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La recente strutturazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che dovrà veicolare la partecipazione italiana al progetto Next Generation Eu, ha mostrato la salienza data dal governo Draghi, in coerenza con le linee guida comunitarie, al finanziamento dei progetti di transizione ecologica e digitalizzazione che, complessivamente, assorbono circa il 60% dei previsti finanziamenti.

Il tema dell’ecologia e della transizione energetica e il fronte dell’innovazione tecnologica sono strettamente correlati, come del resto insegna l’esperienza di società che hanno fatto proprio dell’utilizzo dei più moderni ritrovati della ricerca scientifica il punto di partenza per trasformare l’efficienza in un driver di sviluppo sostenibile sul fronte economico e sociale.

CESI, di cui si è precedentemente analizzato l’impiego delle tecnologie 5G nell’attività di manutenzione e monitoraggio delle reti energetiche, è un esempio di società che interpreta a tutto campo la sfida sistemica del legame tra transizione e innovazione. Nella consapevolezza che tecnologie come l’IoT (internet delle cose) e l’intelligenza artificiale rappresentino possibili driver di ulteriori processi di efficientamento ma vadano, al contempo, maneggiate con cautela data la necessità di far seguire alla loro implementazione programmi di analisi del rischio e di supervisione che tutelino dalle minacce cybernetiche e da eventuali “buchi” nel perimetro di sicurezza. Esistono quattro settori chiave in termini di innovazione propedeutica alla transizione energetica: tecnologie, modelli di business, design del mercato e strutturazione delle unità operative. Per ciascuna di loro, l’azienda milanese, specializzata nella consulenza strategica su progetti legati all’energia, è impegnata a supportate le principali utility energetiche mondiali: dalle reti intelligenti al 5G, dal data management allo sviluppo di soluzioni ad hoc per i clienti con esigenze più strutturate. “Le tecnologie digitali stanno, infatti, favorendo sempre più il controllo in tempo reale e la gestione in automatico delle reti energetiche; favorendo l’ottimizzazione dei consumi e l’utilizzo efficiente dell’energia rinnovabile; aumentando la resilienza delle reti in risposta ai fenomeni atmosferici estremi,” afferma Matteo Codazzi, Ceo del Gruppo CESI.

Nel lavoro di questa azienda c’è la consapevolezza che la trasformazione digitale favorisca la transizione di tutta la filiera energetica, dalla gestione degli impianti di generazione ai nuovi servizi per i consumatori, passando per le reti di trasmissione e distribuzione elettrica.

CESI lavora, ad esempio, sulle reti intelligenti, le cosiddette smart grids, per garantire alle società clienti di poter rispettare le necessità di generazione e consumo elettrico, coordinando i flussi di domanda e offerta. I test per la certificazione degli apparati che permettono la comunicazione intelligente tra le componenti delle reti elettriche sono realizzati da CESI nei  KEMA Laboratories di Milano e Arnhem, in Olanda, tra i maggiormente avanzati al mondo per analisi di questo tipo, in cui sono in corso anche collaborazioni con la società E-Distribuzione specializzata nella implementazione nelle proprie reti di dispositivi “intelligenti” per la raccolta dati sui flussi in questione. 

Va in particolar modo sottolineato che le reti intelligenti sono rese sempre più efficienti e operative proprio da tecnologie abilitanti: dai misuratori che monitorano gli andamenti dei flussi elettrici agli algoritmi di manutenzione predittiva che consentono di valutare il tasso di usura e obsolescenza di una data componente dell’impianto, permettendo in tal senso interventi mirati e meno dispendiosi in termini di interruzione dei servizi. La flessibilità delle reti, sulla cui strutturazione CESI lavora, garantisce un più strategico coordinamento nei campi di produzione e generazione dell’energia, in cui a farla da padrone sono le fonti rinnovabili, permettendo alle reti stesse di ottenere un grado crescente di decentramento.

In sostanza, dal tradizionale schema top-down, in cui l’energia era trasmessa in modo sostanzialmente unidirezionale dal produttore al consumatore, si sta passando grazie al ruolo delle tecnologie abilitanti e alla flessibilità delle reti a un modello di generazione distribuita. In questo campo sono sempre più numerosi gli operatori di dimensioni ridotte e i privati capaci di immettere elettricità nella rete, in un sistema che ha tra gli elementi di base i contatori elettronici di abitazioni private, sedi aziendali, edifici pubblici che abilitano le smart grid permettendo di conoscere in tempo reale i consumi e la generazione e quindi bilanciare in modo efficiente il sistema elettrico.

Riducendo gli sprechi, l’impatto ambientale, i costi e i disservizi delle reti stesse

Lo sviluppo “sostenibile” è tale proprio perché permette di ridurre costi e sprechi. L’efficienza, nel mondo energetico, diventa driver insostituibile. CESI in un numero del suo Energy Journal ha sottolineato il ruolo delle resilient grids come forma più strutturata di reti intelligenti. E sottolineando la necessità di un approccio olistico per gestire l’efficientamento della rete energetica in sinergia con le comunità di riferimento di ogni impianto di generazione e distribuzione elettrica. Il fatto che attraverso innovazione e decentralizzazione si possa garantire alle reti un rapido ritorno alla normalità e all’ordinario flusso energetico di fronte all’insorgere di perturbazioni esterne è ritenuto fondamentale nel contesto dei più moderni apparati di generazione e distribuzione.

Gianluca Marini, Executive vice president di CESI, ha presentato al webinarL’elettrico e la digitalizzazione per la transizione, organizzato il 24 marzo scorso da Elettricità futura e Coordinamento free le prospettive strategiche e operative che le tematiche di interesse del gruppo possono coprire nel quadro dell’attività proposta da diversi governi e istituzioni internazionali per l’abbattimento delle emissioni e la lotta ai cambiamenti climatici. Il Green New Deal europeo prospetta per il 2030 un calo del 55% delle emissioni di gas serra rispetto al livello del 2019 e, come detto, con le reti efficienti e l’utilizzo dell’innovazione su tutte le componenti della filiera elettrica si potrà dare, nel caso di applicazioni su vasta scala, un’importante spinta in questa direzione. Il tutto coniugando le prospettive di lotta al degrado ambientale con quelle dello sviluppo e della crescita economica. Due temi sempre più inscindibili e da analizzare, giocoforza, con prospettive comuni.

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