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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 04:35:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;ala del misterioso aereo ripescato a Gaeta potrebbe appartenere a un Phantom</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/lala-del-misterioso-aereo-ripescato-a-gaeta-potrebbe-appartenere-a-un-phantom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="717" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg 717w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></p>
<p>È ancora giallo nel Golfo di Gaeta dopo il recupero dell’ala di un aereo militare americano che secondo alcune teorie potrebbe appartenere a un Phantom precipitato nel 1974, a un altro velivolo militare con una storia sconosciuta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/lala-del-misterioso-aereo-ripescato-a-gaeta-potrebbe-appartenere-a-un-phantom.html">L&#8217;ala del misterioso aereo ripescato a Gaeta potrebbe appartenere a un Phantom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="717" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg 717w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></p>
<p>È ancora <em>giallo</em> nel <strong>Golfo di Gaeta</strong> dopo il recupero dell&#8217;ala di un aereo militare americano che, secondo alcune teorie, potrebbe appartenere a un Phantom precipitato nel 1974, a un altro velivolo militare con una storia sconosciuta. Il frammento d&#8217;ala di un aereo militare statunitense, recuperato nelle acque del Lazio lo scorso <strong>30 giugno</strong>, non sembra appartenere a un aereo della Seconda guerra mondiale come molti hanno inizialmente creduto. Lo dimostrano la livrea e la coccarda, incompatibili con uno degli aerei da combattimento impiegati dagli americani tra il 1943 e il 1945. Potrebbe invece essere strettamente legato a un incidente avvenuto oltre cinquant&#8217;anni fa.</p>



<p>Secondo una delle ipotesi al vaglio, il reperto potrebbe appartenere a un caccia <strong>McDonnell Douglas F-4 Phantom II</strong> precipitato al largo di Gaeta nel 1974, anche se, in mancanza di riscontri tecnici, non è ancora possibile escludere che provenga da un altro velivolo militare &#8211; sempre appartenente alla flotta aerea americana &#8211; finito misteriosamente sul fondo del Tirreno. Lasciando un interrogativo che, almeno per il momento, rimane senza risposta.</p>



<p>Il ritrovamento è avvenuto durante una battuta di pesca del <strong>motopeschereccio <em>Nonno Raf</em></strong>, comandato da Raffaele Chiavistelli. Mentre l&#8217;equipaggio recuperava le reti, è emersa una porzione della semiala sinistra di un velivolo, rimasta impigliata nelle reti da pesca. Le caratteristiche del reperto hanno immediatamente richiamato l&#8217;attenzione degli appassionati e degli studiosi di aviazione militare, rimandando al ricordo di uno degli incidenti che coinvolsero l&#8217;aviazione navale statunitense nel Golfo di Gaeta il <strong>23 ottobre del 1974</strong>, quando <strong>due caccia</strong> F-4 Phantom II decollati dalla <strong>portaerei americana USS <em>America</em></strong> per una missione di addestramento incontrarono condizioni meteorologiche particolarmente avverse in fase di rientro. A causa del peggioramento del tempo, i due velivoli vennero dirottati verso la base aerea di Grazzanise, ma uno dei due caccia non riuscì a raggiungere la pista. Rimasto a corto di carburante, <strong>precipitò nelle acque al largo di</strong> <strong>Punta Stendardo</strong>, nel Golfo di Gaeta, mentre i due piloti di marina si lanciavano con il seggiolino eiettabile per essere tratti in salvo dalle squadre di soccorso. <br><br>Il loro caccia, con buone probabilità impiegato durante le due missioni operative che la USS <em>America</em> svolse con il suo gruppo imbarcato durante la <strong>guerra del Vietnam</strong>, scomparve così nelle profondità del Mar Tirreno. Secondo quanto riportato in un verbale statunitense dell&#8217;epoca, l&#8217;aereo, o almeno parte dei suoi rottami, sarebbe stato successivamente recuperato dalle stesse autorità militari americane. Ciò nonostante, il <strong>21 gennaio del 2000</strong>, un altro peschereccio, il <em>Bartolomeo</em>, recuperò <strong>a circa 150<br>metri di profondità al largo di Punta Stendardo, un frammento</strong> che dopo le necessarie verifiche risultò appartenere a un aereo militare McDonnell Douglas F-4 Phantom II della U.S. Navy compatibile con quello precipitato nel 1974.</p>



<p>Al momento non esistono elementi che consentano di attribuire con certezza la semiala recuperata negli scorsi giorni allo stesso Phantom precipitato. Saranno le verifiche tecniche sui materiali, sulla struttura e sugli eventuali numeri identificativi ancora presenti a stabilire se il frammento appartiene davvero a quel caccia, oppure a un altro velivolo militare statunitense finito in mare nel corso degli anni. Fino a quando questi accertamenti non saranno completati, il ritrovamento resterà avvolto nel dubbio: il pezzo recuperato dal <em>Nonno Raf</em> potrebbe rappresentare una parte del caccia americano perso nel Golfo di Gaeta oltre mezzo secolo fa, oppure riportare alla luce <strong>una vicenda aeronautica sconosciuta</strong>. Una trama che accende sempre l&#8217;interesse quando si parla dei mari nel Sud d&#8217;Italia che hanno nascosto nelle loro profondità relitti risalente alla guerra, ma hanno anche portato in superficie, come nel caso della <a href="https://www.linkedin.com/pulse/la-strage-di-ustica-un-mistero-italiano-davide-bartoccini/">tragedia di Ustica</a>, misteriosi reperti associati a velivoli militari americani ancora privi di una storia ufficiale.</p>



<p><br></p>
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		<item>
		<title>Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 04:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Il senato USA chiede alla marina di continuare con la progettazione dei nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate "Trump".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html">Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> potrebbero fare inversione di rotta sulla decisione di non continuare con la progettazione di una nuova classe di cacciatorpediniere (<strong>DDG(X)</strong>) che andrebbero a sostituire l&#8217;attuale linea composta dagli Arleigh Burke entro il 2035/2040. Secondo quanto appreso da <a href="https://news.usni.org/2026/06/18/sasc-wants-navy-to-develop-new-ddgx-destroyer-in-tandem-with-trump-battleship">USNI News</a>, la Commissione per le forze armate del senato USA ritiene che la <strong>U.S. Navy debba continuare a sviluppare il cacciatorpediniere</strong> di nuova generazione, oltre alle nuove corazzate comunemente conosciute come “classe Trump”. Il testo della relazione della commissione senatoriale afferma che la marina USA ha bisogno del DDG(X) per avere una piattaforma in grado di sostituire i cacciatorpediniere Arleigh Burke Flight I quando inizieranno a essere dismessi dalla flotta negli anni 2030. La commissione ha effettuato questa valutazione anche in base al peso economico del <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">progetto delle nuove corazzate</a>, denominato BBG(X). “Le stime iniziali del costo unitario del BBG(X) si aggirano tra i <strong>12 e i 13 miliardi di dollari</strong>”, si legge nella relazione, e “a questo prezzo, la marina non può permettersi di sostituire i DDG-51 in fase di dismissione con le corazzate BBG(X) con un rapporto di uno a uno”. La U.S. Navy prevede di acquistare la prima corazzata nell&#8217;ambito della proposta di bilancio per l&#8217;anno fiscale 2028, che verrà presentata la prossima primavera. Le attuali previsioni di bilancio quinquennale del Pentagono indicano che la marina statunitense richiederà 17 miliardi di dollari di finanziamenti per l&#8217;acquisizione di questo programma nel 2028. “La progettazione e la costruzione della BBG(X) non dovrebbero soppiantare l&#8217;importante lavoro che deve proseguire sul DDG(X)”, si legge nel rapporto della commissione del Senato, con l&#8217;invito alla marina a rispettare la tempistica del DDG(X) stabilita lo scorso anno. </p>



<p>La proposta di bilancio della marina per lo scorso anno prevedeva finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo della progettazione preliminare del DDG(X) e affermava che si stava definendo il percorso di acquisizione del programma. <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">Nella proposta di bilancio di quest&#8217;anno</a>, per l&#8217;anno fiscale 2027, il programma è stato decurtato in favore delle BBG(X) seguendo la volontà della Casa Bianca. Continuare con il DDG(X) costringerebbe la U.S. Navy a fare compromessi in termini di capacità, secondo il piano trentennale di costruzione navale per l&#8217;anno fiscale 2027, pubblicato a maggio. Tale piano affermava che il BBG(X) “non è destinato a sostituire un cacciatorpediniere”.</p>



<p>Nella bozza del <em>National Defense Authorization Act </em>per l&#8217;anno fiscale 2027, la Commissione per gli Affari speciali del Senato non ha imposto restrizioni al programma BBG(X), ma ha scelto di non autorizzare il miliardo di dollari di finanziamento anticipato richiesto dalla maarina per la corazzata. “Riteniamo che fosse prematuro valutare la necessità di quel programma”, ha dichiarato un funzionario della maggioranza del Senato ai giornalisti la scorsa settimana. Allo stesso tempo, la Commissione Affari speciali auspica che la marina USA stipuli un altro contratto pluriennale di fornitura per il programma Arleigh Burke Flight III, in modo da poter continuare ad acquistare i cacciatorpediniere mentre sviluppa i DDG(X) e le BBG(X).</p>



<p>Nel <strong>2021</strong>, la U.S. Navy aveva dichiarato di voler acquistare il primo DDG(X) nell’anno fiscale 2028 e nel 2022 aveva presentato il concept per il nuovo cacciatorpediniere destinato a succedere ai classe Arleigh Burke. L&#8217;avvento di Trump e il suo desiderio, assecondato dalla marina, di volere nuove corazzate, aveva inizialmente interrotto la progettazione dei cacciatorpediniere. La prima corazzata è attualmente prevista nel piano quinquennale di bilancio per l’anno fiscale 2028 e sarà un’unità da 30mila tonnellate di dislocamento il cui armamento principale sarà di tipo missilistico, <strong>con 128 celle di lancio verticali </strong>(VLS) – più 12 per <em>Conventional Prompt Strike</em> – in grado di accomodare vettori antinave, antiaerei e da attacco terrestre in profondità anche a carica nucleare. Insieme a questo armamento missilistico, le BBG(X) avranno anche artiglierie tra cui un pezzo “<em>railgun</em>” nonché armi laser.</p>



<p>La dismissione degli Arleigh Burke di prima serie avrebbe però <strong>compromesso la scalabilità e l&#8217;efficienza dei gruppi navali</strong> statunitensi, compresi quelli incentrati sulle portaerei, in ragione della non paritaria sostituzione con le future nuove corazzate. Soprattutto, una nave come le BBG(X) si adatta poco ad alcuni teatri che gli Stati Uniti considerano secondari rispetto alle immense distese del Pacifico ma che comunque sono importanti e potrebbero richiedere la presenza di unità come i cacciatorpediniere. <strong>L&#8217;esempio è dato dalla recente crisi nel Golfo Persico, in cui gli Arleigh Burke sono stati protagonisti</strong> sia delle azioni offensive contro l&#8217;Iran, sia di azioni difensive – nel Mediterraneo orientale – per intercettare i missili balistici iraniani. Oggettivamente, un&#8217;unità di grandi dimensioni andrebbe poi adeguatamente scortata, e la marina statunitense in questo momento – e almeno per i prossimi 10 anni – non dispone di risorse sufficienti, non avendo ancora avviato un programma per la costruzione di nuove fregate che si integrerebbero nei gruppi navali di scorta, dopo aver <strong>cancellato il programma Constellation</strong>.</p>



<p>Il suggerimento del Senato statunitense, che sembra essere più di un suggerimento, a prima vista potrebbe apparire come una mossa politica contro la Casa Bianca, ma <strong>riflette una reale considerazione operativa</strong>: andare a coprire una lacuna che si sarebbe presentata nel prossimo decennio e che avrebbe dovuto tardivamente essere riempita.</p>
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		<item>
		<title>La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 02:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri navali]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli USA prevedono di acquistare navi da guerra costruite in Giappone e Corea del Sud per far fronte alle difficoltà dei propri cantieri navali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono sulla soglia di una scelta epocale per quanto riguarda la cantieristica navale: affidarsi a <strong>Giappone </strong>e <strong>Corea del Sud</strong> per la costruzione delle navi da guerra da integrare nella U.S. Navy. Nel bilancio del Pentagono per il prossimo anno, compare infatti una richiesta di finanziamento di 1,85 miliardi di dollari che viene considerata non solo come uno studio di fattibilità, ma come <strong>un potenziale preludio a futuri acquisti di navi da guerra da cantieri navali alleati</strong>. Come riportato da <em><a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/06/u-s-eyes-warships-from-japanese-and-south-korean-shipyards/">USNI News</a></em>, il Pentagono ha incaricato la U.S. Navy di <strong>valutare i cantieri navali e i progetti giapponesi e coreani per l&#8217;impiego nella flotta statunitense,</strong> con documenti di bilancio che specificano che i fondi saranno “suddivisi in due distinti studi e progetti di acquisizione, mirati al futuro parco navale di incrociatori/cacciatorpediniere e fregate”. Sempre <em>USNI News</em> ha riportato che il Pentagono sta valutando sia progetti navali stranieri sia la possibilità di costruire componenti in cantieri navali alleati, nell&#8217;ambito del suo sforzo per espandere la capacità di cantieristica della U.S. Navy. </p>



<p>Il problema principale è infatti sempre lo stesso: i cantieri navali statunitensi sono, da anni, <strong>in affanno</strong> e non riescono a produrre unità a un ritmo tale da soddisfare le necessità della marina statunitense. Il <a href="https://alfred1o1jh.substack.com/p/naval-shipbuilding-and-readiness">paragone numerico</a> coi cantieri navali cinesi è impietoso: <strong>tra il 2020 e il 2025, la Repubblica Popolare Cinese ha probabilmente costruito tra le 50 e le 75 navi da guerra </strong>principali, tra cui cacciatorpediniere, fregate, corvette, sottomarini e navi d&#8217;assalto anfibie. Solo nel 2022, la marina cinese (PLAN – <em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) ha preso in carico 10 navi da guerra e un sottomarino, per un totale di oltre 110mila tonnellate. Nel 2024, la flotta da guerra cinese è cresciuta fino a superare le 370 navi con proiezioni che arrivano a circa 430 entro il 2030. La superiorità cantieristica cinese deriva dal controllo statale diretto sui cantieri, che superano di oltre 200 volte la capacità degli Stati Uniti in termini di tonnellaggio.</p>



<p>Questo vantaggio numerico, tuttavia, non tiene conto del <strong>divario tecnologico tra Stati Uniti e Cina</strong> – che si sta colmando – ma soprattutto della maggiore esperienza della U.S. Navy rispetto alla PLAN, che solo oggi, per la prima volta nella sua breve storia, si affaccia sui mari profondi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre decenni di scelte sbagliate</h2>



<p>Passando ai cantieri navali USA, nello stesso arco temporale <strong>hanno costruito circa 30-40 navi da guerra</strong> con limitazioni dettate anche da costi elevati, oltre che dalla cronica carenza di manodopera specializzata. La U.S. Navy, forzatamente, ha dato priorità alle piattaforme avanzate, tra cui cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke (circa 10-12), sottomarini di classe Virginia (tra gli 8 e i 10), navi da assalto anfibio (3-5), e le defunte fregate di classe Constellation (1-2). Forse proprio <strong>il progetto Constellation, derivato dalle FREMM italiane,</strong> è quello che rappresenta meglio la condizione disastrosa della cantieristica navale statunitense: la U.S. Navy ha acquisito i diritti di un progetto ben rodato per una classe di fregate eccellenti, le FREMM, per stravolgerlo aumentandone vertiginosamente i costi e le tempistiche di produzione, arrivando al punto da essere costretta ad abbandonarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-519494" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-600x282.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn.jpg 1462w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Nel 2024 la flotta statunitense contava circa 290-292 navi da combattimento, in calo rispetto alle 296 del 2021, poiché le dismissioni avevano superato le nuove entrate. </p>



<p>Bisogna ricordare che a differenza della RPC, che si concentra sul volume, gli Stati Uniti enfatizzano la superiorità tecnologica, con navi progettate per la proiezione di potenza globale. Tuttavia, i colli di bottiglia cantieristici – solo una manciata di cantieri navali è in grado di costruire le principali unità da combattimento – ostacolano la crescita e questa situazione si è originata da almeno 3 decenni di <strong>scellerate politiche industriali</strong>. Col finire della Guerra Fredda, la maggior parte dei cantieri navali è stata dismessa o trasformata, e molto del personale altamente specializzato è andato perduto. <strong>Le decisioni sono state prese soprattutto per calcolo politico interno, come spesso avviene negli USA,</strong> e si sono così determinati scompensi in tutta la filiera produttiva al punto che la stessa manutenzione di routine sul naviglio già in servizio richiedeva tempistiche superiori rispetto al passato, proprio perché uno stesso cantiere doveva far fronte alla manutenzione ordinaria e alla costruzione di nuove unità allo stesso tempo.</p>



<p>Questa decisione ha avuto come conseguenza la <strong>riduzione delle capacità della U.S. Navy</strong> di proiettare la propria forza su scala globale e <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-alleanze-dei-cantieri-navali-nuove-prospettive-di-sviluppo.html">solo recentemente sono stati presi provvedimenti</a> per rivitalizzare l&#8217;industria cantieristica statunitense. Quanto riferito riguardo la possibilità che gli USA possano acquistare navi da guerra prodotte in cantieri nipponici o sudcoreani – nella fattispecie Samsung, Hyunday, Mitsubishi, Kawasaki e Japan Marine United – sembra però essere una <strong>decisione temporanea</strong>, in attesa che i cantieri nazionali riprendano ritmi produttivi in grado di soddisfare le esigenze della U.S. Navy. </p>



<p>La marina statunitense, però, ha un programma ambizioso per i prossimi anni: dal 2026 al 2031 prevede di finanziare<strong> tra le 13 e le 19 navi da guerra ogni anno</strong>, con uno sforzo importante per le navi da sbarco (LSM) e uno altrettanto importante per i sottomarini nucleari da attacco e lanciamissili balistici. In questo sforzo, come sappiamo, sono presenti anche le prime tre nuove “<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">navi da battaglia missilistiche</a>” &#8211; o BBG(X) – il cui progetto è stato approvato e finanziato quest&#8217;anno a discapito di una nuova classe di cacciatorpediniere – i DDG(X) – che è stata cancellata per continuare nella produzione degli Arleigh Burke nella loro ultima versione, la Flight III, con 9 unità in totale nel medesimo arco temporale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWar &#8211; Gli Stati Uniti schierano una terza portaerei contro l’Iran: la “pace” prima di un’altra tempesta?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una terza portaerei in Medio Oriente, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in stand by per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. Intanto viene reso noto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-portaerei-nel-golfo-washington-prepara-la-guerra-lunga-contro-teheran.html">terza portaerei in Medio Oriente</a>, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in <em>stand by</em> per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. <br><br>Intanto viene reso noto che una <strong>batteria Iron Dome</strong>, manovrata da truppe delle Forze di Difesa Israeliane, è stata schierata negli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> per sostenere gli sforzi di difesa aerea contro l’Iran e proteggere lo spazio aereo da nuovi attacchi di Teheran (un piccolo segnale?). E per quanto riguarda i <strong>negoziati mediati dal Pakistan</strong>? Rinviati a data da destinarsi, nella speranza che i tre punti essenziali – la riapertura dello Stretto di Hormuz, la consegna dell’uranio e un accordo che assicuri un equilibrio nel Golfo, con particolare attenzione agli arsenali di Teheran e alle armi offensive a lungo raggio che preoccupano Israele, e non solo – possano trovare una linea di compromesso. Anche se la proposta avanzata dagli emissari di Teheran, secondo le indiscrezioni riportate da <em>Axios</em>, punta a un accordo che prevede la <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz</strong> e la fine del blocco navale americano, rinviando il <strong>dossier nucleare</strong>, una priorità israeliana, a una “<em>fase successiva</em>”. <br><br>Al centro della nostra attenzione, e quindi dell’articolo dedicato ai nostri abbonati, è il rafforzamento del dispositivo militare degli Stati Uniti, che hanno inviato una <em>Invincibile Armada</em> per porre la parole fine sulle <strong>ambizioni nucleari degli Ayathollah</strong>, e non possono ritirarla in cambio della normalizzazione del transito nello stretto strategico di Hormuz che, prima del suo ingombrante e dispendioso arrivo, era &#8220;<em>aperto</em>&#8220;.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi,&nbsp;<strong>InsideWar,</strong>&nbsp;la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong>&nbsp;</a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
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		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione di Hormuz sta mettendo in crisi la credibilità degli Stati Uniti come garanti della libertà di navigazione e aprendo a un possibile cambio verso la Cina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html">Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Nella giornata di domenica 12 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che visto il fallimento dei colloqui di tregua in Pakistan con l&#8217;Iran, <strong>gli USA imporranno un blocco navale</strong> allo Stretto di Hormuz, impedendo alle navi “che pagano” gli iraniani di passare. </p>



<p>Poche ore dopo, il CENTCOM (<em>Central Command</em>), il comando statunitense per le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/04/u-s-to-blockade-ships-entering-or-exiting-iranian-ports/">ha diffuso</a> un comunicato in cui si rendeva noto che le forze USA inizieranno ad attuare il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle ore 10:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), in conformità con la proclamazione del Presidente. Il blocco, ora in esercizio, sarà applicato in modo imparziale alle navi di tutte le nazionalità in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Le forze del CENTCOM non ostacoleranno la libertà di navigazione delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani.</p>



<p>Si tratta quindi di un <strong>blocco selettivo</strong>, che fa da contraltare al <strong>“casello” marittimo</strong> stabilito da Teheran che prevede la libertà di passaggio senza conseguenze per chi paga 1 dollaro in bitcoin per ogni barile di greggio trasportato. Il provvedimento statunitense è teso a colpire maggiormente l&#8217;export di greggio iraniano ma non solo: l&#8217;80% del petrolio inviato via mare da Teheran finisce nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, che dall&#8217;Iran <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chinas-heavy-reliance-iranian-oil-imports-2026-03-21/">importa annualmente circa il 13,4%</a> del suo fabbisogno di greggio. Washington intende quindi anche mettere pressione su Pechino in modo che si adoperi per portare Teheran a più miti consigli, dopo i fallimentari colloqui e le pretese semplicemente inaccettabili espresse nei <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/apr/08/iran-10-point-plan-ceasefire-donald-trump-us">10 punti</a> trasmessi agli Stati Uniti. Su tutti, la richiesta del ritiro statunitense dal Medio Oriente e la cessione del controllo su Hormuz all&#8217;Iran sono stati, insieme alla questione del nucleare, sicuramente rigettati da Washington per le implicazioni geopolitiche ad essi annesse. </p>



<p>Cedere il controllo di Hormuz all&#8217;Iran, ad esempio, significherebbe creare un <strong>pericoloso precedente</strong> di nazionalizzazione di un braccio di mare in aperto contrasto coi principi internazionali di libertà di navigazione stabiliti dall&#8217;ONU (UNCLOS). </p>



<p>Proprio per quanto riguarda la libertà di navigazione e le garanzie di questo principio, il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz ha <strong>messo in crisi la credibilità degli USA</strong> in qualità di garanti internazionali di questo principio. Credibilità già intaccata con l&#8217;inizio del conflitto, quando le prime compagnie petrolifere avevano sospeso l&#8217;invio di idrocarburi via nave nel timore di attacchi iraniani, e successivamente quando gli Stati Uniti si erano rivolti ai propri alleati europei per chiedere aiuto nella scorta ai traffici navali lungo lo Stretto, ricevendo un generale netto rifiuto. </p>



<p>La prima marina militare al mondo, la <strong>U.S. Navy</strong>, non è stata in grado di tenere aperte le linee di navigazione in modo sicuro, e la posa di mine da parte iraniana nella parte meridionale dello Stretto ha definitivamente allontanato questo obiettivo, ottenibile solo con una intensa e lunga campagna di sminamento, con assetti che gli Stati Uniti non hanno in zona. </p>



<p>La decisione di interdire il traffico navale da e per l&#8217;Iran è un ulteriore segno dell&#8217;incapacità degli Stati Uniti di ottenere il controllo del mare senza il supporto degli alleati: se non è possibile scortare le navi a causa della minaccia pendente, allora non resta che bloccare quelle che operano per il mio avversario. </p>



<p>In un&#8217;<strong>ottica globale</strong> quanto sta accadendo, e quanto è già accaduto a partire dal 28 febbraio scorso, facilmente aprirà degli importanti interrogativi in quei Paesi che degli USA sono partner e alleati in uno scacchiere che proprio per Washington è primario: l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Gli USA sono visti – perché sono sempre stati dal secondo dopoguerra a oggi – garanti del principio di libertà di navigazione: la U.S. Navy è pensata per proiettare potenza a lunghissimo raggio e per controllare i <em>choke points</em> mondiali, in modo che le linee marittime restino sempre aperte. L&#8217;incapacità di controllare Hormuz è di per sé <strong>un colpo all&#8217;immagine statunitense</strong> in tal senso, e la richiesta di aiuto agli alleati non va letta solo come una pretesa politica di coinvolgimento, ma anche come una necessità militare date le capacità contromisure mine sviluppate dalla NATO, e il potenziale marittimo generale espresso dai partner europei dell&#8217;Alleanza. </p>



<p>La prevista – e prevedibile – ulteriore penuria di greggio e gas sul mercato, spingerà molto probabilmente alcuni Paesi asiatici (i più colpiti finora dal fermo delle petroliere) a <strong>cambiare <em>provider</em> per la propria sicurezza energetica</strong>. In questo senso, la Repubblica Popolare potrebbe da subito giocare un ruolo importante considerando l&#8217;accumulo di scorte strategiche e la possibilità di accedere a basso costo alla produzione russa (se pur intaccata dagli attacchi ucraini e dalle sanzioni internazionali che toccano tutta la filiera a cominciare dalla R&amp;D). Pechino, <a href="https://kommander61.substack.com/p/cronache-dellapocalisse-hormuz-dieci">da quanto sappiamo</a>, ha interrotto le esportazioni di carburante per non intaccare le riserve interne, e si è resa disponibile a fungere da “cuscinetto energetico” ai Paesi suoi vicini, compresi Australia, Filippine e Taiwan. Da quanto stimato, la Repubblica Popolare dispone di riserve petrolifere pari a 1,2 miliardi di barili, ovvero sufficienti per circa 108 giorni senza importazioni. La RPC ha anche il vantaggio di poter <strong>“ripulire” il greggio russo</strong> dal pericolo sanzionatorio, a differenza di altri Paesi che invece sono più direttamente dipendenti da Mosca come l&#8217;India, che ora si trova non poter più rivenderlo a terzi a causa della chiusura dello Stretto. </p>



<p>Uno scenario ancora più interessante che potrebbe aprirsi nell&#8217;immediato futuro è quello del passaggio di testimone forzato tra USA e RPC come <strong>punto di riferimento per la sicurezza delle linee di navigazione</strong>: sebbene la PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) non abbia ancora le capacità di una marina globale – ma sta lavorando alacremente per ottenerle entro il 2035/2040 – la linea politica tenuta da Pechino, molto più accomodante e sottotraccia, potrebbe spostare il baricentro geopolitico verso di essa. Certamente rimangono alcune questioni che ostacolerebbero questo cambio di rotta: la postura aggressiva cinese verso <strong>Taiwan</strong>, ma soprattutto verso il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove la RPC infrange costantemente il diritto internazionale marittimo procedendo a nazionalizzare uno specchio d&#8217;acqua regionale che non le appartiene, creando così instabilità e timori nei Paesi che circondano il gigante asiatico. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno quindi aperto una crisi diventata rapidamente internazionale senza una strategia d&#8217;uscita chiara – come quasi sempre accade nei conflitti peraltro – e il prestigio di Washington a livello internazionale ne esce duramente intaccato. Probabilmente il blocco navale USA servirà a tornare al tavolo delle trattative, ma la <strong>mancanza di visione strategica</strong> dell&#8217;amministrazione Trump rimane: l&#8217;imposizione di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/stati-uniti-potenza-egemonica-potenza-transazionale-2602564.html">rapporti transazionali</a></strong>, il “do ut des”, offre scarsi margini di vantaggio nel lungo periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html">Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Marines, paracadutisti e altre truppe terrestri mobilitate dagli Stati Uniti: sono segnali di un possibile sbarco nel Golfo Persico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Alla vigilia del 30esimo giorno di operazioni belliche nel Golfo Persico, si sono accumulati diversi segnali che potrebbero indicare la volontà statunitense di effettuare un <strong>qualche tipo di azione anfibia</strong> nel conflitto in corso.</p>



<p>Dalle colonne di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">abbiamo monitorato</a>, nelle scorse settimane, i movimenti di truppe USA, in particolare quelli dei due MEU (<em>Marine Expeditionary Unit</em>) imbarcati sui rispettivi gruppi navali da assalto anfibio: quello del “Tripoli” e quello del “Boxer”. Sebbene <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">inizialmente pensassimo</a> che questi spostamenti degli ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>), in particolare quello del “Tripoli”, fossero esclusivamente una forma di pressione politica, o al più un modo di sopperire all&#8217;uscita dalla zona di operazioni della portaerei “Ford”, che come sappiamo in questi giorni si trova a Creta per effettuare le riparazioni di emergenza resesi necessarie dopo l&#8217;incendio a bordo, ora quanto emerso da canali ufficiali e non ci porta a considerare con maggiore probabilità la possibilità che <strong>il Pentagono stia seriamente valutando l&#8217;opzione di uno sbarco anfibio</strong> da qualche parte del Golfo Persico.</p>



<p>Prima di cercare di capire dove gli le forze anfibie potrebbero entrare in azione, ripercorriamo gli eventi che stanno spostando la valutazione verso questa ipotesi.</p>



<p>L&#8217;ARG del “Tripoli”, per ora composto solo dalla LHA (<em>Landing Helicopter Assault</em>) da cui prende il nome e dalla LPD (<em>Landing Platform Dock</em>) “New Orleans” (ancora non è stato osservato il “San Diego”, seconda LPD che trasporta il 31esimo MEU) è stato segnalato a <strong>Diego Garcia</strong>, la base aeronavale britannica utilizzata storicamente dagli USA nel mezzo dell&#8217;Oceano Indiano, il 23 marzo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following up on the transit into the Indian Ocean&#8230; 👇<br><br>ARG TRANSIT UPDATE: Tripoli ARG at Diego Garcia<br>Imagery from Mar 23 caught the USS Tripoli (LHA-7) moored alongside at the NSF Diego Garcia pier, visible despite heavy cloud cover.<br><br>➡️Just in—AIS data via <a href="https://twitter.com/VesselFinder?ref_src=twsrc%5Etfw">@VesselFinder</a>… <a href="https://t.co/xSSzZXjcJq">https://t.co/xSSzZXjcJq</a> <a href="https://t.co/PySR2SmZaU">pic.twitter.com/PySR2SmZaU</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2036483449754882403?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ARG del “Boxer” ha lasciato molto celermente il porto di San Diego il 19 marzo, dirigendosi verso ovest. Non è ancora chiaro se abbia ricevuto ordini di dispiegamento nella zona di operazioni del CENTCOM oppure sia stato inviato nel Pacifico Occidentale per sostituire l&#8217;ARG del “Tripoli”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Four officials tell Newsmax the Boxer Amphibious Ready Group (ARG) and the embarked 11th Marine Expeditionary Unit (11th MEU) is deploying ahead of schedule from the West Coast and is expected to sail direct through the Indo-Pacific to the Middle East, after the U.S. Navy was… <a href="https://t.co/jJMnkNBgAH">https://t.co/jJMnkNBgAH</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2034756851707826495?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Marines e l&#8217;82esima aviotrasportata</h2>



<p>Un MEU, imbarcato su tre navi da assalto anfibio (solitamente una LHA/LHD, e due tra LPD e LSD), è composto da circa <strong>2.200/2.500 Marines</strong>, supportato da elicotteri da assalto, da trasporto, convertiplani e una componente aerea imbarcata ad ala fissa costituita da F-35B o AV-8B. Quest&#8217;ultimo velivolo è destinato a essere ritirato dal servizio attivo a giugno di quest&#8217;anno, ma rimane a<a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/us-marines-av-8b-harrier-retirement-plans/">ncora attivo nel 22esimo MEU</a>. Considerando le unità navali in movimento, stimiamo che <strong>all&#8217;incirca 5.200 Marines</strong>, comprensivi dei gruppi aerei imbarcati e personale di supporto, siano attualmente in movimento verso il Medio Oriente, con la forza del “Tripoli”, l&#8217;unica diretta sicuramente verso la zona, pari a circa 2300 soldati.</p>



<p>Secondo quanto riportato venerdì dal<em> Wall Street Journal</em>, il Pentagono sta valutando l&#8217;invio di ulteriori <strong><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/iran-war-us-israel-news-updates/card/trump-weighs-sending-another-10-000-ground-troops-to-the-middle-east-v1OhoXwv55BiCg7MAmim">10mila soldati delle forze terrestri</a></strong> in Medio Oriente. Se approvato, il contingente includerebbe probabilmente fanteria e veicoli blindati e si unirebbe ai Marines già diretti nella regione e ai circa <strong><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/82nd-airborne-division-iran-troops.html">2mila paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata</a></strong> di stanza a Fort Bragg. Tale operazione aumenterebbe significativamente la potenza di fuoco del contingente già inviato in zona di operazioni. </p>



<p>Sebbene non sia chiaro dove tali forze verrebbero dislocate, <strong>alcuni ritengono che il Pentagono stia preparando uno sbarco nell&#8217;isola di Kharg</strong>, una piccola striscia di terra nel Golfo Persico che gestisce il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. L&#8217;isola è stata già pesantemente colpita dai raid aerei statunitensi, è oltre alla infrastrutture petrolifere ospita lavoratori del settore e un numero imprecisato di militari. Un potenziale assalto a Kharg potrebbe prevedere diverse tattiche, dallo sbarco anfibio dei Marines al lancio di paracadutisti direttamente nell&#8217;area, o una combinazione di queste. Il problema di un&#8217;azione di questo tipo è dato dal passaggio delle navi degli ARG dallo Stretto di Hormuz e dalla navigazione nel Golfo Persico, che <strong>potrebbe facilmente esporle alla reazione iraniana </strong>con barchini armati di missili, razzi e con vettori da crociera antinave basati a terra, che non abbiamo ancora visto in azione sebbene l&#8217;<a href="https://www.financialexpress.com/world-news/iran-attacks-uss-abraham-lincoln-but-why-irans-weapons-cannot-damage-it/4184152/">Iran abbia più volte riferito</a> di aver cercato di colpire il Carrier Strike Group della portaerei “Lincoln”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hormuz al nucleare</h2>



<p>Recenti informazioni diffuse da <a href="https://edition.cnn.com/2026/03/10/politics/iran-begins-laying-mines-in-strait-of-hormuz">alcuni media</a>, riportano anche che gli iraniani avrebbero già posato mine navali nello Stretto a partire da circa il 12 marzo. Sebbene sia scarsamente possibile la posa di mine in modo da ottenere una zona di mare fittamente e ordinatamente minata, è noto che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">basti il sospetto</a></strong> che nella zona ci siano mine per rendere necessaria l&#8217;attività di unità navali per contromisure e quindi rallentare le operazioni di transito. </p>



<p>Le forze statunitensi potrebbero anche tentare di <strong>assumere il controllo di alcuni elementi del programma nucleare iraniano</strong>: la scorsa settimana Reuters ha riferito che funzionari dell&#8217;amministrazione Trump stavano valutando una missione per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito dell&#8217;Iran per eliminare la capacità dell&#8217;Iran di sviluppare armi nucleari. </p>



<p>Ci sono <strong>altre due opzioni per uno sbarco anfibio</strong> e un&#8217;azione terrestre e/o aviotrasportata statunitense: la presa di alcune isole nello Stretto, e il posizionamento di una <strong>controbolla <em>Anti Access / Area Denial</em></strong> nella penisola omanita di <strong>Musandam</strong>. Lungo lo Stretto, oltre alla grande isole di Qeshm che richiederebbe forze consistenti e una più lunga campagna di interdizione aerea, ci sono altre piccole isole come <strong>Larak</strong> (situata all&#8217;imboccatura in ingresso nel Golfo), e <strong>Siri</strong>, <strong>Abu Musa</strong>, <strong>Tunb al-Kubra</strong> e <strong>Tunb as-Sughra</strong>. Queste ultime 4 sono posizionate all&#8217;incirca al centro del braccio di mare, in uscita dal Golfo, abbastanza lontane dal territorio iraniano e soprattutto tutte dotate di una pista di atterraggio. La geografia delle isole è favorevole per un&#8217;operazione anfibia e aviotrasportata, quindi se le forze aeronavali statunitensi riuscissero a esprimere un&#8217;adeguata scorta l&#8217;operazione sarebbe fattibile. La penisola di Musandam, sebbene sia strategicamente rilevante, non ha coste adatte a uno sbarco anfibio nella sua parte orientale e settentrionale, e data l&#8217;orografia e la scarsa viabilità l&#8217;installazione di una controbolla richiederebbe molto tempo e notevoli sforzi logistici: resterebbe comunque l&#8217;opzione più sicura previa approvazione dell&#8217;Oman. L&#8217;opzione più probabile comunque resta la presa di una qualche isola nello Stretto, considerando l&#8217;invasione di Kharg la possibilità più dispendiosa in termini di assetti e personale considerando il rischio associato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente &#124; G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un secondo gruppo anfibio USA sembra far rotta verso il Medio Oriente &#124; La Difesa italiana ha potenziato la sorveglianza aerea dall'inizio della guerra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo che un primo gruppo navale da <strong>assalto anfibio</strong> statunitense sta facendo rotta per il Medio Oriente, sembra che un secondo lo stia seguendo. Il 19, da San Diego, un altro <em>Marine Expeditionary Unit</em> a bordo di un ARG è salpato &#8211; un po&#8217; troppo in fretta &#8211; per una destinazione per il momento ignota. <br>Si sta avvicinando uno sbarco in Iran? Dove potrebbe essere?</p>



<p>L&#8217;<strong>Italia</strong>, silenziosamente, sin dai primi giorni di guerra ha potenziato la sorveglianza aerea sul suo fianco meridionale. L&#8217;Aeronautica Militare effettua voli quotidiani di velivoli <strong>CAEW </strong>per controllare e intercettare le possibili minacce provenienti da levante. Anche la Marina Militare, recentemente, ha dato un forte segnale di partecipazione alla difesa aerea nazionale, e con la nostra presenza navale a Cipro, il nostro Paese ha allungato di molto la portata della sua sorveglianza.</p>



<p>Nel numero 77 di <strong>InsideWar</strong>, la newsletter di InsideOver che vi porta dentro le crisi internazionali dandovene una lettura che nessuno nel panorama giornalistico italiano vi da, vi spieghiamo cosa sta succedendo in questi giorni febbrili, in cui il conflitto in Iran non accenna a diminuire di intensità.</p>



<p>Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il <strong>corso on demand sulla Guerra Ibrida</strong> tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un’ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 06:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la portaerei Ford fa rotta su Creta col sospetto di un sabotaggio, l'ARG si sta ricomponendo. Ci sarà un assalto anfibio? Dove?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">portaerei “Ford”</a></strong> sta lasciando la zona di operazioni del Golfo Persico per raggiungere <strong>Creta</strong>, dove verranno effettuati i lavori di riparazione a seguito dell&#8217;incendio scoppiato nella lavanderia della nave giovedì scorso. <a href="https://www.kathimerini.com.cy/gr/kosmos/nyt-gia-30-wres-ekaige-i-fotia-sto-uss-gerald-r-ford">Secondo quanto riferito</a>, il fuoco è divampato per 30 ore e ha causato il ferimento lieve di due marinai e l&#8217;intossicazione per inalazione da fumo di altri 200, lasciandone anche oltre 600 senza letto e costringendoli quindi a dormire sul pavimento e sui tavoli in altre zone della portaerei. Anonimi ufficiali della U.S. Navy, che <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/mar/18/onboard-fire-uss-gerald-ford-aircraft-carrier">hanno parlato</a> con <em>Reuters</em>, non hanno specificato per quanto tempo la nave da 13 miliardi di dollari dovrà restare a Creta per le riparazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra del sabotaggio</h2>



<p>La nave è in mare da quasi 10 mesi, quindi ben oltre il normale turno operativo di sei, e ha subito anche un&#8217;avaria al sistema di scarico delle acque reflue che ha comportato notevole disagio a bordo. Secondo quanto riferito dagli stessi marinai, questo problema si ripresenta ogni volta che la portaerei prende il mare. L&#8217;umore a bordo quindi non sembra essere dei migliori, al punto che la <strong>U.S. Navy ha aperto un&#8217;inchiesta</strong> per indagare sulla possibilità che l&#8217;incendio fosse di <a href="https://www.msn.com/en-gb/news/other/uss-ford-fire-sparks-sabotage-probe/gm-GM2728F53B">origine dolosa</a>, innescato da qualche marinaio particolarmente sconfortato dall&#8217;idea di prolungare la missione per ulteriori settimane in condizioni non proprio agevoli. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">Come vi abbiamo già raccontato</a>, lo spostamento della LHA (<em>Landing Ship Assault</em>) “Tripoli” dal Mar delle Filippine al Medio Oriente, potrebbe facilmente rispondere all&#8217;esigenza di sostituire la portaerei “Ford” in zona di operazioni, in attesa che il CSG della portaerei “G.H.W. Bush” venga pronto (mancherebbero ancora almeno 10 settimane in condizioni normali, ma riteniamo che vengano accelerati i tempi della JTFEX). </p>



<p>Eravamo giunti a questa conclusione considerando il gruppo di volo imbarcato, costituito da circa 19 F-35B, e soprattutto osservando che il “Tripoli” stava navigando nel Mar Cinese Meridionale con rotta verso lo Stretto della Malacca accompagnato da due cacciatorpediniere e privo delle altre unità navali che compongono il suo ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">THE NAKED SPRINT: Tripoli ARG Transits Malacca Unescorted<br><br>OSINT Update (MAR 17): The USS Tripoli (LHA-7) and USS New Orleans are currently off the coast of Malaysia near Port Klang, pushing NW through the Strait of Malacca completely unescorted.<br><br>If current AIS tracks are to be… <a href="https://t.co/eUvfSHz7pZ">https://t.co/eUvfSHz7pZ</a> <a href="https://t.co/kObU2LPzCi">pic.twitter.com/kObU2LPzCi</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2034093571117355028?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In realtà, ulteriori evidenze satellitari acquisite il 17 marzo, mostrano che circa 40 chilometri dietro il “Tripoli” sta navigando una LPD (<em>Landing Platform Dock</em>), il “<strong>New Orleans</strong>” della classe San Antonio. Non è invece ancora visibile l&#8217;altra LPD che compone l&#8217;ARG, ovvero il “San Diego”. Ancora più inusuale, la scorta del “Tripoli” ha fatto dietro-front quando la nave ha imboccato il tratto di mare che conduce allo Stretto della Malacca (dopo l&#8217;arcipelago di Riau), aprendo a domande sul perché di una tale decisione in avvicinamento a un collo di bottiglia tra i più trafficati del mondo. Forse dal Mare Arabico sono partiti altri cacciatorpediniere per incontrare le due navi? Per il momento non è possibile saperlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Se operazione anfibia sarà, non sarà in Iran</h2>



<p>La mossa dell&#8217;U.S. Navy apre però un&#8217;altra questione ancora più problematica: <strong>si sta preparando uno sbarco del MEU (<em>Marines Expeditionary Unit</em>)</strong> imbarcato sull&#8217;ARG? Come vi avevamo anticipato, i mezzi da sbarco anfibi, e i veicoli terrestri utilizzati dai 2200 soldati del MEU sono per la maggior parte imbarcati sulle due LPD che accompagnano il “Tripoli”, e anche gli stessi Marines sono distribuiti sulle tre navi.</p>



<p>Il “San Diego” seguirà le altre due unità navali in quella che sembra essere una mossa per confondere le acque? Lo stesso dispiegamento in Medio Oriente dell&#8217;ARG è una decisione presa per depistare gli iraniani e gli osservatori internazionali? Spostare un gruppo navale da assalto anfibio non è una manovra da poco, sia per quanto riguarda il <strong>costo finanziario</strong> dell&#8217;operazione, sia per quanto riguarda il <strong>costo strategico</strong>: il delicato settore del Pacifico Occidentale ora rimane sostanzialmente sguarnito, con la portaerei “George Washington” in porto a Yokosuka per ultimare lavori di manutenzione. </p>



<p>La decisione di spostare l&#8217;ARG in Medio Oriente risponde a una manovra politica per mettere pressione sull&#8217;Iran? <strong>Difficilmente Teheran cederà a pressioni simili </strong>considerando la sostanziale tenuta del regime nonostante le <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">pesanti menomazioni subite</a> al suo apparato militare a seguito della campagna aerea israelo-statunitense in corso.</p>



<p>Il Pentagono sta valutando un possibile sbarco anfibio in una delle isole dello Stretto di Hormuz (Qeshm la più grande ma iraniana) o <strong>nell&#8217;estremo nord della penisola di Musandam</strong> (Oman) per instaurare una “contro-bolla” di interdizione capace di proteggere il traffico navale? Plausibile quest&#8217;ultima come ipotesi, soprattutto se viene ottenuto il benestare dell&#8217;Oman: uno sbarco anfibio permette di dispiegare un elevato numero di uomini e mezzi in tempi più brevi rispetto a un ponte aereo, e permette quindi di effettuare un&#8217;azione “imprevedibile” per la reazione avversaria rispetto a un aviosbarco su un aeroporto. </p>



<p>L&#8217;ARG doppierà Hormuz per sbarcare i Marines sull&#8217;isola iraniana di Kharg che è un importante terminal petrolifero? Poco plausibile, considerando i rischi associati al transito per Hormuz e allo sbarco stesso. </p>



<p>Se sbarco anfibio sarà, quindi se vedremo anche la LPD “San Diego” dirigersi verso il Medio Oriente, e se l&#8217;ARG si ricomporrà insieme a un&#8217;adeguata scorta fornita dai cacciatorpediniere e sottomarini già presenti nell&#8217;area, è probabile che sia nella penisola omanita. Un&#8217;azione simile fornirebbe anche ai Marines una preziosa <strong>esperienza di capacità di “contro-bolla”</strong>, per la quale si stanno esercitando da tempo in forza di un importante sovvertimento di dottrine e conseguente acquisizione di nuovi sistemi d&#8217;arma. Un percorso che <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html">hanno intrapreso dal 2020</a> per recuperare la loro vocazione prettamente anfibia dopo la lunga parentesi afghana, col fine di contrastare le bolle <em>Anti Access / Area Denial</em> cinesi nel Pacifico Occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerra navale ad alta intensità: un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1888" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1888px) 100vw, 1888px" /></p>
<p>Un sottomarino della US Navy ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1888" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1888px) 100vw, 1888px" /></p>
<p>Un <strong>sottomarino</strong> della <strong>US Navy</strong> ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti.</p>



<p>Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha ufficialmente dichiarato che nella giornata di ieri, 3 marzo 2026, un sottomarino della Marina statunitense non meglio identificato, nella classe e nel nominativo, ha <strong>affondato la fregata iraniana IRIS Dena</strong> nell’Oceano Indiano. “<em>Ieri, nell&#8217;Oceano Indiano, un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che si credeva al sicuro in acque internazionali. Invece è stata affondata da un siluro. Una morte silenziosa. Il primo affondamento di una nave nemica per mezzo di un siluro dalla Seconda Guerra Mondiale</em>”, ha dichiarato Hegseth, mentre veniva diffuso il video della fregata iraniana che dopo essere stata messa nel collimatore del periscopio, salta in aria dopo essere stata centrata dal siluro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/PiqQpVIrMu">https://t.co/PiqQpVIrMu</a> <a href="https://t.co/Wc1e0B0um7">pic.twitter.com/Wc1e0B0um7</a></p>&mdash; Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) <a href="https://twitter.com/DeptofWar/status/2029193757162139762?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le immagini riprese dal periscopio del sottomarino appartenente alla <a href="https://news.usni.org/2026/03/04/video-u-s-attack-boat-torpedoes-iranian-frigate-off-sri-lanka#:~:text=Mallory%20Shelbourne,exercises%2C%20Reuters%20reported%20early%20Wednesday.">Settima Flotta dell&#8217;US Navy</a>, probabilmente un SSN &#8220;fast-attack submarine&#8221;, dove la sigla sta per <strong>sottomarino nucleare d&#8217;attacco</strong>, unità progettate per la caccia e l&#8217;attacco a unità di superficie e sottomarine, sono state diffuse dal Dipartimento della Guerra, e mostrano il momento preciso in cui il<strong> siluro Mk 48</strong> colpisce la poppa dell&#8217;IRIS Dena, che viene sollevata parzialmente dall&#8217;acqua a causa della forte esplosione, prima di affondare con la prua sospesa. Almeno 80 marinai iraniani sarebbero morti nell’attacco.</p>



<p>La IRIS Dena era una <strong>fregata di classe Moudge.</strong> Considerata tra le unità &#8220;<em>più moderne</em>&#8221; dell&#8217;Islamic Republic of Iran Navy, era impiegata principalmente per missioni di proiezione di potenza iraniana. Lunga 95 metri, con una stazza di 1,500 tonnellate, era armata con missili antinave Qader, sistemi di difesa aerea Sayyad, un cannone principale da 76 mm, ulteriori pezzi da 40 e 20 mm, mitragliatrici da 12,7 mm, oltre a siluri leggeri e a un radar tridimensionale phased array. </p>



<p>Intercettata a sud di Galle, al di fuori delle acque territoriali dello Sri Lanka, è stata <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/03/iranian-warship-sunk-in-indian-ocean-by-us-navy-submarine-over-80-dead/">affondata</a> a circa 20 miglia nautiche dalla costa. Unità di soccorso srilankesi hanno recuperato almeno <strong>32 membri dell’equipaggio</strong>, su un totale di circa 180. Anche una nave della Marina cingalese ha preso parte alle operazioni di salvataggio. <br><br>L’episodio si inserisce nel quadro dell’<strong>Operazione Epic Fury</strong>, nell’ambito della quale le forze statunitensi hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-flotta-iraniana-minaccia-rappresaglie-nello-stretto-di-hormuz-ma-ha-subito-perdite-pesanti.html">colpito in modo significativo la componente navale iraniana</a>. Secondo Hegseth, la Marina di Teheran sarebbe ormai “<em>inefficace in combattimento, decimata, distrutta, sconfitta</em>”. Tra le unità già neutralizzate figurano la corvetta lanciamissili classe Soleimani IRIS Shahid Sayyad Shirazi, la portaelicotteri e portadroni Shahid Bagheri e la nave base avanzata IRIS Makran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Iranian navy almost been entirely eliminated.<br><br>The frigate 🇮🇷IRIS Dena (Commissioned 2021) reportedly sunk off 🇱🇰Sri Lanka with 180 onboard &#8211; possibly torpedoed by US submarine.<br><br>32 of 180 crew rescued by Sri Lankan navy.<br><br>(Library photo) <a href="https://t.co/aFwoeUOIz5">pic.twitter.com/aFwoeUOIz5</a></p>&mdash; Navy Lookout (@NavyLookout) <a href="https://twitter.com/NavyLookout/status/2029138385193816147?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quello della IRIS Dena è il &#8220;primo affondamento&#8221; di una nave da guerra nemica da parte degli Stati Uniti mediante siluro dalla Seconda Guerra Mondiale, nonché il primo attribuito a un sottomarino nucleare d’attacco. Il precedente storico più vicino, noto alla cronaca, fu l’affondamento della nave da guerra argentina <strong>ARA General Belgrano</strong> per parte del sottomarino d&#8217;attacco britannico HMS Conqueror nel 1982, durante la <strong>guerra delle Falkland</strong>.</p>



<p>L&#8217;ultima nave nemica affondata da un sottomarino statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale fu invece la&nbsp; <strong>Kaibokan No. 13</strong>, una fregata della Marina Imperiale giapponese, colpita dal sottomarino <strong>USS Torsk </strong>il&nbsp;14 agosto 1945 mentre si trovava nelle acque del Mar del Giappone. </p>



<p>Per il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine: &#8220;<em>Questa è un&#8217;incredibile dimostrazione della portata globale dell&#8217;America. Cacciare, trovare e distruggere un&#8217;unità dispiegata fuori area è qualcosa che solo gli Stati Uniti possono fare su questa scala</em>&#8220;.</p>



<p>L’affondamento della IRIS Dena nelle acque dell&#8217;<strong>Oceano Indiano </strong>segna un ritorno alla guerra navale ad alta intensità che mette da parte i droni navali e le nuove tecnologie autonome e conducibili da remoto, e rimette al centro dello scontro il <strong>siluro come arma decisiva</strong> nella guerra che abbandona il <strong>Golfo Persico</strong> come unico scenario dello scontro attuale, e ci riporta alle vecchie tattiche e ai vecchi pericoli, quando le navi di superficie non dovevano temere i missili ipersonici o i droni, ma i silenziosi padroni degli abissi: i sottomarini che sfuggendo a ogni sonar, spiano i loro avversari dal pelo delle onde prima di allagare i tubi e lanciare i loro temibili siluri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html">Guerra navale ad alta intensità: un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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