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	<title>Indo-Pacifico Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 04:55:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Indo-Pacifico Archives - InsideOver</title>
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		<title>Una guerra irregolare nel Pacifico? Uno scenario plausibile secondo il comando operazioni speciali USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 04:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il generale Rose: "Se un avversario ritiene che uno scontro con gli Usa possa finire male, non significa che la competizione scompaia".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/una-guerra-irregolare-nel-pacifico-uno-scenario-plausibile-secondo-il-comando-operazioni-speciali-usa.html">Una guerra irregolare nel Pacifico? Uno scenario plausibile secondo il comando operazioni speciali USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/mari-caldi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un conflitto nel Pacifico potrebbe anche non assomigliare a una <strong>guerra convenzionale</strong> come molti analisti hanno paventato, ma assumere una forma diversa, in questo tempo di conflitti ibridi. È quanto si evince dalle affermazioni del comandante dello <strong>Special Operations Command Pacific</strong> (SOCPAC) nel corso di un incontro sulla &#8220;<em>guerra irregolare</em>&#8221; che si è recentemente tenuto alle isole Hawaii, avamposto strategico degli Stati Uniti nel cuore dell&#8217;Oceano Pacifico.</p>



<p>Secondo gli esperti militari, la superiorità militare convenzionale degli Stati Uniti potrebbe spingere un avversario a evitare uno scontro diretto con Washington, senza per questo rinunciare necessariamente al confronto. Al contrario, proprio la capacità americana considerata storicamente in grado di &#8220;prevalere&#8221; in una guerra tradizionale, potrebbe incentivare il ricorso a forme di guerra irregolare, in breve, azioni offensive combattute al di sotto della soglia di un conflitto aperto che porterebbero nell&#8217;Indo-Pacifico lo stesso tipo di guerra ibrida che ha interessato l&#8217;Europa orientale, e, secondo alcuni punti di vista, l&#8217;Europa in generale. Sono queste le premesse e uno dei principali &#8220;<em>problemi strategici</em>&#8221; sollevati dal generale di brigata <strong>Michael Rose</strong>, comandante dello SOCPAC, intervenuto all’<strong>Indo-Pacific Irregular Warfare Symposium</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La superiorità militare come incentivo alla guerra irregolare</h2>



<p>Secondo quanto <a href="https://www.defenseone.com/threats/2026/08/pacific-conflict-may-not-look-conventional-war-socpac-commander-says/415704/">riportato</a> da <em>Defense One</em>, il ragionamento del comandante Rose parte da un apparente paradosso: più gli Stati Uniti diventano efficaci nel combattere una guerra convenzionale, maggiori potrebbero essere gli incentivi per un potenziale avversario a scegliere strumenti differenti. “S<em>e un avversario ritiene che un confronto militare diretto con gli Stati Uniti o con i nostri alleati possa probabilmente concludersi male per lui, questo non significa necessariamente che la competizione scompaia</em>”, ha spiegato il generale del SOCPAC, nonostante sia noto ai più che il <strong>principale avversario teorico</strong> dell&#8217;America e dei suoi principali alleati nella regione del Pacifico &#8211; Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud &#8211; è un&#8217;imponente potenza militare tecnologicamente avanzata come la Repubblica Popolare Cinese, e solo in seconda battuta la Corea del Nord.</p>



<p>Gli avversari, secondo Rose, <strong>cercheranno le vulnerabilità del sistema</strong> statunitense, o<strong>pereranno al di sotto delle soglie che potrebbero provocare una risposta militare diretta</strong> e sfrutteranno l’ambiguità. Una tattica che viene spesso attribuita a Mosca, anche senza riscontri effettivi o divulgabili. <br><br>Per farlo potranno ricorrere a&nbsp;<strong>proxy, operazioni informative, coercizione economica, capacità cyber, forze marittime e altri strumenti asimmetrici</strong>, perseguendo i propri obiettivi senza offrire agli Stati Uniti proprio quel combattimento convenzionale per il quale Washington si sta preparando. “<em>In altre parole, la nostra superiorità convenzionale può effettivamente aumentare l’incentivo per i nostri avversari a impiegare la guerra irregolare</em>”, ha sintetizzato il comandante del SOCPAC. Tale questione, mentre il mondo assiste allo svolgimento distante dalle rispettive risoluzioni diplomatiche di due conflitti attivi &#8211; in Ucraina e in Iran &#8211; assume particolare rilevanza nell’Indo-Pacifico, un teatro nel quale la deterrenza rappresenta una delle priorità fondamentali delle forze statunitensi e dove gli analisti militari considerano possibili delle <strong>escalation</strong> legate alla delicata condizione dell&#8217;isola di Taiwan, ma non solo. Secondo Rose, gli Stati Uniti devono essere capaci non soltanto di combattere meglio dei loro avversari, ma anche di&nbsp;<strong>pensare più rapidamente e più efficacemente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle armi autonome alle “campagne autonome”</h2>



<p>Una delle possibili risposte passerebbe attraverso un diverso approccio ai sistemi autonomi. Non si tratta semplicemente di introdurre un numero crescente di piattaforme autonome nelle forze armate, ma di ripensare il modo stesso in cui queste capacità possono essere integrate nella competizione. Il generale ha parlato della necessità di passare dai singoli&nbsp;<strong>sistemi autonomi alle “campagne autonome”</strong>, ossia dai sistemi sofisticati e particolarmente avanzati alle&nbsp;<strong>reti distribuite</strong>, e dalle capacità esclusivamente statunitensi alla costruzione di&nbsp;<strong>ecosistemi che comprendano alleati e partner</strong> che svolgerebbero un ruolo importante del fronteggiare una minaccia riconosciuta come <em>comune</em>. </p>



<p>&#8220;<em>Dobbiamo essere in grado di superare i nostri avversari sia in combattimento che in strategia</em>&#8220;, e &#8220;<em>adottare un approccio di guerra irregolare</em>&#8221; a anche nei sistemi autonomi. &#8220;<em>Ciò significa &#8220;andare oltre i sistemi autonomi per orientarsi verso campagne autonome, oltre i sistemi sofisticati per orientarsi verso reti distribuite, oltre le capacità statunitensi per orientarsi verso ecosistemi alleati e partner, oltre la deterrenza convenzionale per orientarsi verso la deterrenza basata sulla resilienza e sulla negazione, e oltre la domanda su quanti sistemi autonomi ci aiuteranno a vincere una guerra futura, per chiederci invece come possono aiutarci a plasmare la competizione odierna</em>&#8220;.</p>



<p>Secondo il generale, Washington dovrebbe <strong>andare oltre la deterrenza convenzionale</strong>, puntando su una deterrenza fondata sulla&nbsp;<strong>resilienza</strong> e sull&#8217;<strong>opporre a ogni livello </strong>la risposta più adeguata. La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere soltanto quanti sistemi autonomi potrebbero servire per vincere una futura guerra, ma in quale modo queste tecnologie possano contribuire a plasmare la competizione già in corso. Il problema fondamentale dell’Indo-Pacifico, ha sottolineato il generale Rose, è infatti quello della&nbsp;<strong>scala</strong>. Le distanze sono immense e i luoghi strategicamente importanti sono troppo numerosi per garantire ovunque una presenza persistente. L’autonomia e capacità dei sistemi autonomi di coprire queste distanze, colmano determinati <em>gap</em>, almeno potenzialmente, potrebbe incidere in maniera decisiva e modificare il risultato dell&#8217;<em>equazione</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio della corsa alla tecnologia</h2>



<p>L&#8217;introduzione di <strong>nuove tecnologie</strong>, essenziali nella corsa agli armamenti e nella competizione globale con potenze militari all&#8217;avanguardia, tuttavia, non può trasformarsi in una corsa indiscriminata verso sistemi sempre più avanzati senza tenere conto del contesto nel quale andrebbe combattuta la vera battaglia. Il maggior generale Jeffrey Van Antwerp, che all’inizio di agosto ha ceduto il comando del SOCPAC al generale Rose, e ora è al comando della&nbsp;<strong>25th Infantry Division&nbsp;</strong>dell’esercito americano, ha messo in guardia i vertici militari, asserendo che non dovrebbero acquistare nuove tecnologie prima di aver identificato chiaramente quali sono gli obiettivi e in che modo esse dovrebbero essere impiegate. “<em>Ci si può lasciare prendere dal tentativo di ottenere la tecnologia migliore, senza aver però fatto le cose fondamentali necessarie per poterla sfruttare adeguatamente</em>”, ha spiegato Van Antwerp. Per il generale non c&#8217;è più tempo per limitarsi a sperimentare senza avere prima stabilito degli <strong>obiettivi precisi</strong>. </p>



<p>Il problema tecnologico, del resto, riguarda ormai contemporaneamente numerosi domini. Aprendo il simposio, l’ammiraglio Frank Bradley, comandante dello&nbsp;<strong>U.S. Special Operations Command</strong>, ha descritto uno scenario caratterizzato da un dominio cyber sempre più “<em>militarizzato</em>”, da un ambiente virtuale in continua trasformazione all’interno delle società, da capacità di sorveglianza spaziale sempre più contestate e da uno&nbsp;<strong>spettro elettromagnetico conteso</strong>. A questi elementi si aggiunge, secondo Bradley, una nuova sfida rappresentata dalla rapida comparsa dell’<strong>intelligenza artificiale agentica</strong> &#8211; ossia un sistema di intelligenza artificiale capace di pianificare e compiere azioni in autonomia per raggiungere obiettivi complessi &#8211; con implicazioni per la sicurezza degli ecosistemi digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una battaglia per la superiorità decisionale</h2>



<p>È proprio l’informazione, però, a rappresentare il filo conduttore delle trasformazioni in corso. Come riporta ancora&nbsp;<em>Defense One</em>, nella giornata conclusiva del simposio il vicecomandante dell’<strong>Indo-Pacific Command</strong> (INDOPACOM), tenente generale dei Marines George Rowell, è tornato sulle tendenze che, secondo l’ammiraglio Samuel Paparo, stanno modificando la natura del conflitto moderno.</p>



<p>La grande tendenza che racchiude tutte le altre, secondo Rowell, è “<em>l’assoluto predominio dell’informazione nella superiorità decisionale</em>”. Le forze americane dovranno quindi essere organizzate per&nbsp;<strong>osservare, orientarsi, decidere, agire e apprendere più rapidamente dell’avversario</strong>, riprendendo il ciclo decisionale che costituisce uno degli elementi centrali della moderna pianificazione militare “<em>Chiunque riesca a farlo, chiunque riesca ad adottare quella mentalità, chiunque riesca ad adottare più rapidamente quelle tecnologie e quell’addestramento, certamente vincerà</em>”, ha concluso Rowell. Il punto sollevato dai comandanti americani nell’Indo-Pacifico è quindi più ampio della semplice introduzione di droni, intelligenza artificiale o sistemi autonomi. La sfida è capire come sfruttare queste tecnologie all’interno di una competizione nella quale la superiorità convenzionale degli Stati Uniti potrebbe indurre gli avversari a cercare deliberatamente forme di confronto nelle quali quella stessa superiorità risulti più difficile da esercitare.</p>
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		<title>Missili, terre rare, uranio&#8230; Perché l&#8217;India rafforza la sua presenza nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/missili-terre-rare-uranio-perche-lindia-rafforza-la-sua-presenza-nellindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 00:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Modi ha rafforzato la strategia dell’India nell’Indo-Pacifico con accordi in Indonesia, Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/missili-terre-rare-uranio-perche-lindia-rafforza-la-sua-presenza-nellindo-pacifico.html">Missili, terre rare, uranio&#8230; Perché l&#8217;India rafforza la sua presenza nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130821135_3e1aa1d821e4d950bbb4a9b76cfd2e5a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Indonesia</strong>, <strong>Australia</strong> e <strong>Nuova Zelanda</strong>: il primo ministro dell&#8217;<strong>India</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a>, ha appena concluso un importantissimo ciclo di viste della durata di sei giorni. Importante non solo per i dossier trattati – dalla cooperazione militare al commercio, dal rafforzamento della sicurezza marittima alle tecnologie emergenti – ma anche e soprattutto per dare slancio alla nuova strategia di Delhi. Il gigante asiatico sta infatti espandendo il numero di partnership nell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong> per far fronte a due evenienze. La prima: contrastare la crescente influenza della <strong>Cina </strong>costruendo un&#8217;architettura diplomatica in grado di limitare le ambizioni regionali del Dragone. La seconda: sfruttare gli errori degli <strong>Stati Uniti</strong> che da mesi stanno facendo dubitare i loro partner locali in merito a un eventuale impegno nel continente in caso di necessità. </p>



<p>&#8220;La mia visita in Indonesia e in Australia, rispettivamente nell&#8217;Oceano Indiano orientale e meridionale, seguita da quella in Nuova Zelanda, rafforzerà ulteriormente la politica indiana <strong>Act East</strong>, la visione <strong>Mahasgar </strong>e la nostra prospettiva verso un Indo-Pacifico libero e aperto&#8221;, aveva del resto spiegato Modi prima del viaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522868" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260710130743493_faebe68a82600b3fdd932f365e98b9d6.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Modi guarda a Est</h2>



<p>Andiamo con ordine. L&#8217;Act East è un pilastro della politica estera indiana lanciato nel 2014 dal governo Modi. Il suo obiettivo? Promuovere l&#8217;<strong>integrazione</strong> tra Delhi, i Paesi dell&#8217;Asia-Pacifico e dell&#8217;Asean. Mahasgar, acronimo di <em><strong>Mutual and Holistic Advancement for Security Across the Regions</strong></em> (Progresso reciproco e olistico per la sicurezza nelle regioni), rappresenta invece la visione dell&#8217;India per la promozione della sicurezza collettiva, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione regionale negli spazi marittimi. </p>



<p>Considerando che il <strong>Quad</strong>, il Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza che comprende Australia, India, Giappone e Stati Uniti, non organizza un vertice dei leader da quasi due anni, e che sotto la presidenza di <strong>Donald Trump</strong> l&#8217;approccio di Washington all&#8217;Indo-Pacifico appare incerto, ecco che Modi ha scelto di muoversi in completa autonomia.</p>



<p>Tre, dicevamo, i meeting effettuato dal premier indiano: con il leader indonesiano <strong>Prabowo Subianto</strong>, con l&#8217;australiano <strong>Anthony Albanese</strong> e con il neozelandese <strong>Christopher Luxon</strong>. La prima tappa è andata in scena a Jakarta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522869" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071013082836_85cb8ea9668a6dd145631000c33aab59.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accordi con Indonesia, Australia e Nuova Zelanda</h2>



<p>L&#8217;India ha concluso importanti accordi con l&#8217;Indonesia, a partire dalla vendita dei <strong>missili supersonici BrahMos</strong> (già venduti a Filippine e Vietnam), oltre a varie intese inerenti al settore minerario e delle materie prime. </p>



<p>In Australia, Modi e Albanese hanno invece intensificato i <strong>legami militari</strong>, tanto più dopo il recente test missilistico cinese nel Pacifico, decidendo di incrementare le attività congiunte nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong>. L&#8217;India ha inoltre strappato un accordo per l&#8217;esportazione di <strong>uranio </strong>australiano destinato all&#8217;utilizzo nell&#8217;industria dell&#8217;energia nucleare. &#8220;Questo aprirà la strada alle forniture di uranio dall&#8217;Australia all&#8217;India e darà nuovo slancio ai nostri obiettivi in materia di energia pulita&#8221;, ha dichiarato Modi. </p>



<p>E la Nuova Zelanda? Il premier indiano si è soffermato a lungo sull&#8217;<strong>accordo di libero scambio</strong> annunciato lo scorso anno dai due Paesi, che tuttavia è ancora in attesa dell&#8217;approvazione del Parlamento di Wellington. Ebbene, Modi ha provato ad allentare le tensioni con le autorità neozelandesi, dal momento che il contrasto all&#8217;immigrazione &#8211; che il governo neozelandese intende inasprire, colpendo anche gli immigrati indiani &#8211; rischia di diventare un punto di attrito tra le parti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-505029" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/missili-terre-rare-uranio-perche-lindia-rafforza-la-sua-presenza-nellindo-pacifico.html">Missili, terre rare, uranio&#8230; Perché l&#8217;India rafforza la sua presenza nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La strana Aeronautica militare dell&#8217;Indonesia, che usa aerei di 8 Paesi diversi. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-strana-aeronautica-militare-dellindonesia-che-usa-aerei-di-8-paesi-diversi-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 04:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[indonesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La flotta aerea dell'Aeronautica militare dell'Indonesia è stranamente e straordinariamente eterogenea, compaiono infatti nelle sue fila piattaforme reperite da ben sette nazioni diverse, in barba alle criticità riscontrate nello schierare "sistemi d'arma" potenzialmente "avversari"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Marsekal_TNI_Fadjar_Prasetyo_S.E._M.P.P._CSFA._dengan_Crew_Dinamic_Show_Team-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La flotta aerea dell&#8217;<strong>Aeronautica militare indonesiana</strong>, la Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara (TNI-AU), è tanto eterogenea quanto singolare. Nelle sue fila compaiono infatti piattaforme provenienti da ben sette nazioni differenti, in apparente contrasto con le criticità emerse negli ultimi anni riguardo allo schieramento simultaneo di sistemi d’arma potenzialmente “<em>avversari</em>” all’interno della stessa forza armata. Una <strong>peculiarità </strong>che, se da un lato garantisce un’ampia flessibilità operativa nella difesa delle oltre 17.000 isole dell&#8217;arcipelago, dall’altro può rivelare capacità e vulnerabilità di velivoli destinati teoricamente a confrontarsi anche in <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-azioni-di-guerra-con-i-caccia-degli-altri-dallucraina-alla-cambogia-quali-sono-i-jet-coinvolti.html">scenari paralleli</a> o <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/vittoria-cina-nei-cieli-indiani-ora-pu-diventare-caso-2478288.html">contrapposti.</a></p>



<p>L’Indonesia opera infatti una delle <strong>flotte da combattimento più diversificate dell’intera regione indo-pacifica</strong>, composta da velivoli acquisiti da <strong>Francia, Stati Uniti, Federazione Russa, Corea del Sud, Turchia, Brasile, Italia e Regno Unito</strong>. Una diversità costruita attraverso decenni di decisioni d’acquisto influenzate dalla politica, dai limiti di bilancio, dalla necessità di mantenere rapporti diplomatici equilibrati e, soprattutto, da esigenze operative spesso urgenti. Jakarta ha così privilegiato, di volta in volta, il fornitore ritenuto più conveniente sul piano economico, tecnologico o geopolitico, evitando di legarsi completamente a un unico partner strategico. Osservata da una prospettiva ottimistica, la flotta mista indonesiana offre una <strong>notevole flessibilità</strong>. Diversi tipi di velivolo svolgono infatti ruoli differenti, consentendo alla TNI-AU di adattarsi a un ampio spettro di missioni. Tuttavia, questa stessa peculiarità comporta anche limiti operativi rilevanti, soprattutto sul piano dell’interoperabilità, dello scambio dati e della standardizzazione logistica.</p>



<p>Nell’Aeronautica militare indonesiana operano i <strong>caccia multiruolo Rafale B</strong> prodotti dalla francese Dassault Aviation e gli <strong>F-16 Fighting Falcon</strong> nelle versioni A, B, C e D forniti e aggiornati dalla statunitense Lockheed Martin, che volano accanto ai <strong>Sukhoi Su-27 e Su-30 di produzione russa</strong>, impiegati soprattutto in missioni di superiorità aerea e intercettazione a lungo raggio. A questi velivoli Jakarta si prepara inoltre ad affiancare il <strong>KF-21 Boramae</strong>, il caccia multiruolo di generazione 4.5 sviluppato insieme alla Corea del Sud, e il <strong>TAI TF-X Kaan</strong>, il nuovo caccia di quinta generazione progettato dall’industria turca con il supporto della britannica BAE Systems, già partner dell’Indonesia attraverso la fornitura degli Hawk destinati all’attacco leggero e all’addestramento avanzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una missione su 17 mila isole</h2>



<p>A completare questo mosaico aeronautico figurano inoltre i <strong>T-50i Golden Eagle sudcoreani</strong>, i <strong>Super Tucano brasiliani</strong> di Embraer e gli <strong>M-346 italiani</strong> prodotti da Leonardo, utilizzati principalmente nei ruoli di addestramento avanzato, supporto ravvicinato e attacco leggero. Una struttura che permette all’Aeronautica indonesiana di coprire una vasta gamma di missioni distribuite su un arcipelago enorme, composto da oltre 17.000 isole e caratterizzato da immense distanze operative.</p>



<p>Tuttavia, <strong>proprio questa varietà rappresenta anche il principale punto debole dell’intero sistema.</strong> Ogni piattaforma richiede infatti catene logistiche dedicate, differenti componenti di ricambio, personale tecnico specializzato e programmi addestrativi specifici. I costi di manutenzione aumentano inevitabilmente man mano che le linee di supporto si moltiplicano tra fornitori, standard tecnici e dottrine operative differenti. Anche l’addestramento dei piloti e degli equipaggi diventa più complesso, poiché ciascun velivolo impiega avionica, software, armamenti e procedure spesso incompatibili tra loro.</p>



<p>Il vero nodo, però, riguarda l’interoperabilità in un eventuale scenario ad alta intensità. Integrare piattaforme occidentali, russe e asiatiche non significa semplicemente farle volare insieme, ma armonizzare sistemi di comunicazione, collegamenti dati, <strong>identificazione amico-nemico e capacità di guerra elettronica</strong>. Ed è proprio su questo fronte che emergono le maggiori criticità, già osservate in altri teatri dove velivoli e sistemi provenienti da blocchi industriali differenti si sono trovati a operare fianco a fianco. In questo senso, l’Aeronautica indonesiana sembra incarnare perfettamente il volto della nuova era multipolare: una forza aerea costruita assemblando tecnologie, dottrine e piattaforme provenienti da mondi strategici differenti. <strong>Una scelta che garantisce autonomia diplomatica e libertà d’azione, </strong>ma che rischia di trasformarsi, nel lungo periodo o in caso di conflitto reale, in un sistema estremamente difficile da sostenere sotto il profilo operativo e logistico. <br></p>
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		<title>Missili a lungo raggio e droni: il Giappone vara la maxi-spesa militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/missili-a-lungo-raggio-e-droni-il-giappone-vara-la-maxi-spesa-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 06:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Missili a lungo raggio e droni: il Giappone vara la maxi-spesa militare per contrastare attivamente la Cina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giappone" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/giappone-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p><strong>Sanae Takaichi</strong> ha varato la più importante svolta per la Difesa giapponese dal 1945: l&#8217;esecutivo guidato dal Partito Liberaldemocratico ha deciso di portare a 58 miliardi di dollari (9 trilioni di yen, 2% del Pil) la spesa militare di Tokyo per l&#8217;anno fiscale 2026, che si aprirà ad aprile, ponendo l&#8217;enfasi sulla <strong>difesa delle isole nipponiche con il potenziamento della dotazione missilistica e di droni delle Forze di Autodifesa Giapponesi.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La spesa militare record del Giappone</h2>



<p>Per il ministro della Difesa <strong>Shinjiro Koizumi</strong> questo aumento è il &#8220;minimo necessario&#8221; per affrontare il contesto securitario del Pacifico. Una presa di posizione netta, che segue quelle della premier conservatrice Takaichi sul possibile intervento di Tokyo contro la Cina qualora Pechino invadesse Taiwan.</p>



<p>Il Giappone intende alzare l&#8217;asticella della<strong> propria capacità di deterrenza,</strong> in ossequio a una strategia di sicurezza nazionale varata nel 2022 e che pone proprio <a href="https://it.insideover.com/politica/decolla-lasse-usa-giappone-cosi-trump-e-takaichi-preparano-la-sfida-alla-cina.html">Pechino al centro come maggiore minaccia potenziale.</a> </p>



<p>In un clima di neo-nazionalismo interno e con Takaichi che deve affrontare il fronte della <strong>possibile crisi economica e della pressione debitoria, l&#8217;uso della spesa pubblica per la Difesa</strong> marca una netta scelta di priorità. Tokyo, del resto, ipotizza come scenario critico quello in cui Giappone e Stati Uniti si potrebbero trovare a combattere assieme nel Pacifico occidentale, ma alza le spese militari anche perché sa che la garanzia di sicurezza Usa non sarà più garantita a prescindere e, anzi, dovrà comportare degli sforzi espliciti degli alleati per dimostrarsene, agli occhi del presidente Donald Trump, meritevoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tokyo si blinda</h2>



<p>In prospettiva, nota <em>Defense News,</em> sono i territori dell&#8217;isola meridionale di Kyushu che saranno interessati da un crescente spiegamento di forze. Uno spiegamento bidirezionale, dato che sarà basato su due campi facenti riferimento tanto alla <strong>proiezione del Paese quanto alla sua tutela da attacchi esterni</strong>. Tokyo intende blindarsi con <strong>capacità autonome di attacco a lungo raggio, utilizzando i missili Type 12 nazionali</strong> e al contempo, <a href="https://www.defensenews.com/global/asia-pacific/2025/12/26/japans-cabinet-oks-record-defense-budget-that-aims-to-deter-china/">spiega <em>Defense News</em></a><em>,</em> &#8221;&nbsp;investirà 100 miliardi di yen (640 milioni di dollari) per schierare droni aerei, di superficie e sottomarini &#8220;massicci&#8221; senza pilota per la sorveglianza e la difesa nell&#8217;ambito di un sistema chiamato &#8220;SHIELD&#8221;, la cui entrata in funzione è prevista per marzo 2028&#8243;.</p>



<p>In sostanza, Tokyo vuole blindarsi a mo&#8217; di <strong>fortezza inespugnabile e applicare su larga scala quella &#8220;strategia del porcospino&#8221;</strong> che Taiwan propone da anni. Durissimi i commenti da Pechino, che<a href="http://eng.chinamil.com.cn/2025xb/O_251451/16429488.html"> ha colpito il Giappone tramite l&#8217;arma del Global Times,</a> quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese, secondo cui il Giappone ha come problema di fondo &#8220;una persistente incapacità di liquidare completamente il militarismo, che rappresenta una sfida diretta all&#8217;ordine internazionale fondato sui frutti della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale&#8221; e &#8220;si sta trasformando in un agitatore capace di minare la pace e la stabilità nella regione Asia-Pacifico e persino nel mondo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo strategico</h2>



<p>Del resto, va sottolineato che la marcia di Tokyo verso un ruolo più assertivo sul piano <strong>militare nella regione dovrà coniugarsi a un&#8217;agenda di sicurezza coerente</strong>. Potrà il Giappone proseguire così duramente il contenimento anti-cinese senza una solida sponda americana? </p>



<p>La National Security Strategy di Trump sembra voler ridimensionare la minaccia percepita della Cina, e questa è una notizia in controtendenza con i venti conflittuali degli anni scorsi. Inoltre, il militarismo del governo più conservatore e di destra del post-1945 deve confrontarsi con i vincoli della spesa pubblica e con due dati strutturali: l&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione e il crollo della curva demografica</strong> che eroderanno sempre più la base di reclutamento, fondamentale premessa per le ambizioni militari di Takaichi. Spendere molto, senza strategia, significa portare avanti un rilancio della difesa monco. E questo Takaichi deve tenerlo ben presente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-a-lungo-raggio-e-droni-il-giappone-vara-la-maxi-spesa-militare.html">Missili a lungo raggio e droni: il Giappone vara la maxi-spesa militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dai chip alla difesa aerea, l&#8217;India sull&#8217;industria vuole far da sé</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dai-chip-alla-difesa-aerea-lindia-sullindustria-vuole-far-da-se.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 16:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1536x1099.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dentro i Brics e amica dell&#8217;Occidente, ma sempre con un presupposto orientato all&#8217;indipendenza nazionale, l&#8217;India consolida la sua politica autonoma nello scenario internazionale e lo fa anche in campo produttivo e industriale. Nella giornata di Ferragosto, parlando dal Forte Rosso di Agra nel tradizionale discorso per celebrare l&#8217;indipendenza del Paese avvenuta nel 1947, il primo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-alla-difesa-aerea-lindia-sullindustria-vuole-far-da-se.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-alla-difesa-aerea-lindia-sullindustria-vuole-far-da-se.html">Dai chip alla difesa aerea, l&#8217;India sull&#8217;industria vuole far da sé</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250526184657354_f89e4b3b171c67ec18ad745ba0c7d9ed-1536x1099.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dentro i Brics e amica dell&#8217;Occidente, ma sempre con un presupposto orientato all&#8217;<strong>indipendenza nazionale</strong>, l&#8217;<strong>India consolida la sua politica autonoma</strong> nello scenario internazionale e lo fa anche in campo produttivo e industriale. Nella giornata di Ferragosto, parlando dal <strong>Forte Rosso di Agra</strong> nel tradizionale discorso per celebrare l&#8217;indipendenza del Paese avvenuta nel 1947, il primo ministro <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html"><strong>Narendra Modi</strong> </a>ha delineato le prospettive strategiche del Paese partendo dalla necessità di Nuova Delhi di muoversi in un mondo competitivo mantenendo l&#8217;indipendenza e la capacità d&#8217;azione nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;industria come strumento di indipendenza</h2>



<p>Senza nominarli esplicitamente, Modi ha mandato un messaggio alla <strong>Cina e agli Stati Uniti.</strong> Nuova Delhi pondera con attenzione un contesto in cui Pechino è percepita come una rivale regionale in campo economico e geopolitico con cui trovare un modus vivendi e Washington un partner militare, tecnologico e commerciale da cui evitare di farsi mettere i piedi in testa con azioni <a href="https://it.insideover.com/economia/la-strategia-dietro-i-dazi-di-trump-illudersi-che-gli-usa-siano-ancora-i-padroni-del-mondo.html">come la guerra commerciale di Donald Trump.</a> La partita si gioca dunque sulla capacità di Nuova Delhi di far sentire la propria voce nei settori più strategici per l&#8217;ordine globale. E una via autonoma è stata individuata nella <strong>strutturazione di capacità industriali crescenti in settori decisivi come quello della Difesa e della tecnologia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iron Dome indiano sognato da Modi</h2>



<p>Dal Forte Rosso Modi ha lanciato la Missione Sudarshan Chakra, dal nome del disco divino che il dio Vishnu tiene in mano in una delle sue quattro mani nella tradizione indù e che simboleggia tra le molte cose l&#8217;idea della ciclicità della storia propria della cultura del subcontinente, per <strong>costruire entro il prossimo decennio una capacità autonoma</strong> di proiezione militare in campo di difesa aeronautica e attacco a lungo raggio basata unicamente su tecnologie indiane.</p>



<p><a href="https://timesofindia.indiatimes.com/india/mission-sudarshan-chakra-multi-layered-air-missile-shield-integrated-with-offensive-weapons/articleshow/123328590.cms">La missione, nota il Times of India</a>, &#8220;comporterà la costruzione di uno scudo di difesa aerea e missilistica, integrato a più livelli, con una rete sovrapposta di sensori d&#8217;allerta precoce e tracciamento, solidi posti di comando e controllo, batterie terrestri e marittime di missili intercettori&#8221;, a cui aggiungere &#8220;risorse spaziali per l&#8217;allerta precoce&#8221; al fine di garantire &#8220;una copertura di sicurezza completa entro il 2035 a aree strategiche e infrastrutture civili come ospedali, ferrovie e centri religiosi&#8221;. </p>



<p>Aggiungendo questa versione indiana dell&#8217;Iron Dome israeliano, o ancora meglio del previsto <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/us-space-force-mettere-in-orbita-intercettori-missilistici-e-cruciale.html">Golden Dome Usa,</a></strong> al potenziamento del missile supersonico Brahmos, la cui gittata sarà portata a 800 km, e allo studio di un nuovo missile per attacchi a lungo raggio capace di colpire fino a 1.000 km, Nuova Delhi vuole <strong>superare la tradizionale dipendenza dalle importazioni delle sue forze armate</strong>,  a lungo sostenute da assetti sovietici e russi prima dell&#8217;emersione di una primazia francese nelle forniture negli ultimi anni. Da 27 miliardi di dollari di valore aggiunto, la produzione industriale indiana nella Difesa è <a href="https://www.electronicsforyou.biz/important-sectors/global-stage-beckons-indias-aerospace-defence-sector/">data in crescita a 48 miliardi nel 2032, </a>e sicuramente il piano-Modi potrà impattare ulteriormente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa tecnologica dell&#8217;India</h2>



<p>E non finisce qui. Modi ha anche esaltato l&#8217;idea che Nuova Delhi possa mettere sul mercato entro fine anno &#8220;il primo chip interamente made in India&#8221; per inserire il Paese, già una potenza della manifattura di base tecnologica, nella partita dell&#8217;innovazione. </p>



<p>&#8220;Secondo le stime del settore, si prevede che i semiconduttori, componenti vitali per dispositivi che vanno dai telefoni cellulari e computer ai veicoli elettrici e agli elettrodomestici, vedranno il mercato indiano crescere da 45-50 miliardi di dollari nel 2024-25 a 100-110 miliardi di dollari entro il 2030&#8221;, <a href="https://economictimes.indiatimes.com/industry/cons-products/electronics/made-in-india-chips-to-hit-market-by-2025-end-for-first-time-says-pm-modi/articleshow/123316826.cms?from=mdr#google_vignett">nota l&#8217;Economic Times, sottolineando come </a>anche su questo fronte la <strong>priorità di Modi sia sull&#8217;indipendenza nazionale.</strong> Vivace, in India, è anche il settore auto, che supera il <a href="https://www.fortuneindia.com/business-news/how-the-automotive-sector-found-its-feet-in-independent-india/125756">7% del Pil come contributo</a> e ha visto di recente Tata promuovere un&#8217;importante operazione di espansione internazionale <a href="https://it.insideover.com/economia/il-rebus-iveco-tra-il-futuro-della-difesa-e-le-mire-indiane.html">rilevando da Exor il gruppo Iveco.</a></p>



<p>In quest&#8217;ottica, Modi sta cercando una via politica per potenziare l&#8217;industria nazionale e gettare ponti verso il futuro per il suo piano economico &#8220;<strong>Made in India</strong>&#8220;. La principale spada di Damocle resta <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1w83j35jjjo">quella dei dazi:</a> Washington li ha portati al 25% contro Nuova Delhi, minacciando un aumento fino al 50% se l&#8217;India non cesserà il commercio con il sistema russo del petrolio e non abbatterà le barriere in diversi settori, a partire dall&#8217;agricoltura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autosufficienza minacciata dai dazi</h2>



<p>L&#8217;autosufficienza indiana è pensata come base per un potenziamento ulteriore del Pil e della produzione alimentata dall&#8217;export dell&#8217;eccedenza, e i dazi possono indubbiamente impattare: &#8220;Alcune categorie di esportazione di grande valore, come prodotti farmaceutici e smartphone, sono per ora esenti dai dazi statunitensi e potrebbero essere soggette a imposte separate&#8221;, <strong><a href="https://www.ft.com/content/7b22c7d5-5479-47bb-be6c-475fad9a16c5">nota il Financial Times, </a></strong>aggiungendo che &#8220;l&#8217;agenzia di rating Moody&#8217;s ha avvertito che se l&#8217;aliquota del 50% dovesse rimanere in vigore oltre il 2025, l&#8217;enorme divario tariffario con il resto dell&#8217;Asia limiterebbe gravemente le ambizioni manifatturiere dell&#8217;India e persino spingerebbe alcuni investitori diretti esteri a ritirarsi dal Paese&#8221;. </p>



<p>Questo spiega l&#8217;urgenza di Modi perché l&#8217;India <strong>faccia da sola. Una questione di progresso economico si salda a un paradigma di sicurezza nazionale, </strong>tanto sul piano della prosperità quanto su quello della tutela dell&#8217;autonomia politica nazionale. Sfere complementari a ogni livello, a maggior ragione dell&#8217;Asia cuore della competizione geopolitica globale.</p>



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		<title>Cos&#8217;è NMESIS: il sistema di missili anti-nave che potrebbe difendere anche Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cose-nmesis-il-sistema-di-missili-anti-nave-che-potrebbe-difendere-anche-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 04:12:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[missile antinave]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1568" height="1045" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg.webp 1568w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-1024x682.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-1536x1024.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1568px) 100vw, 1568px" /></p>
<p> La prima batteria NMESIS è stata schierata in posizione strategica tra le isole tra le Filippine e Taiwan. Una decisione politica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1568" height="1045" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg.webp 1568w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-1024x682.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-768x512.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Launch-scaled.jpg-1536x1024.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1568px) 100vw, 1568px" /></p>
<p>Il dispiegamento da parte di Marines degli Stati Uniti di una batteria missilistica a medio raggio <strong>NMESIS</strong>, sistema di interdizione navale equipaggiato con missili anti-nave, nello <strong>Stretto di Luzon</strong>, rappresenta non soltanto il primo dispiegamento di missili &#8220;<em>ship-killer</em>&#8221; americani in una posizione strategica della catena di isole che emergono tra le Filippine e <strong>Taiwan</strong> &#8211; la terra emersa che preoccupa gli analisti militari di tutto il mondo per la sua delicata condizione di &#8220;isola contesa&#8221; dall&#8217;influenza (e gli interessi) di Washington e dalla formale (quanto apparentemente indesiderata) appartenenza a Pechino &#8211; ma una prospettiva di come potrebbe svolgersi un conflitto nei mari del Pacifico al tempo dei missili anti-nave.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sistema NMESIS dei Marines</h2>



<p>Considerato un vettore destinato a fornire &#8220;<em>una capacità avanzata di interdizione marittima</em>&#8221; per &#8220;<em>rafforzare l&#8217;integrazione navale e rafforzare la deterrenza estendendo la capacità della Forza Congiunta di colpire e ingaggiare sia da terra che dal mare</em>&#8220;, il sistema NMESIS può contribuire a &#8220;<em>modellare le capacità difensive in conformità con la strategia di difesa costiera</em>&#8221; dislocata dagli Stati Uniti e dai partner regionali, illustrano le fonti del <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/marines-degli-stati-uniti.html">Corpo dei Marines</a>, attualmente detentori di quella che si può considerare un&#8217;<strong>elevata capacità antinav</strong>e in quel delicato <strong>settore dell&#8217;Indo-Pacifico</strong>.</p>



<p>Progettato per operazioni avanzate a livello di spedizione, il sistema NMESIS, acronimo di <em>Navy Marine Expeditionary Ship Interdiction System</em>, consentirebbe ai Marines di colpire obiettivi navali nemici da posizioni costiere o lontane dalla costa. Come sistema missilistico antinave mobile, esso combina il <strong>missile Naval Strike Missile</strong> e un <strong>veicolo tattico leggero </strong>condotto in remoto e designato come<strong> Rogue-Fires</strong>. Sebbene non sia chiaro &#8220;<em>quanti sistemi saranno inviati nelle Filippine</em>&#8220;, scrive il quotidiano <em>Stars &amp; Strips</em>, va ricordato che una<strong> batteria missilistica a medio raggio</strong> di questo tipo è composta da 18 lanciatori suddivisi in due plotoni di tre sezioni, ciascuna dotata di tre lanciatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Ship-killer&#8221; in una posizione strategica</h2>



<p>Situate tra le Filippine e Taiwan, le isole Batanes si trovano in uno dei &#8220;punti strategici&#8221; e di &#8220;transito&#8221; tra quelli che sono determinati come <strong>primo</strong> e<strong> secondo arcipelago</strong>. Come sappiamo, nello scacchiere del Pacifico per <em>primo arcipelago</em> s&#8217;intendete tutta l&#8217;area che va dal Giappone alle Filippine, fino all&#8217;Indonesia, una linea considerata &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/portaerei-pechino-lanciano-messaggio-pacifico-dragone-guarda-2495907.html">strategicamente vitale</a>&#8221; sia dalla <strong>Cina</strong> che dagli gli <strong>Stati Uniti</strong>. In questo settore sono presenti l&#8217;isola di <strong>Taiwan</strong> e le<strong> isole Senkaku</strong>, controllate dal Giappone e reclamate dalla Cina. Il <em>secondo arcipelago</em> viene invece determinato entro una linea che si estende dall&#8217;isola giapponese di <strong>Honshu </strong>ai territori statunitensi di Saipan e <strong>Guam</strong> a sud-est, e alla <strong>Nuova Guinea </strong>a sud-ovest.</p>



<p>In questo contesto i missili &#8220;Ship-killer&#8221; americani, con il loro raggio d&#8217;azione di 185 chilometri, rappresentano<strong> una seria minaccia per tutte le navi</strong> che <strong>entrano nello Stretto di Luzon</strong>, largo 250 chilometri e comprendente rotte che posso interessare la flotta della <strong>Pla Navy</strong>, la Marina militare della Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Secondo <em>Naval News</em>, infatti, lo schieramento del sistema NMESIS &#8211; sebbene riguardi una particolare esercitazione &#8211; comporta &#8220;<strong>importanti implicazioni</strong>&#8221; per le <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2025/06/u-s-marines-philippine-forces-train-on-anti-ship-strikes/">capacità americane di interdizione marittima</a> nel primo arcipelago o &#8220;<em>prima catena di isole</em>&#8220;. &#8220;<em>Lo Stretto di Luzon e il Canale di Bashi rappresentano un punto di accesso critico per entrare o uscire dall&#8217;Oceano Pacifico dal Mar Cinese Meridionale e dallo Stretto di Taiwan, e il dispiegamento dell&#8217;NMESIS consente agli Stati Uniti di affermare il controllo su tale accesso</em>&#8220;, spiegano sul portale specializzato in questioni e sistemi d&#8217;arma strettamente legati al dominio navale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;test di battaglia completo&#8221;</h2>



<p>L&#8217;esercitazione che prevede lo <a href="https://defencesecurityasia.com/en/missiles-at-chinas-doorstep-u-s-positions-nmesis-in-luzon-amid-rising-indo-pacific-tensions/">schieramento del sistema NMESIS</a>, <strong>Balikatan 2025</strong>, è incentrata su una serie di manovre considerate un &#8220;<em>test di battaglia completo</em>&#8221; per le forze militari americane, filippine, australiane e giapponesi nell&#8217;arcipelago del Sud-est asiatico. Le simulazioni si concentreranno sulla <strong>difesa territoriale</strong> delle isole di Palawan e Luzon, orientate verso i punti caldi del Mar Cinese Meridionale e dello Stretto di Luzon. Ma è ovvio che l&#8217;i<strong>mpiego di determinati sistemi possa interessare anche altre isole</strong> e <strong>settori di mare strategici</strong>. </p>



<p>Non ha caso gli americani hanno ricordato come questo settore del Pacifico sia &#8220;<em>pieno di isole</em>&#8221; e dove potrebbero istallare la loro &#8220;<em>creatività</em>&#8220;, tratteggiando uno scenario che sembrerebbe quasi ipotizzare un possibile schieramento segreto di sistemi anti-nave che potrebbero attivarsi da coordinate sconosciute e inaspettate, per colpire tratti di mare e essenziali allo svolgimento di determinate operazioni militari, come, ad esempio, lo schieramento preventivo per il lancio di un&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/le-strane-chiatte-di-pechino-perfette-per-sbarcare-mezzi-corazzati-e-soldati-a-taiwan.html">operazione anfibia</a></strong>.</p>



<p>In questo senso i Marines statunitensi, che per alcuni starebbero &#8220;<em>nascondendo un sistema missilistico antinave in angoli remoti delle Filippine settentrionali</em>&#8221; nell&#8217;ambito di un&#8217;esercitazione in &#8220;<em>volta a contrastare le minacce nelle acque contese della regione</em>&#8220;, potranno testare le capacità del sistema NMESIS nel colpire le navi in ​​mare, e fornire <strong>dati importanti</strong> per eventuali e noti &#8220;scenari&#8221; già <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/insideover-dossier/cina-taiwan-cosa-sta-succedendo.html">ampiamente illustrati</a>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>Non solo proiezione di potenza: le ricadute della politica oltre il Mediterraneo Allargato</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-solo-proiezione-di-potenza-le-ricadute-della-politica-oltre-il-mediterraneo-allargato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 02:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo Allargato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L'Italia oltre il Mediterraneo Allargato: non solo proiezione di forza, ma anche ricadute benefiche sul sistema Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-proiezione-di-potenza-le-ricadute-della-politica-oltre-il-mediterraneo-allargato.html">Non solo proiezione di potenza: le ricadute della politica oltre il Mediterraneo Allargato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ff210e68-8f4c-4810-84af-7877113652ccmare-aperto-2025-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il <strong>Mediterraneo Allargato</strong> è un concetto strategico elaborato dalla <strong>Marina Militare italiana</strong> negli anni Settanta che rappresenta il teatro operativo di massimo interesse nazionale nel quale lo Stato italiano attua una comune strategia di sicurezza. Esso, geograficamente, è rappresentato da quella porzione di mare compresa fra le coste mediterranee, il Mar Rosso, il Mar Nero, il Golfo Persico, parte dell’Oceano Indiano (sino alla costa occidentale del subcontinente indiano) e dell’Oceano Atlantico (sino e comprendendo il Golfo di Guinea).</p>



<p>L&#8217;individuazione geografica di un&#8217;area del globo di <strong>massimo interesse</strong> per l&#8217;Italia, non significa però porre un recinto per l&#8217;azione politico/strategica del Paese per diversi motivi. Primo fra tutti, <strong>il mare per definizione non ha confini</strong>: i britannici sono soliti dire che la Gran Bretagna confina con tutto il mondo perché è un&#8217;isola, quindi interconnessa con l&#8217;intero globo attraverso il mare, e per la forte vocazione marittima di un popolo che ha avuto nel mare (e nel controllo del mare) il mezzo della fondazione del proprio impero. Secondariamente, ormai da più di due decenni, ovvero circa da quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) è stata ammessa nel WTO, il <strong>baricentro dell&#8217;economia globale</strong> è andato spostandosi verso l&#8217;Asia, ed ora possiamo dire senza dubbi di sorta che è saldamente in quella regione: per il nostro Paese, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-italia-indo-pacifico.html">ad esempio</a>, le esportazioni in Asia Orientale nel 2019 erano pari a 41,7 miliardi di euro (8,8% del totale) facendo segnare un +4,6% su base annua, mentre le importazioni erano pari a 51 miliardi (12,1%) con una variazione del +3,1%. </p>



<p><a href="https://www.shippingitaly.it/2023/04/26/come-e-quanto-sono-cambiati-i-traffici-dei-porti-italiani-dal-2019-al-2022/">A livello generale</a>, il 39% dell’import – export avviene via nave per un valore di 377 miliardi di euro (dati 2022) e le prime cinque categorie di merci in entrata nel Paese via mare concentrano il 72% dell’import marittimo (oil &amp; gas; metalli; macchinari; prodotti chimici e tessile e abbigliamento) mentre le prime cinque categorie di merci in uscita dal Paese via mare concentrano il 76% dell’export marittimo (macchinari; prodotti raffinati; prodotti chimici mezzi di trasporto; alimentari e bevande). La RPC si conferma il primo fornitore per l’Italia: <strong>rappresenta un quinto delle merci in entrata via mare nel nostro Paese mentre gli Stati Uniti si confermano un grande mercato di sbocco per l’export italiano via mare</strong>: un quarto delle nostre merci in uscita su nave sono dirette nel Paese nordamericano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;epoca dell&#8217;interdipendenza globale</h2>



<p>L&#8217;Italia, quindi, deve una larga fetta del suo <strong>benessere economico</strong>, e quindi della sua <strong>sicurezza</strong>, ai traffici marittimi che la collegano con l&#8217;Asia Orientale. Bisogna poi considerare che negli ultimi lustri, la sicurezza globale è stata messa in crisi dall&#8217;avvento di nuovi conflitti, spesso combattuti sotto la soglia dello scontro aperto, che minacciano le linee di navigazione (o potrebbero minacciarle in un prossimo futuro) del nostro Paese anche al di fuori del Mediterraneo Allargato: l&#8217;attuale crisi di Taiwan, e l&#8217;attuale escalation nel <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/malacca-sonda-lombok-tre-stretti-fondamentali-per-due-oceani.html">Mar Cinese Meridionale</a></strong> tra la RPC e le Filippine, possono diventare dei <em>casus belli</em>. </p>



<p>A monte di queste considerazioni peculiari, giova ricordare il principio della <strong>&#8220;interdipendenza complessa&#8221;</strong> <a href="https://thegeopolitics.com/remembering-joseph-s-nye-jr-power-diplomacy-and-the-liberal-turn-in-international-relations/">postulato</a> da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html">Joseph Nye</a></strong>, in cui il comportamento di uno Stato è vincolato da molteplici canali di interazione, dall&#8217;assenza di una chiara gerarchia di problematiche e dalla diminuzione dell&#8217;utilità della forza militare. Quanto affermato da Nye mette in discussione l&#8217;assunto realista di un sistema internazionale anarchico governato esclusivamente dalla politica di potenza. Il professore, recentemente scomparso, citava esempi storici, <strong>tra cui la Guerra Fredda e la Guerra del Golfo</strong>, per dimostrare come la combinazione di legittimità, alleanze e valori avesse prodotto risultati più sostenibili rispetto alla sola forza bruta. In un&#8217;epoca di interdipendenza globale e minacce transnazionali, Nye sosteneva che occorresse esercitare &#8220;potere con gli altri&#8221; piuttosto che &#8220;potere sugli altri&#8221;. Però, nelle relazioni internazionali odierne, vige comunque una buona dose di realismo per la quale si esercita la forza per ottenere i propri obiettivi strategici, là dove diplomazia, soft power, smart power e interdipendenza economica cessano di esistere o sono sacrificabili.</p>



<p>Il mondo, sostanzialmente, è diventato <strong>un luogo meno sicuro</strong>, dove molti più attori ricorrono all&#8217;uso della forza militare – come detto anche dal ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> – e pertanto per la sicurezza nazionale è opportuno, ma diremmo imperativo, migliorare le capacità e possibilità del nostro strumento Difesa, in particolare la nostra capacità di proiezione di forza a lungo e lunghissimo raggio, in quanto, come visto, le attuali aree di crisi potrebbero rapidamente trasformarsi in conflitti guerreggiati, e l&#8217;Italia ha la necessità di mantenere aperte e sicure le proprie linee di navigazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;assicurazione sulla vita del Paese</h2>



<p>In un prossimo futuro, ad esempio, la Marina Militare potrebbe essere chiamata a difendere i nostri mercantili da attacchi di potenze ostili, o di entità paramilitari ostili, nei mari che circondano l&#8217;Asia Orientale esattamente come accade nel Mar Rosso per la missione Aspides dell&#8217;Unione Europea. </p>



<p>Avere capacità di proiezione di forza a lungo raggio, per la Marina Militare, significa avere <strong>unità navali in grado di solcare i mari in assetto di combattimento per lungo periodo</strong>. Per l&#8217;Aeronautica significa avere strumenti in grado di spostare una grande quantità di supporto logistico nel più breve tempo possibile. Le unità navali, in caso di necessità che significa non solamente rispondere a una crisi internazionale, ma anche “<strong>mostrare bandiera</strong>” per <strong>supportare il <em>soft power</em> nazionale</strong>, devono pertanto restare “in zona di operazioni” per un periodo più lungo, ed è anche per questo che la Marina Militare auspica e sta lavorando per ottenere la propulsione nucleare. Tale tipo di propulsione, essendo sviluppata in modo innovativo (si parla di piccoli reattori) e soprattutto nazionalmente, porterebbe con sé un <strong>immediato ritorno per l&#8217;industria nazionale</strong>, per le università e per i centri di ricerca: in una parola per il progresso scientifico italiano.</p>



<p>Ancora oggi, <a href="https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html">da più parti</a>, si ragiona per compartimenti stagni, parlando di Mediterraneo Allargato come di un recinto d&#8217;azione (chiuso) per il nostro Paese, come se il mare e quanto su di esso (o sotto di esso) naviga e passa (consideriamo ad esempio i cablaggi sottomarini), terminasse là dove sono stati individuati i limiti geografici di questa dottrina, ormai vecchia di 50 anni. Investire oggi in uno strumento aeronavale moderno, proiettabile in profondità e all&#8217;avanguardia, rappresenta un&#8217;<strong>assicurazione sulla vita per l&#8217;Italia</strong> col beneficio pressoché immediato di fare da volano per industria, accademia e ricerca.</p>
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		<title>L&#8217;ammiraglio Paparo, comandante USA dell&#8217;Indo-Pacifico: la Cina fa le &#8220;prove&#8221; per invadere Taiwan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lammiraglio-paparo-comandante-usa-dellindo-pacifico-la-cina-fa-le-prove-per-invadere-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 05:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="985" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg 985w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></p>
<p>La maggiore aggressività cinese per Taiwan sta portando Pechino su una "rotta pericolosa" secondo l'ammiraglio Paparo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="985" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo.jpg 985w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Paparo-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></p>
<p>L&#8217;ammiraglio <strong>Samuel Paparo</strong>, capo del Comando <strong>Indo-Pacifico</strong> statunitense, ha <a href="https://www.scmp.com/news/china/military/article/3312807/us-indo-pacific-commander-calls-pla-operations-taiwan-strait-rehearsals-not-just-exercises">dichiarato </a>lunedì che la Repubblica Popolare Cinese (RPC) sta seguendo una “rotta pericolosa” e che le sue operazioni intorno a Taiwan non sono semplici esercitazioni ma “prove generali”. “Ci troviamo di fronte a un periodo profondamente significativo nell&#8217;Indo-Pacifico. La Cina sta seguendo una rotta pericolosa”, ha dichiarato l&#8217;ammiraglio in un discorso a un convegno sull&#8217;intelligenza artificiale organizzata dal <em>think tank</em> Special Competitive Studies Project.“Le loro manovre aggressive intorno a Taiwan non sono semplici esercitazioni. Sono prove generali”, ha continuato, senza fare esplicito riferimento a una potenziale invasione di Taiwan. </p>



<p>Le sue dichiarazioni sono arrivate il giorno dopo la conclusione del forum di Shangri-La, durante il quale il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> ha definito la RPC una minaccia e ha affermato che Pechino vuole “alterare radicalmente lo status quo della regione”. La Repubblica Popolare ha protestato contro le dichiarazioni di Hegseth, mentre il Ministero degli Esteri domenica lo ha accusato di aver deliberatamente ignorato le richieste di pace provenienti dai Paesi della regione. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti sono diventati sempre più preoccupati per un&#8217;eventuale azione militare della RPC verso quella che per Pechino è una “provincia ribelle”, con funzionari e legislatori che considerano il 2027 come una possibile finestra temporale.</p>



<p>Questo timore scaturisce da una <strong>maggiore frequenza</strong>, negli ultimi anni, delle sortite delle forze aeree dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione oltre la linea mediana dello Stretto di Taiwan e dall&#8217;aumento del numero e della complessità delle esercitazioni militari compiute dalla RPC intorno all&#8217;isola, interpretate come segnali di crescente aggressività da parte di Pechino. Questo aumento dell&#8217;aggressività cinese, che secondo Washington sarebbe propedeutico al cambio di “status quo” lungo lo Stretto, ha determinato un <strong>cambio di postura</strong> nella politica statunitense verso la RPC, come abbiamo potuto osservare quasi da subito con l&#8217;insediamento della nuova amministrazione statunitense:<a href="https://it.insideover.com/politica/il-dipartimento-di-stato-corregge-il-suo-sito-taiwan-ringrazia-e-la-cina-sinfuria-ecco-perche.html"> a febbraio</a>, dal sito del Dipartimento di Stato USA, alla pagina sulle relazioni tra Washington e Taipei, è stata rimossa la frase “non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan”, mentre il primo rapporto di intelligence annuale ha definito per la prima volta la RPC come una “minaccia” invece di “sfida incalzante”, come riferito in tutti i documenti ufficiali degli anni precedenti. Anche nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/rapporto-dia-sulle-minacce-agli-usa-russia-e-cina-ai-primi-posti.html">ultimo rapporto della DIA</a> (Defense Intelligence Agency) la RPC viene presentata come la minaccia più grande in quanto Pechino mantiene i suoi obiettivi strategici di essere la potenza preminente nell’Asia orientale, di sfidare gli Stati Uniti per la leadership globale e di unificare Taiwan con la Cina continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I 500 istruttori Usa a Taiwan</h2>



<p>Tornando alle parole dell&#8217;ammiraglio Paparo, non è la prima volta che il comandante in capo dell&#8217;Indo-Pacific Command afferma che le manovre militari cinesi siano una “prova generale” di invasione: già lo scorso anno, <a href="https://www.newsweek.com/us-news-pacific-commander-recalls-china-largest-invasion-rehearsal-taiwan-career-1988853">a novembre</a>, aveva affermato che le forze USA “devono essere pronte”, dopo che la Cina aveva condotto la più grande esercitazione di invasione intorno a Taiwan che aveva osservato in tutta la sua carriera. Paparo aveva dichiarato alla Brookings Institution di Washington di aver assistito durante l&#8217;estate al “maggior numero di prove e di esercitazioni congiunte” della RPC e che si era trattato della <strong>“più grande prova generale a cui abbiamo mai assistito</strong> nel percorso ascendente di modernizzazione dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione”.</p>



<p>Forse è proprio per questo, ovvero per “essere pronti”, che gli Stati Uniti hanno recentemente deciso di <strong><a href="https://www.stripes.com/theaters/asia_pacific/2025-05-27/taiwan-military-trainers-testimony-17924124.html">inviare a Taiwan 500 istruttori militari</a></strong> e di renderlo ufficialmente noto, in una mossa che non si vedeva da decenni. Gli Stati Uniti forniscono da tempo a Taiwan armi e addestramento militare volti a scoraggiare l&#8217;aggressione cinese, ma non hanno mai ammesso pubblicamente che vi fossero istruttori nell&#8217;isola: la presenza di personale militare statunitense a Taiwan era stata svelata per la prima volta dall&#8217;allora presidente <strong>Tsai Ing-wen</strong> in un&#8217;intervista alla <em>CNN </em>dell&#8217;ottobre 2021, e all&#8217;epoca veniva descritta come “limitata”. Inoltre, un rapporto del Congressional Research Service del maggio 2024 elencava solo 41 militari statunitensi presenti a Taiwan a dicembre 2023 mentre ora il loro numero è più che decuplicato.</p>



<p>La portata della missione di addestramento statunitense è sorprendente: il numero dei militari non è fisso e persone diverse vengono inviate a progetti diversi, come il Corpo dei Marines, le riserve o le forze missilistiche. Il personale statunitense è generalmente ospitato dall&#8217;American Institute di Taiwan, l&#8217;ambasciata statunitense di fatto, piuttosto che dall&#8217;esercito taiwanese, forse per evitare scomode presenze stabili in diversi punti del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione di Pechino</h2>



<p>Il portavoce dell&#8217;American Institute ha precisato che <strong>gli Stati Uniti continueranno a sostenere Taiwan</strong> di fronte alla campagna di pressione militare, economica, informativa e diplomatica della Cina, e in conformità con il Taiwan Relations Act, gli USA continueranno ad aiutare Taiwan a mantenere una capacità di autodifesa sufficiente, commisurata alla minaccia che affronta. Il funzionario statunitense ha anche affermato che in futuro il numero di personale potrebbe essere aumentato a causa di cambiamenti nella situazione, o a causa della crescente domanda di addestramento al combattimento, o a causa della necessità di assistenza statunitense per l&#8217;acquisto di nuovi sistemi d&#8217;arma statunitensi. </p>



<p>Tornando alle parole dell&#8217;ammiraglio, l&#8217;<strong>ambasciata cinese</strong> a Washington ha contestato quanto affermato da Paparo sostenendo che “per la situazione incrociata, non vi è alcun fattore più destabilizzante delle provocazioni fatte dai separatisti di Indipendenza di Taiwan e dalle perturbazioni da parte delle forze straniere” aggiungendo che le “esercitazioni” cinesi erano destinate a servire come deterrente contro “complotti separatisti”, e invitando gli Stati Uniti a “smettere di soffiare sul fuoco della questione di Taiwan” minacciando che “tali comportamenti vi si ritorcerebbero solamente contro”.</p>
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		<title>L&#8217;allarme del comandante dell&#8217;Indo-Pacifico: a rischio la superiorità Usa sulla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lallarme-del-comandante-dellindo-pacifico-a-rischio-la-superiorita-usa-sulla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 05:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=468073</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La superiorità militare statunitense in un eventuale conflitto contro la Cina nell&#8217;area dell&#8217;Oceano Pacifico e in particolare nella regione marittima di Taiwan si sta gradualmente riducendo ed è messa a repentaglio dall&#8217;ascesa della Repubblica Popolare. A lanciare l&#8217;allarme è il comandante militare americano in capo nell&#8217;Indo-Pacifico, Samuel Paparo, intervenuto venerdì all&#8217;annuale Sedona Forum del McCain &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lallarme-del-comandante-dellindo-pacifico-a-rischio-la-superiorita-usa-sulla-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lallarme-del-comandante-dellindo-pacifico-a-rischio-la-superiorita-usa-sulla-cina.html">L&#8217;allarme del comandante dell&#8217;Indo-Pacifico: a rischio la superiorità Usa sulla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250503183650976_4a951fc3c0a1a377189f352df45a2967-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>superiorità militare statunitense</strong> in un eventuale <strong>conflitto contro la Cina</strong> nell&#8217;area dell&#8217;Oceano Pacifico e in particolare <strong>nella regione marittima di Taiwan</strong> si sta gradualmente riducendo ed è messa a repentaglio dall&#8217;ascesa della Repubblica Popolare. A lanciare l&#8217;allarme è il comandante militare americano in capo nell&#8217;Indo-Pacifico, <strong>Samuel Paparo, intervenuto venerdì all&#8217;annuale <a href="https://www.mccaininstitute.org/the-sedona-forum/">Sedona Forum del McCain Institute in Arizona.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della Cina agli Usa</h2>



<p>&#8220;Paparo&#8221;,<a href="https://www.ft.com/content/a78d7737-874f-47f9-9c50-9c6dd6c2bd44"> nota il <em>Financial Times</em></a><em>,</em> &#8220;ha sottolineato che le forze armate statunitensi avevano vantaggi chiave sulla Cina in termini di capacità sottomarine, nonché di superiori capacità spaziali e di armi in grado di contrastare le risorse spaziali&#8221;, ma ha anche avvertito che &#8220;la Cina sta costruendo sistemi d&#8217;arma, comprese le navi da guerra, a un ritmo molto più rapido rispetto agli Stati Uniti&#8221;.</p>



<p>Paparo, al comando delle forze nell&#8217;Indo-Pacifico dal 2024, a un anno dall&#8217;assunzione della leadership ha sottolineato che <strong>&#8220;la nostra supremazia su ogni elemento di forza</strong> saliente è su una traiettoria negativa&#8221;, facendo ad esempio notare come mediamente la Cina possa produrre due sottomarini e sei navi da guerra all&#8217;anno, contro gli 1,4 e 1,8 rispettivamente degli Usa. In sostanza, nel primo caso <strong>Pechino supera Washington del 50% e nel secondo di un fattore di 3 a 1.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo cantieristica</h2>



<p>Il tema della cantieristica è al centro delle preoccupazioni americane da tempo. Già <strong>Joe Biden</strong> aveva giustificato con ragioni di sicurezza nazionale legato alle forniture militari lo stop alla vendita del colosso siderurgico <strong>Us Steel ai giapponesi di <a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html">Nippon Steel,</a> blocco approvato da Donald Trump.</strong> </p>



<p>Lo scorso anno, in un&#8217;iniziativa bipartisan, il senatore Mark Kelly (Democratico dell’Arizona) e il deputato Mike Waltz (Repubblicano della Florida), fino a pochi giorni fa <strong>National Security Advisor del presidente Trump,</strong> hanno proposto uno sforzo politico per <strong>tutelare la produzione siderurgica a stelle e strisce</strong> e rimettere pesantemente all&#8217;opera i cantieri navali americani, <a href="https://warontherocks.com/2024/07/can-congress-revive-shipbuilding-and-maritime-strategy/">per la cui piena operatività è preferibile una piena disponibilità di sicure forniture di acciaio <em>made in Usa</em></a>. </p>



<p>L&#8217;allarme di Paparo sembra giustificare questi timori e si fonda, in ogni caso, su un contesto principalmente <strong>quantitativo del confronto tra le flotte</strong>. Paparo accende un faro diverso da quello del predecessore, John Aquilino, secondo cui la Cina stava <strong>alzando gradualmente la temperatura del confronto militare nell&#8217;Indo-Pacifico </strong>per cuocere come una &#8220;rana bollita&#8221; con le sue minacce il principale obiettivo, Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli allarmi di Paparo sulla Cina</h2>



<p>Non è la prima volta che Paparo lancia l&#8217;allarme sulla possibile <strong>difficoltà statunitense nell&#8217;affrontare un conflitto nell&#8217;Indo-Pacifico</strong><a href="https://www.defenseone.com/threats/2025/02/china-rehearsing-war-indo-pacific-commander-says/403011/">. A febbraio, all&#8217;Honolulu Defense Forum,</a> il comandante ha sottolineato che Pechino sta mostrando una crescente &#8220;mobilitazione delle sue forze armate&#8221; per prepararsi alla guerra, evidenziando come un salto di qualità fosse stato rappresentato dall&#8217;esercitazione massiccia dell&#8217;estate 2024 che ha simulato l&#8217;invasione di Taiwan con 42 brigate dell&#8217;esercito, 150 vascelli della Marina e 200 navi d&#8217;assalto. </p>



<p>Ad aprile, in una <strong><a href="https://www.congress.gov/event/119th-congress/senate-event/336813" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testimonianza al Congresso</a></strong>, Paparo ha dichiarato che &#8220;<strong>le manovre aggressive di Pechino intorno a Taiwan non sono semplici esercitazioni: sono prove generali per un&#8217;unificazione forzata</strong>&#8221; e che &#8220;in quanto avversario più influente, la Cina pone sfide reali e serie alla nostra superiorità militare&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Abituarsi alla presenza di rivali solidi</h2>



<p>Parliamo di dichiarazioni indubbiamente forti ma che lasciano al contempo aperto un tema politico-strategico: <strong>quanto un conflitto diretto Cina-Usa sia realmente plausibile negli anni a venire è difficile dirlo,</strong> ma bisogna sottolineare che Washington mantiene un vantaggio cospicuo in termini di alleanze, basi operative, dottrine d&#8217;impiego di flotte di vasta dimensione, integrazione aeronavale, possibilità di attesa di una mossa rivale per radunare le proprie forze, capacità tecnologiche e cyber. </p>



<p>Paparo lancia l&#8217;attenzione sulla <strong>competizione per le risorse per il suo teatro e la sua arma dominante, la Marina</strong>. Ma viene il sospetto che la &#8220;<strong>paura cinese</strong>&#8220;, negli Usa, sia legata a una concezione del confronto con Pechino come di una riedizione della <strong>Guerra Fredda coi sovietici</strong>, ovvero di una competizione egemonica di rango globale. Ma il fatto che Pechino abbia la volontà, e nel caso le forze, di sfidare sul piano militare gli Usa su questo terreno è tutto da dimostrare. Il resto sono timori legati al fatto che il mondo non è più unilateralmente condizionato dagli States. E che forse a rivali di un peso crescente ci si bisognerà gradualmente abituare.</p>
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		<title>Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 01:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Firmato a Roma un memorandum d'intesa tra le industrie della Difesa italiane e quelle indiane. Si stringe l'intesa tra i due Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html">Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Esercito indiano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-indiano-in-parata-La-Presse-e1573222576942-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I rapporti tra il nostro Paese e l&#8217;<strong>India</strong>, potenza in ascesa che guarda a Occidente, si fanno sempre più forti. Dopo la nomina dell&#8217;ambasciatore <strong>Francesco Maria Talò</strong> come inviato speciale per il progetto del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), un&#8217;importante iniziativa per favorire l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html">espansione delle esportazioni</a> lungo la direttrice indo-mediterranea della Via del Cotone, giunge la notizia che la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza e la Society of Indian Defence Manufacturers hanno firmato a Roma un<strong> memorandum d’intesa</strong> per rafforzare la cooperazione nel settore Difesa. L&#8217;obiettivo del <em>memorandum</em> è quello di rafforzare la <strong>collaborazione tra le industrie della difesa</strong> di<strong> Italia</strong> e India, e promuovere una partnership duratura che permetta di sviluppare iniziative comuni e condividere opportunità industriali nei rispettivi mercati. </p>



<p>La firma del documento d&#8217;intesa è avvenuta a margine dell’11° Comitato Bilaterale Italia–India, organizzato dalla Direzione Nazionale degli Armament presso Palazzo Guidoni a Roma, alla presenza del Defence Secretary indiano, <strong>Rajesh Kumar Singh</strong>, e dell’Ambasciatore dell’India in Italia, S.E. Hon’ble Vani Rao. Per l’Italia ha partecipato il Direttore Nazionale degli Armamenti vicario, la dott.ssa <strong>Luisa Riccardi</strong>. Il documento fa seguito alla considerazione delle <em>&#8220;dieci priorità strategiche di collaborazione tra Italia e India nel comparto Difesa</em>&#8221; già definite nell’Italy-India Joint Strategic Action Plan 2025–2029, sottoscritto in occasione del <strong>G20</strong> di Rio de Janeiro lo scorso novembre.</p>



<p>Tra i <strong>principali punti </strong>dell’accordo, come reso noto dalle fonti, vi è l’istituzione di un &#8220;<em>gruppo di lavoro congiunto</em>&#8221; che si riunirà annualmente per individuare le <strong>aree di cooperazione strategica</strong> su cui focalizzare l&#8217;impegno comune, avviare una <strong>stretta collaborazione</strong> tra i rispettivi Governi e contribuire a creare un ecosistema &#8220;<em>favorevole al commercio bilaterale</em>&#8220;, nonché facilitare il dialogo tra le imprese operanti nel settore. Questo dimostra ancora una volta come l&#8217;Italia sia un interlocutore apprezzato dal governo di New Delhi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove opportunità</h2>



<p>Oltre alla firma del memorandum, i rappresentanti della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza hanno svolto anche il ruolo di coordinatori per una serie di incontri <em>Business-to-Business</em> tra <strong>12 aziende italiane</strong> e altrettante controparti indiane. L&#8217;obiettivo, anche in questo caso, è stato quello di esplorare opportunità di collaborazione concrete nei <a href="https://formiche.net/2024/05/italia-india-intelligence-accordo-difesa/">settori più strategici</a> del comparto Difesa.</p>



<p>“<em>La firma del memorandum d’intesa con i rappresentanti della Society of Indian Defence Manufacturers rappresenta un passo significativo nel percorso di rafforzamento della cooperazione bilaterale nel settore della difesa e della sicurezza</em>&#8220;, ha dichiarato Carlo Festucci, Segretario Generale della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Ricordando come l&#8217;India sia per l&#8217;Italia <em>&#8220;un partner solido e affidabile&#8221;</em>.</p>



<p>La firma del memorandum rappresenta l&#8217;<strong>ennesima tappa</strong> fondamentale per rafforzare l’interoperabilità e la cooperazione internazionale nell’<strong>area Indo-pacifica</strong>, elementi imprescindibili per garantire pace, stabilità e prosperità. Dopo i progressi dell&#8217;iniziativa Imec, quindi, anche in materia di Difesa, Roma e Nuova Delhi procedono di comune intesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-india-collaborazione-sempre-piu-stretta-anche-nella-difesa.html">Italia e India, collaborazione sempre più stretta anche nella Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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