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Criminalità

Il “caso Tate”: lo strano braccio di ferro tra Usa e Romania per i due influencer misogini

Chi sono i fratelli Tate, al vertice di un impero web, e ora al centro di un vero giallo legale tra Washington e Bucarest.

Muscoli pompati, tatuaggi giganteschi, auto di lusso, spacconerie varie e mascolinità tossica un tanto al chilo: sono questi gli ingredienti dell’impero dei fratelli Tate, ora al centro di un vero giallo legale tra Washington e Bucarest.

L’impero misogino sul web dei Fratelli Tate

Si tratta di Andrew Tate, 38 anni, e Tristan Tate, 36 anni. I due, cittadini con doppio passaporto-britannico e statunitense, provengono dal mondo della kickboxing professionale: Andrew, aka “Cobra”, misogino autodichiarato, ha accumulato quasi 11 milioni di follower su X. Creatura del Grande Fratello inglese nel 2016, gestisce anche un’accademia online dove insegnerebbe ai giovani uomini come diventare ricchi e attrarre le donne. Entrambi sono fan della prima ora del presidente Donald Trump. Il Cobra era stato bannato da Twitter per aver detto che le donne dovrebbero “assumersi la responsabilità” di essere state aggredite sessualmente. In passato, più volte ha utilizzato un linguaggio estremo in relazione ad atti di violenza contro le donne.

In un’intervista con un altro YouTuber, si era vantato più volte di essere “assolutamente un misogino“, aggiungendo: “Sono un realista e quando sei un realista, sei sessista. Non c’è modo di essere radicati nella realtà e non essere sessisti“. A questo si aggiungono altre perle come “le donne intrinsecamente pigre” o la convinzione che “non esiste una donna indipendente“. In un’intervista con la BBC nel giugno 2023, quando gli è stato chiesto se le sue opinioni controverse sulle donne danneggiassero i giovani, l’influencer affermò di essere una “forza del bene” e di “agire sotto l’istruzione di Dio per fare cose buone“. Come se non bastasse, Tate si è espresso più volte sul ruolo sociale della donna: “la vita senza figli […] è insensata e inutile. Se ti siedi qui e pensi sinceramente che ti farai il culo per tutti gli anni fertili, all’età di 54 anni non sarai suicida, da sola con un gatto“.

Le accuse a carico dei Tate

Alla fine del 2022 i fratelli Tate e due donne rumene vengono arrestati a Bucarest con l’accusa di aver messo su una banda criminale “per commettere il reato di tratta di esseri umani” tra Romania, Stati Uniti e Gran Bretagna. Formalmente incriminati lo scorso anno, si erano visti comunicare dal tribunale di Bucarest che il processo poteva iniziare lo scorso aprile. Poi, il colpo di scena: a dicembre un tribunale della capitale bulgara stabilisce che il caso contro i Tate e le due donne rumene non poteva proseguire a causa di molteplici irregolarità procedurali commesse dai pubblici ministeri. Separatamente, i fratelli sono ricercati nel Regno Unito per rispondere delle accuse di violenza sessuale, accuse da loro negate. A questa si aggiunge, sempre nel regno Unito, quella di evasione fiscale: un tribunale britannico ha stabilito nel dicembre 2024 che la polizia potrebbe sequestrare loro più di 2 milioni di sterline per non aver pagato le tasse su 21 milioni di sterline di entrate dalle loro attività online.

I fratelli Tate erano stati sottoposti al divieto di viaggio dalla giustizia rumena, restrizione che è stata recentemente revocata all’improvviso. Così, il 27 febbraio hanno lasciato il Paese a bordo di un jet privato, volando da Bucarest alla Florida. Le speculazioni su una loro possibile partenza erano montate nelle settimane precedenti, alimentate dal loro silenzio sui social media. Secondo i procuratori rumeni, i passaporti statunitensi della coppia dei fratelli sono stati restituiti, ma le indagini sui presunti crimini a loro carico restano aperte, dunque il ritorno in Romania è atteso.
La vicenda ha suscitato immediate reazioni a Washington, dove i Tate godono di un ampio seguito, in particolare negli ambienti della destra americana. Ad alimentare il dibattito sono state le dichiarazioni di alcune presunte vittime di Andrew Tate, che a inizio febbraio hanno espresso “estrema preoccupazione” per le indiscrezioni su un possibile allentamento delle restrizioni di viaggio.

Il sostegno della Camelot trumpiana ai fratelli Tate

La questione è emersa pubblicamente dopo che l’inviato speciale statunitense Richard Grenell ne ha discusso con il ministro degli Esteri rumeno Emil Hurezeanu durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Hurezeanu ha minimizzato l’intervento di Grenell, affermando di non averlo percepito come una “pressione diplomatica“, mentre lo stesso Grenell ha confermato al Financial Times il suo sostegno ai due fratelli. Va ricordato, inoltre, che Elon Musk ha ripristinato nel 2022 l’account X di Andrew Tate dopo l’acquisizione della piattaforma social. La vicinanza dei Tate al cerchio magico della nuova amministrazione Usa, tuttavia, ora rischia di esplodere in un nuovo caso, questa volta negli Stati Uniti. Il 7 novembre 2024, pochi giorni dopo l’elezione di Trump, Andrew Tate pubblicò una previsione su X. In risposta a un tweet in cui si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere dopo, rispose: “Il mio caso è stato archiviato. Tenete d’occhio questo spazio”.

Trump non si è mai espresso apertamente a sostegno dei Tate e nega di essere a conoscenza del ritorno dei fratelli negli Stati Uniti. “Non ne so nulla“, ha risposto laconico in una conferenza stampa durante la visita del Primo Ministro britannico Keir Starmer. Ma alcuni dei suoi più stretti consiglieri si sono espressi a sostegno dei Tate, e senza nasconderlo più di tanto. Tra questi c’è Musk, che a gennaio ha risposto a un video di Andrew Tate che parlava della sua candidatura a primo ministro del Regno Unito, commentando: “Non ha torto“. Poi è stata la volta Alina Habba, consigliera del presidente ed ex portavoce legale di Trump. Il 12 gennaio di quest’anno ha parlato con Tate al podcast The Benny Show, dicendo di essere una “grande fan” e dicendogli “Ti copro le spalle qui“. Paul Ingrassia, il neo-nominato collegamento della Casa Bianca per il Dipartimento di Giustizia, è stato uno degli avvocati assunti da Andrew Tate per combattere il suo caso di tratta di esseri umani. Ha spesso elogiato Tate, pubblicando il suo sostegno pubblicamente su X. Dan Bongino, il vicedirettore nominato da Trump dell’FBI, ha promosso l’account di Tate su Rumble, una delle poche piattaforme di social video in cui Tate non è bannato.

Il quadro continua a non restare chiaro, soprattutto alla luce degli ultimi tumulti interni alla Romania legati al caso Georgescu. C’è stata una trattativa segreta tra il Governo rumeno e l’amministrazione Trump? E cosa ci avrebbe guadagnato Bucarest? Difficile dimostrarlo. Ora i due giocano ai perseguitati, scomodando perfino Nelson Mandela e Maslcom X. Intanto, sono tornati alla loro vita da nababbi e, sebbene innocenti fino a prova contraria, lì fuori migliaia di ragazzini, soprattutto negli Usa e nel Regno Unito, sono assuefatti ai contenuti dei due bellimbusti, scatenando una vera e propria emergenza nazionale.

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