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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 05:11:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>US Navy Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 05:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tomahawk]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La U.S. Navy ha avviato la procedura di acquisizione di una nuova testata ad alta penetrazione per i missili da crociera Tomahawk</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html">L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Tomahawk-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 7 ottobre il Naval Air Systems Command della <strong>U.S. Navy</strong> <a href="https://defence-blog.com/u-s-navy-moves-bunker-busting-tomahawk-toward-production/">ha reso noto</a> che il servizio intende assegnare a <strong>Raytheon </strong>un contratto (a fornitore unico) per la produzione iniziale a basso ritmo del <strong>Joint Multiple Effects Warhead System (JMEWS)</strong>, ovvero una nuova testata per il missile da crociera <strong>Tomahawk, </strong>che lo mette in grado di colpire con efficacia bunker e altri obiettivi corazzati o protetti. Attualmente, non sono stati annunciati né il valore del contratto, né i quantitativi di produzione o le tempistiche di consegna, e l&#8217;accordo non è stato ancora assegnato formalmente.</p>



<p>L&#8217;ufficio del programma <em>Tactical Tomahawk </em>della U.S. Navy, che ha sede presso la Naval Air Station Patuxent River nel Maryland, ha individuato in Raytheon l&#8217;unico produttore noto in grado di soddisfare i requisiti entro le tempistiche previste, in quanto l&#8217;azienda detiene la configurazione tecnica e i dati di produzione grazie al suo lungo coinvolgimento nel programma Tomahawk (sin dal 1994).</p>



<p>La testata JMEWS, che combina effetti di penetrazione ed effetti di esplosione e frammentazione grazie a un design a due stadi, lavora in modo diverso rispetto alle testate esplosive unitarie convenzionali, che si affidano principalmente all&#8217;onda d&#8217;urto e alla frammentazione per danneggiare strutture esposte. Il sistema JMEWS è progettato infatti <strong>per penetrare barriere protettive rinforzate prima di sprigionare effetti distruttivi all&#8217;interno del bersaglio. </strong>Tale configurazione potrebbe accrescere l&#8217;efficacia degli attacchi dei missili Tomahawk contro ricoveri corazzati per aeromobili, postazioni missilistiche fortificate e altre strutture militari protette. La profondità di penetrazione precisa e le prestazioni distruttive della nuova testata non sono state rese note al pubblico.</p>



<p>La U.S. Navy intende introdurre il sistema JMEWS sulla <strong>versione Block VB</strong> del missile da crociera Tomahawk, ampliando così la gamma di bersagli ingaggiabili dalle forze navali statunitensi. La famiglia di missili Tomahawk Block V possiede la capacità di attacco a lungo raggio arrivando a circa 1.600 km di gittata, sebbene le prestazioni specifiche della configurazione Block VB non siano state confermate ufficialmente. Il missile è propulso da un motore turbofan per il volo di crociera in regime di velocità subsonico e il sistema di guida combina navigazione inerziale (INS), GPS, sistema di confronto del profilo del terreno (TERCOM) e confronto digitale della scena (DSMAC) per una navigazione precisa verso i bersagli designati. I profili di volo a bassa quota consentono di seguire rotte studiate per ridurre l&#8217;esposizione alla copertura radar nemica. Queste caratteristiche rendono il Tomahawk particolarmente adatto ad attacchi contro bersagli situati in profondità all&#8217;interno di territori difesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I test a fuoco reale</h2>



<p>I rapporti del Pentagono confermano che la U.S. Navy ha condotto <strong>test a fuoco reale</strong> per valutare l&#8217;efficacia del sistema JMEWS contro bersagli corazzati, anche se le sue prestazioni non sono state ancora ufficialmente divulgate. La richiesta di bilancio della marina USA per l&#8217;anno fiscale 2027 include fondi per 35 missili Block VB ricertificati e per i relativi kit di aggiornamento JMEWS, fornendo quindi un&#8217;indicazione dei quantitativi presi in considerazione per l&#8217;introduzione iniziale di questa capacità. </p>



<p>Molto probabilmente, sebbene i test della nuova testata siano stati condotti durante quest&#8217;anno, la decisione finale della U.S. Navy di proseguire con la sua acquisizione è dovuta alla valutazione dei danni inferti durante l&#8217;operazione militare <strong>Epic Fury</strong> contro l&#8217;Iran, in cui la marina statunitense ha utilizzato i vettori da crociera Tomahawk. <a href="https://it.insideover.com/difesa/patriot-tomahawk-thaad-ci-vorranno-anni-per-ricostruire-le-scorte-di-missili-usa.html">Secondo i rapporti ufficiali</a>, oltre mille missili di questo tipo sono stati lanciati durante il conflitto, andando peraltro a intaccare pesantemente le scorte negli arsenali USA. </p>



<p>Come abbiamo avuto modo di riferire recentemente, in occasione delle valutazioni sui danni inflitti all&#8217;Iran dalla campagna aerea israelo-statunitense apparse pubblicamente da analisti indipendenti, è molto difficile che si riesca effettivamente a determinare l&#8217;entità delle distruzioni subite dalle infrastrutture sotterranee iraniane: i dati pubblici, come le riprese satellitari, oltre a essere scarsi sono anche inefficaci se presi da soli. </p>



<p>Nel dibattito pubblico statunitense si è più volte riferito della necessità di avere <strong>un sistema in grado di eliminare con sicurezza i bersagli situati in profondità,</strong> e quindi naturalmente rinforzati dallo strato roccioso sovrastante, e anche se la testata JMEWS non è in grado di arrivare alle profondità a cui si trovano le strutture nucleari iraniane, posizionate al di sotto di intere montagne, questa scelta è comunque indicativa di un corso strategico che posiziona la <strong>U.S. Navy su un livello capacitivo maggiore</strong> rispetto al precedente e un gradino sotto a quello dell&#8217;U.S. Air Force, che ha in servizio strumenti come la <a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-e-come-funziona-la-mop-la-bomba-americana-distruggi-bunker.html">bomba guidata MOP (Massive Ordnance Penetrator)</a>, già utilizzata durante l&#8217;operazione <em>Midnight Hammer </em>dello scorso anno. Questa capacità si rende necessaria per poter colpire centri di comando, comunicazione e controllo, che solitamente sono rinforzati/corazzati per poter resistere ai bombardamenti, in aggiunta agli shelter per velivoli già citati. La possibilità di farlo da grande distanza è poi un <strong>vantaggio tattico</strong> fondamentale in quanto non mette a rischio assetti e personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lu-s-navy-vuole-i-tomahawk-bunker-buster.html">L&#8217;U.S. Navy vuole i Tomahawk &#8220;bunker buster&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Pentagono assegna a Boeing il contratto per l&#8217;F/A-XX, il nuovo caccia della US Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-assegna-a-boeing-il-contratto-per-lf-a-xx-il-nuovo-caccia-della-us-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 23:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[boeing]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-1536x918.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-600x359.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Boeing ha vinto la gara d'appalto per produrre l'F/A-XX, il nuovo caccia imbarcato di sesta generazione della Marina statunitense.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-assegna-a-boeing-il-contratto-per-lf-a-xx-il-nuovo-caccia-della-us-navy.html">Il Pentagono assegna a Boeing il contratto per l&#8217;F/A-XX, il nuovo caccia della US Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1148" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-1024x612.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-768x459.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-1536x918.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/image-109-10-600x359.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ufficiale, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/30/pentagono-a-boeing-il-contratto-da-20-miliardi-per-il-nuovo-caccia-della-marina_f34766a0-3709-4c2f-ae07-5f28bac940a6.html?fbclid=IwY2xjawUpKDZleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mBXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR7jHCNWL5fOiEP9K7bJK2SVGpwp5MhD8tP8cSmQwi8r3cq4q_VJfHXBaYn4Bw_aem_fvcPzcZxFyo4GHMfBVPCtg"><strong>Boeing</strong></a> produrrà entrambi i caccia di 6ª generazione che armeranno la flotta aerea degli Stati Uniti. Dopo essersi aggiudicata l’appalto per lo sviluppo dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/programma-f-47-ecco-il-caccia-del-futuro-degli-stati-uniti.html">F-47</a>, il nuovo caccia da superiorità aerea che andrà a sostituire l’F-22 Raptor in forza all’Aeronautica, è di questa notte la notizia che anche l’<strong>F/A-XX</strong>, il nuovo caccia multiruolo della Marina, destinato a sostituire la flotta imbarcata di F/A-18 Super Hornet ed EA-18G Growler nell’ambito del programma <strong>Next Generation Air Dominance</strong>, sarà prodotto dal colosso dell’industria aeronautica della Virginia. Alle altre due aziende in gara, Lockheed Martin e Northrop Grumman, non resta che concentrarsi sui loro rispettivi programmi: la produzione ed esportazione degli F-35, il caccia di 5ª generazione sviluppato dalla Lockheed, e la messa in produzione del B-21 Raider, il nuovo bombardiere strategico sviluppato dalla Northrop Grumman per l’US Air Force.</p>



<p>Secondo il <strong>Pentagono</strong>, l’F/A-XX rappresenta un “<em>investimento cruciale e imprescindibile per la sicurezza nazionale americana e per le capacità di combattimento aereo a lungo termine</em>” ed è destinato a diventare un “<em>pilastro fondamentale dell’impegno a mantenere la pace attraverso la forza</em>” da parte degli Stati Uniti che guardano alle minacce del futuro. Il <a href="https://theaviationist.com/2026/09/30/boeing-wins-us-navy-f-a-xx-fighter/">caccia di sesta generazione</a> punta a “<em>dominare lo spazio aereo conteso, estendendo il raggio d’azione operativo per garantire un vantaggio di combattimento decisivo</em>” all’<strong>US Navy</strong>, che con le specifiche previste dal <em>Next Generation Air Dominance</em> (NGAD) si assicurerà un caccia dotato di “<em>sistemi letali e altamente interconnessi, necessari per scoraggiare le aggressioni, proiettare una potenza indiscussa e assicurare un’assoluta superiorità aerea</em>”. Il nuovo caccia affiancherà e, nel tempo, <strong>sostituirà gli attuali F/A-18E/F Super Hornet ed EA-18G Growler</strong> <strong>tra il 2030 e il 2040</strong>, operando in sinergia con l’F-35C e i Collaborative Combat Aircraft, i droni gregari che lo accompagneranno e assisteranno in missione, portando un salto generazionale in termini di superiorità aerea alla Marina americana, che dovrà competere con avversari con forze convenzionali sempre più influenti, soprattutto nella regione del Pacifico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Department of War and U.S. Navy Award Contract for F/A-XX Program<a href="https://t.co/kBB1W2BmZZ">https://t.co/kBB1W2BmZZ</a></p>&mdash; Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) <a href="https://x.com/DeptofWar/status/2105049492571800049?ref_src=twsrc%5Etfw">September 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’<strong>esigenza dello sviluppo di un nuovo caccia multiruolo imbarcato</strong> da consegnare nelle mani della Marina statunitense era stata presentata per la prima volta <strong>nel 2008</strong> con l’obiettivo di sostituire il Super Hornet entro il 2040. L’acuirsi delle tensioni e il moltiplicarsi di crisi internazionali e dossier dell’intelligence incentrati sulle crescenti minacce globali hanno gradualmente accelerato questa necessità, portando il Pentagono verso il programma NGAD, che, seppur distinto tra Marina e US Air Force, ha sempre avuto un fine condiviso: dotare la forza aerea americana di caccia all’avanguardia per garantirsi la superiorità aerea in cieli contesi e ostili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uomini e droni</h2>



<p>Le reali capacità dell’F/A-XX sono ancora in fase di sviluppo secondo quanto riportato dalla US Navy, che ha annunciato un programma del valore di 20 miliardi di dollari; le analisi hanno indicato tra le prerogative del <strong>caccia di sesta generazione</strong> la necessità di un <strong>maggiore raggio d’azione</strong> e di una <strong>maggiore velocità</strong>, sensori attivi e passivi, la capacità di impiegare futuri armamenti a lungo raggio e quella di collaborare con sistemi autonomi, dato che i gruppi aerei imbarcati del futuro comprenderanno numerose piattaforme senza pilota che vedranno l’F/A-XX impiegato nel ruolo di “<em>quarterback</em>”, ossia centro di comando e controllo, secondo il <strong>concetto Manned/UnManned Teaming</strong> (MUM-T).</p>



<p>Come spiegato in precedenza, l’obiettivo del Pentagono è quello di consentire a una o più unità con un equipaggio umano di <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-gregari-come-potranno-combattere-entro-dieci-anni-i-robot-dellaria.html">condurre in missione droni</a> con i quali condividere informazioni all’interno di una forza distribuita, al fine di ridurre i rischi per gli equipaggi e aumentare la capacità operativa, il volume d’azione e la sopravvivenza. L’<strong>MQ-25 Stingray</strong> sarà il primo asset senza pilota inserito in questa architettura, estendendo il raggio d’azione offensivo attraverso il rifornimento in volo, e sarà seguito da altre piattaforme senza pilota, i cosiddetti <strong>Loyal Wingman</strong>, nelle varie fasi della battaglia.</p>



<p>Le <a href="https://it.insideover.com/difesa/smart-skin-e-multiruolo-come-sara-il-caccia-di-sesta-generazione-usa.html">informazioni sull’F/A-XX</a> sono ancora poche e i render ingannevoli, sviluppati appositamente per confondere e non rivelare informazioni ai servizi d’intelligence avversari, che non possono scoprire attraverso un’immagine digitalizzata se il caccia del futuro sarà dotato veramente di alette canard o se sarà privo di impennaggi; ma si può immaginare, come già scritto in passato, che sarà dotato di ampi vani interni per trasportare armi all’avanguardia e ridurre al minimo la sua firma radar e di un motore turbofan a ciclo adattivo.</p>



<p>“<em>La cellula di nuova generazione F/A-XX è fondamentale per diversi motivi</em>”, ha affermato l’ammiraglio Daryl Caudle, Capo delle Operazioni Navali, “<em>in primo luogo, per i droni che sarà in grado di comandare e controllare. Poi per la sua capacità di penetrazione</em>”. Come elemento centrale della futura ala aerea imbarcata destinata a preservare la capacità di proiettare potenza in ambienti altamente ostili, il nuovo caccia di sesta generazione dell’US Navy, a differenza del caccia F-47 dell’USAF, che svolgerà principalmente il ruolo di garantire la superiorità aerea, dovrà ottimizzare la sua capacità multiruolo, imponendosi nella superiorità aerea e nell’attacco aria-superficie e garantendo la difesa della flotta, compiti che attualmente spettano agli F/A-18 in combinazione con gli F-35, ma anche nella guerra elettronica, rilevando il ruolo dell’<a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-ea-18-growler-nei-cieli-delliran-pod-e-missili-anti-radiazione-per-gli-specialisti-dellew.html">E/A-18G Growler</a>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-1024x600.jpg" alt="" class="wp-image-531070" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-1024x600.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-1536x900.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55-600x351.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ChatGPT-30-set-2026-14_34_55.jpg 1639w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Già in un documento del 2021 la Marina mostrava un ipotetico F/A-XX operante secondo il concetto MUM-T insieme a quattro droni dalla sagoma simile a quella dell’MQ-25. I velivoli senza pilota erano rappresentati con differenti carichi utili destinati al combattimento aria-aria, alla guerra elettronica e alle funzioni di comando e controllo, secondo un’impostazione analoga a quella dei <em>Loyal Wingman</em>. La visione della Marina è tuttavia più ampia e prevede l’impiego di UAV per un ventaglio di missioni che comprende rifornimento in volo, ponte radio, supporto logistico, attacco elettronico, attacco al suolo e quanto concerne l’attività di Intelligence, Surveillance, Reconnaissance and Targeting. Ovviamente, la “composizione della futura ala aerea imbarcata”, e quindi il rapporto tra F/A-XX e piattaforme gregarie, con o senza pilota, dipenderà strettamente dal livello di “maturità” che verrà raggiunto dalla tecnologia di <strong>apprendimento dei sistemi autonomi</strong>.</p>



<p>I droni che affiancheranno i caccia di sesta generazione verranno sviluppati con un’<a href="https://it.insideover.com/difesa/fotografato-l-mq-28-ghost-bat-il-futuro-della-guerra-in-remoto.html">architettura aperta</a> che dovrebbe permettere l’adozione di diverse configurazioni, rendendoli estremamente versatili e garantendo un alto livello di sopravvivenza. Integreranno sensori avanzati e offriranno un elevato grado di autonomia per permettere loro di individuare, identificare, tracciare e ingaggiare bersagli terrestri, navali e aerei che verranno valutati in base ad algoritmi. È bene ricordare come questi assetti opereranno al fianco dei caccia con equipaggio, siano essi F-47 o F/A-XX, consentendo di integrare azioni cinetiche e non cinetiche nell’ambito delle operazioni multidominio del futuro. All’inizio dell’anno, l’<strong>ammiraglio Daryl Caudle</strong>, Capo delle Operazioni Navali, aveva avvertito della necessità per la Marina di accelerare lo sviluppo dell’F/A-XX, al fine di garantire la capacità di penetrare i futuri spazi aerei protetti da sistemi di difesa nemici nel corso del prossimo decennio. “<em>La nostra capacità di operare in volo senza subire conseguenze con gli attuali velivoli è destinata a esaurirsi rapidamente</em>”, aveva dichiarato, mettendo in guardia i decisori, che hanno sciolto le riserve e assegnato l’appalto. </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-assegna-a-boeing-il-contratto-per-lf-a-xx-il-nuovo-caccia-della-us-navy.html">Il Pentagono assegna a Boeing il contratto per l&#8217;F/A-XX, il nuovo caccia della US Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La U.S. Navy vuole ancora le fregate e Fincantieri resta in gara con le FREMM EVO. Attenzione però a non fare gli stessi errori della Constellation</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html">FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> sta ancora cercando un progetto per dotarsi di una classe di nuove fregate, secondo il programma <strong>FF(X)</strong>, dopo la chiusura del fallimentare esperimento della classe Constellation. Sono già al vaglio almeno tre progetti stranieri oltre a quello in partenariato misto, così come l&#8217;ipotesi di farle costruire all&#8217;estero, nell&#8217;ambito di uno studio che dovrebbe concludersi il mese prossimo.</p>



<p>Un ufficio di progettazione straniero non ancora specificato sta infatti procedendo parallelamente allo sviluppo della fregata FF(X) Flight I di <strong>HII Ingalls</strong> – annunciata alla fine dello scorso anno dopo la cancellazione della classe Constellation – <a href="https://news.usni.org/2026/09/27/hii-ffx-patrol-frigate-program-progressing-as-navy-considers-foreign-options">ha spiegato</a> giovedì il contrammiraglio <strong>Casey Moton</strong>, <em>Portfolio Acquisition Executive</em>, intervenendo a un simposio organizzato dall&#8217;American Society of Naval Engineers. L&#8217;ammiraglio Moton ha confermato che la fregata di HII ha superato la Critical Desing Review all&#8217;inizio dell&#8217;anno e che sono in corso attività di pre-produzione in collaborazione con HII Ingalls Shipbuilding. Ad aprile, la U.S. Navy ha assegnato un contratto preliminare da 282 milioni di dollari per l&#8217;approvvigionamento di componenti a lunga scadenza di consegna.</p>



<p>Insieme a questo progetto, la marina statunitense sta valutando anche la fregata lanciamissili giapponese <strong>classe Mogami</strong> (FFM) di Mitsubishi Heavy Industries, nonché le fregate lanciamissili sudcoreana <strong>classe Chungnam</strong> e turca <strong>classe Istanbul</strong>. Anche <strong>Fincantieri Marinette Marine</strong> – il cantiere navale responsabile della classe Constellation – è in lizza per costruire, questa volta, una variante per l&#8217;esportazione della fregata lanciamissili <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html">FREMM EVO</a></strong> presso i propri stabilimenti del Wisconsin, senza però apportare grosse modifiche al progetto originario: qualcosa che ha fatto lievitare i costi e allungare i tempi di consegna per la classe Constellation, generandone la cancellazione.</p>



<p>A quanto sembra, l&#8217;amministrazione statunitense e la U.S. Navy non intendono ricadere nei medesimi errori e, come riporta <em><a href="https://www.twz.com/sea/shipbuilder-behind-failed-constellation-class-wants-back-into-the-u-s-navy-frigate-game">The War Zone</a></em>, l&#8217;imperativo è accettare il design originale della nave e cominciare a lavorare su quello per avere delle unità da inserire nella flotta con tempistiche e costi adeguati. Risulta anche che la <strong>catena di approvvigionamento</strong> sviluppata dal cantiere navale Fincantieri Marinette per il programma Constellation potrebbe essere applicata al progetto FREMM EVO italiano con poche modifiche, evitando così le continue revisioni progettuali che hanno portato alla cancellazione delle Constellation. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;modello finlandese&#8221;</h2>



<p>Questo programma, che era stato avviato sotto i migliori auspici per avere una classe di fregata che la U.S. Navy non aveva in linea dai tempi della radiazione delle classe Oliver Hazard Perry, doveva originariamente essere molto simile alle FREMM che Fincantieri ha costruito per la Marina Militare italiana ma nel corso dello sviluppo della progettazione ha subito talmente tante modifiche che la Constellation finale condivideva solo il 15% del design con la FREMM originale. Questo ha causato ritardi e un <strong>aumento vertiginoso dei costi</strong> che hanno contribuito direttamente alla cancellazione del programma. </p>



<p>La U.S. Navy però, nonostante la valutazione di avere in servizio unità più piccole simili ai cutter della Guardia Costiera (classe Legend), continua a necessitare di unità di superficie di categoria fregata per compiti di scorta e pattugliamento. </p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense ad agosto ha inviato un memorandum al Segretario della Marina in cui, tra le varie raccomandazioni, chiedeva di affidarsi per l&#8217;acquisizione di nuove unità navali al “<strong>modello finlandese</strong>” in base alla quale i costruttori navali stranieri sarebbero tenuti a effettuare ingenti investimenti in aziende statunitensi e ad assumere manodopera americana nell&#8217;ambito di qualsiasi contratto futuro, anche qualora una prima tranche di unità venisse costruita all&#8217;estero. Questo ha dato impulso al già citato studio sulle fregate straniere attualmente in corso. </p>



<p><strong>Fincantieri Marinette potrebbe partire in vantaggio in questa nuova gara</strong> proprio perché la filiera produttiva era già stata stabilita negli Stati Uniti per le Constellation (e per altri programmi come le navi da sbarco di medie dimensioni &#8211; LSM) e questa volta, se il progetto FREMM EVO riuscirà davvero a non essere stravolto come per quello precedente, il colosso dell&#8217;industria navale italiano potrebbe vedere la costruzione delle nuove fregate per la U.S. Navy negli anni a venire.</p>



<p>Resta da vedere se la marina statunitense deciderà di procedere all&#8217;acquisizione di una delle navi straniere attualmente in fase di valutazione o se opterà per la proposta di Fincantieri o di altri cantieri navali: per quanto riguarda l&#8217;industria italiana, il rischio è che ci sia un&#8217;<strong>opposizione politica interna</strong> dopo il disastro delle Constellation, sebbene, come abbiamo sempre affermato, il fallimento di quel programma sia da imputare alle pesanti modifiche imposte al progetto originario di Fincantieri dalla U.S. Navy. </p>



<p>Affinché abbia successo, qualsiasi nuovo tentativo di sfruttare un progetto di fregata straniera già in produzione dovrà adottare misure concrete per evitare di incorrere nelle stesse problematiche relative alle modifiche progettuali che hanno caratterizzato la classe Constellation. In ogni caso, riteniamo che chiunque vincerà l&#8217;appalto, molto probabilmente si troverà a dover affrontare le annose <strong>difficoltà della cantieristica statunitense</strong> che, nonostante la recente iniezione di fondi, ancora non sono state risolte: la possibilità di <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-usa-costruite-allestero-dai-cantieri-e-da-parte-del-congresso-arriva-un-secco-no.html">trasferire all&#8217;estero la produzione navale nazionale</a> e addirittura di acquistare navi straniere, è stata infatti valutata proprio per cercare di avere più navi nel minor tempo possibile stante la situazione dei cantieri navali USA, alle prese con carenza di infrastrutture e personale specializzato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html">FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ala del misterioso aereo ripescato a Gaeta potrebbe appartenere a un Phantom</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/lala-del-misterioso-aereo-ripescato-a-gaeta-potrebbe-appartenere-a-un-phantom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 04:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="717" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg 717w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /></p>
<p>È ancora giallo nel Golfo di Gaeta dopo il recupero dell’ala di un aereo militare americano che secondo alcune teorie potrebbe appartenere a un Phantom precipitato nel 1974, a un altro velivolo militare con una storia sconosciuta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/lala-del-misterioso-aereo-ripescato-a-gaeta-potrebbe-appartenere-a-un-phantom.html">L&#8217;ala del misterioso aereo ripescato a Gaeta potrebbe appartenere a un Phantom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="717" height="463" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974.jpg 717w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/F-4J_VF-142_on_USS_America_CVA-66_1974-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /></p>
<p>È ancora <em>giallo</em> nel <strong>Golfo di Gaeta</strong> dopo il recupero dell&#8217;ala di un aereo militare americano che, secondo alcune teorie, potrebbe appartenere a un Phantom precipitato nel 1974, a un altro velivolo militare con una storia sconosciuta. Il frammento d&#8217;ala di un aereo militare statunitense, recuperato nelle acque del Lazio lo scorso <strong>30 giugno</strong>, non sembra appartenere a un aereo della Seconda guerra mondiale come molti hanno inizialmente creduto. Lo dimostrano la livrea e la coccarda, incompatibili con uno degli aerei da combattimento impiegati dagli americani tra il 1943 e il 1945. Potrebbe invece essere strettamente legato a un incidente avvenuto oltre cinquant&#8217;anni fa.</p>



<p>Secondo una delle ipotesi al vaglio, il reperto potrebbe appartenere a un caccia <strong>McDonnell Douglas F-4 Phantom II</strong> precipitato al largo di Gaeta nel 1974, anche se, in mancanza di riscontri tecnici, non è ancora possibile escludere che provenga da un altro velivolo militare &#8211; sempre appartenente alla flotta aerea americana &#8211; finito misteriosamente sul fondo del Tirreno. Lasciando un interrogativo che, almeno per il momento, rimane senza risposta.</p>



<p>Il ritrovamento è avvenuto durante una battuta di pesca del <strong>motopeschereccio <em>Nonno Raf</em></strong>, comandato da Raffaele Chiavistelli. Mentre l&#8217;equipaggio recuperava le reti, è emersa una porzione della semiala sinistra di un velivolo, rimasta impigliata nelle reti da pesca. Le caratteristiche del reperto hanno immediatamente richiamato l&#8217;attenzione degli appassionati e degli studiosi di aviazione militare, rimandando al ricordo di uno degli incidenti che coinvolsero l&#8217;aviazione navale statunitense nel Golfo di Gaeta il <strong>23 ottobre del 1974</strong>, quando <strong>due caccia</strong> F-4 Phantom II decollati dalla <strong>portaerei americana USS <em>America</em></strong> per una missione di addestramento incontrarono condizioni meteorologiche particolarmente avverse in fase di rientro. A causa del peggioramento del tempo, i due velivoli vennero dirottati verso la base aerea di Grazzanise, ma uno dei due caccia non riuscì a raggiungere la pista. Rimasto a corto di carburante, <strong>precipitò nelle acque al largo di</strong> <strong>Punta Stendardo</strong>, nel Golfo di Gaeta, mentre i due piloti di marina si lanciavano con il seggiolino eiettabile per essere tratti in salvo dalle squadre di soccorso. <br><br>Il loro caccia, con buone probabilità impiegato durante le due missioni operative che la USS <em>America</em> svolse con il suo gruppo imbarcato durante la <strong>guerra del Vietnam</strong>, scomparve così nelle profondità del Mar Tirreno. Secondo quanto riportato in un verbale statunitense dell&#8217;epoca, l&#8217;aereo, o almeno parte dei suoi rottami, sarebbe stato successivamente recuperato dalle stesse autorità militari americane. Ciò nonostante, il <strong>21 gennaio del 2000</strong>, un altro peschereccio, il <em>Bartolomeo</em>, recuperò <strong>a circa 150<br>metri di profondità al largo di Punta Stendardo, un frammento</strong> che dopo le necessarie verifiche risultò appartenere a un aereo militare McDonnell Douglas F-4 Phantom II della U.S. Navy compatibile con quello precipitato nel 1974.</p>



<p>Al momento non esistono elementi che consentano di attribuire con certezza la semiala recuperata negli scorsi giorni allo stesso Phantom precipitato. Saranno le verifiche tecniche sui materiali, sulla struttura e sugli eventuali numeri identificativi ancora presenti a stabilire se il frammento appartiene davvero a quel caccia, oppure a un altro velivolo militare statunitense finito in mare nel corso degli anni. Fino a quando questi accertamenti non saranno completati, il ritrovamento resterà avvolto nel dubbio: il pezzo recuperato dal <em>Nonno Raf</em> potrebbe rappresentare una parte del caccia americano perso nel Golfo di Gaeta oltre mezzo secolo fa, oppure riportare alla luce <strong>una vicenda aeronautica sconosciuta</strong>. Una trama che accende sempre l&#8217;interesse quando si parla dei mari nel Sud d&#8217;Italia che hanno nascosto nelle loro profondità relitti risalente alla guerra, ma hanno anche portato in superficie, come nel caso della <a href="https://www.linkedin.com/pulse/la-strage-di-ustica-un-mistero-italiano-davide-bartoccini/">tragedia di Ustica</a>, misteriosi reperti associati a velivoli militari americani ancora privi di una storia ufficiale.</p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/lala-del-misterioso-aereo-ripescato-a-gaeta-potrebbe-appartenere-a-un-phantom.html">L&#8217;ala del misterioso aereo ripescato a Gaeta potrebbe appartenere a un Phantom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 04:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatorpediniere]]></category>
		<category><![CDATA[Corazzata]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Il senato USA chiede alla marina di continuare con la progettazione dei nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate "Trump".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html">Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1846" height="1168" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022.jpeg 1846w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1024x648.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-768x486.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-1536x972.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/DDGX_SNA_2022-600x380.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> potrebbero fare inversione di rotta sulla decisione di non continuare con la progettazione di una nuova classe di cacciatorpediniere (<strong>DDG(X)</strong>) che andrebbero a sostituire l&#8217;attuale linea composta dagli Arleigh Burke entro il 2035/2040. Secondo quanto appreso da <a href="https://news.usni.org/2026/06/18/sasc-wants-navy-to-develop-new-ddgx-destroyer-in-tandem-with-trump-battleship">USNI News</a>, la Commissione per le forze armate del senato USA ritiene che la <strong>U.S. Navy debba continuare a sviluppare il cacciatorpediniere</strong> di nuova generazione, oltre alle nuove corazzate comunemente conosciute come “classe Trump”. Il testo della relazione della commissione senatoriale afferma che la marina USA ha bisogno del DDG(X) per avere una piattaforma in grado di sostituire i cacciatorpediniere Arleigh Burke Flight I quando inizieranno a essere dismessi dalla flotta negli anni 2030. La commissione ha effettuato questa valutazione anche in base al peso economico del <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">progetto delle nuove corazzate</a>, denominato BBG(X). “Le stime iniziali del costo unitario del BBG(X) si aggirano tra i <strong>12 e i 13 miliardi di dollari</strong>”, si legge nella relazione, e “a questo prezzo, la marina non può permettersi di sostituire i DDG-51 in fase di dismissione con le corazzate BBG(X) con un rapporto di uno a uno”. La U.S. Navy prevede di acquistare la prima corazzata nell&#8217;ambito della proposta di bilancio per l&#8217;anno fiscale 2028, che verrà presentata la prossima primavera. Le attuali previsioni di bilancio quinquennale del Pentagono indicano che la marina statunitense richiederà 17 miliardi di dollari di finanziamenti per l&#8217;acquisizione di questo programma nel 2028. “La progettazione e la costruzione della BBG(X) non dovrebbero soppiantare l&#8217;importante lavoro che deve proseguire sul DDG(X)”, si legge nel rapporto della commissione del Senato, con l&#8217;invito alla marina a rispettare la tempistica del DDG(X) stabilita lo scorso anno. </p>



<p>La proposta di bilancio della marina per lo scorso anno prevedeva finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo della progettazione preliminare del DDG(X) e affermava che si stava definendo il percorso di acquisizione del programma. <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">Nella proposta di bilancio di quest&#8217;anno</a>, per l&#8217;anno fiscale 2027, il programma è stato decurtato in favore delle BBG(X) seguendo la volontà della Casa Bianca. Continuare con il DDG(X) costringerebbe la U.S. Navy a fare compromessi in termini di capacità, secondo il piano trentennale di costruzione navale per l&#8217;anno fiscale 2027, pubblicato a maggio. Tale piano affermava che il BBG(X) “non è destinato a sostituire un cacciatorpediniere”.</p>



<p>Nella bozza del <em>National Defense Authorization Act </em>per l&#8217;anno fiscale 2027, la Commissione per gli Affari speciali del Senato non ha imposto restrizioni al programma BBG(X), ma ha scelto di non autorizzare il miliardo di dollari di finanziamento anticipato richiesto dalla maarina per la corazzata. “Riteniamo che fosse prematuro valutare la necessità di quel programma”, ha dichiarato un funzionario della maggioranza del Senato ai giornalisti la scorsa settimana. Allo stesso tempo, la Commissione Affari speciali auspica che la marina USA stipuli un altro contratto pluriennale di fornitura per il programma Arleigh Burke Flight III, in modo da poter continuare ad acquistare i cacciatorpediniere mentre sviluppa i DDG(X) e le BBG(X).</p>



<p>Nel <strong>2021</strong>, la U.S. Navy aveva dichiarato di voler acquistare il primo DDG(X) nell’anno fiscale 2028 e nel 2022 aveva presentato il concept per il nuovo cacciatorpediniere destinato a succedere ai classe Arleigh Burke. L&#8217;avvento di Trump e il suo desiderio, assecondato dalla marina, di volere nuove corazzate, aveva inizialmente interrotto la progettazione dei cacciatorpediniere. La prima corazzata è attualmente prevista nel piano quinquennale di bilancio per l’anno fiscale 2028 e sarà un’unità da 30mila tonnellate di dislocamento il cui armamento principale sarà di tipo missilistico, <strong>con 128 celle di lancio verticali </strong>(VLS) – più 12 per <em>Conventional Prompt Strike</em> – in grado di accomodare vettori antinave, antiaerei e da attacco terrestre in profondità anche a carica nucleare. Insieme a questo armamento missilistico, le BBG(X) avranno anche artiglierie tra cui un pezzo “<em>railgun</em>” nonché armi laser.</p>



<p>La dismissione degli Arleigh Burke di prima serie avrebbe però <strong>compromesso la scalabilità e l&#8217;efficienza dei gruppi navali</strong> statunitensi, compresi quelli incentrati sulle portaerei, in ragione della non paritaria sostituzione con le future nuove corazzate. Soprattutto, una nave come le BBG(X) si adatta poco ad alcuni teatri che gli Stati Uniti considerano secondari rispetto alle immense distese del Pacifico ma che comunque sono importanti e potrebbero richiedere la presenza di unità come i cacciatorpediniere. <strong>L&#8217;esempio è dato dalla recente crisi nel Golfo Persico, in cui gli Arleigh Burke sono stati protagonisti</strong> sia delle azioni offensive contro l&#8217;Iran, sia di azioni difensive – nel Mediterraneo orientale – per intercettare i missili balistici iraniani. Oggettivamente, un&#8217;unità di grandi dimensioni andrebbe poi adeguatamente scortata, e la marina statunitense in questo momento – e almeno per i prossimi 10 anni – non dispone di risorse sufficienti, non avendo ancora avviato un programma per la costruzione di nuove fregate che si integrerebbero nei gruppi navali di scorta, dopo aver <strong>cancellato il programma Constellation</strong>.</p>



<p>Il suggerimento del Senato statunitense, che sembra essere più di un suggerimento, a prima vista potrebbe apparire come una mossa politica contro la Casa Bianca, ma <strong>riflette una reale considerazione operativa</strong>: andare a coprire una lacuna che si sarebbe presentata nel prossimo decennio e che avrebbe dovuto tardivamente essere riempita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/contrordine-marinai-il-senato-usa-vuole-nuovi-cacciatorpediniere-insieme-alle-corazzate-di-trump.html">Contrordine marinai: il Senato USA vuole nuovi cacciatorpediniere insieme alle corazzate di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 02:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri navali]]></category>
		<category><![CDATA[marina cinese]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli USA prevedono di acquistare navi da guerra costruite in Giappone e Corea del Sud per far fronte alle difficoltà dei propri cantieri navali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cantieristica-nazionale-e-un-disastro-la-marina-usa-compra-navi-da-giappone-e-corea-del-sud.html">La cantieristica nazionale è un disastro, la marina Usa compra navi da  Giappone e Corea del Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/uss-george-hw-bush-2048x1441.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono sulla soglia di una scelta epocale per quanto riguarda la cantieristica navale: affidarsi a <strong>Giappone </strong>e <strong>Corea del Sud</strong> per la costruzione delle navi da guerra da integrare nella U.S. Navy. Nel bilancio del Pentagono per il prossimo anno, compare infatti una richiesta di finanziamento di 1,85 miliardi di dollari che viene considerata non solo come uno studio di fattibilità, ma come <strong>un potenziale preludio a futuri acquisti di navi da guerra da cantieri navali alleati</strong>. Come riportato da <em><a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/06/u-s-eyes-warships-from-japanese-and-south-korean-shipyards/">USNI News</a></em>, il Pentagono ha incaricato la U.S. Navy di <strong>valutare i cantieri navali e i progetti giapponesi e coreani per l&#8217;impiego nella flotta statunitense,</strong> con documenti di bilancio che specificano che i fondi saranno “suddivisi in due distinti studi e progetti di acquisizione, mirati al futuro parco navale di incrociatori/cacciatorpediniere e fregate”. Sempre <em>USNI News</em> ha riportato che il Pentagono sta valutando sia progetti navali stranieri sia la possibilità di costruire componenti in cantieri navali alleati, nell&#8217;ambito del suo sforzo per espandere la capacità di cantieristica della U.S. Navy. </p>



<p>Il problema principale è infatti sempre lo stesso: i cantieri navali statunitensi sono, da anni, <strong>in affanno</strong> e non riescono a produrre unità a un ritmo tale da soddisfare le necessità della marina statunitense. Il <a href="https://alfred1o1jh.substack.com/p/naval-shipbuilding-and-readiness">paragone numerico</a> coi cantieri navali cinesi è impietoso: <strong>tra il 2020 e il 2025, la Repubblica Popolare Cinese ha probabilmente costruito tra le 50 e le 75 navi da guerra </strong>principali, tra cui cacciatorpediniere, fregate, corvette, sottomarini e navi d&#8217;assalto anfibie. Solo nel 2022, la marina cinese (PLAN – <em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) ha preso in carico 10 navi da guerra e un sottomarino, per un totale di oltre 110mila tonnellate. Nel 2024, la flotta da guerra cinese è cresciuta fino a superare le 370 navi con proiezioni che arrivano a circa 430 entro il 2030. La superiorità cantieristica cinese deriva dal controllo statale diretto sui cantieri, che superano di oltre 200 volte la capacità degli Stati Uniti in termini di tonnellaggio.</p>



<p>Questo vantaggio numerico, tuttavia, non tiene conto del <strong>divario tecnologico tra Stati Uniti e Cina</strong> – che si sta colmando – ma soprattutto della maggiore esperienza della U.S. Navy rispetto alla PLAN, che solo oggi, per la prima volta nella sua breve storia, si affaccia sui mari profondi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre decenni di scelte sbagliate</h2>



<p>Passando ai cantieri navali USA, nello stesso arco temporale <strong>hanno costruito circa 30-40 navi da guerra</strong> con limitazioni dettate anche da costi elevati, oltre che dalla cronica carenza di manodopera specializzata. La U.S. Navy, forzatamente, ha dato priorità alle piattaforme avanzate, tra cui cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke (circa 10-12), sottomarini di classe Virginia (tra gli 8 e i 10), navi da assalto anfibio (3-5), e le defunte fregate di classe Constellation (1-2). Forse proprio <strong>il progetto Constellation, derivato dalle FREMM italiane,</strong> è quello che rappresenta meglio la condizione disastrosa della cantieristica navale statunitense: la U.S. Navy ha acquisito i diritti di un progetto ben rodato per una classe di fregate eccellenti, le FREMM, per stravolgerlo aumentandone vertiginosamente i costi e le tempistiche di produzione, arrivando al punto da essere costretta ad abbandonarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg" alt="" class="wp-image-519494" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn-600x282.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/shipsusn.jpg 1462w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Nel 2024 la flotta statunitense contava circa 290-292 navi da combattimento, in calo rispetto alle 296 del 2021, poiché le dismissioni avevano superato le nuove entrate. </p>



<p>Bisogna ricordare che a differenza della RPC, che si concentra sul volume, gli Stati Uniti enfatizzano la superiorità tecnologica, con navi progettate per la proiezione di potenza globale. Tuttavia, i colli di bottiglia cantieristici – solo una manciata di cantieri navali è in grado di costruire le principali unità da combattimento – ostacolano la crescita e questa situazione si è originata da almeno 3 decenni di <strong>scellerate politiche industriali</strong>. Col finire della Guerra Fredda, la maggior parte dei cantieri navali è stata dismessa o trasformata, e molto del personale altamente specializzato è andato perduto. <strong>Le decisioni sono state prese soprattutto per calcolo politico interno, come spesso avviene negli USA,</strong> e si sono così determinati scompensi in tutta la filiera produttiva al punto che la stessa manutenzione di routine sul naviglio già in servizio richiedeva tempistiche superiori rispetto al passato, proprio perché uno stesso cantiere doveva far fronte alla manutenzione ordinaria e alla costruzione di nuove unità allo stesso tempo.</p>



<p>Questa decisione ha avuto come conseguenza la <strong>riduzione delle capacità della U.S. Navy</strong> di proiettare la propria forza su scala globale e <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-alleanze-dei-cantieri-navali-nuove-prospettive-di-sviluppo.html">solo recentemente sono stati presi provvedimenti</a> per rivitalizzare l&#8217;industria cantieristica statunitense. Quanto riferito riguardo la possibilità che gli USA possano acquistare navi da guerra prodotte in cantieri nipponici o sudcoreani – nella fattispecie Samsung, Hyunday, Mitsubishi, Kawasaki e Japan Marine United – sembra però essere una <strong>decisione temporanea</strong>, in attesa che i cantieri nazionali riprendano ritmi produttivi in grado di soddisfare le esigenze della U.S. Navy. </p>



<p>La marina statunitense, però, ha un programma ambizioso per i prossimi anni: dal 2026 al 2031 prevede di finanziare<strong> tra le 13 e le 19 navi da guerra ogni anno</strong>, con uno sforzo importante per le navi da sbarco (LSM) e uno altrettanto importante per i sottomarini nucleari da attacco e lanciamissili balistici. In questo sforzo, come sappiamo, sono presenti anche le prime tre nuove “<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-u-s-navy-vuole-le-corazzate-classe-trump.html">navi da battaglia missilistiche</a>” &#8211; o BBG(X) – il cui progetto è stato approvato e finanziato quest&#8217;anno a discapito di una nuova classe di cacciatorpediniere – i DDG(X) – che è stata cancellata per continuare nella produzione degli Arleigh Burke nella loro ultima versione, la Flight III, con 9 unità in totale nel medesimo arco temporale.</p>
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		<title>InsideWar &#8211; Gli Stati Uniti schierano una terza portaerei contro l’Iran: la “pace” prima di un’altra tempesta?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una terza portaerei in Medio Oriente, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in stand by per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. Intanto viene reso noto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-gli-stati-uniti-schierano-una-terza-portaerei-contro-liran-la-pace-prima-di-unaltra-tempesta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1171" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--scaled.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1024x625.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--1536x937.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/f-18--2048x1249.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Hormuz prosegue e gli Stati Uniti, invece di disimpegnare truppe e asset dalla regione, schierano una <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-portaerei-nel-golfo-washington-prepara-la-guerra-lunga-contro-teheran.html">terza portaerei in Medio Oriente</a>, proprio nell’area di responsabilità del Comando Centrale che conduce le operazioni contro l’Iran, attualmente in <em>stand by</em> per un cessate il fuoco che dipende dai difficili negoziati mediati dal Pakistan. <br><br>Intanto viene reso noto che una <strong>batteria Iron Dome</strong>, manovrata da truppe delle Forze di Difesa Israeliane, è stata schierata negli<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> per sostenere gli sforzi di difesa aerea contro l’Iran e proteggere lo spazio aereo da nuovi attacchi di Teheran (un piccolo segnale?). E per quanto riguarda i <strong>negoziati mediati dal Pakistan</strong>? Rinviati a data da destinarsi, nella speranza che i tre punti essenziali – la riapertura dello Stretto di Hormuz, la consegna dell’uranio e un accordo che assicuri un equilibrio nel Golfo, con particolare attenzione agli arsenali di Teheran e alle armi offensive a lungo raggio che preoccupano Israele, e non solo – possano trovare una linea di compromesso. Anche se la proposta avanzata dagli emissari di Teheran, secondo le indiscrezioni riportate da <em>Axios</em>, punta a un accordo che prevede la <strong>riapertura dello Stretto di Hormuz</strong> e la fine del blocco navale americano, rinviando il <strong>dossier nucleare</strong>, una priorità israeliana, a una “<em>fase successiva</em>”. <br><br>Al centro della nostra attenzione, e quindi dell’articolo dedicato ai nostri abbonati, è il rafforzamento del dispositivo militare degli Stati Uniti, che hanno inviato una <em>Invincibile Armada</em> per porre la parole fine sulle <strong>ambizioni nucleari degli Ayathollah</strong>, e non possono ritirarla in cambio della normalizzazione del transito nello stretto strategico di Hormuz che, prima del suo ingombrante e dispendioso arrivo, era &#8220;<em>aperto</em>&#8220;.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi,&nbsp;<strong>InsideWar,</strong>&nbsp;la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong>&nbsp;</a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
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		<title>Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Cinese Meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Us Navy vuole portare alla luce i resti dei 250 soldati morti sulla Ōryoku Maru, una delle cosiddette "Hell Ship", ma perché proprio ora? Dopo oltre 80 anni dall'affondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/cosa-sono-le-hell-ship-e-perche-gli-usa-si-impegnano-a-recuperarne-una-tra-missione-umanitaria-e-spionaggio.html">Cosa sono le Hell Ship e perché gli Usa si impegnano a recuperarne una, tra missione umanitaria e spionaggio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Dimensione-subacqua_Monitoraggio-fondali_%C2%A9Marina-Militare-Italiana-1920x1280-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Marina Militare degli Stati Uniti</strong> vuole portare alla luce i <strong>resti dei 250 soldati</strong> morti sulla <strong>Ōryoku Maru</strong>, una delle cosiddette <em>Hell Ship</em>, le navi giapponese adibite al trasporto di prigionieri che vennero affondate, condannando a morte certa i prigionieri che rimanevano intrappolati nella stiva, all&#8217;insaputa degli aerei o dei sottomarini che non erano al corrente della loro presenza. La tempistica di questo sforzo logistico, tuttavia, lascia aperto un interrogativo sulla vera ragione di questa operazione: ordine geopolitico o interessi nascosti?</p>



<p>Nelle torbide acque delle Filippine, nella Subic Bay, un piccolo gruppo di sommozzatori si immerge da settimane per lavorare sul relitto della Ōryoku Maru, che giace sul fondale a poche centinaia di metri dalla costa dal <strong>15 dicembre del 1944</strong>. A bordo, erano oltre 1.600 persone: prigionieri di guerra stipati nelle stive, come delle merci, costretti a sopportare le condizioni più estreme, dopo essere stati sottoposti alla <a href="https://it.insideover.com/politica/cera-davvero-dietro-gruppo-della-morte-giapponese.html">dura prigionia</a> che veniva riservata dai giapponesi. Abbiamo visto tutti il <em>Ponte sul fiume Kwai</em> o <em>Unbroken</em>, e non si tratta di sola finzione. Molti di loro, almeno 250, non sarebbero mai usciti vivi da quella traversata.</p>



<p>Adesso, a più di ottant’anni di distanza, la Marina degli Stati Uniti è tornata in quel punto preciso del <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> con l’obiettivo &#8211; dichiarato &#8211; di recuperare i resti dei soldati alleati, in larga parte americani, che sono rimasti intrappolati all’interno del relitto. Il Dipartimento della Difesa ha presentato l’operazione come un &#8220;impegno morale verso i caduti e le loro famiglie&#8221; che è stato affidato alla <strong>DPAA</strong>, la <em>Defense Pow/Mia Accounting Agency</em>, l’<strong>agenzia del Pentagono</strong> incaricata di riportare a casa i dispersi di guerra. Le sigle Pow e Mia stanno rispettivamente per <em>Prisoner of War</em> e <em>Missing in Action</em>. Tuttavia, le coordinate che trovano luogo nel Mar Cinese Meridionale, acque contese di grande interesse per la Repubblica Popolare Cinese che reclama diritti di esclusività e controllo, possono indurre verso congetture di carattere spionistico. O almeno sollevare il dubbio che nelle acque basse della <strong>Subic Bay</strong>, o nelle immediate vicinanze, si celino altri interessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg" alt="" class="wp-image-513997" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1024x910.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-300x267.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-768x683.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-1536x1366.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944-600x533.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Aerial_photo_of_the_former_US_Naval_station_Olongapo_on_15_December_1944.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em> Una foto aerea della Ōryoku Maru,</em> <em>la Hell ship affondata dagli americani nella baia di Subic</em></figcaption></figure>



<p>Secondo quanto riportato dagli esperti, il relitto della Ōryoku Maru, affondata da caccia e <strong>aerosiluranti imbarcati sulla portaerei Uss Hornet </strong>che attaccarono la <strong>nave &#8220;priva di insegne</strong>&#8221; mentre si avvicinava alla base navale di Olongapo, non sarebbe solo &#8220;<em>difficile da raggiungere</em>&#8220;, ma sarebbe anche è difficile da esplorare a causa delle correnti della baia che hanno contribuito a trascinare sabbia e limo che si sono sedimenti in diversi strati, <strong>seppellendo il relitto</strong> e riducendo drasticamente la visibilità dei sommozzatori, che operano in un settore soggetto a mutevoli condizioni meteorologiche, dato che uragani e forti mareggiate possono &#8220;<em>interrompere o complicare le operazioni in qualsiasi momento</em>&#8220;. La vicinanza con il fiume sotterraneo di Puerto Princesa ha contribuito a trasformare il fondale in un ambiente instabile e decisamente torbido dove il relitto, una massa di acciaio deformato dal tempo e dalle esplosioni controllate che affondarono la <strong>Ōryoku Maru</strong>, 118 metri per un dislocamento di oltre 7.000 tonnellate, per liberare il passaggio alle altre navi.</p>



<p>Nonostante queste difficoltà, la &#8220;<em>presenza americana</em>&#8221; nella baia si è consolidata attraverso navi di supporto, equipe di sommozzatori della Marina e una rete complessa di strumenti stanno operando in<strong> un’area che</strong>, dal punto di vista geopolitico, è <strong>tutt’altro che neutrale</strong>. Subic Bay si affaccia infatti su una delle regioni più sensibili del globo, a breve distanza da rotte strategiche del Mar Cinese Meridionale da un’area — quella attorno alle <a href="https://it.insideover.com/politica/la-marina-americana-invia-un-segnale-alla-cina-esercitazioni-a-largo-delle-paracelso.html">isole Paracelso</a> e gli altri &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-costruisce-nuove-isole-artificiali-nel-mar-cinese-meridionale.html">atolli militarizzati</a>&#8221; — dove la <strong>Marina militare cinese </strong>conduce regolarmente pattugliamenti e manovre di pressione verso le altre potenze regionali. È proprio in questo contesto che la missione di recupero dei resti dei soldati alleati morti a seguito dell&#8217;affondamento assume contorni <em>meno lineari.</em> </p>



<p>Ufficialmente si tratta di un’operazione di recupero umanitario per uomini che hanno patito una morte atroce. Dopo l&#8217;affondamento della nave: &#8220;<em>Molti uomini persero la ragione e si aggiravano nel buio più totale armati di coltelli, tentando di uccidere le persone per berne il sangue, oppure brandendo borracce piene di urina e agitandole nell&#8217;oscurità. La stiva era così affollata e tutti così incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro che l&#8217;unico movimento possibile era quello di passare sopra le teste e i corpi degli altri</em>&#8220;, riportano le testimonianze di quelli inferno. Tuttavia, la tempistica e la scala dell’intervento sulla Ōryoku Maru sollevano interrogativi. Non è la prima volta che attività tecnicamente complesse, come quelle subacquee, si sovrappongono a esigenze di presenza e <strong>monitoraggio in aree contese</strong> dove sonar, ecoscandagli, magnetometri, e sopratutto <strong>droni e veicoli subacquei</strong> stanno entrando in azione per ispezionare il relitto e individuare varchi sicuri nella struttura sommersa, ottenendo ed elaborando una grandi quantità di dati nei loro “gemelli digitali&#8221;, o&nbsp;<em><a href="https://www.google.com/search?q=Digital+Twin&amp;client=safari&amp;hs=XQP&amp;sca_esv=a3d84300357be008&amp;channel=mac_bm&amp;sxsrf=ANbL-n7TzB89tBq3XGcToxVgtElv_MEnfQ%3A1776679949808&amp;source=hp&amp;ei=DfzlaaHAL_2wi-gPkb-P0QM&amp;iflsig=AFdpzrgAAAAAaeYKHaF5vvxpRlLZ3fJNaJEsFy5KiG1A&amp;ved=2ahUKEwjNiM7MmPyTAxUjov0HHfWbB_IQgK4QegYIAQgAEAM&amp;uact=5&amp;oq=gemelli+digitali&amp;gs_lp=Egdnd3Mtd2l6IhBnZW1lbGxpIGRpZ2l0YWxpMgUQABiABDIFEAAYgAQyBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeMgYQABgWGB4yBhAAGBYYHjIGEAAYFhgeSNggUABYqhxwAHgAkAEAmAGCAaAB_QuqAQQxMi40uAEDyAEA-AEBmAIPoALsDMICBBAjGCfCAgoQIxiABBgnGIoFwgILEAAYgAQYsQMYgwHCAhEQLhiABBixAxjRAxiDARjHAcICChAAGIAEGEMYigXCAgcQIxjwBRgnwgIKECMY8AUYJxjJAsICEBAAGIAEGLEDGEMYgwEYigXCAhAQLhiABBixAxhDGIMBGIoFwgINEAAYgAQYsQMYQxiKBcICCBAuGIAEGLEDwgIIEAAYgAQYsQPCAg0QLhiABBixAxhDGIoFwgIOEC4YgAQYxwEYjgUYrwHCAgoQLhiABBhDGIoFwgIFEC4YgATCAgsQLhiABBixAxiDAcICCxAuGIAEGMcBGK8BmAMAkgcEMy4xMqAHlLoBsgcEMy4xMrgH7AzCBwkwLjMuMy40LjXIB7wBgAgA&amp;sclient=gws-wiz">Digital Twin</a></em>, che permettono di ricostruire virtualmente il relitto e simulare scenari di intervento, mentre reti di sensori subacquei contribuiscono a creare una mappa dinamica dell’ambiente.</p>



<p>Parallelamente, a migliaia di chilometri di distanza, nei laboratori della DPAA alle Hawaii, un team di antropologi forensi lavora sull’identificazione dei resti attraverso l’<strong>analisi del DNA</strong>. Un processo lungo, complesso e tutt’altro che garantito: l’ambiente marino, nel corso di decenni, può aver compromesso in modo irreversibile ciò che resta dei corpi. “<em>Probabilmente ci vorranno anni</em>”, ha ammesso John Byrd, direttore dell’analisi scientifica dell’agenzia. Una stima che riflette non solo le difficoltà tecniche, ma anche l’incertezza sull’effettivo esito della missione. Resta dunque il dubbio sul perché attendere così tanto tempo per concentrare tante risorse nelle operazioni di recupero intorno al relitto noto da decenni, in un’area che oggi è al centro di tensioni geopolitiche crescenti. La risposta ufficiale parla di memoria e responsabilità. Ma, come spesso accade in mare aperto &#8211; in un&#8217;epoca di <strong>crescenti operazioni di <a href="https://it.insideover.com/storia/non-solo-bayesian-la-lunga-storia-dello-spionaggio-sotto-i-mari.html">spionaggio sottomarino</a></strong> &#8211; la linea tra operazione umanitaria e <strong>presenza strategica</strong> può essere <em>sottile</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le drammatiche esperienze patite dai prigionieri trasportati sulle <a href="https://twitter.com/hashtag/HellShip?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HellShip</a> giapponesi nella WW2 mettono i brividi, anche solo guardando le illustrazioni  che immortalano la sorte di questi POW. Oggi tornano d&#39;interesse per una &quot;presenza strategica&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/USA?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USA</a> a Subac Bay <a href="https://t.co/HQjni5ANc4">pic.twitter.com/HQjni5ANc4</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2046181190231642557?ref_src=twsrc%5Etfw">April 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le Hell Ship: un destino infernale</h2>



<p>Le cosiddette “<strong>Hell Ship</strong>”, imbarcazioni assegnate alla Marina Imperiale Giapponese per il trasporto dei prigionieri di guerra alleati durante la Seconda guerra mondiale, entrarono in scena nel 1942, traghettando migliaia di uomini nelle loro stive, in condizioni disumane, tra spazi angusti, quasi totale assenza di aria, cibo e acqua, temperature altissime e nessuna assistenza sanitaria. I viaggi potevano durare settimane, durante le quali molti morivano per asfissia, fame, dissenteria e stenti provocati dal loro collasso psicofisico. Poiché queste navi <strong>trasportavano anche truppe e materiali militari</strong>, non erano riconoscibili come mezzi con prigionieri e quindi venivano attaccate da sottomarini e aerei alleati: nel corso del conflitto, che nel Pacifico si protese fino all&#8217;agosto del 1945, oltre <strong>20.000 prigionieri persero la vita </strong>proprio a causa di questi affondamenti.</p>



<p>Tra gli episodi più tragici vi è quello dell’<strong>Arisan Maru</strong>, silurata nell’ottobre 1944 con a bordo oltre 1.700 prigionieri: quasi tutti riuscirono a uscire dalle stive, ma i soccorsi non arrivarono e solo nove sopravvissero. Anche la&nbsp;<strong>Brazil Maru</strong>, coinvolta nel trasferimento dei superstiti dell’<strong>Oryoku Maru</strong>, non affondò ma rappresenta un esempio delle condizioni estreme: dei centinaia di uomini giunti in Giappone, molti morirono poco dopo per le gravi condizioni fisiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Buyo Maru</strong>, colpita nel gennaio 1943, causò la morte di centinaia di prigionieri, molti dei quali indiani; l’episodio fu controverso anche per il fuoco aperto sulle scialuppe. La&nbsp;<strong>Enoura Maru</strong>, già carica di superstiti di altri naufragi, venne bombardata nel porto di Taiwan causando circa 350 morti, mentre la&nbsp;<strong>Hofuku Maru</strong>&nbsp;fu affondata da aerei americani con oltre mille vittime tra prigionieri britannici e olandesi. Particolarmente devastante fu la sorte della&nbsp;<strong>Jun’yō Maru</strong>, silurata nel settembre 1944: morirono migliaia di lavoratori forzati e oltre 1.600 prigionieri di guerra, uno dei peggiori disastri marittimi della storia. Nello stesso periodo, la&nbsp;<strong>Kachidoki Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Rakuyo Maru</strong>&nbsp;furono affondate nello stesso convoglio: centinaia morirono, e nel caso della Rakuyo anche in quel caso molti superstiti vennero uccisi successivamente. Altri casi mostrano sia affondamenti sia morti per condizioni disumane: la&nbsp;<strong>Lisbon Maru</strong>&nbsp;vide circa 800 prigionieri britannici morire per mano dei loro carcerieri; la&nbsp;<strong>Maros Maru</strong>&nbsp;non affondò ma causò numerose morti durante una lunga sosta per riparazioni; la&nbsp;<strong>Montevideo Maru</strong>&nbsp;affondò con oltre mille prigionieri australiani a bordo; ka&nbsp;<strong>Shinyo Maru</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Suez Maru</strong>&nbsp;evidenziano un ulteriore aspetto brutale: in entrambi i casi molti prigionieri che tentavano di salvarsi vennero uccisi dalle stesse guardie giapponesi, nel caso della Suez Maru non ci furono sopravvissuti.</p>



<p>Nel complesso, <strong>queste navi rappresentano uno degli aspetti più drammatici della guerra nel Pacifico</strong>: non solo per gli affondamenti, ma per l’estrema sofferenza vissuta a bordo, che trasformò questi bastimenti in prigioni galleggianti destinate spesso a diventare tombe sommerse dove ancora oggi, le spoglie mortali degli sventurati prigionieri di guerra, riposano senza nome e distanti, migliaia di miglia, dalle loro case e dalle loro famiglie.</p>
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		<title>Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La questione di Hormuz sta mettendo in crisi la credibilità degli Stati Uniti come garanti della libertà di navigazione e aprendo a un possibile cambio verso la Cina</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1179" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1024x629.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-768x472.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-1536x943.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701072630987_5d208d4e10b0c3a80ae516030bdb030e-2048x1257.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Nella giornata di domenica 12 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che visto il fallimento dei colloqui di tregua in Pakistan con l&#8217;Iran, <strong>gli USA imporranno un blocco navale</strong> allo Stretto di Hormuz, impedendo alle navi “che pagano” gli iraniani di passare. </p>



<p>Poche ore dopo, il CENTCOM (<em>Central Command</em>), il comando statunitense per le operazioni in Medio Oriente e Asia Centrale, <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2026/04/u-s-to-blockade-ships-entering-or-exiting-iranian-ports/">ha diffuso</a> un comunicato in cui si rendeva noto che le forze USA inizieranno ad attuare il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle ore 10:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), in conformità con la proclamazione del Presidente. Il blocco, ora in esercizio, sarà applicato in modo imparziale alle navi di tutte le nazionalità in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Le forze del CENTCOM non ostacoleranno la libertà di navigazione delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani.</p>



<p>Si tratta quindi di un <strong>blocco selettivo</strong>, che fa da contraltare al <strong>“casello” marittimo</strong> stabilito da Teheran che prevede la libertà di passaggio senza conseguenze per chi paga 1 dollaro in bitcoin per ogni barile di greggio trasportato. Il provvedimento statunitense è teso a colpire maggiormente l&#8217;export di greggio iraniano ma non solo: l&#8217;80% del petrolio inviato via mare da Teheran finisce nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, che dall&#8217;Iran <a href="https://www.reuters.com/business/energy/chinas-heavy-reliance-iranian-oil-imports-2026-03-21/">importa annualmente circa il 13,4%</a> del suo fabbisogno di greggio. Washington intende quindi anche mettere pressione su Pechino in modo che si adoperi per portare Teheran a più miti consigli, dopo i fallimentari colloqui e le pretese semplicemente inaccettabili espresse nei <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/apr/08/iran-10-point-plan-ceasefire-donald-trump-us">10 punti</a> trasmessi agli Stati Uniti. Su tutti, la richiesta del ritiro statunitense dal Medio Oriente e la cessione del controllo su Hormuz all&#8217;Iran sono stati, insieme alla questione del nucleare, sicuramente rigettati da Washington per le implicazioni geopolitiche ad essi annesse. </p>



<p>Cedere il controllo di Hormuz all&#8217;Iran, ad esempio, significherebbe creare un <strong>pericoloso precedente</strong> di nazionalizzazione di un braccio di mare in aperto contrasto coi principi internazionali di libertà di navigazione stabiliti dall&#8217;ONU (UNCLOS). </p>



<p>Proprio per quanto riguarda la libertà di navigazione e le garanzie di questo principio, il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz ha <strong>messo in crisi la credibilità degli USA</strong> in qualità di garanti internazionali di questo principio. Credibilità già intaccata con l&#8217;inizio del conflitto, quando le prime compagnie petrolifere avevano sospeso l&#8217;invio di idrocarburi via nave nel timore di attacchi iraniani, e successivamente quando gli Stati Uniti si erano rivolti ai propri alleati europei per chiedere aiuto nella scorta ai traffici navali lungo lo Stretto, ricevendo un generale netto rifiuto. </p>



<p>La prima marina militare al mondo, la <strong>U.S. Navy</strong>, non è stata in grado di tenere aperte le linee di navigazione in modo sicuro, e la posa di mine da parte iraniana nella parte meridionale dello Stretto ha definitivamente allontanato questo obiettivo, ottenibile solo con una intensa e lunga campagna di sminamento, con assetti che gli Stati Uniti non hanno in zona. </p>



<p>La decisione di interdire il traffico navale da e per l&#8217;Iran è un ulteriore segno dell&#8217;incapacità degli Stati Uniti di ottenere il controllo del mare senza il supporto degli alleati: se non è possibile scortare le navi a causa della minaccia pendente, allora non resta che bloccare quelle che operano per il mio avversario. </p>



<p>In un&#8217;<strong>ottica globale</strong> quanto sta accadendo, e quanto è già accaduto a partire dal 28 febbraio scorso, facilmente aprirà degli importanti interrogativi in quei Paesi che degli USA sono partner e alleati in uno scacchiere che proprio per Washington è primario: l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Gli USA sono visti – perché sono sempre stati dal secondo dopoguerra a oggi – garanti del principio di libertà di navigazione: la U.S. Navy è pensata per proiettare potenza a lunghissimo raggio e per controllare i <em>choke points</em> mondiali, in modo che le linee marittime restino sempre aperte. L&#8217;incapacità di controllare Hormuz è di per sé <strong>un colpo all&#8217;immagine statunitense</strong> in tal senso, e la richiesta di aiuto agli alleati non va letta solo come una pretesa politica di coinvolgimento, ma anche come una necessità militare date le capacità contromisure mine sviluppate dalla NATO, e il potenziale marittimo generale espresso dai partner europei dell&#8217;Alleanza. </p>



<p>La prevista – e prevedibile – ulteriore penuria di greggio e gas sul mercato, spingerà molto probabilmente alcuni Paesi asiatici (i più colpiti finora dal fermo delle petroliere) a <strong>cambiare <em>provider</em> per la propria sicurezza energetica</strong>. In questo senso, la Repubblica Popolare potrebbe da subito giocare un ruolo importante considerando l&#8217;accumulo di scorte strategiche e la possibilità di accedere a basso costo alla produzione russa (se pur intaccata dagli attacchi ucraini e dalle sanzioni internazionali che toccano tutta la filiera a cominciare dalla R&amp;D). Pechino, <a href="https://kommander61.substack.com/p/cronache-dellapocalisse-hormuz-dieci">da quanto sappiamo</a>, ha interrotto le esportazioni di carburante per non intaccare le riserve interne, e si è resa disponibile a fungere da “cuscinetto energetico” ai Paesi suoi vicini, compresi Australia, Filippine e Taiwan. Da quanto stimato, la Repubblica Popolare dispone di riserve petrolifere pari a 1,2 miliardi di barili, ovvero sufficienti per circa 108 giorni senza importazioni. La RPC ha anche il vantaggio di poter <strong>“ripulire” il greggio russo</strong> dal pericolo sanzionatorio, a differenza di altri Paesi che invece sono più direttamente dipendenti da Mosca come l&#8217;India, che ora si trova non poter più rivenderlo a terzi a causa della chiusura dello Stretto. </p>



<p>Uno scenario ancora più interessante che potrebbe aprirsi nell&#8217;immediato futuro è quello del passaggio di testimone forzato tra USA e RPC come <strong>punto di riferimento per la sicurezza delle linee di navigazione</strong>: sebbene la PLAN (<em>People&#8217;s Liberation Army Navy</em>) non abbia ancora le capacità di una marina globale – ma sta lavorando alacremente per ottenerle entro il 2035/2040 – la linea politica tenuta da Pechino, molto più accomodante e sottotraccia, potrebbe spostare il baricentro geopolitico verso di essa. Certamente rimangono alcune questioni che ostacolerebbero questo cambio di rotta: la postura aggressiva cinese verso <strong>Taiwan</strong>, ma soprattutto verso il <strong>Mar Cinese Meridionale</strong>, dove la RPC infrange costantemente il diritto internazionale marittimo procedendo a nazionalizzare uno specchio d&#8217;acqua regionale che non le appartiene, creando così instabilità e timori nei Paesi che circondano il gigante asiatico. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno quindi aperto una crisi diventata rapidamente internazionale senza una strategia d&#8217;uscita chiara – come quasi sempre accade nei conflitti peraltro – e il prestigio di Washington a livello internazionale ne esce duramente intaccato. Probabilmente il blocco navale USA servirà a tornare al tavolo delle trattative, ma la <strong>mancanza di visione strategica</strong> dell&#8217;amministrazione Trump rimane: l&#8217;imposizione di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/stati-uniti-potenza-egemonica-potenza-transazionale-2602564.html">rapporti transazionali</a></strong>, il “do ut des”, offre scarsi margini di vantaggio nel lungo periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-blocco-usa-di-hormuz-mette-in-crisi-la-credibilita-di-washington.html">Il blocco USA di Hormuz mette in crisi la credibilità di Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 05:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Marines, paracadutisti e altre truppe terrestri mobilitate dagli Stati Uniti: sono segnali di un possibile sbarco nel Golfo Persico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1820" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426.jpg 1820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Six_MV-22_Ospreys_aboard_USS_Boxer._8489343426-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1820px) 100vw, 1820px" /></p>
<p>Alla vigilia del 30esimo giorno di operazioni belliche nel Golfo Persico, si sono accumulati diversi segnali che potrebbero indicare la volontà statunitense di effettuare un <strong>qualche tipo di azione anfibia</strong> nel conflitto in corso.</p>



<p>Dalle colonne di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-ford-costretta-a-lasciare-il-golfo-e-intanto-arriva-larg-usa-indizi-di-assalto-anfibio.html">abbiamo monitorato</a>, nelle scorse settimane, i movimenti di truppe USA, in particolare quelli dei due MEU (<em>Marine Expeditionary Unit</em>) imbarcati sui rispettivi gruppi navali da assalto anfibio: quello del “Tripoli” e quello del “Boxer”. Sebbene <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-non-ci-sara-nessuno-sbarco-dei-marines-in-iran.html">inizialmente pensassimo</a> che questi spostamenti degli ARG (<em>Amphibious Ready Group</em>), in particolare quello del “Tripoli”, fossero esclusivamente una forma di pressione politica, o al più un modo di sopperire all&#8217;uscita dalla zona di operazioni della portaerei “Ford”, che come sappiamo in questi giorni si trova a Creta per effettuare le riparazioni di emergenza resesi necessarie dopo l&#8217;incendio a bordo, ora quanto emerso da canali ufficiali e non ci porta a considerare con maggiore probabilità la possibilità che <strong>il Pentagono stia seriamente valutando l&#8217;opzione di uno sbarco anfibio</strong> da qualche parte del Golfo Persico.</p>



<p>Prima di cercare di capire dove gli le forze anfibie potrebbero entrare in azione, ripercorriamo gli eventi che stanno spostando la valutazione verso questa ipotesi.</p>



<p>L&#8217;ARG del “Tripoli”, per ora composto solo dalla LHA (<em>Landing Helicopter Assault</em>) da cui prende il nome e dalla LPD (<em>Landing Platform Dock</em>) “New Orleans” (ancora non è stato osservato il “San Diego”, seconda LPD che trasporta il 31esimo MEU) è stato segnalato a <strong>Diego Garcia</strong>, la base aeronavale britannica utilizzata storicamente dagli USA nel mezzo dell&#8217;Oceano Indiano, il 23 marzo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following up on the transit into the Indian Ocean&#8230; 👇<br><br>ARG TRANSIT UPDATE: Tripoli ARG at Diego Garcia<br>Imagery from Mar 23 caught the USS Tripoli (LHA-7) moored alongside at the NSF Diego Garcia pier, visible despite heavy cloud cover.<br><br>➡️Just in—AIS data via <a href="https://twitter.com/VesselFinder?ref_src=twsrc%5Etfw">@VesselFinder</a>… <a href="https://t.co/xSSzZXjcJq">https://t.co/xSSzZXjcJq</a> <a href="https://t.co/PySR2SmZaU">pic.twitter.com/PySR2SmZaU</a></p>&mdash; MT Anderson (@MT_Anderson) <a href="https://twitter.com/MT_Anderson/status/2036483449754882403?ref_src=twsrc%5Etfw">March 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ARG del “Boxer” ha lasciato molto celermente il porto di San Diego il 19 marzo, dirigendosi verso ovest. Non è ancora chiaro se abbia ricevuto ordini di dispiegamento nella zona di operazioni del CENTCOM oppure sia stato inviato nel Pacifico Occidentale per sostituire l&#8217;ARG del “Tripoli”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Four officials tell Newsmax the Boxer Amphibious Ready Group (ARG) and the embarked 11th Marine Expeditionary Unit (11th MEU) is deploying ahead of schedule from the West Coast and is expected to sail direct through the Indo-Pacific to the Middle East, after the U.S. Navy was… <a href="https://t.co/jJMnkNBgAH">https://t.co/jJMnkNBgAH</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2034756851707826495?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Marines e l&#8217;82esima aviotrasportata</h2>



<p>Un MEU, imbarcato su tre navi da assalto anfibio (solitamente una LHA/LHD, e due tra LPD e LSD), è composto da circa <strong>2.200/2.500 Marines</strong>, supportato da elicotteri da assalto, da trasporto, convertiplani e una componente aerea imbarcata ad ala fissa costituita da F-35B o AV-8B. Quest&#8217;ultimo velivolo è destinato a essere ritirato dal servizio attivo a giugno di quest&#8217;anno, ma rimane a<a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/us-marines-av-8b-harrier-retirement-plans/">ncora attivo nel 22esimo MEU</a>. Considerando le unità navali in movimento, stimiamo che <strong>all&#8217;incirca 5.200 Marines</strong>, comprensivi dei gruppi aerei imbarcati e personale di supporto, siano attualmente in movimento verso il Medio Oriente, con la forza del “Tripoli”, l&#8217;unica diretta sicuramente verso la zona, pari a circa 2300 soldati.</p>



<p>Secondo quanto riportato venerdì dal<em> Wall Street Journal</em>, il Pentagono sta valutando l&#8217;invio di ulteriori <strong><a href="https://www.wsj.com/livecoverage/iran-war-us-israel-news-updates/card/trump-weighs-sending-another-10-000-ground-troops-to-the-middle-east-v1OhoXwv55BiCg7MAmim">10mila soldati delle forze terrestri</a></strong> in Medio Oriente. Se approvato, il contingente includerebbe probabilmente fanteria e veicoli blindati e si unirebbe ai Marines già diretti nella regione e ai circa <strong><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/82nd-airborne-division-iran-troops.html">2mila paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata</a></strong> di stanza a Fort Bragg. Tale operazione aumenterebbe significativamente la potenza di fuoco del contingente già inviato in zona di operazioni. </p>



<p>Sebbene non sia chiaro dove tali forze verrebbero dislocate, <strong>alcuni ritengono che il Pentagono stia preparando uno sbarco nell&#8217;isola di Kharg</strong>, una piccola striscia di terra nel Golfo Persico che gestisce il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane. L&#8217;isola è stata già pesantemente colpita dai raid aerei statunitensi, è oltre alla infrastrutture petrolifere ospita lavoratori del settore e un numero imprecisato di militari. Un potenziale assalto a Kharg potrebbe prevedere diverse tattiche, dallo sbarco anfibio dei Marines al lancio di paracadutisti direttamente nell&#8217;area, o una combinazione di queste. Il problema di un&#8217;azione di questo tipo è dato dal passaggio delle navi degli ARG dallo Stretto di Hormuz e dalla navigazione nel Golfo Persico, che <strong>potrebbe facilmente esporle alla reazione iraniana </strong>con barchini armati di missili, razzi e con vettori da crociera antinave basati a terra, che non abbiamo ancora visto in azione sebbene l&#8217;<a href="https://www.financialexpress.com/world-news/iran-attacks-uss-abraham-lincoln-but-why-irans-weapons-cannot-damage-it/4184152/">Iran abbia più volte riferito</a> di aver cercato di colpire il Carrier Strike Group della portaerei “Lincoln”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Hormuz al nucleare</h2>



<p>Recenti informazioni diffuse da <a href="https://edition.cnn.com/2026/03/10/politics/iran-begins-laying-mines-in-strait-of-hormuz">alcuni media</a>, riportano anche che gli iraniani avrebbero già posato mine navali nello Stretto a partire da circa il 12 marzo. Sebbene sia scarsamente possibile la posa di mine in modo da ottenere una zona di mare fittamente e ordinatamente minata, è noto che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">basti il sospetto</a></strong> che nella zona ci siano mine per rendere necessaria l&#8217;attività di unità navali per contromisure e quindi rallentare le operazioni di transito. </p>



<p>Le forze statunitensi potrebbero anche tentare di <strong>assumere il controllo di alcuni elementi del programma nucleare iraniano</strong>: la scorsa settimana Reuters ha riferito che funzionari dell&#8217;amministrazione Trump stavano valutando una missione per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito dell&#8217;Iran per eliminare la capacità dell&#8217;Iran di sviluppare armi nucleari. </p>



<p>Ci sono <strong>altre due opzioni per uno sbarco anfibio</strong> e un&#8217;azione terrestre e/o aviotrasportata statunitense: la presa di alcune isole nello Stretto, e il posizionamento di una <strong>controbolla <em>Anti Access / Area Denial</em></strong> nella penisola omanita di <strong>Musandam</strong>. Lungo lo Stretto, oltre alla grande isole di Qeshm che richiederebbe forze consistenti e una più lunga campagna di interdizione aerea, ci sono altre piccole isole come <strong>Larak</strong> (situata all&#8217;imboccatura in ingresso nel Golfo), e <strong>Siri</strong>, <strong>Abu Musa</strong>, <strong>Tunb al-Kubra</strong> e <strong>Tunb as-Sughra</strong>. Queste ultime 4 sono posizionate all&#8217;incirca al centro del braccio di mare, in uscita dal Golfo, abbastanza lontane dal territorio iraniano e soprattutto tutte dotate di una pista di atterraggio. La geografia delle isole è favorevole per un&#8217;operazione anfibia e aviotrasportata, quindi se le forze aeronavali statunitensi riuscissero a esprimere un&#8217;adeguata scorta l&#8217;operazione sarebbe fattibile. La penisola di Musandam, sebbene sia strategicamente rilevante, non ha coste adatte a uno sbarco anfibio nella sua parte orientale e settentrionale, e data l&#8217;orografia e la scarsa viabilità l&#8217;installazione di una controbolla richiederebbe molto tempo e notevoli sforzi logistici: resterebbe comunque l&#8217;opzione più sicura previa approvazione dell&#8217;Oman. L&#8217;opzione più probabile comunque resta la presa di una qualche isola nello Stretto, considerando l&#8217;invasione di Kharg la possibilità più dispendiosa in termini di assetti e personale considerando il rischio associato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html">USA, segnali di Azione anfibia contro l&#8217;Iran. Ecco come e dove potrebbe accadere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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