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	<title>Pasqua Archives - InsideOver</title>
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	<title>Pasqua Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 09:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il vicario della Custodia di Terra Santa racconta la Pasqua di passione della Palestina e le prospettive per una soluzione della crisi di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240329100201770_fdf505d24c7f61798879707c52dea000-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Abuna. Chi lo conosce (lui, peraltro, conosce tutti) lo chiama così: padre. <strong>Fra Ibrahim Faltas</strong> (nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1964, ordinato sacerdote nell&#8217;ordine dei Frati minori &#8211; Custodia di Terra Santa nel 1992) è una delle figure di spicco della Palestina intera. <strong>Oggi è Vicario della Custodia di Terra Santa</strong>, dopo esserne stato Discreto (il Discretorio è l&#8217;organismo che coadiuva il lavoro del Custode) ed Economo. Ma è stato anche parroco di Gerusalemme (2004-2010) ed è direttore del Collegio di Terra Santa in Betlemme nonché responsabile dello status quo nella Basilica della Nativià. Chi segue con continuità le vicende di Israele e dei palestinesi, infine, certo lo ricorda protagonista, nel 2002, dei 39 giorni dell&#8217;assedio alla Basilica, quando 220 palestinesi, molti dei quai armati, si rifugiarono nel tempio per sfuggire a un rastrellamento dell&#8217;esercito israeliano. Fu lui a mediare per tutto quel periodo (a cui poi ha dedicato un libro, &#8220;L&#8217;assedio della Basilica della Natività&#8221;), fino ad arrivare a una soluzione negoziata dello scontro. È la sua voce, quindi, a descriverci quella che, più che mai, è una Pasqua di passione per cristiani, musulmani ed ebrei.</p>



<p>&#8220;Prima di questa guerra, a parte ovviamente il periodo della pandemia, gli israeliani davano sempre permessi ai cristiani di Gaza e di Cisgiordania per venire alle celebrazioni pasquali a Gerusalemme&#8221;, racconta abuna Ibrahim: &#8220;Quest&#8217;anno da Gaza ovviamente non è venuto nessuno. Dalla Cisgiordania quasi nessuno. Perché hanno dato pochi permessi ma anche perché la gente non ha più i mezzi per raggiungere Gerusalemme. I cristiani di Cisgiordania sono impiegati tutti, in pratica, nel settore del turismo, che è completamente bloccato dal 7 ottobre scorso. Nessuno lavora da allora, e come si può pensare che famiglie che non hanno più i soldi per il pane trovino le forze per venire a Gerusalemme? Per le feste di Pasqua, prima di questa guerra, arrivava gente da tutta la Terra Santa, eravamo sempre intorno alle 30 mila persone. La Domenica delle Palme non eravamo 3 mila, quasi tutti sono stranieri che lavorano qui, non c&#8217;erano i pellegrini ed erano pochissimi i cristiani locali. Gli altri anni al Santo Sepolcro non si riusciva nemmeno a muoversi. Quest&#8217;anno i sacerdoti concelebranti erano quasi più numerosi dei fedeli. Mai visto prima nella storia&#8221;.</p>



<p><strong>Che notizie arrivano da Gaza?</strong>   </p>



<p> &#8220;Dal 7 ottobre, giorno dell&#8217;attacco di Hamas e della reazione di Israele, i cristiani si sono radunati in due conventi, 600 persone in quello latino e 200 in quello greco-ortodosso. Stanno malissimo, hanno perso tutto, e tanti di loro sono stati uccisi. Adesso a Gaza i morti, secondo i dati ufficiali, hanno superato le 32 mila persone, ma in realtà sono molte di più perché tanti cadaveri sono ancora sotto le macerie o per le strade, senza aver avuto una sepoltura degna. Adesso c&#8217;è anche la minaccia della fame. Gli aiuti umanitari non arrivano, e quando arrivano c&#8217;è il rischio che gli israeliani sparino sulla folla, non pochi sono morti in questo genere di situazione. La gente non ha elettricità, non ha l&#8217;acqua e beve quella del mare. È una situazione orribile, disumana. I feriti sono arrivati a 75 mila. Dall&#8217;inizio della guerra a oggi 13 mila bambini sono stati uccisi. Tantissimi malati e feriti hanno bisogno di medicine ma non arriva niente. Un inferno&#8221;.</p>



<p><strong>I giornali riportano, però, che presso i cittadini di Israele è ancora alto il sostegno per questa operazione militare&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;In realtà, anche in questi giorni ci sono state grandi manifestazioni per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni di questo governo. Anche tra gli israeliani ci sono molte divisioni, perché è ovvio che in una situazione come questa nessuno sta bene, israeliano, palestinese, cristiano o musulmano che sia. Tutti soffrono. Non c&#8217;è una famiglia israeliana che non sia stata toccata dal lutto, per gli ostaggi, i feriti o i morti, che tra gli israeliani sono stati tanti non solo il 7 ottobre ma anche nella guerra successiva. Oltre al lutto c&#8217;è la totale incertezza sul futuro del Paese. Conosco tanti israeliani che sono disperati e vorrebbero una tregua. Soprattutto vogliono la salvezza degli ostaggi, mentre anche da quel punto di vista arrivano notizie terribili. Un ostaggio israeliano è morto nei giorni scorsi di fame e di stenti, un uomo di 34 anni. Gli ostaggi sono 134 e hanno diritto di essere salvati. La tregua servirebbe anche a salvare loro. Ma dove vuole andare Israele, dove vuole andare questo Governo?&#8221;.</p>



<p><strong>Credi nella prospettiva, di cui tanto si parla, di un cessate il fuoco?</strong></p>



<p>&#8220;Ci aspettavamo una tregua per il Ramadan ma ormai siamo oltre la metà del Ramadan e la tregua non si è vista. Ci sono trattative, in Qatar, in Egitto, ma non si è ancora arrivati a un accordo. E poi il vento che tira qui fa disperare&#8221;.</p>



<p><strong>In che cosa possiamo sperare, allora?</strong></p>



<p>&#8220;La mia speranza è che dopo tutti questi morti, da un lato e dall&#8217;altro, si capisca finalmente che l&#8217;unica prospettiva reale è la soluzione a due Stati. Ora lo dicono tutti i potenti della terra, persino gli americani, che la soluzione non può essere che quella. E allora che la realizzino! Ora a Gaza siamo oltre i 110 mila tra morti e feriti ma dopo, quando smetteranno di sparare, vedranno che le vittime saranno ancor più numerose. In Cisgiordania ci sono stati tanti scontri, tanti arresti e più di 450 morti dall&#8217;inizio della guerra. Basta sangue, basta odio, basta vendetta! Ci dicono che la soluzione è quella dei due Stati. Se non la applicano dopo tutti questi morti, allora quando?&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-ibrahim-faltas-due-popoli-e-due-stati-se-non-ora-quando.html">Fra Ibrahim Faltas: &#8220;Due popoli e due Stati, se non ora quando?&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Francesco, Cirillo e la Pasqua nell&#8217;Europa in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 13:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1129" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1024x602.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1536x903.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-2048x1204.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo articolo è disponibile anche, in forma inglese, nel ventunesimo dossier del magazine di &#8220;Inside Over&#8221;, dal titolo &#8220;From the End of the Earth&#8221;, dedicato al decennale del pontificato di Papa Francesco. Qui è possibile leggere il numero completo. Per la prima volta da tre anni, tra pochi giorni la Pasqua sarà celebrata senza restrizioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html">Francesco, Cirillo e la Pasqua nell&#8217;Europa in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1129" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1024x602.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-768x452.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-1536x903.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033015451236_016a9a22e6902bd34b76fe8213f47b54-2048x1204.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Questo articolo è disponibile anche, in forma inglese, nel ventunesimo dossier del magazine di &#8220;<strong>Inside Over&#8221;,</strong> dal titolo <strong>&#8220;From the End of the Earth&#8221;</strong>, dedicato al decennale del pontificato di Papa Francesco. <a href="https://www.insideover.com/issue/from-the-end-of-the-earth" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui è possibile leggere</a> il numero completo.</em></p>



<p>Per la prima volta da tre anni, tra pochi giorni la Pasqua sarà celebrata senza restrizioni sanitarie in Vaticano. </p>



<p>L’immagine di un papa solo, nella piazza deserta, all’ombra di un cielo colmo di nuvole e pioggia rimane una delle immagini più impressionanti della pandemia. In quel giorno di marzo nel suo vuoto, piazza San Pietro aveva abbracciato<a href="https://it.insideover.com/religioni/la-via-del-papa-contro-il-liberismo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> un’universalità nuova, planetaria.&nbsp;</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno pieno della Pasqua</h2>



<p>Nella scenografia della sua preghiera<strong> <em>Urbi et Orbi </em>Francesco</strong> aveva scovato un modo per comunicare con l’umanità chiusa, confinata, indipendentemente dalla sua fede o dal suo ateismo. L’assenza diventava una presenza più acuta. &#8220;Nessuno si salva da solo” aveva detto.&nbsp;</p>



<p>La decisione di limitare la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali, trasmettendole via <em>streaming</em>, rappresenta un momento che forse è scorso troppo rapidamente nell’attualità vertigiosa che attraversa i nostri schermi, ma che resterà probabilmente a lungo per definire una delle tendenze di fondo del nostro tempo. La Chiesa cattolica seguì, in parte anzi accompagnò le misure di distanziamento, perché capì le ragioni sanitarie e politiche che presiedevano questa scelta, adottando a volte in modo anche maldestro le possibilità permesse dal digitale per limitare la diffusione del virus.&nbsp;</p>



<p>Come si arrivò a questa decisione? Paradossalmente – almeno se ci arrestiamo al racconto delle divisioni vaticane – fu proprio il cardinale Robert Sarah, nominato da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti a firmare il decreto “In tempo di Covid-19” (Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, Prot. n. 153/20) che offriva le indicazioni generali ai Vescovi.&nbsp;</p>



<p>Il beve testo del decreto nella sua asciuttezza ricordava che la Pasqua in quanto “<strong>cuore dell’anno liturgico non è una festa come le altre e non può essere trasferita</strong>.” Esprimeva però a tre riprese una formula decisiva. Le celebrazioni sono autorizzate “in misura della reale possibilità <em>stabilita da chi di dovere</em>”. Insomma qualora non fosse stato permesso, il decreto incitava i parroci a celebrare da soli “i misteri liturgici avvisando i fedeli dell&#8217;ora d&#8217;inizio in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni”, suggerendo di aiutarsi con i “mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata”.&nbsp;</p>



<p>La curva stretta della pandemia ha visto passare una Chiesa cattolica unita su un fronte che potremmo definire responsabile. Tra sanità e santità, in questo passaggio complicato si può misurare il rapporto della Chiesa con la nostra modernità estrema. Una forza che frena l’accelerazione, che riduce gli attriti e porta stabilità nelle convulsioni del contemporaneo.&nbsp;</p>



<p>Non sono certo mancate opposizioni, tra tutte quella del filosofo italiano <strong>Giorgio Agamben </strong>che si scandalizzava di questa scelta: “La Chiesa ha rinnegato puramente e semplicemente i suoi principi, dimenticando che il santo di cui l’attuale pontefice ha preso il nome abbracciava i lebbrosi, che una delle opere della misericordia era visitare gli ammalati, che i sacramenti si possono amministrare solo in presenza.”&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo però notare che all’interno della Chiesa poche figure di rilievo hanno preso le distanze in modo plateale da queste misure inedite, anche sconvolgenti dal punto di vista liturgico. Un’eccezione è forse rappresentata dal caso dell&#8217;arcivescovo Carlo Vigano, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, entrato in una spirale complottista che lo ha condotto a prendere delle posizioni sempre più radicali, sviluppando una lettura apocalittica della pandemia e della gestione politica e ecclesiastica attraverso la nozione di <em>deep state </em>e <em>deep church</em>. Finirà per essere sostenuto dall’allora presidente degli Stati Uniti <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump </a></strong>a cui aveva scritto una lettera dai toni singolari in cui evocava la lotta del Presidente americano contro “i figli delle tenebre”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione della Chiesa ortodossa</h2>



<p>Troviamo qui una differenza radicale con la posizione assunta da una parte consistente della Chiesa ortodossa che ha spesso evocato esplicitamente la<strong> dimensione escatologica </strong>della crisi: la pandemia era letta come un segno e come un appello a essere pronti alla fine dei tempi. Nell’insieme della sua gerarchia ha peraltro adottato un approccio molto meno mansueto rispetto alle indicazioni sanitarie, soprattuto in relazione alla distanza e ai gesti barriera per la comunione. Va ricordato che gli ortodossi fanno la comunione con il pane e il vino benedetti, mescolati nel calice santo e somministrati dal sacerdote con un cucchiaio. </p>



<p>Per evitare che i doni sacri possano cadere a terra, un velo rosso è tenuto sotto il calice e pulisce la bocca dei fedeli che hanno ricevuto la comunione. I fedeli baciano poi il calice simbolo della loro appartenenza al sacerdozio di Cristo. Alla fine della liturgia, i sacerdoti o i diaconi consumano i resti dei doni sacri e lavano il calice con acqua calda.&nbsp;</p>



<p>Il rischio di contagio di questi gesti sembra evidente, ma un argomento teologico era opposto all’argomento epidemiologico. Secondo l’arciprete Maxim Kozlov, presidente del Comitato per l&#8217;educazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa infatti: &#8220;Come cristiani ortodossi, siamo convinti che sia impossibile essere contagiati attraverso la comunione dei santi doni, attraverso il Corpo e il Sangue di Cristo.&#8221;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dialettica tra fede e mondo</h2>



<p>Osserviamo qui una tensione già notata dal cardinale<strong> Carlo Maria Martini </strong>alla fine dell’Unione sovietica, che aveva scoperto con inquietudine l’impreparazione di una Chiesa “uscita dalle catacombe”, ma “congelata e partanto impreparata al confronto con il pluralismo e la libertà democratica”.</p>



<p>In questo senso anche i doni della Chiesa ortodossa, definiti da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/benedetto-xvi-il-papa-teologo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph Ratzinger</a></strong> come un “autentico ascetismo cristiano”, rischiano di essere un <strong>ostacolo all’espressione</strong> di quella “fede limpida e profonda, capace di esprimesi e di impegnarsi anche nelle più delicate frontiere e nei più intricati crocevia della storia” di cui parlava Martini.&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo purtroppo notare che questa discrepanza esploderà con l’invasione dell’Ucraina. La crasi tra ortodossia moscovita e apparato putiniano sarà portata all’estremo dal <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/chi-e-kiril-il-patriarca-di-mosca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patriarca Kiril</a></strong>l quando il 6 marzo 2022, durante la celebrazione della Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca la domenica di San Giovanni, domenica dell&#8217;esilio adamitico (&#8220;domenica del perdono&#8221;), ha pronunciato un infuocato sermone per giustificare le cause della guerra di Putin in Ucraina:&nbsp;</p>



<p>&#8220;Oggi c&#8217;è una prova di fedeltà al potere [occidentale], una sorta di lasciapassare per questo mondo &#8216;felice&#8217;, un mondo di consumi eccessivi, un mondo di apparente &#8216;libertà&#8217;. Sapete qual è questo test? Il test è molto semplice e allo stesso tempo terrificante: è una parata del gay pride&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione di Carlo Maria Martini</h2>



<p>È in questo senso che, come lo ha notato il vaticanista Jean-Benoit Poulle, una parola biblica paradossalmente dedicata al &#8220;perdono&#8221; serve come giustificazione per la guerra nella tradizione bizantina del cesaropapismo:&nbsp;</p>



<p>&#8220;E così oggi, in questa domenica del perdono, io, da una parte, come vostro pastore, invito tutti a perdonare i peccati e i debiti, anche dove è molto difficile farlo, dove le persone sono in lotta tra loro. Ma il perdono senza la giustizia è una resa e una debolezza. Il perdono deve quindi essere accompagnato dall&#8217;indispensabile diritto di stare dalla parte della luce, dalla parte della verità di Dio, dalla parte dei comandamenti divini, dalla parte di ciò che ci rivela la luce di Cristo, la sua Parola, il suo Vangelo, le sue più grandi alleanze date al genere umano&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Nei sommovimenti degli anni Venti, riemerge una differenza radicale e una sfida per la Chiesa universale, non solo o non tanto europea, di Francesco. Di fronte al ritorno della teologia politica, confrontati a una <strong>“guerra santa</strong>” condotta da una potenza nucleare, possiamo forse ripartire da un consiglio di Carlo Maria Martini: “le Chiese occidentali dovranno mostrare che la fede può essere vissuta seriamente e significativamente anche in un mondo tecnicizzato e complesso come il nostro”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/francesco-cirillo-e-la-pasqua-nelleuropa-in-guerra.html">Francesco, Cirillo e la Pasqua nell&#8217;Europa in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Pasqua alla &#8220;Vittoria&#8221;: i due passaggi della guerra di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-pasqua-alla-vittoria-i-due-passaggi-della-guerra-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 08:55:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin nella cattedrale (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-2048x1077.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partecipazione del presidente russo Vladimir Putin alla Messa ha fatto riflettere su diversi simbolismi. Qualcuno, in particolare un account dichiaratamente a favore della resistenza ucraina contro l&#8217;invasione di Mosca, ha messo in dubbio la stessa presenza del leader del Cremlino nella Cattedrale del Cristo Salvatore, ipotizzando un montaggio con scene prese addirittura dall&#8217;anno scorso. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-pasqua-alla-vittoria-i-due-passaggi-della-guerra-di-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin nella cattedrale (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBaRTJK238XUPosRof6_ANSA-scaled-e1650963299693-2048x1077.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La partecipazione del presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> alla Messa ha fatto riflettere su diversi simbolismi. Qualcuno, in particolare un account dichiaratamente a favore della resistenza ucraina contro l&#8217;invasione di Mosca, ha messo in dubbio la stessa presenza del leader del Cremlino nella Cattedrale del Cristo Salvatore, ipotizzando un montaggio con scene prese addirittura dall&#8217;anno scorso. L&#8217;ipotesi, certo suggestiva, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/putin-e-video-messa-perch-non-possiamo-dire-che-fake-2028847.html">sembra essere smentita da una prima analisi delle immagini</a> del presidente russo alla celebrazione della Pasqua ortodossa. Tuttavia già da questa discussione fa comprendere come la narrazione sul conflitto ucraino e sulla presidenza russa sia cambiata radicalmente nel corso delle ultime settimane. Quello che era un leader ampiamente e definitivamente riconosciuto quale interlocutore &#8220;normale&#8221; del consesso internazionale, oggi viene identificato quale ultima figura tra il misterioso e il misterico. Più un autocrate orientale che un presidente. Dove il mistero diventa parte integrante della sua figura e della percezione di esso nel mondo occidentale, fatto apparire quasi più simile a Kim Jong Un che a un presidente eletto.</p>
<p>L&#8217;alone di mistero si unisce a una serie di dubbi e di verifiche realizzate attraverso siti di analisi, commenti, fact-checking. Dal video preregistrato per l&#8217;inizio dell&#8217;invasione fino alle immagini degli ultimi incontri con i ministri e rappresentanti politici fino anche a quello allo stadio di Mosca, tanti dubitano delle reali apparizione del <strong>capo del Cremlino</strong> e sul suo stato di salute. A questo si aggiungono poi le continue domande su alcune personalità, boiardi e <em>siloviki</em>, che in un dato momento sembrano scomparire del tutto dalla scena pubblica. Il ministro della Difesa, il capo di Stato maggiore, generali, economisti, oligarchi, familiari e presunte amanti, alti funzionari e capo dei servizi, quest&#8217;ultimo pubblicamente bacchettato all&#8217;inizio della guerra in Ucraina come in una gogna mediatica.</p>
<p>Il sistema putiniano vive dunque non solo di una propria narrazione interna, ma anche su una narrazione esterna definita attraverso letture a volte esagerate, a volte quasi misteriche, a volte frutto di analisi estremamente approfondite in cui ogni mossa del presidente russo diventa una chiave per interpretare le mosse attuali e future. Un&#8217;attenzione che guarda non solo alla sostanza, ma anche alle forme di un potere fatto di ritualità, gesti, parole e appunto narrative.</p>
<p>In questo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">la <strong>Pasqua</strong></a> e la Messa nella cattedrale del Cristo Salvatore hanno certamente rappresentato un momento essenziale di questo percorso di analisi dell&#8217;attualità del Cremlino. Il presidente russo non ha mai mancato un appuntamento religioso. La sua non è solo una (del tutto personale) convinzione interna, <a href="https://www.quotidiano.net/esteri/putin-alla-messa-di-pasqua-con-kirill-ma-e-un-monaco-il-vero-rasputin-1.7601832">che qualcuno fa risalire al lavoro del monaco Tikhon Shevkunov</a>, ma anche parte della sua narrazione imperiale da dare in pasto all&#8217;opinione pubblica. Mosca non è solo capitale di uno Stato e di un impero, ma anche centro di una Chiesa nazionale che sostiene il governo, ancillare all&#8217;idea neo-zarista ma anche utile piattaforma sociale e culturale per un Paese che uscito dalla lunga parentesi comunista necessitava di una base valoriale per ripartire. Il neoconservatorismo di Putin è passato in questi anni necessariamente per la Chiesa ortodossa russa, ne ha sostenuto la propaganda e ne ha alimentato anche gli obiettivi politici del sistema. Quando il rapporto con l&#8217;Occidente si è sfaldato, ben prima della <strong>guerra in Ucraina</strong> che chiaramente rappresenta una pietra tombale nel matrimonio di convenienza col Cremlino, la Chiesa russa è stata una solida colonna portate di un sistema narrativo in cui si trovavano in modo chiaro un sistema da proteggere e i suoi nemici.</p>
<p>Questo si è manifestato in modo molto netto anche nella guerra in Ucraina. Molti ricorderanno che il presidente russo, nell&#8217;ormai famoso discorso con cui ha annunciato le sue intenzioni belliche, ha parlato del comune destino dei due Stati ricordando che tra i motivi dell&#8217;unità dello spazio russo vi era anche quello della Chiesa. Putin ha rilanciato il problema della autocefalia della chiesa ucraina, di questo strappo di Kiev che ha voluto rendersi autonoma dal patriarcato di Mosca dopo secoli di unità. Un livello conflittuale quindi ben distante dalle logiche pragmatiche di una guerra, ma che dimostra quella grande matrice culturale e anche propagandistica che ha caratterizzato il potere dello <strong>&#8220;zar&#8221;</strong> e la sua &#8220;operazione militare speciale&#8221;.</p>
<p>La Messa di Pasqua, arrivata in un momento tragico di una guerra logorante, non è una scelta istantanea del leader russo. Putin, come detto, ha costruito un matrimonio molto solido tra il suo potere e la Chiesa per la nuova Russia post-comunista. E considerare la scelta di essere alle celebrazioni come frutto di una contingenza momentanea sarebbe superficiale. Ora però questa immagine del presidente con la candela accesa tra le mani che fa il segno della Croce, che segue pedissequamente il rito del <strong>patriarca Kirill</strong>, ripreso mentre recita alla sinistra dell&#8217;altare le parole con cui viene annunciata la resurrezione del Cristo, assumono anche altri significati. <a href="https://it.insideover.com/guerra/due-mesi-di-guerra-in-ucraina-visti-dalla-russia.html">Mentre la Russia combatte</a> una guerra contro altri ortodossi, quando i nemici sono gli occidentali, con tutti i valori che essi rappresentano, per la propaganda è un ulteriore &#8220;serrate le fila&#8221; in attesa del 9 Maggio: festa che unirà il nazionalismo di matrice sovietica al patriottismo religioso. Due date separate da pochi giorni ma che uniscono i due piani della strategia mediatica russa: da un lato la ricomposizione del mondo russo, in cui la Chiesa di Mosca è uno dei pilastri, dall&#8217;altro la rinnovata &#8220;lotta al nazismo&#8221;, con la &#8220;denazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina e ai nemici della Russia.</p>
<p>Una propaganda martellante che adesso, in qualsiasi caso, dovrà avere una risposta ed essere in qualche modo perseguita, fino anche alle estreme conseguenze di tutto questo. <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/04/26/news/putin_prigioniero_della_sua_propaganda-346913511/?ref=RHTP-BL-I346854429-P1-S4-T1">Lo spiega Rosalba Castelletti su <em>Repubblica</em></a>, secondo cui a questo punto, Putin &#8220;non può puntare su un accordo di pace perché élite e popolazione lo interpreterebbero come una resa, ma non ha ancora definito un obiettivo da vendere come onorevole fine delle ostilità, né deciso quale sarà il futuro di quelle che chiama &#8220;regioni liberate&#8221;&#8221;. Molti analisti ritengono veritieri i sondaggi che ne danno la popolarità in aumento, anche gli stessi oppositori temono che di base vi sia una forte convinzione interna su giustificare la guerra. E più va avanti, più appare difficile per chiunque provare a individuare una strada per accordi che non evochino gli spettri della dissoluzione dell&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> o della fine dell&#8217;<strong>impero</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-errori-militari-della-russia-nei-primi-due-mesi-di-guerra.html">I morti aumentano</a>, la devastazione pure. <a href="https://it.insideover.com/guerra/15mila-soldati-russi-morti-in-ucraina-la-stima-di-londra-sulle-perdite-di-mosca.html">I caduti sono un macigno</a> che pesa sul Cremlino, che sa di avere intrapreso una rotta fatta di sangue. Ma il messaggio è che questa scelta, per quanto drammatica, debba essere vista come obbligata: Putin non poteva fare altro che accettare il suo ruolo di ultimo interprete della Storia russa e rompere gli indugi. Apparentemente indebolito nella leadership e nel fisico, isolato rispetto ai politici ma non rispetto alla cosiddetta &#8220;anima russa&#8221;, teatrale nei gesti, pio di fronte alla Chiesa russa, ora il capo del Cremlino ha una sola necessità: evitare di perdere. E farlo con il sostegno dei due mondi che rappresentano la base del suo consenso: la Chiesa e il nazionalismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-pasqua-alla-vittoria-i-due-passaggi-della-guerra-di-putin.html">Dalla Pasqua alla &#8220;Vittoria&#8221;: i due passaggi della guerra di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 16:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ortodossi]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pasqua di guerra per gli ortodossi ucraini e russi, in questa che è di sicuro una festività carica di significato per coloro che, nonostante il conflitto in corso, provano a ricordare come il cristianesimo sia una religione di pace. Vladimir Putin non ha voluto tenere in considerazione l&#8217;eventualità che alla Pasqua ortodossa coincidesse quantomeno un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/AYBbXHBZMNsuj8CWLCIC_FOTOGRAMMA-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Pasqua</strong> di guerra per gli ortodossi ucraini e russi, in questa che è di sicuro una festività carica di significato per coloro che, nonostante il conflitto in corso, provano a ricordare come il cristianesimo sia una religione di pace.</p>
<p><strong> Vladimir Putin</strong> non ha voluto tenere in considerazione l&#8217;eventualità che alla Pasqua ortodossa coincidesse quantomeno un cessate il fuoco momentaneo. In queste ore, stanno continuando l&#8217;assalto a Mariupol, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/missili-e-allarme-attacco-chimico-odessa-nel-mirino-mosca-2028734.html">l&#8217;offensiva russa ad Odessa</a> e la pioggia di fuoco che sta interessando il Donbass, dov&#8217;è concentrata buona parte di quella che i russi chiamano &#8220;operazione speciale&#8221;.</p>
<p>L<strong>&#8216;Ucraina</strong>, dal canto suo, non può che continuare a difendersi, segnalando le vittime di quelli che sono già stati definiti &#8220;bombardamenti di Pasqua&#8221;. A soppesare la gravità delle azioni compiute dall&#8217;esercito russo ci ha pensato Liudmila Denisova, la commissaria ai Diritti umani che, come ripercorso dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, ha stilato una sorte di bollettino tragico: &#8220;L&#8217;esercito russo continua a bombardare attivamente città pacifiche in Ucraina e continua a uccidere civili&#8221;, ha fatto sapere via <em>Telegram</em>. E ancora: &#8220;La regione di Kherson è sull&#8217;orlo di una catastrofe umanitaria&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Sulla Pasqua ortodossa è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong>: &#8220;Durante questo momento sacro &#8211; ha premesso -, preghiamo per tutti coloro che stanno soffrendo a causa della brutalità della guerra e della persecuzione. Piangiamo con tutti coloro che hanno perso i propri cari o che temono per la loro incolumità e ci impegniamo a lavorare per la pace, per la libertà e la sicurezza di tutte le persone&#8221;, ha dichiarato il Commander in Chief degli Usa. Blinken ha invece citato la &#8220;resilienza&#8221; come valore che anima lo spirito degli ucraini in queste festività e non solo.</p>
<p>La situazione religiosa, tra Ucraina e Russia, è più complessa che mai. Dopo lo scisma da <strong>Mosca</strong> degli ortodossi ucraini che risale a qualche anno fa, stanno aumentando le realtà che erano rimaste legate alla Chiesa ortodossa moscovita  e che adesso hanno già manifestato, nei fatti e nelle dichiarazioni, intenzione di sganciarsi dalla &#8220;dipendenza&#8221;, per così dire, dal <strong>patriarca Kirill</strong>, che ha preso le parti dello &#8220;Zar&#8221; rispetto alla guerra in Ucraina, segnalando i rischi della &#8220;occidentalizzazione&#8221; del Donbass, citando le &#8220;processioni gay&#8221; e non solo.</p>
<p>Le &#8220;prediche delle autorità ortodosse ucraine sono piuttosto rappresentative: &#8220;Se Cristo ha sconfitto la morte, anche l&#8217;Ucraina potrà risorgere&#8221;, ha detto, durante l&#8217;omelia di Pasqua, padre Andrei Golovin, sacerdote di una chiesa ortodossa di <strong>Bucha</strong>. E ancora: &#8220;Noi celebriamo, mentre loro continuano a versare sangue come ispirati da Satana&#8221;. Il clima tra ortodossi ucraini ed ortodossi russi, insomma, <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-chiese-ortodosse-di-kiev-e-mosca-ora-sono-piu-distanti-che-mai.html">non è mai stato così acceso</a>.</p>
<p>Golovin, che ha rilasciato alcuni virgolettati all&#8217;<em>Ansa</em>, si è anche augurato che <strong>papa Francesco</strong> possa recarsi nei luoghi interessati dalla guerra per verificare con &#8220;i suoi occhi&#8221;. Alcune polemiche hanno accompagnato la Via Crucis cristiano-cattolica di quest&#8217;anno per via della presenza &#8211; quella che alcuni hanno considerato &#8220;equidistante&#8221; &#8211; di una donna ucraina e di una donna russa.</p>
<p>I toni, come riporta sempre l&#8217;<em>Adnkronos</em>, stanno ormai scavando un solco profondo tra Kiev e Mosca anche sotto il profilo del dialogo religioso. Lo stesso che può essere considerato interrotto: Il metropolita <strong>Onuphury,</strong> che fino a qualche settimana fa guardava al patriarca Kirill come al vertice della sua realtà ecclesiastica, ha parlato di &#8220;disastro&#8221; in relazione alla guerra mossa da Putin in Ucraina e, sempre riferendosi al presidente della Federazione russa, ha domandato di mettere la parola &#8220;fine&#8221; a quello che questo emisfero di ortodossi ucraini non fa che ritenere un &#8220;conflitto fratricida&#8221;.</p>
<p>Se il presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha parlato della guerra come di un virus, il battaglione Azov, attraverso il comandante Svyatoslav Palamar, ha segnalato a sua volta, citando anche &#8220;bambini innocenti&#8221;, come i russi stiano continuando a bombardare durante le ore che accompagnano la Pasqua.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-ortodossi-ucraini-e-russi-vivono-una-pasqua-di-guerra.html">Così ortodossi ucraini e russi vivono una Pasqua di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La lezione &#8220;scorretta&#8221; di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ramadan-ora-trump-infrange-il-politicamente-corretto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 06:22:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ramadan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Casa Bianca Usa covid La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il presidente Donald Trump vorrebbe che, in relazione al quadro pandemico odierno, il Ramadan dei musulmani venisse interessato dalle restrizioni federali nella stessa misura in cui è stata interessata la Pasqua dei cristiani. Il Covid-19 ha costretto la Chiesa cattolica a rispettare anche le distanze sociali. Persino le celebrazioni pasquali presiedute da Papa Francesco sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ramadan-ora-trump-infrange-il-politicamente-corretto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ramadan-ora-trump-infrange-il-politicamente-corretto.html">La lezione &#8220;scorretta&#8221; di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Casa Bianca Usa covid La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Donald-Trump-briefing-sul-coronavirus-La-Presse-e1586762963980-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il presidente <strong>Donald Trump</strong> vorrebbe che, in relazione al quadro pandemico odierno, il <strong>Ramadan</strong> dei musulmani venisse interessato dalle restrizioni federali nella stessa misura in cui è stata interessata la Pasqua dei cristiani.</p>
<p>Il<strong> Covid-19</strong> ha costretto la Chiesa cattolica a rispettare anche le distanze sociali. Persino le celebrazioni pasquali presiedute da Papa Francesco sono state modificate. La partecipazione alle Messe dei fedeli &#8211; come sappiamo &#8211; è sospesa. Per quanto Bergoglio abbia da poco ricordato che quella di oggi &#8211; quella isolata &#8211; non è la vera Chiesa. Lo scopo delle disposizioni governative, anche negli States, rimane quello di evitare gli assembramenti di persone. Ma cosa accadrà in America durante il nono mese dell&#8217;anno del calendario islamico? Il <strong>Ramadan</strong> avrà inizio il prossimo ventitré di aprile. La fine è prevista sempre per il ventitré, ma di maggio. E le pratiche tradizionali delle persone di fede musulmana dovranno fare i conti con i provvedimenti che Donald Trump ha adottato per evitare la diffusione del <strong>nuovo coronavirus</strong>.</p>
<p>L&#8217;inquilino della Casa Bianca &#8211; come riportato dall&#8217;<em>Agi</em> &#8211; ha espresso nel corso di ieri sera un parere tanto semplice quanto diretto: Donald Trump vuole che le norme di comportamento, che dovrebbero accomunare i cristiano-cattolici ed i musulmani, siano equiparate anche dal punto di vista pratico. Una presa di posizione che infrange il <strong>politicamente corretto</strong>. Se non altro perché Trump, sostenendo questa tesi, ha fatto emergere una possibile disparità di trattamento a discapito di chi non ha potuto celebrare la Pasqua come avrebbe voluto</p>
<p>The Donald &#8211; non è un mistero &#8211; guarda pure a novembre, quando dovrà misurarsi con il consenso degli americani. E l&#8217;integrazione tra le &#8220;minoranze&#8221; è un tema molto sentito. Dalla parte cattolica-tradizionalista sono spesso emerse argomentazioni secondo cui i musulmani verrebbero tutelati in genere, tanto dalla politica quanto dai media, in maniera molto più marcata. I cattolici tradizionalisti sono tra i più trumpisti. Ma non si tratta soltanto di un banale calcolo elettorale.</p>
<p>Donald Trump sta proponendo un vero e proprio modello d&#8217;integrazione che non presenti differenze. E questo è di sicuro un elemento culturale di notevole interesse. Prima di passare ad ulteriori considerazioni, risulta utile citare le dichiarazioni che Trump ha rilasciato ieri, durante la consueta conferenza stampa relativa allo stato delle cose sul Covid-19: &#8220;Direi che (tra Pasqua e Ramadan, ndr) potrebbe esserci qualche differenza. E dovremo vedere cosa accadrà. Perché ho visto una grande disparità in questo Paese. Inseguono le chiese cristiane ma non tendono a farlo con le moschee&#8221;. La tutela dei cristiani, insomma, sgombra il campo dalle possibile incoerenze alimentate dal politicamente corretto.</p>
<p>Come si può dedurre con facilità, Trump, quasi per paradosso, risulta essere un leader egualitario sul piano del rapporto tra Governo federale e confessioni religiose. La domanda che ci si potrebbe porre è questa: come si è arrivata alla necessità di una presa di posizione così difensiva verso i cristiani? Comunque sia, prediligere le libertà di alcuni fedeli, avendo già limitato quelle di altri, corrisponderebbe ad un atteggiamento discriminante. Poi ieri a Trump è stata posta un&#8217;altra domanda riguardante le possibili violazioni delle regole sul distanziamento sociale da parte degli imam impegnati nel Ramadan. Un quesito a cui The Donald ha risposto senza pensarci troppo, facendo capire come abbia certezze delle certezze al riguardo: non accadrà. Ma c&#8217;è un &#8220;però&#8221;.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Il leader del Gop</a> ha concluso il suo intervento in questa maniera: &#8220;Sono una persona che crede nella fede &#8211; ha chiosato The Donald . E non importa quale sia la tua fede. Ma i nostri politici sembrano trattare diverse fedi in modo molto diverso&#8221;. Insomma, Trump ha difeso la cristianità ed ha attaccato un certo modo di interpretare le gerarchie religiose. Così facendo, però, il presidente si è anche contraddistinto per egualitarismo.</p>
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		<title>Il Coronavirus chiude le città sante ma la tecnologia lascia aperta la fede</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-coronavirus-chiude-le-citta-sante-ma-la-tecnologia-lascia-aperta-la-fede.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 14:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Santo Sepolcro Gerusalemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Questo mese di aprile per i credenti cristiani, musulmani ed ebrei è un mese unico: in questo mese ricorrono infatti la Pasqua cristiana, quella ebraica e il Ramadan. È la prima volta, in quasi due decenni, che tre festività di massima importanza per le tre grandi religioni monoteiste si incontrano e condividono giorni di preghiera &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-coronavirus-chiude-le-citta-sante-ma-la-tecnologia-lascia-aperta-la-fede.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Santo Sepolcro Gerusalemme (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Basilica-del-Santo-Sepolcro-chiusa-La-Presse-e1586529114401-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Questo mese di aprile per i credenti cristiani, musulmani ed ebrei è un mese unico: in questo mese ricorrono infatti la <strong>Pasqua</strong> cristiana, quella ebraica e il Ramadan. È la prima volta, in quasi due decenni, che tre festività di massima importanza per le tre grandi religioni monoteiste si incontrano e condividono giorni di preghiera e cerimonia. Un evento unico, da un punto di vista spirituale ma anche simbolico, un sodalizio di fede e di pace e la città di <strong>Gerusalemme</strong>, il cuore dei monoteismi, la culla della fede per ebrei, cristiani e musulmani attendeva questo momento da tempo. In questo mese di aprile 2020 la Basilica del Santo Sepolcro, il Muro del Pianto e la moschea di Al Aqsa avrebbero dovuto accogliere un numero imponente di circa 500mila fedeli e visitatori, tutto questo però non avverrà dal momento che a causa del virus Sars-cov2 i luoghi di culto sono stati chiusi e le celebrazioni vietate. Sarà la prima volta nella storia che le celebrazioni avverranno senza pellegrini e fedeli.</p>
<p>In queste ore le <a href="https://tg24.sky.it/mondo/photogallery/2020/03/17/coronavirus-luoghi-culto-chiusi.html">immagini che provengono dalla Terra Sant</a>a mostrano i <strong>luoghi di culto</strong> in Israele e Cisgiordania completamente deserti. Sono immagini impattanti, desolanti che fanno riecheggiare, nell&#8217;inusitato vuoto dei templi, le preghiere e le suppliche di tutti coloro che in queste ore chiedono alla fede aiuto e risposte per affrontare i drammi che la pandemia del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> sta provocando. Padre Francesco Patton, custode di Terra Santa da Gerusalemme ha mandato attraverso un&#8217;intervista al <em><a href="https://www.agensir.it/chiesa/2020/04/06/coronavirus-covid-19-gerusalemme-pasqua-a-porte-chiuse-ma-con-il-sepolcro-sempre-vuoto-custode-patton-non-fermiamoci-al-venerdi-santo">Sir</a></em> questo messaggio di fede e speranza ai fedeli cristiani: &#8220;Sarà una Pasqua in tono minore per ciò che concerne l’apparato celebrativo, ma alla quale non mancherà assolutamente nulla del suo Mistero più profondo che è la Resurrezione con cui Cristo ha sconfitto per sempre la morte. Questo è il fondamento della nostra fede e della nostra speranza&#8221;.</p>
<p>E per cercare di non lasciare soli i fedeli in queste ore drammatiche, ed estremamente importanti, Eilat Lieber, direttrice e curatrice del Museo della Torre di David nella città vecchia di Gerusalemme ha deciso, accelerando i tempi di realizzazione, di lanciare il suo progetto di rendere virtuale <strong>&#8221;La Città Santa&#8221;</strong>. Attraverso un lavoro zelante e fuori dal comune realizzato con due case di produzione di realtà virtuale, Blimey e OccupiedVR, dal 9 aprile sarà possibile dal proprio pc visitare tutti i luoghi religiosi della città vecchia e assistere alla sacralità del momento grazie a dei filmati che mostreranno le principali cerimonie religiose che si svolgono nel cuore di Gerusalemme. Eia Lieber, al <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/30/travel/coronavirus-virtual-reality-religion.html">New York Times</a> ha così spiegato il perché dell&#8217;iniziativa: &#8221;Abbiamo pensato alle persone di tutto il mondo che non saranno in grado di venire qui quest&#8217;anno e ci siamo interrogati su come potessimo portare loro lo spirito di Gerusalemme. La risposta che ci siamo dati è contenuta in questo progetto: &#8221;The Holy City&#8221;.</p>
<p>Non solo Gerusalemme, ma anche <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/effetto-coronavirus-larabia-saudita-vieta-i-pellegrinaggi-1835702.html">la Mecca ha chiuso i battenti</a>, a causa del coronavirus, ai pellegrini musulmani. L&#8217;<strong>Hajj</strong>, l&#8217;annuale pellegrinaggio che ogni anno porta circa due milioni di fedeli al sito più sacro dell&#8217;Islam, è stato sospeso per volontà delle autorità di Riad per prevenire un eventuale diffusione del contagio per coronavirus. Una decisione radicale ma inevitabile anche perché, ed è la storia in questo caso ad insegnarlo, <a href="https://www.linkiesta.it/2020/02/coronavirus-batteri-storia/">in passato sono stati proprio i pellegrinaggi i focolai di diffusione delle epidemie</a>. Nel XVIII secolo infatti il vibrione del colera, endemico della regione del delta del <strong>Gange</strong>, si diffuse in tutte il mondo a seguito del pellegrinaggio compiuto alla Mecca dalle popolazioni bengalesi appena convertitesi all&#8217;Islam. Le immagini della Kaaba deserta stanno facendo il giro del mondo in queste ore ma, così come è avvenuto a Gerusalemme, anche per quel che riguarda i fedeli islamici, c&#8217;è chi è venuto loro in aiuto utilizzando la tecnologia come strumento per permettere che la spiritualità e la fede non vengano minate dal Covid-19. Ehab Fares, Ceo dell&#8217;agenzia digitale egiziana Bsocial ha dato vita a <a href="https://www.oculus.com/experiences/gear-vr/1125286047502859/?locale=it_IT">Experience Mecc</a>a un app che offre una visione a 360gradi del luogo sacro e un&#8217;immersione virtuale nel rituale del Tawaf. E l&#8217;amministratore delegato, sempre sulle colonne del New York Times ha spiegato: &#8221;Questa applicazione non è un sostituto dell&#8217;esperienza reale ma un metodo educativo e stimolante per avvicinarsi ad essa e quanto mai prezioso in un momento come questo&#8221;.</p>
<p>Non solo il mondo sunnita ha chiuso le porte dei principali luoghi di culto, ma altrettanto ha fatto quello sciita come testimonia la <a href="https://abcnews.go.com/International/iranian-hardliners-accused-breaking-shrines-closed-prevent-coronavirus/story?id=69638706">chiusura da parte di Teheran dei principali santuari</a> del paese tra cui quelli di <strong>Qom</strong> e <strong>Mashhad</strong>. Sebbene l&#8217;Iran sia uno dei paesi maggiormente colpiti dall&#8217;infezione, in ogni caso la decisione di chiudere i luoghi di culto è stata al centro di numerose polemiche. Le autorità religiose e il clero più conservatore si sono scagliati duramente attraverso i social media e la stampa contro la decisione del governo e si sono registrati anche tentativi di irruzione nei templi da parte di ferventi religiosi in segno di protesta contro la soluzione adottata dall&#8217;esecutivo. Una prova di forza che però è stata severamente punita e condannata dalle autorità iraniane, tanto che Hossein Gharib, procuratore di Qom, si è così espresso in merito, attraverso l&#8217;agenzia di stampa nazionale della Repubblica islamica dell&#8217;Iran :&#8221;Queste persone hanno profanato il santuario sacro. Hanno esercitato forza e hanno rotto le porte del santuario&#8221;. E il giornalista iraniano Sadek Hosseini in un <a href="https://twitter.com/sadeq_hosseini/status/1239977971131113472?s=20">tweet</a> ha così commentato la notizia: &#8221; Dovrebbe essere questa una preziosa lezione per i conservatori per imparare che l&#8217;estremismo è un male: sia nelle ambasciate che nei templi&#8221;.</p>
<p>Tra le città sante che in questi giorni, a causa del coronavirus, hanno visto la chiusura dei luoghi di culto e la sospensione delle cerimonie c&#8217;è, ovviamente, anche <strong>Roma</strong>. La benedizione e la preghiera di Papa Francesco davanti a una Piazza San Pietro completamente deserta, avvenuta a fine marzo, hanno commosso ed emozionato il mondo. La Settimana Santa di solito vede decine di migliaia di visitatori nelle vie della Città Eterna, quest&#8217;anno invece il Pontefice predicherà su un pulpito vuoto. Ma, se da un lato queste immagini colpiscono per la loro forza e perchè sono il ritratto delle ore contingenti dove solitudine e separazione travolgono e disorientano, dall&#8217;altro lato però, sono anche il riflesso di un&#8217;ostinata volontà di resilienza e perseveranza nel non farsi sopraffare dall&#8217;abbandono e dal fatalismo. E a riprova di come in queste ore, per credenti e non solo, sia più che mai preziosa la ricerca di una forza e una fede interiore, nonostante l&#8217;impossibilità di condividere ecumenicamente le festività religiose di questo mese di aprile, ci sono le parole stesse di Francesco che il 3 aprile, con un <a href="http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4da12bc6-2809-4a36-be8a-d1e1af012bec-tg1.html">videomessaggio al TG1 </a>si è così rivolto a tutti gli ascoltatori: &#8220;Questa fede pasquale nutre la nostra speranza, vorrei condividerla con voi questa sera: è la speranza di un tempo migliore in cui essere migliori in noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. È una speranza: la speranza non delude, non è un&#8217;illusione&#8221;.</p>
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		<title>Il cuore della Spagna rivive la tradizione della Settimana Santa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/settimana-santa-spagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 18:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La Settimana Santa in Spagna ha un significato particolare, profondo, quasi mistico. Non è soltanto una questione di fede, ma è un simbolo della religiosità popolare. Le processioni che serpeggiano per le vie delle città ricordano una tradizione radicata nella storia del Paese. E la Spagna moderna, ultra progressista e che sembra quasi dimenticarsi del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/settimana-santa-spagna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180326230645_26042732-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>Settimana Santa</strong> in <strong>Spagna</strong> ha un significato particolare, profondo, quasi mistico. Non è soltanto una questione di fede, ma è un simbolo della <strong>religiosità popolare</strong>. Le processioni che serpeggiano per le vie delle città ricordano una tradizione radicata nella storia del Paese. E la Spagna moderna, ultra progressista e che sembra quasi dimenticarsi del suo passato, ritorna a vivere come se fosse la religione la vera ossatura della sua comunità.</p>
<p>Il termine &#8220;ossatura&#8221; non è casuale. Per molti secoli, le differenze interne alla Spagna hanno quasi reso impossibile definire un&#8217;identità culturale. José Ortega y Gasset parlava della Spagna nei termini di una <em>España invertebrada</em>, proprio per ricordare la mancanza di spina dorsale non solo nelle decisioni ma anche come immagine di un popolo che non aveva ancora una sua colonna.</p>
<p>Questa colonna, nella Settimana Santa, sembra essere effettivamente la fede popolare. Un&#8217;immagine viva ed eloquente di un qualcosa che unisce il Paese dal sud a nord con processioni e riti pubblici che sembrano incastonati in un tempo remoto quanto attuale, in una religiosità buia e festosa allo stesso tempo che mostra al mondo <strong>un&#8217;espressione della Spagna che molti tentano di rimuovere</strong>. E anche se oggi il tema dell&#8217;attrazione turistica sembra interessare di più di quello della religione, rimane il fascino di una tradizione antica e viva: come la devozione popolare.</p>
<p></p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;870&#8243; gal_title=&#8221;SPAGNA&#8221;]</p>
<p><strong>Siviglia</strong> è certamente l&#8217;esempio più famoso ed eclatante di questa grandiosa festa popolare. Tutto l&#8217;anno, le confraternite si addestrano nei movimenti da seguire durante le processioni per le strade della città. Ognuna ha una sua statua, ognuna un suo percorso, ognuna il suo significato, così come i tempi e i giorni di uscita. <strong>Dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua</strong>, ciascuna confraternita ha il suo giorno e la sua ora in cui esce dalla chiesa per marciare per le vie della città. Sono 60 le confraternite che vanno in processione fino alla cattedrale della città, di cui 11 prima dell&#8217;inizio della Settimana Santa, il venerdì e il sabato prima della Domenica delle Palme. I membri delle confraternite che partecipano alla processione di solito lo fanno vestiti con tuniche e cappelli conici, i <em>nazarenos</em>, e il loro volto non deve essere visibile.  Tutto nella piena tradizione andalusa, barocca e viva in ogni sua forma.</p>
<p>Una delle immagini più note della <em>Semana Santa</em> spagnola è quella di <strong>Malaga</strong>, con i soldati della <strong>Legione</strong> che trasporteranno la statua del Cristo . Il Giovedì santo, la nave dell&#8217;Armada sbarca nel porto della città i membri del plotone che poi <a style="color: #0000ff" href="https://www.youtube.com/watch?v=8XULTHbK5z8">escono dalla caserma in processione</a> con il crocifisso sulle braccia cantando <em>El novio de la muerte</em>. Alle sette di sera in punto, la processione inizia per le vie del centro.</p>
<p></p>
<p>In tutta la Spagna, nelle stesse ore, accade lo stesso. Le <strong>confraternite</strong> escono per le vie del centro, tra silenzi, bande che suonano musiche che indicano il ritmo ma anche il senso della processione. I cittadini e i turisti osservano ammirati le sfilate, con quel senso magico di assistere a un incantesimo che riporta la devozione popolare al centro di un mondo. Le <strong>fiaccole</strong> tenute in mano dai penitenti, illuminano nella luce tenue del fuoco le vie appositamente più buie, proprio per far risplenderne le fiamme. E tutto sembra fermarsi, anche quella Spagna che ormai sembra aver del tutto perso quelle radici che l&#8217;hanno di fatto unita.</p>
<p>Come ogni anno, <strong>non mancano le proteste</strong>. La politica prende il sopravvento anche in questi casi, con i gruppi progressisti che tacciano le processioni di oscurantismo o, nel migliore dei casi, di &#8220;fascismo&#8221;. Eh sì, l&#8217;accusa di fascismo rientra nelle etichette assegnate dal mondo radicale a queste manifestazioni culturali. Dove c&#8217;è tradizione e devozione, lo spauracchio del fascismo non può mancare.</p>
<p>Ma per fortuna la tradizione resiste, anche a questi superficiali attacchi di chi dimentica il passato, a prescindere dalla fede. L&#8217;ultimo attacco, da parte della sinistra, è stato rivolto alla tradizione delle caserme e degli uffici pubblici di mettere <strong>le bandiere a mezz&#8217;asta da Giovedì Santo fino a Domenica</strong>. Il vice segretario generale del Partito socialista, Adriana Lastra, ha detto che chiederanno spiegazioni al ministro della Difesa ricordandole che la Spagna è un Paese secolare, laico e che queste manifestazioni appartengono al passato. &#8220;È una misura anacronistica che non ha nulla a che fare con un ministero moderno e con un paese laico&#8221;. Ma la tradizione non deve essere al passo con i tempi. È questo che la rende tale.</p>
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		<title>Quei musulmani in difesa dei cristiani sotto attacco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 13:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Era il giorno di Pasqua del 2016, quando per tutta la città di Lahore iniziarono a rincorrersi le voci che un attentatore kamikaze si era fatto esplodere all&#8217;interno del parco di divertimento Gulshan e Iqbal Park, compiendo una strage. Si tratta di una delle azioni più efferate che siano state mai commesse da degli estremisti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/lislam-che-non-ti-aspetti/quei-musulmani-in-difesa-dei-cristiani-sotto-attacco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GUM_20170524_pakistan_001-1620x1080-1-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Era il giorno di Pasqua del 2016, quando per tutta la città di Lahore iniziarono a rincorrersi le voci che un attentatore kamikaze si era fatto esplodere all&#8217;interno del parco di divertimento Gulshan e Iqbal Park, compiendo una strage. Si tratta di una delle azioni più efferate che siano state mai commesse da degli estremisti islamici in <strong>Pakistan</strong>. Il bilancio finale fu di oltre 70 vittime, per la maggior parte donne e bambini. Un anno è passato da quel tragico episodio. È la vigilia di Pasqua 2017 e il Luna Park è stato riaperto e, quasi per sfidare terroristi e terrore, oggi il parco è popolato da famiglie e bambini, le attrazioni sono di nuovo funzionanti e nessuno vuole parlare di quello che è successo, come per cancellare l&#8217;orrore, il panico, la morte e far sì che la vita prenda il sopravvento.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/IPJ1D_bZfYU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
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<p>Ma è pur sempre la vigilia di Pasqua in Pakistan, l&#8217;allerta è massima; i militari pattugliano ogni ingresso al Gulshan e Iqbal Park, ma non solo: anche tutte le strade che portano verso chiese o luoghi di culto cattolici sono sbarrate e presidiate dai soldati dell&#8217;esercito Pakistano. La cattedrale di Lahore si appresta ad accogliere la celebrazione della festività. Centinaia di persone stanno convergendo verso la Chiesa. È sera, c&#8217;è un clima di festa e voglia di partecipare alla Veglia. C&#8217;è il vescovo di Lahore Sebstian Francis Shaw e c&#8217;è padre Mani che spiega: &#8221;In passato hanno provato a compiere un attentato qua, ma non ci sono riusciti. Hanno però fatto una strage nel quartiere di Yohannabad e il giorno di Pasqua e a ridosso delle Sante ricorrenze i momenti sono sempre critici perché, approfittando della grossa partecipazione dei fedeli, i terroristi cercano di infiltrarsi e compiere delle stragi&#8221;.</p>
<p>La veglia pasquale ha inizio, centinaia di lumini riempiono con una luce intensa e delicata le navate della cattedrale ma, intorno, ci sono poliziotti in borghese, artificieri che setacciano il tempio alla ricerca di possibili ordigni e cecchini su tutti i tetti. &#8221;Vedi, <strong>i soldati che sono qua sono militari musulmani, eppure sono presenti per difendere noi cristiani</strong>. Non bisogna generalizzare; noi cristiani abbiamo tanti problemi in Pakistan: la legge sulla blasfemia, il terrorismo, l&#8217;odio degli jihadisti&#8230; ma ci sono anche dei musulmani che si mettono in prima fila e rischiano la vita per proteggerci e consentirci di pregare&#8221;.</p>
<p></p>
<p>E la stessa scena si ripresenta l&#8217;indomani nel quartiere di<strong> Yohannabd</strong>. È il ghetto cristiano della città del Punjab, oltre 40mila persone vivono in questo rione nel mirino dei talebani che, solo 2 anni fa, hanno assaltato la chiesa di Saint John compiendo una strage. Le strade che conducono alla parrocchia sono presidiate dai militari e volontari armati sono appostati in ogni dove: sui tetti, dietro sacchi di sabbia e sui balconi, al riparo dei parapetti nei quali sono state scavate delle feritoie per introdurre le canne dei fucili. “Questa è la nostra Pasqua. Ma non importa. L&#8217;importante è che migliaia di persone abbiamo partecipato alle celebrazioni e che oggi la chiesa sia estremamente gremita di gente&#8221;.</p>
<p>A parlare è Francis Gulzar vicario generale di Lahore che, dopo la funzione che ha visto una partecipazione incredibile di famiglie, ha proseguito, dicendo: &#8221;Tanta gente senza paura e senza timore è venuta a celebrare la Pasqua. Questa è la dimostrazione più importante e il messaggio più forte che potessimo mandare. Abbiamo dimostrato che non cediamo alla paura, che non lasciamo neanche un solo centimetro di terreno ai talebani e che la nostra voglia di vivere e la nostra fede in Dio sono più forti di qualsiasi bomba. È un messaggio importante che tutto il pianeta dovrebbe apprendere&#8221;.</p>
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<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini</strong></em></p>
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		<title>Donbass, sarà una Pasqua di pace</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/donbass-il-primo-maggio-sara-una-pasqua-di-pace.html</link>
		
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		<pubDate>Sun, 01 May 2016 12:03:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1392" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-300x217.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-768x557.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-1024x742.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1392" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-300x217.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-768x557.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/image-1-1024x742.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Donetsk &#8211; Quest&#8217;anno, i cristiani ortodossi festeggiano la Pasqua il primo maggio. E sarà festa anche qui, nel Donbass. A <strong>Donetsk</strong>, infatti, le bombe si fermeranno e i fucili smetteranno di sparare, per permettere ai civili e ai militari di partecipare alle celebrazioni della più importante festa cristiana. Nella giornata di venerdì, infatti, i rappresentanti di Russia, Ucraina, autorità separatiste e Osce, hanno raggiunto un accordo per l’entrata in vigore di un <strong>cessate il fuoco</strong> totale nelle regioni del sud-est dell’Ucraina, nel giorno di Pasqua, per il quale, secondo quanto ha annunciato venerdì il rappresentante speciale dell’Osce, Martin Sajdik, le armi verranno messe a tacere dalla mezzanotte di sabato, fino alla mezzanotte di domenica.La città si prepara, quindi, ai festeggiamenti, con le celebrazioni pasquali che avranno luogo in “oltre cento chiese”, “alcune delle quali situate in zone a ridosso della linea del fronte”, come ha annunciato il presidente della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko. Lo stesso leader dei separatisti ha fatto sapere che per consentire lo svolgimento delle cerimonie religiose, nella notte di sabato, a discrezione delle autorità locali, anche il coprifuoco, che di solito entra in vigore ogni sera alle 22, sarà sospeso.Ma non tutti, a Donetsk, potranno festeggiare la Pasqua con i propri cari. C’è chi a causa della guerra ha perso un figlio, un padre, un marito, un amico. Chi ha perso la propria casa, distrutta dai bombardamenti. Poi ci sono gli sfollati o gli ostaggi civili, scambiati dall’esercito di Kiev con i prigionieri di guerra ucraini, che non potranno fare ritorno nelle loro case e riabbracciare le proprie famiglie, perché si trovano nelle città sotto controllo ucraino. Per questo le centinaia di sfollati ed ex prigionieri che affollano gli alloggi collettivi di Donetsk, ad esempio, si faranno compagnia, consumando il pranzo di Pasqua tutti insieme: bambini, uomini, donne, anziani, riuniti attorno ai grandi tavoli della mensa. Pranzi come questi, in molti casi, saranno messi in tavola grazie agli <strong>aiuti umanitari</strong>. Sono moltissime, infatti, le persone che a causa della guerra hanno perso il lavoro e le proprie fonti autonome di reddito. Le autorità locali fanno quello che possono, ma oltre due anni di blocco economico pesano sempre di più su una popolazione ridotta allo stremo. Gli anziani chiedono l’elemosina per sopravvivere, e chi vive nelle aree a ridosso del fronte spesso non ha accesso all’acqua, all’elettricità e al gas. La scorsa settimana un nuovo carico di aiuti umanitari è arrivato nelle regioni di Donetsk e Lugansk, da Mosca. Circa 1.200 tonnellate di alimenti, medicine, equipaggiamento anti incendio e libri, sono partiti dal Centro di soccorso di Donskoy, nella regione russa di Rostov sul Don. Ma le condizioni di gran parte della popolazione rimangono critiche.Nelle abitazioni distrutte di Trudovskie, Spartak o Zaitsevo, infatti, l’unica consolazione sarà l’icona di Cristo appesa alle pareti della baracche costruite davanti alle case crollate, o sulle mura delle cantine trasformate in bunker antiaerei, tra la rete del letto e la stufa per scaldarsi. Perché quell’icona, che qui a Donetsk è appesa in tutte le case, o in ciò che ne resta, sta lì a ricordare che oggi è Pasqua e non cadrà nessuna bomba. Che, per un giorno, si vivrà come prima. Senza il terrore di morire da un momento all’altro, colpiti dalle schegge di un mortaio o dal proiettile di un cecchino.Sì, perché a Donetsk, nonostante sia in vigore la tregua, è ancora guerra. Una guerra che si combatte ogni giorno nei sobborghi della città, ad Avdeevka, Marinka, Yasinovataya, Gorlovka, Trudovskie. Una guerra che, secondo i dati forniti venerdì dall’assistente per gli affari politici del Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha provocato quasi <strong>10 mila morti</strong> e più di 20 mila feriti. I combattimenti, nelle ultime settimane, sono aumentati ai livelli della primavera del 2014, quando le bombe cadevano anche nel centro della città, la guerra si combatteva casa per casa, e gli scontri erano all’apice della loro intensità. La tregua di Pasqua durerà soltanto un giorno. E, quasi certamente, da lunedì, i proiettili di mortaio ricominceranno a cadere sui civili, come ad Olenivka, e l’appello delle Nazioni Unite affinché le armi continuino a tacere anche dopo il primo maggio, è destinato a rimanere inascoltato.</p>
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