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	<title>Abusi sulle donne Archives - InsideOver</title>
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	<title>Abusi sulle donne Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Starmer cede: perché ora il Regno Unito vuole davvero indagare sulle grooming gang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 17:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (grooming gangs in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana. La recente pubblicazione del rapporto Casey ha squarciato il velo dell’ipocrisia su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/starmer-cede-perche-ora-il-regno-unito-vuole-davvero-indagare-sulle-grooming-gang.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1100" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tre ucraini arrestati per gli strani attentati contro Starmer" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-600x344.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1024x587.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250523134007575_019836fa69129a513b7a0f742355d2af-e1748001204859-1536x880.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo anni di silenzi e minimizzazioni, la Gran Bretagna si trova costretta a leccarsi una delle sue ferite più profonde: lo <strong>sfruttamento sistematico di minori da parte delle cosiddette “gang di adescamento” (<em>grooming gangs </em>in inglese) formate perlopiù da uomini di origine pakistana</strong>. La recente pubblicazione del <a href="https://www.gov.uk/government/speeches/baroness-caseys-audit-of-group-based-child-sexual-exploitation-and-abuse">rapporto Casey </a>ha squarciato il velo dell’ipocrisia su un dramma durato troppo a lungo, tanto che il Governo di <strong>Keir Starmer </strong>non ha esitato ad annunciare l’avvio di un’indagine pubblica per consegnare i colpevoli alla giustizia. <a href="https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html">In passato su queste colonne </a>vi avevamo raccontato dell’oliato meccanismo tramite il quale centinaia di ragazzine sono state prese per la gola con l’offerta di un passaggio fuori da scuola o il regalo di un vestito alla moda da orchi che le hanno poi rese <strong>schiave del sesso</strong>. L’opinione pubblica e le opposizioni, però, puntano il dito contro i laburisti in quanto accusati di aver sempre sminuito il fenomeno criminoso, vista l’origine straniera degli aguzzini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto Casey: lo Stato e le vittime&nbsp;</h2>



<p>A gennaio 2025, la baronessa <strong>Louise Casey</strong> era stata incaricata di redigere un rapporto che facesse luce sulla vicenda delle gang di adescamento che dagli anni Novanta infestano i comuni nel Nord dell’Inghilterra. Oggi, Casey ha lanciato un grido d’allarme parlando di una <strong>cultura intrisa di “cecità, </strong><strong>ignoranza e pregiudizio&#8221;</strong> che ha contribuito alla spirale di violenze e al fallimento di ogni iniziativa potenzialmente in grado di proteggere giovani vite da quel mondo di orrori. La baronessa ha dichiarato di aver riscontrato, nei dati raccolti a livello locale in aree come Greater Manchester, West Yorkshire e South Yorkshire, una presenza significativamente elevata di sospetti di origine pakistana. Proprio sulla questione dell’etnia ha specificato: “Abbiamo scoperto che l&#8217;etnia dei responsabili viene tenuta nascosta e non viene ancora registrata per due terzi di loro, quindi non siamo in grado di fornire alcuna valutazione accurata sulla base dei dati raccolti a livello nazionale”. Il timore di condurre indagini riguardanti cittadini stranieri, secondo alcuni, comporterebbe il proliferare delle accuse di razzismo nella cui infamia nessuno degli inquirenti vorrebbe incappare.&nbsp;</p>



<p>Casey per sollecitare le autorità ad assumere un atteggiamento più risoluto ha elaborato una <strong>dozzina di raccomandazioni </strong>che prevedono l’introduzione dell’obbligo di registrare l’etnia e la nazionalità degli indagati nei casi di abusi su minori; un inasprimento della legge affinché qualsiasi rapporto sessuale con minori di 16 anni sia perseguito automaticamente come stupro; lo sviluppo di ricerche approfondite sulle cause dello sfruttamento, compresi i fattori culturali e l’influenza dei social media.&nbsp;</p>



<p>Dinanzi a uno spaccato di realtà così agghiacciante, l’autrice del rapporto ha aggiunto che che l<strong>e istituzioni pubbliche dovrebbero essere chiamate a rispondere per eventuali responsabilità</strong> nell&#8217;aver permesso che questi abusi venissero ignorati e restassero impuniti, al fine di saldare il debito che la società britannica ha nei confronti delle vittime.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta (tardiva) di Starmer e le critiche delle opposizioni</h2>



<p>Il clamore dell’investigazione condotta dalla Casey non ha lasciato indifferenti i laburisti che fino a qualche tempo fa hanno sempre visto malamente un’indagine nazionale, preferendo che ad occuparsene fossero i consigli locali. A segnare il cambio di rotta ci ha pensato il premier Starmer che dal <a href="https://it.insideover.com/politica/g7-dietro-le-scintille-macron-trump-un-occidente-senza-strategia-dalliran-allucraina.html">G7 in Canada</a> ha dichiarato: “Ho letto ogni parola del rapporto di Casey, che rispetto profondamente, e accetto la sua raccomandazione. È la cosa giusta da fare”. A fargli eco sono state le parole della ministra dell’Interno Yvette Cooper, la quale ha annunciato che tutte le raccomandazioni del rapporto saranno accolte e si darà luogo a&nbsp; un’<strong>investigazione imperniata sulle mancanze delle istituzioni</strong>.&nbsp;</p>



<p>Nonostante i proclami, i conservatori di Kemi Badenoch e i sovranisti di Nigel Farage hanno accusato Downing Street di essersi mosso solo sotto pressione dell’opinione pubblica e in più ci si domanda come l’esecutivo possa reperire un ingente ammontare di risorse per far fronte agli oltre 1000 casi da esaminare.&nbsp;</p>



<p>L’inchiesta potrebbe portare un po’ di luce in fondo al tunnel degli orrori, con una risposta istituzionale forte e delle responsabilità da assumersi. Tuttavia, non si può ignorare che questa tragedia è figlia di decenni di complicità passiva, alimentata da un politicamente corretto strisciante che ha paralizzato le istituzioni nonostante i gravi crimini. L&#8217;incapacità di nominare il problema per ciò che era – un abuso sistemico – ha permesso che migliaia di giovani donne venissero sacrificate sull’altare della convenienza politica. Ora che le uova nel paniere della verità si sono rotte, la Gran Bretagna ha l’occasione di ricostruire la fiducia delle sue comunità, ma le ferite aperte da questa storia orribile ci metteranno del tempo a cicatrizzarsi.</p>



<p><em>InsideOver dà voce a ogni storia per per fare arrivare tutte le voci a chi non ama l’indifferenza. Non restare indifferente, abbonati!</em></p>
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		<title>Il &#8220;caso Tate&#8221;: lo strano braccio di ferro tra Usa e Romania per i due influencer misogini</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/il-caso-tate-lo-strano-braccio-di-ferro-tra-usa-e-romania-per-i-due-influencer-misogini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 15:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250305190601988_4d60c6007bb448bdd1bb2b4d6e7a700d-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi sono i fratelli Tate, al vertice di un impero web, e ora al centro di un vero giallo legale tra Washington e Bucarest.</p>
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<p>Muscoli pompati, tatuaggi giganteschi, auto di lusso, spacconerie varie e <strong>mascolinità tossica</strong> un tanto al chilo: sono questi gli ingredienti dell&#8217;impero dei <strong>fratelli Tate</strong>, ora al centro di un vero giallo legale tra Washington e Bucarest. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NOW OR NEVER<br><br>WIN<a href="https://t.co/lv6bVZjITV">https://t.co/lv6bVZjITV</a> <a href="https://t.co/HPUnFNHmzL">pic.twitter.com/HPUnFNHmzL</a></p>&mdash; Andrew Tate (@Cobratate) <a href="https://twitter.com/Cobratate/status/1896668109844647963?ref_src=twsrc%5Etfw">March 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impero misogino sul web dei Fratelli Tate</h2>



<p>Si tratta di <strong>Andrew Tate</strong>, 38 anni, e <strong>Tristan Tate</strong>, 36 anni. I due, cittadini con doppio passaporto-britannico e statunitense, provengono dal mondo della <strong>kickboxing </strong>professionale: Andrew,<em> aka</em> “Cobra”, misogino autodichiarato, ha accumulato quasi <strong>11 milioni di follower</strong> su <em>X</em>. Creatura del Grande Fratello inglese nel 2016, gestisce anche un&#8217;<strong>accademia online </strong>dove insegnerebbe ai giovani uomini come diventare ricchi e attrarre le donne. Entrambi sono fan della prima ora del presidente <strong>Donald Trump</strong>. Il Cobra era stato bannato da Twitter per aver detto che le donne dovrebbero &#8220;assumersi la responsabilità&#8221; di essere state aggredite sessualmente. In passato, più volte ha utilizzato un linguaggio estremo in relazione ad atti di violenza contro le donne.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Respect due process and wait for the conclusion of media hype and funded madness. <br><br>You will learn that Tate was innocent all along. <br><br>The greatest men in history suffered this law fare and slander. <br><br>Nelson Mandela<br>Malcolm X<br>Donald Trump<br><br>I welcome it with open arms. <a href="https://t.co/7ejfmzdqQD">pic.twitter.com/7ejfmzdqQD</a></p>&mdash; Andrew Tate (@Cobratate) <a href="https://twitter.com/Cobratate/status/1897334495839432987?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In un&#8217;intervista con un altro YouTuber, si era vantato più volte di essere &#8220;<strong><em>assolutamente un misogino</em></strong>&#8220;, aggiungendo: &#8220;<em>Sono un realista e quando sei un realista, sei sessista. Non c&#8217;è modo di essere radicati nella realtà e non essere sessisti</em>&#8220;. A questo si aggiungono altre perle come “<em>le donne intrinsecamente pigre</em>&#8221; o la convinzione che &#8220;<em>non esiste una donna indipendente</em>&#8220;. In un&#8217;intervista con la <em>BBC</em> nel giugno 2023, quando gli è stato chiesto se le sue opinioni controverse sulle donne danneggiassero i giovani, l&#8217;influencer affermò di essere una &#8220;<em>forza del bene</em>&#8221; e di &#8220;<em>agire sotto l&#8217;istruzione di Dio per fare cose buone</em>&#8220;. Come se non bastasse, Tate si è espresso più volte sul ruolo sociale della donna: “<em>la vita senza figli […] è insensata e inutile. Se ti siedi qui e pensi sinceramente che ti farai il culo per tutti gli anni fertili, all&#8217;età di 54 anni non sarai suicida, da sola con un gatto</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse a carico dei Tate </h2>



<p>Alla fine del 2022 i fratelli Tate e due donne rumene vengono arrestati a <strong>Bucarest</strong> con l’accusa di aver messo su una banda criminale &#8220;<em>per commettere il reato di tratta di esseri umani</em>&#8221; tra Romania, Stati Uniti e Gran Bretagna. Formalmente incriminati lo scorso anno, si erano visti comunicare dal tribunale di Bucarest che il processo poteva iniziare lo scorso aprile. Poi, il colpo di scena: a dicembre un tribunale della capitale bulgara stabilisce che il caso contro i Tate e le due donne rumene non poteva proseguire a causa di molteplici <strong>irregolarità procedurali</strong> commesse dai pubblici ministeri. Separatamente, i fratelli sono ricercati nel Regno Unito per rispondere delle accuse di <strong>violenza sessuale</strong>, accuse da loro negate. A questa si aggiunge, sempre nel regno Unito, quella di <strong>evasione fiscale</strong>: un tribunale britannico ha stabilito nel dicembre 2024 che la polizia potrebbe sequestrare loro più di <strong>2 milioni di sterline</strong> per non aver pagato le tasse su 21 milioni di sterline di entrate dalle loro attività online.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://assets1.cbsnewsstatic.com/hub/i/r/2024/07/25/3a6c3050-fdc6-47fa-ac37-8e1fbd9112ac/thumbnail/1240x826/9007f9491b279545cbf58aaaef40dc86/andrew-tate.jpg?v=63a2b43e2ef8917aa6bd547ca29dd4fa" alt=""/></figure>



<p>I fratelli Tate erano stati sottoposti al divieto di viaggio dalla giustizia rumena, restrizione che è stata recentemente revocata all&#8217;improvviso. Così, il 27 febbraio hanno lasciato il Paese a bordo di un <strong>jet privato</strong>, volando da Bucarest alla Florida. Le speculazioni su una loro possibile partenza erano montate nelle settimane precedenti, alimentate dal loro silenzio sui social media. Secondo i procuratori rumeni, i passaporti statunitensi della coppia dei fratelli sono stati restituiti, ma le indagini sui presunti crimini a loro carico restano aperte, dunque il ritorno in Romania è atteso.<br>La vicenda ha suscitato immediate reazioni a Washington, dove i Tate godono di un <strong>ampio seguito</strong>, in particolare negli ambienti della destra americana. Ad alimentare il dibattito sono state le dichiarazioni di alcune presunte vittime di Andrew Tate, che a inizio febbraio hanno espresso &#8220;estrema preoccupazione&#8221; per le indiscrezioni su un possibile allentamento delle restrizioni di viaggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sostegno della Camelot trumpiana ai fratelli Tate</h2>



<p>La questione è emersa pubblicamente dopo che l&#8217;inviato speciale statunitense <strong>Richard Grenell</strong> ne ha discusso con il ministro degli Esteri rumeno <strong>Emil Hurezeanu</strong> durante la <strong>Conferenza sulla sicurezza di Monaco</strong>. Hurezeanu ha minimizzato l’intervento di Grenell, affermando di non averlo percepito come una &#8220;<em>pressione diplomatica</em>&#8220;, mentre lo stesso Grenell ha confermato al <em>Financial Times</em> il suo sostegno ai due fratelli. Va ricordato, inoltre, che <strong>Elon Musk</strong> ha ripristinato nel 2022 l’account <em>X </em>di Andrew Tate dopo l’acquisizione della piattaforma social. La vicinanza dei Tate al cerchio magico della nuova amministrazione Usa, tuttavia, ora rischia di esplodere in un nuovo caso, questa volta negli Stati Uniti. Il 7 novembre 2024, pochi giorni dopo l&#8217;elezione di Trump, Andrew Tate pubblicò una previsione su <em>X</em>. In risposta a un tweet in cui si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere dopo, rispose: &#8220;<em>Il mio caso è stato archiviato. Tenete d&#8217;occhio questo spazio</em>”.</p>



<p>Trump non si è mai espresso apertamente a sostegno dei Tate e nega di essere a conoscenza del ritorno dei fratelli negli Stati Uniti. &#8220;<em>Non ne so nulla</em>&#8220;, ha risposto laconico in una conferenza stampa durante la visita del Primo Ministro britannico <strong>Keir Starmer</strong>. Ma alcuni dei suoi più stretti consiglieri si sono espressi a sostegno dei Tate, e senza nasconderlo più di tanto. Tra questi c&#8217;è Musk, che a gennaio ha risposto a un video di Andrew Tate che parlava della sua candidatura a primo ministro del Regno Unito, commentando: &#8220;<em>Non ha torto</em>&#8220;. Poi è stata la volta <strong>Alina Habba</strong>, consigliera del presidente ed ex portavoce legale di Trump. Il 12 gennaio di quest&#8217;anno ha parlato con Tate al podcast <em>The Benny Show</em>, dicendo di essere una &#8220;<em>grande fan</em>&#8221; e dicendogli &#8220;<em>Ti copro le spalle qui</em>&#8220;. Paul Ingrassia, il neo-nominato collegamento della Casa Bianca per il Dipartimento di Giustizia, è stato uno degli avvocati assunti da Andrew Tate per combattere il suo caso di tratta di esseri umani. Ha spesso elogiato Tate, pubblicando il suo sostegno pubblicamente su <em>X</em>. <strong>Dan Bongino</strong>, il vicedirettore nominato da Trump dell&#8217;FBI, ha promosso l&#8217;account di Tate su Rumble, una delle poche piattaforme di social video in cui Tate non è bannato.</p>



<p>Il quadro continua a non restare chiaro, soprattutto alla luce degli ultimi tumulti interni alla Romania legati al caso Georgescu. C&#8217;è stata una trattativa segreta tra il Governo rumeno e l&#8217;amministrazione Trump? E cosa ci avrebbe guadagnato Bucarest? Difficile dimostrarlo. Ora i due giocano ai perseguitati, scomodando perfino Nelson Mandela e Maslcom X. Intanto, sono tornati alla loro vita da nababbi e, sebbene innocenti fino a prova contraria, lì fuori migliaia di ragazzini, soprattutto negli Usa e nel Regno Unito, sono assuefatti ai contenuti dei due bellimbusti, scatenando una vera e propria emergenza nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-caso-tate-lo-strano-braccio-di-ferro-tra-usa-e-romania-per-i-due-influencer-misogini.html">Il &#8220;caso Tate&#8221;: lo strano braccio di ferro tra Usa e Romania per i due influencer misogini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;orrore sul corpo delle donne ucraine</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-donne-anche-in-ucraina-sono-le-prime-a-subire-violenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 08:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[donne nell'esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Mariupol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="955" height="990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1.jpg 955w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1-289x300.jpg 289w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1-768x796.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 955px) 100vw, 955px" /></p>
<p>Quando, nel mezzo di un conflitto, si cerca di far evacuare la popolazione civile, la priorità viene sempre lasciata a donne e bambini. Sono loro i soggetti più vulnerabili in una guerra. E di certo in Ucraina non c&#8217;è alcuna eccezione a questa regola. Da una parte e dall&#8217;altra, con il passare dei giorni stanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-donne-anche-in-ucraina-sono-le-prime-a-subire-violenza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="955" height="990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1.jpg 955w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1-289x300.jpg 289w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/277779550_2771513793156396_6628326298536005921_n-1-768x796.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 955px) 100vw, 955px" /></p><p>Quando, nel mezzo di un conflitto, si cerca di far evacuare la popolazione civile, la priorità viene sempre lasciata a <strong>donne</strong> e <strong>bambini</strong>. Sono loro i soggetti più vulnerabili in una guerra. E di certo in <strong>Ucraina</strong> non c&#8217;è alcuna eccezione a questa regola. Da una parte e dall&#8217;altra, con il passare dei giorni stanno venendo fuori diverse storie che parlano di stupri, sevizie oppure di precisa volontà di umiliazione delle donne. Più il conflitto aumenta di intensità e più sono soprattutto le donne a dover avere paura di uscire per strada.</p>
<h2>I racconti dall&#8217;Ucraina</h2>
<p>Anche in Italia ne sappiamo qualcosa degli stupri di guerra. Nel film <em>La Ciociara</em> del 1960 si raccontano le sofferenze e le umiliazioni che molte donne hanno dovuto subire nell&#8217;Italia centrale nel 1944, a causa della violenza di una parte della legione straniera francese entrata nel nostro Paese. In ogni guerra, quando il peso del conflitto è tale da far perdere ogni brandello di umanità, le parti in lotta si accaniscono sui civili usando lo stupro come arma. Marta Serafini sul <em>Corriere della Sera</em> ha provato a raccogliere qualche testimonianza, ma &#8220;per il momento sono ancora poche&#8221;, ha scritto nel suo articolo. Ma da quanto emerso, si capisce che crimini e abusi sulle donne sono stati perpetuati da una parte e dall&#8217;altra. A <strong>Kharkiv</strong> ad esempio una donna, intervistata dai volontari di <em>Human Rights Watch</em>, ha raccontata di essere stata violentata da un soldato russo in una scuola vicino la seconda città ucraina. Lì si era rifugiata assieme alla sua famiglia, ma nulla ha potuto di fronte alla violenza cieca del militare. Pochi giorni fa invece il fotografo <strong>Mikhail Palinchak</strong> ha scattato le immagini che immortalano i corpi di un uomo e di tre donne nude riversi sulla carreggiata di un&#8217;autostrada verso Kiev.</p>
<hr />
<blockquote><p>Sostieni il reportage di <strong>Fausto Biloslavo</strong> in <strong>Ucraina </strong>con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:<br />
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<hr />
<p>Denunce in tal senso arrivano anche dal fronte russo. Ha fatto il giro del mondo la foto scattata dall&#8217;italiano <strong>Maurizio Vezzosi</strong> in un edificio di <strong>Mariupol</strong> adesso in mano russa ma in precedenza usato dal <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cos-e-il-battaglione-azov.html">Battaglione Azov</a> come propria base. Nelle immagini si vede il cadavere di una donna seminuda, con una svastica marcata all&#8217;altezza del proprio ventre. Segno inequivocabile di tortura, di pesanti sevizie, di un orrore che testimonia la perdita di ogni briciolo di umanità e dignità da parte di chi l&#8217;ha commesso. &#8220;L&#8217;edificio in questione &#8211; <a href="https://www.la7.it/nonelarena/video/maurizio-vezzosi-sulla-foto-del-corpo-di-una-donna-martoriato-con-una-svastica-lho-trovato-in-una-04-04-2022-432511">ha dichiarato su Non è L&#8217;Arena il fotografo italiano</a> &#8211; è la scuola n.25 di Mariupol, nella parte di città in mano ai russi&#8221;. I soldati di Mosca hanno accusato membri del Battaglione Azov del crimine. In Ucraina i problemi per le donne sono anche dove al momento non si combatte. A <strong>Odessa</strong>, è la testimonianza di una poliziotta intervistata da Marta Serafini, non si mandano più in giro ragazze da sole. Il coprifuoco e lo spettro di una battaglia starebbe infatti innervosendo gli animi: &#8220;Il coprifuoco &#8211; si legge ancora nella testimonianza &#8211; ha peggiorato le cose. Uomini della guardia civile girano armati e con il volto coperto dal passamontagna&#8221;. E le autorità locali, per prevenire abusi e incidenti, hanno anche proibito da qualche giorno il consumo di alcool.</p>
<h2>Gli orrori sulle donne umiliate</h2>
<p>C&#8217;è poi la violenza psicologica, non meno devastante per chi ne è vittima. Una violenza subita anche con una semplice telefonata. A marzo, in alcuni canali <em>Telegram</em> ucraini, sono stati diffusi video in cui si notano soldati ucraini usare il cellulare di un militare russo ucciso per chiamare la madre e la fidanzata. Quando le donne hanno risposto, i soldati in modo beffardo hanno schernito le donne, ridendo mentre annunciavano la morte del loro congiunto. Una crudeltà condannata anche da tanti utenti ucraini.</p>
<p>Anche dall&#8217;altro lato non sono mancati episodi di umiliazione. Come nel caso delle 15 soldatesse ucraine liberate nell&#8217;ambito di uno scambio di prigioniere, trovate con la testa rasata. Le loro immagini hanno fatto il giro dei media internazionali. A diffonderle è stato il parlamentare ucraino <strong>Dmytro Lubinets</strong>: &#8220;Hanno fatto tutto questo in segno di arroganza &#8211; ha scritto sui social &#8211; umiliazione e disprezzo&#8221;.</p>
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		<title>Un centro per aiutare le donne vittime di Boko Haram</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/un-centro-per-aiutare-le-donne-vittime-di-boko-haram.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2020 07:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="475" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigeria donne Boko Haram" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-768x365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Maiduguri, capitale del Borno, un tempo avamposto britannico nel nord est della Nigeria, oggi una delle città più pericolose al mondo. Questo centro abitato, immerso nelle sabbie del Sahel e sferzato dalle raffiche dell&#8217;Harmattan, è il luogo in cui la setta jihadista nigeriana ha preso vita, dove sono iniziate le predicazioni di Mohammed Yusuf e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/un-centro-per-aiutare-le-donne-vittime-di-boko-haram.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="475" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nigeria donne Boko Haram" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Nigeria-Boko-Haram-donne-La-Presse-e1581269239746-768x365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p><a href="https://insideover.ilgiornale.it/reportage/terrorismo/dadaab-il-piu-grande-campo-profughi-al-mondo/la-capitale-del-califfato-dafrica.html">Maiduguri,</a> capitale del Borno, un tempo avamposto britannico nel nord est della Nigeria, oggi una delle città più pericolose al mondo. Questo centro abitato, immerso nelle sabbie del Sahel e sferzato dalle raffiche dell&#8217;Harmattan, è il luogo in cui la setta jihadista nigeriana ha preso vita, dove sono iniziate le predicazioni di Mohammed Yusuf e dove la formazione terroristica africana ha creato la propria roccaforte. Solo negli ultimi sei mesi più di 200 persone sono state uccise o rapite lungo le arterie che conducono nel centro abitato da membri della formazione islamista e gli agguati dei mujaheddin di<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html"> Boko Haram </a>hanno interessato anche politici, uomini delle forze speciali e operatori umanitari.</p>
<p>Ma la violenza è endemica da anni nella città che conta due milioni di abitanti, 300mila dei quali sono sono sfollati che vivono nei 14 campi profughi che puntellano il capoluogo. In un vecchio fienile adattato a moschea, nel 2002, Mohammed Yusuf diede vita a <strong>Boko Haram</strong>, dichiarando già nel nome del gruppo, che in lingua hausa significa &#8221;l&#8217;educazione occidentale è proibita&#8221;, la sua volontà di combattere tutto ciò che avesse legami con l&#8217;occidente e ergendosi, nei suoi sermoni, a promotore di un&#8217;applicazione radicale della sharia. Nel 2009 gli adepti di Yusuf invasero le strade del capoluogo del Borno, il loro leader venne arrestato e assassinato, la guida del gruppo venne assunta da Abubakar Shekau e da quel momento la storia dell&#8217;insurrezione jihadista nigeriana è nota.</p>
<p>Boko Haram ha dato vita a una guerra che ad oggi ha provocato la morte di 36&#8217;000 persone e l&#8217;esodo di 2milioni di cittadini e la città di Maiduguri è stata in tutti questi anni al centro dell&#8217;insurrezione jihadista. Gli attentati nelle Chiese e tra i banchi dei mercati hanno caratterizzato la vita nella città nigeriana che è stata anche il proscenio di una delle peggiori efferatezze compiute dal gruppo islamista. Nel 2015, alcune bambine di 8, 9 e 10 anni sono state costrette a compiere attacchi kamikaze tra le vie cittadine e da quel momento il mondo ha compreso che gli jihadisti africani non conoscono la pietà né si pongono limiti nel compimento della &#8221;guerra santa&#8221;. Sempre nel 2015 Shekau ha dichiarato l’adesione di Boko Haram a Daesh dando così vita alla ”Provincia Occidentale dello Stato Islamico”, con il desiderio di fare di Maiduguri la capitale del Califfato africano.</p>
<blockquote><p>Sono sempre di più i cristiani massacrati in Nigeria. Tu puoi fare la differenza aiutandoli. Puoi farlo tramite Iban:</p></blockquote>
<p><em>Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS</em><br />
<em>Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI DI NIGERIA</em><br />
<em>IBAN: IT23H0306909606100000077352</em><br />
<em>BIC/SWIFT: BCITITMM</em></p>
<blockquote><p>Oppure tramite pagamento online a questo <a href="https://sostieni.acs-italia.org/?ilgiornale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p></blockquote>
<p>Oltre ad essere flagellata dalle esplosioni e dagli scontri armati la città africana negli anni è stata travolta anche da una profonda crisi economica. Miglaia di bambini vagano per le polverose vie cittadine, famiglie di sfollati vivono sui marciapiedi del capoluogo ed è proprio tra queste persone divorate dalla miseria che Boko Haram miete vittime, soprattutto tra le donne. E per aiutare le bambine e le donne che sono state travolte dalla ferocia degli jihadisti oggi, a Maiduguri, è nato lo Human Resources Skills and Acquisition for Trauma Care, un centro specializzato nell&#8217;aiutare le donne e le ragazze che sono state vittime di violenza fisica e psicologica degli islamisti. Il centro, creato grazie all&#8217;impegno dell&#8217;associazione <a href="https://acs-italia.org/">Aiuto alla Chiesa che Soffre</a> e di altri benefattori internazionali è gestito da <strong>Padre Joseph Fidelis</strong>, che a <em>InsideOver</em> ha raccontato: &#8221;La situazione a Maiduguri non è facile. A soli due chilometri dalla città ci sono i terroristi e spesso si infiltrano nel centro abitato, compiono rapimenti e fanno stragi. Inoltre noi cristiani viviamo discriminati e perseguitati, la domenica le chiese sono presidiate dall&#8217;esercito e oltre alle esplosioni e le vittime provocate dagli scontri armati, la guerra ha causato enormi danni anche a livello psicologico tra la popolazione&#8221;. Proseguendo e spiegando di cosa si occupa il centro appena creato nella capitale del Borno, padre Joseph Fidelis ha proseguito dicendo: &#8221;I terroristi compiono ogni sorta di violenza nei confronti delle donne, non solo stupri ma anche violenze psicologiche indicibili. Ci sono casi di ragazze e bambine che hanno assistito alle decapitazioni dei propri genitori e madri che hanno visto morire i propri figli. È necessario che noi ci impegniamo ad aiutare le persone vittime di questi orrori e per questo ringrazio tutti coloro che hanno creduto e supportato questo piccolo ma importantissimo progetto&#8221;.</p>
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		<title>La tragedia delle madri bambine del Kenya</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/la-tragedia-delle-madri-bambine-del-kenya.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 04:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Spose bambine]]></category>
		<category><![CDATA[Stupro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=262732</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donnaa Africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre in questi giorni nel mondo occidentale si è tutti in procinto di farsi trovare preparati per la Festa della donna, a livello mondiale c&#8217;è davvero ben poco da festeggiare. Stando all&#8217;ultimo rapporto redatto dalle autorità del Kenya e riportate da Nation, nel Paese circa un quinto delle ragazze di età inferiore ai 19 anni avrebbe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/la-tragedia-delle-madri-bambine-del-kenya.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-tragedia-delle-madri-bambine-del-kenya.html">La tragedia delle madri bambine del Kenya</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donnaa Africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Donna-madre-Kenya-La-Presse-e1583505824665-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre in questi giorni nel mondo occidentale si è tutti in procinto di farsi trovare preparati per la Festa della donna, a livello mondiale c&#8217;è davvero ben poco da festeggiare. Stando all&#8217;ultimo rapporto redatto dalle autorità del Kenya e riportate da <a href="https://www.nation.co.ke/news/Teenage-pregnancies-Kenyas-alarming-statistics/1056-5479096-t3lt79/index.html"><em>Nation</em></a>, nel Paese circa un quinto delle ragazze di età inferiore ai 19 anni avrebbe già contratto almeno una gravidanza, venendo di fatte private del proprio diritto alla giovinezza.</p>
<h3>Kenya: povertà e stupri alla base della tragedia</h3>
<p>Sono principalmente due le cause che provocano il fenomeno, per nulla in discesa negli ultimi anni: l&#8217;altissima percentuale di <strong>stupri</strong> che subiscono le donne del Paese africano e le promesse di una vita migliore per sfuggire alla povertà. Non è casuale il fatto che il dato sia maggiore proprio nelle regioni vessate dalla maggiore crisi economica, con il picco raggiunto nella contea di Narok dove i dati si assestano al doppio della media nazionale.</p>
<p>Mentre la maggioranza delle madri bambine diviene tale tra i <strong>15 ed i 19 anni</strong> di età, non è raro che anche ragazze di età inferiore subiscano lo stesso destino, che contribuisce ad alimentare l&#8217;estrema povertà della popolazione del Kenya. Molto spesso vittime di stupro, non soltanto nel nucleo familiare le possibilità di sfamare una bocca aggiuntiva sono assenti, ma tante volte le vittime vengono persino allontanate dalla stessa famiglia, per non causare vergogna. E quale vita si prospetta a una persona che ha ricevuto tale trattamento, se non fatta di ulteriori soprusi?</p>
<h3>Una tragedia africana</h3>
<p>In tutto il mondo sono presenti ragazze che sono diventate già madri in giovane età. Tuttavia, determinate regione dell&#8217;Asia &#8211; come il Pakistan, l&#8217;India e il Bangladesh &#8211; e la quasi totalità dell&#8217;Africa più profonda sono particolarmente vessate dal fenomeno. E con cifre che si avvicinano ai picchi raggiunti nel Kenya, la situazione appare quanto mai ingestibile e principale causa della mortalità infantile dei neonati che non possono o vogliono essere mantenuti e della stessa alta percentuale di mortalità delle madri.</p>
<p>Povertà, fame, morte. Non sono cavalieri dell&#8217;apocalisse: è la<strong> vita quotidiana</strong> di un decimo della popolazione dell&#8217;Africa e di un quinto del genere femminile, che nel 2020 ancora subisce comportamenti che si sarebbero dovuti già cancellare decenni addietro. Tuttavia, non abbastanza è stato fatto dalle istituzioni: non soltanto in fase di controllo e di condanna ma soprattutto di prevenzione, educando a differenti abitudini che contribuirebbero in modo essenziale al limitarsi del fenomeno.</p>
<h3>Per quanto ancora potremmo star fermi ad osservare?</h3>
<p>la fine del 2019 e l&#8217;inizio del 2020 hanno segnato marce a livello mondiale per l&#8217;<strong>autodeterminazione femminile</strong>, in una delle più grandi ondate all&#8217;unisono dallo scorso secolo. Mentre da un lato questo fattore potrà contribuire in modo pregnante al migliorare della situazione, dall&#8217;altra evidenzia come ancora ci siano problematiche non sono mai state adeguatamente affrontate. Messico, Cile, Colombia e India ci ricordano inoltre come il pensiero non debba essere rivolto soltanto alle donne dell&#8217;Africa, bensì vada esteso a livello mondiale.</p>
<p>Nel nostro Occidente, oltre un secolo di progresso sul piano dell&#8217;eguaglianza sociale non è ancora riuscito a livellare i salari o a garantire gli stessi identici diritti ad entrambi i sessi. In buona parte del mondo in via di sviluppo, le battaglie degli ultimi anni hanno contribuito a migliorare il piano legislativo, lasciando però ancora inalterati i comportamenti privati della popolazione. In altri &#8211; come nel caso dell&#8217;Africa e di parte del mondo musulmano &#8211; le donne sono ancora considerate quasi alla pari di un oggetto che possa essere detenuto, ed utilizzato a piacimento.</p>
<p>Su questo piano, è proprio compito del mondo Occidentale in quanto portatore del valore adoperarsi per far si che i più basilari diritti vengano rispettati; in assenza di questa spinta, un miglioramento delle situazioni e quanto mai difficile. Tutto questo, nella speranza che in Africa non ci sia una bambina ogni cinque donne ad affrontare una <strong>gravidanza</strong>.</p>
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		<title>Erdogan vuole reintrodurre il matrimonio riparatore in Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/erdogan-vuole-reintrodurre-il-matrimonio-riparatore-in-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 08:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1232" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan turchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Sposa il tuo stupratore”: è questo il nome con cui le cittadine e i cittadini turchi hanno etichettato la proposta di legge in discussione al parlamento e che reintroduce il cosiddetto matrimonio riparatore. Secondo la controversa misura presentata dal partito Libertà e Giustizia del presidente Recep Tayyip Erdogan chi è accusato di violenza sessuale contro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/erdogan-vuole-reintrodurre-il-matrimonio-riparatore-in-turchia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1232" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Erdogan turchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Recep-Tayyip-Erdogan-riceve-Angela-Merkel-in-Turchia-La-Presse-1024x657.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Sposa il tuo stupratore”: è questo il nome con cui le cittadine e i cittadini turchi hanno etichettato <a href="https://www.middleeastmonitor.com/20200123-turkey-to-debate-new-marry-your-rapist-law-in-parliament/" target="_blank" rel="noopener">la proposta di legge in discussione al parlamento</a> e che reintroduce il cosiddetto <strong>matrimonio riparatore</strong>. Secondo la controversa misura presentata dal partito Libertà e Giustizia del presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> chi è accusato di violenza sessuale contro un minore potrà evitare il carcere sposando la sua stessa vittima se quest’ultima ha meno di 18 anni e se la differenza di età tra i due è inferiore ai 10 anni.</p>
<p>La legge era già stata presentata dall&#8217;Akp nel 2016, ma il parlamento si era visto costretto a sospendere la discussione e a ritirare la misura a causa delle critiche internazionali e delle proteste interne che aveva causato. Anche questa volta le associazioni che lottano per la tutela dei diritti delle donne sono scese in strada per manifestare, allargando così il numero delle piazze del mondo in rivolta contro le violenze di genere.</p>
<h2>I dati</h2>
<p>Una legge per la reintroduzione del matrimonio riparatore avrà come effetto quello di <strong>legittimare la violenza sulle donne</strong>, rendendo quello che dovrebbe essere universalmente considerato un reato un’azione giustificabile in un determinato contesto. Con conseguenze facilmente immaginabili, soprattutto in un Paese in cui il numero di donne che subiscono violenze è in aumento e quello dei matrimoni di minori non accenna a diminuire. Secondo un report pubblicato dal governo turco nel 2018, 482.908 bambini sono stati costretti a sposarsi negli ultimi dieci anni, nonostante l’età minima per contrarre matrimonio secondo la legge sia di 18 anni. Il numero tra l’altro deve essere visto al ribasso, perché non considera quelle unioni celebrate dalle autorità religiose e di cui non si ha sempre notizia.</p>
<p>A questo dato allarmante se ne aggiungono altri: secondo un report delle Nazioni Unite, il 38% delle donne turche ha subito violenza sessuale o psicologica da parte del proprio compagno; mentre la campagna “Fermiamo il femminicidio” stima che le donne uccise dal partner o da un membro della propria famiglia nel solo 2017 siano state 409. Quasi il doppio rispetto alla media degli anni precedenti. Ma anziché risolvere questi problemi sociali, l’Esecutivo di Ankara con il suo comportamento rischia di aggravare ulteriormente la situazione, se la legge dovesse essere approvata.</p>
<h2>La deriva di Erdogan</h2>
<p>Il fatto che il partito del presidente abbia deciso di presentare ancora una volta questa misura, ben sapendo quale sarebbe stata la risposta internazionale e di buona parte della sua stessa opinione pubblica, è particolarmente significativo. Obiettivo primario del Governo dovrebbe essere quello di offrire maggiore tutela legale a chi subisce violenze o abusi sessuali e debellare la piaga dei matrimoni di minori. Invece, Erdogan ha deciso di depenalizzare questi stessi reati, abbracciando sempre di più ideali conservatori e – come in questo caso specifico – una visione maschilista della società in cui reati sessuali contro donne e bambine sono minimizzati. In questo modo diventa più difficile se non addirittura controproducente per chi subisce degli abusi denunciare il proprio aguzzino: le famiglie per difendere il proprio onore e normalizzare un comportamento deviante potrebbero costringere la donna o la bambina in questione a sposare quella stessa persona che ha abusato di loro. Come nel 2016, le associazioni per la difesa dei diritti stanno facendo sentire la loro voce sperando di poter costringere ancora una volta il Parlamento a sospendere la discussione di una legge che andrebbe cestinata una volta per tutte.</p>
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		<title>Uno stupro ogni 20 minuti: l&#8217;inferno delle donne in India</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/uno-stupro-ogni-20-minuti-linferno-delle-donne-in-india.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 07:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Violenza sessuale in India (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Nonostante le condizioni siano migliorate, soprattutto nelle città, per quanto riguarda l&#8217;accettazione della controparte maschile dei loro diritti, i problemi non sono stati ancora completamente risolti. Ancora troppo sovente è insita nella popolazione dell&#8217;India l&#8217;idea che uomo e donna non siano allo stesso livello e non godano di eguali diritti. In questa situazione, può accadere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/uno-stupro-ogni-20-minuti-linferno-delle-donne-in-india.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Violenza sessuale in India (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Violenza-sessuale-in-India-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Nonostante le condizioni siano migliorate, soprattutto nelle città, per quanto riguarda l&#8217;accettazione della controparte maschile dei loro diritti, i problemi non sono stati ancora completamente risolti. Ancora troppo sovente è insita nella popolazione dell&#8217;<strong>India</strong> l&#8217;idea che uomo e donna non siano allo stesso livello e non godano di eguali diritti. In questa situazione, può accadere dunque che una famiglia si rechi al commissariato di polizia di una qualsiasi città indiana per denunciare la scomparsa della figlia, sentendosi rispondere che, probabilmente, è solo uscita con un uomo; eventualmente, se proprio tardasse, soltanto a notte fonda potranno iniziare le ricerche. In certi casi, però, può essere che gli uomini siano quattro, in un quartiere degradato di una città a caso, quale <strong>Hyderabad</strong>, senza che una ragazza di 26 anni, veterinaria laureata rappresentante l&#8217;élite emergente del Paese, ne sia consenziente. Questa volta, purtroppo, <a href="https://www.reuters.com/article/us-india-rape-idUSKBN1Y40FO">la storia è finita realmente in questo modo</a>, con lo <strong>stupro</strong> e l&#8217;uccisione della vittima da parte di quattro uomini, identificati ed in stato di fermo dalla polizia indiana.</p>
<h3>Il Paese dove avviene uno stupro ogni venti minuti</h3>
<p>A seguito del fatto, accaduto nella giornata di mercoledì 27 novembre, una trentina di donne e di sostenitori della parità di diritti sono scesi sabato scorso nelle piazze di Delhi, per protestare contro l&#8217;accaduto. Le richieste sono state quelle di giustizia e condanna per i colpevoli, oltre alla messa in stato d&#8217;accusa alle forze dell&#8217;ordine di Hyderabad. La polizia, allertata dalla famiglia cinque ore prima dell&#8217;uccisione, non ha agito col giusto tempismo, sottovalutando la gravità del caso. <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/dec/01/protests-india-woman-gang-raped-burned-to-death-hyderabad">L&#8217;attivista indiana che ha organizzato la manifestazione a Delhi ha denunciato l&#8217;altissimo numero di stupri che avvengono nello Stato dell&#8217;India</a>, che si attesta attorno all&#8217;uno ogni venti minuti, con un tasso tra i più alti al mondo.</p>
<p>Tra le tante richieste, quella che maggiormente è stata pretesa nei confronti del governo e delle forze dell&#8217;ordine è stata quella della <strong>sicurezza</strong> e dei <strong>maggiori controlli</strong> sul territorio, per garantire l&#8217;incolumità delle donne del Paese. Secondo i dati dell&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em>, in India avvengono infatti oltre <strong>32mila casi di stupro ogni anno</strong>, ma a causa dell&#8217;omertà e delle mancate denunce si ritiene la cifra sia decisamente più elevata.</p>
<h3>Poche leggi, poca educazione e poca prevenzione</h3>
<p><a href="https://it.insideover.com/donne/bangladesh-dove-le-donne-sono-senza-diritti.html">Come nel caso del Bangladesh</a>, anche l&#8217;India soffre di <strong>gravi carenze nell&#8217;apparato di istruzione e di prevenzione del fenomeno</strong>, che contribuisce al numero esorbitante di reati sessuali del Paese. Non potendo le donne contare sulle certezze dovute ad efficaci direttive su come agire in caso di attacco e mantenendo la maggioranza degli uomini atteggiamenti violenti verso la controparte femminile, per migliorare la situazione occorre un lavoro di anni; un lavoro che, inoltre, non deve passare solamente dall&#8217;istituzione di leggi più moderne.</p>
<p>Senza la <strong>conoscenza dei propri diritti</strong> e senza la <strong>conoscenza dei limiti comportamentali</strong>, difficilmente la situazione potrà migliorare nel futuro, nonostante le <strong>norme più ferree e stringenti</strong>. Nel 2012, a seguito dell&#8217;episodio dello stupro di gruppo e dell&#8217;omicidio su un autobus di Delhi, l&#8217;India di è modernizzata in ambito legislativo sui temi legati ai <strong>reati sessuali</strong>; ciò comunque non è ancora bastato, <a href="https://www.reuters.com/article/us-india-rape-idUSKBN1JZ0W1">nonostante l&#8217;esemplare condanna a morte dei criminali</a>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-donne-pericolo.html">L&#8217;India continua ad essere uno dei posti peggiori dove nascere donna</a>, in quanto più facilmente si diverrà vittima di violenza privata e di violenza sessuale. Questo, soprattutto, per un problema legato all&#8217;educazione della popolazione, che rimane ancora fortemente legata a valori (o meglio, problematiche) di una cultura che ancora si deve aprire al futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/uno-stupro-ogni-20-minuti-linferno-delle-donne-in-india.html">Uno stupro ogni 20 minuti: l&#8217;inferno delle donne in India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cresce la violenza sulle donne nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/cresce-la-violenza-sulle-donne-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 07:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=244328</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="femminicidi francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante nella nostra società continuino ad esistere ingiustificati motivi per i quali le donne non ricevono le medesime opportunità degli uomini, possiamo considerare l&#8217;Italia come un luogo abbastanza fortunato dove nascere in &#8220;rosa&#8221;. Esistono Paesi nel mondo, principalmente quelli a maggioranza musulmana e quelli geograficamente collocati sull&#8217;Africa subsahariana, dove molto spesso nascere donna vuol dire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/cresce-la-violenza-sulle-donne-nel-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/cresce-la-violenza-sulle-donne-nel-mondo.html">Cresce la violenza sulle donne nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="femminicidi francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/protesta-femminicidio-La-Presse-e1575054355683-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante nella nostra società continuino ad esistere ingiustificati motivi per i quali le <strong>donne</strong> non ricevono le medesime opportunità degli uomini, possiamo considerare l&#8217;Italia come un luogo abbastanza fortunato dove nascere in &#8220;rosa&#8221;. Esistono Paesi nel mondo, principalmente quelli a <strong>maggioranza musulmana</strong> e quelli geograficamente collocati sull&#8217;<strong>Africa subsahariana</strong>, dove molto spesso nascere donna vuol dire essere condannati a morte. In altri ancora, quali la Cina del periodo della politica del figlio unico e nell&#8217;Armenia dei giorni nostri, significa essere destinati ad essere soppressi quando si è ancora feti. Nonostante i continui allarmi degli organi internazionali, non è stato fatto abbastanza per tutelare le donne e le ragazze nel mondo, lasciandole spesso in balìa non solo degli estranei, ma anche dei familiari o del proprio partner.</p>
<h3>In Africa una donna su tre subisce violenze</h3>
<p><a href="https://allafrica.com/stories/201911250002.html">La condizione in cui versano le politiche di parità sociale nel continente nero è disastrosa</a> e le donne risultano essere le meno tutelate in assoluto. Le ultime stime redatte dalle Nazioni Unite identificano chiaramente l&#8217;entità del problema: un terzo delle donne subisce violenze fisiche dai propri familiari e la metà delle donne vittime di morte violenta sono state uccise dal proprio partner. La <strong>mancanza di difese legali</strong>, il timore delle <strong>ritorsioni</strong> e la paura di peggiorare la propria condizione non aiuta a controllare il fenomeno. La deficienza endemica degli apparati giudiziari dell&#8217;Africa non sono che la punta di un sistema sociale che vede la donna come ultimo gradino della scala gerarchica. Questa scarsa considerazione in cui esse versano peggiorano quando compare anche solo uno dei seguenti fattori: povertà ed islamismo.</p>
<h3>Medio Oriente ed Sud-Est Asiatico</h3>
<p>Con l&#8217;acuirsi dei conflitti sociali iniziati nella seconda metà del secolo scorso che hanno portato alla nascita di fazioni fortemente legate alla parola del Corano, anche l&#8217;Asia ha peggiorato l&#8217;entità del fenomeno. Afghanistan, <a href="https://it.insideover.com/donne/bangladesh-dove-le-donne-sono-senza-diritti.html">Bangladesh</a> ed Indonesia guidano la classifica nera dei maltrattamenti sulle donne; anche in questo caso, tutti Paesi poveri e tutti Paesi con popolazione a maggioranza musulmana.<br />
Nella Penisola Arabica, escludendo la difficile condizione dello Yemen portata dalla guerra civile, a nascere donna non se la si passa poi così male. Certo, se non si hanno ambizioni di autodeterminazione, di indipendenza economica o di espressione del proprio essere. In assenza tuttavia di una povertà media sotto il limite della sopravvivenza calano drasticamente però i numeri degli abusi fisici, limitando l&#8217;esclusione sociale alle più sofisticate differenze di genere, differenze retributive e scarsa considerazione pubblica. Punti questi che, tuttavia, si possono trovare anche nel mondo occidentale, a noi più vicino.</p>
<h3>Europa e Usa: dove il lavoro non ha lo stesso valore</h3>
<p>Nonostante il nostro Paese venga sovente additato come retrogrado a livello culturale dai burocrati europei, l&#8217;Italia si attesta all&#8217;ottavo posto nella considerazione del ruolo della donna in ambiente lavorativo.<a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/03/03/lavoro-ce-differenza-tra-uomo-e-donna-lo-stipendio-dice-di-si-per-le-donne-109-in-meno/?refresh_ce=1"> Non che si tratti di un onore una differenza retributiva di quasi undici punti percentuali</a> tra uomo e donna, ma la strada seguita dal nostro Paese al momento risulta la più corretta, ponendoci nell&#8217;avanguardia del panorama economico europeo. Negli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>, <a href="https://www.payscale.com/data/gender-pay-gap">il gap retributivo medio si attesta su oltre i venti punti percentuali</a>, con le donne che guadagnano 0,79$ ogni dollaro guadagnato dalla controparte maschile; con percentuali che arrivano ad oltre il 25% negli Stati centrali. La ragione principale di queste differenze retributive è riscontrabile nella<strong> minore possibilità di accesso all&#8217;istruzione di alto livello</strong> del genere femminile. Fattore in parte conseguenza di una cultura ancora legata al nostro passato ed in parte alle maggiori paure di fallimento.</p>
<h3>Anche in Italia le donne subiscono violenze</h3>
<p>Anche nel nostro Paese esistono casi di violenze sulle donne, sebbene il numero delle denunce sfiori il 41% dei casi, ponendoci anche in questo caso ai primi posti dell&#8217;Unione Europea per contrasto al fenomeno. Le donne che subiscono violenze dal proprio partner sono infatti meno del 15%, sebbene arrivi al 20% nel caso in cui la componente maschile della famiglia sia di origine straniera.</p>
<p>La nostra legislazione ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni. Sebbene infatti misure legislative come l&#8217;introduzione del <strong>femminicidio</strong> non abbiano avuto un impatto notevole in termini di dissuasione, il sentiero tracciato è tuttavia quello corretto. L&#8217;aumento dell&#8217;informazione e della <strong>prevenzione</strong> è stato un valore aggiunto del nostro apparato educativo, permettendo alle donne di comprendere appieno i propri diritti e conoscere i propri mezzi di difesa. Nonostante tutto la strada per giungere alla più completa parità di genere ed alla corretta comprensione del ruolo sociale della donna è ancora lunga; questo deve essere uno degli obiettivi della nostra società nel decennio che ci stiamo apprestando ad affrontare.</p>
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		<title>Schiave di Dio per ripagare i debiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/schiave-di-dio-per-ripagare-i-debiti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 08:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sui minori]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Benvenuti nel campo giochi clandestino delle Trokosi, dove non ci sono giochi da fare e le ragazze che sono state abbandonate qui sono preda di fantasie suicide. Per secoli, bambine di appena 2 anni sono state offerte ai santuari di tutto il Ghana come schiave dei sacerdoti che vi risiedono. Le ragazze restano lì in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/schiave-di-dio-per-ripagare-i-debiti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8781632-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Benvenuti nel campo giochi clandestino delle Trokosi, dove non ci sono giochi da fare e le ragazze che sono state abbandonate qui sono preda di <strong>fantasie suicide</strong>.</p>
<p>Per secoli, bambine di appena 2 anni sono state offerte ai santuari di tutto il <strong>Ghana</strong> come schiave dei sacerdoti che vi risiedono. Le ragazze restano lì in qualità di rimborso per i crimini commessi dai loro parenti (alcuni dei quali morti già da generazioni, prima che le ragazze nascessero).</p>
<p>Julie Dorbadzi aveva sei anni quando è stata donata a titolo di risarcimento del furto di 200 cedi (circa 0,120 euro) commesso da un suo bisnonno. Mewornovi Kokou, dieci anni, è stata ceduta a causa di un crimine commesso da un suo antenato così tanto tempo fa che nessuno ricorda quale fosse il crimine, o chi lo avesse commesso. Grace Duga Cabanu vi è stata mandata come offerta agli dei per migliorare i raccolti della famiglia per via di un accordo con i suoi antenati che esisteva fin dai primi anni del 1800. Abla Kotor è stata usata per espiare gli abusi del padre sulla nipote.</p>
<p>La maggior parte delle ragazze è destinata a passare il resto della vita in <strong>schiavitù</strong>, svolgendo qualsiasi ruolo gli anziani ritengano opportuno, lavorando duramente nelle fattorie, come domestiche e come <strong>schiave del sesso</strong> per i sacerdoti. Sono degradate ad essere poco più che un bene di proprietà.</p>
<p>Neppure la morte rappresenta in sé una via di scampo. Quando una ragazza muore, a volte, i suoi parenti hanno l'&#8221;onere&#8221; di sostituirla con un&#8217;altra giovane <strong>vergine</strong>. Questa pratica può diventare una specie di nastro trasportatore di ragazze che la famiglia continuerà a fornire.</p>
<p>L&#8217;antica usanza proviene dalle comunità Ewe di Togo, Benin e Ghana. La parola deriva dalle parole &#8220;Ewe tro&#8221;, che significano &#8220;Dio&#8221;, e &#8220;kosi&#8221;, che significa schiava, e pertanto il termine si traduce in &#8220;<strong>schiava di Dio</strong>&#8220;. Questa usanza è particolarmente diffusa nella Regione dell’Alto Volta del Ghana che confina con il Togo, e alcune tribù del Togo e del Benin praticano usanze simili.</p>
<p>Danny Morris, direttore nazionale di International Needs UK, ha illustrato le problematiche derivanti, per le vittime, da questa pratica antiquata.</p>
<p>&#8220;Una delle ripercussioni è, in quanto adolescente o bambina, la sensazione di impotenza. Il trauma della separazione dalla famiglia, per poi crescere in questa situazione, determina su una ragazzina un reale senso impotenza. Queste ragazze restano lì per tutta la vita e sono lì per dare figli ai sacerdoti. C&#8217;è anche un senso di fatalismo a cui sono rassegnate, che ha una presa mentale e morale perché le ragazze credono di salvare la loro famiglia e, se cercano di allontanarsi, la metteranno in pericolo. Quelle che riescono a liberarsi nella maggior parte dei casi scopriranno di essere ostracizzate dalla loro famiglia, dalla società e dai villaggi&#8221;.</p>
<p>Nel 1998, l’organizzazione International Needs Ghana è stata determinante in una campagna che ha visto il rilascio di circa 2.800 ragazze Trokosi e che alla fine ha portato a dichiarare fuorilegge il sistema per il quale l&#8217;organizzazione era direttamente responsabile. Eppure, nonostante sia stata bandita, la Trokosi continua a prosperare in alcune parti del Paese.</p>
<p>&#8220;Renderla illegale ha avuto come conseguenza che è stata gestita clandestinamente&#8221;, ha spiegato Morris. &#8220;Uno dei problemi è stato che ad alcuni la messa al bando della pratica è apparsa come un’imposizione di valori occidentali su una cultura tradizionale, ma crediamo che sia un <strong>problema morale</strong>: come si può vivere in pace con se stessi se si permette alla società di schiavizzare donne e ragazze? È radicato in una credenza culturale che richiede un cambiamento fin dalle fondamenta, e nelle zone rurali del Ghana le credenze tradizionali hanno molto potere, specialmente quando sono legate all’estrema povertà. C&#8217;era una ragazza che è stata ceduta al santuario perché la sua famiglia credeva di essere maledetta, dato che i suoi componenti soffrivano di alcune malattie”. Lo stesso Morris ha poi proseguito: &#8220;La cosa interessante è che abbiamo salvato le donne, ma siccome le loro famiglie credevano ancora nella pratica, non hanno voluto essere riunite alle loro figlie. Ci sono centinaia di donne che sono state liberate e vivono una vita normale, ma purtroppo sono ancora estraniate dalle loro famiglie. Quindi, affinché (la Trokosi) possa essere veramente sradicata, si richiede una vera trasformazione nel modo di pensare, ma continueremo a sostenere lo sradicamento di questa usanza e di questa pratica&#8221;.</p>
<p>Tenuta lontana da sguardi indiscreti, questa tradizione rimane tuttora sottostimata anche nello stesso Ghana. Molti ghanesi che vivono nelle città e lontano dalle zone rurali sono ignari di questa tradizione e poi rimane anche un certo settore della società che ne è a conoscenza ma sceglie di ignorarlo. Così, lontano dalle città affaccendate, nelle lontane e polverose regioni l&#8217;istituzione retrograda, che è la Trokosi, continua a prosperare.</p>
<p><em>Traduzione di Laura Marsano</em></p>
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		<title>Quelle giovani rapite e costrette al matrimonio in Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/quelle-giovani-rapite-e-costrette-al-matrimonio-in-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 13:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-1024x617.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Holi, il festival dei colori che nella religione induista, affonda le radici in antiche mitologie e celebra l&#8217;arrivo della primavera, col declino dell&#8217;inverno. Il 20 marzo, mentre gli induisti che abitano il distretto di Ghotki &#8211; all&#8217;interno della provincia di Sindh, in Pakistan &#8211; si godevano le festività religiose, due sorelle sarebbero state sottratte con la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/quelle-giovani-rapite-e-costrette-al-matrimonio-in-pakistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="844" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9432691-1024x617.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Holi, il festival dei colori che nella religione induista, affonda le radici in antiche mitologie e celebra l&#8217;arrivo della primavera, col declino dell&#8217;inverno. Il 20 marzo, mentre gli induisti che abitano il distretto di Ghotki &#8211; all&#8217;interno della provincia di Sindh, in Pakistan &#8211; si godevano le festività religiose, due sorelle sarebbero state sottratte con la forza dalla propria casa.</p>
<p>Raveena e Reena Meghwar, rispettivamente di 12 e 15 anni (secondo quanto si dice), provenivano da una famiglia di poveri lavoratori originari di Daharki (una regione tristemente nota per i rapimenti di giovani ragazze indù, poi costrette a convertirsi all&#8217;<strong>islam</strong> e a sposare uomini adulti). Quando il padre ha saputo della scomparsa delle figlie, si è immediatamente precipitato a perlustrare l&#8217;intera area, accompagnato dai due figli maschi. In preda alla disperazione, hanno effettuato controlli presso gli ospedali del luogo e la stazione di polizia. Al sorgere del sole, continuava a non esserci traccia delle ragazze.</p>
<p>Il giorno seguente, è spuntato un video delle bambine insieme a un Molvì, una sorta di predicatore islamico, il quale affermava che le sorelle avevano camminato di propria iniziativa fino al quartiere islamico di Dargah Bharchundi Sharif, a Daharki. Il Molvì riferiva che le sorelle avrebbero desiderato convertirsi all&#8217;islam ma &#8220;non ne era stata loro offerta l&#8217;opportunità&#8221;. Di conseguenza, sosteneva che le ragazze avessero abbracciato la conversione religiosa, divenendo così una responsabilità collettiva della comunità islamica. A fianco delle due bambine stavano i loro nuovi mariti (entrambi gli uomini, si sarebbe scoperto in seguito, erano già sposati). Il predicatore affermava che le ragazze avevano contratto il matrimonio di loro spontanea volontà.</p>
<p>Dopo poco, è seguito un altro video, divenuto immediatamente virale, che mostrava il padre di Raveena e Reena seduto a terra fuori dalla stazione di polizia, mentre si percuoteva e si umiliava in preda all&#8217;angoscia, implorando che gli sparassero.</p>
<p>In relazione alla scomparsa delle ragazze sono state arrestate sette persone, fra cui il predicatore e le famiglie dei mariti, e le indagini sono tuttora in corso.</p>
<p>Le ragazze, tuttavia, hanno presentato un&#8217;istanza al tribunale, in cui si afferma che all&#8217;epoca avevano più di 18 anni, e che si sono convertite all&#8217;islam e si sono sposate seguendo la propria volontà. Hanno inoltre dichiarato di temere la reazione della famiglia che, dicono, le maltrattava, e pertanto hanno chiesto protezione dai propri parenti.</p>
<p>Il caso ha gettato luce su un problema che va avanti da tempo nella comunità indù del Pakistan. Il sequestro di ragazze minorenni è un fenomeno frequente, e così, a seguire, la conversione e il matrimonio forzato con uomini più vecchi. L&#8217;unione, a quel punto, viene utilizzata come copertura legale, poiché alle ragazze sono rivolte minacce di violenza, per sé o le loro famiglie, nel caso in cui rifiutino di corroborare dichiarazioni false. Questa dinamica protegge i rapitori e ostacola il salvataggio delle vittime.</p>
<p>Secondo la legge pakistana, il matrimonio contratto con una minorenne non è da considerarsi invalido se la ragazza si dichiara consenziente indipendentemente dall&#8217;età. In aggiunta, presso le comunità rurali, spesso mancano le evidenze materiali necessarie a determinare l&#8217;età anagrafica delle bambine.</p>
<p>Il Pakistan Hindu Seva Welfare Trust <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/world/pakistan/two-pakistani-hindu-girls-being-falsely-proved-adult-pakistan-hindu-body/articleshow/68691659.cms" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">ha rivelato al <em>Times of India</em></span></a> che i certificati di nascita delle due ragazze, emessi dall&#8217;Autorità nazionale di registrazione (Nadra), erano stati volutamente ignorati. Al contrario, un nuovo certificato medico ospedaliero afferma che Raveena avrebbe 19 anni e Reena 18.</p>
<p>Nel<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.birmingham.ac.uk/Documents/college-artslaw/ptr/ciforb/Forced-Conversions-and-Forced-Marriages-in-Sindh.pdf" target="_blank" rel="noopener"> suo rapporto</a></span>, intitolato <em>Conversioni forzate e matrimoni forzati nella provincia di Sindh, Pakistan</em>, Reuben Ackerman afferma: &#8220;Nella maggior parte dei casi, la vittima viene rapita ed è dunque sottoposta a continui abusi emotivi e fisici che spesso comportano minacce di violenza nei confronti dei propri cari&#8230;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le minoranze spesso non ricevono la debita protezione da parte delle istituzioni statali e non hanno adeguato accesso alla giustizia. La Commissione per i Diritti Umani del Pakistan ha riferito che, frequentemente, la polizia chiude un occhio di fronte ai verbali di rapimento e <strong>conversione forzata</strong>, creando così un clima di impunità per i responsabili. In molti casi, gli agenti si rifiutano di depositare una denuncia ufficiale (First Information Report) o falsificano le informazioni, cosicché alle famiglie viene negata la possibilità di procedere con il proprio caso. I tribunali ordinari e le corti di appello del Pakistan non si sono dimostrate all&#8217;altezza nel seguire le dovute procedure nei casi riguardanti le accuse di conversioni e di matrimoni forzati. Di frequente, gli ufficiali giudiziari sono soggetti al timore di rappresaglie da parte di <strong>frange estremiste</strong>, mentre in altri casi sono le convinzioni personali degli stessi a influenzarli, inducendoli ad accettare le asserzioni secondo le quali la donna/ragazza si sarebbe convertita spontaneamente. Spesso non si indaga sulle circostanze in cui ha avuto luogo la conversione e sovente si ignora l&#8217;età della ragazza. La ragazza/donna in questione è perlopiù lasciata in custodia al rapitore, mentre i procedimenti giudiziari sono in corso, ed è così costretta a subire ulteriori minacce di violenza per obbligarla a negare il proprio rapimento e stupro e dichiarare che la conversione sarebbe stata volontaria&#8221;.</p>
<p>Il Pakistan ha ratificato sia il Patto internazionale sui diritti civili e politici che la Convenzione sull&#8217;eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (Cedaw), nel cui articolo 16 si afferma che le donne hanno il diritto di contrarre matrimonio &#8220;soltanto con libero e pieno consenso&#8221;. Il Paese ha inoltre ratificato la Convenzione Onu sui Diritti dell&#8217;Infanzia (Uncrc), che stabilisce nell&#8217;articolo 14 che la libertà di pensiero e religione del bambino, e il suo rifiuto a compiere azioni cui si mostra contrario per ragioni morali, vanno rispettati.</p>
<p>Si calcola che, ogni anno, circa mille donne e ragazze appartenenti a minoranze vengano sequestrate, costrette a convertirsi all&#8217;islam e obbligate, a quel punto, a sposare i propri rapitori. Non solo: oltre 20 ragazze indù continuano ad essere rapite ogni mese senza possibilità di fuga, anche nei rari casi in cui si riesca ad andare a processo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/quelle-giovani-rapite-e-costrette-al-matrimonio-in-pakistan.html">Quelle giovani rapite e costrette al matrimonio in Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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