Kazakistan e Uzbekistan sono le economie più avanzate dell’Asia centrale, nonché i punti di riferimento culturali e politici dell’intera regione, e condividono un trascorso complicato, altalenante e lungo quanto la frontiera che li separa. Tuttavia, negli anni recenti, su impulso dei rispettivi padri della nazione, Nursultan Nazarbaev e Islam Karimov, fra i due -stan è stato instaurato un rapporto bucolico all’insegna di un denominatore comune: la ricerca di prosperità e della primazia a livello regionale.

È tra Nur-Sultan e Tashkent che, oggi, pulsa il cuore dell’eurasiatismo, tanto russo quanto turco, e che si sta scrivendo uno dei capitoli più importanti della competizione tra grandi potenze, ragioni che hanno incoraggiato i due Paesi ad agire da attori, anziché da spettatori, sostituendo le incomprensioni con il dialogo, gli egoismi nazionali con il benessere condiviso e l’unilateralismo con il coordinamento.

L’ultima iniziativa congiunta

Kazakistan e Uzbekistan hanno dei piani in serbo per il futuro – piani miranti alla grandezza e basati sulla condivisione – e uno di essi è stato svelato a fine gennaio da Asqar Mamin, il primo ministro di Nur-Sultan. Prossimamente verranno inaugurati i lavori in un maxi-cantiere ferroviario progettato per creare dei collegamenti diretti e ad alta velocità tra il Turkestan, il motore dell’economia kazaka, e Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan.

Le autorità kazake contribuiranno alla realizzazione della rete ferroviaria con investimenti pari a due milioni e 300mila dollari, e le fondamenta dovrebbero essere gettate entro l’anno. Fra le tratte pianificate, la pivotale sarà quella unente Turkestan e Tashkent, poiché attraversante città-chiave come Shymkent e inquadrata all’interno della Nuova Via della Seta.

L’ingente ferroviarizzazione servirà lo scopo di incrementare il volume del traffico transfrontaliero di persone (turismo) e beni (commercio), e ne verrà ridotto l’impatto ambientale a mezzo di investimenti simultanei in parchi naturali e in progetti di ecoturismo.

La riduzione significativa dei tempi di viaggio permessa dall’impiego dell’alta velocità sarà un passo concreto in direzione della realizzazione di un corridoio turistico binazionale di cui si discute da tempo. Entrambi i Paesi stanno puntando sullo sviluppo del settore turistico, in ragione delle numerose attrazioni culturali e storiche possedute, e la costruzione di collegamenti diretti non potrà che favorire tale obiettivo.

Sullo sfondo dei cantieri ferroviari, uno dei quali darà vita alla “tratta dei mausolei”, le autorità kazake e uzbeke hanno iniziato a restaurare tutti quei siti di interesse che si trovano in prossimità delle future stazioni e stanno pensando a come alimentare il turismo autarchico, ovvero i movimenti transfrontalieri dei propri cittadini. Una delle proposte in fase di vaglio, a quest’ultimo riguardo, è un regime di visti unificato che consentirebbe a kazaki e ubzeki di muoversi liberamente tra i due Paesi.

Simbiosi commerciale e coordinamento

I due Paesi, anche in ragione della contiguità geografica, presentano un elevato grado di interconnessione commerciale. Il Kazakistan detiene saldamente il titolo di terzo mercato di riferimento dell’Uzbekistan, dietro Cina e Russia, ma non è da escludere che i progetti di integrazione infrastrutturale ed economica, come la Nuova Via della Seta e il Consiglio Turco, possano condurre ad una scalata della classifica negli anni a venire.

Pur in presenza di una rete scarsamente sviluppata, infatti, il volume dell’interscambio è esploso nell’ultimo quadriennio: soltanto fra il 2017 e il 2018, le importazioni di Tashkent da Nur-Sultan sono aumentate del 53%. L’eventuale ingresso dell’Uzbekistan nell’Unione economica eurasiatica, di cui il Kazakistan è membro e co-fondatore, non potrebbe che accelerare il ritmo dell’amalgamazione commerciale.

Commercio a parte, le dirigenze dei due Paesi hanno provato in diverse occasioni che importanza abbia assunto il coordinamento nella formulazione delle politiche estere, oltre che economiche. L’ultima iniziativa congiunta in campo internazionale ha avuto luogo a inizio anno, il 7 gennaio, con la loro adesione al Partenariato di Investimento dell’Asia Centrale (CAIP, Central Asia Investment Partnership), una piattaforma alla quale partecipano anche gli Stati Uniti e che è nata “per promuovere la prosperità e il partenariato economico regionale”.

Nel corso del 2020, invece, l’annus horribilis dello scoppio della pandemia, i due -stan hanno dimostrato un’incredibile solidarietà reciproca e hanno guidato la diplomazia degli aiuti umanitari in Asia centrale. L’Uzbekistan era divenuto il principale donatore dell’area, giocando un ruolo di primo piano anche nell’aiutare l’Afghanistan, e aveva messo a disposizione del Kazakistan una flotta aerea con cui supportare l’evacuazione dei cittadini kirghisi da Cina e India

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