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	<title>internet sovrano Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Jun 2021 18:00:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>internet sovrano Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Europa e la sfida dell&#8217;egemonia Usa nell&#8217;IoT</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[internet sovrano]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-2048x1213.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa dell&#8217;Europa verso una piena e completa autonomia strategica in ambito tecnologico è ancora irta di ostacoli. E lo dimostra l&#8217;analisi di un preciso settore di mercato spesso non ritenuto tra i maggiormente strategici nel campo dell&#8217;innovazione contemporanea: quello degli assistenti vocali. La presenza di dispositivi in grado di elaborare testi, audio o immagini a partire da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html">L&#8217;Europa e la sfida dell&#8217;egemonia Usa nell&#8217;IoT</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-2048x1213.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La corsa dell&#8217;<strong>Europa </strong>verso una piena e completa <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-allautonomia-strategica-europea-e-nellinteresse-italiano.html" target="_blank" rel="noopener">autonomia strategica</a> </strong>in ambito tecnologico è ancora irta di ostacoli. E lo dimostra l&#8217;analisi di un preciso settore di mercato spesso non ritenuto tra i maggiormente strategici nel campo dell&#8217;innovazione contemporanea: quello degli <strong>assistenti vocali</strong>. La presenza di dispositivi in grado di elaborare testi, audio o immagini a partire da comandi vocali di un utente è, però, uno dei maggiori <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-sicurezza-dei-software-un-asset-strategico-nellera-del-5g.html" target="_blank" rel="noopener">fattori <strong>abilitanti </strong>che</a> consente un&#8217;applicazione completa della pratica dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/energia/digitalizzazione-e-transizione-energetica-un-binomio-inscindibile.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>internet delle cose </strong>(<em>Internet of Things, </em>IoT),</a> tra i più dirompenti fattori di cambiamento<a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener"> dell&#8217;attuale ondata di innovazione.</a></p>
<p>Dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-tecnologia-sta-cambiando-le-nostre-case.html" target="_blank" rel="noopener">domotica</a> </strong>alle macchine di ultima generazione, dalla nicchia degli assistenti domestici (come <strong>Alexa di Amazon</strong>) ai ben noti dispositivi di questo tipo presenti negli smartphone, il mondo delle macchine virtuali che grazie all&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>sfruttano la possibilità di aumentare la connettività tra gli utenti e gli ecosistemi a loro circostanti si sta espandendo anno dopo anno. &#8220;Inoltre&#8221;, <a href="https://www.startmag.it/innovazione/assistenti-vocali-bruxelles-lancia-lallarme-su-google-apple-e-amazon/" target="_blank" rel="noopener">nota <em>StartMag,</em></a>&#8220;c’è una tendenza verso una maggiore disponibilità e proliferazione di assistenti vocali come interfacce utente che consentono l’interazione con diversi dispositivi intelligenti e servizi al consumatore&#8221;. E in questo settore l&#8217;Europa sta scoprendo di essere, una volta di più, <strong>terra di conquista </strong>da parte del big tech statunitense.</p>
<p>Il numero di dispositivi connessi al controllo vocale è previsto raddoppiare dal<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_iiot_use/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener"> 2020 al 2024, partendo da 4,2 per arrivare a 8,4 miliardi di unità</a>, anche se <strong>Eurostat </strong>riporta che nel 2020 solo l&#8217;11 per cento dei cittadini dell&#8217;Unione Europea ne ha utilizzato uno. E in questo campo la stragrande maggioranza afferiva a una ristretta cerchia di operatori: Google, Apple e Amazon. Il 9 giugno scorso la Commissaria europea alla Concorrenza, <strong>Margrethe Vestager</strong>, ha pronunciato a Bruxelles un duro discorso in cui ha sottolineato i rischi che l&#8217;oligopolio di mercato delle big tech nel settore pone per il mercato europeo commentando i risultati preliminari dell’indagine sul settore della concorrenza sui mercati dei prodotti e dei servizi relativi all’IoT dei consumatori nell’Unione europea, che ha interessato circa 200 aziende.</p>
<p>&#8220;Occorre assicurare che la crescita di Internet avvenga in un modo competitivo&#8221;, ha sottolineato Vestager, da sempre in prima linea per fermare il potere di mercato dei <strong>colossi del digitale </strong>a stelle e strisce. &#8220;I primi risultati di alcune ricerche mostrano il ruolo centrale nell’assistenza voce e operativa di determinati gatekeeper, come Google, Apple e Amazon, che indirizzano comportamenti che influenzano negativamente la concorrenza&#8221; e bloccano la possibilità di emergere per potenziali <em>competitor, </em>tra cui sono incluse anche buona parte delle aziende europee.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore constatazione che la Vestager<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_2884" target="_blank" rel="noopener"> ha sottolineato essere emersa dal rapporto riguarda il fatto che</a> la prevalenza di tecnologie proprietarie nel mercato IoT ha ridotto i margini di manovra per permettere che nel campo delle tecnologie si possano creare standard comuni per l&#8217;interoperatività tra dispositivi connessi. Ognuna delle tecnologie del big tech americano è potenzialmente in grado di inibire l&#8217;accesso delle altre alla propria rete di dispositivi, aprendo così al consolidamento di <strong>cartelli di mercato </strong>che alzano le barriere all&#8217;entrata per i concorrenti desiderosi di scendere in campo.</p>
<p><a href="https://www.reuters.com/technology/eu-antitrust-regulator-cite-concerns-about-voice-assistants-exclusivity-2021-06-09/" target="_blank" rel="noopener">Contattata da <em>Reuters </em></a>per discutere delle accuse rivolte dalla Commissione, <strong>Amazon </strong>ha sottolineato che ritiene la sua tecnologia legata ad Alexa capace di essere interconnesso con &#8220;140mila prodotti diversi per le smart home&#8221; e di aver creato cooperazioni o accordi con 80 imprese per consentire la possibilità di accedere a più assistenti smart da un solo dispositivo. Google e Apple non hanno invece voluto rilasciare alcun commento.</p>
<p>Certamente gli investimenti fatti da aziende di questo calibro non si discutono, ma che ci sia un problema di controllo del settore è evidente. Che del resto è destinato ad ampliarsi mano a mano che l&#8217;<strong>IoT prenderà piede</strong>, come si può comprendere guardando il mercato anche oltre i campi degli assistenti vocali. Le <em>smart Tv </em>domestiche, ad esempio, sono utilizzate dal 50% degli europei e il mercato degli show ad esse legati è stimato che sia pronto a toccare quota 40 miliardi di euro nel 2025. E in quest&#8217;ottica va tenuto conto del fatto che i gruppi che forniscono la tecnologia necessaria a mettere in moto i sistemi operativi per dispositivi intelligenti e assistenti vocali hanno potenzialmente spazio per un ampio accesso ai dati dei consumatori. Su questi e altri temi la <strong>Commissione </strong>intende vederci chiaro e promuovere azioni tali da evitare un dominio assoluto da parte di pochi attori. Ma il punto di fondo è il fatto che nel campo IoT, ad ora, un&#8217;<strong>alternativa europea </strong>non sembra esserci. Palla al<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html" target="_blank" rel="noopener"> super-Commissario all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton</strong></a><strong>, </strong><em>deus ex machina </em>per l&#8217;autonomia tecnologica europea, per capire se il big tech in questo campo sarà arginabile.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html">L&#8217;Europa e la sfida dell&#8217;egemonia Usa nell&#8217;IoT</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;internet sovrano russo diventa realtà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/linternet-sovrano-russo-diventa-realta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 20:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cyberwarfare]]></category>
		<category><![CDATA[internet sovrano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p>
<p>La dimensione virtuale è destinata ad assumere un&#8217;importanza sempre maggiore negli affari bellici e nelle guerre del domani, anche se già oggi sono una realtà diffusa e insidiosa gli hackeraggi e le trasmissioni di virus e malware ai danni di grandi corporazioni, agenzie governative e sistemi di rete delle infrastrutture strategiche. Il perfezionamento delle armi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/linternet-sovrano-russo-diventa-realta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/linternet-sovrano-russo-diventa-realta.html">L&#8217;internet sovrano russo diventa realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p><p>La dimensione virtuale è destinata ad assumere un&#8217;importanza sempre maggiore negli affari bellici e nelle guerre del domani, anche se già oggi sono una realtà diffusa e insidiosa gli <strong>hackeraggi</strong> e le trasmissioni di <strong>virus e malware</strong> ai danni di grandi corporazioni, agenzie governative e sistemi di rete delle infrastrutture strategiche.</p>
<p>Il perfezionamento delle armi virtuali nel prossimo futuro sarà in grado di <strong>mettere in ginocchio intere nazioni,</strong> deconnettendole dal world wide web o &#8220;spegnendo&#8221; da remoto centrali elettriche, lasciando al buio intere città in black out, ed è per questo che le principali potenze del globo stanno investendo pesantemente nello sviluppo dei dipartimenti cibernetici e nella formazione di professionisti della guerra cibernetica.</p>
<p>La Russia, con la legge del cosiddetto internet sovrano, ha dimostrato d&#8217;essere guidata da una visione pionieristica basata sulla prevenzione che, nei giorni scorsi, si è dimostrata <strong>realizzabile</strong>.</p>
<h2>Gli esperimenti</h2>
<p>A fine dicembre sono state effettuate <a href="https://www.zdnet.com/article/russia-successfully-disconnected-from-the-internet/">diverse prove</a> di disconnessione di RuNet, la rete nazionale, dall&#8217;internet globale. Secondo il governo, l&#8217;esito degli esperimenti è stato <strong>positivo</strong> e ha visto la partecipazione congiunta di agenzie governative, fornitori di servizi dell&#8217;internet locale, servizi segreti, e compagnie nazionali che lavorano nel virtuale e nelle telecomunicazioni.</p>
<p>Non sono stati rivelati i dettagli della simulazione, che è consistita nel verificare la sopravvivenza ed il funzionamento di RuNet privato dell&#8217;accesso al sistema globale dei nomi di dominio e non ha disturbato l&#8217;accesso alla rete degli internauti russi. L&#8217;obiettivo è stato raggiunto: nell&#8217;eventuale scenario di disconnessioni eterodirette provocate da attacchi cibernetici di grandi dimensioni, i professionisti del web e gli operatori delle telecomunicazioni russi sarebbero capaci di reagire con prontezza e garantire il funzionamento della rete nazionale.</p>
<p>Inizialmente i test avrebbero dovuto essere sostenuti ad aprile scorso, ma il governo aveva deciso di rimandare la data a fine anno per dare il tempo necessario a tutti gli attori coinvolti nel progetto di prepararsi e sofisticare le tecniche e le tattiche elaborate nel corso del tempo. Il temporeggiamento è stato fondamentale: ha evitato un potenziale insuccesso causato dai tempi prematuri, che avrebbe potuto gettare sia il Cremlino che gli operatori nello sconforto.</p>
<h2>La legge dell&#8217;internet sovrano</h2>
<p>Era da anni che a Mosca si pensava a come raggiungere la cosiddetta &#8220;<a href="https://it.sputniknews.com/mondo/201912208432740-la-russia-e-pronta-a-testare-la-propria-sovranita-internet/">autosufficienza informatica</a>&#8221; qualora potenze ostili, forti del controllare l&#8217;accesso di gran parte del mondo ad internet, avessero deciso di &#8220;staccare la spina&#8221; al paese. L&#8217;entrata di Occidente e Russia in una nuova guerra fredda ha infine convinto i decisori politici del Cremlino a dare forma all&#8217;internet sovrano, prima come legge, poi realtà.</p>
<p>La legge, entrata ufficialmente in vigore lo scorso mese, è stata <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/putin-e-la-sua-cortina-di-ferro-digitale.html">criticata dall&#8217;opposizione</a> per le presunte velleità liberticide ed attribuisce all&#8217;ente governativo che gestisce RuNet, <strong>Roskomnadzor</strong>, il potere di disconnettere il paese dall&#8217;internet globale per ragioni di sicurezza nazionale. In un tale scenario, tutto il traffico internet interno verrebbe ridirezionato attraverso choke-point gestiti dal Ministero delle Comunicazioni.</p>
<p>Proprio quest&#8217;ultimo punto è contestato dai detrattori dell&#8217;internet sovrano, perché faciliterebbe il controllo e la lettura del flusso dei dati, ossia la <strong>sorveglianza di massa,</strong> secondo uno stile ricalcante lo &#8220;scudo d&#8217;oro&#8221; cinese, anche perché la legge contempla che gli operatori delle telecomunicazioni e i provveditori di servizi internet inizino ad utilizzare hardware appositamente realizzati da Roskomnadzor.</p>
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		<title>L&#8217;Onu approva il sovranismo informatico di Cina e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 08:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[internet sovrano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p>
<p>La notizia è passata quasi inosservata, ma recentemente Russia e Cina hanno conquistato alle Nazioni Unite, con l’appoggio non secondario della Corea del Nord, una vittoria importante a scapito degli Stati Uniti sul tema del controllo statale e politico su Internet. Approvando la risoluzione presentata dai tre Paesi sul cybercrimine (88 voti a favore, 58 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html">L&#8217;Onu approva il sovranismo informatico di Cina e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="825" height="486" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012.jpg 825w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/171202-F-LW859-012-768x452.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></p><p>La notizia è passata quasi inosservata, ma recentemente <strong>Russia e Cina </strong>hanno conquistato alle <strong>Nazioni Unite, </strong>con l’appoggio non secondario della <strong>Corea del Nord, </strong>una vittoria importante a scapito degli <strong>Stati Uniti </strong>sul tema del controllo statale e politico su Internet.</p>
<p>Approvando la <strong>risoluzione presentata dai tre Paesi </strong>sul cybercrimine (88 voti a favore, 58 contro, 34 astenuti) l’assemblea dell’Onu ha rafforzato la legittimità delle pretese di chi nel mondo chiede di mediare la natura globale della rete con la volontà di garantire ai Paesi voce in capitolo sul controllo del traffico dati entro i loro confini. Questa volontà di cui Pechino e Mosca sono state le maggiori interpreti negli ultimi anni ha rappresentato a lungo per <strong>Washington un vero e proprio anatema</strong>, in quanto in controtendenza rispetto alla retorica libertaria del web, all’interesse economico dei colossi del tech, in larga parte a stelle e strisce e, soprattutto, <strong>alla supremazia geopolitica </strong>garantita dal loro inserimento nella strategia globale statunitense.</p>
<p>La rete si è sempre configurata come <strong>sostanzialmente americana, </strong>e a questa eccezione pochi Paesi sono riusciti a opporre strategie alternative. Col “Great Firewall” la <strong>Cina ha costruito la versione più simile </strong>a un vero e proprio <strong>Internet </strong>di matrice nazionale che esista al mondo, riuscendo anche a imporre alle società straniere operanti nel Paese la condivisione dei dati, mentre Mosca sta <a href="https://it.insideover.com/politica/runet-cortina-di-ferro-telematica-russia.html">testando </a>RuNet<strong>, </strong>potenziale anticamera del distacco della Russia dal World wide web. La <strong>Corea del Nord </strong>gioca invece come attore autonomo e “cane sciolto”, puntando sugli hacker per difendersi in maniera asimmetrica sul piano cyber.</p>
<p><a href="https://www.axios.com/russia-china-united-nations-internet-sovereignty-3b4c14d0-a875-43a2-85cf-21497723c2ab.html">Come riporta <strong><em>Axios</em></strong></a><strong><em>, </em></strong>la risoluzione riconosce “legittimità al concetto di sovranità” in campo informatico, approvando l’idea che i “governi chiudano l’accesso transfrontaliero ai dati” quando riconoscono “utilizzi criminali” di siti e reti internet, senza però riconoscere le fattispecie in cui applicarla in maniera ragionevole. Di fatto, però si tratta di un duro smacco per gli Stati Uniti, per i quali un Internet non vagliato da barriere nazionali è fonte di una rendita di posizione geopolitica. <strong>In primo luogo perché ne esalta la centralità</strong>; in secondo luogo perché <strong>alimenta la miniera di dati </strong>a cui attingono le numerose <strong>agenzie di intelligence</strong>; infine, perché riduce il potenziale <strong>rischio securitario associato alle reti</strong>.</p>
<p>Una diffusione del “sovranismo informatico” avrebbe come conseguenza l’erosione di tutti questi fattori di primaria rilevanza, in una fase in cui la <strong>Cina esercita la massima pressione </strong>nei settori tecnologici di frontiera, conduce la <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-5g-e-perche-e-cosi-importante.html">corsa nel 5G</a>, è probabilmente avanti <a href="https://it.insideover.com/guerra/intelligenza-artificiale-la-cina-superera-gli-stati-uniiti.html">nell’<strong>intelligenza artificiale</strong></a> e nelle sue applicazioni pratiche e compete, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-supercomputer-quantistico-di-google-sorpasso-usa-sulla-cina.html">nonostante il recente punto segnato da Google,</a> anche nella <strong>corsa al supercomputer quantistico</strong>. La corsa alle infrastrutture e alle applicazioni d’ultima generazione della rete è parallela alla <strong>competizione per il controllo della rete stessa</strong>, versione immateriale dell’egemonia americana.</p>
<p>“La perdita della leadership statunitense su Internet potrebbe essere un sintomo della maggiore rinuncia degli Stati Uniti alla leadership globale in favore di paesi come Cina e Russia, che stanno espandendo le loro sfere di influenza in Africa e in Medio Oriente, proprio mentre gli Stati Uniti stanno abbandonando quelle regioni”, ha concluso <em>Axios</em> il suo commento alla vicenda. Nell’era del tutti contro tutti, la <strong>sovranità va esercitata prima ancora che decantata</strong>. E l’amministrazione sovranista Usa rischia di subire un durissimo smacco dalla legittimazione di un sovranismo tanto…immateriale quanto concreto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lonu-approva-il-sovranismo-informatico-di-cina-e-russia.html">L&#8217;Onu approva il sovranismo informatico di Cina e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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