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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 15:45:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione di Hormuz sta mettendo in crisi la credibilità degli Stati Uniti come garanti della libertà di navigazione e aprendo a un possibile cambio verso la Cina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html">Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Nella giornata di domenica 12 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che visto il fallimento dei colloqui di tregua in Pakistan con l&#8217;Iran, <strong>gli USA imporranno un blocco navale</strong> allo Stretto di Hormuz, impedendo alle navi “che pagano” gli iraniani di passare. </p>



<p>Poche ore dopo, il CENTCOM (<em>Central Command</em>), il comando statunitense per le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/04/u-s-to-blockade-ships-entering-or-exiting-iranian-ports/">ha diffuso</a> un comunicato in cui si rendeva noto che le forze USA inizieranno ad attuare il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle ore 10:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), in conformità con la proclamazione del Presidente. Il blocco, ora in esercizio, sarà applicato in modo imparziale alle navi di tutte le nazionalità in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Le forze del CENTCOM non ostacoleranno la libertà di navigazione delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani.</p>



<p>Si tratta quindi di un <strong>blocco selettivo</strong>, che fa da contraltare al <strong>“casello” marittimo</strong> stabilito da Teheran che prevede la libertà di passaggio senza conseguenze per chi paga 1 dollaro in bitcoin per ogni barile di greggio trasportato. Il provvedimento statunitense è teso a colpire maggiormente l&#8217;export di greggio iraniano ma non solo: l&#8217;80% del petrolio inviato via mare da Teheran finisce nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, che dall&#8217;Iran <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chinas-heavy-reliance-iranian-oil-imports-2026-03-21/">importa annualmente circa il 13,4%</a> del suo fabbisogno di greggio. Washington intende quindi anche mettere pressione su Pechino in modo che si adoperi per portare Teheran a più miti consigli, dopo i fallimentari colloqui e le pretese semplicemente inaccettabili espresse nei <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/apr/08/iran-10-point-plan-ceasefire-donald-trump-us">10 punti</a> trasmessi agli Stati Uniti. Su tutti, la richiesta del ritiro statunitense dal Medio Oriente e la cessione del controllo su Hormuz all&#8217;Iran sono stati, insieme alla questione del nucleare, sicuramente rigettati da Washington per le implicazioni geopolitiche ad essi annesse. </p>



<p>Cedere il controllo di Hormuz all&#8217;Iran, ad esempio, significherebbe creare un <strong>pericoloso precedente</strong> di nazionalizzazione di un braccio di mare in aperto contrasto coi principi internazionali di libertà di navigazione stabiliti dall&#8217;ONU (UNCLOS). </p>



<p>Proprio per quanto riguarda la libertà di navigazione e le garanzie di questo principio, il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz ha <strong>messo in crisi la credibilità degli USA</strong> in qualità di garanti internazionali di questo principio. Credibilità già intaccata con l&#8217;inizio del conflitto, quando le prime compagnie petrolifere avevano sospeso l&#8217;invio di idrocarburi via nave nel timore di attacchi iraniani, e successivamente quando gli Stati Uniti si erano rivolti ai propri alleati europei per chiedere aiuto nella scorta ai traffici navali lungo lo Stretto, ricevendo un generale netto rifiuto. </p>



<p>La prima marina militare al mondo, la <strong>U.S. Navy</strong>, non è stata in grado di tenere aperte le linee di navigazione in modo sicuro, e la posa di mine da parte iraniana nella parte meridionale dello Stretto ha definitivamente allontanato questo obiettivo, ottenibile solo con una intensa e lunga campagna di sminamento, con assetti che gli Stati Uniti non hanno in zona. </p>



<p>La decisione di interdire il traffico navale da e per l&#8217;Iran è un ulteriore segno dell&#8217;incapacità degli Stati Uniti di ottenere il controllo del mare senza il supporto degli alleati: se non è possibile scortare le navi a causa della minaccia pendente, allora non resta che bloccare quelle che operano per il mio avversario. </p>



<p>In un&#8217;<strong>ottica globale</strong> quanto sta accadendo, e quanto è già accaduto a partire dal 28 febbraio scorso, facilmente aprirà degli importanti interrogativi in quei Paesi che degli USA sono partner e alleati in uno scacchiere che proprio per Washington è primario: l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Gli USA sono visti – perché sono sempre stati dal secondo dopoguerra a oggi – garanti del principio di libertà di navigazione: la U.S. Navy è pensata per proiettare potenza a lunghissimo raggio e per controllare i <em>choke points</em> mondiali, in modo che le linee marittime restino sempre aperte. L&#8217;incapacità di controllare Hormuz è di per sé <strong>un colpo all&#8217;immagine statunitense</strong> in tal senso, e la richiesta di aiuto agli alleati non va letta solo come una pretesa politica di coinvolgimento, ma anche come una necessità militare date le capacità contromisure mine sviluppate dalla NATO, e il potenziale marittimo generale espresso dai partner europei dell&#8217;Alleanza. </p>



<p>La prevista – e prevedibile – ulteriore penuria di greggio e gas sul mercato, spingerà molto probabilmente alcuni Paesi asiatici (i più colpiti finora dal fermo delle petroliere) a <strong>cambiare <em>provider</em> per la propria sicurezza energetica</strong>. In questo senso, la Repubblica Popolare potrebbe da subito giocare un ruolo importante considerando l&#8217;accumulo di scorte strategiche e la possibilità di accedere a basso costo alla produzione russa (se pur intaccata dagli attacchi ucraini e dalle sanzioni internazionali che toccano tutta la filiera a cominciare dalla R&amp;D). Pechino, <a href="https://kommander61.substack.com/p/cronache-dellapocalisse-hormuz-dieci">da quanto sappiamo</a>, ha interrotto le esportazioni di carburante per non intaccare le riserve interne, e si è resa disponibile a fungere da “cuscinetto energetico” ai Paesi suoi vicini, compresi Australia, Filippine e Taiwan. Da quanto stimato, la Repubblica Popolare dispone di riserve petrolifere pari a 1,2 miliardi di barili, ovvero sufficienti per circa 108 giorni senza importazioni. La RPC ha anche il vantaggio di poter <strong>“ripulire” il greggio russo</strong> dal pericolo sanzionatorio, a differenza di altri Paesi che invece sono più direttamente dipendenti da Mosca come l&#8217;India, che ora si trova non poter più rivenderlo a terzi a causa della chiusura dello Stretto. </p>



<p>Uno scenario ancora più interessante che potrebbe aprirsi nell&#8217;immediato futuro è quello del passaggio di testimone forzato tra USA e RPC come <strong>punto di riferimento per la sicurezza delle linee di navigazione</strong>: sebbene la PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) non abbia ancora le capacità di una marina globale – ma sta lavorando alacremente per ottenerle entro il 2035/2040 – la linea politica tenuta da Pechino, molto più accomodante e sottotraccia, potrebbe spostare il baricentro geopolitico verso di essa. Certamente rimangono alcune questioni che ostacolerebbero questo cambio di rotta: la postura aggressiva cinese verso <strong>Taiwan</strong>, ma soprattutto verso il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove la RPC infrange costantemente il diritto internazionale marittimo procedendo a nazionalizzare uno specchio d&#8217;acqua regionale che non le appartiene, creando così instabilità e timori nei Paesi che circondano il gigante asiatico. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno quindi aperto una crisi diventata rapidamente internazionale senza una strategia d&#8217;uscita chiara – come quasi sempre accade nei conflitti peraltro – e il prestigio di Washington a livello internazionale ne esce duramente intaccato. Probabilmente il blocco navale USA servirà a tornare al tavolo delle trattative, ma la <strong>mancanza di visione strategica</strong> dell&#8217;amministrazione Trump rimane: l&#8217;imposizione di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/stati-uniti-potenza-egemonica-potenza-transazionale-2602564.html">rapporti transazionali</a></strong>, il “do ut des”, offre scarsi margini di vantaggio nel lungo periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html">Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Marines, paracadutisti e altre truppe terrestri mobilitate dagli Stati Uniti: sono segnali di un possibile sbarco nel Golfo Persico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Alla vigilia del 30esimo giorno di operazioni belliche nel Golfo Persico, si sono accumulati diversi segnali che potrebbero indicare la volontà statunitense di effettuare un <strong>qualche tipo di azione anfibia</strong> nel conflitto in corso.</p>



<p>Dalle colonne di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">abbiamo monitorato</a>, nelle scorse settimane, i movimenti di truppe USA, in particolare quelli dei due MEU (<em>Marine Expeditionary Unit</em>) imbarcati sui rispettivi gruppi navali da assalto anfibio: quello del “Tripoli” e quello del “Boxer”. Sebbene <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">inizialmente pensassimo</a> che questi spostamenti degli ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>), in particolare quello del “Tripoli”, fossero esclusivamente una forma di pressione politica, o al più un modo di sopperire all&#8217;uscita dalla zona di operazioni della portaerei “Ford”, che come sappiamo in questi giorni si trova a Creta per effettuare le riparazioni di emergenza resesi necessarie dopo l&#8217;incendio a bordo, ora quanto emerso da canali ufficiali e non ci porta a considerare con maggiore probabilità la possibilità che <strong>il Pentagono stia seriamente valutando l&#8217;opzione di uno sbarco anfibio</strong> da qualche parte del Golfo Persico.</p>



<p>Prima di cercare di capire dove gli le forze anfibie potrebbero entrare in azione, ripercorriamo gli eventi che stanno spostando la valutazione verso questa ipotesi.</p>



<p>L&#8217;ARG del “Tripoli”, per ora composto solo dalla LHA (<em>Landing Helicopter Assault</em>) da cui prende il nome e dalla LPD (<em>Landing Platform Dock</em>) “New Orleans” (ancora non è stato osservato il “San Diego”, seconda LPD che trasporta il 31esimo MEU) è stato segnalato a <strong>Diego Garcia</strong>, la base aeronavale britannica utilizzata storicamente dagli USA nel mezzo dell&#8217;Oceano Indiano, il 23 marzo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following up on the transit into the Indian Ocean&#8230; 👇<br><br>ARG TRANSIT UPDATE: Tripoli ARG at Diego Garcia<br>Imagery from Mar 23 caught the USS Tripoli (LHA-7) moored alongside at the NSF Diego Garcia pier, visible despite heavy cloud cover.<br><br>➡️Just in—AIS data via <a href="https://twitter.com/VesselFinder?ref_src=twsrc%5Etfw">@VesselFinder</a>… <a href="https://t.co/xSSzZXjcJq">https://t.co/xSSzZXjcJq</a> <a href="https://t.co/PySR2SmZaU">pic.twitter.com/PySR2SmZaU</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2036483449754882403?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ARG del “Boxer” ha lasciato molto celermente il porto di San Diego il 19 marzo, dirigendosi verso ovest. Non è ancora chiaro se abbia ricevuto ordini di dispiegamento nella zona di operazioni del CENTCOM oppure sia stato inviato nel Pacifico Occidentale per sostituire l&#8217;ARG del “Tripoli”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Four officials tell Newsmax the Boxer Amphibious Ready Group (ARG) and the embarked 11th Marine Expeditionary Unit (11th MEU) is deploying ahead of schedule from the West Coast and is expected to sail direct through the Indo-Pacific to the Middle East, after the U.S. Navy was… <a href="https://t.co/jJMnkNBgAH">https://t.co/jJMnkNBgAH</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2034756851707826495?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Marines e l&#8217;82esima aviotrasportata</h2>



<p>Un MEU, imbarcato su tre navi da assalto anfibio (solitamente una LHA/LHD, e due tra LPD e LSD), è composto da circa <strong>2.200/2.500 Marines</strong>, supportato da elicotteri da assalto, da trasporto, convertiplani e una componente aerea imbarcata ad ala fissa costituita da F-35B o AV-8B. Quest&#8217;ultimo velivolo è destinato a essere ritirato dal servizio attivo a giugno di quest&#8217;anno, ma rimane a<a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/us-marines-av-8b-harrier-retirement-plans/">ncora attivo nel 22esimo MEU</a>. Considerando le unità navali in movimento, stimiamo che <strong>all&#8217;incirca 5.200 Marines</strong>, comprensivi dei gruppi aerei imbarcati e personale di supporto, siano attualmente in movimento verso il Medio Oriente, con la forza del “Tripoli”, l&#8217;unica diretta sicuramente verso la zona, pari a circa 2300 soldati.</p>



<p>Secondo quanto riportato venerdì dal<em> Wall Street Journal</em>, il Pentagono sta valutando l&#8217;invio di ulteriori <strong><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/iran-war-us-israel-news-updates/card/trump-weighs-sending-another-10-000-ground-troops-to-the-middle-east-v1OhoXwv55BiCg7MAmim">10mila soldati delle forze terrestri</a></strong> in Medio Oriente. Se approvato, il contingente includerebbe probabilmente fanteria e veicoli blindati e si unirebbe ai Marines già diretti nella regione e ai circa <strong><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/82nd-airborne-division-iran-troops.html">2mila paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata</a></strong> di stanza a Fort Bragg. Tale operazione aumenterebbe significativamente la potenza di fuoco del contingente già inviato in zona di operazioni. </p>



<p>Sebbene non sia chiaro dove tali forze verrebbero dislocate, <strong>alcuni ritengono che il Pentagono stia preparando uno sbarco nell&#8217;isola di Kharg</strong>, una piccola striscia di terra nel Golfo Persico che gestisce il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. L&#8217;isola è stata già pesantemente colpita dai raid aerei statunitensi, è oltre alla infrastrutture petrolifere ospita lavoratori del settore e un numero imprecisato di militari. Un potenziale assalto a Kharg potrebbe prevedere diverse tattiche, dallo sbarco anfibio dei Marines al lancio di paracadutisti direttamente nell&#8217;area, o una combinazione di queste. Il problema di un&#8217;azione di questo tipo è dato dal passaggio delle navi degli ARG dallo Stretto di Hormuz e dalla navigazione nel Golfo Persico, che <strong>potrebbe facilmente esporle alla reazione iraniana </strong>con barchini armati di missili, razzi e con vettori da crociera antinave basati a terra, che non abbiamo ancora visto in azione sebbene l&#8217;<a href="https://www.financialexpress.com/world-news/iran-attacks-uss-abraham-lincoln-but-why-irans-weapons-cannot-damage-it/4184152/">Iran abbia più volte riferito</a> di aver cercato di colpire il Carrier Strike Group della portaerei “Lincoln”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hormuz al nucleare</h2>



<p>Recenti informazioni diffuse da <a href="https://edition.cnn.com/2026/03/10/politics/iran-begins-laying-mines-in-strait-of-hormuz">alcuni media</a>, riportano anche che gli iraniani avrebbero già posato mine navali nello Stretto a partire da circa il 12 marzo. Sebbene sia scarsamente possibile la posa di mine in modo da ottenere una zona di mare fittamente e ordinatamente minata, è noto che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">basti il sospetto</a></strong> che nella zona ci siano mine per rendere necessaria l&#8217;attività di unità navali per contromisure e quindi rallentare le operazioni di transito. </p>



<p>Le forze statunitensi potrebbero anche tentare di <strong>assumere il controllo di alcuni elementi del programma nucleare iraniano</strong>: la scorsa settimana Reuters ha riferito che funzionari dell&#8217;amministrazione Trump stavano valutando una missione per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito dell&#8217;Iran per eliminare la capacità dell&#8217;Iran di sviluppare armi nucleari. </p>



<p>Ci sono <strong>altre due opzioni per uno sbarco anfibio</strong> e un&#8217;azione terrestre e/o aviotrasportata statunitense: la presa di alcune isole nello Stretto, e il posizionamento di una <strong>controbolla <em>Anti Access / Area Denial</em></strong> nella penisola omanita di <strong>Musandam</strong>. Lungo lo Stretto, oltre alla grande isole di Qeshm che richiederebbe forze consistenti e una più lunga campagna di interdizione aerea, ci sono altre piccole isole come <strong>Larak</strong> (situata all&#8217;imboccatura in ingresso nel Golfo), e <strong>Siri</strong>, <strong>Abu Musa</strong>, <strong>Tunb al-Kubra</strong> e <strong>Tunb as-Sughra</strong>. Queste ultime 4 sono posizionate all&#8217;incirca al centro del braccio di mare, in uscita dal Golfo, abbastanza lontane dal territorio iraniano e soprattutto tutte dotate di una pista di atterraggio. La geografia delle isole è favorevole per un&#8217;operazione anfibia e aviotrasportata, quindi se le forze aeronavali statunitensi riuscissero a esprimere un&#8217;adeguata scorta l&#8217;operazione sarebbe fattibile. La penisola di Musandam, sebbene sia strategicamente rilevante, non ha coste adatte a uno sbarco anfibio nella sua parte orientale e settentrionale, e data l&#8217;orografia e la scarsa viabilità l&#8217;installazione di una controbolla richiederebbe molto tempo e notevoli sforzi logistici: resterebbe comunque l&#8217;opzione più sicura previa approvazione dell&#8217;Oman. L&#8217;opzione più probabile comunque resta la presa di una qualche isola nello Stretto, considerando l&#8217;invasione di Kharg la possibilità più dispendiosa in termini di assetti e personale considerando il rischio associato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente &#124; G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un secondo gruppo anfibio USA sembra far rotta verso il Medio Oriente &#124; La Difesa italiana ha potenziato la sorveglianza aerea dall'inizio della guerra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/USS-Boxer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo che un primo gruppo navale da <strong>assalto anfibio</strong> statunitense sta facendo rotta per il Medio Oriente, sembra che un secondo lo stia seguendo. Il 19, da San Diego, un altro <em>Marine Expeditionary Unit</em> a bordo di un ARG è salpato &#8211; un po&#8217; troppo in fretta &#8211; per una destinazione per il momento ignota. <br>Si sta avvicinando uno sbarco in Iran? Dove potrebbe essere?</p>



<p>L&#8217;<strong>Italia</strong>, silenziosamente, sin dai primi giorni di guerra ha potenziato la sorveglianza aerea sul suo fianco meridionale. L&#8217;Aeronautica Militare effettua voli quotidiani di velivoli <strong>CAEW </strong>per controllare e intercettare le possibili minacce provenienti da levante. Anche la Marina Militare, recentemente, ha dato un forte segnale di partecipazione alla difesa aerea nazionale, e con la nostra presenza navale a Cipro, il nostro Paese ha allungato di molto la portata della sua sorveglianza.</p>



<p>Nel numero 77 di <strong>InsideWar</strong>, la newsletter di InsideOver che vi porta dentro le crisi internazionali dandovene una lettura che nessuno nel panorama giornalistico italiano vi da, vi spieghiamo cosa sta succedendo in questi giorni febbrili, in cui il conflitto in Iran non accenna a diminuire di intensità.</p>



<p>Vi segnaliamo inoltre che sul nostro sito è disponibile il <strong>corso on demand sulla Guerra Ibrida</strong> tenuto da Paolo Mauri. Il corso è della durata di poco più di un’ora e del costo di 60 €. Per maggiori informazioni cliccate su <a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">questo link</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-secondo-gruppo-di-marines-verso-il-medio-oriente-g550-dellam-in-volo-per-sorvegliare-il-nostro-fianco-sud.html">Un secondo gruppo di Marines verso il medio oriente | G550 dell&#8217;AM in volo per sorvegliare il nostro fianco sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 06:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la portaerei Ford fa rotta su Creta col sospetto di un sabotaggio, l'ARG si sta ricomponendo. Ci sarà un assalto anfibio? Dove?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1219" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1024x650.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-1536x975.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221122173915521_f3e336588b0035f2f02bad8a49275136-2048x1300.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">portaerei “Ford”</a></strong> sta lasciando la zona di operazioni del Golfo Persico per raggiungere <strong>Creta</strong>, dove verranno effettuati i lavori di riparazione a seguito dell&#8217;incendio scoppiato nella lavanderia della nave giovedì scorso. <a href="https://www.kathimerini.com.cy/gr/kosmos/nyt-gia-30-wres-ekaige-i-fotia-sto-uss-gerald-r-ford">Secondo quanto riferito</a>, il fuoco è divampato per 30 ore e ha causato il ferimento lieve di due marinai e l&#8217;intossicazione per inalazione da fumo di altri 200, lasciandone anche oltre 600 senza letto e costringendoli quindi a dormire sul pavimento e sui tavoli in altre zone della portaerei. Anonimi ufficiali della U.S. Navy, che <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/mar/18/onboard-fire-uss-gerald-ford-aircraft-carrier">hanno parlato</a> con <em>Reuters</em>, non hanno specificato per quanto tempo la nave da 13 miliardi di dollari dovrà restare a Creta per le riparazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra del sabotaggio</h2>



<p>La nave è in mare da quasi 10 mesi, quindi ben oltre il normale turno operativo di sei, e ha subito anche un&#8217;avaria al sistema di scarico delle acque reflue che ha comportato notevole disagio a bordo. Secondo quanto riferito dagli stessi marinai, questo problema si ripresenta ogni volta che la portaerei prende il mare. L&#8217;umore a bordo quindi non sembra essere dei migliori, al punto che la <strong>U.S. Navy ha aperto un&#8217;inchiesta</strong> per indagare sulla possibilità che l&#8217;incendio fosse di <a href="https://www.msn.com/en-gb/news/other/uss-ford-fire-sparks-sabotage-probe/gm-GM2728F53B">origine dolosa</a>, innescato da qualche marinaio particolarmente sconfortato dall&#8217;idea di prolungare la missione per ulteriori settimane in condizioni non proprio agevoli. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">Come vi abbiamo già raccontato</a>, lo spostamento della LHA (<em>Landing Ship Assault</em>) “Tripoli” dal Mar delle Filippine al Medio Oriente, potrebbe facilmente rispondere all&#8217;esigenza di sostituire la portaerei “Ford” in zona di operazioni, in attesa che il CSG della portaerei “G.H.W. Bush” venga pronto (mancherebbero ancora almeno 10 settimane in condizioni normali, ma riteniamo che vengano accelerati i tempi della JTFEX). </p>



<p>Eravamo giunti a questa conclusione considerando il gruppo di volo imbarcato, costituito da circa 19 F-35B, e soprattutto osservando che il “Tripoli” stava navigando nel Mar Cinese Meridionale con rotta verso lo Stretto della Malacca accompagnato da due cacciatorpediniere e privo delle altre unità navali che compongono il suo ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">THE NAKED SPRINT: Tripoli ARG Transits Malacca Unescorted<br><br>OSINT Update (MAR 17): The USS Tripoli (LHA-7) and USS New Orleans are currently off the coast of Malaysia near Port Klang, pushing NW through the Strait of Malacca completely unescorted.<br><br>If current AIS tracks are to be… <a href="https://t.co/eUvfSHz7pZ">https://t.co/eUvfSHz7pZ</a> <a href="https://t.co/kObU2LPzCi">pic.twitter.com/kObU2LPzCi</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2034093571117355028?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In realtà, ulteriori evidenze satellitari acquisite il 17 marzo, mostrano che circa 40 chilometri dietro il “Tripoli” sta navigando una LPD (<em>Landing Platform Dock</em>), il “<strong>New Orleans</strong>” della classe San Antonio. Non è invece ancora visibile l&#8217;altra LPD che compone l&#8217;ARG, ovvero il “San Diego”. Ancora più inusuale, la scorta del “Tripoli” ha fatto dietro-front quando la nave ha imboccato il tratto di mare che conduce allo Stretto della Malacca (dopo l&#8217;arcipelago di Riau), aprendo a domande sul perché di una tale decisione in avvicinamento a un collo di bottiglia tra i più trafficati del mondo. Forse dal Mare Arabico sono partiti altri cacciatorpediniere per incontrare le due navi? Per il momento non è possibile saperlo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Se operazione anfibia sarà, non sarà in Iran</h2>



<p>La mossa dell&#8217;U.S. Navy apre però un&#8217;altra questione ancora più problematica: <strong>si sta preparando uno sbarco del MEU (<em>Marines Expeditionary Unit</em>)</strong> imbarcato sull&#8217;ARG? Come vi avevamo anticipato, i mezzi da sbarco anfibi, e i veicoli terrestri utilizzati dai 2200 soldati del MEU sono per la maggior parte imbarcati sulle due LPD che accompagnano il “Tripoli”, e anche gli stessi Marines sono distribuiti sulle tre navi.</p>



<p>Il “San Diego” seguirà le altre due unità navali in quella che sembra essere una mossa per confondere le acque? Lo stesso dispiegamento in Medio Oriente dell&#8217;ARG è una decisione presa per depistare gli iraniani e gli osservatori internazionali? Spostare un gruppo navale da assalto anfibio non è una manovra da poco, sia per quanto riguarda il <strong>costo finanziario</strong> dell&#8217;operazione, sia per quanto riguarda il <strong>costo strategico</strong>: il delicato settore del Pacifico Occidentale ora rimane sostanzialmente sguarnito, con la portaerei “George Washington” in porto a Yokosuka per ultimare lavori di manutenzione. </p>



<p>La decisione di spostare l&#8217;ARG in Medio Oriente risponde a una manovra politica per mettere pressione sull&#8217;Iran? <strong>Difficilmente Teheran cederà a pressioni simili </strong>considerando la sostanziale tenuta del regime nonostante le <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-lancia-meno-droni-e-meno-missili-due-ipotesi-tattica-per-non-esaurire-larsenale-o-scarsita-di-risorse.html">pesanti menomazioni subite</a> al suo apparato militare a seguito della campagna aerea israelo-statunitense in corso.</p>



<p>Il Pentagono sta valutando un possibile sbarco anfibio in una delle isole dello Stretto di Hormuz (Qeshm la più grande ma iraniana) o <strong>nell&#8217;estremo nord della penisola di Musandam</strong> (Oman) per instaurare una “contro-bolla” di interdizione capace di proteggere il traffico navale? Plausibile quest&#8217;ultima come ipotesi, soprattutto se viene ottenuto il benestare dell&#8217;Oman: uno sbarco anfibio permette di dispiegare un elevato numero di uomini e mezzi in tempi più brevi rispetto a un ponte aereo, e permette quindi di effettuare un&#8217;azione “imprevedibile” per la reazione avversaria rispetto a un aviosbarco su un aeroporto. </p>



<p>L&#8217;ARG doppierà Hormuz per sbarcare i Marines sull&#8217;isola iraniana di Kharg che è un importante terminal petrolifero? Poco plausibile, considerando i rischi associati al transito per Hormuz e allo sbarco stesso. </p>



<p>Se sbarco anfibio sarà, quindi se vedremo anche la LPD “San Diego” dirigersi verso il Medio Oriente, e se l&#8217;ARG si ricomporrà insieme a un&#8217;adeguata scorta fornita dai cacciatorpediniere e sottomarini già presenti nell&#8217;area, è probabile che sia nella penisola omanita. Un&#8217;azione simile fornirebbe anche ai Marines una preziosa <strong>esperienza di capacità di “contro-bolla”</strong>, per la quale si stanno esercitando da tempo in forza di un importante sovvertimento di dottrine e conseguente acquisizione di nuovi sistemi d&#8217;arma. Un percorso che <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-marines-cambiano-pelle-per-stare-al-passo-della-cina.html">hanno intrapreso dal 2020</a> per recuperare la loro vocazione prettamente anfibia dopo la lunga parentesi afghana, col fine di contrastare le bolle <em>Anti Access / Area Denial</em> cinesi nel Pacifico Occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">La portaerei Ford costretta a lasciare il Golfo, e intanto arriva l&#8217;ARG USA: indizi di assalto anfibio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Guerra navale ad alta intensità: un sottomarino USA affonda una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1888" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1888w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-alle-16.58.20-e1772642847525.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1888px) 100vw, 1888px" /></p>
<p>Un sottomarino della US Navy ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-navale-ad-alta-intensita-un-sottomarino-usa-affonda-una-nave-da-guerra-iraniana-al-largo-dello-sri-lanka.html">[...]</a></p>
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<p>Un <strong>sottomarino</strong> della <strong>US Navy</strong> ha affondato con un siluro una nave da guerra iraniana, la IRIS Dena, mentre si trovava al largo delle coste dello Sri Lanka. Si tratta del primo affondamento confermato da un sottomarino americano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;informazione è stata confermata dal segretario del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti.</p>



<p>Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha ufficialmente dichiarato che nella giornata di ieri, 3 marzo 2026, un sottomarino della Marina statunitense non meglio identificato, nella classe e nel nominativo, ha <strong>affondato la fregata iraniana IRIS Dena</strong> nell’Oceano Indiano. “<em>Ieri, nell&#8217;Oceano Indiano, un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che si credeva al sicuro in acque internazionali. Invece è stata affondata da un siluro. Una morte silenziosa. Il primo affondamento di una nave nemica per mezzo di un siluro dalla Seconda Guerra Mondiale</em>”, ha dichiarato Hegseth, mentre veniva diffuso il video della fregata iraniana che dopo essere stata messa nel collimatore del periscopio, salta in aria dopo essere stata centrata dal siluro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/PiqQpVIrMu">https://t.co/PiqQpVIrMu</a> <a href="https://t.co/Wc1e0B0um7">pic.twitter.com/Wc1e0B0um7</a></p>&mdash; Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) <a href="https://twitter.com/DeptofWar/status/2029193757162139762?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le immagini riprese dal periscopio del sottomarino appartenente alla <a href="https://news.usni.org/2026/03/04/video-u-s-attack-boat-torpedoes-iranian-frigate-off-sri-lanka#:~:text=Mallory%20Shelbourne,exercises%2C%20Reuters%20reported%20early%20Wednesday.">Settima Flotta dell&#8217;US Navy</a>, probabilmente un SSN &#8220;fast-attack submarine&#8221;, dove la sigla sta per <strong>sottomarino nucleare d&#8217;attacco</strong>, unità progettate per la caccia e l&#8217;attacco a unità di superficie e sottomarine, sono state diffuse dal Dipartimento della Guerra, e mostrano il momento preciso in cui il<strong> siluro Mk 48</strong> colpisce la poppa dell&#8217;IRIS Dena, che viene sollevata parzialmente dall&#8217;acqua a causa della forte esplosione, prima di affondare con la prua sospesa. Almeno 80 marinai iraniani sarebbero morti nell’attacco.</p>



<p>La IRIS Dena era una <strong>fregata di classe Moudge.</strong> Considerata tra le unità &#8220;<em>più moderne</em>&#8221; dell&#8217;Islamic Republic of Iran Navy, era impiegata principalmente per missioni di proiezione di potenza iraniana. Lunga 95 metri, con una stazza di 1,500 tonnellate, era armata con missili antinave Qader, sistemi di difesa aerea Sayyad, un cannone principale da 76 mm, ulteriori pezzi da 40 e 20 mm, mitragliatrici da 12,7 mm, oltre a siluri leggeri e a un radar tridimensionale phased array. </p>



<p>Intercettata a sud di Galle, al di fuori delle acque territoriali dello Sri Lanka, è stata <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/03/iranian-warship-sunk-in-indian-ocean-by-us-navy-submarine-over-80-dead/">affondata</a> a circa 20 miglia nautiche dalla costa. Unità di soccorso srilankesi hanno recuperato almeno <strong>32 membri dell’equipaggio</strong>, su un totale di circa 180. Anche una nave della Marina cingalese ha preso parte alle operazioni di salvataggio. <br><br>L’episodio si inserisce nel quadro dell’<strong>Operazione Epic Fury</strong>, nell’ambito della quale le forze statunitensi hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-flotta-iraniana-minaccia-rappresaglie-nello-stretto-di-hormuz-ma-ha-subito-perdite-pesanti.html">colpito in modo significativo la componente navale iraniana</a>. Secondo Hegseth, la Marina di Teheran sarebbe ormai “<em>inefficace in combattimento, decimata, distrutta, sconfitta</em>”. Tra le unità già neutralizzate figurano la corvetta lanciamissili classe Soleimani IRIS Shahid Sayyad Shirazi, la portaelicotteri e portadroni Shahid Bagheri e la nave base avanzata IRIS Makran.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Iranian navy almost been entirely eliminated.<br><br>The frigate 🇮🇷IRIS Dena (Commissioned 2021) reportedly sunk off 🇱🇰Sri Lanka with 180 onboard &#8211; possibly torpedoed by US submarine.<br><br>32 of 180 crew rescued by Sri Lankan navy.<br><br>(Library photo) <a href="https://t.co/aFwoeUOIz5">pic.twitter.com/aFwoeUOIz5</a></p>&mdash; Navy Lookout (@NavyLookout) <a href="https://twitter.com/NavyLookout/status/2029138385193816147?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Quello della IRIS Dena è il &#8220;primo affondamento&#8221; di una nave da guerra nemica da parte degli Stati Uniti mediante siluro dalla Seconda Guerra Mondiale, nonché il primo attribuito a un sottomarino nucleare d’attacco. Il precedente storico più vicino, noto alla cronaca, fu l’affondamento della nave da guerra argentina <strong>ARA General Belgrano</strong> per parte del sottomarino d&#8217;attacco britannico HMS Conqueror nel 1982, durante la <strong>guerra delle Falkland</strong>.</p>



<p>L&#8217;ultima nave nemica affondata da un sottomarino statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale fu invece la&nbsp; <strong>Kaibokan No. 13</strong>, una fregata della Marina Imperiale giapponese, colpita dal sottomarino <strong>USS Torsk </strong>il&nbsp;14 agosto 1945 mentre si trovava nelle acque del Mar del Giappone. </p>



<p>Per il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine: &#8220;<em>Questa è un&#8217;incredibile dimostrazione della portata globale dell&#8217;America. Cacciare, trovare e distruggere un&#8217;unità dispiegata fuori area è qualcosa che solo gli Stati Uniti possono fare su questa scala</em>&#8220;.</p>



<p>L’affondamento della IRIS Dena nelle acque dell&#8217;<strong>Oceano Indiano </strong>segna un ritorno alla guerra navale ad alta intensità che mette da parte i droni navali e le nuove tecnologie autonome e conducibili da remoto, e rimette al centro dello scontro il <strong>siluro come arma decisiva</strong> nella guerra che abbandona il <strong>Golfo Persico</strong> come unico scenario dello scontro attuale, e ci riporta alle vecchie tattiche e ai vecchi pericoli, quando le navi di superficie non dovevano temere i missili ipersonici o i droni, ma i silenziosi padroni degli abissi: i sottomarini che sfuggendo a ogni sonar, spiano i loro avversari dal pelo delle onde prima di allagare i tubi e lanciare i loro temibili siluri.</p>
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		<title>Dagli incrociatori Kirov alle navi da battaglia di Trump: nell&#8217;era dei droni dominano ancora gli oceani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dagli-incrociatori-kirov-alle-navi-da-battaglia-di-trump-nellera-dei-droni-dominano-ancora-gli-oceani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 01:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/G-up1ZeaoAA_CxU-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'uso intensivo dei droni manderà in pensione le grossi navi da guerra? Ha ancora senso costruirle? Dipende dall'uso che se ne fa.</p>
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<p>La volontà del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di recuperare il concetto di “corazzata”, dapprima come ipotesi di <a href="https://it.insideover.com/difesa/riportare-in-uso-le-corazzate-trump-lo-propone-ma-forse-non-ha-molto-senso.html">riattivazione delle classe Iowa</a> veterane della Seconda Guerra Mondiale e poi con un progetto totalmente nuovo di una classe di unità di tonnellaggio paragonabile alle navi da battaglia, ha riaperto il dibattito <strong>sull&#8217;utilità di navi di grosso tonnellaggio</strong> in un&#8217;epoca caratterizzata dalla presenza pervasiva di droni e missili da crociera ipersonici.</p>



<p>Sostanzialmente, e l&#8217;obiezione è stata sollevata dapprima per le grandi portaerei, ci si è chiesto se una <em>capital ship</em> di questo tipo serva effettivamente a ottenere un vantaggio nel campo di battaglia marittimo oppure si tratti di <strong>un obsoleto lascito dottrinario</strong> giustificato esclusivamente dal prestigio navale/industriale.</p>



<p>La decisione della Repubblica Popolare Cinese di avviare la costruzione di <strong>nuove portaerei da 100mila tonnellate di dislocamento</strong> sulla base della prima unità classificabile come portaerei maggiore – il “Fujian” da circa 85mila tonnellate – basterebbe per chiudere la diatriba sull&#8217;effettiva utilità di questa particolare unità navale in funzione di proiezione di forza dal mare a lungo e lunghissimo raggio, ma vale la pena affrontare nuovamente questa tematica proprio in considerazione del nuovo progetto statunitense – per ora solo sulla carta – e della modernizzazione degli incrociatori da battaglia russi della <strong>classe Kirov</strong> (il “Pietro il Grande” e lo “Ammiraglio Nakhimov”).</p>



<h2 class="wp-block-heading">I bastioni russi difesi dai Kirov</h2>



<p>Il governo russo ha speso miliardi di dollari (si stima fino a 5 miliardi di dollari), per modernizzare l&#8217;incrociatore da battaglia “<strong>Nakhimov</strong>”, tornato in mare per effettuare le prime prove dopo dei profondi lavori che sono effettivamente cominciati nel 2014. </p>



<p>Questa nave a propulsione nucleare, insieme alla sua gemella “Pietro il Grande”, è di gran lunga l<strong>a più grande nave da combattimento di superficie in servizio,</strong> superata solo dalle portaerei (dislocamento di circa 28mila tonnellate).</p>



<p>I suoi sistemi di lancio verticale (VLS) modernizzati saranno <a href="https://www.twz.com/sea/russias-upgraded-nuclear-battlecruiser-back-at-sea-after-nearly-three-decades">ineguagliabili</a> in termini di numero di celle e questo è un punto molto importante da tenere presente nella nostra analisi. Al centro della modernizzazione c&#8217;era il piano di installare non meno di <strong>174 tubi di lancio verticali</strong>, che ne avrebbero forniti più di qualsiasi altra unità di superficie o sottomarino al mondo. A titolo di confronto, il “super cacciatorpediniere” cinese di classe Type 055 ha 112 celle di VLS mentre un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke (Flight III) ne ha 96, e un incrociatore classe Ticonderoga 122. I cacciatorpediniere stealth classe Zumwalt della marina USA ne hanno attualmente 80. Fattore ancora più importante, è che 78 di queste celle di lancio siano destinate a vari missili da crociera russi moderni, tra cui il subsonico “<strong>Kalibr</strong>”, il supersonico “<strong>Oniks</strong>” e l&#8217;ipersonico “<strong>Zircon</strong>”, facendone quindi una piattaforma natante per l&#8217;attacco a lungo raggio in profondità, considerata la gittata massima dei missili in questione (rispettivamente 1500/2500 km, 300 km e 1000 km). </p>



<p>Le altre 96 celle del “Nakhimov” dovrebbero essere equipaggiate per il lancio di missili sup-aria del sistema S-300FM “Fort”, derivato dal sistema terrestre S-300, e molto probabilmente anche della versione imbarcata dei missili del sistema S-400, il che ne aumenterebbe la capacità antimissili balistici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La corazzata di Trump</h2>



<p>Il progetto della nuove navi da battaglia “classe Trump” &#8211; permetteteci questa identificazione provvisoria, sebbene la prima unità sia stata per il momento battezzata “<strong>Defiant</strong>” &#8211; dovrebbero essere delle navi da circa 35mila tonnellate di dislocamento (più o meno come le due classe “Scharnhorst” tedesche durante il Secondo Conflitto Mondiale). Il loro <a href="https://news.usni.org/2025/12/22/trump-unveils-new-battleship-class-proposed-uss-defiant-will-be-largest-u-s-surface-combatant-since-wwii">armento principale</a> dovrebbe consistere in <strong>12 celle per lancio di missili ipersonici</strong> del programma CPS (<em>Conventional Prompt Strike</em>) e <strong>128 celle del VLS tipo Mk 41</strong>, lo stesso utilizzato sugli Arleigh Burke e Ticonderoga. A quanto risulta, le navi dovrebbero avere anche la capacità di lanciare vettori da crociera con carica nucleare.</p>



<p>Le nuove navi sostituiranno il programma DDG(X) di nuova generazione, che si prevedeva fosse circa la metà delle dimensioni di questa corazzata proposta. L&#8217;inizio della costruzione è previsto per l&#8217;inizio degli anni &#8217;30, con la U.S. Navy che fungerà da principale ente di progettazione. </p>



<p>Le “classe Trump” sono caratterizzate anche dall&#8217;avere un armamento secondario costituito da un <em><strong>railgun </strong></em>(da 32 MJ) e da due <strong>sistemi laser</strong> (da 300 o 600 kW) che si aggiungerebbero a 4 laser “ODIN” per la difesa di punto. I due classe Kirov e la nuova nave da battaglia statunitense, come visto, sono navi dalle dimensioni considerevoli e pesantemente armate, che però hanno (o avranno) ruoli leggermente diversi in accordo con le differenti dottrine navali dei due Stati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navi diverse che derivano da dottrine diverse </h2>



<p>La <strong>Russia </strong>non ha sostanzialmente mai postulato la capacità di proiezione di forza dal mare a lungo e lunghissimo raggio, e infatti i due Kirov, come anche la (fu) portaeromobili “Kuznetsov” sono state p<strong>ensate principalmente per difendere l&#8217;intorno geografico russo </strong>– o per meglio dire sovietico essendo navi ereditate dal periodo della Guerra Fredda.</p>



<p>Compito principale era la <strong>guerra di superficie e antisom</strong> per contrastare le unità della NATO nei mari contigui all&#8217;URSS – o alla Russia di oggi – e difendere così il perimetro di azione degli SSBN nei mari artici e nel Pacifico, con il contrasto all&#8217;attività dell&#8217;Alleanza nel Mar Nero delegato a incrociatori più leggeri (i classe Slava), sottomarini tipo SSK e naviglio combattente di medio tonnellaggio come fregate e cacciatorpedinere. </p>



<p>I due Kirov – in origine quattro – erano pensati quindi per <strong>difendere i bastioni marittimi</strong> in cui operavano (e operano) i sottomarini lanciamissili balistici russi. L&#8217;imbarco di missili da crociera per attacco terrestre ne fa delle piattaforme più multiruolo ma che comunque hanno una spiccata vocazione ASuW: del resto lo scopo principale della marina russa non è cambiato dalla fine dell&#8217;URSS. </p>



<p>La <strong>guerra in Ucraina</strong> ha dimostrato come una nazione che non possiede una marina d&#8217;altura possa contrastare efficacemente una <em>blue water navy </em>con il sapiente utilizzo contemporaneo di unità sottili, missili da crociera antinave <em>land based</em>, e <strong>droni </strong>di superficie e aerei. La Flotta russa del Mar Nero, oltre ad aver perso la sua nave ammiraglia in quello specchio d&#8217;acqua – <strong>l&#8217;incrociatore “Moskva”</strong> &#8211; è stata costretta ad abbandonare la sua base navale principale di Sebastopoli per arretrare di decine di chilometri in un approdo più difendibile sotto la pressione dei continui attacchi asimmetrici ucraini. Più ancora, l&#8217;Ucraina è riuscita a contrastare efficacemente e annullare il <em>sea control</em> russo nel Mar Nero proprio grazie all&#8217;uso intensivo di droni di vario tipo e vettori antinave.</p>



<p>Questo risultato ha posto negli analisti l&#8217;interrogativo espresso in apertura di articolo, ma la risposta più scontata, ovvero che le grosse unità di superficie siano diventate obsolete proprio per la pervasività dei droni, non è forse quella più corretta. </p>



<p>Bisogna infatti sempre chiedersi per quale scopo un&#8217;unità navale viene costruita, ovvero quali compiti dovrà svolgere, e in che modo – quindi dove – verrà utilizzata principalmente. Se è vero che l&#8217;Ucraina, attraverso droni e altri assetti spendibili, è riuscita a effettuare attività di <em><strong>sea denial</strong></em> nel Mar Nero, è anche vero che non lo sta facendo in tutto quello specchio d&#8217;acqua che pure è ristretto rispetto alle distese oceaniche o dello stesso Mediterraneo: in una parola, una grossa unità in un mare piccolo, e conteso, rischia di essere la classica “corazzata in uno stagno”. </p>



<p>Diversamente, un incrociatore classe Kirov può ancora essere utile per la difesa dei bastioni artici data la distanza dai territori NATO e dall&#8217;appoggio delle nuove installazioni militari russe in quella regione, e può esserlo ancora di più nel Pacifico proprio per le stesse considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pensare al Pacifico </h2>



<p>Nei vasti spazi oceanici non è così semplice raggiungere una massa critica di droni/missili che non lasci adeguati tempi di reazione come accaduto nel Mar Nero (questo al netto delle considerazioni sull&#8217;obsolescenza dei sistemi di difesa del “Moskva”), sebbene si debba considerare che un <strong>attacco a sciame</strong>, per saturare le difese, sia una sfida non facilmente risolvibile, ma la cui minaccia può essere contenuta con un gruppo navale di scorta composto da diverse unità di vario tipo, non dissimile da un CSG. </p>



<p>Per quanto riguarda gli Stati Uniti e la nuova “nave da battaglia” da 35mila tonnellate, appare evidente che sia <strong>un&#8217;unità pensata per la proiezione di forza a lunghissimo raggio</strong> come da caratteristica principale della U.S. Navy, e che si troverà a operare con ogni probabilità negli immensi spazi marittimi del <strong>Pacifico</strong>, comunque costellato da avamposti aeronavali statunitensi, quindi con una rete di sorveglianza/appoggio ben definita (sebbene da implementare vista la portata della minaccia cinese) e potenzialmente efficace.</p>



<p>Semmai il progetto poteva essere più ardito, con più celle di lancio verticali (140 dato il tonnellaggio ci sembrano poche), ma la presenza di railgun e laser, e relativi generatori elettrici, probabilmente non ha lasciato sufficiente spazio libero per aumentarne il numero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dagli-incrociatori-kirov-alle-navi-da-battaglia-di-trump-nellera-dei-droni-dominano-ancora-gli-oceani.html">Dagli incrociatori Kirov alle navi da battaglia di Trump: nell&#8217;era dei droni dominano ancora gli oceani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;USS Defiant&#8221;: Come dovrebbero essere le nuove &#8220;navi da guerra&#8221; di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/uss-defiant-come-dovrebbero-essere-le-nuove-navi-da-guerra-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 05:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23.jpeg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-300x176.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-1024x601.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-768x451.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-600x352.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>L&#8217;irrequieto presidente degli Stati Uniti brama una nuova classe di navi da guerra che noi già chiamiamo USS Defiant, nome scelto per la capo classe delle cinque nuove unità di superficie e da battaglia destinate all&#8217;Us Navy, destinata a diventare la &#8220;più grande nave da combattimento di superficie statunitense dalla Seconda Guerra Mondiale&#8220;. L’annuncio della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/uss-defiant-come-dovrebbero-essere-le-nuove-navi-da-guerra-di-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/uss-defiant-come-dovrebbero-essere-le-nuove-navi-da-guerra-di-trump.html">&#8220;USS Defiant&#8221;: Come dovrebbero essere le nuove &#8220;navi da guerra&#8221; di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23.jpeg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-300x176.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-1024x601.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-768x451.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-03-alle-14.49.23-600x352.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>L&#8217;irrequieto presidente degli Stati Uniti brama una nuova classe di navi da guerra che noi già chiamiamo <strong>USS Defiant</strong>, nome scelto per la capo classe delle cinque nuove unità di superficie e da battaglia destinate all&#8217;Us Navy, destinata a diventare la &#8220;<em>più grande nave da combattimento di superficie statunitense dalla Seconda Guerra Mondiale</em>&#8220;. L’annuncio della &#8220;nuova corazzata&#8221; per alcuni segna una svolta netta nella dottrina navale americana, per altri, è una scelta in controtendenza, che non tiene conto degli ultimi sviluppi nella <strong>dottrina</strong> che studia la guerra navale, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ucraina-si-stanno-riscrivendo-regole-guerra-navale-2336035.html">rivoluzionata all&#8217;impiego di droni e missili</a> capaci di annientare unità di stazza elevata con un singolo colpo a segno. Ciò nonostante, con il <strong>programma BB(X)</strong>, svelato personalmente da <strong>Donald Trump</strong> il 22 dicembre 2025, la US Navy abbandona l’idea della “<em>letalità distribuita</em>” e sembra voler tornare a una potenza di fuoco concentrata nell&#8217;ambito della nuova Golden Fleet.&nbsp;</p>



<p>Pensata per colmare il divario &#8220;<em>quantitativo e qualitativo</em>&#8221; che si sta sviluppando con la <strong>PLA Navy </strong>della Repubblica Popolare Cinese in termini di missili, sensori e capacità ipersoniche, la USS Defiant e l’ambizione strategica promossa dal Tycoon  sta già sollevando pronti dubbi riguardo la sostenibilità del progetto e il reale impiego di questa nuova nave da guerra che verrà schierata dopo il ritiro degli <strong>incrociatori Ticonderoga</strong> e i limiti fisici dei <strong>cacciatorpediniere Arleigh Burke</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Trump Unveils New Battleship Class; Proposed USS Defiant Will Be Largest U.S. Surface Combatant Since WWII — USNI News<a href="https://t.co/COTmxL2gCF">https://t.co/COTmxL2gCF</a> <a href="https://t.co/HILut7kDYb">pic.twitter.com/HILut7kDYb</a></p>&mdash; U.S. Naval Institute (@NavalInstitute) <a href="https://twitter.com/NavalInstitute/status/2003257417656861006?ref_src=twsrc%5Etfw">December 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La Defiant, o BB(X), viene ufficialmente classificata come “corazzata”, nella vecchia dicitura usata per definire queste tipo di nave da guerra, ma è di fatto associabile a un incrociatore pesante lungo 270 metri, con oltre 35.000 tonnellate di dislocamento, una propulsione convenzionale e un armamento che combina <strong>128 celle Vls Mk 41</strong> con 12 tubi per missili ipersonici Conventional Prompt Strike &#8211; gli stessi installati sui cacciatorpediniere <strong>classe Zumwalt</strong> &#8211; cannoni da 127 mm, sistemi di difesa ravvicinata e la possibilità di integrare in futuro il <strong>missile nucleare tattico Slcm-N</strong>. Questa gigantesca nave da battaglia dovrebbe essere in grado di raggiungere velocità superiori a 30 nodi, e ospitare nel suo hangar convertiplani V-22 Osprey, elicotteri e droni.</p>



<p>Sul <strong>piano concettuale</strong>, il BB(X) dovrebbe rappresentare una risposta a un limite strutturale delle <em>Operazioni Marittime Distribuite</em>: missili ipersonici di grandi dimensioni e <strong>laser ad alta energia</strong> non possono essere “<em>distribuiti</em>” su fregate leggere, esprimendo il suo vero valore attraverso la <strong>potenza dei sensori</strong>, nella resilienza strutturale e nello spazio che riserverebbe per i futuri che le garantirebbero un ruolo di nave comando per future le operazioni navali. Dato che, secondo le stime, un&#8217;unità BB(X) potrebbe essere in grado di &#8220;<em>dominare autonomamente una battaglia aerea e di superficie</em>&#8220;, se dotata di un solido schermo ASW a supporto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING 🔴<br><br>Donald Trump says the US will build 2 “Trump class battleships,” calling them the largest and most powerful ever.<br><br>“Largest we’ve ever built.”<br>“They will have 100 times the force and power.”<br><br>Trump said the ships will anchor a new “Golden Fleet.” The first vessel… <a href="https://t.co/j6tYIolqO8">pic.twitter.com/j6tYIolqO8</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/2003228099316535793?ref_src=twsrc%5Etfw">December 22, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Accantonando le nuove tattiche navali e i rischi in cui potrebbe incorrere un&#8217;unità di questa stazza, uno dei punti più critici del piano che dovrebbe portare alla schieramento della USS Defiant, USS Trump, USS Hegseth e USS Phelan &#8211; questi i nomi proposti per le nuove unità &#8211; è il <strong>nodo industriale</strong>. </p>



<p>Per il segretario della Marina<strong> John Phelan</strong>, la costruzione di questa nuova classe di navi da guerra, spesso definita Classe Trump, porterò lavoro &#8220;<em>per i cantieri navali di tutta l&#8217;America, da Filadelfia a San Diego, dal Maine al Mississippi, dai Grandi Laghi alla costa del Golfo</em>&#8220;, mentre i detrattori del programma sottolineando come la base cantieristica statunitense abbia recentemente fallito nel consegnare in tempo persino una semplice fregata derivata da un progetto esistente, la <strong>classe Constellation</strong>.</p>



<p>Ciò dovrebbe lascia &#8220;<em>presumere</em>&#8221; che lo stesso ecosistema possa progettare e costruire una corazzata altamente complessa entro il 2035 richiede un ottimismo notevole. Il coinvolgimento del cantiere Hanwha Philly, privo di esperienza militare, e l’ipotesi di una costruzione modulare distribuita evidenziano l’urgenza, ma anche l’improvvisazione. Con un costo stimato tra i<strong> 10 e i 15 miliardi di dollari </strong>per unità e una consegna non prevista prima dei primi anni <strong>2040</strong>, la Defiant rischia di diventare una “<em>risorsa troppo grande da perdere</em>”: un bersaglio prioritario, da proteggere con un apparato di scorta dedicato, in una flotta che già fatica a mantenere numeri e scorte di munizioni adeguati. </p>



<p>La Defiant è, in <a href="https://news.usni.org/2025/12/22/trump-unveils-new-battleship-class-proposed-uss-defiant-will-be-largest-u-s-surface-combatant-since-wwii">ultima analisi</a>, uno strumento politico oltre che militare: una manifestazione di potenza pensata per dissuadere, impressionare e segnalare determinazione strategica, più che per risolvere da sola il problema dell’equilibrio navale con Pechino. La storia suggerisce però cautela: le flotte basate su poche navi su cui concentrare sistemi d&#8217;arma e potenza sono comunque <strong>vulnerabili</strong>. La vera sfida per la Marina statunitense non è costruire la nave più grande, ma trovare un equilibrio sostenibile tra piattaforme, munizioni, logistica e capacità industriale.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>&#8220;John F. Kennedy&#8221;, la nuova portaerei Usa affronta le Prime prove in mare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/john-f-kennedy-la-nuova-portaerei-usa-affronta-le-prime-prove-in-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 04:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei americane]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei Gerald Ford]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La USS “John F. Kennedy”, la seconda portaerei di classe Ford della U.S. Navy, ha preso il mare per la prima volta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/USS-JFK-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>USS “John F. Kennedy”</strong> (CVN-79), la seconda portaerei di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-gioiello-della-us-navy-la-portaerei-uss-gerald-r-ford.html">classe Ford</a> della U.S. Navy, ha preso il mare per la prima volta mercoledì 28 gennaio per effettuare le prime prove in mare.</p>



<p>La JFK dovrebbe essere consegnata alla marina USA a <strong>marzo 2027</strong>, dopo aver subito numerosi ritardi nel corso degli anni durante la costruzione presso il cantiere navale di Huntington Ingalls Industries a Newport News (Virginia). Nel 2020, la U.S. Navy ha modificato l&#8217;approccio di consegna in due fasi precedentemente pianificato per la portaerei, optando per la consegna in un&#8217;unica fase. Tale decisione <strong>ha aggiunto due anni di lavoro al contratto di progettazione e costruzione </strong>di dettaglio della portaerei originariamente stabilito.</p>



<p>I due anni di ritardo si sono determinati in particolare per supportare il completamento della certificazione dell&#8217;<strong>Advanced Arresting Gear (AAG)</strong> e il proseguimento dei lavori sull&#8217;<strong>Advanced Weapons Elevator (AWE)</strong>, due nuovi sistemi di bordo caratteristici di questa nuova classe, e che hanno causato, insieme al sistema di <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-ordina-di-togliere-le-catapulte-elettromagnetiche-dalle-portaerei-peccato-non-si-puo.html">catapulte elettromagnetiche (EMALS)</a></strong>, notevoli ritardi nell&#8217;ingresso in servizio della portaerei “Ford”. </p>



<p>Sebbene non sia ancora chiaro come la portaerei “JFK” sia stata equipaggiata rispetto alla capoclasse, essa sarà consegnata con alcune notevoli differenze. Tra queste, come riporta <em><a href="https://www.twz.com/sea/future-uss-john-f-kennedy-second-ford-class-carrier-has-set-sail-for-the-first-time">The War Zone</a></em>, un radar AN/SPY-6(V)3, noto anche come versione a superficie fissa dell&#8217;<em>Enterprise Air Surveillance Radar </em>(EASR) di Raytheon, al posto del <em>Dual Band Radar </em>(DBR) della portaerei “Ford”. Le immagini pubblicate in occasione delle prove in mare mostrano diverse differenze tra l&#8217;isola della “JFK” e quella della “Ford”, dovute almeno in parte al cambio di radar. Il DBR si è dimostrato estremamente problematico nel corso degli anni, <strong>con continue carenze di copertura radar e guasti intermittenti </strong>osservati durante le operazioni. Nel corso degli anni, la “Ford” ha mostrato una lunga serie di altri problemi, ma i cantieri insieme alla marina statunitense hanno lavorato per mettere a frutto le lezioni apprese nel lavoro su tutte le future navi della classe, a cominciare dalla “JFK”.</p>



<p>La U.S. Navy ha ordinato la nuova portaerei nel 2013, ed è stata impostata nel 2015 col varo effettuato quattro anni dopo, avendo l&#8217;obiettivo di consegnarla nel 2022. Il ritardo accumulato, come accennato, è dovuto soprattutto alla scelta di procedere alla consegna in un&#8217;unica fase invece di optare per la soluzione adottata per la “Ford” di due fasi: la portaerei sarebbe quindi arrivata ancora priva di determinate capacità. <strong>La richiesta del Congresso di poter supportare i caccia F-35C al momento della consegna </strong>ha contribuito allo slittamento di tale programma al 2024. La marina USA ha successivamente spostato nuovamente il termine dal 2024 al 2025, apparentemente per completare lavori che normalmente sarebbero stati svolti dopo la consegna, e l&#8217;anno scorso, ha ulteriormente posticipato la data a marzo 2027 per i motivi già spiegati in apertura di articolo a cui però si aggiungono fattori strutturali: la poca disponibilità di materiali da costruzione e i <strong>persistenti problemi di manodopera</strong> nei cantieri navali, che si sta cercando di mitigare anche con incentivi per l&#8217;assunzione di nuovi lavoratori.</p>



<p>La decisione di consegnare la “JFK” in un&#8217;unica fase risponde anche alla necessità di avere un&#8217;unità pienamente operativa a disposizione della marina, evitando così di avere la nave sottoposta a lunghi lavori tra una missione e l&#8217;altra, quindi risparmiando tempo e denaro. La “Ford”, ad esempio, ancora oggi <a href="https://it.insideover.com/difesa/j-35-e-f-35-la-grande-sfida-tra-le-portaerei-di-cina-e-usa-e-i-loro-caccia.html">non è in grado di operare con gli F-35C</a> sebbene abbia già effettuato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-ford-sta-uscire-mediterraneo-diretta-venezuela-2562591.html">operazioni militari</a>, e l&#8217;adattamento al caccia di quinta generazione si sommerà al tempo necessario per i normali lavori di cantiere post crociera operativa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La priorità della marina Usa</h2>



<p>Acquisire <strong>più portaerei</strong> di classe Ford è una priorità fondamentale per la marina USA, che da anni sta cercando di iniziare a dismettere le sue vecchie portaerei di classe Nimitz. Se la USS Nimitz sarà ritirata dal servizio attivo quest&#8217;anno, come da programma, il numero di portaerei scenderà a 10 fino all&#8217;arrivo della “Kennedy”, ma il requisito permanente per la U.S. Navy per avere il massimo della propria capacità di combattimento è quello di <strong>avere almeno 12 portaerei in servizio.</strong> Questo spiega la ricerca di queste navi, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo.</p>



<p>Gli obiettivi di progettazione delle nuove classe Ford indicano la capacità di effettuare <strong>160 sortite al giorno</strong>, con una capacità di picco superiore a 270, rispetto alle circa 120/240 rispettivamente delle portaerei di classe Nimitz. La capacità di generazione elettrica delle Ford è circa tre volte superiore a quella delle Nimitz, alimentata dai due reattori con una potenza termica stimata di circa 700 megawatt ciascuno e una capacità di generazione elettrica per reattore stimata di circa 300 megawatt, rispetto ai due reattori di una portaerei di classe Nimitz, che forniscono circa 100 megawatt ciascuno. <strong>L&#8217;equipaggio è stato ridotto di diverse centinaia di unità grazie all&#8217;automazione e alla riprogettazione dei sistemi interni </strong>e si aggira intorno alle 4600 persone. L&#8217;isola sulle Ford è riposizionata ed è più piccola, migliorando la fruibilità del ponte di volo. La “JFK” ha un dislocamento a pieno carico di circa 100mila tonnellate e una lunghezza di <strong>337 metri</strong>, un ponte di volo largo 78 metri e una larghezza al galleggiamento di 41. I due reattori azionano quattro alberi e possono far toccare alla nave velocità sostenute superiori a 30 nodi. Entrambe le classi Nimitz e Ford sono progettate per <strong>operare oltre 75 velivoli</strong> con una capacità di picco prossima ai 90.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/john-f-kennedy-la-nuova-portaerei-usa-affronta-le-prime-prove-in-mare.html">&#8220;John F. Kennedy&#8221;, la nuova portaerei Usa affronta le Prime prove in mare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il wargame USA: un attacco cinese a Taiwan ci costerebbe troppo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-wargame-usa-un-attacco-cinese-a-taiwan-ci-costerebbe-troppo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 06:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto "Overmatch", trapelato al New York Times, mostra che un attacco cinese a Taiwan avrebbe un costo insostenibile per gli USA</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-wargame-usa-un-attacco-cinese-a-taiwan-ci-costerebbe-troppo.html">Il wargame USA: un attacco cinese a Taiwan ci costerebbe troppo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1269" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-scaled-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-1536x1015.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230811163949685_807ee905d94d265107cd7d82c942e8cd-2048x1353.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Il <em>New York Times</em> (NYT) ha <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2025/12/08/opinion/us-china-taiwan-military.html">rivelato</a>, qualche giorno fa, una valutazione del Pentagono basata su <strong>wargames</strong> in cui si dipinge uno scenario preoccupante per gli <strong>Stati Uniti</strong>: in caso di conflitto per <strong>Taiwan</strong> (o comunque con la Repubblica Popolare Cinese), le forze statunitensi verrebbero soverchiate da quelle cinesi. </p>



<p>Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato alle sue forze armate di tenersi pronte per conquistare Taiwan <strong>entro il 2027</strong>, e sebbene gli USA abbiano sempre mantenuto una politica di ambiguità diplomatica verso l&#8217;isola, le varie amministrazioni si sono sempre dette pronte a difenderla in caso di attacco cinese. </p>



<p>Il Pentagono, quindi, ha prodotto <strong>un rapporto</strong> che mette insieme diversi tipi di wargames che simulano di versi scenari di un conflitto tra USA e RPC, chiamato “<strong>Overmatch</strong>”. </p>



<p>Esso cataloga le capacità militari cinesi in un conflitto multidominio: la capacità di affondare portaerei, di condurre una guerra ai satelliti o di abbattere i caccia statunitensi. Il quadro che si dipinge viene definito dal NYT “coerente e inquietante”: il segretario alla Guerra <strong>Pete Hegseth</strong>, lo scorso novembre, aveva affermato che nei wargames contro la RPC “perdiamo ogni volta”. </p>



<p>La fuga di notizie descrive anche diverse simulazioni in cui le forze cinesi hanno distrutto o reso inutilizzabile la <strong>portaerei “Ford”</strong> prima che la potenza aerea statunitense potesse influenzare l&#8217;esito della battaglia. Gli scenari mostrano salve missilistiche concentrate, operazioni informatiche e attacchi <em>counter-space</em> che agiscono congiuntamente per indebolire le difese statunitensi che circondano la portaerei durante la fase iniziale del combattimento. </p>



<p>Il wargame aeronavale, mostra <strong>una sequenza di eventi ben precisa</strong>: dapprima un attacco informatico che prende di mira reti elettriche, nodi di comunicazione e sistemi idrici a supporto delle basi statunitensi. Successivamente attacchi ai satelliti di sorveglianza e navigazione che supportano il puntamento, la rotta e la gestione del combattimento per navi e aerei statunitensi. Una volta degradati questi sistemi, la simulazione mostra le forze cinesi lanciare ondate successive di missili antinave che superano la capacità difensiva dei cacciatorpediniere di scorta e le difese multilivello del gruppo d&#8217;attacco portaerei statunitense, con conseguente affondamento del “Ford” o sua incapacità di operare coi velivoli. </p>



<p>Qualcosa che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-potrebbe-svolgersi-uneventuale-invasione-cinese-di-taiwan.html">abbiamo ipotizzato da tempo</a></strong> per un attacco cinese a Taiwan. Qualcosa che nel mondo militare è ben noto: la Repubblica Popolare ha il vantaggio di combattere un conflitto molto vicino alle sue coste, pertanto può ammassare sistemi d&#8217;arma e capacità in un tempo molto breve; può condurre, ad esempio, diverse sortite di caccia al giorno; i suoi missili da crociera e balistici possono essere lanciati con frequenza e hanno tempi di volo ridotti; l&#8217;attività sottomarina nello Stretto di Taiwan è proibitiva per via dei bassi fondali (fattore che però è valido per tutti i contendenti); infine la RPC può contare su un enorme numero di <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-mine-navali-il-vero-perno-dellinterdizione-marittima-cinese.html">mine navali</a> di tipo diverso per colpire passivamente le linee di rifornimento sovraestese statunitensi. </p>



<p>Il rapporto “Overmatch”, però, stabilisce qualcosa di più inquietante e che riguarda tutte le forze armate occidentali, in particolare quelle della NATO. Esso dimostra la <strong>troppa dipendenza da armi sofisticate e costose</strong> che non possono essere rimpiazzate in breve tempo, a differenza del “nemico” che si affida a sistemi meno complessi, meno costosi ma non per questo tecnologicamente non validi. </p>



<p>Qualcuno, in Italia, anni fa ci aveva avvisato: l&#8217;ex capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, generale <strong>Luca Goretti</strong>, aveva affermato <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/03/generale-goretti-i-nostri-caccia-a-pochi-chilometri-dalla-guerra-dobbiamo-prestare-attenzione-c06d6474-8b7b-40fe-895b-954244e64b8d.html">a marzo del 2022</a> che la convinzione che un maggiore livello tecnologico possa compensare una sempre minore quantità fosse del tutto sbagliata. La Russia ce l&#8217;ha fatto vedere in Ucraina: sciami di droni <em>one way</em>, che costano meno di un decimo di un missile da crociera, colpiscono ogni notte bersagli in tutto il territorio ucraino, e la difesa aerea fatica ad abbatterli. </p>



<p>La difesa di Taiwan avrebbe quindi un <strong>costo esorbitante per gli Stati Uniti</strong>. Un costo pagato in potenziale bellico e risorse, anche umane, che potrebbe non permettersi di pagare. </p>



<p>I wargames possono essere sbagliati: noi analisti a volte sopravvalutiamo le capacità degli avversari, un po&#8217; per prudenza un po&#8217; perché i dati che si raccolgono non sono mai certi al 100%. Eppure, questo punto emerso nel rapporto non dovrebbe essere ignorato e dimostra ancora una volta come dalla fine della Guerra Fredda le forze armate occidentali, comprese quelle statunitensi, non siano preparate ad affrontare le minacce globali tecnologicamente rivoluzionarie odierne. </p>



<p>Quattro decenni di tagli al bilancio, la convinzione che i conflitti simmetrici non sarebbero più potuti capitare, la falsa credenza che non servano più “i grandi numeri” grazie ai progressi tecnologici, il tutto mentre un&#8217;altra parte del mondo (il blocco russo-cinese), ora nostra palese avversaria, continuava silenziosamente e progressivamente la sua corsa agli armamenti, ci ha portato in questa situazione. Nonostante i <strong>numerosi avvertimenti</strong> susseguitisi nell&#8217;arco di quasi un ventennio (a cominciare dal conflitto georgiano del 2008), i leader militari e politici non hanno percepito il cambiamento storico in atto e pertanto non si sono adattati, e con essi, chiaramente, gli Stati. Il risultato è <strong>potenzialmente devastante</strong> per la parte che non abbandona i vecchi concetti, non adotta nuove armi e non ripensa il proprio modo di fare guerra. Ed è qui che ci troviamo noi europei insieme agli Stati Uniti, al Giappone e alla Corea del Sud: <strong>sull&#8217;orlo di un baratro che abbiamo scavato da soli</strong> con la nostra miopia, e che ha importanti ripercussioni sull&#8217;opinione pubblica già sottoposta alla martellante campagna disinformativa che ci vorrebbe disarmati, disuniti e quindi, defunti sul palcoscenico globale.<br><br></p>
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		<title>Niente più fregate Constellation per la U.S. Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/niente-piu-fregate-constellation-per-la-u-s-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 05:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1876" height="869" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fremm" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm.jpeg 1876w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-300x139.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1024x474.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-768x356.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/fremm-1536x712.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1876px) 100vw, 1876px" /></p>
<p>La U.S. Navy cancella il programma per le fregate Constellation di Fincantieri. Una decisione dettata dallo stravolgimento del progetto.</p>
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<p>La <strong>U.S. Navy</strong> ha deciso di chiudere il programma di costruzione delle fregate classe <strong>Constellation</strong>, derivate dalle FREMM di <strong>Fincantieri</strong>, per concentrarsi su nuove unità navali che la marina statunitense potrà costruire più rapidamente, ha <a href="https://news.usni.org/2025/11/25/navy-cancels-constellation-class-frigate-program-considering-new-small-surface-combatants">annunciato</a> martedì sui social media il segretario della marina USA <strong>John Phelan</strong>.</p>



<p>Secondo i termini negoziati con Fincantieri Marinette Marine, il cantiere navale del Wisconsin continuerà a costruire la USS “Constellation” (FFG-62) e la USS “<a href="https://it.insideover.com/difesa/via-libera-dagli-usa-a-fincantieri-per-la-costruzione-della-seconda-fremm.html">Congress</a>” (FFG-63), ma le prossime quattro navi da guerra previste saranno cancellate. “Stiamo rimodellando il modo in cui la marina militare costruisce la sua flotta. Oggi posso annunciare che la prima azione pubblica è un allontanamento strategico dal programma delle fregate classe Constellation”, si legge nella dichiarazione di Phelan. “La marina e i nostri partner industriali hanno raggiunto un accordo quadro completo che, per comodità della marina, <strong>interrompe la costruzione delle ultime quattro navi della classe</strong>, la cui costruzione non è ancora iniziata”.</p>



<p>Secondo il Pentagono, la cancellazione del programma navale rientra nella volontà della U.S. Navy di <strong>costruire e consegnare più rapidamente</strong> nuove classi di navi. Un fattore chiave in questa decisione, secondo i funzionari della Difesa USA, è la necessità di <strong>far crescere la flotta più rapidamente per affrontare le minacce future</strong>. Questo quadro mira a mettere la marina USA sulla strada giusta per costruire più rapidamente nuove classi di navi e fornire le necessarie capacità in numero maggiore e più rapidamente. In parallelo, il Pentagono sta riorganizzando il suo sistema di acquisizione per enfatizzare la velocità.</p>



<p>La marina statunitense <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-marina-usa-ha-scelto-le-fregate-fremm-italiane.html"><strong>aveva assegnato nel</strong> <strong>2020</strong></a> a Marinette Marine Corporation, una società cantieristica controllata da Fincantieri Marine Group, il contratto di produzione per le prime dieci unità del programma FFG(X) per le nuove fregate della U.S. Navy, dopo che le unità tipo LCS (Littoral Combat Ship) si erano rivelate troppo poco armate e con prestazioni inadeguate alle nuove contingenze che la marina USA deve affrontare nelle immense distese dell&#8217;Oceano Pacifico. L&#8217;intenzione era di avere <strong>20 Constellation</strong> che insieme a 32 LCS sarebbero a completare il fabbisogno di 52 unità di medio tonnellaggio per compiti di pattugliamento e di scorta (SSC – Small Surface Combatants).</p>



<p>Il programma ha subito ritardi (36 mesi per la prima nave) dovuti all’avanzamento di ulteriori requisiti per nuovi sistemi di bordo (col problema di aver impostato la prima unità prima che il design finale fosse completo) che hanno portato a un iniziale innalzamento dei costi, ma ad agosto 2024 la U.S. Navy aveva deciso, come misura per ridurre i costi, i tempi e i rischi tecnici del programma, di non sviluppare nuove tecnologie o sistemi: le fregate dovranno utilizzare sistemi e tecnologie già esistenti o già in fase di sviluppo per l’uso in altri programmi. Nonostante questo provvedimento ad aprile del 2025 la prima fregata era pronta solo al 10% con <strong>solamente circa il 15% di comunanza tra il progetto per la U.S. Navy e quello delle FREMM italiane e francesi.</strong> L&#8217;obiettivo iniziale era l&#8217;85%. </p>



<p>Le modifiche espressamente richieste dalla U.S. Navy a Fincantieri hanno comportato, come accennato, un aumento dei costi: rispetto a una stima iniziale di 1 miliardo di dollari, o potenzialmente anche inferiore, <strong>il prezzo di listino per ciascuna nave era salito a circa 1,4 miliardi di dollari.</strong> La decisione della marina statunitense di stravolgere il progetto originale per montare sistemi di combattimento e sensoristici molto diversi, per compiti diversi, ha portato al risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si paventava da mesi, nonostante l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-norvegia-sceglie-le-fregate-constellation-italiane.html">interessamento della Norvegia</a> per le Constellation e la possibilità di cominciare la costruzione delle navi in altri cantieri navali statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un indennizzo per Fincantieri Marine Group</h2>



<p>Fincantieri, nella giornata di mercoledì 26 novembre, ha rilasciato un comunicato in cui conferma la decisione USA di abbandonare il programma a esclusione delle due unità già impostate, e ha precisato di <strong>essere pronta per offrire alla U.S. Navy altre soluzioni </strong>più adatte alle nuove esigenze.</p>



<p>Nel comunicato stampa possiamo leggere che “in stretta collaborazione con la U.S. Navy, Fincantieri contribuirà alla realizzazione di nuove classi di unità navali. Per Fincantieri sono previsti nuovi ordini per la costruzione di unità in segmenti che rispondono al meglio agli interessi immediati del Paese e al rilancio della cantieristica navale statunitense, come le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali: Fincantieri è infatti <strong>pronta a eseguire i contratti pianificati </strong>in coordinamento con la U.S. Navy. Guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, Fincantieri supporterà la Marina americana nella <strong>ridefinizione delle scelte strategiche</strong> nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, <em>manned </em>e <em>unmanned</em>”. </p>



<p>Il testo prosegue precisando che “oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, <strong>l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group</strong>, tramite specifiche misure di compensazione, rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della U.S. Navy, presa per propria convenienza. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin, pilastro fondamentale dell’industria navale degli Stati Uniti”.</p>



<p>La decisione della marina statunitense si inquadra meglio se si osserva come l&#8217;intero apparato militare-industriale USA sia in fase di rapida rimodulazione per affrontare la sfida di un possibile <strong>conflitto aperto contro la Repubblica Popolare Cinese</strong>, che negli Stati Uniti vedono ormai come inevitabile: un esempio in tal senso è la recente decisione di snellire e velocizzare il sistema di procurement militare con la nascita del <em><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-gli-stati-uniti-si-preparano-alla-guerra-contro-la-cina.html">Warfighting Acquisition System</a></em>.<br></p>
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