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Gli ucraini colpiscono per la prima volta nel Mar Caspio e nel mirino dei droni kamikaze finiscono ancora una volta le navi da guerra russe alla fonda. Ma queste audaci operazioni dietro le linee hanno un valore strategico o si riducono a piccole azioni di disturbo da manuale della guerriglia?

Ormai conosciamo bene i commando ucraini che uniscono agenti dell’intelligence e forze speciali in raggruppamenti altamente addestrati che continuano a colpire le basi russe con tattiche di guerriglia e di guerra asimmetrica attraverso azioni che prevedono largo uso di droni aerei e marittimi convertiti per azioni “suicide” condotte in remoto su obiettivi di una rilevanza maggiore.

L’ultima azione di guerra ha visto almeno due droni ucraini del tipo A22 Foxbat o Sky Ranger Ninja attaccare la base navale russa di Kaspiysk, nella Repubblica Autonoma del Dagestan, nella Russia europea meridionale che si affaccia sul Mar Caspio. Nel mirino sono finite due navi missilistiche. A rendere noto l’attacco è stato Andriy Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino. Secondo quanto riportato dal giornale Ukrayinska Pravda, altre unità navali di piccole dimensioni della Flottiglia del Mar Caspio sarebbero rimaste danneggiate.

Il tipo di droni kamikaze impiegati in questo tipo di azione sono basati su cellule di aerei ultraleggeri – normalmente con equipaggio – resi delle “bombe aeree” che vengono pilotate in remoto sull’obiettivo con l’ausilio di telecamere. La portata dei loro serbatoi, a differenza dai normali droni, garantisce un elevato range operativo. Se non vengono fermati prima dalla contraerea questi aerei, una volta messo a fuoco l’obiettivo, vengono diretti sul bersaglio in picchiata con l’ausilio di un sistema Gps/guida inerziale per un effetto analogo a quelle dei caccia Zero usati dai Kamikaze giapponesi nella seconda guerra mondiale.

Kaspiysk è a più di mille chilometri di distanza dal probabile sito di lancio e il drone, che è un aereo leggero adattato, ha coperto questa distanza senza problemi, e alla luce del giorno!“, ha affermato il capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina. Sottolineando come i droni, delle dimensioni paragonabili a quelle di un vero aereo, abbiano attraversato “centinaia di chilometri attraverso la difesa aerea russa“.

Un “primo attacco ai russi nel Mar Caspio durante l’intero periodo dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina“, ha affermato il funzionario ucraino, che ha poi aggiunto: “Marinai, non avrete pace né nel Mar Nero né nel Mar Caspio“. Tuttavia, c’è una piccola considerazione da fare a riguardo. Queste operazioni spettacolari, che dimostrano le capacità raggiunte dall’intelligence militare ucraina e dalle forze speciali ben addestrate che riescono a colpire i russi ben oltre le linee in settori dove nessuno si attenderebbe un attacco, sono efficaci nel tenere alto il livello di stress dell’avversario, ma a livello prettamente “strategico” non stanno influenzando un conflitto che si sta combattendo realmente nel Donbass e nel Kursk, e non sembra assistere a un rovesciamento delle sorti a favore di Kiev.

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