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	<title>Charlie Hebdo Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Feb 2022 14:09:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Charlie Hebdo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Algoritmo preventivo, la nuova &#8220;arma&#8221; della Francia contro il terrorismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/algoritmo-preventivo-la-nuova-arma-della-francia-contro-il-terrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 10:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bataclan]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso degli scorsi anni e sin dall&#8217;attacco alla sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo avvenuto nel gennaio 2015, la Francia si è scoperta impreparata nei confronti di un terrorismo (principalmente di matrice islamica) che si è rivelato ben più radicato nella popolazione rispetto a quanto ci si aspettasse. In parte a causa della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/algoritmo-preventivo-la-nuova-arma-della-francia-contro-il-terrorismo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/algoritmo-preventivo-la-nuova-arma-della-francia-contro-il-terrorismo.html">Algoritmo preventivo, la nuova &#8220;arma&#8221; della Francia contro il terrorismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-768x513.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-1536x1025.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/scontri-francia-Agenzia_Fotogramma-2048x1367.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel corso degli scorsi anni e sin dall&#8217;attacco alla sede del giornale satirico parigino <em>Charlie Hebdo </em><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2015/12/18/attacco-al-cuore-delleuropa_9796cc08-2507-40ba-9a09-2475ea41fc5d.html">avvenuto nel gennaio 2015</a><em>, </em>la Francia si è scoperta impreparata nei confronti di un<strong> terrorismo</strong> (principalmente di matrice <strong>islamica</strong>) che si è rivelato ben più radicato nella popolazione rispetto a quanto ci si aspettasse. In parte a causa della povertà delle periferie, in parte a causa del disagio sociale e di un sistema che non si è reso in grado di equilibrare ricchezza e possibilità, Parigi è diventata l&#8217;epicentro del terrorismo europeo.</p>
<p>Non sono stati però &#8220;soltanto&#8221; i vari attacchi subiti a convincere la politica francese che qualcosa andasse fatto, quanto più l&#8217;elevato grado di <strong>impreparazione</strong> dell&#8217;intelligence interna e delle forze dell&#8217;ordine che hanno giocato un ruolo chiave nella riuscita degli attacchi terroristici. E in questo scenario, dunque, si è reso necessario mettere al vaglio una nuova serie di procedure (e di strumenti) volti a migliorare la prevenzione e la predizione degli attacchi, oltre a migliorare i tempi ed i modi di risposta da parte delle forze di polizia.</p>
<h2>La Francia si è sempre fatta cogliere impreparata</h2>
<p>I commenti successivi agli attacchi terroristici che si sono succeduti nello scorso decennio in Francia sono sembrati ad un certo punto essere quasi parte di una filastrocca, o come un film con un finale scontato. Quasi sempre, infatti, si sono definiti gli adepti alle cellule o come &#8220;noti alle forze dell&#8217;ordine, ma liberi in quanto incensurati&#8221; oppure come &#8220;completamente sconosciuti alle autorità&#8221;. Insomma, il connubio perfetto tra una legislazione all&#8217;acqua di rose nei confronti di soggetti con una provata radicalizzazione e la <strong>mancanza</strong> degli strumenti di indagine idonei per svolgere l&#8217;attività di antiterrorismo per la sicurezza del Paese (e per riflesso dell&#8217;intera Europa).</p>
<p>In virtù di ciò, dunque, la Francia ha dovuto ristudiare completamente il proprio apparato di prevenzione, nella speranza che episodi come quelli accaduti a Charlie Hebdo, al Bataclan o sulla <em>promenade</em> di Nizza non si ripetessero. Uno strumento, dunque, in grado di prevedere chi, per molteplici motivi, possa essersi avvicinato alle dottrine radicali islamiche al punto di essere potenzialmente una minaccia per la popolazione ed essere così reso inoffensivo prima che possa effettivamente entrare in azione. Uno strumento che, infatti, <a href="https://www.lemonde.fr/societe/article/2021/05/11/pour-lutter-contre-le-terrorisme-le-fantasme-de-l-algorithme-preventif_6079866_3224.html">ha preso il nome di <em>algorithme préventiv</em></a> (&#8220;<strong>algoritmo predittivo</strong>&#8220;) e potrebbe essere la vera rivoluzione dell&#8217;intelligence interna francese, nonostante le preoccupazioni che ha già suscitato sia nell&#8217;opinione pubblica sia tra coloro che si occupano della tutela della privacy della popolazione.</p>
<h2>Uno scenario insperato ma inevitabile</h2>
<p><a href="https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/15/textes/l15b2912_proposition-resolution">Come emerso anche in un confronto parlamentare dello scorso luglio 2020</a>, uno dei grossi limiti dell&#8217;algoritmo predittivo è la sua analisi invasiva del comportamento tenuto sul web da parte degli individui analizzati. E in modo particolare il suo utilizzo sembrerebbe poter essere in conflitto con le norme attuali sulla tutela della <strong>privacy</strong> nell&#8217;Unione europea, con una regolamentazione tra le più stringenti al mondo.</p>
<p>Tuttavia (e soprattutto a causa della nuova ondata di terrore del passato autunno) e nonostante le riserve ancora tenute da alcune forze politiche la sua attuazione sembra inevitabile nella misura in cui si presenta la necessità di <strong>tutelare la sicurezza</strong> della popolazione francese. E per questo motivo, dunque, la sua definizione e la sua definitiva implementazione potrebbero nelle prossime settimane essere proprio in dirittura d&#8217;arrivo, segnando una svolta per la Francia e, forse, anche uno storico importante per gli altri Paesi d&#8217;Europa.</p>
<h2>Come funziona l&#8217;algoritmo predittivo</h2>
<p>Sino a qualche tempo fa, gli individui che si sospettavano radicalizzati ma che di fatto non avevano compiuto alcun reato e non venivano trovati in possesso di materiale volto all&#8217;offesa non potevano essere perseguiti dalle forze dell&#8217;ordine francesi oltre il tempo delle indagine di routine. E proprio per questo motivo, in molteplici casi, essi sono riusciti in un secondo momento ad attuare attacchi terroristici sul territorio francese, in uno scenario che metteva le autorità francesi nell&#8217;<strong>impossibilità di agire</strong> in anticipo e conseguentemente con le spalle al muro.</p>
<p>Con l&#8217;algoritmo predittivo, però, è possibile per le forze dell&#8217;ordine <strong>studiare</strong> il comportamento degli individui radicalizzati anche attraverso le ricerche effettuate sul <strong>web</strong>, permettendo di tenere traccia anche di coloro che, ancora nella fase iniziale della radicalizzazione, si stanno avvicinando alla propaganda jihadista. E in questo modo, essendo anche in possesso di prove che attestino la vicinanza degli individui alle dottrine pericolose, le forze dell&#8217;ordine e l&#8217;intelligence della Francia sarebbe in possesso di informazioni aggiuntive volte ad agire d&#8217;anticipo.</p>
<p>Sebbene non sia ancora la <strong>soluzione definitiva</strong> al terrorismo in Francia (il quale, purtroppo, fonda su problemi ben più radicati nella società d&#8217;oltralpe), sicuramente è un enorme passo in avanti nella sua lotta. Nella speranza che, da questo momento in avanti, il numero di attentati che potenzialmente possano colpire il Paese venga ridotto ai minimi termini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/algoritmo-preventivo-la-nuova-arma-della-francia-contro-il-terrorismo.html">Algoritmo preventivo, la nuova &#8220;arma&#8221; della Francia contro il terrorismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti i fronti aperti tra Francia e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/tutti-i-fronti-aperti-tra-francia-e-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 11:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1106" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan e Macron (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117.jpg 1106w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-768x615.jpg 768w" sizes="(max-width: 1106px) 100vw, 1106px" /></p>
<p>Il passo falso di Emanuel Macron, che secondo le ricostruzioni avrebbe avallato la pubblicazione delle vignette di &#8220;Charlie Hebdo&#8221; rappresentanti una caricatura del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, segnala che tra Francia e Turchia la partita politica è più aperta e incandescente che mai. Il goffo tentativo del presidente francese di compattare, dopo il brutale omicidio del professore di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/tutti-i-fronti-aperti-tra-francia-e-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1106" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan e Macron (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117.jpg 1106w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-1024x819.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Erdogan-e-Macron-La-Presse-e1604058420117-768x615.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1106px) 100vw, 1106px" /></p><p>Il passo falso di <strong>Emanuel Macron, </strong>che secondo le ricostruzioni avrebbe avallato la pubblicazione delle vignette di &#8220;Charlie Hebdo&#8221; rappresentanti una caricatura del presidente turco <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Recep Tayyip Erdogan</a>, </strong>segnala che tra Francia e Turchia la partita politica è più aperta e incandescente che mai. Il goffo tentativo del presidente francese di compattare, dopo il brutale omicidio del professore di liceo <strong>Samuel Paty</strong> per mano di un jihadista ceceno, <a href="https://it.insideover.com/religioni/le-legge-contro-lislam-radicale-di-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contro l&#8217;islamismo radicale</a> un&#8217;opinione pubblica sempre più scettica nei suoi confronti per la gestione della pandemia e l&#8217;analogo sforzo di Erdogan per cavalcare la <a href="https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/La-Turchia-contro-Charlie-Hebdo-Erdogan-Macron-rivuole-le-Crociate-b4b592a3-63ed-4abd-a857-13819ef04c4c.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presunta &#8220;islamofobia&#8221; dei governi occidentali</a> sono solo la punta dell&#8217;iceberg di uno scontro politico a tutto campo.</p>
<p>Ankara e Parigi sono da tempo schierate su fronti opposti in diversi teatri strategici. La comune appartenenza alla Nato, che sia la Turchia che la Francia vivono in maniera critica e autonoma, non frena la rivalità tra due delle maggiori potenze dell&#8217;Alleanza Atlantica. In <strong>Libia </strong>Parigi sostiene il generale Haftar, Ankara invece il governo di <strong>Fayez al-Serraj</strong>; sul fronte del <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/nagorno-karabakh-storia-di-una-terra-contesa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nagorno-Karabakh</a> </strong>l&#8217;Azerbaijan, <em>proxy </em>filo-turco, combatte l&#8217;Armenia sostenuta dalla Francia; nel Mediterraneo orientale le scorribande di Erdogan per occupare l&#8217;offshore energetico cipriota <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-erdogan-vuole-sottrarre-allitalia-il-gas-e-il-petrolio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">si sono scontrate con la ferma reazione di Francia e Italia, desiderose di tutelare Total e Eni.</a> Da non sottovalutare, poi, i timori francesi per la crescente presenza turca in Africa dove, <a href="https://www.tpi.it/esteri/turchia-francia-erdogan-macron-retroscena-20201028688925/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scrive Tpi,</a> Parigi &#8220;mantiene una fortissima presenza militare ed economica e in quindici anni la Turchia ha aumentato da 12 a 42 le proprie rappresentanze diplomatiche, di cui 26 inaugurate soltanto tra il 2010 e il 2016, portando l’interscambio commerciale pre-Covid fino a oltre 24 miliardi di dollari l’anno&#8221; e insediando il primato francese <a href="https://www.tpi.it/esteri/turchia-francia-erdogan-macron-retroscena-20201028688925/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nell&#8217;influenza su Paesi come Gibuti, Senegal, Niger.</a> Infine, ha notato <a href="https://formiche.net/2020/10/macron-vs-erdogan-lislam-non-centra-parla-roy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo studioso <strong>Oliver Roy </strong>in un&#8217;intervista a <em>Formiche, </em>va anche messa</a> sul tavolo la questione della volontà del leader turco di porsi alla guida dell&#8217;Islam politico europeo e, dunque, di estendere anche alla Francia la sua influenza.</p>
<p><strong>Per Erdogan</strong>, spiega Roy, &#8220;il vaso è traboccato con la norma che chiede di schedare gli Imam. Erdogan vuole cavalcare la rabbia della diaspora turca&#8221; e starebbe &#8220;usando la leva religiosa e quella dell’immigrazione per tenere sulle spine l’Europa. Ma non riesce ancora a esercitare un’autorità morale su tutta la comunità islamica. Ha presa sui turchi, meno sugli arabi e sui pakistani&#8221;. La critica durissima alle scelte francesi, palesemente discutibili, di commemorare Paty ostentando la riproduzione sugli edifici pubblici e su scala massiccia delle vignette più oscene e blasfeme di Charlie Hebdo esposte in classe dal docente ucciso, ha fornito a Erdogan il volano per presentarsi come federatore del mondo musulmano, portando persone in piazza anche nel lontano<strong> Bangladesh </strong>e cavalcando il boicottaggio dei prodotti francesi per colpire la Republique con una strategia di vera e propria <strong>guerra economica</strong>.</p>
<p>La rivalità emerge ora all&#8217;attenzione del grande pubblico, ma era palese da tempo. Potenze atipiche nella Nato, fortemente proiettate nel Mediterraneo allargato e in Africa, nazioni capaci di praticare strategie geopolitiche a tutto campo e tutt&#8217;altro che impreparate a usare gli strumenti della politica di potenza la Turchia e la Francia sono da tempo intente in un braccio di ferro fatto di colpi bassi e azioni coperte. Alle mosse di Erdogan nel Mediterraneo la Francia ha recentemente reagito <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-flotta-turca-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">invando la flotta in difesa di Cipro,</a> alle manovre nel Nagorno-Karabakh affermando che Erdogan stava coscientemente sostenendo l&#8217;Azerbaijan con grandi<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/i-jihadisti-siriani-sono-davvero-al-fianco-dellesercito-azerbagiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> contingenti di jihadisti siriani,</a> dimenticando temporaneamente di averli a sua volta a lungo di fatto sostenuti per compattare il <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fronte anti-Assad.</a></p>
<p>La vivace dialettica seguita alle vignette di Charlie Hebdo è dunque la parte più mediatica e visibile di una <strong>complessa &#8220;guerra politica&#8221; di posizione </strong>su uno scacchiere molto ampio. La posta in gioco è la supremazia strategica tra le medie potenze nei teatri di riferimento, il ruolo di referente politico per i Paesi africani e il conseguente prestigio politico ed economico.</p>
<p>Ma si sbaglierebbe a sottovalutare il peso politico di una schermaglia in cui i contendenti sono arrivati a usare toni estremamente roventi. Chi rischia maggiormente, in questo contesto, è Macron: Erdogan può utilizzare l&#8217;ascendente sull&#8217;Islam francese per destabilizzare le sue strategie di riforma nel rapporto Stato-religione e danneggiare l&#8217;agenda del Presidente. Di questo avviso è anche lo storico delle religioni <strong>Alessio Pinna, </strong>che a <em>Inside Over </em>inquadra nel dettaglio la questione: &#8220;Solo poco tempo fa la Francia aveva annunciato un piano, questo sì intelligente, per creare un Islam &#8220;francese&#8221;, cioè formato in Francia da francesi e in sintonia con la cultura francese. Operazione difficoltosa certo ma fattibile se portata avanti con pazienza e lungimiranza&#8221;. Tuttavia, pazienza e lungimiranza non sembrano essere di casa all&#8217;Eliseo, dato che come detto è altamente probabile che quest&#8217;ultimo &#8220;non risulti estraneo&#8221; alle vicende sulle vignette controverse, a causa delle quali secondo Pinna &#8220;la<strong> Francia si è forse giocata la riuscita del suddetto piano</strong>, almeno sul breve termine. E se anche poi dovesse formalmente tornare il ciel sereno, per la multiculturale Francia non sarà altrettanto semplice riappacificare le sue diverse anime dopo simili turbolenze&#8221;. Dover presidiare anche il fronte interno, nel quadro del contrasto con Erdogan e la Turchia, renderebbe estremamente problematico per la Francia portare avanti un efficace contenimento delle ambizioni turche: in una partita a tutto campo, Macron potrebbe dunque aver fatto il passo più lungo della gamba. E casi drammatici come<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/erdogan-nizza-islam-francia-attacco.html"> i recenti attentati di Nizza</a> ricordano quanto complessa sia ancora per la Republique la convivenza con l&#8217;Islamismo radicale.</p>
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		<title>Perché Nizza è piombata nel terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/perche-nizza-e-piombata-nel-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 13:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Estremismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia, polizia dopo attacco in una chiesa a Nizza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia precipita nell’incubo dei suoi giorni peggiori. Questa mattina, nel giro di poche ore, Nizza, Avignone e il consolato francese a Gedda sono caduti nel mirino di attentatori armati di coltello. Gli attentati piombano nella Francia prossima al lockdown totale tra poche ore e nel pieno della riapertura del processo legato a Charlie Hebdo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/perche-nizza-e-piombata-nel-terrore.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia, polizia dopo attacco in una chiesa a Nizza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Nizza-polizia-dopo-attacco-La-Presse-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Francia precipita nell’incubo dei suoi giorni peggiori. Questa mattina, nel giro di poche ore, <strong>Nizza</strong>, <strong>Avignone</strong> e il consolato francese a <strong>Gedda</strong> sono caduti <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/erdogan-nizza-islam-francia-attacco.html">nel mirino di attentatori armati di coltello</a>. Gli attentati piombano nella Francia prossima al lockdown totale tra poche ore e nel pieno della riapertura del processo legato a Charlie Hebdo che ha infiammato nuovamente l’Islam radicale. Si tratta del terzo attacco in meno di un mese.</p>
<h2>La dinamica</h2>
<p>Erano circa le nove di questa mattina quando un uomo armato ha fatto irruzione nella <strong>Basilica di Notre Dame</strong>, nel centro di Nizza. Le vittime dell&#8217;attentato sono due donne e un uomo, secondo quanto confermano fonti della polizia a BFM-TV. Le due persone morte all&#8217;interno della cattedrale sono state decapitate mentre una terza vittima, una donna, si è rifugiata in un bar vicino alla chiesa, dove è morta poco dopo per le conseguenze delle ferite. Diversi i feriti pugnalati a caso. La polizia avrebbe fatto irruzione nella basilica ferendo e sparando all’attentatore: quest’ultimo, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito, continuava a gridare senza interruzione “Allah Akbar”: lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, intervistato da <em>BFM-TV</em>.</p>
<p>Per Estrosi, &#8220;non c&#8217;è alcun dubbio sulla natura dell&#8217;attacco&#8221;. Il sindaco ha poi chiesto che &#8220;tutte le chiese siano messe sotto sorveglianza o chiuse, così come tutti gli altri luoghi di culto della città&#8221;. &#8220;Quando è troppo è troppo &#8211; ha detto Estrosi parlando con i giornalisti dopo l&#8217;attentato &#8211; adesso è ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l&#8217;islamo-fascismo sul nostro territorio&#8221;. L&#8217;inchiesta sull&#8217;attacco a Nizza è stata affidata alla procura antiterrorismo. Al momento si tratta di un&#8217;inchiesta per &#8220;omicidio&#8221; e &#8220;tentato omicidio&#8221;.</p>
<p>La città rivive l’incubo del 2016 quando, il 14 luglio, un uomo alla guida di un autocarro investiti in velocità la folla che assisteva ai festeggiamenti pubblici in occasione della festa nazionale francese nei pressi della <em>promenade des Anglais.</em></p>
<h2>Nizza conosce bene l’Islam radicale</h2>
<p>La città non è nuova alla presenza di cellule radicali ed è sempre stata permeabile a queste tendenze negli ultimi quarant’anni. <strong>Storico porto di accoglienza e di immigrazione</strong> vive il disagio di tutte le principali città francesi dove i flussi incontrollati di popolazione immigrata saturano la periferia, in particolare nel Nord-est della città: è qui che si crea quella zona grigia dove lo Stato è assente e il radicalismo attecchisce agevolmente. <strong>L’Ariane</strong>, la quinta banlieue francese per dimensioni, è uno di quei luoghi dove il radicalismo si fa strada, dove reclutatori provenienti dall’estero creano piccole palestre del <em>jihadismo made in Europe</em>. Qui la polizia non c’è, perché qui Parigi non arriva: si interviene al massimo in caso di risse o di rapine, poi si lascia fare per non creare polveroni.</p>
<p>Nizza è anche il luogo dei grandi contrasti, dove si incrociano i lustrini degli alberghi e dei casinò, le <strong>mafie straniere e locali</strong> che vivono di pizzo e i grandi quartieri dormitorio dove la rabbia monta e si incanala verso il Terrore islamista; non è un caso, infatti, che la città sia arrivata ad essere una delle fucine più fertili di reclutamento di tutta la Costa Azzurra. E per coloro i quali vogliono essere reclutati non serve rifugiarsi al chiuso, negli scantinati adibiti a centri di preghiera, ma basta trovare i contatti giusti fra i marciapiedi sordidi della banlieue: Iraq, Siria e decine di altri teatri diventano la nuova destinazione di giovani e giovanissimi.</p>
<h2>Le tensioni delle ultime settimane</h2>
<p>La Francia, in queste settimane, paga lo scotto della presa di posizione forte di Macron sulla <strong>legge contro il separatismo islamico</strong> che, attraverso i suoi cinque pilastri inaugurerebbe la tolleranza zero contro il fondamentalismo, facendo leva anche sull’Islam moderato in terra francese. Gli attacchi degli ultimi anni mostrano un cambiamento radicale nel <em>modus operandi</em> del fondamentalismo islamico. Tramonta la stagione degli attacchi coordinati, finanziati e disegnati dalle grandi menti del terrorismo internazionale come Al-Qaeda o Isis: gli attacchi recenti mostrano una sempre maggiore provenienza dal basso e singola; basta una sola mente fanatica armata di coltello per seminare il terrore. Uno, due, tre vittime alla volta, sempre con lo stesso copione: colpire i luoghi di altre fedi, quelli della manifestazione del libero pensiero, della socialità, con metodi sempre più rudimentali ma sempre più raccapriccianti. Non più bombe, non più kamikaze, ma pugnalate, accoltellamenti, decapitazioni.</p>
<p>Di questo nuovo clima di terrore e radicalizzazione ne ha fatto le spese solo pochissimi giorni fa Samuel Paty, l’insegnante di scuola media decapitato nella periferia nord di Parigi, che aveva mostrato in classe alcune caricature del profeta Maometto, dopo che, a fine settembre, l’orrore si era già riproposto a colpi di mannaia nei pressi dell’ex redazione di Charlie Hebdo.</p>
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		<title>Quell&#8217;islamismo che rischia di fare esplodere Francia ed Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/quellislamismo-che-rischia-di-fare-esplodere-francia-ed-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 09:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Islam radicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia, decapitato professore vicino a Parigi, polizia francese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lo scontro senza esclusione di colpi bassi tra il presidente francese Macron e il leader turco Erdogan può essere letto su più piani: quello della lotta tra islamismo e secolarismo; quello dello scontro geopolitico, che appare forse come il più evidente, con interessi strategici chiaramente contrastanti tra i due Paesi, sia nel Mediterraneo che in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/quellislamismo-che-rischia-di-fare-esplodere-francia-ed-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia, decapitato professore vicino a Parigi, polizia francese (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Francia-decapitato-professore-vicino-a-Parigi-polizia-francese-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Lo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/vignetta-charlie-hebdo-contro-erdogan-mezzo-nudo-mentre-1899399.html"><strong>scontro</strong></a> senza esclusione di colpi bassi tra il presidente francese <strong>Macron</strong> e il leader turco <strong>Erdogan</strong> può essere letto su più piani: quello della lotta tra <strong>islamismo</strong> e <strong>secolarismo</strong>; quello dello scontro geopolitico, che appare forse come il più evidente, con interessi strategici chiaramente contrastanti tra i due Paesi, sia nel Mediterraneo che in Libia.</p>
<p>Vi è però un altro aspetto che coinvolge intrinsecamente l&#8217;Europa e che riguarda quella libertà di pensiero, di espressione ed anche di satira che dovrebbe essere uno dei valori portanti del Vecchio Continente ma che è aberrata da un islamismo politico e militante di cui Erdogan si è proclamato paladino, presentandosi come il &#8220;difensore dell&#8217;islam&#8221; a livello mondiale, ma esclusivamente per proprio tornaconto nonchè della sua lobby, ideologicamente legata al gruppo islamista radicale dei <strong>Fratelli Musulmani</strong> e ovviamente tutto a discapito del popolo turco finito nella morsa della repressione nei confronti di qualsiasi tipo di dissenso.</p>
<h2>I gruppi islamisti radicali attivi in Francia</h2>
<p>Emmanuel Macron aveva già preso di mira da tempo l&#8217;islamismo, tanto che nell&#8217;aprile del 2019 aveva affermato come l&#8217;islam politico fosse &#8220;una minaccia per la Francia&#8221; e nel <a href="https://it.insideover.com/societa/il-separatismo-islamista-dilaga-in-francia.html">febbraio</a> del 2020 aveva rincarando la dose dichiarando come nel Paese &#8220;non vi fosse spazio per l&#8217;islam politico&#8221;.</p>
<p>La recente escalation, iniziata a settembre con la nuova pubblicazione delle vignette satiriche su <strong>Maometto</strong>, l&#8217;attentato alla vecchia sede di <strong>Charlie Hebdo</strong> dello scorso 25 settembre, la decapitazione di Samuel Paty il 18 ottobre e la donna con velo integrale che ha minacciato di farsi esplodere alla stazione di Lione il 22 ottobre, hanno portato le autorità francesi a una stretta nei confronti di quelle associazioni islamiste accusate di fomentare odio, circa una cinquantina secondo fonti transalpine.</p>
<p>Tra quelle indicate dalle autorità francesi c&#8217;è il collettivo &#8220;Sheikh Yasin&#8221;, fondato nel 2004 in onore del leader storico di Hamas (braccio palestinese dei Fratelli Musulmani), dal predicatore franco-marocchino Abdelhakim Sefrioui, già classificato con &#8220;Fiche S&#8221; dall&#8217;antiterrorismo francese e arrestato assieme a Brahim Chnina, padre di un&#8217;allieva di Paty. Entrambi sono accusati di essere i mandanti morali dell&#8217;omicidio attraverso una violenta propaganda online e nel caso del secondo soggetto, anche di contatti diretti via whatsapp con il killer ceceno.</p>
<p>Il collettivo vanta un canale YouTube con poco meno di una quarantina di filmati molti dei quali su Gaza e uno in particolare inneggiante a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zLg2tMgjAfw">Khaled Mashaal</a>, leader di Hamas. Nel 2010 il Collettivo aveva manifestato contro Hassen Chalghoumi, imam della moschea di Drancy che voleva tessere buoni rapporti con la comunità ebraica. Macron lo ha fatto sciogliere la scorsa settimana con l&#8217;<a href="https://www.nouvelobs.com/mort-de-samuel-paty/20201021.OBS35033/qu-est-ce-que-le-collectif-cheikh-yassine-dissout-ce-mercredi-en-conseil-des-ministres.html">accusa</a> di divulgare odio anti-repubblicano e di essere direttamente implicato nell&#8217;omicidio di Paty.</p>
<p>Altra associazione senza scopo di lucro presa di petto dalle autorità transalpine è la &#8220;<em>BarakaCity</em>&#8220;, fondata in Val d&#8217;Oise nel 2008, due anni più tardi diventava Ong internazionale con l&#8217;obiettivo di aiutare le popolazioni musulmane a Gaza, Siria, Niger, Birmania, Togo e Repubblica Centroafricana e dal 2013 avrebbe ricevuto più di 16 milioni di euro in donazioni. Il suo fondatore, Idriss Sihamedi, è nella black list dell&#8217;antiterrorismo dal 2014 e si è espresso più volte in maniera controversa su più temi tra cui l&#8217;attentato a Charlie Hebdo e l&#8217;importanza di non stringere la mano alle donne.</p>
<p>Altro gruppo più volte indicato come problematico dall&#8217;esecutivo Macron è il &#8220;<em>Collectif contre l&#8217;islamophobie</em>&#8220;, fondato nel 2003 dall&#8217;ex predicatore Tabligh <a href="https://www.leparisien.fr/val-d-oise-95/municipales-a-garges-les-gonesse-samy-debah-nie-tout-communautarisme-02-01-2020-8227842.php">Samy Debah</a> con l&#8217;obiettivo di combattere contro l&#8217;islamofobia, ma che si è più volte espresso contro la laicità dello Stato francese ed è stato indicato come collegato ai <a href="https://www.dw.com/en/france-thousands-demonstrate-against-islamophobia/a-51194917">Fratelli Musulmani</a>.</p>
<h2>L&#8217;incompatibilità tra islamismo e valori democratici</h2>
<p>E&#8217; di fondamentale importanza non perdere di vista il fattore scatenante che ha portato a quest&#8217;ultima escalation tra Parigi ed Ankara, ovvero la nuova pubblicazione di vignette satiriche su Maometto in concomitanza con l&#8217;inizio del processo ai fiancheggiatori dei terroristi islamisti resisi responsabili degli attentati del 2015-16 a Parigi. Vignette che possono risultare offensive, fuori luogo, inutili o divertenti a seconda dei punti di vista ma che non possono in alcun modo giustificare azioni violente o censure, perchè i valori della libertà e della democrazia si basano anche sulla possibilità di avere punti di vista differenti e di poterli esprimere senza dover rischiare di essere arrestati o decapitati. Un aspetto che evidentemente gli islamisti non riescono proprio ad accettare e tollerare.</p>
<p>Samuel Paty, il docente di educazione civica decapitato dal 18enne ceceno <strong>Abdullakh Anzorov</strong>, ha impartito una lezione chiara alla propria classe per quanto riguarda la libertà di espressione ed ha anche dato la possibilità agli studenti musulmani di uscire dall&#8217;aula per non sentirsi offesi dalle vignette. In poche parole: &#8220;Qui ci si esprime liberamente su tutto e chi non vuole partecipare è libero di uscire&#8221;. Nulla da obiettare, c&#8217;è la libertà di partecipare, di controbattere o di non partecipare. Forse Paty ha sopravvalutato alcuni suoi studenti e non si aspettava conseguenze così drammatiche, ma purtroppo c&#8217;è anche chi non ama la libertà ed è pronto a scatenare l&#8217;inferno per fare in modo che questa venga meno, in nome di un&#8217;ideologia malata che non dovrebbe trovare alcuno spazio in Europa e in Occidente in generale, ma che nel tempo si è insediata capillarmente sul territorio al punto di arrivare a fare lobbying politico con certi ambienti che fingono di non vederne i pericoli, perché è veramente difficile non vederli.</p>
<p>Il punto è che un docente è stato ucciso e decapitato perché gli islamisti (studenti, genitori degli studenti, predicatori amici dei genitori) non gradivano l&#8217;esposizione delle vignette su Maometto, personaggio che se per loro è &#8220;il Profeta&#8221;, per altri può essere un semplice personaggio storico, magari anche sgradito o un perfetto signor nessuno. Tutti punti di vista più che legittimi in un contesto democratico ma evidentemente non in uno islamista e chiaramente recidivo, visto il precedente attentato a Charlie Hebdo nel gennaio 2016 e l&#8217;omicidio di Theo Van Gogh nel 2004, &#8220;colpevole &#8221; di aver criticato l&#8217;Islam in un cortometraggio dal titolo &#8220;Submission&#8221;.</p>
<p>Del resto l&#8217;avversione per la critica e l&#8217;opposizione politica è stata ampiamente dimostrata dagli islamisti sia in Egitto che in Turchia. Recep Tayyip Erdogan e Mohamed Morsy hanno infatti diversi comun denominatori tra i quali l&#8217;essere entrambi legati all&#8217;organizzazione islamista radicale dei Fratelli Musulmani (messi al bando in Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein) e il non aver mostrato assolutamente nulla di democratico nonostante le continue <strong>rivendicazioni</strong> di essere stati &#8220;democraticamente eletti&#8221;. I due esponenti islamisti (il secondo estromesso da una rivolta popolare appoggiata dall&#8217;esercito, arrestato e poi deceduto) non hanno infatti capito che il concetto di democrazia implica la salvaguardia dell&#8217;opposizione e non la dittatura della maggioranza con tanto di repressione di critici e oppositori.</p>
<p><strong>Mohamed Morsy</strong> ha infatti battuto il &#8220;record repressivo&#8221; in Egitto per quanto riguarda i provvedimenti legali nei confronti di giornalisti e personaggi legati ai media, come denunciato dalla Arabic Network for Human Rights Information. Secondo tale rapporto il numero di denunce sarebbe di quattro volte maggiore rispetto all’era Mubarak e 24 volte più grande rispetto a quella di Sadat. Considerando che Mubarak è rimasto al potere per trent’anni, Sadat per undici anni e Morsy soltanto per un anno, i numeri parlano chiaro. Durante l’anno di governo Morsy si è inoltre verificato il primo pogrom della storia d’Egitto nei confronti degli sciiti e una serie di attacchi contro i cristiani copti che hanno trascinato la popolazione nel terrore.</p>
<p>Per quanto riguarda la Turchia di Erdogan, risulta oggi la più grande galera per giornalisti al mondo, con la stampa non allineata costantemente presa di mira tramite l&#8217;utilizzo della magistratura. C&#8217;è poi a chi è andata peggio, come l&#8217;ex direttore del quotidiano <em>Cumhuryet, Can Dundar, </em>&#8220;colpevole&#8221; di aver scoperto, documentato e denunciato i rifornimenti di armi dei servizi turchi ai jihadisti in Siria. Dundar veniva ferito a colpi di arma da fuoco nel maggio 2016 fuori del tribunale dove era in corso il processo nei suoi confronti, proprio per quella pubblicazione e veniva condannato a cinque anni e 10 mesi di reclusione. Ci sono poi i casi di Enis Berberoglu, Leyla Guven e Musa Farisugullari, parlamentari del partito d’opposizione Chp arrestati a inizio giugno 2020, sempre con l&#8217;accusa di &#8220;spionaggio&#8221;.</p>
<p>Non c&#8217;è dunque da stupirsi se gli islamisti difendono Erdogan e predicano violenza nei confronti di chi si esprime liberamente e fa satire ad essi non gradite, perché è nella loro natura ideologica. Il problema però sono loro, non la libertà di espressione e questo è bene tenerlo a mente ed evitare inutili e dannosi relativismi. Finora il sostegno degli altri leader europei nei confronti di Macron appare tiepido se non nullo. Tuttavia le cose stanno cambiando rapidamente e non si può escludere che a breve certi equilibri da tempo traballanti verranno meno.</p>
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		<title>Così l&#8217;islamismo colpisce le nostre libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-lislamismo-colpisce-le-nostre-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 13:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parigi, cerimonia alla Sorbona in lomaggio al professore decapitato (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Era necessario arrivare a una decapitazione per rendersi conto di come l&#8217;islamismo sia diventato un problema molto serio che necessita misure di contrasto forti ed immediate. Eppure di segnali ce n&#8217;erano in abbondanza e da tempo oramai: basti pensare che da inizio 2012 ad oggi sono ben 22 gli attentati jihadisti in suolo francese per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-lislamismo-colpisce-le-nostre-liberta.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parigi, cerimonia alla Sorbona in lomaggio al professore decapitato (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Parigi-cerimonia-alla-Sorbona-in-lomaggio-al-professore-decapitato-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Era necessario arrivare a una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/prof-decapitato-immagini-maometto-orrore-francia-1896936.html"><strong>decapitazione</strong></a> per rendersi conto di come l&#8217;i<strong>slamismo</strong> sia diventato un problema molto serio che necessita misure di contrasto forti ed immediate. Eppure di segnali ce n&#8217;erano in abbondanza e da tempo oramai: basti pensare che da inizio 2012 ad oggi sono ben 22 gli attentati jihadisti in suolo francese per un totale di 267 morti. La decapitazione di <strong>Samuel Paty</strong>, con tanto di grido &#8220;Allahu akbar&#8221; e foto della testa pubblicata dal killer sul proprio profilo Twitter assieme a un commento delirante è l&#8217;ennesima follia omicida di un&#8217;ideologia malata che purtroppo in <strong>Francia</strong>, ma anche in Europa, si sta diffondendo a macchia d&#8217;olio.</p>
<p>A <strong>Parigi</strong> stavolta sembrano aver recepito il messaggio e il governo Macron è passato all&#8217;attacco: ben 231 stranieri radicalizzati sono in procinto di essere espulsi; 51 associazioni islamiche sono a rischio di messa al bando, tra cui il controverso &#8220;Collectif contre l&#8217;islamophobie en France (CCIF)&#8221;, il Collettivo Sheikh Yasin e la &#8220;BarakaCity&#8221;. Le autorità francesi si sono inoltre attivate per rintracciare e prendere provvedimenti contro una novantina di utenti che sui social hanno pubblicato commenti di odio e di sostegno al killer.</p>
<p>Secondo molti, decisamente troppi, il 18enne ceceno <strong>Abdoullakh Anzorov</strong> ha fatto bene a giustiziare Paty, colpevole di aver mostrato alla classe quelle vignette satiriche su Maometto tanto detestate dagli islamici. Qualcuno sul web ha farneticato che le autorità dovrebbero proibire di fare ironia sulla religione, come tale Farrukh Shaikh, utente della zona di Manchester che scrive: &#8220;Le autorità dovrebbero capire ed emanare una legge chiara che vieta di fare commenti sulle religioni&#8221;.  In poche parole, o le autorità vietano la libertà di satira e di commento nei confronti delle &#8220;religioni&#8221; (Islam), oppure la gente muore. Una decapitazione in pubblica via di un docente di educazione civica per rimediare all'&#8221;affronto&#8221; di una vignetta. E&#8217; evdiente che si ha a che fare con un&#8217;ideologia folle e malata ed ha ragione Macron a dichiarargli guerra, perchè in una società civile non può esserci spazio per tale abominio terroristico.</p>
<p>Il professor Marco Lombardi dell&#8217;<em>Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies</em> dell&#8217;Università Cattolica di Milano lo ha espresso chiaramente: &#8220;Ogni attacco diretto a modificare con violenza e terrore i valori fondanti della nostra cultura e società (quelli in cui comunemente ci riconosciamo), ma anche i comportamenti che si fondano su quei valori, è un atto di terrorismo&#8221;.</p>
<p>Il terrorismo va combattuto in casa propria e all&#8217;estero, dunque ben vengano le misure di Macron, ma forse si è un po&#8217; in ritardo coi tempi. Come già detto inizialmente, ci sono voluti ben 267 morti in 8 anni per rendersi conto del problema in Francia mentre altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e anche l&#8217;Italia sembrano non aver ancora colto la dimensione del fenomeno e nemmeno di quella cospicua parte silente che senza esporsi troppo lascia intendere di non disdegnare una punizione per chi &#8220;osa infangare l&#8217;onore&#8221; di una figura che se per alcuni è un grande profeta, per altri può legittimamente essere un signor nessuno o un semplice un personaggio storico e neanche tanto ben visto.</p>
<h2>Gli attori e le dinamiche della follia islamista</h2>
<p>Un aspetto che emerge con chiarezza esaminando le dinamiche immediatamente precedenti all&#8217;omicidio è il fatto che vi siano una molteplicità di attori che hanno contribuito a montare ciò che ha poi portato all&#8217;uccisione di Samuel Paty.</p>
<p>In primis c&#8217;è il padre di una studentessa presente alla lezione sulla libertà di espressione tenuta da Paty che ha lamentato al padre l&#8217;esposizione da parte del docente di una delle caricature di Maometto, nudo e con i genitali esposti, pubblicate da Charlie Hebdo. Questo personaggio, identificato come Brahim C. e con tanto di parente che si è unita all&#8217;Isis in Siria, ha così provveduto a montare un caso contro il docente, presentandosi alla scuola assieme al noto predicatore islamista radicale di origine marocchina, Abdelhakim Sefrioui, per chiedere il licenziamento di Paty e che prima dell&#8217;omicidio aveva postato sul web un video in cui denunciava il professore, praticamente additandolo ed esponendole alla vendetta. Il padre dell&#8217;allieva avrebbe invece pubblicato il nome, la scuola e persino il numero di telefono del docente.</p>
<p>Fin qui si è ancora nella fase di incitamento all&#8217;azione violenta, pericolosa tanto quanto l&#8217;atto omicida in sè. E&#8217; a questo punto che subentra un altro attore, quello che trasformerà la propaganda d&#8217;odio in omicidio, il 18enne ceceno Abdullakh Anzorov, nato a Mosca da genitori originari di un villaggio a una trentina di km a sud-ovest di Grozny, ma trasferitosi in Francia da piccolissimo in seguito a una richiesta di asilo politico della famiglia. Secondo quanto reso noto dalla <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-54613565">Bbc</a>, l&#8217;attentatore avrebbe scambiato messaggi con il padre della studentessa prima dell&#8217;attentato, usufruendo delle informazioni ricevute dalla fase di divulgazione d&#8217;odio e si è presentato fuori della scuola chiedendo agli allievi (e forse addirittura offrendo denaro) di indicargli quale fosse Samuel Paty. Il resto è purtroppo noto alla cronaca. Sembra dunque scartata l&#8217;ipotesi iniziale secondo cui attentatore e istigatori non si conoscevano.</p>
<p>Subito dopo il cruento omicidio, Anzorov ha provveduto ad immortalare la testa mozzata del docente e a pubblicarla sul proprio account Twitter assieme a una delirante rivendicazione &#8220;nel nome di Allah&#8221;. Anzorov ha poi deciso di terminare il tutto con un&#8217;azione volta al martirio, facendosi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/prof-decapitato-quattro-manette-e-ora-spunta-video-1897041.html">ammazzare</a> dagli agenti che lo inseguivano dopo avergli sparato contro utilizzando un&#8217;arma ad aria compressa e aggredendoli con un coltello.</p>
<p>E&#8217; evidente che il 18enne non può essersi radicalizzato in Cecenia visto che è arrivato in Francia a 6 anni, ma potrebbe non essere un caso che nonni, genitori e fratello di Anzorov siano stati immediatamente tratti in arresto dall&#8217;anti-terrorismo francese. Il sospetto è infatti che altri membri della medesima famiglia possano essersi radicalizzati, forse già ai tempi della guerra di Cecenia.</p>
<p>Andrey Pajusov, un ufficiale in pensione degli Spetsnaz già attivo in Caucaso settentrionale che ora gestisce il canale Telegram <a href="https://web.telegram.org/#/im?p=@operline_ru">Operline</a> e contattato da Insideover non esclude tale possibilità e aggiunge: &#8220;Questo tipo di azione non è la prima e temo non sia nemmeno l&#8217;ultima. La causa di ciò è una visione miope per quanto riguarda le politiche migratorie dell&#8217;Unione Europea che considera come utile il flusso immigrazionale senza effettuare un&#8217;adeguata selezione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ufficiale faceva poi notare come su Instagram l&#8217;account islamista daghestano &#8220;dyx_daghestanca&#8221; abbia celebrato Anzorov con tanto di foto, alias &#8220;Abdoullakh al-Shishani&#8221; e la frase &#8220;Il nostro fratello che non ha tollerato l&#8217;abuso nei confronti del nostro profeta Maometto, la pace e la benedizione di Allah siano con lui&#8221;.</p>
<p>Vi è ovviamente anche il ruolo svolto dalla propaganda online utilizzata da Anzorov quanto meno per raccogliere le informazioni necessarie  a rintracciare la scuola e le dinamiche. Il fatto che il ceceno non fosse noto all&#8217;anti-terrorismo francese (a differenza di <a href="https://www.lavoixdunord.fr/880840/article/2020-10-18/professeur-decapite-qui-est-ce-militant-extremiste-islamiste-fiche-s-abdelhakim">Sefrioui</a> ch era invece classificato con &#8220;Fiche S&#8221;) fa presumere che non fosse frequentatore di ambienti radicali, ma è solo una supposizione. Non si può nemmeno escludere che vi fosse una specie di rete informale, generatasi spontaneamente, che ha portato il ceceno, il padre della studentessa e il predicatore all&#8217;azione, seppur con ruoli differenti.  In ogni caso soltanto le indagini, ancora in corso, potranno fornire un quadro chiaro sulla radicalizzazione di Anzorov e le sorprese potrebbero non essere finite.</p>
<h2>Immagini, social e improvvisazione: il nuovo jihadismo &#8220;fai da te&#8221;</h2>
<p>Un ruolo fondamentale nell&#8217;omicidio di Samuel Paty è stato svolto dalle immagini e dai social, presenti in tutte e tre le fasi, quella iniziale, quella dell&#8217;atto e quella post-attacco; se infatti inizialmente sono stati i video del predicatore Sefrioui e i post del padre dell&#8217;allieva a &#8220;vomitare&#8221; odio contro il docente, l&#8217;esito della conseguente azione violenta (la testa mozzata) è stata pubblicata su Twitter dallo stesso killer. Non solo, perchè vi è poi la terza fase, quella del &#8220;consenso&#8221; e avente luogo sempre sul web, dove molti utenti islamisti mostrano sostegno o quanto meno comprensione per l&#8217;atto di Anzorov che &#8220;ha punito un sopruso fatto a Maometto&#8221;.</p>
<p>Emerge poi per l&#8217;ennesima volta il fenomeno del jhadismo &#8220;fai da te&#8221;, con il terrorista (in questo caso Anzorov) che si attiva spontaneamente, senza esser parte integrante di alcuna organizzazione jihadista strutturata, raccoglie informazioni sul target tramite il web e agisce utilizzando quel che trova, un coltello. Oramai è questa la normalità in una nuova era del terrorismo islamista dove attacchi come quelli perpetrati da al-Qaeda nei primi anni 2000 appaiono oramai come storia vecchia e dove persino quelli perpetrati da quelle reti organizzate che nel 2015 e 2016 colpirono Parigi e Bruxelles possono sembrare &#8220;vecchio stampo&#8221;.</p>
<p>Nessuna fatwa emessa, come invece sostenuto dal Ministro degli Interni francese, Gerald Darmanin, per il semplice fatto che una fatwa può essere emessa soltanto da un imam accreditato, con importante curriculum di studi presso istituzioni islamiche internazionalmente riconosciute. Trattasi in questo caso di istigazione all&#8217;odio perpetrata da predicatori radicali, soggetti privi di qualsiasi titolo per parlare in nome dell&#8217;Islam, ma ai quali troppo spesso viene lasciata libertà di parola.</p>
<p>Il terrorismo si adatta alle circostanze, è fluido, mutevole, adattabile, ma non per questo meno letale in quanto bisogna sempre valutarne gli effetti; se da una parte si è ben lontani dall&#8217;elevato numero di morti del 2015, dall&#8217;altro ci sono degli effetti che sono comunque devastanti. Il killer ha voluto lanciare un messaggio chiaro, forte, ha voluto terrorizzare la cittadinanza con un atto estremo, la decapitazione, mostrata sui social prima di venire oscurata. Il concetto? &#8220;Attenzione ad andare contro di noi ed insultare Maometto perchè farete questa fine&#8221;. Una sfida alla libertà di espressione e di satira in nome di un&#8217;ideologia patologica e violenta. Questa volta si è attivato un 18enne ceceno non noto all&#8217;anti-terrorismo, per conto proprio e senza alcun preavviso, problema di non poco conto per chi si occupa di screening preventivo con lo scopo di scongiurare atti come questo. Il nuovo terrorismo islamista è imprevedibile e servono nuove strategie di prevenzione e contrasto, ma ci si è mossi con notevole ritardo.</p>
<p>Sulla situazione francese il direttore del think-tank britannico <em>Islamic Theology of Counter Terrorism-Itct</em>, Noor Dahri, ha le idee ben chiare: &#8220;La decapitazione messa in atto dal lupo solitario islamista mostra ancora una volta come la Francia non sia un Paese sicuro per quanto riguarda la libertà di parola. L&#8217;omicidio non è frutto dell&#8217;Islam, ma dell&#8217;Islam politico, dell&#8217;islamismo e i musulmani dovrebbero condannare l&#8217;atto a livello mondiale; in particolare quelli che vivono in Francia e possono godere dei frutti della democrazia e della libertà. Il silenzio dei musulmani fornisce linfa vitale agli estremisti islamici&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda le contromisure prese da Parigi, Dahri prosegue: &#8220;Il governo francese fa bene ad espellere i 231 islamisti, ma mostra anche una chiara difficoltà da parte delle istituzioni nel controllare l&#8217;estremismo domestico. Lo Stato francese è in difficoltà nel contrastare le narrative estremiste che sono oramai radicate anche all&#8217;interno di istituzioni islamiche locali in quanto non hanno individuato le corrette metodologie per fermarle e purtroppo sono narrative che fanno sempre più presa tra i musulmani. Negli ultimi cinque anni sono stati circa 250 i cittadini francesi che hanno perso la vita a causa del terrorismo di stampo islamista e la Francia non ha ancora fatto nulla di produttivo per sradicare l&#8217;ideologia islamista&#8221;.</p>
<p>La Francia, ma anche il resto d&#8217;Europa seppur con minor intensità, sono pieni di &#8220;mine radicalizzate&#8221; in procinto di attivarsi, manca solo l&#8217;input che in questo caso è arrivato dal semplice atto di un docente di scuola media che voleva promuovere la libertà di espressione e satira. L&#8217;Europa dovrebbe essere il cuore della libertà e della democrazia, ma vi sono ideologie malate che non sono d&#8217;accordo, corpi estranei al contesto occidentale che utilizzano la violenza per imporre la dottrina dell&#8217;odio; costoro vanno combattuti senza compromessi e come già detto da Lombardi, bisogna negargli qualsiasi attenuante o comprensione, perché il loro obiettivo è tornare a colpire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-lislamismo-colpisce-le-nostre-liberta.html">Così l&#8217;islamismo colpisce le nostre libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;attentato contro l&#8217;ex sede di Charlie Hebdo, spiegato</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-contro-lex-sede-di-charlie-hebdo-spiegato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 06:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polizia davanti al luogo dell&#039;attacco contro la redazione di Charlie Hebdo (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-1024x397.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-768x297.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;attacco di venerdì 25 settembre nei pressi dell&#8217;ex sede della redazione di Charlie Hebdo che ha causato il ferimento di quattro persone, di cui due in modo grave, ha ricordato alla Francia che la minaccia del terrorismo islamico è sempre in agguato e, nonostante le informazioni disponibili siano ancora molto limitate, la procura parigina ha reso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-contro-lex-sede-di-charlie-hebdo-spiegato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-contro-lex-sede-di-charlie-hebdo-spiegato.html">L&#8217;attentato contro l&#8217;ex sede di Charlie Hebdo, spiegato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polizia davanti al luogo dell&#039;attacco contro la redazione di Charlie Hebdo (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-1024x397.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Polizia-davanti-al-luogo-dellattacco-contro-la-redazione-di-Charlie-Hebdo-e1601100862429-768x297.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;attacco di venerdì 25 settembre nei pressi dell&#8217;ex sede della redazione di<em> <strong>Charlie Hebdo</strong></em> che ha causato il ferimento di quattro persone, di cui due in modo grave, ha ricordato alla Francia che la minaccia del terrorismo islamico è sempre in agguato e, nonostante le informazioni disponibili siano ancora molto limitate, la procura parigina ha reso noto che le autorità stanno seguendo la pista terroristica. Il luogo dell&#8217;attacco e le tempistiche forniscono del resto degli elementi piuttosto chiari: non solo è avvenuto nei pressi dell&#8217;ex sede della rivista satirica, ma una delle vittime è stata aggredita proprio davanti al murales disegnato in omaggio ai fumettisti del settimanale uccisi nell&#8217;<strong>attentato terroristico</strong> del 2015. L&#8217;attacco è avvenuto di venerdì, giorno sacro per i musulmani e anche in parallelo con il <strong>processo</strong> ai 14 imputati accusati di aver fiancheggiato i terroristi negli attentati che avevano colpito la Francia nel 2015 (ieri è toccato alle mogli dei fratelli Kouachi testimoniare).</p>
<p>Bisogna poi tener presente che redazione di <em>Charlie Hebdo</em> aveva deciso, in concomitanza con l&#8217;inizio del processo a inizio settembre, di pubblicare nuovamente le <strong>caricature su Maometto</strong> che all&#8217;epoca scatenarono la rabbia dei musulmani e l&#8217;attacco alla redazione.</p>
<h2>Chi sono gli attentatori</h2>
<p>Allo stato attuale si sa che il principale sospettato, arrestato poco dopo l&#8217;attacco, è un 18enne pakistano arrivato tre anni fa in Francia come minore non accompagnato. L&#8217;arma utilizzata per l&#8217;attacco, una <strong>mannaia da macellaio</strong>, è stata ritrovata nei pressi della stazione della metropolitana. Il soggetto in questione era stato fermato per controlli un mese fa, trovato in possesso di un cacciavite ma subito rilasciato e non risultava inserito nella lista di soggetti sensibili al fenomeno terroristico.</p>
<p>Un secondo individuo, un 30enne algerino, è stato fermato dalla polizia per accertamenti, ma non sono ancora state fornite ulteriori informazioni al riguardo. Nel frattempo altre cinque persone, tutte nate tra il 1983 e il 1996, sono state portate in caserma durante le perquisizioni di una casa dove viveva anche il pakistano nel quartiere periferico di Pantin.</p>
<h2>L'&#8221;elemento&#8221; Pakistan</h2>
<p>Un fattore da tenere in considerazione è la nazionalità pakistana del presunto attentatore in quanto le proteste più violente in risposta alla nuova pubblicazione delle caricature da parte di <em>Charlie Hebdo</em> erano scoppiate proprio in Pakistan. Venerdì 4 settembre infatti migliaia di manifestanti si erano riversati per le strade delle città pakistane per protestare contro le caricature, definite &#8220;<strong>un insulto al Profeta</strong>&#8220;, reato che in Pakistan prevede la pena di morte.</p>
<p>Seguaci del partito islamista radicale Tehreek e-Labbaik Pakistan erano scesi in strada a Karachi, Lahore, Islamabad e Multan lanciando slogan contro <em>Charlie Hebdo</em> e bruciando bandiere francesi. Il predicatore Mohamed Zaman aveva anche chiesto la rottura dei rapporti diplomatici con Parigi e l&#8217;espulsione dell&#8217;ambasciatore Marc Barety.</p>
<p>Intervento durissimo anche da parte di Maulana Abdul Waseh, leader di Jamaat Ulema e Islami Baluchistan, che tra le varie cose aveva definito la pubblicazione delle caricature &#8220;blasfema&#8221; e &#8220;un palese atto di terrorismo&#8221;. Proteste anche dal Ministero degli Esteri di Islamabad che ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>Un tale atto, deliberato e con l&#8217;obiettivo di offendere i sentimenti di milioni di musulmani, non può essere giustificato con la scusa della libertà di stampa e di espressione</p></blockquote>
<p>Il presidente della JR Global Security Consulting, Roland Jacquard, aveva avvisato che le proteste di inizio settembre contro la Francia potevano essere interpretate come un segnale d&#8217;allarme in quanto il Pakistan sarebbe presto potuto diventare un vasto e fertile terreno per il reclutamento di potenziali terroristi.</p>
<p>Il sentimento anti-francese in risposta alla pubblicazione delle caricature era esploso anche sui social e gli stessi media pakistani avevano fornito ampio spazio al fenomeno. Non si può dunque escludere che il 18enne pakistano (se effettivamente identificato come l&#8217;attentatore) possa essere stato influenzato anche da questa pesante campagna anti francese.</p>
<h2>Alcune riflessioni</h2>
<p>Come già detto inizialmente, allo stato attuale non ci sono sufficienti elementi per fornire una panoramica chiara su quanto avvenuto venerdì nei pressi dell&#8217;ex sede di <em>Charlie Hebdo</em> ed è normale che sia così; serviranno alcuni giorni per capire meglio le dinamiche, ma ci sono alcuni elementi che sono già indicativi, come ad esempio la <strong>tempistica</strong>.</p>
<p>Il prof. Marco Lombardi di Itstime/Università Cattolica di Milano indica come &#8220;l&#8217;attacco sia avvenuto chez <em>Charlie</em> (o quasi) mentre è in corso il processo ai terroristi degli attentati del 2015, con modalità e armi tipiche del terrorismo islamista, dopo una serie di minacce raccolte e divulgate dai media nei giorni precedenti; l&#8217;attentatore è un giovane pakistano, maschio, musulmani e il fatto è avvenuto dopo che <em>Charlie Hebdo</em> aveva pubblicato nuovamente le vignette su Maometto. Queste cose messe in fila non lasciano dubbi sul fatto che, per i suoi effetti, l&#8217;attacco è certamente riconducibile al terrorismo islamista. Un attacco che fornisce un revival non sperato al jihadismo un po&#8217; in crisi, rinfocola la paura dell&#8217;Occidente e rilancia le narrative dei media del terrore che si erano affievolite&#8221;.</p>
<figure id="attachment_290937" aria-describedby="caption-attachment-290937" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-290937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Attacco-davanti-alla-ex-sede-di-Charlie-Hebdo-1024x683.jpg" alt="Attacco davanti alla ex sede di Charlie Hebdo (LaPresse)" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Attacco-davanti-alla-ex-sede-di-Charlie-Hebdo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Attacco-davanti-alla-ex-sede-di-Charlie-Hebdo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Attacco-davanti-alla-ex-sede-di-Charlie-Hebdo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Attacco-davanti-alla-ex-sede-di-Charlie-Hebdo.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-290937" class="wp-caption-text">Attacco davanti alla ex sede di Charlie Hebdo (LaPresse)</figcaption></figure>
<p>Secondo l&#8217;esperto di terrorismo Wasim Nasr, l&#8217;arma utilizzata per l&#8217;attacco, un coltello da macellaio, fa ipotizzare un&#8217;iniziativa personale più che un attentato pianificato da gruppi come <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Al Qaeda</a> (che aveva minacciato ritorsioni). Bisogna però tener presente che la nuova strategia del jihadismo globale targato <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Isis</a> prevede proprio questo tipo di attacchi &#8220;spontanei&#8221; o  di rapidissima pianificazione, utilizzando anche strumenti del quotidiano e contro soft-target.</p>
<div dir="auto">Non si sa inoltre se il 18enne fosse veramente da solo o se in coppia (come hanno affermato alcuni testimoni); non è ancora noto se l&#8217;attentatore ha potuto usufruire di supporto logistico o di aiuti nella pianificazione. Tutti elementi che dovranno essere chiariti nel corso delle indagini.</div>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lattentato-contro-lex-sede-di-charlie-hebdo-spiegato.html">L&#8217;attentato contro l&#8217;ex sede di Charlie Hebdo, spiegato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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