(Da Beirut) L’Afghanistan, la Siria, la Somalia, l’Arabia Saudita, il Pakistan, il Congo, la Nigeria, lo Yemen sono tra i Paesi più pericolosi per le donne. L’indagine è stata condotta della Thomson Reuters Foundation. L’organizzazione ha intervistato circa 550 esperti che si occupano di questioni di diritti delle donne, e ha chiesto di realizzare una classifica in base a diversi indici tra cui, l’accesso all’assistenza sanitaria, l’abuso sessuale e la discriminazione.

I leader mondiali hanno promesso tre anni fa di eliminare tutte le forme di violenza e discriminazione contro le donne entro il 2030, consentendo loro di vivere liberamente e in sicurezza per partecipare equamente alla vita politica, economica e pubblica. Ma nonostante questo impegno, si stima che una donna su tre nel mondo subisca violenze fisiche o sessuali durante la sua vita. Il matrimonio delle minori è ancora diffuso, con quasi 750 milioni di ragazze sposate prima del loro diciottesimo compleanno.

La Thomson Reuters Foundation ha sottolineato che il sondaggio è stato condotto dopo che il movimento #MeToo è diventato virale l’anno scorso dopo che diverse donne hanno accusato l’importante produttore hollywoodiano Harvey Weinstein di abusi sessuali. Da allora Weinstein si è dichiarato non colpevole di stupro e di reati sessuali. Ma il #MeToo è diventato un movimento globale contro la violenza sessuale contro le donne. E da lì l’idea di un nuovo sondaggio.

Leggendo l’indagine si hanno molte conferme, ma anche qualche sorpresa. L’India, la seconda nazione più popolosa al mondo, con 1,3 miliardi di persone, è il Paese più pericoloso in assoluto per le donne. Lì sono maggiormente a rischio di traffico di essere umani,  lavoro forzato,  schiavitù sessuale e domestica. Il rapporto indica in particolare lo stupro di gruppo del 2012 e l’omicidio di Jyoti Singh, una studentessa di 23 anni. La tragica fine di Singh ha causato proteste diffuse e attirato l’attenzione internazionale sulla violenza contro le donne. L’ultima volta che la Thomson Reuters Foundation ha condotto il sondaggio, l’India si era classificata al quarto posto. Da allora quindi la situazione è peggiorata (Leggi il reportage: Le spose bambine).

L’Afghanistan occupa il secondo posto. A quasi 17 anni dal rovesciamento dei talebani, le donne subiscono ancora situazioni intollerabili. Nel Global Gender Inequality Index del 2015 l’Afghanistan si è posizionato al 171esimo posto su 188. In questo Paese la violenza di genere rimane quasi sempre impunita e le donne sono confinate in casa e considerate subordinate e inferiori agli uomini (Leggi il reportage: Le donne coraggio in Afghanistan).

Due donne con il burqa attraversano le strade di Herat in Afghanistan (LaPresse)
Due donne con il burqa attraversano le strade di Herat in Afghanistan (LaPresse)

La Siria è il terzo paese più pericoloso per le donne. È al settimo anno di guerra civile dove sono morte circa 510mila persone. Circa 5,5 milioni di siriani vivono come rifugiati nei Paesi vicini e 6,1 milioni dei 18 milioni di abitanti sono ancora in Siria, ma costretti a fuggire dalle loro case. La guerra sicuramente ha influito sulla posizione così in alto del Paese nella classifica.

La Somalia è al quarto posto, nel sondaggio del 2011 era al quinto. Il paese è in guerra dal 1991 con il gruppo islamista al Shabab e l’Onu ha stimato che circa 6,2 milioni di persone – circa metà della popolazione – hanno bisogno di beni di prima necessità, come cibo, acqua e riparo. E’ il terzo paese più pericoloso per le donne per l’accesso all’assistenza sanitaria e le donne sono spesso a rischio per pratiche tradizionali per loro dannose (Leggi il reportage: Le donne di Mogadiscio).

L’Arabia Saudita si è posizionata al quinto posto, nonostante le recenti riforme sui diritti delle donne del principe ereditario Mohammad bin Salman. È stato abolito il divieto di guida per le donne ed è stato reso più facile l’accesso per loro al lavoro. Ma ancora il Paese su molte prescrizioni rimane ultraconservatore. Le donne hanno bisogno del permesso di un parente maschio per viaggiare all’estero e per sposarsi e per altre attività. E ultimamente il Paese è stato criticato a livello internazionale per l’arresto di alcuni attivisti che si battevano proprio per i diritti delle donne.

Saudi Samar Al-Moqren is seen in her car's rear-view mirror as she drives through Riyadh city's streets for the first time just after midnight, June 24, 2018, when the law allowing women to drive took effect.  Saudi Arabia will allow women to drive from June 24, ending the world's only ban on female motorists, a historic reform marred by what rights groups call an expanding crackdown on activists.  / AFP PHOTO / FAYEZ NURELDINE
Dal 24 giugno scorso, le donne possono guidare in Arabia Saudita (LaPresse)

Il Pakistan è il sesto Paese più pericoloso per le donne, nel 2011 era arrivato terzo posto. La Banca Mondiale riporta che quasi una donna pakistana su tre ha subito violenza dai propri mariti, sebbene le stime non ufficiali siano più alte. Attivisti denunciano che centinaia di donne vengono uccise ogni anno da membri della famiglia colpevoli di aver leso “l’onore” di un uomo.

Il Congo si è classificata al settimo posto, dopo essere arrivato secondo nel sondaggio del 2011. Diverse Ong hanno dichiarato quest’anno che donne e bambini sono esposti in questo paese “ai peggiori abusi sessuali di sempre”. È il secondo Paese più pericoloso per le donne per la violenza sessuale (Leggi il reportage: Mwavita, nata in tempo di guerra).

Lo Yemen è all’ottavo posto. Il Paese sta affrontando una dura guerra che vede contrapporsi l’Arabia Saudita e l’Iran in un conflitto per procura che ha ucciso più di 10mila persone e spinto il paese sull’orlo della fame. È problematico l’accesso per le donne all’assistenza sanitaria e alle risorse economiche. E le donne affrontano rischi per le pratiche religiose e tradizionali e subiscono spesso violenze.

La Nigeria è al nono posto. Il Paese è coinvolto da nove anni in una sanguinosa guerra con il gruppo islamista Boko Haram. Attivisti accusano il governo di torture, stupri e uccisioni. Più di 30mila persone sono state ammazzate. Una piaga del Paese è la tratta delle donne verso l’Europa per lo sfruttamento sessuale. In fondo alla classifica al decimo posto compare un paese occidentale, a sorpresa: gli Stati Uniti. Tra le pieghe della civiltà spesso si nascondono terribili realtà. A dispetto di ogni cliché.