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	<title>Mar Caspio Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 09:59:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mar Caspio Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola, Zelensky alla Casa Bianca martedì.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html">L&#8217;Ucraina colpisce una nave iraniana nel Mar Caspio: per Kiev le due guerre sono una sola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina alza ulteriormente l&#8217;asticella dei suoi attacchi e li estende fino al Mar Caspio e contro l&#8217;Iran, Paese accusato di sostenere l&#8217;aggressione militare russa. Nella strategia dei colpi in profondità, la notte tra il 25 e il 26 luglio ha segnato un ulteriore salto di qualità: il Servizio di Sicurezza Ucraino (Sbu), l&#8217;intelligence interna del Paese specializzatasi in questi anni in operazioni clamorose e ad alto rischio, <strong>ha annunciato l&#8217;attacco contro una nave iraniana nel Mar Caspio accusata di eludere le sanzioni internazionali e di trasportare strumentazione militare destinata a Mosca.</strong></p>



<p><a href="https://t.me/SBUkr/18190">L&#8217;Sbu ha comunicato </a>su Telegram che l&#8217;offensiva, condotta con droni, si inseriva in una più vasta operazione di martellamento che ha contribuito a mettere nel mirino anche una motovedetta russa e un impianto petrolifero. Di queste ultime mosse mancano conferme Osint, mentre sul fronte della nave iraniana colpita è da registrare la <strong>veemente reazione iraniana</strong>, con il Ministero degli Esteri di Teheran che ha denunciato l&#8217;uccisione di un marinaio nel raid.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un salto di qualità dei raid</h2>



<p>La mossa segna un salto di qualità notevole nel conflitto e lascia pensare che da parte dell&#8217;Ucraina il messaggio sia chiaro: si intende ammiccare agli Stati Uniti, impegnati nel rinnovato confronto con Teheran, mostrando le capacità combattive di Kiev, mettendo nel mirino il loro avversario e provando a presentare le due guerre, quella calda in Ucraina e quella nuovamente in riscaldamento nel Golfo, come &#8230; lo stesso conflitto.</p>



<p>L&#8217;azione in un teatro inedito da parte dell&#8217;Ucraina parla da sé e segna un precedente. Fino ad oggi, infatti, non si avevano notizie di precedenti operazioni di larga scala dell&#8217;Ucraina nel Mar Caspio né di <strong>ingaggi diretti tra il Paese guidato da Volodymyr Zelensky</strong> e l&#8217;Iran, che negli ultimi anni è stato un partner importante per la Russia aprendo alla fornitura e alla produzione su licenza dei suoi droni. Ed è da sottolineare che la mossa sembra sostenere la strategia Usa, dato che col rinnovato blocco dello Stretto di Hormuz e la ripresa della conflittualità ora nel mirino di Washington ci sono soprattutto le <strong>infrastrutture ferroviarie, portuali e di collegamento della Repubblica Islamica</strong>. </p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/a352cb9c-8b29-4d3c-b672-1b6c65fd4a1d?syn-25a6b1a6=1">Il Financial Times ricorda</a> che per l&#8217;Iran il Mar Caspio è sempre più importante perché &#8220;il corridoio settentrionale consente all&#8217;Iran di importare merci dagli Stati che vi si affacciano&#8221; e consente &#8220;di ricevere merci cinesi trasportate via terra su rotaia attraverso l&#8217;Asia centrale, prima di raggiungere i porti sulla costa del Mar Caspio&#8221;. La frequenza dell&#8217;utilizzo della rotta marittima del Caspio per i traffici militari russo-iraniani era stata confermata da tempo da analisi di <a href="https://www.lloydslistintelligence.com/resources/blog/vessel-ais-gaps-linked-to-suspected-russia-iran-arms-trade">Lloyd&#8217;s List Intelligence </a>e del <a href="https://www.caspianpolicy.org/research/security-and-politics-program-spp/dark-deals-on-the-caspian-how-iran-ships-drones-to-russia">Caspian Policy Center</a>. <strong>Appare chiaro che la percezione di sicurezza giocasse un ruolo nella sua scelta</strong> come linea di congiunzione prioritaria per scambi di questo tipo. Oggigiorno l&#8217;Sbu, con i suoi attacchi a lungo raggio, mostra la precarietà di questa linea in caso di conflittualità avanzata e complementa gli attacchi compiuti in precedenza dagli Usa sulle reti infrastrutturali dell&#8217;Iran, a loro volta strategiche per la connettività euroasiatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky alla Casa Bianca sull&#8217;onda lunga dei raid</h2>



<p>Il raid, solo l&#8217;ultimo di una lunga serie a cui l&#8217;Sbu ha abituato dal 2022 a oggi (<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-operazione-spider-web-americani-e-inglesi-non-potevano-non-sapere.html">con picchi come l&#8217;Operazione Spiderweb contro i bombardieri nucleari russi del giugno 2025</a>), avviene pochi giorni dopo che Yevhen Khmara, alla guida del servizio interno dall&#8217;uscita di scena di Vasyl Malyuk a gennaio, era stato spostato alla carica di Ministro della Difesa ad interim dopo l&#8217;uscita dal governo di <strong>Mykhailo Fedorov,</strong> venendo sostituito la scorsa settimana dal generale Oleksandr Poklad. L&#8217;avvicendamento ai vertici non sembra però aver influito sulle capacità operative della struttura dell&#8217;Sbu, che resta capace di azioni notevoli ed è una spina nel fianco per Mosca. </p>



<p>L&#8217;attacco arriva poi poche ore dopo che Zelensky aveva denunciato la presenza <a href="https://www.cbsnews.com/news/zelenskyy-russia-iran-satellite-imagery-us-bases/">di una mano spionistica russa dietro <strong>i colpi iraniani contro gli Usa nel Golfo</strong></a>, e lascia pensare che per Kiev, oggi, mostrarsi robusta e capace di infliggere danni ai suoi avversari possa essere ritenuto da Zelensky politicamente utile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I will instruct our intelligence to share with our partners the information we have regarding Russia’s new assistance to the Iranian regime. Since the beginning of July, we have recorded active Russian satellite surveillance of the Gulf states and U.S. military facilities located…</p>&mdash; Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) <a href="https://x.com/ZelenskyyUa/status/2081074329115078813?ref_src=twsrc%5Etfw">July 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Come interpreterà la Casa Bianca del presidente Donald Trump questa manovra,</strong> in una fase in cui sembra esserci stallo nel possibile negoziato russo-ucraino e in cui la guerra Usa-Iran riprende, per quanto a minore intensità rispetto a febbraio-aprile? <strong>Se ne parlerà, con ogni probabilità, nel meeting Zelensky-Trump</strong> alla Casa Bianca il prossimo 28 luglio. Il presidente ucraino giungerà da Trump dopo essere andato ai funerali del Senatore Lindsey Graham e il giorno dopo che da The Donald sarà passato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, leader che sull&#8217;indebolimento dell&#8217;Iran ha, come noto, costruito ben più di una strategia. E potrebbe dunque guardare con attenzione alle mosse di un&#8217;Ucraina divenuta strategica su più teatri.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Quei droni ucraini che, dal Mar Nero al Caspio, preoccupano i marinai russi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/quei-droni-ucraini-che-dal-mar-nero-al-caspio-preoccupano-i-marinai-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 06:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-1536x969.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Coprendo più di mille chilometri in pieno  giorno, i droni di Kiev sono riusciti a colpire la marina russa anche nel Mar Caspio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-600x378.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109025109850_e4c92eb5db761e6b41e07574201174f4-2-1536x969.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli ucraini colpiscono per la prima volta nel <strong>Mar Caspio</strong> e nel mirino dei droni kamikaze finiscono ancora una volta le navi da guerra russe alla fonda. Ma queste audaci operazioni dietro le linee hanno un valore strategico o si riducono a piccole azioni di disturbo da manuale della <strong>guerriglia</strong>?</p>



<p>Ormai conosciamo bene i <strong>commando ucraini</strong> che uniscono agenti dell&#8217;<strong>intelligence</strong> e <strong>forze speciali</strong> in raggruppamenti altamente addestrati che continuano a colpire le basi russe con <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/ucraina-si-stanno-riscrivendo-regole-guerra-navale-2336035.html">tattiche di guerriglia</a> e di guerra asimmetrica attraverso azioni che prevedono largo uso di droni aerei e marittimi convertiti per azioni &#8220;suicide&#8221; condotte in remoto su obiettivi di una rilevanza maggiore.</p>



<p>L&#8217;<a href="https://www.pravda.com.ua/news/2024/11/6/7483198/">ultima azione</a> di guerra ha visto almeno due <a href="http://www.hisutton.com/Ukraine-OWA-UAVs.html">droni ucraini</a> del tipo <em>A22 Foxbat</em>&nbsp;o <em>Sky Ranger Ninja</em> attaccare la <strong>base navale russa</strong>&nbsp;di Kaspiysk, nella Repubblica Autonoma del Dagestan, nella Russia europea meridionale che si affaccia sul Mar Caspio. Nel mirino sono finite <strong>due navi missilistiche</strong>. A rendere noto l’attacco è stato Andriy Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino. Secondo quanto riportato dal giornale<em> Ukrayinska Pravda</em>, altre unità navali di piccole dimensioni della <strong>Flottiglia del Mar Caspio</strong> sarebbero rimaste danneggiate.</p>



<p>Il<strong> tipo di droni</strong> kamikaze impiegati in questo tipo di azione sono basati su cellule di aerei ultraleggeri &#8211; normalmente con equipaggio &#8211; resi delle &#8220;bombe aeree&#8221; che vengono pilotate in remoto sull&#8217;obiettivo con l&#8217;ausilio di telecamere. La portata dei loro serbatoi, a differenza dai normali droni, garantisce un elevato range operativo. Se non vengono fermati prima dalla contraerea questi aerei, una volta messo a fuoco l&#8217;obiettivo, vengono diretti sul bersaglio in picchiata con l&#8217;ausilio di un sistema Gps/guida inerziale per un effetto analogo a quelle dei caccia Zero usati dai <strong>Kamikaze giapponesi</strong> nella seconda guerra mondiale.</p>



<p>&#8220;<em>Kaspiysk è a più di mille chilometri di distanza dal probabile sito di lancio e il drone, che è un aereo leggero adattato, ha coperto questa distanza senza problemi, e alla luce del giorno!</em>&#8220;, ha affermato il capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e&nbsp;difesa nazionale dell&#8217;Ucraina. Sottolineando come i droni, delle dimensioni paragonabili a quelle di un vero aereo, abbiano attraversato &#8220;<em>centinaia di chilometri attraverso la difesa aerea russa</em>&#8220;.</p>



<p>Un &#8220;<em>primo attacco ai russi nel Mar Caspio durante l&#8217;intero periodo dell&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;Ucraina</em>&#8220;, ha affermato il funzionario ucraino, che ha poi aggiunto: &#8220;<em>Marinai, non avrete pace né nel Mar Nero né nel Mar Caspio</em>&#8220;. Tuttavia, c&#8217;è una piccola considerazione da fare a riguardo. Queste operazioni spettacolari, che dimostrano le capacità raggiunte dall&#8217;intelligence militare ucraina e dalle <a href="https://it.insideover.com/guerra/silenziosi-micidiali-superaddestrati-sono-gli-incursori-navali-dellucraina.html">forze speciali</a> ben addestrate che riescono a colpire i russi ben oltre le linee in settori dove nessuno si attenderebbe un attacco, sono efficaci nel tenere alto il livello di stress dell&#8217;avversario, ma a livello prettamente &#8220;strategico&#8221; non stanno influenzando un conflitto che si sta combattendo realmente nel <strong>Donbass</strong> e nel <strong>Kursk</strong>, e non sembra assistere a un rovesciamento delle sorti a<strong> favore di Kiev</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-droni-ucraini-che-dal-mar-nero-al-caspio-preoccupano-i-marinai-russi.html">Quei droni ucraini che, dal Mar Nero al Caspio, preoccupano i marinai russi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La via più sicura per Mosca: le armi iraniane attraverso il Mar Caspio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-via-piu-sicura-per-mosca-le-armi-iraniane-attraverso-il-mar-caspio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-1024x542.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-1536x813.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-2048x1083.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'intelligence occidentale punta i riflettori sul Mar Caspio dove le navi iraniane e quelle russe scambiano munizioni, armi e droni</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-via-piu-sicura-per-mosca-le-armi-iraniane-attraverso-il-mar-caspio.html">La via più sicura per Mosca: le armi iraniane attraverso il Mar Caspio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-scaled-600x317.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-1024x542.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-768x406.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-1536x813.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230426114012743_1cc7d2e896fc0ac5e6e97d65a6cf5ead-2048x1083.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;occhio dell&#8217;intelligence occidentale torna a posarsi sul <strong>Mar Caspio</strong>. Negli ultimi giorni, il <em>Wall Street Journal</em> ha affermato di avere avuto accesso a documenti e fonti locali che dimostrerebbero un imponente <strong>flusso</strong> di munizioni per <strong>armi</strong> leggere e artiglieria dall&#8217;<strong>Iran </strong>alla <strong>Russia</strong> reso possibile attraverso diversi cargo che hanno solcato le acque del Mar Caspio. Si tratterebbe di circa 300mila proiettili per artiglieria e di un milione di munizioni: elementi che confermerebbero quell&#8217;intesa sul piano militare che unisce Teheran e Mosca già manifestata attraverso l&#8217;invio dei famigerati droni-kamikaze (e non solo) a supporto delle forze russe impegnate in Ucraina.</p>



<p>L&#8217;intelligence Usa, messa in allerta dai partner regionali, si è già attivata. E del resto non è una novità che il Mar Caspio venga considerato uno <strong>specchio d&#8217;acqua</strong> particolarmente rilevante per realizzare gli scambi tra Iran e Russia. <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/feb/12/iran-uses-boats-state-airline-smuggle-drones-into-russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Già a febbraio</a> il <em>Guardian </em>aveva rilanciato l&#8217;indiscrezione secondo cui la maggior parte dei droni inviati dall&#8217;Iran in Russia venivano prelevati segretamente <a href="https://it.insideover.com/guerra/droni-ai-russi-e-raid-a-isfahan-i-pasdaran-nel-mirino.html/amp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da una nave iraniana e trasferiti su un&#8217;unità russa</a> nel Mar Caspio. Un segnale quindi che da mesi le agenzie di spionaggio occidentali, in particolare britanniche e statunitensi, hanno puntato sul lago più grande del mondo.</p>



<p>In effetti, la via d&#8217;acqua del Mar Caspio rappresenta forse il <strong>percorso più semplice</strong> e sicuro per i mezzi che dalle fabbriche iraniane devono poi essere dirottati verso gli arsenali russi. Affacciandosi entrambi i Paesi su quel mare interno ed essendo di fatto le due <strong>potenze rivierasche</strong> (seguite dall&#8217;Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan), Iran e Russia riescono a gestire in modo sicuro e senza intromissioni questo flusso di navi per rifornirsi a vicenda. Un tema che per gli Usa è di particolare rilevanza anche per ribadire la sinergia che si è costruita in questi anni tra i due Paesi e perorare la causa della <strong>massima pressione</strong> non solo verso il Cremlino ma anche verso gli Ayatollah.</p>



<p>Inoltre, per Mosca è abbastanza semplice proteggere il percorso dei cargo e gli scambi che avvengono a largo delle coste del Mar Caspio, avendo un controllo quasi completo di quello specchio d&#8217;acqua garantito da una <strong>flottiglia </strong>che negli ultimi anni è stata anche al centro di un importante processo di ammodernamento e di consolidamento. Tra le sue unità, spiccano in particolare corvette missilistiche <em>Buyan-M</em> e fregate <em>Gepard</em>: alcune di esse sono state utilizzate per lanciare attacchi missilistici con i Kalibr contro l&#8217;Ucraina, <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2022/03/20/russian-warships-caspian-sea-join-bombardment-ukraine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in particolare contro Kostiantynivka</a>.</p>
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		<title>Kiev colpita da Tu-95 sul Mar Caspio? Cosa può significare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kiev-mar-caspio-tu-95.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 12:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardiere Tu-95]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-2048x1405.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I missili che hanno colpito Kiev in queste ore sono giunti da lontano, direttamente dallo spazio aereo del Mar Caspio. Ad affermarlo è l&#8217;Aeronautica militare ucraina, che, come riportato dall&#8217;agenzia Ukrinform, ha comunicato che i missili che questa mattina hanno bersagliato la capitale sono partiti da un bombardiere strategico Tu-95 che sorvolava l&#8217;area dell&#8217;enorme specchio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-mar-caspio-tu-95.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1317" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA3292473-2048x1405.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I missili <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/esplosioni-kiev-controffensiva-ucraina-nellest-diretta-2039998.html">che hanno colpito <strong>Kiev</strong> in queste ore</a> sono giunti da lontano, direttamente dallo spazio aereo del <strong>Mar Caspio</strong>. Ad affermarlo è l&#8217;Aeronautica militare ucraina, che, <a href="https://www.ukrinform.net/rubric-ato/3500172-explosions-in-kyiv-city-and-region-russia-launches-missiles-from-bomber-over-caspian-sea.html">come riportato dall&#8217;agenzia <em>Ukrinform</em></a>, ha comunicato che i missili che questa mattina hanno bersagliato la capitale sono partiti da un bombardiere strategico Tu-95 che sorvolava l&#8217;area dell&#8217;enorme specchio d&#8217;acqua. Sempre secondo <em>Ukrinform</em>, le forze russe, questa mattina, hanno bombardato anche le aree di Darnytskyi e Dniprovskyi. I raid tuttavia non sembrano avere provocato morti: le informazioni che giungono dalle zone colpite parlano di un ferito subito ricoverato in ospedale.</p>
<p>La notizia dell&#8217;impiego di <strong>Tu-95</strong>, rilanciata per adesso dagli ucraini, ha portato molti a chiedersi perché i russi colpiscano le forze ucraine utilizzando queste unità e per obiettivi che apparentemente sono ritenuti &#8220;secondari&#8221;. Impossibile per il momento verificare questo tipo di valutazione.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;aereo utilizzato, dobbiamo ricordare che si tratta di un <strong>bombardiere strategico dell&#8217;era sovietica</strong>, che nella sua versione MS, è ancora impiegato dalle forze aerospaziali russe. La sua funzione è quella di lanciare missili da crociera a grandissime distanze. Uno scopo che ha fatto sì che nell&#8217;immaginario collettivo &#8211; in particolare della Guerra Fredda &#8211; il Tu-95 sia stato considerato per larghi tratti il simbolo della deterrenza nucleare russa (o sovietica). Un aereo il cui nome in codice Nato,<strong> &#8220;Bear&#8221;</strong>, è sempre stato considerato come uno dei più pericolosi mezzi a disposizione dell&#8217;arsenale di Mosca, tanto che per decenni, almeno fino alla caduta dell&#8217;Urss, i suoi voli venivano costantemente intercettati dai caccia del blocco atlantico scatenando spesso speculazioni su quel tipo di voli lungo la cortina di ferro o sugli oceani.</p>
<p>L&#8217;utilizzo per un attacco su Kiev in questa particolare fase della guerra &#8211; ammesso che sia esatta &#8211; assume diversi significati in base all&#8217;interpretazione che gli si vuole dare. C&#8217;è chi lo considera un modo per far capire che la Russia può bersagliare l&#8217;Ucraina con mezzi di qualsiasi tipo e anche dalla lunga distanza. Interpretazione che si potrebbe unire alle frasi di <strong>Vladimir Putin</strong> <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/06/05/putin-colpiremo-nuovi-siti-se-kiev-avra-razzi-a-lungo-raggio_2f5c5254-7a16-4357-8a16-9eb1f4bd885f.html">nella più recente intervista televisiva</a> in cui ha detto che &#8220;se l&#8217;Occidente fornirà missili a lungo raggio a Kiev ne prenderemo atto e colpiremo siti finora risparmiati dalla guerra&#8221;. Qualcuno potrebbe vedere anche una scelta di immagine da parte di Mosca: colpire la capitale del Paese aggredito con un aereo noto per far parte della <strong>deterrenza strategica</strong> potrebbe apparire come un nuovo avvertimento, forse anche propagandistico, su quello spettro mai rimosso dell&#8217;utilizzo di un&#8217;arma nucleare. E in questo senso fa riflettere che le recenti esercitazioni congiunte con l&#8217;aeronautica cinese abbiano visto l&#8217;impiego proprio di questi mezzi.</p>
<p>Altri osservatori, invece, proprio partendo dalla distanza che separa Kiev dal Caspio, sottolineano che se i comandi russi siano costretti a impiegare aerei di questo tipo confermerebbe il timore del Cremlino nel perdere bombardieri e caccia nei cieli dell&#8217;Ucraina o al confine. Paura dettata proprio dall&#8217;<strong>assenza </strong>di quella <strong>superiorità aerea</strong> che, all&#8217;inizio della guerra, era considerata obiettivo prioritario e a brevissimo termine per la Russia.</p>
<p>Le speculazioni chiaramente sono molte. Quello che appare abbastanza certo è che da tempo la Federazione Russa sta cercando di limitare l&#8217;impiego di mezzi, sia aerei che navali, che possano essere messi in serio pericolo dalle forniture di sistemi difensivi di varia natura provenienti dal blocco Nato. Un tema che si è visto in particolare dopo l&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore <em>Moskva</em> nel Mar Nero, ma anche con le evidenti perdite subite dall&#8217;aviazione di Putin durante le diverse fasi della cosiddetta &#8220;operazione militare speciale&#8221;.</p>
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		<title>Un patto tra Kazakistan e Azerbaigian per il Caspio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/un-patto-tra-kazakistan-e-azerbaigian-per-il-caspio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 14:04:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=309532</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakistan Asia centrael" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-1024x605.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova forza si è imposta nell&#8217;arena internazionale, il panturchismo, e sta riscrivendo rapidamente l&#8217;assetto delle relazioni internazionali nella macro-regione Anatolia–Caucaso meridionale–Asia centrale. È nel nome di questo sentimento, il vettore ideologico più potente di questo paragrafo di 21esimo secolo, che stanno venendo portati avanti progetti d&#8217;integrazione, come il Consiglio Turco, che stanno venendo recuperati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/un-patto-tra-kazakistan-e-azerbaigian-per-il-caspio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/un-patto-tra-kazakistan-e-azerbaigian-per-il-caspio.html">Un patto tra Kazakistan e Azerbaigian per il Caspio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakistan Asia centrael" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Kazakistan-La-Presse-1024x605.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Una nuova forza si è imposta nell&#8217;arena internazionale, il <strong>panturchismo</strong>, e sta riscrivendo rapidamente l&#8217;assetto delle relazioni internazionali nella macro-regione Anatolia–Caucaso meridionale–Asia centrale. È nel nome di questo sentimento, il vettore ideologico più potente di questo paragrafo di 21esimo secolo, che stanno venendo portati avanti progetti d&#8217;integrazione, come il <strong>Consiglio Turco</strong>, che stanno venendo recuperati antichi legami, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-parata-della-vittoria-della-turchia-a-baku.html">come quello fra Turchia e Azerbaigian</a>, e che sta venendo riscritta la rete infrastrutturale dell&#8217;Eurasia, come rammentano il<a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-che-unisce-leurasia-il-corridoio-dei-lapislazzuli.html"> corridoio dei lapislazzuli</a> e la<a href="https://it.insideover.com/economia/la-rotta-che-unisce-europa-e-asia-la-baku-tbilisi-kars.html"> Baku–Tbilisi–Kars</a>.</p>
<p>Il panturchismo non è un semplice<em> instrumentum regni</em> ad uso e consumo di Ankara, è un collante genuino, riemerso naturalmente e gradualmente all&#8217;indomani della fine della guerra fredda, e che sta facilitando il miglioramento e il potenziamento del dialogo e della cooperazione tra i popoli turchici dell&#8217;Asia, come dimostrano il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-simbiosi-kazako-uzbeka.html">nascente asse tra Nur-Sultan e Tashkent</a>, la<a href="https://it.insideover.com/economia/laccordo-che-riscrive-il-mercato-eurasiatico-del-gas.html"> recente chiusura di una storica disputa tra Baku e Ashgabat </a>e l&#8217;ultimo patto azero-kazako per il Mar Caspio.</p>
<h2>L&#8217;accordo, che cosa prevede</h2>
<p>Il 26 febbraio <a href="https://caspiannews.com/news-detail/azerbaijan-kazakhstan-team-up-to-drill-off-shore-in-caspian-sea-2021-2-27-37/">è stato raggiunto un importante accordo tra Baku e Nur-Sultan</a> in materia di trasformazione del Mar Caspio in uno spazio di prosperità condivisa. I firmatari – la kazaka <span style="font-size: 1rem;">KMG Drilling &amp; Services Company, sussidiaria della KazMunayGas (KMG), e l&#8217;azera Caspian Drilling Company, sussidiaria di SOCAR – hanno concordato uno scambio di alta tecnologia funzionale alla conduzione di attività di trivellazione nelle acque del Caspio.</span></p>
<p>Nel dettaglio, la <span style="font-size: 1rem;">KMG Drilling &amp; Services Company metterà a disposizione della Caspian Drilling Company attrezzature per l&#8217;esplorazione delle acque profonde e macchine per la trivellazione, come la pregiata perforatrice <strong>Satti</strong> – un fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;industria kazaka, essendo stata costruita interamente in patria. L</span><span style="font-size: 1rem;">&#8216;utilizzo della Satti verrà monitorato da una squadra mista, composta da specialisti kazaki e azeri, adibita alla fornitura di supporto tecnico e che sarà presente alle attività di perforazione.</span></p>
<p>Il raggiungimento dell&#8217;accordo si inquadra nel più ampio contesto del rinato dinamismo azero nell&#8217;area caspica, palesato dal memorandum d&#8217;intesa con il <strong>Turkmenistan</strong> dello scorso gennaio, e si rivelerà fondamentale ai fini delle attività di ricerca ed estrazione che Socar e <strong>British Petroleum</strong> (BR) condurranno prossimamente nelle porzioni di Caspio che ricadono la sovranità dell&#8217;<strong>Azerbaigian</strong>, in particolare nel cosiddetto Blocco D230.</p>
<h2>Il legame tra Baku e Nur-Sultan</h2>
<p>L&#8217;accordo del 26 febbraio è la foce naturale di un percorso cominciato nel giugno di due anni or sono, quando Socar e KMG siglarono un memorandum d&#8217;intesa riguardante l&#8217;utilizzo della Satti. Il documento era stato formulato seguendo la logica del vantaggio per tutti, ovverosia del <em>do ut des</em>: concessione in prestito per eventuali attività di trivellazione in cambio di restaurazione a carico di Baku.</p>
<p>Il memorandum, inoltre, gettava le basi per &#8220;l&#8217;identificazione di opportunità di cooperazione tra le due compagnie, inclusa l&#8217;esplorazione nel Mar Caspio&#8221;, perciò non è da escludere che il patto di fine febbraio possa spianare la strada ad una collaborazione più ampia ed estesa nel campo dello sfruttamento energetico.</p>
<p>I rapporti bilaterali tra Baku e Nur-Sultan, del resto, hanno storicamente goduto <span style="font-size: 1rem;">– e godono tuttora –</span> di ottima salute: entrambe le nazioni dialogano in maniera potenziata nel quadro della <strong>Comunità degli Stati Indipendenti</strong> e del Consiglio Turco, presentano interessi convergenti e visioni armonizzabili su Caspio e politica estera, <a href="https://www.azernews.az/nation/159272.html">e stanno lavorando di concerto</a> allo sviluppo di iniziative di rilevanza regionale come il <strong>Cavo Transcaspico</strong> (<em>TransCaspian Fiber Optic</em>) e il <strong>Corridoio di trasporto internazionale Transcaspico</strong> (<em>Trans-Caspian International Transport Route</em>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/un-patto-tra-kazakistan-e-azerbaigian-per-il-caspio.html">Un patto tra Kazakistan e Azerbaigian per il Caspio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;accordo che riscrive il mercato eurasiatico del gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/laccordo-che-riscrive-il-mercato-eurasiatico-del-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 13:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata del 21 gennaio i governi di Azerbaigian e Turkmenistan hanno gettato le fondamenta per l&#8217;inizio di una nuova era – un&#8217;era all&#8217;insegna della cooperazione potenziata nei settori strategici – siglando un memorandum d&#8217;intesa avente come oggetto lo sviluppo congiunto di un importante (e contestato) giacimento di idrocarburi nel Mar Caspio. Il documento permetterà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/laccordo-che-riscrive-il-mercato-eurasiatico-del-gas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_1113944-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella giornata del 21 gennaio i governi di <strong>Azerbaigian</strong> e <strong>Turkmenistan</strong> hanno gettato le fondamenta per l&#8217;inizio di una nuova era – un&#8217;era all&#8217;insegna della cooperazione potenziata nei settori strategici – siglando un memorandum d&#8217;intesa avente come oggetto lo sviluppo <span style="font-size: 1rem;">congiunto di un importante (e contestato) giacimento di idrocarburi nel Mar Caspio.</span></p>
<p>Il documento permetterà di risolvere uno dei più celebri contenziosi dell&#8217;area caspica in maniera costruttiva e giovevole per entrambe le Parti, che agli egoismi nazionali hanno preferito ed anteposto il bene comune nella consapevolezza che il giacimento, in ragione delle sue dimensioni titaniche, genererà opportunità reciprocamente vantaggiose e spianerà loro la strada per un ancoraggio duraturo al mercato europeo dell&#8217;energia.</p>
<h2>Il contenuto del memorandum</h2>
<p>Il memorandum d&#8217;intesa reca le firme di <strong>Jeyhun Bayramov</strong> e<strong> Rashid Meredov</strong>, rispettivamente ministro degli esteri di Azerbaigian e Turkmenistan, ed è stato firmato ad Ashgabat nel corso di una videoconferenza alla quale hanno partecipato da remoto il presidente azero, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ilham-aliyev.html">Ilham Aliyev</a>, e il suo omologo turkmeno, <span style="font-size: 1rem;"><strong>Gurbanguly</strong> <strong>Berdimuhamedov</strong>.</span></p>
<p>La presenza dei due capi di Stato è indicativa della storicità del momento: il memorandum, in effetti, è una pietra miliare nelle relazioni bilaterali fra Baku e Ashgabat poiché, risolvendo la questione del giacimento conteso nel Mar Caspio, è caduto il principale ostacolo allo sviluppo di un rapporto basato sul dialogo e sulla cooperazione e che ha il potenziale di incidere sull&#8217;intera macro-area Europa-Caucaso meridionale-Asia centrale.</p>
<p>La disputa è stata chiusa nell&#8217;unica maniera praticabile: sostituire le rivendicazioni di proprietà esclusiva sul deposito, scoperto in epoca sovietica (1986), con attività di esplorazione e sviluppo di natura congiunta. Le parti, in breve, attingeranno equamente dal giacimento che, numeri alla mano, premette e promette di recare loro un giovamento di lunghissima durata: 70–100 milioni di tonnellate di petrolio, e riserve di gas naturale di cui a breve, con l&#8217;allestimento delle prime perlustrazioni comuni, si potranno appurare le dimensioni.</p>
<h2>Le ricadute</h2>
<p>Un lavoro diplomatico durato diversi anni ha reso possibile che il motivo di discordia diventasse ragione di una amistà – da qui la scelta di un nome suggestivo per il deposito, <em>Dostlug</em> (termine che ha il significato di amicizia in entrambe le lingue) – che permetterà al Turkmenistan di diventare parte integrante del cosiddetto Corridoio meridionale del gas e all&#8217;Azerbaigian di consolidare lo <em>status</em> di potenza energetica e i ruoli di nuovo perno del mercato europeo degli idrocarburi e punto di transito indispensabile tra Vecchio Continente e Turkestan.</p>
<p>Non è da escludere, a questo punto, che il memorandum possa rappresentare il primo passo verso la realizzazione del<strong> Gasdotto Transcaspico</strong>, un progetto di cui si discute dalla seconda metà degli anni &#8217;90 e sino ad oggi rimasto su carta a causa dei dissidi fra Baku e Ashgabat. Superata la questione del Dostlug, però, l&#8217;estensione del dialogo in nuovi settori e il recupero di antiche ambizioni risulteranno fisiologici &#8211; del resto, Aliyev ha preannunciato ricadute in termini di trasporto e logistica.</p>
<p>Il Gasdotto Transcaspico potrebbe tornare al centro del dibattito perché la sua realizzazione non riguarda solamente Azerbaigian e Turkmenistan, ma anche e soprattutto il resto dell&#8217;Asia centrale, l&#8217;<strong>Unione europea</strong> e gli<strong> Stati Uniti</strong>. Il gasdotto, infatti, <span style="font-size: 1rem;">è stato ideato per dare vita ad una rete di trasporto unica azero-turkmena, agganciabile a Nur-Sultan, che, aggirando completamente <strong>Russia</strong> e <strong>Iran</strong>, permetterebbe al Vecchio Continente di ridurre a livelli critici gli acquisti dai suscritti e di rifornirsi massicciamente dai ricchi giacimenti di idrocarburi degli -stan.</span></p>
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		<title>La Russia si prende un nuovo mare  E cambia gli equilibri dell&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-mar-caspio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 06:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1880" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo.jpg 1880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-1024x632.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1880px) 100vw, 1880px" /></p>
<p>È notizia della scorsa settimana che gli Stati del Mar Caspio hanno raggiunto, dopo più di 20 anni di lotte, un accordo su questo mare. Riuniti nella città kazaka di Aktau, i leader dei cinque Paesi del Mar Caspio &#8211; Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Russia e Turkmenistan &#8211; hanno firmato un accordo che cambia radicalmente il quadro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-mar-caspio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1880" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo.jpg 1880w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/mar-caspio-accordo-1024x632.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1880px) 100vw, 1880px" /></p><p>È notizia della scorsa settimana che gli Stati del Mar Caspio hanno raggiunto, dopo più di 20 anni di lotte, un accordo su questo mare. Riuniti nella città kazaka di <strong>Aktau</strong>, i leader dei cinque Paesi del Mar Caspio &#8211; Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Russia e Turkmenistan &#8211; hanno firmato un accordo che cambia radicalmente il quadro regionale. E che consente ai Paesi di cooperare, finalmente, nello sfruttamento delle risorse e nella tutela di questo particolarissimo (e ricco) mare.</p>
<p>Il Mar Caspio è ufficialmente un &#8220;mare&#8221;</p>
<p>Già su questa definizione, la battaglia è stata da sempre piuttosto articolata. Anzi, se vogliamo è sempre stata questa una delle grandi pietre dello scandalo che non hanno permesso di raggiungere un trattato prima di questo vertice di Aktau. Perché se da questo mese il Mar Caspio, almeno per i Paesi rivieraschi, è ufficialmente un mare &#8211; pur con uno &#8220;status giuridico speciale&#8221; come detto dal viceministro russo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://news.az/articles/politics/132876">Grigory Karasin</a> -, in molti hanno considerato da sempre il Caspio un lago.</p>
<p>Da un punto di vista giuridico, questo ha reso per decenni molto distanti le posizioni dei singoli Stati. Non è pura definizione: ballano decine (forse centinaia) di miliardi di dollari.</p>
<p>Se è designato come un lago, i diritti di sfruttamento delle acque vengono suddivisi in parti uguali. In sostanza, ogni Paese dell&#8217;accordo di Aktau avrebbe un<strong> 20 per cento di diritti</strong> sulle risorse Mar Caspio. Se invece è considerato un mare, come sembra dall&#8217;ultimo accordi siglato, il diritto allo sfruttamento viene diviso tra le nazioni in proporzione alla quota di costa. Proprio per questo motivo, l&#8217;Iran si è sempre battuto contro la definizione di &#8220;mare&#8221; propendendo per quella lacustre.</p>
<p>L&#8217;Iran diviso fra favorevoli e contrari</p>
<p>Ma perché l&#8217;Iran ha sempre avuto un problema ad accettare questa definizione? Il problema nasce sostanzialmente da un <strong>errore storico</strong>. Prima della caduta dell&#8217;Unione sovietica, ovviamente il Mar Caspio aveva due soli attori statali: l&#8217;Urss e la Repubblica islamica dell&#8217;Iran. Crollata la costruzione sovietica, i Paesi rivieraschi non sono più stati due, ma cinque.</p>
<p></p>
<p>Per molti anni però ha continuato a sopravvivere l&#8217;idea per cui Teheran e Mosca si fossero divise il Mar Caspio equamente, con un&#8217;uguale spartizione dei diritti d&#8217;accesso a questo spazio acquatico. A detta degli iraniani, questa spartizione sarebbe risalita al <strong>Trattato di amicizia russo-persiano del 1921</strong> e al Trattato di Commercio e Navigazione del 1940. Tuttavia, come spiega <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/08/caspian-sea-convention-iran-russia-us-sanctions-pipeline.html"><em>Al Monitor</em></a>, &#8220;nessuno di questi trattati conteneva una divisione esatta del fondo o della superficie del mare, riferendosi solo all&#8217;utilizzo congiunto del Mar Caspio da parte delle due parti&#8221;.</p>
<p>Quando nel bacino caspico sono emersi altri tre nuovi Stati, la questione dell&#8217;accesso alle risorse idriche e del fondale è diventata decisamente più spinosa.I nuovi stati indipendenti, e cioè Turkmenistan, Kazakistan e Azerbaigian, hanno sempre visto nel Mar Caspio un volano per la crescita economica.  Ma a quel punto, l&#8217;Iran ha puntato tutto sulla definizione di &#8220;lago&#8221; proprio per permettere quella spartizione equa al 20% a prescindere dai chilometri di coste dei singoli Paesi.</p>
<p>Le differenze fra Nord e Sud</p>
<p>La parte settentrionale e quella meridionale del Mar Caspio sono sempre state profondamente diverse. La presenza di una potenza come la <strong>Russia</strong>, a nord, ha di fatto reso da subito chiaro chi potesse controllare la <em>road-map</em> per un accordo su quello specchio d&#8217;acqua. E infatti, mentre si cercava di trovare un concordato a cinque, la Russia avviò da subito colloqui separati con il Kazakistan e l&#8217;Azerbaigian sullo status della parte settentrionale del mare. A dimostrazione della volontà del <strong>Cremlino</strong> di giungere a un accordo, nel 2003, quei tre Paesi sono riusciti a determinare le loro quote spartendosi oltre il 60% del Caspio. </p>
<p>Il problema però è sempre stato il Caspio meridionale. I disaccordi tra Azerbaijan, Iran e Turkmenistan non sono mai stati risolti fino all&#8217;incontro di Aktau. Ed è un segnale particolarmente importante della capacità di <strong>Vladimir Putin</strong> di riuscire a trovare un accordo anche con Teheran, soprattutto in una fase storica come questa in cui il governo di Hassan Rouhani si trova a dover assistere a <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/iran-assedio/">un assedio da parte di Stati Uniti e Israele</a>. </p>
<p>Insomma, l&#8217;Iran ha capito che non poteva permettersi di continuare a scontrarsi sul Mar Caspio, ma era molto più utile iniziare a intavolare un accordo che, in futuro, segnerà definitivamente la parola fine a una diatriba ventennale.</p>
<p>Solo i cinque Stati potranno avere truppe nel mar Caspio</p>
<p>Per l&#8217;Iran e la Russia, il problema del Mar Caspio è stato anche il suo possibile sfruttamento militare. La <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.globalsecurity.org/military/world/russia/mf-caspian.htm">Flottiglia del Caspio</a> della marina russa, per esempio, è stata fondamentale nel lancio degli attacchi contro l&#8217;Isis in Siria. Ma quello premeva ha Mosca e Teheran era evitare che il mare diventasse oggetto di mire da parte della Nato.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.irna.ir/en/News/82999692">L&#8217;articolo 3</a>, che afferma la &#8220;<strong>non presenza nel Mar Caspio di forze armate non appartenenti alle parti contraenti</strong>&#8220;, è un&#8217;importante garanzia di sicurezza. Gli Stati Uniti non hanno mai rinunciato alle loro mire su quel mare. Di recente si è vociferato di un possibile accordo fra Washington e Astana per una base Usa sulle coste kazake. Probabilmente si è trattato di notizie ingigantite visto il forte legame che lega il Kazakistan a Cina e Russia. Ma era un campanello d&#8217;allarme.</p>
<p>Allo stesso tempo, non va sottovalutato il fatto che Washington abbia più volte cercato di utilizzare il Mar Caspio come via per il trasferimento di equipaggiamento militare e mezzi dall&#8217;Azerbaijan all&#8217;Afghanistan, passando attraverso il Kazakistan e l&#8217;Uzbekistan. Questa possibilità p stata considerata come una minaccia sia da parte iraniana che russa.</p>
<p>A queste clausole scritte, se ne aggiunge una &#8220;tacita&#8221; <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/russia-says-deal-to-settle-status-of-caspian-sea-reached-a8486311.html">di cui ha parlato l&#8217;<em>Independent</em></a>. Stando a quanto scrive il quotidiano britannico, è evidente che la Russia avrà la piena predominanza sulla regione dal momento che, escluse per trattato le altre superpotenze, <strong>l&#8217;unica che può avere una flotta in quel mare è proprio Mosca</strong>.</p>
<p>Accordo sull&#8217;energia</p>
<p>Un&#8217;altra questione importante affrontata nella convenzione di Aktau è la costruzione del <strong>Trans-Caspian Pipeline</strong>. Il progetto prevede la costruzione di un gasdotto da Türkmenbaşy in Turkmenistan, a Baku in Azerbaijan. In questo modo, il Turkmenistan potrebbe esportare gas naturale sui mercati europei.</p>
<p>L&#8217;idea di costruire un gasdotto nel Caspio è stata da sempre sostenuta dagli Stati Uniti e dall&#8217;Unione europea. È evidente che questo gasdotto consentirebbe di bypassare Russia e Iran. Ed è per questo che le due potenze sono sempre state contrarie. L&#8217;articolo 14 della convenzione di Aktau consente la costruzione di &#8220;oleodotti sul letto del Mar Caspio&#8221;, ma c&#8217;è una clausola che dà a Iran e Russia un potere di veto fondamentale.</p>
<p></p>
<p>La convenzione parla dei Protocolli a cui attenersi. Fra questi, c&#8217;è quello sulla <strong>valutazione dell&#8217;impatto ambientale</strong> che vieta agli Stati rivieraschi di svolgere attività con un impatto che vada oltre le loro acque territoriali. Basterà far scattare questo Protocollo per bloccare il gasdotto.</p>
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		<title>L&#8217;energia migliore verrà dal Caucaso</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lenergia-prendiamola-nel-caucaso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 10:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>Il Mar Caspio può salvarci la vita. Quella che potrebbe sembrare una dichiarazione folle è, in realtà, una constatazione amara legata all&#8217;attualità degli ultimi giorni. Infatti, la crisi fra Roma e Il Cairo, in seguito alle indagini sulla morte di Giulio Regeni, potrebbe avere ripercussioni molto forti sugli interessi del Bel Paese in Egitto. Chiaramente, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lenergia-prendiamola-nel-caucaso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p><p>Il<strong> Mar Caspio</strong> può salvarci la vita. Quella che potrebbe sembrare una dichiarazione folle è, in realtà, una constatazione amara legata all&#8217;attualità degli ultimi giorni. Infatti,<strong> la crisi fra Roma e Il Cairo</strong>, in seguito alle indagini sulla morte di Giulio Regeni, potrebbe avere ripercussioni molto forti sugli interessi del Bel Paese in Egitto. Chiaramente, il primo settore a risentirne sarebbe quello dell&#8217;approvvigionamento: per l&#8217;<strong>energia</strong> dipendiamo ancora dai combustibili fossili, la maggior parte dei quali (81%) è di importazione. Lo scorso agosto, poi, proprio in Egitto l&#8217;<strong>ENI</strong> ha scoperto un importante giacimento del quale detiene (attraverso una partecipata) il 100% della quota di sfruttamento. Considerato che il pozzo di <strong>gas egiziano</strong> contiene 850 miliardi di metri cubi di gas, non c&#8217;è bisogno di essere economisti per comprendere quali danni potrebbe causare un deterioramento delle relazioni diplomatiche con il governo di Al Sisi. Seppure sia ancora troppo presto per fare previsioni, va da sé che l&#8217;attuale tensione fra i due paesi qualche preccupazione la sollevi. Il Mar Caspio, allora, potrebbe venire in nostro soccorso. Vi spieghiamo come. <b>Un po&#8217; di storia</b> In una relazione del 2006, presentata all&#8217;Università di Princeton, Rachel E. Neville scrive: “<i>i sacerdoti Zoroastriani veneravano le fiammelle blu del gas metano; Marco Polo scrisse di fuoriuscite di olio sfruttate dai locali come cure medicamentose</i>”. Le<strong> potenzialità energetiche del bacino caspico</strong>, quindi, sono note da secoli. E&#8217; sul finire dell&#8217;Ottocento che la Russia zarista realizza i primi impianti di estrazione; poi, con la rivoluzione del 1917, la neonata Urss nazionalizza i pozzi. Inseguito alla fine dell&#8217; Era comunista, sul Mar Caspio si affacciano nuove repubbliche, fra le quali l&#8217;<strong>Azerbaijan</strong>, che proprio grazie agli<strong> idrocarburi</strong> conosce un rapido sviluppo. <b>Partnership</b> L&#8217;Italia è uno dei principali partner commerciali degli azeri. Stando al rapporto di Info Mercati 2015, infatti, Roma intrattiene con Baku un interscambio di 7 miliardi di euro. Sotto il profilo degli approvvigionamenti, poi, la repubblica sul Caspio è il nostro primo fornitore di petrolio sin dal 2013. Un approvvigionamento costante, dunque, dovuto anche all&#8217;impegno che il Bel Paese e le sue aziende hanno profuso nelle relazioni con l&#8217;Azerbaijan: ad esempio, l&#8217;Ente Nazionale Idrocarburi è socio del consorzio che ha realizzato l&#8217;oleodotto BTC (Baku-Tbilisi-Ceyhan) e che garantisce all&#8217;ENI circa 50 mila barili di greggio al giorno. <b>TAP</b> A riprova della strategicità dell&#8217;area caspica, c&#8217;è anche l&#8217;ambizioso progetto della<strong> Trans Adriatic Pipeline</strong>, gasdotto di 4000 km che, una volta ultimato, si stima sarà capace di trasportare 10 miliardi di metri cubi di gas naturale all&#8217;anno attraverso Turchia, Grecia, Albania e Italia (timeline lavori di costruzione, 2020). Quindi, i buoni motivi per cui continuare a guardare con interesse all&#8217;area caucasica si contano in miliardi di euro. Inoltre, il crollo del prezzo del greggio e la svalutazione del <i>manat</i> (moneta azera) hanno spinto Baku a cercare di attirare nel pase nuovi investitori. Un&#8217;opportunità, dunque, che dovremmo saper sfruttare, in particolare se le relazioni con Al Sisi dovessero aggravarsi. Perché, in fondo, un paese che ha detto no al nucleare per la seconda volta deve saper guardare oltre ed essere previdente. Abbiamo pensato quanto potrebbe costarci una eventuale perdita delle commesse egiziane? A farci un&#8217;idea delle conseguenze, può aiutare il passato prossimo. Otto anni fa, il Trattato di Bengasi garantiva ad Italia e Libia circa 40 miliardi di euro di interscambio senza contare, per noi, una maggiore autonomia energetica. Quaranta miliardi, quattro in più della prima manovra finanziaria del governo Renzi. Accordi e progetti andati in fumo, insieme al regime del Colonnello&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;Iran sfida l&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/liran-sfida-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 17:20:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Caspio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1456656225-rohani-iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1456656225-rohani-iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1456656225-rohani-iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1456656225-rohani-iran-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1456656225-rohani-iran-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un canale navigabile che unirà Iran e Russia, il Golfo Persico al Mar Caspio.E’ questa la sfida lanciata all’Occidente da Putin e Rohani. E’ questo il vero congiungimento dell’Iran all’Eurasia.E l’intenzione del Governo di Teheran di costruire l’immensa opera infrastrutturale è stata dichiarata esplicitamente dall&#8217;ambasciatore iraniano in Russia Mehdi Sanaei, durante un incontro con degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-sfida-loccidente.html">[...]</a></p>
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