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	<title>Ursula von Der leyen Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ursula von Der leyen Archives - InsideOver</title>
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		<title>Stephen Bryen smonta ReArm Europe: &#8220;Costoso e poco produttivo&#8221;. E sulla Russia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/stephen-bryen-smonta-rearm-europe-costoso-e-poco-produttivo-e-sulla-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 09:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="593" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stephen Bryen" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-600x278.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-768x356.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Minaccia russa contestata: Bryen ritiene che non ci siano prove oggettive di un’intenzione russa di attaccare la NATO, attribuendo i conflitti in Georgia (2008) e Ucraina (2022) a provocazioni esterne, come l’espansione NATO, più che ad aggressioni russe.  </p>
<p>Limiti europei: Sottolinea che l’Europa non può sostituire gli USA nel supportare l’Ucraina, a causa di un esercito in cattive condizioni, anni di trascuratezza post-1991 e mancanza di capacità avanzate come quelle di intelligence e sorveglianza statunitensi.  </p>
<p>Produzione e risorse: Pur spendendo più della Russia in difesa, l’Europa soffre di un’industria inefficiente e costosa, con aziende come Leonardo limitate da catene di approvvigionamento lente e poca competitività rispetto a giganti come Lockheed o Thales.  </p>
<p>Fabbisogno di truppe: Un aumento della produzione militare richiederebbe 300.000-500.000 soldati in più, una forza che l’Europa non ha né sembra in grado di creare, rendendo irrealizzabili piani ambiziosi senza riforme strutturali o alternative come l’automazione.  </p>
<p>Soluzioni e dipendenze: Propone fusioni (es. Leonardo con Thales o RTX) per migliorare l’efficienza e vede l’importazione di sistemi avanzati (es. AEGIS Ashore) come inevitabile, pur riconoscendo che ciò comprometta l’autonomia strategica europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/stephen-bryen-smonta-rearm-europe-costoso-e-poco-produttivo-e-sulla-russia.html">Stephen Bryen smonta ReArm Europe: &#8220;Costoso e poco produttivo&#8221;. E sulla Russia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="593" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stephen Bryen" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-600x278.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/maxresdefault-e1741337451819-768x356.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Stephen Bryen</strong> è una voce autorevole voce nel campo della Difesa e dell’analisi militare: ex sottosegretario durante l’amministrazione Reagan e già presidente di Finmeccanica North America (oggi Leonardo), Bryen vanta una lunga carriera nel campo dell&#8217;industria bellica e della sicurezza internazionale. Lo abbiamo intervistato per porgli qualche domanda sul piano ReArm Europe presentato da <strong>Ursula von der Leyen</strong> che prevede <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-non-vale-un-dibattito-alla-von-der-leyen-per-spendere-800-miliardi-il-parlamento-non-serve.html">una spesa di 800 miliardi di euro tra debiti e prestiti</a>. Un piano che è stato <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">approvato dal Consiglio europeo informale</a> convocato nella giornata di ieri &#8211; giovedì 6 marzo &#8211; a Bruxelles.</p>



<p><strong>Bryen, sia Ursula von der Leyen che <a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-attacca-la-russia-la-guerra-in-ucraina-e-un-conflitto-globale.html">Emmanuel Macron hanno sottolineato che la Russia rappresenta una minaccia significativa per l’Europa</a>, giustificando così l’aumento della spesa per la difesa. È d’accordo con questa valutazione? E pensa che l’Europa abbia la capacità di sostituire il ruolo dell’America nel sostenere l’Ucraina, considerate le attuali limitazioni militari ed economiche del continente?</strong></p>



<p>&#8220;La prospettiva di gran parte dell’élite di politica estera in Europa e altrove è che la Russia rappresenti una minaccia significativa per l’Europa. L’argomentazione si basa, principalmente, sugli eventi accaduti in Georgia nel 2008 e su quanto è successo in Ucraina, soprattutto da quando la Russia ha inviato apertamente le sue truppe in Ucraina il 24 febbraio 2022. La guerra tra Russia e Georgia è stata una questione molto breve che molto probabilmente è stata provocata in un conflitto armato dai georgiani. La guerra in Ucraina è stata provocata dall’espansione della Nato e dalle minacce alla sicurezza russa provenienti dalla Nato&#8221;.</p>



<p><strong>E cosa pensano ora gli Stati Uniti?</strong></p>



<p>&#8220;Gli Stati Uniti non sostengono più la tesi che la causa principale della guerra in Ucraina sia stata l’aggressione russa. Oggettivamente, non ci sono prove che la Russia abbia intenzione di iniziare una guerra con la Nato. Detto questo, la Russia ora ha un esercito più esperto rispetto a prima del conflitto in Ucraina (a differenza del disastro militare che ha compiuto in Georgia). Inoltre, ha un’industria degli armamenti che opera a un alto tasso di produzione. Sebbene ciò possa avere implicazioni per il futuro, la maggior parte degli economisti ritiene che la Russia non possa permettersi di mantenere la produzione di armi a un ritmo elevato in futuro. Inoltre, gran parte di ciò che sta producendo finisce in Ucraina, dove le perdite di equipaggiamento e il consumo di munizioni sono elevati. Ciò significa che, se la Russia dovesse attaccare in Europa, dovrebbe ricostruire le sue scorte di <em>hardware</em> e anche reclutare e addestrare molti più soldati. Da quanto si può dedurre dai commenti dei funzionari del governo russo, se la guerra in Ucraina si risolvesse, la Russia vorrebbe riprendere il commercio con i Paesi europei. In altre parole, sulla base delle dichiarazioni russe, non c’è una minaccia aperta all’Europa&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-459729" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307095211653_dce63928f7af7d1cb43b3883a93bf993.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Ne è sicuro? </strong></p>



<p>&#8220;Attualmente, la Russia ha piena occupazione e c’è una carenza di lavoratori. Si può prevedere che la Russia vorrebbe ridurre il numero di soldati a contratto per fornire ulteriore manodopera alla sua forza lavoro. Per quanto riguarda la possibilità che l’Europa sostituisca gli Stati Uniti, mi sembra un sogno irrealizzabile. Gran parte dell’infrastruttura di sicurezza degli Stati Uniti, comprese le avanzate capacità di intelligence e sorveglianza, non può essere replicata dagli europei. Non è un’area in cui gli investimenti europei si avvicinano minimamente alla spesa statunitense per satelliti, intercettazioni elettroniche, droni specializzati, ecc. Inoltre, la maggior parte dei rapporti evidenzia che l’esercito europeo è in cattive condizioni e alcuni Paesi hanno difficoltà a trattenere i soldati, persino a fornire loro un alloggio decente. Ci vorranno molti anni per invertire la debole condizione delle forze armate europee. Stiamo parlando di anni di trascuratezza, derivanti da una decisione affrettata nel 1991 o poco dopo di liquidare le risorse difensive e raccogliere quello che allora veniva chiamato “dividendo della pace” dopo il crollo dell’Urss. È particolarmente affascinante, alla luce di questo disarmo parziale volontario in Europa, che nello stesso periodo la Nato abbia iniziato a espandersi, senza considerare le implicazioni o le potenziali conseguenze&#8221;.</p>



<p><strong>In realtà, <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/policies/defence-numbers/">i Paesi europei spendono già di più per la difesa rispetto alla Russia</a>. È una questione di risorse o forse più di come vengono investiti i soldi?</strong></p>



<p>&#8220;La produzione di difesa in Europa è molto costosa e la produttività è piuttosto bassa. Sebbene ci siano alcuni consorzi di successo, la maggior parte di essi aggiunge solo costi ed inefficienza. Bisogna anche considerare che le armi russe sono molto più economiche. Inoltre, ogni Paese europeo deve destinare forze alla protezione del proprio territorio mentre, teoricamente, contribuisce con forze, equipaggiamenti e rifornimenti alla Nato. Al momento, ad esempio, Michael Stempfle, il portavoce ufficiale del ministero della Difesa tedesco, afferma che la Germania non ha più armi da fornire all’Ucraina e deve concentrarsi sulla propria difesa&#8221;.</p>



<p><strong>In un <a href="https://weapons.substack.com/p/europe-wants-to-massively-increase">articolo pubblicato su <em>Substack</em></a>, lei afferma che un aumento della produzione di equipaggiamento militare richiederebbe da 300.000 a 500.000 truppe aggiuntive, una forza che l’Europa non ha né sembra in grado di creare. Avere magazzini pieni di equipaggiamento senza operatori è un’idea impraticabile. Vede alternative valide per affrontare questa carenza?</strong></p>



<p>&#8220;Per combattere una guerra serve un esercito. Quell’esercito può essere composto da soldati a contratto che si arruolano volontariamente o da coscritti. Non conosco alcun impegno reale in nessuna capitale europea per adottare misure concrete per ampliare significativamente la struttura delle forze. Se la Nato volesse davvero combattere la Russia, avrebbe bisogno di una forza addestrata molto più grande di quella che ha ora, che al massimo è una piccola capacità <em>expeditionary</em> che affronta carenze di munizioni ed equipaggiamento. Nonostante le richieste di aumentare la spesa per la Difesa, lasciando indefinito su cosa spendere, sembra che non ci sia un vero piano per fare molto per mettere in campo una forza e una capacità Nato più grandi&#8221;.</p>



<p><strong>Basandoti sulla sua esperienza come ex presidente della divisione nordamericana della più grande azienda di difesa italiana, descrive le aziende di difesa europee come inefficienti e lente. Quali riforme strutturali o cambiamenti operativi ritiene necessari per rendere queste aziende competitive, specialmente se venissero inondate di nuovi fondi come delineato nella proposta?</strong></p>



<p>&#8220;L’Italia potrebbe essere diversa dalla Francia o dal Regno Unito, quindi voglio essere cauto e non estrapolare ciò che so sulla produzione di difesa italiana per applicarlo più ampiamente.<br>Detto questo, le aziende di difesa italiane sono per lo più dominate da due società, Fincantieri per le navi (sia militari che commerciali) e Leonardo (precedentemente Finmeccanica), ora orientata principalmente alla Difesa, dopo essersi disfatta delle sue attività ferroviarie ed energetiche. Mentre Fincantieri si concentra principalmente sui cantieri navali (in precedenza ce n’erano otto appartenenti a Fincantieri), Leonardo, che ha cercato di integrare i suoi <em>asset</em>, è stata per lo più composta da singole attività acquisite in momenti diversi e con culture differenti&#8221;.</p>



<p><strong>Quindi? </strong></p>



<p>&#8220;Se c’è una caratteristica distintiva, è che sono piuttosto piccoli rispetto ad alcuni dei loro concorrenti americani ed europei (ad esempio, Lockheed, Thales). Leonardo ha un settore aerospaziale, ma la sua produzione di aerei si è ridotta a un solo addestratore, e il volume delle vendite difficilmente giustifica il mantenerlo. Ciascuna di queste unità di Leonardo ha la propria catena di approvvigionamento, e per lo più si tratta di piccole aziende che sono lente nel consegnare i prodotti e molto costose. Leonardo ha una grande controllata americana, DRS, che credo sia redditizia, ma a causa di restrizioni di sicurezza Leonardo ha poco controllo sulle sue operazioni. Se dovessi usare Leonardo come modello, lo fonderei con <em>Thales</em> in Francia o, in alternativa, con una grande azienda americana come <em>RTX</em> (precedentemente <em>Raytheon</em>). Una tale fusione consentirebbe economie di scala e un modo migliore per gestire la catena di approvvigionamento. Le discussioni sulle fusioni circolano in Europa da decenni, ma poco di ciò che sarebbe necessario si concretizza, principalmente a causa della politica nazionale e dell’orgoglio&#8221;.</p>



<p><strong>Lei afferma che l’Europa potrebbe dover importare sistemi di difesa avanzati (come l’AEGIS Ashore dagli Stati Uniti o l’Arrow 3 da Israele) per colmare lacune, ad esempio, nella difesa aerea. Ritiene che questa dipendenza da fornitori esterni possa minare l’autonomia strategica dell’Europa, o la vede come una necessità inevitabile dato lo stato attuale dell’industria europea?</strong></p>



<p>&#8220;Mi sembra che sia inevitabile, soprattutto perché gli investimenti europei in tecnologie di difesa di fascia alta sono stati troppo limitati rispetto alle necessità. Mentre l’Italia produce alcuni buoni sistemi di difesa aerea terminale come l’Aster o il SAMP-T (insieme alla Francia), l’ingrediente mancante sono i sistemi di difesa aerea <em>esoatmosferica</em> per contrastare le minacce dei missili balistici a lungo raggio, e manca anche l’integrazione delle difese aeree una volta che ce ne siano abbastanza da fare la differenza. Gli Stati Uniti e Israele sono stati pionieri nell’integrazione della difesa aerea e le loro principali agenzie di difesa missilistica supportano questo sforzo. L’Europa deve fare lo stesso, ma ciò non può avvenire solo a livello nazionale. La Nato dovrebbe elaborare un piano per una capacità di difesa aerea integrata per l’Europa, ma siamo molto lontani dal realizzarlo&#8221;.</p>



<p><strong>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-sfiducia-zelensky-stop-agli-aiuti-militari.html">ha congelato gli aiuti all’Ucraina</a> dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-rissa-alla-casa-bianca-gli-errori-di-zelensky-il-rischio-di-trump.html">l’incontro disastroso con Zelensky</a> nello Studio Ovale. Che impressione ha avuto da quel confronto molto duro?</strong></p>



<p>&#8220;La mia impressione è che Zelensky volesse opporsi fermamente a qualsiasi negoziato con la Russia e pensasse di poter convincere Trump a capire che l’Ucraina era contraria, così come lo erano gli amici di Zelensky in Europa (in particolare Regno Unito, Francia e Germania). La decisa azione di Trump di congelare le consegne di armi all’Ucraina è stata per far capire a Zelensky che, a meno che l’Ucraina non collabori, non ci sarà flusso di armi. Gli Stati Uniti hanno anche interrotto il supporto di intelligence, il che è un grosso problema perché era il modo in cui gli ucraini potevano mirare a bersagli all’interno della Russia. Questo è stato un messaggio a Putin che gli Stati Uniti vogliono contenere l’Ucraina e li spingeranno a collaborare. Ora capisco che Starmer e Macron vogliano accompagnare Zelensky a Washington per fare pressione su Trump e cercare di porre limiti a qualsiasi accordo con la Russia. Non sono affatto sicuro che Trump sia disposto a considerare un incontro che potrebbe rapidamente degenerare in un altro confronto&#8221;.</p>



<p><strong>E per quanto riguarda la situazione sul campo di battaglia? La Russia sta vincendo la guerra?</strong></p>



<p>&#8220;La Russia è vicina a scacciare gli ucraini da Kursk (che è territorio russo) e sta facendo progressi nel Donbass. Tuttavia, i combattimenti sono ancora intensi e entrambe le parti stanno perdendo uomini ed equipaggiamenti. In termini generali, la Russia sta guadagnando terreno in modo costante, anche se lentamente. Penso che l’obiettivo militare russo sia quello di logorare e forzare il collasso dell’esercito ucraino, consumando la loro capacità di combattimento e distruggendo il morale dell’esercito ucraino. Questo è il “fattore X” nella guerra in Ucraina&#8221;.</p>
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		<title>ReArm Europe non vale un dibattito: alla Von der Leyen per spendere 800 miliardi il Parlamento non serve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 09:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ursula von der Leyen Articolo 122 Parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlamento escluso: Ursula von der Leyen intende usare l’articolo 122 del TFUE per aggirare il voto del Parlamento Europeo, imponendo il piano "ReArm Europe" da 800 miliardi senza dibattito, nel nome di un’"emergenza" perpetua.</p>
<p>Emergenza come pretesto: L’articolo 122, pensato per situazioni eccezionali, viene giustificato con una presunta "emergenza esistenziale" legata alla Russia, nonostante manchino prove concrete di una minaccia imminente.</p>
<p>Democrazia umiliata: Scavalcare il Parlamento, già debole, è un’umiliazione deliberata che rafforza il potere di un establishment europeo screditato, minando ulteriormente il processo democratico.</p>
<p>Impatto sull’Italia: Il piano richiede all’Italia un contributo tra 88 e 120 miliardi in quattro anni, con un extra di 7 miliardi già nel 2025, aumentando il debito pubblico in un contesto di stagnazione economica.</p>
<p>Conseguenze economiche: Per finanziare il riarmo, l’Italia potrebbe dover alzare le tasse o tagliare welfare e servizi, rischiando di favorire le grandi aziende della difesa USA a spese dei cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-non-vale-un-dibattito-alla-von-der-leyen-per-spendere-800-miliardi-il-parlamento-non-serve.html">ReArm Europe non vale un dibattito: alla Von der Leyen per spendere 800 miliardi il Parlamento non serve</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ursula von der Leyen Articolo 122 Parlamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103212442_0cb53baab6ef648e7ca41c001c2b69e2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>Nessun dibattito politico. Parlamento scavalcato, umiliato, messo da parte nel nome dell&#8217;emergenza perpetua, quella che consente a questo establishment politico screditato e delegittimato di governare, di mantenere il potere. <strong>Ursula von der Leyen</strong>, presidente della Commissione Europea, sembra determinata a ignorare il già discutibile processo democratico dell’Unione Europea con il suo ambizioso piano <a href="https://it.insideover.com/politica/armiamoci-e-partite-von-der-leyen-presenta-rearm-europe-il-piano-da-800-miliardi-per-la-difesa.html">ReArm Europe da 800 miliardi di euro</a>. A confermarlo, come riportato da vari media, tra cui l&#8217;<em>Ansa </em>e l&#8217;<em><a href="https://www.atlanticcouncil.org/blogs/new-atlanticist/how-europe-wants-to-rearm-itself/">Atlantic Council</a></em>, la stessa Von der Leyen durante la conferenza dei capigruppo dell’Eurocamera, annunciando l’intenzione di utilizzare l’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) per aggirare il voto del Parlamento Europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;emergenza come metodo di governo</h2>



<p>Questo strumento, pensato per <strong>emergenze eccezionali</strong>, le permetterebbe di imporre un pacchetto da 800 miliardi di euro per il riarmo europeo senza alcun dibattito. Ma è possibile chiedere ai 27 Paesi europei di indebitarsi per i prossimi anni &#8211; aumentando il debito pubblico &#8211; senza uno straccio di dibattito in un Parlamento già svuotato di reali poteri? Che democrazia è mai questa? E quale sarebbe l&#8217;emergenza, dato che si tratta di un progetto da qui ai prossimi anni? </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-459531" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306103312857_af8c8e6a0cdd25b0e56d6840e1b13f45.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Bypassare il voto parlamentare non è solo una scorciatoia procedurale; è <strong>un’umiliazione deliberata di un’istituzione</strong> che, pur con i suoi (mille) difetti, rappresenta un contrappeso alla Commissione europea stessa.  Secondo Von der Leyen, l’articolo 122 è giustificato da una presunta &#8220;emergenza esistenziale&#8221; per l’Europa &#8211; <a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-attacca-la-russia-la-guerra-in-ucraina-e-un-conflitto-globale.html">evocata anche dal presidente francese Macron</a> nel suo discorso alla nazione &#8211; legata alle minacce alla sicurezza e al conflitto in Ucraina. In buona sostanza, la minaccia è rappresentata dalla Russia, che sarebbe pronta a invadere l&#8217;Europa, una tesi ripetuta a pappagallo dagli <strong>zelanti adulatori dell&#8217;establishment bellicista</strong>, dai vari &#8220;<em>no-pax</em>&#8220;, ma <a href="https://responsiblestatecraft.org/russia-threat/">che rimane priva di reale fondamento</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa per l&#8217;Italia</h2>



<p>Per l&#8217;Italia, conti alla mano, come spiega <em>Skytg24</em>, si tratta come minimo di mettere in campo &#8211; in deficit, perché per le armi si può &#8211; da un minimo di 88 miliardi di euro a un massimo di 120 miliardi di euro. In quattro anni. Questo significa che già quest&#8217;anno sarebbero necessari <strong>7 miliardi di euro</strong> in più rispetto al 2024. Considerando il fatto che l&#8217;Europa è in un momento di grave stagnazione economica, in prospettiva significa &#8211; come minimo &#8211; dover alzare ulteriormente la <strong>pressione fiscale</strong> (quindi alzare le tasse), se non tagliare <em>welfare</em> e servizi, peraltro con il rischio (concreto) di <a href="https://it.insideover.com/guerra/europa-spendere-di-piu-per-la-difesa-oggi-vuol-dire-spendere-di-piu-per-le-armi-usa.html">gonfiare ulteriormente i bilanci delle grandi aziende della Difesa degli Stati Uniti</a>. Perché il conto prima o poi qualcuno lo deve pagare. </p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;accordo commerciale Ue-Messico, una puntura di spillo ai dazi di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/laccordo-commerciale-ue-messico-una-puntura-di-spillo-ai-dazi-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 11:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="639" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156.jpg 639w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p>
<p>L’accordo di libero scambio rinnovato tra Unione Europea e Messico, siglato a pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump,</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/laccordo-commerciale-ue-messico-una-puntura-di-spillo-ai-dazi-di-trump.html">L&#8217;accordo commerciale Ue-Messico, una puntura di spillo ai dazi di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="639" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156.jpg 639w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/P039870-921156-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p>
<p>L’accordo di libero scambio rinnovato tra <strong>Unione Europea e Messico,</strong> siglato a pochi giorni dall’insediamento del secondo mandato di <a href="https://it.insideover.com/dossier/lagenda-di-trump">Donald Trump, </a>rappresenta una mossa strategica carica di significato. Da un lato, il Messico cerca di rafforzare i propri legami economici con il blocco europeo per dimostrare una certa autonomia rispetto al gigante statunitense. Dall’altro, l’Europa sfrutta l’occasione per riaffermare il proprio ruolo di promotrice del multilateralismo economico in un contesto sempre più segnato da spinte protezionistiche.</p>



<p>Il peso degli Stati Uniti nell’economia messicana resta però schiacciante. Con l’83% delle esportazioni dirette verso il <strong>mercato americano,</strong> il Messico non può realisticamente pensare di ridurre a breve termine la propria dipendenza dai vicini del Nord. I piani di Trump, che prevedono <strong>l’imposizione di tariffe del 25% su molte merci messicane, </strong>minacciano di colpire duramente settori chiave dell’economia messicana, con conseguenze inevitabili anche sul piano sociale e politico. L’accordo con l’Unione Europea, pur significativo, non può colmare da solo questo enorme divario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un accordo simbolico ma dai benefici limitati</h2>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a></strong> ha descritto l’accordo come un esempio del potenziale di un commercio aperto e regolato nel promuovere prosperità, sicurezza economica e sviluppo sostenibile. Parole che sottolineano una visione diametralmente opposta rispetto al protezionismo trumpiano, ma che non possono ignorare la realtà: l’Unione Europea rappresenta solo una piccola frazione del commercio estero del Messico, e i benefici di questa intesa saranno limitati nel breve termine.</p>



<p>La storia recente fornisce un monito. Durante il primo mandato di Trump, le tariffe su acciaio e alluminio avevano inizialmente portato benefici ad alcune aziende americane, ma l’effetto si era rapidamente esaurito. I prezzi erano tornati ai livelli pre-tariffa e molte aziende del settore avevano visto crollare il valore delle proprie azioni. Ciò che invece era rimasto era il deterioramento dei rapporti tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner commerciali, tra cui proprio il Messico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-453713" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124115942243_f66091c98c5b81e51db86feea2650c35.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il commercio come arma politica</h2>



<p>Per il Messico, il rischio è che questa situazione si ripeta. Trump non ha mai nascosto la propria volontà di <strong>sfruttare il commercio come leva politica</strong>, e il nuovo accordo con l’Europa potrebbe essere visto come una provocazione. Tuttavia, per il Governo messicano, questa scelta rappresenta una necessità: costruire una rete di relazioni economiche più diversificata è l’unico modo per evitare di essere totalmente soggetti alle fluttuazioni dell’umore politico di Washington.</p>



<p>L’accordo tra Messico e Unione Europea è, dunque, più una dichiarazione di intenti che una soluzione immediata. Per l’Europa, è un’occasione per espandere la propria influenza economica nel continente americano, in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano più inclini al conflitto che alla collaborazione. <strong>Per il Messico, è un segnale di resilienza e un passo verso una maggiore autonomia. </strong>Ma il peso della realtà economica resta ineludibile: la strada per affrancarsi dalla dipendenza dagli Stati Uniti sarà lunga e piena di ostacoli. E il successo di questa strategia dipenderà, più che dai nuovi accordi, dalla capacità di resistere e adattarsi alle sfide che verranno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/laccordo-commerciale-ue-messico-una-puntura-di-spillo-ai-dazi-di-trump.html">L&#8217;accordo commerciale Ue-Messico, una puntura di spillo ai dazi di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 06:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;Unione Europea con la presidenza di turno della Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk ha espresso la volontà di mettere la difesa e la sicurezza al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di alimentare pesantemente il riarmo del blocco. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241031123852250_d4201c011c0cfba807cea7bea1f62c20-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2025 si apre per l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> con la presidenza di turno della <strong>Polonia che tramite il primo ministro Donald Tusk</strong> ha espresso la volontà di mettere la <a href="https://notesfrompoland.com/2025/01/02/poland-begins-eu-presidency-with-focus-on-security/">difesa e la sicurezza</a> al centro del proprio mandato, sostenendo gli sforzi della Commissione Europea di Ursula von der Leyen di <strong>alimentare pesantemente il riarmo del blocco</strong>. La Polonia, ampiamente in testa nella corsa economica, politica e sociale alla mobilitazione a un contesto geopolitico pre-conflittuale (<a href="https://it.insideover.com/difesa/fabbriche-di-trattori-per-produrre-blindati-armi-da-fuoco-nelle-scuole-il-riarmo-a-tutto-campo-della-polonia.html">ne abbiamo dato conto</a>), non è un caso isolato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa dell&#8217;Europa al riarmo </h2>



<p>Forte del ruolo primario dato ai <strong>&#8220;falchi</strong>&#8221; sulle questioni securitarie, la seconda Commissione von der Leyen si prospetta destinata ad essere la <strong>paladina del riarmo dell&#8217;Ue</strong> e a cercare di generare Andrius Kubilius, ex premier lituano e Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha definito il &#8220;big bang delle spese militari&#8221; dei Ventisette. Ad oggi le spese militari coprono, complessivamente, l&#8217;1,9% del Pil del Vecchio Continente e il valore totale è cresciuto di più del 30% dal 2021, ultimo anno prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, in avanti, toccando nel 2024 una stima complessiva di <strong>326 miliardi di euro</strong>, che per l&#8217;<strong>Agenzia Europea della Difesa (Eda)</strong> si è rivolto per il 31% a investimenti in tecnologie e infrastrutture militari, con 90 miliardi dedicati agli acquisti di nuovi armamenti.</p>



<p>Una fase di <strong>ampia e dinamica corsa al riarmo,</strong> quella europea, che ha fatto la fortuna dell&#8217;industria e contribuito a aumentare la quota di mercato delle aziende del Vecchio Continente, dentro e fuori il blocco. Ma per Kubilius, che assieme all&#8217;ex premier estone <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html">Kaja Kallas (Alto Commissario alle Politiche Estera e di Sicurezza Comune) </a>delinea l&#8217;agenda estera dell&#8217;Europa, non è abbastanza. <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2024/12/05/eu-member-states-should-frontload-defence-budgets-to-finance-necessary-big-bang-kubilius">Kubilius, ricorda <em>EuroNews,</em></a> nella sua prima audizione all&#8217;Europarlamento a dicembre ha ricordato che a suo avviso all&#8217;Europa sono &#8220;necessari circa <strong>500 miliardi di euro per costruire uno scudo di difesa aerea comune </strong>e altri 200 miliardi di euro nel prossimo decennio per ammodernare le infrastrutture, in modo che le truppe e gli equipaggiamenti militari possano essere facilmente mobilitati in tutta fretta&#8221; in caso di minaccia ai confini di un attore ostile (leggi: Russia).</p>



<p>Cosa manca all&#8217;Europa per rafforzare la propria capacità operativa? Il <strong>Coordinated Annual Review on Defence </strong>dello scorso novembre prodotto dall&#8217;Eda vedeva 18 Stati membri sottolineare l&#8217;importanza dello scudo aereo comune delineato da Kubilius, 14 pronti a considerare il procurement congiutno di strumenti e piattaforme di guerra elettronica, 17 Stati pronti a lavorare su delle munizioni circuitanti (i famosi &#8220;droni kamikaze&#8221;) europee e 7 pronte a sviluppare entro il 2040 una nuova linea di nave da combattimento europea (Ecv). Assieme a Belgio e Cipro, l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese che si è <a href="https://eda.europa.eu/news-and-events/news/2024/11/19/2024-defence-review-paves-way-for-joint-military-projects">detto pronto a operare su tutti e quattro i fronti.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Next Generation Eu per le armi?</h2>



<p>Kubilius a dicembre ha detto che a suo avviso il finanziamento della difesa europea dovrà passare attraverso lo sforzo comune dei Paesi europei: ormai il 2% del rapporto spese militari/Pil pensato dalla Nato nel 2014 appare desueto, e si punta a quel 3% ampiamente sfondato da Polonia e baltici. </p>



<p>Per l&#8217;ex premier di Vilnius, <strong>200 miliardi di euro di spese militari extra  per coprire il fabbisogno comunitario da almeno 700 miliardi</strong> per i due programmi cardine della sua agenda dovranno essere messi dagli Stati membri con un 1% di spesa militare su Pil a testa, il resto potrebbe essere <strong>ottenuto tramite l&#8217;emissione di obbligazioni comune</strong>, un vero e proprio &#8220;Next Generation Eu per il riarmo&#8221; che ad oggi appare l&#8217;unica frontiera possibile di mutualizzazione del debito di cui si potrà discutere in Europa. </p>



<p>Una piattaforma possibile per creare questo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-idea-in-europa-usare-il-mes-per-finanziare-la-difesa-comune.html">fondo comune potrà essere il famigerato <strong>Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes)</strong></a> in passato braccio armato dell&#8217;austerità? Se ne parla ampiamente in un&#8217;Europa in cui una certezza c&#8217;è: mancano i soldi per molti programmi comuni ed è tornato di moda il rigore, ma non per il riarmo. E chi altrove spingeva sull&#8217;austerità, come il neo-segretario Nato Mark Rutte, sulla corsa alle armi non vuole che si badi a spese. Un altro segno dei tempi complessi e spesso contraddittori in cui viviamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-2025-sara-lanno-del-big-bang-europeo-sulla-spesa-militare.html">Il 2025 sarà l&#8217;anno del &#8220;big bang&#8221; europeo sulla spesa militare?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa riscopre la naja ma non è una cosa seria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leuropa-riscopre-la-naja-ma-non-e-una-cosa-seria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 14:18:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Leva militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ritorno del servizio militare obbligatorio è un tema sempre più discusso nel Vecchio Continente. Ha iniziato la Lettonia, nel 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-riscopre-la-naja-ma-non-e-una-cosa-seria.html">L&#8217;Europa riscopre la naja ma non è una cosa seria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423005207784_c6837e3574ecdd8f5ad6d6e2da72c1a1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ritorno del <strong>servizio militare obbligatorio in Europa</strong> è tema sempre più discusso nel Vecchio Continente. Ha iniziato la Lettonia, nel 2023, tornando indietro dal sentiero abolizionista percorso nel 2007. Riga si è aggiunta a <strong>Paesi come l&#8217;Austria</strong>, che mantiene la neutralità al pari della confinante Svizzera e dunque fa della leva obbligatoria una questione di preparazione della popolazione, e soprattutto agli Stati in <strong>prima linea sui fronti caldi dell&#8217;Alleanza Atlantica e dell&#8217;Unione Europea</strong>. Si va dalla Grecia a <strong>Svezia e Finlandia</strong>, ultime entrate nel blocco atlantico. Ma anche gli altri due baltici, Estonia e Lituania, hanno la leva in vigore. La maggior parte di questi Paesi ha un obiettivo per la leva militare: lo <strong>strutturale tentativo di rispondere all&#8217;annosa paura della Russia</strong>, nemico pubblico numero uno in molte capitali.</p>



<p>Stupisce, in quest&#8217;ottica, che dentro e fuori l&#8217;Ue ci sia nei principali Paesi un&#8217;analoga tendenza a pensare a varie forme di <strong>coscrizione più o meno obbligatoria</strong> o di surrettizia militarizzazione della società. <strong>Boris Pistorius, popolarissimo ministro della Difesa tedesco</strong>, ha di recente sponsorizzato in prima persona un disegno di legge volto a <strong>aprire alla Germania</strong> al ritorno di una forma di leva, per ora volontaria, tramite la valutazione dell&#8217;idoneità al combattimento dei neo-diciottenni. Il Regno Unito ha promosso il<a href="https://www.forcesnews.com/services/army/british-army-ready-fight-russia-if-necessary-says-senior-military-leader"> &#8220;National Service&#8221;, una forma di leva a ferma ridotta.</a></p>



<p>Nell&#8217;ultimo biennio lo <strong>spauracchio russo</strong> ha alimentato trend crescenti della spesa militare europeo e mostrato i vuoti d&#8217;organico di molte forze armate, dato che, come <a href="https://carnegieendowment.org/research/2024/07/europes-conscription-challenge-lessons-from-nordic-and-baltic-states?lang=en">nota il Carnegie Endowement, </a>dopo la fine della Guerra Fredda &#8220;il passaggio dalle forze di leva alle forze di soli volontari ha lasciato vulnerabili molti eserciti europei, che continuano a lottare per raggiungere gli obiettivi di reclutamento e non hanno una massa sufficiente per difendersi da una Russia aggressiva ed espansionistica&#8221;. Questi Paesi, nota il think tank americano, &#8220;stanno ora prendendo in considerazione diverse strade per aumentare le loro forze in diminuzione, inclusa la reintroduzione della coscrizione obbligatoria. Stanno guardando ai loro vicini del Nord e dell’Est, che hanno tutti mantenuto o recentemente reintrodotto sistemi di coscrizione, ciascuno con importanti sfumature&#8221;.</p>



<p>Può funzionare? Difficile dirlo. Per un&#8217;ampia serie di motivi. In primo luogo, oggi la <strong>vera priorità delle forze armate</strong> è la professionalizzazione dei quadri e delle truppe, più che arrivare a grandi numeri. Armamenti sempre più sofisticati e capacità multifunzionali rendono addestramenti e sostegno alle truppe sempre più costosi. E questo riduce il costo-opportunità di dare armi assai delicate in mano a reclute temporanee.</p>



<p>In secondo luogo, esiste un <strong>dato sociale chiaro: l&#8217;Europa non è più attratta dal mondo militare</strong> come lo era ieri perché della <strong>guerra ha orrore</strong> e, soprattutto, decenni di pace hanno comprensibilmente creato altre priorità per le popolazioni del Vecchio Continente. L&#8217;Europa era il centro del mondo prima del <strong>suicidio delle due guerre mondiali</strong>, riprendendosi dalle quali ha conseguito il <strong>moderno livello di prosperità e sviluppo</strong> a cui non intende rinunciare.</p>



<p>Il terzo dato è che questi presupposti non sono in alcun modo modificabili per via <strong>eminentemente politica</strong>. Nessuna <strong>minaccia alle porte</strong> appare così grave da giustificare una <strong>militarizzazione massiccia</strong> delle nostre società. Usare il grimaldello della paura per portare <strong>precise politiche, come quella del riarmo</strong>, all&#8217;attenzione pubblica non ci sembra una manovra vincente. Non funziona con lo stimolo alla corsa alle armi, difficilmente lo farà con quella alle divise. <strong>Tra una Svezia che distribuisce volantini</strong> per la preparazione alla guerra, un Regno Unito che si dice pronto a combattere una guerra convenzionale con la Russia, una presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che visitando la Finlandia si complimenta per il suo sistema complesso di bunker e tanti discorsi che lasciano pensare che un&#8217;epoca di conflittualità generale sia ormai iniziata, <strong>militarizzare le società europee</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/terrorismo-finanza-pandemia-ambiente-il-secolo-delle-emergenze.html">in nome dell&#8217;<strong>ennesima emergenza</strong></a> di questi ultimi anni corre il rischio di creare l&#8217;effetto opposto a quello desiderato. E cioè svilire il nobile tema della difesa collettiva, riducendolo a mero esercizio di antiputinismo odierno. Senza un discorso complessivo sulle nostre società che forse sarebbe ben più pertinente fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-riscopre-la-naja-ma-non-e-una-cosa-seria.html">L&#8217;Europa riscopre la naja ma non è una cosa seria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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