La Settimana Santa in Spagna ha un significato particolare, profondo, quasi mistico. Non è soltanto una questione di fede, ma è un simbolo della religiosità popolare. Le processioni che serpeggiano per le vie delle città ricordano una tradizione radicata nella storia del Paese. E la Spagna moderna, ultra progressista e che sembra quasi dimenticarsi del suo passato, ritorna a vivere come se fosse la religione la vera ossatura della sua comunità.

Il termine “ossatura” non è casuale. Per molti secoli, le differenze interne alla Spagna hanno quasi reso impossibile definire un’identità culturale. José Ortega y Gasset parlava della Spagna nei termini di una España invertebrada, proprio per ricordare la mancanza di spina dorsale non solo nelle decisioni ma anche come immagine di un popolo che non aveva ancora una sua colonna.

Questa colonna, nella Settimana Santa, sembra essere effettivamente la fede popolare. Un’immagine viva ed eloquente di un qualcosa che unisce il Paese dal sud a nord con processioni e riti pubblici che sembrano incastonati in un tempo remoto quanto attuale, in una religiosità buia e festosa allo stesso tempo che mostra al mondo un’espressione della Spagna che molti tentano di rimuovere. E anche se oggi il tema dell’attrazione turistica sembra interessare di più di quello della religione, rimane il fascino di una tradizione antica e viva: come la devozione popolare.

Siviglia è certamente l’esempio più famoso ed eclatante di questa grandiosa festa popolare. Tutto l’anno, le confraternite si addestrano nei movimenti da seguire durante le processioni per le strade della città. Ognuna ha una sua statua, ognuna un suo percorso, ognuna il suo significato, così come i tempi e i giorni di uscita. Dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua, ciascuna confraternita ha il suo giorno e la sua ora in cui esce dalla chiesa per marciare per le vie della città. Sono 60 le confraternite che vanno in processione fino alla cattedrale della città, di cui 11 prima dell’inizio della Settimana Santa, il venerdì e il sabato prima della Domenica delle Palme. I membri delle confraternite che partecipano alla processione di solito lo fanno vestiti con tuniche e cappelli conici, i nazarenos, e il loro volto non deve essere visibile.  Tutto nella piena tradizione andalusa, barocca e viva in ogni sua forma.

Una delle immagini più note della Semana Santa spagnola è quella di Malaga, con i soldati della Legione che trasporteranno la statua del Cristo . Il Giovedì santo, la nave dell’Armada sbarca nel porto della città i membri del plotone che poi escono dalla caserma in processione con il crocifisso sulle braccia cantando El novio de la muerte. Alle sette di sera in punto, la processione inizia per le vie del centro.

In tutta la Spagna, nelle stesse ore, accade lo stesso. Le confraternite escono per le vie del centro, tra silenzi, bande che suonano musiche che indicano il ritmo ma anche il senso della processione. I cittadini e i turisti osservano ammirati le sfilate, con quel senso magico di assistere a un incantesimo che riporta la devozione popolare al centro di un mondo. Le fiaccole tenute in mano dai penitenti, illuminano nella luce tenue del fuoco le vie appositamente più buie, proprio per far risplenderne le fiamme. E tutto sembra fermarsi, anche quella Spagna che ormai sembra aver del tutto perso quelle radici che l’hanno di fatto unita.

Come ogni anno, non mancano le proteste. La politica prende il sopravvento anche in questi casi, con i gruppi progressisti che tacciano le processioni di oscurantismo o, nel migliore dei casi, di “fascismo”. Eh sì, l’accusa di fascismo rientra nelle etichette assegnate dal mondo radicale a queste manifestazioni culturali. Dove c’è tradizione e devozione, lo spauracchio del fascismo non può mancare.

Ma per fortuna la tradizione resiste, anche a questi superficiali attacchi di chi dimentica il passato, a prescindere dalla fede. L’ultimo attacco, da parte della sinistra, è stato rivolto alla tradizione delle caserme e degli uffici pubblici di mettere le bandiere a mezz’asta da Giovedì Santo fino a Domenica. Il vice segretario generale del Partito socialista, Adriana Lastra, ha detto che chiederanno spiegazioni al ministro della Difesa ricordandole che la Spagna è un Paese secolare, laico e che queste manifestazioni appartengono al passato. “È una misura anacronistica che non ha nulla a che fare con un ministero moderno e con un paese laico”. Ma la tradizione non deve essere al passo con i tempi. È questo che la rende tale.

Articolo di Lorenzo Vita