, LRAD utilizza una serie di piccoli driver che creano onde sonore direzionali per amplificare il segnale, concentrando il suono grazie al design e alle dimensioni del dispositivo, con un effetto puntiforme. Inoltre, il sistema di &#8220;repulsione attiva&#8221; integra onde millimetriche di energia elettromagnetica non letali, penetrando la pelle fino a 0,04 centimetri e generando una sensazione di bruciore simile a quella di essere in fiamme. Con una frequenza di 95 GHz, un impulso di due secondi riscalda la pelle a 54 °C.<em>“Hanno detto di aver lavorato sulla stazione crollata che ha ucciso delle persone a Novi Sad, e poi si è scoperto che non l’avevano fatto. Hanno detto che il pilota dell’elicottero era ubriaco (riferimento al 13 marzo 2015, quando un elicottero militare serbo che trasportava un neonato di cinque giorni con gravi problemi respiratori precipitò vicino all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado, uccidendo tutti gli occupanti), ma poi si è scoperto che l’avevano costretto ad atterrare in una situazione impossibile. Hanno detto che il ministro delle infrastrutture non era alla guida dell’auto che ha investito una persona, e poi si è scoperto che era lui. Hanno detto più volte di aver vinto le elezioni, ma nessuno ci ha mai creduto. E ora, nel mezzo delle proteste più grandi di sempre, avevano un dispositivo che poteva essere usato come un’arma illegale di una guerra psicologica. Ma dicono che non sia stato usato.”</em>, afferma Dejan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/serbia-anatomia-di-una-protesta.html">Serbia, anatomia di una protesta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Serbia, 100 mila persone nelle strade di Belgrado: Vucic pronto a indire elezioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/serbia-100-mila-persone-nelle-strade-di-belgrado-vucic-pronto-a-indire-elezioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 16:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=461279</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Massiccia protesta a Belgrado: Oltre 100.000 persone, soprattutto giovani e studenti, hanno manifestato a Belgrado contro il governo di Aleksandar Vučić, chiedendo giustizia per le 15 vittime del disastro di Novi Sad dello scorso novembre, sventolando bandiere serbe e arrivando da tutto il Paese con vari mezzi di trasporto; il bilancio è di 22 arresti, 56 feriti e le dimissioni del premier Miloš Vučević a fine gennaio.</p>
<p>Dichiarazioni di Vučić: Dopo la protesta, Vučić si è detto pronto a referendum ed elezioni, accettando il “verdetto del popolo”, riconoscendo la necessità di cambiamenti ma insistendo che i serbi rifiutano una “rivoluzione colorata” e preferiscono il cambiamento tramite voto.</p>
<p>Simbolismo e accuse degli studenti: La marcia ha raggiunto Piazza Slavija, dove 15 minuti di silenzio hanno commemorato le vittime, simbolo di corruzione e negligenza governativa; una studentessa ha denunciato attacchi agli studenti, promettendo resistenza contro la repressione.</p>
<p>Richieste del movimento: Gli studenti, protagonisti di proteste in tutto il Paese, chiedono trasparenza sui documenti di Novi Sad, processi ai responsabili degli attacchi contro di loro, sospensione delle azioni legali agli arrestati e un aumento del 20% del budget per l’istruzione superiore.</p>
<p>Ingerenze straniere secondo Vučić: Il presidente accusa influenze occidentali di orchestrare una “rivoluzione colorata”, puntando il dito contro ONG come il Centro per i Diritti Umani di Belgrado e Ne Damo Jadar, mentre a gennaio 14 attivisti stranieri sono stati espulsi come “rischio per la sicurezza”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-100-mila-persone-nelle-strade-di-belgrado-vucic-pronto-a-indire-elezioni.html">Serbia, 100 mila persone nelle strade di Belgrado: Vucic pronto a indire elezioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250316161504389_300440c7f732a94cbda66ff978b22caa-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo fine settimana oltre 100.000 persone &#8211; tra cui moltissimi giovani e studenti &#8211; si sono riversate per le strade di <strong>Belgrado</strong>, <strong>Serbia</strong>, dando vita a una delle più grandi manifestazioni che il Paese abbia mai visto. I dimostranti, arrivati da ogni angolo del Paese in auto, moto, biciclette e a piedi, e muniti di bandiere serbe &#8211; e non quelle dell&#8217;Unione europea &#8211; hanno espresso la loro rabbia contro il Governo del presidente <strong>Aleksandar Vučić</strong>, chiedendo responsabilità ufficiali per il disastro della stazione ferroviaria di Novi Sad dello scorso novembre, che ha causato 15 vittime. Alla fine di gennaio, le contibue manifestazioni anti-governative avevano portato alle dimissioni del premier serbo Milos Vucevic ha <a href="https://n1info.rs/vesti/milos-vucevic-podneo-ostavku/">rassegnato</a> le dimissioni. Il bilancio è <strong>22 arresti e 56 feriti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole del presidente Vucic</h2>



<p>Dopo l&#8217;imponente manifestazione anticorruzione che ha portato decine di migliaia di persone nelle strade di Belgrado, il presidente serbo <strong>Aleksandar Vučić</strong> ha rilasciato una dichiarazione in televisione. Parlando in serata, si è detto <strong>disposto a sottoporsi a una verifica di legittimità</strong>, affermando di essere pronto &#8220;a partecipare sia al referendum che alle elezioni&#8221;. Vučić ha sottolineato il suo rispetto per la volontà popolare, dichiarando che &#8220;accetterà il verdetto del popolo&#8221;: un chiaro tentativo di apparire conciliante rispetto alle manifestazioni nella capitale che fanno traballare il suo Governo.</p>



<p>&#8220;Abbiamo capito bene il messaggio, e tutti coloro che sono al potere devono capire il messaggio quando si radunano talmente tante persone; dobbiamo apportare in noi dei cambiamenti e imparare molto da tutto ciò,&#8221; ha aggiunto Vučić, riconoscendo la portata della protesta. &#8220;Al tempo stesso,&#8221; ha proseguito, &#8220;spero che anche gli altri abbiano capito bene il messaggio della maggioranza della Serbia, e cioè che <strong>i cittadini non vogliono una rivoluzione colorata</strong>, non vogliono violenze e che desiderano cambiare il Governo attraverso le elezioni,&#8221; ha concluso il presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strade di Belgrado gremite</h2>



<p>Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la marcia ha attraversato la città, convergendo nell’area tra l’Assemblea Nazionale e Piazza Slavija, dove i manifestanti <strong>hanno osservato 15 minuti di silenzio</strong> in memoria delle vittime dell’incidente alla stazione, un evento che, secondo i dimostranti, ha messo in luce corruzione e negligenza del governo di Vučić. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Belgrad tonight <a href="https://t.co/nA1YVebwhM">pic.twitter.com/nA1YVebwhM</a></p>&mdash; Russian Market (@runews) <a href="https://twitter.com/runews/status/1901025680306913419?ref_src=twsrc%5Etfw">March 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Durante il raduno a <strong>Piazza Slavija</strong>, una studentessa <a href="https://balkaninsight.com/2025/03/15/over-100000-protesters-flood-serbian-capital-demanding-change/">ha preso la parola, dichiarando</a>: &#8220;Siamo qui per dimostrare che non permetteremo all’amministrazione di Vučić di privarci della nostra libertà, perché ci proteggiamo a vicenda&#8221;. Il riferimento era agli attacchi e agli arresti subiti dagli studenti nelle prime settimane di protesta, episodi che hanno scatenato l’occupazione di facoltà universitarie in tutta la Serbia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa chiedono gli studenti</h2>



<p>Quella di Belgrado è soltanto l&#8217;ultima delle manifestazioni che si sono svolte nelle quattro principali città serbe – <strong>Belgrado, Niš, Kragujevac e Novi Sad</strong> – oltre a numerose dimostrazioni minori in quasi ogni città del Paese. Gli studenti, alla guida del movimento, hanno avanzato quattro richieste principali al governo: la pubblicazione di tutti i documenti relativi alla ristrutturazione della stazione di Novi Sad, guidata da un’azienda cinese, prima del disastro; il processo e, se funzionari pubblici, il licenziamento di chi ha attaccato studenti e professori durante le proteste; la sospensione delle azioni legali contro gli studenti arrestati; e un <strong>aumento del 20% del budget</strong> per l’istruzione superiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accuse contro le ingerenze straniere</h2>



<p>Nelle scorse settimane, <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">come riportato su <em>InsideOver</em></a>, Vučić ha risposto alle accuse degli studenti affermando che si tratta un tentativo occidentale di &#8220;rivoluzione colorata&#8221;, simile all&#8217;Ucraina di Euromaidan, e ha intensificato la repressione contro le Ong straniere: tra il 21 e il 22 gennaio, 14 attivisti europei sono stati interrogati ed espulsi come &#8220;rischio per la sicurezza nazionale&#8221;, inclusi partecipanti a un evento accademico di <em>Ngo Academy</em>. Vučić punta il dito, in particolare, contro organizzazioni come il <em>Centro per i Diritti Umani di Belgrado</em> (finanziato da <em>Open Society</em>), il Comitato Helsinki per i Diritti Umani e gruppi ambientalisti come <em>Ne Damo Jadar</em>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-100-mila-persone-nelle-strade-di-belgrado-vucic-pronto-a-indire-elezioni.html">Serbia, 100 mila persone nelle strade di Belgrado: Vucic pronto a indire elezioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Serbia e Kosovo, fibrillazioni diverse con un effetto unico: destabilizzare la regione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 11:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=456054</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-600x215.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-300x108.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1024x367.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-768x275.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1536x550.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste in Serbia ed elezioni dagli esiti poco chiari in Kosovo: così rischia di innescarsi una nuova intensa scintilla nei Balcani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html">Serbia e Kosovo, fibrillazioni diverse con un effetto unico: destabilizzare la regione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-600x215.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-300x108.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1024x367.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-768x275.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240412162017127_1771162cba31a792f388acfed1bca3aa-copia-e1739531818522-1536x550.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">A Belgrado un Governo è caduto sotto i colpi delle proteste</a>, a Pristina un altro ha terminato il suo mandato e non è detto che venga riconfermato: lungo l&#8217;asse balcanico più rovente e caldo esiste al momento <strong>un filo comune caratterizzato dall&#8217;instabilità interna.</strong> Una circostanza che alimenta lo <strong>spettro di nuove tensioni tra le due parti</strong>, capaci di trasformare le rispettive instabilità interne in una nuova instabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le elezioni in Kosovo</h2>



<p>Le fibrillazioni politiche in Serbia e in Kosovo hanno origini ben differenti: se sul versante di Belgrado si sta assistendo a importanti <strong>manifestazioni</strong> capaci di destabilizzare l&#8217;attuale quadro politico, con il primo ministro<strong> Milos Vucevic</strong> costretto alle dimissioni, a Pristina invece l&#8217;instabilità ha avuto origine paradossalmente dalla buona tenuta delle istituzioni democratiche. Il Parlamento kosovaro è infatti giunto alla scadenza naturale del suo mandato e gli elettori sono stati richiamati alle urne.</p>



<p>Il voto ha premiato il premier uscente, ossia l&#8217;ex attivista<strong> Albin Kurti</strong>. Con il suo <strong>Vetevendosje</strong>, nome del partito che in albanese significa &#8220;autodeterminazione&#8221;, l&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo ha raccolto il 40%: &#8220;Una prestazione importante &#8211; dichiara a <em>InsideOver</em> l&#8217;analista e ricercatore <strong>Francesco Trupia</strong> &#8211; inferiore certo al 50% del 2021, ma occorre considerare molti fattori&#8221;. Tra questi, le <strong>difficoltà</strong> incontrate negli ultimi anni da Pristina e le <strong>pressioni internazionali</strong> esercitate da più parti sul governo. Ad ogni modo tuttavia, il numero di parlamentari raccolti da Vetevendosje non consente a Kurti di tornare ad avere la maggioranza assoluta. Saranno quindi necessarie alleanze, ma in campagna elettorale è stato lo stesso primo ministro ad escluderle. Da qui, il rebus: come si arriverà a un nuovo governo in tempi brevi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il timore di un&#8217;instabilità regionale</h2>



<p>I nodi al pettine lungo l&#8217;asse Belgrado &#8211; Pristina sono, nonostante l&#8217;oltre quarto di secolo passato dalla guerra del 1999, tutti da sciogliere. La Serbia non ha mai riconosciuto l&#8217;indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008, e ancora oggi esistono dispute territoriali e questioni mai risolte sul fronte della presenza della minoranza serba in territorio kosovaro. Se manca un Governo in entrambe le capitali e manca, come nel caso serbo, una certa serenità interna alla società e all&#8217;opinione pubblica, <strong>difficilmente si arriverà a breve a una risoluzione</strong>. Questo è il primo elemento per cui l&#8217;attuale situazione rischia di accendere <strong>nuovi focolai di tensione</strong>. In una fase del genere, dove tanto in Serbia quanto in Kosovo alcune parti politiche cercano legittimazione popolare, ogni scintilla potrebbe essere usata come pretesto per alimentare un incendio.</p>



<p>C&#8217;è poi un altro elemento da tenere in considerazione e riguarda la natura delle proteste a Belgrado: &#8220;Chi sta protestando contro Vucic &#8211; fa notare Francesco Trupia &#8211; non sta chiedendo un accordo con Pristina e una normalizzazione dei rapporti con il Kosovo. Al contrario, spesso si notano manifestanti che espongono bandiere kosovare con vessilli serbi&#8221;. Dall&#8217;altro lato del confine, Kurti ha scalato i ranghi della politica locale anche grazie ai discorsi legati all&#8217;autodeterminazione kosovara e all&#8217;integrità territoriale. Difficile, in questo quadro, che tra le due parti possano riprendere a breve serie contrattazioni. <strong>E i Balcani poi aspettano anche di sapere cosa farà Donald Trump</strong>, non così convinto di rimanere a lungo nella missione internazionale presente in Kosovo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-fibrillazioni-diverse-con-un-effetto-unico-destabilizzare-la-regione.html">Serbia e Kosovo, fibrillazioni diverse con un effetto unico: destabilizzare la regione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foibe e non solo: l&#8217;onda lunga dei massacri in Jugoslavia prima e dopo Tito</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=342683</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1844" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg 1844w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1536x1010.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1844px) 100vw, 1844px" /></p>
<p>Josip Broz, detto Tito, è stato uno dei leader più controversi tra quelli che hanno segnato la storia del Novecento. Nato nel 1892 da madre slovena e padre croato, Tito si distinse come voce più autorevole della resistenza jugoslava all&#8217;occupazione italo-tedesca della Jugsolavia tra il 1941 e il 1945, fu indubbiamente un leader politico sagace &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html">Foibe e non solo: l&#8217;onda lunga dei massacri in Jugoslavia prima e dopo Tito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1844" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg 1844w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1536x1010.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1844px) 100vw, 1844px" /></p><p>Josip Broz, detto Tito, è stato uno dei leader più controversi tra quelli che hanno segnato la storia del Novecento. Nato nel 1892 da madre slovena e padre croato, Tito si distinse come voce più autorevole della resistenza jugoslava all&#8217;occupazione italo-tedesca della Jugsolavia tra il 1941 e il 1945, fu indubbiamente un leader politico sagace e seppe tenere unito il mosaico etnico-politico del Paese fino alla morte avvenuta nel 1980, dopo cui iniziò la disgregazione del Paese. Fu leader ben accolto nei salotti internazionali dopo la rottura con Stalin nel 1948, ricevette molte decorazioni tra cui la <strong>Legione d&#8217;Onore francese </strong>e divenne un uomo simbolo dei <strong>Paesi non allineati tra i due blocchi della Guerra Fredda</strong>.</p>
<p>Ciò che spesso non si ricorda, però, è il fatto che al pari di altre leader di potenze comuniste come<a href="https://it.insideover.com/storia/il-volto-oscuro-di-lenin-le-ombre-dietro-la-rivoluzione.html"> </a><strong><a href="https://it.insideover.com/storia/il-volto-oscuro-di-lenin-le-ombre-dietro-la-rivoluzione.html" target="_blank" rel="noopener">Lenin</a> </strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lolocausto-dimenticato-di-stalin-holodomor-la-grande-carestia-ucraina.html">Stalin</a> </strong>in Unione Sovietica e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mao Zedong </strong></a>in Cina Tito costruì la sua ascesa su una serie di operazioni di repressione degli oppositori, su politiche di pulizia etnica e su <strong>massacri sistemici</strong>. Grazie a un crescente impegno civico, politico e storico in Italia è emersa con forza la memoria<a href="https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tutte-quelle-verit-infoibate-sulle-stragi-volute-tito-1921752.html"> della <strong>tragedia delle foibe contro gli esuli del territorio giuliano-dalmata </strong>reclamato da Belgrado</a>. Ma purtroppo &#8211; smentendo una fuorviante retorica riduzionista sulla tragedia istriano-dalmata &#8211; gli eccidi delle foibe non rappresentano che una piccola parte dei massacri legati al consolidamento del potere titino, che si inserirono in un quadro che vide la <strong>terra jugoslava martoriata da massacri avviati, dopo l&#8217;invasione italo-tedesca del 1941, dal regime nazista e dal suo alleato fascista.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html">Foibe e non solo: l&#8217;onda lunga dei massacri in Jugoslavia prima e dopo Tito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 08:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=454276</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crisi in Slovacchia – Il premier Robert Fico è sotto pressione dopo proteste di massa contro le sue posizioni critiche verso UE e NATO. Dichiarazioni di membri del suo governo su un possibile ritiro dalla UE hanno alimentato tensioni interne e scontri politici. Fico accusa le Ong di destabilizzare il Paese.</p>
<p>Tensioni in Georgia – Manifestazioni di massa a Tbilisi contro una legge che obbliga le Ong finanziate dall'estero a registrarsi come "organizzazioni al servizio di una potenza straniera". Il governo ha represso le proteste, espellendo manifestanti stranieri e congelando i negoziati con l’UE.</p>
<p>Accuse di ingerenze straniere – In tutti e tre i Paesi, i governi denunciano il ruolo delle Ong occidentali nel fomentare il malcontento. Serbia, Slovacchia e Georgia hanno avviato misure contro attivisti stranieri e finanziamenti esteri alle organizzazioni locali.</p>
<p>Equilibrio geopolitico incerto – Serbia, Slovacchia e Georgia cercano di bilanciare rapporti con UE e NATO senza spezzare i legami con Russia e altri partner. Le proteste riflettono divisioni interne tra fazioni filo-occidentali e nazionaliste, influenzando il futuro politico dei tre Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Georgia, Slovacchia, Serbia</strong>: tre Paesi con contesti diversi, i cui Governi vengono spesso etichettati, non sempre in modo accurato, come &#8220;filo-russi&#8221;. Eppure, nelle ultime settimane, condividono un elemento comune: un&#8217;ondata di proteste contro le rispettive leadership e le accuse di &#8220;ingerenze straniere&#8221; verso le Ong occidentali che soffierebbero sul fuoco del malcontento per aizzare nuove &#8220;Rivoluzioni colorate&#8221; stile EuroMaidan.</p>



<p>Il 27 gennaio, gli studenti delle Università di Belgrado, in <strong>Serbia</strong>, hanno bloccato per 24 ore il nodo stradale di <strong>Autokomanda</strong>, portando con sé tende, cibo e cartelli. A sostenerli sono arrivati anche agricoltori e motociclisti, preoccupati per i precedenti tentativi di automobilisti di forzare i blocchi studenteschi. Da oltre due mesi, gli studenti hanno paralizzato le università serbe per denunciare la corruzione del Governo, ritenuta responsabile, al loro dire, del crollo di una copertura alla stazione ferroviaria di <strong>Novi Sad</strong> il 1° novembre 2024, che ha causato <strong>15 morti</strong>. Le manifestazioni si susseguono quotidianamente e hanno raccolto decine di migliaia di sostenitori, con proteste anche nelle comunità serbe all’estero. Il 17 gennaio, <strong>oltre 50.000 persone</strong> si sono radunate davanti alla sede della TV pubblica <strong>RTS</strong>, accusandola di faziosità filogovernativa. In segno di solidarietà, alcuni dipendenti dell’emittente hanno esposto uno striscione a favore degli studenti.</p>



<p>La mobilitazione ha coinvolto anche scuole e imprese: il <strong>68% delle scuole superiori</strong> e il <strong>48% delle scuole primarie</strong> hanno sospeso le lezioni il 24 gennaio, mentre più di <strong>200 aziende</strong>, tra cui <strong>Cineplex</strong> e <strong>Laguna Bookstore</strong>, hanno chiuso. Anche teatri, musei e locali notturni hanno aderito, privando i giovani di alternative per la serata e amplificando il messaggio di protesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Serbia sprofonda nell&#8217;incertezza</h2>



<p>La pressione della piazza ha portato alle <strong>dimissioni del primo ministro serbo Milos Vucevic</strong>, che ha annunciato la sua decisione per &#8220;evitare di complicare ulteriormente la situazione&#8221; e per &#8220;non alimentare ulteriormente le tensioni nella società&#8221;. La sua uscita di scena segue settimane di proteste e la crescente richiesta di responsabilità per il disastro di Novi Sad. Più di una dozzina di persone sono state incriminate per il crollo, tra cui l’ex ministro dei Trasporti <strong>Goran Vesic</strong>, che si era dimesso pochi giorni dopo la tragedia. Il presidente <strong>Aleksandar Vučić</strong>, in un discorso televisivo, ha dichiarato che deciderà entro dieci giorni se indire <strong>elezioni parlamentari anticipate</strong> o formare un nuovo Governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accuse di ingerenze</h2>



<p>Gli studenti chiedono giustizia per le vittime di Novi Sad, la pubblicazione di documenti riservati sull’incidente e il perseguimento dei responsabili, ma la loro battaglia si allarga alla denuncia della &#8220;corruzione&#8221; e del&#8221; clientelismo&#8221; nel Governo serbo. Vučić ha reagito definendo le proteste un tentativo occidentale di fomentare una &#8220;rivoluzione colorata&#8221; in Serbia, paragonandole agli eventi di <strong>Maidan</strong> in Ucraina nel 2014.</p>



<p>A conferma di questa linea, il <a href="https://europeanwesternbalkans.com/2025/01/22/foreign-civic-activists-interrogated-and-banned-from-serbia-for-representing-a-security-risk/">Governo ha avviato la sua guerra contro le Ong straniere</a>: tra il <strong>21 e il 22 gennaio</strong>, <strong>14 attivisti stranieri</strong> provenienti da <strong>UE e Balcani occidentali</strong> sono stati interrogati dalla polizia e <strong>espulsi</strong> con l’accusa di essere un “rischio per la sicurezza nazionale”. Tra di loro vi erano partecipanti a una conferenza accademica organizzata da <strong>NGO Academy</strong>, sostenuta dall’<strong>ERSTE Foundation</strong> e dall’<strong>Università di Vienna</strong>.</p>



<p>Più o meno motivate, le accuse del presidente serbo non sono del tutto campate per aria. Anche nel recente, diverse ONG hanno avuto un ruolo nelle mobilitazioni serbe. Tra le organizzazioni attive nel Paese ci sono il <strong>Centro per i Diritti Umani di Belgrado</strong> (sostenuta dall&#8217;Open Society Foundation di George Soros), il <strong>Comitato Helsinki per i Diritti Umani in Serbia</strong> e gruppi ambientalisti come <strong>Ne Damo Jadar</strong>, coinvolti nelle proteste contro progetti minerari. Al momento, tuttavia, non ci sono prove</p>



<p><strong>Vučić</strong> viene spesso dipinto dalla stampa occidentale come un alleato del leader russo Vladimir Putin. Non è così. La Serbia, infatti, ha cercato sin qui di mantenere un equilibrio tra l&#8217;integrazione europea e i legami storici con Mosca, sviluppando una partnership strategica con la Russia, specialmente in settori come l&#8217;energia, la difesa e gli investimenti economici ma mantenendo una <strong>politica estera bilanciata</strong>, evitando di allinearsi completamente a ciò che sostiene il Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani divisi</h2>



<p>I giovani sono divisi: <strong>Demostat</strong>&nbsp;ha pubblicato nel 2021 un&#8217;analisi che evidenziava come i giovani serbi siano divisi tra chi guarda all&#8217;Europa come modello e chi mantiene un forte attaccamento all&#8217;identità nazionale e ai legami con la Russia, mentre un sondaggio del&nbsp;<strong>Belgrade Centre for Security Policy (BCSP)</strong>&nbsp;del 2020 rilevava che molti giovani serbi sono critici verso la classe politica e desiderano maggiore trasparenza e riforme. </p>



<p>Le proteste in Serbia ricordano, per dinamiche e impatto, la <strong>rivolta scoppiata in Tunisia nel 2010</strong>, innescata da un evento all&#8217;apparenza minore ma con conseguenze epocali. Il 17 dicembre di quell&#8217;anno, Mohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante, si diede fuoco dopo essere stato maltrattato dalla polizia e ignorato dalle autorità locali. Il suo gesto disperato scatenò un&#8217;ondata di rabbia che portò alla caduta del regime tunisino, dimostrando come un singolo episodio possa trasformarsi in una rivoluzione contro un sistema &#8220;corrotto&#8221; e oppressivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso della Slovacchia</h2>



<p>Anche in <strong>Slovacchia</strong>, decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro la politica del premier <strong>Robert Fico.</strong> Venerdì A Bratislava, i manifestanti hanno scandito slogan contro il primo ministro Robert Fico. Durante la protesta, gli organizzatori hanno chiesto per la prima volta ufficialmente le sue dimissioni.</p>



<p>Le manifestazioni sotto il nome di “Slovensko je Európa” (La Slovacchia è Europa) sono iniziate dopo l’incontro di dicembre tra Fico e il <strong>presidente russo Vladimir Putin</strong> e a seguito delle dichiarazioni di <strong>Tibor Gašpar</strong>, vicepresidente del Parlamento e membro del partito di Fico (Smer-SD), che ha aperto alla possibilità di un futuro ritiro della Slovacchia dall’Unione Europea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰 <a href="https://twitter.com/hashtag/Slovakia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Slovakia</a>: Tens of thousands of Slovakians took to the streets over the weekend to protest against PM Robert Fico’s increasing alignment with <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a>. As many as 60,000 reportedly took part in the capital city of Bratislava, which took place in the wake of Fico holding a rare… <a href="https://t.co/HJSKKxyBed">pic.twitter.com/HJSKKxyBed</a></p>&mdash; POPULAR FRONT (@PopularFront_) <a href="https://twitter.com/PopularFront_/status/1884154361304973439?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Smer non ha come obiettivo prioritario l’uscita dall’UE o dalla NATO. Tuttavia, entrambe le organizzazioni stanno cambiando nel tempo e dobbiamo tenere aperta la possibilità di considerare anche soluzioni radicali, se necessario&#8221;, ha affermato Gašpar in un’intervista alla televisione pubblica STVR. Queste dichiarazioni hanno scatenato forti reazioni politiche. Il partito <strong>Hlas-SD</strong>, partner di governo, ha respinto categoricamente qualsiasi discussione su un possibile addio all’UE o alla NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni sull&#8217;orientamento del Paese</h2>



<p>&#8220;Hlas sostiene una politica estera sovrana, con gli interessi della <strong>Slovacchia</strong> al primo posto, ma esclude qualsiasi ipotesi di uscita dall’Unione Europea o dalla NATO&#8221;, si legge in un comunicato del partito. Anche il presidente della Repubblica, <strong>Peter Pellegrini</strong>, ha ribadito l’impegno della Slovacchia nelle alleanze occidentali, citando il memorandum firmato nel settembre scorso dai tre principali rappresentanti istituzionali.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;ufficio della presidenza ha annunciato che la prossima settimana si terrà un vertice politico con i leader dei partiti di governo e di opposizione per discutere l’orientamento geopolitico della Slovacchia. L’incontro sarà cruciale per capire se la <strong>Slovacchia manterrà la sua posizione consolidata all’interno dell’UE e della NATO</strong> o se le tensioni interne porteranno a un cambiamento nella politica estera del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scintille con Zelensky per il gas</h2>



<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> ha criticato il primo ministro slovacco <strong>Robert Fico</strong>, accusandolo di <strong>preferire la Russia agli Stati Uniti</strong> e ad altri partner occidentali per l’approvvigionamento energetico. </p>



<p>Dal canto suo,<strong> Fico</strong> ha dichiarato che la Slovacchia <strong>intende continuare ad acquistare gas russo</strong> e ha chiesto all’Ucraina di garantirne il transito attraverso il suo territorio. Il premier slovacco ha inoltre minacciato di <strong>bloccare il sostegno finanziario dell&#8217;UE a Kiev</strong>, ribadendo la sua posizione critica nei confronti dell’Ucraina. Ha definito il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> un <strong>&#8220;nemico&#8221;</strong>, accusandolo di usare l’ipotesi di un transito del gas dall&#8217;Azerbaigian come un pretesto per evitare ritorsioni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰🇺🇦🚨‼️ “Zelensky runs around Europe, only begging and blackmailing, asking others for money. It&#39;s time to put an end to this”<br><br>— Fico, the Slovak Prime Minister <a href="https://t.co/ddrMB4MeTe">pic.twitter.com/ddrMB4MeTe</a></p>&mdash; Lord Bebo (@MyLordBebo) <a href="https://twitter.com/MyLordBebo/status/1878127890795057409?ref_src=twsrc%5Etfw">January 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dal 1° gennaio, l’Ucraina ha <strong>interrotto il transito del gas russo</strong> attraverso i gasdotti sovietici, dopo aver rifiutato di rinnovare l’accordo con Gazprom, in vigore da decenni. La <strong>Slovacchia</strong>, fortemente dipendente dal gas russo a basso costo, ha cercato per mesi di convincere Kiev a prorogare l&#8217;intesa, avvertendo che il mancato rinnovo avrebbe provocato un aumento dei prezzi dell’energia sia a livello nazionale che nell’UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse alle Ong</h2>



<p>Fico ha denunciato un presunto <strong>tentativo orchestrato di destabilizzazione del governo</strong>, accusando ONG vicine all’opposizione di pianificare una <strong>sorta di &#8220;Maidan slovacco&#8221; </strong>con il sostegno di forze straniere.</p>



<p>Durante una conferenza stampa di mercoledì, Fico ha citato un <strong>rapporto dei servizi segreti slovacchi (SIS)</strong>, che indicherebbe la presenza di esperti in Slovacchia coinvolti in proteste in Georgia e in Ucraina. Ha anche suggerito che il finanziamento provenga dagli Stati Uniti. &#8220;Potete ridere quanto volete, ma è la verità&#8221;, ha dichiarato il premier. </p>



<p>Le ONG che stanno organizzando le proteste hanno confermato l’esistenza di un&#8217;email strategica per le manifestazioni, redatta con l’aiuto di ChatGPT, che menziona tra le opzioni la non-violenta occupazione di edifici pubblici. <strong>Tibor Gašpar</strong>, ex capo della polizia e ora vicepresidente del Parlamento per il partito di Fico (Smer-SD), ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare con un evento scatenante, simile a quanto avvenuto nel 2018, dopo l’omicidio del giornalista Ján Kuciak. Secondo Fico, uno scenario del genere potrebbe coinvolgere scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, soprattutto in caso di occupazione di edifici governativi.</p>



<p>Non è un mistero che vi siano numerosi ONG filo-occidentali e direttamente sovvenzionate dal Dipartimento di Stato e dall&#8217;USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) in Slovacchia. Nel 2022, il precedente governo filo-Ue, tramite l&#8217;allora ministro degli Affari Esteri ed Europei della Slovacchia, <strong>Ivan Korčok</strong>, e l&#8217;amministratrice dell&#8217;<strong>USAID</strong>, <strong>Samantha Power</strong>, <a href="https://slovakaid.sk/en/slovakia-signs-a-new-memorandum-on-cooperation-with-usaid/">firmarono firmato un Memorandum d&#8217;Intesa</a> per la cooperazione allo sviluppo tra Slovacchia e Stati Uniti. </p>



<p>La Slovacchia aveva già firmato un primo memorandum con gli USA nel <strong>2018</strong>, diventando il <strong>primo paese dell&#8217;Europa centrale e sudorientale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;occidente nelle proteste in Georgia</h2>



<p>In Georgia, il ruolo delle ONG è stato centrale nel corso delle proteste del 2024. Secondo recenti stime, quasi il 90% delle <strong>ONG in Georgia è finanziato dall&#8217;estero</strong>, senza ricevere alcun sostegno economico a livello nazionale, secondo quanto riportato da <em>The Nation</em>. Con le prospettive elettorali dell&#8217;United National Movement (UNM) in calo, la società civile e la rete di circa 10.000 ONG sono <strong>diventate i centri di opposizione de facto</strong>. A differenza del settore non profit negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, che si basa su filantropia domestica e volontari, il sistema georgiano dipende quasi esclusivamente da fondi stranieri. </p>



<p>Dal 15 aprile 2024, <strong>decine di migliaia di manifestanti</strong>, per lo più giovani, hanno paralizzato la capitale della Georgia, <strong>Tbilisi</strong>, per protestare contro quello che definiscono un allontanamento del governo dall’Unione Europea. Oltre l&#8217;80% dei georgiani sostiene l’integrazione con l’UE, e il disegno di legge che ha scatenato le proteste è stato visto come un ostacolo a questo percorso.</p>



<p>La legge contestata impone alle ONG e ai gruppi della società civile che <strong>ricevono più del 20% dei finanziamenti dall&#8217;estero</strong> di registrarsi come &#8220;organizzazioni al servizio di una potenza straniera&#8221;. <span style="font-size: 1rem;">Nonostante le pressioni, il </span>14 maggio il parlamento georgiano ha approvato la legge<span style="font-size: 1rem;"> con </span>84 voti a favore e 30 contrari<span style="font-size: 1rem;">, portando a un’escalation delle proteste. L&#8217;allora presidente della Georgia, </span>Salome Zourabichvili<span style="font-size: 1rem;">, ha posto il </span>veto<span style="font-size: 1rem;"> alla legge, ma il partito di governo ha la maggioranza per superarlo.</span></p>



<p>Le manifestazioni sono cresciute, con richieste sempre più esplicite di <strong>dimissioni del governo</strong> e riferimenti alle rivoluzioni popolari in Ucraina e Georgia nei primi anni 2000. <strong>Politici stranieri</strong>, tra cui ministri degli Esteri baltici e il presidente della commissione esteri del parlamento tedesco, hanno partecipato alle proteste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il passaggio di potere e la sospensione dei colloqui con l&#8217;Ue</h2>



<p>Alla fine del 2024,  <strong>Mikheil Kavelashvili</strong>, ex calciatore, ha prestato giuramento come nuovo capo di Stato, mentre migliaia di manifestanti hanno continuato a protestare per il 32° giorno consecutivo contro di lui e il governo di Georgian Dream. L’ex presidente <strong>Salomé Zourabichvili</strong>, il cui mandato è scaduto ieri, ha lasciato la residenza presidenziale ma non riconosce la legittimità del suo successore. Nel suo discorso inaugurale, Kavelashvili ha dichiarato di voler essere &#8220;il presidente di tutti, indipendentemente dalle opinioni su di me&#8221;, invitando il paese a unirsi attorno a valori comuni. Ha anche sottolineato l&#8217;importanza di tradizioni, identità nazionale, famiglia e fede.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1024x787.jpg" alt="" class="wp-image-454358" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1024x787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-600x461.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1536x1180.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A riprova dell&#8217;attività straniera nel Paese, all&#8217;inizio del mese, la Georgia ha deciso di espellere <strong>25 cittadini stranieri arrestati</strong> durante le proteste scoppiate il 28 novembre 2024, dopo la sospensione dei negoziati per l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea.</p>



<p>In un contesto geopolitico sempre più complesse, le proteste in Georgia, Slovacchia e Serbia evidenziano non solo profonde divisioni interne, ma anche il ruolo sempre più rilevante delle <strong>ingerenze straniere</strong> e della cosiddetta &#8220;società civile&#8221; nel plasmare gli equilibri di potere, ponendo interrogativi sul futuro questi Paesi sospesi tra Oriente e Occidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Serbia divisa su Tito, scomodo padre della patria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/serbia-divisa-su-tito-scomodo-padre-della-patria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 13:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Jugoslavia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=438083</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-600x446.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-1536x1141.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte è come una livella come ci ha insegnato il grande Totò &#8211; al secolo Antonio De Curtis &#8211; ma non sempre quanto fatto in vita si cancella. Se il riferimento è poi ai protagonisti della storia, come l’ex leader jugoslavo Josip Broz Tito, viene difficile pensare che l’arnese utilizzato dai muratori per livellare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-divisa-su-tito-scomodo-padre-della-patria.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-divisa-su-tito-scomodo-padre-della-patria.html">Serbia divisa su Tito, scomodo padre della patria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-600x446.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240929154845568_990398121f0ca04ec449b9b4d887ff80-1536x1141.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte è come una livella come ci ha insegnato il grande <strong>Totò</strong> &#8211; al secolo Antonio De Curtis &#8211; ma non sempre quanto fatto in vita si cancella. Se il riferimento è poi ai protagonisti della storia, come l’ex leader jugoslavo <strong>Josip Broz Tito</strong>, viene difficile pensare che l’arnese utilizzato dai muratori per livellare le pareti possa anche essere impiegato metaforicamente per “parificare” ai comuni mortali chi si trascina il peso della memoria storica, densa di luci e ombre, una volta che si giunge nel regno dell’aldilà.&nbsp;</p>



<p>Il sindaco di Belgrado, <strong>Aleksandar Šapić</strong>, sembra proprio non concordare con il pensiero espresso dal celebre attore partenopeo nella poesia “‘A livella”, dal momento che ha recentemente proposto <strong>la rimozione della tomba del maresciallo Tito</strong> per trasferirla dalla <strong>Serbia</strong> alla Croazia.&nbsp; Šapić da tempo va sostenendo che la vita e il destino dell’uomo che, per quasi quattro decenni (1953-1980), ha retto le sorti della <strong>Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia</strong> non si incrocerebbero con la storia e l&#8217;orgoglio nazionale della Serbia perché nato nella cittadina di Kumrovec, oggi situata in Croazia. “Penso che spostare la tomba di Josip Broz sia una cosa molto importante per il popolo serbo e il futuro di questo Paese” ha asserito il sindaco durante una seduta del consiglio comunale tenutasi il 23 settembre. Perché Šapić tiene così tanto ad accendere i riflettori sull’eredità titina, o più precisamente sul luogo di sepoltura del maresciallo, addirittura in un’occasione dove l’assemblea era impegnata a discutere del bilancio della capitale?</p>



<p>Il primo cittadino di Belgrado, che vanta un passato da campione olimpico, è esponente del <strong>Partito Progressista Serbo</strong> &#8211; collocato nella volta di destra dell’arco politico &#8211;  e ne incarna l’ala più intransigente e determinata a recidere i legami con i retaggi del <strong>comunismo</strong> tanto da proporre l’abbattimento di tutti i monumenti celebrativi del marxismo-leninismo. Ma v’è di più. Oltre a voler riesumare i resti di Tito per trasferirli oltre confine, Šapić non nasconde il desiderio di trasformare il <strong>Museo della Jugoslavia</strong> &#8211; dove si trova anche il mausoleo dedicato all’autocrate slavo &#8211; in Museo della  Storia Serba per esaltare la storia della nazione ripulita dalle tracce del comunismo e di erigere un monumento commemorativo di<strong> Draža Mihailović, collaborazionista delle truppe dell’Asse</strong> durante la seconda guerra mondiale, poi giustiziato dai partigiani titini. </p>



<p>Di parere opposto, è il ministro dell’Interno <strong>Ivica Dačić</strong> che ha dichiarato che da rappresentante del governo non sosterrà mai la demolizione dei monumenti sorti in epoca comunista. La bocciatura più clamorosa dei desiderata di Šapić, però, giunge dal capo di Stato,<strong> </strong><strong>Aleksandar Vučić</strong>, che in un’intervista rilasciata a <em>Politico</em> ha dichiarato: &#8220;Non sono mai stato un grande fan dei comunisti e del regime comunista, ma Josip Broz fa parte della nostra storia, ha vissuto qui ed è stato sepolto qui, e rimarrà parte della storia serba e jugoslava&#8221;. Le parole di Vučić non vanno interpretate solo come uno scudo posta a difesa della memoria storica, ma meritano di essere esaminate secondo molteplici chiavi di lettura. Il presidente della Repubblica appartiene anch’egli al Partito Progressista Serbo e ha costruito intorno al suo governo una coalizione policromatica che coinvolge anche il <strong>Partito Socialista</strong> <strong>Serbo</strong> che ha sempre mantenuto una certa malleabilità nel giudizio sul maresciallo, ragione per cui chiede prudenza sulla questione sollevata da Šapić .&nbsp;</p>



<p>Dato ancora più interessante è che Vučić, pur non essendo mai stato un estimatore del leader jugoslavo, negli ultimi tempi ha voluto inserire il suo agire in politica estera nel solco tracciato da Josip Tito che ai tempi della Guerra fredda diede forma al <strong>Movimento dei Paesi Non Allineati</strong>, equidistanti&nbsp; dagli Usa e dall’Urss &nbsp;e facendo accordi con entrambi i blocchi che tra loro erano in perenne tensione. Non a caso, Vučić nel 2021 ha ospitato nella sua terra le celebrazioni per il sessantesimo anniversario del suddetto movimento, a cui aderiscono oggigiorno 120 Paesi, per rivendicare il ruolo della Serbia di pontiere tra Occidente e Oriente, motivo che spiega come per i serbi si possano attirare <strong>investimenti dal Vecchio Continente</strong> in imprese e infrastrutture e stringere legami commerciali sempre più solidi con i <strong>Brics</strong>, tanto da non imporre le sanzioni alla Russia per il conflitto in Ucraina.&nbsp;</p>



<p>Forse l’unica somiglianza tra Tito e Vučić è solo in campo geopolitico, ma evidentemente può bastare a spegnere la miccia accesa dal suo collega di partito Aleksander Šapić che, innegabilmente, ha avuto il merito di mostrare ancora una volta quanto risulti complessa la storia al cospetto dell’arte di giudicare, soprattutto se si auspica un esito universalmente condiviso. Non a caso, si suol dire: “Ai posteri l’ardua sentenza”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-divisa-su-tito-scomodo-padre-della-patria.html">Serbia divisa su Tito, scomodo padre della patria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/692 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-04 19:38:49 by W3 Total Cache
-->